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- [musica drammatica] - [scatti di fotocamere]
[Giove] In contrada Mosca, poco fuori Avetrana, è stato scoperchiato un pozzo
ed è stato notato un cadavere di sesso femminile,
capelli biondi.
Un cadavere scarsamente
identificabile, tenuto conto che è stato in acqua per una quarantina di giorni.
L'abbiamo trovata esattamente là,
dove lo zio, Michele Misseri, ci ha indicato.
- [vociare indistinto] - Scusi! Scusi.
Calma! Uno alla volta.
Prego.
Quindi, Michele Misseri ha confessato di aver ammazzato Sarah Scazzi?
Lo zio ha confessato di averla uccisa nel garage di casa sua,
mediante strangolamento,
e poi di averne occultato il cadavere.
Si parla anche di violenza sessuale. Lei conferma?
Sì, confermo.
[Folla] [ansima]
Lo zio ha confessato anche di avere abusato sessualmente della nipotina.
[Giorn. 10] Prima o dopo averla ammazzata?
- Dopo. Avrebbe… - [Giornalisti] [sghignazzano]
[mormorio indistinto]
Avrebbe abusato del cadavere della povera Sarah.
[Giorn. 10] Animale.
Possiamo dichiarare il caso Avetrana ufficialmente chiuso?
Lo possiamo considerare risolto, sì.
Lo possiamo considerare risolto, diciamo, al 95%.
[crescendo di musica]
E l’altro 5%?
Grazie a tutti.
[Folla] [vociare indistinto]
[Giorn. 11] PM, scusi…
[Giorn. 12] Misseri ha confessato…
[Giorn. 16] Volevamo sapere…
[musica in dissolvenza]
[vetro che si rompe]
[si apre la porta]
[respira tremando]
[raffica di vento]
[espira piano]
[tonfo di un oggetto]
Chi è!
[Fotografo] Calma.
Calma.
Calma, signora. Non vi agitate.
Ci sinti?
Mi serve solo qualche scatto. Pago bene, eh?
Jesci d'intri casa mia, jesci!
Vi pago più degli altri.
Ma vanne!
Sono un sacco di soldi.
- Dammi 'sta cosa! Dammela! - Oh.
Malacarni, siti! Delinquenti tutti quanti, siti! Delinquenti siti!
- [musica di tensione] - [espira bruscamente]
Mi dispiace.
Devi entrare, Conce'.
Poi la vedo.
Poi quando?
Quando ritornerà.
Ma ce sta a dici, soru mia?
La Bibbia non parla di resurrezione in cielo,
ma qui, sulla terra.
I morti usciranno dalle tombe
e allora, solo allora, la rivedrò la Sarah mia.
Non adesso.
None, Conce'. Mò devi entrare.
La devi riconoscere.
[passi che si avvicinano]
[Medico legale] Va bene,
allora facciamo così.
So bene che è molto difficile, però…
Guardi attentamente questa foto
Riconosce sua figlia Sarah?
Quella cosa non è mia figlia.
[tossisce]
[corvi che gracchiano]
[musica inquietante]
[musica incalzante]
- [tintinnio di chiavi] - [apertura della serratura]
Michè, ti senti bene?
Bene, sì… Bene.
Ma sta a durmi la notte? Ti sta' vesciu strano.
Sì. No, no, no, no. Mi… Mi fanno dormire.
Mi danno qualche cosa, certe… pastiglie, no?
Pe sta' chiù tranquillo.
Pastiglie? Ce pastiglie?
Ce dicono allu paese?
Mi credono, sì? Mh?
[vociare indistinto]
Aggia visto la piccinna, Michè.
Non si riconosce proprio.
L'acqua se l'è mangiata tutto stu tiempo.
La faccia tutta sciolta tinia.
[fa un respiro pesante]
Mò stanno li funerali.
[espira piano]
Ora se nni vola allu Paradiso, se nni vola.
Michè.
Michele, lo sai che devi tornare a casa, no?
No, Mimì.
Aggia sta quai.
Non esco cchiù iu.
È giusto cussine.
Sine, Michele. U sacciu che è giusto cussine.
Ma io sto dicendo un'altra cosa.
Devi tornare a casa co' lu giudice.
Mh?
Mh.
Devi spiegare come hai ammazzato la Sarah.
[borbotta]
Te lo ricordi, no?
Sì… Sì, sì. Sì, sì…
Guarda che quelli vogliono sapere come hai fatto.
Michè, a diri li cosi giusti.
Guardami.
Non t'a confondiri, sa?
[si chiude la porta]
Ca già hai sbagliato una vota. E pure assai.
[musica riflessiva]
Michè.
Io, s'eru fatto cuddu ca a fatto tu,
mi ero già ammazzata.
[vociare indistinto]
[canzone alla televisione]
- Venite. [ridacchia piano] - [Sabrina] [geme]
Certo che stavamo proprio bene alla Germania, eh?
[Cosima] Tutto preciso ddà era.
Guarda! [ride] Ah, madonna, ci mi ricordo 'sti elefanti quanto mi piacia.
Però sempre all'Avetrana volevamo tornare.
[squilla il cellulare]
Lassati stare.
[Cosima] [ridacchia]
[Valentina] Mà, guarda lu papà cu li capiddi!
Non era brutto brutto da giovane.
- No. - No… Era beddu fatto, altroché.
[Cosima] [ridendo] Itelo, itelo.
Sempre allu giuecu pensava.
"No, la Sabrina e Valentina, devono giocare!"
La fissa dellu giuecu tenia.
Ca se di piccinnnu nun giochi mai,
poi quando ti fai grande, vuoi che l'atri piccinni giocano sempre, no?
[Cosima] Oh! La giraffa! Guardala ci bidda!
Tu ti pigliavi paura della giraffa.
Ci bidda.
Non ce ne siamo accorte proprio.
Tenevamo il mostro in casa, e non lo sapevamo.
[bambini che ridono]
[Cosima] In carcere ci sta un uomo buono.
Che lui l’ha voluto!
Lui l'ha fatto stu casino, no?
E mò paghiamo,
paghiamo pure per lui.
[squilla il cellulare]
Si può sapere che cosa volete, che avete rotto proprio?
[Uomo] …dire la verità…
Ma che c’entriamo noi?
[schiocca la lingua]
Mamma mia!
- [incomprensibile] - [bip]
E figurati allu funerale cosa ci fanno…
Sabrì, chiama l'amica tua,
ca mò è arrivato lu momento ca ni serve proprio quedda.
[musica drammatica]
[vociare indistinto]
[Passante] [incomprensibile]
[ridacchia piano]
[Conduttore 2] E così, a 44 giorni da quel maledetto 26 agosto in cui è scomparsa,
Avetrana si ritrova dietro la bara bianca della piccola Sarah Scazzi.
- Il dolore di un'intera cittadina. - [Sabrina] Mh.
[folla che applaude]
[Sabrina] Urlate, urlate,
tanto manco sapete chi era la Sarah.
Per finta urlano.
Guarda, quegli applausi per scenografia li fanno.
Sabrì, lassalo quiddo.
[Prete] …la nostra Sarah, che abbiamo cercato per tanti giorni.
Abbiamo lottato con tutte le forze,
perché volevamo rivedere il suo sorriso.
Ma tutto questo non si è potuto realizzare.
Tra poche ore il cielo diventerà scuro,
ma lì brillerà una nuova stella
di nome Sarah.
[folla che applaude]
Claudio mò s'è ricordato di venire.
[Claudio] La mia famiglia teneva molto
a ringraziarvi per essere qui oggi
ma anche per tutta la vostra collaborazione che avete assicurato…
Comunque faccio schifo.
Sono l'unica a non esserci andata dalla Sarah mia.
Ca mica è stata colpa tua.
[Claudio] …che ha fatto tutto quello che ha potuto e anche di più.
[Claudio] Io credo che…
[Daniela] Perché non siete andate al funerale di Sarah? Possiamo ricordarlo
alle persone che ci stanno seguendo?
[Claudio] …chi di vista chi di persona…
[Valentina] La verità? Avevamo paura.
Chi ci conosce sa come stanno le cose,
ma c’è gente che è venuta da fuori
che potrebbe avercela con noi. Qualche esaltato.
Era meglio evitare.
[tossisce]
[Sabrina] Io ancora non accetto la morte di Sarah.
Non ci credo.
Forse è per questo che… non ci sono voluta andare, sinceramente.
[Sabrina] Non ci posso pensare proprio.
[Donna al funerale] Sarah!
La gente pazza sta uscendo.
Sarah! Sarah!
[Daniela] Signora Cosima,
che cosa pensa lei davvero in un momento così grave?
Michele Misseri, l'uomo che lei ha sposato, il padre delle sue figlie,
- capace di un gesto così disumano? - [Pastore] Signore, rivelati a noi…
Uccidere la sua propria nipote, che è come una figlia per lei,
una sorella per Valentina, per Sabrina?
[Pastore] Troppo grande è il nostro dolore.
[Pastore] Abbiamo bisogno…
Io manco lo so chi è più mio marito.
L’uomo che ho sposato, non li faciva sti brutti cosi.
[Pastore] Fratelli carissimi, è purtroppo un giorno triste questo…
Ringraziamo la famiglia Misseri per aver condiviso un momento così drammatico.
Non dimentichiamo che chi sta vicino a un carnefice è vittima a sua volta.
[Pastore] Come dice il profeta Daniele, "a te solo la giustizia…"
[Sabrina] Guarda quella, eh.
Cose da fare a un funerale sono?
Levagli le mani di dosso, all'Ivano, levagli.
[Pastore] Siamo sicuri, però, che Sarah è nell'abbraccio misericordioso di Dio…
[bisbiglia] Io, se fossi in voi, la verità la direi prima che la dica qualcun altro.
[Pastore] Quella vita che è stata breve in questo mondo,
spesso malvagio e crudele,
ma che sarà eterna nella luce di Dio.
[rombo di macchina da cucire]
[Valentina] Mà,
te ne vieni a dormire che è tardi?
Sine, aspetta ho finito, na.
Ma ci sta a faci?
Mò vedi ci sta a fazzu.
Eh. Eh.
[ridacchia piano]
[Cosima] Chista qua… poi te la porti a Roma, sì?
L'aggiu imparatu di sopra a lu giornali.
Tiè.
Sine mà, è bellissima.
Valentì, te ne devi andare da qua.
None, tranquilla, provo a chiedere altre ferie. Vediamo se me le danno…
None,
pigghia lu treno e vattene.
Sienti a la mamma tua, pe' lu bene ca te vogghiu, vattene.
Tocca ca te levi da tutto stu casinu. Qua le cose possono andare solo peggio.
Ma come fate da sole tu e la Sabrina?
Non ti preoccupare per la Sabrina, penso iu alla Sabrina.
Tu non c’entri niente.
Ma manco voi c’entrate, mà.
[voce infantile] Valentina
vuoi venire con me a Roma?
Sienti la mamma tua.
Mena me',
sciamu insieme a Roma.
È bella Roma.
[normale] Vedi ca puru la bambuletta te lu sta a dici?
Tieni.
[espira]
[sirena della polizia]
- [vociare indistinto] - [Uomo fuori la casa] L'assassino!
[scatti di fotocamere]
[mormorio indistinto]
[giornalisti che urlano]
[Cameraman] Fammi passare!
[Cosima] Che vuol dire che devo favorire?
Ci deve fare la cortesia di andare di là perché non può stare vicino a suo marito.
[Cosima] Ma io mi metto in un angolo, che fastidio do?
Cu tutta sta gente, giusto giusto io devo dare fastidio? Questa è casa mia!
Lo so signora che è casa sua, ma prima facciamo e prima ce ne andiamo.
Signora Misseri, che vuole dare un saluto a suo marito?
Solo un momento?
Lo faccia entrare, maresciallo.
[giornalisti che urlano]
[musica drammatica]
[giornalisti che urlano]
[Michele] Mimì…
Grazie dottò.
[Giove] Può andare, signora Cosima.
[Giove] Allora… Michele…
cominciamo?
[Giove] Michele, vuoi rispondere alle domande che ti facciamo?
[Michele] [sussurra] Sì.
Vuoi rispondere, sì o no? Alza la voce, Michele, altrimenti non ti sentiamo.
[Michele] Sì, mh… Sì.
[Giove] Benissimo. Allora,
tu hai già reso piena confessione in sede di interrogatorio la sera del tuo fermo.
Adesso ci troviamo all'interno del garage di casa tua
dove, secondo le tue affermazioni,
sarebbe avvenuto l'omicidio di Sarah Scazzi.
Ora,
quello che voglio sapere io è:
perché Sarah è scesa qua sotto?
Eh… Mancu io lu sacciu, eh?
Perché sembra strano, no? Che la ragazzina doveva andare al mare
e invece che fa? Proprio quel giorno,
- non si sa perché… - Leviti. Mi sta fasci caudu.
[Giove] scende giù nel garage. Non ti sembra strano?
Gli sta a parè stranu allu vampiru.
Ca stranu pari, è normale.
[Michele] Eh… Strano, sì, però la Sarah, ehm… è arrivata qua, no?
Qui e quando… s'entrava qua, no?
Io stavo a lu trattore ca nun si impicciava, ca nun partiva.
Allora, la Sarah dice: "Zio Michele". M'aggiu giratu, no?
E… a quel punto…
A quel punto?
A quel punto…
Ho allungato la mano.
In che senso ha allungato la mano?
In che senso?
In quel senso.
[Giove] In senso sessuale.
E sì, perché tu ci hai detto che hai violentato la piccina, non è così?
Ma sei sicuro, Michele?
Perché l’autopsia non è sicura come te.
Lu sacciu io, no, chiddu c'aggiu fatto.
Eh, non serve ca lo disci l’autopsia.
Vabbè, andiamo avanti. E poi Sarah che ha fatto?
Allora, porella, ehm… la Sarah si è girata per andarsene, no?
E a quel punto io non… non sacciu ci m'ha pigghiato proprio…
Come… come un calore nella testa proprio, no? Allora l’ho presa, no?
E… e tinia la corda qua, sopra lu trattore, no?
E qui intorno ci sta una corda come quella che hai usato?
Guarda bene.
Posso?
Prego.
Così è, però…
- questa è cchiù corta. - [Giove] Mh.
Aggiu fattu nu giru.
[Giove] Al collo di Sarah.
[Michele] E ho tirato.
Ho tirato
fino a quando non si è discesa
ed è caduta da questa parte.
Dall'altra parte, no, è cascato lu cellulare.
E pò...
aggiu misu…
nu cartone sopra, nu…
nu cartone grande.
Va bene.
Si sta comportando bene, lu papà.
Sta a disci li fatti esatti.
Ca li cosi giusti deve dire.
[Giove] Ma io non ho capito bene
il fatto del telefono.
Dove stava questo telefono?
In terra.
E che faceva questo telefono, squillava?
- [sospira] Maledetto stu telefono. - Citta.
[Cosima] Statti citta.
[Giove] È una domanda, Michele. Squillava?
Va bene, non lo sappiamo. E quindi, che hai fatto con questo telefono?
No, no… Non mi ricordo. Eh, so… sto stanco.
Ehm… Mi sento con la testa tutta in confusione.
Eh... Non tengo ricordi.
Forza, Michele. Ci dobbiamo ricordare. Falli uscire questi ricordi. Ch'hai fatto?
Non mi sta a ricordo. Te l'aggiu ditto.
[Cosima] Ora lo lassanu stare.
[Cosima] Ci non si ricorda nu cristianu, no?
Andiamo avanti.
Dopo che hai fatto quello che sappiamo alla piccinna,
hai preso lu cartone, l'hai messa nel bagagliaio
- e hai recuperato lu telefono. - [Michele] Mh.
[Giove] Fino a qui tutto chiaro.
E poi che hai fatto?
E poi… E poi t-t-toccava pulire, no?
E… ci siamo messi a pulire,
per chiddu ca potevamu fare…
Non è che…
Hai detto "ci"?
Hai appena detto: "Ci siamo messi a pulire", Michele.
[Michele] Ca…
Ca "ci" e "ci"?
Unn'aggiu ditto niente. Dottò, fino a mò v'aggiu aiutati!
[Giove] Ma adesso devi aiutare te stesso
Aiutati, Michele.
C’era qualcun altro nel garage, Michele?
Hai usato il plurale, vuol dire che c’era qualcun altro con te nel garage.
Chi ci stava?
Ci stava tua moglie?
E allora chi?
[respira tremando]
Ci stava la Sabrina con te qui nel garage, Michele?
[singhiozza]
[Carabiniere] Signora, dobbiamo andare.
[singhiozza]
Mà…
Voglio vedere l’Ivano.
[ansima]
[piange]
[Bruno Vespa] Una casa spensierata,
tenuta bene.
Spazi ampi.
Un giardino con piante curate.
Arredi decorosi.
Anche una casa abbastanza comoda.
Questa era la camera da letto di Valentina,
almeno fino al suo trasferimento a Roma.
Nella stessa stanza,
ha ricavato il suo laboratorio da estetista Sabrina.
Questo è un bagno.
Questa è la camera matrimoniale.
Fa strano pensare di chiamarla così,
perché abbiamo visto che Michele, di fatto, dormiva nel suo garage.
A sinistra, l'accesso del garage,
a destra, la camera da letto delle ragazze.
Il salone. La cucina.
Stando a quanto è emerso dall'esperimento giudiziale,
stando a quanto ha dichiarato suo padre, cambiando la sua prima versione,
Sabrina era presente sulla scena del delitto.
Una clamorosa svolta per il caso Avetrana,
che ha portato all'immediato arresto di Sabrina Misseri.
[squilla il telefono]
Ne parleremo stasera con i nostri ospiti. Cerchiamo di capire qualcosa in più
sul movente che avrebbe portato Sabrina…
[musica misteriosa]
[rumore statico dal telefono]
[Concetta] Cosima?
Ah. Tu sinti.
Qua ormai solo insulti sono.
Perché non vieni a dormire a casa mia?
Ce sta dici, Conce'?
Hai capito.
La tengo una casa.
Non puoi stare là da sola.
Quella casa è una tomba.
Non puoi vivere in una tomba.
Posso, invece.
Cosima,
vieni a stare qua con me.
Perscé me lo stai a chiedi?
Te l’ha ordinato lu Geova?
No,
perché sei mia sorella.
[televisione in lontananza]
[registratore di cassa]
[registratore di cassa]
Andavi proprio bene per la Sabrina mia.
Che cosa?
Ce, non ti piaceva?
Peccato.
- [tintinnio di chiavi] - [si apre la cella del carcere]
[passi]
[la porta cigola, si chiude]
Come stai?
E come devo stare, mà’?
Tieni qualche compagna dentro la stanza?
Cella, si chiama. Non ne stanno stanze qua. Ce bede l’albergo?
Sine, cella. Scusa.
No, no, sto isolata.
Qua dentro mi odiano tutte.
È pericoloso.
Non ci posso credere che sto qua a pagare per le cose che papà dice contro di me,
che sua figlia sono.
Sto a pagu le pene dell'inferno tutto grazie a lu papà.
Perché mi ha tirato in mezzo? Me lo dici, eh?
E ce sacciu, figghi mia.
Scusa, perché non dice la verità?
Che è stato lui, che io non c'entro niente, che non sono stata io?
[musica solenne]
Tu non ti preoccupare, figghia mia.
Cela fazzu dire io la verità a tuo padre.
Ci sta a faci?
Sta a levo le spine. Così non ti faci male.
Nun me fazzo male.
- [Sarah] Uh! - [Cosima] Rientra dintru la machina…
[Cosima] Basta, basta! Zitta! T'a stari zitta, t'a stari.
Ca guarda?
[musica di suspense]
- [tintinnio di chiavi] - [si apre la porta]
[Guardia] Suo marito dice che non vuole vederla.
[si chiude la porta]
[Cosima] Ma l'ha detta lui sta cosa?
[Guardia] Sì. Dice che non vuole vedere familiari.
Allora sinti, eh?
Fammi nu favore.
Dagli questa a mio marito
e digli che è da parte di sua moglie.
Da parte della Mimì.
[la cella suona, si apre]
[Presentatore 3] A determinare l'arresto di Sabrina Misseri,
cugina di Sarah Scazzi, trovata cadavere in un pozzo nelle campagne di Avetrana,
sono state le dichiarazioni di Michele, che hanno mutato il quadro accusatorio.
- [mormorio dei giornalisti] - [scatti di fotocamere]
[vociare indistinto]
[Giorn. 13] Cosima!
[Giorn. 11] Una domanda, Cosima.
[Giorn. 11] Che cosa ti ha detto su Sabrina?
Lui a me. Stu scemu.
Livatevi di nanzo.
[vociare indistinto]
Non tengo niente da dire. Livatevi! Livatevi di nanzo!
[vociare indistinto]
[scatti di fotocamere]
No anzi, una cosa la tengo da dire.
[vociare indistinto]
[Tagliagole] Michè.
- Ma l'hai uccisa tu o tua figlia? - [Presentatore 3] Rimaniamo collegati…
da Avetrana perché, come avete sentito, Cosima…
E dimmela la verità, dai, solo a me.
…ha deciso di parlare con noi.
Oh, Michè.
Non ci voglio più parlare con lui.
Dopo quello che ha fatto… come una cosa che non lo sento più mio marito.
Si sta facendo brutto come le bugie che sta dicendo su mia figlia.
Basta,
è morto per me. Voglio il divorzio.
[Cosima] [incomprensibile]
- [Giorn. 7] Cosima! - [Giorn. 9] Cosima!
[Presentatore 3] Cosima chiede il divorzio da chi, sembra ribadirlo categoricamente,
è l'unico responsabile dell'assassinio di sua nipote…
"Caro Michele,
sono così sicura della tua innocenza
che sono pronta a
raggiungerti ovunque tu stai."
"Sei un uomo dolce
con degli occhi meravigliosi che incantano."
Senti questa.
"Anche se non mi vedi,
sei sempre nel mio cuore."
T'abbruscia Mimì, eh? Sei gelosa?
[si chiude la porta]
Sì, ca como. Di te?
Ci so' sti femmine di niente ca ti scrivono?
L’hai detto Mimì, nun so niente.
Nun so comu a te,
Cosimina mia.
Ho sentito alla televisione
che vuoi il divorzio.
Ma che non mi vuoi più a me, Mimì?
Ci vuoi arruvinà la nostra famiglia? Allora scordati che tieni una moglie.
Mi perdi a me.
No, non ti vogghiu perdere.
E allora devi dire li fatti giusti, no stuerti.
Quali su sti fatti giusti?
La verità a a dire, Michè. La devi smettere di sbagliare, capito?
- Altrimenti lo sai… - No, no. Tu resta cu me!
Eh? Come amu dittu dinnanzi allu prete quando n'amu spusati.
Devo dire che la Sabrina non è stata?
T’aggia dittu c'a a dire la verità! La verità a a dire, Michè!
La… La dico sta verità! La dico…
Aggiu dì c'aggiu fatto tutto io?
Lo dico. Lo dico! Lo dico. L'aggiu fatto io, da solo, eh?
Dico tutto quello che bisogna dire, eh?
Mh?
Mimì…
[musica soft]
Sta bueno cu sti occhiali.
Pari nu professore, pari.
[Michele] Cara Sabrina,
sono io che ti scrivo, sono il tuo papà.
Perdonami se t'aggio dato la colpa…
[Detenuta 1] Schifosa…
ma io nu volevo, su stato costrinto a fare la falsa perché m'aggia sentito ricattato.
[Detenuta 1] Stai a dorme?
Io so ca sinti innucente.
- [Detenuta 1] Sabrina! - Io tutte le sere…
[Detenuta 1] Brutta bestia.
…dico le preghierine per te e per la Sarah.
[Detenuta 1] Qua 'e sta!
E io per te e Sarah
ho due pesi sopra lu stomaco così pesanti ca non ci riesco cchiù a sopportarli.
[Detenuta 2] Vigliacca!
Devo dire la verità e la verità eti una sola:
[Detenuta 3] Te lo meriti!
tu, si innocente, figlia mia,
[Detenuta 3] Sabrina!
e io…
[Detenuta 3] Eh?
…suntu nu padre disgraziatu.
[Detenuta 4] Puttana, non rispondi?
Rispondo, rispondo.
Brutte stronze, volete vedere che mò esco, ah?
[Detenuta 2] Tua sorella adda murè!
Stronze di merda! Io non ci muoio qua dentro insieme a voi, avete capito!
- [Detenuta 1] Lurida! - [Detenuta 3] Assassina!
Nel mondo dilaga l'ingiustizia e spesso la colpa è attribuita erroneamente a Dio.
Vuole comprendere insieme a noi in che modo Geova dà speranza a tutta l’umanità?
[Vicino 1] Certo! Certo, prego. Prego, trasiti.
[Concetta] Geova non è un giudice freddo, inflessibile.
Dovremmo piuttosto pensare a lui come un padre amorevole.
[Vicino 1] Le posso fare una domanda?
[Concetta] Certo.
Ma secondo lei, ma veramente è stato lo zio Michele?
[Vicino 1] Dai, si vede dalla faccia che quello è un pezzo di pane!
[Suocero] La Sabrina è stata! Quella è brutta e Sarah invece era bella.
Andiamo, Conce'. Ca si sta a faci tardi.
No, no. Restate, restate.
[Moglie] Ma secondo te uno dice che ha fatto una cosa se poi non l'ha fatta?
E quello per la figlia lo sta facendo! Cu' salvà quella strega!
[Suocero] Ma come, si cambia versione ogni mattina, si cambia!
[Suocero] Se dici sempre na cosa diversa, vuole dire ca dici sempre na bugia!
[Moglie] È quello che lo interroga, lu vampiru, che lu sta a plagia a quiddu.
[Vicino 1] Non ci credo neanche se lo vedo.
[Moglie] Mia cugina!
[Cugina] Nun ci vole Sherlock Holmes.
[Moglie] Stava pure sul cinque l'altra fiata!
Sta a diventi più famosa della Sabrina!
[Cugina] Oh, ma non è che bisogna sempre complicare tutto!
[Vicino 1] Ah… Visto?
Ora potete stare tranquilla, signora Concetta. Il caso è risolto.
Pareva che manco facesse parte di quiddi.
[Intervistato 1] Un angelo, proprio. Mi salutava sempre.
Eh! E mò so tutti amici della uagnona.
[Intervistato 2] …della macchina. Per me zio Michele è una brava persona…
Mh... Sì, come no. Deve morire in galera quell’animale.
Io una cosa sola dico: ora le indagini le devono fare loro
e le devono fare bene,
- o no? - Mò basta!
Vi pare il caso?
Cosa siete, degli animali?
Sembrate degli avvoltoi sopra li carcasse delli cristiani!
Non lo sapete voi come sono andate le cose.
No e, perché, chi lo sa? Lo sai tu?
[Daniela] …arriva adesso la sua clamorosa smentita:
"Sabrina non c'entra nulla, sono io l'unico colpevole."
Sabrina Misseri potrà così tornare a casa, dove l'aspetta sua madre.
Resta in carcere zio Michele, nuovamente reo confesso. È lui l'orco di Avetrana.
[colpi di pistola alla televisione]
[Presentatore] Il caso di Avetrana non smette di riservare colpi di scena.
Dopo la confessione di Michele, che aveva portato al rinvenimento del cadavere,
e la successiva chiamata in correità di Sabrina, adesso Misseri fa retromarcia.
La figlia non era presente sulla scena del delitto. È lui l'unico responsabile.
Lo dichiara inviando un'accorata lettera in carcere a sua figlia che
- [apre il cassetto] - si è dichiarata innocente
ed estranea ai fatti. Al contrario, la ragazza ribadisce ancora una volta…
[canzone dallo stereo]
[squilla il cellulare]
[♪ canzone pop latina, Aventura "Obsesión"]
[finisce la canzone]
Che volevi dire?
Niente.
Carmen, che volevi dire?
Quello che ho detto,
che quelli parlano, parlano… Come tutti.
Tutti parlano. Ma parlano senza sapere.
Nessuno sa niente.
E tu sai qualcosa?
Carmen, sai qualche cosa?
Ma che ne so io?
Tu sai sempre tutto.
None. None, non sacciu niente iu Conce'.
Ciamu, che si sta facendo…
Carmen.
Sarah poteva essere tua figlia.
[cinguettio di uccelli]
[passi che si allontanano]
[musica di suspense]
[Diletta] [ansima] Ah!
Mamma mia, mà.
Mò mi fai veni' 'na cosa.
Scusa. Hai ragione. Ho fatto un po' più tardi.
Mò basta.
Che cosa?
Quello deve andarlo a dire mò quel fatto.
Ed è passato pure troppo tempo.
Io lo sapevo che non te lo dovevo dire, mannaggia a me.
Ma tu hai capito che stiamo parlando di una ragazzina, o no?
Mà, non si può e basta.
E perché non si può?
Ancora?!
Quello che ha visto lo ha visto perché stava in un posto in cui non doveva stare!
E certo, lo sapimo.
Ma lo sai il casino che succede?
Si rovina la vita per una…
Per una morta.
Dillo,
si rovina la vita per una morta.
Che poi manco lo sape se era vero.
Certi giorni dice che era un sogno, certi giorni no.
Ancora cu 'sto sogno?
Un sogno uno non se lo ricorda per mesi!
Un sogno così, cu tuttu stu macello intorno… Uno può pure rimanere confuso no?
Nu sogno un cristiano lo sa che è un sogno.
Non è che si tormenta per mesi, "vado a dirlo, non vado a dirlo". Nu fatto è.
Mà…
se ero io dicevo tutto.
Ma non sono io.
Allora se non la fa lui,
qualcuno la cosa giusta la deve fare.
Qualcuno?
Tu?
Ai vivi si devono dei riguardi.
Ai morti si deve soltanto la verità.
[Carmen] Il pomeriggio del 26 agosto… Quando è scomparsa Sarah!
[M.llo] Eh, no, questo l'ho capito.
Ma siete voi che l'avete vista?
None… Mia figlia… Manco lei.
Il suo datore di lavoro.
Volete sentire o no?
Il titolare del negozio di fiori dove lavora come commessa mia figlia
le ha confidato che il pomeriggio del 26 agosto
ha visto Sarah correre in lacrime venendo da via Deledda.
Via Deledda è casa Misseri.
Ah!
La bambina è stata raggiunta dalla zia, Cosima,
e costretta a salire in macchina con la forza.
Siete sicuri che fosse Cosima?
Maresciallo, lui l'ha vista, mica io!
E comunque, sì. È sicuro. Era lei.
E Cosima era con qualcun altro?
Dice che ha notato qualcun altro,
nel sedile posteriore,
una sagoma appartenente a una persona di sesso femminile e di robusta costituzione.
Con i capelli legati.
Quello che non capisco è, come mai
il datore di lavoro di sua figlia non ha portato lui stesso la testimonianza?
Perché si trovava in un posto dove non si poteva trovare.
M'aggia spiegata?
Sì.
Sì, sì. Credo di aver capito.
Sabrì!
Affacciati Sabrì!
Faccelo vedere lu bello faccione ca tini!
[Presentatore] Testimonianza shock per il caso di Avetrana.
[Presentatore 2] Il giallo di Avetrana si complica…
[Presentatore 3] E tutti adesso si chiedono
possibile che Cosima…
[Presentatore 4] Tre ore fa il GIP di Taranto ha deciso:
Sabrina Misseri resta in carcere.
[risate] [vociare indistinto]
[musica di tensione]
[Michele] Ora vengono a prendere pure a te.
Lo dicono tutti.
Pure la TV… Pure le guardie.
A me Giove non mi crede più. Ce lo sto a ripetere ca so stato io,
nun mi sta a credere.
Tu non ci puoi andare a finire in carcere.
Tu non ci hai fatto niente alla Sarah.
[singhiozza] Mimì…
Ma… comu ete che simo diventati questo?
[singhiozza]
Sarà statu megliu si era caduta una saetta sopra casa quel giorno
e n'era fulminati tutti quanti.
[rombo di macchina da cucire]
[vociare indistinto]
[Guida] Venite, venite. Ci siamo quasi. Venite.
[mormorio dei giornalisti]
[Guida] Ecco la famosa villetta.
Qui,
la piccola Sarah Scazzi è stata brutalmente uccisa.
[rombo di macchina da cucire]
[Guida] Casa Misseri,
la villetta degli orrori.
[Turista 1] Ma credi che riusciamo a vedere qualcuno?
- [rombo di macchina da cucire] - [Guida] È difficile ma
- [espira bruscamente] - se siamo fortunati…
Li vuliti li mostri?
[respira affannosamente]
Ecco li mostri…
[Turista 2] Oh! Oh, guarda chi c'è!
[scatti di fotocamere]
Ah, li vuliti li mostri? La villetta degli orrori!
Volete vedere la Cosima, ah? Eccula la Cosima. Trasiti!
Trasiti direttamente! Viniti a vedere lu cinema, viniti!
[vociare indistinto]
[Concetta] È uguale uguale a te.
Do' l'acchiata?
In una borsa della Sarah…
Lo sai che andava in giro a dire che tu eri sua mamma?
Io glielo dicevo sempre che non era una cosa buona.
Ca tu eri la mamma.
[musica suggestiva]
Domani 16 anni doveva fare.
Ce, nun lu sacciu?
Sittiti.
Tanto lo sapevo che glieli facevi festeggiare qua i compleanni.
Se non glieli facevi festeggiare tu…
È contro il volere di Dio.
Percé lu Geova si dispiace si 'na piccinna si mangia 'na fetta di torta?
È quello che conta…
Le torte.
La fissazione per le feste.
L'apparenza.
'Nu picca di normalità, voleva.
Se normalità la vogliamo chiamare.
Passava più tempo qua che a casa sua.
La piccinna voleva più bene a te che a me.
Per una volta.
Sei sempre stata tu quella più amata da tutti
e tu non hai mai amato nessuno.
Non è vero.
Tua figlia l'hai amata solo quando se n'è andata.
Cos'è successo a Sarah?
Tu non puoi non sapere cosa è successo in questa casa.
Tu sei questa casa.
Dio può perdonare tutto…
e pure io posso perdonare tutto,
ma solo a chi si pente.
Quella era tua nipote…
Dimmela, la verità. Ti prego.
Tua figlia è morta.
La mia è ancora viva.
Questa è l'unica verità che conta.
[musica suggestiva]
[musica in dissolvenza]
[Cosima] ♪ Tanti auguri a te ♪
♪ Tanti auguri a te ♪
♪ Tanti auguri a Sarah ♪
♪ Tanti auguri a te ♪
[musica malinconica]
Mò ti mangi la torta e te ne torni a casa tua.
Questa è casa mia.
Questa non è casa tua, Sarah.
Eh, ma io sto bene qua,
con te.
Te ne devi andare.
Perché?
Perché io devo andare da mia figlia.
[musica malinconica]
[♪ ballad glam rock, Queen "Who Wants to Live Forever"]
[sirene dei carabinieri]
- [Giorn. 2] Vanno a prendere Cosima! - [Giorn. 3] Giustizia per Sarah!
[grida indistinte]
[Giorn. 5] È stata la zia, la zia!
[Giorn. 7] Cosima è stata!
[finisce la canzone]
[canzone rap malinconica]
[finisce la canzone]
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