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Che hai fatto?
Che ha all'occhio Bistecca?
- Non ho guardato. - Sì, sì.
Io voto molto forte.
- E gli altri? - No, per niente.
- Per niente? - Forte.
- Molto forte. - Non forte, poverino.
Medio-forte.
Bistecca, tu cosa voti? Batti il pugno.
Se batti il pugno, è forte.
Quindi abbiamo una media
di medio-forte.
Non ho guardato.
Perché menti? Guardami negli occhi.
Fai l'uomo.
Dimmi: "Mirales, sei pazzo, non ho guardato."
Se hai guardato, ammettilo e di': "Sì, ho guardato, quindi?"
Non ho guardato.
Mi fai venire voglia di picchiarti.
Ricorda la frase di Montaigne che ti ho detto l'altra volta:
"Faccio maggior ingiuria a me stesso mentendo,
di quanto faccia a colui a cui mento."
In posizione, prego...
- Non ho guardato. - Per ricevere la meritata condanna.
Sì.
Aspetta.
Va bene, arriviamo. A dopo.
Manterrò la promessa.
Tranquillo, mantengo le promesse.
Dai, andiamo.
Vieni qui, Bistecca.
Ciao, belli!
Fai il bravo, Bistecca.
Papà torna subito.
Non accarezzarlo. Se ti graffia, sai che male.
François non sta bene.
Gli ho cambiato i croccantini, ma niente.
- Non va meglio? - No.
Si avvicina alla ciotola, l'annusa e poi...
se ne va.
I gatti sono un po' strani.
Chi, il mio François?
- Un altro giro? - Sì.
Che ti prende? Hai già bevuto cinque birre.
- Lascialo in pace! - No.
Sto bene.
Stai bene? Ancora un po', dai.
- Non incoraggiarlo. - Dai, un altro.
Dovresti essere il più giudizioso qui.
Ma se vuole...
Quanto ne vuoi? 100 o 200?
Facciamo 200.
- Non ti addormentare. - Tranquillo.
Mi sono mai addormentato?
A volte, quasi.
Non rompere.
Non diciamo bugie, grazie.
Andiamo?
Merda...
Buonasera.
Che hai da guardare?
Ti credi una strafiga? Cosa dovrei guardare?
Cazzo vuoi? Credi di spaventarmi?
Torna a casa dalla mamma.
Sparisci, non permetterti di parlarmi.
- Chi cazzo sei? - Ma sei fuori?
Torna dalla mamma.
Attento a come parli, sfigato.
CANE RABBIOSO
Sali in macchina, sbrigati.
Bistecca!
Vieni a fare un giretto con papà, dai.
No, non toccare.
Andiamo.
- A dopo. - A dopo.
Aspetta.
Andiamo.
Bistecca!
Seduto.
Non muoverti.
Come va, sig.ra Dufour?
Ciao, Antoine.
Le ho fatto dei biscotti.
Ah sì?
Forse c'è un po' troppo moscato, ma sono buoni.
Sei gentile, grazie.
- Vuoi il caffè? - No, grazie.
Ripasso. Durano cinque giorni al chiuso.
Li finirò molto prima.
Ottimo, buona giornata. Andiamo, Bistecca.
Vieni qui, Bistecca.
Bistecca, vieni qui!
Sono Damien. Lasciate un messaggio.
Sono io. Sono qui sotto.
Se non sei morto, chiama. Se sei morto...
Di' a Satana che ci vediamo presto.
A dopo.
- Ciao, dove vai? - A Le Pouget.
Vivo proprio lì. Sali.
Grazie.
Hanno avuto il controllo della partita e la vinceranno.
Bel recupero.
- Così! - Bum!
Dai, usciamo.
No, facciamone un'altra.
Stiamo marcendo come dei barboni.
Andiamo a fare una passeggiata.
Non mi va.
Sei stancante.
Non puoi farmi contento?
E fammi contento per una volta!
Dai, io ti faccio contento.
Restiamo qui a guardarci negli occhi.
Sai che spasso.
Sarà un pomeriggio memorabile...
Due vecchi malati,
allettati in una residenza sanitaria.
Che aspettano la morte, insieme.
Chi è?
Una ragazza a cui ho dato un passaggio.
Carichi in auto una ragazza e non mi dici niente?
Te lo sto dicendo ora.
Va bene, proponile di uscire con noi stasera.
Sì, le scrivo più tardi.
Ottimo.
Goal!
Che tiro!
Dritto in fondo alla porta!
Se fossi una donna, mi troveresti...
Mi troveresti...
Immagina la mia faccia, i miei occhi,
il mio corpo, con due prominenze al posto giusto...
Desidereresti una donna come me?
- No. - Che?
Ti aiuto.
Immagina che mi avvicini lentamente a te, così...
Giochiamo.
Divertiamoci un po'.
Buongiorno, Dog.
Il suo malleolo...
è piuttosto appuntito.
Posso toccarle il polpaccio?
Posso accarezzare questa bellissima rotula
e quelle dita affusolate da pianista?
Adoro accarezzare i suoi avambracci ed esplorarli con la poesia
delle mie dita da insalata, che ora stringeranno il tuo passerotto.
Che schifo, puzzi di ratto morto.
Stammi lontano, cane rognoso.
Da quel culo...
escono scorregge che hanno... dell'incredibile.
Non sono normali.
Il villaggio intero ti ha cagato nelle mutande?
Incredibile!
Sei malato, sai?
Te ne vai?
Dovrei restare qui a soffocare? Non ho le bombole di ossigeno.
Ciao, Bernard.
Come va?
Tutto bene?
Sì.
Allora...
Che dice?
No, niente.
Non hai vinto niente.
Quand'è il tuo compleanno, Bernard?
Il tre dicembre.
- Il 3? - Sì.
Leone è per i nati a luglio e agosto.
Tu sei Sagittario, devi giocare il Sagittario.
Ma mi piace il Leone.
Vedi tu, ma dovresti giocare il tuo segno zodiacale.
Ho vinto con il Leone.
Tranquillo, tranquillo. Come vuoi.
Sì, tranquillo.
Ci vediamo, Bernard!
- Ciao. - Ciao.
Io e Mirales usciamo con degli amici.
Vuoi venire con noi?
Mi piacerebbe, ma sono stanchissima.
Dopo il viaggio, ho solo voglia di fumarmi una canna.
Tranquilla.
Non fare la timida. Siamo dei bravi ragazzi.
Una compagine allegra.
Ci divertiamo.
Non sono timida.
Vieni, allora.
- Un'altra volta, magari. Oggi sono... - Dai!
Dai, non vieni a Le Pouget tutti i giorni!
Ci resto per un mese!
Ma questa è una serata che non puoi perderti.
Succederanno cose!
Devo cambiarmi.
Perché?
Beh, non esco in pigiama.
Saresti comunque vestita meglio di noi.
Vai tranquilla.
Vi raggiungo più tardi.
No. Vieni con noi, ora.
Non bidonarci,
sennò giuro sulla tomba di mio padre che vengo a prenderti.
Dai, a dopo.
A dopo. Andiamo.
Io nella carbonara ci metto la panna.
Anch'io.
Sempre.
Ma io vi parlo della ricetta tradizionale.
La vostra è una ricetta sacrilega.
Nella mia carbonara ci sono solo cinque ingredienti:
olio di oliva, parmigiano,
uova, guanciale e pepe. Basta.
Sì, ma quella con panna e pancetta
è buona uguale.
Fai ridere.
Chi è il cuoco tra me e te?
Al momento nessuno dei due.
Parli perché stai aprendo un ristorante,
ma chi è il vero cuoco tra noi due?
Non sei un cuoco, hai solo un certificato.
- Che certifica che sono un cuoco. - Un cuoco cucina.
Sarai un cuoco quando cucinerai.
- Ora non sei niente. - Ma sentilo!
Sai molto bene che se non cucino,
è per scelta.
Non ho voglia
di lavorare in un ristorante di provincia.
Senza offesa né niente, ma...
- Voglio di più. - Parti, allora.
Invece di sminuire chi cerca di fare...
Ma figurati!
Non volevo offendere, davvero.
Però, Paco, vuoi aprire un ristorante.
Non hai mai lavorato in cucina.
Fumi?
E qual è il problema?
- Non fumi? - No.
Non sono un cuoco, sto aprendo un'attività.
Assumerò un cuoco. Faccio delle ricerche di mercato,
cerco un locale, vado alle banche...
Sto mettendo su un'attività.
Se ti interessa, tanto meglio.
Se non ti interessa, va bene uguale.
Un'attività...
Non lo faccio perché vivo qui.
Credo nel progetto.
Come vuoi.
Io ti auguro il meglio.
- Vedremo. - Davvero.
Io non mi sento a mio agio
nel contesto in cui sono cresciuto. Tutto qui.
Dog, sì.
Lui è perfettamente a suo agio in un paesino...
Ma io so che se resto qui
mi prenderò un cancro uno di questi giorni,
perché sarà il mio corpo a esprimere
questo mio disagio.
Dog sarebbe un buon cameriere.
È fatto per fare il cameriere.
Solo che lui preferisce
succhiare l'uccello a dei pelati in mimetica
e fare il cane da guardia della patria.
È ambizioso, lui.
Sogna in grande.
Vedremo.
Già.
Ci serviranno soldi, comunque.
Senza soldi, niente ragazze.
Niente ragazze...
niente problemi.
Ma senza problemi,
che vita è? Eh già.
Io ho Dog,
quindi ho solo problemi e nessuna vita.
Immagina.
- Sei scocciato? - No.
Perché non parli?
Non mi va, ma sto ascoltando.
Cosa non ti va?
Non mi va di parlare.
Ti va di fare il figo, però.
Ti senti uno strafigo che con la sua bellezza folgorante,
su quella panchina,
attira le donne come i fiori attirano le api.
Di fare il figo hai voglia.
Me ne vado.
Vai via?
Te ne vai?
Te ne vai?
Sì, sono stanco.
E a casa che farai di meglio?
Dormirò.
- Perché? - Perché ho sonno.
Non hai fatto niente oggi!
Beh, sono stanco.
Di cosa sei stanco, di noi?
Senti, ciao!
Vai, vai, sfigato.
Vai vai, stronza!
Vado anch'io.
Traditore!
Giuda.
Alla prossima.
Lanciamo qualche pietra anche a lei.
È la mia vicina.
È bravissima.
È brava, vero?
Ha fatto anche dei concerti.
Era anche famosa.
Mirales ha preso lezioni da lei per un po'.
Ah sì? Mirales?
Per sei mesi, quando si è trasferito qui.
Quindi non è di qui?
No, è di Grenoble.
Per questo ha quell'accento strano.
Boh, non so.
Fa sempre lo sbruffone così?
Non saprei.
Mirales è fatto così.
Pensavo vi conosceste da una vita.
Sì, è così.
Da quando avevamo 12 anni...
Siamo inseparabili dalle scuole medie.
Mi ricorda un sacco il mio ex.
Non è un complimento.
Guarda.
Cosa vedi?
Aspetta.
Una nuvola.
Una nuvola?
Tutto qui?
Hai una fervida immaginazione tu, eh?
Impegnati.
Non vuoi giocare?
Fai di meglio, però!
Ecco.
Smettila!
Ecco.
Ciao.
Andiamo.
Penso che resterò a casa oggi.
E da quando pensi? Metti il giubbotto.
No, fa freddo, non mi va.
Allora salgo io da te.
Che hai?
C'è Elsa di sopra.
È per questo.
Ci hai scopato?
Neanche una pomiciata?
Furbacchione.
Arriva questo tipo e mi provoca, vuole fare a botte.
Io non sono un tipo violento, allora cerco di calmarlo.
Poi arrivano i buttafuori
e Driss arriva da dietro e prende il tipo a calci nei denti.
I buttafuori mi afferrano dal codino e Driss tira pugni a destra e sinistra.
Parte una mega rissa,
tutti si menano, volano calci e pugni.
Quindi, sì. È finita a cazzo, una mega rissa.
- Un casino. - Tutto qui?
Che ti serve?
I soliti 60.
- Sessanta? - Sì.
- Ecco. - Grazie, bello.
È buona?
No, fa schifo, zio.
Ciao.
A dopo.
Seduto.
Così.
Seduto!
Ciao, Antoine.
- Come stai? - Non c'è male.
Non mi lamento.
Ciao, Bistecca.
Com'erano i biscotti?
Ottimi. Il moscato ci stava benissimo.
Sì? Le è piaciuto?
- Ciao, Damien! - Come va?
Bene, tu?
Bistecca sa che ho sempre qualcosa per lui in borsa.
Guarda. Ecco qua.
Grazie. Di' grazie.
Buona giornata!
Dai, Bistecca. Andiamo.
Dai, Bistecca.
Ti sei messo in tiro?
- No. - Ti sei messo il profumo.
Sbarbina maliziosa!
Prendi. Tieni il resto, zio.
Qual è il tuo sogno nel cassetto, Elsa?
Perché dovrei dirtelo? Ti conosco appena.
Appunto, conosciamoci meglio. Diciamoci delle cose.
Vuoi sapere qual è il mio sogno?
Spara.
Essere da solo in quest'auto con te.
Perché la felicità
dimora nel momento presente.
Perché cercare
la felicità altrove, quando è a portata di mano?
Accogli il presente. Accettalo.
Apprezza il momento che stiamo vivendo insieme.
Godiamocelo.
Siamo in questa auto, respiriamo, viviamo.
Tranquilli. Andiamo d'accordo.
Andiamo d'accordo?
Non trovi?
Vuoi dire che non ti piaccio?
Non ti sto simpatico?
Boh.
"Boh," sul serio?
Anche tu mi "boh", Dog?
"Boh," cosa?
Mi vuoi bene?
Voglio bene a tutti.
Non riesce a dirmi che mi vuole bene. Deve includere te e Bistecca.
È pudico, mi commuove.
Bernard!
Questa è la pallina di papà.
E di Bistecca.
È di Bistecca, ma anche di papà.
È mia e tua. Bisogna saper condividere.
Forza. Non toccarla. Seduto.
Vuoi lanciarla tu?
Non toccare, Bistecca!
Dai, Bistecca!
Ecco la pallina.
Valla a prendere.
Dai, vai!
Vai!
È scemo il tuo cane.
Non offenderlo.
È scemo.
- Non giochi più con lui. - È scemo.
Io lo so che sei intelligente, ma lei è maligna.
È maligna perché non sta bene con se stessa.
Non è una bella situazione la sua, anzi è molto triste,
ma ora ti chiederà scusa.
Lo hai ferito. Chiedi scusa.
Non chiedo scusa a un cane.
Ok, attaccala!
No! Va bene, va bene.
Bistecca, scusami, mi dispiace.
Sei brutto e sei pure scemo.
Lascia perdere quella stronza.
La pallina di papà
La pallina di Bistecca
Valla a prendere, non far cilecca
Valla a prendere, non far cilecca
Quindi tu puoi sfotterlo e io no?
Io lo sto addestrando, è diverso.
E poi io lo sfotto con affetto.
Valla a prendere, non far cilecca
Bravo.
Questa è la sua canzone preferita.
Musica e parole le ho scritte io.
Cantiamola insieme.
Comincio io,
da solo,
poi attaccate voi due dopo di me.
Va bene?
Il tuo amico è matto.
"La più sottile follia nasce dalla più sottile saggezza."
Montaigne.
Siete una bella coppia, voi due.
Se ti dicessi le porcherie
che gli ho fatto dietro ogni angolo,
capiresti su che razza di bestia hai messo le grinfie.
Vieni, Bistecca.
Entra.
Qui, Bistecca.
Ecco.
Che fai?
Aspetto che asciughi.
Mi piace quel blu.
Lo addolcisce.
Sei andata avanti.
Brava.
Ho portato Dog e Bistecca a fare un giro. Si è divertito.
- Chi, Dog? - No, Bistecca.
Dog non insegue le palline da tennis, sfortunatamente.
Non ti sei divertito tu?
Non ti sei divertito con papà e zio Dog?
Ha preso le palline da tennis e le ha distrutte,
le ha fatte a pezzi.
Faccio da mangiare.
Vuoi qualcosa in particolare?
Gli avanzi di ieri vanno bene.
È strana. Emana un'energia strana.
È triste.
Dipinge e basta...
Non so se è perché non espone i suoi quadri...
Sebbene siano magnifici.
Ma è intrappolata in una spirale.
Dipinge, aspetta che asciughi, così, assente.
Mette il quadro in cantina e ne comincia un altro.
È da tre settimane che va avanti così.
Non esce di casa.
È come se fuggisse da qualcosa.
È intrappolata in uno stato di immobilità
che mi fa impazzire.
Sono lì che la guardo e non so cosa fare.
Non posso dire a mia madre:
"La tua vita fa schifo. Esci di casa e fa' qualcosa.
"Non farti risucchiare dalla depressione..."
Non posso parlarle così.
Non è l'ordine naturale...
delle cose, no?
Mi ascolti?
Mi ascolti?
La mia ultima frase?
Parlavi di pittura.
Sono uno stronzo che parla da solo?
Dai, sorridi.
- Vediamo. - No.
- Fammela vedere. - No, la cancelleresti.
- E dai! - Smettila!
Così mi fai male. Lascia!
E va bene, aspetta. Aspetta.
Te la mostro, giuro.
Ma non cancellarla.
Un attimo.
Sei troppo bello.
Sì.
Sì, ho visto i tuoi messaggi.
Ora?
Va bene. Arrivo.
Devi proprio andare?
Se non vado, se la prende.
Ragazzi!
- Tutto bene? - Ciao!
Johan sta scendendo.
Va bene.
Come va, tutto bene?
Ho smesso di fumare da un giorno all'altro.
Stavo fumando una canna e ho detto: "È l'ultima,"
e così è stato.
E incoraggi i tuoi clienti a smettere?
Quello è spararsi nelle palle, non arrivo a tanto.
Business is business.
Puoi scommetterci.
"Time is money," come dicono gli americani.
- Quanto ne vuoi? - Cinque.
Cinque barrette.
Ecco.
Grazie.
Bella.
A proposito di America, com'è stato il Québec?
- È stato bello. - Sì?
- Bellissimo. - Incredibile.
A parte il freddo.
Esatto, è il freddo che mi spaventa.
Un freddo assurdo. Meno 30, 40.
Che?
Un giorno ha fatto meno 40.
Quasi.
E va bene, sarà stato meno 38.
Meno 40 è...
È un inferno di ghiaccio.
Il Québec è lontano dal Canada?
Ti rendi conto...
di quello che hai detto?
Devo aver confuso...
Ti rendi conto della scemenza che hai appena detto?
L'ho confuso con un altro...
È come se avessi detto:
"La Bretagna è vicino alla Francia".
Me ne fotto.
Tu te ne fotti di tutto. È questo il problema.
Diventa sempre più scemo perché non si interessa a niente.
Zero curiosità.
- Mi interesso alle cose. - Sì, a cosa?
- Non so. - Ecco.
Spero che l'esercito, per lo meno, ti aiuti...
a espandere un po' i tuoi orizzonti,
perché sennò, la vedo male.
Peccato, è intelligente,
ma siccome è pigrissimo...
mi è diventato tragicamente stupido.
Un idiota felice.
- Che non è neanche felice. - Lo sono.
Sei felice?
Beh, vive come gli pare. Non puoi...
Non posso cosa? La sua vita è mangiare, bere e dormire.
Pensa che vita. Ah, ultimamente anche scopare.
Bella, Nico!
Dog, al centro!
Ancora!
Vai!
Che schifo!
Dai, sul lato!
Sta monopolizzando la partita.
Non c'era nessuno in difesa!
Hai pensato a come arredare il ristorante?
Ci pensa Charlotte.
Comunque, non mi dite niente. Non importa.
Mi scusi, signore.
Il mio amico ha due forchette, come mai?
Ah, le chiedo scusa.
Risolto.
È fatta.
Ce l'hai tu? Dov'è?
Magia!
Dov'è?
Il secondo numero di magia è un regalo.
Frutto del lavoro dei commensali qui presenti,
che hanno scandagliato gli abissi dei loro conti in banca
svuotandosi le tasche.
Per te, fratello.
- Prendi. - Grazie mille.
- Lo apro. - Dai, aprilo.
Guarda lì.
Sarai elegante come un ministro.
C'è ancora il prezzo.
C'è ancora il prezzo.
Così saprà quanto abbiamo speso.
Dai, mettila.
No, no. Grazie mille.
Hanno partecipato tutti,
tranne una persona,
quella che dovrebbe tenere di più a te.
Non me l'hai chiesto!
- Ah no? - No.
Non gliene facciamo una colpa...
Ma poverina!
Non ce la prendiamo!
Mi hai escluso.
Discorso! Facci un discorso, dai.
Dai, quattro, cinque frasi.
- No, smettila. - Dai!
Per ringraziarci.
Queste persone hanno raccolto dei soldi per farti un regalo
e vuoi uscirne solo con un grazie?
Quattro frasi, non chiedo molto.
Cosa fai a Rennes, Elsa?
Io? Beh...
Ho finito la specialistica in Letteratura comparata.
- E cosa fai al momento? - Non molto.
Sono venuta qui per risparmiare sull'affitto.
Mia zia cercava qualcuno che le innaffiasse le piante
mentre lei era via, l'ha chiesto a me...
e ho subaffittato casa mia.
Vorrei lavorare in un cinema d'essai.
Potrei lavorare alla cassa.
Così nel frattempo potrei scrivere articoli sui film...
Fa ridere?
Lavoreresti alla cassa e...
Potrei organizzare i dibattiti...
Sì, certo.
- Perché no? - No, ma certo!
Quindi faresti delle conferenze mentre lavori in cassa...
- Non conferenze, dibattiti. - Organizzeresti la cosa.
Esatto, modererei i dibattiti, scriverei...
E vedrei anche i film, intanto.
Quindi sei una scrittrice?
No, non proprio.
Mi piacerebbe. Una rivista ha pubblicato due miei racconti.
Ma... non so.
Non so cosa voglio fare nella vita.
Quali autori hai studiato quando studiavi Letteratura comparata?
Non credo che tu li conosca.
Mi hai preso per un coglione.
No, per niente. Penso solo che non li conosci.
Prova, non si sa mai.
Ho letto:
"Echi e riflessi della metrica classica nella prosa letteraria
di Hermann Hesse."
E parla di come lui poetizza la sua prosa,
di quali tecniche usa, giusto?
Sì, più o meno.
Per me Il lupo nella steppa è il libro migliore che abbia scritto.
È uno dei cinque romanzi
che hanno plasmato di più la mia immaginazione letteraria.
Ma adoro anche Narciso e Boccadoro, Siddhartha...
Io ho un diploma in Design di interni.
Non te l'ha chiesto nessuno, ma...
- Fai sempre lo stronzo. - No, mai.
È affetto, il mio.
In realtà, è solo affetto.
Lo dissimuli bene!
Buon appetito, gente.
Buon compleanno!
Che c'è?
Mangio così io?
Mi faccio il culo per portarti in un posto chic e tu?
Mangi come un cane dalla scodella?
Le altre persone sedute a questo tavolo mangiano come te?
Sei un maiale.
Ti ingozzi.
Ma non ti... non ingozzarti!
Sembri uno che non mangia da anni. Uno spettacolo pietoso.
- Lascialo stare. - No, ma deve capire.
Abbi un po' di riconoscenza per gli amici.
Mi hai fatto perdere l'appetito.
Apprezza il cibo, ma con eleganza.
Riesci a farlo?
- Devo pisciare. - Ti schiaffeggerei.
Perché non lo lasci in pace?
- Parlavo con te? - Ti ho fatto una domanda.
- Parlavo con te? - Rispondi.
Se lui non c'è, non parli più?
Tanto per cominciare, stai zitta.
- Mirales, basta. - Aspetta.
Stai con lui da due minuti e tre pompini.
Non lo conosci.
- Calmati. - Aspetta.
Io lo conosco da 15 anni. So chi è, va bene?
Tu, no. Se lo lascio per due settimane,
lo ritrovo con la gola squarciata in mezzo a una strada,
quindi non intrometterti.
Mi avete rovinato la cena, voi due!
E se lasciamo te per due settimane, dove ti troviamo?
A casa tua
a lasciarti l'impronta delle mie 5 dita su quella faccia da scema.
All'università non ti hanno insegnato
a non giudicare un libro dalla copertina?
Eppure sono le basi.
Sono fatti l'uno per l'altra questi due!
Vieni, Bistecca.
Seduto, Bistecca.
No, non toccare! Seduto!
Che ti ha detto papà?
Che ti ha detto papà, Bistecca?
Cosa ho detto?
Dai, mangia.
Sì, ero bellina.
Guarda come mi vestivano i miei.
Mi prendi in giro?
Eri piccolina.
- Chi sei tu? - Questa.
- Sembri impaurita. - Ero forte. No, aspetta.
Aspetta.
Chi è?
Il mio ex.
Vediamo.
No, non ti mostro il mio ex.
Perché no?
No, non mi va.
Fammi vedere la foto della tua ex.
Non so se ne ho.
Sul serio?
Quanti anni ha?
Settanta.
È una pianista. Una pianista di talento.
Cazzate.
Vi disturbo?
No.
A me sembra di sì, me ne vado.
No, non disturbi.
Continuate pure a parlare. Non smettete per me.
Se non sparlate di me, non avete nient'altro da dire?
Ma dai, Mirales.
Se volete che me ne vada, me lo dite. Semplicemente.
Se sei venuto per litigare, vai a casa.
- Per litigare? - Esatto.
Lo pensi anche tu, Dog?
Il tuo ragazzo non è d'accordo con te.
Senti, vattene.
Parla come si deve.
Che sei venuto a fare?
Non alzare la voce con me.
Non farlo.
Sennò che fai?
Mi prendi a schiaffi?
Fanculo tu e fanculo tu. Me ne vado quando dico io.
Non sarai tu a dirmi di andarmene.
Me ne vado quando dico io.
Merda.
Non hai niente da dire?
Me ne vado anch'io.
Tutto bene?
Dov'è il tuo amico?
- Parlo con te. - E io non ti rispondo.
Digli che è meglio se non lo incontro.
Diglielo tu, non recapito i messaggi di mestiere.
Lui non c'entra, anzi, lo ha richiamato.
Avete litigato?
No, ma lui si fa mangiare il cervello da una sbarbina.
Gli sta bene così...
Non ho capito.
Si fa mangiare il cervello da una sbarbina.
Si è innamorato?
Boh, sì. Mettila così.
Ma è bellissimo. Dovresti essere contento per lui.
Estasiato.
Si diverte, è contento.
Ma non per questo devi trascurare gli amici.
Sei innamorato, va bene, ma non puoi sparire.
Non è sparito. Passa del tempo con lei e con te.
Invece a te come va con le ragazze?
Come va?
Per me le ragazze... Dai, te ne ho già parlato.
Cosa?
Voglio...
Cosa vuoi?
Voglio una ragazza con cui creare una bolla.
Non sai neanche tu cosa vuoi!
Guarda, se c'è una cosa che so è come voglio che sia la mia ragazza.
Sincera, leale, bella...
Voglio un diamante grezzo.
Non voglio una pezzente raccattata per strada.
Sei pazzo. Non esiste.
- Cosa? - Ogni ragazza ha pregi e difetti.
Voglio una donna con cui mi sotterrerò, abbracciato a lei nella stessa bara.
O quello o niente.
Sei pazzo, non esiste.
- Cosa? - Non sai niente delle donne.
Non ne sai niente, eppure ne cerchi una con cui farti seppellire.
Quello o niente. Non ho voglia di...
Sì, seppelliti insieme.
Bistecca!
Vieni, Bistecca!
Vieni qui. Dammi.
Seduto, Bistecca. Seduto.
Che ti ho detto?
Video di cani o gatti?
Sei crudele! Non riesco a scegliere...
Devi scegliere.
È uno degli interrogativi fondamentali che definiscono l'identità
degli occidentali.
Asterix o Tintin?
Freud o Jung? Rolling Stones o Beatles?
Ti è piaciuto?
Ha un sapore strano senza panna.
Non ti piace?
Preferisci che ti dica una bugia?
È buono, ma preferisco con la panna acida.
La prossima volta cucina tu, così sarai più contenta.
Immagina se dicessi di un tuo dipinto: "Il colore è troppo pastoso".
"È troppo rosso, o blu." Ti piacerebbe?
A chi scrivi?
Niente, a nessuno.
Sei altrove, è brutto.
Dai, non è nessuno.
Il mio ragazzo rompe.
Parlo del mio ex.
Scusa, parlavo del mio ex ragazzo.
Anche tu hai un ex che rompe.
Dai, scusami.
Dai, l'ho detto senza pensarci.
Mi faccio una doccia.
E ti porti il cellulare?
Sì, è waterproof.
Vieni.
- Quando cominciate i lavori? - La settima prossima.
Ah sì? La settimana prossima?
Charlotte ha disegnato tutto in 3D col suo software.
È bellissimo.
Vi costerà tanto rinnovare il locale?
Sì, ma ci stiamo dentro. Ci servirà un po' d'aiuto.
Ce la faremo.
Bene.
È più grande di quanto sembri. Va da quel tubo a quest'altro.
Ha una forma a L.
La sala si estende sotto la scala.
La cucina è in fondo.
- Non riesco a raccoglierli tutti. - Che schifo.
Fanculo.
- Come lo chiamerai? - "Da Paco". Molto semplice.
Non ve l'avevo detto?
Dovremo stampare un po' di cose.
Hai da vendermi del fumo?
E il tuo ragazzo dov'è?
Ti ho solo chiesto se hai il fumo.
Avanti.
- Buonasera, sig.ra Dufour. - Ciao.
- Tutto bene? - Sì, tu?
Sto bene, sono venuto a prendere la scatola dei biscotti.
Certo, te la prendo.
Grazie.
Ecco.
Tieni.
- Grazie. - Grazie a te.
Le andrebbe...
di suonare il piano per me?
- Cosa vuoi che ti suoni? - Faccia lei.
In questi giorni mi sto esercitando
con il finale de La tempesta.
Guardate, c'è quel pezzo di merda.
- È lui? - Quel tipo?
Andiamo a strapazzarlo un po'.
Che cazzo ci fai qui tu?
Allora?
Ecco la mia donna, la vedi? Fermo.
La volevi scopare, no? Eccola.
Ti ha detto che vuole scoparmi?
Se non ci fosse la tua donna, ti massacrerei.
Calmiamoci, dai.
Chiedile scusa o ti massacro.
Ti faccio a pezzi, ti massacro.
Cazzo a spillo.
Levati dalle palle.
Oggi è il tuo giorno fortunato.
Non fare il duro.
Bang, bang! Vattene da qui, idiota.
E non cagarti addosso.
Scusami.
A che ora ci vediamo?
È meglio se ci lasciamo.
Prendi.
Ti avevo chiesto 100 grammi, però.
- Mi prendi per coglione? - No.
Perché ne vuoi di più?
Io e Driss vogliamo fumarcelo insieme.
Dammi i soldi.
Sei serio?
Driss, un paio di palle. È per Dog?
No, è per me e Driss.
Sì, come no.
Giuro!
La sua ragazza lo ha chiesto a lui e lui a te.
Andate a fanculo!
- Sei serio? - Serissimo.
84, ma possiamo ricavarne due.
Troppe luci, no?
Mi passi la piccola?
Ehi, Bernard!
Come va?
Bene.
Sì? A posto?
Allora?
Non so.
Che dice?
- Non hai vinto. - Merda.
Niente.
Perché hai giocato il Leone.
Devi giocare il Sagittario.
Te l'ho detto molte volte.
Ora ti compro il Sagittario.
Fermo, Bistecca!
Seduto!
Ecco qua.
Sagittario.
Tieni.
Uno per ciascuno.
Uno per Bistecca.
È nato il 13 aprile, vediamo.
Vediamo.
Tieni.
Cos'hai tu?
Hai perso.
Merda.
Non fa niente.
Aspetta. Vediamo il mio.
Hai vinto?
Ho perso anch'io.
Tieni.
Bistecca, sei la nostra ultima speranza. Concentrati.
Mostraci di cosa sono capaci gli Ariete.
Bernard, incrocia le dita per Bistecca.
- Perso? - Perso.
Hai perso.
L'importante è partecipare, no?
Non hai preparato la cena?
No.
E che mangiamo?
Non lo so.
Non importa. Non mangio.
Grazie.
Sì, non mangiare.
Sono Damien. Lasciate un messaggio.
Seduto.
Non muoverti.
Un pacchetto di Blondes.
Ecco.
Grazie. Buonasera.
Elye Wahi è il degno successore di Olivier Giroud.
Savanier!
Pronta risposta di Donnarumma!
Marquinhos...
Che fai?
Niente. Sto giocando.
Elsa non c'è?
No.
Parliamo.
Non hai niente da dire?
Che dovrei dire?
Non devo dirtelo io. Ti ho chiesto se hai qualcosa da dirmi.
Non lo so.
Quindi se io non dico niente, tu non parli?
Invece sì.
Invece no.
Ti scoccia stare con me?
No.
Non si direbbe.
Ti piace stare con me?
Sì.
Non ti rompe girare con uno
che parla da solo tutto il giorno?
- Non parli da solo... - Zitto.
Stare con te è come parlare a un muro.
Tu dici che devo parlare...
E se ti dico di ammazzarti, tu ti ammazzi?
Ti dico "buttati giù", tu lo fai?
È per Elsa che stai così?
No, sono contento per te.
Sei innamorato di lei?
Sì.
Bene.
Ora spiegami
com'è possibile
mentire a se stessi fino a questo punto.
Lei se ne fotte di te.
Ma secondo te
lei può amare un cervello di gallina come te?
Il mese prossimo
tornerà alla sua vita perfetta, dal suo fidanzatino.
Eccetera.
E tu tornerai a essere quello che sei, uno sfigato.
È così che finirà.
Parli di amore e tratti male i tuoi amici.
Che stai blaterando?
Credi che non ti voglia bene?
Sono tuo fratello, non un tuo amico.
Possiamo farci a pezzi, ma sarò sempre tuo fratello.
E se c'è una ragazza...
Non parlare di ragazze.
Non sei mai stato con una ragazza. Non parlarne.
Non ho bisogno di te.
Vai, allora.
Vattene.
Se non hai bisogno di me.
Tranquillo, François.
- Ehi, Dimitri! - Ciao.
Tutto bene?
Sì, tutto bene, grazie.
Deve andare dal veterinario.
- Che ha? - François non va di corpo.
Novità?
Il solito tran tran, ma non mi lamento.
A proposito.
Il tipo che è venuto qui con la sua ragazza...
Quello che ho strapazzato un po'.
Dog?
- Si chiama così? - Sì.
Perché?
No, niente, niente.
- Ti aiuto? - No, ce la faccio, tranquillo.
Va bene. Ci vediamo, bro.
Non ha un lavoro, non ne troverà uno.
Si farà le seghe a casa.
E camperà con l'assegno sociale.
Chi sono questi?
Tutto bene?
A posto, sì?
Conoscete Dog?
Che volete da Dog?
È serio?
- Che volete da lui? - Che voglio?
- Che c'è? - Dammi il tuo borsello.
Chiama Dog.
O ti prendo per il codino e ti faccio il culo.
Chiaro?
- Chiamalo. - Va bene.
Tu, siediti.
- Io? - Sì, tu, siediti.
- Lo stai chiamando? - Sì.
Allora?
Dov'è il vostro amico Dog?
Tutto bene?
Ti disturbo?
Bene. No, è...
Sono con Driss. Potresti venire qui?
È successo un casino. Puoi venire alla fontana?
No, è urgente.
È importante, giuro. Altrimenti non ti avrei chiamato.
Grazie, bro. Sei il top.
- Allora? - Arriva.
Perché hai il codino?
Non so. Mi piace.
È il mio stile.
Devi ancora capire chi sei?
No... io... no.
Dammi il coltello.
Glielo tagliamo, quel codino da frocio.
Che ne pensi?
- Che si fa? - Dai, facciamolo.
- Tu che dici? - Ma dai...
Anzi facciamo il bis.
Gli taglio codino e uccello.
Calmo, stai calmo.
Spero per te che arrivi.
Eccolo.
Vieni qui, bastardo!
Aspetta, dove sei?
Dove sei?
Eccolo, è lì!
Finiscilo!
Fermo!
Chi è la puttana ora, eh?
Chi è?
Ammazzalo, quel cane rognoso!
Finiscilo!
Finiscilo, Dimitri!
Sparite!
Il coltello, Matthieu!
Inculatevi!
Che pensi di fare, eh?
Non fare il furbo con me!
È per questo che ho cominciato a fumare.
- Cioè? - Per smettere di sognare.
La notte prima che mio padre morisse, ho sognato che moriva.
E subito dopo,
mi sono detto che era un sogno.
Il giorno dopo torno a casa e vedo mia madre che piange.
Ho capito subito.
E per molto tempo ho pensato fosse colpa mia.
L'ho sognato ed è successo.
Mi sono messo a fumare come un dannato.
Sai, Montaigne ha detto:
"Tutti i giorni vanno verso la morte, l'ultimo ci arriva."
Dice tutto.
La pallina di Bistecca
Valla a prendere, non far cilecca
Ciao, fratello. Ho trovato una cosa per terra e ti ho fatto un video.
Aspetta, dov'è?
Ecco, guarda.
Non dirmi che non hai guardato.
Siccome non ci vediamo da un po',
non voterò forte.
Io invece voto molto forte!
Il che fa una media di medio-forte.
Quando ci vediamo, ti darò la condanna che meriti.
Saluti, amico mio.
E datti una mossa!
Dai, usciamo.
Continuiamo a chiederlo e non ti va mai.
Neanche rispondi, te ne freghi.
Parli di ragazze, ma non vuoi andare a ballare.
Ehi, Bernard!
Tutto bene?
Tutto buonissimo.
Grazie.
- Deve uscire subito. - Sono da solo qui!
Me ne servono due. Lascia quello.
Questo è il tavolo 3?
- Solo un secondo. - Subito.
Adattamento: Gabriella Pierro
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