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[uomo] Lo sapete come si sposavano gli antichi romani?
Sacrificavano una pecora al tempio, e spezzavano in due una focaccia di farro.
Mezz'oretta ed era tutto finito.
[uomo] I Maya, invece,
si davano appuntamento dal padre della sposa.
Il sacerdote profumava la casa,
pronunciava un breve discorso sui doveri coniugali,
rapida benedizione della coppia e via.
Venti minuti, in tutto!
Insomma, per secoli siamo andati al sodo.
[fischia]
- [fischia] - C'è tuo padre.
[uomo] Cerimonie brevi, invitati ridotti all'osso,
qualche frase di rito, e tutti a casa felici e contenti.
Si comincia!
[uomo] Poi, a un certo punto,
non si sa bene quando né perché,
qualcuno ha deciso che il matrimonio, andava fatto in grande.
E lì sono iniziati i problemi.
[uomo] Nella storia dell'uomo, il puro e semplice atto di sposarsi,
non è mai stato così faticoso.
Uno studio dell'Università del Maryland,
ha dimostrato che nella classifica degli eventi traumatici,
le nozze vengono subito prima dell'atterraggio di emergenza.
Ma il vero flagello del matrimonio moderno,
non sono le spese, lo stress o la lista degli invitati,
ma sono i genitori.
Scusate.
Scusate!
[Giovanni] Non scherziamo,
le camelie non vanno lì, ma dall'altro lato!
Vedete là dove c'è quel traliccio orrendo?
A noi hanno detto di metterle qui, all'ingresso.
Ci abbiamo messo mezz'ora per portarle qui.
Ecco, un'altra mezz'oretta e le portate là, eh?
Servono per coprire il traliccio.
Non voglio tralicci al mio matrimonio.
[Giovanni] Hop!
[uomo] Qual è la cosa più importante nella vita di un uomo?
I figli.
E per i figli si vuole solo il meglio.
E nel nostro caso, anche qualcosa di più.
[uomo] Per il servizio e l'accoglienza,
dopo una spietata selezione, è stato scelto quest'uomo.
Il Riccardo Muti del catering.
Ha servito i reali di Svezia, e al Capodanno di Lady Gaga.
È costato un po', ma nel suo campo è il numero uno.
Sarà il cardinale Tomaso Modesto Pinhaider a celebrare la cerimonia.
Altissimo prelato,
si dice compagno di Burraco di papa Ratzinger.
La torta nuziale è stata commissionata alla miglior pasticceria di Vienna.
Per realizzarla ci sono voluti quattro mastri pasticceri,
e dici ore di lavoro ininterrotto.
In questo preciso momento,
la torta sta viaggiando in un furgone climatizzato
e si trova all'altezza del casello di Innsbruck Est.
Da Brescia, per la modica cifra di 22.000 euro,
sta partendo il cantante Francesco Renga,
che renderà solenne e indimenticabile l'ingresso della sposa.
♪ Ave ♪
♪ Maria ♪
[uomo] E, dulcis in fundo, una squadra di artificieri di Caserta,
è già all'opera per installare 7.000 euro di fuochi d'artificio
per il gran finale di domenica sera.
[fuochi d'artificio]
[uomo] Saranno tre giorni indimenticabili.
Per gli sposi, ma non solo!
Perché quella che stiamo per raccontarvi
non sarà solo la storia di un matrimonio,
ma anche l'apice di una grande, infinita amicizia.
Aspetta Giacomo, non è ancora finita.
Questo è il più bello.
L'ho scelto per te, guarda.
[fuochi d'artificio e scoppio]
[versi di stupore]
[sirena nave]
[Giacomo] Ma porca di quella enorme puttana!
Tre giorni di matrimonio.
Ma non bastava mezza giornata come fanno tutti?
No, lui deve sempre fare di più!
Hai ragione, però ormai siamo qua, cerchiamo di godercela, no?
Ma sì, freghiamocene! I soldi buttiamoli nel lago,
tanto c'è qua lo scemo che deve ammazzarsi di lavoro
per far quadrare i conti.
Si ma stai calmo, che ti sale su l'acido.
- [sospira] - Infatti, passami il gastroprotettore.
[Giovanni] Cosa c'è di più bello dell'amicizia?
Gli inseparabili!
Quanti ricordi!
[Giovanni] Questa la teniamo.
Si va beh, poi vediamo.
No!
Gabbo, la prima media!
Non è neanche una questione di soldi.
Il matrimonio è un momento di riflessione, anche con sé stessi.
Sì, ma anche una festa, no?
Ma pensa a tuo figlio, a quanto sarà felice.
Vedrai, sarà bellissimo!
A me, la barca fa venire da vomitare.
Questo piccolino carino sono io.
E questo brutto invece è Giacomo.
Oh, stava sempre male!
- Lo sai come lo chiamavamo? Vomitino! - [Giovanni ride]
Io però di là ho 600 bicchieri da lavare.
Se potessimo sbrigarci, sarebbe meglio.
Ma poi, diciamoci la verità, dai.
Non è il matrimonio, è proprio lui che mi sta sulle balle.
E adesso diventiamo pure parenti!
- Ma figurati. - Fine pena mai!
Ma non vi sposate voi due, no?
Poi sta sempre lì con queste mani,
con questa mania di abbracciare, di toccare sempre.
Ma cosa cazzo tocchi, eh?
- Cosa cazzo tocchi? - Perché ti vuole bene.
E Giacomone di qua, e Giacomone di là.
Giuro che la prossima volta che mi chiama così,
gli metto le mani addosso!
Senti, adesso però siediti e calmati, che non ti fa bene agitarti così.
[sospira]
[Giovanni] Questi sono Elio e Caterina a tre anni.
Che tenerezza.
Questa la teniamo.
Chiariamo una cosa.
Chi fa il video? Gabbo.
- Quindi chi sceglie le foto? - [insieme] Gabbo.
Bravo!
[Giovanni] Comunque io questa la terrei.
Cavolo!
[Gabbo] E questa chi è?
È la mia ex moglie.
Ecco, questa lascerei perdere.
- E perché ti ha lasciato? - Che ne sai che è stata lei?
- Magari l'ho lasciata io. - [Gabbo ride]
Sì, certo.
[Gabbo] Va beh, ci siamo passati tutti.
Lei si è innamorata di un altro e tu ci sei rimasto sotto.
Però l'importante, è andare avanti.
- Ma tu non avevi 400 bicchieri da lavare? - In realtà, sono 600.
[Valentina] Amore sei qui?
Amore, c'è un problema.
Sono arrivate le bomboniere, hanno sbagliato animale.
- Come hanno sbagliato? - Sono elefanti.
- [Giovanni] Elefanti? - Elefantini.
Carini, con una loro eleganza.
Ma elefantini carini cosa?
Abbiamo detto cigni e arrivano gli elefanti?
[Giovanni] Ma dai! Ma allora mi volete vedere morto!
C'era un motivo se gli dicevo di far scegliere a me i fornitori.
[sirena nave]
Chiama un paio dei tuoi per le valigie e fai preparare un cocktail di benvenuto.
- [cameriere] Quello chi è? - L'altro che paga, il padre dello sposo.
Rompipalle anche lui?
In modo diverso.
[maître] Sono anche soci in affari.
- Tutto in famiglia. - Si, fanno sedie, divani e altro.
Segrate Arredi.
♪ E sai dove ti siedi ♪
♪ Segrate Arredi! ♪
♪ Segrate Arredi! E sai dove ti siedi ♪
- Fanno la pubblicità in TV. - Ah.
[sospira]
[Valentina] Fortuna che sei qui.
Non è ancora iniziato, e sono già distrutta.
Prendi queste, sono da masticare.
C'è selenio, potassio, e un po' di paroxetina per l'ansia.
- Vedrai che roba, le vendono in Vaticano. - Ah.
- Qualcosa di forte per Giovanni? - Perché? È esagitato?
- Sta dando il meglio di sé. - Non sai Giacomo!
Ha già vomitato due volte, una in macchina e una nel lago, un disastro!
Giacomone!
Hai visto come sta venendo bene?
Ci mancherebbe, con tutti i soldi che spendiamo!
Ah, c'è un problemino con le bomboniere,
ma con un piccolo extra budget, risolviamo tutto.
Un altro?
Giacomo, respira!
Ma non senti che aria? Che classe?
[inspira ed espira]
E quelle cosa sono?
I Bordeaux dell'89 per domenica.
Ma non avevamo detto venti? Costano un patrimonio.
Venti, quaranta, cinquanta, centocinquanta,
è la stessa cosa, dai Giacomone!
Ci stiamo sposando, ti rendi conto?
Io e te.
[parla in inglese] Together forever.
- [Valentina] Ma cos'ha Elio? - Ahi!
Mah, dice che è tutta una messinscena, tutto esagerato.
Ma quello è suo padre che non vuole spendere.
- Faccio schifo! - Ma sei stupenda!
Poi non so come fai a giudicarti senza un filo di trucco.
Ma dai, non ho le tette! Sembro un pagliaccio del circo Medrano.
- Esagerata. - No, io non mi sposo conciata così.
Ma Caterina, dai, sei solo nervosa.
Ma tua madre?
Non lo so, forse arriva stasera, forse domani.
Ah.
Ma non è colpa sua.
Il suo compagno ha avuto un problema di lavoro, non so.
Non ha detto niente.
- Compagno con cui sta da un mese, ma… - E allora?
Ha trovato uno bello, simpatico, intelligente,
che a quanto pare la fa stare molto bene.
- Cos'è che ti dà fastidio? - A me niente.
[rumore zip]
- E sono arrivate anche le tette. - Mm.
[Giovanni fischia]
Belli attenti tutti!
Anche le padelle là in fondo, fermi se no non si sente niente.
Allora! Ripassone.
Ma l'abbiamo già fatto, siamo professionisti.
Anche il Capitano del Titanic era un professionista.
[imita nave che affonda]
Dunque, questa sera aperitivo nel parco e cena tra intimi nella Sala Grande.
Tris di primi, cacciagione, bavarese ai mirtilli e tutti a letto presto.
Mi raccomando, fate attenzione che il cardinale è ciliaco.
Comunque si dice celiaco.
Giacomone! Celiaco, ciliaco, sempre una malattia è.
Comunque, Giovanni, lo sanno. Ne parliamo da mesi.
Appunto! L'abbiamo detto due mesi fa, qualcuno si dimentica,
e il cardinale muore.
Sabato mattina, brunch all'americana a bordo piscina e…
E?
E?
Foto di rito!
Le foto di rito credo siano previste nel primo pomeriggio.
No! Foto di rito la mattina, tisane e sorbetti il primo pomeriggio.
E poi non c'era bisogno del ripassone.
Alle 16:00 gita dei ragazzi al lago,
e per tutti gli altri, pomeriggio a piacere.
Il pomeriggio c'è la mostra Divani nel Tempo, ne avevamo parlato.
Sì, Giacomone. Abbiamo detto pomeriggio a piacere?
Vuol dire che chi ha piacere, fa quel che vuole,
e gli altri vanno a vedere i Divani nel coso.
- Nel tempo! - Si, dove vuoi tu.
Possiamo continuare che i ragazzi hanno da fare?
Sarebbe meglio, altrimenti la cucina resta indietro.
Eh! Sabato sera!
Uno, cena di rappresentanza con clienti, grossisti e Confartigianato.
Due, proiezione del video emozionale.
Tre, festa con DJ per i ragazzi.
Tutto chiaro?
Torta?
È a Bressanone, in leggero ritardo. C'è un po' di traffico.
- Renga? - Confermato.
Fuochi d'artificio?
Sono stati disseminati per tutta l'isola.
Bene! Allora passiamo alla road map per domenica.
Scusate, è arrivata una consegna urgente per voi in giardino.
[cameriera] Sembra importante.
Andiamo.
[Elio] È arrivata da Segrate, la mandano i ragazzi.
C'è anche una lettera.
"Domenica è un grande giorno per tutti noi.
Che Elio e Caterina si sarebbero sposati tra di loro, lo abbiamo sempre saputo,
fin da quando gattonavano nel capannone, e si arrampicavano sugli Stromberg."
Lo Stromberg, divano dell'anno 1989.
Complimenti.
"A regola il regalo bisognerebbe farlo ai due sposini,
ma noi abbiamo pensato che, se oggi, voi diventate un'unica grande famiglia,
è perché un giorno di tanti anni fa,
due persone hanno avuto la forza di realizzare il loro sogno.
Uno entusiasta, visionario e coraggioso."
Questo sono io.
"L'altro preciso, attento e oculato."
E questo è lui!
Almeno non han detto tirchio.
[risate]
"E quindi è loro che vogliamo ringraziare con questo regalo fatto con le nostre mani
e con il materiale di prima qualità che ci ha reso la Segrate Arredi.
I dipendenti."
Ma che teneri!
[applausi]
- Apro? - Apri!
Apro.
[tonfo]
[risate]
Madonna che brutta.
Giacomo, hai visto?
Ho visto sì.
Ma è bellissima.
Ci fa una foto, che poi la mandiamo ai ragazzi?
Ma certo!
[click fotografia]
Dottore, purtroppo è arrivata una bruttissima notizia.
C'è stato un terribile incidente sull'autostrada del Brennero.
- Come? - [maître] Non si preoccupi,
l'autista, miracolosamente, ne è uscito illeso.
Sì, ma la torta?
Per la torta, purtroppo, non c'è stato niente da fare.
[sospira]
Dottore, bisognerebbe occuparsi della sostituzione, adesso.
Io ho già preso contatto con le pasticcerie della zona.
Senza esagerare, però. Una cosa tranquilla.
In sobrietà.
Sì, avevo intuito.
[Giacomo] E poi non c'è bisogno di dirlo a…
Certo. Per non rovinargli la serata.
Eh, non roviniamola.
[Valentina] Boh.
Si sono conosciuti là, non lo so cosa fa.
Ma quindi è norvegese?
Mi sa più inglese o americano, comunque di gran classe.
Viaggiano, fanno sport e altro.
Di chi si sta spettegolando?
Sempre del solito, il Duca di Hastings.
Il nuovo compagno di Margherita, pare di un certo livello,
una specie di Alain Delon giovane.
Cos'è, sei geloso?
Io? Di cosa?
Dottore, è arrivato il Cardinal Pinhaider.
[a bassa voce] Giacomo! Pinhaider!
[odora]
[Giacomo] Cardinale!
È un onore averla qua con noi.
- Il piacere mio. - [ride]
- Posso? - Certo, qua è tutto senza glutine.
Mm!
[respiro soffocato]
[Giacomo] Cardinale?
[soffoca]
Sto scherzando!
[ridono]
- Simpaticissimo! - [Cardinale] Scherzo da prete.
[Giacomo] Volevamo ringraziarla per essere qua.
È stato molto generoso.
Sono io che ringrazio voi.
Vi ringraziano soprattutto i bambini di Ghideré.
Gli orfani del Burkina Faso, il campo di calcio.
È bello vederli giocare tutto il giorno.
E questo è grazie a voi.
- Campo di calcio? - Calcetto, Giacomo.
Signori, chiedo scusa.
Eccellenza, permetterebbe un selfie con i cuochi?
Certamente.
[cameriere] Grazie.
[sottovoce] Scusate.
- Campo di calcio? - Se no non veniva!
Cosa facevamo, il matrimonio senza il cardinale? Dai!
Poi è anche bello far del bene, no?
[click fotografia]
[sirena nave]
È arrivata Margherita!
[sospiro]
- [sospira] - È arrivata la Regina Madre.
[Caterina e Margherita ridono e urlano]
[Margherita] Oh, Dio!
[baci]
Ce l'abbiamo fatta!
Ultimo aereo, ultimo traghetto, ma alla fine eccoci qua.
Menomale.
E lui, è Aldo!
E buonasera a tutti!
[Margherita ride]
Caterina!
- Caterina! - [Caterina urla]
[Aldo] Sei ancora più bella che in fotografia.
Sono emozionatissimo, senti qua.
Ma è l'americano?
- No, mamma. - [Aldo] Oh, scusate. Grazie di tutto!
- Giacomone! - [Aldo] Grazie.
Se quello è Alain Delon, io sono Philip Morris.
Philip Morris chi?
L'attore!
Ma non c'è nessun attore che si chiama Philip Morris.
Quelle sono le sigarette.
- Ma è uguale, Giacomone! - Ma uguale cosa?
Come sono contento di conoscervi tutti!
Margherita mi ha parlato così tanto di voi che è come foste un po' la mia famiglia.
Annalisa!
Ma questo vestitino ti sta un incanto!
Valentina!
Valentina.
Sei uno spettacolo!
- [Aldo] Lietta, fatti abbracciare! - Eh, è fatto così.
- [Aldo] Fatti abbracciare! - Espansivo!
Reverendo.
Giovanni!
Giovanni, finalmente!
Giacomone!
E dov'è lo sposo? È già scappato?
Elio!
[Aldo] E che fai lì tutto solo? Vieni qua, fatti dare un bacio, va'!
Comunque quell'uomo lì non è a posto!
Tutte questa euforia non è un bel segno!
Ma quanti pensieri! Ma tutti qui sono?
- Bisogna scioglierli questi pensieri. - Ora me lo segno.
Guarda che spettacolo, che meraviglia!
[Aldo] Non c'è problema, ci penso io.
È inutile.
In quel punto, sono più di 50 metri di profondità.
- E allora cosa facciamo? - L'unica sono i sommozzatori.
- E quanto ci costano i sommozzatori? - Non pochissimo, dottore.
[sospiro]
[Cardinale] Ed è dunque a questi giovani sposi,
che stanno per compiere il primo passo di quell'infinito, tortuoso cammino,
che si chiama famiglia,
che voglio rivolgere il mio augurio.
Ma io non voglio augurare loro felicità, gioia e amore.
Quello che gli auguro, è di non perdere mai la fede.
Perché è la fede che rende meno duri i momenti dolorosi,
e meno dolorosi quelli infelici.
[Giacomo] Posso dire, Eccellenza.
Discorso semplicemente bellissimo.
[applausi]
Bellissimo è dir poco, reverendo.
Però se permettete,
anch'io vorrei fare un brindisi a questi sposini.
E vorrei farlo con le vecchie e sagge parole che dalle mie parti,
si tramandano da padre in figlio, perché sono il segreto della felicità.
"Un matrimonio felice è come uno spiedino.
[in siciliano] Lei ci mette la carne,
e lui lo stecchino!"
[Margherita ride nervosamente]
- Ma l'ha detto veramente? - L'ha detto veramente.
- Cos'è che ha detto? - Niente, mamma. Mangia la pernice.
[Aldo] In pratica significa che questo spiedino è l'amore.
Lei ci mette la carne, che è il desiderio, e lui…
Abbiamo capito, non c'è bisogno che traduci. Mettiti giù.
Chi è quel signore?
Nessuno, il nuovo compagno della mia ex moglie.
- Ah, quindi lei è divorziato? - Sì.
Lo sono stato, poi mi sono subito risposato.
Ma non in chiesa?
Ah, ho capito! Uno scherzo, come prima che si è soffocato.
- Questo ci darà grandi soddisfazioni. - [ridono]
Cinque stelle. Oh, questa pernice è una bomba,
- assaggia il cuore! - No, mi fa impressione.
[Aldo] Mm!
Ma voi due com'è che vi siete conosciuti?
Questa la racconto io!
Norvegia, Bavanger! Siete mai stati a Bavanger?
[Aldo] Beati voi.
Ci sono due mesi all'anno di luce, e in quei due mesi piove.
[ride]
- Ero nel mio studio… - Studio di?
È fisioterapista!
Mi ha detto che poi mi controlla la schiena.
Annalisa, te l'ho già detto.
Domani ti sistemo, promesso.
[Annalisa ride]
Però è simpatico questo americano.
Mamma, non è americano.
Bavanger, mercoledì pomeriggio, e gradirei non essere più interrotto.
Idolo assoluto.
Sei lì, tutto solo,
che pensi che nella vita non può succedere niente di bello.
Bavanger te li fa fare questi pensieri.
Ti ci vedrei bene a te a Bavanger!
[Elio] Lo fanno il sindaco a Bavanger!
[ridono]
A un certo punto suona il campanello.
- Ma dura tanto sta roba qua? - Sta' zitto.
[Aldo] E sapete chi era?
La donna più bella del mondo!
Dai, smettila!
Che in un attimo mi ha salvato la vita.
E che ci facevi dal fisioterapista tu?
Mi ero slogata una caviglia al corso di flamenco.
Ma perché tu balli il flamenco adesso?
Va beh, ma poi come è andata a finire?
Che mi sono iscritto anch'io al corso di flamenco, e…
olé!
Praticamente uno stalker.
Due settimane di corteggiamento serrato prima di, ci siamo capiti, Reverendo?
- Prima di cosa? - Prima di niente, mamma,
non è che devi sempre fare domande, dai!
Scusatelo, eh. Beve mezzo bicchiere e fa così…
Ma dai, sto scherzando. Se non si scherza tra amici!
[sottovoce] Amici di chi?
Volete davvero sapere come l'ho conquistata?
Io ne farei anche a meno.
E adesso che cazzo fa?
[Aldo suona il piano]
[Aldo] ♪ Voglia di stringersi e poi ♪
♪ Vino bianco, fiori e vecchie canzoni ♪
Va beh, momento agghiacciante.
No?
[Aldo] ♪ Che imbroglio era ♪
♪ Maledetta primavera ♪
♪ Che resta di un sogno erotico se ♪
♪ Al risveglio è diventato un poema? ♪
♪ Se a mani vuote di te ♪
♪ Non so più fare ♪
♪ Come se non fosse amore ♪
♪ Se per errore ♪
♪ Chiudo gli occhi e penso a te ♪
[Aldo in inglese] All together!
[tutti] ♪ Se per innamorarmi ancora ♪
♪ Tornerai ♪
♪ Maledetta primavera ♪
♪ Che importa se ♪
[suona "Maledetta primavera" di Loretta Goggi]
- [Aldo stappa la bottiglia] - [tutti gridano di gioia]
[stappa la bottiglia]
[ridono e gridano]
[urlano]
[urlano e applaudono]
[urla di ovazione]
Non te la prendere, però.
[Aldo] Siamo nove a nove. Chi vince questa, vince tutto!
- Ma non finisce più? Sono le 2:00. - Dai!
Numero, quattro!
- [Margherita] Vai! - [urlano]
[musica di suspance]
- [rumore di osso che si rompe] - [il Cardinale urla dal dolore]
- Oh, Dio! - Cardinale?
[il Cardinale piange dal dolore]
- Tibia e perone. - [sospiri]
Tibia e perone!
[rumore di elicottero]
- Ma domani ce lo riportate, no? - [Cardinale piange]
- Questo è già tanto se torna a camminare. - [Cardinale] Oh no.
- Eccellenza. - Eh?
Si ricordi le sue parole: "La fede che rende meno duri i momenti dolorosi."
Quanto è vero Dio, ve la farò pagare…
Brucerete all'Inferno, merde!
[Cardinale urla]
[urla di dolore]
[Aldo] Certo che il destino, a volte è veramente beffardo.
Ma beffardo cosa?
Se non era per i tuoi giochi, eravamo già a letto da sei ore!
E che c'entro io? Non è mica colpa mia se esiste una cosa chiamata osteoporosi.
Senti, osteoporosi, c'abbiamo da fare.
E per oggi mi sembra che tu abbia già fatto abbastanza.
Se la verità dà fastidio,
tolgo il disturbo.
[Giacomo concorda]
[Giovanni] E adesso dove lo troviamo un altro cardinale?
Se quello lì ci fa causa, sono veramente cazzi nostri.
- [rumore indistinto] - E qui che c'è?
E poi si lamentano che la gente si fa male.
E questo cos'è?
[fischio fuochi d'artificio]
[fuochi d'artificio]
Mi sta distruggendo il matrimonio.
Da quando è arrivato lui, è tutta una catastrofe.
Più che altro da quando è arrivata lei.
Ma tanto lo sappiamo che Barbie Vintage non si può toccare.
Senti, Barbie Vintage,
non è che siamo a casa nostra che puoi spostare i mobili alle 4:00.
Lo sai che coi mobili disposti così, io non riesco a dormire.
Aiutami, piuttosto. Letto!
Secondo te,
Margherita, come ha fatto a finire con un troglodita così?
A me piace, e sta simpatico a tutti.
- Sei geloso che ti sta rubando la scena? - Ma scena di cosa?
Ma ti sembra strano che sia preoccupato?
Strano, no. È quattro mesi che sei preoccupato. Aiutami.
E certo, sono matto!
Sono l'unico scemo che ci tiene a questo matrimonio.
Sarà che si sposa mia figlia?
Cioè, nostra figlia, nel senso…
Vado a dormire di là.
Tanto io qui non sono nessuno, sono un ospite.
Fammi sapere cosa ti devo della camera.
[Lietta] Ventidue,
ventitré, ventiquattro…
- Ma non sono troppe? - No.
…venticinque e ventisei.
Però adesso devi stare calmo, altrimenti non funziona.
- Anche il Valium ha i suoi limiti. - [Giacomo ansima]
Ma hai presente a quanto ammontano i danni fino adesso?
- Te lo dico io! - [Lietta sbuffa]
Settemilacinquecento euro di vino finito nel lago,
Settemila euro di fuochi sparati a cazzo di cane.
- Oh Dio, Giacomo, ma solo di soldi parli? - [Giacomo sbuffa]
- Non hai visto prima? - Cosa?
Aldo e Margherita.
Come si guardavano.
Noi non sappiamo più divertirci.
Quand'è stata l'ultima volta che ci siamo divertiti?
Beh, a Bormio.
A Bormio ci siamo divertiti.
Bormio?
Era il '94, Bormio.
Bormio '94. L'ultima volta che ci siamo divertiti.
In realtà, era il '95.
- [Aldo] È pazzesco! - [Margherita] Ti prego, dai!
- [Aldo] Dai! - [Margherita] Ma sono le 4:00!
[Aldo] Dai, ti prego, fallo per me.
[Margherita] Dai Aldo, ma perché sempre delle idee folli!
[Aldo] Dai!
Ho deciso. Faccio l'insano gesto!
Ma cosa fa, si butta dalla finestra?
[gridando] Per mille fulmini e saette!
Forze della natura, a noi!
[Aldo] Due, uno…
[Aldo ride]
[Margherita e Aldo ridono]
Buonanotte.
Buonanotte.
[suono messaggio in arrivo]
Eccone un'altra!
E con questa siamo a?
Trentasette, dottore.
Continuiamo a cercare.
- Continuiamo a cercare. - [Aldo urla]
Oh, ne ho trovata un'altra!
Ma è uno stivale!
Credevo fosse una bottiglia!
Ho capito, ma l'acqua è limacciosa, imperscrutabile!
Non si vede un cavolo!
Madonna, che esagerazione!
Hanno quattro soldi e li vogliono far vedere tutti.
Del resto, la classe non la compri di certo al supermercato.
Soprattutto al supermercato del mobile.
[ridono]
Scusate, ma il padre dello sposo è quello lì?
Ma no, è quello lì.
Il mio cliente.
Il pelato è il compagno della madre della sposa.
Che è quella lì, la bomba sexy.
L'ingegnere petrolifero.
- Ma chi ha lasciato chi? - Secondo te?
Lei a lui, no? Ma l'hai visto?
Perché lei, Madame Bovary, la figlia non aveva ancora 12 anni,
ha mollato tutto ed è andata in Norvegia a farsi i cazzi suoi.
E lui ha cresciuto la figlia da solo?
All'inizio, perché poi è arrivata lei.
- [donna] Ma lei chi è? - La moglie nuova.
- Giovane! - E anche bella sveglia.
Lavoro e famiglia in un colpo solo, pacchetto completo.
E che pacchetto!
[ridono]
[uomo] Guarda lì, Geppetto e Mastro Ciliegia!
[ridono]
Landi!
Grandissimo!
Spettacolo!
Hai visto che abbiamo fatto bene a scegliere questo posto?
Sì, l'abbiamo pagato un po', è vero,
però sono tutti contenti.
Però poi facciamo Divani nel Tempo?
Ma certo, dopo lo facciamo di sicuro Divani nel Vento.
- Nel tempo! - Esatto. Però dopo.
Adesso concentriamoci sulle cose importanti.
Signori, sta arrivando il prete.
Ne avevamo trovati due: il sacerdote del Duomo di Poggioreale,
di gran prestigio, ma un po' caro,
e poi il giovane pastore della parrocchia di Brugna, una frazione qua in montagna.
Mille euro, tutto compreso.
E abbiamo scelto?
Il signore ha optato per il pastore giovane.
È un prete, Giovanni, i preti son tutti uguali.
Con permesso, vado ad accoglierlo.
È un po' basso, eh!
No, perché è lontano.
No, si avvicina ma rimane basso.
È tanto basso!
È anche un po' smunto, triste.
Dai, si presenta male!
[Giovanni] Avevamo un porporato alto, teutonico, prestigioso,
e guarda adesso.
Padre, le presento i genitori degli sposi.
Io vado organizzare il set per le foto di rito. Con permesso.
Piacere, Francesco.
- Don Francesco. - Potete chiamarmi Ciccio, se volete.
Facciamo Don Francesco che è meglio.
Ma come, è arrivato il prete nuovo e non mi dite niente?
Piacere, non le do la mano che sono unto, ho appena sistemato l'Annalisa.
Quanta tensione in quella donna!
- Però noi avremmo… - Comunque mi piace.
- Chi? - Il prete, dico.
[Aldo] Molto meglio lui dell'altro.
L'altro, se posso dire la mia, era un po' vorrei ma non posso.
Senti, vorrei ma non posso,
noi dobbiamo discutere con don Francesco dell'organizz…
- Io però avrei una certa fame. - Sì, dopo. Ma prima volevamo chiederle…
- Dolce, salato, va bene tutto. - Ascolti, Padre,
dobbiamo fare le prove,
- aggiustare l'abito, provare il discorso… - Ho capito,
ma io ho dormito 5 ore stanotte, e sono digiuno da ieri!
- Soffro anche la barca. - Quella anch'io…
Comunque ha ragione, il lago svuota, ed è un essere umano anche lui.
Non è che siccome è un prete, non lo alimentiamo.
Tony!
Quali sono quelli buoni?
Sesamo e zafferano. Gli altri lascerei perdere.
Come, lascerei perdere?
- Ma non c'è il glutine! - Eh.
Però è buono.
Le consiglio quello allo zafferano, le dà più energie.
Gradirebbe anche qualcosa da bere?
Sì, del vino se c'è.
Rosso non troppo corposo, ma neanche troppo scarico.
[Aldo] Certo, ci mancherebbe. Vado e torno.
Simpatico. Chi è?
Nessuno.
Per la cerimonia, che rito preferisce, quello anglicano o quello diocesano?
- In che senso? - Il matrimonio, come vuole celebrarlo?
Ah, non lo so. Mai fatto uno in vita mia!
Come non ha mai fatto un?
Dieci anni che sono prete, mai fatto un matrimonio, solo funerali.
Del resto a Brugna sono tutti vecchi, l'unico maschio fertile sono io.
Va beh, ma mica ci vuole una laurea, no? "Taccia ora, taccia per sempre."
- Ma non è così! - "Che la morte non vi separi."
"Vi dichiaro marito e moglie. Vissero tutti felici e contenti!"
[Aldo] Scusi! Aglianico del Vulture o Primitivo di Manduria?
Non lo so, dipende dall'annata.
Va beh, vado io, faccio prima.
Hai visto?
Risparmiamo, e guarda come va a finire.
Come il negozio di Parigi.
- Cosa c'entra adesso Parigi? - Niente, lasciamo perdere.
No, ora l'hai detto, adesso parli!
Con la tua mania di risparmiare, lo stai facendo fallire.
Io neanche lo volevo aprire il negozio a Parigi!
L'ho sempre detto che era troppo, un'esagerazione.
E sai perché? Perché tu tutto questo,
la bellezza, lo stile, non sai nemmeno che cosa sono.
[Alessia] Comunque siete totalmente pazzi!
Sembra il matrimonio di Lady Diana.
Sì, lo so, lo dice anche Elio.
È mio padre, ha perso la testa.
Che devo fare? Lo faccio internare?
Ma siete scemi? Avete preso anche il massaggiatore?
[Caterina] No, quello è il compagno di mia madre!
- Tua mamma sta con quello lì? - Eh!
- E ci sarà un motivo, no? - Dai!
Che schifo, scema, è mia mamma!
Tuo padre come l'ha presa?
Se veniva da sola, era più contento.
E non è cambiato un cazzo.
In effetti lo vedo carico, il Giovannino.
Valentina invece, secondo me, entro domani fa una strage.
Tutti morti avvelenati sul prato all'inglese, elegantissimi.
Quello lì invece chi è?
Descrizione?
Basso coi baffi.
- Qui sono tutti bassi coi baffi. - [ridono]
Dai, è insieme a una.
Lei gli ha appena dato una medicina, e lui la sta succhiando.
- [Alessia] Ah, ma allora è Vomitino! - Chi è?
- [Alessia] Il papà di Elio, Giacomo. - Ah!
Ma ragazze, seriamente, qualcuno con cui scopare qui?
[Caterina] Zero assoluto, sono tutti vecchi.
[Alessia] Qualcosa si trova sempre.
- Oh, ma Elio dov'è? Cosa sta facendo? - Non lo vedo.
- [Alessia] Eccolo! Ride con dei vecchi. - [ridono tutte]
Ah.
Poverino, si vorrebbe ammazzare.
[Giacomo] Elio!
- La vedi quella barca? - [annuisce]
[Giacomo] C'è su Bistolfi. Te lo ricordi?
[Elio] Sinceramente no.
Arrigo, ci affitta i magazzini.
Tenerselo buono. Due figli e un cane morto da poco.
Appassionato di bicicletta, digli che è dimagrito.
- È lavoro anche questo! - Va bene.
[Giacomo] Eh.
[Elio] Papà?
Ma me la spieghi una cosa?
Se lo odi così tanto, perché continui a lavorare con Giovanni?
Chi te lo ha detto, scusa che lo odio?
Dai, papà.
Cosa dovrei fare? Chiudere l'azienda?
Buttare per aria 30 anni della mia vita?
Per le cose importanti, devi essere disposto a fare dei sacrifici,
se no non si arriva da nessuna parte.
Non si arriva.
E adesso, andiamo a prendere Bistolfi.
Dottore?
Cosa c'è ancora?
Abbiamo un piccolissimo inconveniente.
Il mese scorso, dopo 30 anni, è scaduto il contratto d'affitto,
e i Kramer non l'hanno rinnovato.
- E qual è il problema? - Nessuno.
Solo che adesso ingiungono che venga tolto il loro nome.
C'è anche il mandato del tribunale.
Gli operai sono già al lavoro per rimuovere le insegne.
Ma cosa sarà mai per due cartelli?
Mi ha fatto spaventare!
[Giovanni] Anche lei, si rilassi. C'è un matrimonio, siamo qui per…
Come Villa Smerdi?
Eh, la nobile famiglia degli Smerdi.
Augusto e Ludovica Smerdi. Prima della guerra, possedevano mezzo lago.
Il figlio, Guido Smerdi, è stato sindaco per molti anni.
Poi, come capita, gli alti e bassi della vita, e anche l'era Smerdi è finita.
[Aldo] E adesso è ricominciata.
Comunque a me non dispiace,
è più vintage.
[Don Francesco] Cristo vi benedice e vi rafforza nel sacramento nuziale,
perché vi amiate l'un l'altro,
e vi assumiate responsabilmente, i doveri del matrimonio.
Si muore qui dentro, fa troppo caldo. Non si può lavorare così, ve lo dico!
Le ho già detto che domani lo celebriamo all'aperto.
[Giovanni] Provavamo davanti a tutti?
È un matrimonio, non la Signora in Giallo!
[suona "Marcia Nuziale" di Wagner]
Wagner no adesso, Wagner dopo!
Errore mio, scusate! La rifacciamo?
Se però ci diamo una mossa, perché sto coso pizzica.
Cosa c'è ancora? Stiamo lavorando.
Dottore, abbiamo un problema: Renga.
Hanno telefonato dagli Spedali Civili di Brescia.
- Cosa è successo? - Calcoli renali.
Ne ha uno grosso come una castagna.
Finché non lo espelle, non lo dimettono.
Prepariamoci al peggio.
- E allora! - [urlano tutti]
[Martina] Geloso?
Dovrei?
No,
tanto la sera prima vale tutto.
Anche perché da domani…
Vuoi tu, nome e cognome, sposare questa donna vestita da sposa?
- [Aldo] Lo voglio. - Ma come nome e cognome?
Non sa neanche i nomi?
Domani li imparo, casomai me li scrivo sulla mano.
Visto? Dici che i preti sono tutti uguali, e questi sono i risultati!
Giovanni ti dico solo due parole,
Villa Smerdi.
[Don Francesco] Vi dichiaro marito e moglie!
Scusate, ma non bisogna baciare la sposa?
Puoi fare quel che vuoi, ma fatemi uscire di qui che non ne posso più.
Mi sa che i prossimi sarete voi due.
Magari! Ma chi la convince a questa. Io sono stato uno dei mille!
- Ma quali mille, dai. - [Aldo] Ha ragione.
Mille sono quelli che conosco io.
Allora, in ordine di apparizione:
il paracadutista, il tenore della Scala,
quello con l'arto artificiale, lo stopper dell'FC Bavanger…
Che hai?
Niente, che ho?
Fa freddo. È gelato questo lago di merda.
Dai, Elio, ti conosco.
Mi devi dire qualcosa?
Allora adesso rimaniamo qui finché non me lo dici.
Congelati a vita.
Finché morte non ci separi.
Non avrai mica i dubbi dell'ultimo minuto?
Perché, te non ce l'hai?
- [ride nervosamente] - Ma sei matto?
Domani arriva Francesco Renga, e mi faccio prendere dai dubbi?
Oh, Francesco Renga!
In effetti.
[imita Francesco Renga]
[Aldo] …il notaio,
il maestro di flamenco…
Ma mica è vero! Non è che ci state credendo?
L'arbitro di hockey, Gerard Depardieu.
In che senso, Gerard Depardieu?
Ma niente, si è rifugiato a Bavanger perché aveva problemi col fisco e…
E colpito, affondato anche il ciccione.
E poi c'è il mio preferito,
- il malato immaginario. - Aldo, basta adesso. Ti prego.
Com'è che si chiamava?
Ah, sì, Vomitino.
Che ho detto?
Ma quando?
Ma non è vero, non è successo niente.
Ma sì, era il 2006. Me l'hai detto tu che c'erano i mondiali,
e che lui alla fine ha detto: "Ora anch'io mi sento un campione del mondo!"
Giovanni.
Io ero in crisi, venivo a confidarmi da te,
e tu mi hai fatto questo.
[Lietta piange]
Vai! Vai, no?
[Giovanni] Scappa, che è quello che sai fare.
Bravi, complimenti a tutti.
- Hai visto che hai fatto? - Adesso è colpa mia?
No, è colpa mia, che ti ho portato qua.
Ci sono i camerieri a posta, non c'è bisogno che fai tu i cigni.
Hanno già tanta roba da fare,
se facciamo qualcosa anche noi, non muore nessuno.
Tutto gli ho dato, tutto quello che avevo.
E lui mi ringrazia così.
Hai ragione, ma non è il momento.
- Non è il momento? - No.
E invece è proprio il momento. E sai cosa facciamo?
Chiudiamo l'azienda! Facciamo i conti e poi ognuno per la sua strada.
Voglio vedere cosa fa senza di me!
Adesso devi pensare a Caterina e al matrimonio.
C'è la cena coi clienti, che facciamo, la tragedia davanti a tutti?
È colpa sua.
Se n'è andata per colpa sua.
Un matrimonio rovinato.
E adesso ne hai rovinato un altro.
[radio] Su Radio Italia, sono in compagnia di Paoletta,
e sono pronta a ricevere e leggere i vostri messaggi in diretta,
qui su Radio Italia solo musica italiana.
- Ma i mobili? Li hanno tutti spostati? - Sì, anche il quadro.
Mah, questi qua non sono mica normali.
Più sono ricchi, più sono scemi.
- Lui però, carino. - Chi?
Lo sposo!
Un giro con quello lì e mi rimetto al mondo.
Mi dispiace, ma stavolta il giro te lo scordi.
- E perché? - Perché è innamorato perso, lui.
- Perché lei, invece? - Eh, lei poverina.
Poverina cosa? I soldi, il lavoro, la casa.
- E lui è pure fico. - Infatti sposare si sposano,
- ma sono condannati all'infelicità. - Ma te sei matta!
Ogni volta ti fai un film in testa.
Sarò matta, ma intanto, l'altra volta, chi è che aveva ragione?
Dai, aiutami a spostare i mobili!
Ma se gli piacciono così lasciamoli così, il cliente ha sempre ragione.
Tu eri a Macugnaga con Elio, ti ricordi? Avevamo ancora la casa Macugnaga!
Te n'eri andata perché avevi detto di dover stare da sola.
E ci dovevo restare per sempre a Macugnaga.
Meglio stare a Macugnaga che con te, e ho detto tutto!
Lei è arrivata, era agitata, aveva appena litigato con Giovanni!
Le ho portato la figlia in piscina per quattro anni.
Tutti i martedì e tutti giovedì, a quella grandissima stronza!
Cercava te, voleva parlare con te, solo che tu non c'eri perché…
Ero a Macugnaga, ho capito, l'hai detto sette volte!
Era agitata, piangeva, io cercavo di calmarla.
Abbiamo aperto una bottiglia, poi un'altra e…
E?
Ho fatto una cazzata.
Chi non ha mai fatto una cazzata almeno una volta nella vita?
Io.
Ma stavolta vedrai che la faccio.
Ma dove vai? A quest'ora, non ci sono neanche più i traghetti!
Non mi toccare.
Maître? I Vol-au-vent per domani.
Molto bene.
Questi li mettiamo subito dopo i crudi di pesce.
- Se ci arriviamo, ai crudi di pesce. - Ci arriviamo.
I cuochi dei primi hanno scommesso tanti soldi che salta tutto.
- E sul sì, invece? - Nessuno.
- La quota? - Trecentonovanta.
E allora guarda, io ci metto 200 euro
contro i cuochi dei primi, e se fossi in te farei lo stesso.
Sicuro?
Tu sai quanti matrimoni ho fatto io?
Con questo sono 536.
Il sabato sera, vedono l'abisso.
"Il matrimonio è un'ipocrisia",
"Che senso ha la mia vita?", "Devo essere me stesso",
e poi, la domenica mattina si svegliano e come per magia, l'abisso gli piace,
è esattamente quello che vogliono.
Ci abbiamo costruito una nazione intera su questa roba qua.
Io, per dire, ci ho comprato due case.
Anzi, guarda…
ce ne metto altri 50.
Vai, puoi andare.
Ah, e i Vol-au-vent.
[uomo] E allora permettetemi di fare un bel brindisi,
anche a nome di tutta la Confartigianato Lombardia ovviamente.
A queste splendide famiglie, a questo gruppo di clienti, colleghi,
ma lasciatemelo dire, soprattutto amici!
Bravo!
[rumore brindisi]
[voci indistinte]
[Elio] Ma tu hai capito che è successo?
No, però sono tutti incazzati, ci manca solo che litighino tra di loro.
[sospira]
No, non mi va.
Certo che lui è veramente improponibile.
Perché lei? Guarda come si è ridotta.
Fa tanto la figa, poi finisce con un terrone.
[risate]
[donna a bassa voce] Guarda che ti sente!
[uomo] Cosa ho detto? È la verità, mica è colpa mia.
Ora gli spacco la bottiglia in testa a quei quattro stronzi!
Ma no, ma che ti frega, tu non sei come loro.
Ma che ne sai di come sono fatta io? Ma che ne sai tu di me?
Senti,
scusami per prima, non volevo dire quello che ho detto.
Però l'hai detto.
- [donna 1] Quest'anno, Grecia. - [donna 2] Sì.
- [donna 1] Abbiamo già prenotato. - Cameriere, vino bianco qui, grazie.
Lietta, basta bere, ti fa male!
Ho 53 anni, che cazzo vuoi? Se voglio bere bevo.
Campione del mondo.
[tutti insieme] Bacio!
Cosa bacio, è la sera prima!
Va beh, dai, diamoci un bacio e non pensiamoci più!
[tutti insieme] Bacio!
[grida di gioia]
[cantano qualcosa di indistinto]
Sono forti questi ragazzi, eh?
Ma tu, da quand'è che fai il prete?
Eh, c'era ancora la Playstation2, quindi, almeno dieci anni.
[ride]
- E ti piace? - Pro e contro, come tutte le cose.
E cos'è che ti manca di più?
Beh, ovvio,
la Juventus!
Non posso mai andarla a vedere.
La domenica lavoro e il sabato c'è da preparare tutto.
Le coppe poi non ne parliamo, prezzi inaccessibili!
Anche perché autostrada, benzina, arrivi lì, e un panino non te lo mangi?
Oh,
questi gamberetti spaziali!
Buoni, si.
Praticamente fai tutto un open space, qua tutto vetro,
- al secondo piano, cabina armadio. - No, pazzesco!
Sempre con vista Idroscalo, eh!
Sei a dieci minuti dal lavoro, cosa vuoi?
E poi qui, piscina.
Beh, cazzo! Bella la piscina!
Sì, la piscina è bella.
No, grazie.
- [uomo] Dissociata anche tu? - Eh?
Ma io la faccio ormai da tre anni.
Io però faccio l'antiossidante,
cinque albumi la mattina e mai carboidrati dopo le 20:00.
Complimenti!
Grazie.
Dottore.
- Cosa c'è? - Sono le 22:30.
- E allora? - Il video emozionale.
No, il video no. Dica a Gabbo che non lo facciamo più.
[maître] Ma…
[musica dolce di inizio video]
[vagiti di bambino]
[pianto di bambino]
- [Giovanni] Un orso! Ti viene a salutare! - [Margherita] Guarda che occhi!
[Giovanni] Scappa! Ci ha preso per delle sardine in scatola! Vai!
[sgommata di macchina]
[musica da discoteca]
[messaggio cellulare]
[Giacomo] Senti, lo so, ho fatto una cavolata,
però ascolta, parliamoci. Non trovo le parole ma sono…
[uomo] Oh, Poretti!
- Vieni. - A ballare!
Senti, Giovanni.
Scusate, avete visto Margherita?
No, mi spiace.
Sono due ore che la cerco, e ha pure il cellulare spento.
Mi sa che stavolta…
Non ti preoccupare, fa così ma poi le passa, vedrai.
E se non le passa?
Io senza di lei che cosa faccio?
Che già vi ho creato tanti problemi e ora vi parlo pure dei miei.
Mi dispiace.
[Aldo] Mi dispiace per quello che è successo.
Era tutto così bello!
Anche il video.
Mi sono commosso!
Certo che ne avete fatte di cose insieme. Beati voi.
Sono 30 anni!
[Aldo] Anche i divani!
Bello questo, comodo.
- Stromberg. - Divano dell'Anno, 1989.
I premi, in questo ambiente, non è che li danno a caso.
E adesso che cosa pensate di fare?
Nell'epoca del mercato globalizzato, c'è poco da inventare.
È provare a mantenere le quote di mercato…
Giacomo, non intendeva i divani, intendeva noi due.
Ah.
Mi sa che quando c'è da dirsi le cose bisogna dirsele,
anche se fanno male.
Infatti, vado a cercare Margherita, e speriamo bene.
Scusate
[musica da discoteca]
- Ciao. - Ciao!
- Ti diverti, eh? - È bellissimo!
Ma posso dirti una cosa?
Spara!
Tu lo sai, vero, che non sembri proprio prete?
Eh, però lo sono.
Le vacanze sempre dove dici tu,
il negozio di Parigi, il magazzino più grande.
Dai, perfino i fuochi d'artificio hai deciso tu.
E poi chi è che deve far quadrare i conti?
Io, e mai un grazie.
Perché, tu mi dici grazie quando c'è da discutere con gli operai?
E dove sei quando ci sono da correre dei rischi?
O quando ci sono da scegliere le stoffe, i colori?
Sempre nascosto, pronto a criticare quando va male, e quando va bene, zitto!
- Io? - Sì, tu! Sempre.
Anche quando c'è da scegliere dove piazzare l'ombrellone in spiaggia.
"A me va tutto bene." Certo, poi sempre lì a lamentarti!
E quindi, cosa facciamo?
Buttiamo via tutto?
Trent'anni di vita, così, come se non valessero niente?
Perché? Per te invece va tutto bene?
Continuiamo così, come se niente fosse?
Esatto.
Domani i nostri figli si sposano.
Lunedì mattina alle 8:15 siamo in ufficio.
Io è una vita che faccio così.
Sai cos'è che mi fa girare le palle?
Sentiamo.
Che tutti pensano che sono così diversa da te.
Perché, invece?
Credi che a me non piacerebbe viaggiare o conoscere il mondo?
Guarda che anch'io parlo le lingue.
Ho anch'io i miei interessi, le mie passioni.
Non è che perché sono di Segrate, non ho i miei sogni.
No, ma infatti. Massimo rispetto per Segrate e l'Hinterland in generale.
Però li ho messi da parte.
Mi sono fermata nella fabbrica di divani del tuo ex marito e a crescere tua figlia.
Ma non mi lamento, a me va bene così.
Tranne quando arrivi tu.
Perché quando arrivi tu, quello diventa nostalgico,
e quell'altra non si ricorda neanche come mi chiamo.
Certo che non capisci veramente un cazzo.
Cioè…
tu sei gelosa di me?
[ridendo] Davvero?
Ma scusa, non la vedi, Caterina?
Parla come te, si veste come te.
Fa addirittura lo stesso gesto che fai tu.
- Che gesto? - Quella cosa che fai sempre con la mano.
- [Lietta] Ah. - E lo capisco, eh!
[Margherita] Ho scelto io di andarmene, quindi non posso parlare.
Ma non lo vedi come mi guardano tutti? Non senti quello che mi dicono dietro?
Che sono una disperata egoista.
Talmente sola…
che mi sono ridotta ad andare in giro con chi?
Con un poveraccio!
Uno che è ancora più disperato di me, che si fa ridere dietro da tutti.
Uno di cui vergognarsi.
E la sai una cosa?
Quel poveraccio è la cosa migliore che mi sia mai capitata dopo Caterina.
E ho intenzione di godermela fino all'ultimo,
perché era una vita che non ero così felice.
E non me ne frega un cazzo di quello che pensano gli altri.
Io ho deciso di fare solo quello che mi fa stare bene.
E penso che dovresti iniziare a fare lo stesso anche tu.
Le occasioni non capitano di continuo.
Mi sa che hai ragione.
Eh, scusa ma quando mi ricapitava?
Beh, ci sta.
Va beh, dammi una mano, dai.
Va a finire che diventiamo amiche.
Non credo proprio.
[grida di incitamento e di gioia]
[suona "Figli della Borghesia" di Brunori Sas]
[Lietta] Giacomo?
È finita.
Lunedì me ne vado.
[suona "Figli della Borghesia" di Brunori Sas]
Com'è andata col prete?
L'unico prete che non tromba, l'ho trovato io.
E tu?
Cosa c'è che non va?
Hai litigato con Elio?
E allora cosa c'è?
- [tira su con il naso] - Io non mi voglio sposare.
Ma che cazzo dici?
Io gli voglio bene, ma non ce la faccio!
Te ne esci adesso con questa cosa?
Lo so, sono una persona orribile. Faccio schifo.
Quanto cazzo hai bevuto?
Cosa devo fare?
- Glielo vado a dire? - Ma te sei matta! No!
La smetti con questa roba,
e ti bevi un po d'acqua.
Perché si può bere anche dell'acqua, sai?
Poi ci andiamo a mettere qualcosa di caldo nello stomaco e tu te ne vai a letto, ok?
Mm.
Andiamo, dai. Devi dormire, tu.
[cinguettio di uccellini]
[suono di campane]
- Affrettatevi che sta per cominciare. - [insieme] Grazie!
Novità?
No, abbiamo chiesto, ma non l'ha visto nessuno.
Non ha lasciato messaggi alla reception.
È successo qualcosa, per forza!
- Che succede? - Aldo non si trova.
In stanza non c'era, il cellulare è staccato.
- Dov'è andato? - Non fuori dall'isola.
Barche non ne sono partite, solo quella dell'immondizia, ma non c'era nessuno.
Va beh, da. Vedrai che adesso salta fuori.
Lietta.
Senti, per quello che è successo…
Lascia perdere.
[sospira]
[bussano alla porta]
- Posso? - Certo.
Fatti vedere.
Come sei bello.
- Che è quella faccia? - Che faccia?
Eh, sembri il sindaco di Bavanger.
[ridono]
Non è che ci stai preparando lo scherzo come nei film?
Pensa che spettacolo!
Con quello che ha speso tuo padre, come minimo s'ammazza.
Elio,
non ci pensare.
A cosa?
Ai soldi, agli invitati,
a questi cazzo di cigni di vetro.
Fai quello che ti senti.
Tutto il resto si aggiusta.
Madonna quanto sei bella.
[sospira]
[bussano alla porta]
[Alessia] Vi lasciamo soli.
Non hai idea di quanto sono felice.
Non sono mai stato così felice in vita mia.
Papà.
Va bene, adesso basta, se no ti si rovina il trucco.
È tutto pronto, sono già tutti lì.
Io ti aspetto giù.
[in latino] ♪ Ave Maria ♪
♪ Gratia Plena ♪
♪ Maria, gratia plena ♪
♪ Maria, gratia plena ♪
Carissimi Elio e Caterina,
siete venuti insieme nella casa del Padre, davanti a tutti i vostri cari,
perché la decisione di unirvi in matrimonio,
riceva la sua definitiva consacrazione.
Il Signore benedica questi anelli,
che vi donate scambievolmente in segno di amore e fedeltà.
[Aldo] Scusate.
Scusate.
Mi dispiace interrompere questo momento bellissimo.
Ma c'è una cosa che devo dire.
E la devo dire qua, adesso.
E questa cosa è…
scusate.
Ci tenevo tantissimo a questo matrimonio, a piacere a tutti,
ma mi sono fatto prendere dall'entusiasmo, e ho rovinato tutto come al solito.
Margherita…
so quanto era importante per te questo momento,
e te l'ho rovinato, ti ho fatta vergognare.
Mi dispiace.
Mi dispiace tanto.
Quindi, tolgo il disturbo.
Però prima…
un'ultima cosa te lo devo dire, perché è giusto che tu lo sappia.
E la voglio dire davanti a tutti.
Ogni momento passato con te, è stato il più bello della mia vita.
[margherita ride]
[applausi]
Anche mio marito era un terrone, sa?
Non c'è niente da fare, hanno una marcia in più.
[Aldo] Scusate!
Sediamoci.
Bellissimo momento, per carità,
però, se non ci sono altri colpi di scena, io andrei avanti,
anche perché è 12:20 e abbiamo tutti una certa fame.
[Don Francesco] Dove eravamo rimasti?
Benedizione degli anelli.
Gli anelli, è vero.
Che il Signore benedica questi anelli,
che vi donate scambievolmente in segno di amore e fedeltà.
No, scusate.
Scusate.
Visto che stiamo qui a dirci le cose,
vorrei dirne una anche io.
[Elio] Cate…
te lo sei mai chiesto perché io e te siamo insieme?
Io me lo sono domandato un sacco di volte,
e la risposta è sempre la stessa.
Che io sto bene solo quando sto con te,
e sono sicuro che sarebbe così per sempre.
Sarebbe tutto perfetto e bellissimo…
se solo fosse così anche per te.
Però sappiamo tutti e due che non è così, no?
Io voglio sposarti perché ti amo,
te perché pensi che sia la cosa giusta.
Perché ti sei abituata, ci siamo abituati.
Per non ferirmi.
Però sinceramente ci meritiamo tutti e due qualcosa di più.
Mi dispiace.
Hai visto?
Ma i miei 1.000 euro me li date lo stesso?
[sciacquone]
Che matrimonio di merda.
Tutta questa rottura di coglioni, e non si sposano neanche.
Sai a quest'ora il bordello che troviamo per tornare a Milano?
E il regalo? Ce lo restituiscono?
Sì. Sto cazzo, ci restituiscono!
[risate]
[sciacquone]
[apertura porta]
Storti.
[uomo] Il traghetto sta partendo.
Noi andiamo, se no lo perdiamo.
Arrivederci.
Ci vediamo, eh?
Ah, Landi!
Dimmi.
Ma vai a fare in culo, va'!
[Don Francesco] Sì, arrivo!
Un attimo, sto arrivando.
Allora io vado.
Mi dispiace.
Son cose che succedono.
Posso dirvi una cosa?
La dico sempre ai funerali, vedo che funziona.
"Ogni fine, è un nuovo inizio."
Sì, lo so, è un po' frase fatta,
però secondo me un po' è vero.
O no?
Comunque dal punto di vista cibo, tutto buonissimo. Davvero.
[Giovanni] Grazie.
Arrivederci.
- Bella Gabbo! - Bella, Ciccio! Ci vediamo a Brugna?
Il numero ce l'hai!
[maître] Allora, dove eravamo rimasti?
- Sommozzatori 8.500 euro. - [maître] Esatto.
Elisoccorso e paramedici, 5.500 euro.
Ma come, si paga anche quello?
Purtroppo sì, dal 2019.
Direttiva regionale.
[Giacomo] Ecco qua.
- E infine, i bambini. - Quali bambini?
Il coro delle voci bianche di Montrasio.
Sono 4.200 euro.
- Per cinque bambini? - Erano 27.
Ma costano più dei Rolling Stones!
Hanno anche dovuto rinunciare a un concerto, a Bellagio.
Perfetto.
[cantano un coro da stadio]
No, niente.
I cuochi stanno festeggiando per una cosa loro.
A proposito! Stavo dimenticando, ci sarebbe anche un extra per i pavoni.
I pavoni?
Sì, qualcuno degli ospiti gli ha dato da mangiare del vitello tonnato.
Il maschio, Freddy, è stato malissimo.
È dovuto intervenire un veterinario.
Facciamo 250 euro in contanti e non ne parliamo più.
Perfetto.
Signori, è stato un vero piacere.
Grazie e alla prossima. Arrivederci.
[rumore di trapano]
[Aldo] Oh, venite qua!
C'è una marea di roba, è un peccato buttarla!
E il risotto? Vado a prenderlo?
E me lo chiedi pure? Va', corri!
Assaggia queste, va'.
Mm! Di Battipaglia!
Oh, ne abbiamo 75 tutte per noi.
Passamene una, va'.
- Ma Caterina? - Non so, era su.
[Elio] Cate!
- Vieni giù che si mangia! - Arrivo!
- [Margherita] Eccolo. - [tutti insieme] Oh!
- E che cos'è? - Risotto al lavarello, pesce di lago.
E assaggiamo.
Com'è?
Ma sa di pozzanghera!
Ma no, ma quello è il lago, è il suo buono.
- È una specialità, lo fanno solo qua. - E menomale!
Risotto di Villa Smerdi, vade retro lavarello!
Ve lo ricordate quando ci hanno dato in quel ristorante le lumache vive?
- Dove eravamo? - Sì, quando ho vomitato.
Giacomo, tu vomiti sempre.
- Eravamo a Bruges! - Si! Quando ho vomitato!
- Allora, cosa c'è di buono? - Se ti piace il fango…
[ridono]
[Don Francesco] Dicono che c'è sempre una prima volta,
ma c'è anche l'ultima.
L'ultimo giorno di scuola, l'ultimo bacio,
l'ultima partita davanti al tuo pubblico.
L'ultima volta che stai con le persone che hai amato di più.
Però, chissà perché,
ci piacciono così tanto gli inizi e così poco la fine.
Invece, la fine, è la cosa più importante.
Anche perché, è da lì che si riparte.
[sirena di ambulanza]
[Don Francesco] Lietta vive da sola in una mansarda a Città Studi.
Era da tanto che voleva tornare in città,
e soprattutto, si è rimessa a fare quello che faceva da ragazza.
È un po' faticoso, ma le piace ancora parecchio.
[scarica defibrillatore]
Soprattutto quando è di turno con Walter,
un rianimatore di Buccinasco che resuscita letteralmente i morti!
L'azienda, alla fine, non l'hanno chiusa, anzi!
La Segrate Arredi va a gonfie vele.
Solo che adesso, al posto di Giovanni, c'è un nuovo socio.
Io andrei.
Ok, finisco qui e vado anch'io.
- Spengo qualche luce. - Si, però l'insegna lasciala accesa.
- Va bene. - [donna] Buonanotte, a domani.
A domani.
[Don Francesco] Caterina convive con un allevatore di cani di Mediglia.
Sono innamoratissimi!
Valentina e Giovanni, invece, hanno decisamente cambiato vita.
[in francese] Il perimetro dell'esagono,
è la somma delle lunghezze di tutti i suoi lati.
- Bintu! - [ridono]
[in francese] Sei sempre tu, Bintu!
Ascoltatemi, per favore.
Scrivete!
Il perimetro dell'esagono,
è la somma delle lunghezze di tutti i suoi lati.
[Don Francesco] Erano andati in Burkina Faso per starci una settimana,
son lì da due anni!
Allora, Abasi lo devi mettere per forza sulla fascia.
Arretriamo Biko, Kofi mezzala, e Nuru davanti. Cosa dici?
- Nuru? - Sì, Nuru.
Quello non segna neanche se lo ammazzi e lo metti a centravanti!
E allora falla tu la formazione visto che sei un fenomeno, poi vediamo.
- [fischio] - Abasi!
Corri, cazzo, dai!
[fischia]
Biko, torna! Ti ho preso per tornare, torna!
[Don Francesco] Elio ha cambiato aria.
Il negozio di Parigi, adesso lo gestisce lui.
[parla in francese]
[in francese] Scusate.
[Don Francesco] Il negozio, grazie a lui, è rinato.
Ed è rinato anche lui!
[parla in francese]
[Don Francesco] Aldo e Margherita sono tornati a Bavanger.
Ora vivono insieme e hanno perfino un cane,
uno spinone, di nome Stecchino.
Come tutti, anche loro hanno avuto qualche momento difficile,
ma Aldo ha preso in mano la situazione, e l'ha risolta.
Gerard,
basta con le telefonate di notte e con gli appostamenti sotto casa.
Ha scelto me, fattene una ragione,
lo dico per il tuo bene.
[Gerard, in francese] Sì, va bene.
[in francese] "Sì, va bene?"
L'hai detto anche altre volte e siamo ancora qua.
E poi, Gerard, basta bere. Ti fa male.
[Gerard, in francese] Sì, va bene.
[in francese] "Sì, va bene". Solo questo sai dire?
[Don Francesco] Alla fine, Renga l'hanno dovuto operare,
ma è andato tutto per il meglio.
Qualche giorno di ricovero ed è tornato come nuovo.
Dopo una breve e signorile trattativa,
ha accettato di trattenere solo il 25% del suo compenso.
[suono di campane]
[Don Francesco] Quanto a me, sono tornato a dedicarmi a ciò che so fare meglio.
Se è vero che ognuno ha il suo destino,
allora il mio sono i funerali.
Impariamo, dalle Sacre scritture,
dalle esperienze,
ad accettare che ogni cosa ha una fine.
E che ogni fine…
[fedeli] È un nuovo inizio.
Bravi!
Esatto!
[suona "Il mondo si divide" di Brunori Sas]
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