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(SCROSCIO DI PIOGGIA)
(ANNA: "Caro Ale, l'altro giorno mi è successa una cosa strana:")
("camminavo per strada e ho visto uno che mi sembravi tu".)
("Io non lo so bene come sei adesso. Come faccio a saperlo?")
("Sono troppi anni che non ci vediamo ormai".)
("Però, non so perché, ero davvero convinta che fossi tu".)
("Non ho resistito e l'ho seguito".)
("Gli sono stata dietro finché si è infilato in un bar".)
("C'era troppa gente però, e l'ho perso di vista".)
("Sono salita in piedi su una sedia per cercarlo meglio,")
("cioè... per cercarti meglio".)
("Ma non c'eri più".)
- Ciao. - Ciao.
Alla fine, non sono partito.
Lo vedo.
Ehm, e devo restare per un po'.
Volevo dirtelo di persona.
Sono... sono stati giorni un po' complicati e...
..a casa la situazione è delicata...
E poi... avevo appena cominciato un lavoro,
quindi, è stato un casino, però...
..però ce l'ho fatta.
E...
E adesso siamo qua. Tutti e due.
Nella stessa città.
- Ti va se...? - Se?
Ti va se ci vediamo ancora?
Devo andare.
- Aspetta. Aspetta. - No, no. - Ti accompagno.
(ANNA: "Quando sono tornata a casa mi è successa")
("una cosa ancora più strana".)
("A scrivertela ora...")
- Vado di lì. - Sì.
("..quasi mi vergogno,)
Che c'è? Che fai?
("ma te la dico lo stesso".)
ANNA: Ma che fai?
("Ho cominciato a eccitarmi. In un modo che non mi era mai successo".)
("In un modo che mi spaventa un po'".)
("Ti capita mai di pensarmi in quel modo, Ale?")
(MUSICA POP DALLA RADIO)
(BRUSIO)
(BAMBINI RIDONO)
Stop gioco! Stop gioco! Ciao, Ale. Ben arrivato.
Ah! Ho detto stop gioco! Stop gioco! Ho detto stop gioco...
Cosa fai?
Mi ha invitato tua mamma alla festa di Fede.
Dammi una mano, che questi qua mi hanno già ammazzato dieci volte.
Oh, ciccio! Da che parte vuoi stare?
Occhio, che questo è il capo dei ribelli. Eh!
- E allora? - Io... sempre contro di lui.
- Sfida accettata! Dai, Riccardo! Basta armi, ho detto.
Ma scusa, ma quali armi? Non abbiam mica armi.
Dai, bambini, che arriva la torta.
- Ciao, Ale. - Ciao. - Mi dai una mano di là?
- Sì. - Siete d'accordo o no?
NADINE: Ti ho liberato l'armadio in camera.
Ah, grazie. Come sta?
La vedo contenta. Le piace avere bambini in casa.
Beh, questa è una novità.
- Puoi portare questo? - Sì.
- Io nel frattempo preparo la torta. - Sì.
Guarda che bella questa foto, eh?
Guarda! I miei, Tiziano e Pietro, e il tuo, Fede.
- Poi me le mandi? - Poi te le mando tutte, te le mando.
Ragazzi... popcorn.
(BAMBINI ESULTANO)
Prendi un tè con noi?
- Lo fanno buonissimo, eh! - Sì.
Un tè per Alessandro, per favore.
Grazie.
(MUSICA CLASSICA IN SOTTOFONDO)
Attento che ti bruci!
- Eh! - Ah... giusto.
E i biscotti? Grazie. Uno per me e uno per Ale.
BAMBINA: Come sono? - Buoni.
Mh! Buoni, molto buoni.
Mamma, senti. Ehm...
Mi hanno parlato di uno, un dottore.
Uno specialista.
Ehm, se vuoi, magari... una volta ci andiamo insieme. T'accompagno.
Ale, sei tu che hai scelto di fermarti qui. Però...
BAMBINA: E' buono? - Buonissimo questo tè!
Mi prometti che almeno ci pensi?
NADINE: Bambini, è pronta la torta!
(INVITATI ESULTANO) Uh, la torta! La torta, la torta!
RICCARDO: Allora, tre, due, uno...
(CANTANO TANTI AUGURI A TE)
(ALESSANDRO: "Ma lo sai che forse ero davvero io")
("quel tizio che hai seguito?")
("Sono stato a Bologna per il fine settimana a trovare mia madre".)
("Non te lo dico mai quando vengo, perché...")
("..perché mi sembra di violare il nostro patto".)
("Anche se la tentazione di avvertirti è forte".)
("Però poi resisto sempre".)
("Però sì, mi capita di pensarti in quel modo".)
("Non te ne ho mai parlato, ma, visto che hai cominciato tu,")
("ti racconto un segreto:")
("qualche giorno fa ero in Scozia per alcuni sopralluoghi")
("e ho conosciuto una collega. La sera abbiamo fatto l'amore".)
("E io ho immaginato che questa sconosciuta fossi tu, Anna".)
("E' una cosa tanto terribile?")
("TUBTHUMPING" CHUMBAWAMBA)
(TELEFONO SQUILLA)
(ASCOLTA "TUBTHUMPING" DEI CHUMBAWAMBA)
(TELEFONO SQUILLA)
Pronto?
Ale? - Oh, Richi!
Oh, Ale, non mi fan partire. - Chi non ti fa partire?
E chi? Mio padre! - Si è incazzato di brutto.
- Per la macchina? E no, per tua nonna!
Ale, hanno fatto il preventivo e sono quattro milioni di danni!
Mi hanno detto:
"Col cazzo che te ne vai in vacanza! Quest'estate ti trovi un lavoro"
"e ripaghi la macchina". - Cazzo, Richi.
No, davvero, mi dispiace, Ale,
ma io non so che fare, non posso proprio venire.
- E tu che fai? - Che faccio?
("TUBTHUMPING" CHUMBAWAMBA)
TERESA: Alessandro? - Sì?
Alessandro, ci sei?
Alessandro! - Sono in camera, mamma! Tutto ok!
(RICCARDO: Oh, allora buon viaggio!)
(E... fai 'na roba: dato che vai in Spagna,)
(guzzane una anche per me, va là!)
(MUSICA DOLCE AL PIANO)
(NON UDIBILE)
GUIDO: Come sesta settimana? ANNA: Sesta settimana.
- Sei settimane fa non eravamo... - Non signi... Allora,
si calcola strano: si dice sei, ma in realtà sono quattro settimane.
- Quattro settimane... - Mh.
- E' quando eravamo al casale, da te. - Eh.
- E... e tu sei sicura sicura? - Ho fatto il test tre volte.
BASSISTA: Guido, ci sei? - Mh? Sì. Sì, arrivo.
- Ci ha sentiti? - Non lo so.
Senti, finisco le prove qua e... e poi ne parliamo.
- Certo. - Che fai, mi aspetti?
- Sì, sì... - Va bene.
GUIDO: E per i lavori erano trenta.
Sì, erano trenta per la manodopera. Poi ci sono i materiali.
Trentamila per dare l'intonaco? Chi l'imbianca, Giotto?
Mica è solo l'intonaco. Gli impianti, il massetto...
- Gli infissi... - No!
- Gli infissi sono a parte. - Non ce la faremo mai.
Che pensi?
E che penso? A questo. Che penso?
- Cambiato di nuovo idea? - No, non ho cambiato idea.
Ok...
GUIDO: Allora, c'è un tipo... - Mh-mh!
..che viene sempre da me in negozio. Ha un'azienda agricola.
- Ah! - E' un tipo un po' particolare,
è appassionato di celtic rock.
Di?
- Celtic Rock. Sai la musica celtica? - Ah!
Cose come... arpe, cornamuse...
I testi che parlano di boschi, di fate, di folletti...
Vabbè, gli ho parlato del nostro progetto.
- Hanno anche un sito, eh! - Ah.
Vediamo se lo trovo...
Ma dov'è?
Allora, aspetta, si chiamava...
- Eccolo! - Eh.
Questa è l'azienda agricola.
- Ho pensato che poteva essere una buona idea andare qui. - Mh!
Andare a vedere qualcuno che l'ha fatto davvero.
Ha detto che possiamo andare quando vogliamo.
- Allora andiamo a trovarlo? - Mh-mh!
Mangiamo qui?
(CELLULARE VIBRA)
- Rispondi. - Mh-mh...
- Anna, rispondi! - Sì, sì. Rispondo...
Papà! E' papà.
Papà?
Mi so' scordata... Scusa, scusa. Scusa, arrivo. Arrivo...
Ti sei dimenticata di portargli le magliette?
Non le ho nemmeno ritirate.
- Quindi, non mangiamo qui. - Vabbè, vado, dai!
Ciao amore.
- Anna! - Eh, sì?
- Un bacio! - Amore...
Ciao.
(FISCHIETTO)
GIOVANNI: Chiudi lì!
Dai, veloci, eh!
- Su su, veloci adesso, dai! - Papà?
Papà? - Ohh!
- Ecco. - Eh, eh! Finalmente sono arrivate!
- Ma son blu! - Eh!
- Porca paletta, avevam detto verdi! - Come verdi? Avevi detto blu!
Oddio, forse ti dovevo richiamare.
No, perché mi era venuto il dubbio, ma...
Oddio, scusa, papà. Guarda, lo sai, facciamo una cosa.
- No, no! - Le faccio rifare, ci metto un attimo! - Va bene così!
-Sicuro? -Quel che avviene conviene. E noi...
- Cioè? - ..domani giochiamo contro il Sasso!
Ah, son fortissimi loro lì, eh!
E loro hanno delle divise azzurre, più o meno questo colore qui.
A me, un po' di confusione, a dirla tutta, mi fa un gran comodo domani.
Perdiamo lo stesso, però, almeno...
- Scusa, eh! ..non si potrà dire
che non l'ho provate tutte. Senti, piuttosto,
ma la Claudia l'hai sentita alla fine?
- Sì, perché? - Ma come perché? Per la casa.
Sì, papà, tutto a posto.
Ah, lei dice che non riesce mai a parlarti, che non ci sei mai!
Macché, ci sentiamo sempre, sta bene, è contenta...
- No no no, una cosa... - Eh, dimmi.
..prima di cominciare a buttar via roba a casa vecchia, mi raccomando,
mi chiami, eh, che facciamo gli scatoloni insieme.
- Va bene? - Non preoccuparti, un bacio.
- Vi conosco a te e a tua sorella! - Vado, sono in ritardo,
devo andare al lavoro.
GIOVANNI: Aspetta mo'! - Che c'è?
Sei in ritardo te? Te non sei mai in ritardo, va là!
Dì mo', ma te... sei proprio sicura di voler andare a vivere là?
Ciao, papà.
Beh, ciao, eh!
C'ho una paura bestia, Guido.
Mi sembra come...
..come quando fai quei sogni che sembra che cadi da un burrone.
E da una parte lo sai che non è possibile,
che c'è qualcosa che non torna.
Però nel frattempo continui a cadere,
e poi però ti svegli... e io non mi sveglio, capito?
Mi sembra che non può essere vero, invece è vero.
Ohi...
..quando stiamo insieme passa tutto.
E quindi, basta... basta che restiamo insieme per tutto il tempo.
Sempre.
Ti va se restiamo a dormire qua, stasera?
ALESSANDRO: Magari, una volta potremmo andare a cena fuori.
Ma molto fuori.
Sì.
Eh, sì.
Bologna è così piccola.
Sarebbe bello andarcene da qualche parte io e te.
Mi piacerebbe vederti mangiare.
Che bello che ti posso baciare quando mi va.
- Ale, senti... - No, non sento.
- Ti prego, senti. - Ok, sento.
- Io sto benissimo con te. - Anch'io sto benissimo con te.
Scusa, è che...
..è che, non lo so, è che sta succedendo una cosa così...
Così bella?
Bellissima.
Quando ci siamo visti l'altro giorno, io pensavo che te ne saresti andato.
E invece sei rimasto.
E' che io ci devo pensare.
- Cosa? - Non lo so, è tutto così veloce.
Siamo stati lontanissimi, tutto questo tempo...
Poi all'improvviso arrivi tu, mi prendi, mi porti via,
ma io non so nemmeno dove mi stai portando.
Ma io non...
..n-non è che ti porto via, è che...
..cioè, è successo così... - Io non so neanche bene chi sei.
- Come non sai chi sono? - Non lo so.
Ma sì che lo sai chi sono. - Non lo so.
- Lo sai meglio di chiunque altro! - Chi sei?
Io ho bisogno di tempo.
Io non sono questa qui. Non sono così.
Mi dispiace.
Io non voglio farti essere una persona che non sei.
Io devo andare.
- Ho voglia di camminare. - Ma dove vai?
Ale?
ANNA: Ale?
(ANNA: "Caro Ale, sai qual è la cosa terribile?")
("L'idea che tu pensi a me quando fai l'amore con un'altra")
("mi fa sentire felice".)
("Forse siamo due persone spregevoli".)
("Ma non facciamo del male a nessuno".)
("Soprattutto spero di non fare mai del male a te".)
("Per questo ogni tanto mi chiedo:")
("'Ma non è che tu resti sempre solo per colpa mia?'")
("'Ma non è che allontani tutti e tutte perché io esisto?'")
("O mi sto dando troppa importanza?")
Ohi...
- Buongiorno. - Ciao.
- Sei sveglia da tanto? - Un po'.
Ho trovato questa.
- Cos'è? - E' una foto vecchia...
..e lei è mia mamma.
E questa sei tu.
Sì.
Tutti mi dicono che non le somiglio. Però, secondo me, non è vero.
- Mhm... No. - Dai! - No, non le somigli.
E infatti... Comunque, io sto meglio.
Meno male.
- Davvero, eh! - Ci credo.
Cioè, non so se è per la foto, o c'eri tu sdraiato,
il sole che entrava... Forse, c'entra mia mamma.
Perché io ieri, quando l'ho scoperto, ho pensato subito:
"Ecco, adesso la mia vita è finita. E' finito tutto".
Ho pensato anche:
"Ti pare che io a diciannove anni mi tengo un bambino?"
Significherebbe cambiare tutti i piani, no?
- Certo, infatti. - Però io i piani non ce li ho.
Questa è la verità.
Non so che voglio fare all'università, non so neanche...
..se voglio rimanere a vivere a Bologna.
Sì, non è che devi sapere già tutto... adesso, no?
- Va beh, io so solo che ti amo. - Anch'io ti amo.
E' che io sono sicura solo di te.
- Sembra assurdo? - Non lo so...
- Sembra assurdo. - Non lo so.
- No, secondo me, è tutto giusto. - Cosa?
- Come "tutto giusto"? - Tutto giusto.
Cioè, chi l'ha detto che uno deve andare all'università,
e poi deve trovare un lavoro,
e poi si deve sposare. Chi l'ha detto? Tutto in ordine,
ma chi l'ha detto?
Poi tu lo dici sempre che a te ti fanno schifo
quelli che la pensano così, quelli normali. - Sì.
- Sì. Sì, l-lo dico. - Eh!
E allora non facciamo come gli altri.
Aspetta, aspetta... Cioè, lo vuoi tenere?
Sì.
E l'interrail?
E che c'entra l'interrail?
- No. No, niente. - Niente.
Però... tu ci tenevi tanto.
- Sì, ma... - E poi questa è una cosa grande.
Questa è una cosa grandissima.
E forse abbiamo bisogno di un po' di tempo.
No? S-se tu parti, fai questo viaggio...
..e parti stasera con le tue amiche... - E tu?
E io devo fare il tour col gruppo.
- Certo. - E lo sai.
Però, poi... poi sì,
quando torni, quando torniamo dopo l'estate, ne riparliamo.
Insieme.
E vediamo. Che ne dici?
Va bene.
RICCARDO: Ti giuro che ha fatto tutto Nadine.
Mi ha chiamato lei, m'ha chiesto lei di vederci.
Cioè, io non me l'aspettavo proprio, mi ha stupito.
- Ciao, Edo! Ciao!
E poi, quand'è che ci siamo visti con Nadine?
Giusto l'altro giorno, da tua mamma, così. E invece...
E dove andate?
Non lo so, stasera mi inventerò qualcosa, poi vediamo.
- A quanto li fai quei pomodorini? 6 e 50! - Sei caro, ragazzo!
Caro arrabbiato! Cos'è che manca qua? Manca il pane. Quanto pane prendiamo?
- Mah... - Oh, poi i bambini vanno già d'accordo.
- Che bambini? - I miei e il suo, Fede.
Dico, sono già diventati amici. Guarda che il pane è qua.
- Salve! Buongiorno.
- Ci dà quella pagnotta, per piacere? Certo.
Te, invece? Eh? Con Anna?
Eh? Vi siete rivisti, vero?
- Sì, un po' sì. - E?
Te la sei guzzata o no?
- No. - Beh, perché?
Perché... perché non c'è niente, dai.
- Non c'è niente. - Come non c'è niente?
Mi vien voglia di tirarti un cazzotto!
- Ohh! Grazie mille. Quant'è? - 3 e 50.
3 e 50. Tieni qua. Eccoli qua.
- 3 e 50. Grazie mille. - A lei. Arrivederci.
Senti una cosa, ascoltami bene, però.
Tu ti devi trovare un'altra. Va bene?
- Va bene. - Guarda che non sto scherzando.
- Ho detto va bene. - Perché così ti tieni Anna e ti tieni anche l'altra.
Poi, quando vai da lei, ci vai così,
più leggero! - T'ho detto che non c'è niente. Va bene così.
No, non va bene così, Ale. Non va bene così!
Cioè, guardati!
Cioè, hai una faccia in 'sti giorni, mamma mia,
sembra che ti sia morto il gatto!
Quando tornavi qua, gli anni passati, sai cosa pensavo?
"Guarda te, 'sto qua! Si gira il mondo, se le guzzerà tutte".
"Ma chi sta meglio di lui?"
Eh? Ridi ridi, perché non c'è un cazzo da ridere.
Adesso non lo penso mica più. Perché adesso lo so chi sei.
- Te, sei un povero cristo come me. - Mah, non esageriamo.
Anzi, forse forse, sei messo peggio di me.
- Sì, vabbè... - Sì sì! Scusami se te lo dico.
Ma te, ragazzi miei, sei messo abbastanza male, eh!
Ok. Ok.
- Grazie per il supporto. - Ma figurati, ma quando vuoi.
Vieni qua. Dai, vieni qua.
- Ti sono mancato, eh? - Eh!
Ti ho chiamato un mucchio di volte, non mi hai mai risposto.
- Eh... - Tua madre deve ballare.
Come "ballare"? Come fa a ballare?
Lei balla benissimo, tu non lo sai.
E le farebbe bene! Se potessi, andrei su io a farla ballare.
Lo sai che non vuole, dai!
Lo so, lei non vuole che la veda soffrire.
Ha paura che la veda cambiare, ma a me non m'interessa niente.
Diglielo tu da parte mia.
Parola per parola?
Va bene il concetto...
Senti, lo sai qual è la cosa migliore che puoi fare?
Non chiamarla. Non cercarla, non farti vivo per un po'.
Vedrai che così...
- Ciao, Simone. - Ciao.
Mi raccomando...
..falla ballare!
ALESSANDRO: Dove hai conosciuto mia madre?
- All'associazione. - Che associazione?
Quelli che ci hanno aiutato a me e a Fede qui a Bologna i primi tempi.
Tua madre viene all'associazione. Non lo sapevi?
No, non lo sapevo.
Abbiamo passato periodi un po' difficili.
E Teresa è stata la prima a credere in me davvero, dopo tanto tempo.
Ale, lo porti tu Fede al parco? Ha organizzato con degli amici.
Io?
Scusa, perché io?
- Non ce lo può portare sua madre? - E poi io come faccio?
Chi ci sta con me?
Visto che sei qui...
Ti dispiace se metto un po' di musica?
No, certo che no.
- Ciao, Ale. - Ciao.
Teresa, si è inceppata.
- Non si chiude. - Sì, ci penso io.
- Ecco! - Grazie. - Prego.
- Ti porta Ale al parco, eh? - Ok.
Andiamo.
FEDE: Le Costar sono più belle.
Hanno il caricatore da dieci e sparano fino a tre metri e mezzo!
Meno male che Riccardo mi ha regalato la Jersey.
- Cos'è la Jersey? E' questa qua.
Non spara tanto lontano, però è molto precisa.
- Simpatico Riccardo, no? - Mh-mh!
- Anche i suoi figli... - Mh-mh.
- Ma... tu un figlio non ce l'hai? - No, non ce l'ho un figlio.
Perché?
- Non è mai capitato. In che senso non ti è mai capitato?
Eh, ci sono persone a cui capita e persone a cui non capita.
Quindi, a te non capita.
- No, a me non capita. Ah, ok.
(ALESSANDRO: "Anna, non ti sei data troppo importanza".)
("Però... però no, non credo che tu c'entri qualcosa".)
("E' che io ho sempre vissuto in fuga".)
("E quando fuggi, non puoi avere accanto nessuno".)
(CELLULARE VIBRA)
("Non puoi mai voltarti indietro".)
("Forse è per questo che non rivedo mai")
("nessuna delle donne che incontro".)
("Anche la sconosciuta del lavoro... non l'ho più rivista".)
Pronto, Lucille, ciao.
E... scusami, ho visto la tua chiamata e t'avrei richiamata oggi.
Quale chiamata?
- Quella di ieri. Anche quella di ieri l'altro?
E anche quella di ieri l'altro, sì.
-E anche quella di tre giorni fa. Sì. Sei sparito!
Perdonami, è che... sono giornate un po' complicate,
t'avrei richiamata...
Cioè? (LUCILLE RIDE)
Sono a Bologna!
Ah.
- Sì, sì sì, hai fatto bene. Che dici, hai da fare?
Se vuoi, ci possiamo vedere.
No. Cioè, sì sì sì.
- Anzi, mi fa piacere. Perfetto, ti raggiungo io!
Dove sei? - Ehm...
Oppure ti mando l'indirizzo e vieni tu.
Sì, ecco, facciamo così. Magari...
..magari ti raggiungo io appena finisco di fare una cosa, ok?
Bene, bene. - Sì, va bene.
Questi sono gli albicocchi, i ciliegi...
Son stati la prima cosa che abbiamo piantato con mia moglie
quando ci siamo trasferiti. Sono bellissimi.
E lì abbiamo le serre, dove ci saranno i nostri orti
con cui riforniremo il ristorante.
E invece qua ci stiamo ampliando, e ci sarà il nostro bed and breakfast.
Ah, tra l'altro, noi ci stiamo consorziando
con altre piccole aziende tipo la nostra.
Se volete, vi posso far sapere quand'è il prossimo incontro.
Perché no? Mh?
Dai, allora voi fatevi un giro con calma e,
qualsiasi cosa avete bisogno, chiamatemi, va bene?
- Grazie, Gilberto. - Grazie. - Grazie a voi. Buon giro!
- Anna! - Mh? - Come mi vedi?
Ti vedo bene!
Allora? Che te ne pare?
Mi piace molto.
Perché non ne facciamo un altro?
- Un altro? - Sì, un altro figlio.
Prima dicevi che non era il momento, che Tommi era troppo piccolo.
Poi che dovevamo concentrarci sul lavoro...
Poi che...
Poi ci siamo un po' incartati.
Però adesso ci siam ripresi, no?
Siamo giovani, belli... Guardaci qua.
Ricominciamo tutto da capo, un'altra volta.
Coi pannolini, le notti in bianco... tutto.
(ANNA: "Caro Ale, anche io ti voglio confidare un segreto".)
("Qualche tempo fa Guido mi ha detto")
("che ha avuto una storia con un'altra".)
("Me ne ha parlato lui per primo".)
("Mi ha spiegato che è stata un'avventura",)
("una cosa passeggera, che non sarebbe mai più capitato".)
("E io gli ho creduto".)
("Non so se l'avrei mai perdonato",)
("se all'improvviso non mi fossi sentita più colpevole di lui".)
("Per tutto quello che non gli ho mai detto io, di noi due.")
GILBERTO: Ragazzi!
Ragazzi?
Ah, eccovi qua! Allora, preferite
albicocche o ciliegie? - Ma va, figurati!
Ma come no? Dai dai, prendili tutt'e due, su!
- Vi volevo presentare mia moglie, Sandra. - Ciao! - Ciao, Sandra.
- ANNA: Ciao. - Venite a vedere gli animali?
- Ma magari! - Eh? Dai.
- Che fai, non vieni? - Un attimo.
LUCILLE: Ale? ALESSANDRO: Mh?
- Tu lo hai capito bene il casino che hai fatto, o no? - Sì.
Sì, lo so. E mi dispiace. Davvero, mi dispiace.
- Tutto qui? - Sì...
- Tutto qui, non so cos'altro dire. - Non è da te.
Non pensare che non capisco quello che stai passando.
- Ma hai firmato un contratto. - Lo so.
Me l'hai chiesto tu di metterti su questo lavoro.
- Lo so, lo so. Davvero, mi dispiace. - Potevi fare avanti e indietro.
Soluzioni per portarlo avanti ce n'erano quante ne volevi.
- Siete pronti? - No.
Sei sicuro che... c'entri solo tua madre?
C'è qualcos'altro?
Non ti trovi più bene con lo Studio?
No. No, davvero. Guarda, no...
Dimmi.
E' che ho capito che... che avevo bisogno di una pausa, ecco.
Ma una pausa vera. Da tutto.
E l'ho capito proprio mentre stava succedendo.
Sono tornato qua e...
Farò il possibile per non farti uscire troppo danneggiato.
Riparti già domani?
- Devo andare a Milano. - Ah.
Ma lunedì.
Ho il fine settimana libero.
(APPLAUSI)
Allora, sono stati anni belli, ma anche molto difficili.
E non vi nego...
..che io non vedevo l'ora che arrivasse questo momento!
UOMO: Maledetto! - Solo che, adesso che è arrivato,
a me, invece di guardare avanti, mi vien voglia di voltarmi indietro.
DONNA: Ma va là!
IVO: E adesso vi dico una cosa che speravo di non dovervi mai dire:
mi mancherete!
IVO: Mi siete stati sempre tutti sul cazzo,
ma mi mancherete.
E passiamo alla fase che so che vi interessa di più.
Cari ex colleghi,
io vi ringrazio tutti quanti per essere qui questa sera!
Ma soprattutto, voglio ringraziare la mia collega preferita.
Anna.
E che, questa sera, a mia grande richiesta,
canterà la prima canzone della serata!
UOMO: Grande Anna!
- Dai! - Lo sai che mi vergogno.
IVO: Ma figurati, sei bravissima. Un incoraggiamento ad Anna!
(COLLEGHI ACCLAMANO ANNA)
Signori... Anna.
Non so cantare...
("VIA CON ME" PAOLO CONTE AL KARAOKE)
(BATTONO LE MANI A TEMPO)
(ANNA CANTA "VIA CON ME")
ANNA: # It's wonderful, it's wonderful, good luck, my baby #
Ciao.
# It's wonderful, it's wonder...
Ho avuto un attimo di... capogiro.
- Scusate. - Vengo a scoprire adesso
che Anna è sempre stata innamorata di me!
E adesso chi glielo dice a Guido? Eh?
E comunque la serata non è finita, eh!
(ALESSANDRO: "Cara Anna...")
("..mi dispiace che le nostre lettere ti facciano sentire in questo modo".)
("Ma non devi sentirti in colpa".)
("Temevi di aver condizionato la mia vita")
("e invece forse sono io che ho condizionato la tua".)
("Perché non la vedi così:")
("e se io e te non fossimo altro che una fantasia?")
(MUSICA JAZZ IN SOTTOFONDO)
Non mi sono mai piaciute le città piccole.
Le città a misura d'uomo.
Ma che è successo?
- Ciao, Anna. CLAUDIA: Ciao. - Ciao.
No, niente, abbiamo spostato un po' di cose perché ci stavamo chiedendo
se questa parete qua, che è un tramezzo, no,
se lo buttiamo giù, guadagniamo un sacco di spazio.
- Vogliamo fare tutto blu. - Tutto blu?
ERLEND: Bello, no? - Ma come siete entrati?
Gli ho aperto io. - Ciao.
- Ciao. - Dove vai?
Alla cineteca! C'è il documentario su Bowie, te l'ho scritto.
- Oddio, è vero. - Ma vieni o no?
Non lo so, è che sono un po' stanca.
- Scusa. Ma come no? Sei sicura?
-A te com'è andata? Ti sei divertita? -Vado a fare pipì con Tilda!
Vabbè, se cambi idea, mi fai sapere?
- Ok. - Ciao.
ERLEND: Bacino!
- Usciamo insieme? Sì dai, tieni Tilda un attimo.
- Ciao. - Ciao!
- Ciao, ragazze. - Ciao!
Che facciamo, ceniamo insieme?
No, grazie, ma devo veramente andare a casa.
- No no! Va beh, quelli mettili, questi ci penso io, eh? Ok.
- Grazie. - Niente.
Anche perché Erlend tra poco comincia a lavorare, quindi io devo andare.
- Al vivaio? Di notte? No, l'altro lavoro.
- Quanti lavori fa? - Troppi.
In effetti...
Ha appena cominciato a fare le consegne in un ristorante.
Poi vuole fare il concorso l'anno prossimo per insegnare,
però, insomma, per adesso va così.
- Sai che io ho sempre pensato che tu fossi pazza? - Ah, sì?
Sì. Dai, tenere un figlio a diciannove anni
quando hai tutta la vita davanti è da pazzi.
Invece, ora ti guardo e penso che hai fatto proprio bene.
Pensaci, Tommi ora è grande. Tu e Guido state per cambiare vita,
fate quello che avete sempre voluto.
Sai che Erlend non vede l'ora di trasferirsi?
La casa è proprio bella. Grazie.
Tu... sei bella.
(sottovoce) Hai un capello bianco.
- Sì? - Qua, guarda.
- Stacco? - Stacca.
Ciao, eh!
ALESSANDRO: Ma vai piano, non scappa il gabbiano!
ANNA: Ale, prendimi in braccio. ALESSANDRO: Eccoti qua!
ANNA: Prendimi in braccio! No, dammi la mano.
ANNA: Ah, lui è un gentiluomo! Sì.
ANNA: Oh!
ANNA: Ciao! - Ciao!
Vieni giù!
Sei sempre tu, Ale?
Sì.
Ok.
Ciao.
(ANNA: "Ma se io e te, come dici tu, non siamo altro che una fantasia...")
("..se quello che abbiamo e tutto quello che ci riguarda")
("non è che una fantasia...")
("..forse, allora, io sto diventando matta, Ale?")
(ALESSANDRO: "Ma no, Anna, non sei matta!")
("A volte succede anche a me di sentirmi così".)
("Soprattutto nelle notti in cui non riesco a dormire".)
("Mi salgono i pensieri e allora...")
("..inizio a camminare".)
("Camminare mi dà sollievo".)
("E' l'unico modo che ho per rimettere le cose in ordine".)
("E mi sembra di distinguere quello che è vero")
("da quello che è solo una fantasia".)
("Vedo le cose come sono veramente".)
(MUSICA SOAVE)
Dai, dai che parte! Muoviti!
(ALESSANDRO: "E anche se so che non ci sei, che sei lontana,")
("proprio perché so che è impossibile,")
("io immagino di incontrarti per caso".)
Vai vai vai!
("Immagino finalmente di rivederti, dopo tutto questo tempo".)
("Di trovarti per strada da sola, come me".)
(FISCHIO DEL CAPOSTAZIONE)
("Nel mio stesso sogno".)
("Chissà cosa ci diremmo".)
("Ma poi penso queste cose e mi sento uno stupido".)
("Che senso ha desiderare che una cosa accada?")
("Se desideri davvero qualcosa,")
("devi farla accadere... No?")
Sottotitoli a cura di SKY ITALIA
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