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Si sono salutati e poi sono entrati in una casa in Via Gioacchino Murat.
Sicuro che sia la stessa persona?
- Sicuro. - Che sappiamo del fratello di Khadija?
Un'informativa dei francesi diceva
che faceva parte di una cellula e dovevamo tenerlo sotto controllo.
Dopo l'irruzione di Luca a casa sua è sparito e abbiamo perso le tracce.
È il loro contatto, attraverso lui trasferiscono i soldi.
- Che cosa facciamo? - È un terrorista!
Lo chiudiamo in una stanza e ci facciamo dire quello che sa.
- Ah, sì? - Sì!
Vuoi farti dire perché Khadija ha fatto quello che ha fatto.
Il nostro obiettivo rimane Al Assad.
Prima capiamo come fanno lo scambio e poi li arrestiamo entrambi.
Va bene, però Luca non può più fare parte del nostro programma.
- Perché? - Sei troppo coinvolto.
- Non mi sembri neanche lucido. - Che vuoi da me?
- Ingoi una pasticca dietro l'altra. - Andiamo avanti come da programma.
- Va bene? - "Andiamo avanti come da programma".
- Stai facendo una cazzata. - Sì, può essere,
ma se lo sfiliamo all'improvviso, capirebbero che c'è qualcosa sotto.
Youssef, ho bisogno di un altro favore.
♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪
♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪
♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪
♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪
♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪
♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪
♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪
♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪
♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪
♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪
♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Solo un clandestino ♪
[bambina] Papà?
Amore, ti ho svegliata?
Non riuscivo a dormire.
È ancora presto. Dormi, su.
Per favore, mi iscrivi a judo?
Che succede?
Marzia Mensi, quinta F.
Che ti ha fatto?
Ogni volta che all'intervallo mi vede mi picchia e mi insulta.
La vorrei picchiare forte forte anch'io.
- È grossa? - Beh, fa la quinta, è gigante.
Picchiarla non è una buona idea.
Picchiare qualcuno non è mai una buona idea.
- Allora non posso fare nulla? - Evitala.
Non farti trovare.
Se non ti vede per un po', si dimenticherà di te.
- Dici? - Certo.
Essere cattivi è molto più faticoso che essere buoni,
perciò smetterà di cercarti.
Anche tu conosci delle persone cattive che ti vogliono picchiare?
- Perché? - Perché quando tu vai al lavoro
mamma è preoccupata e anch'io ho un po' di paura.
Non ti devi preoccupare per me.
- Io mi so nascondere benissimo. - Sicuro?
Sicuro. E poi non farò questo lavoro per sempre.
Ok.
- Tutto bene? - Sì, tutto bene.
Ho un regalo per lei.
Venga.
Il numero della commessa.
Può chiamarla.
Lo farò la settimana prossima, a lavoro finito.
No, non c'è bisogno che aspetta.
Ho deciso di anticipare la partenza.
Gli affari chiamano. Stasera non esco.
Cenerò con le mie mogli in albergo. Non serve più la scorta.
Ci vediamo domani per il trasferimento in aeroporto.
- Va bene, grazie. - Ah, si chiama Sofia.
[Luca] Se non vuole occhi indiscreti intorno, è pronto per lo scambio.
Oppure sa che lo teniamo d'occhio.
Quando prendete il fratello di Khadija, io voglio esserci.
- Luca… - Ehi, me lo devi. Mi basta un minuto.
Se non fa lo scambio entro domani, può partire.
Tu stai scherzando.
Lo prendono in carico i francesi. Ordini dall'alto.
Promettimi che stai lontano da lui.
Va bene, te lo prometto.
Sali, va'.
Come mai sei qui?
Me l'ha detto Carvelli. Sapeva che saresti venuto.
Io sono qui per controllare che lui non esca e anche che tu non entri.
Se non facciamo cazzate, magari i francesi sgominano la sua cellula.
Khadija ha messo la bomba.
Che dici?
Per quello me ne sono andato dalla polizia.
Mi trattavano come uno che ha perso la donna per colpa di un assassino.
Invece l'assassino era proprio lei.
Mi ha fregato fin dall'inizio.
Accettarlo era l'unico modo che avevo per sopravvivere.
Ma c'è sempre stato un dettaglio che m'ha impedito di farlo.
Quale?
Il giorno del summit Khadija era preoccupata.
Non voleva che andassi, ha cercato di impedirmelo.
E tu pensi che un altro terrorista ti dirà come stanno le cose?
Non lo so, ma ci devo provare.
Contiamo meno di ciò che facciamo. La missione è più grande di noi.
Guarda che sonno che hai.
- Conviene andare a letto. - Cinque minuti, poi me ne vado.
Forse dovresti ascoltare tua moglie
e mollare per sempre questo lavoro.
Per mettermi a fare che cosa?
Non so fare altro, non ho alternative.
Potresti lavorare con me.
Non ce la faccio più. Vado.
Buonanotte.
Non ne starai prendendo un po' troppe di quelle?
Non entrare qui quando non ci sono.
Devo riaffittare l'appartamento.
- Volevo sistemare. - La prossima volta avverti.
Quindi ci sarà una prossima volta?
- Non vai più via? - Non lo so, non mi rompere le palle.
Sai chi rompe le palle qui? Sai chi le rompe?
Tu! Sempre a dire che le persone non sono quelle che sembrano
che non bisogna fidarsi, ma sei tu il primo
che tiene nascoste le cose, che non dice nulla.
Sono il tuo socio. Sono anche il tuo amico.
Ancora non l'hai capito che di me ti puoi fidare?
Non sbatto la porta solo perché se si rompe, poi la pago io.
Sto lavorando sotto copertura per i Servizi.
Seguo un ricco arabo. Se trovo le prove che finanzia i terroristi
forse mi fanno rimanere a Milano.
Le hai trovate queste prove?
No, non ancora.
Il ricco arabo per caso è questo?
Perché sta sul giornale?
Ha comprato un collier da due milioni di euro per la moglie.
Ne avrà comprati tre.
Qui dice che è un pezzo unico, fatto a mano.
Non ne esistono altri.
È un indizio, vero?
Posso riattaccare l'insegna?
Oh, quanto è durato il Travaglia sincero? Sei secondi!
Al Assad ha tre mogli che vengono da tre tribù diverse.
- Quindi? - Non può avere comprato una sola collana.
Di sicuro c'entra con il modo in cui trasferisce i soldi.
- Come? - Non lo so, interroghiamo l'orefice.
No, per me finisce qui.
No!
Secondo te, io rischio un caso diplomatico
perché ti sembra strano che faccia incazzare le mogli?
Non possiamo interrogarlo perché te lo senti.
- Ora scusate, mi aspettano. - Tu non dici nulla?
- Siamo a Milano, decide lui. - Tu risolvi le cose così, te ne vai.
Per una volta tira fuori le palle, risolviamo il caso
prima che quello riparta.
O che il fratello di Khadija scompaia?
È tutto troppo personale per te.
Ti stai attaccando alla collana per parlarci e non posso permettermelo.
Claudio, me lo devi.
Ti prego, hai rotto le palle, sei un disco rotto.
Bene, allora faccio da solo.
No.
Tu non fai un cazzo.
Non sei lucido, basta guardarti in faccia.
- Ancora con questa storia? - Sì!
In Questura sai quanti come te ho visto arrivare di notte?
Tu non fai un cazzo!
Anzi, dico ai miei di seguirti.
E non pensare di mandare Palitha o De Giglio dall'orefice
perché faccio seguire anche loro.
Sei un pezzo di merda.
Basta!
- Leva queste mani! - Oh, dai!
[versi di dolore]
Festeggiamo qualcosa?
Non mi chiedi che mi sono fatto?
Non mi devo immischiare nelle tue cose di lavoro, no?
Dai.
- Sono parole tue, precise precise. - Ho capito, lasciamo perdere.
Porta un tovagliolo di stoffa? Ce la stappa?
Facciamo così, io non ti chiedo niente.
Se tu ti vuoi aprire di tua spontanea volontà, ti ascolto.
Ho litigato con Luca.
Stiamo seguendo un'operazione insieme.
Una cosa non ufficiale.
Ce l'ha con me.
Questo l'avevo capito, ma perché?
Grazie.
Premi, va'.
Prima dell'attentato Khadija era sparita e lui mi chiese di trovarla.
Venne fuori che era dal fratello, attenzionato dai Servizi francesi.
Per che cosa? Terrorismo?
Sì.
Quindi lo sapeva già?
No, non lo sapeva, perché non gliel'ho mai detto.
Mi hanno chiesto di non farlo, perché se lui l'avesse saputo
l'avrebbe aiutata e sarebbe finito nella merda.
- Non mi sembra che gli sia andata meglio. - Non ti ci mettere pure tu.
Io l'ho fatto per lui. Mi dissero che lei non c'entrava
e l'avrebbero seguita per beccare i cattivi.
- Non ha fregato solo Luca. - Hai provato a spiegarglielo?
Ci ho provato per anni.
Non c'è stato niente da fare.
Pensa che l'abbia fatto per la mia carriera.
Forse un po' è vero, no?
Non mi fraintendere, a me piace che tu sia un tipo ambizioso.
Mi è sempre piaciuto.
Hai realizzato tanto, considerando da dove sei partito.
È ovvio che per te sia importante ciò che fai.
Non ho mai messo il lavoro prima dei miei amici. Mai.
Invece l'hai fatto, più di una volta, anche con me.
Tu sei diviso in due. L'ho capito subito.
Da una parte c'è Claudio, c'è quello dolce, simpatico
quello che mi fa gli avocado toast e i vocali con le vocine sceme.
Dall'altra, invece, c'è Maganza, il vice questore
che, quando parla al telefono, fa cacare tutti addosso.
Siete in due qui dentro.
Sono due mondi che non si devono incontrare mai.
Per questo non mi hai mai presentato i tuoi colleghi, no?
Tu la fai facile.
Nel tuo ambiente è un'eccezione essere etero.
Il problema non sono mai stati i tuoi colleghi.
Sei tu che ti fai il problema.
Come se fossi anche tu un clandestino, un po' come Luca.
- Cazzate. - Se lo dici tu…
[squilli di cellulare]
[sbuffa]
Che palle.
- Sì? - [donna] Carolina?
No, sono Bianca, la figlia. Chi parla?
- Sono Rebecca, la sua editrice. - Ah.
Gliela chiamo, aspetti un attimo.
- Mamma? - Mmh?
C'è la tua editrice al telefono.
Dille che non ci sono.
Come vuoi.
È uscita, mi sono sbagliata.
Non so perché non mi risponda né al telefono né ai messaggi.
Mi scusi, non è un mio problema.
Tra tre giorni c'è il Campiello
e queste non sono occasioni che ricapitano nella vita.
Ho bisogno di parlarle. È per il suo bene, credimi.
Quando la vedo, glielo dico.
Cinque su sei.
Perdiamo colpi, eh.
Che ci fai qui?
Quindi, se ha preso solo una collana, non è per la moglie?
Forse la usa per pagare il fratello di Khadija.
- Come avviene lo scambio? - Non lo so.
Non è che ti stai facendo un film da solo?
Può essere, ma ci devo provare.
Che cosa vuoi da me?
Devi andare dall'orefice e capire che cosa sa.
Sì… Tu sei matto. Mandaci il socio tuo, no?
No, Maganza lo tiene d'occhio.
Io ho bisogno di te… e anche tu hai bisogno di questa cosa.
- So benissimo di che cosa ho bisogno. - Sarebbe?
Vivere la mia vita, cercare di essere felice.
Papà mi ha chiesto di aiutarlo in tipografia.
Posso stare con lui e non dipendere più dagli altri.
"Tipografia"?
- Sì. - Tu sei un poliziotto.
Ti svelo un segreto.
Eh? La vedi questa sedia? Guarda qui, le vedi queste ruote?
Non ci sto sopra per pigrizia, ma perché non posso usare le gambe.
Si può essere un buon poliziotto pure senza usarle.
- De Giglio non è un atleta. - Non prendermi in giro.
Hai iniziato tu.
Possiamo capire chi ti ha ridotto così.
Senti, le cose sono andate come sono andate
e io me ne sono fatta una ragione.
Dovresti fartela anche tu.
Tu sei un poliziotto della Madonna.
Sei perfetto per questa missione.
Quando io ti ho preso con me, non ti ho preso per le gambe.
Ti ho preso per la testa.
La gioielleria è in Via della Spiga.
Va bene.
- Che dice? - Presidiamo hall e parcheggio.
Partono fra 45 minuti.
- [Luca] Non dovete farli partire. - Non abbiamo nulla in mano.
Di sicuro paga i terroristi con la collana.
Dichiareranno gli acquisti alla dogana. Mi invento qualcosa.
Dico ai miei di controllare.
[notifica dal cellulare]
- Le serve una mano? - No, grazie, faccio da solo.
C'è qualcosa in particolare che le interessa?
Sono tutti molto belli, ma io vorrei un pezzo originale
unico, disegnato da voi.
Fabbrichiamo su misura solo pochissimi pezzi.
- Sono oggetti molto costosi. - Non si preoccupi.
L'assicurazione mi ha riempito di soldi e devo spenderli.
- Scusi, non intendevo… - Non c'è problema.
Alessandra, seguo io il signore.
- Per chi è il regalo? - È per mia moglie.
- È una ricorrenza? - Del mio incidente.
Fra pochi giorni sono tre anni che un ubriaco mi ha investito.
Ho perso l'uso delle gambe, ma non ho perso mia moglie.
Se ne sarebbe potuta andare, ma non l'ha fatto.
Non ancora, almeno. Per questo vorrei ringraziarla.
- Ha già qualche idea? - Qualcosa di importante.
Non esagerato come il collier che ha disegnato per il riccone arabo.
Con i diamanti non è solo una questione di dimensioni
ma anche di purezza.
Provo a farle uno schizzo così può rendersi conto.
Grazie.
- Un tempo vi bastavano solo le fatture. - Nuove disposizioni.
- Manca la collana. - Quale?
Quella acquistata due giorni fa.
Ci sono i certificati dei diamanti, ma niente collana.
Tutte queste storie per una collana?
Mi dispiace, vi dobbiamo trattenere.
C'è una ragione, se la collana non è lì dentro.
[parla in arabo]
Ogni diamante viaggia con il suo certificato
che ne attesta provenienza, carati, colore e purezza.
Per una collana da due milioni di euro ne avrà usati di purissimi.
- Già. - Come funziona in questi casi?
Fanno un assegno o…
Non sono autorizzato a parlare di altri clienti.
- È una questione di privacy. - Ha ragione, era una domanda infantile.
- Pura curiosità. - Ecco qui.
- Che ne dice? - Wow.
Questa è la struttura.
Poi dovrà immaginarsi il brillante incastonato.
È bellissima. Posso vedere la pietra?
- La devo ordinare. - Avrà qualcosa di simile.
- Sì, vado a vedere in cassaforte. - Grazie.
Ho trovato una pietra simile a quella che avevo in mente per lei.
Non è la stessa cosa, però può farsi un'idea.
Buon viaggio.
[vibrazione del cellulare]
- Sono due. - Che vuol dire?
Le collane sono due.
La collana che porta la moglie è un falso. Me l'ha mandata Bonetti.
Il certificato è autentico.
Sì, seguilo.
Youssef. Il fratello di Khadija si muove.
Fermate l'aereo.
È giurisdizione della compagnia di bandiera.
Ormai è come se Al Assad fosse nel suo Paese.
Abbiamo le prove.
Abbiamo fatto passare la collana. Non possiamo fare più niente.
Se trovi quella vera
possiamo ottenere un mandato per salire sull'aereo.
Torno in hotel a cercarla. Fatemi guadagnare del tempo.
Ti accompagna uno dei miei.
- Chi? - La conosci.
- Non sapevo che lavorassi per i Servizi. - Io di te sì.
Oggi l'orefice ha portato la scatola con la collana al segretario
e lui l'ha portata nella camera della moglie.
Poi dov'è andata?
- Da nessuna parte, è rimasta lì. - Quindi deve essere ancora lì.
[squilli di cellulare]
- Sì? - [Luca] Dov'è?
Sullo scooter, lo sto seguendo.
- Fammi sapere dove va. - Ok.
Non c'è.
Te l'ho detto, non può essere uscita da qui.
Sei sicura?
Ho tenuto d'occhio la porta tutta la mattina.
Non sono neanche andata in bagno.
Dai, rispondi, cazzo.
[segnale di linea libera]
- [questore] Che vuoi? - Dobbiamo bloccare l'aereo di Al Assad.
Sei pazzo?
Forse abbiamo le prove per inchiodarlo.
Claudio, Claudio, Claudio. Gli avverbi, per favore.
Scusi?
Vuoi che rischi un incidente diplomatico
usando una frase che contiene l'avverbio "forse".
Se io fermo l'aereo e non ci sono le prove
forse non mi prendo una denuncia
e tu non perdi il posto. Forse!
- Ti rendi conto? - È importante, signor questore.
- Credo che Travaglia abbia ragione. - Hai rotto con il tuo amichetto!
Senti, tu lasci partire l'aereo, io evito di chiamare il ministro
e la tua possibilità di fare carriera agli Interni resta intatta.
Niente, non è neanche qui.
Forse quella che aveva al collo era la collana autentica.
[squilli di cellulare]
Youssef?
- È all'hotel, sta entrando nella hall. - Seguilo.
[vociare indistinto]
- Sta venendo qui? - Aspetta.
Sta andando nello scantinato.
- Passa da fuori, ci incontriamo là sotto. - Ok.
Sta andando a prendere la collana. Di' a Carvelli di fermare l'aereo.
Se non è già partito.
Il fratello di Khadija è in hotel.
[allarme]
Forza, andiamo.
L'aveva scaricata nel cesso, non ci avrei mai pensato.
- Ti ricordi di me? - Certo che mi ricordo.
- In un mondo normale saresti mio cognato. - Ma non è un mondo normale.
- Tu non sei più un poliziotto. - No.
Infatti ti posso sparare.
- Anch'io. - Fermo!
Siete in due. Perché non mi spari?
Vuoi sapere di lei, immagino.
Dimmi chi era veramente.
Avrebbe fatto di tutto per vendicare i nostri genitori
persino venire a letto con te.
Perché non voleva che andassi al summit?
Ci aveva ripensato.
- Basta, Luca, sparagli! - No!
Devi stare zitto!
Perché ci aveva ripensato?
Khadija è venuta da me per dirmi che voleva tirarsene fuori.
Io ho provato a farle capire che era un errore
e che voi occidentali siete falsi e meschini.
È gente come voi che ha massacrato nostro padre e nostra madre.
Ma non è servito a nulla.
Ormai si era innamorata di te.
Non ha senso, l'ho vista io con la bomba in mano.
L'ho visto io che gli è esplosa la bomba in mano.
Non ha portato lei la bomba.
Anzi, sapeva della bomba perché glielo avevo detto il giorno stesso.
Voleva portarla via, voleva salvarti la vita.
Non è vero.
Me l'avrebbe detto, mi avrebbe avvisato in qualche modo.
È morta per colpa tua
e della gente da cui prendono gli ordini quelli come te.
Che cazzo dici?
Quando Khadija all'inizio ti ha avvicinato…
Sapevano tutto.
Chi?
Sapevano che un anno dopo ci sarebbe stato il summit.
Sapevano che avrebbero messo te a capo della sicurezza.
Sapevano che avremmo fatto di tutto per vendicare i nostri genitori.
Sapevano tutto.
Tu eri solo una pedina.
Come me, come Khadija.
[sparo]
Youssef? Youssef!
Oh, Youssef? Aiuto!
Aiuto!
Youssef! Aiuto!
Vai, forza!
- Dai, dai! - Dai!
Vai!
[sirene]
[sirene]
[Luca] Carvelli, per ciò che è successo tre anni fa…
Me la dici la verità?
Facciamo così.
Dimmelo tu che cosa vuoi che ti dica.
Eravamo delle pedine?
Credi alle cazzate di uno che inventerebbe qualunque cosa
pur di pararsi il culo?
Tanto non me lo diresti mai.
Quando vuoi parlare con il fratello di Khadija, è a tua disposizione.
Più di così non posso fare.
Youssef?
È in terapia intensiva. Dobbiamo solo aspettare che si risvegli.
Quello ha una moglie e una figlia.
Rischiano di restare senza marito e senza padre per colpa mia.
- Sai qual è il tuo problema, Luca? - No, quale?
Tu ti carichi sempre troppa roba sulle spalle.
Non è colpa tua.
Sappiamo quello che rischiamo e questo lo sapeva anche Youssef.
L'unica cosa che conta veramente è che siamo riusciti a fermarli.
Ho parlato con il questore.
Se vuoi, puoi restare a Milano
così magari riapri anche l'agenzia con il cingalese.
- Grazie. - Dovresti ringraziare Maganza.
Al contrario tuo, adesso avrà un bel po' di problemi.
Senti, un'ultima cosa. Mi serve un favore.
Un altro?
L'ultimo, che poi è un favore che faccio io a te.
Cioè?
Posso consigliarti uno che potrebbe farti comodo.
Uno bravo.
Bravo come te?
Molto più bravo di me.
Quindi non è stata lei a portare dentro la bomba.
Voleva salvarti.
[Palitha] Che botta.
L'avevo capito che non ti eri trasferito a Milano
perché qui si vive bene e i servizi funzionano.
Lo sapevo che scappavi da qualcosa,
ma non immaginavo che scappassi da una roba così.
Per tanto tempo ho provato a convincermi che fosse tutto finto
e che non avesse mai provato nulla per me, nemmeno per un momento.
Quasi come se non fosse umana.
Beh, ora almeno sai come sono andate le cose.
No, ne so meno di prima.
Perché stava lì? Perché non mi ha detto la verità?
Magari se rimani, riesci a capirlo.
Non so se lo voglio sapere.
E poi devo andare a Roma.
Tanto l'agenzia è salva, non hai più bisogno di me.
Adesso la puoi portare avanti da solo.
Certo che la mando avanti da solo.
Con i soldi che ci ho investito…
Mi dispiace più per l'appartamento.
Dove lo trovo uno che si prende questa schifezza?
Però scusa,
ce l'avrai un altro motivo per restare.
- Un motivo ce l'avrei. - Carolina?
Te.
Vabbè, non è che un amico lo perdi se sta a tre ore di treno, no?
Se siamo così amici,
perché non mi avevi mai parlato prima di Khadija?
Per lo stesso motivo per cui non mi hai parlato di tuo figlio.
Perché tra maschi funziona così, ecco perché.
Quello ha fatto solo casini.
È irrecuperabile.
Va bene, un giorno me lo racconterai.
Però fidati di me, chiamalo.
Nessuno è irrecuperabile.
Nessuno.
[campanello]
- Ciao. - Ciao.
Mi ha spiegato tutto tua figlia.
- Vuoi un caffè, un tè, una tisana? - No, grazie.
Sono anni che faccio questo mestiere
e una cosa del genere non mi è mai capitata.
Immagino.
No, perché c'è gente che si taglierebbe un braccio
e tu ti fai venire l'idea malsana di non andare alla premiazione.
Perché hai pubblicato il mio primo libro?
Ne avevamo già parlato.
Sì, ma rispondi.
Perché sei una persona in vista e un libro non si nega a nessuno
tanto meno alla moglie del responsabile della Banca Centrale.
- Triste, ma vero. - Come pensavo.
Per questo sono stata candidata al Campiello?
È per questo che non ti volevi presentare?
La gente non compra il tuo libro per tuo marito, ma perché gli piace.
Sei tra i finalisti perché i giurati la considerano un'opera meritevole.
Mio marito ha fatto pressioni.
No, fidati, non funziona così nel mondo dei libri.
Una raccomandazione è la certezza di non essere fra i finalisti.
E non è una cosa che capita tutti i giorni.
Ti faccio mandare un'auto.
Ti faccio chiamare dalla mia segretaria. Rispondi.
Va bene.
Hai deciso da chi farti accompagnare?
Forse sì.
[in francese] Appena si riunirà la commissione, valuteremo.
Non lo so. Chiederemo un'udienza.
Sì, a più tardi.
- La posta. - Lasciala lì.
C'è una lettera da uno studio legale.
Non le ho fatto i complimenti per il libro di sua moglie.
È davvero molto bello.
L'ho divorato in due notti.
Tutto bene?
È di mia moglie. Mi ha chiesto il divorzio.
Ah.
Beh, vado di là.
Così diventa difficile, però.
Grazie di tutto.
Ti do una mano.
Prego.
- Sergio Bonetti? - Sì?
Chi è lei?
Mi manda un amico.
[clacson]
[vibrazione del cellulare]
[Bianca] Chi era?
Bella.
[notifica dal cellulare]
Bello sei.
[segnale di linea libera]
[uomo in inglese] Pronto?
Pronto?
Sono papà.
[verso di gabbiani]
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