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(RISATA)
(VOCI INDISTINTE)
ANNA: Vieni! ALESSANDRO: Dove vai?
("VIA CON ME" PAOLO CONTE)
ANNA: Oh? Ciao!
ALESSANDRO: Hai chiuso?
- Dai. Molto gentilmente. No!
(ALESSANDRO: Cara Anna, sono Alessandro, ti ricordi ancora di me?)
(E' già passato quasi un anno da quell'estate,)
(dall'ultima volta che ci siamo visti...)
(..e alla fine è andata così. Non ci siamo più sentiti.)
(Oggi ho ritrovato questa vecchia cartolina, te la ricordi?)
(E ho deciso di scriverti.)
(E' tanto tempo che volevo farlo, dopo quello che è successo.)
(Volevo sempre, ma non ho mai avuto il coraggio.)
(Ma qui lo spazio sta già finendo e ancora non ti ho detto)
(la cosa più importante, l'unica che veramente avrei voluto dirti:)
(ti penso.)
(MUSICA SI INTERROMPE)
Lì sotto, dove faremo l'auditorium, c'è una falda acquifera.
Però ho pensato che ci possiamo giocare un po'.
Incanaliamo l'acqua,
la portiamo all'esterno e facciamo un piccolo lago.
Così teniamo sotto controllo la pressione della falda.
E poi sopra ci mettiamo una base mobile...
..e lo chiamiamo, non lo so, Auditorium dell'acqua...
..galleggiante... Insomma, poi ci pensiamo.
Sì.
Ale... è la prima volta che lavori qui da loro in Spagna. Ci tengono.
E sì... però è che... è che volevo tornare a Bologna...
Perché non ci vado da una vita, capito?
E' domattina il tuo volo.
- Sì. - Mi dispiace.
("ALRIGHT" SUPERGRASS)
(ANNA: Caro Ale, ricevere la tua cartolina mi ha stupito)
(e mi ha fatto un gran piacere. A dire la verità...)
(..non sapevo bene se risponderti oppure no.)
(Come immaginerai, la mia vita qui è molto cambiata)
(e in effetti anche io avrei molte cose da raccontarti,)
(però non so bene da dove cominciare.)
(Intanto ti rispondo così:)
(anch'io ti penso.)
Aspetta aspetta...
ANNA: Dov'è?
Non senti? Anna, guarda che mi sa che è il tuo, eh!
(CELLULARE SQUILLA)
-E' Tommy. Che facciamo, rispondiamo? Certo che rispondiamo.
E' giusto.
- Amore! Ciao! - Ciao.
- State bene? - Sì sì.
Ma sicuri? Tutto bene? - Sì, perché?
Non lo so, sembrate...
..tipo contenti.
E tu, amore, come stai? Che dici, che si fa a Londra stasera?
Non ho guardato, non ho voglia di uscire.
GUIDO: E perché? TOMMASO: Così, non mi va tanto.
- Ma tutto bene? Sì sì sì, volevo solo darvi la buonanotte.
Solo un saluto. - E hai fatto bene...
Buonanotte, allora. - Notte.
- Notte, Tommi. - Ciao.
- Cosa c'aveva? - Ma non lo so... direi niente.
- Era strano. - Non gli andava di uscire.
Non mi sembra grave...
Anche tu, non hai voglia di uscire...
A me piace stare a casa...
(ALESSANDRO: Cara Anna...)
(..cerco spesso di immaginarti nella tua nuova vita...)
(..e spero tu sia felice.)
(Io in questi mesi mi sono messo sotto a studiare.)
(Architettura mi piace molto e gli esami vanno bene.)
(Anche se a volte è un po' difficile...)
(..sto proprio bene lontano da casa.)
(E spero che tutto questo diventi presto il mio lavoro.)
Ok.
- Ma è presto. - Devo prima passare in un posto.
- Mh. - Ciao. - Ciao.
(MUSICA MALINCONICA)
(CAMPANELLO)
Ma chi è?
Vai te...
(CAMPANELLO) Un attimo!
- Ciao. - Cecilia!
- Avete sentito Tommi? - Tommi? Perché?
- Non riesco a parlargli. - Ah, sì?
- E da quando? - Da ieri. Ha il telefono staccato.
Che c'è? - Chiama Tommi, per favore.
- Perché? - Chiamalo. - Che succede?
Abbiamo litigato...
Chiamalo.
Sì, però non sul cellulare, perché è sempre staccato.
- Ok... - Prova allo studentato.
Dai, sveglia! Il telefono è sulla rubrica.
E' successo un casino.
- Ieri abbiamo litigato. - Sì, e poi?
E poi mi ha... mi ha attaccato il telefono in faccia.
Io l'ho richiamato. L'ho richiamato stanotte, poi stamattina...
- Lui? - Lui non mi risponde.
Ho chiamato anche voi, ma neanche voi rispondevate.
No, perché... stavamo dormendo.
- Yes, yes. Thank you. - Allora?
Lo stanno cercando.
Beh, insomma?
Tommi! Finalmente!
Ma che succede? Ci hai fatto preoccupare!
E sì, va bene, però c'è qui Cecilia che veramente...
Sì, ok. Va bene, glielo dico. Ciao ciao.
Tutto bene...
Però adesso... non ti vuole parlare.
Ti prendo un po' d'acqua.
GUIDO: (sottovoce) Ci è andato giù pesante, eh! Era molto agitato.
Anche lei è strapazzata...
- Mamma mia, mi so' presa un colpo. - Eh, pure io...
- Tutto bucato. - Vabbè, dai...
Vatti a fare una doccia, prenditi un caffè e fai la spesa per stasera.
Io intanto metto a posto qui che poi passo dall'orto.
E lei?
Ci parlo, la tranquillizzo, mi faccio raccontare. Poi la riporto a casa.
Occhio, che ho lasciato di sicuro una canna in giro.
Sbrigati...
(ANNA: Caro Ale, mi chiedo come abbiamo fatto a non sentirci)
(per tutto questo tempo.)
(Da quando ci scriviamo mi succedono sempre più spesso)
(delle cose di cui ti vorrei parlare.)
(Mi rendo conto che le vorrei raccontare solo a te.)
(So che sei lontano, ma ti sento sempre più vicino.)
(ALESSANDRO: Cara Anna, ho sempre la tua voce in testa,)
(che mi parla continuamente...)
(Mi parla di te.)
(E' che ci provo a non ascoltarla, ma basta pochissimo.)
(Il vento che si alza, un certo colore del cielo,)
(l'odore del mare...)
(..e sono subito da te.)
Eccoci qui. Vieni.
Mamma?
(BRUSIO)
- Salve. - Alessandro?
- Sì, sono io. - Ciao, sono Nadine.
- Sono un'amica di tua madre. - Ciao.
E lui è Fede.
NADINE: Fede? Saluta Alessandro. - Ciao.
- Ciao. - Sto facendo un tè.
Ti va del tè?
Un tè... Sì.
- Ah, sei qui. - Ciao, mamma.
Ciao. - Ma cos'hai fatto?
- Niente, sono scivolata. - Come scivolata? Dove?
Niente di grave, una stupidaggine.
- Mamma, ma chi sono? - Nadine e Federico.
Sì, ho capito. Ma chi sono?
Pensa che l'hanno licenziata perché è uscita dieci minuti prima dal lavoro
per andare a prendere Fede che s'era fatto male a scuola, tra l'altro.
Ma... stanno qui da te?
Ti sta bene questo maglione! E' bello, dove l'hai preso?
- Me l'hai regalato tu, mamma. - Ah, sì? - Mh.
Ho buon gusto, allora.
- E quanto resti stavolta? - Un paio di giorni.
Ah. Mi aiuti?
E cos'è questo nuovo cantiere?
Stiamo riqualificando una vecchia area industriale.
- Ah, bene... e dove tutto questo? - A Bilbao.
A Bilbao? Allora ti veniamo a trovare!
- Che dici, Fede, lo andiamo a trovare a Bilbao? - Sì!
Mamma? Stanno qui da te, sì o no?
Hai fatto il tè! Brava, Nadine.
TERESA: Sei un tesoro.
E' un tesoro.
Ho sbagliato con Tommi.
E' colpa mia.
Se non ti va, non mi devi parlare per forza.
Sono stata con un altro.
E l'ho detto a Tommi... e lui è impazzito.
Non lo so perché l'ho fatto.
Cioè, lo so, ma Tommi non c'entra.
E io vorrei dirglielo, ma non mi fa parlare.
E' che... lui è come se sapesse esattamente dove sta andando.
E' partito, si sta per laureare...
E' stato velocissimo. Io invece non so nulla di me.
Ma è normale alla tua età.
E sono una cretina, ovvio, perché Tommi è stupendo.
E stiamo insieme da tanto. Però...
Però ci devi parlare con Tommi.
Devi fermarti un po', guardarti intorno, capire... Non devi correre.
A volte, alla tua età...
..non si capisce l'importanza delle scelte che si fanno.
(MUSICA DOLCE)
(BRUSIO)
Il nome dell'attore nell'immagine...
Un'altra vittoria per me...
Ragazze, vi ricordate come si chiama questo qui?
E' quello che abbiamo visto nel...
Ragazze? Che ne pensate di quello? Là dietro.
VALENTINA: Carino, no? - Ti piace?
- "Carino", niente di... PAOLA: Carino o ti piace?
- E' carino! - (insieme) Le piace.
- Ci parlo io? - No.
Le do una mano. Ti do una mano! VALENTINA: Ma cosa gli dici?
PAOLA: Hello, ciao... Non so... - Eh, sì, dai...
"Hola, como estas" ci sta però...
VALENTINA: E poi se comincia a parlarti? - No, poi vieni te.
Sì, vengo io... Vabbè, forse deve scendere,
siamo vicini alla stazione. - Per me, è la tua occasione.
- No, no. - Ma ti ci presento io.
Ma mi presenti, poi? Vabbè, io non ho guardato.
- Si farà suora. - "Suora", dai, ma sei stupida?
- Lasciala stare. - Vergogna.
- Guarda come sta diventando rossa. ANNA: Ma che fa quello? Oh!
- Guarda quello... - Chi? ANNA: Quello.
- Ma che...? - C'è uno che sta ruba...
Gli ha rubato lo zaino. Ma non hai visto quello che ha rubato lo zaino?
Ma dove vai?
- Oh, scusa! Wake up! The bag! - Anna!
Gli ha preso lo zaino!
No, io non ho parole.
Dai, veloce!
(VOCI CONFUSE)
- E' scesa? - E' scesa!
Oh! Fermo!
- Ridammi lo zaino! - Qué pasa?
Ridammi lo zaino!
(PARLA SPAGNOLO)
ANNA: Lo zaino! Ridagli lo zaino!
Dammi lo zaino! Dai, fai il bravo...
- T'ho detto dammi lo zaino! Dammi lo zaino! - Oh, è il suo zaino!
- Ridagli lo zaino. - Allora... Aspetta aspetta...
Fermi tutti.
- Ma non è il tuo? - Io pensavo che fosse il tuo.
No, il mio è questo qui.
- Anna! - Merda!
ANNA: Ferma! Oh!
Oh! Ferma!
Merda!
- Ho perso il treno, eh! - E già...
E tu perché sei sceso?
Non lo so. Mi hai svegliato.
Pensavo ti avessero derubato, pensavo avessi bisogno d'aiuto...
..e quindi sono sceso.
- Non fa ridere, eh! - Vabbè, dai.
- Un pochettino farà ridere. No, non fa ridere.
Vabbè, dai. Oh, dove andavi?
- Interrail? - Barcellona. - Mh.
05:07. Mi sa che devo prenderlo anch'io.
Sì, ma è domani mattina.
- E quindi? - E quindi ci sarà un autobus,
un qualcosa qua, no?
Dove siamo scesi?
Villanegra.
"Villanegra"...
Comunque, io sono Alessandro.
Anna.
- Non fa ridere. - Un po'... - No.
(CANE ABBAIA)
Ecco qua. Vieni, vieni.
ERLEND: Tilda! - Ehi... No no no!
- Ciao, Erlend. - Ciao, Anna. Come stai? - Bene.
- Siete già arrivati? Sì, siamo venuti prima per aiutare.
- Non serviva. Ciao, amore. - Ciao.
- Quanta bella roba, che bello! - Ciao, Ceci.
- Ma che borbotti, papà? - Che cosa vuoi che borbotto?
Questo forno è un bagaglio. Ne compri uno nuovo
e hai fatto un affare. - Sì, vabbè.
E' che se accendiamo il forno, salta la corrente.
Papà, ti occupi tu di questa roba dell'orto?
- Ti fermi anche tu a cena, no? - No, lei mi ha solo accompagnata.
- Abbiamo preso un po' di... cosine. - Ok.
- Davvero, non vuoi restare con noi? - No, non è che...
No, deve tornare a casa. Ha da fare.
- Devi per forza tornare a casa? - Sì.
Permesso...
- Resta. Erlend! - Eccomi!
Resta anche Ceci, ti dà una mano ad apparecchiare. Va bene, tesoro?
- Sì, Claudia... - Eh?
Incominci un lavoro, lo finisci anche!
- Ma, papà, lo fai meglio tu! - Sì, sì...
- Mi accompagni un attimo? - Dove? - In bagno, devo fare pipì.
- Adesso? - Sì, ora. Mi scappa ora.
- Cecilia, arrivo, eh? CLAUDIA: Ci aspetta, un attimo solo!
Porca paletta, guarda te!
- Ma che c'è? - Ma niente... che c'è?
Ti volevo parlare un po' da sola.
Allora, intanto è successo che ci stiamo comprando casa.
- Chi? - Io ed Erlend.
Ma come? State da poco insieme.
Sì, vabbè, ma il problema è che Bologna è carissima...
..e vorrei vendere il terreno e la casa di papà.
- Eh? Ne volevo parlare con te
prima di dirlo a lui perché, se siamo d'accordo entrambe, è più facile, no?
Lo so che non vale tanto. Però, comunque, sono soldi, fanno comodo.
"Sono soldi"... Io ci lavoro lì.
Sì, dai Anna, ti prego, quanti anni sono che fai su e giù, così a caso?
Se non ci hai investito finora in quel posto, qualcosa vorrà dire, no?
- Che c'entra? Io lo uso. - Eh, ho capito, ma è di tutt'e due.
Poi, comunque, una parte te la prenderesti anche tu e ti ci compri
tutti gli orti che vuoi. Ma perché, ti dispiacerebbe così tanto?
Sì, un po'.
E' che ho trovato una casa proprio carina.
Ha il giardino, ha il box... tutto quanto!
- Ma tu non hai la macchina? - Ma che c'entra?
Poi, quando ce l'ho, ce la metto! Comunque, non è questo il problema.
Il problema è che costa un sacco di soldi
e non è detto che ci diano il mutuo.
Ma scusa, perché non vi comprate una casa più piccola,
senza box fuori Bologna. Figuriamoci...
- "Figuriamoci" cosa? - Figuriamoci se ti andava bene!
Ogni volta che si parla di qualcosa di pratico con te,
tu ti metti di traverso! - Ma non mi metto di traverso!
Sì, ti stai mettendo di traverso!
(BUSSANO ALLA PORTA) Che c'è?
GUIDO: E' pronto! - Arriviamo.
C'era una gran fila, ma alla fine ce l'ho fatta! Evviva!
- Cin. - Beh, allora?
- Come va? - Cosa? - Tutti questi palazzi,
tutti questi palazzoni che stai facendo, vengono bene?
- "Palazzoni"... sì. Sì sì. - E hai guzzato?
- Ma chi? - E chi? - Io? - E no, chi, io?
- In tutti questi mesi avrai trovato qualcheduna, o no? - Ma...
Eh, te non guzzi mai, eh?
Non guzzi mai, stai diventando un monaco...
Oh, guarda quei due là...
RICCARDO: Quelli sul tavolino. Beh, non sembriamo noi?
Quando avevamo quell'età lì. Vedi quello biondino,
quello sulla sinistra, quello un po' più bellino? Quello sono io.
- Quell'altro sfigatello... - Sono io.
Siete identici. Siete uguali, eh?
- Mi dici come hai fatto? - Come ho fatto a fare cosa?
A stare sempre qua.
Beh, perché? Cosa c'è qua?
Guarda che è bello qua, eh! Non succede un cazzo, ma a me piace.
Ciao 'Cesco! Grande! Poi vedi? Conosco tutti.
- Ma tutti chi? - Grandi ragazzi!
- Voi siete i migliori. - Ma se non c'è nessuno!
Come vuoi che abbia fatto? Ho avuto famiglia,
ho avuto i bambini, li ho portati a scuola, sono andato al lavoro...
Che vuoi, poi qua la vita viene bene, eh!
La sera bevi un po', ti butti nella mischia e... e passa tutto.
Oh, andiamo a ballare?
- A ballare? - A ballare, sì.
Ma va là! Quant'è che non andiamo a ballare?
- Te lo dico io da quant'è che non andiamo a ballare io e te.
E' da una vita che non andiamo a ballare.
Ci sarà un motivo, no?
No, non ci vengo a ballare. No, è inutile...
Oh?
- Oh, ma davvero? - Adesso mi passa, adesso mi passa.
- Sta' tranquillo. - Ma cosa c'è?
Oh, mi ha mollato...
- Ma chi? Patrizia? - Due mesi fa.
Ha un altro.
- Ma sei sicuro? - Due anni, vedi te.
- Oh, cazzo. - Le ho chiesto:
"Da quant'è che va avanti questa storia con questo qua?"
"Due anni" mi fa.
Due anni? Io non mi sono accorto di un cazzo.
E niente, sono andato via di casa...
..i bambini li vedo il sabato e la domenica. Li porto a mangiare...
Oh, son belli da matti...
- Ma perché non me l'hai detto? - E cosa ti dovevo dire, Ale?
Ma non lo so! Mi chiamavi...
..me lo dicevi. - Sì, buonanotte!
Veramente, ti ho chiamato. Ma tu...
..non mi hai mai risposto, sai? Mai.
Ma voi a trovare Tommi non ci andate mai?
Mh, sì, certo che ci andiamo.
CLAUDIA: Ah! E perché non andiamo tutti insieme una volta?
- Quando potete? - Magari un fine settimana!
- Tu ci sei stata... a trovarlo? - Non ancora.
- Come non ancora? E quando ci vai? - Non lo so.
Come non lo sai?
Erlend! Basta dare da mangiare a Tilda, che poi vomita.
Sì, scusa. Hai ragione.
Va beh, comunque, come si trova Tommi? Vi racconta un po'?
GUIDO: Sì, sta bene. Ehm, segue un sacco di corsi.
Dice che fa un po' fatica a trovarsi degli amici,
perché, sai, le persone sono un po' così. Però studia... Sta bene, no?
- Ma raggiungilo! Va' là... - Ma sì, fatti un periodo lì!
CLAUDIA: Ma sai quanto ti diverti? - Appena posso, sì...
- Eh, brava. - "Eh, brava. Raggiungilo".
Ma Cecilia lo sa: se ha voglia di raggiungerlo, ci va.
Insomma, non ha bisogno dei vostri consigli.
Ma c-che consigli ho dato? Ma va là! Cosa ho detto?
Ma è successo qualcosa?
No, è che Tommi e Cecilia hanno avuto...
..una piccola incomprensione. Una cosa di oggi, così...
Ah, mi spiace.
Comunque, anche io e Erlend quando eravamo lontani litigavamo sempre,
vero? ERLEND: Sì.
Una volta gli ho fatto una sorpresa.
Sono andata fino a Oslo per farmi perdonare.
Non gli avevo detto niente!
Sono arrivata fino alla porta, ho bussato, e lui non sapeva niente.
E' rischioso, eh!
- Vabbè, con noi ha funzionato, no? - Sì, amore. Sì.
Con voi ha funzionato, ma lei, poverina, che ne sa?
- ANNA: Mica lo può sapere. - Ma vedi che adesso fanno pace...
Ho parlato con Tommi, prima...
- Ah, sì? - Sì! Credo che ti voglia parlare.
Te l'ha detto lui?
GUIDO: Non avrei neanche dovuto dirtelo in realtà.
Era più una sorpresa che ti voleva fare, però, sì, ti chiama.
- Guido, io non ho capito. - Vedi che si sistema tutto.
- Guido, non ho... non ho capito. - E si vede!
- Si vede cosa? - Che non capisci.
Ma le state dando fastidio. Ma non lo vedi
che la state mettendo in imbarazzo? - Anna, sei tu l'unica
che la mette in imbarazzo. - Oh, tu proprio non ce la fai, eh!
- Sei così tutta la sera! - Ma che cos'hai?
Cerchiamo solo di rassicurarla. Ma che problema c'è?
"Che problema c'è?" Che magari lei non ha nessuna intenzione di partire
e di fare pace con Tommi, no?
E voi le state mettendo un sacco di pressione addosso.
- Ma quale pressione? - Ma che stai dicendo?
- Che sono due ragazzini. - GUIDO: E allora?
- Che possono ancora fare quello che vogliono. - Ma cosa vuol dire?
Vuol dire che lei ha vent'anni. E dovrebbe essere libera.
(CELLULARE VIBRA)
E' Tommi. Che faccio, rispondo?
Sai cosa devi fare? Dai retta...
GIOVANNI: Fai quello che ti senti. Che non sbagli mai. Fai sempre bene.
- Allora rispondo. - Eh, va là...
- CECILIA: Ehi... - (sussurra) Posso parlare adesso?
Va bene.
No, dai...
Ehm...
Io e Claudia siamo molto felici e...
..aspettiamo un bambino.
Beh, ma questa è una grande notizia! Ma grande, Erli! Grande!
Dai, Giovanni, che sei nonno bis! - Ma guarda te...
Grazie.
(ANNA: Caro Ale, io sono uscita con le mie amiche.)
(Sono andata a ballare...)
(..e sono ubriaca, sono tutta leggera.)
(Non riesco a scriverti bene, infatti.)
(E... ti vorrei parlare, vorrei uscire)
(e vederti per davvero. Vedere la tua faccia.)
- Com'è che ti chiami te? - Aisa!
Aisa, lui è il mio migliore amico, Alessandro!
- Come? - Aisa. - Aisa? Ciao!
Questo te lo offre lui!
(ANNA: Come sei, Ale? Sei diventato tutto diverso?)
(O sei uguale a come ti ricordo?)
Oggi voglio festeggiare il mio divorzio! E quindi...
Viva la gnocca!
Richi!
Dai, va là! Su, che sembri mio nonno!
- Cos'è? - Pronto? - Ma chi è?
- Pronto? - Chi è? Ma stai qua, ma dove vai?
Non si sente bene, scusi!
Mamma mia, che noia! Sembra mio nonno, sembra!
Sì, sono io, sono io!
Quando?
Hola a todos! Ci troviamo qui a Villanegra.
Està todo cerrado, però con nosotros
stasera abbiamo un ospite speciale: Anna!
- Ciao. Però mi dà un po' fastidio, dai. Come ti dà un po' fastidio?
Smettila!
Ok, scusami.
Guarda che un posto aperto lo troviamo, eh!
Ma non è questo.
E allora cos'è?
Vabbè, guarda che io non è che sono così male, eh?
- Senti, però non mi conosci. Lascia stare, eh? - Va bene, scusami.
Scusami.
Una signora!
(insieme) Hola!
Hola! Hola...
U-un posto abierto... ce sta un posto abierto dove poter magnar... bever?
Cibo!
Donde està la fiesta?
Para allà?
Muchas gracias! A la plaza!
- Aspetta! - Dai dai dai!
- Aspetta! - Dai che ci sta la fiesta!
(MUSICA ALLEGRA IN SOTTOFONDO)
Ci sono i popcorn!
- Hola! Ne prendiamo due. - Ehm, sì, va bene.
ANNA: Che fai? - Scelgo una cartolina.
- Perché? - Ti piace?
Per ricordarci la tappa più bella del nostro interrail.
Nostro?
Sì.
Quant'è?
- Dos sangrias! - Io mi sa che è meglio che non bevo.
Come non bevi? Almeno un pochettino, dai!
Sennò che facciamo? Io mi ubriaco come uno scemo e te che fai?
Eh...
Gracias.
Dai...
(PORTA SI APRE)
L'ho lasciata a casa, stava bene. Sembrava contenta.
E' che non avevo capito nulla. Hanno fatto la pace?
ANNA: E' che è mia sorella che mi fa impazzire. Vuole vendere il terreno.
Come se non sapesse poi bene quanto ci tengo.
E' che neanche mi ha detto il perché.
Cioè, poteva dirmi che era incinta, no?
Avrei capito, avrei reagito diversamente.
E' che fa sempre... tutto il contrario.
Che c'è, Guido?
Hai detto "ha solo vent'anni".
Hai detto "dovrebbe essere libera".
Sì, l'ho detto. E allora?
Tu avevi vent'anni. Perché, tu non eri libera?
- E che c'entra? Non è... - Noi... non eravamo liberi?
Ma io non parlavo di noi. Non stavo parlando di noi.
-Stai mischiando le cose, non è così. -"Non è così"?
- No, non è così. - Allora com'è? - Ma non pensavo...
Io sono felice, Guido.
Sono felice di tutto quello che abbiamo fatto,
di come l'abbiamo fatto...
..di quando l'abbiamo fatto.
Non pensavo a noi, prima. Ero nervosa.
- Sei veramente felice? - Sì.
E' che da quando Tommi è partito sembra tutto più complicato.
Lo è.
Mica sempre.
Ieri, per esempio, ci siam divertiti, no?
Però ci siamo dovuti impegnare.
Mi sa che da ora in poi sarà sempre così.
- Come se fosse sempre domenica. - Mh. Come una lunghissima domenica.
Ma è bella la domenica!
No, a me la domenica fa schifo.
(MUSICA SENSUALE)
Ma tu, se non fossimo scesi dal treno, dove saresti andato?
Io? Io sarei andato a Barcellona.
Sì, ma poi... ti saresti fermato lì?
- No, sarei andato avanti. - Fino a dove?
Mhm, fino alla fine del mondo.
E che è "fine del mondo"?
E... c'è un posto che si chiama così.
Si chiama Finisterre, che significa fine del mondo.
E' il posto dove gli antichi pensavano finisse il mondo.
Ma in realtà... è dove comincia l'oceano.
Ma tu sai quant'è grande l'oceano?
Vabbè, secondo me, dovresti venirci anche tu!
(MUSICA ALLEGRA)
(MUSICA DOLCE)
(ALESSANDRO: Cara Anna, sono bellissimo.)
(Ho un nuovo taglio di capelli e sono decisamente meglio)
(di quando ci siamo conosciuti, te lo assicuro.)
(Vuoi ancora vedere la mia faccia?)
(Perché questa è un'ottima occasione.)
(Io la prossima settimana torno a trovare mia madre a Bologna.)
(Che ne dici se ci vediamo? E poi non dirmi che non te lo avevo detto.)
Mi scusi, la stanza 213, per favore?
- A sinistra. - Qua a sinistra? Grazie!
(ALESSANDRO: Io mi sono fatto avanti. Tu... fammi sapere se ti va.)
- Simone! - Ale!
Cos'è successo?
Andava tutto bene. Siamo stati a cena,
poi lei ha cominciato a litigare, io ho cercato di calmarla...
- Ma dov'è? - E' di là, ma non mi vuole vedere.
Mi ha fatto scendere dalla macchina ed è partita come un razzo.
Solo che, per evitare un ciclista, è andata contro il guard rail.
Ma quindi, sta bene?
Da come mi tratta, direi proprio di sì.
Senti, chiedile se posso entrare. Chiediglielo tu.
Sì.
- Oh, chiedi. Chiedi. - Sì.
INFERMIERE: Perché non si stende un po', adesso?
- Perché sto bene così. - Guardi che è meglio se si stende.
- Ho detto che voglio stare così. - Mamma...
Ale, puoi dire a questo premuroso signore che devo andare a casa?
Buonasera, sono Alessandro, il figlio. Come sta?
- Sto benissimo. - Stiamo ancora aspettando
i risultati della TAC. - Ho detto che sto benissimo.
Bisognerà aspettare i risultati della TAC, mamma, no?
La faccia riposare, mi raccomando.
E fate piano che qui dormono.
Come stai?
Togliti quell'espressione dalla faccia.
E ringrazi il cielo quello che mi è venuto sotto con la bici,
che gli ho salvato la vita.
Ti fa tanto male il collo?
Hai bevuto?
Sì. Sì, un po'.
Non dovresti alla tua età, ti fa male.
(BUSSANO ALLA PORTA)
- Mmh! E' Simone... - Perché avete litigato?
Perché l'ho lasciato, ma non si arrende.
- Come l'hai lasciato? Perché? - E' pesante, non lo sopporto più.
- Si può? - Mh, pesante e testardo.
- Simone... - Mh?
Lasciamola riposare, dai.
- Vai a casa. - Ma perché devo andare a casa?
- Ci sto io qua. - Ma che senso ha?
Stavamo bene, ci divertivamo, ci accudivamo... Ci vogliamo bene.
Che ti ha detto, che posso recuperare?
Mi fai una cortesia? Porti a casa anche lui?
Va beh... andiamo a casa.
Oh, ciao, Ale.
Ciao...
(ANNA: Caro Ale, ci sto. Vediamoci!)
(Te lo scrivo così, di getto, perché sennò finisce che poi ci ripenso.)
(Tu basta che mi dici un posto, un'ora, e io ci sarò. Ti aspetto.)
- Freddino, eh! - Sì...
- Tu? - No, io sto bene.
Aspetta, aspetta, aspetta...
(ALESSANDRO FISCHIA)
E' perfetta per la notte.
Ma sai che quasi quasi...
ALESSANDRO: Entra.
- Comoda? - Sì.
Beh, in effetti manca solo una cosa. Il tettuccio apribile.
- Per fare che? - Per vedere le stelle.
Scusa.
Sono incinta.
- Quindi, s-se vuoi andare davanti... - No, no.
Cioè... Aspetta, aspetta un secondo... Come sei incinta?
Cioè...
..lì c'è un altro essere vivente?
Sì?
E... grande quanto? Tipo, tipo così?
Mh.
Cioè, quindi, dentro lì... c'è una cosa minuscola che cresce?
E io... ti faccio dormire dentro un'auto abbandonata.
E vabbè, è chiaro che non vuoi baciarmi.
E vabbè. E quando... quand'è che gli spuntano le orecchie?
- Che ne so? - E che ne so...
Spero che con tutte le cretinate che ho detto non mi abbia sentito.
Oh, però almeno ha visto un bel posto.
Ci sono anche le stelle.
Però, se non ha le orecchie, non ha neanche gli occhi, eh!
E no! Ha i tuoi.
Vede quello che vedi tu.
Ma soprattutto sente quello che senti tu.
- Buonanotte. - Buonanotte.
- Perché ti sei alzata? - Ho avuto il permesso dal dottore.
E' appena passato, dice che posso anche andare.
- E potevi svegliarmi, no? - Dormivi così bene!
Come va?
Bene.
- Vado a farmi un caffè. - Mh.
- Buongiorno. - Buongiorno.
Scusate, sono... sono il figlio di Serianni, ehm, Teresa.
- Sì. Sì sì. - Io vado.
- Perfetto, ne parliamo dopo. - Ci vediamo.
Buongiorno. Guardi, la TAC è a posto.
E per quanto riguarda la contusione alla spalla,
vediamo come evolve, però dovrebbe recuperarsi da sola.
Bene.
Ho parlato con la Dottoressa Giacobini,
che segue sua madre, volevo verificare
eventuali interferenze con i farmaci chemioterapici che le ha prescritto.
No no, guardi, io sono il figlio di Serianni,
la signora che è arrivata ieri sera.
Sì, la signora che ha avuto l'incidente, no?
Sì.
Comunque, ho lasciato tutto scritto nella sua cartella clinica.
Ah.
Non so se con la Giacobini ne avete già parlato.
N-no, in effetti no. Non abbiamo parlato.
Sarebbe meglio che evitasse di farla guidare.
Gli effetti della malattia... iniziano a manifestarsi.
E col tempo sua madre potrebbe non essere più quella che conosceva.
(DR. BARTOLUSSO: I prossimi mesi, in particolare, saranno...)
(..i più difficili. Bisogna che qualcuno si prenda cura di lei.)
(Guardi, se lei non può...)
(ANNA: Caro Ale, forse non dovrei nemmeno più scriverti.)
(O forse dovrei solo chiederti scusa. E basta.)
(Sarai stato ad aspettarmi per ore, però io non sapevo come avvisarti.)
(Non sapevo come dirti che non sarei venuta al nostro appuntamento.)
(La verità è che ho avuto paura.)
(E se stare con te mi fosse piaciuto troppo, dopo io che avrei fatto?)
(Avrei lasciato tutto qui a casa e sarei scappata con te?)
(No Ale, meglio di no.)
(D'ora in avanti facciamo un patto, stabiliamo una condizione:)
(scriviamoci e basta, senza vederci mai.)
(Scriviamoci... anche per sempre, per tutta la vita.)
(Scrivimi quello che fai, come stai,)
(ma non dirmi mai più quando torni a Bologna.)
(Tracciamo questa linea per sempre.)
(Questo sarà il nostro confine, il nostro modo di stare insieme,)
(la nostra...)
(..fine del mondo.)
(ALESSANDRO: Cara Anna, ricordo bene il nostro patto.)
(E come sai, in tutti questi anni, non l'ho mai violato.)
(Però, dopo tutte le lettere che ci siamo scritti...)
(..dopo la montagna di parole che abbiamo messo fra di noi,)
(sento che adesso posso chiedertelo.)
(NOTIFICA)
(E lo faccio così, nel modo più semplice del mondo:)
(ti va se ci vediamo?)
(Guarda, io sono a Bologna per poco,)
(anzi pochissimo perché devo ripartire,)
(e sono in un hotel che si chiama Eden.)
(Se ti va, se te la senti,)
(sai dove sono, sai dove trovarmi.)
ALESSANDRO: Almeno puoi dire una cosa alle tue amiche da parte mia?
Cosa?
Che il loro itinerario è estremamente banale.
Lo farò.
E... allora, grazie di tutto.
Allora ciao.
Ciao.
- Ciao. - Ciao.
Anna! Di' un'altra cosa alle tue amiche!
Digli che sei la più guapa!
(NON UDIBILE)
Buon viaggio...
Vengo con te.
Arriviamo a 'sta cavolo di fine del mondo.
Però, senza implicazioni, eh?
Cioè?
Cioè, che non sei proprio autorizzato a toccarmi.
Nemmeno i capelli?
Nemmeno i capelli.
E... la fronte?
- La punta del naso? - Quello mai.
Le labbra, posso?
Posso guardarti almeno?
Intendi negli occhi?
Fisso negli occhi. Per almeno un'ora. Posso?
Sottotitoli a cura di Sky ITALIA
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