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Original subtitles

*

(RUMORE DEL MARE)

E' che io devo tornare a casa.

Ma davvero ci vuoi tornare? Io sto meglio qui che a casa mia.

Che pensi di fare, vuoi restare a vivere qua?

Perché no? Faccio una casettina di legno, pesco, faccio il bagno...

Se ne vuoi approfittare...

E come faccio?

- Scusa. - No, niente.

- Andiamo! - Dove?

- Ti ci accompagno io. - Ma dove?

Ti ci porto io a casa.

Ti ci porto io...

(MUSICA MALINCONICA)

(ANNUNCIO IN LINGUA STRANIERA)

Hello!

Ah, sì!

Eccolo.

ANNA: Ma no, non mi pare, non mi è arrivato nessun messaggio.

Perché, di solito ti avvisano? Oh, ma che modi sono?

GUIDO: Eh? - No, non parlavo con te.

Aspetta un secondo. Rimani lì, eh!

- Eccomi! - Ma dici che fai in tempo ad arrivare per domani sera, sì?

Guido, spero di sì.

- Senti, ma Tommi viene? GUIDO: Sì, sì.

Alla fine, con Cecilia o senza Cecilia?

Ehi! Mi senti?

Sì. Sì, ti sento. E' che vanno a convivere.

- Chi? Tommi e Ceci.

- Ah! Non dirgli che te l'ho detto,

perché te ne voleva parlare lui.

E' che non volevo che lo scoprissi al cenone, capito?

Ci sei rimasta male? - No.

- E' che mi ha fatto un po' effetto. Anche a me.

- Ah! E mi ha chiamato tuo padre. - Come mai chiamano tutti te?

Perché te non ci sei mai.

Dice se il cenone lo possiamo fare a casa sua

che così stiam più larghi. E poi il pranzo il 25 lo facciamo...

..da Claudia. Gli ho detto che per me va bene.

Certo! (ANNUNCIO ALTOPARLANTE)

Scusa.

- Hai sentito? - Sì, ho sentito, ma non ho capito niente.

Vado a vedere.

GUIDO: Quindi? - Per me va bene, mi va bene tutto.

- Va bene, fammi sapere, eh! - Ciao.

Ciao. - Ciao.

(PARLANO IN INGLESE)

(MUSICA MALINCONICA)

ALESSANDRO: Incredibile. Incredibile.

ALESSANDRO: Eh, sì. Adesso tre ore, prima era una...

C'è un caos incredibile, non ci dicono niente.

Sì, appena so qualcosa ti dico, non ti preoccupare.

Anch'io.

Mi manchi, sai?

Ciao.

ALESSANDRO: Caffè. - Grazie.

- Com'è? - Caldo.

E' vero, brucia.

E ti piace? Cioè, il lavoro che fai adesso.

Mah, se m'avessero detto che sarei finita a fare l'agronoma...

..per davvero, dico, non ci avrei mai creduto.

Però mi piace.

Non solo il lavoro. Il fatto di viaggiare,

vedere persone,

posti nuovi... E comunque, forse, mi mettono in altre colture.

- Tipo? - Cioccolato, senape...

E il tuo terreno? Siete... cioè, siete poi andati avanti?

No. Per ora è tutto fermo.

Beh, è normale, adesso sei sempre in giro.

(NOTIFICA)

- Scusa, eh! - Sì.

Ecco.

(NOTIFICA)

Dov'ero rimasta?

E Guido come l'ha presa?

Cioè... la tua vita è cambiata tanto adesso, no?

Con Guido ci siamo lasciati.

Ah...

- Da un pezzo. - Oh, mi spiace.

Però siamo in buoni rapporti.

Diciamo che si è rimesso in piedi prima lui di me.

Volevo dirtelo, ma non è stato possibile.

E Tommaso?

Tommi non l'ha presa bene. Non mi ha parlato per un po'.

Ce l'ha avuta con me. Non ha capito subito.

In effetti, anche io ci ho messo un po' a capire.

Però sei stata coraggiosa.

Non volevo più nascondermi.

E' imbevibile 'sto caffè?

- Dai... - Io l'ho bevuto tutto.

- Vivi sempre a Bologna? - Sì. Ho preso un appoggio nuovo.

Casetta in centro.

La mia l'ho lasciata a mia sorella. Son diventata zia.

- Dai! - Sì, guarda.

Guarda che bella. Eccola qui.

- Quanti capelli ha? - Si chiama Mira.

- E' bella. T'assomiglia, eh! - Dici?

Sì, beh, gli occhi sono tuoi.

UOMO: My bag! My bag!

Ma hai cambiato profumo?

Gli hanno rubato lo zaino...

ANNA: Oh! Oh, c'è un ladro qua dentro! Dai, veloce! Svegliati!

Fermo! Dammi lo zaino! E' il suo zaino, ridagli lo zaino!

Sì.

Comunque, io sono Alessandro.

Anna.

Mi sa che è uscito qualcosa.

- Novità? - Tutto fermo.

Io mi sa che vado a fare un giro. Devo comprare un regalino per Mira.

- "Mira"? - Mia nipote.

Ah, già! Giusto.

Ci vediamo qui...

..in giro. - Sì, sì, magari...

..ci troviamo qui.

- Ciao. - Ciao.

- Ho visto un negozio carino, sai? - Ah, sì?

- Sì. - Dove?

Ehm...

Se vuoi, ti accompagno.

- Ahia! - Scusa.

Che c'è?

Niente.

ALESSANDRO: Anna, sei sicura?

(ANNUNCIO ALTOPARLANTE)

Sei sicura di voler andare via?

Io non sono sicura, ma non so come fare.

Ale, io aspetto un figlio!

Lo so, ma io non voglio lasciarti lo stesso!

E che vuoi fare?

Lo facciamo insieme!

Cioè, lo fai tu, m-ma poi stiamo insieme.

Cioè, il bambino è tuo, ma poi sarà anche mio.

Cioè, non mio mio. Sarà di quello, sarà del tuo ragazzo.

E' che io questa cosa di fare il padre, non è che la posso fare.

Perché io ci voglio essere, ci sarò, sarò lì con te.

Ale, io mi sento male.

- Anch'io. Anch'io, non sai quanto. - No, ma io mi sento male davvero.

- In che senso? Come ti senti male? - Mi gira tutto.

Oh! Anna... Anna! Oh, Anna?

Anna. Anna, Anna!

Aiuto! Aiuto, chiamate un'ambulanza, si sente male!

Aspetta un bambino, aiuto!

(MUSICA DOLCE)

ANNA: Ti è capitato tante volte di rimanere bloccato così?

Qualcuna.

E che facevi?

Beh, disegnavo,

guardavo le persone, a volte lavoravo.

Spesso ti scrivevo.

Sai quante lettere ti ho scritto aspettando gli aerei?

- A cosa stai lavorando? - Un ospedale, a Dubai.

Questo doveva essere lo scalo solo di un'ora, invece...

Prima, appena ti ho visto, ho pensato di andare via.

Ho pensato a quanto mi hai fatto arrabbiare. E volevo dirtelo.

Sei rimasta per questo?

No.

(PARLANO IN SPAGNOLO)

(PARLANO IN SPAGNOLO)

Come stai?

Meglio.

Bello qui, eh?

- Posso? - Mh-mh.

- Ti sei spaventato, eh? - Ma va! Era tutto sotto controllo.

Cosa ti hanno detto?

Che è tutto ok, e che però devo stare un po' a riposo.

Roba di un po' di giorni, al massimo una settimanella.

Mi dispiace che ti ho fatto stancare. E' stato per quello?

No. E poi, al massimo, è colpa mia.

Non c'entra quello che abbiamo fatto.

Hanno pure detto che poteva succedere se restavo a casa.

Questa... andrà benissimo!

- Per fare? Per dormire qui.

Ma che dici?

Mica ti lascio sola! Oppure sai cosa posso fare?

Esco un attimo, mi faccio investire, così mi ricoverano qui vicino a te.

Un incidente piccolo, eh?

Roba di un paio di giorni, "al massimo una settimanella"...

- Ale. Dimmi.

Mi hanno chiesto chi... chi dovevano avvisare per me, qui.

Ho detto di far chiamare Guido.

Chiaro.

E' che non potevo non dirglielo.

Certo. E... e che fa?

Arriva?

Domani.

Ma sì, figurati...

Ti pare che mi facevo investire?

- Infatti. - Infatti.

(CANZONI NATALIZIE DAGLI ALTOPARLANTI)

- Ma un peluche? - Carini, ma ce ne ha tanti.

Questo! Questo è bello, guarda. Questo fa la musica, eh!

Questo è carino.

Però lo lancia a terra un paio di volte e si rompe.

Giusto.

- Gli animali le piacciono? - Sì.

Questo? No, non suona. Niente.

Ma scusa, queste! Guarda che belle.

Ma è piccolina! Poi si fa male con queste.

Per la crescita.

Cammina già?

Sta iniziando.

- Però sono carine, eh? - Queste?

- Queste in generale... - Rosse.

Rosse.

E ora che hai finito questo lavoro...

..dove stai tornando? - A casa.

A Ginevra. Vivo lì adesso.

Ah.

Quindi, alla fine... ti sei fermato.

Alla fine, sì.

Faccio supervisione di progetti.

Poi vado giusto alle riunioni più importanti,

come adesso a Dubai. - Dai... - Sì.

Sì, mi sta facendo bene stare più tempo a casa.

- Vivo con una persona. - Ah.

Sì, con Lucille.

- Con Lucille. - Sì.

Come va?

Beh, diciamo che è un periodo...

..è un po' delicato. - Mi spiace.

No, no.

Aspettiamo un figlio.

Ah.

- E' una bella cosa! - Sì.

- Sono felice per te, davvero. - Grazie.

Mi fa piacere.

COMMESSA: Hello! - Hello. - Hello.

Could you...

..ehm...

- Could you... gift... - Vuoi fare un pacchetto regalo?

Sì.

Non importa, veramente.

- Ok. No, no. E' lo stesso. - Fai un bel pacchetto. Meglio, no?

- Ma va bene lo stesso! - Sto chiedendo.

(COMMESSA PARLA IN INGLESE)

Ale!

It's ok.

Thank you very much. - Thank you. - Thank you.

Scusa.

Scusa tu.

ANNA: Il mio è in ritardo ancora di due ore.

Anche il mio, due ore.

Mangiamo una cosa insieme?

- Sì. - Io ho un po' fame.

ALESSANDRO: Com'è?

Speciale.

- Questo non lo mangi? - Il pollo?

- Sì. - No!

- Sicura sicura? - Mh-mh!

Sicura.

Com'è?

- Una favola. - Eccezionale, eh!

"Eccezionale"...

- Se ne vuoi altro, prendilo, eh! - No, no, grazie.

- Che fai? - Ti do il mio indirizzo.

Potremmo scriverci.

- Io non ho mai scritto lettere. - Nemmeno io.

E allora?

E allora, potresti scrivermi anche tu il tuo.

- Ti chiami Sarti? - E tu Serianni.

- Cosa c'è da ridere? - Che non ci conosciamo proprio.

Vorrà dire che ci conosceremo.

- Si dice sempre così. - Che cosa?

Eh, l'estate, quando conosci una persona.

Ti devi salutare, ti scambi l'indirizzo e ti dici:

"Ci vediamo, ci risentiamo".

Però poi non succede mai.

- Per noi sarà diverso. - "Sarà diverso"?

Sì che sarà diverso.

E come vi siete conosciuti?

- Fa l'agronomo. - Ah, è un tuo collega.

- Sì. - Ah.

- E come va? - E' più giovane di me.

- Dai! Di quanto? - E' un po' più giovane.

- Che ti ridi? - No, niente. E' che sono contento per te.

- Sei contento per me? - Sì. Penso di sì.

E' strano, vero?

Boh, sì. Penso di sì.

Però mi piace.

Lo conosco da poco.

Non lo so se è una cosa importante.

- Ti piace? - Sì, molto.

- Mi fa ridere. - Ah, sì?

- Molto ridere. - "Molto ridere"...

- Fa l'agronomo, non è che... - Eh, però fa ridere.

- Perché? - Niente.

E tu invece? Stai per diventare papà.

Eh, già.

Non ce l'aspettavamo, a dir la verità. Però sono contento.

A volte, cerco di immaginare che viso avrà, di che colore avrà gli occhi.

Sono molto curioso di conoscerlo.

O conoscerla.

Abbiamo comprato casa insieme.

A Ginevra. Sì, in un bel quartiere, tranquillo.

- C'è anche un giardino. - Ah.

- E poi ho un cane. - Un cane? Sì.

- E com'è? Fammelo vedere. - Non me lo porto dietro, il cane.

No, una foto. Ce l'hanno tutti le fotine sui cellulari.

- Non ce l'ho, gliela faccio domani. - Come si chiama?

- Lina. - Che nome è?

- Perché? E' corto. E' perfetto per un cane. - Mah, se lo dici tu.

Lina, ehi! Lina...

Lina, qui!

- Scemo... - Ti ho fatta ridere.

Sì.

Sì.

Sei innamorato?

Abbiamo... abbiamo molte cose in comune.

Stiamo bene.

Sì.

Ti ho fatta ridere ancora.

(CAMERIERE PARLA IN INGLESE)

(PARLANO IN INGLESE)

- Ti va un dolce? - Mh-mh.

Allora...

Millefoglie, no...

(ALESSANDRO PARLA IN INGLESE)

- Ti va un caramel soufflé? - Mh-mh. - Sì?

(ALESSANDRO PARLA IN INGLESE)

Prendiamo anche un'altra bottiglia?

(ALESSANDRO PARLA IN INGLESE)

Perché non mi hai più risposto?

Sei sparito.

Avrei voluto parlarti, spiegarti...

T'ho chiamato mille volte.

- Ora, magari non ne vuoi parlare. - No, no...

No, è che...

..è che non ci riuscivo.

A fare cosa?

Dovevo allontanarmi, Anna.

Quando le cose non sono andate, io...

..io sono stato molto male.

Ti ho cercata per così tanto tempo

e quando... quando ero a così da te...

..non sono riuscito.

E' stato doloroso anche per me.

E' buono il mio.

- Anche il mio. - Vuoi assaggiarlo?

Sì.

- Vero? - Mh, buono. Assaggia.

Buono.

Vado un attimo in bagno.

Scusa.

Mi sono addormentato.

Tu non hai sonno?

Vuoi venire vicino a me?

Ci stiamo?

Ora dormi. Riposatevi.

"Cips, cips... doo doo doo doo doo... ci-boom, ci-boom, boom..."

"doo doo doo doo doo ci-boom, ci-boom, boom..."

ALESSANDRO: "doo doo doo doo doo..."

("VIA CON ME" DI PAOLO CONTE AL PIANOFORTE)

ALESSANDRO: "It's wonderful, it's wonderful, it's wonderful..."

(CANTICCHIANO VIA CON ME)

(MUSICA SI INTERROMPE)

Forse è andata meglio così.

- Cosa? - Questo.

Noi.

A te non è andata male.

Neanche a te.

(SEGNALE ACUSTICO)

(PASSEGGERI ESULTANO)

Stanno annunciando i voli.

Ci fanno partire.

Mi sa che dobbiamo andare.

Sì.

"It's wonderful".

ALESSANDRO: "It's wonderful, it's wonderful..."

"I dream of you".

"Cips, cips... doo doo doo doo".

(MUSICA MALINCONICA)

- Il mio parte da là. - Il mio da là.

- Beh, buon viaggio! - Anche a te.

E' stato bello vederti.

Anche per me.

Buone feste.

Eh?

- Buone feste! - Sì, buone feste...

- Allora, ciao. - Ciao.

Ciao, amore. Scusa se non ti ho risposto prima,

ma qui è... un casino incredibile.

Comunque, lo sciopero è finito, eh! Riesco ad imbarcarmi.

Spero che tu stia dormendo.

E' tutto a posto.

Non è vero, Ale.

Non è andata meglio così.

Abbiamo preso strade diverse...

..ma non è andata meglio così.

Quante parole ci siamo scritti in tutti questi anni?

Ma io queste qui non sono riuscita a dirtele.

E io non posso salire su quell'aereo se prima non te lo dico.

Ti amo.

Ti amo.

Lo so da sempre.

(MUSICA ONIRICA)

(ALESSANDRO: "Cara Anna, scusami se rompo questo silenzio".)

("Ho ripensato molte volte al nostro ultimo incontro...")

("..e volevo scriverti,")

("ma poi mi fermavo, mi fermavo sempre".)

("Non volevo intromettermi nella tua nuova vita".)

("E forse anche proteggere la mia...")

("Ma questa notte è nata mia figlia".)

("Sì, alla fine è una bambina. Si chiama Teresa".)

("E volevo che lo sapessi".)

("Vorrei dirti come mi sento in questo momento,")

("raccontarti quello che mi succede".)

("Ma mi sono accorto che non so più che cosa possiamo")

("o non possiamo dirci".)

("Dove sei, Anna? In quale posto?")

("In quale tempo ti trovi adesso?")

(BUSSANO ALLA PORTA)

(ANNA: "Caro Ale, anch'io ho ripensato a quel giorno".)

("Così tanto che avevo paura che non sarei mai riuscita")

("a staccarmi da lì".)

("Da noi due, in quell'aeroporto".)

("Ma, un po' per volta, tutto ha preso la forma dei sogni:")

("le nostre parole, l'ultimo abbraccio...")

("Avevo deciso di lasciare tutto lì...")

("..lontano... fino a questa tua lettera".)

("Ale, ci sei? Quando e dove ci rivedremo...")

("..io e te?")

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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