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Original subtitles

(SIRENA)

Li mortacci vostri!

Li mortacci vostri!

Disgraziati!

Dai!

(RISATE)

Lorenzo: Piano!

- Mi scoppia il cuore. - Che tristezza, hai il fiatone?

- Mi sono strappato l'adduttore. - Pure?

Porca miseria, si è rotto un tacco!

- Fai le rapine con i tacchi? - Faccio tutto con i tacchi!

- Ho fame! - Apri!

- (deluso) Tutte ciambelle. - Buone!

Una botta al fegato!

- Ci vorrebbe del latte freddo. - Sai che gastrite!

C'è qualcuno sano?

Propongo un brindisi.

- Con il Maalox? - No, con le ciambelle.

Giorgio, a te l'onore.

- No, non mi va. - Tutti: Dai!

- Non so che dire. - Inventa!

< Giorgio: Ecco i miei amichetti, quelli del liceo, quelli veri.

< Quelli che non vedi per20 anni, ma non dimentichi mai.

< Quelli per cui hai fatto qualunque cosa

e la faresti ancora pur di non deluderli.

Ai cornetti caldi che ci siamo persi negli ultimi 20 anni,

compresi quelli di stasera.

(TUTTI ESULTANO)

< Potrebbe sembrare la solita rimpatriata di classe,

ma non è così.

< Siamo stati costretti a rivederci.

< Tutto è iniziato qualche settimana fa.

< Ciao Piero, ciao RTL, sono Chiara da Firenze.

< Io vorrei tornare all'estate del 1999.

< Era una sera d'agosto e Marco ha provato a baciarmi,

io mi sono scostata e lui se n'è andato.

< Vorrei tornare a quel giorno,

perché penso troppo a quel bacio non dato.

< Grazie e complimenti,

perché "Vorrei tornare" è il mio programma preferito.

< Piero: Grazie a te per aver chiamato.

Il 1999, l'anno del bacio non dato di Chiara.

L'anno in cui Benigni vince 3 Oscar,

nasce Messenger e muore "Giochi senza frontiere".

< Macao viene restituito alla Cina, Sampras vince Wimbledon

e i Morcheeba cantano "Rome wasn't built in a day".

"Vorrei tornare" torna domani, buonanotte.

("ROME WASN'T BUILT IN A DAY" IN SOTTOFONDO)

(CELLULARE SQUILLA)

- Ciao, tesoro, ancora sveglia? - Ti stavo ascoltando.

Non devi ascoltarmi, poi domattina sei stanca.

Lo so.

Mi piace sentire la tua voce alla radio.

< Perché non passi a darmi la buonanotte?

Mi piacerebbe.

Allora vieni.

- Sai che non posso. < Stai poco, un minuto.

Lei magari non se ne accorge.

- Se ne accorge, sa a che ora finisco. < Non dorme?

< Mi aspetta sempre sveglia.

Le dici che c'era traffico.

Non insistere, sai che farebbe piacere anche a me.

- Non Io so più. < Dai...

'Fanculo.

Pronto?

Pronto?

("ROME WASN'T BUILT IN A DAY" CONTINUA)

(insieme) Buongiorno, amore!

< Luisa: Penelope, sei pronta?

È tardissimo!

Allora...

Amore, ascolta.

Alle 13:00 viene a prenderti Kate e ti porta a casa.

Alle 16:00 viene il nonno e ti porta a nuoto.

Questa è la tua merendina.

Vieni.

Che c'è?

Dovevo portare una torta fatta dalla mamma.

Una torta? Che problema c'è?

- Ti pare fatta dalla mamma? - Penelope!

Me l'avevi promesso!

Va bene.

Voilà!

- Non se ne accorgerà nessuno. - Se Io dici tu.

(SVEGLIA)

(SVEGLIA SMETTE)

Ciao.

- Caffè. - Grazie.

< Ti ho preparato il vestito blu che ti stava largo.

< Ho fatto stringere il cavallo. - Grazie, mamma.

< Per stasera ti ho preso una bella sogliola.

Come la faccio?

Alla mugnaia.

< Papà: Permesso?

C'è una raccomandata perte

dal Ministero della Pubblica Istruzione.

< Te la leggo? - Me l'appoggi lì?

< Mamma: Ti preparo la colazione? - Dopo.

Vuoi che papà ti prepari il bagnetto?

Sarebbe stupendo.

- Vuoi anche le paperelle? - No, metti tanta schiuma.

Senz'altro.

Vabbè...

< Ciao, sono Francesca. - Tutti: Ciao, Francesca.

Soffro di dipendenza sessuale di tipo ossessivo compulsivo.

Oggi sono 52 giorni che non faccio sesso.

< Giorgio: Ciao, mamma, sto andando in ospedale.

Come "cos'è successo"? Io lavoro in ospedale.

Ho capito che sei apprensiva, ma esageri.

Lo so, quando avrò dei figli capirò.

Come "a proposito, quando li fai"? Mamma...

Se li faccio, ti avverto.

- È tardi! - C'era traffico.

Sempre di martedì!

Se vuole, Io trovo pure il mercoledì.

- Ciao, Ivano! - Ciao!

Papà è burbero, ma ha un gran cuore.

Ciao, Annapaola! Ciao, Batik!

- Barik, non Batik! - Barik.

- Batik è pareo. - Giuro che non sbaglio più!

Sempre quando passo io devi fare Io spogliarello?

Mai visto un uomo nudo?

Sono sicura che voi sapete.

Un'altra rosa? Fa proprio sul serio!

- Sei stato tu? - Indiano vende rosa, non regala!

< Francesca: Ate non Io chiedo.

Non ho bisogno delle rose, baby.

< Francesca: "Gentile signora Di Modugno Francesca",

"dall'ispezione di vigilanza di codesto Ministero, è stato..."

< Lorenzo: "Dall'analisi effettuata",

"uno dei 9 membri della commissione..."

< Giorgio: "A causa dell'insanabilità degli atti",

"in difetto dei requisiti..."

< Luisa: "La S. V. È invitata a presentarsi"

"nella corrente sessione d'esami presso il liceo ginnasio..."

Non può essere.

< Giornalista: Decisamente curiosa

la vicenda capitata a 26 alunni di un liceo romano.

Dopo 20 anni,

l'esame di maturità è stato annullato e Io dovranno rifare.

< Vediamo il servizio. - Cazzo...

Cazzo!

< Giornalista: Gli esami non finiscono mai.

< La Cassazione ha annullato l'esame di maturità

alla 3I del liceo Giulio Cesare, classe 1972.

(PIERO URLA)

(LORENZO, FRANCESCA, LUISA E GIORGIO URLANO)

'Sti figli de 'na mignotta.

< Giorgio: Per colpa di un cretino finto laureato,

ci siamo ritrovati a doverrifare quell'esame.

< Proprio ora che era sparito dai miei incubi.

< II primo appuntamento è stato al Ba.

< La "R" è caduta 20 anni fa e nessuno l'ha più rimessa.

< C'eravamo quando è caduta, era un giorno di primavera.

< Poteva essere anche autunno, ci saremmo stati Io stesso.

< Avevamo ognuno un motivo diverso,

ma eravamo tutti intenzionati a riprendere quel pezzo di carta.

< A me avrebbero tolto la laurea in medicina

e Io psichiatra è ciò che so fare meglio.

< Per Lorenzo era l'unico pezzo di carta ottenuto nella sua vita,

e aveva preso il massimo dei voti.

< Piero, perché non sapeva che appendere in bagno.

< Almeno così diceva.

< Ma sapevamo che pur di passare un periodo con i vecchi amici,

avrebbe rifatto la Prima Comunione.

< Cominciò un duro periodo di studio.

(MUSICAALLEGRA IN SOTTOFONDO)

(BATTUTE INDISTINTE)

(GIORGIO ESULTA)

(RISATE)

< Giorgio: Le prime settimane non furono fruttuose.

< Perfortuna, stavano per arrivare le ragazze.

< Si sa che le ragazze sono sempre andate bene a scuola.

< È una specie di dogma.

< Con loro avremmo iniziato a studiare sul serio.

Un, due, tre... stella!

(MUSICAALLEGRA CONTINUA)

< Giorgio: Degli altri avevamo perso le tracce.

< Di molti non ricordavamo che faccia avessero.

< Ma i loro nomi erano chiari nella nostra memoria.

< Francesca: Bonetti, Coppetti, Cappiello, D'Andrea, Di Modugno,

Giancaspro, Maimone, Mazza, Nocente.

- Come si chiamava quella? - Piazza!

Piazza, Romanini, Salvatori, Stacchi, Verusio.

(FRANCESCA E LUISA ESULTANO)

< Piero: Te ne sei scordata la metà.

- Al massimo 2. - Posso? - Prego.

Va recitato in terzine, come le formazioni di calcio.

< Stimolatemi con qualche urletto a ogni terzina declamata.

< Bonetti, Coppetti, Cappiello. - Olé!

- Coluzzi, D'andrea, Di Modugno. - Olé!

- Galeazzi, Giancaspro, Guizzi. - Olé!

< Lorenzo: Basta. < Piero: Che c'è?

< Lorenzo: All'esame ripeti l'appello o i poeti latini?

Ha ragione Lorenzo... I poeti latini.

- Catullo, Lucrezio, Tibullo. - Olé!

La prossima volta ognuno studia per sé, va bene?

< Giorgio: Ha ragione Lorenzo, cerchiamo di combinare qualcosa.

- Hai dimenticato Guidobaldi. - La Guidobaldi...

- In terza te la sei pure fatta. - Pensa come sarebbe contenta.

< Lorenzo: Finito? < Giorgio: Finito.

< È uscito greco scritto, ci scaldiamo con qualche traduzione?

< Lorenzo, scegli il testo.

- Ora non va a me. - Dai! - Non mi va.

- Tutti: Dai... < Piero: Fai l'offeso? Dai...

Dai, Lorenzo...

Lo faccio solo pervoi.

< Iniziamo con una cosa semplice.

Esopo, inizia tu.

< Piero: Inizio io?

Va bene.

Esopo.

< "Alopey kai stafyle".

"Alopey"...

< Composto da "alo" e da "pey".

- E deriva dal greco. - Ma dai?

(RISATE)

< Piero: "Alopey"...

< "Alopey" vuol dire...

- La gatta. - La gatta?

- E "stafyle"? - Sul tetto.

(RISATE)

< Lorenzo: "Alopey kai stafyle" è "La volpe e l'uva".

È la base.

Il greco è una lingua morta, la devo riesumare io?

< Lorenzo: Voi Io sapevate? < Luisa: Sappiamo "La volpe e l'uva"?

< La traduco a memoria. - Io la so pure in inglese.

< Giorgio: "The Fox and the Grape". (RISATE)

Bravi, fate così.

All'esame, la versione non ve la passo.

Dai...

(TUTTI SUPPLICANO LORENZO)

< Giorgio: Invece ce l'avrebbe passata.

< Magari alla fine, facendoci cagare sotto,

ma ce l'avrebbe passata.

< Tutto sembrava tornato come sempre.

< Mancava solo Eleonora, ma forse era meglio così.

< Ciao, sono Francesca. - Tutti: Ciao, Francesca.

Oggi sono 82 giorni che non faccio sesso.

(APPLAUSl)

Marzia.

- Ciao a tutti, sono Marzia. - Tutti: Ciao, Marzia.

Volevo farti una domanda.

< Sei stata sul punto di cedere in questo periodo?

Sì.

< Però sto resistendo. - Come?

Sto molto da sola, esco poco.

Evito situazioni.

< Non posso permettermi complicazioni sentimentali,

soprattutto in questo periodo.

< Piero: Orali 29 e 30 e scritti a seguire.

- Lorenzo: Almeno abbiamo una data. - Sì, non molto...

Noi eravamo così ragazzini? Io a 18 anni mi sentivo già grande.

- Guarda là! - La nostra classe, andiamo a vedere.

- Non si può. - Un attimo.

- Non c'è nessuno? - Sono a ginnastica.

Che impressione...

Quello è il mio banco, Francesca stava qua,

Giorgio stava qua... O là... Non Io so.

Io stavo qua.

Ricordo ancora il primo giorno di liceo.

Vi guardavo e pensavo:

"Con questi passerò i prossimi 3 anni della mia vita".

- "Che facce da cazzo hanno". - Era bella la tua.

Avevi il ciuffo, eri ridicolo.

< Poi è entrato Voltaggio, quello di filosofia.

< Mi tremavano le gambe.

Si è seduto, mi ha guardato e ha detto:

"Tu del terzo banco", a me, che sfiga.

< "Cos'è la filosofia?".

Non mi ha neanche fatto rispondere, ha detto:

"La filosofia è che questo momento non Io rivivrai mai più".

< "Questa è la filosofia".

Mi hai fatto venire un'ansia.

- Che ansia? Andavi benissimo. < Andavo benissimo...

Non sai quanto ho sofferto.

Quando quella di latino interrogava, scorreva il dito sui nomi.

Bonetti, Cappiello, Coluzzi...

Il cuore iniziava a battermi forte e me Io sentivo in gola.

< Pregavo Dio che passasse oltre, le avrei spezzato il dito!

Ho studiato perpaura, non perché mi piaceva.

Ha funzionato, sei uscito con 60, il massimo.

< Perciò rivoglio il diploma, mi è costato troppo.

(CELLULARE SQUILLA)

Scusa.

< Ciao, tesoro.

È uscita, ma devo parlarpiano, perché potrebbe rientrare.

Sì?

Questo weekend non posso, devo portare mio figlio allo zoo.

Ne riparliamo.

< Tra un'ora davanti a Che banca! - Guarda questo.

Okay, ciao!

< Galeazzi...

< Mi spieghi la relazione tra moglie, amante e figlio.

E soprattutto perché non ce l'hai detto.

< Piero: Perché non ho né moglie né amante né figlio.

Era Cinzia, la mia fidanzata.

Le ho detto che ho un figlio e una moglie.

- Di solito si nasconde la fede. - E io me la metto. - Perché?

Avere una moglie ti dà libertà con le altre donne.

Sono una merda?

Un po' merda e un po' genio.

Più merda, però.

Sai la Rossano con chi è andata a pranzo?

Brava. Faranno lei responsabile marketing.

- Anch'io vado a pranzo col direttore. - Lei con un tacco 12.

< Quella ti frega la promozione.

Sai qual è il modo migliore pernon farcela fregare?

- Tacco 14. - No, lavorare!

Hai i dati di vendita della zuppa classica?

(MARGARET SOSPIRA)

- Dimmi che sono buoni. < Non sono buoni.

- Come -7%? Com'è possibile? - I test danno un gradimento del 95%.

E rispetto ai test l'abbiamo pure migliorata.

Hanno chiesto più farro e ce l'abbiamo messo.

L'olio non era extravergine e ce l'ho messo.

Era un po' cara, abbiamo abbassato il prezzo.

La casalinga di Voghera che cazzo vuole di più?

Che gliela vado a cucinare a casa?

- Il bagno è stato ristrutturato. - Sì.

Qui abbiamo l'ampio ingresso.

E di qua...

La camera da letto.

Come vede, è luminosa.

L'immobile è molto bello, direi favolosetto.

È libero da subito.

- Posso vedere il soggiorno? - Prego. - Grazie.

- Si trasferisce a Roma? - No, abito già in zona.

- Si sta per sposare? - No.

- Va a convivere. - No, la casa è perme.

Vivo ancora con i miei ed è il momento di andare via.

Mi piace, sarei interessato a un contratto annuale.

- Ci ha pensato bene? < Sì, annuale, magari rinnovabile.

No, ad andare via di casa senza un motivo.

Senza un motivo... Ho quasi 35 anni.

Che significa?

Dov'è scritto che a 35 anni si deve andarvia di casa?

- Dove l'ha letto? - Da nessuna parte.

- Non s'innervosisca. - Mi innervosisco.

- Certe cazzate mi fanno innervosire. - Si calmi.

- Lei sta male a casa sua? - No, anzi...

Il suo mi sembra un capriccio.

- Quando mi insegni a cucinare? - Sei generoso? - Perché?

Chi cucina Io fa sempre per qualcun altro

e perfare bene qualcosa per qualcun altro

bisogna essere molto generosi.

- Tu Io sei? - Sì.

Bene, aiuta Annapaola a pelare le patate.

O pensavi di iniziare con un risotto al Franciacorta?

No, però un sughetto...

(PIERO SOSPIRA)

< Acquirente: E il profumo di biancheria pulita?

< Lorenzo: E quello dei tortellini in brodo d'inverno?

- La mela grattata. - La spremuta.

Ti controlla di notte pervedere se sei scoperto?

Certo!

E ti mette l'asciugamano sul termosifone prima della doccia?

- Sì. - Che spettacolo.

Mi mette pure un cioccolatino sul comodino tutte le sere!

- Guarda questa camicia, com'è? - È perfetta.

- In tintoria non te la fanno così. - Lo so.

Allora, 'ndo cazzo vuoi annà?

- È stato un attimo di debolezza. - Superficialità.

A inseguire modelli che non ci appartengono.

Bravo, non ci appartengono.

Grazie, davvero.

Sai cosa?

Se poi arriva una ragazza?

Se arriva l'amore?

Sai cos'è l'amore?

È solo un castigo.

Ci punisce pernon essere rimasti con mamma e papà.

Bella questa cosa che hai detto.

Stasera gliela dico.

- A chi? - A mamma.

Ah, bravo.

- Ciao! - Ciao!

- Scusa... - Niente...

Cinzia: Lascia...

Dove andiamo?

- Spaghettino con le vongole al mare? - Sì.

(CELLULARE SQUILLA)

- Giorgio! - Amore, i biglietti perDublino?

- Lista d'attesa. - Che palle, vanno tutti in Irlanda?

- Stasera cinemino? - No.

- Cenetta fuori? < No.

< Perché non prendiamo delle schifezze dal cinese?

Ce le mangiamo sul divano.

< Filmettino che poi non vediamo perché metti pausa e ti salto addosso?

Beh...

- No. - Dai, metti pausa. < No!

< A proposito, sai che ha detto mia madre oggi?

Quando ci sposiamo.

- No, quando facciamo un figlio. - E che le hai detto?

- Che era tardi. - Come?

Che era tardi e dovevo andare in ospedale.

Cretino.

Penelope!

- Ciao! < Ciao, amore!

- Hai studiato? - Devo finire. Tu?

- Devo ancora iniziare. - Bene.

Finisci dopo, aiutami ad apparecchiare.

Va bene.

- Novità a scuola? - No.

- Anzi, sì, mi piace uno. - Chi è?

< Si chiama Marco, ma non so se gli piaccio.

< Pensavo di indagare con Andrea, il suo migliore amico.

< Se Andrea è il suo migliore amico, gli dice che hai indagato. - E beh?

Se uno ti piace, non devi farglielo capire.

Lo devi ignorare.

< Ma se mi piace, perché Io devo ignorare?

< Perché...

In amore vince chi fugge.

Una volta forse, non è più così.

< Oggi non c'è più tempo perle tattiche.

< Ora ti spiego.

< Mentre tu fingi di fuggire, quello sta già con un'altra.

- Ah. - Mi sa che sei un po' arrugginita.

< Ho fame, che si mangia?

- Una bella zuppa? - Di nuovo?

Amore, ci abbiamo messo il 20% in più di farro!

Ah, allora!

"II mondo è una nostra rappresentazione".

Il Sole non esiste.

< La Terra non esiste. - Come?

Esiste solo il nostro occhio che vede il Sole

e la nostra mano che tocca la Terra.

Basta.

- Aggiungete il sale qui? < La comanda del 12?

< Ivano!

- Capisci l'innovazione del pensiero di Schopenhauer? - No.

< II mondo esiste solo in relazione a qualcuno che Io percepisce.

- Come l'amore. - Bravo.

< Francesca: Per esempio, questa.

Questa non è una zucchina.

Il tuo occhio vede una zucchina, ma lei non esiste.

< Barik: Se non esiste, perché hai messo in padella?

- Nessuno mi capisce. - Magari tu sei complicata.

Va beh, dai!

Tre Sacher, cioccolato e pere, mousse al limone

e scrigno miele e mandorle. Subito, perfavore!

< Piero: Buonasera a tutti.

< Anche stasera sarete voi a farci compagnia,

con le vostre storie, ma soprattutto con i vostri ricordi.

< Ciao, sono Valentino da Roma.

< Vorrei tornare al 21 dicembre 1988, quando è morto mio padre.

< Non gli ho detto abbastanza "ti voglio bene"

e vorrei dirglielo un'ultima volta.

< Ciao, sono Ilaria.

< Vorrei tornare al 1982, perché in quell'anno mi sono sposata,

è nata mia figlia e tutto mi sembrava meraviglioso.

< Piero: Erano gli anni 80.

Carlo Rambaldi stava ultimando il suo "E.T.".

L'Argentina occupava le Falkland.

E mentre Albano e Romina cantavano "Felicità",

Marco Tardelli urlava: "Campioni del mondo!".

Questo è "Bubbly" e lei è Colbie Calliat.

("BUBBLY" IN SOTTOFONDO)

< Ivano: Quante volte due persone lavorano gomito a gomito permesi...

< Francesca,

quante volte due persone lavorano gomito a gomito senza conoscersi?

< Quante volte due persone lavorano gomito a gomito permesi,

per anni, per decenni!

"Per decenni" è troppo.

< Quante volte due persone lavorano gomito a gomito

permesi, per anni, senza conoscersi?

Magari hanno molte cose in comune, molti interessi in comune, molti sogni.

In comune.

Francesca, volevo scoprire se io e te abbiamo dei sogni in comune.

Ti va di uscire con me?

C'è nessuno?

- Ivano, che ci fai ancora qui? - Niente, l'inventario, ma ho finito.

Ho lasciato le chiavi di casa.

(IVANO SOSPIRA)

- Volevo chiederti una cosa. < Dimmi.

Quante volte due persone lavorano insieme senza conoscersi?

Tante.

Scusa, devo andare.

A domani.

< Giorgio: Questa era la squadra di calcio.

Non abbiamo vinto una partita.

- Com'eravate piccoli. - 17 anni.

- Carina questa! - Quella è la mitica Volvo di Lorenzo.

L'abbiamo consumata, quell'auto.

E questa figona?

È Eleonora, una mia ex.

Una tua ex?

Tu non hai ex, sei stato solo con me.

(GIORGIO RIDE)

Sì, amore, solo con te.

Sì!

Quanto tempo sei stato con questa?

All'ultimo anno, poco tempo.

Non mi piace, troppa malinconia in quelle parole.

- Non mi piacciono i fantasmi. - Ma va'.

- Non è che agli incontri c'è pure lei? - No, non c'è.

- Sicuro? - Sicuro, vive a Milano.

- Sicuro sicuro? - Sicuro sicuro.

Vabbè, mi fido.

Che carina questa, siete tutti e 3 insieme.

- Il quarto chi è? - Nessuno.

(CAMPANELLO)

Cazzo, chi è a quest'ora?

- Tua moglie non era a Lisbona? < Sì, l'ho sentita ieri sera.

Se è lei, ti metti...

Ti nascondi...

(CAMPANELLO)

Non è lei.

< Non può essere lei.

Vado a vedere che non è lei.

(CAMPANELLO)

Buongiorno, signor Virgilio.

< Vincenzo, sei sempre così puntuale.

- Avviso di raccomandata. - Non potevi aspettare che uscissi?

È la terza volta che la mandano, sembrava urgente.

La leggiamo insieme?

- Buongiorno. - Arrivederci.

Non era lei.

Lo sapevo.

"Ministero della Pubblica Istruzione". Che vogliono?

Perché non ci pensi dopo?

< Penelope: Stasera studi con i compagnucci? - Sì.

Perché quando esci devo andare a dormire dai nonni?

Non mi piace che stai a casa da sola.

Non è che vuoi mandarmi via di casa perché hai una tresca con qualcuno?

Penelope!

< Perme non c'è problema.

Non hai neanche 40 anni, sei ancora una donna piacente

ed è giusto che tu abbia una sana vita...

- Non Io dire. - Sessuale!

A proposito, quando potrò fare sesso?

- Penelope! - Che c'è?

È giusto avere degli obiettivi, Io dici sempre tu.

< Quando? - A 20 anni.

- Facciamo 15. - 18.

16 e non se ne parla più.

Sai quanto mi costerà di analista questa conversazione?

Metti giù questo piede. (PENELOPE SBUFFA)

- Ciao, sono Katia. - Tutti: Ciao, Katia.

Oggi sono 2 giorni che non faccio sesso.

- Ciao, sono Francesca. - Tutti: Ciao, Francesca.

Oggi sono 85 giorni che non faccio sesso.

< Marta: No, Giorgio, quel bar orrendo no.

Ti porto io in un posto carino, ho una grande notizia.

Grazie.

Eccoli qua.

- Greco, latino e filosofia. - Li hai conservati tutti.

Anche "II Signore ha messo un seme".

- Eh? - Il libro di religione.

- Grazie. - Niente.

- Non mangi niente? - Ho già mangiato.

- Bevo un po' d'acqua. Vuoi? - Sì, grazie.

< Giorgio: Che mi devi dire?

Sono incinta.

Non dici nulla?

- Non prendevi la pillola? - Tutto qui il tuo commento?

No, è che non me l'aspettavo.

Neanch'io mi aspettavo questa reazione.

- Sei contento? - Certo che sono contento.

È che non ne abbiamo parlato.

Pensavo che un figlio fosse nei nostri progetti.

Sì, c'era... C'è.

- È che non pensavo ora. - È venuto ora.

Da sola con una figlia è dura.

Davvero dura.

Corro come una matta dalla mattina alla sera.

Vorrei darle più tempo, ma non ci riesco.

Spesso mi sento inadeguata.

Ti capisco.

Ma non è tutto così nero.

Quando Penelope mi abbraccia e mi dice:

"Sei la mamma più forte del mondo", io mi sento felice.

Ma felice davvero.

Felice, felice, felice.

Tu ti senti mai felice, felice, felice?

Felice, felice, felice.

No.

< Piero: Quelli con te sono i miei momenti di felicità.

Anche i miei.

Appena ho fatto l'esame, facciamo un viaggio io e te.

Il viaggio della maturità.

Ho voglia di stare un po' di tempo con te.

- Solo un po'? - Va beh...

Perché stai ancora con lei?

- Non è facile lasciare una persona. - Hai detto che non la ami più.

Non è facile Io stesso.

Sono stanca delle briciole.

- Faccio lavare l'auto? - Cretino.

Poi Simone ha bisogno di un padre.

Che c'entra?

- Potresti vederlo quando vuoi. - Amore, non mi forzare.

"Non mi forzare" che?

Stiamo parlando.

< Stiamo bene così. - Tu stai bene così?

Rispondi, stai bene così?

Io non sto bene così.

Tu pensi che l'amante si prende la parte migliore.

Tutto rose e fiori, senza rotture di coglioni.

Cazzate.

Tutte cazzate.

Io non sto bene così.

Come fai a non capire che voglio anche la parte peggiore?

Voglio annoiarmi davanti alla TV.

Voglio vederti gironzolare per casa con il pigiamone

e incazzarmi perché non alzi la tavoletta del cesso.

Non la alzi mai la tavoletta del cesso!

Mi voglio svegliare la mattina con gli occhi gonfi, brutta.

Io voglio vivere con te.

Tu vuoi vivere con me?

'Fanculo.

(PORTA SBATTE)

Buoni, mamma.

- Ne vuoi altri due? - Basta, grazie.

Altri due?

Ma tu una sera a cena fuori mai?

Perfarmi avvelenare?

Non sono matto, sto tanto bene a casa.

< Non pensi mai che una sera, ogni tanto,

a me e a tua madre piacerebbe stare soli?

Una cenetta intima, un bacetto, una carezza...

Basta, mi fa impressione.

< Me Io dite e vado al cinema. (MAMMA RIDE)

Un paio d'ore ti bastano, no?

Che ridi?

Se è per questo, basta che va a comprare le sigarette.

Siamo di spirito questa sera.

- E se andasse a te una cenetta? - Andrete voi a prendere le sigarette.

E dove la porti, sul letto a castello?

Dai, Luigi.

"Dai, Luigi" un cazzo!

Te ne devi andare di casa, è peril tuo bene.

- Lo capisci? - No.

< Non Io capisci.

"Basta che vai a prendere le sigarette".

Bella roba che devo sentire, non ce la faccio più.

- Io esco. - Ciao, amore.

- Torna presto! - Ricordaglielo pure.

- Ciao, porcellone. - E vattene.

(GIORGIO SBUFFA)

Oh, mamma mia...

(GIORGIO SBUFFA)

Marta è incinta.

- Merda, chi è stato? - Ma vaff...

Lascialo stare.

< Bravo, è una scelta coraggiosa. < Appunto.

Non è stata proprio una scelta, tantomeno coraggiosa.

È successo per sbaglio?

Neanche i quindicenni rimangono incinti per sbaglio.

È capitato, prendeva la pillola.

E' sicura al 99%, l'unico sfigato 1% eccolo qua!

- Marta Io vuole? - Sì.

- E tu? - No, cioè sì.

Non Io so, non ne abbiamo parlato.

Non ci ho pensato, non so. Non Io so.

- Tu di mestiere dovresti chiarire le idee alla gente? - Eh.

Non voglio che la nostra vita cambi. Andava tutto benissimo...

Spiegalo a Marta e rimandate la pratica.

Ho paura di perderla.

< Non puoi mettere al mondo una persona pernon perderne un'altra.

- Non puoi neanche buttarla via così. - Va beh...

Quindi?

(CAMPANELLO)

- Chi è? - Stavo per dirtelo, è Virgilio.

- Stai scherzando? - Eh?

- Dimmi che stai scherzando. - Mi ha chiamato, che potevo dirgli?

Gli dicevi di no.

- Perché no? Dai... - "Dai" un cazzo.

Stai esagerando.

Io sto esagerando? Non Io voglio vedere.

< Sono passati 20 anni. (CAMPANELLO)

- Non Io faccio entrare? - Siete due stronzi.

- Ciao. - Ciao, ragazzi!

I soliti spiritosoni!

- Guardate chi c'è! - Eccomi!

< Piero: Ciao!

- Giorgio! - Ciao.

Dai, un abbraccione.

< Virgilio: Lorenzo! < Ciao, bello!

< Giorgio: È tardi, io vado, scusate.

< Ivano: Complimenti dalla sala.

Le tue seppie ripiene sono eccezionali stasera.

Sono sempre eccezionali.

Mi insegni come si fanno?

Prendi le seppie e le riempi con altre seppie.

- Simpatica. Cos'è? - Guazzetto di pesce, vuoi assaggiare?

Com'è?

Stupendo, ma ho beccato il peperoncino.

No, così fai peggio. Vieni qua.

A posto?

L'altra sera volevo dirti...

- Quante volte due persone... - No.

Se ti va di bere qualcosa insieme quando finiamo.

Solo se hai sete.

- È che sono un po' stanca. - Solo una birra.

- No, grazie. - Offro io.

- Non posso. - Dai, ci mettiamo...

(urlando) Ho detto di no, la smetti di insistere?

(IVANO SI SCHIARISCE LAVOCE)

Un'insalata mista al 22.

< Virgilio: Ho incontrato la prof. Di matematica.

- La Fazzini. - Bravo.

- Vi ricordate quant'era bella? - Com'è ora?

- Una vecchia. < Piero: No, come?

Io ho quasi perso la vista con la Fazzini.

- Giorgio torna? - Dovrebbe.

< Lorenzo: Ma qui tutti parlano con tutti tranne me?

- Dove navighi? - Su una chat di studenti.

< Ho chiesto se hanno notizie sul tema.

- Che gli stai scrivendo? < "Gentilmente, qualcuno ha notizie"

"sulle possibili tracce del tema di italiano?"

"Gentilmente le possibili tracce"?

Hai scritto anche "Distinti saluti, Lorenzo Coppetti"?

Perché? (LUISA RIDE)

< Virgilio: Aspetta. Ricomincia: "Bella, raga".

- "Bella, raga"? < Bella, raga.

- Senza accento? - Senza. Conta fino a 3.

Eccolo.

Lupo Solitario.

"Bella fratè, k t serve".

< Virgilio: Vuol dire "Caro amico, posso esserti utile?".

Tu gli rispondi: "News sui temi?".

Le lingue sono importanti.

< Lorenzo: Ha risposto.

"Fammi una ricarica e te Io dico".

- Piero: Che vuol dire? - Non Io so.

Fammi vedere su che chat sei.

(PIERO RIDE)

< Piero: Che nick hai scelto?

- Era un mio soprannome. - Ah, sì?

Orsacchiotto? Orsacchiotto!

(TUTTI LO PRENDONO IN GIRO)

< Piero: Aspetta, mi ha risposto una Crudelia92.

< "Forse so qualcosa questa sera. KiT".

< Luisa: Questo Io so: Keep in Touch, "teniamoci in contatto".

'92...

Ti spiace se mi tengo io in contatto con Crudelia?

(in tono canzonatorio) Orsacchiotto!

È tutta tua, maniaco.

(TUONO)

No, sono in motorino!

- Ti accompagno io, sono in auto. - Grazie, orsacchiotto.

< Luisa: Giorgio si è incazzato per Virgilio?

Parecchio.

Lo posso capire.

Sono passati 20 anni, dai.

Se uno dei tuoi migliori amici si scopa la tua donna,

possono passare pure 100 anni, anch'io sarei ancora incazzata.

Perciò Eleonora non è venuta?

A me ha detto che non poteva lasciare Milano

e che sarebbe venuta solo perl'esame.

Vai a capire.

Mi è venuta fame, ti vanno dei cornetti caldi?

Sì, ma stavolta li compriamo. (LUISA RIDE)

< Luisa: E l'ultima storia? < 3 anni fa.

Peggio di me!

Quanto è durata?

- 2 mesi. - Una storiella.

No, una storiona! Io duro poco.

- Le mie storie durano poco. - Ah!

Scelgo sempre donne brutte, così quando finisce non soffro.

Ora ho il terrore di partire e di rimanere a piedi.

Vale comunque la pena.

Te Io dice una che a piedi ci è rimasta davvero.

Anzi, a piedi siamo rimaste in 2.

Io ho capito che non è importante dove arrivi,

ma cosa provi mentre vai.

- Io mentre andavo ero felice. - Felice, felice, felice!

(RIDONO)

(TUONO)

< Luisa: Mi hai tolto un peso. - Perché?

La cosa che se una ti piace, non la guardi.

A scuola non mi hai mai baciato. Ora, visti i motivi, sto meglio.

Perché ti dovevo baciare?

- Mi piacevi, non te n'eri accorto? - No.

- Neanche alla gita a Parigi? - No.

Tu eri figa, io brutto, perché ti dovevo piacere?

- Ti stavo sempre appiccicata. - Pensavo da amica.

Vabbè...

Facevi la scema con Colassi, quel coglione.

Perfarti rosicare.

L'ho pure baciato perfarti rosicare, non sai che schifo.

Ma un po' hai rosicato?

No.

- Neanche un pochino? - No.

Che stronzo, sono offesa.

- Dove vai? Vieni qui. - No.

- Fammi riparare che mi bagno. - No!

- Ho rosicato! - Ora non ci credo!

- Giuro! - Sparisci!

(MUSICA MALINCONICA IN SOTTOFONDO)

(SEGNALE DI RICEZIONE SMS)

< Coordinatrice: Perla seduta di oggi

ci avvarremo della consulenza di un neuropsichiatra infantile.

Il dottor Romanini.

- Buongiorno. - Tutti: Buongiorno.

Carino.

< Coordinatrice: II dottore ci aiuterà a capire

i legami tra la sessualità del periodo adolescenziale e quella attuale.

I nostri partecipanti manifestano forme di dipendenza sessuale

di diversa intensità. - Scusate.

< Coordinatrice: Sono a metà del primo ciclo di incontri

e hanno fatto grandi progressi.

(BORSAVIBRA) < Le lascio la parola.

Grazie.

(BORSA CONTINUAAVIBRARE)

- Risponda. - No.

< Richiama. (VIBRAZIONE SI INTERROMPE)

< Possiamo iniziare.

Vorrei inquadrare il problema nel giusto contesto.

< II sesso è pervoi un'idea fissa e ossessiva.

Non vi preoccupate.

Lo è perla maggiorparte delle persone.

< La differenza è che a loro non crea un problema.

Io sono qui perché all'età infantile

non si attribuisce valore perlo sviluppo della vita sessuale...

(CELLULARE VIBRA)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(CELLULARE VIBRA)

< Francesca: Sono 87 giorni.

87 giorni che?

- Che non faccio sesso. - Ah!

Devo arrivare a 100.

Ce l'hai quasi fatta.

Se a un certo punto io incontrassi una persona interessante...

- E vuoi capire se ti piace davvero o è solo una pulsione? - Sì.

Devi aspettare.

Francesca, devi aspettare.

- Da quanto hai questa dipendenza? - Parecchio.

Parecchio quanto?

- Già ai tempi del liceo? - Mh-mh.

- Giorgio: No. - Perché no?

Ad averlo saputo prima! (FRANCESCA RIDE)

- Le chiavi? - Come stai?

Se ti fosse interessato, avresti chiamato.

- Mi hai detto di non farlo. - Sei ricettivo, quando vuoi.

Le chiavi.

- Cinzia... - Le chiavi.

- Perché tutta questa fretta? - Non ho un mazzo di riserva.

Direttore: Sì?

- Buongiorno. - Rossano: Buongiorno.

Buongiorno, dottoressa Maimone.

Mi dica.

Questo mese la zuppa classica ha fatto un altro -3%.

Una leggera flessione.

In realtà, quest'anno è la quarta "leggera flessione".

Pensavamo di interrompere la produzione.

No, questo no.

< La zuppa classica è superiore alla concorrenza.

È un prodotto eccezionale.

Bene, dottoressa Maimone,

ma pernoi non esistono prodotti eccezionali.

< Ci sono prodotti che vendono e prodotti che non vendono.

E purtroppo la zuppa non vende.

< O troviamo una soluzione o abbandoneremo la produzione.

La dottoressa Rossano ha già delle belle idee per sostituire la zuppa.

- Sì, abbiamo 2-3 ipotesi. - Immagino, anch'io ne ho un paio.

Mi dia tempo, troverò una soluzione.

- Una settimana. - Ma come?

Una settimana.

E fra mezz'ora riunione con il marketing.

Venga con qualche idea.

< Lorenzo: Ciao, mamma. - Ciao, amore.

- Buone le polpette, sono pronte? - Tra 2 minuti.

Sono troppi 2 minuti, a papà?

(CELLULARE SQUILLA)

Pronto?

< Luisa: Ciao, ho bisogno di un favore, non so come fare.

Che favore?

Vai a prendere Penelope a scuola,

la porti a casa e la fai pranzare? Sono bloccata in ufficio.

< Va bene, dove va a scuola? - Alla Pistelli, via Monte Zebio 33.

La riconosci, oggi ha una tuta rossa.

< Grazie, grazie!

Ciao, grazie.

Ora a questi che dico?

Faccio il vago.

< Io esco, pranzo fuori. - Non rimani a pranzo?

No, mangio fuori.

- Ti ho fatto le polpette. - Le mangio stasera.

Per stasera ti avevo preso la spigoletta.

Spigoletta e polpette, buone.

Io Lorenzo non Io riconosco più, è cambiato ultimamente.

Che hai?

(piangendo) In 10 anni è la prima volta che pranza fuori.

È una cosa bellissima.

Preparati, usciamo.

(CAMPANELLA)

Meno male che con la tuta rossa la riconoscevo.

Guarda!

- Penelope? - Chi sei?

Lorenzo, tua madre mi ha mandato a prenderti.

Che ne so che non hai scritto un nome a caso,

aspettando che qualcuna abboccasse?

Un nome a caso scrivevo Maria, non Penelope.

Ragionevole, ma non mi hai convinta.

- Come si chiama mamma? - Luisa.

- Capelli? - Biondi, mossi, frangiati.

Un metro e 68, 38 di scarpe, colore preferito rosso.

- Distratta, disordinata, ama il mare. - Mi hai convinto, andiamo.

Andiamo.

Matteo, ora che è nato il fratellino, mamma ha bisogno d'aiuto.

Ora sei tu l'ometto di casa.

< Io sono figlio unico e avrei pagato qualunque cosa

per avere un piccoletto con cui giocare.

Io stavo bene da solo e non mi piacciono i piccoletti.

Ah. Non ti piacciono? Sono belli.

Non ti fare ingannare, non sono così come sembrano.

Mangiano, pisciano e cagano, ma soprattutto cagano.

< Perché dovrebbero piacermi?

- Cagano molto? - In continuazione.

L'aria è irrespirabile.

< Poi piangono sempre, la casa è un inferno.

- Un piantarello ogni tanto... < Tutte le notti.

< Di solito, subito dopo che ti sei addormentato.

Loro sanno quando ti addormenti.

- Loro? - Loro.

Ero viziato e coccolato, ora non mi caga più nessuno.

Perché dovrei essere contento?

Vedo che hai le idee molto chiare.

- Chiamiamo la mamma? - Conosco la strada.

- Arrivederci. - Arrivederci.

(CELLULARE SQUILLA)

È la mamma, tua mamma.

- Sì? - Tutto bene? Avete mangiato?

Sì.

Eravamo indecisi, ma alla fine abbiamo optato perla zuppa.

Mi spiace, c'era solo quella.

- Comunque è davvero buona. - Diglielo pure.

< È ciò che dico anch'io, ma non vende.

- Immagino. - Che vuol dire "immagino"?

< "Zuppa classica, devi solo accendere il fuoco".

- Mia madre non la comprerebbe. - Perché?

< A lei "devi solo accendere il fuoco" non Io dici.

Lei vuole cucinare, si vuole sentire utile.

- Pronto? - Sei un genio.

Ha attaccato.

La sintesi della nostra analisi di mercato

è che la mamma italiana vuole cucinare.

< Chi siamo noi per dirle: "Devi solo accendere il fuoco"?

Dobbiamo restituirle il piacere della preparazione.

Come? È semplice.

Facendo aggiungere alcuni ingredienti freschi.

Per esempio?

Perrispondere a questa domanda ho contattato degli esperti.

Ho preferito esterni.

Un paio di crostini, un goccio di olio crudo

e una spolverata di parmigiano.

Ah, Luisa! Pizzico di pepe.

Infine, un pizzico di pepe.

Ora permettetemi di presentarvi il nuovo slogan.

"Zuppa classica con orzo e farro... manca solo il tuo tocco".

Sì.

< Potrebbe funzionare, proviamo.

La mattina arrivava in ritardo e lanciava la borsa dietro la sedia.

Ora la lancia dietro il divano.

Quando era nervosa si mangiava le unghie.

Lo fa ancora.

< E quando uscivamo?

Metteva i piedi sul cruscotto, non sai che nervi!

Quello non Io faccio più.

- Ciao, mamma! < Ciao, amore!

Lorenzo, non so come ringraziarti.

Ripassando filosofia, stasera ti interrogo.

- Mi aiuti tu? - Va bene.

Marta, prima il nostro amore si basava solo sul nostro amore.

Ora ho paura che ci possiamo sentire costretti.

No.

Cazzo, Marta, un figlio.

Forse... Di sicuro è la cosa più pazzesca che ci potesse capitare.

Ma non l'abbiamo scelta.

< Bisogna essere preparati per essere genitori.

Non si diventa genitori così.

< È un percorso che si fa insieme, che si decide insieme.

No...

Ma che cazzo dico?

< È che non mi sento all'altezza.

Forse non mi sento all'altezza.

Sì, non mi sento pronto.

< Esci?

Sì, vado a casa di Piero.

- Come stai? - Bene.

Nausee?

Ci vediamo dopo.

Vediamo...

Parlami di...

< Epicuro, la teoria del piacere.

La teoria del piacere. La so.

< Epicuro paragona la vita a un banchetto

da cui si può essere scacciati all'improvviso.

Quindi non dobbiamo aspettare le portate migliori o il dolce,

ma godere di quelle che man mano ci vengono date,

pronti ad alzarci in qualunque momento senza rimorsi.

Perlui il piacere è sapersi accontentare della vita.

Bisogna godersi ogni momento come se fosse l'ultimo.

Fico questo Epicuro!

Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per essere felici.

- Anche questa è fica, è tua? - È sempre di Epicuro.

- Ora ti faccio un'altra domanda. - Dai!

Che ti ridi?

- Mi sa che questa non è di Epicuro. - Cioè?

< "Domani partiamo per Parigi".

"Giuro che bacio Luisa sotto la torre Eiffel".

Chi l'ha scritta?

Un mio amico.

Fa strano vederti vestito così.

Parecchio strano.

- Da quanto ti è presa questa... - Vocazione?

Non mi veniva.

È una cosa che hai dentro che all'improvviso esce fuori.

- Si guadagna bene? - Si campa.

(CAMPANELLO)

Certo che mi fa davvero strano vederti così.

Me Io tolgo, così non vi fa più strano.

No, che c'entra...

Piero: Guarda chi c'è!

< Virgilio: No, chi mi avete ripizzicato?

Ottavio, fatti abbracciare.

Non è passato un anno, hai fatto un patto col diavolo?

< Col diavolo proprio no.

< Hai la stessa faccia dei tempi della scuola!

A proposito dei tempi della scuola, ho portato una cosina.

Giorgio, accendi la TV.

< Direttamente dagli anni '80, "Cicciolina e Moana ai Mondiali".

Ti ricordi che fighe?

< C'era anche... Come si chiama?

Miss Pomodoro, con quelle tettone. Brrr!

- Virgilio, basta. - Che c'è?

< Forse è meglio se me Io rimetto.

- Piero: Ottavio ora è don Ottavio. - Ah, don Ottavio.

Ah...

< Io l'avevo capito.

Fin dai tempi della scuola, ti ricordi...

Ti vestivi sempre da arbitro, ti piaceva il nero.

- E da quanto? - 12 anni.

Allora ci aiuti con il latino?

Volentieri, ma ho una parrocchia in periferia

e ho tante cose da fare. Però volevo salutarvi.

- Virgilio: Grazie. - Ci vediamo all'esame.

Che il Signore vi tenga una mano in testa.

Che figura di merda. Fatemi dei segni, no?

- Non hai visto il colletto? - Pensavo fosse alla coreana.

Ora vanno.

Metti questo film.

- Ciao. - Ciao.

Vieni un po' qua.

Prendi un tagliere.

Volevi imparare a cucinare, no?

Coltello da verdura e scalogno.

Guanciale, pomodorini e pecorino.

< Guanciale, non pancetta.

- Amatriciana. < Esatto.

Tagliala a dadini.

Mi spiace perl'altra sera.

Perme non è il momento di uscire con qualcuno.

D'accordo.

- Tagliala più piccola. - D'accordo.

Però le rose puoi continuare a regalarmele.

(imbarazzato) D'accordo.

Quando è nato e quando è morto Epicuro.

Bravo, bella domanda.

Rispondi.

Perché tu puoi sapere alla perfezione il pensiero epicureo,

poi ti scordi una data del cavolo e quelli ti bocciano.

Appunto, ti bocciano, quando è nato?

< Giorgio: Un attimo.

È nato...

Epicuro...

Nel quattr... Cin...

Comunque avanti Cristo.

Vabbè.

< Giorgio: Era programma del primo. < Lorenzo: Va fatto, però.

< Luisa?

È nato a Samo ed è morto ad Atene, 341 e 271 avanti Cristo.

Molto bene.

Ma vi fate gli occhi dolci?

Virgilio, i Sofisti.

I Sofisti?

La so.

< I Sofisti erano quei filosofi che negavano la verità assoluta.

< Tutto può essere discusso, tutto è relativo.

Tutto può essere confutato e spiegato.

Basta parlare.

Ragazzi, non siamo messi male.

Basta fare un ripassone finale.

Io avrei un'idea.

Perché gli ultimi 2 giorni non andiamo a Sabaudia?

< Come ai vecchi tempi, per studiare.

Sarebbe bello, no?

- I tuoi hanno ancora la casa? - Sì, la casa c'è ancora.

Dai, 48 ore di ritiro.

Perme va bene.

Anche perme.

Perte, Giorgio?

Perme...

Ma sì, dai.

Goditela, perché la vita è breve.

- Lo dice Epicuro, no? - Non è esattamente...

Ora non fare il secchione, il senso è questo.

- Ma noi ce la stiamo godendo? - Io non me Io chiedo più.

Neanch'io, porca miseria!

Ti rendi conto?

A 18 anni siamo dei ragazzini

e ci interroghiamo sul senso della vita.

A40 non ce ne frega più un cazzo.

- Scusa, mi è scappata. - Quando ci vuole, ci vuole.

- Qui è dove abitavi con i tuoi? - Sì.

Una fortuna trovare un appartamento nello stesso palazzo.

Sì, una botta di culo.

Mi fai salire? Beviamo qualcosa...

Ora?

Se non ti va, se sei stanco...

Sono stanco, distrutto.

- Tu non sei stanca? - Sì...

Infatti è un po' tardi, non mi ero accorta.

- Buonanotte, allora. - Buonanotte.

< Piero alla radio: 1974.

< In America scoppia Io scandalo Watergate,

la ABC manda in onda il primo episodio di "Happy Days"

e la USS Enterprise del capitano Kirk varca i cieli stellati.

< Dal diario del capitano, questi sono gli INXS

e questa è la loro "Bellissima ragazza".

("BEAUTIFUL GIRL" IN SOTTOFONDO)

Oggi sono 96 giorni che non faccio sesso.

("BEAUTIFUL GIRL" CONTINUA)

- Francesca: A domani! - Piero: Ciao!

Hai un casco?

- Perché? - Mi accompagni in centro.

- È tardi e devo andare in ospedale. - Tira fuori il casco.

- È di Marta, è piccolo. - Va benissimo.

- Dove andiamo? - Da Intimissimi in via Ottaviano.

- Regalo pertua moglie? - No, perl'amante.

Come non pensarci.

< Francesca: Ciao, Ivano! - Ciao!

Volevo invitarti a cena stasera.

Te l'ho detto, non ho voglia di uscire.

< Non ti porto fuori, ho preparato qui al ristorante.

- È giorno di chiusura. - Appunto!

È tutto il giorno che cucino, ho fatto l'amatriciana.

Con il guanciale, non la pancetta.

- Ivano, io non... < Non mi devi rispondere subito.

Io ormai ho cucinato e aspetto qui.

Tu pensaci.

< Virgilio: Che ci abbiniamo?

Io direi che un balconcino andrebbe bene.

- Che ne pensa? - Andiamo di balconcino?

- Taglia? - Lei che taglia porta?

- Scusi? - La sua taglia.

- Sua moglie è più o meno come me? - Mia sorella.

Mia sorella è un po' come lei, ma meno interessante, più ordinaria.

Una quinta andrà benissimo.

(GIORGIO BUSSA SUL VETRO)

- Che scrivo? - Che ne so, sbrigati.

"Farfallina, non vedo l'ora di strappartele di dosso"?

Carino, elegante.

- Virgilio: Elegante. - Delicato.

- Giorgio... - Eh?

Ti ricordi la fototessera della macchinetta,

dove siamo tutti e 4, all'ultimo anno?

- Beh? - Perché non c'è la mia foto?

Non so, si sarà persa.

- Problemi al lavoro? - No.

- Non ti senti bene? - Sto benissimo.

- Sei taciturno. - Pensieri.

- Hai conosciuto una ragazza? - No.

Già la conoscevo.

- Uscite insieme? - Diciamo di sì.

- Chi è? - Luisa.

Era con me al liceo, ve la ricordate?

- Quella divorziata, con una figlia? - Che sarà mai?

- Anzi, diventiamo nonni subito. - Non correre.

Non correre, è un'amica.

Bello di papà.

Magari che ci casca!

(CELLULARE SQUILLA)

- Francesca! < Ciao, Giorgio.

Lui è nel ristorante che mi aspetta.

Io sono fuori e ho voglia di entrare.

< Non Io fare, ce l'hai quasi fatta.

Se cedi ora, domani starai male perché sarà sesso senza gioia.

< Quello brutto, che ti fa stare male.

< Che non dà la possibilità a qualcuno di entrare nella tua vita.

Mancano pochi giorni.

Vattene!

(FRANCESCA SBUFFA)

Quanta energia.

Era Francesca, ha un problema.

Sei bravo a risolvere i problemi di tutti, tranne i tuoi.

Sai da quanto non facciamo l'amore?

Sei Iontano, non parliamo più, non scherziamo più, non ridiamo più.

Mi guardi?

Sono io, Marta.

Affrontiamo insieme questa cosa.

Perché stai scappando?

- Non sto scappando. - Tu stai scappando.

Non sto scappando.

Ho una gran confusione in testa.

L'unica cosa che so è che non voglio perderti.

Lo stai facendo.

Ed è giusto fare un figlio solo perpaura di perdere una persona?

Che fai?

Niente, resto.

No, tu non resti.

Vai dai tuoi amichetti, perché io così non ti voglio.

È perfetta, bravo.

Luisa: È identica.

Ci facciamo la foto? Venite fuori.

Vediamo...

Un po' più insieme!

(LUISA RIDE)

< Giorgio: Avete notato che gli amici d'infanzia

non sembrano mai invecchiare?

< È come se la prima immagine che registriamo

rimanesse impressa per sempre nella nostra memoria.

< È come se il cervello si affezionasse a quel primo ricordo,

decidendo di non aggiornarlo più,

proteggendolo dalla polvere, rimuovendo i graffi.

< Forse perché, fermando il loro tempo,

abbiamo l'illusione di fermare anche il nostro.

Magari se ci dai una mano!

- Riflettevo. - Rifletti mentre fai i letti.

< Piero: Secondo cassetto.

- Occhio! - Oh!

(PIERO RIDE) Ma che str...

Allora?

- Allora che? - Che hai deciso?

Non ho deciso.

< Prova un po'. - Che?

Provo che?

- No, non mi va. - Dai.

(GIORGIO SBUFFA)

Ecco.

Occhio, casca! (RIDE)

Scemo.

Però stavi bene, sembravi quasi figo.

Le donne trovano i giovani padri molto sexy.

Certo, io faccio un figlio

solo perché le donne trovano i giovani padri sexy.

Pensi ci voglia un motivo razionale?

Se ti metti a pensare, un figlio non Io fai più.

I figli si fanno con la pancia, non con la testa.

Che ansia!

Continua tu.

< Francesca: Pane, vino, zucchero, latte, latte scremato.

Iniziamo con un po' di latino?

Caffè, pomodori, insalata...

Ho capito.

- Giorgio, preparo i libri? - Sì.

Virgilio!

Virgilio!

Guardate cos'ho trovato.

- Le palline dei ciclisti! - Partitella?

- Dimmi. - Niente. - Andiamo.

Scusa, la aiuti tu?

- Facciamo anche la curva parabolica? - Certo!

Anche il sottopasso e la buchetta con l'acqua.

- Ti aiuto io? - No, abbiamo finito.

Vado a cambiarmi.

- Mi serve un consiglio. - Dimmi.

C'è un mio grande amico che è triste.

- È triste? - All'improvviso.

Ciò che prima Io faceva starbene ora non Io fa stare più bene.

Che possiamo fare per questo tuo amico?

Pensavo a quelle pillole che aiutano...

- Gli antidepressivi? - Bravo. - No.

Perché no?

Tutti sono convinti che la tristezza è una malattia da evitare,

ma non è così.

La tristezza è uno stato d'animo, è fisiologica.

< Ha pure i suoi lati positivi. - Tipo?

Tipo...

La percezione della vita è diversa, è più profonda.

Gli artisti quando sono tristi danno il meglio di sé.

Ma io, cioè il mio amico, non è un artista.

< La tristezza è anche uno stimolo perfar succedere qualcosa.

- Quindi niente pilloline? - No.

- Vabbè. - Dove vai?

< A dire al mio amico che essere tristi è una figata.

(FRANCESCA RIDE)

- Senti, Giorgio... - Dimmi.

- C'è una mia amica... ...che è triste. - No.

Sì, un po' è triste, però è disorientata.

< Ci ha provato con uno, ma non ci voleva provare.

Ma in quel momento sembrava che lei ci stesse provando.

- E lui? - Lui ha detto no.

< Ma ha fatto bene a dire di no.

Uno non fa salire a casa una così, di notte...

< A40 anni, se sali a casa di uno di notte,

è un casino, non finisce là.

Voglio vedere se ti trovi insieme tu e lui...

- Di notte! - Bravo!

Tu e lui, che fai?

Te Io baci.

Io ho pure una figlia...

< Luisa, buttati. - La fai facile tu.

Vado a fare la spesa.

Io la faccio facile.

- Senti, Giorgio... - Ma ragazzi!

È una sdraio, mica un lettino di studio!

(FRANCESCA RIDE)

(FRANCESCA ESULTA)

(FRANCESCA ESULTA)

Grande sprint finale di Eddy Merckx, che mette la ruota davanti a tutti!

Ringrazia la pozza d'acqua.

Dovevi evitarla, come ho fatto io.

Un bel tiro effettato.

E poi, Gimondi contro Merckx, non c'è mai stata storia.

- Sai come chiamavano Merckx? - No.

"II cannibale".

- Ci sarà stato un motivo, no? - Tu che ne sai?

Mio padre era fissato con il ciclismo, seguiva tutto e io con lui.

Eri appassionata anche tu?

No, mi faceva cagare. (RIDONO)

Stava fuori tutta settimana.

Quando rientrava si massacrava di ciclismo,

in diretta o con le cassette registrate.

Mi accucciavo vicino, nella speranza che mi facesse "pat pat".

Era l'unico modo per stare insieme.

(urlando) Chi si tuffa perultimo viene bocciato all'esame!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Virgilio: Che roba è?

< Giorgio: Te l'ho regalato io, ti ricordi?

- Dove l'hai trovato? - In garage coperto di polvere.

Le vie importanti della mia vita. Lui le ha fotografate e incorniciate.

Diccene qualcuna.

< In corso Trieste c'era la scuola,

in Via Benaco c'era il famoso bar, quello dei fratelli Battella.

- In via Malta? < Giorgio: Ci siamo menati.

Io e Piero ci siamo menati.

Anche noi, una volta.

Ci siamo menate come fanno le femmine.

< Francesca: II motivo non Io ricordo.

Io sì, si era fatta quello della 3C, che mi piaceva da morire.

Che infame.

< Francesca: Solo una scopatina a casa sua.

- Una cosa piccola, brutta, triste. - Ti sta bene!

Via Sabazio Io so, via Taro pure, ma piazza Vescovio mi manca.

Ci abitava Ilaria Favi, 3B.

< Ero innamorato perso.

Mi costringeva a fare gli appostamenti sotto casa sua per ore.

(PIERO RIDE) < Luisa: Perché vi appostavate?

< Giorgio: Infatti, lei neanche ci stava.

Che vuol dire?

< A 20 anni è così, fai le cose senza pensarci.

Ragioni con la pancia.

Ancora con questa pancia...

La pancia ti fa stare tutta notte sotto casa di una, anche se non hai speranza.

- Anche se è fidanzata. - Anche se non sa che esisti.

< Non era bello?

Tutta notte chiusi in auto a dire cazzate, a fumare.

- Tu non fumavi. - Che vuol dire?

(LUISA E FRANCESCA RIDONO)

< Piero: A sperare che scendesse, solo per guardarla.

Cazzo, rimanerci così.

< Ora, se la mia donna ha 2 minuti di ritardo,

mi rode il culo, a volte me ne vado.

- Ho fame. Amatriciana? - Piero: Amatriciana.

- "Olympic Games"? - Miguel Bosé.

Giorgio: "Furia"?

"Furia"?

Piero: "Furia" è di Mal.

- Questa è facile, "Luna". - Gianni Togni. - Sì.

- "Reality". - Patrick Sanderson.

Piero: Richard Sanderson!

< Luisa: Ragazzi, guardate un po'!

Giorgio: La "R" del bar!

L'avevi rubata tu?

< Voi Io sapevate?

< Virgilio: Io sì. - Giorgio: Io no.

Piero: Era caduta e l'ho raccolta, avevo fumato e non stavo bene.

"Avevo fumato"... Metti su qualcosa, dai!

Qui c'è l'imbarazzo della scelta.

Da "Maledetta primavera" a "Gioca Jouer".

Se no, c'è "Galactica" dei Rockets, ve li ricordate?

- Quelli pelati argentati? - Virgilio: Eh, bravo!

(stupito) No...

Ho trovato, ragazzi.

Attenzione!

(SIGLA DI "UFO ROBOT")

Piero: Nooo! Ci facevamo anche la coreografia!

Non eravate niente male. (VIRGILIO SOSPIRA)

- Hai il fiatone? - Virgilio: Mi sono fatto prendere.

- Piero: Perme senza pancetta. - Se non finisci, niente dolce.

Ci andava il guanciale, non la pancetta.

< Piero: Posso dire una cosa?

A me piaceva "Jeeg robot d'acciaio".

- Io Mazinga. - A me Heidi.

< Mi arrapava.

- Le guance rosse, l'aria sbarazzina... - Sei malato.

< Giorgio: Sapete a me chi piaceva?

Mindy.

< Quella di "Mork & Mindy", "Nano nano".

Bella figa.

< Giorgio: Non usare quei termini, ero innamorato.

Ho detto "bella figa", mica...

(TINTINNIO) Scusate...

< Si possono dire ora

quelle cose malinconiche e sdolcinate sull'amicizia?

O si deve aspettare sera tardi, buttati sul divano,

con una canna in mano, che non ha nessuno?

Si possono dire, no?

Vi voglio bene.

E poi?

Poi basta.

Più chiaro di così!

< Vi voglio bene.

Anch'io vi voglio bene.

- Anche io vi voglio bene. - Anch'io.

< Piero: Anch'io, ma qua c'è la svolta della serata.

< Toccava a me. < È Crudelia, della chat.

Ha trovato i temi?

< No, è con le sue amiche al "Sottovento".

- Rispondi: "Arriviamo subito". - Mi vuoi?

- Ti voglio molto bene. - Mi vuoi bene.

- A me non va. < Francesca: Dai, andiamo!

Saranno 10 anni che non vado in discoteca.

Devi ricominciare proprio stasera? Stavamo tanto bene.

< Virgilio: Una sera. - Ma sì, due salti.

- Che dice? - L'indirizzo della discoteca.

È a mezz'ora da qua. Se non ci piace, ce ne andiamo.

- Già so che non mi piace. < Virgilio: Si mette alle votazioni.

- Chi è favorevole? - Io mi astengo.

4 favorevoli, un astenuto e un contrario.

"Sottovento", arriviamo.

(MUSICA DA DISCOTECA)

- Dove sono queste tipe? - Eh?

- Le ragazze. - Boh.

- Dove sono questi tipi? - Ci trovano loro.

- E se sono mostri? - Li pisciamo.

- Dov'è Mirko? - Che palle, ancora con questo Mirko!

Eccole là.

Vado a parlarci io, le spiego un po' la situazione.

- Sbrigati, ho un fuoco dentro. - Sarà la gastrite.

- Cazzo! - Scusa.

- Stia attento! - Non l'ho fatto apposta.

- Spero sia acqua. - No, è Gin Tonic.

Il Gin Tonic macchia.

Che cazzo, hai 100 anni!

Stattene a casa!

- Come va? - Eh!

- Bella, Crudelia. - Ciao, Mirko.

- È un pezzo che non ti vedo. - È un pezzo che non mi cerchi.

- Sei sola? - No.

- Con chi stai? - Con uno che deve arrivare.

Finché non arriva ti faccio compagnia io.

- Vuoi una pasta? - Sai che non le prendo.

- Hai paura? - Non le prendo e basta.

Uno Spritz? Hai paura anche di quello?

Prendiamoci questo Spritz.

Mi dà una vodka?

Mi dà un Gin Tonic, per cortesia?

- Carina, eh? - Chi?

No, riflettevo...

Così giovani e già così donne.

Voi non eravate così.

- Ci avresti preferito così? - Perché no?

A quanti anni hai dato il tuo primo bacio?

A 14 anni, Lucia Formiconi.

- Oggi sai a 14 anni che fanno? - Che fanno?

No...

Quella neanche sapeva che esistevano.

A 15 anni vanno in vacanza da sole e a 20 se ne vogliono andare di casa.

Ingrate.

Dammi retta, ti è andata bene.

No, piano...

Francesca, dai!

Ti devo dire una cosa.

- L'altra sera, sotto casa... - Non mi devi spiegare. - Fammi spiegare.

Non ti ho fatto salire, perché vivo ancora coi miei genitori.

Con i tuoi?

- Nella stessa casa? - Nella stessa camera.

Nello stesso letto a castello?

Da quando è andato via mio fratello, dormo sopra.

Sono conquiste.

Allora non era una buca?

Perché non balliamo?

Un altro Gin Tonic, perfavore.

Scusi.

Pezzo di merda!

In bagno te la volevi scopare!

Bastardo.

Invece di fare gli stronzi, mi passate un fazzoletto?

Si è sentita male.

Consideralo il pugno che non ti ho dato perEleonora.

< Francesca: Mi reggete la fronte?

Era meglio se me Io davi 20 anni fa.

- Dove sei stato? - In bagno.

- Sta male. - Chi?

Sta male!

- Ha bevuto? - Un po'.

Macché, ha preso qualcosa.

- Che ha preso? - Non Io so.

- Che ha preso? - Nulla.

È un medico, la può aiutare, ma dobbiamo sapere che ha preso.

- (urlando) Me Io dici o no? - Piero, calmati.

Non so, un tipo le ha offerto qualcosa, poi sono andati a bere.

Quando è tornata già stava male.

Portiamola in ospedale.

Piero: Come sta?

Lei è il padre?

Un parente.

< Ora meglio, è fuori pericolo.

Deve averfatto un mix tra sostanze psicotrope e alcol.

- Posso vederla? - Ora no, sta dormendo.

La chiamiamo noi. Buonasera.

Grazie, buonasera.

- Torniamo dagli altri? - Io resto.

È quella della chat?

- Come torni? - Qualcosa troverò.

Ho fatto Io scout.

Chiama, se hai bisogno.

< Lorenzo: Bella idea il "Sottovento", eh?

Luisa: Non ti sei divertito?

Due all'ospedale, una poco ci manca...

Virgilio: Piano.

Oh, fermi.

C'è una finestra aperta.

Passiamo di qua.

C'è pure la luce accesa nel patio.

Luisa: Magari l'abbiamo dimenticata.

- Che siano i ladri è difficile. - Perché?

Non c'è mai nessuno, proprio stasera?

- Piano, statemi dietro. < Virgilio: Stiamoti.

Guarda se prendo una coltellata.

- Sento dei rumori. - È il vento.

- Sono sospiri. < Luisa: Fantasmi!

(LORENZO SUSSULTA)

< Giorgio: Che c'è? - Il fantasma fuma.

Occhio, di là.

Bella accoglienza! (TUTTI SUSSULTANO)

Io arrivo e non vi fate trovare?

- Eleonora! - Quando sei arrivata?

Volevo farvi una sorpresa.

- Mi date un abbraccio o no? - Certo!

- Ciao. - Ciao.

- Piero: Come stai? - Meglio, prima malissimo.

Mi hai portato tu qui?

Grazie.

< Stasera dovevo incontrare uno che mi insegnava a volare.

Invece ho incontrato uno che mi ha salvato la vita.

Beh...

Anche volare non era male.

- No, volare è una cazzata. - Ah, sì?

Allora perché?

Perché...

Non sai quante stronzate si fanno per sentirsi più grandi.

Già.

So quante stronzate si fanno per sentirsi più piccoli.

La scarpetta in quel modo, la maglietta in quell'altro,

i capelli arruffati, le cremine intorno agli occhi.

< Poi una ti dice: "Hai 100 anni, stattene a casa"

e capisci che non ce l'hai fatta. - Scusa, era così per dire.

No.

< Solo chi ha 20 anni può farti capire che tu non li hai più.

Poi è ora di smetterla di lottare con il tempo.

È vero.

Passiamo tutta la vita a volere 10 anni di più o di meno.

Magari io a 50 anni penserò che i 40 non erano così male.

Piero?

Al pronto soccorso ad assistere una ragazzina

imbottita di ecstasy. - Raccattata in discoteca.

Che seratina!

Come siete belli, non vi è passato un anno.

< Sono arrivata tardi, ma voglio sapere tutto.

Matrimoni, figli, amanti.

Io sono sposato.

Separata.

Single.

Io... convivo.

< Eleonora: Tu?

Fidanzato.

E tu?

Io...

(ridendo) Ho una fame!

< Avete qualcosa da mangiare?

- Amatriciana riscaldata? - Perfetto!

Vado a farti il letto.

- Lorenzo, mi aiuti? - Sì.

- Mai rifatto il letto, eh? - Mia madre non vuole.

- Neanche al militare? - Riformato. Piedi piatti.

Visto? È semplice.

È semplicissimo.

Fa caldo o sono io?

Ecco qua.

- Spostati un po' più indietro. - Perché?

Tu fallo, vai indietro.

Sulla tua sinistra.

Un po' di più.

- Ecco, così va bene. - Va bene che?

Ti ricordi?

Avevi giurato di baciarmi sotto la torre Eiffel.

Ma qui siamo a Sabaudia.

Meglio tardi che mai.

In realtà in discoteca ti volevo baciare.

- Perché non l'hai fatto? - Aspettavo i lenti.

Quindi ti sei sposato?

(ridendo) Chi l'avrebbe detto.

Sì, ma perme non c'è problema.

< Ti ho lasciato 20 anni fa che ci provavi

e ti ritrovo che ci provi ancora?

Ti ricordi?

< La sera che hai provato a baciarmi?

Giorgio, quando io e te stavamo insieme, una sera

ha provato a baciarmi. Capito che stronzo?

Era ubriaco perso, ma io sono stata brava.

Neanche un bacetto, neanche sulla guancia.

Diglielo.

Sì.

Diglielo.

Sì, neanche un bacetto.

Neanche un bacio?

Neanche un bacio.

- Non me l'ha dato. - Ero fedele, credevo nell'amore.

< Francesca: A 20 anni tutti ci credono.

Fino a che non prendi una mazzata.

Che mazzata che ho preso.

Dovevamo partire perla Grecia e sei sparito.

< Neanche un messaggino.

- Non c'erano i messaggini. - È vero.

Io ora ci scherzo, però è stato un trauma.

Non riuscivo più ad avere storie.

Avevo sempre il terrore di essere lasciata.

Ora mi spieghi perché mi hai lasciata.

Chiedilo a lui perché.

Ma io...

Perché "chiedilo a lui"?

Perché il bacio che non mi hai dato...

Ho detto che me l'hai dato.

Non ci credo.

< E non solo il bacio.

Insomma, ho raccontato...

Ammazza, ma che stronzo.

Ammazza, che stronzo.

Finalmente ho capito perché mi hai lasciato.

Pensavo mi avessi tradito.

Non è per quello.

Mi hai lasciato perché non mi amavi abbastanza.

Se mi avessi amato davvero, non ci avresti creduto.

Non avresti sospettato di me subito.

Non hai fatto nulla.

Sei scappato.

E io che credevo che ti piacesse un'altra.

- Chi? - Aversa.

- Aversa? - Quella di 3F.

Invece non mi amavi abbastanza.

È vero, non ti amavo abbastanza.

< Giorgio: È giusto fare un figlio solo pernon perdere una persona?

< Sì, è giusto, ora l'ho capito.

< È giusto, amore mio!

< È giusto, se quella persona la ami più di te stesso.

< È giusto, se sei sicuro di volerci passare il resto dei tuoi giorni.

< Anche se la tua vita non sarà più la stessa, va bene!

< Magari sarà migliore, con qualche viaggio in meno

e qualche piantarello in più.

< Piero aveva ragione, i figli si fanno con la pancia.

< Quando vi dicono:

"Goditela che la vita è breve, magari domani finisci sotto un bus",

non ci credete, perché la vita è lunga

e le possibilità di finire sotto a un bus sono poche.

< Epicuro, sei un cazzaro.

Cazzo...

A me non hai mai chiamato "farfallina".

Non è mio, è di Virgilio.

- L'ho accompagnato in centro... - E l'ha lasciato nel motorino.

Certo, "farfallina" non si può sentire.

Poi che ha scritto?

"Non vedo l'ora di strappartelo"? (RIDE)

È un pazzo.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

< Professore: "Scorta per avventura tra le petraie di un greto",

"codesto è il mio ricordo".

"La tua pensata effigie sommerge i crucci estrosi in un'onda...".

"Crucci estrosi in un'ondata di calma".

"Commenti il candidato"

"il ruolo salvifico e consolatorio della figura femminile"

"nelle opere di Montale".

< Lorenzo: II titolo dell'opera più importante di Montale

fa riferimento alla dimensione...

< Virgilio: Hobbes considerava la monarchia

come l'unico strumento in grado di evitare il conflitto

di tutti contro tutti.

< Professoressa: A quale conclusione arrivò Kant

nella sua "Critica del giudizio"?

Al giudizio estetico, no? Di questo voleva che io...

Mi scusi, vorrei parlare di Epicuro, mi piace di più come pensiero.

< Epicuro è il programma del primo anno.

- È più interessante. - Ma è il primo anno.

< Professoressa: Parliamo di Cicerone.

< In che anno pronunciò le "Catilinarie"?

Le "Catilinarie".

Cicerone.

- Vabbè. - No, la so.

Perché mi fate tutte queste domande?

(BISBIGLIO INDISTINTO)

Scusate, ho studiato per6 mesi, fatemi un'altra domanda.

< Professoressa: Perché l'epigramma di Catullo

"Odi et amo" è così importante?

Forse va bene così.

La so.

< Piero: Catullo, con questo breve componimento,

ci racconta che la sofferenza amorosa sia estranea alla volontà umana.

Sono un po' nervosa.

Quindi queste 4 orazioni...

Scusate...

Sì...

(FRANCESCA RIDE)

Ti giri?

Non la so.

- Guelfa o ghibellina? - A caso?

(CELLULARE SQUILLA)

Scusate.

- Arrivederci. - Arrivederci.

Arrivederci.

(CELLULARI SQUILLANO)

Vai tu?

No, vai tu?

No.

Vai tu.

No.

Vai tu.

Non ci pensare neanche.

Allora vado io.

Vai!

(RAGAZZI ESULTANO)

Dio, che faccia.

Beh?

< Luisa: Allora?

Tutti 60!

(TUTTI ESULTANO)

Professoressa!

Volevo ringraziarla. Chi se l'aspettava, tutti 60?

Grazie ancora.

Senti, ma...

Forse gli andrebbe detto che 60 è il minimo

e non il massimo come ai loro tempi.

- Lascia stare, sono così contenti. - Andiamo.

< Ciao, sono Virgilio da Roma.

< Io vorrei tornare all'estate della maturità.

< Avevo degli amici meravigliosi e li ho delusi.

< Perprendere il pugno che meritavo

e magari perfare il viaggio in Grecia che non abbiamo mai fatto.

< Mi basterebbe tornare indietro di qualche giorno, per dire una cosa

che non mi avete fatto dire quando era il mio turno.

< Vi voglio bene.

Bene.

Mi viene in mente un pezzo

che forse sarebbe piaciuto al nostro ascoltatore e ai suoi amici.

Ai suoi amici delusi.

"Vorrei tornare" torna domani.

< Buonanotte.

("IMMATURI" IN SOTTOFONDO)

II signorCoppetti?

- Piacere, Anna Rocchi. - Piacere.

- La casa è perlei? - Sì, è perme.

È un terzo piano luminosissimo.

L'immobile è molto bello, direi favolosetto.

- Favolosetto... - Prego.

È la prima volta che dormi da me.

Senti, ho deciso che lascio mia moglie.

Però c'è sempre mio figlio.

Un paio di volte a settimana, un momento tutto nostro...

- Ha bisogno del papà. - Certo.

Tu mi capisci.

- Beh? - Non male.

Oh!

- Taglio? - Taglia.

("IMMATURI" CONTINUA)

- Buongiorno, amore. - Buongiorno.

Non è che il caffè fa male al bambino?

- Ciao, sono Francesca. - Tutti: Ciao, Francesca.

Oggi sono 104 giorni che non faccio sesso.

Ma ieri ho fatto l'amore.

("IMMATURI" CONTINUA)

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