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Original subtitles

LA GRANDE ABBUFFATA

Ecco fatto.

Hai fotografato il tacchino?

È troppo bello! Sembra falso.

Io parto. Ciao.

- Porti anche le conserve? - Sì, devo fare un regalo.

Non posso?

Porti anche le ricette e i coltelli?

I coltelli sono miei e li porto dove voglio.

Li ho dall'età di 15 anni. Mio padre vendette due vacche per comprarli.

Il pover'uomo ha ordinato la migliore qualità di coltelli in Germania...

...e a 14 anni sei partito da CALPUGNINO... - Carpugnino!

Sì, lo sappiamo a memoria.

Non capisco che cosa vuoi fare con i coltelli durante il week-end.

Hai trovato i prodotti al limone per le stoviglie?

- Sì. - Bene!

Il limone è acido e solare per le stoviglie.

- Hai ricordato i guanti? - Certo.

Bene! Grazie.

"Nuovo modello."

È più sensibile.

Per i lavori di casa i guanti sono fondamentali.

Morbidezza e resistenza.

Morbidezza per non perdere il contatto con la materia.

Resistenza per il lavoro.

Sono quattro settimane di trasmissioni registrate.

- Posso partire tranquillo. - Che facciamo dopo?

Lavoriamo al progetto. Per adesso ho bisogno di ritrovarmi un po'.

Sono stanco. Voglio stare da solo. Che c'è? Non preoccuparti!

La televisione non è tutto. Pensa a te.

- Riprenderò a fare yoga. - Ecco.

Prima di partire voglio fare un regalo a mia figlia.

- Papà, ti aspetto da quasi un'ora! - Buongiorno. - Ciao, Giovanna.

- Zack, lui è mio padre. - Zack Uaballi.

Piacere.

- Quando uno decide di andare via... - Dove vai?

- Perché mi hai chiamato? - Volevo vederti prima di partire...

...altrimenti non ho mai tue notizie.

- Tua madre? - È contenta. Lavora.

- Non la vedi molto più di me. - Vuoi farmi la predica?

Io parto. Ho una serie di reportage.

- Vuoi abitare nel mio appartamento? - Sì!

Non fare casino e stai attenta ai vicini. Sono tutti stronzi!

- Autorità paterna di merda e altro. - Grazie! - Grazie e basta?

Puoi trovare un lavoro a Zack? Balla bene.

Presentalo qui in televisione.

- Che succede? - Non c'è l'auto.

Adesso come porto il parmigiano?

Coraggio! Bragutti, vieni!

Sono là. Fate attenzione perché pesano.

Vieni, tesoro.

- Tu sei più fortunata, puoi farlo rotolare. - Grazie!

Brava.

Mario, andiamo.

Sono le 10:00.

Le 10:00!

Su, svegliati!

Non hanno ancora finito con i lavori!

Dammi il numero di telefono per chiamarti in caso grave.

- Perché devo sempre dirti dove vado? - Devo sapere!

Le pantofole!

Dio mio, che pazienza!

> Il tribunale dopo avere deliberato sugli elementi raccolti...

...condanna...

Se i miei colleghi mi vedessero in vestaglia e cappello...

- Philippe, dove vai? - Te l'ho detto.

Vado a un congresso di giurisprudenza a Londra.

Non è vero. Bugiardo!

Non arrabbiarti, soprattutto oggi.

Perché "soprattutto oggi"?

Non litighiamo.

Se ti serve qualcosa, ti ho fatto una procura sul mio conto in banca.

Hai capito?

Che cos'è questa storia della procura?

No, questa no!

Fai ciò che vuoi con la foto dei tuoi genitori.

Ma io non voglio entrare in questa storia. Questa foto resta qui.

Ti ho dato tutta la vita per arrivare a non sapere dove vai!

Nicole...

Va bene, ho capito. Vai ancora a donne.

Dammi la foto.

- No! - Sei matta?

- Dammela! - No.

Non andare con le donne. Pensa alla carriera.

Giura di non andare con le donnacce.

Posso continuare a sacrificarmi io. Puoi restare in famiglia.

Ti rendi conto di quello che dici?

Chi ti ha tenuto in braccio da piccolo? Chi ti ha dato il seno?

No, Nicole!

Devo partire. È tardi.

Mi violenti sempre...

Credi che le donnacce potranno rimpiazzarmi? No, Philippe!

Mangiate solo voi?

Romantico!

Mio padre comprò questa casa dopo la guerra del '14...

...da un ingegnere polacco per mia madre.

- Però lei non ci ha mai vissuto. - Mi presti il cappello? - Prego.

La trovava peccaminosa. Così siamo rimasti nella casa dove abito.

Ecco il vecchio Ettore. Era l'autista di mio padre.

- Quanti anni ha? - Non lo so, lo conosco da sempre.

Adesso abita qui con la sua cagna.

- Ciao, Ettore! - Buongiorno.

- Ti presento Ugo. - Piacere. - Lui è Michel. - Buongiorno.

- La vecchia Caterina. - Non ho badato a spese.

- Ho preparato roba di prima qualità. - Grazie.

- Marcello! - Entriamo?

- Vieni! > Dica ai suoi amici che la cagna è cattiva.

> Sì, è lunatica. > Vieni, Caterina. > Casa, dolce casa!

- Come va la salute, Ettore? - Bene. - Bravo!

- Permesso. - Dove vai?

- Vado di sopra. - Lui chi è?

- È un signore dell'ambasciata cinese con un regalo. !

- Buongiorno. - Buongiorno.

Mi occupo degli ospiti e vengo da lei.

- L'aspetto. - Grazie.

> È in ricognizione, comandante?

> "Scarpa di vernice fa l'occhio di pernice." - È una coincidenza...

...che mi abbia trovato. Vengo poco in questa casa...

...anche se è di mia proprietà. - Signor diplomatico, scusi.

- Dobbiamo andare in cucina. Il lavoro ci attende. - Si accomodi.

Torno subito. Ettore, andiamo a vedere che hai fatto in cucina.

A sinistra.

Do, do, re, mi, re. do.

Mi, re... Re...

Do.

In giardino ci sono tre piante di alloro. Senti che profumo!

- Assaggia. - Grazie.

- Vuoi del sanguinaccio? - No. Fai sempre tu il vino? -Sì.

- Vuoi il sanguinaccio? - No.

- Tu lo vuoi? - No. - Qualcuno vuole il sanguinaccio?

- Marcello! Vuoi del sanguinaccio? - Marcello, gli amici ti vogliono!

Accetti uno spuntino di benvenuto.

Ci siamo riuniti per un seminario gastronomico.

Ho un regalino per lei.

È il personaggio della nostra opera popolare "La lanterna rossa".

"La lanterna rossa"! È incantevole.

"Temo i greci e i loro doni."

Marcello! Ti vogliono in cucina!

- La camera cinese è per me. - La Cina è un grande Paese.

Alla sua cortese offerta purtroppo devo rispondere negativamente.

Dammi le chiavi dell'auto. Ho lasciato la valigia. Assaggio?

- È quella piccola. - lo capisco le sue ragioni.

Se a una casa non resta attaccato un sentore di affetti...

...e non è impregnata di tradizioni familiari...

...la nozione di dimora è vuota.

-"Un cinghiale buono per le marinate più delicate." - Che carne!

"Due caprioli dallo sguardo dolce, una carne che profuma di foresta."

- È surgelato. -Allora? Non possiamo fermare il progresso.

Questa è carne!

> "Dieci dozzine di faraone allevate a grano e ginepro."

> Marcello!

> Gli amici ti vogliono!

È bello il tuo maglione.

Ti piace?

- Hai visto che automobile? - È stupenda.

Bugatti si faceva fare delle scarpe speciali come i guanti...

...con il pollice indipendente. - Per guidare?

No, nella vita. Era un artista.

- Questo carico è splendido. > "Tre dozzine di galletti."

Che puzza!

È merluzzo! È avariato?

-"Un quarto di manzo." - Chi vuole bere?

- È eccitante sezionare la carne. - Din! Don!

"Cinque agnelli presalati!"

- Un buon cuoco deve essere... - Un perfetto chirurgo. - Bravo.

- Questa è carne! - Romantico!

"Essere..."

"Essere o non essere."

"Questo è il problema."

- La festa comincia. - Allegria!

IL "BOLERO" DI RAVEL

> Questa è carne!

Lo facevo sempre da bambino.

Ettore, te lo ricordi?

Dorme...

Ettore.

Ettore!

Puoi andare a dormire.

- Sì. - Grazie di tutto.

- Sai guidare? - Sì.

- Ho ancora la patente. - Bene!

- Riporta l'auto. - Sì.

- Non dire niente a Nicole. - Va bene. - Bravo!

Dovremo lavorare molto per mettere in ordine la cucina.

- Si può cantare rassettando? - Non dirle niente!

Sì, signor Philippe!

Scusate.

- Ricorda la "Pietà" di Michelangelo. - L'intenzione era quella.

È un po' blasfema.

Giù quella manina!

Sapore di mare.

- Marcello, sei pronto? - Sì.

Una dozzina. Via!

Pronto!

- Primo! In dieci secondi. - Mi hai battuto.

- Caterina ha belle "tettone". - È l'espressione di un'epoca.

Sono un maniaco sessuale! Vi state eccitando su un funerale.

No! È una collezione che ho fatto da piccolo...

...sentimentale e artistica. - Questa è la vita!

- Sono hostess? - Sì.

Bella! Fai vedere. Bellissima!

- Che bella! Posso baciarle "l'ostrica"? - Sì!

Che bella ostrichina!

Fai vedere.

Un Rembrandt!

Carine...

Che splendido disegno!

- È un Gallé del 1890. - Bello!

Aprila, per favore.

Cosa preferite per dessert?

Confettura o Crepes Suzette?

Crepes Suzette per me.

Signori, non siamo qui per una volgare orgia.

Non possiamo stare qui seduti per tutto il tempo.

Dobbiamo sistemare questa sala da pranzo.

Signor Presidente.

Al lavoro!

Spremuta.

No, niente spremuta per oggi.

Domani, a colazione avremo spremuta d'arancia.

Forza.

Andiamo signor Presidente, dobbiamo scremare il brodo...

ingrassare i tacchini.

L tacchini si ingrassano a cioccolato, noci e cognac.

- Cognac? - Sì, assumono un gusto squisito.

- Che facciamo? - Sei il mio aiutante? - Sì.

- Lavati le mani. Hai fatto pipì. - Volgare! - Igienico.

- Che ore sono? - Le 6:30.

- Ahi ahi! - "Ahi ahi"!

- Sai a che ora mi svegliavo quando ero sguattero al Carlton? - No.

Alle 4.

Ecco. La pasta!

Sì, cresce bene. Ora passiamo...

- Come si chiama? - Il "cinese". - Bravo.

Dammi un recipiente. È venuto molto bene.

Il fondo bruno è fondamentale nella cucina.

- Buongiorno. - Buongiorno, Marcello. Sei già sveglio?

Non ho dormito.

Romantico!

- Ti sei sistemato bene! - Adoro il letto nel caminetto.

È il mio mondo.

Hai l'animo gentile.

Però io non posso restare in queste condizioni.

Perché? Non ti piace la casa, il cambiamento di atmosfera...

...la nostra compagnia? - No! lo sono abituato a dormire ovunque.

Però ho bisogno di fare l'amore.

Ci siamo impegnati a chiuderci qui...

...ma non abbiamo fatto voto di castità.

Abbi pazienza, ne riparliamo dopo.

Per adesso bisogna pensare alla colazione.

"Una tazza di cioccolato alle 11 apre lo stomaco per il pranzo."

- Chi lo ha scritto? - Brillat-Savarin. - Sai tutto!

Il presidente sa tutto.

- Questo che cos'è? - Rognoni alla bourguignonne.

- Personali. - Puttana! Mi casca tutto!

- Calma. - È bella questa musica.

È molto erotica.

- Ugo, passami lo sfilatino. - Tieni.

Posso?

È una buona idea invitare delle ragazze, mio caro presidente.

Anche a me piacciono le donne. Però stavolta potevamo farne a meno.

Prendi un po' del mio rognone.

- Non sono un guastafeste. - Dovreste fare un menu speciale.

Una cena offerta da quattro gentiluomini borgognoni...

...a tre amabili puttane di Canterbury.

Sono delle puttane? Bravi!

Ti aspettavi delle vergini?

Ho pensato a un menu incredibile, il menu del cazzo.

> Grande "uccellata" offerta da quattro "donzelli" a tre fanciulle...

...in dodici porcate. - Cronometri?

- Aragoste alla Mozart... - Cinque secondi. - Bene!

- Buongiorno. - Buongiorno. -Si può vedere il tiglio di Boileau?

- Il tiglio in giardino? -Sì. - Chi ti manda? - La maestra.

- Vuole mostrarvi il tiglio di Boileau? -Sì.

Dille che può venire quando vuole. Va bene?

- Lei è un arabo? - No, non temere.

Bambini, state attenti. Questo albero è un tiglio.

- Qui Boileau veniva a riposare. Chi sa dirmi chi era Boileau? - lo.

Impossibile, non ve ne ho parlato! Boileau era un poeta francese.

È nato nel 1636 ed è morto nel 1711. Ha scritto cose bellissime.

Adorava la natura. Veniva qui a scrivere poemi.

Op!

Guardate! È bello, vero?

Attento, ti mangia!

Bugatti era un artista, come un pittore o un musicista.

Questa automobile è la sua opera.

- Vi piacciono le automobili? - Sì.

Vuoi?

- Grazie. - Grazie. - Voi non volete?

- Lei è il capocuoco? - Sì. Mangiate, bambini.

- Ha un buon profumo. - Grazie. Abbiamo due ripieni.

Uno per le pollastre, uno per il maialino.

- Sai che facciamo con il pesce? - No. - Lo mangiamo.

Ho degli amici cattivi che mangiano tutti i pesci del laghetto.

- Guarda. Uno, due, tre, quattro... Non ce ne sono più. - Sì, eccolo là.

- No, quello no. - Tartufi!

- Splendidi! - Sono belli, vero?

Maestra, rognoni alla bordolese.

- Che profumo! Però sto bevendo il cioccolato. - Conosce Roussel?

- No. - Era uno scrittore misconosciuto e surrealista.

Faceva tre pasti in uno.

Cominciava con una tazza di cioccolato...

...seguito da altre portate tipo il rognone alla bordolese.

È un piatto facile da fare.

- Ben flambè? - Molto bene!

Grazie.

Adesso devo andare.

- Subito? - Sì. - No!

Se stasera vuole essere nostra ospite, noi saremmo contenti.

- È vero? - La signorina Andrea non sarà a suo agio...

...con le ospiti di Michel e Marcello. - Perché?

- Non so se posso venire. - È una donna di mondo. -Appunto!

Non so se verrò.

Non io so, chissà!

> Marcello, il comandante dell'aria! Danielle e Anna.

> Piacere. Coraggio!

Prego, accomodatevi!

- Buonasera, signore. - Buonasera.

- Vieni. - Sì.

Mettetevi comode.

- Il mio amico Ugo. - Piacere.

- Gita. - Che begli uccelli! - Buonasera. - Danielle.

- Danielle? - Sì. - Lei? -Anna.

- Le piacciono i serpenti boa? - Dipende.

Che "meringhe"!

- Ehi! - Meringhe al cioccolato!

È carino.

- Non è serio. - Che cosa?

- Sono arrivate le ragazze e sono spariti tutti. - Era da prevedere.

- Tu non lo hai previsto. - Ti prego.

Non sarò l'unico scemo a lavorare. Do da mangiare ai pesci.

Mangiate i marron glacé.

Mangiate!

Philippe è impazzito. Buongiorno.

- Buongiorno. lo mi chiamo Michel. - Buongiorno. - Carine!

> Ammirare.

- Ugo, vai in cucina. - Vado.

- Andate in cucina e io... - Al lavoro!

- Non mi guardi neanche? - Vieni con me in cucina.

- Al lavoro! - Lei è il terzo uomo? - Michel.

Nello splendore delle sue carni, Gita!

Tatatatà!

La stanza cinese piena di specchi!

Che porco!

Che fa questo pollo nell'acquario?

Secondo lei è normale?

- È un pesce pollo. - La vita è curiosa.

- Lei non ama la vita? - No. L'ho scritto anche nel mio libro.

Ecco il tacchino e le altre cose!

- Vieni! - Lei sa cucinare?

- No, preferisco mangiare. - No! Che fa?

- No, no! - No.

Oddio! Oddio!

Non so chi sei né da dove vieni, ma ti adoro.

- Buonasera. - Signorina!

- Ho deciso di accettare l'invito. - È gentile.

Sarà in buona compagnia.

- Buonasera. - Buonasera.

Entri!

Si è rotta la caraffa!

- Prego. - Grazie.

L'atmosfera della casa è più strana di notte.

- La lascio con le signorine. Può giocare a biliardo. - Sì.

Sapete giocare a biliardo?

Il sogno è diventato realtà. È apparsa una donna.

- Quale donna? - La maestra.

È venuta!

- Vuoi ammazzarmi? - Eravamo d'accordo di restare soli.

Invece avete invitato questa povera ragazza fra le vostre tre "vacche"!

- Io vado a dormire. - Non è la puttana, è la donna. - Basta!

- Buonasera. - La donna! - Buonasera.

- Vieni, facciamo gli spiedini. - Va via? - No, andavo in salotto.

- Una prugna, un pezzo di carne, una cipolla. - Che bel dolce!

Lo ha fatto Ugo.

È un bravo pasticciere. Lavoriamo tutti sotto la sua guida.

Ero in imbarazzo quando l'ho vista arrivare...

...perché hanno invitato tre signorine che io non conosco. - Le ho viste.

- Sembrano simpatiche. - Davvero?

- Le dà fastidio cenare con loro? - No. Perché?

Penso che siano di costumi un po' liberi...

...un po' leggeri. - Vedremo. - Sì.

Che cos'è?

- Bravo, Ugo! - Bravo!

- È schifoso. - È vero.

Come? Lo trova schifoso?

- Sarebbe bello continuare a mangiare all'infinito. - Certo.

- Sarebbe magnifico. - A me il galletto.

- Chicchirichì! > A me gli occhi!

Marcello, stiamo mangiando!

- Raoul Walsh. - Sei il pirata? - Il corsaro!

È un pilota. Fa scherzi militareschi.

- Camerata Baldazzi Ugo! - Presente!

- Ha la mano gelata. - Ho la pelle di alabastro.

Non lo mangia?

- Non ha fame? - Non mi piace mangiare.

- Allora è capitata male. - Sì.

Non è necessario stare a tavola come una bestia.

> Alzo il mio bicchiere! Non so a che cosa, ma lo alzo.

> Bene!

Permesso.

Ecco qua. Alza la gamba!

Alzala!

> Ho riflettuto sulla nostra conversazione di stamattina.

> Apprezzo le sue teorie pedagogiche.

Amici, folleggiamo un po'!

Che seccatura questi capelli quando mangio! Come va, amore?

Va bene?

Allacciate le cinture!

> Slacciate le cinture!

Il capitano Minghetti vi parla dalla cabina di pilotaggio.

Sporcaccione!

- Come va, amore? - Bene.

- Avete gustato il pollame? -Sì. - Adesso passiamo al maiale:

- Le brache! - Presenti!

Tieni. Sì, certo.

- Tenete. - Banderillas!

Olè! Olè!

Olè!

Ii maialino!

- Perché tagliate quel povero porcellino? - Sei proprio stupida.

Olè! Olè!

Tieni.

- Notte, dolce notte. - Vieni. Chiudi la porta.

Levati le mutande.

Tieni.

Tieni.

Levati il vestito.

- Ti piacciono le automobili? - Le adoro!

- Questa che cos'è? - È una Bugatti.

- Sai che cos'è questo? - No. - È un collettore.

- Ti piace? - Molto.

- È freddo! - Poi diventa caldo.

Ti piace?

Ti piace così duro! Ecco, sì!

> Quante sorprese! > Voler essere Marlon Brando è una vanità.

Del resto anche Brando Marlon è una specie di epifenomeno.

- Vanità! - È incredibile che con salsicce e fagioli si possa fare...

...un piatto così raffinato!

Imitazione riuscita!

Marlon, vieni!

Vuoi un po'?

È bestialmente buono. Mi fa godere!

Ti amo, amore! Quanto ti amo!

Amo solo te! Sei contento?

È un disco della mia infanzia, una melodia molto sensuale. Sentirai.

Se escludi il cibo, tutto è epifenomeno.

La sabbia, la spiaggia, lo sci, l'amore, il lavoro, il tuo letto.

Epifenomeno. Come dice l'Ecclesiaste: "Vanitas vanitatum".

Mangia.

Mangia!

Mangia!

Mangia, troia!

> Mangia!

Non ho mai conosciuto un giudice.

Deve essere stupendo far trionfare la giustizia.

Si tratta di applicare la Legge. È un'altra cosa.

È bello quello che dici.

Sembra di essere noi due soli in un angolo di campagna.

- Hai paura di me? - No! Mi mancano due bottoni.

Povero il mio pulcino!

- Posso cucirteli. - Sei capace? -Sì.

- Sei gentile. - Vieni.

- Mangia. -Chissà se trovo l'occorrente per cucire.

Ugo.

Facciamo una pausa e andiamo a divertirci al piano di sopra.

No, dopo.

- Abbiamo tempo! Adesso mangia. - Non facciamo che mangiare!

Tieni.

Non temere, non ti pungo.

Per fortuna hai trovato una fatina del focolare.

Scusi, signorina...

Cioè, Andrea.

Scusi...

Signorina...

Mi permetta di chiederle ufficialmente la mano. La prego!

Svegliarsi!

Svegliarsi!

Mia mamma è morta quando avevo due anni. Mi ha allevato lei, la balia.

- Povero Philippe! - È bella, vero? - Sì.

- Ha un bel viso. - Vi aspettiamo nel salone.

Potresti bussare prima di entrare!

Maleducato!

Regoleremo subito la nostra situazione.

Sono io il pagliaccio?

Ugo, conosci la mia amica? Vieni, ti presento.

Voglio vomitare!

Sul tavolo operatorio la "rossa" muore.

Il corpo della donna è una vanità.

Vanità! Vanità!

Vanità!

Il corpo della donna è vanità.

- Il corpo della donna è vanità. - Marcello. -Vanità!

Vanità!

Ho una comunicazione importante da fare.

Signori, per piacere! Michel!

La signorina Andrea e io abbiamo deciso di sposarci.

- Bravi! - Allegria!

Andrea, rivestiti! Marcello!

Non degeneriamo. Rivestiti.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Vado via. Ho vomitato tutta la notte.

- Per i soldi vediamo domani. - Sì.

Ciao.

Ciao, bella.

- Addio a tutti! - Ciao! -Arrivederci!

- Buon appetito. - Grazie!

Ciao!

Allegria!

La pizza!

- Michel, vieni a tavola? - Detesto queste tende a quadretti!

Le cambieremo.

Tutti i week-end vi chiudete qui a mangiare.

No, solo qualche volta.

- Mangiate sempre così tanto? - Questa volta è diverso.

No, Marcello!

Andrebbe meglio con l'insalata.

- Le lesbiche hanno ragione. - Gli uomini sono stronzi.

- Che bisogna fare per divertirvi? - Qualcos'altro che mangiare.

- Vi suoniamo il flauto? - Magari!

Scema.

Grazie, amore.

- Ancora! - Tieni.

Pizza provenzale.

- Ha il profumo del sole! - E lo splendore dei tuoi occhi.

Siete grotteschi e disgustosi!

Perché mangiate se non avete fame?

Marcello.

- Marcello. - Eh? - Marcello!

- Michel sta male, ti vuole. - Sì.

- Che male! Non essere cattivo, Marcello. - Rilassati.

- Piano! - Lasciati andare! - Non essere cattivo.

Che male! È tremendo!

Ahi!

Da piccolo mia madre mi dava sempre punizioni terribili.

- È la prima volta da quando sono grande... - Non essere tragico.

- Apri le gambe. - Ti solleva.

- Decongestiona. - Spingi! Aiuta!

- Dai! - È perché non mastichi bene.

Scusate, amici.

- Ecco un buon puré. - "Una buona", è femminile. - Non è il momento!

- Vuoi? -Ti farà bene per l'aria. L'ho fatto per te. - No.

- Prendilo! - No, grazie.

- Sbagli, Michel. - Dovresti mangiarne un po'. - No!

- Mangia. - No! - Voglio vomitare.

- Oggi mi sento donna di casa. - Mi viene da vomitare!

- Andrea, ne vuoi? - Sì, adoro la purea.

- Prendi. - Niente male.

- Grazie. - Non farmi dondolare. - C'è poco burro. - Lo so.

- È un puré medicamentoso. - Una purea curativa?

- Buono. -Vuoi? - No. - Tieni.

- Ecco. > Questi crepano tutti. > Calmati.

Sforzati, Michel. È questione di volontà.

- Certo. - Pensa di essere un indiano di Bombay che ha fame.

Se hai molta fame, che fai? Mangi.

Dai!

Ci hai pensato?

Allora mangia.

Mangia, piccolo Michel.

Mangia. Se tu non mangi...

...non puoi morire.

Bisogna mangiare!

Credevo che Philippe sarebbe stato il primo. Il giudice!

> Sono pazzi!

Stai calma.

Se vogliono suicidarsi, lo facciano. Andrea, vieni con noi.

Sono quattro stronzi, cretini e tarati mentali.

Grazie.

Perdi il tuo tempo. Vieni via.

No. lo rimango.

Sembra un quadro. Natura morta di Sterlini.

- Di chi? - È un mio amico.

Gran pittore!

- La fecola è indicata per la mia aerofagia? - Sì.

- Ho fame! - La pasta ti farà bene.

- Con il mio nome! - Sì.

- Che meraviglia! - Ugo ha avuto un bel pensiero.

È proprio carino.

Che pasta vuoi, Michel?

- Ho problemi all'articolazione. - Diabete.

Conosci la storia delle salse, Michel?

Conosci la storia delle salse italiane regalate dai Gonzaga?

No.

- Vuoi conoscerla? - No.

Va meglio?

Philippe! Coraggio, andrà tutto bene.

Sono un po' stanco.

Tortellini alla panna con funghi.

- Ne voglio ancora. - Sì.

Grazie.

Se non vi dispiace...

Marcello, posso stendermi sul letto?

Grazie.

Ho i brividi.

Vieni con me. Vorrei stendermi.

Certo, se è per la tua salute.

- Mettiti a tuo agio. - Sì.

Non è bello venire tutti sul letto di Marcello.

No.

Pantaloni...

Oh, oh!

Vai!

Andrea, non è il momento.

- Michel... - Non possiamo ammalarci.

- Vieni, sono una donna. - Va fatto da vivi.

Chi cucina? C'è qualcuno in cucina?

Dormi, Philippe. Sì.

Michel, vieni. È colpa tua.

Mi hai eccitato ballando. Vieni!

- Buonanotte. - Tocca. Sono tutta bagnata.

Va bene!

Guardami!

Senti come si rimescola il sangue.

Cola!

Merda!

Merda!

Merda!

Philippe, hai mai mandato qualcuno alla ghigliottina?

È diverso.

Ti ho visto a letto con Michel.

Non importa.

Ti sposerei anche se andassi a letto con tutti.

So che sei comprensivo.

Ho un bottone che si stacca.

Dopo. Adesso i tacchini.

- Vuoi sposarti in chiesa? - Come vuoi tu.

Marcello, è lei che lo sgozza!

- Donna assassina! - Lo sapevo!

- Sei contento? -Vieni. - Funziona? - Sono contento!

- Come va il tuo bebè? - Non scherzarci su!

Senti che musica!

- Cosa pensi di questa vita comunitaria? - Quale?

- Il letto. - Dovrei chiederlo io!

- Ne hai approfittato subito. - No, per piacere.

- Hai trovato la soluzione. - Dobbiamo divertirci.

Abbiamo una lunga strada da fare.

Fantastica!

- Prrr! - No!

Non alludevo.

- Marcello! - Vieni.

- No. C'è Philippe. - Dai!

- No. - Vieni.

- Che succede? - Vieni. Ho una sorpresa.

Ugo, dormi.

Comportati bene. Dormi.

Sali.

- Che bella! -Sei la prima che ha l'onore di provarla.

Sei gentile.

Cammina?

Cammina.

Che posto romantico!

Che stupido!

Marcellino!

Sei bello.

- Togli il mantello. - No, sono nuda.

- Toglilo. - Fa freddo.

- Ho pensato a te tutta la notte. - Non è vero. -Toglilo.

Philippe! Ugo!

- Adesso? - Girati.

- Mostrami il bel culone. - No. - Su! - No.

Tira su!

- Pensa a Philippe. - Lui è l'amore, il sono il sesso.

> Pensa a Philippe. - Non importa.

- Io la sposo lo stesso. > Marcello, come sei bello!

Lei lo fa per bontà, non per vizio.

È chiaro?

- È chiaro? - Sì. Contento te, contenti tutti!

Mangiamo. A tavola!

Si mangia!

A tavola!

"Accompagnato con pane tostato e caviale di storione."

"Il piatto è guarnito con cetrioli, olive..."

"..fette di limone, di cedro e zucchero."

"Quattro piatti di fichi secchi fritti..."

- Basta. Mi angoscia. - È una bella ricetta.

Non è finita.

- Perché sei arrabbiato? - lo?

Oggi sei molto bello.

Signorina, permette? Philippe, sii comprensivo.

Marcello è un gran "chiavatore"!

La passera tra i passeri.

Perché non c'è il pasticcio con il tacchino, Ugo?

È secco, è triste.

Bisogna chiamare le cose con il loro nome.

Così è buttato via. È asciutto. Guarda!

- È senza carattere. - Ci sono altre cose.

C'è il puré...

...la salsa di mele, di marroni.

- Il pasticcio? - La vita è un pasticcio.

Smettila di mangiare.

Smettila!

Marcellino!

Adoro la purea di castagne.

Io la detesto.

Invece adoro la composta di mele...

...perché è molto zuccherata.

Formaggio parmigiano senza pere.

Mah...

> Devo riuscirci! L'ho fatto tutte le notti per tutta la vita!

Abbassa la testa.

Stai ferma, lasciami fare.

Ci devo riuscire.

Ci devo riuscire!

- Marcello, non è colpa mia. - Non è colpa tua!

Non avete capito niente! Non si può morire mangiando! lo vado via!

Che cosa c'è?

Calma, Marcello.

- Che cosa c'è? Che succede? - Ha ragione. Sono troppo grassa.

- No. - No, bella quagliotta. Non sei grassa, sei bella.

Sei dolce, carina, leggera.

Sei brava in cucina. È vero, Ugo?

- Sì. È anche molto sessuale. - Voi siete tre fessi!

Siete semplicemente tre coglioni! Non si può morire mangiando.

- Siete tre castrati! - Noi?

- Tu hai dimostrato di esserlo! - Tu sei castrato!

Fai anche il geloso!

- Michel! -Avete scelto il modo più banale per morire.

- Basta! - Lasciami stare. Adesso fa il geloso!

- Andiamo. - L'innamorato fa il geloso! Vai a farti fottere!

- Vai a rinfrescarti. - Stronzo!

Io non ho bisogno di rinfrescarmi! Voi dovete rinfrescarvi le idee!

Guarda che roba!

- Marcello! - Che succede? - Sei ferito? - Sono pieno di merda.

- Un'inondazione! -Che schifo! - Vado via!

- Che odore! - Vado via!

Vado via.

Ugo!

Philippe! Venite!

Aiutatemi! È una catastrofe!

È immondo!

È spaventoso!

> È mostruoso! Non lasciatemi solo.

- È spaventoso! > Venite, non posso farlo da solo.

> La merda mi travolge!

Dio! Dio!

> Ugo! La palude mi inghiotte!

> Begli amici! Ugo!

> Philippe!

> Non lasciatemi solo, maledetti!

> Venite! - Ugo è malato.

- Credo di sì. >

Io non resto qui. Voi siete pazzi, malati.

Nevica.

C'è vento. C'è una tempesta di neve.

L'odore della merda non ci lascerà mai più.

Voi non avete sonno?

Dopo tutto il lavoro che abbiamo fatto.

- Non si può dormire con questo odore. - Dormiamo.

- Il diluvio universale. - Della merda.

Marcello lotta con un mostro di plastica intorno alla sua auto.

Ha avuto paura di morire.

È partito.

Michel.

Fai piano. Pensa ai vicini.

- Philippe, dobbiamo seppellirlo. - È fuori questione.

"L'inumazione illegale di cadavere...

È severamente punita dalla legge."

Articolo... l'ho dimenticato.

Ho freddo.

- È pronta? - Pronta.

Niente male.

- Niente male affatto. - Grazie Ugo!

Il gusto...

Cosa stai facendo?

Segreto professionale.

Un gusto meraviglioso.

Posso assaggiare?

Mi fa male la testa...

- Non hai dormito bene? - Ho dormito, ma ho mal di testa.

Posso assaggiare?

Ti mangio...

La tua bocca sa di zuppa di barbabietole.

Vieni!

Vieni, ho avuto un'idea.

- Sì? - Sì! - Dimmela.

La Torta Andrea!

- Fantastico! - Guarda...

Sì!

Uno... Due... Tre!

Spingi! Spingi!

Spingi!

Vedrai! Vedrai che torta!

- Ciao, Philippe. - Ciao, Marcello.

Cerco di fare ginnastica, ma sono stanco.

Ho trovato delle cannucce in cucina.

Sono per la cioccolata calda.

Ero ufficiale della contraerea. Vieni a fare colazione.

C'è una sorpresa.

Una grossa sorpresa.

> Mangiamo la torta? > Aspettiamo Michel.

Ah! Mi hai spaventata. Credevo che fosse Marcello.

Vieni.

- Ciao, Marcello. - Non è Marcello.

Ha l'aquila di comandante di bordo.

Hai visto? La torta "Andrea".

Il suo culo.

- La vuoi? - No, grazie.

È molto bella, ma adesso no. Voi non mangiate?

Marcello suona bene.

- Quasi come Michel. - Tieni.

Grazie.

Ormai ci siamo abituati.

Però mi fa sempre ridere!

Scusa, Michel.

È irresistibile!

- Michel. - Michel!

- Svegliati. - Michel!

Svegliati, Michel.

Via i cani!

"Bisogna stabilire il rapporto tra i sapori del vino..."

"..e il punto di cottura del fegato."

"Il fegato deve macerare nel vino e poi cucinato fino a metà cottura."

"La cottura definitiva si farà dentro una pasta sfoglia."

- Esatto. - Va bene?

Cominciamo. Scusate, mi concentro.

Dunque...

Lo sherry per i polli. Versalo piano.

Dolcemente, intorno. Basta.

Il porto per l'anatra.

Sì.

Benissimo. Lo champagne per l'oca.

Ecco fatto.

Op!

- Ancora? - Sì... Stop!

- A che punto siamo? - A buon punto. - Bene.

Mangia le brioche!

- Mi piace la brioche nel latte. - È ottima per il tuo diabete!

- Perché metti le fettine d'uovo? - Secondo i giudei...

...le uova sono il simbolo della morte.

Piano.

Diventerei miliardario preparando questo piatto per gli altri...

...ma gli altri non sapranno mai quello che perdono.

Invece noi e i nostri amici...

...alziamo il bicchiere.

Voilà!

Eh?

Ate l'onore. Puoi tagliarlo.

Dove taglio? Non posso fare le parti. È troppo grosso.

- Troppo grosso? Questo è un poema! - Il tuo poema è troppo grosso!

Assaggialo con la forchetta. Solo un pochino.

Com'è?

È una merda. Scusa, Andrea.

- È una merda! - Non sei sincero. - È un poema di merda.

Andrea, assaggialo.

- È buono, vero? - Sì, ma non riesco a ingoiarlo.

Bisogna mangiarlo!

Va bene.

Vorrà dire che lo mangerò io! Ecco qua!

È meraviglioso!

Meraviglioso!

Buonanotte, Marcello.

Buonanotte, Michel.

Vado a dormire un po'. Vieni, Andrea?

No. Resto qui e tengo compagnia a Ugo.

Grazie.

- Vai. -Sì. - Che cosa fai qui?

- Buonanotte. - Buonanotte, Philippe.

Patè d'oca, patè di pollo...

...paté d'anatra!

Michel, Marcello!

Philippe dice che è una merda.

È geniale!

Philippe... Philippe!

Vieni. Ugo deve smettere di mangiare.

È abbastanza grande, sa quello che fa.

Glielo diciamo insieme.

- Non ho influenza su di lui. - Ci riusciremo.

Ugo.

Ugo, basta.

Adesso basta. Va bene così.

Smetti, altrimenti muori.

Sì.

Zitti! State zitti!

Stai buono.

Bravo.

Domani prepari un altro patè e io lo mangio.

No.

Bravo.

- Ti scaldo un po' d'acqua, Ugo? - No.

- Con lo zucchero aiuta a digerire. - Che vuoi digerire?

- Andrea. - Sì?

Tu mi devi qualcosa.

Vieni.

Sì.

Com'è buono...

Proprio buono...

Buono...

Ti lascio la cupola del paté...

...per ricordo. - Grazie.

Andrea...

- Ugo! - Andrea...

- È morto. - Ugo!

Philippe, andiamo a letto.

- E Ugo? - Lo lasciamo in cucina.

È il suo regno. Domani mattina ci penseremo.

Sei un ingordo, Ugo.

Mangi troppo. Hai sempre mangiato troppo.

Per te. È molto dolce, molto buono.

Siediti.

Marcello...

...Michel...

...e Ugo.

Chissà che cosa pensano di me!

Basta, Ugo!

Forse pensano che li ho traditi.

Noi due siamo qui, felici.

- Loro... - Aspetta. Vado a vedere chi è.

> Vai! Drizza tutto.

C'è qualcuno in casa?

Stop!

- Buongiorno. - Buongiorno. - Dove mettiamo la carne?

- In giardino. - In giardino? - Sì.

- È carne buona! - Mettetela là in fondo. -Va bene.

Ugo!

È arrivato un carico di carne. Ugo, fammi posto.

- Bravo. - È bella?

Sì.

- Ha i timbri rossi? -Sì. - È la migliore.

L'ultima volta...

...non era molto buona.

Dite al vostro principale...

...che l'ultima volta era vitella di seconda scelta.

- Philippe! - Oddio!

Stai meglio?

Ho freddo.

Ho freddo.

Ho freddo.

Philippe!

Va bene così? La carne in giardino!

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