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Original subtitles

(RINTOCCHI DI CAMPANA)

(Donna) Piero! Piero!

(Donna) # E lasciami cantare una cantone per te... #

(UNA DONNA CANTICCHIA)

(Uomo) Vuoi uscire dal cesso?

(Donna) Deve tornare subito! Capito? Devo tornare subito o lo denuncio!

(SQUILLI DEL TELEFONO)

(COLPI METALLICI E RUMORE DI UNA FRESA DAL CANTIERE)

(FISCHIO DEL TRENO)

(Uomo) Non ti do neppure 1000 lire. E' inutile che fai quella faccia lì.

(Uomo) E non pensare di chiedere a tua madre. Se ti servono soldi, lavora!

(Uomo) Lo so che sei capace di trovarli! Lo so io come! E' meglio che non ci pensi.

(Uomo) Voialtri oggi non vi vergognate di niente.

(Uomo) Io vorrei sapere dove vai in giro. Non puoi stare a casa? Cos'è che non va?

(Uomo) Non ti sposerai mai con la vita che fai.

(FISCHIO DEL TRENO)

Delle volte mi trovo simpaticissima, delle volte odiosa.

A me sei simpaticissima.

Sentì...

- Vieni qua un momento, ti devo dire una cosa. - No, la so già quella roba lì.

Be'?

- Come sto? - Ma dai, vieni qua, devo dirti una cosa importante.

Ah, ma non sei capace di pensare ad altro tu. E' una fissazione.

- E' una vita che siamo qui. - Uff!

Ho proprio bisogno di prendere una boccata d'aria.

Un momento... Ma dove vai?

Be'... allora ciao e grazie!

Aspetta! Aspetta un momento! Dammi almeno il numero di telefono.

- Che dici, la portiamo al cinema? - Grazie, ma sono cieca.

Che peccato, non può vedersi il culo.

- Senti un po', come hai detto? - No, non è che ho detto, ho fatto così.

Vuol dire che volendo te lo puoi mettere... Be', hai capito dove.

- Se non basta il medio, aggiungiamo l'indice. - Ma vaf...

(VERSI DI DOLORE)

- Ma guarda te! - Avete fatto bene, ragazzi, molto bene!

Quelle non sono più donne, sono diventate uomini! Gli mancano solo...

Ce li ha, ce li ha!

Dammi il numero di telefono, dai! Guarda che non ti rompo le balle, giuro!

- Ma scusa... - Dimmi. - Non ti sono piaciuto?

- Ma no, non è questo. - E allora?

- Che cos'è allora? - Vedi... - Mi chiamo Renzo.

Ecco, vedi, Renzo, è stato bello, bellissimo, sai fare l'amore bene.

- Quindi una ragione di più, no? - 0 forse una di meno.

- Dove vai? - Io vado a una festa. Non ti posso portare con quelle scarpe!

- Guarda che io le scarpe mele compro nuove, sai? - Dai, non fare il bambino!

- Ma quale bambino?! - Ciao!

- Scusa. - Di niente.

(CANTA IN INGLESE)

(Donne) - Che "sound giusto"! - "E' la fine del mondo"!

(VOCIARE INDISTINTO)

(CANTA IN INGLESE)

- Come sei riuscita a entrare? - Io entro sempre dove voglio e quando voglio.

Ma che casino per vedere quello là!

(CANTA IN INGLESE)

Ciao, eh? Ci vediamo tra poco, torno subito.

(PORTA CHE SI APRE)

'Giorno.

Però! Me l'avevano detto che c'erano dei cessi splendidi qui.

Io al cesso ci vivrei.

Be', certo, mica quello di casa mia, perché quello è veramente un cesso.

Non so se è d'accordo, ma i cessi sono gli unici posti dove si può stare tranquilli.

Non scherzo mica, sa? Io al cesso ci scoperei anche! Nella vasca, si intende.

(LA DONNA SPUTA)

(LA DONNA SPUTA)

(Susy) Le piace il mio reggicalze?

E' tornato di moda, lo sapeva? Perché agli uomini "glielo fa tirare".

(VERSO SCANDALIZZATO)

Senta, signora, io ho un complesso, penso sempre che una sia più grossa.

Lei cosa ne dice? Eh?

Mah! Sarà matta. Si è spaventata.

Mm... sarà una borghese. Basta una tetta libera per farle scappare.

Eppure, una me la vedo più grossa.

L'hai trovato lì?

E' tuo?

- Forse. - Forse?! - Forse.

Forse l'ho preso a una signora che stava in un gabinetto.

- Forse se l'era dimenticato. - Ah.

Forse.

Vieni anche tu. L'ho lasciato là, sono sicura, sulla toilette.

Non c'è! Ma era qua, mi ricordo benissimo.

- Scusi, ha visto il mio anello? - Il suo anello? - Sì.

Mi allaccia la cintura? Da sola non ci riesco.

Vai, vai tu a guardare. Intanto io le allaccio la cintura.

- (Donna) Venga alla luce, qui non ci vedo. - (Susy) Sì.

Grazie.

Ma, insomma, basta guardare adesso. Potrei anche offendermi!

L'ho lasciato qui. Mi stavo mettendo il rimmel. Lei si è tolta le mutande.

Ma poi cosa vuole che me ne faccia io del suo anello?

- Sarà stata lei! - Io?! - Ma è una sfacciata, non darle retta.

- Proprio lei, con quella faccia da ladra! - Ma è matta. - Non è possibile!

- Susy. - Angela.

(Uomo, dalla TV) E' uguale. Non mi fa nessun effetto.

(Uomo, dalla TV) Lo vedi? "Non mi tira l'uccelletto".

(Donna, dalla TV) La maga Alcina ti guarirà, straniero.

(Alpina) Fior d'erba casta fa "rizzare ” un po ' quest'”asta ”.

(Alpina) Fior d'erba fina ogni tanto ci vuol la leccatina.

- Ma che film è?! - Che te ne frega? L'importante è sparire per un'ora.

- Su, sediamoci! - E' il Corriere di oggi? - Ma che fa?!

(VERSI DI STUPORE DAL FILM)

(Alpina) Però!

(VERSI DI PIACERE DAL FILM)

Ah, cavaliere! Cavaliere Ariosto, voi ce lo avete grasso, lungo e tosto.

(Alcina) Hai ancora fame d'amore? Posso fare niente che ti faccia piacere?

(Ariosto) Ma certa, Alpina, sono come calar che san sospesi'.

(Ariosto) Fammi provare le delizie bolognesi!

(GEMITI DI PIACERE DI ARIOSTO)

(Ariosto) Cara... Amore...

(Uomo) Sapete cosa vi dico, Lucrezia? Siete la più bella danna di Pomezia.

(Uomo) Il sole splende sulle vostre forme, accanto a vai non c'e' nessun che dorme.

(Lucrezia) Ah, mansignore, per fortuna! E' il Cielo che vi manda!

(Lucrezia) Frate Lorenzo fa la sarabanda e in... Ma, Monsignore, cosa fate?!

(Lucrezia) Siete peggio voi del frate!

- (Lucrezia) Monsignore, ora? - Adesso! - Oh, si! - Oh, si!

- (Lucrezia) Oh, sì! - (Monsignore) Sì! - Sì!

(Lucrezia) Oh, mi avete distrutta completamente l!

Completamente? Vai scherzare! Manca ancora il terzo frate. - Oh, no! - Oh, sì!

(sottovoce) Uno, due, tre... (L'UOMO URLA DI DOLORE)

(SUSY E ANGELA RIDONO)

- E allora? - Tutto lì?

- Sì, perché? - Speriamo che cresca, ragazzaccio!

Hai visto che roba?

- Non ne mancava nemmeno uno. C'erano proprio tutti, eh? - Già.

Cassiera, roba da matti! Tutti maniaci sessuali là sopra? Abbiamo fatto la fuga.

- Quasi quasi vado alla polizia a fare una denuncia. - Alla polizia?

Vacca se ci vado!

- (Susy) Mi hanno messo addosso tristezza quelli lì. - Perché tristezza?

- (Susy) Ti sembra normale andare al cinema a "menarselo"? - No, ma non è colpa loro.

(Angela) E' un mondo di merda questo, è pieno di complessati. Mi fanno pena.

- Magari facciamo pena anche noi. Cosa ne pensi? - Eh, già. - Eh.

Ma dai, sta' allegra, guarda che anello abbiamo!

Questa è roba da ricchi, sai? Guarda che colore!

- Ma cos'hai adesso? Hai una faccia! - Mi sono rotta.

- Io torno a casa. - Come a casa?! - Cosa ci sto a fare qui? Non ho soldi!

- Vendiamo l'anello, no? - Sì, ti sembra facile lA chi poi?

A chi? Non lo so, si può provare. Se non hai un po' di iniziativa.

Ci penso io. Guarda.

Ferma!

- E allora? - Senta, a lei interesserebbe mica...

A me interessa sapere solo dove dobbiamo andare!

- Da nessuna parte. - Siamo già arrivate.

(Tassista) Cretine! Troione! Gentaglia!

"Facce da negus"! Facce di merda! Mascalzone!

Ah, certo, con la tua iniziativa, quello ci portava dritte al Fatebenefratelli.

Io avrò la mania della prudenza, ma lascerei perdere, eh?

Come ti è venuto in mente di fermare quel vecchio pirla, eh?

Va bene, ma me l'ha detto anche un amico:...

..."Se vuoi un'informazione qualsiasi, chiedi a un tassista".

Ma dipende dal tassista. Meglio "dare una Iumata" in faccia prima di salire, capito?

Eh, "diamo la lumata"!

(CLACSON)

(PAROLE NON UDIBILI)

(Susy) Ehi, guarda quello. Cosa dici? Questo qui ha la faccia del giusto.

(Angela) Forse sì.

- Non mi dispiace mica. Lo assumiamo? - Pensiamoci bene, non si sa mai.

(Susy) Eh, sì, però non troppo, eh?

- Attenta che ci scappa! - Sì! - Fermiamolo! - Taxi! - Ferma!

Allora, dove vado?

Ancora non lo sappiamo. Intanto vai che vai bene.

(con accento siciliano) "E intanto vai", cantone tango del maestro Mocita.

E io vado.

(SEGNALE DI UNA VOCE FEMMINILE DISTURBATA DALLA RADIO DEL TAXI)

- Ehi, dico, lo avete voi il posto? - Cioè? Quale posto?

- Pensavo che si dovesse fare in tre. - In tre? - Be', non sarebbe la prima volta.

Le donne sono delle grandi troie. Sì, insomma, come spiegare? Sono mignotte.

- A proposito, tua madre? - Non l'ho mai conosciuta.

Di', come ti sembra?

- Non male. Ma le unghie sono sporche. - Ma vaffanculo!

- Diceva l'anello, dai! - Be', se guido non vedo.

E' meglio che mi fermi.

Allora, vediamo un po' questo anello.

Che pietra è questa?

- E' una pietra preziosa. - Bisogna vedere se è vera. - E' vera, è vera!

E' verissima.

Abbiamo bisogno di venderlo subito. Se vuoi dividiamo in tre.

Se voglio... Certo che voglio.

Rubato?

E' importante?

No.

- Sei d'accordo anche tu a dividere? - Per forza.

- Come vi chiamate? - Io Susy. - Angela.

- Io Vito. - Di dove sei? - Chi, io? - No, mia nonna.

- Di Milano, ma i miei sono meridionali. - (con sarcasmo) Non si capisce mica.

Ferma il tassametro! Vuoi farci pagare anche la corsa?

Tranquilla, la corsa è in omaggio.

Questa è musica!

(Uomo, dalla radio) i Lasciami cantare una canzone con te!#

(radio) # Perché forse domani, amore, non ti vedrò... #

- Ma dove stiamo andando? - Che giorno è oggi? - Andiamo bene! Domani è venerdì.

Che minchia me ne fotte a me se domani è venerdì, domenica o lunedì!

Il taxi è mio e lavoro quando mi pare! Non sono uno schiavo!

(VITO RIDE) - Facevo l'attore una volta! - Ma no!

Mi facevano fare sempre il cameriere, il contadino del sud, e così ho smesso.

- Poi ho fatto i fumetti, i caroselli... - Oh, che rottura i caroselli!

Eh, che rottura... però si guadagna.

(Vito) Poi di colpo sono ingrassato 20 chili e ho dovuto smettere.

- Come mai? - Per fare l'attore bisogna essere magri, no?

Infatti sono dimagrito, ma per fame.

Intanto stavano "venendo su" le nuove leve... "marchette".

- (Susy) Invece tu con la tua morale, eh? - (Vito) Macché morale, figurati!

(Vito) Arriva uno e mi dice: "'Uè, ti'! Li faresti i film porno?".

- (Angela) Morale: Ii hai fatti. - Certo. Anti, avevo messo anche via dei "dane".

(CLACSON)

Quello là diceva che era roba per l'Est. (CLACSON)

Un giorno è arrivata la "madama"... e mi ha arrestato completamente nudo!

Scendo un attimo, devo controllare una cosa.

- Ma dove va quello lì? C'è da fidarsi? - Mah! Io personalmente non mi fido mai.

E fai bene.

Ho trovato il posto.

(MAZURCA)

Signore e signori, anti, amici.

La direzione di questo locale non vi tradisce mai. Anche stasera ha una sorpresa.

Volete indovinare? No? Velo dico io.

Ecco a voi il fantastico, il dinamico, l'inimitabile, l'irresistibile...

...Raoul Casadei!

(APPLAUSI)

(VALZER)

(insieme) # Tu sei la mia... simpatia.. #

(insieme) # Simpatia! Simpatia! #

(insieme) # Ah! Ah! #

(insieme) # Il tuo sorriso... #

# ..è una cantone... #

# ..su quel musetto acqua e sapone! #

# Io ti darei... #

# ..tutto quello che vuoi. #

# Ma tu non chiedi mai, tu solo dai. #

(insieme) # E sei felice anche con poco:... #

# ..una carena e un po' di fuoco. #

(insieme) # E ti accontenti... #

- (Susy) Ecco, sediamoci lì. - (insieme) # ..di una bugia. #

(insieme) # Simpatia! Simpatia! #

(insieme) # Lalalalala! #

- Ma sei sicuro che sia il posto giusto? - Ma, sì, tranquilla.

(insieme) # Simpatia! Simpatia! #

(APPLAUSI)

(TANGO)

# Su, baciatevi nel tango, bocche calde appassionate! #

- Perché siamo venuti qui? - Per cercare quello che ci farà vendere l'anello.

- Ah, bene, così ci tocca dividere anche con lui, vero? - Perché, non viva bene?

(insieme) # ..e sognate la luna. #

(insieme) # Questo tango dell'amor vi porterà fortuna! #

(TANGO)

Ah, eccolo!

Ehi, pst! Pst!

(TANGO)

(PAROLE NON UDIBILI)

(TANGO)

(insieme) # Su, baciatevi tutti... #

(DIALOGO NON UDIBILE)

- Bello. - Dice che va bene. - (Angela) Ah, grazie, non avevamo capito.

- Mi concede questo ballo? - Non conosco il passo, ma tenterò.

(MAZURCA)

Angela è proprio una che piace da matti.

(MAZURCA)

Vuoi ballare?

No.

(MAZURCA)

- Permette? - (Angela) Era ora!

(MAZURCA)

Dovevi aspettare un altro po' per venire a togliermi quel pirla dai coglioni?

(TANGO)

- Però sono graziose. - "Ma vattinne"!

(TANGO)

- Che dici, sono un po' lesbiche? - Ma che ne "saccio" io?

(TANGO)

# Io sono come sono! #

# Non son come vuoi tu. #

# Ed anche se ci provi, non puoi cambiarmi più. #

- #Io amo la mia vita... # - A me piacciono. - Ma vaffanculo!

# ..la notte, il whisky e il bar. #

# E tu falla finita, non lamentarti più. #

(TANGO)

# Aspetto mezzanotte per vivere con te... #

# ..ma tu mi dici: "E' tardi, è ora di dormir!". #

# No, no, non va! Se anche poi mi prov... #

- Sei offeso perché ti ha lasciato in mezzo alla sala. - Ma va'! - E allora divertiti!

# ..con qualche tedeschina... #

- Andiamo! - Ci siamo divertite. - Forza, sta aspettando noi. - Ma ce ne andiamo?

- Ma dove ci portate ancora? - Ma dove?

(TANGO)

Andiamo, andiamo. Senti, ma queste tue amiche sono persone fidate?

Si sono fatte notare un po' troppo, le guardano tutti. Devono stare calme.

- Che tipo strano questo qui! Guarda che faccia. - Andiamo.

Sai perché? Perché questi amici miei sono persone sospettose.

Buonasera a tutti! Ecco la Banda Pisciotta! Ehi, Mario! Mario!

Ciao, Salvatore, come stai? Che ci fai qui?

- Salute, Pino. - Salutiamo.

Ma che sta succedendo? Dov'è Mario, che non lo vedo, di là?

(DIALOGO NON UDIBILE)

(VERSO DI SPAVENTO DI SUSY)

(piangendo) Hai visto Mario? Il mio Mario!

(LA DONNA PIANGE)

- Sono stati p... - Zitto! Per carità!

Sta' zitto.

- (Angela) Ma non chiamate la polizia? - E perché la polizia?

La polizia... a casa mia non entra.

- Ma come, e lui? - Ma chi sono queste? Che vogliono?

Le ragazze avevano un anello da vendere, per questo le ho portate.

Pensavo che a Mario potesse interessare. Ecco tutto.

(piangendo) Mario! Il mio Mario!

(piangendo) Me l'hanno massacrato! Guarda che faccia gli hanno fatto!

- (piangendo) Guarda come me l'hanno ridotto! - Non ti preoccupare.

Se "Morte" ha detto che viene, viene.

Così aggiusta tutto e Mario ritorna bello come prima.

- "Morte"? - Sì. - Ha le mani magiche. - Sì.

(DIALOGO NON UDIBILE)

Ha detto "ok".

(Donna) Nel nome del Padre, del Figlio, e dello Spirito Santo.

(RUMORE DI SFORBICIATE)

Un momento.

Ho sentito dire che c'è un anello da vendere. Me lo fate vedere?

- Non lo vendiamo più. - Giusto, non lo vendiamo più.

- Come non lo vendiamo più?! Un momento! - Non lo vendiamo più!

- Vogliamo solo andare via. - Ma non potete farmi questo!

Ho perso la serata dietro a voi e ora non potete andarvene e "lasciarmi in bianco"!

Dove le hai "pescate" queste due stronze? Quelli l'anello lo prendevano.

- Così la polizia poi prendeva anche noi. - Ma quale polizia!

- Ma cosa vuoi tu, eh? - Per colpa vostra ho perso la vecchia.

- Quelli erano contanti, e molti. - Ma va' a cagare, vai! Menagramo di un terrone!

- Io ti spacco la faccia! - Giù le mani, stronzo! - BASTA!

Non facciamo fesserie. In fondo è andata così per tutti, no?

"E' ANDATA COSI' PER TUTTI", "UN PEZZO DI MINCHIA", VOI L'ANELLO CE L'AVETE!

(Vito) Fermo! Avanti, andiamo!

- Guarda che io ti conosco! - Ma la vuoi finire, sì o no?

Finiscila! Avanti, andiamo.

Ma vaffanculo!

Porca puttana! Ma si può essere più interdetti di quello lì?

E piantala! Che bisogno c'è di "farla così lunga"?

Vito, dove ci porti?

Dove vi porto? Toh, bevi, dai.

Ma io sarei astemia...

Va be', giusto per farvi compagnia.

Mica male come astemia!

- "Uè, pirletti", stai ridendo di me? - No, è che mi è venuta un'idea.

- Ancora un'altra? - Se vi dico che è un'idea, è un'idea.

Per ora ci hai dato solo "ciulate". Comunque...

Su, un po' di fiducia al nostro Vito! Dai, Vito, andiamo.

(ridendo) Ma no, gioia, ti ringrazio, anzi.

Un attimino ingrassato tu, eh?

Stella, come faccio a prenderti l'anello? E' un momentaccio, non "tira più" a nessuno.

Sarà l'estate! (RIDE)

Senti, come li vuoi? Tutti in contanti? E' dura, eh?

- Allora niente. - Non so, ciccio, fammi pensare. Vediamo...

- Ciao, Mifai! - Ciao, come va? - Amici!

- E quello chi è? - Niente, è "Mifaimorire".

E' che dice così a tutti i clienti. Ma non muore mica, figurarsi!

Aspetta un momento... Che scema! Oggi è giovedì, c'è la festa da Destino.

Oddio, io non sono stata invitata, a causa delle malignità di quella porca di Lola.

Ma... se ti porto con me... Là c'è gente, magari potete anche combinare.

- Ci andiamo? - E' troppo divertente! - Andiamo. - Su, andiamo!

Piano, la sciarpa. E' vero lamé, cosa credi?

- Allora, dove andiamo? - Via della Desiderata.

Brave! Ma che belle faccine! Sabrina Rapetti.

- Non si fa che conoscere gente stanotte. - Sì, il prossimo è Gianni Agnelli.

- E chi è? - Permetti? Sabrina Rapetti.

- Susy Wong. - Angela Davis. - Straniere? - No! - No.

- Vi conoscete da molto? - (Sabrina) Oh, una vita, gioie!

Oh, vacca, con questa salita!

Quante volte gliel'ho detto a Destino! "Questo ascensore è sempre rotto!"

Ah, a proposito, siate gentili con Destino, eh?

Tu, Vito, baciale la mano.

Ma che ti costa?

- Come mai si chiama così? - E' una sua fissa, l'ha presa da Wanda Osiris.

Wanda, qualsiasi cosa le succedesse, diceva sempre: "Destino"!

Andava matta per Wanda!

# Sentimental... #

# "questa notte infinita. #

# Sentimental... #

Un giorno vi faccio l'imitazione, sono bravissima!

(Sabrina) Venite, su.

(Sabrina, sottovoce) comportatevi bene.

(CAMPANELLO)

Ah, Sabrina. "With you"... Con te, Sabrina, "devo fare i conti".

Ma stasera voglio tutti felici.

(Destino) Tutti.

Benvenuti al castello, gioie!

Ciao.

- Sabrina! Queste qui chi sono, due nuove? - Amore, sono due donne vere!

Ma certo. Per quello, anch'io.

- Io sono Angela. - Io Susy.

Oh, Signore!

- Ma sono vere davvero! Che le hai portate a fare? - Non preoccuparti, poi ti spiego.

- Permetti? - Per me? Oh, che pensiero adorabile!

- Come ti chiami tu? - Vito. - Vito...

"Ladies and gentleman", signore e signori, vi presento i miei amici.

- Sabrina la conoscete tutti. Ecco, Vito, quella lì seduta, è Paola. - Ciao.

Dolores. Nunzia. Calabrotta.

Ehm... E questo signore qui... Non mi ricordo come... Ah, sì, Ruggero.

Ruggero, se non mi sbaglio. E i militari non li conosco.

(Destino) Poi Tosca... Dunque, lui è Vito. Susy, Angela...

Sabrina, che è sempre la solita Sabrina. E poi i miei due stellini.

Quella non ve l'ho presentata apposta, è una ninfomane scatenata.

Ogni giovedì pretende di entrare per forza. Sai cosa fa se non la faccio entrare?

Dice che chiama la polizia. Pensa te!

Io sono intima di un paio di commissari. Davvero, sai?

Gioia, ti dispiace farmi salire? Aspetta. Allora... Ecco, su.

Così, su. Gianni? Giannino!

Lo sai che mi rompo tutte le unghie così.

(DESTINO URLA DALLO SPAVENTO) Grazie.

Oh, Signore!

Gianni! Ecco... Grazie.

Oh, ecco Gianni.

Ti avevo chiamato perle unghie. Lo sai che mi si rompono.

Lui invece non si fa mai niente, non sembra, ma è molto robusto.

Vai, accomodati, caro. Allora, adesso Lumière!

(Destino) "Et voilà"! Ecco.

E ora, "ladies and gentleman", la nostra "vedette"!

(MUSICA DI UN PIANOFORTE)

(Destino) Luce!

# Va... va-va! Va-va! Va-va! Va-va! Va-va! #

- # Non gioco più... # - (Destino) E' perfetta. - # ..me ne vado. #

# Non gioco più, davvero! #

# La vita è un letto sfatto. #

# 10 prendo quel che trovo... #

# ..e lascio quel che prendo dietro me. #

- # Non gioco più... # - Non gioca più. - # ..me ne vado. #

- # Non gioco più... # - Brava! - # ..me ne vado. #

- Grazie. - Siedi qua.

E ora la nostra seconda star!

"Et voilà"!

(DISCO MUSIC)

(VITO RIDE)

(DISCO MUSIC)

# Eccomi, ho una cosa in testa! #

# Guardami, batte senta sosta! #

# Credimi, proprio sulla testa! #

# Sentimi! #

(DISCO MUSIC)

# Cosa cerco, cosa voglio? Veramente non lo so! #

- Ah! - Brava! Brava! Bravissima!

Visto che stasera abbiamo con noi la deliziosa Sabrina...

...vorrei proporvi un numero che facevamo insieme qualche anno fa.

Vieni, Sabrina, vieni. Vieni. Vieni.

Vieni anche tu, bionda. Oh, che sbadata! Scusate...

(JAZZ ANNI '30)

(insieme) # Chi è più felice di me? #

(insieme) # Voglio scordarmi di te. #

(insieme) # M'ha detto il cuore: "Se cercherai, ritroverai l'amor. #

(insieme) # Fin quando c'è gioventù, sorridi sempre di più. #

(insieme) # La donna è un fiore, ti dà il profumo ma t'avvelena ogni or? #

# L'amor gioca sempre col cuore l'eterna partita. #

(JAZZ ANNI '30)

(VITO RIDE)

- Brave! Brave! - (Destino) Ah, grazie, grazie. Carissimi, grazie!

Brave! Siete favolose! (DESTINO FISCHIETTA)

L'uccellino della radio. Grazie, stelline! Grazie.

E' anche merito loro. Grazie.

E' carino Gianni, vero?

Peccato che vada sempre in cerca di soldi. "Achtung. Achtung."

Ti prendo da bere.

- Sei il suo uomo? - Chi? Io l'uomo di quello lì?

Non "quello", gioia, mi chiamo Destino.

Ti sento, sai? Anche da lontano. "Ho le orecchie lunghe".

- Ma tu con le donne ci vai? - E tu con gli uomini ci vai?

- Con gli uomini sì. - Be', io sono un uomo.

- Si vedrà. - Senti, se vuoi si può vedere anche adesso.

Be'? Dove siamo ora, alla scena della seduzione?

Sabrina! Brutta porca, questa me la paghi.

Ma no, tesoro, cosa pensi? Sono venuta per vendere un anello stupendo.

Sì, ecco, appunto, vediamo di stringere.

Signore e signori, o viceversa, abbiamo qui un magnifico articolo...

...un articolo che interesserà a tutti: un bellissimo anello di...

Dammi un momento. Ecco, questo.

- Vedere, vedere, vedere. - Questa meravigliosa pietra colorata.

- Sì, questa pietra vale almeno 5 milioni. - Caspita! - (Ruggero) Balle!

- (Vito) Come? - (Destino) Prego? - Ho detto "balle". - Prego?

- Vale meno della metà. - sboccato.

C'è un fatto, io sono del ramo e commercio in gioielli.

(Ruggero) Sì, in un negozio potrebbe costare 2 milioni.

Facciamo la metà perché avete fretta, a ancora la metà perché...

O mi sbaglio?

Sarebbe mezzo milione ma vi do 300.000 lire perché ho solo queste.

Cento, cento e cento. A quest'ora non trovate di meglio.

- Sei mica scemo tu, eh? - Io no. - Li hai qui i soldi? - Mm-mm.

- Grazie, grazie, Paperone bello. - E dai!

E poi "grazie". Ma grazie un cacchio, l'affare l'hai fatto tu.

Ehi, è andata bene. Hai mica "un data“ per me?

- Gianni i cazzi tuoi - Cosa "Gianni"? Ma fatti Cosa vuoi? Vecchio bidone!

Scusa, avrei bisogno del bagno.

Tu chiamalo pure "cesso", gioia. E' di là.

Attenta a non bagnare l'asse.

Stai tranquillo, ho buona mira io.

Vaffanculo.

Che "troiata" di bagno. Non ci si sta in piedi neanche in due.

Ma non ti preoccupare per me, io aspetto. Figurati.

- Ma che cos'hai? In fondo sono 100 a testa, no? - Non è per "la grana".

- Allora per che cosa è? - E' che pensavo...

Che cazzo ci stiamo a fare noi in questo posto, fra questa gente? Me lo vuoi dire?

Ma sì, non sono mica antipatici, dai.

Ma che significa? Non è mica questo che volevo dire.

Che cosa c'entriamo noi con loro? In fondo noi siamo diverse.

Oh! E' vero?

La "madosca", che discorsi! Ma certo che siamo diverse, no?

E poi non mi mettere in mezzo con le malinconie.

Sì, forse hai ragione tu.

Ehi, carina, che intenzioni hai con Gianni?

- Niente porcate, eh! - Ma quali porcate.

No, perché io sono buona e cara, però con me... vigliaccate niente, chiaro?

Chiaro. Chiarissimo.

Guarda che non le frega proprio niente di Gianni. Conosco bene Susy.

Ma va', dai...

- Guarda che faccia. - Ma no, dai.

Mi perdo tutti i pezzi.

- Ma su, dai! - Ma poi "vecchia e stanca" cosa?

Due colpetti, una rinfrescata, una tiratina, via il mento e via che va Destino!

- Certo! - Viva l'Italia e "avanti Savoia"! - E "avanti Savoia"!

- Poi, se non ti funziona quella faccia, c'è questa di riserva. - Chi Fassaggia, ritorna!

(RIDONO)

Buonasera! (ANGELA SUSSULTA)

- Ma non avevi chiuso? - Chiuso era chiuso...

Be', cosa fate? Stiamo qui a guardarci? Su, dai.

E va bene, andiamo.

(CLACSON)

(VERSI DI PIACERE)

(GIANNI RESPIRA PROFONDAMENTE)

(CLACSON)

(VERSI DI PIACERE)

(VERSI DI PIACERE)

(VERSI DI PIACERE)

(CLACSON DEL CARRO ATTREZZI)

- Pensa, in un taxi. E in mezzo al traffico. - E in varie posizioni.

Oggi lo fanno così.

- Ma dai, andiamo via. - Ma sì!

(VOCI DALLA RADIO DEL TAXI DISTURBATE)

(CLACSON)

- Be', allora vi saluto. - Ma cos'è tutta questa fretta? Aspetta un attimo, dai.

- Scusatemi ma bisogna che vada. - Ma no adesso, andiamo in giro, è presto.

Dai, offro io, rimani.

Sì, se non torno a dormire da Destino stanotte, dove vado domani?

- Non ce l'hai un lavoro? - Perché, tu hai qualcosa da offrirmi?

Però, che bestia che è stato Gianni. Andarsene via così.

Non mi convince mica quello.

"Hai qualcosa da offrirmi?" Dice. Vogliono "avere tutti la pappa pronta".

Io ai miei tempi il lavoro l'ho sempre cercato da solo. Sempre!

A proposito di "pappa pronta", io ho una fame della "madocina".

- Non si può mangiare qualcosa? - Ora che mi ci fai pensare ho fame anche io.

Sentite, già che ci siamo, non per sfiducia...

...vogliamo dividere le parti?

Va bene, d'accordo.

- No, porca vacca, non è possibile! - Cosa? - Cos'è che non è possibile?

Che io sia così stronza! Ecco cosa.

- Quel marchettaro mi ha rubato i soldi! - Ma roba da pazzi. - Sei sicura?

- Non mi credi? - Dai, farsi fregare così. - Fammi vedere. - Ho guardato, non ci sono!

Ah, ma non finisce così, lo so dove stanno di casa.

(STRIDIO DEGLI PNEUMATICI)

(Inquilino) Ehi, che succede? Siamo alle solite?

- Dai, Destino, apri! "Apri", ti dico! - (Inquilino) Smettetela o chiamo il 113.

Ti conviene aprire!

- (Inquilino) Tutte le mattine è sempre la stessa storia! - (Donna) Chiama il 113.

- Apri! - Ehi, cos'è questo casino, siete pazzi? Chiamo la polizia.

Brutta schifosa, di' alla tua "marchetta" che se non ci da le 300...

Se le ha rubate a quelle troie delle tue amiche, ha fatto benissimo.

Vaffanculo! Non mi fai paura!

Ha fatto bene, ha fatto bene. Vattene via. Vattene via!

- Sfascia, sfascia! - (Vito) Apri!

Brutto... terrone.

- Porca puttana! - E adesso cosa facciamo? - (Donna) Siete dei puttani!

Andiamocene.

E adesso... Non fare quella faccia, tira fuori i soldi.

- A momenti mi rompe la mano quella puttana. - Oh, poverino.

Una cosa come questa non mi era mai capitata, di farmi derubare mentre scopavo.

- 300 mila lire mi hanno rubato. - 100, le altre erano nostre.

- Eh, sì, le altre erano nostre. - Va be', 100. - Quale 300.000? 300.000 un corno!

Comunque a me la fame è rimasta.

Vito, se rallenti un po' e non mi fai vomitare ti confesso che a me è aumentata.

- Anche a me. - Oh! - Vi offro una pizza. - (Susy) Un gran signore.

(Vito) Per me la pizza capricciosa è "la fine del mondo".

Con quelle cose sopra: i funghi, l'uovo sodo, il prosciutto, le olive, i capperi...

- Non mi sporcare, dai. - Mio padre invece diceva che è un furto.

E' meglio ordinarne due normali, si risparmia e si mangia di più.

Non aveva mica tutti i torti.

(Angela) Ehi, non sono due piedi quelli?

(MUGUGNI)

(VERSI SOFFOCATI DELLA DONNA)

E stia ferma, cosa cacchio faccio altrimenti?

Fermi tutti!

Vi abbiamo beccato, eh?

- Fuori di lì! Avanti, presto! - Svelti.

"Fuori", ho detto. Lì, faccia contro la macchina, dai!

Perquisiscili tu.

- Bravi, in mezzo alla strada. - (Vito) Ah! - Cosa le avete fatto?

Rapina, stupro, sevizie? Rispondi, su, rispondi!

Ma scherziamo? Noi passavamo, abbiamo visto la macchina, i piedi...

- Due piedi. - Sì. - Fuori dal finestrino. - Be' vediamo...

Sequestro di persona, tentata violenta, forse anche atti osceni in luogo pubblico...

...rapina e resistenza alle Forze dell'Ordine.

- (Angela) Alle Forte dell'Ordine?! - (Uomo) Vuoi vedere il tesserino?

Ma no, ci mancherebbe. Anzi, volevo dirle, signor tenente...

Fermo lì! Un altro passo e ti ammazzo.

- E poi sono capitano, non tenente, chiaro? - Signorsì, signor capitano.

Ma insomma, è pazzesco, chiedetelo a lei se siamo stati noi!

Giusto, ha ragione. Ci siamo dimenticati della signora.

Levati tu, dai.

Assassini! Brutti porci, farabutti! Banditi, mascalzoni!

Mi hanno portato via tutto, mi volevano ammazzare, mi hanno anche violentata!

- (Vito) Non è vero! - Fermo o sparo! - Ma cosa dice? - Lei mi ha violentata!

- (Susy) Ma è matta quella? - (Donna) E' una maniaca! - E desso come la mettiamo?

Senta, ragioniamo...

(SPARO E URLA DELLE RAGAZZE) Te l'avevo detto di non muoverti.

(SIRENA DI UN'AMBULANZA E I DUE UOMINI E LA DONNA RIDONO)

Ma dai che non è niente, non sei morto!

(I DUE UOMINI E LA DONNA RIDONO)

- (ridendo) Guarda che faccia! - Brutto figlio di puttana!

- Ma io ti ammazzo! - Ma che vuoi? - Piano, imbecille! - Io ti ammazzo!

- (Donna) Cerca di essere spiritoso! - (Angela) Vito! - Ma io sono spiritoso!

- (Angela) Non vale la pena! - Stai fermo, questa è vera!

Ecco, un'altra pistola adesso.

Bisogna sapersi divertire agli scherzi. Piero, mi prendi le scarpe in macchina?

Io mi diverto agli scherzi.

E così questa pistola è vera.

Senti, perché non mi spari in bocca?

- Dai, spara! - Non dire cazzate!

(SPARO)

Te l'avevo detto che era vera. (L'UOMO RIDE)

Ma questi sono pazzi! Avanti, andiamocene. Andiamocene via.

(I DUE UOMINI E LA DONNA RIDONO)

(Vito) Mi hanno rotto il faro!

Ah, ma questo adesso melo dovete pagare, altrimenti vi denuncio tutti e tre.

Ma sì, ma sì, te lo paghiamo il faro.

Ti paghiamo la tintoria, il sapone per le mani...

...l'elettrocardiogramma per la "strilla al culo", paghiamo tutto!

(TUTTI RIDONO)

- Finalmente c'è qualcuno che ride. - Be', come scherzo è un po' da coglioni.

- Visto che ci siete cascati siete un po' coglioni anche voi. - (Angela) E cioè?

Mi sembra chiarissimo, dai. Be', ciao, belli.

Dite, perché non venite da noi? Mangiamo qualcosa insieme.

Mangiare?! Ah, be', sì, io ho una fame da morire!

- Vito, ti prego, andiamo. - Anche perché il risarcimento del danno lo saldiamo a casa.

I soldi li abbiamo lì.

D'accordo.

- Ah, non ci siamo neanche presentati: Davide. - Vito.

- Susy. - Angela. - Piero. - Marta.

Menomale che ci siamo tutti.

Senti, hai notato?

Non capisco come mai, non si fa altro che entrare e uscire dai cessi stasera.

Comunque questo è un signor cesso.

- Anzi, guarda, direi proprio che è il re dei cessi. - Eh, già.

Peccato, però, per quei quadri rotti.

Li hanno proprio tagliati.

Be', sicuramente li avrà rotti Marta. Ha la faccia da isterica.

(Angela) Certo che i ricchi sono delle strane bestie.

- (Angela) Guarda quante Vestaglie. Le avranno messe qui per noi. - Eh, già.

Io scelgo questa.

- Come sto? - (Susy) Bene. - Il rosa mi dona.

Che sfilata di profumi! Ci si può aprire un negozio.

E' quasi secca. Senti come parlo.

Be', per me Marta...

Cioè, Davide dev'essere il marito... e Piero l'amante.

- Oppure... - A me non frega proprio niente.

Bene, adesso mi rimetto a nuovo.

Non ci capisco niente in questa casa.

- Ma dove saranno finiti? - Mah, non lo so.

Hai visto che divertente?

- Ah, questa è quella americana che si è uccisa per amore. - Ah, sì?

(RUMORE DI ACQUA E RISATE)

- (Piero) No, no! Smettila, Davide! - (Marta) Ah, non iniziate come al solito.

- Che rompicoglioni che sei, Piero! - Ma sei scemo? - Hai paura dell'acqua?

- (Marta) Fate i bravi, basta! - (Piero) Ah, soffoco!

- (Davide) E dai! Dai! Venite giù, coraggio. - Ehi!

- Hai visto? La piscina in cortile. - Dai, venite. - Non sarete pudiche come Vito, eh?

- Pudiche noi? - Cosa dici, andiamo? - Un'altra volta il bagno?

Ma sì, dai, buttiamoci.

- (Piero) Allora, vi decidete? - Aiuto!

E con quest'altro io sono a posto per un mese.

- (Piero) Un bel tuffo! - (Davide) Dai, forza, venite! - (Marta) Brave, bimbe.

- Ma è calda! - (Marta) Perché, la volevi fredda?

L'acqua calda di questi tempi... Che lusso!

(RIDONO)

(Davide) Allora, bastione, sei rimasto solo tu di sporco, dai.

(RIDONO)

Ti sei dimenticato i calzini.

Eh, scusate, non me ne sono accorto.

(Marta) Non fa niente, l'importante è che adesso non li strizzi.

(RIDONO)

(Davide) Uh g

Carino...

(RIDONO)

- Eh! Giù. - No! Mi mandi sotto.

- Io ti seguirò negli abissi. - No, non tocco! - Niente paura, tocco io.

(PIERO RIDE)

Bene, ora basta con il bagno. Andiamo di là, ho fatto preparare da mangiare.

- (Susy) Uh, che bellezza, a mangiare. - Menomale, è un'ora che se ne parla.

(Angela) Io "ho una fame bestia".

- Prendete gli accappatoi. - Sì, sì, certo.

(Davide) Dai, su.

(Marta) Niente male il vostro Vito. Ha i muscoli da ricco, vero?

- Come sarebbe "da ricco"? - Marta vuol dire che...

Scusa, ti dispiace? Tieni.

I poveri hanno i muscoli attaccati alle ossa come i panini imbottiti.

- E' una questione di nutrizione, credo. - Invece?

Be', invece il nostro Vito...

- E' per te. - Ah, grazie.

Grazie.

- Ma ci vestiamo per mangiare? - Forse è meglio. Dopotutto non siamo in un casino.

Alla vostra!

- Mm... Senti un po'. - Cos'è? - Assaggia, assaggia.

- Buono, eh? - Che roba è? - Quello è paté. - Paté.

Ah, è paté! Non me n'ero accorta.

- Mi versi un po' di champagne? - Sì.

Mm! Quanta roba!

Grazie.

- Chi ha preparato da mangiare? - Nessuno. In casa abbiamo le fate.

E' una bella comodità dato che qui c'è gente ogni sera.

Ma tu sei sicuro di stare bene lì?

Sì, mi dovete scusare ma... non riesco a mangiare così in basso.

Mi viene da vomitare.

(Marta) Mm... Per carità, evitiamo i dettagli, è molto meglio.

Senti, vuoi giocare con me? Mm?

A carte. A soldi, naturalmente.

- Non ne ho. - Te li presto io.

No, non mi piace perdere.

Ma sì, Vito ha ragione, non è bene rischiare. Specialmente i soldi. Vero?

Eh!

Vieni con me, ti faccio vedere una cosa.

- Vieni, dai. - Vai!

Vieni.

Non volete bere qualcosa? Per voi due whisky, lo so.

E per voi? Un amaretto? Un prunello? Un mandarinetto?

- Sì, io... - Guarda qui. Ti piace?

- Allora? - Be', certo, è... - Vale parecchi milioni, sai?

Be', questo non posso regalartelo. Qualcos'altro forse.

(Davide) La giacca. Ti piace la mia giacca?

- Ma che fanno? - Be', bella... - Provala.

Su, mettila.

(Marta) Piero, vai a prendere il ghiaccio.

Allora, che ne dite? Come mi sta?

Mm... Bene. Sembri un cameriere.

- Si intende, con degli altri pantaloni. - Ma no, ti sta benissimo! Veramente.

- Molto meglio che a Davide. Vero? - Perfetto. E' tua. Davvero.

No, grazie, non serve più, posalo lì.

Ti ho detto che è tua. Tutto compreso.

(PORTA CHE SI APRE)

- Ti dispiace? - Forse un po' per la giacca, era mia una volta.

- Che giri strani fa questa giacca. - E' un gioco a cui si fa l'abitudine.

- Un gioco? - Una volta è una giacca, una volta è un giubbotto...

- Comunque, ci sono sempre dei soldi dentro. - Ah...

- L'hanno fatto anche a te, vero? - Certo.

- Vuoi fare l'amore con me? - Ma certo.

(MUSICA ROMANTICA)

(Vito) No... No! No, così no!

(Vito) No! E questo non l'ho mai fatto.

- (Vito) No... Dove è andata, Marta? - Arrivo, arrivo. "Che lagna che sei"!

Allora, ci riesci, sì o no?

Be', che c'entra? E' che questo non l'ho mai fatto.

Lo sapevo che si arrivava a: "Questo no. Questo non mi va. Questo non l'ho mai fatto".

- Ti piace farti bruciare con le sigarette? - Cosa?!

Il culo con le sigarette. L'hai mai provato?

- Ah, no, ma voi siete pazzi! - Ma dai, scherza, stai tranquillo!

Lo so che non sei un professionista, ma un po' di entusiasmo... cacchio!

Be', forse, è meglio che mi ci metta anch'io, se no facciamo l'alba qui.

Forse è meglio che io vada a fare un giro.

(QUALCUNO TOSSISCE)

Ciao, dormivi?

(PARLA IN TEDESCO)

Sei inglese?

(PARLA IN TEDESCO)

(PARLA IN TEDESCO)

Ma vai "a dare via il cesto"!

(Susy) Ah, be', ma siete ancora a quel punto lì?

Uffa, eccola qua.

No, no, ma fate come se io non ci fossi.

Sì, però, scusa, se non venivi era meglio.

Questo lo dici tu. E poi, Piero non ha ancora deciso. E' vero, Piero?

Ma su, stai buona! Stai buona!

- BRUTTA TROIA! STUPIDA! - Ma sei matta? - Ma dai! - Piantala!

- Smettetela! - E tu lasciami perdere! - Niente casini, per favore!

Anzi, fuori dalla palle tutti quanti perché stasera non ne posso più.

- Io vado via Marta. Lo dici tu a Davide? - Con lei? - Ciao. Sei pronta? - Sì.

- Ciao! - (Davide) Torna indietro! - (Vito) Che altro vuoi? - Ridammelo!

BASTA! MA CHE CAZZO SUCCEDE ANCORA?

- Ha rubato il mio Cartier d'oro. - Non è vero, dice stronzate.

Ma certo che l'avrà rubato, rubano sempre tutti, dovresti esserci abituato.

Eccolo! Eccolo qua.

E adesso mi prendo anche i soldi, ecco! Hai visto che ce l'aveva lui?

Ma lasciaglieli! Per tornare al suo taxi deve prendere un taxi.

- E poi c'è il faro rotto o sbaglio? - Ma...

Ti ho detto di lasciarglieli. I soldi sono miei.

- E tu dove vai? - Vado via.

E tieniteli!

(Davide) Piero!

Stai attento, questo non è un albergo, chi esce non rientra più.

Buono. Chi entra o chi esce lo decido io.

Vai, vai, ne riparliamo dopo.

NON ANDARTENE, PIERO!

QUELLA... QUELLA E' UNA STRONZA morta di fame.

Anche tu sei un morto di fame.

Su, fatti coraggio, saranno andati a cercare da mangiare.

Fra morti di fame...

Scusate, posso avere "un Coco-Cola"?

Ah, menomale, un morto di sete!

Susy... Aspetta un momento.

Susy... Aspetta.

- Adesso tu dove vai? - Te ne frega qualcosa?

Be', no. No.

Vado alla stazione! Prendo il primo treno.

Susy!

- Aspetta, ti accompagno. - No, grazie, non fa niente.

(Uomo) Senta documenti, sono 20.000.

- Non li ho. - Ce li ho io.

Prego.

(FISCHIO DEL TRENO)

(SOSPIRI DI PIACERE)

Scusami, ma non so cosa mi succede stanotte.

- Non ti preoccupare, non importa. - Importa sì, almeno, a me.

Ma non ci pensare, è meglio. A volte succede.

- Per carità, adesso non cominciare a consolarmi. - Ma dai, Piero!

Certo che...

(con tono irritato) ..non valeva la pena di fare questa fuga romantica, vero?

- Dai, dillo, ti manca il coraggio? - Se vuoi prenderla così, per me fai pure.

Ti ho già detto che non importa.

Stai calmo.

Dormi, adesso.

Abbiamo tempo.

(FISCHIO DI UN TRENO)

(FISCHIO DI UN TRENO)

(FISCHIO DI UN TRENO)

(FISCHIO DI UN TRENO)

Susy? Susy?

- Susy? Susy! - (Uomo) Non sono Susy, sono Mariuccia!

(L'UOMO RIDE)

Ciao.

- Lo sapevo che eri stata tu. - E sei rimasta zitta? - Sì.

L'anello!

Un vecchio strozzino un po' distratto.

(ANGELA E SUSY RIDONO)

(DIALOGO E RISATE NON UDIBILI)

(DIALOGO E RISATE NON UDIBILI)

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