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Allora, Xavier.
Dopo due anni di terapia,
mi dici che non riesci smettere di mentire perché ti eccita?
Mi stai mentendo adesso?
No.
Adesso sto dicendo la verità.
Il numero selezionato non…
- Pronto? - Mamma, perché Polo non c'è?
Abbiamo dovuto licenziare Leopoldo. Prendi un Uber.
Cosa? Perché? Che ha fatto?
Te lo spiego quando arrivi. Sono sparite delle cose di tuo padre.
- Vieni in Uber, è tardi. - No, gli Uber mi fanno schifo.
Xavier, ti prego. Non ora.
- Vabbè, vengo a piedi. - Xavi!
Polo?
Polo!
Che cavolo! Ti ho aspettato.
Perché non sei venuto?
Sono sicura che non ha fatto niente.
Mi ha mandato un messaggio dicendo che l'avevano cacciato.
Sparisce un orologio del signore e deve averlo rubato lui?
Sai come sono fatti.
Tu lo conosci. Leopoldo non ruberebbe mai.
- Saranno stati quei ragazzini viziati. - Lo sai come sono.
A te non hanno detto niente?
- Solo quello che mi hai detto tu. - Ciao, Mari.
Ciao, Xavi.
- Ci vediamo dopo. - Sì, a dopo.
- Andiamo, Chente. - Vengo.
A cosa vuoi giocare oggi?
Allora…
Non se ne può più!
Mi fa incazzare, perché va sempre così. Si prendono il dito con tutta la mano!
Ma uno è sempre lì ad aiutarli con le loro cazzo di feste di paese
o pagandogli il taxi perché piove e non sia mai che i bastardi si bagnino!
Ma appena ti distrai, ti fottono.
Finisce sempre così. Aspetta che abbia davanti quel bastardo!
Così esageri. Non vieni?
Non è colpa mia. Perché mi hai tolto l'autista?
Non ci credo. Finalmente il buono a nulla ci degna della sua presenza.
Che guardi?
Lo stronzo se ne frega della famiglia, della casa, di quello che succede qui.
Figlio di…
Tesoro, sei bellissima.
Grazie, papà.
- Che è successo con Leopoldo? - Te lo dico dopo.
- È un ladro, il figlio di puttana. - Santiago, ne parliamo dopo.
Mari! Portami il cappotto, per favore!
Arrivo, signora.
Per favore, potremmo festeggiare in modo piacevole?
Almeno oggi, per il nostro anniversario? Senza problemi?
- Sì? - Io sono pronta.
Se avevi fretta, potevi mandarmi qualcuno.
Ancora.
- Sono venuto a piedi. - E Polo?
Lo stai viziando.
- Ecco. - Non quello, Mari.
- Mamma, dai. - Mari, mi stiri la camicia?
Metti il cappotto sul tavolo e stiragli la camicia.
Sì, signora.
Fatto. A posto.
Perfetto. A posto.
Sbrigati, stronzo.
Mamma?
- Che succede con Mari? - In che senso?
Parlava con la cameriera di Renata. Sembravano arrabbiate.
Non lo so, era strano.
Te lo dico dopo.
Andiamo!
È tardissimo.
Sei venuto a piedi?
Sì.
Sbrigati.
Victoria, muoviti!
- Scusa per la mia famiglia, Mari. - Zitto, idiota.
Tieni.
Non lo so. Perché?
Fatti una doccia. Puzzi di canna.
- Mi lavo e arrivo. - Sbrigati, scioperato!
Si è già pentita?
Mari! La mia camicia è pronta?
- Che vuoi? - Sei fottuto, coglione.
Basta, basta!
Fermo! Non mi fare del male! Ti supplico!
Prendi quello che vuoi! Prendi…
Ti prego, no! Basta, basta!
Ti prego, non farmi del male!
Ti supplico! Non farmi del male!
Ti prego! Prendi quello che vuoi!
Prendi quello che vuoi! Non farmi del male!
No! Lì no!
Per favore!
Lì no! Mi fa male! Mi fa male!
- Ma che cazzo fai? - Non farmi male!
Che fai, imbecille?
È una rapina, mica uno stupro.
Ora sì che sei fottuto, stupido ragazzino bianco!
Dammi tutti i soldi o ammazzo te e la ragazza di là!
- No. - Fanculo, ti ammazzo!
No!
Grida, coglione.
Sei proprio fuori di testa.
Allora?
Procediamo, no?
Questi sono da paura.
Mettiamolo qui.
- Non si apre. Prendi la chiave. - Vado, aspetta.
Datti una mossa.
Non sparare!
- Non puntarmi la pistola contro. - Grida. Grida, coglione!
Ti prego!
Non sparare di nuovo.
Guarda quanti soldi.
- Sono un fottio. - Già.
Sono una marea.
Dai, mettili tutti qui dentro. Tutti, cazzo.
Forza! Non lasciare niente, bianco di merda!
- Tutti. - Togli questa pistola.
- Mica ti faccio saltare la faccia. - Ma non ci guarda nessuno.
Tranqui, bello.
- Tranqui tu. Abbassa la pistola. - Aspetta.
Ce l'abbiamo fatta, coglione.
Ce l'abbiamo fatta.
Ti è venuto duro?
Non è vero. Che dici?
Si vede, coglione.
Te lo succhio?
Te lo succhio senza problemi.
O vuoi una sega?
Che preferisci?
- Coglione. - Preparati.
- No, dai. Abbiamo detto di no. - Preparati e sta' zitto.
Non lo faccio, stronzo.
Preparati! Vuoi che Cicciona venga a riscuotere da tuo padre?
No, ma tu lo fai solo per la tua ragazza.
- Preparati! - Ok, va bene.
- Dove metto le mani? - Alzale.
Ok.
Uno.
- Due. - No, meglio di no.
- Non fare il cacasotto. - Non voglio.
- Sta' zitto e alza le mani! - Non voglio che mi spari!
Zitto! Conta tu, se vuoi.
Ok, ma con i miei tempi.
Sì, imbecille.
Uno…
Mari, Mari.
Stai bene?
Sì.
Xavi!
Xavi, che ti hanno fatto?
Mi hanno sparato.
- Dammi il tuo telefono, chiamo i miei. - Se lo sono preso.
Vado a chiedere aiuto.
Papà, Xavi si è fatto male!
Che c'è, tesoro?
Xavi?
Xavi? Porca puttana. Angélica!
Angélica!
…un cazzo di medico!
Che ne pensi?
In questa cazzo di fortezza.
Senti.
Di questi tempi abbiamo visto di peggio.
Immagino.
- Grazie per essere venuti. - Figurati. È il nostro lavoro, Santiago.
E ti do il mio parere personale.
Il dottore ha fatto cose spettacolari per il sistema giudiziario messicano.
Il procuratore lo stima molto.
- Sì. - Per fortuna non è tuo suocero.
Per quello non possiamo fare niente.
- Beh… - Senti.
Puoi contare su tutto il nostro aiuto, e su di me, per trovare i colpevoli.
Grazie.
- Che ne pensi? - È il segno lasciato da una 9 mm.
- Posso? - Sì, prego.
Ecco l'altro.
Dov'eri quando ti hanno sparato?
Eri lì, no?
- Sì, ero lì. - Già.
Se possiamo aiutarti in qualche modo e per qualsiasi cosa,
conta pure su di noi.
Intanto iniziamo. Le scartoffie, la burocrazia, eccetera.
Io che devo fare?
La denuncia. La polizia giudiziaria è fuori per la tua deposizione.
- La denuncia? - Sì, Xavier.
- Devo farla ora? - Sì.
- Hai da fare, per caso? - Non ho da fare.
Non mi sento pronto.
Sono uscito ora dall'ospedale. Potevano uccidermi.
Iniziamo con le scuse?
Non sono scuse, papà.
- È vero? - È vero.
Senti, Santiago.
Parlerò con quelli del ministero. Facciamo riposare tuo figlio.
- Sporgerà denuncia domani. - Grazie.
Farlo riposare?
Farlo riposare.
Ti dispiace se parlo con Mari mentre siamo tutti presenti?
- No, certo. - D'accordo.
Tira fuori le palle.
Vi aspetto in salotto. Mari!
Come stai?
Insomma.
Sei stato fortunato. Ti hanno preso di striscio.
- Sì. - Andiamo.
- Xavier? Andiamo. - Sì.
Quanti erano? Uno o più di uno?
Beh…
- Potrebbero essere stati più di uno. - Di sicuro è stato un uomo.
Xavier?
Quanti erano? Uno o più di uno?
Penso uno.
Sicuro?
Capisco in che stato eri, ma magari hai sentito delle voci.
Ne hai riconosciuto qualcuna?
Le urla di Xavi.
E di nessun altro?
All'inizio,
ho pensato che lo stessero picchiando.
Perché urlava.
Ma poi…
Diceva che gli faceva male.
Gli stavano facendo qualcosa di brutto.
È vero, Xavier?
Continua.
Ho pensato che lo stavano stuprando e…
Ho pensato che poi sarebbe toccato a me.
E non sapevo…
Ero immobilizzata.
Che avrei detto alla mia famiglia?
Per percorrere tutto il country club impieghiamo mezz'ora di macchina.
Inoltre, molte abitazioni hanno il proprio sistema di sicurezza.
Sapete che tipo di famiglie vive qui.
Certo.
Comunque sia, dalle nostre guardiole controlliamo chi entra e chi esce
e registriamo i nomi di tutti, che siano soci o personale di servizio.
Il problema è che la metà delle telecamere non funziona
e sinceramente non sarebbero d'aiuto comunque,
perché è molto difficile identificare qualcuno di notte.
Sono telecamere di prima generazione.
A malapena si distingue qualcosa.
E poi i membri non vogliono telecamere in certe aree per…
Beh, per questioni di privacy, capite?
- Ho detto più volte ai residenti… - Senti, Francisco.
Capiamo i limiti del tuo lavoro e non li mettiamo in dubbio.
Mettiti nei nostri panni.
Siamo venuti per cercare di capire che è successo a casa dei Fernández.
Ci interessa questo.
Puoi aiutarci?
- Certo. - Grazie.
Al paddock non vedo nessuno e c'è lezione. Mandate due persone, per ogni evenienza.
Ci sono due entrate. Quella e…
- Sì, questa e due lì. - Due?
Ce n'è un'altra qui, ma è per le emergenze. Si usa di rado.
Hanno tutte le telecamere di sorveglianza.
Dovremo controllarle, no?
Sì, vi staranno già preparando le copie dei video.
Di tutte… Beh, delle telecamere attive.
Buongiorno.
Con tutto il rispetto, non ho idea di chi possa essere stato.
Francisco, per favore.
Quel giorno hanno licenziato l'autista e già mancava un orologio.
- Sì, lo so, ma… - Non capisco come ti abbiano assunto.
Devi solo dirci dove cazzo è Leopoldo.
Rilassati, non rimproverarla.
Non ti preoccupare, Paty.
Non succederà niente a Leopoldo.
So che gli vuoi molto bene, ma…
è una questione delicata.
Ti chiamano Paty.
Posso chiamarti Paty?
Siamo sinceri.
È solo questione di collaborazione.
È una formalità, niente di più.
Se non ha fatto niente, non gli succederà niente.
Assolutamente niente.
Il problema è che se non ci dici dove vive Leopoldo
e Leopoldo ha sbagliato…
sarà tutta un'altra storia.
Vogliamo solo parlare con lui.
Posso rubarti un attimo fuori?
Solo se vuoi.
Sì?
Bene.
Sarà incazzatissima, vedrai.
Sei qui da cinque anni, Francisco?
Sì, da quando mi hanno trasferito.
Senti, ci sono molti giovani qui al country club?
Sempre di meno. E quelli rimasti quasi non escono.
E che fanno di solito?
Fanno solo festa. Tornano ubriachi fradici.
A volte con la polizia al seguito.
I residenti ci chiamano sempre per il casino che fanno.
Vanno anche nelle stalle
e pagano gli stallieri perché facciano a pugni.
Non c'è nessuno.
Che ne sai che il tipo non c'è?
Non ci sono i suoi scagnozzi.
- Ne vuoi? - No.
Non sai che imbecille ha mandato mio nonno.
In che senso?
Sembra un coglione.
Lavora per il procuratore.
Un poco di buono che si crede Batman.
Tranqui, bro.
Sono tranqui. Non me ne frega un cazzo.
- Se vedi qualcuno, suona. - Sì.
- D'accordo? - Sì, vai.
Perché non mi hai avvisato?
L'ho fatto, ma non mi rispondi mai.
Quelli sono per me?
Sì.
Ma ti voglio solo per me.
Stiamo già insieme.
In segreto.
Se qualcuno se ne accorge, andrà tutto a puttane.
E noi non vogliamo.
Mi dovrai comunque molto.
Sei un angelo, tesoro.
Lo sai?
Sai come si chiama questo gioco?
Tu dai a me, io do a te.
Ci sono.
Sì.
Sì.
Sto venendo.
Sto venendo.
Vengo!
Basta.
Cos'è questa merda?
La solita.
Dove l'hai presa?
Da quando sei così esigente con l'erba?
Ciao, Pilar.
Come stai?
Xavi.
Mi piace molto casa tua.
Che ci fai qui?
Sai chi ha un Ishizawa uguale al tuo?
Mia madre.
Fantastico.
Xavi, vattene.
Ci vediamo dopo.
Ciao.
Gera, ci vediamo al club.
Sì.
Che cazzo fa questo?
- Che ci fa qui quel coglione? - Pilar, calmati.
Ragazzini del cazzo.
Ciao, amiche.
Svegliandomi, ho pensato a una cosa speciale
e cioè che l'ispirazione è contagiosa.
Se io posso ispirare altre persone ad aiutare i più bisognosi,
il mondo diventerà un posto migliore.
Ricorda che la tua forza dipende solo da te.
Nessuno ti aiuterà mai quanto te stessa.
Così sarai in grado di aiutare più persone.
Questa è la filosofia di Woman Warrior.
Ah, lui è Caramelo, uno dei miei cavalli preferiti.
Ma ora passiamo alla missione di oggi.
Salve, signora.
Salve.
- Come sta? - Bene.
È sposata?
- No. - Ha figli?
Sì.
- È una madre single. - Sì.
Ma non importa, perché io la ammiro. Io la aiuterò.
Da donna guerriera
a donna guerriera.
Li prenda.
Non eri malato e gravemente ferito?
Mi fa ancora male.
- Quando parti per il volontariato? - La prossima settimana.
- Vuoi vederla? - Posso?
Sì.
Guarda, tre punti.
È un graffio, Xavi. Non fare il bambino.
Non dire così.
Spero che a te non succeda mai.
Non sai quanto è brutto.
- Pensavo che sarei morto. - Non dire così.
- Ho pensato solo a te. - Ah, sì?
E che hai pensato?
Mi hai dato forza.
Prima il ladro mi ha soffocato.
Aveva delle mani enormi.
Ruvide.
Con i calli.
Erano grandi quanto il mio collo.
Poi mi ha colpito alle costole.
Sono rimasto senza fiato.
Poi ha iniziato a toccarmi ovunque.
- Alla fine ha estratto una pistola e… - Cazzo.
Chi è? Tuo padre?
Quell'idiota non è mio padre, ok?
Beh, il tuo patrigno.
- Fa lo stesso. - Non fa lo stesso, Xavier.
Che vuoi, Carlos?
Mamma sa che sono a equitazione. Perché devo avvisarti?
Torno tra poco. Mi accompagna Mariana, ok?
Sì, ciao. Ciao.
Che cazzo.
Dove eravamo?
Vuoi sapere del ladro?
Aveva l'accento cubano.
Diceva che era un professionista.
Continua, più veloce.
Che aveva fatto la stessa cosa a molti ragazzi.
E che nessuno poteva salvarmi.
Frugava tra gli orologi di mio padre e gridava contro di me.
Renata! Ren!
Mi chiedeva di…
Autista del cazzo!
Che c'è?
- È tuo padre. Ti cerca. - Non è mio padre.
È il signore.
Che cazzo vuole?
- Ti vuole, è in linea. - Digli che non mi trovi.
È qui.
Sei un rompipalle, Jesús. Un gran rompipalle!
Che vuoi?
No, te l'ho già detto.
Sono tornato a piedi dalla terapia. Polo non c'era.
Che strada ha fatto e che ora era?
Non saprei.
Verso le sei.
Più verso le sette, no?
Sì, scusate. Le sette.
Tranquillo, continua.
Continua.
Al country club ho visto Leopoldo nelle stalle.
Era con tre persone. Stavano parlando.
Tre persone?
Sì, e allora?
Non è quello che ci avevi detto.
Beh, due o tre persone.
Erano in molti. Non so chi era con chi.
Xavier, com'erano queste persone?
Non saprei descriverle.
Erano scurette di pelle.
Sembravano cubani.
Cubani?
Beh, non lo so. Dei Caraibi?
Lì parlano tutti uguale.
Mi raccomando, dobbiamo trovare Leopoldo.
- Oh, no. Scusi. - Come procede? Datti una mossa.
- Scusi. - Mi dica.
Devono controllare tutto in questo modo?
È la procedura, signora.
Non se ne vada, agente Martínez.
- Che succederà ora? - Ascolti.
- Io sto dalla sua parte. - Sì.
Ma deve dirmi dov'è suo marito.
Non so dov'è.
- È una bugia. - Non è una bugia…
Io sono stato sincero.
Mi aiuti, sennò io non posso aiutarla.
Per questo vi ho fatti entrare. Non ho niente da nascondere.
- Quindi non mi dice dov'è suo marito? - Ma non lo so!
Allora non rompa le palle.
No, agente, ma…
Guardi come stanno frugando ovunque.
Chi mi risarcirà i danni?
Sì.
- Venga. - Ci trattano come criminali.
Come procede?
Ancora niente.
Cercate bene.
Sì, sì.
Guardi.
Bene.
Forza, voglio andarmene.
Con permesso.
- Allora? - E basta! Suo marito è scappato.
- Signora, si tolga dalle palle. - Ferma lì!
- Devo parlare… - Ferma!
Se vuole, venga a trovarci.
Mi dai qualcosa per il dolore o no?
Sì, ti darò qualcosa, ma devi prenderti cura di te.
Non posso imbottirti di farmaci. Ormai ne sei dipendente.
Piuttosto, devi mangiare bene, fare attività fisica.
Te l'ho già detto.
C'è un uomo sulla linea privata.
Dice che se non risponde, faranno del male a Renata.
Dottoressa?
Sì, passamelo.
Salve, dottoressa. Dottoressa Angélica Ferragut González.
Controlliamo la sua casa. Suo marito è appena uscito con suo figlio.
Non faccia cazzate. Ci serve un aiutino, per favore.
Siamo a corto di soldi.
Renata è qui con noi. Ci ha dato lei il suo numero.
Mia figlia è partita.
Certo. Bene, dottoressa. Ci prende per idioti?
Doveva partire per il volontariato, ma ha cambiato idea all'ultimo.
Non le dico cosa l'abbiamo trovata a fare,
ma sappia che se non avrò tutta la sua attenzione,
smetterò di essere così gentile.
Che cosa volete?
Renata sta bene?
Mi ascolti bene. Renata sta bene. Continuerà a stare bene se lei mi aiuterà.
Resti calma. Dalla sua voce dipende la vita di Renata.
Quanto può recuperare in un'ora?
Posso parlarle?
Non dica cazzate e mi porti rispetto. Non si chiede senza aiutare.
Esca dall'ospedale e segua le mie istruzioni.
I miei uomini la seguiranno da punti strategici.
- La chiamo al cellulare. - Sta bene? Posso parlarle?
Che succede?
Ti ho detto che mi fa malissimo.
Dottoressa, sono al telefono. Continuano a chiamare.
Angie.
Angie!
Che facciamo? Chiamo qualcun altro?
- Cerca Renata. - Sì, sì.
- Non fermarti. - No.
- Sì? - Presto, dottoressa. Qui non giochiamo.
Non apra bocca. Non faccia cazzate o la sua bambolina finisce male.
Svelta. Scenda al parcheggio.
Sì, sto andando.
Bene, dottoressa. Mi piace che sia obbediente.
- Se si… bene… figlia si risparmia… - Pronto?
…una spranga nel culo.
Dottoressa…
- Pronto? - Dottoressa? Dottor…
Cazzo!
- Pronto? - Dottoressa? Non faccia cazzate.
- Mi senti? Mi se… - Non glielo ripeterò più.
Se riaggancia, sua figlia muore, ma prima me la scopo.
Vede l'auto rossa davanti alla sua?
Controlli le gomme.
Ha trovato il regalino? Il prossimo potrebbe essere una tetta di sua figlia.
Stia in campana, facciamo sul serio.
- Che volete? - Salga in macchina.
Si diriga alla filiale della banca che le indico.
Rispetterò la somma che mi offrirà.
Purché non disprezzi come stiamo trattando lei e la principessina.
Un… Un milione?
Non dica cazzate. Me ne dia due e la chiudiamo. Sì o no?
Sì, sì. Va bene.
Non si distragga e non chieda aiuto.
Mi serve concentrata.
- Il suo SUV… - Vado via subito.
Dimmi dove la tieni.
Non chieda niente. Non esageri.
Siamo qui, non riagganciamo. Non faccia cazzate.
Signora, qui non può usare il telefono.
Devo prelevare dei contanti.
Certo. Mi dà un documento, per favore?
La cifra è questa.
Ok.
Va bene. Cortesemente, mi riempie questo modulo?
SE È VITTIMA DI ESTORSIONE, TRACCI UNA X ACCANTO AL SÌ
Mi serve l'autorizzazione per un prelievo oltre i limiti.
Sì, una cliente premium.
Ok, controllo. Grazie.
Non ho tempo per il modulo.
- Può darmi i soldi? - Solo un momento.
Non è una somma esigua.
Bene, dottoressa. Sta andando bene.
Salga all'ultimo piano del centro commerciale.
Per le scale, stronza. La vediamo.
Una volta in cima, resti vicino al corrimano.
Ferma, idiota.
Lasci cadere le chiavi della macchina.
Non si affacci, stronza!
Si diriga alla panchina verso l'uscita.
Non si fermi, stronza.
Non sa con chi sta parlando. Non dica niente. Non guardi nessuno.
Si sieda e guardi l'orologio per cinque minuti. Poi si alzi ed esca.
Lasci la borsa sulla panchina. Non faccia cazzate.
Se non fa come dico, faccio fuori sua figlia come le ho detto.
Attraversi il parco lì di fronte.
Si dia una mossa, sua figlia è pronta.
Dimostri alla principessa il suo amore.
Ci siamo rotti di sentirla piangere e voglio liberarla.
Sono qui. Dove vado?
Cammini, la sua principessa la aspetta.
Si avvicini alla fontana.
La attraversi. La vedo, stronza. Arrivi in fondo.
Arrivata alla fine, getti il telefono e vedrà sua figlia.
Svelta. A ogni passo è più vicina a sua figlia.
La mia banda e la sua bambina sono orgogliose di lei.
Bene, dottoressa.
Ora getti il telefono.
Lo getti, dottoressa!
Ragazze…
Non capisco perché succedano queste cose.
Io cercavo solo di aiutare gli altri.
Oggi qualcuno si è approfittato di tutto ciò che vi ho raccontato.
Hanno estorto dei soldi a mia madre
e le hanno detto che mi avevano rapito.
Grazie a Dio sto bene.
Ma queste cose succedono ogni giorno.
Sono persone orribili.
È gente che chiama dal carcere
per estorcerci denaro.
Dobbiamo stare molto attenti.
Calmati.
Almeno sta bene.
Sì, come se neanche l'avessero rapita.
Senti, non è mica colpa mia.
Non capisco perché esista gente tanto squilibrata.
Te lo spiego io. Perché fai la puttana su Instagram e TikTok.
Non rivolgerti così a mia figlia.
Che c'entra questo, coglione?
Non rivolgerti a me così.
C'entra eccome. Mostri costantemente la tua vita a tutti!
Ma lo sai in che cazzo di Paese vivi?
Ti giuro che non ne posso più.
Respira.
Tutto passa.
No, questo non passerà.
Mi odia.
E odia qualsiasi cosa abbia a che fare con me.
E odia che sia la sorella di suo figlio.
Sai che ho ragione.
È come se fosse frustrato perché mia madre lo mantiene
e se la prendesse con me.
Come se non bastasse, mia madre non vuole farmi più uscire.
È spaventata.
Le passerà.
Lo sai che io ci sarò sempre per te, vero?
No, Re.
Sul serio.
- Lo sai? - Sì.
Sei la migliore.
Sei una sorella.
Woman Warrior.
Vicente, non correre.
Ciao, Mariana.
Dolcemente, dolcemente.
Bene.
Tira le redini, tesoro.
Santiago, come stai?
Dimmi.
Che ne pensi di Gerardo Larios?
Perché? Mi piace, è un bravo ragazzo. Lo conosco da tanto.
È amico di Xavier da sempre.
È l'unico che sopporta le sue stronzate.
Controllalo!
Giù i talloni! Perché?
Credo che sia coinvolto nei furti.
Ma va'!
Quel ragazzo non è abbastanza sveglio.
Non so da dove vieni tu, ma i ragazzi di oggi hanno tutto.
Sono viziati.
Sì, capisco.
Ma avevo il dovere di dirtelo per farti prendere le tue precauzioni.
Non scervellarti, Rodrigo.
Sarà stato qualcuno del personale di servizio, tipo l'autista.
Giù i talloni.
È una pista che ancora non scartiamo.
Sapevi che Gerardo ha una relazione con Pilar Villanueva?
La tua vicina.
Pilar?
Hai capito il ragazzino!
Quello lo sanno fare, no?
Che è successo?
Hanno detto a mio padre che il ladro sei tu.
Cosa?
E perché?
Non lo so.
L'ho sentito ieri.
Gliel'ha detto il tizio mandato dal nonno.
Perché io?
Non lo so.
Non sono riuscita a sentire altro.
Non ci credo.
Che palle. Perché dovrei rubare a dei cazzo di bianchi?
Scazzi una volta e ti bollano a vita. Mi fa incazzare.
Non preoccuparti.
Mio padre gli ha detto di no.
Ma…
Sapevano della tua troia.
Pilar?
Mar, è finita da anni. Gliel'hai detto, no?
Non parlo con lei da una vita.
Sicuro?
Amore…
Non chiamarmi così.
- Sai che non mi piace. - Dai, rilassati.
Mio fratello è in camera.
Ho una voglia bestiale di scoparti qui.
Aspetta.
Ci sono.
Ci sono.
Più veloce.
Va bene?
Più veloce.
- Mari, la mia uniforme è in camera? - Sì, l'ho lasciata lì, Mar.
Ci ho messo un po' perché l'ho rammendata.
- Perché hai dovuto rammendarla? - La gonna era tutta strappata.
- Le tue quesadillas. - Grazie, Mari.
- Ciao, mamma. - Ciao.
Mari!
Hai messo in frigo le bottiglie di vino?
Penso di sì, signora.
Noi andiamo, mamma.
Merlot. Buono, ed è anche messicano, no?
- Sì, della Baja California. - Ottimo.
- Che mangiate per cena? - Non abbiamo fame.
Non se ne parla. Non uscite a fare festa a stomaco vuoto.
Non vogliamo cenare.
Oggi sei bellissima.
Grazie, Ger.
Di niente.
Sai che c'è? Una quesadilla la mangio.
Mari!
Prepara delle quesadillas ai ragazzi!
Subito, signora.
Mariana, non vuoi uscire con noi?
No. Grazie, Xavi.
Perché?
Perché no.
Che fai, idiota?
Sbrigati, dai.
Come mi muovo?
Una merda.
Ho mandato i soldi all'amico di tuo cugino.
Glieli porta in carcere. Sempre che non se li freghi.
È dentro, non mi troverà facilmente.
- Quel tizio spacca, no? - Già.
- Questi sanno il fatto loro. - Sono dei cazzo di geni.
Ehi, bro.
Il Batman di tuo nonno sa qualcosa.
- Che ne sai? - Me l'ha detto tua sorella.
Perché parli con mia sorella?
- Cosa? - Non fare finta di niente. Ti piace?
Dimmelo. Ti piace?
- Non sto scherzando, coglione. - Il Batman di merda non sa niente.
Se mia sorella parla, dico a tutti dell'orologio.
La tengo per le palle.
Io penso a tutto, bro.
Andiamo.
Chi ti piace di più?
Io o mia sorella?
Dimmelo.
Coglione!
Attento, stronzo.
Tu sei fuori di testa.
Non stai bene.
Jerry!
- Pensavo non venissi. - Ci sei mancata. Dove sei stata?
- A New York. - Roba da ricchi. Senti…
- Hai portato qualcosina? - Tesoro, lo sai.
- C'è un piccolo extra? - Conta. Sai contare, no?
Mi tratti sempre così.
- Come va, Gil? Che dici? - Come va, stronzo?
Come stai?
No! Denisse!
Come va?
- Ciao, tesoro. - Quanto tempo!
Un sacco.
Oggi giochi?
Non lo so.
Dai.
Divertiti.
Grazie. Ehi, vieni qui.
C'è il tavolo della terza età.
Sembra una casa di riposo!
Mollate le pensioni.
Otto cazzo di milioni, Xavilu!
Fanculo!
Piangi, sfigato!
Ciao, amore. Come stai?
Oggi è stato da paura, siamo stati bene.
Senti, volevo sapere se potevo fare un salto da te più tardi.
Sarebbe figo, no?
Cazzo, devo fare pipì.
Vivevo con un'amica ed era uno schifo.
Non si faceva mai il letto.
Era sempre incazzata, come se non volesse che io stessi lì.
Quando mai hai visto dei ragazzini fare il culo…
a cinque vecchietti così?
Mai in tutta la tua vita.
Te la tiri perché ce l'hai fatta per la prima volta.
Quante volte te ne sei andato a mani vuote?
Sono tranquillissimi. Vivono in un appartamento figo.
Fanno rave fighi.
Dove cazzo prendi tutti questi soldi?
Non si chiede.
- Quando mai te l'ho chiesto io? - Vabbè, zitto. Tieni, vieni.
Grassone di merda.
Dai! Andiamo svuotare le tasche a quel porco!
Ora sì!
Abbiamo fatto il botto!
Hai vinto, Cicciona?
Sei fottuto.
Adesso double or nothing. Spostati.
- Levati dai piedi. - Calmati, frignone.
Zitto, ti ho già ridotto in mutande. Vuoi perdere ancora?
Ti faccio fuori, ragazzino.
Il doppio o niente, stronzo.
- Il tuo zainetto di Dora l'esploratrice… - Ok.
…e per un brivido in più…
un ditino.
Sì?
Che ne dici di questo? Se perdo, puoi ficcartelo in culo.
Ci sto.
Testa.
Prendilo! Prendimelo!
Lasciami! E lasciami!
Dammi quel ditino, così me lo ficco in culo, stronzo!
Maledizione! Prendete quei ragazzini!
Porca puttana!
Prendete quei ragazzini di merda, porca vacca!
Apri, Gera.
- Porca puttana! - Sali, bro!
Porca vacca, che schianto.
Cazzo, Cicciona. Guarda che fine hai fatto, stronzo!
Sei uno sfigato di merda!
Succhiami le palle, troia!
Mariana, che ci fai qui?
Andiamo! Xavi, sali… Mariana!
Ma state fuori?
Siete idioti?
- Che cazzo fate? - Per me possono schiattare!
Che ci fai qui?
- Lasciami! - Sali in macchina!
- Ma sei idiota? - Che ci fai qui?
- Io non me ne vado! - Sali!
- Che cazzo! Che ci fai qui? - Morti di fame!
Sto parlando con te! Rispondi!
Sto parlando con te! Ci hai seguito, stronza?
- …non avrei scoperto le vostre cazzate? - Quali cazzate, cogliona?
Cogliona?
Cogliona?
Ecco la vostra cogliona!
- Che ti prende? - Lasciami!
- No! - Non buttarli!
- Che cazzo fai? - Non buttarli!
- Non sono soldi tuoi! - Xavier, cazzo!
- Non buttarli! - Calma… Lasciala!
Lasciami, stronzo!
- Fermi, cazzo! - Non sono tuoi!
Calmatevi o mi vado a schiantare!
Basta, cazzo!
Quanto avete?
- Che cazzo ti frega? - Quanto?
- Non lo so. - Quanti soldi avete?
- Perché? - Quanti?
Siamo nella merda, Mariana. Smettila.
Quanti?
Non lo so, tipo dodici?
- Tredici? Venti. - Che schifo.
Che ti prende?
Sono tua sorella.
Che schifo, Xavi!
- Non riesco a controllarlo. - Almeno con me!
Lo dirai a Renata?
Glielo dici tu o glielo dico io.
Come vuoi.
Io e te siamo uguali.
Ci siamo sempre capiti.
Lo so, sono messo male.
Ho qualcosa che non va.
Ma tu sei un'ipocrita di merda.
Non fare la finta tonta.
Dov'è l'orologio?
So che sei stata tu.
Ricordati di dargli la carica.
E nascondilo bene.
O Leopoldo potrebbe scoprire che ce l'hai tu.
Sei un idiota.
Lo so.
Scusa.
Scusa.
Scusa.
Scusa.
Scuse accettate.
Solo perché sei mio fratello.
- Ciao. - Ehi, ciao.
Come stai?
Bene.
Che vuoi?
Xavi pensa che io sia andato via, ma non è così.
- Mi inviti a dormire da te? - Non esiste.
Mar, ti prego. Non dobbiamo scopare se non vuoi.
È tardissimo. Ci sentiamo domani, ciao.
Mariana, ti prego, devo parlarti.
- Sto andando a letto. Ne parliamo domani. - Mar, ti prego. Non farmi questo.
- Basta. - Mariana, no. No, no.
- Mi hai stufato. Ciao. - Mariana!
- Senti… - Ciao.
Mar!
La gara è sabato.
Te l'ho detto.
Sì, 1:50.
Non fare tardi.
Di' a Erik di venire.
Ma che fai?
- Che ci fai lì? - Sveglierai Betito.
Hai vinto?
Un fottio.
- Quanti sono? - Abbastanza, Pilar.
Abbastanza per cosa?
Diventare la tua puttanella?
La tua ragazza?
Mia moglie.
Oh, tesoro mio.
Questo non è possibile.
Perché quello lì sì?
Quello lì…
Quello lì mi mantiene molto bene.
Non vedi quanti soldi ti ho portato?
Tutti per me?
Mi scopi?
Davvero pensi che ti costerà così poco?
Che c'è?
Che è successo?
Stai bene?
Che hai?
- Niente. - Piangi?
No.
- Stai piangendo! - No.
Sergio! Sergio!
In camera di Beto!
Amore, sono tornato.
Arrivo!
Come stai, amore?
Buongiorno, vita mia.
Tutto bene?
Tutto bene, mamma.
Da dove vieni?
Ho giocato a poker con Xavi.
Oh, tesoro.
Sai che non mi piace che giochi.
Poi sono andato da Pilar.
E com'è andata?
È arrivato quello stronzo.
Tieni.
Finiscila tu.
Vuoi una pillola?
Per riposare.
Ma solo una, eh?
Che faccio? Mi sto innamorando.
Oh, tesoro.
Non perdere tempo con lei.
Ricorda le parole di tuo padre.
Chi paga…
comanda.
Sempre.
Wow!
Xavichu!
Non sapevo che fossi così generoso.
E non conoscevo questo lato così romantico di te.
Ti piace?
Certo che mi piace. Lì viveva Carlotta.
L'ho scelta per te.
Un po' più giù.
Wow.
Sì, così.
Ora… su. Sì.
Ren?
Voglio dirti una cosa.
Ma fammi arrivare fino alla fine.
Che c'è? Mi stai spaventando.
La telefonata.
L'estorsione.
Siamo stati noi.
Non capisco.
"Noi" chi?
Io e Gera.
- Lasciami! - Ascoltami! Fammi finire!
Non prendere le tue cose! Ascoltami! Ascoltami.
Scusa, volevo dirtelo. Ci ho pensato tanto.
- Ma che cazzo dici? - Vuoi aiutare gli altri?
Vuoi che Woman Warrior non sia più una cazzata da ricca?
- Ho un sacco di soldi e posso darteli! - Stai fuori? Non credo alle mie orecchie!
Vuoi mandare a fanculo la tua famiglia e Carlos?
Guardami! Ascoltami! Ferma, sto parlando con te!
Sei un maledetto manipolatore.
So che vuoi diventare famosa. Vuoi mandare a fanculo la tua famiglia.
Ti sto dicendo la verità, sono sincero.
- Lasciami! - Ti prego, perdonami.
Incredibile.
Incredibile gestione del cavallo. Spettacolare.
Ti conosco?
No, ma io conosco te.
Mi presento.
Sono Rodrigo Majarrez.
Lavoro per la Procura e mi occupo del furto avvenuto in casa Fernández.
Il furto?
- Non ne so niente. - Non importa.
Volevo rubarti qualche minuto per parlare di Gerardo Larios.
- Pronto? - Pronto?
Come stai, Gerardo? Sono Rodrigo Majarrez.
Sì. Stai dando una mano al padre di Xavi, no?
Sì, sto aiutando il nonno di Xavi e Mariana.
Senti…
Vorrei parlare di alcune cose con te.
Che ne dici?
Sì, certo.
- Perfetto. Dove ci vediamo? - Tranquillo, vengo io.
So dove sei.
Senti.
Se tu aiuti noi, noi aiutiamo te.
Spero per te che tu ci abbia detto tutta la verità
e non ci abbia fatto perdere tempo.
Altrimenti torneremo a prenderti…
e allora sarà peggio.
- Puoi andare. - Forza!
Vai, Leopoldo!
Vattene.
Forza, coglione.
Ciao.
Poncho?
Grazie.
Perché non me l'hai detto?
Che cosa?
Non fare la finta tonta, sai bene di che parlo.
Volevo che te lo dicesse Xavi.
Perché?
Non lo so.
Così puoi decidere cosa fare.
- Ovviamente non lo dirai a tua madre. - No.
Bene.
Re…
Sai quanto ha pagato tua madre?
No.
Indovina.
Non lo so, dimmelo.
Gliene hanno chiesti due e gliene ha dato solo uno.
Milione di dollari?
Di pesos messicani.
Che taccagni di merda.
- Ne hanno molti di più, non riesco a… - Calmati.
Ricorda che ognuno ha ciò che crede di meritare.
Vieni.
Mi è venuta un'idea.
Paty!
Mio figlio si sta addormentando. Lo prendi, per favore?
Buongiorno, capitano.
Dica a sua madre che sta bene e di non preoccuparsi.
Mangi, capitano. Sono cereali spaziali.
Avremo bisogno di lei.
Finisca tutto, non lasci niente.
Chiuda gli occhi.
Stiamo per partire.
…dove cinque giorni fa è scomparso un bambino, Vicente Ferragut.
Fonti vicine alla famiglia
hanno confermato il pagamento di un grosso riscatto.
In seguito, purtroppo, si sono persi i contatti con i rapitori.
Le ricerche da parte delle autorità continuano giorno e notte.
La tenuta si estende su 800 ettari e comprende 120 abitazioni,
quindi non è un compito facile…
Sei un pezzo di merda!
- Stronzo! - Ascoltami!
- Allora? - Gli ho già detto che non so niente.
Mi fanno tante domande e io dico la verità.
Sei sicura?
- Perché dovrei mentire? Non voglio guai. - Era per dire.
- A te che hanno chiesto? - Niente.
Niente dall'ultima volta.
Però non mi danno spiegazioni.
Lo sai com'è quella gente.
- Stai attenta. - Sì.
Che fate voi due?
Niente.
Nessuno può entrare o uscire.
È meglio se vai a casa.
Anche tu. Vai.
Già dormiamo?
Alzati, vogliono vederti.
Abbiamo arrestato Leopoldo.
Per detenzione di arma da fuoco e furto.
Lo sapevi?
Ha confessato tutto.
Sappiamo che è legata a lui sentimentalmente.
È vero?
Sì.
Alcune ore fa,
abbiamo trovato il corpo del piccolo Vicente.
In un canale di scolo.
Era… in pessime condizioni.
L'ultima persona con cui è stato visto…
sei stata tu.
Hai qualcosa da dire?
Leopoldo dice che l'hai aiutato.
Dottore.
Sì, è arrivato.
È andato tutto come da programma.
Riferirò.
Arrivederci.
Com'è andato il tragitto?
Bene?
Lascia tutto lì.
Ovviamente, acqua in bocca.
D'accordo?
Ci faremo vivi noi.
Ora lavori per me.
Puoi andare.
Su, vai.
Tieni. L'hai lasciato a casa di Pilar.
Vedi di non sparire.
Mari!
Controlli se il latte si è raffreddato?
Penso di sì, Xavi. Te lo porto subito.
Eccolo.
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