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[in napoletano] Che ha fatto quello? Ha vomitato?
Rosa?
Rosa!
No, no, no, no! No, no, no, no.
Non morirai davanti ai miei occhi. Non morirai davanti ai miei occhi!
Rosa.
Non morirai davanti ai miei occhi!
Svegliati, Rosa!
Svegliati, Rosa.
[colpi di tosse]
Piano, piano, piano.
Piano, piano.
Piano.
Come stai?
[voce roca] Vattene.
[tossisce]
Ti ho detto vattene!
Non me ne vado.
Che state combinando?
Tutto a posto, Maddalena.
Mi è andata una gomma di traverso e Di Salvo mi ha dato una mano.
Vattene in cella, vai.
[conati di vomito]
Che ti avevo detto?
Ah…
Rosa Ricci non si tocca, Mimmo!
Mi sono spiegato?
È tua madre che lo ha ordinato. Lei lo fa per te!
Ancora mia madre?
Nessuno deve morire più per me.
Non sono nato Di Salvo come te, stronzo! Sono io che ti devo coprire le spalle.
Tu l'hai salvata…
L'hai salvata tu e ora ti senti un eroe?
Ora vorrà vendicarsi.
Ora che questa legge della vendetta ti sta addosso, non ti piace più?
Hai paura di morire?
Perché tu non ne hai?
L'unica paura che ho, Mimmo,
è che mia figlia non cresca come dico io.
- Ciao, Tonino. - Ehi, Gaetano.
[in napoletano] Ci vediamo domani?
Oh!
Prendi questo motorino.
Domani esce quell'infame dal carcere. Nella sella c'è ciò che ti serve.
Fai presto.
[suona "'O mar for" di Stefano Lentini feat. Matteo Paolillo]
[in napoletano] ♪ Accendi un'altra sigaretta ♪
♪ Là ci sta mamma che piange Non darle retta ♪
♪ Con questa fatica ora compriamo Pure la Reggia di Caserta ♪
♪ Sono cresciuto in mezzo alla via So quello che mi aspetta ♪
♪ Un ragazzo del sistema Vuole sistemare tutte le cose ♪
♪ In mezzo alla via è meglio Avere il "ferro" o vendere rose? ♪
♪ Mio padre sta carcerato Sono l'uomo di casa ♪
♪ Levagli le mani dal collo Quello è mio fratello ♪
♪ Non preoccuparti, ragazzo C'è il mare fuori ♪
♪ C'è il mare fuori, c'è il mare fuori ♪
♪ Dietro alle sbarre Sotto il cielo c'è il mare fuori ♪
♪ C'è il mare fuori, c'è il mare fuori ♪
♪ Non preoccuparti, ragazzo C'è il mare fuori ♪
♪ C'è il mare fuori, c'è il mare fuori ♪
- Gennaro. - Chi è il nuovo ospite?
Ora vedrai.
Sorpresa!
[in napoletano] Madonna, tre in una sola volta! Che hanno combinato?
Questo è un bambino.
- Che vuoi, guardia di merda? - Ehi!
- Cammina! Lascia parlare i grandi! - Forza, scendete.
Forza! Coraggio, su!
- Grazie, Mimmo. - Forza.
[in napoletano] Che ha fatto quel bambino? Ha rubato un lecca lecca?
Che vuoi farci, Gennaro? Più sono piccoli e più sono stronzi.
Bellezze al bagno! State ancora così? Forza, dai!
[in napoletano] Datevi una mossa.
Oggi non vi faccio mangiare!
[in napoletano] In quale asilo avete pescato questo moccioso?
[Lino] Pino, smettila di fare lo scemo.
[in napoletano] Sai quanti ne ho fatti piangere per finire qui?
Sì, pezzo di merda?
- Che cazzo hai da ridere? - Oh.
[in napoletano] Ragazzo, tu chi sei? A quale famiglia appartieni?
Tu chi sei? Tarzan?
Dai, Pino. Lasciali stare.
Andiamo.
Fagli lavare i denti, gli puzza l'alito da vicino.
[Carmine] Pino!
[Lino] Principini, questi sono i vostri appartamenti.
Qua c'è un bar carino, ora ci passiamo.
[fischio]
Non sapete che farei a quelle lì, credetemi!
Comunque stasera privé.
Micciarella, mi sono rotto il cazzo dei privé.
- Con lo champagne falso. - Appunto.
Ragazzi, ma ci sono le ragazze!
Anche loro hanno rotto il cazzo?
Guardate quei due ricchioni.
Sono turisti stranieri.
Che ti frega? Pensiamo a cosa fare stasera.
No, ora ricomincia con la storia del privé.
[in inglese] Ciao, ragazzi.
State bene?
[ragazzo 1 in napoletano] Fratello, ma che dici?
- Ah, siete napoletani? - Certo.
Barbie, a te piace il cazzo?
Sì?
Anche a te piace, vero?
Che vuoi?
Non vogliamo le persone come voi.
- Andatevene. - Questa è casa mia!
Non me ne frega un cazzo che questa è casa tua!
- Sì? - Sì.
Ragazzi.
Basta, forza.
È piccolo.
Forza.
Perché?
- Quanto sei stronzo! - [Micciarella ride]
Guarda che ho rubato!
Domani lo vendiamo.
[Edoardo] Grazie per ciò che avete fatto, ragazzi.
Quei dottori di merda l'hanno fatto morire.
Era il minimo, Edoardo.
Mi sento morto, come se avessero sparato me.
Uccidere un ragazzo per un orologio.
Dovete stare con gli occhi aperti.
Abbiamo molto da fare qua dentro.
Meglio se il ragazzino va a farsi un giro.
Oh! Sei ancora qui? Vai!
Vattene.
I Di Salvo hanno ucciso Ciro
e anche suo fratello.
Hanno sparato a Don Salvatore.
Penso sia giunta l'ora di pareggiare i conti.
Devi solo dirci quando, Edoardo.
Che vi devo dire? Sembra determinato.
Pare abbia capito che è meglio fare la pizza che la guerra.
- Ma? - È tormentato.
Ha qualche pensiero per la testa.
Forse è successo tutto troppo in fretta.
[Gennaro] Ecco qua, una bella Margherita, comandante.
- Questa l'hai fatta tu? - Certo!
L'ho istruito bene, eh? Gaetano, siediti. Ci penso io dentro.
- Grazie, Tonino. - Con permesso.
Ma non è possibile, è buonissima!
Anche io so fare qualcosa.
Tutto a posto?
A casa?
Tutto a posto.
Tieni.
Bevi un po' di vino, dai.
Davvero, comandante?
- Che fate? - Ora lo puoi bere. Bevi.
Salute.
[in napoletano] Hai qualche pensiero per la testa?
La vita fuori è diversa, comandante.
Mi ci devo abituare.
Quando vuoi fare due chiacchiere, a me fa piacere.
Pensavi che ti fossi liberato di me, eh?
Comandante, sono uscito da tre giorni e ora è già qui.
Ah, bravo, l'hai capito.
Un comandante resta tale anche quando siete fuori.
Se hai qualche problema,
basta dirmelo.
Va bene.
Dammi il telefono, ti lascio il numero.
La prossima volta ti porto mio figlio.
Così gli raccontiamo la tua storia e faccio una bella figura.
Pirucchio.
Tu hai un gran coraggio.
La tua salvezza è pure la mia. Non lo dimenticare.
Significa che il mio lavoro a qualcosa serve.
Hai capito?
Serve, comandante.
Serve.
Ora devo andare.
Tonino, che c'è da fare?
- [Beppe] Ciao. - Ciao.
- Beppe, molto piacere. - Sofia Durante.
- Non ci speravo più. - Perché?
È una vita che richiediamo una nuova educatrice.
Siete sotto organico? Avete difficoltà a gestire i ragazzi?
So quello che è successo, era su tutti i giornali.
Non tutto è come sembra,
soprattutto con dei minorenni.
Noi gli facciamo capire che dagli sbagli si impara.
Ci riuscite?
Ehi, Beppe.
Chi è questa signorina?
- La nuova educatrice? - Sì, Sofia.
- Piacere, Pino. - Ehi…
Insegnerà Educazione Sessuale questa signorina?
A te ce ne vogliono di lezioni.
È nato così.
Prima o poi ti affezioni.
- Mi accompagni dalla direttrice? - Sì, vieni.
[bussano alla porta]
Avanti.
- Paola, possiamo? - Certo.
- Buongiorno. - Salve.
Lei è Sofia Durante, la nuova educatrice.
- [Paola] Curriculum? - [Beppe] Sì.
Allora…
Liceo, laurea…
- Ha anche un master. - Non ha perso tempo nella vita.
- Non è un difetto. - No, ci mancherebbe.
Come mai si è trovata a diventare un'educatrice?
Non mi ci sono trovata, l'ho scelto.
Sono cresciuta a Roma, in periferia.
Storie di amici che si perdono, che fanno una brutta fine
e a un certo punto ho scelto di fare qualcosa.
Ottimo.
Che tipo di problemi avete in questo IPM?
[ride] Quelli che ci sono in qualsiasi istituto.
- Ho visto… - "Qualsiasi" non direi.
È morto un ragazzo qui
ed è connesso a un omicidio fuori.
Per non parlare dell'evasione di due in un colpo solo.
Non credo che questo sia il compito di un'educatrice.
Per il resto c'è Beppe che le può spiegare tutto, ha molta esperienza.
Sì, andiamo a fare un giro.
Vogliamo darci del tu?
- Benvenuta, buon lavoro. - Grazie.
[scroscio della doccia]
- Hai fatto tardi? - Pensavi che non venivo?
Ti credevo ancora con tuo fratello.
È una testa calda, ma non potrei mai dimenticarmi di te.
Che fai? Non saluti i tuoi amici?
Non vado mica in America! Due giorni e sarò di nuovo qui.
Ti vuoi sbrigare? Ho da fare, forza.
[Lino] Susy, apri, per piacere. Grazie.
Oh, non hai altro a cui pensare, muoviti!
Rosa!
So che questo non è un buon momento per dirtelo,
però lo devi sapere.
Hanno provato a uccidermi.
Sono sicura che sia stato quell'infame di Mimmo.
Stai tranquilla, Rosa.
È tutto a posto,
ha le ore contate.
- Muoviti, dai. - È tutto a posto.
[vociare indistinto]
Come stai?
[in napoletano] Come sta un assassino.
Ssh!
Ma sei scemo?
Tu non sei un assassino,
non hai fatto niente.
Gemma, io…
ci ho pensato a lungo.
Io voglio confessare.
- No. Gianni, no. - Sì.
Non crederanno mai che è stata legittima difesa.
Tu mi credi?
Tu non sei capace a mentire.
Ma ora lo devi fare.
Fallo per me.
Io non voglio che ti condannino per colpa mia.
Io morirei per te.
Io morirei per te.
Ma non posso portare questo peso.
Deve essere fatta giustizia.
Ma quale giustizia?
Non è stata colpa tua, è stata solo colpa mia e di Fabio,
ma tu non hai fatto niente.
Quella mattina…
io volevo…
che questa storia finisse.
Una volta per tutte.
Doveva morire.
Doveva morire.
E l'ho ucciso.
[sottovoce] Se confessi,
uccidi pure me.
[Gianni piange]
Guarda chi ti presento…
Beccati.
Ti presento il nostro talento della musica e la sua musa.
Gianni e Gemma.
Lei è Sofia, la nostra nuova educatrice.
Ciao.
Gianni, ho parlato benissimo di te. Vuoi farci sentire un pezzo?
- Beppe. - Dimmi.
[in napoletano] Non rompere il cazzo.
- Il talento c'è. - Mh.
Immagino gli altri.
Gianni!
[Lino] Oh, quando arriviamo a casa tua?
[Mimmo] Siamo arrivati, casa mia è lì.
[Lino] Ma che cazzo di strada…
[Mimmo] Lo so.
Fermati qua.
Continuo a piedi.
Fai in fretta, io ti guardo da qua.
Va bene.
Mi raccomando.
Perdonatemi, con il forno elettrico non è la stessa cosa.
Metti le mani avanti?
- Lascialo stare. - Su!
- Quale volete? - La mamma?
- Margherita, per favore. - Margherita.
Grazie.
- Assaggio. - Papà?
Anch'io Margherita, grazie.
E tu, Gaetano?
- Io no, dopo. - Dopo?
Allora?
Com'è?
È buona! Madonna, è buonissima!
- Sì? - L'impasto proprio.
- È una potenza. - [Gaetano] Grazie.
[madre] Non vedo l'ora di venire nella tua pizzeria.
- "Da Gaetano". - Bello!
- "Da Gaetano" è molto bello. - Grazie.
Che hai, Gaetano? Non stai bene?
No, sono contento.
Anzi, sono proprio felice.
E allora?
È da tanto tempo che volevo fare qualcosa per voi.
Gaetano,
è finito tutto.
È passato, abbiamo dimenticato tutto.
Ora ricominciamo e brindiamo questa sera
a questa meravigliosa serata noi tre insieme
e alle prossime serate che verranno.
Sì, brindiamo.
Evviva!
Nessuna buona notizia dall'IPM. Perché non hai fatto ciò che ti ho detto?
Vi sbagliate, Donna Wanda, l'ho fatto.
Vostro figlio ha salvato Rosa dopo che l'ho strangolata.
Sapete che ha fatto? Mi ha pure minacciato.
Ha detto che se ci riprovo, mi uccide con le sue mani.
Donna Wanda, è un infame.
Ehi, non osare parlare così.
È mio figlio.
Tu sei lì dentro per proteggerlo, non lo dimenticare.
Carmine deve capire.
Tu glielo devi far capire.
Devi essere un fratello.
Dovete proteggere anche me.
Sanno tutti cosa ho fatto.
Se non mi uccidono ora che sono fuori, Donna Wanda,
lo faranno di certo mentre sono dentro.
I miei figli non li lascio soli.
Non ti preoccupare.
Ci penso io a te.
Vi posso chiedere un'ultima cosa?
Stanotte non so dove andare.
Potrei rimanere qui?
La stanza di Carmine è libera.
Che problema c'è?
Grazie.
Ragazzi.
- Don Salvatore è vivo, tutto a posto. - Meno male.
Ragazzi, avete sentito? Don Salvatore è un leone! Ce l'ha fatta!
[Gennaro] Ma che bravi! Bravi!
Non avete fame? Forza, in fila.
Non applaudite?
Posso avere un altro piatto?
Ragazzi, sentite questa puzza?
Questi puzzano tanto, eh?
- Puzzano come tutti i Di Salvo. - Micciarella.
Di fogna.
- Pezzo di merda! - Ehi! Ehi!
Cardio, è un bambino.
Cardiotrap.
Teté!
Che c'è? Vuoi litigare?
Tu contro di me?
Allora fai una cosa.
Colpisci più forte che puoi.
Perché se mi alzo…
ti distruggo, uomo di merda!
- Cardio! - Pezzo di merda!
Cardiotrap! Cardiotrap!
Fermi! Fermi!
- Fermi! - Vieni qua! Vieni qua!
- Guagliu'! - Oh! Basta!
Maledetti a voi!
- Scusa un attimo. - Prego.
[Beppe] Siete impazziti? Finitela, pazzi!
Ah!
- Uh! - [Beppe] Vi volete fermare? Siete pazzi?
Oh! Oh!
Rimettete in ordine.
E io quando mangio?
[Lino] Sentito il comandante? Forza, dai!
Muoversi! In ordine!
Rimetti in ordine, sbrigati.
Prima o poi dovrai parlare con tuo fratello.
Quando sarà più grande.
Adesso non capirebbe.
A cosa pensi?
A mio padre.
[in napoletano] Se scopre che sono ricchione, mi ammazza.
Ha un solo figlio maschio e gli piace il cazzo.
Pensi che sospetti qualcosa?
Anche se fosse, che devo fare!
Fai come me, lavora con la fantasia.
Di' che hai scopato con delle donne impossibili.
La ragazza del bar,
la mamma di un tuo amico.
Più le spari grosse e più ci credono.
E oggi?
Chi ti sei fatto?
Giusy.
Una donna bellissima.
A parte un piccolo dettaglio.
Aveva un po' di barba.
Con lei non lo avevi fatto due giorni fa?
No.
Quella era Jessica.
Mi piacerebbe che la prossima volta fosse solo Matteo.
Basta.
Piacerebbe anche a me.
Allora andiamo via da questa città di merda.
Andiamo a Londra o a Berlino, là nessuno rompe il cazzo.
Andiamo, allora.
Quanto sono bello! Doberman, mi credi?
Mi scoperei da solo.
Ora mi ci vorrebbe una ragazza.
Ma quale ragazza, Micciarella! Sei il re delle seghe, te le farai a vita.
Ma stai zitto, scemo!
Ascoltami bene, tuo fratello è un bambino e non si sa comportare!
- Edoardo. - Devi stare zitto quando parlo.
Non voglio problemi per colpa sua.
Lo so, è una testa di cazzo.
Mi fa piacere che lo sai.
Lo devi tenere d'occhio.
Sapete che significa stare nella mia paranza?
Dovete fare quello che dico io.
Assolutamente.
Alla prossima stronzata che fai,
ti sbatto con la testa contro il muro!
Ho parlato con un mio amico che sta a Berlino.
Si è liberata una stanza dove vive lui. Guarda quanto è bella.
È una stanza grande.
Per i primi tempi va bene, poi ci sistemiamo.
È bella, sì.
Facciamo subito i biglietti.
La fai facile.
Perché? Qual è il problema?
Mio fratello. Micciarella.
- Ha una famiglia. - Ma cosa dici?
Quella tossica di mia madre?
Devo fare da padre a lei e a mio fratello.
Devi vivere la tua vita.
Non avrai un'altra occasione come questa.
Ma chi è? Tuo padre?
Vattene.
- Vai. - Scappa anche tu, no?
Vai, non ti preoccupare. Gli parlo io.
Vieni con me.
Gli devo parlare.
[scatto di serratura]
Sei sveglio?
Sì.
Ho lasciato le sigarette da qualche parte qua.
Come mai sei ancora sveglio?
Ho avuto una giornata difficile.
Molte volte mi porto i problemi a casa.
Tu perché sei sveglia?
Beppe…
io non so che cosa ci faccio qui.
- Ogni tanto mi sento un peso. - Tu sai che non è così.
Tu sei qui perché io devo aiutare Kubra a essere meno arrabbiata
e tu devi imparare ad avere più fiducia in lei.
Io ho capito che tu vuoi aiutare Kubra
ma io non c'entro nulla con la tua vita.
Che cosa te lo fa pensare?
Poi il divano è comodissimo.
Che c'è?
Oh, che c'è?
Scusa.
Scusa, scusa…
Mi dispiace.
Scusa.
Fratello.
- Ciao, Cardio. - Beppe…
Ti volevo chiedere scusa per ieri.
Perché mi sono comportato da stronzo…
Si può sapere che hai? Non ti riconosco più.
Beppe, io…
Che c'è?
Ti devo confessare una cosa.
Gemma, c'è tua sorella, parli dopo con il fidanzatino tuo.
[Gemma] No, no…
Che succede?
Beppe, io ti devo…
Che c'è?
Che c'è?
[piange]
Fabio…
L'ho ucciso io.
Ma che stai dicendo?
Te lo giuro Beppe.
Io non lo volevo fare.
Io non lo volevo fare.
Dai.
Ho avuto paura.
Non lo volevo uccidere.
Ho capito, ho capito, ho capito.
Io non lo volevo fare.
[Gianni piange]
Beppe!
Non lo volevo uccidere.
Come stai?
Bene.
Sto bene.
Che cosa è successo con Fabio?
Perché era a Napoli?
Va bene, è finita, Gemma.
Tu non ci pensare più.
Qualsiasi cosa sia successa con Fabio, io sono qui
per ricordarti che è il momento di mettere te stessa davanti a tutto.
Abbiamo parlato con l'avvocato.
Chiederà la messa in prova. È ora che torni a casa.
No.
Io non voglio tornare a casa.
Gianni ha bisogno di me.
Smettila di fare la stupida.
Ti ripeto,
Gianni ha bisogno di me e io di lui.
Credi che il tuo futuro sia qua dentro?
Tu puoi ricominciare a vivere.
Fuori, insieme alla tua famiglia.
Io non voglio andarmene.
Hai diciassette anni. Tra due anni non ti ricorderai più di lui.
Invece ti sbagli.
Lui morirebbe per me
e io farei altrettanto per lui.
A me dispiace se tu non hai mai amato così,
ma io sì.
Per questo voglio stare qua.
Ho sentito la sua canzone.
Cardiotrap si chiama, giusto?
"L'amore non può fare male".
Lo dice anche lui.
È una cazzo di canzone, Ambra!
Guardami.
Se rinunci a chi sei per un uomo,
io non farò più niente per te.
Va bene.
[Gianni, in napoletano] ♪ E ora che vuoi fare? ♪
♪ Un'altra volta? No, lascia stare ♪
♪ E ora che vuoi fare? ♪
♪ Un'altra volta? No, lascia stare ♪
♪ Sangue nero sul viso di questa gente ♪
♪ Uccisa dalla violenza Ma a nessuno importa niente ♪
Tu credi alla versione di Gianni?
Io sì.
Spero che gli creda anche il magistrato.
Quelli nuovi: due sono fratelli e l'altro è clandestino?
Appartengono a Edoardo.
Hanno devastato il Pronto Soccorso dopo la morte del cugino.
- Ora ha un esercito su cui contare. - Andiamo bene.
- [bussano alla porta] - [Lino] Dottoressa, mi scusi.
- C'è Edoardo Conte. - [Paola] Vieni, Edoardo.
Il magistrato non ti ha concesso il permesso.
Non puoi andare al funerale di tuo cugino.
Che cazzo stai dicendo?
Oh. Stai calmo.
Devo uscire. Salvatore era un fratello per me.
Lo so, mi dispiace molto.
Ah, ti dispiace.
E a me non frega un cazzo!
Devo dare un ultimo saluto a mio fratello.
Il giudice ha deciso così.
Potete fargli cambiare idea. Gli spiegate la situazione.
Gli fate capire che un ragazzo che ha ricevuto un tale torto,
potrebbe perdere la testa.
Cos'è? Una minaccia?
Qui ci vogliamo tutti bene, comandante.
Un torto fatto a me è un torto fatto a tutti.
Edoardo, basta.
Se i ragazzi si arrabbiano, me ne lavo le mani.
Fateglielo sapere al magistrato.
[Massimo] Lino.
Porta via questo scemo.
[Lino] Andiamo, ragazzo.
[Edoardo dà un colpo]
[Edoardo] Sono dei pezzi di merda!
Li dobbiamo spaventare.
Il magistrato deve capire che non si scherza.
Facciamo una rivolta. Te lo giuro, combino i macelli!
[Cucciolo] Edoardo.
Posso dirti una cosa?
Secondo me c'è anche un altro modo per onorare tuo cugino.
Quale sarebbe?
Parla, dai.
Matteo!
Matteo!
- Che ti ha fatto? - Cucciolo.
Chiamo l'ambulanza.
Non ti ho tradito.
Non ho fatto il tuo nome.
Vai a Berlino.
Ci andiamo insieme a Berlino.
Va bene? Ci andiamo insieme!
Aspettami qui.
Non ti addormentare, Matteo.
[rantoli]
Papà.
Gesù ci ha fatto il miracolo.
Ora non ti preoccupare.
Ci siamo io e te.
Ci penseremo io e te.
Grazie di tutto, Donna Wanda.
Ora sei uno di famiglia.
E come noi sei un bersaglio.
Finché non torni all'IPM…
Può servirti.
- E che sto facendo? - Prendi il piatto e mettilo là.
- Gaetano. - Io vado.
- Vuoi un passaggio? - Papà, non sono più un bambino.
- Vai, è una bella giornata. - Ciao.
- Mamma. - Ué.
Gaetano! [ride]
Gaetano, ma che c'è?
E a me niente?
- Vi voglio bene. - Pure noi ti vogliamo bene.
- Vado, faccio tardi. - Buon lavoro.
Ciao, amore.
Ragazzi, basta mangiare.
A posto.
- Ragazzi, alziamoci in piedi. - Ragazzi, in piedi.
Pure tu. Che hai da guardare? Alzati.
Edoardo, scendi da lì.
- Devi alzarti! - Sì.
In piedi, dai.
[Milos] Mettetevi là. Vai.
Divisi, larghi.
Mettetevi in ginocchio.
Forza, ragazzi.
Pino, inginocchiati.
Io mi inginocchio solo davanti a Dio.
Salvatore era mio cugino.
Era come un fratello.
Un ragazzo che aveva tutta la vita davanti come molti di noi.
Noi ora siamo qui,
davanti a lui,
per ricordare che è sempre con noi.
Come Ciro.
Come tutti i nostri fratelli.
Ora preghiamo tutti insieme.
Padre nostro, che sei nei cieli…
[insieme] Sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti
come noi li rimettiamo ai nostri debitori.
E non ci abbandonare alla tentazione,
ma liberaci dal male. Amen.
Hai detto "amen"?
Ora scendi da lì, forza.
Mi dispiace.
Mimmo!
Pirucchio!
Ma che cazzo fai?
Che ci fai qua? Ti ha mandato Edoardo, vero?
No, sto qua per i miei genitori.
Perché se io non ammazzo te, lui ammazza loro.
Abbassa la pistola.
Troviamo un altro modo insieme.
C'è sempre un altro modo.
Sono già morti una volta per colpa mia.
Non posso permettere che succeda ancora.
Abbassa la pistola e lo farò anche io.
Dammi ascolto e nessuno si farà male.
Lo senti?
Che cosa?
L'odore del mare.
Quando ero piccolo mi portavano sempre al mare.
Sentivo l'odore prima di arrivare.
È lo stesso odore.
Hai ragione.
C'è sempre una via d'uscita.
Ciao, Mimmo.
Che cazzo hai fatto, Pirucchio?
Piru'!
Gaetano!
Gaetano!
No, no, Gaetano, ti prego!
No, no, non chiudere gli occhi. Guardami, guardami!
Parlami!
Devi fare una cosa.
Che cosa?
Devi dire a mio padre
che suo figlio non è un assassino.
No, no, no! No, Gaetano!
Ora chiamiamo un'ambulanza, qualcuno.
Glielo dirai tu a tuo padre, ok?
Ssh…
Lo vedi?
È questo.
C'è il mare fuori.
No!
[piangendo] No! Gaetano!
Can't find what you're looking for?
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