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Original subtitles

[Youssef prega in arabo]

[notifiche dal cellulare]

♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪

♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪

♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪

♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪

♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪

♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪

♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪

♪ Un clandestino ♪

♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪

♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪

♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪

♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪

♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪

♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪

♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪

♪ Un clandestino ♪

♪ Solo un clandestino ♪

- Tutto bene? - Bene.

- Sì. - [Carvelli] Buonissimo.

Me l'avevano detto che qui facevano un ottimo risotto.

Ecco come usi gli informatori.

Sai chi era Federico Umberto D'Amato?

Era il direttore dei Servizi negli anni '70

quando si chiamava Affari Riservati.

Era anche appassionato di cucina.

- Che c'entra? - Se ci pensi, sono lavori simili.

Cerchi di capire quali sono i desideri delle persone

e poi le prendi per la gola.

- La differenza è che tu li strozzi. - Noi li strozziamo, noi li salviamo.

"Noi" chi? Io non lavoro più per voi.

Tu non lavori e basta.

La tua agenzia ha chiuso e a giorni ti cacciano da Milano.

Meno male che sei arrivato tu a salvarmi, eh?

Davvero.

Che vuoi in cambio?

Tra qualche giorno arriva a Milano Maud Al Assad.

"Al Assad", roba di famiglia reale?

Dodicesimo in linea di successione.

Lo teniamo d'occhio da qualche anno.

Pensiamo che finanzi dei terroristi, ma ancora non sappiamo come.

Abbiamo controllato tutto, conti, società offshore, niente.

Non c'è traccia di passaggio di denaro.

E quindi?

Gli devi fare da guardia del corpo.

Stargli addosso, insomma. Poi ci devi riferire tutto.

Quello che fa, quello che dice, le persone che frequenta.

È fatto bene questo dossier.

Anche la cartellina in pelle. Che eleganza.

- Mi fa la ricevuta? - Subito.

- Metta due pasti completi. - Sì.

- Fai la cresta sui rimborsi? - Sono passati quei tempi.

Dopo il Covid la gente si è dimenticata del terrorismo.

Non ho più il budget illimitato.

Va bene.

Carvelli, perché io?

Perché sai l'arabo.

Tu sei un bodyguard, giusto?

Questo viene a Milano per incontrare chi?

Dovrebbe incontrare una cellula attiva in Italia.

- Saudita? - Libica.

Ah.

Va bene, tutto chiaro.

Volete me perché mi scopavo Khadija.

No, perché potresti incontrare delle persone che hai già visto

- o di cui lei ti ha parlato. - Certo.

Tieni, non mi interessa.

Luca?

Adesso sono io che ti chiedo il favore.

- Non ci credo che tu l'abbia fatto. - Basta.

- Non ci posso credere. Mi fai schifo! - Sei impazzita.

Non devi prendermi per il culo, riconosco la tua scrittura.

Di me non te ne è mai fregato un cazzo!

Fatti vedere da uno bravo!

- Tu sei uno stronzo e un codardo! - Io sono un codardo?

Tu invece sei coraggiosa, no?

Infatti gli hai detto subito che non c'è uno stalker.

"Non mi difendi da uno sconosciuto, ma da uno che mi scopavo."

Bianca.

Bianca. No, Bia…

È triste togliere tutto. Mi ero abituata alla puzza.

- Palitha, mi daresti una mano? - No.

Forse è arrivato il momento

di buttare la spazzatura che conservi qui.

Sono 3.170.

Dai, facciamo 3.100.

- "3.100" che cosa? - Sono i soldi che mi devi.

I soldi che ti devo?

La chiusura dell'agenzia ha dei costi.

Guarda. "Notaio, 500 euro."

"Smontaggio e smaltimento di insegna, 270 euro."

"Gadget, 150 euro."

Oh… Avevo appena ordinato 70 magliette.

Dai!

E non ti carico il costo della stilista che le ha disegnate.

- Quello me lo accollo io. - Grazie, Palitha, sei gentile.

Palitha!

È colpa sua, se perdo la mia unica fonte di reddito.

- E l'officina? - Bravo, mi stavo scordando.

Usura delle parti meccaniche del carro attrezzi,

benzina, costi al chilometro.

Facciamo 600 euro.

Facciamo 1.000, tanto non te li do.

Certo, perché è più facile fare così.

Tu arrivi da Roma, bello, bello.

"Piacere, sono un ex poliziotto, faccio la guardia del corpo."

Mi costringi ad aprire un'agenzia e poi mandi tutto all'aria.

Tanto i soldi mica sono vostri.

Siamo sempre noi del nord a pagare.

Tutti uguali voi romani! Tutti uguali!

Non farci caso, è dispiaciuto.

Questo è mio.

Dispiace anche a me.

Gli hai regalato qualche mese di felicità.

Si dimenticherà presto della storia dell'agenzia.

Ha il lavoro, ha te.

Lui non è dispiaciuto per l'agenzia.

Non lo direbbe mai, ma soffre come un cane che te ne vai.

Tu sei proprio sicuro che non si possa evitare questa cosa?

No, non si può.

Crema. Promettimi che quando me ne vado, ti metti a dieta.

- Quindi è ufficiale? - Sì.

- Che ci faccio? - Quello che hai sempre fatto.

Però facciamo come prima. Glieli dai senza dirgli da dove arrivano.

- No. - Come "no"?

No. Il senso di colpa non te lo togli pagando o ingoiando pasticche.

- Che roba è? - È per i dolori.

- Me le ha prescritte la dottoressa. - Dice di prenderle a manciate?

- Hai parlato con Bonetti? - Sì.

Ho parlato anche con un tizio dei Servizi, mi aspettava sotto casa.

- Mi ha chiesto di provare a convincerti. - E tu?

Che gli avrei dovuto dire? Ho detto che ci provavo. Avevo paura.

Io lo so dall'accademia che non sono come te e Sergio.

Il rischio e l'azione voi ce l'avete nel sangue.

Io non sono mai stato così, infatti in ufficio sto benissimo.

Sono sempre stato uno che preferiva stare in disparte

ma certe cose le capisco bene.

Che hai capito?

Per lasciarti questa storia alle spalle

devi prendere chi l'ha messo sulla sedia a rotelle.

È stata Khadija.

Per questo i Servizi vogliono coinvolgermi.

Non può avere organizzato tutto da sola, lo sai bene.

La verità su come sono andate le cose non la saprò mai.

Però hai l'occasione di fare un po' di giustizia.

È l'unico modo che hai per andare avanti.

Ecco qui.

Come va?

Mi fa un male cane.

È normale, è già un miracolo che riesca a muoverla.

- Lei deve fare un po' di riabilitazione. - Sì, lo so.

Mi fa un'altra ricetta per gli antidolorifici?

Io la notte non riesco a dormire.

Sono palliativi e sono anche pericolosi.

Senza un po' di terapia non le passerà mai.

Va bene.

Ecco qui.

Non più di una al giorno, mi raccomando.

"Non più di una al giorno". Grazie.

[sospiro di Luca]

Sì.

- Sì, ho capito. - [vibrazione del cellulare]

Mmh.

Scusa, ti devo richiamare. Ciao.

Dimmi.

Va bene. Ci sto.

Sai che è la prima volta che sono contento di sentirti?

Non ti ho detto una cosa, stavolta non dovrai rendere conto solo a me.

Lo so, non avete una gran voglia

di trovarvi qui insieme nello stesso posto, vero?

Neanche io sono contento.

Avevo i biglietti per andare allo stadio, invece devo stare con voi.

Però si sa che la vita a volte non è giusta, vero?

Come sappiamo anche che Luca è indispensabile per questa cosa.

Ma lui no.

Maganza non è qui solo in qualità di vice questore

ma su esplicita richiesta del Ministero dell'Interno.

Addirittura! Non la smetti di fare carriera, eh?

Sono le dieci di mattina, non possiamo litigare a quest'ora.

Allora… Maud Al Assad.

La famiglia possiede giacimenti di petrolio nella penisola araba

e miniere di preziosi in Africa.

Il padre può essere considerato un moderato, ma Al Assad no.

Lui è molto vicino a gruppi radicali e terroristi in Europa

che finanzia regolarmente.

- A scopo religioso? - Ma va'.

Per destabilizzare i Paesi che gli fanno concorrenza con il petrolio.

- Esattamente come la Libia. - Venite qui.

Allora… noi sospettiamo

che lui usi questi viaggi in Europa per portare il denaro

ma ancora non sappiamo come

perciò bisogna seguirlo e sapere chi incontra.

Quando arriva?

Domattina a Malpensa con un volo privato.

Poi alloggerà al Kumquat.

Non è l'albergo dove alloggiava la modella araba?

Mi chiedevi i favori, ero curioso di sapere a che ti servivano.

Va bene, va bene.

- Avrà una scorta personale? - Sì, quattro uomini,

ma si appoggerà anche a delle guardie del corpo sul posto.

Perché?

Perché i suoi non conoscono il territorio.

Ultimamente ha ricevuto minacce e non è visto di buon occhio.

Il titolare dell'agenzia di sicurezza è un nostro uomo.

Sarà lui che ti assumerà.

- Che margini di manovra ho? - Limitati.

Poi se ti dovessero scoprire, noi negheremo ogni coinvolgimento.

Allora proprio come ai bei tempi.

Però stavolta niente cazzate.

- Senza cazzate. - Mmh.

- Me ne posso andare? - No.

Al piano terra del Kumquat c'è un ristorante stellato.

Se ci mangi, segnati tutto, perché poi voglio sapere com'è.

Il cliente è molto esigente in fatto di privacy.

Nessuno deve sapere per chi lavorate e dove andate.

Con voi ci sarà Luca Travaglia, mio caro amico da 20 anni.

Abbiamo lavorato insieme. Non serve che gli insegniate nulla.

L'arrivo è a Malpensa. Roberto guiderà il gruppo.

- Ha il numero di volo e capo scorta. - Ok.

Sarà lui a darvi le direttive più precise. Tutto ok?

- Sì. - Buon lavoro.

- Buona giornata. - Grazie.

Vieni con me.

Questo è l'abito.

E questa è la pistola.

Spero che la taglia vada bene e anche il calibro.

Sì, perfetta.

- Ciao. - Ciao. Oh, aspetta!

Che ci fai con quel vestito?

- Devi andare a un funerale? - Ho un lavoro.

Non vai più via?

Non ho ancora finito di smontare l'insegna

e se c'è una possibilità che tu rimanga…

Smontala.

- Che ci devi fare con quel vestito? - [sospiro di Luca]

- La guardia del corpo. - Per chi?

Non te lo posso dire.

Perché non me lo puoi dire?

Eh?

Perché?

Ah…

Vado.

- Di già? - Mmh.

Abbiamo i sopralluoghi, il percorso del ministro, l'Ambasciata…

- Non aspetti il caffè? - Ok.

L'hai fatto tu?

Secondo te, ne sarei capace? Mi sopravvaluti.

No, c'è un laboratorio giapponese qui vicino.

Usano una tecnica particolare che si chiama kintsugi.

- Potevi ricomprarla nuova. - Mi sarebbe costato di meno,

però c'è tutta una filosofia dietro.

Loro, invece di rendere invisibili le crepe,

cercano di evidenziarle con una lacca fatta d'oro.

Perché?

Perché non è che se una cosa si rompe, ha esaurito la sua vita.

Anzi, le linee di frattura la rendono più preziosa.

- Dicono loro. - Quelli del kintsugi.

- "Ghi". - "Gi".

"Ghi".

- Il caffè. - "Il caffè".

- Grazie. - Prego.

- Tu hai già lavorato con gli arabi? - Sì, spesso.

Serve sempre una guardia del corpo per le mogli.

- Non siamo tante a fare questo lavoro. - Danno belle mance?

Da paura. Vediamo di lavorare bene, così mi rifaccio la moto.

Ecco.

Tre mogli, ti rendi conto? Io già con una mi rompo il cazzo.

Le mogli sono al piano superiore

perché le donne non possono avere contatti con gli uomini.

Ilenia presidia il loro piano.

Tu rimani a presidiare la hall e tu i parcheggi.

Vieni con me, ti faccio vedere. Vai.

[in inglese] Il mio capo vuole che stia vicino al cliente.

[in inglese] Non vogliamo vederti su questo piano.

Mai!

[Luca] Non riesco ad avvicinarmi a lui.

Noi italiani gli serviamo per guidare la carovana di auto

e fare servizio d'ordine.

- Non siamo vicini ad Al Assad. - Chi gli sta vicino?

[Luca] La sua scorta personale, tutti militari arabi e tutti armati.

Due camminano sempre accanto a lui.

Un altro lo precede sempre, per controllare lo scenario.

Il quarto chiude il corteo, a distanza. Verifica la situazione.

[Claudio] Non vi fanno entrare con lui da nessuna parte?

[Luca] Mai. Ci tengono sempre a minimo dieci metri di distanza.

- Non ho modo di sapere con chi parla. - Il suo entourage?

[Luca] Al Assad è sempre con il suo segretario.

Ha la camera accanto e sa tutti gli impegni.

[Carvelli] E a lui ti puoi avvicinare?

[Luca] No, stanno sempre insieme.

[Carvelli] Nemmeno in albergo, nessuna possibilità?

[Luca] Non fanno avvicinare nessuno, mai.

Credetemi, è veramente impossibile.

Ci può salvare solo un miracolo.

Che cerchi?

- Che ci fai già sveglia? - Che cosa cerchi?

Niente, torna a letto.

Pensi che io sia stupida?

No.

Pensi che non mi accorga di quando ti chiudi in bagno?

O di quando stai al telefono di notte?

- Erano loro, vero? - Non ti riguarda, Elisa.

- Certo che mi riguarda. - Per favore.

- Ti prego, non andare. - Elisa, per favore.

Abbiamo una figlia.

- Lo capisci che ho paura? - Non c'è nulla di cui avere paura.

Allah protegge chi fa la cosa giusta.

Certo.

- Io dovrei crederci? - Ci credo io.

- È salito per comprare una casa? - È con un agente immobiliare.

Non credo per guardare il panorama.

Non ti ho mai visto. Che lavori hai fatto per Sauer?

- Delle cose anni fa. - Sei di Roma, giusto?

Si sente?

La cosa più bella di Roma? Il treno per Milano!

Scherzo, comunque.

Anche a me Milano ha fatto cacare per anni.

Si vive bene. Se ti serve qualche consiglio…

- Guardate quello. Come è vestito? - [scatti fotografici]

- Da dove arrivano? - [in inglese] Niente foto.

- Perché? - [in inglese] Niente foto.

Una foto.

- No. - Che cazzo vuoi?

- [in inglese] Fammi vedere il telefono. - Dammi il telefono.

- Ehi, ehi, ehi! - Ragazzi, calma.

Ora i ragazzi se ne vanno.

- No, calmo. - Andiamo a fare shopping.

[in arabo] Libertà!

- [in arabo] Andiamo! - [in arabo] Andiamo!

RoboCop! Potente come RoboCop, ma più agile.

È scattato, l'ha placcato… Hai fatto rugby?

- Gli sono solo corso incontro. - Sei stato bravo, Luca.

Tu non hai fatto un cazzo.

No, ho atteso l'arrivo delle Forze dell'Ordine come da protocollo.

Mi chiedevo: "Chissà che mancia prende RoboCop."

Non ride mai questo.

Può seguirmi di sopra?

Al Assad vorrebbe parlarle.

Eh!

Venga, venga pure.

Si accomodi. Perdoni il vestito, ho finito ora di fare ginnastica.

- Luca, giusto? - Sì, signore.

- Lei parla italiano? - Poco e male.

Ho studiato in Italia, perché amo la vostra lingua e la vostra cucina.

[in arabo] I soldi a Mustafa.

Volevo ringraziarla personalmente

- perché oggi mi ha salvato la vita. - Ho fatto il mio lavoro.

Se posso, signore, chi era quel tizio?

La polizia italiana dice che era un attivista,

un mio connazionale che dice di lottare per libertà.

Con un coltello?

Anche se io sono l'ultimo di 12 figli

sto cercando di cambiare il mio Paese, ma questo non piace a tutti.

Anche quando vado in giro a fare shopping, porto sempre la scorta.

Il problema è che la scorta non funziona.

[in arabo] Questi sono per te. Hai un volo alle 9:00 che ti riporterà a casa.

[in arabo] Grazie.

Ora, però, c'è un problema.

Ho un uomo di meno.

Farò parte della sua scorta personale, mi trasferisco in hotel.

Gli starò sempre appiccicato.

Potrò sentire che dice e vedere chi incontra.

- Sanno che parli arabo? - No.

Ottimo, ora sarà tutto più semplice.

Un po' mi pesa dirtelo, ma devo dire che sei stato bravissimo.

Anzi, siete stati bravissimi. Ora potete presentarvi per bene.

- Lui è Youssef. - È un onore lavorare con lei.

Sì, sì. Scusa per quel cazzotto, però doveva sembrare vero.

- Perché, era un cazzotto vero? - [risata di Carvelli]

Youssef è giovane, ma è l'agente migliore che ho.

Gli devo già due favori.

L'idea del finto assalitore l'ha avuta l'ispettore.

- Come le è venuta? - Da adesso in poi dammi del tu.

- La mia casa in campagna è "full". - Io non ce l'ho.

- Possiamo andare in tenda. - No, ho chiesto ai miei.

- Ho casa libera a Celle. - Possiamo andarci noi.

Sì, ma ci sono solo due letti.

- Dormo con voi? - No.

- Bianca? - Mmh?

- Salve, signora Vernoni. - Buonasera.

- Buonasera. - Ciao.

Non sapevo che fumassi.

Sono un mostro, non te l'ho detto.

Posso parlarti un momento?

- Scusate. - [insieme] Niente.

Devi rompermi quando sono con gli amici?

- Non sei tornata nemmeno oggi. - Ho dormito da Ludo.

Lo so, ma sono tre giorni che dormi da Ludo.

Sua madre mi ha chiesto che è successo.

E tu le hai detto che lo stalker che ti spaventava è uno che ti scopavi?

- Non puoi parlarmi così. - Perché?

- Non puoi mancarmi di rispetto. - Non posso mancarti di rispetto?

Tu hai mancato di rispetto a me, a papà, persino a Luca!

Ho sbagliato, lo so.

Ci sto male. Malissimo.

Non sono qui per farmi perdonare, non me lo merito.

Quindi perché sei qui?

Per chiederti scusa.

Non me lo perdonerò mai di averti delusa.

Non mi hai delusa, mamma. Mi fai pena.

Non perché avevi l'amante.

Tu e papà non vi amate da anni.

Tu lo tradisci e lui probabilmente tradisce te.

- Nonostante questo, tu non lo lasci. - Non mi aspetto che tu capisca.

Alla mia età le cose sono un po' più complicate di così.

Dici?

A me sembrano piuttosto semplici. Tu senza un uomo non sai chi sei.

L'ho letto il libro, mamma. Due volte.

Te lo meritavi quello che ti sta succedendo.

Invece no.

Non meritavo di finire in cinquina al Campiello.

Invece sì.

Hai scritto una cosa bella.

Una cosa tua.

Solo tua.

- Certo un caffè a quest'ora… - Tanto non dormo lo stesso.

Non sei mancino. Perché mi hai dato il pugno con la sinistra?

Non volevo farti male, mi servi.

Tu e Carvelli sembrate molto amici. Quanti favori ti deve?

Tanti.

E come te li sei guadagnati?

È una storia lunga. Diciamo che non può dirmi di no.

Vado, sennò mia moglie si incazza.

Di solito chi fa il nostro mestiere non può permettersi una moglie.

Capisco benissimo il perché.

Lei sa quello che fai?

Ormai sì. Il problema è farle capire perché lo faccio.

- Buonanotte. - Buonanotte.

- Hai gli occhi stanchi. - Sono tutto stanco.

[sospiro di Luca]

Mi cambiano gli spostamenti, mi tolgono le macchine…

Ho uno dei miei malato e devo fare una sostituzione.

Bene, datti malato anche tu.

Non scherzo. Se dici che ti fanno lavorare male, fregatene.

Ce ne andiamo al mare, io e te da soli.

Domani.

- "Al mare"? - Sì.

- Io e te? - Sì.

Dai, Khadija, come faccio?

- Come fanno tutti, Luca. - Ma io non sono "tutti".

È una questione di responsabilità.

Non è una scelta che devo fare oggi, domani o dopo domani.

L'ho fatta tanti anni fa, quando ho deciso di fare questo lavoro

e ho scelto da che parte stare.

- È difficile da capire. - No.

Non lo è.

Ehi. Ehi.

[in arabo] No, mio fratello ha le sue auto.

Non voglio che usi le mie.

L'anno scorso è andato a sbattere nel deserto. Che idiota!

Non sa guidare una Ferrari e vuole guidare un Paese.

Vengono loro da noi in albergo?

Non so se è il caso di parlare di certe cose mentre l'italiano è con noi.

Italiano!

Se vieni qui, ti regalo 100.000 euro. Eh, che dici?

Tranquillo, non capisce una parola di quello che diciamo.

Basta così, grazie.

Era molto bella.

- Mi scusi? - La commessa che ha sorriso a lei.

Voi, per lavoro, state attenti

a tutto quello che succede attorno a me.

Io faccio la stessa cosa, ma per abitudine.

Complimenti per l'attenzione.

Vuole il suo numero?

No, la guardavo solo per accertarmi che non fosse un pericolo.

Le belle donne sono sempre un pericolo.

Venga, venga pure.

Vuole bere qualcosa?

Non posso bere in servizio.

- È succo d'uva. - Allora sì, grazie.

- Lei è sposato? - No.

Ah, beato lei. Io, come ha visto, ho ben tre mogli.

È molto impegnativo, sa?

Sono delle donne fortunate, non fa mancare loro nulla.

Sì, ma lei non ha idea di quanto sia complicato.

Venga, si sieda pure.

Le mie tre mogli appartengono a tre tribù diverse.

Tre tribù che si sono combattute per decenni.

Sposarle ha portato un po' di pace nel mio Paese.

Ma non nella sua famiglia.

È un equilibrio molto delicato.

Io devo sempre dimostrare

che le amo tutte e tre allo stesso modo.

Ha visto gli acquisti di oggi, no?

È impossibile non notarli.

Devo comprare la stessa cosa uguale a tutte tre.

Se faccio un regalo a una, devo comprarlo anche alle altre.

- Nessuna di loro deve sentirsi inferiore. - Un meccanismo costoso.

Anche un po' snervante. Mi dia retta.

Molto meglio le commesse con i capelli rossi.

Bisogna stare alla larga dalle donne arabe.

[voce non udibile]

[respiro affannoso]

Ah…

[colpi di tosse]

Ehi.

È notte fonda, vieni a dormire.

- Lasciami stare. - Elisa, per favore, dai.

[in arabo] È arrivato a Milano.

- Quando? - La scorsa notte.

Vuole parlare dello scambio.

Aspetta un tuo uomo stasera alle 23:00.

Mandiamogli…

Hammed.

[Carvelli] Il nome non l'ha detto?

No, hanno solo detto che manderanno Hammed a incontrarlo.

- È uno della scorta. - Dove?

Non lo so. Lo seguo e capisco.

Puoi uscire senza essere visto?

Sì. Lui la sera resta in camera con le mogli.

- Alle nove ci mandano a dormire. - Viene anche Youssef.

No, è troppo pericoloso.

Non rompere le palle.

È uno fidatissimo, è bravo.

- È troppo giovane. - Appunto!

Se c'è da correre o sparare

meglio che non ci sia solo un vecchio come te.

Seguilo.

- Accosta. - Perché?

Accosta.

- Così rischiamo di perderlo. - Accosta. Spegni le luci.

- Lo lasciamo andare così? - Aspetta.

- Così lo perdiamo. - Vuoi stare zitto, per favore?

Un trucco per capire se qualcuno ti segue è fare due volte la rotonda.

Adesso lui pensa di essere solo e ci porta a destinazione. Seguilo.

- L'appuntamento è qui? - Aspettiamo e capiamo.

- Stanco, eh? - Un po'.

Fare la scorta a quell'arabo non è facile.

Non sapevo la storia della rotonda.

Non te l'hanno detto in accademia?

Non ho fatto nessuna accademia.

- Non hai guardato il mio dossier? - No.

Non guardo il passato di quelli con cui lavoro,

soprattutto se hanno origini arabe.

Invece il mio dossier è un po' più famoso, no?

- È stata dura, vero? - Quale parte esattamente?

- Quello che è successo alla tua donna. - Sì, è stata dura.

Com'era?

Era bellissima.

Non sarebbe stata il tuo tipo. A te piacciono le italiane.

Ho guardato il tuo dossier. Hai anche una figlia.

Sì.

Si chiama Aisha.

Ha otto anni.

Avrei voluto avere una figlia.

Hai detto che avere una famiglia è un problema in questo mestiere.

Amare qualcuno è un grande punto debole.

Chi ha qualcosa da perdere è più insicuro.

È uno strumento per i nostri nemici per manipolarci.

Facciamo la stessa vita di quelli a cui diamo la caccia.

Pensiamo come loro, ci muoviamo come loro.

Abbiamo gli stessi obiettivi, cambia il segno davanti.

Il mio problema è che, per stare dalla parte giusta,

potrei rovinare quello che amo.

Allora molla questo lavoro, non pensarci nemmeno un istante.

Si rinuncia a tutto per fare questo mestiere.

Alla fine ti ritrovi con un tale bisogno d'amore

che ti innamori della persona sbagliata.

Hai una famiglia.

Hai una figlia.

C'è qualcuno.

[scatti fotografici]

[voci non udibili]

Cazzo.

- Non sapevi che avesse un fratello? - Sì, non sapevo che fossi in Italia.

Che c'è? Lo conosci?

Conoscevo sua sorella.

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