All language subtitles for Hagane [Fe] - Kanji Nakajima

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Original subtitles

FE [FERRO] - Sottotitoli bowman www.freddeluciparlano.blogspot.it

Produttore Yoshikazu Kobayashi

Sceneggiatura Kanji Nakajima, Akishino Negishi

Cast Eiji Maruyama

Reina Oshibe, Fumiko Kawahara, Kouchi Adachi

Scenografia Akira Katsuta

Suono Hideki Koga, Yumi Yokoyama

Musica Kanji Nakajima, Satoshi Ishige

Regia Kanji Nakajima

Per millenni sono stato qua

a fissare su tela migliaia di immagini

con gli occhi socchiusi.

Immagini di rami scossi dal vento

impregnati dallo spirito dalla terra

cresciuti così spropositatamente da non riuscire a scorgere le loro cime.

Un giorno, esattamente in questo luogo

un albero da me dipinto ha sbocciato.

I fiori hanno adornato la sua miriade di rami.

E tutti questi fiori in un istante sono caduti.

Sopraffatto non sono stato in grado di impugnare il pennello...

E ora, l'albero non fiorisce più.

Né germoglia.

Non rimane che uno scheletrico albero esanime.

Ho tossito per qualche istante e ho messo via il pennello.

Il tempo passa e in questo luogo

ho ricominciato a dipingere.

L'albero morto non marcisce ma propaga toni argentei.

I rami crescono più grandi e più folti.

Lentamente l'albero cambia aspetto.

Mille anni fa, esattamente in questo luogo

in solitudine ho atteso

che il momento prestabilito giungesse di nuovo.

Non ho fatto altro che aspettare.

Attendere la creazione del mio ultimo dipinto.

Che cos'è?

Un pesce.

Dove lo hai preso?

L'ho trovato.

Dovresti lasciarlo libero.

Che cosa stai facendo?

Sto aspettando.

Aspettando cosa?

Che dal cielo piovano petali.

Tanto, tanto tempo fa, in una terra lontana

c'era un piccolo villaggio nel cuore della foresta.

Gli abitanti del villaggio cacciavano nella foresta

raccoglievano noci, costruivano case e per tutto il tempo cantavano

recitavano poesie o intonavano ninne-nanne.

Il cibo veniva offerto gratuitamente ai viandanti

e ogni giorno era vissuto con beatitudine.

Al tramonto i camini venivano accesi

era il tempo di un caldo riposo.

Ci si abbandonava al sonno con serenità.

Ma una notte, mentre tutti dormivano

un latrato profondo e minaccioso si udì dal limitare della foresta.

E divenne ogni giorno più forte.

I bambini non poterono più giocare all'aperto.

Gli uomini non poterono più cacciare.

Gli abitanti del villaggio spaventati convocarono una riunione.

L'anziano del villaggio disse

un mostro grande come una montagna vive alle porte del nostro villaggio.

Sicuramente prima o poi verrà qui alla ricerca di cibo.

Annienterà il cielo e la terra

il sole brucerà e ogni cosa verrà distrutta.

Tutti rabbrividirono ascoltando queste parole.

Il più coraggioso tra i giovani si offrì volontario.

Ucciderò il mostro!

Salverò il villaggio e la foresta!

Paladino delle angosce e delle speranze del villaggio

il giovane entrò nella foresta.

Vai lì anche oggi?

Posso prenderlo?

Che cosa hai intenzione di farne?

Lo porterò con me.

Che cosa stai disegnando?

Dipinge sempre qui?

Sì, ma non ho mai finito un quadro.

La bambina dipinge al mio posto.

Perché non dipinge?

Si dev’essere in grado di vedere prima di poter dipingere.

Finché non si rivelerà non sarò in grado di farlo.

Quindi mi siedo qui ogni giorno in attesa che arrivi.

Il vento è aumentato.

Non ha freddo?

Si sta facendo buio.

Vado a casa. Non fare tardi.

I petali non sono caduti.

Non è successo nemmeno oggi.

Lascialo dormire.

Che cos'è?

Che cos'è successo?

Una macchina ci è passata sopra.

Mi aiuti a seppellirlo?

Sì.

Quando starò meglio.

Sono come le squame di un rettile

o la corteccia di un albero.

L’acciaio arrugginito ha l’odore del sangue.

Emana calore.

Sentilo.

Quando una creatura muore diventa fredda.

Ma il freddo acciaio invece acquista calore.

Non dovrei pensare che tutto quello che mi circonda emana calore?

Vieni con me.

Sono qui per ucciderti.

Perché?

Per evitare che tu distrugga la foresta

e tutto quello che troverai al suo interno.

Così disse il giovane.

Per un attimo il mostro rifletté tranquillo.

Ti hanno detto che avrei distrutto tutto.

Andrò al tuo villaggio e ucciderò tutti.

Poi invocherò la luna.

Soffierò via tutte le foglie dagli alberi.

L'unica mia intenzione era quella di vivere in pace.

Ma sono troppo grande

per vivere a fianco di voi umani.

Il giovane ritrasse il suo arco.

Non sapeva che cosa fare.

Il mostro chiese d'essere ucciso.

A condizione che del suo corpo dopo la morte si facesse un buon uso.

Il mio corpo è più duro della roccia.

Utilizzatelo per costruire case e ponti.

E così dicendo lentamente chiuse gli occhi.

Il giovane prese un baffo al mostro

e lo portò al suo villaggio.

Gli abitanti del villaggio lo accolsero calorosamente.

Tutti, nessuno escluso, elogiarono il suo valore.

Ma egli non era affatto felice.

Anzi era pervaso dalla tristezza.

I petali non sono caduti.

Non è successo nemmeno oggi.

Verrai di nuovo domani?

Be’...

Forse non potrò più andarci.

Finalmente cadono i petali.

Regia Kanji Nakajima

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