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(fruscio)
(un fruscio)
(un fruscio)
- (un fruscio) - (un fruscio)
- (due fruscii) - (due fruscii)
(fruscii all'unisono)
(donna) Bambini!
(Romeo) Teresina, ho fatto una cosa per te.
Ci ho messo un po' di tempo.
(Romeo) Ti piace?
Ricorda.
I dispari vanno sempre d'accordo.
Sì.
- Sì. - (rintocchi di campana)
(vocalizzi a tempo)
(vocalizzi a tempo)
(vocalizzi a tempo)
(rullo di tamburo)
(azioni eseguite a tempo dei vocalizzi)
(vocalizzi a tempo)
(vocalizzi a tempo)
- (azioni eseguite a tempo dei vocalizzi) - (starnuto)
(musica di violino)
(vocalizzi)
(vocalizzi)
Che fai lì impalata?
(Fidelia) Forza, al lavoro!
(Fidelia) Più temperamento con quello straccio!
(Lucia) Fai veloce che mi raffreddo.
(colpi di tosse)
Mi fanno male tutte le ossa.
Lulù!
- Lucia, come ti senti? - (Lucia) Uno schifo.
Tienile al caldo, non possiamo perderle.
- (Bettina) Qui è facile congelare. - leri ho preso freddo
perché mi hanno dato un solo ceppo di legna.
(Lucia) Aah... aah!
Aaa, Luigi...
(Bettina) Ancora, Luigi. Aaa, Luigi...
- Vuoi smetterla, stupida? - Non vi siete visti l'altra notte?
- Certo. - (Prudenza) Si è dichiarato?
(Lucia) Non vedrà il mio corpo prima del matrimonio.
- Quelle da dove vengono? - (Bettina) Belle, vero?
Chiudi!
Mi sono costate tre mesi di lezioni private dal figlio della contessa.
- Però ne è valsa la pena. - (Lucia) Sono belle,
ma qui sono sprecate.
Non sei l'unica ad avere una vita fuori da qui.
- Anch'io ho degli amici. - (Fidelia) Ragazze, è tardi!
-Zitte. - (Fidelia) Tu sbrigati!
- Lucia! - Sì?
(Fidelia) Ti ho detto di non chiuderti in camera!
- Sì, finisco di vestirmi e arrivo! - (Fidelia) Sbrigati!
(rintocchi di campane)
(accordatura di violini)
(Perlina) Buongiorno.
(Antonio Vivaldi: "Gloria")
(sottovoce) Guardalo, fa finta di dirigere.
(canto in latino) Gloria, gloria
(canto in latino) Gloria, gloria
(canto in latino) A Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) A Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria, gloria
(cantano in latino) Gloria, gloria
(cantano in latino) A Dio nel più alto dei Cieli
(Perlina) Rendete grazie al Signore perché è buono
e perché il suo amore sarà per sempre,
per le sue meraviglie
a favore degli uomini
perché...
ha saziato un uomo assetato
e l'animo di un affamato
lo ha riempito di ogni bene.
Alleluia!
(governatore) AI Sant'Ignazio, ci crede?
- Proprio qui! - Papà, andiamo a giocare?
Vai a fare un giro.
Allora? Non dice niente?
Per la prima volta nella storia, un Papa viene incoronato a Venezia.
È pazzesco! Poi vuole visitare le piccole chiese,
compresa quella di Sant'Ignazio, capisce? Che è quella faccia?
(Perlina) lo pensavo che il Pontefice volesse riparare a Roma.
(governatore) Ma no, quella città è piena di francesi che quel cane di Napoleone...
(governatore) Non mi ci faccia pensare! Non ce la faccio più
a tirare fuori soldi per questo branco di diseredate.
(governatore) Pesano sui miei conti.
(musica di zufolo)
(governatore) Lui verrà qui!
Dobbiamo lasciare il segno.
- È il nostro momento, capisce? - Ma noi...
Che possiamo fare per questa grande occasione, noi?
Noi? Lei.
Voglio organizzare un concerto in onore di Papa Pio VII.
Me lo scriva. Lei è in grado di comporre qualcosa, sì?
Certo.
Allora perché la domenica non ci fa sentire qualcosa di diverso?
Il concerto è tra un mese.
Divulgheremo a mezzo stampa. Faremo sapere a tutti
che Venezia può ancora produrre splendore nonostante gli austriaci e Napoleone.
- È d'accordo? - D'accordissimo.
Che fa lei lì?
(schiocchi di lingua)
Vieni con me, stupida minorata.
(Perlina) Quante volte ti ho detto
di non stare addosso a quel bambino?
(Perlina) Ricordi il patto?
(Perlina) Tu stai scherzando con il fuoco.
Finisci male, lo sai? lo ti caccio.
Ti caccio!
(uomo) Piano, piano, piano.
(uomo) Ho questa.
- (Fidelia) Per chi è? - Per me.
È un regalo della figlia di Johann Stein.
- Chi? - (Perlina) Veniva qui anni fa.
Oh, Gesù!
Non vorrà farlo entrare nella casa del Signore.
Me ne occupo io. Lei può andare a letto.
Si ricavano belle somme da questi aggeggi e noi ne abbiamo bisogno.
Non vorrà fare brutta figura con Sua Santità.
Noi non faremo nessuna brutta figura.
(Perlina) Adesso se non vi dispiace... Dai, su, dai.
Tu vieni.
Ci passa? Ci passa, dai.
Oh, dai, presto! Di qua, di qua.
- (rumore indistinto) - Ah! Guardia!
Vi comunico che stiamo per accogliere qui, al Sant'Ignazio,
Papa Pio VII.
(brusio)
Per la celebrazione della santissima messa
dove verrà omaggiato con un concerto
composto dal sottoscritto
ed eseguito da voi.
- Grazie, maestro! - Zitte!
(sottovoce) Magari legge i tuoi spartiti.
(sottovoce) Lo spero.
Mi ritiro a comporre.
Fermati.
Ascolta.
Devi ramazzare il deposito, tutto.
È pieno di topi.
Questa è la chiave. Rimettila al suo posto.
Poi quando hai finito, cambiami le lenzuola che puzzano.
Se ho inteso correttamente da donna Lidia,
il Papa, il porporato. i cardinali, i nobili del paese, il governatore...
Considerando una coscia di pollo ciascuno, dovremmo acquistare 15, 16 bestie.
Di questi tempi, costano più del sale.
Poi dobbiamo comprare l'argenteria.
Converrà con me, maestro, che non useremo queste guaste.
Vorrei parlare con il governatore, se me lo permette.
- So essere molto persuasiva. - Preferirei di no, grazie.
Certo.
(Fidelia) Lei è l'artista, dovrebbe pensare solo alla musica.
(Fidelia) Che responsabilità le hanno affidato.
(Fidelia) Il Papa! lo ancora non ci credo.
- (Lucia) Non riesco più a mangiare zucca. - Non lamentarti prima del tempo.
Le cose stanno per cambiare come le razioni di cibo.
- Cioè? - (Bettina) Siete stupide?
A nessuno frega niente di mantenere le orfane del Sant'Iignazio.
Ci faranno morire di fame.
- (Lucia) Sei la solita pessimista. - No, è la realtà
una dimensione che non ti appartiene. - Lasciala in pace, sai solo provocare.
- lo? - (Lucia) No, Bettina ha ragione.
Le cose stanno cambiando, ma in meglio.
La Rivoluzione Francese ha cambiato tutto e arriverà anche qua.
(Bettina) Sono le frottole che le racconta il suo pretendente.
- Luigi è ricco, è facile così. -I diritti saranno uguali per tutti,
senza distinzione tra ricchi e poveri. - Cioè?
"Liberté, égalité, fraternité".
- Cioè? - Marietta, non chiedere se non capisci.
(Marietta) A me basterebbe fare un giro in barca a Venezia.
- Non sono mai uscita da qui. - Fuori non è così bello.
Silenzio!
(rintocchi di campana)
Ecco la nostra "liberté".
(rumore indistinto)
(fischio in lontananza)
(fischio)
(Lucia sottovoce) Ti ha visto qualcuno?
Allora, quando partiamo?
(Luigi) Presto, devo solo parlare con mio padre.
- Quando? - Domani.
Ce ne andremo presto, te lo prometto. Vedrai!
Sarà tutto bellissimo.
(suono dei dispari)
(suono ripetuto dei dispari)
(note a caso)
(accordo ripetuto)
(frase musicale)
(musica di fortepiano)
(Cristiano) Padre, ho peccato, mi piace un prete.
Finalmente sei venuto.
- Ti piace quando vengo? - Mi piace quando rimani.
- Ti fermi a cena stasera? - Stasera devo tornare a Venezia, lavoro.
Canto alla festa di compleanno del duchino.
Sono venuto a salutarti, anche solo per un istante
e a prendere il pacchetto. È arrivato?
Sì, è arrivato.
È costato molto più di quanto avevi detto.
- Ho fatto aggiungere una spilla. - Sì, stai benissimo, però...
lo non riesco a soddisfare tutti i tuoi capricci.
Cristiano, io sono in difficoltà.
Guardami.
Ti prego, guardami.
Sai che mi hanno fatto quelli del San Marco?
Mi hanno cacciato ingiustamente.
Mi hanno rovinato la reputazione e io adesso faccio fatica a lavorare.
Ho bisogno di sapere che tu ci sei.
Solo tu sei il mio maestro.
Dov'è?
Il vecchio.
Perlina non c'è.
Starà ancora scrivendo, è un po' arrugginito.
(Lucia) Un giorno di questi devo dirglielo con più convinzione. Ho tutto scritto!
- (Lucia) "Kyrie", "Gloria", "Credo". - (Prudenza) Mostriamoci volenterose,
rispettose del suo lavoro e forse lui ti ascolterà.
(Lucia) Prepara del tè, ho mal di gola. Ho scritto un'operetta
e ne ho cantata un pezzo a Luigi ieri mentre mi faceva un ritratto.
- (Bettina) Un ritratto ? - Sì, ieri siamo andati all'approdo.
-E? - Gli ho fatto da modella.
- Nuda? - Sì... cioè no!
- Lulù, non devi. - Non è successo niente, neanche un bacio.
Dipinge benissimo, sapete?
(Lucia) Dipingerà il fondale delle nostre scene a teatro.
- Anche pittore. - Gireremo in tutta Europa.
Gli ho detto che voi venite con me.
È d'accordo. Dice che va bene e che manca poco.
Anzi, ha detto: "Meglio, quando faremo uno, due o quattro bambini
le tue sorelle potranno crescerli o sostituirti al violino
quando tu sarai troppo stanca e grassa dopo tutti quei figli."
(Bettina) Carino Luigi.
Devi portarti dietro la muta, lei è brava con i bambini.
Ho tutto scritto, ragazze.
Vi giuro, me l'ha promesso. Andremo via di qui.
(Lucia) Faremo un nostro concerto.
Se succede, andiamo in Francia.
Prima in Svizzera, voglio incontrare Madame de Stael.
Anzi, forse dovrei scriverle una lettera.
- (Marietta) Chi è Madame de Stael? - Una gran donna.
Ah...
(frase musicale ritmata)
(sequenza di frasi musicali)
(coro)
(voce impercettibile)
(musica in lontananza)
(musica in lontananza)
(musica di pianoforte)
(sottovoce) Marietta? Marietta!
- Marietta, la senti anche tu? - Cosa?
- Questa musica. - No.
(Prudenza) Bettina, svegliati.
- (Prudenza) Senti la musica? - Quale musica?
- (Bettina) Sei pazza? - Forse è Perlina che compone.
-Vai aletto. -Vado a chiamare Lucia.
- Ma dove vai? - Aspetta.
(musica di pianoforte)
- (Marietta) lo non sento niente. - (Bettina) Neanch'io.
(Marietta) Prudenza, dove stai andando?
(musica di pianoforte)
- (Marietta) La senti ancora? - Sì.
Oh, Gesuù, santo Signore!
Che fai qui?
E questo?
- (Lucia) Secondo te che cos'è? - Sembra un fortepiano.
Però è molto più grande.
Ha il telaio in legno, sembra pesantissimo.
(Lucia) Ha le corde robuste.
(Prudenza) Deve essere quello che chiamano "pianoforte".
(Marietta) Cioè?
(Marietta) Prudenza, guarda. Ha i pedali.
- Che stavi facendo prima? - Non si gioca con questi strumenti.
- Sono delicati. - (Bettina) Allora? Che stavi facendo?
Dai, rifallo!
Dai!
Che stai facendo?
(Prudenza) Se ti sente Perlina, ti sgozza.
Prudenza.
- Marietta? - Marietta!
(Lucia) Non so perché quel pianoforte sia qui,
ma possiamo mettere a punto il nostro repertorio.
È un segno del destino.
Da domani portiamo gli strumenti e iniziamo a provare.
- (Marietta) Va bene. - Scansati.
(Lucia) Scansati.
No!
Scusa?
Tu parli?
Io l'ho scoperto, io comando.
Comanda chi sa suonare e tu non sai suonare.
Ma io ho le chiavi.
(Lucia) Dammela! Dammela!
Facciamo un giro di clessidra a testa,
ma dovrai permettere a loro di accompagnarmi al violino, se vorranno.
(Lucia) Hai capito la muta?
- Detta legge. - Mi chiamo Teresa.
- Scusa? - Mi chiamo Teresa.
Voi che dite? Volete suonare le sue cose?
Beh...
Se è proprio necessario...
mi farò selvatica.
Io ci proverei, sembra divertente.
Vabbè, intanto diciamole di sì.
Allora siamo d'accordo, un giro di clessidra a testa.
(Lucia) Ora tocca a me, giusto?
Se potessi avere il privilegio di non averti davanti agli occhi...
(musica classica)
Vieni con me.
Adesso la domenica stai chiusa qui.
(scatto di serratura)
(governatore) Non ci ha deliziato con niente di nuovo neanche oggi.
Sta componendo?
Io prego e scrivo, scrivo e prego, giorno e notte.
Di potte dormo, sogno e scrivo. È tutto qui nella mia testa.
Si fidi.
Ne sarà deliziato.
Bene, bene. Aspetterò.
Veda di non farci fare una figuraccia.
- (Giacomino) Papà, guarda! - (governatore) Che fai con questo?
(governatore) Non prendere le cose per terra!
Mamma!
(Lidia) Giacomino.
Amore mio.
Aspetta.
- Fortissimo. - (Teresa suona due note)
- Capito? - Sì.
(Marietta ripete le due note)
Basta, tocca a noi.
(musica classica)
Sai che ti ho trovato un bel vedovo?
Dieci figli. Mi ha chiesto aiuto perché vuole riposarsi.
Quando un mio fedele mi chiede aiuto, io lo aiuto.
Ho detto che gli ho trovato un'orfanella
silenziosa e selvatica.
No, ti prego, non farlo.
Tu sei muta
e devi restare muta.
Vedi che fine ti faccio fare.
(risate)
(musica jazz)
(Marietta sottovoce) È pazza.
(musica classica)
Sì, però...
(Marietta) Quello che ha fatto lei è molto più... in fretta.
Eccoci!
(musica ritmata)
È incredibile.
Aspetta, posso provare?
(musica classica)
- (musica ritmata) - (Bettina) Guarda!
Allora lo metti...
Lo specchio.
(sottovoce) Eccoci.
Vai, cambio.
- (Marietta) Non possiamo rifarlo? - (Lucia) Stai zitta!
Oh!
Che vi è preso stamattina?
(voci non udibili)
Uno, due, tre, stella!
(voci non udibili)
- Fai piano. - Aspetta.
Bevi!
(Bettina) Questo passaggio è il migliore.
(Bettina) "Sulla strada del ritorno lei lo incontrò.
'Che ti ho fatto? Perché non sei più tornato?'
Allora lui con tutte le lacrime che aveva in corpo,
pianse a dirotto come..."
(scatto di serratura)
Vieni.
(Perlina) Cara Teresa...
me l'hai tanto chiesto.
Vieni qui.
Ti presento il tuo futuro sposo,
il signor Alvise.
È venuto da Chioggia per prenderti.
- Oh! È forte, questa. - Sì.
- Avevate detto che era mansueta. - Lo è, è solo un po' agitata.
No, non ti agitare, non dare spettacolo.
- Lasciatemi! - Oh, oh!
Dai! Adesso andiamo a casa, eh?
Oh... Ah!
(Perlina) Vieni qui! Dove vai? Ferma!
- Stai buona! - (Lidia) Perlina.
(Lidia) Che succede?
- Mi è parso di sentirvi lamentare. - Buona domenica, donna Lidia.
Buona domenica a voi. Volevo parlarvi, ma è sempre molto richiesto.
Per lei ho tutto il tempo che desidera.
Vorrei sapere come stanno le mie ragazze.
- Se studiano, se mangiano a sufficienza. - Assolutamente sì.
Tu stai bene? Ti danno da mangiare?
Vieni, andiamo a fare due passi insieme.
Con permesso.
(dialogo non udibile)
Allora?
Ciao, mamma.
Perché il maestro ce l'ha con te? Che cosa gli hai fatto?
Niente.
Non posso dirvelo.
Scusaci, Teresa.
È che nessuno sa niente di te. Tu sei arrivata dopo.
- Noi siamo cresciute qua tutte insieme. - Non è vero!
Io e Lucia siamo qui da quando siamo nate, tu hai un padre.
Mamma è morta quando io ero piccola e mio padre mi ha mandata qui.
Qualche anno fa mi aveva trovato un marito, però...
Lei ha detto che preferiva farsi suora piuttosto che smettere di suonare
e poi si è fatta rinchiudere qui dentro.
(Teresa) Tu?
Io facevo parte di una compagnia di cantastorie.
Ma... mentre eravamo a Venezia,
quindici anni fa, mi sono ammalata e... mi hanno lasciata qui.
Non è più venuto nessuno a prendermi.
Ho perso tutti.
Anch'io.
Vivevo con la mia famiglia poco lontano da qui
e hanno ucciso tutti.
- (Marietta) Chi? -I francesi.
Lo spavento ti ha fatto perdere la voce?
Sono state tante cose.
- (Perlina) Di nuovo! - (scale musicali)
Maestro, scusi, ma quando proviamo i componimenti del concerto?
Se non sapete ancora fare le scale e non andate neanche a tempo!
Dai! Di nuovo, ripetere!
Più veloci!
Romeo, è arrivata una lettera per me?
No.
(sottovoce) Niente.
Ripetere di nuovo!
Fuori! Tornate da dove siete venute.
Niente dalla famiglia Del Bene?
No.
(Perlina) Oh, è questa l'ora di arrivare?
- (Perlina) Le signorine si sono degnate? - Oggi?
Niente.
Il concerto è per il Papa, non per le vacche del paese!
I (Perlina) È questo il livello? È questo?
Basta, siete la mia punizione.
Niente, nemmeno un rigo neanche oggi.
Di nuovo.
Aaah!
Romeo! Allora?
- Niente. - Come niente?
Sono passati dieci giorni dall'ultima lettera.
Mi dispiace.
(canta) Fosse solo un giorno
(canta) Anche solo un giorno
(canta) Per averti accanto
(canta) Solo un giorno al mondo
(canta) lo non so perché
(canta) Vivo senza te
(canta) Non lo so perché
(canta) Non so perché
(Bettina) Come fanno a venirti queste parole, così semplici?
Non lo so, canto... i miei pensieri.
- (usuraio) lo non faccio beneficenza. - (Cristiano) Sono tutti.
- (usuraio) Fai il furbo come al solito. - No, ma...
(usuraio) Tieni giù le mani. Sono la metà, come la mettiamo?
- Dammi... - Guardami in faccia quando ti parlo.
Guardami in faccia. lo ti do due giorni.
- Due giorni sono... - Due giorni o ti spacco!
(usuraio) Due giorni!
(con voce rotta dal pianto) Non è giusto, io voglio solo cantare.
Se non pago tutti i debiti entro domenica, sono morto.
(Perlina) Dai... ssh!
(Perlina) Stai tranquillo, non succederà niente.
(Perlina) Sono bestie.
Dimmi quanto ti serve.
(Cristiano) Che vuoi che faccia per te, maestro?
Mhm?
Conosci qualche compositore che possa aiutarmi?
Però deve restare anonimo.
Ma sì! Certo, posso aiutarti.
Con me non devi vergognarti di niente.
Tu sei il maestro Perlina, farai un gran concerto!
Grazie, maestro.
Me ne occupo io, mhm?
Maestro, buongiorno. Le lascio qualche mio nuovo componimento.
Potrebbe inserirlo nel repertorio del concerto,
senza il mio nome, ovviamente. Sarebbe un onore per me.
Ma come ti permetti?
Tu credi davvero di essere all'altezza del Papa?
- Dai, leggi ad alta voce. - Sono solo pensieri.
- Non è niente. - (Marietta) Sono in rima?
Sì., ma...
Non lo so... Lasciamo stare, è meglio.
(Teresa) Dai.
"A me non piace niente
e non mi piace nessuno.
Questo corpo che è stato una festa
pieno di falsi amori, pieno di peli.
Verrò con tutto il mio cuore a dirti:
'Che cosa credi?
Questo corpo che mi vuole bene,
anche se cade, non succede niente. È... una promessa
che faccio a me stessa.
Io mi riprendo quello che mi hai portato via.
(canta) La mia testa parte e la mia testa ritorna
(canta) Una canzone che sommerge i miei occhi
(canta) Mentre cadono le lacrime, tremo
(canta) Tutto mi gonfia la pancia e gonfia anche il mio seno
(canta) La mia testa parte e la mia testa ritorna
(canta) Una canzone che fa esplodere i denti
(canta) Mentre rido dimentico di aver pianto
(canta) E la mia lingua si muove da sola e canto
(canta) Canto
(canta) Quello che hai voglia di dare non lo puoi trattenere
(canta) Implora di rimanere
(canta) Se troppo male fa troppo male
(canta) lo troppo bene non lo voglio sapere
(canta) Quello che hai voglia di dare non lo puoi trattenere
(canta) Implora di rimanere
(canta) Se troppo male fa troppo male
(canta) lo troppo bene non lo voglio sapere
Sono stanca di questo teatro.
Questa non è musica. Sono giochi per bambini.
Sono divertenti, ma ci fanno solo perdere tempo.
Devi partire da qui. Devi imparare l'alfabeto prima di parlare.
- Suona qualcosa di sensato! - (Prudenza) Lasciala stare, Lucia.
Non sei capace e noi lo sappiamo! Quindi adesso puoi toglierti?
Vieni, Teresa.
Sai qual è la differenza tra me e te? È che tu sei una strega
e le tue dita saltano qua e là. Noi te lo facciamo fare perché fai ridere,
ma fuori nessuno ascolterà la tua musica. - (Marietta) Lucia, basta.
Devi lasciarci lavorare!
Io domani dico a Perlina che cosa fai qui sotto e lui ti punirà.
A noi non farà niente perché siamo la sua orchestra e tu non servi a niente.
- (Prudenza) Basta. - No! Noi dobbiamo andarcene da qui!
Basta, Lucia.
Calmati.
(Lucia) Noi dobbiamo andarcene da qui!
È indecente, sporco, putrido!
(Fidelia) Volete che Sua Santità ricordi così questo posto?
Nuovo, lucente, immacolato deve essere questo istituto!
Oggi cominciamo le prove
del grande concerto. - (sottovoce) È solo una pagina?
Concentrate.
(canto in latino) Cristo
(canto in latino) Pietà
(canto in latino) Cristo
(canto in latino) Pietà
(improvvisazione)
Marietta!
(Marietta) Mi scusi.
Sapevo che eri stupida,
ma hai perso anche un occhio che non riesci a leggere la parte?
Io stavo solo ascoltando il mio orecchio.
Ah, tu...
Da quando ascolti il tuo orecchio?
Se posso permettermi, maestro, questo passaggio non era molto chiaro.
Oh, madre santissima!
Se il primo violino del Sant'Ignazio dice che non è chiaro un passaggio,
beh, fermiamoci un attimo che ascolto il mio orecchio.
Che mi dice?
Che sei una cretina,
che voi siete il peggior coro che abbia mai avuto!
Siete una mandria di contadine
vanitose e stonate!
Siete la mia penitenza, io vi merito.
Vi merito. Grazie, Signore. Grazie che...
che mi stai perdonando.
Sente ancora qualcosa il mio orecchio?
Dice che...
Voglio sentire
"Eja Mater" riecheggiare in tutte le stanze
adesso!
Che cosa vuoi?
(Cristiano canta in latino) Oh, Madre
(Cristiano canta in latino) Fonte d'amore
(Cristiano canta in latino) Fonte d'amore
(Cristiano canta in latino) Fammi provare
(Cristiano canta in latino) Lo stesso dolore
(canta in latino) Fammi provare
(canta in latino) Lo stesso dolore
(canta in latino) Perché possa piangere con te
(canta in latino) Fammi provare
(canta in latino) Lo stesso dolore
(canta in latino) Perché posso piangere con te
(Lucia) Così.
(Lucia) Guarda prima me, poi lo fai tu. Vai.
(Lucia) No, non ho fatto così. Stendi il braccio.
(Lucia) No, no.
Il braccio dritto e poi lo pieghi. Piega il braccio.
Gira il violino.
(sospiro)
(Lucia) Stendi il braccio e dritto con la schiena.
(Lucia) Stendi il braccio.
(Lucia) No, no.
(Fidelia) Tieniti strette le lezioni con il figlio di donna Lidia.
AI posto di quel grugno, fai una faccia riconoscente
perché se ti va bene, questo farai per tutta la vita.
(Lucia) Prendete gli strumenti.
Ho bisogno di provare una cosa. Sapete ancora leggere gli spartiti, sì?
(Lucia) È a canone, statemi dietro.
- (Bettina) Brava! - (Prudenza) Velocissimo!
È bellissimo.
Non pensavo che ti piacesse la nostra musica.
(Teresa) A me è sempre piaciuta la vostra musica,
ma questa che scrivi tu è ancora più bella.
(risate)
Che cosa sorridete? Non lo facciamo per voi.
È solo per evitare che se il Papa venisse a ringraziarvi,
non vi veda così luride e trasandate.
Non succede, ma se succede...
(dialoghi indistinti)
No!
No, no, no...
(Lucia) È meglio se ce ne andiamo.
(fischio)
Arrivo.
(usuraio) "Per i vecchi e futuri arretrati."
(Teresa) "Care ragazze, è per volere del mio dolce padre defunto
che vi spedisco il dono più prezioso dell'universo."
(bussano alla porta)
(bussano alla porta)
(Cristiano) Sei tu. Ti aspettavo ieri sera.
L'appuntamento era questa mattina.
Avevi detto che veniva il tuo amico compositore. Dov'è?
- È arrivato? - Mhm...
Gustavo, sì, sì... adesso arriva.
Arriva?
Vado un attimo a fare pipì.
- (bussano alla porta) - È arrivato.
- (Cristiano) Ecco. - Buongiorno, maestro.
(Perlina) Dammi qua!
Qual è? Dov'è? È questo?
- Eh? È questa? - Sì.
Questa roba è improponibile.
- (Perlina) Ne hai altre? - Ho portato le mie composizioni migliori.
Queste sono le migliori?
Sparisci, va'! Sparisci, vai via!
Maledetto, mi avevi detto che questo era bravo.
Non ho più tempo.
- (respiro affannoso) - Maestro...
- Non ho più tempo. - Respira.
- Respira. - Non ho più tempo.
Ciao.
- Eccovi! Vi ho cercato dappertutto. - (Bettina) Che cos'è?
Leggi.
(Bettina) "Care ragazze...
Mio padre, Johann Stein, grande costruttore di pianoforti,
ha passato la vita a mettere a punto questo prototipo unico al mondo
e sul punto di morte ha deciso di donarlo a voi.
Nei suoi viaggi ha incontrato i più bravi musicisti d'Europa,
ma voi lo avete colpito più di tutti.
(Prudenza) Solo voi siete state in grado di far cantare l'anima dei suoi strumenti.
Alle orfane del Sant'Ignazio." Cioè?
Il pianoforte è nostro... Cioè, vostro! C'è anche il certificato di proprietà.
Che cosa facciamo?
- Lucia dov'è? - Non lo so,
ma è tardi, dobbiamo andare. Marietta, vai a chiamare Lucia.
- (bussa alla porta) - Lucia?
- Tutto bene? - Ci stai facendo spaventare. Che c'è?
- Che è successo? - (Marietta) Non lo so!
Ehi... Lucia.
Lucia, ti prego.
Guardami!
(voci indistinte)
- Che succede qua? - (voce non udibile)
- Lucia... - Che ha Lucia? Che succede?
(voci indistinte)
Che cosa ha Lucia!
(Fidelia) Non toccatela! Lucia, che hai fatto!
- Lucia... - No!
No!
(voci non udibili)
- Lucia si è ammazzata. - No!
- Vai via! - Bettina, chiudi!
Chiudi!
(pianto disperato)
(Fidelia) È peccato! Dio, perdonaci... Perdonaci.
Che fai qui? Sto lavorando, sparisci.
Sai che non ce la farai mai.
Questa dovevo affogarla con un sasso alla caviglia
e non pensarci più.
Inginocchiati.
Prego?
Stai farneticando? Stai delirando, eh?
- Non vedi che sto facendo? - Pregami di salvarti.
Contadina! Sei una contadina.
Abbiamo deciso di salvarti.
Per il concerto puoi usare gli spartiti di Lucia.
Piuttosto mi impicco davanti al Papa.
Tu sai che non hai scelta. Ti portiamo gli spartiti noi.
In cambio fai tornare il pianoforte.
Che ne sai del pianoforte?
Tu fai tornare il pianoforte e avrai il tuo concerto.
Troppo tardi.
L'ho venduto.
Però portami quegli spartiti.
Vediamo cosa riusciamo a tirarne fuori.
Dai, vai!
- Vai! - Non hai capito.
Dirò la verità a donna Lidia.
Le racconterò di come suo marito mi ha presa
finché non mi ha messo incinta con la forza
e di come mi avete tolto il mio bambino
obbligandomi al silenzio.
- Dammelo! - No!
Dammelo!
Dammi qua!
- Dammi questa cosa! - No!
Domattina il pianoforte sarà qui.
Adesso, per favore,
vai a prendere quegli spartiti
e me li porti. Vai.
Oh.
Non dirai niente a donna Lidia, vero?
- Tromba. - Violino.
- (Marietta) Hai un violino secondo? - (Prudenza) Sì.
- (accordatura di pianoforte) - (Marietta) lo ho un violoncello.
- (Bettina) Coro. - (Marietta) Le altre ci staranno dietro?
(Prudenza) Sì, leggono all'impronta da quando sono nate.
- (Prudenza) Violino? - (Bettina) Qua.
- (Marietta) Violoncello? Eccolo qua. -Romeo?
(Teresa) Devo chiederti un altro favore.
(Marietta) Non vedo l'ora.
Ciao, bellezza.
(Teresa) Grazie.
(canta) Come faccio a scordarmi di te
(canta) Come proprio di te
(canta) Che mi hai chiuso dietro a una finestra
(canta) Sulla foresta
(canta) Senza neanche i vestiti
(canta) Come fossero vietati
(canta) Come faccio a scordarmi di te
(canta) Che sembravi ubriaco a ogni passo
(canta) Se penso a quelli che ho fatto
(canta) Ora che non ci sei più
(canta) Cosa diranno
(canta) Tutti quelli che vedranno
(canta) Che non riesco a scordarmi di te
(canta) Ci penso, ripenso per giorni, per ore
(canta) Mi scordo per mesi, mi cerco un dottore
(Lucia canta) È questione di tempo
(Lucia canta) E finita questa mia canzone
(Lucia canta) Deciderò a chi darlo
(Lucia canta) Ma la voglia e l'amore che ho dentro
(Lucia canta) Da adesso tornano a me
(accordatura di strumenti)
Lì arriverà il Papa.
- (donna) Buona domenica, donna Lidia. - Buona domenica.
- Buona domenica. - Buongiorno.
(governatore) Spero che sia un successo.
Non si è mai degnato di farmi sentire niente.
Siamo nelle sue mani.
Che cosa fa quella diavoleria là sopra?
Che cosa crede che ne penserà il Papa?
(donna) Buongiorno, governatore.
Eccolo, è arrivato! È arrivato!
(scampanellio)
(Papa in latino) Il Signore sia con voi.
- Ti aiuto? - (Marietta) No, ho già i nostri spartiti.
- Pronta? - Sì.
(Prudenza) Appena arriva, andiamo.
- (Prudenza) Mi dispiace. - Che cosa?
Che fate?
- Chi ha scritto il concerto? - Siete impazzite?
- Andiamo. - (Perlina) I patti erano altri!
Maledette, aprite.
- Tu sei morta! - (Prudenza) Tutte ai posti, si comincia.
Vieni qua, apri.
Tu sei morta!
(canto in latino) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria
(canto in latino) Nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria
(canto in latino) Gloria
(canto in latino) A Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto in latino) Gloria
(canto in latino) A Dio nel più alto dei cieli
(musica ritmata)
(canto ritmato) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto ritmato) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto ritmato) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(Romeo) Forza, bambini.
(canto ritmato) Nel più alto dei cieli
(canto ritmato) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(canto ritmato) Gloria a Dio nel più alto dei cieli
(sottovoce) È inaudito, una follia.
Mi chiudete dentro?
(Perlina) Aprite! Aprite!
(bisbigli)
(uomo) Che è questa roba?
(in coro) A-u-a
(in coro) A-u-a
(in coro) E-o-a
(in coro) E-o-a, e-o-a
Giacomino, dove vai?
Se è uno scherzo, farebbero bene a smetterla.
Provvedo io, vostra Santità.
(in coro) E-o-a
(in coro) A-a
(in coro) A-a
- Che succede? - (governatore) Ora cerchiamo il maestro.
- Ma... - Ora lo cerchiamo.
- Con il Papa qui! - lo non ho organizzato niente!
(Fidelia) È un grande musicista, che sia chiaro!
Un ispirato musicista!
Lidia...
-Ah... - (donna) Non parli male di Perlina!
Oddio, è morto! È morto!
Oddio, è morto!
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla
Oddio, è morto! Vada via!
Chiamate aiuto!
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
Basta, smettiamola!
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
Dov'è Perlina... Dov'è?
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(in coro) Eeh, lalla-o
(in coro) Ooh, lalla-e
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla, -e, lalla-e, lalla
Scomunicati!
Siete tutti scomunicati!
(Papa) Vergogna!
(Papa) Fatele smettere!
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(Papa) Zitte!
(in coro) Eeh, lalla-e, lalla-e, lalla-e, lalla
(bussano alla porta)
(Teresa) Lidia, vieni. È arrivata una lettera dalle ragazze!
"Cara Teresa, cara Lidia.
Innanzitutto tantissimi auguri al nostro Giacomino.
Crediamo di avere calcolato bene i tempi.
Questa lettera dovrebbe essere arrivata
proprio il giorno del suo dodicesimo compleanno.
La nostra Compagnia di donne procede a gonfie vele. Abbiamo aggiunto...
(Marietta) Abbiamo aggiunto una sezione fiati formidabile,
tre ragazze incontrate in Danimarca che volevano partire con noi.
(Marietta) Faceva freddissimo, sai?
(Marietta) Abbiamo indossato i guanti con le dita tagliate anche al chiuso.
(Marietta) Ora siamo quasi arrivati in Svizzera.
(Marietta) Madame de Stael ha risposto alle lettere di Bettina
e ci ha invitato a palazzo a suonare per lei.
(Marietta) Siamo quasi arrivati. È bellissimo qui.
(Marietta) Vorrei tanto che tu lo vedessi. Ora devo proprio lasciarti.
(Marietta) Vi amiamo e spero che tu sia felice.
(Marietta) In realtà non è esatto dire che siamo solo donne.
(Marietta) Lucia si è innamorata di un percussionista che viaggia con noi.
(Marietta) Ci aiuta con tantissime incombenze.
(Marietta) Lui le ha chiesto di sposarla, ma lei ha detto che preferisce di no.
(Marietta) Conosci Lucia, deve per forza fare di testa sua.
(Marietta) Speriamo che duri perché a noi sta simpatico
e Lucia sembra felice.
(Marietta) La prossima tournée devi venire con noi.
(Marietta) Prudenza è bravissima, chiude un concerto dietro l'altro.
(Marietta) Ha anche conosciuto un editore che forse ci farà pubblicare qualcosa,
ma chissà, vedremo.
(Marietta) Ora devo proprio concludere."
- Ciao! - Hallo!
(Marietta) "No, aspetta! Il pianoforte come sta?
(Marietta) Avete raccontato a Giacomino la storia del nostro pianoforte?"
(Giacomino) Che storia?
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