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*
*
Cioè, quindi lì c'è...
..c'è un altro essere vivente!
E quanto è grande? Tipo... tipo così?
(BATTITO CARDIACO)
(ANNA: "Caro Ale, ti scrivo dall'ospedale".)
("Sono stata ricoverata ieri sera d'urgenza")
("con un gran dolore alla pancia".)
("Non ti preoccupare, non è niente di grave. Era solo un'appendicite".)
("E' andato tutto bene. Oggi dovrebbero già dimettermi".)
("E' che stanotte, mentre non riuscivo a dormire,")
("mi è venuto un pensiero assurdo che ti devo assolutamente dire".)
("E se io morissi?")
CLAUDIA: Invece ho scoperto che la disoccupazione non finisce
quando inizio a percepire la maternità.
In pratica, viene sospesa e riprende subito dopo.
Perciò, diciamo che così riesco ad arrivare... quasi all'anno?
Però, posso ricominciare a lavorare anche prima,
se me la prendono al nido.
Anna? Mi stai ascoltando?
Ti sto ascoltando, ma ce la farete, non ti preoccupare.
Senti, questa settimana passo da casa a prendere altre misure.
- Ancora? - Sì, perché?
Devo capire che fare con quel mobile,
quello grande in camera, se tenerlo o darlo via.
- Ti dispiace? - No, no, nessun problema.
- Vieni quando vuoi. - Voi, i lavori come vanno?
Eh, un po' arenati. Sai, la burocrazia, ecco...
- Certo, ma ce la fate? Fate in tempo? - Sì, certo, certo!
- Ieri mi ha chiamato Guido. - Ah, sì?
Sì, non ho fatto in tempo a rispondere.
- E cosa voleva dirti? - Non lo so, se non ho risposto...
- Infatti... ERLEND: Amore!
CLAUDIA: Ehi, amore! - Amore, com'è andata?
- Bene. Bene, tutto bene. - Ah, sì?
Sì, è tutto a posto. Ha sia mani che piedi.
- Ciao! - Ciao.
- Grazie che l'hai accompagnata. - Figurati.
Ah, e poi non l'ho più richiamato, mi son dimenticata, diglielo.
- Ah, va bene, glielo dico. Ciao. - Ciao.
ERLEND: Ciao, bella! - Ciao, ciao.
- E' andata bene davvero, eh! - Ah, sì?
Sì, allora, praticamente ti fanno questa cosa
per cui sul monitor poi vedi...
(ANNA: "Mi sono accorta che se dovesse succedere,")
("se io dovessi morire così, all'improvviso,")
("tu non lo sapresti nemmeno".)
("Nessuno te lo direbbe. Nessuno te lo farebbe sapere".)
("E tutto quello che abbiamo scomparirebbe in un istante".)
("Come se non fosse mai esistito".)
NADINE: (sottovoce) Alessandro...
- Ho trovato questo in farmacia. - Ok.
-E' un saturimetro. Te lo lascio qui. -Sì, grazie.
- Ho fatto un sogno stranissimo. - Ti va di raccontarmelo?
Per carità, non voglio che mi ricordi come una di quelle noiose...
..che raccontano i sogni.
Però, devo andare in un posto. E andarci con te.
- Non è lontano, ci vuole poco. - Eh, ma...
Vuoi dire di no a una moribonda?
(FRACASSO)
GUIDO: Le scarpe?
- Quali? - Eh, quelle nere.
- Aspetta, ti aiuto io. - Non si trova mai un cazzo, qui.
Perché non mi hai avvisato che venivi?
Guarda, che prima ho suonato, eh!
Cosa c'entra?
Questa è casa tua. Hai le chiavi, puoi entrare quando ti pare.
La chitarra torno a prenderla un'altra volta
che in moto non riesco.
Hai sentito Tommi? Eh? Dice che viene la prossima settimana.
- Secondo me, gli manca Cecilia. - Bisogna dirglielo, allora.
Guido, un attimo.
Perché non mi guardi? Perché non mi parli?
- Di cosa? - Come di cosa?
Ti ho detto che è una storia finita, anzi, non è neanche mai cominciata.
Ma certo, perché non è un amante... Com'è che l'hai chiamato?
"Un amico di vecchia data", giusto?
Ma te, ancora, chi cazzo vuoi prendere per il culo?
Io non so chi sia questo, non lo voglio neanche sapere!
Perché ti comporti così?
Quando è successo a te io sono rimasta.
- Non me ne sono andata! - La differenza... - Per noi!
- Per tutti noi! - La differenza tra me e te è che,
quando è successo a me, io te l'ho detto subito!
Te, invece, hai aspettato che ti scoprissi.
Lo so.
(ALESSANDRO: "Cara Anna, lo sai che non ci avevo mai pensato?")
("In effetti, se ti succedesse qualcosa, non lo saprei mai".)
("Chi me lo direbbe?")
("Aspetterei una tua lettera per... per settimane, per mesi, per anni".)
("Senza capire, senza... senza sapere più niente di te".)
("Comunque, se ti fa stare più tranquilla, d'ora in poi...")
("..terrò d'occhio i necrologi".)
TERESA: Se rinasco, voglio essere un cane.
Pensavo preferissi i gatti.
Si vede che non viviamo insieme da tanto tempo.
Mi sono sempre piaciuti i cani.
- Perché non te ne sei mai preso uno? Così, avrei dovuto occuparmene.
Gira qui a destra.
Potevi prendertene uno quando me ne sono andato via io.
Quando te ne sei andato via tu, mi sono goduta la mia solitudine.
Vedi? Sei un tipo da gatto.
Ho detto che vorrei essere un cane, non che vorrei possederlo.
- Qui in fondo, a sinistra. - Qui?
- Attento! - Eh, ma...
- Però guidi male, eh! - Beh, aveva lo stop.
Sì, sì...
E chi sarebbe il tuo padrone, se fossi un cane?
Nessuno.
Tutti. Sarei un cane randagio.
- Gira qua. In fondo, a destra. - In fondo in fondo... o qui?
- Qui. Qui? - No, proviamo qui.
Non vuoi dirmi dove andiamo?
E' qui!
- Che cosa? - Dove ci siamo conosciuti.
Mamma... chi?
Io e tuo padre.
Ah.
TERESA: Andavo all'università, ma non davo esami.
Non sapevo che fare della mia vita. Non avevo un piano.
Era estate. Avevo un'amica più grande di me che lavorava qui.
Lo gestivano i suoi. Mi mise a lavorare al bar.
Dormivo in una stanza minuscola.
Ma, per la prima volta in vita mia, mi sentivo libera.
Ci lavorava anche lui.
In cucina.
Due stagionali.
Una sera stavo per uscire
e nella hall trovo il gestore che urla contro questo ragazzo.
Diceva che aveva rubato una bottiglia di champagne,
che voleva denunciarlo...
Non so perché l'ho fatto.
- Cosa? - Mi sono presa io la colpa.
Mi sono inventata lì per lì una storia...
..che avevo preso la bottiglia perché era il mio compleanno.
- E lui ci ha creduto? - Ero molto bella.
La sera, lui è venuto a cercarmi per ringraziarmi.
La bottiglia ce l'aveva lui.
Ci abbiamo bevuto insieme.
Diceva che voleva fare lo scultore.
Che era venuto dalla Spagna per cercare ispirazione.
Mi piacque subito.
Finito il suo turno in cucina, passava sempre da me.
Non ho mai dormito così poco in vita mia.
Quando ci siamo salutati, sapevamo che non ci saremmo rivisti mai più.
Ma ci andava bene così.
Era una relazione che non sarebbe andata da nessuna parte.
Mi sono accorta che ero incinta di te alla fine dell'estate.
Ma non gliel'ho detto. Non mi sembrava giusto.
Lo conoscevo così poco.
Non me lo avevi mai raccontato.
Non volevo che ti affezionassi a qualcuno che non c'era.
- Ale, io non lo so se è colpa mia. - Cosa?
Questo tuo vagare.
(MUSICA MALINCONICA)
ALESSANDRO: Buongiorno e ben trovati!
Oggi siamo qui con Anna, in una nuova e appassionante puntata
di... "In viaggio con Anna". Corrisponde al vero
che siete diretti nientemeno che "alla fine del mondo"?
Eh, sì! Perché io e Alessandro, il mio compagno di viaggio,
siamo proprio diretti verso gli antichi confini dell'umanità.
Attenzione, perché questo viaggio per noi sarà pieno di misteri
e di emozionanti colpi di scena.
Molto, molto, molto interessante. - Mh-mh.
Ha parlato di un compagno. - Eh!
E' solo un compagno di viaggio...
..o posso chiederle se è qualcosa di più?
Qualcosa di più.
Ah. - Eh.
Bene, allora, arrivederci e alla prossima puntata!
- Come va? - Bene, perché?
- No, dico, come va lì. - Ah, bene!
Ehilà? Ti stai divertendo in viaggio con noi?
Eh?
Dice che ha un po' paura che andiamo alla fine del mondo.
No, guarda, che non è che devi avere paura!
Si chiama fine del mondo, ma non è davvero la fine del mondo!
Cosa?
Esatto! E' solo un nome, è solo un nome. Ok, ciao.
Ora è più tranquillo.
E... com'è il papà? Che tipo è?
Spaventato.
E... non credo che sia pronto a tutto questo.
Stai registrando?
- No. - Ma perché? Fammi vedere.
No, non sto registrando! - Fammi vedere!
(ANNA: "Ale, forse sono stata troppo melodrammatica,")
("ma è un periodo un po' così".)
("Tommaso vuole andare via. Ha chiesto la tesi all'estero".)
("Partirebbe per Londra il prossimo anno. In teoria, per nove mesi".)
("Ma lo sai come vanno queste cose, no?")
("Dici a tutti che parti per un po'...")
("..e finisce che non torni più".)
("Non riesco bene a immaginarmi senza di lui".)
("Come lo riempio tutto quel tempo, quello spazio?")
Credevo di trovarvi molto più avanti, che aveste già svuotato tutto!
Eh, ancora no.
(ANNA: "Ovviamente, non glielo dico".)
- Che c'è da mangiare? - Quello che vuoi!
("A lui dico solo quanto sono fiera".)
Ti sei portato un sacco di cose.
Mi fermo qua. Non torno più a Londra.
Ah, sì? Che bello!
Pensavo che ti fermassi solo questo fine settimana.
No, la tesi posso finirla anche da qua. Volevo rivedere Ceci.
- Non ci vediamo praticamente mai. - Mh.
Ero partito bello sicuro. Credevo di riuscire a gestire tutto.
Le telefonate, gli esami...
Alla fine, passavo più tempo al telefono con lei che altro.
Non riusciamo a star lontani per troppo tempo.
A proposito, stasera mi fermo da lei.
Non gliel'ho detto, le faccio una sorpresa.
- Ti spiace? - Figurati.
- Papà? Come sta? - Sta bene... Sta bene.
Mi sa che mi faccio una doccia al volo e passo a salutarlo in negozio.
Che dici? - Certo.
- Tommi, senti... - Dimmi!
Allora, domani sera stiamo tutti a cena insieme?
- Sì, chiaro. - Senti, quando sei lì da papà...
..mi fai sapere cosa ti dice?
- Per domani, per la cena? - Va bene. Certo.
- Se per lui va bene. - Va bene.
- Glielo dici tu? - Certo.
(ANNA: Quando era piccolo non gli mentivo mai".)
("Adesso non faccio altro...")
("Mi sa che è l'unico modo per fare la madre".)
("Pensa di conoscermi, ma chi sono davvero...")
("..ho paura che non lo saprà mai".)
NADINE: Ale, io di là ho finito. E ho messo tutto di sotto.
- Arrivo subito. Ok.
ALESSANDRO: Ecco, ero sicuro di averla vista. SIMONE: Grazie.
Lo sai che non ne avevo neanche una?
Ah, non abbiamo più ballato...
- Ti disturbo se sto qui? - No, che non mi disturbi.
Tanto io non parlo, sto zitto.
Ciao, Simone.
Ale, è tutto qui.
- Ti ho messo i fogli stampati, le riviste e i giornali. - Grazie.
- E adesso come fai con il lavoro? - In qualche modo faccio,
non preoccuparti.
ALESSANDRO: Senti, io la casa devo venderla, però,
se volete, finché non la vendo, tu e Fede potete stare qui.
Andiamo da mia sorella. Lei sta vicino a Milano.
Poi vediamo.
E con Riccardo?
Con Riccardo ci ho parlato.
Diciamo che io non sono... fatta tanto per le storie a distanza.
- Abbi cura di te. - Anche tu. - Ciao.
(MUSICA MALINCONICA)
- Io non mi innamorerò più. - Ma che dici? Come fai a saperlo?
Lo so. A me l'amore mi ha già salutato.
Mi ha guardato, mi ha fatto ciao... e se n'è andato.
Lo dico per te, che fai ancora in tempo.
Ma io... non mi innamoro più.
(MUSICA TRISTE)
Cioè, ma cosa vuoi fare, non lo butterai mica via?
Dai babbo, è vecchio, è tutto ammuffito!
"Ammuffito"? Ma cosa ammuffito? Era di tua nonna questo qui!
Cioè, glielo do a un artigiano bravo e te lo fa tornare nuovo, eh!
- Ma va! - Ma Tommi, quando me lo fai vedere?
Presto!
- Stiamo a cena insieme una sera di queste? - Sì.
- Magari organizziamo. - Ahh!
- Ma da quant'è che non venivi qui? - Un po'.
Ho avuto da lavorare.
Ah, sì, sì. Siamo molto indietro, eh!
Cioè, io non lo so come facciamo.
Non so come fa tua sorella, più che altro.
Guarda che ci siamo dati un sacco da fare.
Ah, sì, sì! Se ragionavo così io, quando è successo a te,
io non so come andava a finire, eh! Vi ho trovato casa in un attimo!
Dai babbo, che c'entra? Avevo 19 anni, su!
Ancora con questa storia...
Senti, ma... Guido perché non è venuto a darci una mano?
Non aveva tempo.
Lavoro, negozio... Ha da fare.
- Vuoi che ci parlo io? - Eh?
Vuoi che ci parlo io? - No. Perché?
Eh! Perché? Perché?
Quanti anni sono che ti conosco? Va là! "Perché"...
Boh? Te sei sicura di voler venire a star qua?
Non lo so, in tutti questi anni non ti è mai venuto in mente.
Adesso, così, all'improvviso...
Ma per chi è che lo fai?
Eh?
Io vorrei sapere quando farai finalmente una cosa per te!
Solo per te! Eh!
Sai come ho fatto per amare la tua mamma tutta la vita?
Eh...
- Sì, lo so, babbo. - Come ho fatto? Dì mo'.
A un certo punto è morta.
Andiamo, dai!
("EVERYBODY LOVES A DREAM" CLOONEY)
- E ti ha mica detto dove va? - A Milano.
Cioè, vicino Milano, da sua sorella.
- Perché, non te l'ha detto? - No, no, no...
..volevo solo sapere se ti aveva detto la stessa cosa.
Eh, Nadine, Nadine, Nadine...
Tua mamma me l'aveva detto che non dovevo affezionarmi.
Ah, sì?
Sì. Ehm, scusa?
- Ce ne porteresti altri due? - Un altro? - Certo, va bene.
- Anzi, ce li puoi portare corretti? - Ok.
Anzi, fai 'na roba, portaci solo la correzione,
perché tanto... - Va bene. - Gentilissima, eh!
Gnocchissima.
E te?
Ero preparato. Tutto bene, dai.
No...
..non va tutto bene.
Ecco qua. - Oh! Grazie mille. - Prego.
Allora, uno a te...
- Piano, piano, piano! - Sì, sì...
Alla nostra! Viva!
- Ah, socio, questa l'ho sentita, eh! - Dove vai?
Come dove vado? Dove andiamo! Andiamo a farci un giro in motorino!
'Ndemo! Dai, alza il culo, su!
("VIA CON ME" PAOLO CONTE)
(CANTANO "VIA CON ME")
(MUSICA SI INTERROMPE)
- Ivo! - E' avanzato un pezzo di focaccia,
lo vuoi? - No, grazie.
IVO: Ma non doveva arrivare quella nuova?
- Vuoi darmi una mano tu? - Ah, no!
Senza assicurazione non lavoro. Sono in pensione!
Ma, scusa, tu non dovevi lasciare tutto, cambiare vita...
A che punto sei con l'aspettativa?
E' che sono un po' in ritardo con la domanda,
poi ho avuto un po' di cose da fare...
Ci penso io! Loro sono obbligati a dartela!
- Ci guardiamo assieme. - Ma no, è che siamo un po' indietro.
Colpa nostra.
Come vuoi.
- E la Finlandia? - "La Finlandia"...
E' che a tua moglie non gli va.
Annina...
..i matrimoni sono fatti di compromessi.
Va beh, dai! Per questa volta ti darò una mano, va!
- Anche senza assicurazione. - Fai tutto tu? - Come sempre!
RICCARDO: Comunque, te sei un coglione!
ALESSANDRO: Perché sono "un coglione"?
RICCARDO: Perché non saresti mai dovuto andar via di qua!
ALESSANDRO: Ah, sì?
- Te sei sempre voluto scappare via, e sai perché? - Sentiamo.
Per due motivi: il primo, perché sei un coglione.
- E vabbè... E quello è risaputo.
Secondo, perché te qua non ci sai stare!
E' vero! - Eh, lo so che è vero!
Io qua non ci so stare.
- Eh, no che non ci sai stare. - Ripeti tutto quello che dico io?
Guarda che sei te che stai ripetendo quello che dico, eh!
Te sei triste!
- Tu sei triste! - No.
Io sto benissimo! Guardami!
Per questo che oggi ti ho portato a fare un giro!
- Te mi hai portato a fare un giro perché ti senti solo! Eh, no!
Guarda che non mi interessa niente se Nadine se n'è andata.
- Sì, vabbè. Perché quella è una ragazza stupenda, mi ha insegnato
un fracco di cose! - Vero? - Eh, sì!
- Tipo? - Tipo... Vabbè, buonanotte. Dai!
- Comunque, io sono preoccupato per te! Perché?
"Perché"... Tutta colpa di quel cazzo di Interrail!
Sei partito e non sei più tornato.
No, dai, Ale!
Vai, Ale, stavo scherzando!
Ale! Dai, non fare il permaloso!
Ma dove vai?
Ma vai a fare delle pugnette, va là!
(CAMPANELLO)
Ce l'hai le chiavi, no? Usale!
(BUSSANO ALLA PORTA)
Arrivo!
Ciao.
- Che ci fai qui? - Ho bisogno di parlarti.
- Non puoi venire qui. - Anna...
Tu sei l'unica persona che conta per me.
Ti rendi conto che sei la sola prova che io esisto?
Solo questo avrei dovuto dirti la prima volta che ci siamo rivisti.
Adesso che mia madre è morta,
lo sai cosa cambierà nella mia vita? - Oddio, mi dispiace.
Non cambierà assolutamente niente,
sparirò di nuovo, come ho sempre fatto.
Invece posso fermarmi.
Basta che tu ci sia.
Basta che... che mi dici che ci sei.
Ci sei, Anna?
- Non è possibile. - Perché non è possibile?
- Perché non è il momento. - Che cosa vuol dire che non è il momento, Anna?
Non è il momento, Ale. Nella mia vita,
non è nemmeno il momento qui adesso.
- Non puoi venire qui, a quest'ora, la notte... - No!
E invece è questo il momento! E' proprio il momento!
Non ce ne sono altri, Anna. Anna, guardami. Guardami.
Vai via.
Tu sei una bugiarda.
Non ti ho mai detto bugie.
Tutto quello che hai scritto è sempre stata una bugia.
- Non è vero. - Sì.
- No. - Sì, che è vero, sei una bugiarda.
- Non sono una bugiarda. - Sei una bugiarda!
- Yu-hu! - Oh!
Yu-hu!
- Ciao! Dove siamo? - Eh, è lunga, è lunga!
Buongiorno, Alessandro! - Dai, togli 'sta cosa
che si scarica la batteria, per favore.
- Dai! Buongiorno!
- Buonanotte, che buongiorno! - Oh-oh!
Ma no, ma noi andiamo in onda di giorno, eh! - Vabbè.
Sì, sì, sì. Ma... ti vuoi presentare ai nostri telespettatori?
Ma che fai, oh! - Mi presento. Eh, dai!
Ehm, ciao, sono Alessandro,
ho 20 anni e studio architettura. - Molto interessante!
Sono cresciuto e vivo in una città che ha sempre guardato al futuro.
- "Al futuro". Sì.
Perché i grattacieli del passato erano le torri,
e Bologna ha un sacco di torri. Adesso ti faccio vedere...
- Le fa vedere. - Sì.
Un tempo ce n'erano quasi 200! Eccole qui!
Vedete? Una piccola Manhattan.
E dove te lo immagini il tuo futuro?
Lontano! In nessun posto in particolare, ma lontano.
Bene. Grazie...
- Grazie, grazie a voi. - E' tutto, è tutto!
Qui è tutto, arrivederci, grazie.
Però, però... Lascia un messaggio per il te del futuro.
- E questa come t'è venuta? Così.
Ok.
Allora...
Ciao, Alessandro.
Sappi che, nel momento in cui ti sto parlando, sono molto felice.
Ti auguro di non perderla mai questa spensieratezza e questa...
..minchiata che sto dicendo. Dai, togli 'sta cosa!
Lampeggia la batteria, eh! - Appunto! Che t'avevo detto? Dai!
("HOME" A. VOID, JAMES MCLEAN)
TOMMASO: E suonava, continuava a suonare. Io ho aperto tutto,
lo zaino, le cernierine, le tasche interne...
- Che cos'era? - Aspetta! A quel punto, mi prendono,
mi guardano malissimo, mi mettono da una parte...
Credevano che fossi un terrorista, non lo so, che li volessi fregare.
Poi, mi sono ricordato che l'avevo fasciato dentro un maglione
perché non si rovinasse. E allora mi hanno lasciato andare.
GUIDO: Mi dite che cos'è? - E' il casale! Lo riconosci?
- Sì! - L'ha fatto un incisore che ho conosciuto.
Gli ho dato una foto che avevo sul telefono.
Ma è una stupidaggine, lo so,
però ho pensato che, visto che adesso andate lì,
potete metterlo nella casa nuova. - Grazie. - Grazie.
Allora? Mi raccontate qualcosa?
Quando vi trasferite, come sta andando?
Bene. Sta andando molto bene.
I lavori procedono lentamente...
..come capita spesso.
ANNA: La burocrazia, le cose...
Se volete, ci andiamo uno di questi giorni. Mi fate vedere?
- Certo. - Sì.
(CAMPANELLO)
E' arrivata.
- Non gliel'hai detto. - Neppure tu.
Ciao! - Cecilia, vieni!
- Come stai? Ciao, Ceci! - Bene, bene.
- Bella! Ti trovo proprio bene. - Vuoi mangiar qualcosa?
ANNA: Ho fatto il tiramisù! No, grazie. Davvero, non ti preoccupare.
- Siete a posto così? - Sì.
- Andiamo? - Andiamo.
(insieme) Buona serata.
Ciao, Cecilia! - Divertitevi! CECILIA: Ciao!
- Ciao, amore! - Ciao.
Sono belli.
Molto.
Si sono mancati.
Dai, io sparecchio, che così poi vado.
(ALESSANDRO: "Cara Anna, come stai?")
("Io ho passato le ultime settimane su un cantiere molto complicato".)
("Tutto ciò che poteva andare storto, è andato storto".)
("E poi, quando finalmente è finito tutto,")
("invece di sentirmi sollevato, ho sentito un enorme vuoto".)
("Un senso di vertigine mai provato prima".)
("Allora ho cercato un altro lavoro, qualcos'altro da fare".)
("Indovina dove sono finito? Sono finito a lavorare in Spagna".)
("Adesso ti sto scrivendo da qui".)
("E' la prima volta che ci lavoro, però mi sembra...")
("..mi sembra quasi di essere a casa".)
("E sai cosa ho pensato una volta arrivato qui?")
("Voglio tornare dove sai".)
("Voglio vedere se la nostra spiaggia è ancora lì. Se esiste ancora".)
("Se non mi sono sognato tutto".)
("Perché, Anna, anch'io a volte, dopo tutto questo tempo,")
("mi domando se noi due esistiamo ancora".)
(CAMPANELLO)
("O se siamo solo la proiezione sbiadita")
("di un lontanissimo ricordo".)
Sì. Sì, scusa.
Posso entrare o...
..me ne vado? - No, no, entra. Certo, scusa. - Grazie.
Mi dispiace non essere venuta al funerale.
Fa lo stesso.
Ci tenevo davvero.
Sei qui.
Con qualche giorno di ritardo, ma, sì, ce l'ho fatta.
Avevo voglia di stare un po' con te.
LUCILLE: Sai che non sarà facile ricominciare? Sì?
Sì.
Sì, lo so.
In Spagna ho sistemato le cose come potevo,
ma non ne sei uscito bene.
Sono arrivate un po' di gare nuove, ne possiamo parlare?
GUIDO: Che cos'era?
Questo... che vuol dire?
Io non voglio mandare tutto all'aria.
Avevo bisogno di starmene un po' da solo,
non riuscivo a far finta di niente.
A volte mi capita di pensarti. Subito mi dico: "Come, che fai?"
E un po' mi passa.
GUIDO: Io lo so che possiamo ricominciare.
Se ci amiamo ancora, ce la possiamo fare.
Ci amiamo ancora?
LUCILLE: Non mi metto a contare i giorni che mancano...
..per vederti di nuovo.
Io sono stata sempre con te. Sempre. Tutti questi anni.
Ma non sei mai stato solo tu.
Che vuol dire?
E' tutta una vita che ti nascondo una parte di me.
Cosa sono queste?
Sono una bugiarda.
(ALESSANDRO: "Sai, Anna, qui, alla fine del mondo,")
("è rimasto tutto uguale".)
("Quando sono arrivato non c'era nessuno, come tanti anni fa".)
("Allora sono rimasto lì, sotto il grande faro. Te lo ricordi?")
("Ho guardato quello stesso nostro identico orizzonte".)
("E sai cosa, Anna?")
("Per un attimo mi è sembrato che tutto questo tempo...")
("..non fosse mai passato".)
("Mi è sembrato che tutti questi anni di lontananza,")
("le nostre fatiche, le nostre vite, il tempo stesso...")
("..potessero scomparire".)
ANNA: Ah! Ce l'abbiamo fatta!
Allora, questa è la fine del mondo. ALESSANDRO: A quanto pare.
- Come ti sembra? - A me piace.
A me piace.
- Non c'è niente. - E che ci deve essere? C'è il mare.
Infatti.
Ci siamo noi.
In questo posto bisognerebbe abbandonare tutte le cose superflue.
Vanno bruciate, in modo tale da tornare indietro
più leggeri di prima.
- Bruciate? - Bruciate.
E io c'ho questo.
- E che è? - Un moccetto.
Un moccetto.
- L'accendino? - Ehm, non ce l'ho l'accendino, io.
- E quindi? - E quindi...
E quindi, ci possiamo sentire più leggeri, comunque.
Così?
Come ti senti?
- Più leggero? - Sì.
("OUTRO" M83)
(MUSICA SI INTERROMPE)
(MUSICA MALINCONICA)
(CELLULARE VIBRA)
(LINEA LIBERA)
All'aeroporto, grazie.
(LINEA LIBERA)
(MUSICA DRAMMATICA IN CRESCENDO)
(MUSICA SI INTERROMPE)
(ROMBO DI MOTORE)
(ALESSANDRO: "Cara Anna, è l'ultima lettera che ti scrivo".)
("Mai avrei pensato di scrivertela da questa città. Siamo così vicini".)
("Mai avrei pensato di rivederti, di riconoscerti,")
("di sperare per un breve istante che tutto questo fosse possibile".)
("E, al tempo stesso, inutile come le nostre parole".)
("E' una vita che ci aspettiamo, che rimandiamo,")
("che prendiamo tempo, che inventiamo scuse".)
("E' una vita che ci illudiamo di avere qualcosa di nostro,")
("di unico, di speciale".)
("E oggi ho capito che non è così...")
("..che quello che abbiamo, cara Anna, semplicemente non esiste".)
("E non è mai esistito".)
("Ti abbraccio molto forte".)
("E ti bacio...")
("..infinitamente".)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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