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LA MORTE DI R.M.F.
Entra pure.
Sì, è appena arrivato.
Indossa pantaloni beige, scarpe stringate derby marroni,
una camicia bianca con le sue iniziali. B.M.F.?
No, scusa, R.M.F.
No, non sono miope, Raymond, è che…
la R è ricamata male e sembra una B.
No, la camicia è ben stirata.
Vuoi che ti faccia una foto e te la invii?
Sì, te l'ho detto, va bene.
Ok. Ok.
Raymond, il tuo biglietto di stamattina era perfetto.
Vado a innaffiare le piante e poi…
potrei esercitarmi a suonare la canzone al pianoforte.
È da tanto che non mi esercito al pianoforte.
Le fa male da altre parti?
Mi fa male il braccio.
Probabilmente è rotto.
Dovrebbe portarmi subito all'ospedale più vicino.
È bene che mi faccia visitare da un medico.
Forse è meglio che mi tengano in osservazione per qualche giorno.
Potrei anche avere un'emorragia interna o non lo so.
Stia tranquillo. Le faranno tutti i controlli in ospedale.
Buongiorno, tesoro.
Buongiorno.
Sei tornato tardi ieri sera.
Mi dispiace, alle 23:00 ero già a letto.
Tranquilla.
Mi hanno trattenuto in ufficio, per questo ho fatto tardi.
Che cosa hai fatto in fronte?
Non è nulla. Ho avuto un incidente
mentre tornavo a casa ieri sera, ma niente di grave.
Che cosa? Non dovresti vedere un dottore?
Sono andato in ospedale ieri sera, ma mi hanno assicurato che non è niente.
Mi hanno solo dato dei tranquillanti.
Robert, dovevi chiamarmi. Sei andato in ospedale da solo?
Non era nulla. Non ti preoccupare.
Raymond l'ha mandata ieri.
È davvero molto gentile. Non so come riusciremo mai a ripagarlo
per quello che ha fatto per noi.
Un'autentica racchetta rotta di McEnroe del 1984.
Gli sarà costata una fortuna.
Non è meravigliosa, Robert?
Sì, è meravigliosa.
Da' un bacio a Raymond da parte mia. Lo chiamerò anch'io.
L'ho fatto poco fa, ma non mi ha risposto
e non l'ho richiamato, per non svegliarlo.
Certo, lo farò.
Digli che è la cosa più bella che ci abbia mai regalato.
Glielo dirò.
"Domani, mercoledì, sveglia alle 7:00.
"Abbigliamento: scarpe nere con fibbia, completo blu, camicia bianca e cravatta.
"Pranzo: hamburger di manzo, milkshake alla vaniglia.
"Cena: linguine alla bolognese, patate gratinate,
"mousse al cioccolato con mandorle e frutti di bosco.
"Alle 23:00…
"un bicchiere di whisky, Johnnie Walker Red con ghiaccio.
"Leggi Anna Karenina fino alle 23:30.
"Nessun rapporto sessuale. Buona giornata, R."
Pronto?
Buongiorno, Robert.
Buongiorno, Louise.
Il signor Frischmann desidera vederla.
Alle 15:00, nel suo ufficio.
Forse dovrò passare in cantiere oggi pomeriggio,
non so se riesco a tornare in tempo.
Se fossi in lei, non passerei in cantiere oggi pomeriggio.
Il signor Frischmann vuole vederla nel suo ufficio alle 15:00.
D'accordo, Louise. Grazie. A risentirla.
Salve. Posso entrare o è occupato?
È al telefono. Non ci vorrà molto.
- Le ho mai mostrato mio figlio? - No.
È adorabile.
Vero?
Dolcissimo.
Lei e Sarah non state pensando di avere figli?
Sarah non può avere figli. Ha un problema alle ovaie.
Mi scusi, non ne avevo idea.
Non si preoccupi.
Buon pomeriggio, Robert. Non stare lì, siediti.
È da molto che aspetti?
- No, circa un quarto d'ora. - Così i capelli ti stanno bene.
Non tagliarli, falli crescere un po' di più.
E sei dimagrito, mi sembra.
Gli uomini magri sono la cosa più ridicola che esista.
Ne abbiamo già parlato, devi mettere su qualche chilo.
Te l'ho già detto l'altra volta.
- Ma l'ho fatto. - Sono sicuro di no.
Ora sei ancora più magro.
Dovremo dare un'altra occhiata
al tuo piano alimentare settimanale.
Hai letto Anna Karenina?
Lo sto finendo. Mi sono rimaste poche pagine.
Siediti.
Vuoi bere qualcosa?
Gradirei una vodka.
Alla fine, verrò con te
per il viaggio a Monaco.
Credo di farcela. La prossima settimana, non avranno bisogno di me al cantiere.
Anche Sarah potrebbe venire con noi.
Se non ti dispiace, s'intende.
E, forse te l'ha già detto, ma ha adorato la racchetta.
Ha detto che è il più bello dei tuoi regali.
Splendido. Sai una cosa?
Non ti ho versato una vodka.
Penso che un whisky sia molto meglio a quest'ora.
Sì, certo, un whisky è molto meglio.
Raymond, mi dispiace per ieri.
Mi dispiace davvero.
Che hai fatto oggi?
Sveglia alle 7:30, doccia, non ho lavato i capelli, ho bevuto il succo.
- Arancia e limone? - Arancia e limone.
Tu e Sarah avete scopato stamattina?
Alle 8:30, dopo colazione.
Ottimo. Ho parlato con Sarah…
un'ora fa.
E sì, ha detto che il regalo le è piaciuto molto.
Sì, la cosa più bella che tu ci abbia mai regalato.
Le è piaciuto più del casco bruciato
- di Ayrton Senna? - Oh, molto di più.
- Grazie infinite. - Oh, no, grazie a voi.
Vi meritate tutte queste cose. Direi che è il minimo che possa fare.
Raymond…
scusa ancora per ieri. Non so cosa sia andato storto.
Avrei dovuto essere ricoverato.
Il medico non era affidabile, doveva…
Il medico che ti ha visitato è eccellente.
È un mio amico. Ho parlato con lui poco fa,
mi ha detto che non c'era alcun bisogno di ricoverarti
per un semplice graffio sulla fronte.
Mi fa male la schiena.
Qui… e qui.
Robert, ascolta. Non ha importanza.
Sono cose che capitano.
E, in ogni modo,
ti darò la possibilità di rimediare.
Ripeteremo l'incidente tra due giorni
e stavolta lo farai bene.
Stesso posto, stessa ora,
stessa BMW blu notte.
Devi urtarla a una velocità maggiore e tutto andrà per il meglio.
- Non posso farlo più veloce, Raymond. - Robert…
tra due giorni
lo faremo ancora
e questa volta dovrai andare più forte.
- Non penso di poterlo fare. - Ascolta, Robert,
non ho tempo da perdere.
Hai due ore per pensarci.
Va' da Cheval, siediti al bancone.
Chiedi qualcosa da bere,
qualcosa di analcolico che non offuschi il tuo giudizio.
Poi vieni a casa mia, stasera, e fammi sapere cosa hai deciso.
Buonasera, signore.
Buonasera.
Che cosa prende?
Un doppio Johnnie Walker Red con ghiaccio, per favore.
- Scherzo. Un Virgin Mary andrà bene. - Subito, signore.
Che rapidità.
A lei.
Ciao, Robert.
Scusa, Robert. Vivian e io stavamo tenendo
un'avvincente conversazione sulle palme,
perciò sarò da te tra un attimo.
Allora, parlami di quel tonchio.
Sì.
Dunque…
questo tonchio le sta distruggendo. È portato dal vento.
Quindi, può volare?
O è molto leggero, non lo so.
E attacca solo le palme.
Quindi, adesso,
è illegale comprare o vendere palme in vari posti in Europa e in Africa.
Il che significa che non puoi entrare in un vivaio
e comprare una palma,
perché è vietato a causa di questo parassita.
Quindi, ora le palme si trovano sul mercato nero.
E questo tonchio attacca solo le palme?
Sì. Solo le palme.
Ok.
È davvero sbalorditivo.
Adesso vi lascio soli.
Sbalorditivo, eh?
Davvero sbalorditivo.
Allora, Robert.
Sono tutt'orecchi.
Sì.
Raymond, ci ho pensato a lungo
e non posso fare quello che mi stai chiedendo.
Di nuovo. Rientra e siediti lì prima di parlare.
- Raymond. - Voglio che rientri
e ti sieda lì prima di parlare. Vivian.
Adesso vi lascio soli.
- Raymond, ho pensato… - Ripensandoci,
era meglio se lo dicevi in piedi, quindi,
ora esci e poi rientra. Puoi farlo da solo. Senza Vivian.
Raymond, per favore.
Raymond, non posso fare
quello che tu mi hai chiesto. Mi dispiace.
Qualunque altra cosa, sì.
Ma questa mi fa troppa paura.
Se mi schianto più velocemente
l'altro potrebbe anche morire.
Certo.
So cosa potrebbe succedere, Robert.
E il conducente dell'altro veicolo non ha problemi a perdere la vita,
anzi, ha accettato di farlo,
quindi non c'è…
nessun bisogno che tu ti preoccupi. Sempre che tu…
non voglia deludermi,
intendo, Robert.
Sempre che tu mi voglia bene davvero, voglio dire.
Quello che mi chiedi…
è troppo.
Ti amo, Raymond, ti amo.
Ma questo è troppo.
No, no. No. Tu non mi ami affatto.
Io lo sento. Questo non è amore.
Io non so cosa sia, ma è chiaro che non è amore. Ma fa niente.
Sapevo che questo giorno sarebbe arrivato. Va bene.
È durata dieci anni.
E non sono pochi.
La verità è che…
io mi aspettavo che ti stancassi molto prima.
Posso dire solo una cosa?
- Non ha nulla a che fare con l'amore. - Va bene, Robert, ora sei libero.
Puoi andare per la tua strada. Stasera…
domani, e tutti i giorni d'ora in poi, sei libero di…
dormire quando vuoi, scopare quando vuoi.
Puoi anche avere tutti i figli che vuoi.
E metterti tutti i calzini che vuoi.
Raymond, per favore.
Non ti ho mai negato niente.
Anche quando mi hai chiesto…
mi hai detto, di non avere figli.
Non ne sono stato felice, ma non ho aperto bocca.
Chiedimi tutto quello che vuoi e io lo farò.
Ma non posso essere responsabile della morte di un altro uomo.
Sono stanco, Robert.
Tu non devi restituirmi nulla.
Puoi restare nella casa in cui vivi
e tenere l'auto, ovviamente.
Addio, Robert.
Ha preso la racchetta.
Che cosa hai detto?
Raymond è entrato stanotte mentre dormivamo
e ha preso la racchetta.
È molto strano. Chi potrebbe averla presa?
L'allarme non è scattato.
- Chiamo la polizia. - Raymond conosce il codice, tesoro.
Per essere precisi,
ha scelto lui stesso il codice. Tu non lo sapevi.
1962. L'anno in cui è nato.
E c'è dell'altro.
Noi due stiamo insieme
perché è ciò che lui ha deciso.
Quella sera, da Cheval,
ha scelto te per me.
Ti ha vista seduta lì da sola
e mi ha detto di venire a flirtare con te. Anche a me piacevi molto,
sia ben chiaro, ma è stato lui a farmelo fare.
Mi ha suggerito di farlo sembrare un incidente,
di fingere di essermi fatto male alla mano per farci parlare.
I biglietti…
nei fiori…
che ti ho mandato, li ha scritti lui.
Ha scelto questa casa…
questi sgabelli,
- ha scelto questa vestaglia. - Robert…
arriverai tardi in ufficio.
Non ho finito.
C'è un'ultima cosa.
Non te l'ho mai detto prima.
Ed è terribile…
quello che sto per dirti, lo so,
ma devi sentirlo.
Il motivo per cui non abbiamo mai avuto un figlio in tutti questi anni
non è perché tu non potevi.
È perché…
Raymond, segretamente…
pagava dei medici per rovinare tutto.
Non erano aborti spontanei, Sarah. Erano indotti.
L'utente da lei chiamato non è al momento raggiungibile.
Sarah.
Sarah.
L'utente da lei chiamato non è al momento…
Ok, siate prudenti. Prudenti. Prudenti. Ricordate che non è una gara.
Bene. Ottimo.
Le gambe. Battete le gambe.
Molto bene. Molto bene.
Ok. Sì, prendi la tua tavoletta.
Robert, non ti vedevo da un bel po'.
Sei dimagrito?
Will, Sarah è qui?
Si è licenziata. Stamattina. Con una telefonata.
Ah, è vero.
Lo sapevo, me l'aveva detto, ma ho avuto così tanto lavoro
di recente, Will, non puoi immaginare quanto lavoro,
e me ne sono dimenticato.
Ho chiesto se fosse per motivi di salute
ma ha detto "no". Spero non sia nulla di serio.
No, no, è solo…
stressata, ultimamente, tutto qui.
Sono sicuro che ti divertirai a Monaco.
Perché non ti fermi di più?
Sono sicuro che quando tornerai andrà meglio.
Quando hai il volo?
Tra un paio di giorni.
- Robert. - Dov'è mia moglie?
Raymond non è in casa, e io mi sto preparando per uscire.
E allora lo aspetterò. Sarah!
È andato in Germania.
Mia moglie è con lui? Sono partiti insieme?
Robert, vattene.
Forse voi tre scopate insieme?
Esci subito da casa mia…
o chiamerò Raymond e rimpiangerai il giorno in cui hai messo piede qui.
Ti consiglio…
di tornare a casa da mamma e papà, finché puoi.
Perché farsi fottere
da un vecchio come Raymond è meno di quanto meriti.
Farsi fottere da un vecchio come Raymond, invece, è proprio quello che meriti tu.
Sei patetico. Sparisci.
Buona serata.
Questo è il casco di Ayrton Senna.
Le strisce blu e verdi simboleggiavano la velocità
e l'aggressività. Il giallo sul resto, invece, simboleggiava la giovinezza.
Cosa simboleggiava il giallo?
La giovinezza.
Queste sono le scarpe indossate da Michael Jordan
nella partita contro i Washington Bullets nell'84,
quando portò i Bulls a vincere in casa per 16 punti.
10.000 dollari.
Per cosa?
Per tutto.
Stai scherzando.
Quella pallina da ping pong da sola ne vale 5.000.
12.000.
Come minimo 20.000.
12.000.
Sì, buongiorno. Posso parlare con il signor Smith, per favore?
Sono Robert Fletcher. Grazie.
Signor Smith, gradirei molto
incontrarla, se possibile. Vorrei parlare con lei.
Sì.
No, no, domani va bene. Devo passare nel suo ufficio?
La trovo nel pomeriggio?
Sì, è perfetto.
Raymond?
Raymond sta bene. È in Germania per un viaggio di lavoro.
Sarah, sono preoccupato. Chiamami per farmi sapere che stai bene.
E ho delle buone notizie. Incontrerò Edward Smith, domani.
Sai quanto desidera che io lavori per lui.
Impazzirà quando gli dirò che sono disponibile.
Ti prego, Sarah, torna a casa.
Mi manchi.
So che anche io ti manco.
Mi dispiace se ti ho fatto arrabbiare.
Ti amo moltissimo.
Ok. Ciao.
Mi scusi, sa se il signor Smith ci metterà molto?
Non saprei, signor Fletcher. Suppongo di no.
È nel suo ufficio?
No, è fuori.
Però sa che sono qui, vero?
È perfettamente al corrente di tutti gli appuntamenti di oggi.
Non si preoccupi.
Quel bel bambino è suo figlio?
È mio nipote.
Io non ho figli.
Mia moglie aveva un problema, capisce,
ma ora sta meglio e stiamo pensando di averne uno.
È stupendo.
Pronto?
Sì. Certo.
Signor Fletcher, ho appena parlato con il signor Smith.
Sì?
Purtroppo, c'è stato un imprevisto
e oggi non potrà venire in ufficio.
Ma la richiameremo
per fissare un nuovo appuntamento.
Ok. E se vi chiamassi domani?
La richiameremo noi.
Desidera ordinare, signore?
Non lo so. Sono indeciso.
Di sicuro non ho fame.
Va bene, signore. Che ne dice di qualcosa da bere?
- Sì. - Sul retro c'è la carta dei vini.
Prendo il…
- Che vino mi consiglia? - Bianco? Rosso?
La scelta migliore. Voglio dire, secondo lei.
Uno Chardonnay bianco della Nuova Zelanda.
Perfetto.
Scivolando, mi sono fatto male alla mano. Hanno rovesciato dell'acqua per terra.
Forse una slogatura.
Buongiorno, Raymond. Posso rubarti cinque minuti, per favore?
Temo di no.
Raymond, ti prego. Voglio dirti che mi dispiace.
Mi dispiace per quello che ho fatto, è stato inammissibile…
e hai ragione a essere arrabbiato.
Ti prego, perdonami. Ho fatto un errore. Ho fatto un errore.
Sono già molto in ritardo. Credo che la cosa migliore per te
sia tornare a casa e darti una calmata.
Io non voglio tornare a casa.
Buongiorno, Raymond. Posso rubarti cinque minuti, per favore?
Temo di no.
Raymond.
Ti prego, ho fatto un sogno orribile stanotte
e sogno sempre la stessa cosa ultimamente.
Voglio dirti che mi dispiace.
Mi dispiace per quello che ho fatto. È stato inammissibile…
e hai ragione a essere arrabbiato, ma, ti prego, perdonami.
Ho fatto un errore.
Sono già molto in ritardo.
È meglio che te ne torni a casa e ti dia una calmata.
Io non voglio tornare a casa, Raymond.
Ti prego, posso salire nel tuo ufficio?
- Voglio salire nel tuo ufficio. - No, non puoi. Pensavo
di essere stato chiaro l'altro giorno.
Quello che stai facendo ora è assolutamente ridicolo.
Vattene.
Torna a casa prima di umiliarti più di quanto tu non abbia già fatto.
È per il tuo bene.
Buona giornata.
Raymond, farò tutto quello che vuoi.
Non mi opporrò più a nulla, mai più.
Ho anche iniziato a prendere peso.
Non puoi immaginare quanto stia mangiando.
Ho mangiato due hamburger e bevuto due frullati poco fa
e ho finito di leggere Anna Karenina.
Avevi ragione. Era bellissimo.
In due momenti ho anche pianto.
Vaffanculo, Robert.
Sì, signore?
Due doppi Johnnie Walker Red con ghiaccio, per favore.
Salve.
Salve, Rita.
Grazie, molto gentile.
No, no, volevo ringraziarla, per tutto.
E il piede?
Tutto bene?
Si è fatto male?
Solo un po'.
Un po'?
Quel gradino. Non l'ho visto.
Quale gradino?
C'è un gradino nel bagno degli uomini.
Le prendo del ghiaccio?
No, non si preoccupi. Non è niente.
Non voglio disturbarla.
La ringrazio, comunque. Lei è molto
- gentile. - A me non sembra "niente".
È qui con qualcuno?
No, sono da solo.
Ho questa stessa identica macchina.
Davvero?
Quante probabilità ci sono?
Il dolore sta aumentando.
Resista.
Mancano cinque minuti.
L'ho già vista da qualche parte?
Va spesso in quel bar e ristorante?
No, era la prima volta.
Lei è un architetto, per caso?
No, lavoro da un ottico in centro.
Sono Rita Fanning.
Robert Fletcher.
So che ho un bel coraggio, visto che…
ieri mi ha portato in ospedale e tutto il resto, ma ho…
un altro favore da chiederle.
Certo, dica pure.
Io vorrei invitarla a cena, una sera.
È il minimo che possa fare e mi farebbe molto felice.
- Se per lei non è un disturbo. - Accetto, sì.
Mi farebbe piacere.
- Davvero? - Volentieri.
Domani sera?
Domani sera.
Rita, sono Robert.
Spero che stia bene. Sono davanti a casa sua proprio ora.
Si deve essere dimenticata di stasera. Mi chiami quando può.
Buona serata.
MI DISPIACE PER IERI, NON L'HO DIMENTICATO.
HO AVUTO UN INCIDENTE. STO BENE. R.
Avanti.
Salve, Rita.
Salve.
Che cos'è successo?
Come sta?
Un po' peggio di come stava lei quel giorno al ristorante.
Mi dispiace per l'altra sera.
No, non si scusi. Che è successo?
Tornando a casa dal lavoro,
mi sono scontrata con un altro veicolo a un incrocio e…
poi non ricordo più niente.
Mi sono svegliata qui.
Che tipo di veicolo era?
Una BMW blu, credo.
E l'altro conducente?
So che era un uomo.
Non so, dopo un certo punto, non mi ricordo nulla.
Voglio dire, è vivo?
In effetti, è messo molto male da quello che so. Però, sì, è vivo.
È una fortuna.
Non posso credere che sia successo a lei. Soffre molto?
La spalla mi fa un po' male.
A dire il vero, mi fa male tutto.
Vuole che le chiami qualcuno o…
- posso portarle qualcosa? - No, tranquillo.
In effetti, potrebbe aiutarmi ad andare in bagno?
Certamente.
Grazie.
Per la nostra cara e coraggiosa Rita Vivian e Raymond
Bellissimi fiori.
Vero?
Me li hanno portati degli amici.
Sono andati via poco prima che arrivasse lei.
Che piacere vederla.
Le ho portato un libro…
per aiutarla a distrarsi un po'.
Grazie davvero.
L'ha già letto?
Si. Recentemente, in effetti.
È splendido. Ho pianto per metà del tempo.
Le porterò un altro libro allora.
No, me lo lasci, lo rileggerò.
No, le porterò un altro libro.
Ora devo andare.
Mi aspettano in ufficio.
Verrò di nuovo domani.
Grazie della visita.
Mi scusi.
Potrebbe farmi un favore?
Certo.
Mi aiuterebbe ad andare in bagno? Ho sbattuto il piede e mi fa molto male.
Grazie infinite.
Piano. Piano.
È lì, signore.
L'ho fatto. L'ho fatto.
Sono stato bravo.
Vivian…
non ti avevo detto che questo giovanotto non mi avrebbe deluso?
Sì, me l'avevi detto, Raymond.
R.M.F. VOLA
Pronto?
Sì?
Non la sento.
È una situazione difficile per chiunque.
Credo che a Daniel serva solo un po' di tempo.
Ascolta, Neil, non cercare scuse.
So che gli serve tempo.
Sono stato il primo a dire che gli serve tempo,
ma ci sono dei limiti.
Guardalo.
Guarda come si comporta con quel sospettato.
Come se avessero scopato per la prima volta…
e non riuscisse a trovare le parole per dirgli che lo ama.
Aiutalo. È un tuo amico.
Devi aiutarlo a riprendersi.
D'accordo?
- Buona giornata. - Grazie, signore. Anche a lei.
Quel sospettato mi guardava in modo strano.
Tutti ci guardano in modo strano, Daniel. Siamo poliziotti.
No, mi guardava proprio in modo strano.
Non assomigliava un po' a Liz?
Proprio qui intorno,
in questa parte del viso, intorno al mento?
Quel pidocchio non assomigliava affatto a Liz. No.
Ti ha confuso il fatto che Liz sia più magra.
A quest'ora, avrà perso ancora più peso.
Fidati, le somigliava.
Se sono ancora vivi, che cosa mangiano?
Pesce, credo. Cose del genere.
Daniel, ascolta.
Il tempo sta migliorando.
Non hanno interrotto le ricerche, lo sai.
E sono convinto, per quanto tu possa pensare il contrario,
che stiano facendo un ottimo lavoro.
L'ho sentito stamattina, il capo dei soccorritori è fiducioso.
È solo questione di tempo, ora che hanno ritrovato la barca.
L'ha detto oggi?
Un paio di ore fa.
Venite a cena da me, stasera?
Veniamo da te, stasera.
Abbiamo portato la torta al cioccolato.
Il cioccolato sarà bandito di nuovo
quando torna Liz, così abbiamo pensato…
Preferisci la carne un po' più cotta?
Va bene così. È un po' troppo al sangue per i miei gusti,
ma è comunque deliziosa.
A me piace quasi cruda,
- ma posso cucinare la tua… - No, no. Non ti scomodare.
Non ti scomodare. È ottima.
Non sapevo quanto fossi bravo in cucina, Daniel.
Persino più bravo di Liz.
Ma presto tornerà
a prepararci il suo meraviglioso agnello arrosto.
- Anche tu sei un'ottima cuoca, Martha. - Non come Liz.
Non dimenticherò mai la sera in cui veniste da noi
e tutto andò storto.
Ricordi il salmone al forno?
Lo sfornai quasi carbonizzato.
- Era immangiabile. - Su questo ti sbagli. Era buonissimo.
Era terribile.
E feci la mousse al cioccolato per dessert.
Dimenticando completamente che Liz non mangia il cioccolato.
Fu così garbata.
Disse una cosa spiritosa.
Non ricordo bene cosa. Ti ricordi cosa disse?
Grazie di cuore.
Per cosa?
Per tutto.
A tutti e due. Grazie.
Non dirlo neanche.
Vi va di guardare un video?
Uno di quelli vecchi.
Non credo sia una buona idea, Daniel.
Lo troveremmo tutti un po' imbarazzante.
Solo un po'.
Un minuto, non di più.
Solo per ricordarla.
Non credo che sia il caso.
Non ti farebbe bene e sarebbe un po' strano anche per noi.
E poi ci hai già mostrato
quelle bellissime foto di Liz in barca durante i suoi viaggi.
Non avevo mai visto quelle foto di lei con i coralli.
Davvero straordinarie.
Ok.
Non vi va qualcos'altro da bere?
Oh, no, io sono a posto.
Lo sono anch'io.
Belle le foto alla barriera corallina, eh?
Bellissime.
Coraggio.
Forza.
Dai, guardiamo un po' di quel video.
Grazie.
Puoi abbassare un po' il volume?
Certo.
Pronto?
Sì?
Sì?
Chi è?
Il signor Daniels?
Sì.
L'ho svegliata?
No, no, non mi ha svegliato.
Ho delle buone notizie, signore.
Ieri a mezzanotte, abbiamo trovato sua moglie.
Davvero?
Vieni qui.
Eravamo preoccupati per te.
Quanto mi sei mancata.
Mi siete mancati tanto.
Non posso credere di essere tornata.
E che sto bene.
Ho saputo che Carol è ancora dispersa.
Jonathan è nella camera accanto, ma è messo molto male.
- Daniel. - Sì, amore?
Voglio che mi porti a casa.
Sì, certo.
Devi avere pazienza.
Hai perso peso, sei ancora debole.
Cosa avete mangiato per tutto questo tempo?
Frutta.
Animali.
Pesci.
Come sta Jonathan?
Non bene, Daniel.
Ha perso molto sangue.
E mi hanno detto che ha la gamba infetta e che c'è la possibilità che la perda.
Ce la farà.
Io lo so. È un combattente.
Lo opereranno domani mattina.
Ne sapremo di più a mezzogiorno. Nessuno è ottimista sulle sue possibilità.
Ho saputo che Liz sta bene, però.
Non puoi immaginare quanto sia felice per lei.
Sapevo che un giorno sarebbe successo. Non so perché, ma lo sapevo.
Quando saremo fuori da questo ospedale, non lo lascerò più uscire in mare.
Se lo scorda. Basta ricerche, barriere coralline, immersioni. Chiuso.
Esatto. Devi porre un freno, Sharon.
L'hai già detto ai bambini?
Non so cosa dirgli.
Per qualsiasi cosa, chiamami.
Grazie davvero.
Ma che succede?
Che gli è preso? Non ha mai fatto così prima d'ora.
Hai fame?
Ti preparo qualcosa da mangiare.
Ci sono le uova. Posso farti un'omelette.
C'è anche un po' di carne avanzata dall'altra sera.
Mi è mancato qualcosa di dolce.
Quello cos'è?
Oh, cioccolato. Ecco che voglio.
Sei sicura di stare bene?
Sicurissima. Grazie.
E quando il tempo è cambiato, mancava solo…
un giorno al ritorno.
Liz voleva che gettassero l'ancora e aspettassero che la tempesta passasse,
mentre gli altri volevano partire.
Sono felice che Liz sia tornata sana e salva, Daniel.
Grazie, capo.
Ok.
Mi ha detto che da un certo punto in poi
le cose sono…
precipitate, e che ha cercato di nuotare fino a riva.
Mi ha detto quanto fosse strano che anche quando
la sua vita era in pericolo
riusciva a pensare solo…
agli strumenti, alle attrezzature, ai file e agli appunti
rimasti sulla barca.
Che professionista.
E che coraggio.
Oltre a Liz, è sopravvissuto anche uno dei suoi colleghi,
ma è in condizioni critiche.
Ha perso molto sangue e so che gli hanno amputato una gamba.
Gli altri tre sono stati trovati morti.
È terribile. Ascolta, non fissiamoci sulle cose brutte.
L'importante è che Liz stia bene e sia qui con noi.
Sì.
È incredibile che ce l'abbia fatta.
Sei sicuro che questo mi stia bene?
Certo che sì.
Tra l'altro, è il tuo preferito.
Sì. Sì, infatti.
Non credo che i tacchi si abbinino bene. Ne provo un altro paio.
Le scarpe non ti entrano?
Oh, entrano.
Vanno bene.
Forse ho i piedi un po' gonfi.
Vanno bene.
Nessun problema.
Fatto.
Credo abbiano suonato il campanello.
Hai una sigaretta?
Certo.
Non sapevo che fumassi, Liz.
Infatti.
Non ho mai fumato.
È incredibile, no? Non ho mai provato.
Mi è venuta voglia di una sigaretta.
Allora, andiamo tutti su in camera?
Penso che sia meglio se non andiamo su in camera, stasera.
Quindi scopiamo sul tavolo?
Dai, Daniel, sarebbe strano.
È meglio se torniamo a casa.
Liz, devi essere stanca e io devo alzarmi presto.
Ma è stata una serata meravigliosa.
Forse hai ragione. Forse è meglio rimandare a un'altra volta.
Magari alla prossima.
Vado a lavare i piatti.
Non sopporto il cibo davanti agli occhi quando ho finito di mangiare.
Ti aiuto.
No, Martha, non ti alzare, torno subito.
No, mi fa piacere.
Grazie.
Ho mangiato troppo stasera e quando mangio troppo
non dormo bene.
Neil, voglio dirti un segreto.
Sei il mio migliore amico e voglio dirti un segreto.
Sei il mio migliore amico, no?
Certo, Daniel.
Quella donna non è Liz. Non è mia moglie.
In che senso?
Nel senso che non è davvero Liz.
Non so cosa stia succedendo, non so cosa sia successo a Liz,
ma quello che so è che lei sta mentendo. Non è davvero mia moglie.
Daniel, tu hai bevuto molto stasera.
Devi ascoltarmi. Ascolta.
Eravamo in macchina e le ho chiesto di mettere la mia canzone preferita.
Chiunque mi conosca sa qual è la mia canzone preferita.
Holiday.
Esatto.
Ma quando le ho chiesto di mettere quella canzone,
lei non ha messo quella.
Anche quella ti piace molto, però.
Sì, molto.
Ma non è la mia canzone preferita.
Daniel…
lo sai che Liz ne ha passate tante, negli ultimi tempi.
Ha trovato la torta al cioccolato,
quella vostra, nel frigorifero, e l'ha mangiata.
L'ha finita.
Daniel…
non dimenticare che Liz ha sofferto la fame per giorni.
Non mi sorprende che ora abbia mangiato un po' di cioccolato.
Credo che sia ora.
Sarà meglio andare.
Si è fatto tardi e sono molto stanco. Grazie di tutto.
Sì. Grazie mille ad entrambi.
Liz!
Devo andare al lavoro. Sono in ritardo.
Ci credi che per tutto il tempo in cui ero dispersa nel nulla,
al freddo e affamata,
tutto ciò a cui pensavo non erano
i pasti caldi che mi mancavano
o le calde coperte di casa.
E nemmeno mio padre.
Tutto ciò a cui pensavo
- era il tuo cazzo. - Liz.
Potremmo scopare con te che indossi l'uniforme.
O la indosso io.
No, indossala tu.
Sei impazzita?
Fa male.
Scusami, tesoro. Credevo ti piacesse il manganello quando scopiamo.
Stasera, onoriamo Liz
che ha fatto progredire le nostre ricerche marittime
con la sua passione,
la sua tenacia,
la sua competenza.
E ora, ho una piccola sorpresa per tutti voi.
Potresti almeno sforzarti di sembrare felice per Liz.
È vergognoso il modo in cui ti stai comportando.
Non le hai detto una sola parola per tutta la sera.
La stai trattando molto male.
Sana e salva.
L'elicotterista che ha localizzato e recuperato Liz e Jonathan.
George, sono stanco. La smetti di parlare?
Riprenditi.
George,
apri gli occhi,
e guarda bene quello che succede intorno a te.
Grazie a tutti, davvero.
- Potremmo essere tutti in pericolo. - La cosa più importante per me…
- Che c'è, sei ubriaco? - sono le persone che amo.
Jonathan, sappi che sei nelle nostre preghiere.
Nelle preghiere di tutti noi.
Presto ti sentirai meglio. Io lo so.
Tornerai dai tuoi figli in un lampo.
Sei un medico?
No, Jonathan, sono io. Liz.
È Liz, amore mio.
Posso avere un po' di Kool-Aid?
Acqua.
Niente Kool-Aid.
Sharon,
perché non usciamo e…
li lasciamo da soli per un minuto? Avranno molto di cui parlare.
Posso chiederti una cosa?
Tu sei sicura…
che l'uomo in fin di vita di là sia tuo marito?
Sei sicura che sia Jonathan?
Se fossi in te,
gli proverei un paio di scarpe del tuo vero marito
per vedere se gli vanno.
E direi ai tuoi figli di smettere di piangere, perché
quell'uomo non è il loro padre. È solo uno che gli assomiglia.
Molto.
Ma non è lui. E…
chiunque l'abbia fatto, Sharon, ha fatto un gran bel lavoro.
Direi quasi perfetto,
ma non abbastanza. I piedi sono diversi.
I piedi sono più grandi…
e più morbidi, non so perché.
E ci sono altre cose. Molte altre.
Sharon…
lei mi ha chiesto
di scoparla con la mia uniforme, e poi mi ha colpito
forte col mio manganello.
Riesci a crederci?
Mi ha fatto un livido.
Ovvio che non l'abbiamo fatto. Scopare, intendo.
Sai che è di là, ora. Con lei.
E stanno ridendo di noi, Sharon. È sicuro.
Stanno ridendo di noi. Ci stanno prendendo in giro.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Vorrei trasferire…
i fondi che ho su un conto comune
con mia moglie su un conto personale.
Certo. Posso vedere un documento?
A lei.
Grazie.
Vedo che è un agente di polizia, eh?
- Sì, proprio così. - Ok.
E vuole trasferire l'intero saldo?
L'intero saldo. Sì.
Non vuoi mangiare niente?
Non ho fame.
Ti prego, tesoro, mangia.
Non ho fame.
Vuoi mangiare qualcos'altro?
Non ho fame.
Pronto? Sì?
Liz?
Liz, sei tu?
Parlami, ti prego, Liz.
Mi hai preso il telefono, ridammelo.
Tesoro, non ricominciare. Perché avrei dovuto prenderlo?
Monty l'avrà fatto cadere dietro il divano.
Sarà qui da qualche parte.
Lo cerchiamo dopo, quando finisci di mangiare.
Liz!
Liz!
Ridammelo.
Ascolta, ho una notizia che ti tirerà su il morale.
Ti farà tornare anche l'appetito.
Daniel, sono incinta.
So che sembra impossibile,
ma la dottoressa ha detto che è vero.
Non sa spiegarlo. Potrebbe essere di natura psicologica…
non esser mai rimasta incinta prima.
Non sei ansioso di sapere se è un "lui" o una "lei"?
Io tanto.
Non è meraviglioso?
Ti voglio fuori di casa.
Come, scusa?
Ti voglio fuori da casa mia.
- Perché? - Lo sai perché.
Non ho idea di cosa tu stia parlando.
So cosa sta succedendo.
So che mi stai mentendo.
Vattene,
e ti prometto che nessuno verrà mai a cercarti.
Ma se non lo farai, ti farò arrestare
e andrai in carcere. Non toccarmi.
Prendi le tue cose,
e vattene. Senza fare storie. Stasera.
Non me ne vado, Daniel.
Questa è casa mia.
Signore, mani bene in vista.
Fanculo.
Per favore, spenga il motore, signorina.
Stai zitto.
Scusi, agente.
È passata con il rosso a gran velocità, signorina.
- Scenda dalla vettura. - Sì, ha ragione.
Stai zitto.
Non ho visto il rosso.
Va bene. Prego, scenda, signorina.
Mani sulla vettura.
Allarghi le gambe.
Che cos'ha in tasca, signorina?
Il cellulare.
Lo tiri fuori lentamente e lo posi sulla vettura.
Dove ha preso questo telefono? Chi gliel'ha dato?
- È il mio telefono. L'ho comprato io. - Non menta.
- Cosa? - Non menta.
Conosce una certa Liz?
- Cosa? No, è il mio telefono. - Questo telefono, signorina.
- Chi gliel'ha dato? Questo è mio. - Cosa?
- Questo è il mio telefono. - È fuori di testa?
- È il mio telefono. - Lo metta giù.
Si calmi, signore.
- Non ha il diritto di guardarlo. - Signore, rimanga nell'auto.
Resti fermo dov'è, se non vuole guai.
- Sta' calmo, Daniel. - Metta giù quel cazzo di…
Daniel, ma che cazzo fai?
Ma che cazzo!
Bravo Due a Centrale, spari. Soggetto a terra.
Mi dispiace. È stato un incidente. Ecco, mi dia la mano.
Daniel, sei impazzito, cazzo?
Che cosa fai?
Mi dispiace.
Mi dispiace.
Dottor Evans. Dottor Evans.
Salve, Neil.
Dottor Evans, com'è andata?
Prenderà dei farmaci per qualche mese. Ma non è nulla di grave.
Almeno non sembra grave.
Nei termini più semplici possibili,
la definirei una forma lieve di delirio persecutorio.
Non so dire cosa l'abbia causata,
ma credo che si riprenderà.
Era perfettamente collaborativo.
Ci vorrà del tempo, ma la supererà, a mio parere.
Può continuare a lavorare?
Sarebbe meglio se si prendesse una pausa dal lavoro.
Sarebbe meglio per lui e per i suoi colleghi.
E non è un pericolo per se stesso?
O per gli altri?
No, è soltanto un po' confuso.
Non rappresenta un vero pericolo per nessuno.
Finché prende le medicine penso che starà bene.
Mi ha fatto davvero paura, dottore.
Sembrava un pazzo.
Mi sono spaventato.
Credevo che avrebbe ucciso tutti. Me compreso.
Non c'è nulla di cui preoccuparsi.
Daniel, intendi mangiare?
Rispondi solo "sì" o "no".
Perché mi fai questo?
Morirai di fame.
È ciò che vuoi?
Che altro posso fare?
Non so che altro fare.
Parlami, ti prego.
Devi mangiare qualcosa.
Ti preparerò quello che vuoi.
Dimmi cosa vuoi e io lo farò.
Tutto quello che vuoi.
Tesoro, non so cosa dire.
Mi vergogno di chiamare quel mostro tuo marito.
Ho sempre saputo che c'era
qualcosa che non andava in lui, ma ho sempre sperato che forse…
Non ti azzardare a parlare così di Daniel.
Lui mi ha dato tutto.
Mi ama come nessun altro, e tu non fai che giudicarlo.
Non ti azzardare mai più a parlare male di lui con me.
È chiaro, papà?
Scusati per quello che hai detto.
Con me. Ora.
La scorsa notte ho fatto un sogno.
Ero sulla spiaggia dove mi hanno trovata.
Non ricordo cosa indossavo,
ma mi sembrava di essere lì da anni.
Anche tu eri lì.
E anche Daniel. C'eravamo tutti.
La cosa strana è che lì la mia vita non era come qui.
L'ho capito dopo qualche giorno, ma in quel luogo vigevano regole diverse.
Lì comandavano i cani.
Le persone erano animali e gli animali persone.
Ammetto, papà, che i cani ci trattavano bene.
Ci davano cibo,
ci bendavano le ferite dopo averle leccate
e non ci mordevano mai,
anche quando cercavamo di fargli del male.
E ogni mattina ci davano del cioccolato.
Perché ai cani fa male, lo sai.
L'agnello, che è il mio cibo preferito,
era un piacere raro e i cani lo tenevano per lo più per loro.
I primi giorni mi rifiutavo di mangiare
e aspettavo gli avanzi dell'agnello, ma qualcun altro arrivava sempre prima…
Alla fine, mangiavo solo il cioccolato perché ce n'era tanto in giro.
Non lo gradivo molto,
ma era meglio che soffrire la fame e così,
da lì in poi, lo mangiavo tutti i giorni.
E la mia conclusione è questa:
è meglio mangiare qualcosa
che è sempre disponibile quando hai fame,
piuttosto che dipendere da qualcosa che finisce presto ogni mattina.
E intendo proprio ogni mattina.
Daniel non è perfetto, ma mi è sempre stato vicino.
Ora va' a trovarlo.
Sarà molto felice di vederti.
- Ho da fare. Devo andare. - Sali.
Solo un minuto. Per un saluto.
Scusa, devo andare. Un'altra volta.
Ciao.
Oh, ciao, tesoro.
Ho appena fatto la spesa.
Ho preso dei bellissimi pomodori e del filetto di manzo.
Ho incontrato Tammy e Kate.
Tammy ha detto che manchi a tutti al lavoro.
Ho fame.
Sì, amore. Cosa ti preparo?
Vuoi il filetto che ho appena comprato o gli spaghetti?
C'è del salmone nel freezer. Vuoi il pesce o la carne?
Carne.
Benissimo.
Tesoro.
Voglio che ti tagli un dito,
che lo prepari con il cavolfiore e me lo porti da mangiare.
Magari il pollice, quello che preferisci.
Ecco cosa voglio. Puoi farlo per me?
- Salve, Daniel. - Salve, dottore.
Entri pure.
Penso che stiamo migliorando, Daniel.
I farmaci cominciano a fare effetto.
Come si sente?
Mi sento meglio, dottore.
Ottimo.
È che, a volte, mi preoccupo.
Cosa la preoccupa, Daniel?
C'è una cosa che voglio dirle.
Ma prima…
voglio che controlli che nessuno stia ascoltando. Che…
lei non sia alla porta o da qualche parte in casa.
Non c'è nessuno alla porta, Daniel.
Liz è fuori.
Cosa la preoccupa?
Quella donna…
che dice di essere Liz…
si è amputata un dito ieri sera e me lo ha servito
a cena.
Ovviamente, non l'ho mangiato.
L'ha fatto il gatto.
E stamattina, quando mi sono svegliato, e sono sceso…
l'ho trovata che si prendeva a pugni in faccia e nella pancia.
Riesce a dormire, Daniel?
Non molto bene, dottore.
Ho paura…
che faccia del male anche a me, prima o poi.
Deve portarla via da qui, glielo dico io.
Tutto a suo tempo, Daniel.
Sia paziente, ok? Si fidi di me.
Ok.
Va bene, dottore.
Liz, ha mai sentito parlare del segreto professionale?
Sì.
Quindi sa che può dirmi tutto, vero?
Sì, lo so.
Qualcuno l'ha picchiata, Liz?
Cosa le è successo?
So che ha appena affrontato un'esperienza molto dolorosa.
E mi dispiace tanto per l'aborto.
Ma deve dire la verità, Liz.
Se c'è un responsabile di tutto questo,
allora dovrebbe proprio dirla.
Per il suo bene.
Mi ha picchiata.
È stato Daniel.
Ma non è colpa sua.
Gli ho risposto male.
E prende delle pillole che lo rendono aggressivo qualche volta.
Non l'ha fatto di proposito.
Era felicissimo quando gli ho detto che ero incinta.
E conosce Daniel,
non farebbe male a nessuno.
La prego, non racconti questa storia.
Io l'ho già dimenticata.
Lo faccia anche lei.
Mi scusi. Sono molto stanca e…
dopo tutto quello che è successo
non ce la faccio. Quindi la ringrazio molto.
Buona giornata.
Liz…
Ciao, papà.
Ti chiamo soltanto per dirti che oggi non riuscirò a venire.
Devo andare in ufficio,
c'è una riunione importante.
Di' allo zio Stanley che mi dispiace tanto
non vederlo, e ricordati di fare tante foto, ok?
Oh, papà, dimenticavo.
Pensavamo di andare via qualche giorno, per riposare un po'.
Mi prenderò un po' di tempo e…
anche a Daniel farà bene. Lo calmerà.
Quindi, non venire per qualche giorno, ok?
Non so ancora bene dove andremo.
Conosci Daniel, non si decide mai.
Ma forse sarà un posto fuori mano,
con una pessima ricezione, ti farò sapere
dove siamo quando arriviamo.
Ok, ciao.
È bello vederti in piedi, amore.
Ieri il medico ha detto che dobbiamo aumentare un po' le medicine,
e fare delle passeggiate, ogni tanto.
Andiamo a fare due passi, se ti va.
No, non mi va.
Come vuoi tu.
Ho fame.
Ti preparo qualcosa.
Te lo porto io. Tu va' su.
Non è solo fame.
È di più.
Ma non servirmi dita, oggi.
Le tue dita sono rivoltanti.
Infatti, il pollice non l'ho mangiato. L'ho dato in pasto a Monty.
Ci vuole qualcosa di sostanzioso.
Tutta la tua gamba, diciamo.
Oppure…
il tuo fegato.
È ricco di ferro, il fegato.
Super nutriente. Così dicono.
Ed è quello che devo mangiare oggi perché mi sento debole.
Prego, salga sulla bilancia.
R.M.F. MANGIA UN SANDWICH
Bene.
Stia dritta.
Si giri.
Perfetto.
Ora scenda, prego.
Molto bene.
Stavolta avete dieci minuti.
- Quindici. - Dieci minuti.
È il massimo. Non posso fare di più.
- Dieci vanno bene. - Ok, seguitemi.
Aspettate qui.
Avete qualche preferenza, se uomo o donna?
No.
Questo l'hanno portato oggi. Ferita d'arma da fuoco.
Andrà bene.
Anna, puoi entrare.
Harold, tu aspetta qui.
Nove minuti, aspetterò fuori.
Aveva detto dieci.
Anna, ci siamo.
È il momento della verità.
Non è meraviglioso?
Come hai sentito tu stessa, non c'è molto tempo.
Riesci a immaginare la prova finale?
Ottimo.
E pensi di farcela?
Penso di farcela. Sì.
Anzi, ne sono sicura, signora Emily.
Lo penso anch'io, mia cara, dolce Anna.
Avanti.
E se ti dicessi il nome del morto?
Come si chiama?
Martin Lowe.
Caro Martin Lowe,
ti darò la vita da queste mani.
Apri gli occhi.
Credo si sia mosso.
La gamba si è mossa.
Sono stata io.
E se tentassi con un altro cadavere?
Concentrati, cara.
Toccalo, se vuoi.
Forse ti aiuta.
Non voglio toccarlo.
Che significa?
Credo che vomiterò.
Non c'è una crema speciale da mettere sotto il naso? L'odore è terribile.
No, non c'è nessuna…
crema speciale.
Prova ancora. Calmati e prova ancora.
Potreste non fissarmi?
Se non vi dispiace.
Caro Martin Lowe,
ti darò la vita da queste mani.
Apri gli occhi.
Anna, basta così.
È inutile insistere.
Andrew, andiamo.
Ti ringrazio tanto, Anna.
- È un peccato. - Signora Emily, provo con un altro…?
- Una donna, magari? - Ok. Grazie molte, Anna.
Su, per favore.
Purtroppo no, non lo era.
Esatto.
Sì, stiamo uscendo dall'obitorio adesso.
Pensavamo di tornare domani, per non guidare tutta notte.
Sì.
Sì, è meglio così anche per noi.
Sì, Emily è proprio qui con me.
Sì, sta bene.
Sto bene anche io.
Abbiamo acqua fino a domani, ci basterà.
Più o meno due litri.
Va bene.
Grazie. Ciao, Aka.
So che la troveremo.
Sono un po' sollevata che non fosse lei.
Non mi piaceva la faccia.
Priva di umiltà.
Sapevo che non era quella che cerchiamo.
Solo che non volevo dirtelo.
Davvero.
Ho fatto un sogno l'altra notte.
Non te l'ho raccontato prima perché non volevo turbarti,
ma ora posso farlo.
Ero in una piscina rettangolare, grande e bella.
C'era anche un trampolino.
Ma questo non è importante.
Quello che è importante è che ero bloccata sul fondo.
Avevo i capelli impigliati nel filtro
e non riuscivo a tornare in superficie,
ma, non so perché, potevo trattenere il respiro sott'acqua all'infinito.
Cominciavo a disperarmi.
Credevo che sarei morta di fame o di sete,
che nessuno si sarebbe accorto in tempo di quanto accadeva.
Quando, all'improvviso, dagli altoparlanti è partita la musica.
Pochi secondi dopo, due figure si sono lanciate nell'acqua.
Erano due donne.
Sincronette, in costumi spettacolari,
all'inizio del loro numero.
Si somigliavano molto.
Forse erano gemelle.
Anche se non ne ho la certezza,
perché è uno di quegli sport in cui tutte indossano cose identiche,
hanno corpi identici e sembrano tutte gemelle.
Durante le acrobazie,
una delle due donne mi ha notata.
Devo riconoscerle
che ha interrotto subito il numero, è scesa verso di me,
ha estratto un coltello dal costume e mi ha tagliato i capelli, liberandomi.
È lei, Andrew.
È lei la donna che cerchiamo.
Non assomigliava affatto ad Anna,
per questo sapevo che non era lei.
Vuoi un po' d'acqua?
No, grazie.
Ho fame.
Vuoi mangiare fuori o restare qui in camera?
Preferisco non uscire.
Chiamo il ristorante di sotto.
Poi ci vado io.
Salve, vorrei ordinare qualcosa, se possibile.
Può dirmi che avete di pronto?
Hamburger.
Toast al formaggio.
No. Niente pesce. Non lo mangiamo.
E se vuole un consiglio, neanche lei dovrebbe. Mai.
Un hamburger per me.
Toast al formaggio.
E un toast al formaggio, per favore.
No, niente da bere.
Sì, tra poco scendo.
Vado a farmi una doccia.
Emily?
- Scusa, Andrew. - Dov'eri?
Dovevamo partire presto.
Mi sono alzata presto, ho fatto un giro per schiarirmi le idee.
Ho perso la cognizione del tempo, quando ho visto l'ora,
sono tornata di corsa.
Emily, ti aspetto da almeno un'ora.
Ti chiamo e non rispondi.
- Ero preoccupato. - Oh, scusa, non ho guardato il telefono.
Hai già fatto il check-out?
E la fattura?
L'ho presa.
È rimasta dell'acqua? Ho molta sete.
Ascolta, se vuoi andare a trovare tua figlia e tuo marito,
fallo pure. Non dirò nulla a nessuno, lo sai.
Lo so, Andrew.
Ma non voglio vederli e, se cambierò idea, te lo dirò.
Muoviamoci.
- Buongiorno. - Ciao, Andrew.
Eccovi qui.
Ciao.
Avete fame?
Abbiamo già mangiato, Omi. Grazie.
Tesoro, guarda chi c'è.
- Alzati e saluta. - Prego.
Temeva di non riuscire a vedervi prima di andare a dormire.
Siete in ritardo.
Oh, scusa, è colpa mia. Ho dormito troppo.
Jack, finisci la frutta e poi farai vedere a Emily il tuo riccio.
Questa nuova candidata…
mi entusiasma.
È esattamente quello che cerchiamo.
Ecco i dettagli e un po' di contanti.
Vi ho prenotato una camera nello stesso motel di ieri sera.
Basta con le mele, Jack.
Non ti abbuffare.
Mostrami il riccio.
Tutto bene con Emily?
È molto in gamba, direi. Sveglia ed entusiasta.
L'adoro.
Sì, con Emily va bene.
È un po' strana, a volte, ma va bene.
Sono un po' stanco per il viaggio, ma ancora molto eccitato.
Vuoi fare sesso con me o con Aka?
Con te. L'ultima volta è stato perfetto.
Se non hai in programma qualcun altro per stasera.
È stato bello, vero?
No.
Non c'è nessun altro in programma.
Abbiamo tenuto la serata libera per te ed Emily.
Penso che Andrew si sia invaghito di Omi.
Tu dici?
Ieri notte, mentre dormiva,
credo stesse facendo un sogno erotico. Era molto divertente.
Ripeteva le parole:
pancia, insieme, Omi, piedi.
Di continuo.
Oggi è il suo giorno fortunato perché mi è appena venuto il ciclo,
così non deve scegliere.
Un ritardo di nove giorni.
Credevo di essere incinta. Pensavo già al nome.
Che peccato.
Come vanno le cose con la barca?
È quasi pronta. Omi ve la mostrerà domani.
Che bellissima notizia.
Susan?
Susan.
Che succede?
Ti sei addormentata, cara.
Mi dispiace, Omi.
Stavo aspettando Aka, ma non è venuta.
Mi sono addormentata.
Non importa.
Domani mattina, sosterrai la prova
e se sarai pura potrai andare a letto con entrambi.
Meglio se vai.
Giuro di non aver fatto sesso con nessun altro oltre a voi due.
E chiunque abbia detto il contrario,
e so chi è stato,
lo dice soltanto perché non gli piaccio.
Ti credo.
Meglio se vai.
Ciao, Andrew. Emily.
Andrew, vuoi andare prima tu?
No, va bene.
Oh, quanto sei bella, Emily.
Sei bellissima.
Grazie.
Anche tu, Omi.
Omi aveva ragione. Susan non è contaminata.
Questa è la stanza più grande della barca.
Serve come sala di attesa per coloro che cercano la sua benedizione.
È splendida.
Qui è dove terremo il suo busto. Sarà esposto
solo in occasioni speciali e per periodi di tempo limitati,
soprattutto in estate, per ovvie ragioni.
Un artista scolpirà le sue sembianze nel ghiaccio, gratis, naturalmente.
Questa è la sua cabina.
E quelle?
Quelle sono le cabine degli ospiti,
per chi non riesce a tornare a terra a causa del maltempo
e deve passare qui la notte o…
magari può usarle lei se vuole un po' di compagnia.
Questa è la sala di preghiera
dove passerà gran parte del tempo.
La barca è più grande di quanto pensassi. È fantastica.
E il nome è davvero stupendo.
Jack non la pensa così.
Dice che non gli ricorda affatto il mare, dice che gli ricorda Babbo Natale.
È ora che tu prenda un po' d'acqua e faccia ritorno.
Andiamo subito.
Quella donna laggiù continua a fissarmi.
La conosci?
No.
Scusate.
Posso rubarvi un minuto?
Certo.
Mi chiamo Rebecca King. Ho 29 anni.
Mi sono laureata in lettere e adesso lavoro
nelle risorse umane di una multinazionale.
Ma questo non è importante.
Mia sorella Ruth è una veterinaria.
La sua clinica è in Kenneth Avenue, al numero 18.
Mia sorella e io siamo gemelle.
Credo che sia mia sorella quella che state cercando.
Non c'è bisogno che perdiate altro tempo.
Lo giuro, è lei.
Signorina King, salve.
Mi permetta di presentarmi. Mi chiamo Mark Ball.
E lei è mia moglie, Stephanie Ball.
Siamo venuti a trovare i suoi genitori.
Sua madre non sta bene, purtroppo.
E stiamo cercando qualcosa, in effetti.
Un appartamento bello, spazioso e accessibile.
Non riesco proprio a capire…
- a che si riferisce. - Ascolti. Emily?
Ecco il biglietto di Ruth.
Sul retro ci sono il mio indirizzo e il mio numero.
Se la incontrasse, capirebbe esattamente di cosa parlo.
Grazie.
Sarà meglio chiamare Omi e Aka.
Non credo sia necessario. È chiaramente pazza.
Come sapeva il mio nome?
Forse mi ha sentito chiamarti poco fa. Non lo so.
Andrew, quella donna e la sorella gemella, ovviamente,
assomigliano moltissimo alla donna che ho visto
nel sogno che ti ho raccontato.
Lascia che ti ricordi, Emily,
nel caso l'avessi scordato,
che la donna che stiamo cercando
ha una gemella che dovrebbe essere morta,
e che la signorina Rebecca King era viva e vegeta e ci parlava
proprio qui, in carne e ossa.
Io non so cosa tu abbia visto in sogno,
ma so cosa ho appena visto da sveglio,
e non merita altra attenzione.
Amore, saluta la mamma.
Mi dispiace, Joseph. Avrei dovuto spiegarti.
Tranquilla.
Tu stai bene?
La piccola comincia ad assomigliarti.
Questa parte.
Mamma, guarda le mie nuove scarpe.
- Me le ha comprate papà. - Oh, sono bellissime.
Ora devo andare.
Resta un po'.
Faremo un'omelette. Mangi insieme a noi?
Devo andare. Ho un appuntamento. Magari un'altra volta.
Per favore, non andare. Ti supplico.
Passa stasera.
Non devi restare a lungo. Ceniamo insieme e basta.
Vieni, anche solo per un po'.
Un'ora, niente di più.
Sentiamo la tua mancanza.
Vedremo.
Ceniamo alle 20:30.
Oh, è un po' tardi.
Dove dormi?
Devo andare.
Vanessa Weber.
Ha 29 anni.
Fa la cameriera.
La sorella gemella…
è morta sei anni fa in un incidente d'auto.
Non erano gemelle identiche,
ma credo che questo rispetti comunque il requisito.
Sì, non è un problema.
Secondo te, chi è il padre biologico di Jack?
Di cosa parli? Omi, ovviamente.
Non credo. Non si assomigliano affatto.
Forse è tuo.
Che cazzo, smettila.
Allora, Vanessa…
vive con il padre. Lui ha 67 anni.
Posso chiederle in che anno è nato?
- 1955. - 1955.
E lo stato civile?
Separato.
Lei ha figli?
Avevo due figlie.
Aveva?
Sono morte entrambe, purtroppo.
Entrambe?
Una in un incidente d'auto qualche anno fa,
l'altra tre settimane fa.
Attacco di cuore. Così, all'improvviso.
Se…
non le spiace, vorrei farle un'altra domanda,
non è tenuto a rispondere, se non vuole.
Quanti anni avevano quando sono morte?
Una ne aveva 26.
L'altra ne aveva 32.
Erano gemelle.
Sì, lo sappiamo.
Non le ruberemo altro tempo. Si faccia forza, signor Weber.
Grazie per il tè e per la collaborazione.
Erano davvero belle, signor Weber.
Alte, snelle.
Se posso chiedere, quanto erano alte?
Circa 175 centimetri.
Che peccato.
E pesavano circa 60 chili?
Un vero peccato. Grazie, signor Weber, per il suo tempo.
Si figuri.
Grazie.
Rientriamo oggi?
Partiamo domattina.
Tanto la camera è già pagata.
A meno che tu non preferisca
tornare oggi per qualche motivo.
No, domattina va bene.
Sono un po' stanco. Credo mi stia venendo qualcosa.
Ho voglia di un bagno caldo e di dormire.
Sì, anch'io.
Forse hai la febbre.
Passo in farmacia a prendere termometro e compresse.
Non ce n'è bisogno.
Sì, invece. Dobbiamo abbassare la febbre.
Copriti. Torno subito.
Emily.
Non sei venuta ieri sera.
Mi dispiace.
Stavo lavorando, abbiamo finito tardi.
Che ci fai qui?
Sono venuto per degli antidolorifici.
La piccola si è fatta male al piede, a danza.
Niente di grave, un leggero fastidio.
Che cos'ha al piede?
È rotto? È gonfio?
È solo una storta.
Abbiamo messo subito il ghiaccio.
Non ha neanche pianto.
Saresti stata orgogliosa.
Vieni stasera, quando hai finito.
Ci proverò.
Fammi vedere.
Hai davvero la febbre.
38. Ma domani starai meglio, vedrai.
Ho parlato con Aka.
Erano preoccupati, ma ho detto loro che va tutto bene.
Bevi l'acqua.
Non vorrai prenderti una polmonite, no?
Emily, credo proprio che tu stia esagerando.
Cerca di dormire un po'.
Devi riposare.
Anch'io andrò a letto presto.
Mi sono stancata molto oggi.
Scusa il ritardo. Prima non ho potuto.
È già andata a letto?
Sì, da un po'.
Aveva tanta voglia di vederti.
Entra.
Non posso restare molto.
Come va il piede?
Va bene.
Le fa ancora un po' male, credo, ma presto starà meglio.
Hai fame?
No.
Vuoi bere qualcosa?
Un cocktail, magari?
Ne ho inventato uno, pensa.
Lo bevo la sera prima di andare a letto.
Grand Marnier, whisky e due gocce di Angostura.
È tipo un Old Fashioned,
solo che non lo è.
Lo chiamo "La Fronte di Emily".
Aspetta.
Come va in ufficio?
Hai ottenuto quella promozione?
Sì.
Un anno fa.
Finalmente.
Più soldi, stesse ore.
Ufficio un po' più grande.
Va molto bene.
Va tutto bene.
Senti, Em…
sapevi che…
"la tua fronte" si sposa bene con un po' di salmone?
Te ne porto un po'?
Non mangio pesce, Joseph.
Giusto.
Allora…
ti vedi con qualcuno?
C'è qualcun altro?
No, nessuno.
Non mi hai detto dove dormi.
Devo andare.
Scusami, ok?
Non ti farò altre domande,
ma resta qui ancora un po'.
Un altro giro, uh?
C'è qualcosa di diverso in…
Quel quadro c'era già?
Non ho toccato nulla. È tutto come tu l'hai lasciato.
Sali.
Emily…
devi sapere che è possibile che questi
fluidi contaminanti vengano espulsi col sudore.
A volte, può accadere.
Sono fiduciosa.
Voglio che lo sia anche tu.
Alzeremo la temperatura al massimo.
Faremo del nostro meglio.
Sfortunatamente,
è ancora contaminata.
È un peccato, tutto questo.
Non dovevi permettergli di macchiarti, Emily.
Ecco qualcosa da parte di entrambi per sostenerti,
fino a quando…
non deciderai cosa fare.
Ci mancherai.
Quanto mi spiace.
Non hai bisogno di scusarti con noi.
Hai fatto del male solo a te stessa. Sei tu quella contaminata.
Vi ho delusi.
E non so come sia capitato o perché.
Emily,
forse tutto è successo per una ragione. Forse è meglio così.
Non tutti sono tagliati per tutto.
Forse sei nata per crescere una figlia
- e vivere in una casa con un marito. - No.
- Va bene. Non è una brutta cosa. - No.
Ho molta sete. Mi porti dell'acqua, per favore?
Abbi cura di te, Emily.
Fatti forza.
Ci mancherai molto, davvero molto.
No. No, no.
Ho un'idea.
Se sudo ancora un po',
il mio corpo si purificherà e non sarò più contaminata.
Sto già sudando.
Aka!
Vieni a leccarmi!
Omi, non sono più contaminata! Non sto scherzando! Giuro!
Quando eravamo ragazzine,
io ero quella più testarda, più ribelle,
e Ruth quella più tranquilla e responsabile.
Una sera eravamo a casa da sole,
i nostri genitori erano andati via per tre giorni,
ebbi l'idea di invitare da noi un paio di amiche.
Dopo aver scolato quasi ogni goccia di alcol in casa,
le convinsi a fare il bagno nude con me.
Ruth era l'unica quella sera a non aver bevuto nulla.
Disse che la piscina era stata svuotata e che faceva freddo.
Ma io la spinsi via,
mi spogliai nuda,
corsi verso la piscina vuota e mi tuffai.
Sbattei forte la testa sul fondo della piscina.
Ricordo solo le urla delle altre,
il mio sangue che scendeva nello scarico, poi persi conoscenza.
Quando ripresi i sensi, mi ritrovai di nuovo in casa.
Ruth era seduta accanto a me.
Mi alzai in piedi.
La schiena mi doleva un po'.
Andai in bagno.
Avevo sete.
Quando guardai la mia faccia allo specchio, vidi che…
non avevo neanche un graffio.
Pochi secondi dopo, sentii la voce di Ruth che diceva:
"Sei stata fortunata. Potevi morire".
E poi:
"Dobbiamo pulire la casa perché mamma e papà torneranno presto".
Ovviamente,
al loro ritorno, non gli raccontammo nulla
e non parlammo più di quello che accadde quella notte.
Ne gradisce ancora uno?
No, sono a posto, grazie.
La vada a trovare, Emily.
Ammettiamo che tutto ciò che dice sia vero.
C'è ancora un grosso problema.
Lo so. Lo so.
Seguendo l'ordine naturale delle cose, io dovrei essere morta.
Intende questo, vero?
È quello che le sto dicendo.
Io dovrei essere morta.
Ehi!
Vieni qui. Aspetta! Aspetta!
Vieni qui.
Vieni.
Vieni.
Salve. Cos'è successo?
Stavamo facendo un giro e…
due randagi l'hanno aggredita.
Non ha avuto il tempo di reagire.
Venga con me.
Quanti anni ha?
Cinque.
Sembra che ne abbia di più.
Cioè, sei.
Scusi, sono molto scossa.
E come si chiama?
Linda.
Chi è tanto brava, Linda?
Chi è tanto brava?
Questo cane è la mia famiglia.
È tutto ciò che ho.
Non so se può capirlo.
Se non sono indiscreta, lei è sposata? Ha figli?
No.
Nessun figlio.
La ferita è profonda.
I cani che l'hanno aggredita erano feroci.
Sì, molto feroci.
Prende altri farmaci? Ha altri problemi di salute?
No.
Quindi è con questa che pesate gli animali?
Sì.
Due volte al giorno col cibo, e questo per il dolore.
Non so come ringraziarla.
Spero che Linda guarisca presto.
Vai.
Che ci fai qui?
Mi stai pedinando?
Ti ha dato di volta il cervello?
Emily, mi dispiace per l'altra sera.
Ti prego, Joseph, va' via. Non voglio più vederti.
Sono venuto qui per scusarmi.
Avevamo entrambi bevuto.
Mi sei mancata molto.
Ti prego,
vieni a salutare la piccola.
L'hai portata con te?
Ok, va bene.
Andiamo.
Ciao, tesoro.
Ciao, sono così felice di vederti.
Ho una splendida notizia.
Ti ricordi la donna che stavo cercando?
L'ho trovata.
La mamma l'ha trovata.
Come va il piede?
Il piede?
Va bene.
Mi fa piacere.
Senti, sai quanta parte del tuo corpo è in realtà acqua?
Circa il 70% è acqua.
Non è incredibile?
E una patata, lo sai?
Il 76%.
E un peperone, invece, è al 93,4% acqua.
E lo sperma di un uomo?
Vuoi che te lo dica?
È al 90% acqua.
Ecco perché,
come tua madre,
vorrei darti un piccolo consiglio.
E voglio che mi prometti che lo seguirai.
Voglio che tu stia il più lontano possibile da papà.
Lui è contaminato, purtroppo.
Il suo sudore, il suo sperma,
i suoi genitali,
tutta l'acqua che è dentro di lui è contaminata.
E non voglio che contamini anche te.
Pronto?
Emily?
- Sì? - Salve.
Ha conosciuto Ruth. Sono contenta.
Ascolti, Emily, la chiamo perché volevo darle un'ottima notizia.
Ricorda il nostro problema?
È stato risolto.
Emily, c'è ancora?
Sì.
Come è stato risolto, esattamente?
Emily, benvenuta.
Mi ha trovata facilmente? Spero nessuna difficoltà.
No, nessuna.
Entri.
Gradisce un tè?
No, grazie.
Sono tutt'orecchi, Rebecca.
Ancora due minuti e saprà esattamente come si è risolto tutto.
Assaggi almeno un biscotto. Sono ancora caldi.
Salve. Si ricorda di me?
Sono venuta l'altro giorno
- con un cane ferito. Si chiamava Mary. - Certo che mi ricordo di lei.
Pensavo Linda.
Io la chiamo Mary.
Mio marito la chiama Linda.
Scusi la visita improvvisa. È che lascio la città a breve
e volevo farle un regalo,
prima di partire, per ringraziarla di quanto ha fatto per Mary.
Ora sta bene.
Sono molto contenta. Grazie.
Non doveva disturbarsi.
Vuole entrare con me?
Non so se indossa foulard,
ma ho scelto questo perché è di seta
con diversi animali sopra,
insomma, per la sua professione.
Adoro i foulard.
La ringrazio tanto.
Vado a prendere il caffè. Sarà pronto ormai.
Oh, la ringrazio molto.
Mi farebbe un favore? Proverebbe questo foulard?
Mi ci è voluta una vita per sceglierlo. Me ne piacevano quattro,
e sono curiosa di vedere se ho scelto quello giusto.
Caspita.
È bellissimo. L'adoro.
Ma non credo vada bene con ciò che indosso oggi.
Oh, credo vada benissimo.
Le spiace se…?
Così, per vedere come le sta.
Ok.
Che cos'era?
È lì.
Ruth, svegliati.
Svegliati.
Ruth.
Posa la mano su di lui.
Toccalo.
Di': "Ti darò la vita da queste mani e apri gli occhi".
Dillo, Ruth. Ruth, svegliati.
Svegliati. Ti prego, svegliati.
Ruth.
Posa la mano su di lui.
Toccalo.
Qual è il suo nome?
Ti ho detto il suo nome. Toccalo.
Dillo.
Di' il suo cazzo di nome, Ruth!
Dillo.
Tieni duro, Ruth.
Arriveremo in due ore al massimo.
Non hai idea di quanto sia bella la barca.
Vuoi bere?
Avrai molta sete. Ho dell'acqua con me. Aspetta.
Ruth?
Ruth?
Ruth?
- Grazie. - Prego.
Sottotitoli italiani a cura di Gian Paolo Gasperi
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