All language subtitles for Sharm El Sheikh Un Estate Indimenticabile 2010

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Original subtitles

< Fabio: Questa è la nostra nuova casa.

iniziato a pagarla e non sapete quanto!

< Prato inglese: 15.000 euro italiani in contanti.

< Piscina con mosaico e pavimentazione antiscivolo: 35.000 euro.

< II corriere espresso, per consegnarci

gli acquisti in 24 ore: 5.000 euro.

< Non è finita! L'arredo, il notaio, i lavori:

Un bagno di sangue, 2.500 euro al mese per30 anni!

< Come un ergastolo, ma più doloroso e senza ora d'aria.

< Polizze vita integrative, gestione fondi e portafogli familiari.

Non si preoccupi, il suo futuro è la mia ragione di vita.

Va bene. Allora ci vediamo domani.

Dicevo, ci vediamo domani, va bene? Arrivederci.

Arrivederci!

È un po' sorda. Ha 93 anni, non sente.

- A 93 anni il suo futuro sarebbe la tua missione nella vita? - Certo.

- Papà, ma quando ti vengono? - Di notte.

Quando penso ai conti da pagare, al mutuo, al conto del tuo dentista,

ai vestitini firmati che si comprano tua madre e tua sorella.

Anch'io ne ho comprato uno, ti piace? Solo 250 euro!

- Ah, solo 250 euro?! - Papà, è firmato.

Comprateli al mercatino i vestiti e poi li firmo io,

magari ci metto pure il timbro. Oddio!

< I vestitini firmati li pago col mio lavoro di catering.

- Ah, è un lavoro? - Sì.

Io credevo che il catering fosse una disciplina olimpionica.

Mamma mia, ora cominciano.

Io gestisco un'impresa, anche se piccola.

Infatti mi sono abbonata a lmpresa Semplice.

Perché non vieni a vedere? Potresti rimanere sorpreso.

- Okay. Ciao, io vado. - Ciao.

Faccio prima colazione. Ciao, ciao.

Questi cartoni, sempre in mezzo? Che abitiamo a fare in una casa

se siamo sempre in mezzo ai cartoni?

< Franca: Dov'è il mio mascara? < Martina: L'ha preso Giulia.

Ce l'hai in mano te. Me lo dai? Tocca a me.

Toccherà a te quando metterai le tette. Smamma!

Martina, dammi il mascara.

(MARTINA SBUFFA) Senza sbuffare.

(FRANCA SBUFFA) Giulia: Oddio!

< Fabio: Le auto le ho pagate in contanti.

La mia,

quella di mia moglie,

figlia grande,

bici con pedalata assistita perla figlia piccola,

e questa è mia madre col suo cane. Andrebbe assistita anche lei.

< A conti fatti, è quella che mi costa di più.

(CAMILLA RIDE E CANTICCHIA)

< Beatrice: Ho visto il tuo piano finanziario sulla scrivania di Matteucci.

Fabio, tranquillo, lo legge sicuramente.

< Fabio: È più di un mese che ce l'ha sulla scrivania.

Non è che lo tiene come fermacarte?

- Caffè? - Già preso, grazie.

- Ciao. - Buongiorno.

(TELEFONO SQUILLA)

Sì, dottore. È arrivato.

Certo.

Era Matteucci. Ha chiesto di vederti. Ora.

- Chi è che vuole vederlo? - Matteucci.

- Subito dopo vuole vedere anche te. - 'Azzo!

(CELLULARE SQUILLA)

Pronto? Mamma? Sì.

Sei troppo alta. Vai.

Certo che non c'è la vasca idromassaggio.

Non si può avere. È una clinica, non una beauty farm.

Come "licenziato"?

Così, dall'oggi al domani?

Siamo in un reality?!

Siamo in un reality?!

< Cambia il padrone della stalla e si cambiano i cavalli.

Solo per curiosità, chi sono i nuovi padroni? I cinesi?

- I cinesi? - No, uno di Siena.

Siena?

Siena?

Guido Saraceni.

Saraceni...

Saraceni...

- Quello che ha comprato la squadra di calcio? - Proprio lui.

< Sai qual è la prima cosa che ha detto?

Che ha detto?

Ldentificazione di sprechi ed esuberi, ottimizzazione dei costi,

c'è grande crisi. - (in napoletano) Ma quello è vivo!

Ma perché? Tu hai Roma e provincia, io il Lazio. Perché?

Perché Saraceni ha detto che ci dev'èssere solo un capoarea

e noi siamo in due. Quindi uno dei due dev'èssere fatto fuori.

E quello, secondo me, sei tu.

- Io? - Sì.

- Sai cosa penso? - Sì.

Che verrò a portarti una pastiera alla Caritas,

dove abiterai a Pasqua. - Questa è una bella idea. - Sì?

Perché tu devi aprire una pasticceria,

anzi, una pizzeria a taglio, supplì e crocchette di patate.

- Te e tua moglie. - Non parlare di mia moglie. Quella mi uccide!

Fa bene, pernon farti soffrire. Ti vedi come sei ridotto, amico mio?

Sei pallido, bianco, ti devi fare un controllo, un check-up, una TAC.

- Anzi, un'autopsia. - Ignorante, l'autopsia la fanno ai morti!

Appunto. Perché tu non sei nemmeno bianco, sei giallo!

< Fabio: Mutuo di casa, leasing auto, piscina,

rate palestra, utenza cellulare, stipendio colf, pilates,

trattamenti di bellezza, scuola di tango, uguale: 7.000 euro.

Meno la liquidazione e gli interessi dei Bot, uguale:

Sei mesi di vita.

< Franca: Amore... - Eh?

Patrizia è diventata insegnante di ruolo.

Se non trovo un'altra socia di catering, mi sa che mollo tutto.

< Ma come? Molli il catering?

- L'hai definito un hobby. - Un hobby... C'è hobby e hobby.

C'è, per esempio, l'hobby di chi gli piace

e c'è l'hobby di chi dice: " Ho bisogno di lavorare, mi servono i soldi".

Qualcuno ha visto il servizio di posate d'argento?

< Qualcuno le ha viste? A proposito!

In banca mi prendi un altro libretto di assegni? L'ho finito.

E finiscono così, senza avvertire?

- Ho pagato quasi tutti i fornitori. - Non tutti?

< Qualcuno mi dà una mano, un braccio, un piede, un gomito?

Lo non mangio, non ho fame.

- Ancora problemi con quel Mauro? - Chi è Mauro?

Mi sa che l'ha pisciata!

< Che è 'sto linguaggio? - Papà, si usa.

Tu non sei neanche arrivata al bacio.

Zuccherosa come sei, rischiano il diabete, gli uomini.

Io cerco l'amore vero, non mi accontento come te.

L'amore vero non esiste, dopo 6 mesi diventa mamma e papà.

Giovanotte, che sono 'ste parole?

< De Pascalis: Amore mio, ti prego, apri.

< (accento napoletano) Un'altra volta, Nanni. Anzi, Gennaro.

Sai cosa vuol dire se perdi il lavoro? Che si torna a Portici!

Portici no, te lo prometto.

< Ora apri la porta e dammela...

< Abbracciami, amore, ti prego. < Scordatelo!

< Che ti avevo detto? II lavoro prima di tutto.

< Come dice la canzone? "Chi non lavora non fa l'amore".

- Maledetta canzone! < Vedi di non perdere il lavoro,

sennò non te la faccio vedere manco col cannocchiale.

No! Con il cannocchiale no!

- L'aria condizionata? Quanto costa? - Ho fatto una trattativa pazzesca:

18.000 euro. - 18.000 euro solo l'aria condizionata?

E tu, operaio, vieni a casa mia e vuoi 18.000 euro

permontare l'aria condizionata? Ma per18.000 euro

sventoli a mano me e tutti i componenti della famiglia

per2 anni di seguito tutto il giorno, tutti i giorni, per18.000 euro!

E le posate d'argento non si trovano. Mangiamo senza forchette?

Le posate d'argento ormai sono obsolete, vecchiume.

< Mangiamo con le mani. - Sei sicuro di averle traslocate?

- Le forchette? - Eh.

No, le ho date di mancia all'operaio. Ho detto: "Tieni, mangiaci qualcosa".

No, aspetta, le ho buttate io apposta, contento?

Voi due vi amate ancora?

Carotina, che domande fai?

È una domanda? C'è un punto interrogativo?

Allora perché il vostro letto non scricchiola mai?

Fatti gli affari tuoi. Dobbiamo mettere i filmati su YouTube?

< Martina: Farete sesso il sabato mattina.

Noi facciamo sesso come, quando, dove, perché e con chi ci pare.

- Capito? Beh, con chi ci pare... - È per dire.

Ma anche voi, una bottarella fatela ogni tanto. Sfaticati!

Mamma, perché non esci con l'auto, vai a prendere una boccata d'aria

a 180 all'ora sull'autostrada contromano e a fari spenti?

< Prendo la tua, però!

< Giornalista: DottorSaraceni, la sua holding ha acquisito nuovi brand?

Fabio: Qui tutto acceso, pure la TV.

Ha da veni' Baffone!

< Giornalista: Ci saranno nuovi soci?

Saraceni (accento toscano): Per carità!

In tre si decide bene quando uno è malato e l'altro non viene.

< Sa, vista la crisi... - Perché, c'è la crisi?

- Antonio, sai niente della crisi? - No.

- Questo è Saraceni. < Contro la crisi c'è un solo sistema:

Darsi da fare. Come diceva il mio povero nonno,

"quando l'acqua arriva al culo, si impara a nuotare".

- Guido, siamo in TV. - Bisogna pensare positivo,

guardare il lato bello della vita. Eh, Nina? - Guido! Scusate.

< Giornalista: Domenica sarà in Italia

perla prima di campionato della sua squadra?

< Saraceni: No, alla prima non vado mai per scaramanzia.

Me la guarderò dalla mia villa a Sharm el-Sheikh al Coral Bay

con la mia bella moglie. - Sharm el-Sheikh...

< La sapete quella della moglie dell'idraulico?

(ANTONIO RIDE)

- La sai? - No. - Allora perché ridi?

Franca: Come "in vacanza"? Le abbiamo appena fatte.

< Fabio: Voi le avete fatte. Io ero qui a litigare col corriere.

Vai, doppia vacanza!

< Capisco, ma allora vai tu. Poi, perché Sharm?

Amore, che domanda è? Sharm perché... Lo so io perché.

< Guarda che il Coral Bay è bellissimo.

Il fratello di un cugino di un amico mi ha detto

che si va, si viene, c'è da mangiare, discoteche, c'è la roba...

< Ti mettono il braccialetto, mangi a scrocco. È perfetto.

È tutto all inclusive.

< Sei sicuro, amore?

- Sarà costoso. - Amore, che sarà mai. E poi, aspetta.

È un modo come un altro per stare un po' insieme.

< Camilla: Un momento! C'è il casinò in questo Coral Bay, vero?

- Mi hanno detto di sì. - Allora... vengo.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Che ne dite? Non è un posto magnifico, gente elegante, di classe?

Non penserete che io stia qui a prendere il sole come una pensionata!

- Ce l'hai con me? - Ciao. - No, aspetta.

< Mi fai venire con te? - Giulia, sei un gatto nero appeso ai...

< Martina! - Mamma...

Martina, non voglio che parli così con tua sorella.

Ora arriva il difficile.

- Wet towels! Sun cream! - Excuse me, a question.

- You know where is... - Dimmi tutto.

- Parli italiano? - Poco poco. - Poco poco.

- Senti, amico mio... - Il mio nome è Hassan. Ciao. - Ciao.

Sai per caso se qui intorno c'è una spiaggia VIPs?

So dov'è spiaggia dei ricchi e famosi, ma è riservata. Non si può andare.

Con 10 euro si può?

Se li dai a me, ci pianto una bandiera e la occupo io.

Mamma, perfavore, mi lasci fare?

(HASSAN RIDE)

- Ma con 20 si può. - Ah, con 20 sì. 10 no, ma 20...

- Vuole 20 euro. - Ma è una truffa!

- Parli poco poco italiano. - Poco poco.

- Quel che basta. - Certo. Vieni con me.

- Con chi ti messaggi ossessivamente? - Fatti gli affari tuoi!

Comunque, ripeti l'ordine crescente come ti ho insegnato.

Inguardabili, passabili, bori, teneri, fichi, strafichi

e perfinire A.C.L. - Ovvero "A un Certo Livello". Ottimo.

Altro aspetto da non sottovalutare è sotto la cintura.

- Scusa, tu gli guardi il? - Il sedere, certo.

Ah, certo il sedere.

Due succhi di frutta, perfavore. Ultima regola:

Belli o brutti che siano i maschietti, a parte il coso tra le gambe,

hanno un'altra cosa in comune. - Cioè? - Sono tutti bastardi! Usali e buttali!

Guarda quello. Ha il fisico da lanciatore di coriandoli.

< II classico "nerd". < E quello?

- Piccolo, ma passabile. < Quello è tenero, fico, strafico.

Io direi A.C.L. Poi, sarà piccolo perte, perme va benissimo.

< Hassan: Wet towels! Ahmed! < Sì.

Eccoci qua. Questo posto è meglio di tutti. Gente molto importante qui.

- Chi glielo ha chiesto? - Sai, è uno del luogo, è entusiasta.

< Ragazzo: Le aquile di mare!

- Le aquile di mare? Sono uccelli o pesci? - Non lo so.

Tieni, le vado a vedere!

- Senti, Hasmal... - Mio nome Hassan, no Hasmal.

Hassan, hai mai sentito parlare di Saraceni, un ingegnere italiano?

Certo, io conosco Saraceni. Quello è suo ombrellone, prenotato sempre.

Non si potrebbe avere un ombrellone vicino al suo?

Forse, per altri 20 euro, potrei darti quello vicino lui.

Per altri 10 euro ti dico dove tu lo trovi sempre.

- 30 euro! - Solo 30 euro.

In effetti, che sono 30 euro in confronto alla caduta della borsa?

Tieni 20 e tieni 10.

(BRUSIO)

- Luca: Venga, da qui si vede meglio. - Grazie.

- Benvenuta, io sono Luca, l'istruttore di diving. - Franca.

Organizzo corsi di sub di tutti i livelli.

- Le piacerebbe provare? < Scusate.

< Volevo sapere se c'èra un posto nel corso. - Certo, signora.

- Anche lei è nuova? - Nuova? Intendi dire rifatta?

- Perché qua è tutta roba originale. Ti chiami Luca? - Sì.

Luca, non chiamarmi "signora", sa di antica.

< Chiamami Sabrina, Sabri. - Okay, Sabri.

< Qui non vediamo l'ora di andare in apnea con te!

(RIDE)

Scusate. Che forza!

- Marti, tu come baci? - Avevo ragione, non hai mai baciato.

- Certo che ho baciato. - E chi? Quando?

- Quando ho sognato di incontrare Zac Efron due anni fa. - Questa poi!

Dammi un frutto, ti faccio vedere.

Guarda e impara.

Dai, prova tu.

- Come hai fatto tu? - Sì. Apri la bocca.

Sei proprio un caso clinico.

- Passiamo dalla teoria alla pratica. - Martina, che fai?

Si arriva a 10. 6 punti a 0 si passa sotto il tavolo.

- I punti te li metterei di sutura. - Martina!

< Amedeo: Non vale rullare. - Tranquillo, tu!

- Ragazzi, lei scherza. - È aggressiva.

< Saraceni: Ronaldinho non lo voglio! Con quei denti pare un cavatappi!

< Che ci devo fare con Ronaldinho? - È questa.

< Non mi fate smoccolare sempre di prima mattina.

< Zé Carlos non lo voglio, è una pippa! Voglio un calciatore vero

con due palle così. Deve palleggiare con quelle!

< Poi deve avere un cugino, un parente, un vicino di casa italiano.

< Afarlo diventare comunitario ci penso io.

- Antonio! < Eccomi, dottore.

< Devi arrivare prima che ti chiami. Come sei vestito?

- Sembri un becchino, porti sfiga. Dov'èri? - Qui a latere.

< Devi starmi accanto, non a latere.

< Nina: Guido, non urlare sempre. - È arrivata la sirenetta.

- Perché, urlo? - No. - E allora! No!

Beckham non lo voglio. Pensa solo a guardarsi allo specchio!

< Voglio uno tosto, che mena, che sa stare in mezzo al campo.

- De Pascalis! - Fabio Romano!

- Che ci fai qua? - Che ci fai tu?

Lo faccio un'indagine catastale su... Tu che fai qua?

Faccio una ricerca botanica sulla vegetazione locale.

Fabio: Sì... (RIDACCHIA)

Sappiamo tutti e due perché siamo qua.

Se ne sta andando!

- Tu butti i tuoi soldi qui a Sharm! - Perché?

Perché di due ne rimarrà uno e quello sarò io.

Mia moglie da quando sono precario non mi si concede più

perché dice che chi non lavora... - Chi se ne frega?

A me frega. Finché la situazione non cambia...

- Come devo fare? Prima lo facevamo anche 2-3 volte al giorno. - Sst!

Allora chiama un sessuologo, una escort, come si usa fare.

< Che vuoi da me? < Levati!

Presidente!

Presidente, Presidente! Solo una parola.

Un momento...

Ma che ha fatto?

Almeno un saluto, pure per educazione.

- Forse non mi ha riconosciuto. - No, ti ha riconosciuto.

Ti ha dato pure la liquidazione.

- Come? - Sì, e questi perle sigarette. Ciao.

(MUSICA IN DIFFUSIONE)

Ops, qualcuno perde?

- Pronti? < Giulia: Vai.

Vai.

< Proprio culo! - Appunto.

Ho detto che non si rulla.

(AMEDEO GEME)

Un dolore tremendo,

ma passeggero.

È proprio un nerd.

< Camilla: Hassan, scusa.

Tu sei un vero levantino furbo, non fai niente senza essere pagato.

Io sono un uomo molto semplice, mi piacciono cose semplici.

Mia filosofia è: Dare denaro, vedere cammello.

Quali sarebbero queste cose semplici?

Mi piace giocare, signora, e possibilmente vincere.

E riconosco una giocatrice a 100 metri di distanza.

Allora parliamo la stessa lingua! Facciamoci una partita a scopa,

a scala 40... Dai! - Mi spiace, non so giocare a carte.

Da queste parti si gioca a backgammon.

- A soldi? - Ma certo, volendo.

- Allora buttiamoci nel vizio! - Andiamo.

Mamma, non si discute. La clinica Sant'A gata è la migliore.

Va bene, quando torno cambiamo clinica.

Ora calmati e cerca di dormire. E smettila di mordere le suore

o almeno levati la dentiera!

Ci fai i segni, capito? Ciao. Ti voglio bene. Un bacio.

Ti chiamo io.

- Caro Romano! (RIDE) - Ué!

Come vedi, anche noi De Pascalis ci sappiamo organizzare.

- Molto piacere. - Piacere, signora.

- Capito cosa volevo dire quando? - Ho capito.

Vabbè...

- C'è un'acqua bellissima, andiamo a fare un bagno. - Sì.

Sabrina: Oooh! Lei è la signora di questo signore?

Sì, io sono la signora di questo signore.

< E questo signore è mio marito.

Visto che siamo troppo signori, noi ce ne andiamo.

Un momento. Permette? De Pascalis.

- Io e questo signore siamo colleghi da tanti anni. - Troppi.

< Franca: Che coincidenza. Uno abita nella stessa città e non si incontra mai.

Proprio a Sharm ci andiamo a incontrare!

- Com'è piccolo il mondo, eh? - Troppo piccolo.

Sembra un pianerottolo di casa. Noi andiamo a farci un bagno.

- Ma non siete venuti pure... - Guarda lo squalo!

- Uno squalo balena! Guarda la pinna! - Dove?

- Oddio, lo squalo! - Le ragazze! Se fossero in acqua?

Pensa lo squalo che si mangia i loro costumi firmati costosissimi.

- Perché nessuno fa niente? < Perché è uno scherzo.

- Cosa? - Ho fatto uno scherzo.

L'ho detto pervedere se stavi in forma.

Ah, volevi vedere se stavo in forma? In forma tipo così?

- Oh! - Avvertimi se c'è un altro squalo!

De Pascalis: Brava, mamma.

Complimenti! Femmina vivace e allenata. Trovata villa Saraceni?

L'ho trovata, solo che insieme a me l'hanno trovata in tanti. Tu sei avido.

- Tu vuoi raggiungere Saraceni? Lo so dov'è. - Dov'è?

- Altri soldi? - Sì. - Li mortacci!

Aforza di 20 euro, fra un po' 'sto posto te lo compri, Khaled.

Mio nome Hassan! E quello è Greta, suo yacht.

- Buona fortuna. - Quello?

< Hassan: Carcadè! Tè!

Vai, amore!

Ehi!

- Attenzione! Levatevi! - Guarda dove vai!

Attenzione, è un'èmergenza! Protezione Civile islamica!

- Disgraziato! - Fatti più in là!

- Va' via, napoletano! < Maledetto!

Saraceni: Signorina, lei ha una bella mano.

Ha anche un bel culo, sinceramente, l'ho visto prima,

ma la mano è importante. Ha mai pensato di fare cinema?

Lo ho un amico produttore, potrebbe darle una mano.

Anzi, se ha un'ora libera oggi perpassare da me...

- Guido, ti sento. - Perfare un massaggio a mia moglie.

< Stavo fissando un massaggio perte e ti lamenti?

Tu pensa ad abbronzarti e a diventare scura, che mi piaci color...

- Bronzo. - Che hai detto? - Bronzo.

- Ah, il colore. - Sì, il colore.

< A proposito, perché non ti cambi? Vestito di nero sembri un corvo.

(SIRENA DELLO YACHT)

< Aiuto! - Il materassino!

< De Pascalis: Lo non volevo venire, colpa di mia moglie!

< Franca: Non rispondono, che fine avranno fatto?

Di che ti preoccupi? Sai che mio figlio, nonché tuo marito, è un imbranato.

Si saranno persi.

Appena arrivata e già suo marito la lascia sola?

- Io sono trasparente, giovanotto? < Ha ragione, signora.

Con quel vestito, come non notarla? (CAMILLA RIDE)

Mio marito è andato a cercare le nostre figlie, tra un po' arriverà.

- Ho capito. Comunque, se ha bisogno di qualunque cosa, sono qui. - Grazie.

Scommettiamo 30 euro che prima della fine della vacanza

ti ritrovi a letto col bonazzo? - Meglio se non scommetti, perdi sempre!

(MUSICA DISCO IN DIFFUSIONE)

< Martina: Offri tu, nerd, vero? - Certo. Vado.

- Tu non prendi niente? - Io vorrei un frutto fresco, una pera.

- E dove la troviamo una pera? - Non so, tipo al supermercato? - No.

- Ho un'idea, vieni con me a cercarla? - Sì.

- Mi lasci sola col mostro? - Torniamo subito. Almeno credo.

- Ciao, sorellina. - Questa è impazzita.

Vodka tonic perte e succo d'arancia perme.

E se andassimo in un angolino un po' più appartato?

Oltre al succo di frutta ti sei bevuto il cervello? Aria!

- È da tanto che vieni qui? - Circa 6 anni.

Da quando i miei si sono mollati, ogni estate mi parcheggiano qui.

- Mi spiace. - A me no. Papà è uno stronzo

e mamma ha fatto più che bene a mollarlo.

Anche i miei non stanno un granché bene insieme.

- Quanto ti fermi? - Qualche giorno, credo.

- Allora non dobbiamo perdere tempo. - Per cosa, scusa?

Qui ci sono un sacco di bei posti sconosciuti ai turisti.

- Vorrei farteli vedere. Ti andrebbe? - Io? Sì.

- E? - La verità è che volevo uscire dalla discoteca.

- Sai, le luci, il casino, la musica a palla. - È vero.

Poi c'è troppa gente, non riesci a guardare negli occhi

le persone che ti piacciono veramente.

Forse è meglio che andiamo. Mia sorella mi starà cercando.

De Pascalis: Aiuto!

Non ce la faccio più!

Quanto resta?

Resta uno solo. Io!

(MUSICA DISCO IN DIFFUSIONE)

Alla faccia di tutti gli uomini bastardi!

- Che poi è sinonimo, no? Uomini, bastardi. - Non direi.

Ora basta bere. Anche perché non saprei più come pagarlo, ti prego.

Oddio, mi gira tutto.

- Mi sto sentendo male. - Io anche, ho bevuto troppo succo d'arancia.

Tranquilla, vieni qua. Andiamo da questa parte.

Scusa.

Qua, dai.

Là.

< (ubriaca) Gli uomini sono tutti uguali, pensano solo a due cose.

- Sai a che pensano? - No, dimmelo te. - Non ricordo!

< Martina! Giulia! - Oddio, papà!

- Che fate a quest'ora fuori di casa? Che è successo? - Niente, capitano!

Hai la bocca che puzza di cherosene! Quanto hai bevuto?

- Solo una bottiglia. - Da un litro! - Da un litro e mezzo.

Zitta! Madonna Santa, è ridotta uno straccio!

Papà, tu ti sei visto?

Sembra che sei entrato in un autolavaggio a rulli.

- Che hai fatto? - Che ho fatto?

A un certo punto ho preso l'ombrellone, 20 euro. Va bene.

Poi dice: "lo dire dov'è" e la barca...

Allora ho preso un materassino che il ragazzino non mi voleva dare.

Poi si è bucato, 'sto farabutto. Che domande fai?

- Che ne so... - Zitta e a casa!

Non mi sembra di chiedere una cosa assurda. Una telefonata,

un sms, "tutto okay", e io sto tranquilla. - Va bene.

- Siamo in Egitto, non a Roma. - Sono d'accordo.

Vi aspettavo come una cretina. Capisco loro, sono due ragazzine,

ma tu sei un uomo! - Sst! Non strillare.

Che bella vacanza ad aspettarvi! Che meraviglia!

Non strillare che dormono tutti. Stai calma.

- Io ho provato a chiamarti. - Oooh!

Allora, io ho preso il telefono e ho detto: "Ora la chiamo".

Non ti arrabbiare, dai. Questo ora lo stendo.

- Non c'è neanche bisogno di stirarlo. - Ma va'

Sei arrivato fino a sotto la barca di Saraceni

e non ci sei salito? Lo esco pazza.

Amore, non mi trattare così, sto facendo il possibile.

Come sei bona! Vieni qua.

- Vogliamo giocare a nascondino? - Quale nascondino?!

Chi non è buono peril re non lo è neanche perla regina.

- Nanni, a letto senza sesso. - No. Poco poco.

< Che fine ho fatto! Miss Portici 1990.

- #Miss, mia cara Miss... # - Te ne vai o no?

< Amedeo: Ciao, mami. Ciao, papi. Vi disturbo? - No.

Ma come parla? "Ciao, mami. Ciao, papi". Ciao, mamma. Ciao, papà.

< Non aggredire mio figlio! < Nostro figlio, fino a prova contraria.

- Sì. - Poi vorrei sapere come mai quell'anno a lschia io non c'èro.

(in napoletano) Rivanghi un'altra volta? È una storia vecchia.

Rivango perché devi essere solo mia. #Miss, mia cara Miss... #

Hai notato che Martina è strana? Ringhia più del solito.

È... (VERSO SIMILE A RUGGITO)

Che è?

(CAMILLA GEME) Oddio, si sente male! Mamma!

Mamma!

Mamma! Oddio, non si muove!

- È morta? - Non lo so. Non respira

- Se è morta... - Ah, già.

Mamma, sei morta? (VERSO SIMILE A RUGGITO)

Macché morta. Ma quando muore questa?

(in romanesco) Mi ha fatto prendere un colpo. Che le venga un colpo.

(FABIO SBUFFA)

Sono apnee notturne.

- Chi te l'ha detto? - L'ho visto su "Medicina 33". - Ah.

(CAMILLA RUSSA)

È una patologia pericolosa, può causare problemi cardiovascolari.

Li può causare a chi le sta vicino! Mi stava pervenire un coccolone!

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

- Che fame. < Mangi come un camionista! Tutti quei grassi.

Un minuto in bocca, una vita sui fianchi. Che schifo!

- Buongiorno, signorine. - Toh, Mimì e Cocò!

- Ciao. - Ciao.

- Giretto in barca con noi? - Sì, volentieri.

- Vieni anche tu? - Io stamattina non so neanche come mi chiamo.

Se vengo, ti vomito anche su quella maglietta.

Le posate d'argento di mia nuora mi hanno fruttato 500 euro

al banco dei pegni.

Li ho puntati tutti su Soldatino, un trottatore che ha vinto,

e ora vado a sbancare il casinò. - Prima pagare debito backgammon.

Avido di un camitico!

< Saraceni: Antonio! Devi stare qua.

Sì, sì.

- Buongiorno, dottore. - Tu sei un imbecille firmato e contrassegnato!

Chi è il Presidente della squadra? Sono io, tu sei l'allenatore,

quindi non conti una ceppa. Abbi pazienza.

< Chiariti i ruoli, andiamo d'amore e d'accordo come burro e acciughe.

- Guido, io vado in acqua. - Che bella notizia!

Dobbiamo fare la conferenza stampa? Vai dove ti pare. Che ti dicevo?

< No, quello me lo tieni fuori squadra,

l'ho comprato solo per scaricarlo dalle tasse. Ti richiamo io.

< Quanti siete? Vi pago tutti io? E tu come ti sei vestito?

- Me l'ha detto lei. - Ti devi vestire di nero.

Accanto a me ci dev'èssere solo gente elegante! Come te lo devo dire?

E che scrivi sempre in quei foglietti?

< I suoi impegni. Verba volant. - Sì, volano gli schiaffi, oggi, a te.

Dottore, vorrei regalarle dei sigari cubani. Sono molto buoni.

Volevo solo regalare dei sigari al dottore.

- Dottore... - Antonio! Butta fuori 'sti vu cumprà!

< Ci stanno i vu cumprà a casa dei vu cumprà?

< Guido, ho perso il tuo bracciale coi diamanti!

(insieme) Ci penso io, signora!

- Ho detto che ci penso io. - No, scusate!

< Fare i regali a te è come buttare i soldi dalla finestra!

Comunque non l'ho perso in acqua.

Rieccoli!

< Ci vogliono bei muscoli pertirare su queste bombole!

Martina: Perché papà non sta mai con te?

È in vacanza e vuole distrarsi. Non ti capita mai

di volere stare un po' per conto tuo? - Spesso.

< Quando succede vuol dire che non sono felice.

Quindi papà non è felice.

Marti, che hai? Perché sei così aggressiva?

Tu e papà non parlate quasi mai

e quando lo fate, o parlate di soldi o scazzate! - Non è vero.

Smettila di guardare il maestro di sub. Sei ridicola!

- Antonio! - Eccomi.

Va' a cercare il gioiello di mia moglie. Setaccia la spiaggia. Muoviti!

< Guarda che manica di imbecilli! Alì, Babà, "seguit me"!

Guarda un po' laureato in lettere antiche

a fare il cane da tartufo peril braccialetto.

Eccolo!

L'ho trovato.

L'ho trovato!

L'ho trovato!

È sempre così gentile.

Come fa uno come lei a lavorare permio marito?

Come dicevano i latini, "nemo propheta in patria".

Poi a insegnare greco e latino...

Ho trovato il braccialetto, stava in fondo.

L'ho trovato, signora!

< Croupier: Fate il vostro gioco, signori.

Mamma mia!

Non li tocchi! Porta male, faccio io.

< Croupier: 9 rouge.

- Madonna Santa! - Che succede? < Aiuto.

- Chiami qualcuno, aiuto! - Ahmed!

Nanni!

Che è successo?

< II bocca a bocca, subito.

- Devo proprio? - Devi!

Ma come devo fare? Nanni!

Nanni!

Nanni!

Madonna mia! In terra, ti lascio!

Cosa devo fare? Non si sa.

Grazie, ma il mio è questo.

L'avevo perso in spiaggia, non in acqua.

Comunque, siete stati molto gentili, lei e quel signore laggiù.

- Si è fatto male? - Speriamo... di no.

Speriamo che non muoia entro oggi. Mi presento, sono Fabio Romano.

- Piacere, Nina. - Piacere.

Guarda caso, siamo vicini di ombrellone.

< Non ci posso credere, non credo ai miei occhi!

È stato solo un tuffo, dottore.

Guarda chi c'è, il mio figliolo. Michele, come va?

- E questa bella cinghialina, è la tua fidanzata? - Papà, smettila.

Mi raccomando, non ho voglia di diventare nonno!

Si scherza, si fanno due battute.

- Piacere, Giulia. - Piacere.

È la mia figlia più piccola. Sarebbe la sorella

dell'altra mia figlia più grande. - È un amore.

< Stasera vi aspetto alla grande festa. Viene anche lei, eh!

< Devo chiedere il permesso a mio padre.

- Quello è il tuo babbo? - Sì.

- Vabbè, porta anche lui. Pronto? - Beh, una doccia...

No! Quante volte ve lo devo dire? I miei calciatori non li svendo!

Come diceva il mio povero nonno: " Chi non ha quattrini, non abbia voglie!".

< Non mi fate arrabbiare e non mi chiamate a quest'ora!

- Papà, stasera possiamo andare... - Certo. A che ora?

< Dopo il tramonto, quando volete. < Fabio: Bene.

- Michele? - Michele. - Piacere.

- Benvenuto a bordo, Michele. - Grazie.

- Andiamo? - Arrivo.

- Ciao. - Ciao.

"Benvenuto a bordo"? Sei impazzito?

Lascia fare a papà.

< Giulia: Arrivederci, a stasera. - Ciao.

I figli, tante volte uno li fa e poi se ne pente.

< Sabrina: Romano, vai alla festa? - Beh?

- E la ricorrenza di stasera? - Quale ricorrenza?

Quant'è scemo, fa finta di non capire!

Ti sei dimenticato che oggi sono 12 anni che tu e Nanni siete colleghi?

Signora, Nanni è quel "turzo" di mio marito svenuto sul "bagnoasciutto".

Non ti ricordi che avevamo organizzato la mangiata di crostacei?

Innanzitutto, i crostacei mi fanno venire le bolle sulla schiena.

Perché non venite tutti insieme stasera alla festa?

Signora, grazie davvero! Come ho fatto a non pensarci?

< Ora mi vado a preparare, grazie.

- Ciao, Romano. - Ciao, ciao.

< Amico italiano! - Oh!

- Successo piccolo problema. - Che è successo?

- Sua madre... - Mia madre? - Sì.

- Dov'è? - Vieni con me.

(CAMILLA Sl LAMENTA)

- Mamma! < Chi è? - Eccola. Mamma!

- Chi sei? - Come? Sono tuo figlio.

- Sei sicuro? - Sì, guardami.

- Sì, i piedi sono quelli. < Ti sei incriccata. Piano.

Piano, piano.

Dove mi portate? No! Questa è la giornata buona. Lasciatemi!

Mettetemi al tavolo della roulette. Tu sei cretino!

Ci facciamo sempre riconoscere. Buongiorno.

Thank you very much, doctor.

Dottore...

- Che ha detto il dottore? - Niente di grave.

Un blocco estemporaneo tra la quinta elle e la prima esse.

- Cioè? - Colpo della strega. - Ahi!

< Giulia: Nonnina, vuoi che ti conservi le fiches?

Non se ne parla nemmeno.

Noi andiamo. Ti ho lasciato lì da bere e da mangiare. Non ti scatenare, eh?

- Andiamo, Martina. - Sì, vengo.

T.V.T. B, nonna.

- Che hai detto? - Ti voglio tanto bene.

Io ti parcheggio qua, ma non pensare che non ti voglia bene.

- E ora noi S.N.D.D.A. - Cosa? - Se Ne Dovemo D'A nnà. Ciao.

(MUSICA DISCO IN DIFFUSIONE)

Tieni.

Una festa incredibile, no?

Era più divertente il funerale di mio nonno!

E se ce ne andassimo a fare una notte brava?

Peruna volta do ragione al nerd. Ate non dispiace, vero, Miki?

Ma ti pare? Non vedo l'ora di andarmene!

Vorrà dire che il regalino glielo darò un'altra volta.

Gli hai fatto il regalo? Pensavo lo detestassi, tuo padre.

Diciamo che è un regalo un po' particolare.

Andiamo? Voglio ballare e scatenarmi tutta la notte.

< E io a mamma che dico? Pensi che mi faccia venire con voi tutta la notte?

Le dici che fai compagnia a nonna. Siamo in vacanza o no?

O no?

Ora ci scateniamo.

< Sabrina: Quant'è bello mio figlio!

Mi raccomando, non fare tardi che papà si arrabbia.

- Chi è quella? Tua madre? - Macché!

È una che ha tentato di rimorchiarmi in aereo.

Mamma, io posso andare a fare compagnia alla nonna.

Carotina, come sei affettuosa! Falle anche una tisana, magari.

- Va bene. Ci vediamo dopo. - Sì. - Ciao.

- Buonasera. - I figli tuoi sono un'altra cosa, sono educati.

- Tuo figlio è quello con gli occhiali? - Eh. - È un bel ragazzo.

Sì, ma è freddo di chiamata. Non ti ascolta.

(MUSICA ORIENTALE IN DIFFUSIONE)

- Che fai, non ti cambi da odalisca? - No. Mi sentirei in imbarazzo.

Che c'èntra? A Saraceni piacciono questi siparietti, questi cambi.

Non capisco. Non ci tieni proprio al lavoro di tuo marito?

Che c'èntra il lavoro di mio marito?

Cara mia, quando si è in ballo bisogna ballare.

Balla, balla, Concetta, che la vita è una sigaretta.

Te la sei fumata troppo in fretta. Balla, balla, Concetta.

Quando avete finito con questa pagliacciata, io vado.

"Pagliacciata"? L'abbiamo organizzata insieme.

< Saraceni: Lo devo andare a vedere l'Empoli.

Gioca la mia squadra e io sto qui con questa mandria di bufali?

Signor Presidente, avrei una cosa delicata...

Non compriamo niente.

< De Pascalis: Signor Presidente... < Antonio: Non compriamo niente.

- Non ho spiccioli. - C'èro prima io.

- Che significa? - Che c'èro prima io.

- E io non ci sono mai? - Facciamo i conti. - Poi parliamo.

- Buona festa. - Sì, sì.

Mia moglie dov'è?

(MUSICA DISCO IN DIFFUSIONE)

Alla faccia degli uomini che pensano tutti alla stessa cosa!

- Al calcio! - Tutti tranne te, che sei un cretino!

Martina, la smetti di bere in questo modo, perfavore?

Perché non ti fai gli affari tuoi?

- È meglio se andiamo a casa. - Vacci tu! Lo me la voglio spassare!

Sai che c'è? Fai come ti pare! Ciao.

Scusa. Permetti una parola?

Ti andrebbe di partecipare a Miss Domina?

Questa sera abbiamo la selezione settimanale.

Se ti va, ti infilo al volo.

Ti andrebbe di passare tutta la notte fuori... con me?

Sì, mi andrebbe. Ma se mamma mi scopre qui con te

invece di stare con nonna, mi spezza in due.

- Che rapporto hai con tua nonna? - Di assoluta complicità.

(CELLULARE SQUILLA)

- Sì? < Ehi, nonna, come stai?

Cucciolotta! La tua nonnina si sta facendo due cose così.

- Nonna, mi dovresti coprire. - Hai incontrato il principe azzurro?

Se è azzurro non lo so, ma a un principe assomiglia eccome.

Puoi mettere il cuscino sotto le coperte?

< Se ti chiama mamma, io sono con te.

- Sarà fatto. Ma tu fai la brava, mi raccomando. - Sì.

Non ti preoccupare, so badare a me stessa.

(MUSICA IN DIFFUSIONE)

- Fabio! - Eh?

- Fabio! - Ti diverti, eh?

Perché non mi hai detto che Saraceni è il tuo nuovo capo

e che siamo venuti qui perché volevi incontrarlo?

< Fabio: È un interrogatorio?

Non potevi incontrarlo a Roma?

< Ricordati che un uomo sa quando ci sono delle cose da fare,

quando le deve fare e perché le deve fare,

sennò va a finire che ci arriva l'ufficiale giudiziario

e fa un "buonanotte ai suonatori". - Che dici?

Dico che sto perdendo il posto di lavoro, capito?

Che significa?

Cosa c'è in questa frase che non ti è chiaro?

Comunque Saraceni ancora non ha deciso fra me e...

Lasciamo perdere.

Signori, la torta!

(TUTTI ESULTANO)

Come, la torta?

< Come, la torta? < De Pascalis: Eh?

- È un compleanno? - Il compleanno del dottorSaraceni, perl'èsattezza.

L'informazione è tutto e io sono informatissimo. Sono andato al suk

e gli ho preso un bel borsello di pelle di coccodrillo del deserto.

Ho fatto un affare.

C'è il coccodrillo nel deserto?

< Antonio: Ecco il festeggiato!

(APPLAUSI)

< Devo venire perforza a'sta cosa? - Sei il festeggiato!

Festeggiato una sega! Si perde 1-0.

- Tanti auguri, Presidente. - Che porta sfiga, 'sto beccamorto!

- Guido! < Tagliamo la torta, per cortesia.

(CELLULARE SQUILLA) Aspetta.

- Che c'è? - Il telefono.

- No! - Pronto? Sì?

Come?

< (in falsetto) Mi sente? - Malissimo, chiedo scusa.

(BATTUTE INDISTINTE DAL CELLULARE) C'è chiasso, c'è una festa.

< Sento un po' di cacia... Di casino.

< Si potrebbe allontanare, perfavore? - Sì, mi allontano?

- Magari. < Sente meglio? - Ora sì.

Chi è, scusi?

Salve, posso parlare col signor Nanni De Pascalis, perfavore?

- Sono io, dica. - Sono suorGina, telefono dalla clinica Sant'A gata.

- La clinica di mamma? < Purtroppo, sua madre.

< Oddio, sta male? - Di più!

- È morta? < No, di meno.

- È svenuta? < Ha sequestrato la madre badessa e l'ha legata a un palo.

- A un palo? < L'ha spogliata tutta nuda...

- Spogliato la badessa? < E l'ha tenuta sequestrata

con un crocefisso sotto il collo. - Che scena orripilante!

- Me la passi. < La madre badessa è legata.

- Non la badessa, mia madre. - Un attimo. Rimanga in linea.

(FABIO IMITA SUONO DEL TELEFONO)

De Pascalis: Che disastro!

< Sabrina: Nanni! - Eh? - Che stai facendo?

Scusami. Mamma, con la madre della badessa...

- Aspetta un secondo. - Sto aspettando il secondo tempo. Devo andare.

Antonio!

- Proprio qua si doveva mettere? - Scusi.

- Antonio, dove sei? - Sono qua. - E lì devi rimanere.

- Mi scusi perl'incidente. - Si figuri.

Io vado sempre alle feste con un po' di torta sulla scarpa.

< Quando torna, magari gli dà lei questo regalo. - Grazie.

- È un regalino fatto col cuore. - Grazie.

È un pensiero.

È un pensiero semplice.

- Originale. - Non è ciò che sembra, sembra ciò che è.

- In questo Paese è un regalo nobile. - Nobile.

È l'augurio che il festeggiato rimanga sempre giovane!

Giovane e forte. Regalo perla famiglia.

Franca: Quando l'hai preso? Che ti è venuto in mente?

Non lo so che mi è preso, comunque mi sono stufato di questa buffonata.

Basta! Ora vado da Saraceni e glielo dico in faccia, capito?

Capito? Va bene. Guarda.

Camilla, noi torniamo più tardi. Sì, tutto bene e tu?

Tranquilla, Giulia dorme come un angioletto.

Io sto facendo un maglione. Sì, 22, 23.

Scusa, ti devo lasciare, sennò perdo il conto delle maglie. Ciao.

- Ci parlo io. - Ci parlo io.

- Sono venuto apposta. - Mi hai stufato. Vai via.

È la seconda volta che mi tocchi!

< Fabio: Permesso? - Voglio entrare anch'io.

Te ne devi andare. Devo parlare col Presidente.

Voglio entrare anch'io con la scusa di parlare.

Una scusa puerile. Tu e tua moglie dite cazzate

e vi imbucate alle feste.

E tu che ti metti a dire bugie su mia madre.

- Non mi minacciare con le mani. - Io voglio bene a mia madre!

- Non mi toccare. - Avevo paura fosse morta!

- Presidente. - La badessa attaccata...

Non mi toccare!

- Fabio: Mi hai stufato! - Oh!

Oh!

Chi cazzo siete?

Chi vi ha fatto entrare?

- La porta era socchiusa. - Fermi, fermi.

Fermi, fermi, fermi.

Fermi, fermi, fermi.

È goal, goal, goal!

Abbiamo pareggiato! Chi vi ha mandato? La manna dal cielo!

Grazie, mi portate bene. Fermi, non vi muovete.

Non vi muovete, perl'amor di Dio. Buoni, fermi là.

Fermi.

- Non ci muoviamo? - No.

- Ho il sangue alla testa, ma sto comodo. - Ciò che devi fare.

- Quanto dura ancora? - 15 minuti più il recupero.

Meno male.

(MUSICA IN DIFFUSIONE)

Bene, le abbiamo viste. Ora le conosceremo una a una.

La prima, la numero 11, si chiama Martina Romano,

ha 19 anni e un fisico mozzafiato. - Bella, eh?

< Martina, qual è il tuo sogno nel cassetto?

Vediamo... La pace nel mondo, un sacco di soldi

e che un certo Mauro da Roma venga investito da un autobus.

< Hassan: Che carattere, eh? Ora nostro prossimo...

- Sorellina, dobbiamo correre. - Che ci fai qui?

Chi è quello?

- Qualche problema? - No, nessuno.

Merda, merda! Chi sei tu pervenire a rompermi le scatole qui?

Ci siamo fatti qualche promessa? Mi sono persa qualcosa?

Non ancora, ma non posso spiegarti ora.

- Non ce lo possiamo perdere. - Cosa? Dove?

Hai detto che tua sorella è stata lasciata. Starà male per quello, no?

- No, io la conosco. Martina è stata pisciata... - Eh?

Lasciata e ha lasciato una cifra di volte.

Ha avuto mille ragazzi. Non lo so, c'è qualcos'altro.

E tu? Sei così carina. Chissà quanti ragazzi hai avuto.

- E tu? - No, io ragazzi niente.

- Scemo! Sul serio. - Diciamo che non mi posso lamentare.

Sono stato con parecchie ragazze, ma tutte storie così.

- Di sesso? - Più o meno.

- Vuoi una tunica faraonica? - No, grazie.

Tu ancora non mi hai risposto. Stai con qualcuno a Roma?

No. Cioè, sì, qualche storia, ma niente di serio.

Devo ancora trovare il vero amore.

Avolte mi sento proprio un pesce fuor d'acqua.

Guido è come un ragazzino che gioca col potere che ha.

< Se ci pensi, anche noi rimaniamo sempre un po' bambine. < È vero.

Invece loro, appena si accoppiano, mettono su la pancia.

- Perdono i capelli. - E considerano preliminari togliersi le scarpe.

E poi smettono di levarsi i calzini.

- Agli uomini. - Agli uomini.

- E tu, invece? Come va con il tuo? - Benissimo...

Male.

Ha dei problemi di lavoro. Senti, te lo dico.

Sai per chi lavorano mio marito e il marito di quella squinternata là?

< (accento toscano) Prova a indovinare per chi lavorano. - No!

PerGuido? Poveracci! (RIDE)

Poveracci soprattutto perché uno dei due probabilmente sarà licenziato.

E io che speravo in una vacanza di riavvicinamento sentimentale.

Guarda, ci parlo io con Guido.

Vediamo se riesco a farrimanere la situazione così com'è.

< Almeno ci provo. - Non so che dirti, grazie. - Figurati.

Non ci conosciamo, sei...

#Balla, balla, Concetta. Ciao, ciao... #

Excuse me.

#Balla, balla, balla, balla... #

Khaled: Jalla, jalla!

(CAMMELLO GEME)

- Martina: Che succede? - Sst! Siediti qua.

Guarda, sta perpartorire.

< Amedeo: Martina!

< Martina!

Respira.

- Guarda in su e respira profondamente. - Mi manca l'aria.

Vieni qua. Prova, vieni.

Respira. Uno... (ESPIRA) Due...

Guarda in alto, concentrati sul cielo stellato.

Guarda che meraviglia.

< Luca: Insomma, tuo marito ti lascia sempre sola. Dev'èssere pazzo.

Dai, Luca, che frase standard, quante volte la ricicli a settimana?

Perché non eri alla festa?

Lo ero alla festa, ma quella sbagliata.

No, meglio di no.

< Saraceni: Forza, sveglia, andiamo! Guarda 'sti rincoglioniti!

Sembra il dormitorio della Caritas.

< II giorno del mio compleanno, Nina, si sta tutto il giorno qui?

Ho fatto riaprire la Spa del Coral Bay. Luca, hai preso le chiavi?

- Tutto a posto. < Poi facciamo una colazione nel deserto coi beduini

e coi dentisti, quelli che girano come delle trottole.

- Come si chiamano, Nina? - I dervisci, Guido.

Fai sempre le stesse cose, tutti gli anni.

Si vede che sono un tradizionalista. Tira su il silicone e andiamo. Seguitemi!

Ingegnere, mi scusi, come faccio col costume da bagno?

< Signora, perlei un costume si trova sempre. - Grazie.

Nina, chiama Antonio. Andiamo, forza!

Noi dovremmo andare.

Fallo almeno perme.

Lo faccio, ma perle nostre figlie.

Ti devo parlare. (INDISTINTO)

- Ci stanno guardando. - Sta parlando di voi, del vostro lavoro.

- Di noi noi? - Voi voi.

Ma non stare così, rilassati, fai finta di respirare.

- Io devo respirare. - Fa' come ti pare.

Antonio!

- Eccomi. - Mi salti fuori come una quaglia dal cespuglio?!

- Attacchi il tuo padrone alle spalle? - Stavo lì. - Stavi là.

Senti...

(INDISTINTO)

Va bene?

< Le macchine sono pronte?

Se le signore vogliono accomodarsi, prego.

< Sì, le signore.

< Se lor signori vogliono seguirmi... - Dove?

< Mala tempora currunt.

- Che ha detto? - Che sono cazzi, ma in latino.

< Luca: Commendatore, abbiamo aperto la Spa solo perlei.

Vorrei anche vedere, con tutti i soldi che vi do.

< Che vitaccia, eh?

< Antonio! < Eccomi, Presidente.

- Ti devo dire una cosa. - Sì.

- Con gli altri due, tutto a posto? - Sì, come voleva lei.

- Vai, vai. - Vado.

- Le scarpe. - Le ho tolte.

- Levale dalle mani. Entri con le scarpe? - Ah, scusa.

- Permesso. - Permesso.

Io mi sto sciogliendo come un'aspirina qui dentro.

< Chi viene a fare un bagno turco? - Vengo io.

- Venga. - Che bello! Non ho mai fatto un bagno turco.

< Non mi toccare, mi attacchi la povertà.

< Luca, vieni con noi? - Arrivo.

- Eh già. - Eh già.

- Che fai, ripeti? - Mh? - Fatti i sospiri per conto tuo!

- Che c'èntra? - Ripeti!

- Ciao, io sono Katrina. < lo sono lrina. < E io sono Yelena.

- Io sono felice. - Ciao, Felice.

Chi di voi vuole due di noi e chi di voi una?

- Chi ne vuole due? - Eh?

- Due, chi le vuole? - Non lo so.

- In che senso, due? - Decido io.

- Tu uomo peruna sola. Andiamo a fare tuca tuca. - Tuca tuca?

- Io vado a fare tuca tuca. - Sì, qua ci penso io.

Tuca tuca? Quello di Raffaella Carrà, quello che lui tuca lei e lei tuca lui?

E loro si tuca tucano. Che fai, tocchi?

- Sabrina: Dottore... - Non mi chiami "dottore".

Pensavo che con tutti questi titoli lei fosse anche dottore.

Mi chiami "Presidente". Mi aspetti dentro, arrivo subito.

- Qua? - Prego, da quella parte.

Luca, fammi una cortesia. Ci accompagni dentro adesso,

poi torni fra una decina...

Cinque minuti abbondanti e ci vieni a prendere.

- Ti regalo un paio di pinne nuove. Andiamo. - Ho capito.

- Sei maschio italiano? - Sì, sono italiano.

Noi ora fare amore lungo lungo.

E chi ci ferma? Lungo lungo, lo facciamo.

Poi io sono abituato a farlo sempre lungo lungo,

ma proprio pomeriggi interi.

Comunque non sarà così stronzo, sennò non l'avresti sposato.

< Sì. Era pieno di attenzioni. Io mi sentivo come una principessa.

Fabio, la prima volta che mi ha regalato dei fiori, ci si è seduto sopra.

Mia moglie mi dà quegli sguardi di insofferenza.

Per carità, va tutto bene, ma c'è qualcosa...

Tutto perché? La casa.

La casa, i costi di gestione, la piscina. Sai quanto costa l'aria condizionata?

- Madonna! - Felice, facci vedere com'è bello farl'amore di Trieste in giù.

Non sono mai stato a Trieste, ma a Napoli siamo bravissimi.

È il sesso che mi ha rovinato, la mancanza di sesso.

Io ho fatto un preventivo, l'aria condizionata è quella che costa di più.

Dice: "Ma questa è a due bar". Ma metti un bar solo, un baretto.

- È mia moglie che mi tiene a stecchetto. - Stecchetto?

- Stecchetto. - Poverino. Ci pensiamo noi.

Sì!

Se il NASDAQ cade, è chiaro che il Dow Jones scende.

Se uno cade e l'altro scende, che?

No?

Ma io con chi sto parlando? Si può sapere con chi sto parlando?

< Nina: Secondo me, a suo modo, il mio Guido è innamorato di me.

Guardami. Ora facciamo una gara a chi sta più tempo sott'acqua.

Che succede, Franca? Hai proprio cambiato espressione.

Ho visto Luca da solo che camminava e ho pensato...

Nina, forse non è vero. Anzi, sicuramente.

Nina, dai, non... Nina!

(FRUSTATA)

Madonna, che dolore! Che avete fatto?

- Tutto bene, Felice? - Non mi chiamo Felice.

Io ero felice, ora sono triste perché mi avete fatto male.

Lascia. Che avete fatto con questi aggeggi?

< Saraceni: Ecco le Sorelle Materassi!

< La Saraceni Organization ha preparato una colazione nel deserto coi beduini.

- Belfagor, va' a chiamare gli altri due sulla barca. - Vado.

< Andiamo! Hai capito com'è la faccenda?

< Giulia: Guarda quant'è bella la luce sull'isola di Tiran.

Proprio come nelle favole arabe.

- Anche questa è una favola. - In questa favola noi stiamo insieme?

- Certo. - Insieme insieme?

- Cioè ci telefoniamo, ci diamo i soprannomi... - Tranquilla, insieme.

Wow. Sai, sei il primo ragazzo di cui mi innamoro.

- Sei un po' tesa? - Un po'

Anch'io.

Michele, devo dirti una cosa. Perfavore, giura che non ti arrabbi.

- Stai già con qualcun altro. - No, è che...

non ho mai baciato nessuno.

Tranne che nei miei sogni.

- Allora siamo in due. - Cosa? E tutte quelle storie di sesso?

Non ci posso credere!

Mia sorella ha ragione, gli uomini sono tutti bugiardi.

- Senti chi parla! Sei arrabbiata? - No. È tutto fichissimo.

- Però, ecco, io... - Tu?

Lo ho sempre sognato di farlo in un posto unico, speciale,

lontano da tutto e da tutti.

Allora vieni con me.

< Amedeo: Mi piacciono un casino i tuoi capelli.

- I tuoi, invece, non si possono guardare. - Grazie, eh.

Smettila di perdere tempo con una cretina come me.

- Guarda che tu non sei una cretina. - Invece sì, sono cretina.

Infatti sono incinta di un bastardo che mi ha mollata quando lo ha saputo!

Secondo te, perché ti ho trascinata dentro la tenda beduina?

Ho capito che non vuoi tenere più il bambino.

Ragazzo nerd, non ci penso proprio a parlare di queste cose con te!

(biascicando) Diciannove, trentacinque...

Diciannove, trentacinque dispari.

Devo andare. 19, 35 dispari. Devo andare a gioca... (GEME)

Con questo passa, con questo passa. 19 e 35 dispari.

Con questo passa, con questo passa...

(GEME)

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

(MUSICAARABA IN DIFFUSIONE)

Stop! Sudditi, lo sceicco Saracenis I vi offre tutto questo ben di Dio.

- Prendete e mangiatene tutti. < Presidente, lei è immortale!

Fabio: Non vedo l'ora che finisca 'sta pagliacciata. Non ce la faccio più.

< Franca: Che avete fatto tutto questo tempo te e quello là sulla barca?

Fra' che ho fatto? Stavamo lì sulla barca

ad aspettare che venisse qualcuno e invece non è venuto nessuno.

< Non ci sei mai quando succedono le cose.

Che è successo? Mi sono perso qualcosa?

Sudditi, come sono 'sti cornetti? Buoni, eh?

< Li ho fatti venire apposta pervoi caldi da Roma.

La notte dei cornetti viventi.

(SARACENI GEME)

Maremma impestata! Nina, mi hai bruciato la mano!

< Sei matta? < La smetti di fare sempre il cafone?

Tu non sbagli mai?

< Nina, forse non te ne rendi conto, ma abbiamo ospiti.

Ospiti? Quelli che hai invitato solo pertrombarti le loro mogli

mentre li tieni segregati in barca? - Nina!

Scusi, che significa "segregati nella barca"?

< De Pascalis: Se potesse chiarire il senso della frase...

- Mi sa che stai perdendo un po'... < No, caro, guarda.

Ho le prove, mentre eri all'opera nel bagno turco con la troia!

- Si può vedere la foto? - Davvero pensi che possa essere io?

- Mi fai vomitare! - No, è curiosità.

Non è che si può vedere qual è la troia?

Signori, abbiate pazienza. Mia moglie, con tutto il sole che c'è

e il silicone che ha addosso, fa una reazione chimica

e le scoppia il cervello come ai dobermann. < Stronzo!

Ti conviene trovarti un buon avvocato, perché io ti rovino, Guido Saracenis I.

- Antonio, perfavore, mi porti a casa. - Certo,

e ora Antonio ti viene dietro, no?

- Antonio... - L'accompagno con vero piacere, signora.

< Antonio, Antonio! - Saraceni! Li melio morti tuam, tiè!

< Quando ci vuole, ci vuole.

Il latino non lo conosco, ma questa l'ho capita.

- Luca, viene con noi? - Con piacere.

- Scusa, Franca. - Nina, sono dalla tua parte. Bella mossa.

< Andate pure, tanto da qui dovete passare, da Guido Saraceni!

Forza! La giornata non è finita.

Andiamo a fare il bagno nelle acque proibite. Come la vedete?

Non ci penso perniente, scusi.

< Presidente!

- Vengo io. Io posso venire? - Certo. Vorrei anche vedere.

Andiamo, forza.

Miki...

Ti amo.

- Ed è grave? - Gravissimo!

Resterei qui con te per sempre, ma se non torno a casa, mamma mi ammazza.

< Giulia, è sparito Camillo. - Che vuol dire? E adesso?

Oddio, non c'è campo. Papà romperà all'infinito.

No, non c'è campo. Quei due mi ammazzano. Corriamo.

< Saraceni: Allora, invertebrato, come va?

Benissimo, Presidente.

- Che bei fondali, vedesse che corallo. - Lo so.

Fammi una cortesia, prendimene un pezzo e portamelo su

che ci faccio un braccialetto per mia moglie, così cerco di rabbonirla.

- Veramente sarebbe vietatissimo... - Pervoi mortali, perme no.

Io conosco tutti. Che mi fanno? Sono così con il console.

- Forza, prendimi un pezzo. - L'immunità è il privilegio dei re.

(RIDACCHIA)

- Mi raccomando, un bel pezzo. - Metto la bombola.

- Vai piano, mi raccomando. - Grazie.

(MUSICA IN SOTTOFONDO)

Non mi sono mai sentita così umiliata!

Trattata da donnaccia da quel mentecatto e da te,

che dovresti essere mio marito. Fabio, siamo sposati da 20 anni,

mi conosci. Che domande fai? - Ma che ne so io? C'èro?

Non c'èro. Te l'ho detto, sono stato sequestrato pertutta la notte.

- Sì, sequestrato. - Allora hai ragione tu.

- Camilla, stai meglio? - 19 e 35 dispari.

- Dai i numeri? - No, tranquillo.

Ho fatto le infiltrazioni, sto benissimo. Ora devo andare. 19 e 35...

- Le ragazze dormono? - Giulia dorme, Martina non è rientrata.

- Ti pareva. - Come?

- 19 e 35 dispari. - Mamma, tu non stai bene di testa.

- Perché, tu stai bene? - Non lo so. - 19 e 35 dispari.

< Perché Giulia non è nel suo letto e al posto suo c'è un cuscino?

- Come, un cuscino? - Un cuscino!

- Mamma, dov' è Giulia? - Che ne so?

Lo sono solo una vecchia rimbambita. Si fa per dire. 19 e 35 dispari...

È impazzita, completamente! Telefona a Giulia, vedi dove sta.

- Ho già provato, è staccato. - Chiama Martina, magari sono vicine.

- Lo sto facendo. Fai qualcosa tu. - Fai tutto tu. Cosa devo fare io?

Non lo so, fai qualcosa. Stai fermo!

Ora faccio la lavatrice, lavo perterra e taglio il giardino.

< Presidente, guardi che bel pezzo di corallo ho trovato. Salve.

Che è 'sto coso? Si dev'èssere attaccato alla mano.

< Saraceni: Lo non c'èntro, perché dovete arrestare me?

È questo deficiente che ha preso il corallo.

Io non lo conosco. Chi ti ha fatto salire?

- Posso spiegare. - Ma che vuoi spiegare?

< Questi ci fanno arrestare. Io non c'èntro nulla.

< lo sono così col console!

Chiedile a che ora ha telefonato.

- A che ora ha telefonato? - Non ricordo.

- Non ricorda. - Chiedile cosa le ha detto.

- Cosa ti ha detto? - Tranquilli, non è successo niente.

Fosse successo qualcosa alla mia nipotina, lo sentirei.

- Lo sentirebbe. - Chiedi se le ha detto dov'è andata.

- Ti ha detto... - Dove sarebbe andata?

Stai calma, domandaglielo te. È qui vicino!

- Dove sarebbe andata? - Mi ha detto che la dovevo coprire

perché stava con un principe azzurro e che non tornava a casa, va bene?

Michele! Bisogna cercare Michele. Fabio, chiama Saraceni.

- Posso uscire ora? - Sì, ma non tornare più.

- Dai! - Un attimo, qui è ancora umido. Dammi il tuo.

Cento.

- Duecento? - Trecento.

- Trecento! Affare fatto! - Tu italiano.

- Credi di risolvere il tuo problema con soldi. - Sì. - Sbagliato!

Tuo problema è molto più grande, si chiama corruzione.

(PARLA IN ARABO)

Lo pensavo... Il dottorSaraceni mi ha detto...

< Vi faccio trasferire tutti! Non sapete cosa state facendo!

< Vi faccio trasferire tutti in Barbagia! Antonio!

Dove cazzo è questo? Quando serve non c'è mai.

- Mi sa dire il suo nome e cognome, perfavore? - Sono Guido Saraceni,

imprenditore italiano a grandi livelli, Presidente della squadra di calcio,

amico dei più grandi potenti del mondo. Voglio parlare col console!

Invece di protestare, poteva evitare di andare in zona di mare proibita.

< La colpa non è mia, è dell'imbecille che avete giustamente arrestato.

< lo non ci volevo andare, ha preso lui il corallo.

< Fabio: Signortenente, permette una domanda?

- Meno male, una faccia conosciuta. - E ora prendo l'èrgastolo.

< Camilla: 19 e 35 dispari, 19 e 35 dispari...

- Signora, stiamo chiudendo. - Siete o no a nostra disposizione? Dimostramelo!

Signora, signora!

Dov'è il croupier?

- Croupier! - Sì?

Vai a fare il tuo dovere perché devo giocare!

19 e 35. Vai!

Grazie, comandante, per averusato un occhio di riguardo

nei confronti dell'ingegnerSaraceni, anche a nome dell'ambasciata italiana.

Ma De Pascalis rimane qui?

Lui rimane dentro sicuro, ha tentato di corrompermi.

Cosa?

Lo devo andare. Ingegnere, dobbiamo andare.

Occhio ai sorci, questi buttano via le chiavi.

< Giovanotto, aspetti. Complimenti! Non so come ha fatto.

Si va con questa?

Vabbè, se non avete i soldi, state a Ostia al mare!

Ingegnere! Suo figlio e mia figlia sono spariti da ieri sera.

Mio figlio Michele?! Me lo dici ora così?

< Romano, io prima o poi esco!

È vero che esco, no?

Michele, non era di qua.

Come fai a dirlo? È tutto uguale.

Non c'è campo. Scoppia un casino, mamma mia!

- Scusate, avete visto questa ragazza? - No. - Lui?

- L'avete vista? - No.

- Sorry! You know this girl? - No.

- Hai visto questo ragazzo? - No, mai.

Vieni.

- Scusate, avete visto questa ragazza? - No. - Lui?

Non mi fate perdere tempo. Chiamate l'INTERPOL, I'FBI,

la DIGOS, il Mossad. Chiamate chi vi pare,

ma io voglio sapere dov'è il mio figliolo, va bene?

Eccolo! Allora?

Ho cercato qui intorno, ma non trovati. Non sono in villaggio.

Ho saputo che manca Camillo, mio dromedario che conosce Michele.

Tu che sei di queste parti, secondo te, dov'è andato Michele?

Dove va un ragazzino che vuol far colpo su una ragazzina

a dorso di un dromedario? Dove va?

- Vuoi dei soldi? 100 euro. - Non voglio soldi per questo.

Non so. Forse andato a Wadi Ghazala, molto pittoresco.

O a Sharm, che ha sempre suo fascino, con vecchie strade che...

Non dobbiamo fare uno spot pubblicitario.

Noi vogliamo solo sapere dov'è nostra figlia.

Dove si va di solito?

Tu, da ragazzino, dove andavi con le ragazzine?

Un posto romantico.

Forse è andato a Ras Mohammed.

< Martina: Mamma mia, ma qui non c'è niente!

Tesoro, questo è il deserto.

< Deserto è come peggiore fra i labirinti.

- Come peggiore fra i labirinti. - Ho capito.

Senti, Hashish, se li troviamo, ti do 2.000 euro.

Testa di coccio, no soldi per questo!

Lo conosco deserto Ras Mohammed come mie tasche.

< Hassan: Guardate, tracce fresche di dromedario.

- Fresche, eh? - Sì.

(CANI ABBAIANO) Franca: Ci sono i cani del deserto!

- Giulia! < Martina: Giulia!

< Fabio: Che strillate? Tanto non c'è nessuno.

- Noi seguire tracce di dromedario con auto. - Sì, segui.

Ma dove saranno?

< Camilla: 19 e 35 dispari. 19 e 35...

< Croupier: 8 black.

The last.

< Camilla: Un momento!

- Rien ne va plus. - (sottovoce) 19 e 35 dispari...

(sottovoce) 19 e 35 dispari. Ti prego!

Croupier: 19 red.

Eh?

< Vai! Si comincia! (RIDE)

Bella!

Purtroppo vento leggero spazzato ogni traccia.

- Oddio, Giulia! - Non ti preoccupare, la ritroviamo.

Scusate, io non vorrei sembrare inopportuno, ma a me...

scappa un goccio d'acqua. - Fabio!

Mi scappa. È da stamattina che stiamo su quel coso.

Sarà pure l'èmozione, che ti devo dire?

- Scusi, dove si può fare un goccio d'acqua? - Lì.

- Là? - Sì.

- Qua? - Perfetto.

Se guardate... Giratevi, no?

Da stamattina, non lo so io.

Oh, Dio...

- Oh, sono loro! - Dove? - Giulia!

- Dove? - Là. - Dove, rispetto alla montagna?

Guarda il dito, non la montagna. Sono vivi e vegeti. Giulia!

- Giulia! Ecco papà! - Signor Romano... - Eh?

- Non so come dirglielo. - Che è? - La belva.

Scusa. Con le braccia alzate sembrava più grossa. Giulia!

< Giulia: Mamma!

- Mai più! - Dove ti eri cacciata, cucciola?

Si può sapere dove siete stati?

Ci avete fatto prendere un colpo.

Non mi sta bene, capito?

Ora sentirai tuo padre. Andiamo, è tardi.

Dai, ci aspettano.

- Come stai? - Mai stata meglio in vita mia.

- Che vuol dire? - "Che vuol dire"...Papà, ciao!

< Pronto, chi è? Ah, sei te. Sì.

< Domenica in campo voglio tutti i titolari.

< Mettili in campo con le stampelle, drogali, fai ciò che ti pare

e non rompere, che mio figlio è disperso nel deserto.

- Papà... - Che ti dice il cervello?

È tutto il giorno che ti cerco. Hai spento il telefonino.

Non l'ho spento, non c'è campo.

So io che hai fatto. Sei stato tutto il giorno

a fare il fighetto con la figlia di un mio dipendente,

che ti hanno messo intorno loro! - Che dice, Presidente?

Dico che io i leccaculo come te, pronti a tutto pur di non perdere il lavoro,

li sento dalla puzza. Sono come un cane da tartufi per certa gente.

- Qui c'è un equivoco. - Quale equivoco?

Hai usato la tua famiglia per entrare nella mia, come il cavallo di Troia.

- Papà, che dici? - Stai zitto. A casa!

Invece di stare con queste sanguisughe.

Papà, ti prego, digli che non è vero.

< Martina: Papà, digli qualcosa.

- Presidente, permette una domanda? - Che c'è?

Lei ha mai visto il film "Una vita difficile" con Alberto Sordi?

< No. Non ho tempo peril cinematografo perché io devo lavorare,

perché io un lavoro ce l'ho.

Qui dentro c'è tutto: Il mio lavoro che sta per scadere,

il mutuo di casa, riduzione di personale,

lrina, Yelena, Katrina, il bagno turco, mia moglie

e pure quel lavoro di merda che ti puoi pure tenere, stronzo!

< Martina: Bravo! - Questo è il papà che vogliamo.

- Essenziale ed efficace, signor Romano! - Era solo una cinquina.

- Come ti chiami tu? - Amedeo.

- Bravo. - Grazie.

< Saraceni: Lo ti ammazzo! Sei finito!

< Tu sei una brava persona e tuo padre è quello che è,

ma si vede la differenza.

< Hassan: Con 500 euro ti tiro fuori di piscina, ti asciugo,

ti porto in aeroporto. Meglio tu partire!

(RIDE)

Vaffanculo!

Alì, Babà!

- Ancora con questa storia del bagno turco. - No, era solo...

(CELLULARE SQUILLA)

Un attimo.

Pronto?

Sono io.

Dove?

Arrivo subito.

- Tutto qui? - Non ti basta?

Si fa trovare con i coralli in mano a Sharm el-Sheikh, non ci si crede!

Che fai, te ne vai? E io?

Nanni, ti avevo avvertito. Io a Portici non ci voglio tornare,

una vita di sacrifici non la voglio fare.

Io sono una signora e voglio fare la signora in un modo o nell'altro.

- Nell'altro no, perfavore. - La guerra è guerra.

Aspetta un attimo!

- Nostro figlio Amedeo dov'è? - Chi l'ha visto più?

Sta dalla mattina alla sera con i Romano.

Con il mio nemico. Tu quoque, maledetto!

Mustafa, metti in moto. Mohammed, andiamo.

No, Mohammed no!

Paga almeno la cauzione!

Zoccola!

- Eccomi. Salve. - Signor Romano? - Sì.

- Buongiorno, sono il direttore del casinò - Piacere.

- Non so come dirglielo. - Che è successo?

Sua madre.

- Che le è successo? - Mi dispiace molto perla perdita.

- Oddio, quanto ha perso? - Non è una questione di soldi. Venga.

Ha perso la casa, s'è giocata l'auto? Lo sapevo... (SUSSULTA)

È mia madre?

Che è successo? È morta?

Oddio, un infarto.

Oddio, è morta mamma!

Mi hai fatto prendere un colpo, ti rendi conto?

Ti pare che morivo ora che ho vinto tutti questi soldi?

- Dimmi la verità, volevi acciuffare l'èredità. - Io, l'èredità?

Giusto la cattiveria tua. Sono tuo figlio, ti rendi conto?

Mi metto a pensare a queste cattive cose.

Come mi hai messo al mondo, così mi ci levi!

Ci stavo pensando, a dire la verità, perché ho perso il lavoro

e devo mantenere due figlie, e fino a un minuto fa ero orfano.

Lo faccio solo perle ragazze.

- Il 10%. - Il 10%? Ti rendi conto delle spese che ho affrontato

perportarti qua? Almeno 70. - Sì, vabbè, 70.

- Di chi è quella forchetta? - È il mio portafortuna.

Del mio servizio inglese. Ecco dov'èra!

- Facciamo il 35? - Quale 35, mamma, scherziamo?

Sai quanto costa l'aria condizionata col filtro antiparticolato?

- 40. - Nemmeno per sogno, non giochiamo proprio.

- 45. - E il commercialista e l'IVA...

- 45 e basta! - Non scherziamo nemmeno.

50.

- 50! - Fermo!

Non facciamoci riconoscere!

< Fabio: Alla fine mamma ha mollato, più per stanchezza che per amore materno.

< Ma la forchetta d'argento se l'è tenuta.

< Giulia e Michele hanno imparato a baciarsi

e siccome va da sé, anche a litigare, come ogni coppia che si rispetti.

- Cos'è 'sto profumo di un'altra? - È il profumo del nostro amore.

Ma stai zitto!

< Fabio: Ecco mia nipote. Bella, eh?

< Martina ha deciso di tenerla. L'ha chiamata Charme, con "CH",

dice che ha più fascino. Martina è proprio sciroccata.

Miss Domina!

< Fabio: Ha deciso di tenersi pure coso... Amedeo.

< Ma non ho capito se come fidanzato o babysitter.

Venghino, signori!

< Fabio: Mamma è rimasta a Sharm. Coi soldi vinti al casinò

ha messo su un allevamento di dromedari

in società con Harkan... Hashish... Non ricordo mai come si chiama.

"Nihil difficile amanti puto". Nulla è difficile a chi ama.

< Fabio: Gli altri? Nina ha ottenuto un divorzio miliardario

e se la spassa, come vedete.

< Saraceni ha fondato un partito e vuole presentarsi alle elezioni.

< Vincerà di sicuro.

Concittadini, come diceva mio nonno, la politica è il solito minestrone.

Bene, ma almeno riscaldiamo.

< Fabio: Sabrina de Pascalis è tornata a Portici,

dove ha aperto una scuola di danza del ventre

con annessa pasticceria perfarli aumentare. I ventri, intendo.

< L'ha chiamata "La rosa dei ventri". (RIDE)

< II povero Nanni De Pascalis sta scontando la pena ai lavori forzati:

Agricoltura biologica. Aspetta che qualcuno paghi la cauzione.

< Aspetta e spera.

(FABIO FISCHIETTA)

< Eccomi qua, licenziato, ma felice. Ora lavoro anch'io nel catering,

che non è un hobby. Anzi, è un lavoro serio e duro,

specie quando il capo è tua moglie. Bravissima, per carità, però...

< Ora gli affari vanno alla grande. E non solo gli affari.

Senti, socia, visto che ora siamo una ditta seria,

eri tu quella nel bagno turco con quel maiale? - Non lo saprai mai.

A proposito, è un po' che ci penso: Chi sono lrina, Yelena e Katrina?

Non lo saprai mai.

Sottotitoli a cura di STUDIO ASCI - Crema

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