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Stop! Ancora una.
Queste parole sono familiari a tutti i cineasti.
Ma l'anno scorso,
nessuno poteva immaginare di sentirle
una dozzina di metri sott'acqua.
E' quanto accaduto durante le riprese del film "Amphibian Man".
Il romanzo di Alexander Belyaev � stato letto e amato da molti.
Tuttavia, non molti sanno quanto duro lavoro ed ingegno sono stati necessari
per portare sullo schermo la sorprendente storia di Ittiandro,
un uomo che pu� vivere sott'acqua.
Il nostro primo incontro con Ittiandro � avvenuto
in una piscina di Leningrado.
Ogni giorno dovevamo confrontarci con dozzine di problemi.
Di che cosa devono essere fatti i costumi degli attori?
Come cambiano i colori sott'acqua?
Che materiali usare per i set?
In una parola, cinquemila "come",
Settemila "dove", centomila "perch�".
Per molti mesi, la piscina costitu� un terreno di prova.
Solo dopo aver ottenuto le risposte a tutti i "come", "dove" e "perch�",
abbiamo potuto prepararci per le riprese in mare.
In una baia pittoresca vicino Sebastopoli
l� issammo la bandiera di un immaginario paese sconosciuto.
Probabilmente, in milioni di anni di esistenza, questo posto solitario
non aveva sperimentato cos� tanti cambiamenti.
Cinquanta novelli Robinson stavano trasformando vigorosamente quella costa disabitata.
L'edificazione non port� eccessi architettonici.
Il nostro piccolo porto riceveva navi da trasporto stracariche.
Legname,
i set, tutte le apparecchiature.
In termini di equipaggiamento, potevamo competere
con qualunque spedizione di pionieri.
Ma non dimentichiamo che eravamo l� per scoprire le profondit� del mare.
Pochi giorni, e fu difficile riconoscere
i cineasti di Leningrado in quei Robinson abbronzati.
I lungimiranti managers portarono alcuni strumenti della civilt�.
E la baia si trasform� in un insediamento vivace e prospero,
la capitale di un paese avventuroso, da sogno,
sebbene non segnato su nessuna cartina geografica.
Ma le cose pi� interessanti dovevano ancora accadere.
Per scegliere il luogo dove attendarci esaminammo criticamente il fondo del mare.
No, non � una frase tanto per dire.
Dovevamo costruire uno studio cinematografico sottomarino.
Per essere pi� chiari, torniamo a Leningrado.
Negli studi della Lenfilm era stato realizzato il set del fondo marino
per alcune riprese da usare in sovrimpressione.
I cineasti resero naturale l'impossibile.
Nessuno di loro si sarebbe sorpreso di vedere uno squalo nello studio,
o colorate alghe tropicali
spuntare dal pavimento di legno.
Tutto era come fosse normale.
I riflettori si accesero,
e Ittiandro,nella sua tuta di squame scintillanti,
fece la sua prima nuotata in aria.
Fino a quel momento, avremmo dovuto chiamarlo l'uomo volante.
Ma sullo schermo, queste sequenze sembrano uguali a quelle girate in acqua.
Tuttavia, ci� che diventa normale sulla terra
non � cos� facile da fare sott'acqua.
Per iniziare, dovevamo conquistare un tratto di mare.
I sommozzatori furono i primi ad entrare in azione.
Dovevano scendere dei pesanti pali fin sul fondo del mare.
E anche se tutti gli oggetti perdono peso in acqua,
non fu affatto un lavoro facile.
A volte in mare ci sono delle tempeste,
ma il nostro studio doveva resistere con qualunque tempo.
Si suppone che un padiglione abbia dei muri,
e noi li realizzammo in resistenti reti di nylon.
Ben presto la parte emersa dei pali segn� il confine dello spazio conquistato.
Nel frattempo, sulla riva era cresciuta una foresta fantastica,
creata dall'immaginazione e dalle mani dei designers.
Sembra che sia stata la prima esperienza
per i designers e gli artisti di lavorare sott'acqua.
Da quella volta,
membri della nostra spedizione si trasformarono in uomini anfibio.
I pesci furono posizionati in degli speciali contenitori
fissati ad una camera da presa.
Questa volta, le comparse fecero quello che diceva il regista!
Ma ovviamente non potevamo girare tutte le sequenze in mare.
E di nuovo, gli esperti di effetti speciali vennero in aiuto.
Girarono le scene mancanti in una piscina vicino Baku.
Questa � la controfigura di Viking.
Non lasciatevi ingannare dalle sue povere apparenze.
In un nonnulla sembrer� tale e quale a quello vero.
Nessuno riesce ad aspettare di iniziare il lavoro,
e un compressore in ritardo � sostituito dagli sforzi
dell'intera troupe inclusi i bambini.
E il Viking � lanciato.
Il cameraman degli effetti speciali
sa fare meraviglie non solo con le persone ma anche con le luci.
Il sole. Facciamo levare il sole.
Datemi un'onda...
Ed un ultimo dettaglio.
Con l'aiuto di un filtro, una giornata di sole si trasforma in notte.
Azione.
Furono girate tante scene.
Per tutti gli eventi che avvennero sul fondo del mare
nella realt� sottomarina che avevamo creato.
Ecco un pescatore alla ricerca del misterioso diavolo di mare
che ha lasciato le sue tracce sulla riva.
Ecco, deve essere lui che sta emergendo.
Oh, no! E un cameraman.
Sta uscendo dagli abissi insieme con il carrello.
E impossibile raccontarvi tutto ci� che accadde
nel nostro studio sottomarino.
Lampade che esplodevano in profondit�,
perch� incapaci di resistere alla pressione.
Le cose pi� semplici diventavano complicate.
Un manichino leggero di Ittiandro prese vita improvvisamente.
Quello stupido ostinato non voleva saperne di essere legato alla catena dell'ancora.
Stavamo finendo le riprese sott'acqua.
La camera da presa, dall'aspetto di un missile,
ha fatto la sua ultima ripresa panoramica del regno marino.
Ci rattrista separarci da questo mondo silenzioso cos� sorprendente.
Chi lo sa, magari il nostro prossimo film ci riporter� qui di nuovo.
E cos�, nelle ospitali profondit� marine lasciamo il nostro set...
... e il nastro rosso di Guttiere.
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