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[musica elettronica]
Io intanto vado.
[voci non udibili]
[voce ovattata incomprensibile]
[uomo] Ludo? Ludo!
Ehi! Svegliati, Ludo!
Svegliati! Aiuto! Aiutatemi!
Oh, svegliati!
♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪
♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪
♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪
♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪
♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪
♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪
♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪
♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪
♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪
♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪
♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Solo un clandestino ♪
[rombo di motore]
- Buongiorno. - Buongiorno a lei.
L'ho sentita che singhiozzava.
È fortunato a essere arrivato qui, sennò…
- Cosa? - Dovevo farle pagare l'uscita.
L'auto va benissimo. Non mi serve un carro attrezzi.
Mi serve un investigatore privato. È qui?
- Sono io. - Cercavo Travaglia.
Ah, il mio socio.
È una questione molto delicata, purtroppo.
Forse è meglio che venga lui da noi. Aspetto una telefonata.
Così, però, dobbiamo farle pagare l'uscita.
Per il mio capo i soldi non sono un problema.
Fateci sapere quando vi risulta più comodo incontrarci.
Certo.
[Palitha] Vai, vai, vai.
Posso sapere che sta succedendo?
Mio marito è tornato a Milano per un paio di giorni.
Ah.
Per quello sei sparita?
Io pensavo che fosse perché ti ho dato buca.
Te le ha fatte lui?
Le ha comprate da un paparazzo prima che le pubblicassero.
Prima o poi doveva succedere, no?
Non devi nemmeno cercare le parole per dirglielo.
[sospiro]
Non volevi vivere questa storia alla luce del sole?
Evidentemente mi sbagliavo.
D'altronde, non mi avresti dato appuntamento in un parcheggio.
Non possiamo più fingere che tu sia la mia guardia del corpo.
Io non sto fingendo, io sono la tua guardia del corpo.
Sì, ma sei anche qualcos'altro.
Quindi finisce qui?
Lo capisco, eh.
È tuo marito,
è il padre di tua figlia.
Sai quante ne trovi di guardie del corpo? Una vale l'altra.
[Palitha] Luca!
Abbiamo un lavoro, anche bello grosso.
Vestiti bene, dobbiamo andare dal cliente. Gente importante.
Io mi devo vestire bene, eh?
Almeno oggi una camicia te la potevi mettere.
[uomo] Buongiorno.
Grazie per essere venuti subito. Avvocato Schiaffino, piacere.
Il piacere è suo.
Venite, il commendatore vi aspetta.
[sottovoce] Sentito? Il commendatore.
[uomo] Grazie mille.
La holding controlla un gruppo di imprese in settori diversi
e gestisce una serie di fondi di investimento.
Non mi avete convocato per parlare dei miei risparmi.
- Non ne ho. - È per mio figlio Ludovico.
Sabato scorso, mentre era in discoteca con degli amici
è caduto a terra.
Infarto del miocardio.
- Non c'è stato nulla da fare. - Mi dispiace.
Le analisi hanno rilevato un'alta concentrazione di cocaina nel sangue
perciò mi serve il suo aiuto.
Per il disturbo.
Quando terminerete il lavoro, avrete il resto.
Non per sembrare veniali, ma quanto è il resto, esattamente?
Sono 100.000 euro, in contanti.
Voglio che troviate il responsabile della sua morte.
Forse mi sfugge un passaggio, ma non è morto per overdose di cocaina?
Era tagliata male, chi gliel'ha venduta è un assassino.
Come sa che era tagliata male?
Lo so e basta.
Immagino che la polizia se ne stia occupando.
Certo…
Ma voglio essere sicuro che quel bastardo venga preso.
Grazie, ma questo caso non fa per me.
- Ne è sicuro? - Sicurissimo.
Ancora condoglianze, signor Motti. Andiamo.
- Se ci ripensate, sapete dove trovarci. - Sì, sì.
Il numero ce l'ho io, non si preoccupi.
Ora tu mi dici che ti ho fatto.
Perché mi odi così tanto?
Io sono stanco di passare le notti in giro per strada
ad aiutare dei disgraziati.
Con 100.000 euro potevo mollare il carro attrezzi.
Potevamo prenderci un ufficio vero
e assumere una segretaria come quella di Mutti.
- L'hai vista, sì? - Sì, allora?
Tanto a te non frega niente
né di aiutare me né di aiutare un povero padre disperato.
Non è il mio lavoro, non sono un cacciatore di taglie.
Quel padre non sta cercando giustizia, ma vendetta.
- Come lo sai? Te l'ha detto lui? - Non c'è bisogno.
Riconosco quelli come lui. Sali.
[sospiro]
[Montechi] Qualche possibilità c'è.
Un mio collega è in contatto
con il primario di un centro di ricerca di Lugano.
Sembra che Bonetti possa essere candidabile
per un intervento sperimentale.
- Di che tipo? - Per quello che ho capito io
mettono un elettrodo nel midollo spinale.
Dovrebbe alimentare il ricordo del processo motorio al cervello.
Così potrebbe tornare a camminare?
Non lo so, dice che ci sono dalle dieci alle quindici possibilità su cento
che la cosa possa andare in porto.
Ah, premetto che l'intervento è… molto costoso.
- Magari può essere un problema. - No, non è un problema.
Il problema è un altro.
A volte penso che abbiate ragione voi.
Il caso non esiste.
[Luca] Sì, certo, è tutto chiaro.
No, se io ho la mia squadra, non è un problema.
Va bene, a domani. Salve.
[in arabo] Tutto bene?
Devo andare in Ministero.
Mi affidano la sicurezza di un summit all'Ambasciata libica.
Quando?
- Luca? - Mmh?
- Quando? - Tra un mese, scusa.
Perché lo chiedono a te?
Sei nell'Antiterrorismo, che c'entri?
Tra gli invitati c'è il ministro libico, Al Hassari.
È un obiettivo sensibile, molta gente ce l'ha con lui.
Lo chiedono a me perché vogliono che niente vada storto.
[rintocchi di campana]
[colpi sulla macchina]
- Che c'è? - Chiama Motti.
Vatti a riprendere l'anticipo. Si torna al lavoro, dai.
- Sì! - Ci vediamo più tardi.
Ciao.
Ciao.
- Sei Bianca? - Sì.
La mamma c'è? Sono qui per lo stalker.
Sì. Prego.
Aspetti qui un attimo.
- Mamma? - Mmh?
Chi è quel tizio fuori?
Ho una nuova guardia del corpo.
E Luca?
Non poteva più lavorare per me, Bianca.
Perché?
Perché le cose stavano cominciando a complicarsi.
E chi l'ha deciso?
Tutti e due.
Quindi non c'entra niente il fatto che papà è tornato a Milano?
No, non c'entra niente.
- Papà c'entra sempre. - Bianca, per favore.
Meriti anche tu qualcuno che ti voglia bene.
Adesso arriva.
Quindi?
Se sanno che faccio uscire certe cose dall'archivio mi cacciano,
lo sai, devi smetterla di chiedermi questi favori.
Il favore lo stai facendo a Bonetti.
Che c'entra Sergio?
C'è un'operazione che potrebbe rifarlo camminare
ma servono parecchi soldi
e questo è l'unico modo per rimediarli.
Chi ti ha assunto?
Il padre del ragazzo morto.
Ha messo una taglia su chi gli ha venduto la coca.
Auguri.
La Questura ha fatto le analisi al depuratore di Nosedo.
Ci passa l'acqua di tutta Milano.
Solo a Milano se ne consuma un chilo al giorno.
Ti rendi conto? Qui ci sono più spacciatori che tabaccherie.
- Era tagliata male la coca? - No, sembrerebbe di no.
Ma non è stato quello ad ammazzarlo.
Aveva una concentrazione di cocaina nove volte superiore
a quella tollerata da un adulto.
Chi ha chiamato l'ambulanza?
Riccardo Del Rosso, è stato il primo a soccorrerlo.
- L'hanno interrogato? - Sì, come persona informata dei fatti,
ma dice che non erano amici.
Lo conosceva perché faceva aperitivo al suo bar.
Va bene, grazie, almeno ho qualcosa da cui partire.
- Lui che dice? - Chi?
Sergio, dell'operazione.
Non ci ho ancora parlato.
Ti va se facciamo due chiacchiere?
- Ho detto tutto ai tuoi colleghi. - Ex.
Mi hanno rotto le palle fino alle dieci.
Io so essere più rompipalle di loro.
Ascolta, non eravamo amici.
Passava al locale ogni tanto.
- Lo conoscevano tutti a Milano. - Perché lo conoscevano tutti?
Era un figlio di papà pieno di soldi, belle macchine, belle fiche.
In discoteca sciabolava champagne e offriva da bere a tutti.
Non solo da bere.
- Sanno tutti di che è morto. - Offriva anche quella.
Mi ha detto se volevo una striscia.
- E figurati se hai rifiutato. - Ti sembra strano ma io ho smesso.
Ne ho già fatte di cazzate.
Ho un locale adesso.
- Se mi ci infogno ancora, chiudo. - Qualcuno gli avrà detto di sì.
Ti spiego una cosa, è meglio che mi dici quello che sai.
Sai quanto ci metto a farti chiudere? Basta una telefonata.
L'ho visto che usciva dal bagno con Sonia
la ragazza che lavorava in discoteca.
Ora l'hanno chiusa.
- Mmh. Tu hai il numero di questa Sonia? - No.
Però ti posso dire dove lavora di giorno.
Bravo, dimmelo.
Antonio si impegna e sta migliorando nella lettura, non si preoccupi.
Grazie, maestra.
Vado, che ci sono altre mamme. Buona giornata.
A lei.
- Tocca a me, giusto? - Sì.
[insieme] Buongiorno.
Lei è il papà di…
No, io sono qui per Ludovico.
Non ho bambini di nome Ludovico. Forse ha sbagliato classe.
Ludovico Motti.
Io sto lavorando, quindi se non le dispiace…
Sì, mi dispiace.
Non credo che genitori e preside sarebbero felici di sapere che fai.
Fare la barista in discoteca per arrotondare non è un problema.
No, quello no.
Il problema è quello che fai nei bagni delle discoteche.
Va bene. Non lo conoscevo.
Sapevo chi era come lo sapevano tutti.
E per te è normale pippare nei bagni con uno sconosciuto?
Può capitare, ma non sono una tossica.
Alcuni bevono otto Negroni a sera.
Io non bevo, non mangio carne, però a volte mi faccio una striscia.
Tu lo sai quanti morti fa l'alcol ogni anno?
40.000.
Dimmi che vuoi sapere, facciamo prima.
- Sai dove l'aveva comprata? - No.
- Ne aveva tanta? - No, solo due strisce.
La rosa.
"La rosa"?
Coca rosa, ne avevo sentito parlare, ma non l'avevo mai vista,
pensavo che fosse una leggenda.
Basta, non so altro. Ora, per favore, lasciami in pace.
[vociare indistinto]
- Oh! - Chi cazzo sei?
[in romanesco] Calmo, tranquillo.. Sono un collega, un investigatore.
Un collega?
Non danno la licenza agli ex carcerati. Che cazzo vuoi?
Cerco lo spacciatore. Sono molti soldi, tanti ci provano.
"Tanti" chi?
Gente come te, ma anche gente come me.
Perché mi segui?
È più facile seguire te che provarci da solo.
Sanno tutti chi sei.
Sparisci, vattene.
Perché fai così? Mettiamoci insieme e dividiamo, no?
I soldi ci sono per tutti e due.
Sono di Roma. Non senti che parlo come te?
Se ti rivedo, ti faccio rimettere dentro. Sparisci.
Capiamo che carte hanno e cosa hanno da offrire al posto nostro.
[donna] Dove va? Fermo!
- Dottore, ho cercato di fermarlo. - Che cos'è questa storia?
- A che gioco sta giocando? - Non capisco.
- Lei non ha chiamato solo me. - Poteva immaginarlo.
Lo sa, voglio essere sicuro di trovare il colpevole.
In quanti lo stiamo cercando?
Abbastanza da permetterle di tirarsi indietro, se vuole. Senza rancore.
Lei deve tirarsi indietro. Fermi la caccia all'uomo, non serve.
Vede quel posto vuoto in fondo?
Spettava a mio figlio.
Faccio un lavoro complesso.
Non ho passato molto tempo con lui, quando era piccolo…
Ma lo aspettavo qui.
Avremmo lavorato insieme.
Gli avrei lasciato tutto questo.
Invece quel figlio di puttana me l'ha portato via.
Non credo che lo spacciatore sia l'unico responsabile.
Lo scopriremo quando lo avrò trovato.
Un mio conoscente è in contatto con il primario di una clinica svizzera
che è l'unica che pratica questi interventi sperimentali.
Il centro di ricerca di Lugano?
- Ah, lo conosci? - Certo, che lo conosco.
Conosco bene anche l'operazione.
- Sai quanto costa? - A quello penso io.
No, ti ringrazio, ma non mi interessa.
Siediti, ti porto il caffè.
Che vuol dire "non mi interessa"? Non vuoi tornare a camminare?
No, non è questo il punto.
Perché tu vuoi a tutti i costi che io torni a camminare?
L'intervento è complicato.
- Le probabilità che funzioni sono basse. - Ma ci sono.
Ma io non voglio più rincorrere le speranze,
Ho passato anni a cercare di capire come fare per tornare quello che ero.
- E vuoi rassegnarti adesso? - No, non voglio rassegnarmi,
voglio solo accettare che ormai sono questo.
Non potrò più fare il poliziotto,
ma posso continuare a vivere nonostante ciò che è successo,
guardare avanti.
Ed è quello che dovresti fare anche tu.
Che c'entro io?
Nulla, ma ti comporti come se fosse tutta colpa tua.
- Perché è colpa mia. - Smettila.
Eri il mio capo, non mio padre.
La cosa peggiore è che ti pesa vedermi qui sopra
e avere a che fare con me. È ciò che mi dà più fastidio.
È stata Khadija.
Scusa?
Lei ha messo la bomba nell'Ambasciata.
La tua compagna?
Sì.
Non l'ho mai detto a nessuno.
Come ha fatto?
Faceva parte di una cellula.
Mi ha ingannato fin dall'inizio.
Non ti sei mai accorto di niente?
No, mai.
Non è possibile.
È così. È andata così, te lo giuro.
Quindi, se fossi stato più attento, tutto questo non sarebbe successo?
Per favore, te ne vai?
- Sergio… - Per favore.
- [Luca] Il motorino è di sotto? - A che ti serve?
Devo andare al Ministero. In macchina quando arrivo?
Hai visto le chiavi?
Ah, ce le hai tu nella borsa.
- Ce le ho io, sì. - Ok.
Beh?
- Non ci andare. - Che cosa?
L'incarico per il summit… Non accettare.
- Khadija, è uno scherzo? - No, non è uno scherzo.
Ne abbiamo già parlato, per favore, dai.
È pericoloso, quel ministro è un obiettivo sensibile.
È il mio lavoro, è sempre pericoloso.
A me non va più bene!
- Sì, ma dammi le chiavi, sono in ritardo. - Ti prego.
Molla queste chiavi! Ma che sei impazzita?
Ti prego.
Scusa.
[bussano alla porta]
Luca! Stai bene?
Dov'è Palitha?
In bagno. Entra, ti faccio un caffè.
No, digli che dobbiamo andare. Lo aspetto fuori.
Pali! Palitha!
- Ah, mi ero dimenticato che tu non bevi. - Oggi sì.
Sto cercando uno spacciatore. So solo che vende della coca rosa.
Non è comune, ma magari mi sai indirizzare da qualcuno.
- Non sei l'unico a fare domande. - Un altro investigatore?
Brutta gente,
che non ci pensa due volte a spararti e buttarti in un fosso.
Ti sei messo in un gioco pericoloso, Clandestino.
Hanno chiesto anche ai miei se sapevamo chi la vende.
- Che avete detto? - La verità.
Noi maneggiamo solo fumo, non quella merda.
Siamo brava gente.
Ho saputo di un tizio,
un figlio di papà che si è improvvisato spacciatore.
Ha comprato un vecchio cellulare dai narcos
con 600 numeri.
Gli ha dato un sacco di soldi. Ha comprato una piazza di spaccio.
Lo trovi a Porta Garibaldi, quella è la sua zona.
Grazie.
Saprò restituirti il favore.
L'ho fatto perché non voglio che qualcuno faccia una brutta fine.
Per quello devo trovarlo io per primo.
Buono.
[squilli di cellulare]
Dimmi.
Ci ho pensato.
A che cosa?
Non importa se mi vedono con Luca.
Anzi, che mi vedano, voglio viverla alla luce del sole.
Pensi di dirgli la verità?
Se sapesse perché hai avuto bisogno di lui all'inizio
non la prenderebbe bene.
Non mi fanno paura le tue minacce. Ho già deciso di dirgli tutto.
Ti consiglio di pensarci meglio.
Sputare su ciò che hai in un libro non è come perderlo nella vita vera.
[sospiro]
- [Luca] Dimmi. - Dove sei?
Sono in giro per lavoro. Che vuoi?
Possiamo vederci domattina? Devo dirti una cosa importante.
Sempre nel parcheggio immagino.
No, sui Navigli, dove siamo andati a correre.
- Va bene, dai, a domani. - A domani.
Alza il finestrino, fa freddo.
Puzzi di alcol, sembra di stare in una distilleria.
Pensavo che avessi smesso.
Da quanto non vedi comprare un CD?
- Quindi lui… - Direi di sì.
Qui c'è troppa gente per affrontarlo.
Se parte, seguilo.
Vai, ora.
[vociare indistinto]
[Luca] Aspettami qui.
Perché cazzo mi stai seguendo?
- Sei tu che vendi la coca rosa? - Sei uno sbirro?
[uomo] Non ha la faccia da poliziotto.
No, non ce l'ho.
Basta, ti prego, basta!
Basta!
Hai venduto tu la bamba a Ludovico?
- A chi? - Il ragazzo morto in discoteca.
- Non lo conosco. - Aveva la coca rosa.
La vendi solo tu.
Gliel'avrà rivenduta qualcuno. Non vendo a nessuno sotto i 40.
I ragazzi fanno solo casini. Non c'entro nulla.
Tu c'entri, chissà con che merda la tagli.
La mia roba è buona, purissima.
La taglio con la rapa.
- Eh? - Polvere di rapa, perciò è rosa.
- Perché? - Per marketing. Siamo a Milano, no?
- Oh, che fai? - Devi stare zitto.
Non so quanto hai pagato il telefono, ma se fiati li spendi dal dentista.
Ti do un consiglio, ciccio.
Non farti vedere in giro, non sono l'unico che ti cerca.
[voci non udibili]
- Chi parla? - Ciao, Carvelli.
Da che numero chiami?
- È il numero di uno spacciatore. - Me lo metto in agenda. Che vuoi?
Ti mando la rubrica. Devi incrociare i numeri
con quelli che ha fatto un ragazzo morto per droga, Ludovico Motti.
È l'ultimo favore che ti faccio.
Te ne approfitti. Spero che sia per una cosa importante.
- Devo trovare chi gli ha dato la roba. - Mi serve tempo.
Va bene, aspetto.
Quanto tempo ci hai messo?
[Sergio] Non riesco a muovere le gambe.
[piangendo] Non mi sento le gambe.
[Luca] Stai tranquillo.
[squilli di cellulare]
[Carvelli] Ti ho rimediato il nome, te lo invio.
- [Luca] Aspettami qui. - [Palitha] Perché?
- Perché lo dico io. - E allora?
Non lo decidi tu se vengo o no.
Siamo soci, il mio voto conta almeno per il 50%.
Non lo reggo adesso questo teatrino. Aspettami qui e non farmi incazzare.
Oh! Chi sei? Che cazzo vuoi?
Posala, che ti stacco la testa. Sono venuto per salvarti il culo.
[Luca] È tuo figlio?
Ha otto anni.
È un bambino in gamba.
Vive con la madre, lo vedo tutti i fine settimana.
Io sono tornato qui, a casa di mia madre, che non c'è più.
È in fissa con il calcio.
Secondo me, diventa anche forte.
Non sarebbe più contento
se suo padre facesse un lavoro normale, invece di spacciare?
Spacciare, dai… Che parola grossa.
Ne compro un po'. Ad alcuni ragazzi la porto a casa, come quel Motti.
I soliti a cui porto da mangiare con lo scooter.
Se avanza, me la pippo.
E non ti metti in tasca niente?
Dai, qualcosa per portarlo allo stadio la domenica.
La bamba è un business che fattura come una multinazionale,
ma noi siamo l'anello debole, come i cottimisti dei cantieri.
Le organizzazioni grosse fanno i soldi veri.
Va bene.
Senti…
Stammi a sentire bene,
tu devi andare alla polizia.
Se ti trovano prima quelli che ha pagato il padre di Ludovico,
tuo figlio non lo rivedi più.
Con la coca è sempre così.
O finisci morto o finisci dentro.
Non ci sono molte alternative.
Potevi pensarci quando eri in tempo.
Chi pippa non smette.
Al massimo si prende una pausa.
Anche chi beve.
Ci avevo dato un taglio, quando era nato Filippo.
Avevo un bel lavoro, stavo bene.
Poi io e la madre ci siamo lasciati e ho ricominciato.
Lì per lì non pensi di essere un tossico.
Pensi che è normale, lo fanno tutti, è una cosa tranquilla.
Fino a quando non ti ritrovi a pippare da solo tutte le sere.
[Palitha] E questi?
Stanno arrivando tre tizi molto brutti, è meglio se te ne vai.
[Luca] Arriviamo, tieni il motore acceso.
Ok.
Stai giù. Vieni con me.
[versi di lotta]
Hai visto, a metterti contro di me?
Cammina.
- Io non c'entro niente. - Sta' zitto! Zitto!
- [uomo 1] Io non lo conosco. - [uomo 2] Zitto.
- [uomo 1] Non ho fatto niente! - [uomo 2] Zitto!
- [uomo 1] Dove mi portate? - [uomo 2] Sali! Forza!
- [Palitha] Come ti senti? - Non è niente, tranquillo.
- Devi andare in ospedale. - Macché, seguili.
[Palitha] Non mi piace questa situazione.
Chiama Maganza, facciamoci aiutare da lui.
Non chiamiamo nessuno, Palitha.
Come fai a non avere mai paura?
Chi ti ha detto che non ce l'ho?
Luca, tu non stai bene, lo vedo.
Non ti faccio andare lì da solo.
Vai a casa, Palitha. Vai da Gedara.
[uomo 1] Perché mi avete portato qui? Che cosa volete da me?
Non ho fatto nulla, non vi conosco.
Non conosci me, ma mio figlio te lo ricordi, sì?
Ludovico è morto per colpa tua.
- Io non ho fatto niente. - Chi gliel'ha data quella merda?
- Chi gliel'ha venduta quella merda? - Non è colpa mia!
Gli avevo anche detto di andarci piano con quella roba.
[pianto e versi di dolore]
[uomo 1] Va bene, è colpa mia.
È colpa mia, è colpa mia. Confesso tutto.
Vi prego, lasciatemi andare alla polizia.
Così ti danno i domiciliari e in due anni sei fuori, eh?
Fermo!
- Che cosa ci fai qui? - Abbassa quella pistola.
Anzi, fai una cosa, sparagli
- e poi io sparo a te. - E io a te.
La coca che ha venduto a Ludovico non era tagliata male.
Tu figlio ne ha presa troppa, ha fatto tutto da solo.
È uno spacciatore, ma non è un assassino.
Se lo ammazzi, non risolvi niente,
avrai solo un altro fantasma che viene a trovarti la notte.
Fidati di me.
Hai fatto bene a chiamarmi. Dov'è?
Lì dentro.
- Quanti sono? - Almeno quattro.
[spari]
Cazzo! Cazzo!
- Fermi, polizia! - Armi a terra! Fermi!
[grida]
[uomo] A terra! Giù la pistola, non ti muovere!
[Claudio] Luca!
Luca. Chiamate un'ambulanza!
Un'ambulanza… Chiamate un'ambulanza!
[respiro affannoso]
Ehi.
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