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Original subtitles

(RUMORE DEL TRENO)

(MUSICA DOLCE AL PIANO)

Qua. Qua!

ALESSANDRO: Allora... Intanto direi di fare una tappa intermedia... qua.

- Che c'è là? - E'... un bel posto.

- Scusa, come lo sai? - Lo so perché si vede!

- Da che? - E guarda...

Però scusami, perché non ha molto senso.

Se noi siamo qui e dobbiamo andare qui...

..che c'entra passare per di qua?

Ok, non sarà il percorso più rapido,

però è questo il bello dell'interrail.

Puoi fare un po' come ti pare. Puoi cambiare percorso,

tornare indietro...

Eh, ho capito! "Cambiare percorso, tornare indietro"...

E se ci perdiamo?

"E se ci perdiamo"...

..ti prendo...

..e vieni via con me.

# Cips, cips... #

# Doo doo doo doo doo... ci-boom, ci-boom, boom #

- Che? - La canzone.

Non la conosci? - No.

# It's wonderful, it's wonderful, good luck, my baby #

# It's wonderful, it's wonderful #

("VIA CON ME" PAOLO CONTE)

(MUSICA SI INTERROMPE)

- Ti immaginavo proprio così, sai? - Ah, sì?

Cioè, n-non proprio esattamente così, però...

..io ho continuato a immaginarti come...

..come l'ultima volta che ci siamo visti, sai?

- Anch'io. - Ah, sì? - Sì.

E' che tutti questi anni, tutte queste lettere...

Io pensavo:

- "Ma a chi sto scrivendo?" - Anch'io.

- Scusa. - Scusa tu.

- Vuoi? - No, grazie. Io lo prendo amaro.

Facevo per te.

Ale, io non so perché mi hai chiesto di venire. Non so neanche

perché sono venuta qui. - E' molto bello vederti.

Quando sei arrivato?

- Ehm, ieri. - Ah. E quando devi ripartire?

Domani.

Scusa, è che son domande un po' così.

No no, anzi. No, ho scoperto che mia mamma non sta tanto bene.

- Mi dispiace. - E...

..tu? Come va?

Bene. Sto...

..bene. Tommi è partito e... - Ah, sì, lo so.

- Giusto. - Sì sì, me l'hai scritto.

Mi hai scritto che...

..che aveva deciso di partire, anzi, che eri anche un po' preoccupata, no?

- Preoccupata? - Sì.

Ti ho scritto così? Che ero preoccupata?

Ehm, sì, mi sembra.

Sì, che ero... sì, non è che ero preoccupata, ero un po'...

- Tu già sai tutto. - No, in realtà n-non so niente.

(CELLULARE VIBRA)

- Devi rispondere. - Ma no...

- Ma sì, rispondi. - E sì, perché insiste, scusa.

Aspetta un attimo, eh?

- Devo rispondere. - Fai.

- Scusa. - Ma figurati.

Ecco qua. Scusa...

- Sì? GUIDO: Ma che fine hai fatto?

- Sono uscita presto. Tu... dormivi. Dormiveglia, in realtà.

Ti ho sentito che uscivi, ma dove sei? - Sono all'orto.

Ma dove all'orto?

Non ho capito.

Anch'io sono all'orto, solo che non ti vedo.

Ah.

Sono dal vivaio,

sono andata a prendere un po' di cose che mi mancavano.

- Il terriccio... capito? Ah, ok. Ma poi vieni?

- Ma tu che ci fai lì? Ti devo parlare.

- Potevi avvisarmi, no? Ma no, va bene così, dai.

Ti aspetto qui. - Arrivo.

- Ale... - Ne ho ordinati altri due.

- Erano freddi. - Grazie, però io... devo andare.

Ah. Ok, ok, certo, non c'è problema.

Ti va, magari... più tardi, di sentirci... con calma?

Certo.

- Ti chiamo io. - Ok.

- Ciao. - Ciao.

- Anna! Anna. - Sì?

Come fai a chiamarmi?

- Non hai il mio numero. - Ah, giusto.

- Scrivilo qua. - Ok.

E allora, tu qua.

"Ale interrail".

(ALESSANDRO: "Cara Anna, buon nuovo millennio".)

("Si dice così, no? E' il primo dell'anno ed è tempo di bilanci".)

("Ecco il mio, anzi, il nostro".)

("Stiamo funzionando".)

("Avevi ragione, non c'è bisogno di vederci per tenerci vicini".)

("Leggerti cancella le distanze".)

Come fa il gabbiano?

ALESSANDRO: Eh? - Come fa il gabbiano?

Che ne so come fa il gabbiano!

(IMITA VERSO GABBIANO)

No, fa più tipo...

(ALESSANDRO IMITA VERSO GABBIANO) Tipo una roba così, capito?

Fammi vedere!

Boh, comunque... forse perché è successo d'estate.

E poi che avete fatto? -E poi ci siamo trasferiti a Bologna.

- La città di papà. - Ti piaceva di più Roma?

In realtà, quando c'era ancora mamma,

noi stavamo ai Castelli, che è un po' più spostato.

Era un'altra vita, là.

Mia mamma aveva un terreno e stavamo sempre all'aria aperta,

l'aiutavamo con le piante.

- Ti stai ustionando. - Mi sto ustionando?

- Sì, sei paonazzo. - Come mi sto...?

- Mi sembri un'aragosta! - Ma no, ma è...

Cioè, io i primi giorni faccio la base e poi mi abbronzo.

- Così. - Così!

Va bene. Dai, tocca a te.

Allora, io so che tu hai una mamma che si chiama Teresa.

- Corretto. - E poi?

E...

..e poi ho un padre che si chiama Teresa.

Ma non è così male, eh! Non è così male.

Ehm... Mia mamma è un tipo solitario.

Ha un carattere un po' così.

Un po'...

Solo che ormai la conosco e so come devo fare.

Ogni tanto devo sparire. A me sembra che così...

..lei prende fiato e poi torniamo a stare bene.

Quindi, tuo papà non l'hai mai conosciuto.

(ANNA: "Ciao Ale, eccomi qui".)

("Sono la ragazza a cui scrivi sempre, ma che non vedi mai".)

("Ti ricordi ancora la mia voce?")

("Comunque, buon anno zero anche a te".)

("Hai ragione. Io non so bene come, ma stiamo funzionando".)

("In questo nuovo millennio, oltre a contare gli anni da capo,")

("ho preso una decisione importante".)

("Mi sono iscritta all'università. Ho scelto Agraria".)

Anna! - Ah, è che c'era un casino.

Ho beccato un incidente e il commesso era lentissimo.

Bello, grazie.

Stanotte mi sono immaginato te qua.

Che... avevi freddo, no?

Ed eri entrata in casa a prendere i guanti.

E dentro c'ero io che stavo accendendo il camino.

- Perché, sai accendere il camino? - No, io non so accendere il camino.

Però ho visto questo posto come potrebbe diventare.

Come diventeremmo noi se vivessimo qui.

- Serio? - Serissimo!

- E... come si fa? - Che cosa?

- Con il lavoro, con... - Il lavoro? Non hai capito.

Sarebbe questo il lavoro!

Hai studiato per questo! E' la cosa che sai fare!

Facciamo un'azienda agricola.

Dici sempre che in città ti sfugge tutto.

Che ti svegli la mattina che sono passati sei mesi.

E il ricordo più bello che hai è con tua mamma

che siete sporche di terra.

(ANNA: "Era bello stare nascosta a fare la mamma".)

("Sapere che non dovevo dimostrare niente".)

("Però, a un certo punto, ho sentito che era arrivato")

("il momento di vivere la mia vita".)

("E tu? Come sta andando la tua, di vita?")

Ho delle cose urgenti di lavoro da fare...

..e dovrei ripartire, non mi fermo per molto tempo.

Mi aiuti a capire, per favore.

DR.SSA GIACOBINI: C'è una massa... piuttosto rilevante.

Una terapia combinata di chemio e radio potrebbe...

..rallentare il processo metastatico.

E la state facendo?

La signora ha deciso di sospendere.

- Perché? E' una decisione sua.

A sua madre non resta molto tempo.

(DR.SSA GIACOBINI: Ed è giusto che lo viva come crede.)

(CELLULARE VIBRA)

Lucille, buongiorno!

E... sì.

Cioè, no, non l'ho letta e...

..e non so neanche se domani posso partire.

LUCILLE: Ah, come mai?

Ti posso far spostare il volo, se domani hai problemi.

Dopodomani va bene? Dimmi tu. - Non lo so.

Che vuol dire "non lo sai"?

E' successo qualcosa, Ale?

Sì. Sì, ho solo bisogno di un po' di tempo per...

..per organizzarmi.

Se hai bisogno di un paio di giorni, non importa. Di più, però...

..diventa un problema. Qui mi stanno addosso.

(ALESSANDRO: Certo, ti chiamo dopo. Ti trovo?)

(ALESSANDRO: Ok.)

(ALESSANDRO: "Cara Anna, ho iniziato a collaborare")

("con un grosso studio internazionale".)

("Il lavoro sul cantiere mi piace moltissimo".)

("Mi mandano in posti dimenticati da Dio".)

("Scendo nelle fondamenta dei palazzi")

("e cammino su ponti che si interrompono nel nulla".)

("Vedo quello che nessuno vede".)

("Sto imparando tanto. E stare lontano da Bologna, adesso,")

("mi fa stare bene. Tanto che non so neanche se voglio più tornare".)

Quindi, secondo te, non ci servirebbero troppi soldi?

No. No, ce ne servono un po'.

Ristrutturare questo posto, io non so di preciso,

ma è un investimento grosso.

Considerando anche i soldi per l'avvio dell'azienda, il materiale...

Finché non sistemiamo qui, possiamo fare avanti e indietro col lavoro.

Dico, uno dei due. Magari io, però poi...

Claudia vuole comprare una casa a Bologna, giusto?

Mi senti?

GUIDO: Anna?

- Ti sento, ti sento. Dico, tua sorella...

..vuole comprare casa, giusto? - Mh-mh. E quindi?

Vendiamole casa nostra.

- "Casa nostra"? - Lei ha un po' di soldi,

ma non sanno se le danno il mutuo.

Noi le facciamo come da banca. Ci dà quello che ha e il resto

ce lo dà via via! Così abbiamo i soldi per sistemare qui...

Poi, a lei casa nostra è sempre piaciuta, le andrà benissimo.

Allora? Come la vedi?

Mh! E' che è tutto così... Tutto insieme...

Facciamolo. Se tu ci sei, io ci sono.

TERESA: Non va. Non va, non va. Niente!

- Accidenti! Forza, su! - Mamma?

- Mamma, che fai? - Ale, per favore, aiutami!

Stacca la spina e riattaccala.

Sì, dovrebbe esserci un pulsante

per spegnere e riaccendere. - Sì!

Lo so che c'è il pulsante, ma non parte.

- Prova adesso. - No, niente.

- Cos'è che devi stampare? - Cose mie... cose che devo leggere.

Guarda che non è che devi stampare tutto per leggere, eh?

E invece sì, non voglio diventare come voi.

- Voi chi? - Voi!

Che mettete ogni cosa là dentro,

poi arriva qualcuno, stacca la spina e scompare tutto.

- Mamma. - E allora chi si salverà?

Noi che stampiamo le cose.

-Mamma, ascolta... Mamma. Mamma, ehi. -Eh? -Ehm...

Parliamo un secondo, ti va?

Ma tu non dovevi partire? Quando parti?

Ehm, sì, non lo so.

Perché non me l'hai detto?

Hai parlato con qualche dottore?

Sì, certo, ho parlato con qualche dottore.

Hai paura, Ale?

Hai sempre avuto paura di tutto.

Lo sai che cosa hai chiesto a Babbo Natale

quand'eri in seconda elementare?

Un letto volante, per restare per aria tutta la vita

e non incontrare mai nessuno. - Ma cosa c'entra mamma?

- Ero un bambino. - Il fatto è che tu ci sei riuscito.

Tu sei ancora sul tuo enorme letto volante...

..che passa da una parte all'altra del mondo e non ti svegli mai.

Te lo avrei detto, aspettavo solo il momento migliore.

Potevi aspettare direttamente di morire, no?

Che fai?

La porto a riparare.

(ANNA: "Caro Ale, in questo momento mi manca tantissimo poter viaggiare")

("e andare in giro per il mondo,")

("però mi piace così tanto scoprire con te nuovi posti".)

("Vedere attraverso i tuoi occhi città che non ho mai visto".)

("Io spero che non ti fermi mai, Ale".)

("MUCHO MEJOR" LOS RODRIGUEZ)

(ANNA: "Io intanto sono qui".)

("Vivo un equilibrio che è un po' difficile da mantenere")

("tra l'università e il mio piccolo Tommi".)

("Ma vederlo crescere è una cosa bellissima".)

("Lui cambia continuamente".)

("Gioca, impara, scopre sempre emozioni nuove".)

(MUSICA SI INTERROMPE)

("Non ho dubbi che stargli vicino è la cosa")

("che mi fa stare meglio. Sempre di più".)

Comunque, ho scoperto dove mi piacerebbe andare.

- Dove? In Finlandia.

Ah!

Non dovevi andare alle Canarie?

Alle Canarie ci sono andati Marcucci e Bertani.

- Te lo ricordi Bertani, sì? - Eh!

IVO: Ma ti pare che io vado in pensione

e mi ritrovo Bertani in mezzo ai coglioni in costume? Ma dai, su!

E in Finlandia?

In Finlandia non ci è ancora andato nessuno.

Difatti non lo dico a nessuno in ufficio.

Lo dico solo a te perché è un segreto. Quindi...

La Luisa? Sai che non ce la vedo mica in Finlandia?

Mi sa che non ci si vede neanche lei.

Però potrebbe essere un inizio di una nuova relazione a distanza,

non lo so... Un rilancio dopo quasi trent'anni di matrimonio!

IVO: Che poi, in Finlandia,

se sgarri il PM10 di tanto così, chiudi!

E' un paese serio. Vedrai che Ivo ha fatto la scelta giusta, fidati.

- Abbiamo tutto? - Sì.

- Andiamo. - Andiamo!

IVO: E' proprio la mentalità a esser diversa. (CELLULARE SQUILLA)

- Ivo! - Oh?

- Io vado a piedi, dai! - Ma scusa, t'aspetto.

No no, ci vediamo in ufficio, faccio due passi. Ciao!

Sei sicura? - Ciao, vai!

Ciao!

CLAUDIA: Ti ricordi che Guido all'inizio mi stava sul cazzo?

- Ciao, Claudia. No, ma, veramente...

..sempre con quella specie di ottimismo idiota.

- Vedo che ti è passata! Dopo vent'anni...

..dichiaro chiuso il risentimento. - Claudia, io adesso non posso.

- Che c'è? Ti volevo dire che la tua idea

mi piace un sacco. E che io ci sto.

- A fare cosa? Beh, a comprare casa vostra.

- Casa nostra? Sì, papà conosce un notaio.

Dice che la cosa è semplice, si può fare veloce.

Ma che dici, Claudia? Adesso è tutto così campato in aria.

Ma come "campato in aria"? Scusa, Guido dice che...

Comunque io ora non posso, ti saluto. Ciao.

("RUNAWAY TRAIN" SOUL ASYLUM)

(ALESSANDRO: "Spero anche io di non fermarmi mai, Anna".)

("I viaggi che stiamo facendo sono così diversi,")

("che quando sento forte la tua mancanza, mi dico che eravamo")

("davvero destinati a due vite completamente opposte".)

("O a due modi di abitare la realtà troppo lontani".)

- Ehi. RICCARDO: E te cosa ci fai qua?

- Non va. - Cos'è 'sto zavaglio?

E' di mia madre.

Ciao.

Perché hai già parlato con Claudia?

Oddio, parlato... Accennato, diciamo. Lo so, volevi dirglielo te?

Accennato? Vuole già andare dal notaio.

Beh, ottimo! Claudia ci sta, noi ci stiamo...

Vabbè, t'ho anticipato,

però con tua sorella poi ci parli bene te!

- Ma non abbiamo ancora parlato bene noi. CLIENTE: Scusa?

Bacharach? - Quale?

- "Painted from Memory". - Ehm...

L'ha fatto con Costello, lo trovi alla "C".

Senti, lo so, è ancora tutto un po' per aria,

però intanto possiamo cominciare, no?

E se Tommi non è d'accordo?

- Come facciamo? - Tommi? Cosa c'entra Tommi?

Mica dobbiamo chiedergli il permesso, siamo noi i genitori.

Prima decidiamo noi e poi glielo diciamo. Funziona così, no?

CLIENTE: E "Casino Royale"? - Il gruppo?

- No, il film. - Sempre Bacharach.

- Ma che cosa ci trovi in Bacharach? - Spensieratezza.

Poi, sai, quella nostalgia, no? Che diventa malinconia,

soprattutto negli arrangiamenti. - E' qui tra le colonne sonore.

- Alla "B". - Grazie.

Comunque, se hai altri dubbi, basta che me lo dici.

Forse dobbiamo parlarne un po' tutti insieme, no?

Ma perché la fai così complicata?

Non la faccio complicata, è complicata!

Senti, io ti ho solo proposto una cosa,

non pensavo di mandarti così in confusione.

Non si fa così.

Uno dorme tutta una vita, poi si sveglia la mattina e "pam"?

- Decide tutto per tutti? - Ma io non ho deciso niente!

Anna... Ehi!

("RUNAWAY TRAIN" SOUL ASYLUM)

No. Dormitorio comunitario, dai! Quello grande, con tanti letti...

Dobbiamo andare all'altro ostello, non hanno...

- Ho capito. - Hanno solo una stanza matrimoniale.

Prendiamola!

L'altro non è lontanissimo, si tratta di venti minuti a piedi, eh?

-Scusa, ma cosa ci fai con quella? -Cosa, con la branda? Cosa ci faccio?

- Ci dormo. - Dormi qui?

Eh, sì. Non ho ancora trovato. Ho bisogno di una casa grande,

una stanza per me e una per i bambini.

E non è mica facile...

- Senti, ma tu ti ricordi di Anna? - Anna? No, chi è?

- E' quella dell'interrail. Quale interrail?

L'interrail di quell'estate che ci dovevi venire anche tu

e invece mi hai tirato il bidone. - Ah, quell'interrail!

- Eh! - Anna. Si chiamava Anna?

- Sì. - Te la ricordi? - Sì, me la ricordo.

- Permesso. Perché? - Eh, perché...

..perché oggi ci siamo visti, no? - Ah, sì?

- L'hai rivista così, per caso? - No, non direi "per caso". Beh...

In questi anni ci siamo sempre sentiti.

- Cioè, in realtà ci siamo scritti. - Vi siete scritti?

- Sì, delle lettere, proprio. - Delle lettere?

Vi siete scritti delle lettere?

- Sì. E oggi ci siamo rivisti. - E in tutti questi anni...

..oggi vi siete rivisti... così.

Sì. Sì, così.

- Ci siamo rivisti. - E te la sei guzzata.

- No. - E te la sei guzzata... - No, no!

- Abbiamo solo preso un caffè. - Eh...

- No, abbiamo solo preso un caffè. - Sì, il caffè del monaco.

Si dice così adesso.

- E questa che roba è? - No, è roba di mia madre.

Ultimamente le ha preso che stampa tutto.

Ma è malata?

Guarda che ha cercato su dei siti.

Sì.

Cazzo, Ale, mi dispiace.

Oh, facciamo una roba, stasera passo da te.

- Va bene? - No, non c'è bisogno. Davvero.

Non c'è mica problema, tanto questa qua è un bagaglio.

Gliene porto una nuova, va bene?

Ci resterà malissimo, si era abituata a questa.

Vabbè, gli montiamo quella nuova, gli spieghiamo come funziona

e con un po' di tempo ce la fa, si abitua.

Sì...

..con un po' di tempo...

C'è pure il bagno!

- Ah, sì? - Incredibile!

- Comodissimo il letto, eh! - Senti...

..facciamo che tu ti sistemi e io vado a prendere qualcosa da mangiare?

Bene.

- Faccio veloce, torno presto. - Ok!

Guarda che bello qua!

Cosa prendo? Empanadas?

- Empanadas. - Empanadas!

- Ci vediamo dopo! - A dopo.

(ANNA: "Caro Ale, è vero".)

("Noi due abitiamo due realtà così diverse, che c'è da chiedersi")

("se non ci fossimo incrociati tanto tempo fa,")

("come sarebbe possibile farlo oggi?")

("Però ti confesso una cosa:")

("a volte provo una profonda invidia per la tua libertà, e penso...")

("..che vista da fuori, la mia vita, a confronto della tua,")

("possa sembrare davvero una gabbia".)

(PARLANO IN SPAGNOLO)

- Perdona. - Buenas, digame.

- El senor Romero Vazquez. - El senor Romero Vazquez? - Sì.

- Un momento, por favor. - Mh-mh.

Che?

Ehm, un amigo.

- El che? - El proprietario.

Sì, creo... creo que sì.

Da tre anni?

(PARLA SPAGNOLO)

Sì, sì, ho c-capito.

(CELLULARE VIBRA)

- Ciao. ANNA: Ciao.

Sei ancora qui? - Sì.

ALESSANDRO: Come va? - Lasciamo perdere, giornataccia.

- Che fai? Niente di che. Tu?

- Dove sei? - Dimmelo tu dove sei.

Ok. Allora, io sono in via Castiglione.

Bene, allora fai quello che ti dico io.

- Va' avanti. - Va bene. Allora io vado, eh?

- Adesso sono in vicolo Monticelli. Bene...

Attraversa. - Va bene.

- E adesso gira su via dei Pepoli. - Ci sono già su via dei Pepoli.

- Ma tu dove sei? Ma non ti preoccupare dove sono io.

Bene, sono ancora su...

Ecco! T'ho vista, t'ho vista.

Ehi! Ehi! Ah! No no no, scusa!

Scusa, scusa. No, non eri tu. (ANNA RIDE)

- Però era una che t'assomigliava parecchio. Sì?

E com'era? - Era una donna bellissima,

che stava cercando un suo vecchio amico tristissimo,

e che però aveva una voglia incredibile di vederlo.

Infatti! Vedi, non ero io!

(RIDONO)

(STRIDIO DI FRENI) Ma sei in bici?

Non ti distrarre, sei arrivato alla piazza?

Sì, cosa faccio adesso?

Non ti muovere. - Non mi muovo.

- Va bene, non mi muovo. Ecco, non ti muovere, eh!

Non mi muovo.

Non mi muovo... Ecco, sono fermo in piazza.

Non mi muovo,

(STRIDIO DI FRENI) e non mi muovo.

Mi hai fatto paura.

- Ciao. - Ciao!

ALESSANDRO: Qua dentro ci giocavamo a nascondino.

Da piccoli partivamo di corsa dalla piazza ed entravamo qua.

E' un buon posto dove nascondersi.

- Che fai, dormi? - No, ascolto.

La tua voce.

Continua.

Ehm...

..entravo qua dentro e cercavo un posto

dove nessuno mi avrebbe potuto trovare.

Un posto dove sarei potuto rimanere per ore sapendo...

..sapendo che qualcuno mi stava cercando.

E stavo lì, immobile.

E respiravo pianissimo... per non farmi sentire.

Ale?

Ale?

(sussurra) Ehi...

Oggi ci ho pensato tanto.

A noi, alle nostre lettere.

ANNA: A tutti questi anni che ci siamo scritti senza vederci mai.

Non lo so perché l'abbiamo fatto. Abbiamo fatto qualcosa di così...

ALESSANDRO: Nostro.

ANNA: Sì.

- Ciao. - Ciao.

Ti sta bene.

Grazie.

- Ti stanno bene. - Che?

Gli orecchini.

Li hai trovati.

Hai te le chiavi della camera?

- Grazie. Te che fai? - Non lo so...

Te puoi berlo quello?

Anna...

Anna, Anna. Anna!

Oh! Leva 'ste mani!

Levati! Anna!

- ALESSANDRO: Anna, ma dove vai? - A comprare due empanadas!

Non trovavo la strada! Mi son perso! Poi si è fatto buio

e mi son perso ancora di più! - Perché dici cazzate?

- Non sto dicendo cazzate! - Invece sì, mi dici le cazzate

Perché sono ore che ti aspetto!

Non sapevo chi chiamare, non sapevo che cosa fare!

E tu mi hai detto che andavi solo a prendere da mangiare!

E' che io e te non ci conosciamo!

E io non so perché sono voluta venire fino a qui con te

visto che non so chi sei.

- E allora, cosa vuoi fare, vuoi tornare dalle tue amiche? - No.

Vuoi tornare dal tuo ragazzo?

Ma che poi, tu, un ragazzo, ce l'hai o no?

Sì.

E allora cosa ci fai qui con me?

Vuoi che me ne vada?

No.

Sono andato a cercare mio padre.

Pensavo fosse qui, per questo ho voluto fare questa deviazione.

Perché non me l'hai detto subito?

Non lo so.

E l'hai trovato?

No. Non sta più qui.

Mi dispiace.

Mia mamma mi ha sempre detto che non sapeva chi fosse.

Poi un giorno ho trovato una lettera per lei.

Lui l'aveva spedita da qui.

E non le hai chiesto niente?

Mi ha mentito per tutta la vita.

Non volevo sentire altre cazzate.

Ho un altro indirizzo. Ma non so se voglio andarci.

E' lontano?

Non lo so.

Andiamoci. Ti ci accompagno io.

- Capito? - Sì...

Allora, ciao.

Ciao.

- E adesso buttiamo i numeri? - Sì.

- Anche perché noi questo non lo possiamo usare, no? - No, mai.

- Cancelliamo? - Insieme, ok? - Sì.

- Ci sei? - Mh-mh.

- Uno. - Due.

- Tre. - Tre.

- Fatto. - Anch'io.

- Lo sai cosa possiamo fare? - Cosa?

Ci possiamo vedere ancora.

Magari tra un'altra ventina d'anni. Da vecchietti.

Ciao, Annina...

Ciao, Anna.

Ciao, Ale.

Buon viaggio.

Oh!

Scusa, è... rotta.

Ciao.

Ciao.

(ALESSANDRO: "Cara Anna,"

("e se fosse proprio questo) che ci fa funzionare?")

("Essere così lontani, ma così vicini nei pensieri".)

("Perché sei sempre nei miei pensieri, Anna".)

("Non puoi far finta di non saperlo".)

(ANNA: "Io non faccio mai finta con te, Ale".)

("Anche tu sei sempre nei miei pensieri".)

("OUTRO" M83)

(MUSICA SI INTERROMPE)

(SCATTO DELLA SERRATURA)

GUIDO: Ciao. - Ciao.

Non hai mangiato?

Mh-mh. Tu?

Mh-mh.

Io ho fame lo stesso.

- Guido, senti... - Dimmi.

Facciamolo.

La casa nuova, il terreno, tutto. Lo facciamo?

Facciamolo!

- Davvero? - Mh-mh!

- Sei sicura? - Sì.

Vuoi un morso?

(ANNA: "Noi abbiamo un mondo separato da tutto, Ale".)

("Che non c'entra niente col resto".)

ALESSANDRO: Ciao, Lucille. Scusa l'ora, ma domani non posso partire.

Ci sono delle cose qui a casa che devo capire.

Tranquilla, comunque risolviamo tutto, eh! E' solo che...

Vabbè, insomma, magari ti chiamo domani e ti dico con calma. Va bene?

A domani. Ciao.

(ANNA: "Il posto dove siamo noi non ha niente a che fare con la realtà".)

("Per questo non ci può succedere niente, Ale".)

("Per quanto andiamo lontano, lo vedi, noi non ci perdiamo mai".)

Sottotitoli a cura di SKY ITALIA

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