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*
(VOCI INDISTINTE)
(MUSICA JAZZ IN SOTTOFONDO)
(CELLULARE VIBRA)
(NOTIFICA)
(NOTIFICA)
(CELLULARE VIBRA)
- Cin! - Cin. - Cin. - Cin.
(MUSICA SI INTERROMPE)
ALESSANDRO: Devi già andare?
Già.
Che c'è?
Guido parte questo fine settimana.
Ah!
E se ce ne andassimo via?
Io e te? Da qualche parte... Che dici?
- Ma certo. - Con calma...
Dico...
- Dici? - Dico che andrà benissimo.
Sono in ritardo.
- Di tanto? - Di un po'.
- Sei emozionato? - Eh, un po'.
E... hai già pensato a che vuoi dire a tuo papà?
Non so neppure da dove cominciare.
Mi fa strano anche solo pensare di chiamarlo così.
Tranquillo. Abbiamo tutto il viaggio.
Ciao. - Ciao.
Come va? - Todo bien!
No! Ale, ti prego, smettila!
- Cosa? - Leva quel coso, mi innervosisce...
Ma perché?
E poi, non dobbiamo lasciare tracce, ecco.
- Ah, già già già. - Levalo!
Ok, va bene. Questo video si autodistruggerà in 5, 4, 3, 2, 1...
(IMITA SUONO ESPLOSIONE) Sei proprio scemo!
Sì, un po' sì. Un po' scemo.
- Così vado a sbattere. - Vabbè, un po' di musica, dai!
("ROCK AND ROLL ROBOT" DI A. CAMERINI DALLA RADIO)
E... da quant'è?
- D-da un po'? - Da un pochino. Un anno...
- Quanto sarà? Un annetto. - Sì, un annetto.
- Un anhito... - Sì, un anhito, mas o menos...
(PARLANO IN SPAGNOLO) Stiamo andando a San Asier!
Jorge Romero Vazquez.
- Porque sì. - Mh-mh!
Porque è un nostro... amigo e... lo buscamos.
Eh, infatti! Intanto vamos! E... poi lo buscamos.
Mica sarà mucho grande "'sto puesto", no?
E' piccolo.
Muchas gracias.
RECEPTIONIST: Buongiorno, benvenuti! E' la prima volta qui da noi?
- Sì. - Sì.
Mi servirebbero i vostri documenti per la registrazione.
- Prego. - Grazie. - Un attimo, eh...
Ce li hai?
Un secondo che... La patente va bene?
- Perfetto. Grazie. - Va bene.
Quasi fatto.
Grazie.
Ok. Ecco a voi, la vostra stanza è la numero 7.
Qua trovate gli orari del ristorante e della SPA. Spero vi troviate bene.
Buon soggiorno e buon relax, signori... Serianni!
"Signori Serianni"...
("PIANO CONCERTO NO. 23 IN LA MAGGIORE, I. ALLEGRO" MOZART)
(MUSICA SI INTERROMPE)
Chiudi gli occhi.
Perché?
Facciamo un gioco.
Chiudi...
- Di che colore ho gli occhi? - No, dai.
- Ma rispondi. - Ok.
- Verdi. - Non sono verdi.
No, hai ragione.
Sono anche marroni, con delle sfumature ambra...
..e luminescenze verdi.
Mh?
Però, poi dipende dalla luce.
Quando piove, per esempio, sono verdi.
Ma non... non verde giada, eh!
Cioè, verde... verde mirto. Mirto di palude.
- E i miei piedi? - Belli! C'hai dei bei piedi.
Come?
- Sono morbidi... - Mh-mh.
..e poi il primo dito, cioè, non l'alluce, quello di fianco,
guarda un po' di lato, così... con sospetto.
E il mignolo dorme tutto rannicchiato da una parte.
Come ti permetti?
La mia schiena?
E' liscia la tua schiena.
E' un deserto di sabbia.
Sono bravo o no?
- Il neo... dietro al collo. - Il neo dietro al collo...
Com'è?
Dai, non te lo ricordi?
No, non ce l'hai il neo dietro al collo.
Dietro al collo... il neo! L'hai visto prima!
- Non ce l'hai. - Non te lo ricordi.
- Fammelo vedere. - No!
- Fammelo vedere. - No, te lo devi ricordare! Com'è?
Non c'è.
Vado a farmi la doccia.
("DISTANT SUN" W. MURRAY - A. BRITTON)
(ACQUA CHE SCORRE)
Tu da che parte dormi?
Eh? - Da che parte dormi?
ANNA: E' uguale, boh?
- Come è uguale? Sì, perché?
- Perché io dormo da questa! - Va bene!
Non è che poi cambi idea, eh!
(ALESSANDRO: "Cara Anna, non so bene come dirtelo".)
("Ho conosciuto una donna e mi sono innamorato".)
("Ma non come il mio solito, eh!")
("Cioè, mi sa che mi sono innamorato davvero. Lo so che suona strano".)
("Però, dopo tutto questo tempo da solo,")
("non pensavo di esserne più capace".)
("Avrei tante cose da raccontarti,")
("ma per adesso ti dico solo che stiamo pensando")
("di andare a vivere insieme".)
("Scusami, ti ho detto tutto in disordine".)
("E' che sono un po' emozionato".)
Ma come hai chiamato la polizia?
GIOVANNI: Ma come ti viene in mente? Non ti sei più fatta viva, cazzo!
- Scusa, papà. Sì, va là, va là! "Scusa"...
- E' che non lo sapevo che lo sapevi. Che cosa?
Che non ero più con le altre.
Senti, Anna, mi puoi dire, per cortesia, con chi sei adesso?!
Anna? Mi rispondi?
Sì, sono... sono...
Mi sono unita a un gruppo di persone, tutte molto carine,
e mi è sembrato una cosa intelligente farlo, perché stavo da sola, no?
Però, le altre le ho sentite prima e mi ritrovo prestissimo
con loro a Barcellona. Prestissimo quando?
Un paio di giorni, al massimo.
No, tu sei strana, Anna.
- Papà, mi dispiace che ti ho fatto preoccupare. No no!
Tu eri già strana prima di partire.
C'è qualcosa che mi devi dire?
No no no, è tutto ok.
Fammi richiamare la polizia, va là.
- Sì... Porca paletta, guarda!
Senti, richiamami, mi raccomando! - Ok.
Ogni volta che trovi il telefono...
- "Ogni volta che trovo il telefono". Ma cosa ti ci vuole?
Non mi far preoccupare, va là! - Ti chiamo sempre, papà. Promesso.
- Ciao. Ciao, ciao.
Chiamalo e glielo chiedi.
Guarda che se lo chiami gli fa piacere.
Sì, dorme fuori stanotte.
Io... io sono... sono a casa.
No, no no, ma che triste? Sto benissimo.
Va beh, mi fa piacere passare un po' di... di tempo così...
..d-da sola.
Ehm, ci sentiamo domani, ti va?
Un bacio. Anch'io, ciao.
Scusa. Ne ho approfittato per chiamare Tommi.
Hai fatto benissimo. Anzi, scusa tu se...
- Ci buttiamo? - Mh-mh!
ALESSANDRO: Tutto ok?
Molto incazzato? Molto incazzato.
- Hai scoperto qualcosa? - No.
Il barista dice che non lo conosce.
- Cerchiamo qua! - Cos'è? - E' l'elenco telefonico.
- Tu sei un genio, sei! - Eh? - Sei un genio.
- Vasquez! - No, Vazquez!
- Vazquez... - Vazquez.
(insieme) Con la Z!
- Va va va... No. Non c'è. - Come non c'è?
- Sicuro? Vazquez. Vazquez! - Non c'è Vazquez.
E... E no! Romero Vazquez.
Romero Vazquez...
- Jorge Romero Vazquez! - Eh!
"Eh!" C'è l'indirizzo e il numero!
- Oh! - Eh?
- Eh? - Che?
- Lo vuoi chiamare? - Sì...
- No! - No.
No, preferisco vederlo in faccia.
- Eh! - "Eh"!
CAMERIERE: Buongiorno, signori. Benvenuti. - Buongiorno.
- Vi abbiamo riservato un tavolo con una bella vista. - Grazie.
Se volete seguirmi, vi accompagno. Prego.
- C'è tanta gente! - Eh, ho letto che il ristorante è molto, molto buono.
(ANNA: "Ale! Che notizia! Avrei mille domande da farti".)
("Vorrei sapere lei chi è, come si chiama, da dove viene".)
("Ma mi sa che preferisco non saperne niente...")
Prego, signori. - Grazie.
Arrivo subito.
Wow!
(ANNA: "Quando... ho letto che ti sei innamorato davvero,")
("ho avuto un piccolo tuffo al cuore".)
("Ma mi sa che devo essere felice per te".)
"Signori Serianni".
Una mail di lavoro, scusa un secondo.
Qualche proposta che mi ha mandato Lucille dallo Studio.
- Hai ripreso a lavorare? - No, non proprio.
E' solo per... per non farmi terra bruciata per sempre. Per dopo.
Certo.
(ANNA: "Ale, scusa se te lo chiedo, ma io e te... ci siamo ancora?")
- Buono. - Buono.
Che c'è?
E' che mi sento osservata.
Tranquilla.
- Non ci guarda nessuno. - Mh.
I menù. Prego.
- Posso portare dell'acqua, intanto? - Naturale, grazie.
- Va bene naturale? - Sì. - Perfetto, arrivo subito.
E' un libro!
- Che c'è, che è successo? - C'è uno che conosco.
- Dove? - Lassù!
- Ma ti ha vista? - Non lo so, non credo.
- Ma chi è? - Lo conosco bene. Conosce anche Guido.
- Tutto bene? - Ehm, sì.
Sì sì sì! Ha... perso un orecchino.
- Eh, infatti... Sì. - Ah, perfetto. Lascio l'acqua.
Grazie.
- Ma dov'è? - Lassù.
- Eh, ma lassù dove? - Baffetto, codino...
Ha una giacchetta blu, mi pare.
Baffetto, codino... Ah, l'ho visto, l'ho visto.
Ma si è seduto lontano, è con una signora.
Secondo me, da lì non ti vede.
Non possiamo restare così per sempre.
Cosa vuoi fare, vuoi andare in camera?
Secondo me, se ti alzi adesso, non ti vedono.
Basta che passi da là. Ok? T'accompagno.
No no no! Che mi accompagni? Resta giù!
- Sì, ok. - Vado io! - Ok!
- Tu guardi. - Vai!
-Posso andare? -Vai, vai! Non ti sta guardando. Vai.
No. No no no, aspetta! Anna! Anna!
Anna, no no no! Anna... Anna!
ALESSANDRO: Anna, Anna!
IVO: Annina! Annina.
- Ivo! Ciao! T'ho visto da lontano,
però ho detto è impossibile che sia lei. E invece no!
Ma che bello vederti! Cosa ci fai qua?
Mangio.
Beh, qua non sbagli, eh!
Difatti, oggi ci ho portato la Luisa. Facciamo 33 anni di matrimonio.
- La vuoi salutare? - Auguri...
Eh, vabbè...
Niente, poi... nottatona romantica e poi vediamo.
Domani decidiamo se fare una passeggiata, un'escursione...
Ma scusa, perché non vieni da noi? Dov'è Guido?
- Non c'è Guido? - Non c'è.
Ma scusa, ma... ma sei sola?
Faccio aggiungere una sedia, dai, mettiti con noi!
E' che sono con un amico.
Ma son quelle domande che si fanno...
Scusami, cioè, io comunque non ho visto niente.
Anche perché non c'è niente da vedere.
- Appunto. - Appunto.
E comunque sono cose tue. Guarda, non...
Dai!
- Comunque, sei bellissima. - Grazie. - Ciao, Annina, ciao.
Ce l'hai con me?
No. No, non ce l'ho con te.
Sei sicuro?
Ma certo.
Senti, ormai ti ha vista, no? Non fa molta differenza.
Poi è un amico, non dirà nulla.
Vuoi che mangiamo qualcosa qui? Ordino in camera.
Non te la senti di restare?
Beh, e allora andiamo via.
- Come andiamo via? - Ma sì, ce ne andiamo.
- E dove andiamo? - Ah, non lo so dove.
Abbiamo solo due giorni. L'importante è che stiamo bene insieme, no?
(ALESSANDRO: "Cara Anna, certo che io e te ci siamo ancora".)
("Eccoci qui! E' che le cose tra noi vanno in questo modo".)
Grazie.
("A volte non capisco cosa dovrei dirti e cosa no".)
("Ma la verità è che io non voglio nasconderti nulla".)
(BUSSANO)
ANNA: E' tutto buio.
- Ma l'indirizzo è giusto? - Eh, sì... Numero 12.
- No, mi sa che non c'è nessuno. - Aspetta.
Oh!
- Oh! - Ma che ti urli?
- Che ti urli? - Ho capito, eh!
- Se fosse lui? - Chi?
Quello lì!
Mi spiace che stiamo scappando.
Non stiamo scappando.
- Hola! ALESSANDRO: Hola. - Hola!
Eh?
Ah! Ehm, buscamos...
Sì.
Infatti.
..poter stare. - Siete italiani?
- Sì. - Sì.
Io parlo un po' d'italiano.
- Ah, sì? Sì, un pochino. A me piace l'Italia.
La amo!
- Ti diamo una mano? Grazie.
- Vai. - Grazie.
- E tu... sei mai stato in Italia? - Sì, "ho stato", ma mucho tempo fa.
Mucho quanto?
Ormai, eh...
..venti anni.
Tanto tempo.
Sì... tanto tempo.
- Sapete pescare? - Sì. - No.
- Sai pescare? - Le basi. E' bello pescare.
E' mucho bello pescare!
- Che fai? - Che faccio? - Vai!
Vai.
Eh... quella volta che sei stato in Italia...
- Sì... - Sì.
- Tanto tempo fa... - Che?
Ma voi di dove siete? Italia, di che città?
- Bologna. - Di Bologna.
- Ah, Bologna. - Sei mai stato a Bologna? - No, mai.
- Mai. - No no, mai.
- Mai. E' una bella città? - Bella città.
Vabbè, vabbè...
Se ci dici dove dobbiamo andare per la spiaggia, noi andiamo.
Aspetta.
- C'è il mare a Bologna? - ANNA: Oddio, non proprio.
- No, non c'è il mare a Bologna. - Ma vicino a Bologna? C'è il mare?
- Sì, vicino sì. - Sì. - Ah! Ci sono stato lì.
- Ah! - Sì! Ho fatto il cuoco sul mare.
Io non sapevo cucinare, ma questo non mi ha fermato mai.
Ho fatto quello un'estate intera.
Sì.
MIGUEL: Papà! - Miguelito!
Ven acquì! Hola, guapo!
Questo è mio figlio, Miguel.
- Alessandro. Alessandro.
- E Anna. E Anna.
Un piacere! Dì "un piacere".
Un piacere.
Miguelito è un muy buono pescatore. E' così. Vero, mio amore?
(PARLA SPAGNOLO)
Non si sa mai. A volte succede, e a volte no.
(PARLA SPAGNOLO)
Ora vengo.
- Volete fermarvi a pranzo con noi? ANNA: Sì! - No.
Adesso cucino molto meglio che venti anni fa.
- Non possiamo, no. - No. - Noi dobbiamo andare via.
Peccato. - Sì, peccato.
Ma... un'altra volta allora.
Un'altra volta.
Comunque, di là!
- Che? - Boh? - La spiaggia. - Ah.
C'è una playa bellissima.
Alessandro?
Ok, sì.
Noi andiamo.
- Andiamo! - Sì. - Andiamo...
- Arrivederci. - Arrivederci.
- Allora... ALESSANDRO: Andiamo.
..fate una buona vacanza! - Gracias! - Niente!
- ANNA: Ma perché? - Andiamo.
- Sei sicuro? Guarda che era lui! - Sì, sono sicuro. - Ma era lui!
- Sei sicuro? - Sì.
Dove andiamo?
Eh, per adesso la strada è obbligata.
Perché non andiamo al tuo orto?
Hai detto tante volte che mi ci volevi portare. Andiamoci!
E poi magari dormiamo lì. Ci sarà un letto, una brandina... qualcosa, no?
No, lì non c'è proprio nulla, non è un posto per dormire.
Oh, mio Dio, non ci credo.
Salutale, porta bene. - Ciao.
Mi hai scritto così tante volte che mi ci volevi portare.
Adesso che sono qui, andiamoci!
- Mh? - Meglio di no.
Perché?
Erano lettere, Ale.
Cosa?
Non pensavo che ci saremmo andati veramente.
Cioè, lo dicevi così, tanto per dire?
No. Quante volte ci siamo scritti sapendo che non erano cose possibili?
Ma adesso sono qui e... è possibile.
Ma lì è tutto un casino. Non ci vado da un po'.
Lo stiamo ristrutturando con Guido.
Ah.
Questo non me l'avevi detto.
Il piano è...
..era che... ci vogliamo andare a vivere.
- Ma dai? - Tra un po'.
- E neanche questo mi avevi detto. - No.
Va beh, posso vederlo lo stesso, no?
Almeno saprò dove vivi... tra un po'.
- Perché non me lo hai detto? - Cosa dovevo dirti?
Che sto sistemando una casa
in cui non so nemmeno se ci voglio andare a vivere, perché...
- Perché? - Perché nella mia vita ci sei tu.
Anna, guarda, sarebbe molto più facile se...
..se capissi chi sono io per te, lo sai?
Chi siamo, Anna?
- Perché, tu lo sai chi siamo, noi? - No, non lo so!
- Però, sono qui per capirlo! - "Tu sei qui per capirlo"?
- Sì. - Tu qui stai solo aspettando!
- Per te, questo è solo un momento! - No, non è vero.
- Quello dopo sarai già andato via. - Non è vero, non è così!
Cosa speri veramente? Che io molli tutto? La mia vita, mio marito...
Che molli tutto per te?
- Lo vuoi davvero? - Perché fingi, Anna?
Perché? Perché fingi di non saper scegliere,
quando invece sai scegliere benissimo! Sulla tua vita adesso,
come sulla tua vita vent'anni fa!
Ma che cazzo c'entra la mia vita vent'anni fa?
C'entra che hai deciso tutto tu, come decidi tu adesso!
Io non decido proprio niente! Io t'ho pensato un sacco di volte...
Ah, sì? "Mi hai pensato un sacco di volte"?
Sapessi quanto t'ho pensata io!
Però io c'ero vent'anni fa! E ci sono ora.
Sono sempre qua, ogni volta che vuoi! Mi chiami e arrivo in un secondo!
Dovunque tu sia, a qualunque ora!
Se vuoi scappare, scappo! Che se vuoi...
..che se vuoi rimanere, rimango!
Io sono completamente... completamente sospeso.
- Io sono aggrappato a te! - Tu sei sospeso e basta!
Penso esattamente la stessa cosa di te.
Ok.
Quindi, se io lascio Guido,
la casa vecchia e quella nuova, tu resti con me? Io lascio tutto, eh!
Io lo faccio! Tu che fai? Dimmelo!
- Resti con me? - Tu non vuoi lasciare tutto.
Resti con me? Rispondi.
- Rispondi. - Ma tu non vuoi lasciare tutto!
Mh. Non riesci a rispondere.
ANNA: Ale? Ma dove vai?
Perché scappi? Oh!
- Proprio adesso che lo abbiamo trovato? - Appunto.
Io m'aspettavo tutto diverso.
E che t'aspettavi?
Pensavo che ci saremmo visti e che ci saremmo riconosciuti.
Senza bisogno di dirci niente. E che il resto sarebbe venuto da sé.
Invece?
Hai visto quello là?
Quella specie di... di mio fratello là, l'hai visto?
Ha quasi la mia età.
(ANNA: "Caro Ale, sai che anch'io ho una novità?")
("Non ti ho mai parlato di una casetta sui colli")
("che appartiene alla mia famiglia,")
("di cui nessuno si è occupato da quando mia mamma non c'è più".)
("C'era un piccolo orto che le piaceva così tanto".)
("E' l'ultimo posto in cui l'ho vista felice".)
("Ho iniziato a coltivarlo di nuovo. E' diventato il mio rifugio sicuro".)
("Quando vado lassù sto bene".)
("Sarebbe bello se un giorno ti ci potessi portare".)
("E tu, Ale, sei davvero contento di quello che stai facendo?")
Aspetta aspetta! Ferma qui, ferma qui.
(ANNA: "Quando sei triste o pensieroso,")
("la tua grafia cambia impercettibilmente".)
Cos'è successo?
Si è sentita male, ho dovuto chiamare l'ambulanza.
- Mamma? - I parametri sono buoni. La signora rifiuta il ricovero.
Sì, sì. Va bene, grazie.
- Ma non dovevi tornare domani? - Sì.
Ti avevo detto di non chiamarlo. Non ho chiamato io.
- Diglielo che non ti ho chiamato io. - Non mi ha chiamato nessuno,
sono solo tornato prima.
NADINE: Che succede?
- Dove eravate? - Eravamo alle giostre.
- Come alle giostre? Chi c'era con mia madre? - C'ero io.
Siamo stati via solo due ore, Teresa stava benissimo.
Non stava benissimo, perché Teresa sta male! E ha bisogno che qualcuno
si occupi di lei! Inutile che t'incazzi. Poi c'era anche lui.
- C'ero anch'io, te l'ho detto. - Calma, eh! Calmatevi...
..e chiedi scusa a Nadine.
Ok. Scusa. E' che... è che è un periodo un po' così.
E tu chi sei?
Anna. Piacere.
RICCARDO: Ma è quella Anna?
("WATCH ME NOW" SATV MUSIC)
- RICCARDO: Le forchette dove sono? - Sono lì, primo cassetto.
Nel primo cassetto.
Ma quindi, avete ricominciato a vedervi?
Certo! Ho ricominciato a vederla. Ho seguito il tuo consiglio, no?
Cioè?
Sei tu che mi hai detto: "Senti, non farti più sentire,"
"non farti più vedere, vedrai che ti cerca lei".
Ho fatto così e mi ha cercato lei.
- Ma dai! - Eh!
(ridendo) Non pensavo che funzionasse.
Sai che mi fa piacere che avete ricominciato a vedervi?
Oh, questo l'ho portato io, eh! Buonissimo.
Manca molto? SIMONE: Sì, arrivo! - Mh...
Preparate i bicchieri! - Sono già pronti!
Ah, oh...
..è la tua fidanzata quella là? - No, no no, è solo una mia amica.
Peccato.
(MUSICA DOLCE AL PIANO)
SIMONE: Quindi si è fatta avanti lei.
Come figurati? Ti sei fatta avanti tu.
Non mi sono fatta avanti io.
Sì, però mettetevi d'accordo, perché se no...
- Lo sapete com'è il tango, no? - No. - No.
Allora, facciamo finta che questa sia un enorme sala da ballo, grande.
Di qua ci stanno gli uomini, e di qua le donne.
- NADINE: E che fanno? Aspettano che gli uomini...
..vadano a chiedere loro di ballare. TERESA: Dai, falla meno lunga.
Io lei l'avevo notata. Però, non le chiedevo di ballare...
Invitava sempre quella che era seduta vicino a me.
- Scusate, chi era? - Ma no, per dire.
Se io ero seduta qui, lui...
..invitava quell'altra. - Ah!
Lei già era qua, arrivavo, la guardavo però.
- Prego... RICCARDO: Eh, ti tocca!
Ma, alla fine, le ha chiesto di ballare?
- Me l'ha chiesto lei! - Ah.
Ma non è vero! Io non ti ho chiesto niente!
- Come non...? - Però gli ho tirato un calcio.
L'ha tirato a me, però. Fra tanti!
TERESA: Se lo meritava tutto! - Cos'altro potevo fare?
Era normale chiederle di ballare.
Madame...
- Dai, Simone... RICCARDO: Si-mo-ne, Si-mo-ne!
Sì!
(TANGO IN SOTTOFONDO)
(MUSICA SI INTERROMPE)
- Dove vai? - In bagno. Ho il tuo permesso?
E' bella quella ragazza lì.
Non te la meriti mica.
(ALESSANDRO: "Cara Anna, mi sa che quando dovrò nasconderti qualcosa",)
("inizierò a scriverti a macchina".)
("A volte mi sembra incredibile che tu mi conosca così bene")
("senza conoscermi affatto".)
("E' vero, mi hai beccato".)
("Non so bene dirti cosa, ma...")
("..ma in effetti lo sento che c'è qualcosa che non va".)
("Mi sono messo a ripensare a come sono arrivato fin qui,")
("da dove è iniziato questo mio lungo viaggio".)
("E mi sono trovato a ricordare di quei giorni lontani")
("in cui mi hai accompagnato a cercare mio padre".)
("Mi sono chiesto come sarebbe andata se gli avessi detto chi ero".)
("Se ci fossimo fermati a mangiare da lui, sarebbe stato tutto uguale?")
("Oppure la mia vita avrebbe preso un'altra strada?")
Se hai bisogno, mi chiami.
Ale?
Ma tu sei stato bene con me?
Che vuol dire?
Solo con me.
Sì.
Certo, mamma.
Adesso dormi.
Sì.
Come sta?
Insomma...
Ale, c'è una cosa, però.
E' che io non ci posso più stare in giro così
e devo tornare dalle altre. L'ho promesso al mio papà.
E tu?
Io basta che me ne vado via di qui.
Mi sa che però mi devi prima portare in un posto.
Io?
- In che posto? - Come che posto? Me l'hai promesso.
La "fine del mondo"?
- Davvero, ci vuoi andare? - Sì. Sì.
- Tanto. - Ok.
(ALESSANDRO: "E' un pensiero inutile, lo so, ma improvvisamente")
("mi sembra che guardandomi indietro, a differenza tua, io...")
("..io non ho costruito nulla".)
- Ale, mi dispiace tanto. - Anche a me dispiace.
(ALESSANDRO: "L'amore di cui ti ho parlato, è già finito".)
("Alla fine, ci siamo lasciati".)
E' che sono così... stanca.
(ALESSANDRO: "Ed è stata colpa mia, eh! Ho fatto tutto io".)
("Ci ho provato a stare insieme a una persona,")
("e per un momento ci ho anche creduto".)
("Non riesco proprio a immaginarmi di avere un posto in cui tornare".)
("Qualcuno che mi aspetta a casa".)
("Ogni volta è sempre così:")
("vado avanti e mi sembra di lasciarmi dietro solo...")
("..solo un piccolo vuoto in più".)
("Credo di essere fatto in questo modo, sai?")
("Forse sono destinato a stare da solo".)
Sei già tornato?
Non dovevi dormire a Milano?
No, son tornato prima.
Mi potevi avvisare.
E invece non ti ho avvisato.
Una telefonata... Ma è successo qualcosa?
Mi dici dove sei stata?
(RUMORE DEL TRENO)
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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