All language subtitles for Warsaw -A City Divided.Eric Bednarski.2019.AMZN.WEB-DL.ZTR -ITA

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Original subtitles

Non c'� niente qui che mi ricordi il mio luogo di nascita.

C'era una volta una bella piazza. Piazza Muranowski.

Ricordo alberi e panchine.

Sono nata a Varsavia,

in una famiglia ebraica tradizionale.

Sono andata in una scuola materna per bambini ebrei,

dove insegnavano il polacco.

A casa parlavamo yiddish, ma non avevo problemi

con il polacco, perch� parlavamo anche quello.

I miei genitori e i miei nonni vivevano a Varsavia.

Abitavamo in via Zelazna 91.

Vicino al cancello c'era un piccolo negozio,

di propriet� di un ebreo, nostro vicino.

Faceva colpo su noi bambini

fingendo di cucirsi le dita con un ago.

Eravamo inorriditi.

Aveva una figlia, Lonia,

che era amica di mia sorella,

e vivevamo proprio come normali vicini.

Mia madre era di Varsavia.

La sua famiglia viveva l� da centinaia di anni.

Nowolipie: quella era la mia strada.

Spesso la vedo pi� chiaramente della Varsavia che mi circonda oggi.

� ancora la stessa nella mia mente.

Al mattino venivano consegnati i pretzel caldi,

si chiamavano bagel.

Non troverai bagel come quelli, oggi.

Potevi prenderne uno e srotolarlo.

I miei genitori vivevano in via Marszalkowska 49.

Era un cosiddetto buon vicinato.

La mia tata mi portava alla Chiesa del Santissimo Salvatore.

Ricordo che dovevamo recitare le preghiere.

Alcuni bambini dicevano di non conoscere le preghiere.

E io dicevo di s�, perch� me le aveva insegnate la mia tata.

E' stato nel Jordan Garden in via Bagatela

che per me � iniziata la Guerra.

Ero seduta in un recinto di sabbia e mia madre si avvicin�.

C'era una guerra in corso, disse, e che cosa avremmo fatto adesso?

Il 23 settembre 1939, dopo settimane di assedio e pesanti bombardamenti,

Varsavia si arrende. L'occupazione tedesca comincia.

� la qualit� speciale del sistema nazista.

Le persone che avevano l�energia per sviluppare

qualcosa, avevano il potere di farlo.

Quando il signor Dengel prese il controllo di Varsavia,

ai primi di dicembre del �39,

ebbe l�idea di invitare Hubert Gross

a Varsavia per costruire un "Dipartimento di costruzione" tedesco.

Hubert Gross era l'architetto che

a quel tempo era capo dell'ufficio urbanistica di W�rtzburg.

Gross si un� alla festa nel maggio del '33

sapendo che stava per succedere qualcosa di grande.

Mio padre, invece, che divenne l'architetto capo di Amburgo,

ader� al partito, come del resto la maggior

parte degli architetti tedeschi, il 1� maggio 1937.

Ho iniziato a definirmi un investigatore privato

e cercavo gli architetti tedeschi che

lavorarono in Polonia durante la guerra.

Gross, su consiglio del signor Dengel, svilupp� un sogno

di ridurre Varsavia quasi al nulla.

Sullo schermo c'� una visualizzazione di uno dei miei progetti.

Si basa sui piani fascisti per la costruzione di una

nuova citt� tedesca, die Neue Deutsche Stadt Warschau.

Questa � una ricostruzione virtuale di quella nuova Varsavia.

Questo � il centro della citt�.

� una citt� relativamente piccola. Gli ingressi dovevano

essere sorvegliati da torri di guardia su tutti i lati.

Questi sono gli edifici principali.

Dalla parte di Praga doveva esserci un quartiere per i polacchi,

che sarebbero stati lentamente sterminati. La nuova citt� tedesca di Varsavia

doveva essere abitata solo da tedeschi.

Non doveva esserci alcuna popolazione ebraica.

Per quanto riguarda Varsavia, il F�hrer ha deciso che

la ricostruzione di quella citt� come una grande metropoli polacca

� assolutamente fuori discussione.

Il desiderio del F�hrer � che in conformit� con i piani per lo sviluppo

del Governatorato Generale, Varsavia sar� ridotta a una citt� di provincia.

Dal diario del Governatore Generale Hans Frank.

Quando arrivarono i tedeschi, il terrore cominci� quasi subito.

Le comunicazioni e gli avvisi ufficiali...

Tutti dovettero consegnare tutti i propri oggetti di valore.

Gioielli,

radio, macchine fotografiche, pellicce.

Qualsiasi cosa di valore doveva essere consegnata.

Gli ebrei furono identificati

e costretti a portare al braccio la fascia con la stella di David.

Fu molto spiacevole.

Nella mia mente, questa

era una forma di degradazione.

In qualsiasi momento potevo essere umiliato.

Nella primavera del 1940 furono avviate le consultazioni per la creazione di

uno o pi� quartieri residenziali ebraici all'interno della citt� di Varsavia.

Alla fine, per�, si decise di istituire un unico distretto

nella zona dove tradizionalmente gli ebrei erano maggioritari.

Dottor Friedrich Gollert,

Untersturmf�hrer delle SS, capo della divisione pianificazione regionale,

Ufficio del Governatore del Distretto di Varsavia.

Oltre 1,2 milioni di persone vivevano a Varsavia prima della seconda guerra mondiale. Quasi 400.000 erano ebrei.

La citt� era la sede della seconda pi� grande comunit� ebraica nel mondo dopo New York.

Dov'era il quartiere ebraico di Varsavia?

C'erano quartieri ebraici,

Nalewki, Nowolipki dove erano quasi tutti ebrei,

ma quando sei un terzo della citt�, sei dappertutto.

E l'interazione con i non ebrei era un normale evento quotidiano.

Ci� si interrompe bruscamente con la

costruzione del muro del Ghetto di Varsavia,

che attraversa il cuore della citt� e divide

gli ebrei dai non ebrei come non erano mai stati divisi prima.

Il muro non apparve all'improvviso.

Pezzi su pezzi iniziarono a

crescere nell'aprile 1940.

Si trattava di tratti di muro

o di barriere con filo spinato.

Comparvero in vari posti.

Interferivano con la mobilit� delle persone,

ma era comunque possibile aggirarli.

La ditta Schmidt und M�nstermann

Il quartiere residenziale ebraico

Un metro lineare di muro di confine

equivale a 1,3 metri cubi di muro.

Fabbisogno giornaliero per 100 muratori:

12 metri cubi di calce bianca,

1.500 kg di cemento,

37.000 mattoni.

Non avevo idea di essere ebrea.

Quindi all'inizio mi chiedevo: perch� dobbiamo trasferirci?

Cosa significa che io sia ebrea

e perch� dobbiamo lasciare la nostra casa?

Quando arrivammo al Ghetto,

la prima cosa che vidi fu un poster orribile.

Non volevo essere come l'ebreo sul poster.

Ero sconvolta dal fatto di essere costretta a vivere l�.

Pensavo che ogni ebreo dovesse apparire cos�,

e tutto questo mi umiliava cos� terribilmente

che dissi a mia mamma che non volevo pi� essere

ebrea e che volevo tornare in via Marszalkowska,

e comunque perch� stava succedendo tutto questo?

Avviso. Per ordine del Governatore Distrettuale e con effetto immediato.

nel distretto di Varsavia sar� creato un quartiere ebraico autonomo

con l�obiettivo di prevenire la diffusione di malattie.

Nella citt� di Varsavia � stato stabilito un confine che circonda il quartiere ebraico

e tutte le strade di confine devono essere chiuse contemporaneamente fuori da esso,

su entrambi i lati, come segue:

Da Zielna a Krolewska e Zlota.

Da Zlota a Zielna e Zelazna.

Da Twarda a Zelazna e Srebrna.

Da Srebrna a Twarda e Miedziana.

Da Miedziana a Srebrna e piazza Kazimierz. Da piazza Kazimierz nord...

Un filmato amatoriale mai visto prima mostra scene dal Ghetto di Varsavia nel 1941

Tutti i filmati d'archivio di questo documentario provengono dalla stessa pellicola 8mm.

I polacchi potevano entrare nel Ghetto,

i rappresentanti delle aziende potevano entrare,

e lo stesso potevano fare i lavoratori comunali.

Fondamentalmente era per questioni ufficiali.

Abitavamo gi� nella zona che ora era il Ghetto,

poich� Piazza Muranowski rientrava nel Grande Ghetto.

Tuttavia, gli ebrei che vivevano

fuori dal Ghetto dovettero trasferirsi l�,

e i polacchi che vivevano nel Ghetto dovettero trasferirsi.

Questo port� a situazioni molto dolorose per le persone.

Lasciarono le loro case,

i loro mobili e i loro averi, portando solo pochi piccoli fagotti.

Il Ghetto divenne molto affollato.

Vediamo immagini dell'espulsione della comunit� ebraica.

Qualcosa di simile � successo anche al contrario.

C'erano decine di migliaia di persone come noi.

Ricordo che ero seduto su un carro,

pieno delle nostre cose.

Fummo cacciati da Zelazna perch� l� fu creato il Ghetto.

Fummo trasferiti in via Brzeska, numero 5, appartamento 110.

Era una rovina.

Le misure prevedevano il reinsediamento di circa 700 tedeschi etnici,

113.000 polacchi e 138.000 ebrei.

Il quartiere ebraico di Varsavia � un'area chiusa,

tagliato fuori dall'ambiente circostante da muri, recinzioni e cos� via.

La circolazione di persone e merci dentro e fuori dell'area � consentita solo tramite un permesso speciale.

Dottor Friedrich Gollert,

Untersturmf�hrer delle SS, capo della divisione pianificazione regionale,

Ufficio del Governatore del Distretto di Varsavia.

Per persone come me,

stare fuori dalle mura del Ghetto

non significava che la vita fosse facile.

Ci fu assegnata una stanza singola in cui vivere.

Eravamo in cinque.

La popolazione ebraica cerc� sempre

contatti fuori dalle mura del ghetto

per procurarsi cibo.

All'inizio Lonia venne da noi in via Brzeska,

anche se in quel momento non stavamo bene.

Eravamo tre fratelli, mia mamma, mio padre.

Pap� faceva il contrabbando, perch� allora non c'era altro modo.

Ma mia mamma metteva da parte patate

e bucce per lei.

Non sono sicuro di cos'altro abbia ottenuto, ma in qualche modo abbiamo condiviso.

Pi� tardi Lonia smise di venire.

Naturalmente non conoscevamo il motivo.

Il padre teneva rotoli di banconote.

Non so se allora fossero tagli pi� grandi,

ma i rotoli diventavano sempre pi� piccoli,

finch� non rimasero pi� soldi.

Dopodich� mia sorella semplicemente scomparve.

Non so come. Lei e mio padre hanno semplicemente cessato di esistere.

Non ricordo nessun addio

n� alcuna circostanza.

Forse la mia memoria si � rifiutata perch� era troppo terribile.

Il centro della citt� fu tagliato fuori e smise di funzionare normalmente.

Quando vedi quale parte della citt� costituiva il Ghetto,

ti rendi conto che era il cuore di Varsavia.

Se si tiene conto del fatto che anche

i tedeschi si ritagliarono un pezzo,

ci� che restava di Varsavia per i suoi abitanti

era solo una parte.

C'era il quartiere residenziale tedesco a sud di Varsavia,

e anche questo aveva un confine.

Ed � chiaro che nessun altro avrebbe potuto vivere l�.

Per proteggere la popolazione tedesca, su loro richiesta,

fu creato il distretto residenziale tedesco.

La polizia non pu� garantire ai tedeschi che vivono al di fuori di questo distretto

lo stesso grado di sicurezza personale garantito a coloro che vivono dentro.

Hans Pfliegner, Stabsamtsleiter del partito nazista, Varsavia

I soldati non dovevano essere visti per strada o in qualsiasi luogo pubblico con i polacchi

� uomini o donne � n� potevano entrare con loro nei ristoranti.

Attenzione quando si fanno conoscenze.

Non puoi mai essere sicuro di sapere con chi hai a che fare.

Nessun polacco, e certamente nessun ebreo,

pu� avere intenzioni oneste nei confronti di un tedesco.

Dalle istruzioni ai soldati della Wehrmacht

temporaneamente di stanza a Varsavia.

Tutto il materiale conosciuto in precedenza del Ghetto era opera degli occupanti nazisti

Questo filmato � la prima eccezione conosciuta.

L'autore di questo materiale era un polacco di 30 anni, commerciante e campione

di motociclismo, che prima della guerra era un appassionato regista amatoriale.

Da marzo a novembre 1941, facendo uso del suo pass per il Ghetto,

egli document� le aree della citt� tagliate fuori dal muro.

Le sue azioni gli fecero rischiare l'arresto e perfino la morte.

Notte e giorno,

in treno, in carrozza e in autobus

gli ebrei arrivano qui dalle citt� e dai villaggi polacchi.

L'individuo svanisce in questa enorme massa umana.

Le persone sono ammassate, i singoli volti sono irriconoscibili.

L�esercito e i civili tedeschi devono

in ogni caso essere protetti dagli ebrei,

portatori immuni di batteri patogeni.

La separazione degli ebrei dal resto della popolazione,

i polacchi, cos� come l'etnia tedesca,

� un imperativo morale e politico.

Il traffico nel centro di Varsavia fu influenzato

solo in minima parte dalla creazione del quartiere ebraico.

Soprattutto nell�interesse della Wehrmacht e dell�economia,

fu prestata molta attenzione per garantire che alcune arterie principali

rimanessero attraversabili senza ostacoli per il traffico.

Waldemar Sch�n, Standartenf�hrer delle SS,

Direttore, Dipartimento di Reinsediamento,

Ufficio del Governatore del Distretto di Varsavia

I pianificatori tedeschi dividono e poi amministrano la loro divisione.

Stabiliscono addirittura quali strade deve percorrere un tram,

per abbreviare il percorso attraverso il Ghetto, creando due Ghetti.

Fu tutto un terrificante miscuglio di male.

Alcuni confini del Ghetto cambiavano letteralmente ogni settimana.

Questo era oggetto di contrattazione

tra l'amministrazione comunale e la direzione del Ghetto.

Se un edificio sarebbe restato o meno nel Ghetto,

soprattutto quelli in periferia.

Chlodna Street fin� per dividere il quartiere ebraico.

Il distretto fu tagliato in due parti dalla linea

tranviaria di fondamentale importanza che correva lungo Chlodna.

Il Ghetto fu diviso in due parti, un Ghetto piccolo e uno grande.

Affinch� gli ebrei potessero spostarsi avanti e indietro tra il Ghetto piccolo e

quello grande era necessario interrompere periodicamente il flusso del traffico.

Poich� questo era scomodo per i tedeschi,

agli ebrei veniva concesso il permesso di attraversare il confine il meno possibile.

Mentre camminavo lungo Zelazna, vedevo da lontano

la folla che si accalcava all'angolo di Chlodna.

La gente si aggirava irrequieta sul posto in attesa che la polizia tedesca

decidesse quando il traffico su Chlodna fosse abbastanza leggero,

e la folla su Zelazna fosse abbastanza numerosa per giustificare il passaggio degli ebrei dall'altra parte della strada.

Quando finalmente arrivava il momento,

il cordone di polizia si apriva

e la folla impaziente si lanciava in entrambe le direzioni,

spingendosi a vicenda nel panico per prendere le distanze dalla pericolosa

presenza tedesca, e confondersi ancora una volta nelle profondit� dei due Ghetti.

Una linea sul marciapiede mostra

dove correva il confine del Ghetto.

Come il Ghetto si adatt� a Varsavia?

Non come un'isola isolata, circondata dall'ignoto,

ma nel contesto della citt�.

Su ogni targa c'� un chiodo che indica dove ci troviamo.

Una parte del centro di Varsavia

fu strappata via, quindi questa parte � sollevata.

La nostra intenzione - mia e di Tomasz Lec -

era mostrare il Ghetto nello spazio reale,

com'era e dove correva il confine.

Penso che sia stato molto importante quando la citt� di Varsavia stabil� i confini,

sul marciapiede vedi che sono nel Ghetto, sono fuori dal Ghetto, con una targhetta.

Molto importante. � l�, non � un monumento alto,

ma � l� quando vuoi vederlo, ti viene ricordato.

Le strade del ghetto - e solo quelle - terminavano con i muri.

A volte mi dirigevo ignaro in una determinata direzione, quando

all'improvviso, senza preavviso, mi imbattevo in uno di questi muri.

La mia strada sarebbe stata bloccata, ma tutto in me voleva continuare ad

andare avanti, e non c'era motivo logico per cui non avrei dovuto poterlo fare.

In quell'istante, la strada dall'altra parte del muro

diventava irresistibile, necessaria,

il luogo pi� prezioso della terra.

Non c'era niente che non avrei dato

per far parte di quello che stava succedendo l�.

Ma non serviva a niente.

Di volta in volta mi arrendevo sconfitto e tornavo sui miei passi

con lo stesso sentimento di disperazione.

Un ebreo che non avesse molti soldi,

o non avesse un polacco che fosse suo amico

non aveva alcuna possibilit�.

Non c'era nulla che potesse fare.

Gli importava solo

cosa avrebbe mangiato il giorno dopo,

e cosa avrebbe dato ai suoi figli.

Io ero uno di quelli che non avevano niente.

Il contrabbando inizi� immediatamente. Altrimenti non potevi sopravvivere.

L'80% del cibo nel ghetto proveniva dal contrabbando

e non dai fornitori ufficiali autorizzati dai tedeschi.

Se qualcuno aveva soldi, in qualche modo riusciva a procurarsi le cose.

Una volta ho visto un tram che attraversava piazza Muranowski

e, mentre girava, venivano lanciati degli oggetti.

Non poteva fermarsi nel Ghetto.

Il commercio proseguiva in questo modo.

Il contrabbando era un importante esempio di cooperazione

tra le persone nel Ghetto e le persone all'esterno.

Hala Mirowska [il vecchio mercato] era

fondamentale per il commercio.

Nella Varsavia occupata

c'erano prodotti e cibo.

La popolazione ebraica era sempre alla ricerca

di un'opportunit� per procurarsi cibo.

E Hala Mirowska era una delle parti della citt�

immediatamente adiacenti al Ghetto.

Ricordo che il muro del Ghetto correva

l�, diagonalmente di fronte alla Hala.

In alcuni punti i muri del Ghetto non arrivavano fino al marciapiede.

A intervalli regolari erano presenti delle aperture a livello del suolo, attraverso

le quali l'acqua scorreva nei canali di scolo che correvano lungo i marciapiedi.

Queste aperture venivano usate anche dai bambini, per il contrabbando.

Piccole creature oscure

con gambe simili a fiammiferi convergevano su queste aperture da tutte le parti.

Occhi terrorizzati saettavano da sinistra a destra,

e fragili zampe trascinavano i fagotti

che spesso erano pi� grandi dei piccoli contrabbandieri stessi.

Avviso.

Ogni ebreo che lascia illegalmente il distretto

abitativo designato deve essere punito con la morte.

La stessa pena si applicher� a coloro che consapevolmente

proteggono tali ebrei o li aiutano in qualsiasi modo.

Varsavia, 10 novembre 1941, dottor Fischer, governatore

Sienna � una strada molto importante per me.

Questa � una strada di cui

avevo paura e ne ho ancora oggi.

Non ho mai camminato per questa strada senza avere paura.

Dietro questo muro ho trascorso pi� di due anni

nel Ghetto con la mia famiglia.

Quando mi sono ritrovata qui per la prima volta,

Ho iniziato a cercare ossessivamente il buco

attraverso il quale io e mia madre eravamo scappate.

Sono rimasta qui, tornando indietro nel tempo,

cercando di capire dove potesse essere quel buco.

Ma probabilmente il buco era altrove, pi� in l�.

Mia madre fece una cosa che nessuna persona normale avrebbe fatto.

Dopo la fuga dal Ghetto and� con me alla Stazione Centrale.

Entr� nello scompartimento con gli ufficiali tedeschi.

Poich� parlava bene il tedesco,

chiese se poteva sedersi l� con sua figlia.

Ci fecero entrare.

Mi chiedo se sarei riuscita a fare quello che ha fatto mia madre. � stata eroica.

Vedo due anni

di umiliazione, prigionia, fame

e paura alle mie spalle.

Come ho detto, ho paura di Sienna Street.

Mi aspetto ancora di vedere o

ricordare qualcosa di terribile l�.

Tutt'intorno potevo vedere carretti a mano,

e sopra corpi di uomini, donne e bambini,

ammucchiati con noncuranza gli uni sopra gli altri.

Avvertii un odore strano, vagamente dolciastro e nauseante

che non avevo mai sentito prima.

Un poliziotto ebreo spieg�:

"Accanto al cimitero ebraico c'era una volta un grande campo.

Oggi � una delle fosse comuni pi� grandi di sempre,

pieno dei corpi degli ebrei provenienti da tutti gli angoli d'Europa".

Poteva essere reale?

Com'era possibile che un essere umano in carne ed ossa

potesse morire in modo cos� pietoso?

Qui l'occupazione tedesca uccise il 90% degli ebrei.

� straziante.

E poi se puoi immaginare,

che il muro non solo attraversava il cuore della citt�,

ma si arrestava proprio nel mezzo di una strada,

ma dall'altra parte di quel muro,

fame, malattie,

e subito dopo la deportazione alla morte.

Stazione di Treblinka

Sulla linea Tluszcz-Warszawa, dalla stazione "Warschau-Ost",

i binari si stendono davanti a te e il treno non devia mai.

A volte il viaggio dura cinque ore e tre quarti,

ma pu� anche durare tutta la vita e fino alla morte...

E la stazione � piccola, con tre abeti in fila,

e il cartello non � affatto insolito:

c'� scritto "Stazione Treblinka", niente di pi�.

Non ha una biglietteria, non si trova nessun portiere e nemmeno

con un milione di zloty potresti comprare un biglietto di andata e ritorno.

Nessuno aspetta sul binario e nessuno sventola una sciarpa.

Ad accoglierti c'� solo il suono pesante

del silenzio e della muta desolazione.

E tace il palo della segnaletica, e anche il filare degli abeti,

e la scritta nera informa in silenzio che

la stazione di Treblinka � dove ti trovi.

Il reinsediamento richiede tempo.

Da un momento all'altro potrebbe prendere velocit�.Il processo non � ancora completo.

Queste note nascono dal desiderio

istintivo di lasciare una traccia.

Per una disperazione che arriva al culmine.

E per giustificare il fatto di essere

ancora vivi nonostante l�incertezza mortale.

C'� un cappio attorno al nostro collo.

Quando il nodo si allenta, dalle nostre gole sfuggono le urla.

Grida come le nostre sono risuonate invano nel corso della Storia,

ascoltate solo come un'eco lontana.

Ogni anno il 27 gennaio, Giorno internazionale della Memoria dell'Olocausto,

un tram vuoto gira per le strade di Varsavia, in memoria degli ebrei della citt� assassinati.

Per motivi di sicurezza,

ordino che venga demolito il Ghetto di Varsavia.

Tutte le parti utilizzabili degli edifici e gli altri materiali

di qualsiasi valore devono essere prima recuperati.

Mi sar� presentato un piano generale per radere al suolo il Ghetto.

Dobbiamo in ogni caso garantire che lo spazio abitativo

occupato finora da 500.000 subumani

e per nulla abitabile dai tedeschi,

scompaia completamente.

E che Varsavia, questa citt� di un milione di abitanti,

da sempre centro di corruzione e di rivolta,

sia ridotta di dimensioni.

Heinrich Himmler, Reichsf�hrer delle SS

Nel Ghetto, allo stesso tempo,

mentre un gruppo di resistenza organizzata

si preparava a combattere,

gli ebrei si nascondevano.

Sono scesa in quel bunker nel gennaio del '43,

e in aprile scoppi� la Rivolta.

I miei fratelli partirono per prendere parte alla Rivolta.

Questo bunker fu costruito attorno a un seminterrato

che era stato scavato pi� in profondit�, con i lati sbarrati.

La terra scavata era ammucchiata tutt'intorno

e forniva una sorta di isolamento.

Quando iniziarono gli incendi, tutto negli scantinati vicini

croll� e bruci�. Ma questo bunker � sopravvissuto.

Presi parte alla Rivolta

e fui ferito.

Ricordo il 1943,

alla fine di via Nowogrodzka ricordo di aver visto

inquietanti nuvole di fumo che si alzavano da nord.

Combattimenti nel Ghetto, l� succedeva qualcosa.

Ricordo quella foto.

Il quartiere ebraico di Varsavia non esiste pi�.

J�rgen Stroop, Gruppenf�hrer delle SS.

Mi addolora ancora il fatto che dopo tutti questi anni

non ho mai potuto piangere la mia famiglia.

Non ho mai avuto nemmeno il tempo per questo.

Ho lasciato tutti. Avevo sei fratelli e una sorella, i genitori.

Sono l'unica che � uscita da tutto questo.

Sono rimasta come testimone. Se io...

Non sarebbe rimasto nessuno.

Il valore della vita � che puoi testimoniare qualcosa.

Il Goose Street Camp � stato

allestito per trattenere le persone

necessarie per smantellare il Ghetto.

Il Ghetto non venne fatto saltare con la dinamite, ma smontato.

� stato un saccheggio totale.

E questo campo era un inferno.

La gente � morta l�.

Sulle Rovine del Ghetto

i tedeschi progettarono di creare

un parco per tedeschi.

Di qui la demolizione.

Il terreno doveva essere ricoperto di terra per creare un giardino paradisiaco.

L'intenzione era quella di distruggere la capitale

di quella che un tempo era la Polonia.

L'intenzione principale era quella di distruggere solo l'idea di capitale,

perch� la Polonia non c'era pi�.

Sono stata quasi un anno dalla parte ariana.

C'era un'intera rete di aiuto.

Se le cose diventavano pericolose, qualcuno sarebbe venuto a guidarti.

Mia cognata ed io fummo portate via in un altro posto.

Ci hanno separate.

Il figlio del custode del palazzo dove stava mio fratello

condusse da lui la Gestapo. Presero mio fratello e un ragazzino...

- il piccolo Zygmunt - che lo aveva aiutato.

E portarono via il custode, che si prendeva cura di mio fratello.

Era il padre del giovane teppista che li ha traditi tutti.

E al quartier generale della Gestapo mio fratello,

il piccolo Zygmunt e il padre, il signor Grochowski, furono tutti uccisi.

Nell'agosto 1944, oltre un anno dopo la Rivolta del Ghetto,

la resistenza polacca insorge in tutta Varsavia.

Dopo due mesi di combattimenti, la rivolta verr� annientata.

Il 1� agosto 1944 scoppi� la rivolta.

Ho vissuto due volte l'incendio di Varsavia.

Nel 1944,

un architetto tedesco document� l'esplosione degli edifici

uno dopo l'altro.

� molto difficile credere che

una persona che si definisce architetto,

e scrive la sua designazione e il suo nome su queste carte,

avesse il compito documentare che gli artificieri avessero fatto il loro lavoro.

Deve essere dimostrato che questa strada

e quella strada, e la prossima strada,

un edificio dopo l'altro, siano scomparsi.

Tutt'intorno le pareti erano quasi arroventate,

e le persone venivano radunate.

Da entrambi i lati delle strade in fiamme

cadevano detriti in fiamme.

Varsavia era in fiamme e lo potevi sentire.

I tedeschi costrinsero i sopravvissuti alla rivolta del 1944 a lasciare Varsavia e

fino alla loro ritirata nel gennaio 1945 bruciarono e fecero esplodere sistematicamente la citt�.

Molto presto, nella primavera del 1945.

Da questa parte del muro, edifici

bruciati, a volte rimasti in piedi solo per met�.

Era un paesaggio di rovine.

Ma quando entravi nella zona dove un tempo c'era il Ghetto,

scoprivi che era pi� simile a un deserto.

Ricordo di aver corso su quelle colline di macerie.

Attraverso quelle rovine c'era un sentiero

Nowolipie Street.

Contai i miei passi, sperando

di trovare i resti del mio edificio.

E lo trovai.

Aveva un cancello decorato con piastrelle gialle.

All'improvviso, tra le macerie, ho visto delle piastrelle gialle.

Ne presi un pezzo per me.

Ma molto tempo dopo, mia moglie stava facendo le valigie e

vide questo piccolo pezzo di muro e lo butt� via.

Non ce l'ho pi�.

Quando Hubert Gross torn� nella sua citt� natale

nell'aprile del '45,

attravers� le colline

vide la sua citt� natale bruciare.

Si tolse l'uniforme,

la seppell� nel bosco,

e disse: "Non mi sento colpevole".

Nella sua mente non c'era alcuna ammissione di colpa.

Tra gli architetti che ho incontrato,

nessuno ha mai menzionato niente o risposto alla domanda:

perch� erano l�?

L'intenzione di chi hanno soddisfatto?

Nessuna risposta.

Non sentivo alcun legame personale con il Ghetto prima della morte di mia madre.

Mi aveva mostrato questa foto, dicendo

che c'era qualcuno della sua famiglia.

Poco dopo usc� un libro sulla stessa immagine.

Ci� che mia madre mi aveva detto mi fece sentire che avrei dovuto indagare.

Da quel libro ho appreso

che la donna che qui si vede,

dietro questo ragazzo con le mani alzate, � la sorella maggiore di mia madre.

Mi sono detta: questa � mia zia.

Fu allora che inizi� il mio legame personale con tutto questo.

Spero di non perdermi.

Ho trovato la tomba di mio nonno solo di recente.

I giovani erano stati qui, a pulire e ristrutturare.

Alcune lapidi erano appoggiate, ed � cos� che l'ho trovato.

Mi ha fatto molto piacere, perch�

questo � l'unico posto adatto

per venire ad accendere una candela.

Stava in piedi da sola.

Tutt'intorno le pietre erano state abbattute.

Eccola.

Questa � la tomba di mia nonna,

la madre di mio padre.

� morta l'anno in cui io sono nata.

Quindi mia madre era incinta di me da tre mesi

quando qui ebbe luogo il funerale.

� qui.

Non ho portato una candela.

Questa � la tomba di mio nonno.

Da questa lapide ho appreso

che era di stirpe levitica.

Questo � ci� che significa questa immagine.

Abramo Jehuda, figlio di Asher.

Quindi il nome del mio bisnonno era Asher.

� stata una sensazione

straordinaria, quasi mistica.

Come se le mie radici fossero qui.

Anche adesso che sono qui in piedi,

c'� una sensazione di continuit�

e di unit� con mia nonna.

Perch� il cimitero non fu distrutto?

Penso che la semplice risposta sia che i tedeschi non avevano pi� tempo.

Il loro primo obiettivo era uccidere i vivi,

non di uccidere di nuovo i morti.

Ma semplicemente non avevano pi� tempo a disposizione.

Delle decine di grandi edifici di sinagoghe, oggi

ne esiste ancora solo una, la sinagoga Nozyk.

Perch� questa sinagoga sia sopravvissuta,

stiamo gi� quasi entrando in risposte mistiche.

La risposta pratica � che era gi� fuori dal Ghetto

quando inizi� la rivolta, nell�aprile del �43,

e veniva utilizzata dai tedeschi come magazzino e stalla per i cavalli.

Ma non tutti gli ebrei furono uccisi,

e oggi abbiamo una piccola comunit�,

che per� cerca di essere creativa,

cerca di essere una vibrante e vera comunit� ebraica a Varsavia.

Dopo la liberazione nel 1945 non potevi davvero vivere a Varsavia.

E lentamente si cercava di ricostruire per poi essere

di nuovo minacciati dall�occupazione e dall�oppressione sovietica.

� difficile immaginare cosa ci fosse qui prima della guerra.

Questa zona � cambiata cos� tanto.

Alcune strade e piazze hanno cessato di esistere,

i nomi sono stati cambiati, le direzioni sono state alterate.

Non sono sopravvissuti pi� di una dozzina circa degli edifici originali.

Questo spazio ha molte dimensioni e molti strati.

Quello che vediamo sotto � il secondo strato,

che si fa sentire,

quando gli operai scavano per posizionare i tubi,

rivelando i resti della vecchia vita.

Questo � probabilmente il posto pi� insolito di Varsavia.

Era la sede del Ghetto.

Nel 1949 l'architetto Bohdan Lachert cre� un complesso

residenziale che doveva essere uno spazio commemorativo.

La nuova vita avrebbe dovuto sbocciare tra le sue mura.

Quello che era unico era che quegli edifici

erano fatti di mattoni di cemento,

insieme a tutto ci� che c'era tra le macerie,

compresi i resti umani.

Gli edifici poggiano su una base di macerie

e sorgono su queste strane collinette.

A Varsavia, una citt� piatta, questo attira subito l�attenzione.

La gente mi chiama e dice che ci sono degli spiriti nel loro appartamento.

Sono nel vecchio Ghetto. Puoi fare qualcosa?

Beh, devo dire che va oltre le mie competenze,

ma sono andato e ho recitato i salmi.

Perch� se una persona sente che posso farlo,

se riesco a far sentire qualcuno pi� in pace, sono felice di farlo.

Questa linea mostra dove passava Muranowska Street.

Qui, all'angolo, c'� il palazzo dove potresti essere vissuta.

Numero 10. E poi 12, 14, 16.

S�, ed ecco il cancello che si attraversava

e qui c'erano i negozi. Ecco il ristorante del signor Gujski.

Era polacco e aveva un figlio

Jas, con cui giocavamo nel cortile.

Su questa mappa della citt� ho segnato la posizione

della tua casa, sovrapponendola all'immagine corrente.

- Lungo la strada, a quanto pare. - All'incrocio.

Quello � il luogo dove una volta sorgeva la tua casa.

Sono nata qui.

Il ricordo del Ghetto comincia

a tornare davvero nella memoria,

nell'anima, di Varsavia.

Dai alle persone la possibilit� di ricordare

ed � probabile che ricorderanno.

19 aprile, anniversario della rivolta del Ghetto di Varsavia.

Anche se ci stiamo allontanando dall�evento,

in realt� il numero di persone in arrivo sta crescendo.

Questo � un segno di speranza.

L'autore del filmato amatoriale era Alfons Ziolkowski.

La pellicola da 8 mm fu conservata dal periodo della guerra

prima da Ziolkowski, poi dalla sua famiglia.

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