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Original subtitles

Mi chiamo Paloma.

Ho 11 anni.

Vivo al due di rue Eugéne Manuel a Parigi,

in un appartamento da ricchi.

I miei genitori sono ricchi, la mia famiglia è ricca

e mia sorella e io siamo, perciò, virtualmente ricche.

Ma malgrado ciò,

malgrado tutta questa fortuna e tutta questa ricchezza...

Paloma! da molto tempo

so che la destinazione finale è la boccia dei pesci.

Un mondo in cui gli adulti passano il tempo a cozzare

come mosche contro lo stesso vetro.

Paloma, dove sei?

Paloma?

Paloma, dove sei?

Ma una cosa è certa.

Io nella boccia non ci vado.

E una decisione ben ponderata.

Alla fine dell'anno scolastico,

il giorno dei miei 12 anni,

il 16 giugno prossimo,

tra 165 giorni,

io mi suiciderò.

Paloma?

Paloma, dove sei?

Non è perché progetto di morire

che devo lasciarmi ammuffire come una verdura avariata.

L'importante non è morire né a che età si muore,

è quello che si sta per fare in quel preciso momento.

In Taniguchi gli eroi muoiono scalando l'Everest.

E il mio Everest è fare un film.

Un film che mostri perché la vita è assurda.

La vita degli altri e la mia.

Ah, Paloma! Ma perché ti nascondi sempre cosi?

Se nulla ha un senso, che almeno lo spirito si metta alla prova.

Paloma, per piacere, tua madre ti ha fatto una domanda.

Spegni quella videocamera.

Perché ti nascondi, Paloma?

Bene. lo devo andare.

E che non incontro l'uomo giusto.

Buongiorno, signore. Buongiorno.

Jean-Pierre?

Jean-Pierre?

Buongiorno, Madame Michel. Buongiorno, Jean-Pierre.

Non vuole andare al dormitorio? Oggi farà molto freddo.

Al dormitorio? Ah, vorrei proprio vedere lei.

Si sta meglio qui.

#Madre Michel che ha perduto il gatto#

#che grida dalla finestra chi glielo ridarà.#

#E padre Lustucru...#

Uh, come sei cresciuta!

Solange Josse.

Aspetta, vado a prendere un bello...

Madre di famiglia, borghese, che intrattiene da un decennio

un legame stretto con la psicanalisi...

Tu sei splendida!

Gli ansiolitici, gli antidepressivi e lo champagne.

E tu sei perfetta. Te ne do un pochino, non ne hai bisogno di più].

Oh, no, no, piccola mia.

E vagamente cosciente del potenziale decorative

delle sue piante verdi,

ma si ostina a parlare con loro come a una persona.

Molto bene. Diventerai magnifica.

Diventerai la più bella. Più grande di me!

Ma si, guarda. Vedi? Ecco, già ti riprendi.

Io vado. Devo solo pulirti un po'.

Sta' tranquilla, non è grave.

Io vado!

Oh! Buona giornata, Paloma! Buona giornata.

Buongiorno, Paloma. Buongiorno.

Fa un freddo cane fuori.

Buongiorno, signorina.

Buongiorno.

Arrivata al pianerottolo del secondo piano

ho visto Pierre Arthens.

Era per terra, la mano sul petto. Era morto. Oh!

E orribile.

Il medico ha detto che era morto da almeno due ore.

E terribile! Quando il cuore cede, è come una mannaia.

Dovevamo prendere un tè questa settimana.

Da tempo parlavamo di una cena tra vicini.

Se noi ci fossimo fatte vive questa mattina, signore mie,

Monsieur Arthens avrebbe avuto sentore di qualcosa.

Paloma, non restare lì, per piacere. Rientra in casa.

Stava cosi bene. Salve, Madre Michel.

Jean-Pierre...

Allora, ha perduto il suo gatto?

Per piacere, adesso no. Non è il momento.

Paloma, il gatto!

Paloma!

"ELOGIO DELL'OMBRA"

Oh, mio dio, arrivano. Sento Anna.

Passare la vita come un pesce in una boccia.

E finire in un sacco di plastica.

Devo solo far riscaldare lo spezzatino.

Manuela ha preparato tutto. Cosa c'è per dessert?

Oh, Signore, il dessert! Me ne sono dimenticata!

Povero Pierre, mi ha completamente scombussolata.

Ah! L'ascensore!

Madame de Breuil, l'ascensore rifunziona!

16 giugno, 15 giugno, 14 giugno, 13 giugno---

14 maggio, 11 maggio...

14 aprile, 13 aprile...

il 16 giugno. Tra 165 giorni.

La stanza di Paloma. Bene, signorina.

Che stanza! E la caverna di Ali Babà, eh?

Tu vieni con noi?

Dunque, lo studio di Paul, che non tarderà ad arrivare. Ciao.

Ciao.

No! No, no, no.

No.

Allora, venite? Arrivo!

Tieni, puoi preparare il vassoio. Va bene.

Colombe Josse.

Archetipo della teoria del pesce rosso nella boccia.

Paloma, smettila di filmarmi.

Una ragazza ossessionata dal desiderio

di essere meno nevrotica di sua madre e più brillante di suo padre.

Per lei la vita è una battaglia permanente

in cui bisogna vincere distruggendo l'altro.

Paloma!

Chi riceviamo? I genitori di Tibère.

Ah, Si.

Oh, è atroce!

Ti rendi conto?

Povero Pierre! Che orrore!

Tu stai bene e... hop, il cuore cede e... hop, è finita.

Ti rendi conto? Si, è atroce.

Atroce. Hop, il cuore cede e... pft, più niente.

Finito. Terminato!

No, no, no. Mamma, non vorrai piangere a cena, eh?

Perché è comunque imbarazzante nei confronti dei genitori di Tibère.

Manuela non ha mica messo il sale nello spezzatino?

No, no, no. Le ho detto di non metterlo.

Sicura, eh?

No, perché il padre di Tibère deve stare attentissimo...

lo ho messo il sale nelle clementine.

Tu hai messo il...?

Vista.

Ah!

E di che cosa è morto?

Ma mi ascolti quando ti parlo?!

E strano quello che mi dice perché, quando ero molto piccola,

credevo che alla nascita

ci attribuissero un certo numero di parole da dire

e che una volta che questo tempo di parole cessava, si diventava muti.

Per me si nasceva muti

se si dimenticavano di attribuirci delle parole.

E siccome non sapevo il numero di parole che mi erano state date,

ebbene per tutto un periodo ho parlato il meno possibile

per economizzarle.

Si, è impressionante... Mi passi il sale, per favore?

Io sono ancora capace di restare sbalordito...

Che cosa accadrà in effetti?

E che avremo l'arrivo di una massa di aria fredda che provocherà...

lo è da 10 anni secchi che sono in analisi

e questo mi ha completamente cambiato la vita.

Cosa provano le prove dell'esistenza di Dio?

Certamente non che Dio esiste. Proprio cosi.

Peri: a volte ho dei piccoli dubbi, ma non è questo il punto.

E soprattutto ho l'impressione...

E lei? Cos'è che l'ha spinta a...?

La morte di mio padre è stato l'avvenimento scatenante.

Io sono convinta di aver preso la decisione...

Andarci in quel momento è stato un passo salvifico per me.

Per dimostrare l'esistenza di Dio.

D'accordo, si. Capisco, si.

Un po' come le hostess sull'aereo.

Per esempio, mi sono ricordata di un sogno

che facevo spesso a quell'epoca. Perdevo i denti.

Insomma, diventavano neri e cadevano l'uno dopo l'altro, cosi.

Ne ho parlato al mio "psi" e sa che cosa mi ha detto?

"Cara signora, un freudiano le direbbe che è un sogno di morte."

Oh!

E incredibile, no?

Mamma... Mi ascolti? E incredibile.

Essendo ateo trovo assolutamente fondamentale

che ci si confronti con un concetto del genere.

Per me si è fatto prete per la sola e unica ragione

che aveva accesso prioritario alla biblioteca.

Sicuramente si.

Dunque ai libri, dunque agli scritti.

Non deve fare altro che telefonare direttamente a Junot in giornata.

Paul Josse.

Ministro prossimamente vittima di un rimpasto governativo.

Uomo occupato,

preoccupato e brillante.

Più dedito alla carriera che alla famiglia,

ma ciononostante benevolo.

Anche se fondamentalmente rinunciatario.

Non si preoccupi. Ho già mangiato fin troppo.

D'abitudine non amo molto la carne rossa e qui me la sono goduta!

Una perfetta combinazione tra Merlot e Cabernet.

Ne è sicura? Si! Grazie.

Sono due vitigni.

In ogni caso non sono io che l'ho cucinato.

Scusatemi, torno subito.

Perciò, in realtà è la caratteristica di questo vino.

Paloma, non ti ho dato la mia vecchia videocamera

perché tu ci faccia qualunque cosa. Spegnila subito. Ts.

Scusatemi, una chiamata urgente. No, ma si figuri.

Emmanuel Lasker! il campione di scacchi che ha dichiarato:

"Se c'è una vita intelligente su Marie,

i suoi abitanti devono aver inventato il gioco del go".

Scoperto. Si, scoperto, inventato... E Emmanuel Lasker.

Ah, bene.

Le dicevo, il go è un gioco di strategia straordinaria.

E un po' l'equivalente dei nostri scacchi in Giappone.

E falso. Un'altra invenzione che dobbiamo ai giapponesi!

Ah, è vero, si. E falso!

I cinesi hanno inventato il gioco del go, non i giapponesi.

Ah. no, cara signorina.

Sono i giapponesi che hanno inventato il go.

No, caro signore. Lei si sbaglia.

No, no, no. E non è un equivalente degli scacchi.

Negli scacchi bisogna uccidere per vincere.

Invece uno degli aspetti più belli del go

è che per vincere bisogna vivere,

ma anche lasciar vivere l'avversario. Paloma...

La vita e la morte sono solo le conseguenze

di una costruzione più o meno solida. Paloma!

E quello che conta è costruire bene.

Evita di farlo!

Inseguire le stelle, non finire come un pesce in una boccia.

Martedì 5 giugno.

Mi avvicino dolcemente alla data del 16.

E non ho paura.

Quando si prende la decisione di morire

è perché si considera che è nell'ordine delle cose.

Come un passaggio delicato.

Una morbida discesa verso il riposo.

Paloma!

Gli adulti hanno un rapporto particolarmente difficile

con la morte, mentre invece è l'avvenimento più banale del mondo.

Paloma!

Non bisogna lasciare niente al caso

quando si prende una decisione difficilmente comprensibile.

E incredibile la rapidità con la quale certe persone

possono intralciare i progetti a cui teniamo di più.

Ah, sei qua. Vestiti, se no fai tardi.

Ah, eccola qua.

Le presento il signor Kakuro "Ochu",

il nostro nuovo proprietario.

Buongiorno. Buongiorno, signora.

Madame Michel, vuole mostrare gli spazi comuni a Monsieur "Ochu"?

Si.

E gli c'è anche la chiave della cassetta delle lettere? Si.

I trasportatori arrivano molto presto domattina.

Provvederà a che l'atrio dello stabile sia sgombro. Si.

Grazie, signora. Conosceva bene la famiglia Arthens?

Delle persone straordinarie.

Non li conoscevo particolarmente, era una famiglia come le altre qui.

Si, una famiglia felice.

Tutte le famiglie felici si somigliano.

Ma le famiglie infelici, lo sono ciascuna a modo suo.

Oh.

Ho due gatti.

Posso sapere come si chiama il suo?

Léon. Arrivederci, signora.

Grazie, Madame Michel.

"Tutte le famiglie felici si somigliano,

ma le famiglie infelici lo sono ciascuna a modo suo."

Che cosa mi ha preso?

Perché ho...?

Sembra avere fretta.

Dopo di lei, signorina. Grazie, signore.

Capita spesso.

Tu sei Paloma, vero? Si.

Sono il tuo nuovo vicino. Mi chiamo Kakuro Ozu.

Tu non dovresti essere a scuola a quest'ora?

Si, appunto.

Ma ho dimenticato la cartella a casa. Oh.

Tua madre mi ha detto che tu studi il giapponese.

Benissimo.

Grazie, signore.

Ho appena fatto la conoscenza della nostra portiera, Madame Michel.

Tu la conosci bene?

Non molto, no.

Un incontro curioso, devo dire.

Anche lei pensa che non è quello che crediamo?

Arrivederci.

Allora, ragazze mie?

Come state? State bene.

Tu... Buongiorno.

"Ochu."

"Ozu...

Ecco qua. Come siete belle.

Oh!

Perché ti nascondi sempre, Paloma?

Io credevo che alla nascita

ci attribuissero un certo numero di parole da dire.

Per me si nasceva muti

se si dimenticavano di attribuirci delle parole.

Per ritornare alla parola,

siccome non sapevo il numero di parole che mi erano state date...

ebbene, per tutto un periodo ho parlato il meno possibile

per economizzarle.

Ah, sei qua...

Per ritornare alla parola...

E questo mi ha completamente cambiato la vita...

Mi sono ricordata di un sogno che facevo spesso a quell'epoca:

perdevo i denti.

Ne ho parlato al mio psi e sa che cosa mi ha detto?

"Cara signora, un freudiano le direbbe che è un sogno di morte."

E incredibile, no?

E incredibile.

Oh!

E incredibile!

E incredibile...

Buongiorno. Buongiorno, Madame.

Entri! Grazie.

Dato che siamo a mercoledì immagino che Paloma sia in casa.

Per l'appunto.

Vorrei vedere sua figlia, cara signora,

perché abbiamo fatto conoscenza ieri

e abbiamo avuto una discussione molto interessante.

Lei è fortunate.

Mia figlia con noi non parla affatto.

Paloma! Monsieur Ozu è qui per te!

Avanti!

Ho una buona notizia.

Lui mi assume.

Chi?

Monsieur Ozu.

Mi assume per 12 ore, pagata come una principessa.

12 ore?

E come pensa di fare?

Ho lasciato perdere Madame Josse.

Ho lasciato perdere Madame Josse.

Festeggiamo l'evento, preparo un tè bianco.

Mi paga 12 euro l'ora.

Madame Josse mi pagava 8 euro

e in più lasciava le mutandine sporche in giro sotto il letto.

Forse anche lui lascia in giro le mutande sporche.

Ah no, non è il tipo.

Non c'è più un muro come prima. Hanno spaccato e rifatto tutto.

E magnifico.

Anche i suoi gatti sono molto belli.

Sono magri magri e avanzano, cosi, ondulando.

Beh, ma lei dovrebbe venire una volta con me a vedere,

quando sarà terminato.

Sa come si chiamano?

Chi?

I gatti.

La gatta si chiama Kitty, ma non mi ricordo il nome del gatto.

Levin. Si, Levin!

Come fa a saperlo?

Ma non sarà mica quel rivoluzionario?

No. il rivoluzionario è Lenin.

Levin è l'eroe di un grande romanzo russo.

Kitty è la donna di cui è innamorato.

Insomma, avrebbe dovuto vedere Madame Josse.

Gliel'ho dovuto ridire due volte.

Mi ha guardata, si è seduta e mi ha detto: "E ora che cosa faccio?".

E non le ha chiesto il perché?

Qui viene il meglio. Non ha osato.

La buona educazione a volte è un problema.

Se almeno mi avesse detto: "Ma che cosa farò senza di lei?".

Ah, questi ricchi!

Mannaggia!

Non è che mi convincano più dei miei,

ma almeno i suoi sono decorativi.

Grazie. Come si chiamano i tuoi gatti?

Costituzione e Parlamento.

Nel caso non avesse capito in che tipo di famiglia sono nata.

I nostri sono dei grossi otri, ingozzati di crocchette di lusso

che si trascinano sui divani lasciando peli dovunque.

Sono sicuro che hanno delle altre qualità.

Ah, no.

Per me, io credo all'influsso e alla estensibilità di una quercia.

Maggiormente credo a quella dei gatti.

Ho ripensato molto al gatto di Madame Michel.

Léon?

Si, Léon. Qualcosa mi dice che prende il nome da Tolstoi.

Che cosa glielo fa dire?

La stessa cosa che mi fa dire che ama molto Anna Karenina.

Madame Michel mi fa pensare a un riccio.

All'esterno è bardata di aculei, una vera fortezza.

Ma ho l'impressione che all'interno sia raffinata

come quelle bestioline falsamente indolenti,

ferocemente solitarie e terribilmente eleganti.

"Cara Signora, in omaggio al suo gatto.

Cordiali saluti. Kakuro Ozu."

lo non capisco.

La portiera.

No.

Non so leggere.

Ma che sciocchezza!

Grazie, non doveva. La portiera.

Cara signora,

sono felice che il mio pacchetto non l'abbia disturbata.

Beh, io... Si, si. Ecco... No, voglio dire, grazie.

Non sono venuto per farmi ringraziare. No?

Sono venuto a pregarla di cenare con me domani sera.

Una cena tra vicini, in grande semplicità.

Tra vicini?

Ma io sono la portiera!

E possibile avere due qualità insieme.

Tu sei Paloma, vero? Che cosa glielo fa dire?

Sono il tuo nuovo vicino.

Tua madre mi ha detto che tu studi il giapponese.

Ma io ho l'impressione che all'interno...

Vorrei vedere sua figlia, cara signora.

Ho ripensato molto al gatto di Madame Michel.

Tutti siamo dei ricci nella vita,

mail più delle volte senza eleganza.

Il mio nuovo vicino è giapponese

e questo deve capitarmi proprio prima che io muoia.

Léon?

Perché? Ma perché? Ma mi dica il perché?!

Come sarebbe, perché? E bellissimo!

Sta scherzando?

Ora bisogna pensare alle cose pratiche.

Non vorrà andarci cosi.

E la pettinatura che non va.

Quand'è che ci è andata l'ultima volta?

Mai andata dal parrucchiere.

Andria dal parrucchiere.

E che cosa si metterà?

Il vestito nero.

Quello che lei aveva al funerale di Monsieur Arthens?

Non ho altro. Allora bisogna comprarne uno.

Ma è solo una cena. Lo credo bene, si.

Ma scusi, si vestirà per andare a cena in casa d'altri?

Io non vado mai a cena a casa d'altri.

E poi per i grandi magazzini è tardi.

Ah, sai che bell'affare! Ma lei non ci va mai nei negozi?

No, mai! Non ci vado mai!

Provare dei vestiti che mi staranno come un sacco

sotto gli occhi di una giovane anoressica. No, mai!

Bene.

Bene, bene, bene. Ora torno.

A tra poco.

Giovedì, 7 giugno.

Prendo almeno una compressa a settimana

dalla scatola della mamma.

C'è il rischio di un decesso per ogni presa di ansiolitici.

A partire da cinque compresse il rischio si fa serio.

Ma la messa in contatto brutale dell'organismo

con delle dosi tossiche massicce

può anche provocare un semplice coma.

Queste statistiche considerano il peso di un adulto.

Il 16 giugno avrò almeno 38 compresse.

Sapendo che peso 28 chili

la mia collezione di pillole dovrebbe bastare.

Somiglierà a una stella del cinema.

Sto scherzando.

Dove l'ha trovato?

Sono andata da Maria.

Vuol dire che è il vestito di qualcun altro?

Nessuno lo reclamerà. La signora è morta la settimana scorsa.

E da qui a quando la famiglia noterà che il vestito è in tintoria

farà in tempo di cenare dieci volte con Monsieur Ozu.

Non lo posso fare.

Ma che cosa vuole che se ne faccia di questo vestito, la poveretta?

Se lo provi.

Finirà che faccio tardi.

Le ho preso appuntamento a mezzogiorno meno un quarto

dal parrucchiere in fondo alla strada.

La ragazza è formidabile. Torno a vederla alle 16.

Chi le ha tagliato i capelli cosi?

Preferisce l'acqua molto calda o tiepida?

Molto calda.

Finito.

Straordinario.

Oh, Paloma!

Torno subito.

Com'è elegante, Madame Michel.

Yoko Ozu.

Nipotina del signor Kakuro Ozu.

E ricca e unica ereditiera di una potente famiglia giapponese.

Lascerà gli studi per sposare il figlio di un finanziere.

Dopo tre soggiorni in un centro di disintossicazione

crescerà i suoi quattro figli in un ambiente asettico.

Yoko finirà la sua vita divorziata, alcolista,

miliardaria e depressa.

E io?

Mi si vede il destino scritto in fronte?

Se voglio morire è perché credo di si.

Ma se esistesse la possibilità

di diventare quello che ancora non si è?

Avrà saputo fare della mia vita

altra cosa di quello a cui mi si destinava?

Si, è una sciocchezza. Una sciocchezza. Hop!

Buonasera, signora. Buonasera.

Entri. Grazie.

Prego.

Ah.

Si.

Venga.

Noi ceneremo in cucina.

Fra l'altro, sono io che cucino.

E molto bello qui.

Grazie.

Non so se conosce la cucina giapponese. No.

Sono dei gyoza. Ah.

Potrebbe indicarmi dove sono i servizi, per favore?

Madame Michel? Non riesco ad aprire la porta.

Oh. Forse sta girando il pomello nel senso sbagliato.

Ah!

Sono rimasta un po' sorpresa. Mozart nei servizi è...

Oh. Avrei dovuto avvertirla. E un'usanza giapponese.

Quando ci si siede la musica parte.

Mi scusi.

Della gente si suicida gettandosi dalla finestra.

Io lo trovo assurdo. Odierei sentire dolore.

Paloma!

A che serve morire se non a non soffrire più?

Gli parlo soltanto in presenza del mio avvocato.

Il tuo avvocato?

Il tuo avvocato...

Ma non è mica un tribunale, sai. E uno psicanalista.

M'immagino già il vecchio dottor Théid

con la sua frase da imbonitore

che vuole vendere degli spazzolini alla signora e a sua figlia.

"Sono molto contento di vedervi, tutte e due."

Paloma, tu sei una ragazzina molto intelligente,

ma si può essere molto intelligenti e molto sprovveduti,

molto lucidi e molto infelici.

Solo la psicanalisi concorre con le religioni

nell'amore delle sofferenze che durano.

Oh.

Gustosa, questa.

E Tibère. Mamma, vai tu ad aprire? Arrivo subito.

Cos'è che ti fa dire cosi?

Che mamma ci annunci,

come se fosse un motivo per far scorrere lo champagne a fiumi,

che sono dieci anni secchi che è in analisi.

Beh, si.

Si.

E un bene, no?

No.

Quello che non dice è che sono anche dieci anni secchi

che prende gli antidepressivi.

Ma ovviamente non vede il legame.

Il legame tra i suoi dieci anni di analisi,

le sue tre ore ogni giorno a nebulizzare piante verdi

e il suo impressionante consumo di sostanze

rimborsate dalla previdenza sociale.

Ne vuoi un po'?

No, scherzavo.

Sono dei ramen.

E una zuppa di origine cinese.

Bisogna immergere i gyoza in questa salsa.

Mi dica poi se le piace.

Buon appetito. Grazie.

In Giappone i ramen si mangiano rumorosamente. Ah.

Oh.

E molto buono, ma fa dei danni collaterali.

Sono spiacente per il suo vestito.

Non è mio. Me l'hanno prestato.

Vede, vivo sola da molto tempo e non esco mai.

Temo di essere un po'... selvaggia.

Una selvaggia molto civilizzata, allora.

Non avrebbe dovuto regalarmi quella magnifica edizione.

Non ce n'era bisogno.

Le ha fatto piacere?

Si, mi ha fatto molto piacere, ma mi ha anche un po' spaventata.

Ci tengo a rimanere discreta. Non voglio storie.

A nessuno piace una portiera con delle pretese.

Lei non ha delle pretese, ha della curiosità.

E perfino inconcepibile che io ceni con lei stasera.

Eppure lei cena qui stasera e io ne sono molto onorato.

Hubert Josse.

Nato nove anni e mezzo fa in una famiglia di ciprinidi

in fondo a un bacino d'allevamento di pesci rossi.

Hubert conduce e finirà la sua vita in questa boccia,

malgrado delle evasioni settimanali

nell'acquaio della cucina.

Il tempo per la cameriera di mettergli dell'acqua pulita

perché non si avveleni con le sue proprie scorie.

I monti di Kyoto. Si?

"L monti di Kyoto hanno il colore di un flan di azuki."

E in un film.

"Le sorelle Munekata." L'ha visto? Molto tempo fa.

Ho la cassetta.

Le piacerebbe se lo vedessimo insieme?

Ha un videoregistratore? Si.

Sabato le andrebbe?

D'accordo.

Guardiamo il film all'ora del tè e io porto i pasticcini.

Affare fatto.

E allora a sabato.

Ah, Renée. Si?

Oh!

Ecco, io volevo chiederle...

Lei è della sua famiglia?

Del signor Ozu? Voglio dire il regista?

No. Affatto. Ah, ecco.

E delusa?

No. Affatto.

No!

Oh, ma si, va bene, va bene.

Ma tu guarda...

Si, si, si.

Beh, allora?

E rimasta imbottigliata nel traffico?

Sono le sette e mezza. Si, lo so.

La guardiola apre alle otto.

Come alle otto? C'è un orario? Si.

Ah.

Visto che sono qui... Ripasserà più tardi.

Paloma!

Non l'ho trovata.

Ma chi si crede di essere

quella sporca vecchia della portiera?!

Che cosa succede? Mi ha sbattuto la porta in faccia

col pretesto che la guardiola apre alle otto!

Villana!

Ma non si può disturbare una portiera

a qualunque ora del giorno e della notte.

Neanche mezz'ora prima?

Poteva fare uno sforzo quella grossa vacca!

Ma Colombe... Ora basta!

La guardiola non è un santuario protetto

che non conosce né il progresso sociale né le leggi salariali!

Chiuso!

Per l'appunto.

No, ma è vero! Non è perché... Paloma!

Io non voglio che tu mi filmi!

Paloma!

Paloma!

Paloma, che cosa...? Non ti muovere!

Paloma, vorrei che mi spiegassi che è successo a Hubert.

E spegni quella videocamera, ti proibisco di filmarmi!

Paloma, che ne hai fatto del mio pesce rosso?

Stanotte mi sono svegliata con un po' di fame.

Sono andata a cercarmi uno yogurt in cucina.

Hubert galleggiava sul pelo dell'acqua.

Dove l'hai messo?

Nel gabinetto.

E ignobile.

Era morto.

Tu sei una personcina intollerante e nevrastenica

che detesta gli altri, Paloma.

Stando cosi la situazione, ritengo di avere il diritto di chiederti

di farmi un piccolo favore.

Facciamo un patto. Non sai nemmeno cosa voglio.

Vuoi che vada da Madame Michel.

Va bene.

Se mi autorizzi a filmarti. No.

Fino al mio compleanno. E poi smetto. Promesso.

Quanto tempo è? Nove giorni.

Tre giorni.

Allora non ci vado. Va bene. Nove giorni.

Va' da quella vecchia lurida

e dille di portarmi il pacco appena arriva in guardiola!

Buongiorno.

Buongiorno, Madame Michel.

Mia sorella Colombe mi manda ad avvertirla

che deve arrivare per lei una busta a cui tiene parecchio.

Molto bene.

Mi chiede se lei può portargliela a casa.

D'accordo.

Tu...

Vuoi una cioccolata?

Entra.

Stavo giusto bevendo un tè.

Preferisco un tè, se non le dispiace.

No, affatto.

Siediti.

Sono qui come emissario.

Mia sorella deve ricevere le correzioni

alla sua tesi su Guglielmo di Occam,

monaco francescano e filosofo del XIV secolo.

Ah, Si... Eh, Si.

Beh, questo ci avrà dato l'occasione di fare conoscenza.

Posso tornare?

Se vuoi, ma ho paura che ti annoi, non c'è granché da fare qui.

Vorrei solo stare tranquilla.

E non lo puoi fare in camera tua? No. Prima mi nascondevo.

Ma ora tutti i miei nascondigli sono bruciati.

Allora? Allora...

può tornare un po' più tardi?

Benissimo. Torno all'ora solita.

Bene, allora, a dopo.

Arrivederci, Paloma. Arrivederci.

Vedi, anch'io vengo continuamente disturbata.

Non è il posto migliore per stare tranquilli qui.

La gente viene per lei. Non mi disturberanno.

Per me va bene,

ma bisogna prima chiedere a tua madre se è d'accordo.

Posso?

E cioccolato amaro. Ho visto, si. Grazie.

Mi chiedo cosa è buono nel cioccolato.

La sostanza in se stessa o la tecnica del dente che lo frantuma.

Io preferisco lasciarlo fondere lentamente sulla lingua.

E vero.

Cambiare modo di addentarlo è come...

gustare un cibo nuovo.

Devi tornare a casa.

I tuoi staranno in pensiero.

Lei non è una qualunque portiera.

Lei ha trovato il buon nascondiglio.

Vado io!

Ah, buongiorno.

Buongiorno. Tenga, la posta che sua figlia aspettava.

Grazie. Aspetti.

Paloma è una ragazzina molto eccentrica.

Voglio dire che è un po'... bizzarra.

E molto carina.

Si, si, ma adora nascondersi, per esempio... Si, me l'ha detto.

Davvero? Gliel'ha detto?

Ah, gliel'ha detto.

Insomma, vorrebbe sapere

se può venire nella sua guardiola di tanto in tanto,

se questo non la disturba.

No, non mi disturba.

Cosi, almeno, io... Uh, attenzione al gatto!

Hop!

Si, le volevo dire...

Non fare uscire il gatto. Non fare entrare la portiera.

Le dispiace se la filmo?

Si.

Esce?

Si.

Posso accompagnarla?

Si.

Attenta!

Non so se potrò rimediare.

Macchie simili su un vestito come questo.

Manuela non gliel'ha detto che è di grande qualità?

Si.

Vedo con mio marito se si può fare qualcosa.

Anche a lei la rimprovera quando arriva con delle macchie?

Si.

Potrei tornare da lei questo pomeriggio?

Avanti!

Forza!

Ma che vuoi che ti dica? Mi parli di lei.

Mi parli di lei... L'ascolto.

Si, lo so che mi ascolti. Mi filmi anche.

Non è... Beh, insomma...

Mi chiamo Renée. Ho 54 anni.

Da 27 sono portiera al due di rue Eugéne Manuel a Parigi.

Un bello stabile, diviso in cinque appartamenti di gran lusso,

tutti abitati, tutti giganteschi.

Mi parli di lei... Mi parli di lei.

Sono vedova,

bassa, brutta, grassottella.

Ho le cipolle ai piedi

e certe mattine al risveglio ho l'alito di un mammut.

Non ho fatto gli studi.

Sempre stata povera.

Discreta, insignificante.

Vivo sola, con un grosso micione pigro

che ha la notevole particolarità:

gli sudano le zampe quando è contrariato.

Siccome sono quasi mai amabile, anche se sempre educata,

non mi amano, ma mi tollerano comunque,

perché corrispondo perfettamente

all'archetipo della portiera degli stabili:

sgradevole, vecchia, arcigna.

E che guarda incessantemente la televisione,

mentre il suo gattone sonnecchia

su dei cuscini ricoperti di federe all'uncinetto,

tra gli odori dello stufato.

Ecco. Sai tutto, ti ho detto tutto.

Ma no. Non so tutto. Ma si, sai tutto.

Che cosa nasconde dietro quella porta?

Mh?

Sono dei dolci?

Si. Una consegna improvvisa.

Perché ha tolto i fiori?

Madame de Breuil, lei è al primo piano.

Il suo appartamento è al terzo.

Buonasera.

Non scherzava, ho l'acquolina in bocca.

Deve ringraziare Manuela. Oh!

Ah! E la terza porta a destra.

Capisco che avrà sorriso

quando le ho chiesto se aveva un videoregistratore.

E pronta? Sono pronta.

Allora, cominciamo.

Lei ha trovato il buon nascondiglio.

Era mia moglie.

E morta di cancro 10 anni fa.

Si chiamava Sanae.

Era... una donna molto bella.

Si, molto bella.

E lei? Non so neanche se...

Non ho avuto figli perché non è successo.

Sono vedova da 15 anni. Mio marito si chiamava Lucien.

Cancro anche lui.

Io non lo sapevo.

No, non lo sapeva. Non gliel'ha detto nessuno.

Ma qui la malattia di Lucien non aveva grande importanza.

La morte di Pierre Arthens è una tragedia ingiusta,

ma la morte di un portiere...

è un lieve vuoto nello scorrere del quotidiano.

Buonanotte, Renée.

Buonanotte, Kakuro.

E stata una giornata splendida.

Sei una povera idiota!

Eh? Che cosa ti credevi?

Sei una misera portiera! Tutto qua!

Vecchia pazza.

Beh, allora? Non mi filmi più?

E domenica. Sei di riposo?

Attenta, guarda qua.

Sto per finirmi l'alluce.

Da grande sarà) una portiera.

E una bellissima idea, mia cara.

E se possiamo fare qualcosa per accompagnarti su questa strada,

sai che siamo qui per aiutarti, vero, mia cara? Per l'appunto.

Da grande sarà) una portiera.

No, non credo. Da grande sarai principessa.

Da grande sarà) una portiera.

Oh! Buongiorno, piccolina. Buongiorno.

Ripasso magari più tardi. Come vuole.

Si sente bene? Si, si.

Vuole cenare con me stasera?

Ehm... io...

La vorrei portare in un ristorante che mi piace molto.

Un ristorante.

E il mio compleanno e sarei felice di passarlo con lei.

Lo... Mi dispiace molto. lo non credo che sia una buona idea.

Perché?

E molto gentile, le sono molto riconoscente, ma preferisco di no.

Lo... lo non capisco.

E meglio cosi.

Mi creda.

Arrivederci.

A che gioco sta giocando?

Non gioco a nessun gioco.

Ha già qualche impegno per stasera?

No, ma non è per questo che...

Per cos'altro?

Perché penso che non sia una buona cosa.

Perché?

Perché?

Come se sapessi perché. Non so perché. lo...

Oh, dio mio, Paloma, io...

lo non voglio che tu mi veda cosi.

No! lo...

lo sono una stupida.

Non dica cosi, Madame Michel.

Non dica cosi.

Non dica cosi, Madame Michel.

Non dica cosi.

Gentile Kakuro...

Se lei non ha... cambiato idea...

sarei felice...

di cenare con lei stasera.

Cordiali saluti.

Renée.

"Cara Renée, la prego, accetti questi pochi doni con semplicità.

Cordiali saluti. Kakuro."

Oh, ma è splendida!

Grazie. Anche lei è... molto elegante.

Grazie.

Ah, buonasera, signor "Ochu"!

Buonasera. Buonasera, signora. Tanto piacere, cara signora.

Non mi ha riconosciuta.

Non mi ha riconosciuta.

E perché non l'ha mai vista.

Buon compleanno, allora.

Grazie. Molte grazie.

Ah!

Sa, io glielo devo dire.

Non le ho portato niente.

Niente?

No.

Sapevo che avrebbe avuto la saggezza di non offrirmi niente.

Buon appetito. Grazie.

Questo è polpo? Si, in sashimi.

Anche quello è polpo.

Mh. Mh!

Renée...

Sono molto contento di stare con lei stasera,

dopo le sue esitazioni.

Sa, sono confusa. lo... Non lo sia più.

Renée, le volevo dire una cosa fondamentale.

Renée, possiamo essere amici e anche tutto quello che vogliamo.

Renée, possiamo essere amici e anche tutto quello che vogliamo.

Grazie.

"Tutte le famiglie felici si somigliano,

ma le famiglie infelici lo sono ciascuna a modo suo."

Jean-Pierre!

Jean-Pierre, non stia lì, è in mezzo alla strada!

#Madre Michel, ha perduto il suo gatto?#

Jean-Pierre, non stia lì!

Se potessi, riderei.

Ma penso a Manuela che avrà dei rimorsi

fino alla fine dei suoi giorni

perché il furgone della tintoria mi ha investita.

E il castigo per il furto del vestito.

Tò! Neptune!

E stupido, ma mi fa ancora venire voglia di ridere.

Bisogna credere che la morte ci scombina un po' le rotelle.

Kakuro...

Ho il cuore stretto come un gattino arrotolato in una boccia.

Berrei volentieri un ultimo bicchierino di sakè con lei.

Come si decide il valore di una vita?

Paloma, che la tua sia all'altezza di quello che prometti.

Che cosa succede?

Renée è morta.

Chi è Renée?

Madame Michel. Oh!

Paloma?

Paloma, che cosa c'è?

Il difficile è stato comunicarlo a Manuela.

Quando le ho detto che il furgone della tintoria

aveva investito Madame Michel è caduta per terra. Uno strazio!

Paloma!

Quando si è ripresa, ha detto: "Mi scusi, Renée, mi scusi, Renée".

Allora è cosi.

Di colpo tutto si ferma.

E questo morire?

Non rivedrete più quelli che amate,

non rivedrete più quelli che vi amano.

Se è questo morire, è proprio la tragedia che dicono.

Ma che ci faceva questo pesce rosso a casa sua, Renée?

Se questo ha un senso, mi sfugge completamente.

Quello che coma non è morire,

ma quello che si fa nel momento in cui si muore.

Renée, lei che cosa faceva al momento di morire?

Era pronta a amare.

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