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(uomo) L'attacco su Roma, Alma madre della cristianità...
e della civiltà del mondo, sferrato dagli angloamericani.
A successive ondate, i Liberator si avvicendano sulla città eterna...
che oggi si trova essa stessa in prima linea...
accanto alle altre citt� di Italia martoriate.
Le zone più colpite sono nei quartieri Tiburtino, Prenestino...
e San Lorenzo.
VOCI NON UDIBILI...
(Cosimo) Iniziò sotto le bombe l'amicizia più grande del mondo.
Perché mi sputi?
Perché sei ebreo.
Ma io sono Riccardo, ci conosciamo.
Non può sputare solo agli ebrei che non conosce.
Questo è tuo.
Mi hai fatto male. - (Cosimo) Pure a me.
Non è colpa mia se sono ebreo, i miei genitori mi hanno fatto così.
lo non ho fatto niente di male.
No, gli ebrei sono nemici della patria.
lo no. Amo l'Italia.
Da grande voglio andare in aviazione, così mitraglio chi ci bombarda.
Ta-ta-ta-ta. Boom.
Ma quindi è un ebreo balilla?
Non capisco.
È pure ariano.
E che vuol dire?
Non sai niente però.
Ariano vuole dire biondo, alto e che è perfetto.
Non si ammala mai.
Davvero? Neanche tosse, raffreddore, niente?
Sì. - Ammazza.
Va bene, entri nel plotone.
Noi combattiamo la perfida Albione...
ogni pomeriggio nel cortile di Cosimo alle 16:00.
In punto.
Plotone, assalto alla baionetta. Pa-pa-pa-pam.
Pa-pa-pa-pam.
Vai, vai. Pam, pam.
(Cosimo) Sei morto. - lo ho vite infinite.
Incursori. All'attacco.
(Riccardo) Sommozzatori, affollatevi.
SIRENE
La fai bene la sirena.
(uomo) Le bombe. Le bombe, via.
Ma è quella vera, non è questa.
Ci bombardano per davvero. Ai nostri posti.
L'ho sfiorato. - È impossibile.
No, no, è vero. L'ho visto io.
Gli ha fatto un pelo così.
CAMPANE
Sono le 17:00, è ora di fucilare il vile sovversivo.
Carica,
punta, spara.
Stupendo. Come un morto vero, ma come hai fatto?
I miei hanno la merceria, sono elastici da industria.
Ma questa è una super fionda.
È come l'arma segreta di Hitler che ci farà vincere la guerra.
Tu che hai dai guardare?
Da grande farò l'infermiera.
Che c'entra?
Se fate la guerra, posso curarvi io i feriti.
No, le femmine devono stare a casa a fare i figli per il Duce.
(parla in tedesco)
Le donne tedesche vanno al fronte.
Asini.
Questa bara.
I bambini non possono parlare in tedesco. Una femmina poi.
In orfanotrofio ci insegnano a cucinare e a cucire...
e siccome c'è suor Magdalene, che è tedesca,
ci insegnano pure quello.
Prova di coraggio. - Vai, vai.
(Cosimo) Se mangi questo, ti prendiamo.
(Riccardo) Fregata. - (Italo) Guarda che faccia.
Secondo te, se lo mangia? - No, non ce la fa.
Ci sto.
Con uno spicchio d'aglio e un po' di prezzemolo...
è come il guanciale. Ci fai l'amatriciana.
Me ne fai assaggiare un pezzettino?
(insieme) Anche a me.
(Cosimo) Che schifo. - (Italo) Sei furba.
È quasi come un maschio.
Abile e arruolata.
La mia fionda. L'hanno rubata.
Saranno stati i sovversivi.
Ma quali sovversivi, so io chi è stato.
Piscialetto, hai preso tu la super fionda?
No, io stavo solo spiando.
Perché spii? Stai con gli inglesi?
No, perché voi non mi fate giocare.
La guerra non è un gioco per bambini.
E questi secondo voi sono bottoni?
Sì.
Posso prendere questi? - Certo.
Prendi anche questi per Piscialetto.
Tu che cosa vuoi?
Dai, non essere timida.
Mi piacerebbe tanto quel bottone di madreperla...
per il mio golfino rosa.
Questo?
Che bella la tua camicetta, davvero l'hai fatta tu?
Secondo me, stai bene con i codini.
Tieni.
(donna) Volete fare merenda? - Magari.
Buonasera. - Buonasera.
Venite con me. - Buonasera.
È arrivato tutto. - Bene.
Zabaione con i biscotti. Sei stato un fesso a non venire.
Un conto sono i figli che non hanno colpe,
ma i genitori hanno scelto di essere ebrei.
No, anche i miei genitori avevano i genitori ebrei...
e anche i miei nonni e i nonni dei miei nonni erano ebrei.
Ammazza che sfiga però.
Carrarmato inglese. All'attacco.
Fermati, vieni qui, fermati. Mannaggia la miseria.
Non devi uscire dal cortile, c'è la guerra. Lo capisci o no?
Vieni qua, ma che devo fare quando vado a lavorare?
Devo chiuderti a casa sottochiave?
Adesso vado a casa dei vostri genitori e gli dico tutto.
Dovete stare buoni.
Ragazzi, la guerra è finita,
qui ci fanno tutti prigionieri in casa.
Ma che vi dice il cervello, Madre? Non potete far uscire le ragazze.
Orfane in giro per Roma,
è pericoloso, c'è la guerra, dovete tenerle sottochiave.
lo le tengo chiuse, ma come si fa con questo muro?
Vanda mi racconta tutto,
quello che li monta è il figlio di Barocci.
Bisogna parlare con suo padre.
Barocci? Ma io non voglio impicci, imbrogli, ma per carità.
Piuttosto, chiudete questa breccia,
metteteci due palanche, non siamo a Porta Pia.
Ancora voi.
Mio padre è occupato, non può parlare di quisquiglie.
'Quisquiglie'? Vostro fratello pensa solo a fare la guerra.
Che problema c'è? La guerra è brutta solo se si perde.
Ma che dite? È un bambino.
Se gioca a fucilare la gente, che farà da grande?
Sarà un buon soldato. Ora scusate.
Heil Hitler.
(Vittorio) Seguitemi.
Anacleto Barocci.
Membro del Gran consiglio fascista e del Gabinetto di guerra.
Consigliere e amico personale del Duce.
Già podestà di Varese, decorato con sciarpa littoria,
medaglia della marcia su Roma e croce al merito di guerra.
General Lann.
A che cosa devo l'onore di questa visita, camerata?
(con accento tedesco) Il vostro esercito si è sciolto come neve al sole.
I soldati disertano e si ribellano. A che gioco state giocando?
(Barocci) Nessun gioco, Generale.
Abbiamo appena fondato la Repubblica di Salò che sto per raggiungere,
ma gli italiani, purtroppo, non sono come i tedeschi.
Ognuno fa di testa sua.
Per troppi secoli qua mancò...
un virile condottiero.
(Italo) 'Un virile condottiero'.
I disertori saranno puniti.
L'asse Roma-Berlino è un patto forgiato nel più puro acciaio.
'Un patto forgiato nel più puro acciaio'.
Il milite italico è votato alla pugna fin dal Romano Impero.
Come il mio giovane figlio... - Sono io.
Vittorio, eroe di guerra,
salvò un camerata prigioniero armato solo di pugnale...
contro le soverchianti forze inglesi... Che ci fai qui, piccolo balilla?
Ho sentito 'figlio giovane' e so' arrivato subito.
'Giovane figlio' non 'figlio giovane'.
Aggettivi, sostantivi, ognuno ha il suo posto,
come i soldati in marcia.
Quante volte ti ho detto che non si dice: 'So' arrivato subito'?
'Sono arrivato subito'.
Le doppie, le consonanti, tutte le sillabe.
Due ore di grammatica e 50 flessioni, vai.
Così dimagrisce pure un po'.
Italo?
Si chiama Italo.
E sempre forza...?
Dai... - Sempre forza...?
Milan.
Vai, mi raccomando le flessioni.
Generale, sono un po' severo, ma la lingua è importante.
Prima l'italiano.
Dopo il tedesco, si intende.
lo flettei, tu flettesti, egli flette, noi flettucciamo...
(Lann) Abbiamo bisogno del vostro supporto, ma voi siete scomparsi.
È un trasporto importante.
Voi avete i binari guasti, i treni si fermano.
Perché l'Italia non fa manutenzione?
È colpa dei vili attentati ribelli.
Ma dove li portate?
Abbiamo organizzato un treno che dalla Tiburtina...
arriva direttamente ai campi.
Che tipo di campi?
Campi di lavoro.
Perché il lavoro rende liberi. - Certo, il lavoro.
Se volete, vi possiamo aiutare.
Il commissario Larazza ha nomi e indirizzi di tutti.
Ma basta con queste tristezze.
Facciamo una bella foto per la stampa, Generale?
lo, voi e mio figlio, l'eroe di guerra.
Italiani, sempre a fare foto.
Rinsaldare il patto Roma-Berlino.
(Riccardo) Papa-papa-papa.
(Italo) Che è questa roba?
(tutti) Sì. Vai.
SIRENE
Bombardieri. Ai vostri posti.
Finalmente. Il nemico ci spara.
Ma quale nemico? Sono i nostri sassi che cadono giù.
Oddio. - Ci penso io.
(Vanda) Bisogna cucire la ferita.
Prima bisogna addormentarlo. Ci vuole un fiasco di vino, ce l'hai?
Meglio un manganello, un bel colpo in testa.
Va bene così, mi fido di Vanda.
(Cosimo) Ma lo sta bucando?
Ma l'ago entra nella pelle?
Sì, fa malissimo. Aah.
(Riccardo) Piano, piano.
lo non avrei urlato.
Femminuccia.
Fatto.
Noi dobbiamo sempre salvarci l'un con l'altro.
Facciamo un patto di sangue come...
Cugini. - Ma che cugini. Come arditi.
E com'è il patto degli arditi?
Bisognerebbe tagliarsi la mano con la baionetta.
No, va bene un patto di sputo, secondo me.
E com'è?
Mi sa che è meglio.
Dai.
Come cugini. - (Italo) Però arditi.
Cugini arditi?
(tutti) Cugini arditi.
(Agnese) Vanda, vieni, forza.
VOCI NON UDIBILI
VOCI NON UDIBILI
Guarda questi capelli, che hai fatto?
Se fossi stata un maschio, saresti già stata adottata.
Ma nelle femmine non guardano il cervello,
vi vogliono solo belline e pulite.
Ma tu almeno ti lavi?
Ti ho detto qualcosa che non va?
Voi sembrate felice quando scelgono un'altra.
leri ti hanno vista.
Sei scappata di nuovo.
Non sono scappata.
Se uno cammina, mica scappa.
Mi prometti che oggi non scappi?
Possiamo fare domani?
Ho già detto quattro Ave Maria.
Per portarmi avanti.
Vi prego, ai miei amici voglio tanto bene, sono come la mia famiglia.
Allora non camminare, corri.
(Cosimo) Quell'estate, grazie alla scala di Riccardo,
la nostra guerra continuò.
Sgominammo eserciti, conquistammo imperi,
fucilammo inglesi e lupi mannari...
finché una notte...
ABBAI DI CANI
VOCI INDISTINTE IN TEDESCO
SPARI
Sono quattro giorni che Riccardo non viene,
non sarà mica malato?
Impossibile, è ariano.
Secondo me, i suoi hanno scoperto che ha rubato la scala...
e l'hanno chiuso in casa, come te.
Allora dobbiamo andare a liberarlo.
Noi abbiamo un patto di sputo, mica nespole.
Che siano andati in gita?
No, quelli sono ebrei, pensano solo a fare soldi.
(Cosimo) Come sapevi che le chiavi erano lì?
Si sa, le chiavi sono o sotto lo zerbino o sotto il vaso dei fiori.
Vedi uno zerbino?
(Cosimo) 'Uno: insieme con la vostra famiglia'
'e con gli altri ebrei appartenenti alla vostra casa sarete trasferiti.'
'Due: bisogna portare con sé: a) viveri per almeno otto giorni, tessere annonarie'
'c) carta d'identità,'
'd) bicchieri, valigetta con effetti e biancheria personale, gioielli.'
'Chiudere a chiave l'appartamento.'
'Cinque: ammalati anche gravi non possono per nessun motivo rimanere indietro.'
'Sei: 20 minuti dopo la presentazione di questo biglietto'
'la famiglia deve essere pronta per la partenza.'
I tedeschi l'hanno preso.
Secondo voi quando lo riportano?
Bisogna riprendere l'Africa,
uccidere tutti i russi e gli americani.
Ci vorrà un po'.
Almeno sapessimo dov'è.
Devi lasciare perdere gli ebrei.
Sono rompicoglioni peggio di tuo padre.
Ma io dico, mannaggia la miseria,
non vedeva l'ora che tua madre morisse per inguaiarsi con la politica,
che deficiente.
Ho solo chiesto dove li portano.
In Germania, credo.
È lontano?
Un po'. - Come?
Ma poco poco.
Stai tranquilla, Riccardo starà bene.
Amici, ho la mappa.
So dove hanno portato Riccardo. Basta seguire il binario.
Ma è lontano? - No, no.
Suor Agnese ha detto: 'Poco poco'.
Allora possiamo andare a trovarlo.
Ma che a trovarlo?
Andiamo a liberarlo. - Sì, e come facciamo?
Come facciamo...
Gli spieghiamo che si sono sbagliati.
Loro pensano che è un ebreo normale,
ma se gli diciamo che è un balilla come noi,
che è un ebreo ariano, lo liberano...
e ci danno pure la medaglia da eroe.
lo non so se vengo in Germania. - Perché?
Perché quando torno il nonno mi mena di brutto.
lo ci sto.
Ci sto pure io.
Sì, però tu non puoi, si sa che la donna è una zavorra.
E se vi ferite, chi vi cura?
Se avete fame, chi vi cucina?
Se i tedeschi vi dicono: 'Auf wiedersehen' che rispondete?
Ha ragione.
È facile che i tedeschi parlino in tedesco, sono tedeschi.
(Italo) Va bene, vieni.
Solo come imboscata però.
Gli eroi siamo noi maschi e io sono il capo.
E chi l'ha detto? TONFO
Piscialetto spione, stavolta le prendi.
lo non dico niente. Giuro, rigiuro e stragiuro.
Se parli, ti mando al confino come tuo padre.
Ti danno l'olio di ricino che ti fa cadere il pistolino...
e ti crescono due zinne così.
No.
Però portatevi calzini e mutande di ricambio...
che a camminare si suda.
(Italo) I soldati in marcia mica si cambiano la divisa.
Ma calzini e mutande sì.
Se puzzate, io con voi non ci vengo.
Va bene.
Ma nessuno deve sapere che in missione ci cambiamo le mutande.
Ci vediamo ai piedi della scalinata domattina.
Quale? - Quella alla stazione, a Tiburtina.
Riportiamo a casa Riccardo.
Caporale.
(Italo) Siete in ritardo.
E dai.
Ma come ti sei vestito?
In missione si va in divisa, soprattutto il capo.
(annusa)
Odore di pane.
Facciamo colazione prima...? - Piantala.
Stavolta non è un gioco. Andiamo a liberare Riccardo.
Forza.
Non fate gli scemi, aiutatemi.
(Cosimo) Dai.
Fate i seri, fate i seri.
Dai.
(Cosimo) Uno, due, tre, vai.
Non c'era neppure alla preghiera del mattino. Non è mai successo.
Temo che qualche... - Sorella, non abbiamo tempo.
C'è un attacco di ribelli. - (Vittorio) Ma è un bambino.
lo vi faccio trasferire, io sono il figlio...
Non ditemi che pure Italo è sparito. - Sì, è scappato con la mia tenda.
Perché? Anche l'orfana? - Anche Vanda.
(Cosimo) Chi tocca i sassi è scemo.
(Italo) Aspettatemi. Il capo deve stare avanti.
Scemo.
Che gioco stupido.
Ma che c'è lì dentro?
Tutto quello che serve per una missione: tenda, coperte,
cibo, baionetta, varie, eventuali. Tutto.
Perché tu che cos'hai?
lo ho il santino di San Nicola che protegge i bambini, tu?
Due pere. - Come 'due pere'?
Avevo ordinato di razziare casa.
L'ho fatto, c'era solo quello.
A proposito, quando mangiamo?
Solo quando saremo stremati.
Italo, c'è qualcosa che cola dallo zaino.
Si saranno rotte le uova.
Vi voglio più marziali.
(cantando) L'occhio del Duce brilla
Vivo nei suoi balilla
Siam la scintilla d'amor
Che un dì dal suo gran cuore uscì, sì, sì.
Ma se i tedeschi non ci credono che Riccardo è un vero balilla?
A me credono, ho la prova segreta.
E che prova è? - È segreta.
Come i servizi segreti, hai presente? - No.
Per forza, se sono segreti.
Va beh, non ci ho capito niente. A proposito, quando si mangia?
Il soldato italiano non si ferma mai.
(Italo) O cavolo.
Un bivio. - Impossibile.
Nella tua mappa non c'è un bivio, è sbagliata.
La mappa non può essere sbagliata,
è sbagliato lì, non dovrebbe esserci un bivio.
Guarda, il binario va dritto fino in Germania.
Secondo voi qual è dritto? - (insieme) Di là.
Il capo sono io, quindi si va di là.
Hai tirato a indovinare. - Pure tu.
Ma non vedi che è dritto? Guarda. - Preghiamo.
Ma cosa c'entra? - C'entra eccome.
Suor Agnese dice che se preghi bene, Dio ti manda un segno.
Dieci Ave Maria.
Pure dieci Padrenostro, così non si offende nessuno dei due.
Ave Maria, gratia plena, dominus tecum,
benedicta tu in mulieribus, et benedictus fructus ventris tui.
(Vittorio) Porca zozza di quella brutta vacca lercia.
È il modo di parlare a una suora?
La polizia non fa niente, mio padre è a nord e non riesco a contattarlo.
Le linee telefoniche sono interrotte per i maledetti bombardamenti.
Non vi piaceva tanto la guerra?
Devo trovare un fratello scappato di casa, non ho tempo di parlare con voi.
Signor quisquiglie...
io so a chi chiedere.
Chi?
Per me, i bambini scomparsi sono tre.
Faceva domande sui giudei, non so altro.
Vieni qua.
Vanda dice che ascolti i loro discorsi, è vero?
Questa volta no, giuro, rigiuro e stragiuro.
Se non dici la verità, ti faccio arrestare e vai in prigione.
Ma che cosa vi dice la testa?
(Agnese) Stai tranquillo, nessuno ti farà niente.
Se lo dico, Italo mi manda al confino come papà.
Allora è un vizio di famiglia.
Nessun bambino è mai andato al confino.
Però Riccardo sì.
Vanno in Germania da Riccardo. Dicono che basta seguire il binario.
E te non mi dici niente?
Tu sai qual è il binario, vero?
Quello dov'è la scalinata.
Ho capito qual è, quello a Tiburtina, vado.
Voi venite? - Ma chi ce la fa?
Sono tutto indurito. Ho una sciatica che mi si porta.
Questo è il tempo del riposo, sapete perché?
Perché sono stato tanto generoso.
Quindi è no? - Parlo cispadano?
Bene.
Vengo con voi.
No, sareste una zavorra, mantenete il passo.
Chi ve lo dice? Se non ce la faccio mi lasciate lì.
No, se siete con me, devo proteggere la vostra vita.
La mia vita è di Dio e se la prenderà quando vuole.
Con voi o senza.
Vi sarò utile. Conosco Vanda e credo che sia lei a guidarli.
lo invece conosco mio fratello e non si fa guidare da una femmina.
Lo dite voi.
Prega, prega, ma qua Dio non manda nessun segno.
Sarà impegnato. Deve stare dietro a tutto l'universo.
Italo. Lì c'è qualcosa.
È morto. - È il segno.
Caspita.
Se Dio ammazza un cane per dirci che è il binario giusto,
abbiamo pregato bene.
Cercate dei legnetti. - Perché?
Ci serve una croce, no?
Va beh.
Se lo dico io che il binario è giusto, nessuno mi crede,
lo dice Dio, tutti dietro.
(Italo) Aspettatemi, il comandante deve stare avanti.
(Cosimo) Ragazzi. - Ma che fai?
Se non mangiamo io non cammino più.
No. Così è sciopero. Ci tocca fucilarti.
Però ho fame pure io.
Femmine...Va beh, rancio.
Sì, vai.
Perché così poco? - Il soldato italiano patisce la fame.
Mio fratello in Africa si è mangiato le lucertole.
Sì, si è mangiato le lucertole...
perché non aveva il salame dentro lo zaino...
e se ce l'aveva, era scemo come te.
Cosimo, stai zitto. Il capo è Italo e decide lui.
Per esempio potresti decidere di assaggiarne una fettina.
Pensa così morbido, saporito, grasso...
In effetti...
La salciccia passita dei camerati di Parma dà forza alla marcia.
Solo una fettina però.
(Cosimo) Erano anni che non mangiavo così.
(Italo) Com'erano? - (Cosimo) Anni.
(Cosimo e Italo ruttano)...
(Vanda) Comunque fate proprio schifo.
Certo che questo salame e questo formaggio...
mi hanno fatto venire sete.
Però l'acqua è finita.
Questa volta la truppa ha ragione, ho sete pure io.
Alt, ricerca acqua.
A nord niente,
levante niente, ovest... - Italo.
Lì c'è una pozza.
Mi sa che questo binocolo non funziona.
GRIDA
Ma che schifo.
Non possiamo berla, è piena di fango e insetti.
Potremmo morire.
Vorrà dire che bevo solo io.
Se non muoio, stasera bevete anche voi.
Comando vuol dire coraggio.
No, vuol dire che il capo beve e gli altri si tengono la sete.
(rutta)
Fa' che prendano una storta,
piccola, ma dolorosa in modo che si fermino...
e noi li portiamo sani e salvi.
Una piccola storta, piccola, ma dolorosa.
Ma che è questo brontolio?
Prego Dio, che almeno ci mandasse un segno.
Il vostro Dio tace, non vi viene il dubbio che non esiste?
Vostro padre non esiste solo perché non risponde alla radio?
Voi parlate troppo. - Parlo quanto voi.
E adesso da quale parte si va?
Dove va?
Ecco il segno. Sono passati di qua.
lo ai segni di Dio non credo, proseguo di qua.
Vedete? Ho insegnato io a Vanda a fare le croci così...
e questo è il suo nastrino.
Voi andate pure dall'altra parte.
(ridendo) Se vedo Italo ve lo saluto?
Non ho mai visto così tanta cacca in vita mia.
(Italo) Aah.
Ma perché cambia posto?
È una puzza così grande che neanche lui la sopporta.
Italo, come si monta la tenda?
Sono 12 mosse.
Primo, aprite la tenda,
secondo, prendete i ganci di metallo...
e poi...
Tu hai capito quello che ha detto?
Stendiamo la tenda.
Che hai?
Mi manca papà.
Almeno tu hai il papà.
(Italo scoreggia)
Vedete? Questa era mia.
Ammazza, li ha finiti tutti.
Formiche.
Abbastanza, ma non troppe.
È passato poco tempo, li prendiamo prima che faccia buio.
Ma voi zoppicate.
Sì, ho una gamba ferita, per questo non sono al fronte.
lo mi chiedo come gli viene in mente di andare a piedi in Germania.
Non sanno quello che fanno. - Lo sanno bene, è quello il problema.
Rivogliono il loro amico. - Chi? L'ebreo?
Certo, quelli portano solo guai.
Che cosa avete al posto del cuore? È un bambino.
Lo portano via con centinaia di persone e gli date la colpa.
Non a lui, alla sua razza.
Poi voi parlate, la vostra chiesa li ha chiusi dentro un ghetto.
Che c'entro io? Poi era il Medioevo.
Oggi gli ebrei sono italiani come noi e molti sono anche fascisti.
Venderli ai tedeschi è stata una porcheria.
Per queste parole potrei farvi arrestare.
Fatelo, perché tanto saranno vere lo stesso.
Comunque noi due non siamo obbligati a parlare.
Ecco, finalmente sono d'accordo con voi.
(cantando) Il mio aiuto viene dal Signore
Però neanche cantare.
Italo, noi torniamo a casa. - No.
La Germania è troppo lontana.
La resa è da vili, non si torna a casa. Obbedite al capo.
Non c'è più un capo. La missione è finita.
Cosimo, aiutami. - Un attimo.
Aspettatemi.
Non posso andare in Germania da solo, che poi viene buio.
FISCHIO DEL TRENO
Speriamo che i bambini stiano attenti.
Ho insegnato a Vanda che quando passa il tram si sta a cinque passi.
Quattro e cinque.
Perché si ferma? È rotto?
Non diciamo fesserie, i treni italiani sono i migliori al mondo.
Non si rompono mai.
Magari va da Riccardo, forse è un segno del Signore.
È un segno del Duce. Saliamo.
Dai, prima donne e bambini. Aiutiamo l'imboscata.
Aah. - (Italo) Che c'è?
Sono una ragazza, non potete toccarmi il sedere.
E come ti facciamo salire?
Ho un'idea.
Siediti. - Aspetta.
Dai, Italo, però, sbrigati.
Aah, aspetta, facciamo al contrario.
Vai, metti un piede qua. Dai.
Vai veloce, veloce, vai, dai.
Dai, dai.
(Cosimo) Allora, fammi salire.
(Italo) Vai, ce l'hai fatta.
(Italo) Vai, vai.
Prendete lo zaino.
(Cosimo) Più alto, lancialo. Ok preso.
(Vanda) Ce l'ho. Vai, vai.
(Vanda) Dai, sali, che tra poco parte.
(Cosimo) Il fez, il fez, che casca.
(Cosimo) Vai.
Aiuto. Aiuto.
(Vanda) Cosimo, sgancia la scala.
(Cosimo) Levati, Italo, levati.
(Cosimo) Dai, Italo, sali.
Sbrigati che tra poco parte. - Aiutatemi.
(Vanda e Cosimo) Dai, Italo.
Che scacazza.
Mio padre aveva ragione.
La cosa più bella della vita è la libertà.
Poi viene mangiare. Ceniamo? - Certo.
Non ci è rimasto niente da mangiare, abbiamo spazzolato tutto.
Voi che avete? - lo ho le mie due pere.
lo ho la tovaglia.
Ma la tovaglia non si mangia.
No, caro, è il contrario.
Non si mangia senza tovaglia.
Va beh, ho capito. Cena leggera.
Mi sento a casa.
Che fai? lo sono la povera orfanella?
Sì.
Fatto, andiamo. - Sta per fare buio.
È luna piena. Se avete paura potete tornare indietro.
(Cosimo) Va beh, buonanotte.
Buonanotte.
VOCI NON UDIBILI...
(Italo russa)
Camerati. Camerati.
Oh, svegliatevi.
In missione si dorme poco. - Ma sei scemo?
Per fortuna che avevo le mutande di ricambio.
Stanotte faceva un freddo.
(Vanda) Ma quanto tempo siamo stati fermi?
Secondo voi, quanti chilometri abbiamo fatto?
Secondo me, almeno cento a piedi e mille in treno.
Beh, allora siamo in Germania.
Certo, non vedi il sole germanico quant'è grosso?
Imboscata, sai l'inno tedesco?
Ovvio. - Vai, cantalo.
(cantando) Deutschland, Deutschland Über alles
Più forte, così il popolo germanico ci sente.
(cantando) Deutschland, Deutschland Über alles, über alles, über alles
Ragazzi, che fate lì?
Scendete dal treno, forza.
Però il tedesco si capisce bene.
Ma che tedesco. Siamo ancora in Italia.
Tiè, noi ce ne andiamo in Germania. Ciao.
Ma si sta fermando.
Poveracci. - Smammiamo che qua le prendiamo.
Su, forza, scendete.
(uomo) Ragazzi, forza. Giù.
Per la patria e per Riccardo.
Non mi sono fatto niente.
Bell'idea. Camminare tutta la notte.
Per me, li abbiamo superati, non è possibile che non li abbiamo raggiunti.
Dove andate? - A sedere.
Dove? - A sedere.
Vi sbrigate? lo rischio un fratello, non un'orfana qualsiasi.
Vanda non è una qualsiasi. Ha un'intelligenza speciale.
Allora sarà stata lei a montarli.
Avrà preso una cotta per l'ebreo.
O forse l'ha presa Italo.
Che cosa? - La cotta per Riccardo.
Che state insinuando? - Niente, vi prendo in giro.
La fuga è un'idea di vostro fratello.
Che ne sapete voi?
Me l'ha detto il fratellino di Cosimo.
Italo vuole fare l'eroe per avere la medaglia come voi.
Quando lo prendo gli do tante di quelle cinghiate...
Ma allora non capite nulla.
La violenza lo renderà peggiore. Solo l'amore educa.
L'amore e il perdono.
Vedo com'è educata bene la vostra orfana.
Scappa con due uomini per cercare il terzo,
tra qualche anno sarà pronta per le marchette...
Voi siete pazza.
(Cosimo) Ssh.
Guardate. Il nostro pranzo.
Oh, ma quella è la fionda di Riccardo.
No, no, è la mia. - Balle. Fammela vedere.
Se non mi credete, non siete miei amici.
Fammi vedere quella fionda.
Hai ragione.
lo gliel'ho rubata all'inizio.
Poi volevo ridargliela,
ma dicevo sempre: 'Domani, domani' perché mi vergognavo.
Per questo voglio andare a liberarlo.
È colpa mia se l'hanno preso.
Come è colpa tua? Tu che c'entri?
È colpa mia perché Riccardo con questa fionda...
ai crucchi gli schiaffava due o tre sassi in faccia.
Dai, su.
Gliela ridai quando andiamo in Germania.
Pensa come sarà contento,
liberato e fiondato, che cosa c'è di più bello?
Ecco, tutto questo parlare e la lepre se n'è andata.
Sapete che facciamo?
Una bella 'confischia' di cibo.
Che è la 'confischia'?
'Confischia' vuol dire che se sei un soldato,
puoi andare a casa della gente a prendere quello che ti serve.
Anche le femmine, se sei grande.
(Cosimo) Ah, le comodità di oggigiorno.
(Vanda) Mannaggia, che brutto.
Come si fa la 'confischia' a un orco?
Sono 300 lire, li ho presi dal portafoglio di mio fratello.
Sei brava in matematica?
Certo, ho lodevole, ma non tocco quello che è stato nelle tue mutande.
Femmine.
Maschi.
Fai l'orfana affamata che ti danno più roba.
Acciderbolina, ho capito perché l'hai rubata.
Si mangia. - (Italo) Era ora.
Dai che ho fame.
Poi?
Trecento lire per così poco?
Ti sei fatta fregare. Sei un'asina in matematica.
No, non è vero.
lo non ho i genitori che mi mandano a fare la spesa,
non so quanto vale la roba.
Perché non l'hai detto?
Mi vergognavo.
Ci penso io. Vado là e mi faccio ridare i soldi.
Che fa?
VOCI INDISTINTE
Basta, adesso ci penso io.
Pezzenti.
Gli ho lasciato tutti i soldi. Mi facevano pena.
GRIDA IN LONTANANZA...
(Vanda) Ha preso una gallina.
C'è la morte che lo insegue, prendi le cose.
Ragazzi, gliel'ho presa.
Corri.
(Cosimo) Vanda, hai preso la roba? - Certo.
Quell'infame mi ha beccato. Dai, ragazzi.
Che fa là?
Ok, sarò misericordiosa.
Vado là, gli chiedo scusa.
Mi dispiace. Prima ho esagerato.
Ma siete imbecille? Questa ferita è infetta.
No, ma che fate? - Sono infermiera. So com'è un'infezione.
Bisogna pulire e incidere.
Non lo so, non sono così sicuro.
Mi dispiace, dovrò darvi un po' di dolore.
No, no, no. Basta così. - Pregate, pregate.
Ma che pregate.
lo l'ho presa, sta a te fare il pollo arrosto.
Sì, ma prima dobbiamo ammazzarla. Vanda, sei tu la cuoca.
Ma sei matto? Tieni.
Ho un'idea.
Spaventiamola. - Perché?
Così muore di crepacuore.
Giusto.
Niente.
(Vanda) Che genio, urlare a una bestia senza orecchie.
Potremmo portarla con noi. Avremmo l'uovo fresco tutti i giorni.
Vanda ha ragione, sarà il nostro portafortuna.
La chiameremo Riccarda.
Bello, andiamo a salvare Riccardo con Riccarda.
Cantando, così si scorda la fame.
No, il capo sono io e si fa come dico io.
Cioè?
Andiamo a liberare Riccardo con Riccarda...
cantando e si scorda la fame. - E noi che abbiamo detto?
(tutti, cantando) Vivo nei tuoi balilla
Siam la scintilla d'amor che un dì
Dal suo gran cuore uscì, sì, sì.
(Italo) Stare in missione mi piace, da grande farò l'eroe.
(Vanda) È un lavoro? - Adesso no, ma quando arriva la pace sì.
Chi vuole salvare un amico, un parente, mi chiama...
e mi paga.
lo invece vorrei fare un lavoro...
dove vedi tanta gente, visiti il mondo...
Tipo il postino?
Magari.
Guardate.
L'ultimo che arriva ha paura del buio.
(Cosimo) Sembra la grotta dei pirati.
Sandokan.
(Italo ulula)...
(Italo) C'è l'eco. Branco di lupi.
(Italo ulula)...
(Vanda) Branco di galline.
(Vanda chioccia)...
(Cosimo) Branco di pecore.
(Cosimo bela)
SPARI
Lo sapevo. È mio padre che ci sta cercando.
Ci arrendiamo.
Zitto. Ma che credi che tuo padre ti farebbe sparare?
Non è lui. - (Cosimo) Scappiamo.
SPARI
Me la sono vista brutta.
Per fortuna è andata bene.
Come va la gamba? - Meglio.
Avete visto? Andava spurgata.
Sì, però marciamo da 30 ore,
dovete riposare se no non ce la fate.
lo?
Andiamo a chiedere a quel borghetto se ci danno qualcosa da mangiare.
Chi ve lo dice che qua ci danno da mangiare?
'Trattoria'. Donna di poca fede.
Dai. - 'Donna di poca fede'? A me?
Prego, dopo di voi.
Buonasera. Che c'è da mangiare?
Quello che c'è. Venti lire a persona.
Dicono che i nazisti con i fascisti...
vogliono acchiappare Pizzocchi.
Ma ti credo. Lui e Radiavola hanno ammazzato un ufficiale.
Speriamo che non lo pigliano.
(tutti) Viva Pizzocchi.
RUMORE DI PIATTI FRANTUMATI
Scusate, odio la violenza.
Non si direbbe, visto che mi avete dato un calcio sulla ferita.
Il coltello vi avrebbe fatto più male.
Bevete che vi passa.
È un covo di ribelli.
No, sono contadini.
Non capite quanto dolore e rabbia ha portato la vostra guerra.
Voi avete perso, ma non al fronte,
avete perso qua, nelle osterie.
Ma voi siete antifascista?
Sono cristiana...
e l'alleanza con quel demone di Hitler non ve la perdono.
Beh, perdono è il vostro credo.
Anche le suore peccano.
Peccatrice.
Non in quel senso.
È venuta bene, vero? - Sì, bella, dai.
Perché questa non fa le uova? È stitica?
Se avessi avuto l'olio di ricino, questa cacava uova a pallettoni.
Pa-pa-pa-pa.
Ma di tenda ne avete portata solo una?
lo dove dormo?
Qua, con noi.
La fate facile voi. Non vi compromettete voi maschi.
Scusa, tu sposeresti una femmina che ha già dormito con un altro?
Già non ho madre e padre, rimango pure senza marito, siamo a posto.
Secondo me, per compromettersi serve il letto, la tenda non vale.
Infatti. - Ma che ne sapete voi?
Tu stai pure in divisa.
Suor Agnese dice che se una ragazza giace con un soldato è perduta.
Va beh, se lo dice suor Agnese.
È la seconda notte.
Com'è possibile che non abbiano voglia di casa?
Si vede che non ci stanno così bene.
Italo a casa sua sta benissimo, non gli manca niente.
Se scappa, forse qualcosa gli manca.
Da quanto non giocate con lui?
lo non parlavo di vostro fratello.
Parlavo di Vanda.
Sapete...
tanti anni fa,
una notte pregai Dio...
perché mandasse doni al collegio.
Il giorno dopo mi fece trovare un cappotto...
con dentro Vanda.
Ora lei vuole andarsene...
e troverà una famiglia, è giusto, è giusto.
Credevo che con i voti avrei risparmiato il dolore dell'amore non corrisposto...
e invece...
Tutto a posto?
Siete voi che mi fate bere.
(Cosimo) Dai, vieni dentro, non puoi dormire fuori.
Se tornano i soldati?
(Italo) Infatti.
Guarda che qua vengono gli spiriti, i fantasmi.
C'è lo 'stregogigio', quello ti acchiappa e ti porta via.
Tranquilli, c'è Riccarda che mi fa da guardia.
Una gallina.
Ma che fa una gallina allo 'stregogigio'?
Quello l'acchiappa, non ti dico che le fa. Ha certe zanne...
Ma quali zanne. Quello ha gli artigli.
Ma che artigli? Quello striscia, non lo vedi.
Quello striscia dentro l'acqua poi esce,
vola ti piglia, ti stacca. Poi ha le ali grosse così.
Quello ti mangia con un boccone.
Va bene, va bene, dormo in tenda,
però non dovete dirlo ai genitori di Riccardo.
Lo sapevo. Siete fidanzati?
Che fidanzati? Molto di più. - Sposati?
Ci vedevamo anche da soli.
Veniva a trovarmi all'orfanotrofio.
lo ti voglio bene, ma non come un'amica, di più.
Vorrei chiederti...
insomma,
se ti piacerebbe diventare mia...
Tua? - Mia sorella.
Ho detto una cosa brutta?
È la cosa più bella che abbia sentito in vita mia.
(Vanda) Ma è pericoloso? - (Riccardo) No.
Al ghetto abbiamo dato ai tedeschi tutto l'oro che avevamo: 50 chili.
I miei hanno messo pure le fedi.
In cambio ci hanno promesso che non ci faranno niente.
Ma tu li vorresti due genitori ebrei?
Tantissimo.
Se ti avessero adottata,
adesso saresti stata in Germania pure tu.
VERSO
Lo 'stregogigio'. Oddio l'ho visto.
(Cosimo) Corri in tenda, corri.
(Vanda) Muoviti. - (Cosimo) Chiudi.
Dobbiamo riposare. Oste, due stanze.
Ne ho una sola e ci stanno pure le zucche a maturare.
Venti lire. - Va beh, ci arrangeremo.
Come 'ci arrangeremo'? lo non giaccio con un soldato.
Ma che avete capito?
Pure voi, ma che fate i gesti?
Che avete capito?
Dove andate da sola? È pericoloso.
So io che cos'è pericoloso.
State tranquilla, rispetto la tonaca, dormo per terra, non c'è problema.
Non è acqua.
Bastardi maledetti.
Ma che fate?
E voi che ridete?
Che vi ridete?
Oste, due bagni caldi. - Cinque lire per uno.
Per dieci, Maria vi lava pure i vestiti. Per domani sono asciutti.
Va bene.
Sono un po' corti i vostri vestiti.
È solo per la notte. Hai un ballo?
VOCI SOVRAPPOSTE
La stanza è al piano di sopra. Seguite l'odore delle zucche.
Sì. Forza, lasciali stare.
Noi siamo d'accordo? - Sì, non vi preoccupate.
(sottovoce) Ragazzi?
Vanda? Cosimo?
Svegliatevi. - (Cosimo e Vanda) Chi è?
Ho sentito qualcosa.
VERSO...
(Cosimo) Che era?
VENTO CHE SOFFIA
Ave Maria gratia plena dominus tecum...
È finita. Era un po' di vento.
RUMORE INDISTINTO
No, no, sono i soldati.
(Vanda) Santa Maria, Santa Maria Maddalena.
Ma quali soldati? Questo è lo 'stregogigio'.
(Cosimo) Chiudi tutto, chiudi tutto.
No, no. Andavo a pagare.
È vuoto. - Come 'vuoto'?
C'erano 300 lire qua dentro. - Che facciamo?
VOCE DI UOMO INDISTINTA...
Scappiamo. - 'Scappiamo'?
Forza.
Che fate? Guardate? Chiudete gli occhi.
Come fate a prendermi con gli occhi chiusi?
Allora li apro. - Teneteli chiusi.
Non ho capito, devo tenerli aperti o chiusi?
Apriteli, ma senza guardare.
Riccarda.
Lo sapevo che lo 'stregogigio' se la mangiava.
Si è sacrificata perché lo 'stregogigio' non prendesse noi.
CANTO DEL GALLO
Ciao, Riccarda.
Non si è mai vista una gallina che fa: 'Chicchirichì'.
Infatti non è una gallina, è un galletto.
Ecco perché non fa le uova.
Però non si può chiamare Riccarda.
Sarà...
Riccardo.
Un portafortuna che si chiama Riccardo porta ancora più fortuna, no?
Hai voglia.
Non riesco a contattare mio padre.
Potremmo avere l'aiuto della milizia, ma così...
Hanno preso il treno.
Quel ferroviere li ha visti scendere qui ieri mattina.
È una notizia stupenda, perché lo dite così?
Perché senza tonaca mi sento nuda, tutti mi guardano.
Forza, bersagliera, entro sera li raggiungiamo.
Speriamo che i bambini non li abbiano visti.
lo in tenda con voi non ci dormo più.
Perché ti comprometti? - No, perché puzzate come caproni.
L'ultimo che arriva è un caprone che puzza.
(Italo) Aspettatemi.
Ferma, è gelata.
Se vuoi lavarti, devi bagnarti.
Ragazzi.
Ho fatto una lancia. Così pesco un tonno e ce lo mangiamo.
Ma sei scemo? Il tonno è nel mare.
Davvero?
Pensate se ci danno la medaglia del Duce.
Mio padre sarà fiero di me.
Il mio non lo so.
Perché l'hanno mandato via?
Una sera era ubriaco e ha detto una cosa brutta.
Che cosa?
Si vergogna a ripeterlo.
Ha detto che Mussolini è un secchio di merda.
Scusa, Duce.
Va beh, ma si sa che gli ubriachi dicono scemenze.
Lo mandano su un'isola solo per questo?
Che ti devo dire?
Si saranno sbagliati. Come con Riccardo.
Si sbagliano spesso, però.
Bella, prova tu a comandare un impero intero.
Vediamo se non ti sbagli.
Morte ai fascisti. Viva Pizzocchi.
La mia divisa.
Ho messo l'erba di San Giovanni. - Bene.
Non toccate. Lasciate almeno che faccia effetto.
Intanto mi rinfresco.
Sì, grazie.
Dovete girarvi dall'altra parte.
Vedete come siete?
Non ci stavo pensando, ma se me lo dite, mi viene voglia di guardare.
L'ho sempre pensato, è la vostra chiesa che induce il peccato.
Troppo fredda. Non mi lavo più.
Mi sciacquo io, allora.
(canta) Il mio aiuto viene dal Signore Il mio aiuto viene dal Signore
RUMORE DI PASSI...
(sottovoce) Uomini armati.
(tenente) Riposo.
Dammi questa pistola.
Vi abbiamo beccato, Pizzocchi.
Pizzocchi? Capitano Vittorio Barocci, anzi centurione, per la precisione.
Abbiamo un pezzo grosso, un centurione.
Come mai girate conciato così?
Perché la divisa ha avuto un problema.
Perché siete da solo? La vostra compagnia dov'è?
Sono a casa da tre mesi per una ferita.
Un imboscato, quindi. - No.
Sono in convalescenza, una ferita di guerra.
Certo, ferita di guerra, immagino.
Tenente, questo centurione ha un sacco di problemi.
La divisa, la ferita, la convalescenza.
Portiamoli al campo intanto.
Che Pizzocchi? Contattate mio padre, Anacleto Barocci.
Voglio i nomi della banda, Pizzocchi.
lo sono il figlio di Barocci. - Ha ragione.
lo sono suora del convento di Santa Venusta in piazza Sant'Apollonia a Roma.
Per voi assomiglia più a una suora o alla diavola che lo fa rizzare pure ai morti?
Come dite voi comunisti? A ognuno secondo i suoi bisogni, no?
Qualcuno ha bisogno di una bella femmina qua?
(tutti) lo, io.
Se la toccate vi taglio la gola.
Bravo, Pizzocchi. Difendete la vostra compagna.
Vi lascio la notte per pensare, domattina o fate i nomi o vi fuciliamo.
Portateli nella stalla.
Tenente, perché non l'avete dato ai tedeschi?
Sanno come farlo parlare. - È più facile che lo convinca la ragazza.
Signore, perdonali, non sanno quello che fanno.
No, lo sanno benissimo, è quello il problema.
I ribelli si possono fucilare senza processo.
Adesso andiamo in quelle case e confischiamo tutto il cibo che hanno.
Seguitemi.
(Cosimo) Basta subire dai campagnoli.
Mi raccomando, fate le facce cattive.
Più cattiva, Vanda, dai. Dai, Italo.
(Cosimo) Aah.
Noi abbiamo fame.
Pure noi abbiamo fame.
Mia figlia non ha neanche più il latte.
Brodo?
No, non possiamo mangiare Riccardo.
Da buoni fratelli, a tutti...
un pezzo con la pelle.
Tieni.
Mia figlia ne può avere due?
Il grasso fa latte, capito?
Tieni.
lo torno a casa.
Che? Dobbiamo liberare Riccardo.
Secondo te, i tedeschi danno retta a uno conciato così?
Se torni indietro sei un vigliacco, come il maresciallo Bagaglio.
Chi è questo Bagaglio? - Non lo so.
È uno che scappa, come questo fifone.
Stai zitto, figlio di un sovversivo.
No, papà era solo ubriaco.
Balle, è un comunista, per questo è al confino.
Tuo padre ti ha fatto da vecchio perché il Duce vuole famiglie numerose.
Bugiardo, ti ammazzo.
(Vanda) No, fermatevi. - (Italo) Levati.
Ma io che c'entro? Là ci stanno i tedeschi.
C'è lo 'stragogigio'. Piove, dobbiamo montare la tenda.
Basta con le scuse.
TUONI
Signore, ti ringrazio per non avermi abbandonato.
Ci fa fucilare e lo ringraziate pure.
Che ne sa una suora dei piani di Dio?
Magari la nostra morte serve a salvare i bambini.
Basta raccontarvi balle.
È la vostra ultima notte, ditemi la verità, avete paura?
Voi in questo momento odiate il vostro Dio.
Dio è amore.
Perché lo dite con tanta rabbia?
Sì, sono arrabbiata con lui,
ma non per me. Perché ha lasciato che la chiesa non facesse niente.
Ma tutti quei bambini innocenti costretti a scappare.
Perché, Signore, perché?
Brava, finalmente.
Voi non avete paura di morire?
Sono un soldato, vivo da anni con la morte al fianco.
E questo vi piace?
lo...
non lo voglio un papà sovversivo,
i sovversivi li fucilano.
È brutto non avere i genitori,
ma è più brutto se li hai e muoiono.
Sogno mia mamma tutte le notti.
E che cosa sogni della mamma?
Che mi abbraccia.
Avete la febbre.
È l'infezione, voi rischiate la gamba.
Che mi frega, tanto domani ci fucilano.
Però, prima di morire, c'è una cosa che voglio dire a qualcuno.
Un giorno in Africa trovai un camerata che si era perso.
Il morale della truppa era a pezzi,
morti, feriti, cibo da schifo,
e così il Maggiore,
per tirarli su si inventò la storia del prigioniero...
eroicamente strappato agli inglesi.
Cioè non è vero? Era tutta una bugia?
Sono un imboscato, non sono un eroe.
Poi volevo meritare la medaglia,
ma mi sono ferito e mio padre non mi ha permesso di tornare al fronte.
Disprezzatemi pure, se volete. - Non vi disprezzo affatto.
Preferisco di gran lunga gli imboscati agli eroi.
Ma tu mi abbracceresti?
Non chiedo cose proibite,
è che sento questo freddo che...
Non fa niente.
Mi chiamavano cacasotto.
Quando c'era da fare a botte scappavo.
Mio padre l'ha saputo.
Una sera a cena con tutti i parenti ha detto:
'Due fratelli,'
'uno ti esce eroe'
'e uno cacasotto'.
Quando mi hanno dato la divisa da balilla...
ho sentito il coraggio fascista nelle vene, ne ho pestati un paio,
ma adesso me l'hanno rubata,
ritorno cacasotto.
A un cacasotto nessuno vuole bene,
neanche suo papà.
Quando prendiamo le medaglie, le diamo tutte a te,
tuo padre sarà fiero.
No.
lo senza divisa non ce la faccio.
lo torno a casa.
(Cosimo) Presentare armi.
Il plotone ti vuole come comandante.
Ecco la tua divisa.
Ma questa è una tovaglia.
Sì, ma è come quella dei balilla sommozzatori.
L'ho vista sulla tribuna illustrata, vero, Vanda?
Sì, l'ho vista pure io e con questa sembri più alto.
Davvero?
Questi qua li ho fatti io stanotte con le forbicine, uno per uno.
Come mi fanno male le mani.
(tutti, cantando) Me ne frego Non so se ben mi spiego
Me ne frego, fo quel che piace a me.
VOCI IN LONTANANZA
Soldati.
È mio fratello. Ci sta cercando.
C'è anche suor Agnese.
Ma com'è vestita?
A me sembrano prigionieri.
(Italo) Cosimo.
Vai, andiamo. - Dove?
Se io non fossi quasi morto...
e tu non fossi una suora, ti inviterei a cena.
(tenente) Carica.
Ci verresti? - Punta.
Sì.
VOCI INDISTINTE
No.
Comandante Italo.
Eri tutti noi. Italo.
Sono inciampato, mica sono morto.
Mannaggia a quel ramo.
Fermi. Fermi, non sparate. Sono bambini.
Ave Maria...
Scappa.
Lasciami.
(tenente) Prendetelo. - Aiuto. Aiuto.
Scappa, Italo. - Cosimo.
Non mi prenderete mai, secchi di merda.
Adesso io e te facciamo i conti.
Oh, lasciami.
Italo. - Vanda.
Vanda, Italo, sono i figli di Pizzocchi.
Peccato non poterli ammazzare da piccoli.
Veramente l'abbiamo fatto in qualche occasione.
Tenente, sono bambini.
Adesso sono bambini, ma questi a 13 anni diventano ribelli.
Ribelli a chi? Sono più fascista di te. Non vedi la divisa da sommozzatore?
Ehi, Hitler. - Che hai detto?
Ehi, Hitler.
Basta ridere.
Sono il figlio del Generale Barocci e quello è mio fratello, eroe di guerra.
lo l'ho detto.
Tu sei il fratello dell'eroe di guerra?
E quella chi è? - (Vanda) È suor Agnese.
Del convento di Santa Beata Venusta.
E sapresti anche dirmi dov'è questo convento?
Certo, in piazza Sant'Apollonia 5, a Roma.
È possibile che i bambini dicano le stesse balle che dicono i grandi?
Quali balle? lo ho la prova segreta.
Così vediamo che è questa prova segreta.
(tenente) Che è? - Ha avuto un problemino.
Ma questa famiglia Pizzocchi è piena di problemi.
(tenente) Stanno tutti con Barocci, le foto non mentono.
C'è anche il Generale Lann. Perché voi italiani fate sempre casino?
Liberateli.
Ridammi la prova segreta.
Vanda, Vanda.
È stato un errore dei vostri camerati.
(parla in tedesco)
Tenente, ora dobbiamo strisciare velocissimamente,
se no questi ci fanno un mazzo tanto.
Ha fatto effetto il chinino, la vedo meglio.
Che vogliamo dire di questo limoncello? Sono i limoni del mio paese.
Basta, siete due stronzi.
Quindi forse siete bravi soldati.
lo pensavo che non gli piacesse il limoncello.
lo devo tornare a Roma.
Vi accompagniamo noi, stiamo andando in stazione.
Dobbiamo fare la guardia...
a un trasporto speciale. Come siamo messi?
Andiamo, belli, forza.
Merito le cinghiate, lo so.
Ma quali cinghiate. Tu meriti una bella medaglia, come la mia.
Hai salvato la vita a un camerata.
A chi? - Come 'a chi'? A me.
Papà sarà orgoglioso di te.
Ho sentito tanto la tua mancanza.
Anche io.
lo non voglio due genitori che mi adottano.
lo voglio te come mamma, perché non si può?
Ma sì che si può.
Basta che non lo diciamo alla Superiora.
E con Dio come facciamo? Lui vede tutto.
Il Dio che conosco io vuole i bambini felici.
E tu che ci fai là? Vieni qua.
(sergente) Allora, noi siamo pronti, andiamo?
Plotone attenti, tutti sul furgone. Un, due...
Ammazza, seguono tutti il comandante dei sommozzatori.
Certo, è il Comandante.
Forza.
Dovete aspettare. Il treno per Roma passa tra tre ore.
Via, via che se ci vede ce le suona.
Non vi allontanate. - Sì, tranquillo.
Lo sapevo, la prova segreta funziona.
Con questa riportavamo a casa Riccardo.
Hai ragione,
ora è un peccato tornare indietro.
Quindi?
Tenetevi sabato.
Che cosa? - La cena.
Ma quale cena? Ma che cosa avete capito?
lo ho detto di sì per carità cristiana.
Ma mi hai detto una bugia allora. - Quale bugia?
Volevo farvi morire felice. Voi maschi ci tenete a queste cose.
Detto questo, dato che bisogna mangiare...
e se non avete secondi fini, un invito a cena lo accetto volentieri.
Va bene. Poi si vedrà.
'Si vedrà' che cosa?
(Cosimo) Ma questo è il nostro treno?
Ora glielo chiedo.
Che succede?
È un treno di ebrei, devono caricarne altri.
Non è il vostro, non muovetevi.
Pazzesco. Questo treno va al campo di Riccardo.
Possiamo mandargli un bigliettino.
Ho un'idea migliore.
Dove va?
Ma che fa?
Va a liberare Riccardo.
(Cosimo) Fagli vedere la prova segreta.
Torna a casa con Riccardo.
Sì. Sì.
(Cosimo) Appena il fratello di Italo ha capito che era successo,
ha fatto il diavolo a quattro, ma i treni degli ebrei nessuno poteva fermarli.
Scoprimmo poi che quando siamo partiti da Roma, Riccardo era già morto.
La data della morte di Italo, invece, non la sappiamo.
Lui non era negli elenchi.
Pronto?
Sì, mamma, sono dai nonni.
Sì, lo so che oggi è l'anniversario.
Sì, lo so che il nonno ha avuto un infarto.
Sì, siamo davanti alla TV.
Va bene, ciao, ciao.
Quindi è qua l'ultima volta che siete stati bambini.
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