All language subtitles for Tot+¦, Eva e il pennello proibito - ita utf8

af Afrikaans
ak Akan
sq Albanian
am Amharic
ar Arabic
hy Armenian
az Azerbaijani
eu Basque
be Belarusian
bem Bemba
bn Bengali
bh Bihari
bs Bosnian
br Breton
bg Bulgarian
km Cambodian
ca Catalan
ceb Cebuano
chr Cherokee
ny Chichewa
zh-CN Chinese (Simplified)
zh-TW Chinese (Traditional)
co Corsican
hr Croatian
cs Czech
da Danish
nl Dutch
en English
eo Esperanto
et Estonian
ee Ewe
fo Faroese
tl Filipino
fi Finnish
fr French
fy Frisian
gaa Ga
gl Galician
ka Georgian
de German
el Greek
gn Guarani
gu Gujarati
ht Haitian Creole
ha Hausa
haw Hawaiian
iw Hebrew
hi Hindi
hmn Hmong
hu Hungarian
is Icelandic
ig Igbo
id Indonesian
ia Interlingua
ga Irish
it Italian
ja Japanese
jw Javanese
kn Kannada
kk Kazakh
rw Kinyarwanda
rn Kirundi
kg Kongo
ko Korean
kri Krio (Sierra Leone)
ku Kurdish
ckb Kurdish (Soranî)
ky Kyrgyz
lo Laothian
la Latin
lv Latvian
ln Lingala
lt Lithuanian
loz Lozi
lg Luganda
ach Luo
lb Luxembourgish
mk Macedonian
mg Malagasy
ms Malay
ml Malayalam
mt Maltese
mi Maori
mr Marathi
mfe Mauritian Creole
mo Moldavian
mn Mongolian
my Myanmar (Burmese)
sr-ME Montenegrin
ne Nepali
pcm Nigerian Pidgin
nso Northern Sotho
no Norwegian
nn Norwegian (Nynorsk)
oc Occitan
or Oriya
om Oromo
ps Pashto
fa Persian
pl Polish
pt-BR Portuguese (Brazil)
pt Portuguese (Portugal)
pa Punjabi
qu Quechua
ro Romanian
rm Romansh
nyn Runyakitara
ru Russian
sm Samoan
gd Scots Gaelic
sr Serbian
sh Serbo-Croatian
st Sesotho
tn Setswana
crs Seychellois Creole
sn Shona
sd Sindhi
si Sinhalese
sk Slovak
sl Slovenian
so Somali
es Spanish
es-419 Spanish (Latin American)
su Sundanese
sw Swahili
sv Swedish
tg Tajik
ta Tamil
tt Tatar
te Telugu
th Thai
ti Tigrinya
to Tonga
lua Tshiluba
tum Tumbuka
tr Turkish
tk Turkmen
tw Twi
ug Uighur
uk Ukrainian
ur Urdu
uz Uzbek
vi Vietnamese
cy Welsh
wo Wolof
xh Xhosa
yi Yiddish
yo Yoruba
zu Zulu

Original subtitles

(IN SPAGNOLO) 1780, andiamo!

Domingo, io sono ospite straniero in questo edificio penale iberico

e mi devi chiamare "signor 1780".

- "Vamos", il direttore non aspetta. - Aspetterà. Ho aspettato tanto io!

- Vamos! - Con la "batta"? - Quale batta?

Ah, la vestaglia! Il direttore è di casa, ma... comunque...

Prego.

Bene, allora lei lascia il nostro istituto.

Da oggi è libero con il suo complice.

Un momento, direttore, la parola "complice" non mi piace.

Calma, Josè, capisco che non ti piaccia il termine.

Direttore, non è un mio complice.

L'ho incontrato nella "plaza de toros" che vendeva caramelle.

Da quel giorno è diventato il mio autista, segretario.

Sappiamo tutto di lui: cameriere, autista,

truffaldino e qualche rapina a mano armata anteriore al vostro incontro.

Allora saprà che da quando ha incontrato me, questo bricconcello

ha dimenticato il passato e si è dedicato a un lavoro più nobile.

- La truffa! - Perchè usare questi termini?

Io direi l'arte dello sfruttamento sull'uomo ingenuo

da parte dell'uomo intelligente.

Peccato che la sua intelligenza l'abbia condotta qui, Laspada.

Qui non mi ha portato l'intelligenza, ma i "carabineros".

L'intelligenza mi ha fatto toccare le più alte vette della professione.

Come la tentata asportazione de "La Primavera" del Botticelli

- dagli Uffizi di Firenze. - È fallita.

Fallita perchè gli Uffizi hanno un orario.

Io sono arrivato, ma non era orario d'UFFIZIO,

così ho trovato gli Uffizi chiusi.

Laspada, lei è una persona particolare, originale.

Ora che è libero, ha intenzione di ricominciare?

Mai più, signor direttore, mi ritirerò in campagna.

In campagna? E come vivrà?

- Polli! Polli, direttore! - Ottima idea.

- Tanti auguri! - Anche a lei.

Adios, amigo!

- La libertà è bella! - A me la campagna mette tristezza.

- Quale campagna? - Quella dove faremo l'allevamento dei polli.

Non hai capito! Gli unici polli che mi interessano sono quelli di città.

- Eva! - Raul!

- Cara, perchè sei qui? - Ho saputo che uscivi oggi.

- Sorpreso? - Un po'.

Lasciati guardare! Tre anni lontani, hai sofferto?

È stato difficile senza di te. Non ho fatto un buon colpo!

- Sei un socio insostituibile. - Solo come socio? - Sì.

- I nostri erano solo rapporti d'affari. - È questo il guaio!

- Per me no! - Per me sì! - Non ricominciare, dove ti accompagno?

All'ufficio postale, devo fare un telegramma urgente.

- Hai già qualche idea? - Più che un'idea.

Ho preparato il più grande colpo del secolo!

- Spiegami di che si tratta. - Opere d'arte, come sempre!

Stavolta la pedina più importante sarà un certo Scorcelletti.

- Chi è? - Un grande copista.

Lo farò venire dall'Italia.

Sorridi.

Un bel sorriso misterioso. Più misterioso ancora.

Cretino, ti sembra quello il sorriso della Gioconda?

- Quella è una smorfia! - Maestro, faccio quello che posso!

Ah, sì? Per te quel sorriso da ebete paranoico

è il famoso sorriso della Gioconda? Ti cecherei un occhio!

Io non sono e non voglio essere la Gioconda.

Se volete copiare la Gioconda, andate a Parigi, al Louvre.

C'è scritto giocondo qui?

Se tu avessi i soldi, io starei a Parigi a copiare la Gioconda.

- Copiate una copia e... - Non ho una copia!

Sto facendo tutto a memoria, a orecchio!

Mi manca solo il sorriso e modestamente, non per vantarmi...

Si deve sapere nell'Arte tutta che ho qui il sorriso della Gioconda.

Tutto qui, vedi?

- Il sorriso... - Sì, sì...

- No. - Che c'è? - Un foruncolo. - Dov'è?

Ma cosa mi fai dire? E io stupido che ti ascolto!

"Qui" vuol dire nella scatola cranica!

- Maestro, faccio un ritocco? - Per carità!

Acchiappatelo! Arrestate quel forsennato!

La Gioconda non si tocca e nemmeno si ritocca!

Prima di toccarla, bisogna passare sul mio cadavere!

Sono 20 anni che sto in questo studio e non mi fate mai dipingere!

- Alzi la voce? - No.

Ti permetti anche di fare i gestini con le dita?

Ah, sì? Fai i "cestini"? Silenzio!

In questo atelier sono io che comando!

Il maestro, il professore, il celebre Scorcelletti! Chiaro? Silenzio!

Tu sei l'idiota allievo.

Mettiamo... io divento pazzo!

- Chi paga l'affitto dello studio? - lo!

- Chi fa la spesa? - lo!

- Chi compra i pennelli, i colori, ecc.? - Sempre io!

Lo vedi? Sei fesso! Quindi non hai il diritto di dipingere. Silenzio!

- Già, non ci avevo pensato. - Ci devi pensare!

Non ne posso più! Se i colori non fossero velenosi, li mangerei!

- Allora io non servo. - Non servi.

CAMPANELLO - Qualche volta sì. Apri la porta!

Così vuoi imparare a fare il pittore?

- Sta qui Scorcelletti? - Il maestro.

Il maestro sono io, ma se c'è da pagare qualcosa, non ci sono!

Telegramma. Firma la signora o il marito?

Macchè marito! Sei cieco, non lo vedi?

Io sposerei lui? Ma dove hai la testa? Chi ti ha assunto?

Vai a cambiarti!

Non badare a lui, è uno scemo. È apolide.

Come ti viene in mente di chiedere chi firma?

Non firma l'allievo, ma il maestro!

Vogliamo svalutare questa ricevuta?... e svalutiamola!

La vogliamo consegnare ai posteri o no?

- In ufficio non guardano queste cose. - Loro no! Ma io ci guardo!

- Scusi, la mancia? - La mancia?

- Sette piani! - Hai il coraggio di chiedere la mancia?

Allora sei esoso, ingordo! Sai cosa c'è scritto qua sopra?

Scorcelletti! Sai chi è Scorcelletti?

Sono io! Questa firma vale un tesoro!

- Sai cosa farebbe un cacciatore di autografi per questa firma? - No.

- Sparerebbe! - Allora mi ammazza. - Macchè ammazza!

"Sparerebbe" una cifra esorbitante per poterla avere.

Questa firma tra due o trecento anni varrà milioni, miliardi!

Beh, va bene, oggi mi hai trovato "buono".

Dammi 10.000 lire e non parliamone più.

10.000 lire? Io ho 100 lire!

Solo 100 lire? E va bene, mi devi 9.900 lire.

Appena le guadagni, me le porti.

Vai e non sciupare quella firma che vale un tesoro!

- Disgraziato, cosa fai? - Niente!

- Stai violando la Gioconda! - No! - Non devi toccare i pennelli!

Sei un imbianchino! Tu puoi toccare solo il pennello della barba!

Hai capito? Le mani a posto!

Guarda lì! Mascalzone!

Silenzio! Fammi leggere.

- Fammi leggere e non guardare. - No!

Dunque...

Eh?

- Ci voleva proprio! - Buone notizie?

Ottime! Fai le valige! Si parte!

- Dove andiamo? - In Spagna, a Madrid!

- Che andiamo a fare? - A copiare l'opera di un grande pittore.

- Pittore-Stop. - Non lo conosco.

Certo, tu sei ignorante, non puoi conoscere Stop.

Stop è un grandissimo artista, sta in tutte le enciclopedie

con la foto di prospetto, di profilo, in tutte le maniere.

È un pittore che avrà fatto opere "insegne"! Stop, leggi.

"Pregovi raggiungermi Madrid, copiare importante quadro - stop.

- Segue vaglia." - Che bello! Sono diventato un artista internazionale.

Vado in Spagna a Madrid a lavorare!

- A Madrid c'è il Prado! - A Madrid...

- A Madrid c'è il "prato"? - Sì. - Solo a Madrid c'è il "prato"?

- Solo a Madrid. - Tu sei scemo!

Sei mai stato a Villa Borghese?

Quel gran prato dove i cani vanno...

Solo il Goya poteva dipingere un'opera così magistrale.

Ispirandosi a un episodio tragico dell'invasione napoleonica,

egli ha creato un capolavoro di un estremo valore morale e spirituale

e permeato di sconvolgente realismo.

Notate l'originalità della composizione dei due gruppi opposti.

Guardate il gruppo del plotone di esecuzione e quello dei condannati.

Dicevamo i condannati... ammirate il disegno vigoroso...

Il disegno vigoroso, intensamente drammatico

e il calore del colore...

Il colore intenso, ma non triste...

Se paragonate il Goya con qualsiasi altro pittore, non avrete dubbi...

- Chi è quello che parla tanto? - Uno che può parlare!

È il celebre professor Francisco Montiel, grande studioso del Goya.

Se lui dice che un quadro appartiene al Goya, nessuno lo mette in dubbio.

Se lo dico io, tre anni di galera!

- Ma se il quadro è vero... - Io parlo di un quadro falso.

Fermate la vostra attenzione

su uno dei punti più caratteristici di questa tela: il sangue!

Questo sangue che impregna il suolo e che lo tinge di porpora tragica.

Sentite l'odore acre del sangue che sgorga dalle ferite aperte?

- Il Goya è riuscito a dipingere anche l'odore! - Professore...

- Non disturbi, signorina! Dicevamo l'odore del sangue... - Professore!

Sembra uscire dalla tela e colare sul pavimento...

Attenti al Goya! Indietro!

- Dove vai? - Si sente male. - Sta benissimo.

- Non capisco niente! - Lo so, è normale! Vieni e stai zitto.

Non vi affollate, le togliete l'aria! Allontanatevi!

Gutierrez, vai a prendere un cognac!

- Professore, si sente male? - Due cognac!

- Intanto mi occupo della signora! - Signorina!

Cercherò di spiegarti, ma non capirai lo stesso.

Raul, mi dica la verità, non mi piace lavorare senza sapere.

Sono cose che non ti interessano.

Questa è la Maja Desnuda. Ti piace?

E tu dici che questo non mi interessa?

- (RAUL) Vieni qui. - Quella roba mi interessa molto!

- Quella è la Maja Vestida. - A me interessa quella!

Questa o quella... sono due famosi capolavori del Goya!

Valgono cifre iperboliche!

Pensa che valore potrebbe avere una terza Maja, se esistesse.

Tu pensi che esiste o no?

- È in viaggio. - La terza Maja? - No, l'uomo che la farà esistere.

Per dire: "ti voglio, ti bramo". Come si dice?

- "Te chiedo". - No! No! No!

Te chie... te chie... Con il "chi", con il "chi".

- Con chi? - Con chi? Con nessuno! Con chi? Con te?

"TE QUIERO."

TE QUIERO come BICCHIERO, CARABINIERRO.

- Te quiero! - Benissimo.

Per dire: "baciami molto, cioè assai" come si dice?

Ba...

Be...

- Ba... - Be...

Beh? Allora?

Tiè!

- "Besame..." - "Besame MUCCIO".

MUCCIO, benissimo.

Per dire invece: "anima del mio cuore", come si dice?

"Alma de mi corazòn."

- Cora...zòn! - Sono le 11. - Alma de mi... - Corazòn!

Te l'ho detto! Sono 5 ore che ti sto insegnando lo spagnolo...

Come vuoi fare il pittore? Io non lo so!

Mi prenderei a libri in faccia!

"Alma de mi corazòn", non CORE SON! "Corazòn"!

Devi mettere la lingua tra i denti. Corazòn. Accostati.

Guarda me, guarda la bocca. Corazòn!

- Maestro, mi avete sputato in faccia! - Te lo meriti!

Giovanotto, dobbiamo imparare lo spagnolo,

altrimenti non "si attacca" con le "muchache"!

Continuiamo senza libro, vai!

- (IN SPAGNOLO) È occupato quel posto? - Come?

- (IN SPAGNOLO) È occupato? - Beh... - Grazie.

Maestro, che ha domandato la signora?

- Quale signora? - Quella che è entrata adesso.

Questa?

- Non è una signora. - Chi è?

Sarà uno del circo equestre.

Non ci occupiamo di lei, riprendiamo la lezione.

- "Esta muchacha me gusta mucho." - "Questa ragazza mi piace assai."

- "Te quiero." - "Ti amo."

- "Besame mucho." - "Baciami molto, assai assai."

- "Alma de mi corazòn." - Questa è facile...

(IN SPAGNOLO) # È la storia di un amor

come non ce n'è altro, che mi ha fatto comprendere

tutto il bene e tutto il male. #

- Scusi, cosa vuole? - (IN SPAGNOLO) Ha detto la verità?

- Io non la capisco. - Non capisce l'italiano, parlate in spagnolo.

- Non è facile! - (IN SPAGNOLO) Non mi inganna?

Conosco solo le parole per conquistare, non per respingere!

- (IN SPAGNOLO) Che fortuna, finalmente ho incontrato l'amore!

- (IN SPAGNOLO) Ti amo! - Aiuto! Suono l'allarme!

- Fermo, andremo in galera! - Meglio la galera!

- Muchacha, quest'uomo chiatto ci sta! - "No me gusta!"

- Che dite, maestro! - Prendi le valigie! È meglio il toro!

- Chiudi, quella esce! - Ah! Mi ha chiuso il piede!

- Che succede? Che "passa"? - Io ho passato un guaio!

C'è una belva inferocita! Quando arriviamo a Madrid?

- "Magnana por la magnana alle 10." - Tu hai "magnato" qualcosa?

- No! - Non abbiamo "magnato" niente!

- Dice che arriviamo domani alle 10. - Molte grazie. - "De nada".

Chi è Renata? Sarà la belva!

Cerchiamo uno scompartimento libero,

così domattina ci cambiamo,

altrimenti gli spagnoli ci crederanno dei cafoni.

Finalmente siamo arrivati!

- Fai presto, il treno riparte. - No, il treno muore qua!

- Tu fai morire a me! - Piano, non ce la faccio!

- Come non ce la fai? - Sono pesanti!

- Sei di ricotta? - Eh, sì!

- Così vuoi fare il pittore? - Per ora faccio il facchino.

- Piano, piano. - Così vuoi fare il pittore?

Un momento. Cosa ha da guardare?

Non ha mai visto due signori stranieri? Vada via!

- Mi dovete aiutare. - Sono pesanti? - Sì.

- Ne prendo uno io. - Ha fatto lo sforzo!

Qualcuno mi deve aiutare, chiamate un facchino.

- Per due valigie chiamo un facchino? - Non sono due!

- Hai i soldi per pagare il facchino? - Sissignore!

- DE FACCHINOS! - "Pronto, senor".

Prenda... PRENDOS...

- Che ha da guardare? - "Como?"

Macchè Como! Noi veniamo da Roma!

- Como? - Ha detto "comò"!

Comò? Allora ce l'ha con te perchè sembri un comò.

- "No abla espanol?" - Sì, ho avuto la "spagnola" da ragazzo.

E lei? Questo è più cretino di te. Arrivederci.

- (IN SPAGNOLO) Non capisco. - Vai al manicomio!

- Se lui va via, io dove vado? - Andiamo, su! - Non ce la faccio!

- Mamma mia! - Il piede! Sul mignolo!

RISATE

Maestro, ho la sensazione che questi ce l'hanno con noi.

Te ne sei accorto adesso? Ci vengono dietro dalla stazione!

- Ci prendono in giro! - Come ti permetti? Sono tifosi.

Ci seguono perchè hanno capito che io sono un grande pittore.

È tutta simpatia. Vedrai che mi chiederanno l'autografo.

- (IN SPAGNOLO) Ehi, voi. - Lo vedi?

(IN SPAGNOLO) Avete fermato il traffico, il carnevale è finito.

- Vuole te. - Siete italiani? Cos'è questa mascherata?

Signore, lei ha preso un abbaglio. Noi non siamo mascherati.

Ci siamo vestiti alla spagnola perchè stiamo in Spagna.

Va bene, spiegherete tutto al commissariato.

- Siamo gente onesta! - lo sì! - E io no? - Non lo so!

- Generale. - Non sono generale. - Colonnello... - Neanche.

Io sono un italiano all'estero, queste cose non le so!

Siamo qui per lavoro, almeno io, lui è il mio allievo.

Chiamati dal marchese di Castelviscardo, vero?

È una bravissima persona, un gentiluomo, poi è marchese!

- Siamo venuti qua per dipingere. - Allora andiamo dal marchese.

Noi dobbiamo andare lì! Hai visto?

- Chi ha sparato? - Io, metti via quel temperino.

- Contro chi? - I tarli!

Li ammazzi con il fucile?

Mio caro e ingenuo Josè, cerca di capire.

Le cornici antiche hanno i tarli e i tarli fanno i buchi!

Questa cornice non è antica e non ha i buchi. Li ho fatti io.

Sono 3 o 400 pallini. Ora tu li toglierai con questa pinzetta.

- Va bene, ma è un lavoro di anni. - Taci!

Per fare le cose antiche ci vogliono secoli!

Questo è il preludio di quella magnifica sinfonia del mio piano.

Dare al mondo uno Scorcelletti e farlo valere per un Goya!

Non senti la melodia dell'organizzazione del colpo?

Il professore è già affascinato da Eva,

questa casa, che fu del Goya, pagata da me regolarmente...

in cambiali che presto andranno in protesto, ma io andrò via prima.

Questa tela autentica, dell'epoca, e i tarli nella cornice.

Tutto è perfetto, posso dormire sonni tranquilli.

Lei non sa chi sono io!

Mamma mia, che vogliono le guardie?

- "Interurbani!" - Silenzio! - Macchè silenzio!

Possiamo entrare? È in casa il marchese?

Venite.

- Il marchese di Castelmoscardo? - Sì. - Conosce questi due? - No.

Mi ha mandato un telegramma. Sono il celebre Scorcelletti.

- Ah, Scorcelletti! - Lui è Tobia, il mio allievo, diciamo così!

- Li conosco, ma che hanno fatto? - Niente, ma guardi i vestiti.

- Perchè questi vestiti? - Siamo in Spagna e ci siamo uniformati.

"Paese che vai... uniforme che trovi!"

Marchese, guardi questo come si è vestito!

Maestro! Sono miei ospiti, ne sarò responsabile.

Se è così, va bene. Però stia attento, sono un po'...

"Carabineros", allora? Lei sa chi sono io?

Sono un italiano all'estero! La posso anche fare arrestare!

- Maestro! Scusi... - Non scuso, lui offende!

Gli artisti sono stravaganti. Accompagna i signori alla porta.

- Grazie. - Addio.

Alla porta e chiudi bene!

- (TOBIA) Non vi arrabbiate, maestro. - Mi fanno arrabbiare!

- Buongiorno. - Maestro, le presento mia moglie.

Sua moglie? Che bella moglie!

Signora, i miei complimenti. Lei è molto carina, ma tanto tanto!

Lei ha avuto buon gusto!

Quanto è carina! Come ha fatto a sposare un...

- Scorcelletti. - Facevo i complimenti a sua moglie.

Molto carina. Vorrei copiare subito il quadro, così poi vado.

- Non è qui, è al Prado. - (RAUL) Al Prado.

Non si distragga, parliamo di affari.

L'ho fatta venire per copiare la celebre "Maja Desnuda" del Goya.

Che hai detto prima? "Il quadro del pittore Stop"?

- L'avete detto voi! - Mi sarà scappato.

Marchese. Le volevo dire una cosa, lui è timido e si vergogna.

- Dica. - Abbiamo fatto un viaggio molto lungo,

qui a Madrid c'è l'aria buona e ci è venuto un po' di appetito.

- Basta che parliate, siete miei ospiti! - Grazie. - Josè!

- Un po' d'appetito. - Josè! - Un po' d'appetito! - Josè!

È fame! Abbiamo fame! Moriamo di fame!

- Ho capito! - Lei dice "cos'è"!

Ho capito, chiamavo il mio cameriere.

- Si chiama "Cos'è"? - Josè. - Cos'è, un cameriere?

Josè, accompagna i signori, che siano rifocillati.

Ci ha già fatto fucilare una volta?

- Maestro, rifocillare... - Ah!

Potevi scegliere un copista meno cretino!

Impossibile, non sarebbe stato bravo come questo.

Solo chi ha il vuoto nel cervello può copiare perfettamente un quadro

senza metterci qualcosa di suo. Un copista più è cretino, più è bravo.

- Allora questo è il Raffaello dei copisti! - Sì.

Bisturi.

Solvente.

Pinza.

Svelto!

Garza.

- Che garza mi hai dato? - Quella sterilizzata. - Mah!

Binocolo.

Questa è la Maja di coso... di Goya. È come la mia.

- Maestro. - Che c'è? - Stiamo facendo un'operazione chirurgica?

Hai detto bene, è la prima volta che indovini.

Operazione chirurgica. È l'operazione Maja!

Perchè ci siamo messi le bende?

Sei un cretino recidivo, non hai attenuanti!

Silenzio!

Silenzio! Chi è?

- Cosa abbiamo mangiato oggi? - Cipolle.

Devi sapere che il fiato "cipollino" altera i colori.

Secondo il mio sistema, metodo Scorcelletti,

io ho bisogno che il colore sia sterilizzato

e BATTEREOLOGICAMENTE puro!

Dammi la lente.

Cosa fa il microbo sotto l'azione antibatterica

dell'antibiotico PENNICILLINICO? Muore!

Infatti si vedono diversi cadaveri.

Come dice quel proverbio?

"Morto un microbo, se ne fa un altro." Infatti...

Chi è? A proposito di altro... lei cosa sta facendo?

- Parla con me? - Come si permette di copiare la mia copia?

Sciocchezze! Se c'è l'originale, perchè copiare la sua copia?

- Perchè è un fesso! - Come ha detto?

- Sembrava più piccolo. - Fesso? - Sì, si informi.

Come si permette? Fesso sarà lei!

- "Parli come badi!" - Sto dipingendo la Maja del Goya!

- Mi lasci in pace! - Sarebbe troppo comodo!

Lei si approfitta perchè io sono un italiano all'estero!

Io vengo da Roma per copiare questa copia e non permetto a CHICCHE-SIA

di copiare la mia arte copiativa!

- Sono italiano anch'io. - Davvero?

- All'estero? - Oriundo.

Oriundo! Credevo dicesse... invece oriundo!

Oriundo o no, la smetta o la faccio arrestare dalle guardie!

- Non faccia il ridicolo! - lo? - Vuol sapere una cosa? - Sì.

- Lei non mi fa ridere! - Ah, sì?

- Mi fa un "baffo"! - Le faccio un "baffo"? - Sì!

Le faccio un baffo? Allora... ecco qua!

- Va bene? - Vigliacco! Ha fatto due baffi alla mia Maja!

Li faccio anche a lei!

- Adesso li faccio io! - No, fermo!

Prima deve passare sul mio cadavere!

Credevo che la mia copia fosse perfetta, ma la sua...!

Modestamente la mia, è stata dipinta da un OMO.

- È meravigliosa, ingannerebbe qualsiasi esperto! - Sfido!

Professore, una signora vuole parlare con lei.

Con me? Impossibile, mandala via! Sono molto occupato!

- Non si può! - Buongiorno, professore.

- Sono io. - È lei, signorina!

Sono venuta per ringraziarla. Al Prado è stato molto gentile.

- È stato mio dovere. - Voglio sdebitarmi.

Lei è un grande studioso d'arte e le farà piacere avere questo libro.

Parla del palazzo del marchese di Cammarata. L'ha comprato mio zio.

Suo zio ha comprato il palazzo dei Cammarata? È meraviglioso!

Il marchese di Cammarata sposò l'11 giugno del 1801 Donna Gioachina,

figlia del duca di Osuna. Il duca di Osuna era amico del Goya!

Credo. Però mio zio ha comprato il palazzo perchè è grande e comodo.

È interessante visitare lo studio di un artista come lei!

Chi è questa?

Giuseppa Baieux, la moglie del Goya.

È bruttina. Ho sentito dire che il Goya ha dipinto donne bellissime.

Le ha viste al Prado! Sono le due Maja!

Eccole qua. La Maja Desnuda e la Maja Vestida.

La Maja Desnuda è una, la Maja Vestida è la seconda...

ma la terza dov'è?

Scusi, signorina... la terza che?

- La terza Maja! - Non esiste, signorina!

Sono solo due, La Maja Desnuda e la Maja Vestida.

No, c'è anche la Maja in Camicia.

- Che sta dicendo? - Che c'è anche la Maja in Camicia.

Mi meraviglio che lei non lo sappia.

Certo che non lo so! Non è vero!

Chi le ha detto, mi scusi, una simile assurdità?

Non me l'ha detto nessuno, ho letto una cosa tanto tempo fa

dove si parlava di questo quadro.

Era un libro, un giornale, cosa?

Era un foglio scritto a mano che ho trovato in biblioteca

sfogliando un libro.

Nella biblioteca del suo palazzo?

Perchè vuole che le faccia una camicia?

- Il perchè non la riguarda, io la pago! - Ah! Mi paga?

Crede che con il vile denaro può comprare la coscienza

di un grande artista come me?

- Macchè artista! - Attento, marchese. - Lei è un copista!

- Lei sta sottovalutando il copista. - Non è vero.

Lei lo ha sottovalutato, caro signor marchese!

Se un copista si mettesse a creare,

qualsiasi pittorucolo da strapazzo potrebbe copiare i copisti!

- Dove finiremo? - Dove?

- Lo domando io a lei! - Lo dica lei!

- Maestro... - Levati questa roba!

- Il signor marchese dice che devo posare. - L'ho detto io.

- Non è bella? - Io la strappo! - Fermo!

- È preziosa, è dell'epoca del Goya! - Questa? - Sì.

- Autentica? - Certo.

- Si sente. - Cosa? Non so se è lui o la camicia, ma si sente.

Caro marchese, perchè vuole mettere la camicia alla Maja Desnuda?

- Se avesse detto di toglierla... - È il momento di dire la verità.

Io devo ereditare una grossa somma!

- Come? - Da una zia molto timorata.

Se mia zia vede la Maja Desnuda in casa, mi disereda.

Se invece dipinge la camicia...

No! La Maja in Camicia è una bestemmia! E io non bestemmio.

Ma il Goya è morto!

Lui è morto, ma io sono vivo! Sono vivo, ha capito?

- Qui il copista sono io! - Sì!

Vorrei vedere questo signor Goya

copiare una Maja come l'ho copiata io!

Tutti sono capaci di fare, copiare è difficile!

Vorrei vedere il signor Goya. Questo Goya!

Mi dicono... il Goya!

Vai di là!

- Ecco il palazzo. - Cominciamo subito le ricerche?

- No, devo parlare con mio zio. - Va bene. - Le telefono.

Trasfulmini il cielo!

Maestro, non mi faccia arrabbiare, dipinge la camicia o no?

La camicia non la fo, non la fo, no!

- E io non la pago! - Davvero? Hai sentito?

- Davvero? - Sì! - Allora non vado via!

La cucina è buona e la signora... anche.

- La signora non c'entra! - Lo so, però è buona!

- Insiste! - Sì, la signora è buona.

- Ringrazi che ci troviamo all'estero! - Altrimenti?

- Altrimenti... - Cosa?

La signora è buona, profano!

- La signora è buona! - È buona sì!

- "Ostrega" se è buona la signora! - È buona!

È buona... tu che c'entri?

Non fare apprezzamenti in casa d'altri!

- L'avete detto voi! - Io sono il maestro!

Per me è buona, tu sei l'allievo e per te non è buono niente!

Ah, sì! Ah, sì! Ha detto che non mi paga!

Ti faccio vedere io! Prendi la carta e scrivi!

- Hai scritto? - No. - Cosa hai scritto? - Niente!

Cosa scrivi se non ti ho detto niente?

Adesso facciamo la fattura per la Maja. Scrivi: fattura.

- Con la "F" maiuscola! - Sì.

No! Ho cambiato idea.

Quello è un animale e io metto la "F" maiuscola?

"F" minuscola! FATURA!

- Per questo.... "Per" con la "P". - Certo.

A volte, stando all'estero uno può distrarsi.

- Che succede? - Quell'imbecille si rifiuta, rovinerà tutto.

Il professore aveva creduto a tutto, bastava trovare il quadro.

- Senza camicia? - No.

- Hai provato ad insistere? - Ho provato di tutto.

Speravo che fosse cretino, ma non così! Non riuscirò a convincerlo.

Aspetta, ci proverò io.

- Colori, pennelli e solventi? - Sì.

- Hai messo qualche tavolozza? - No. - Mettila.

Quanto fa?

150 mila.

Poche! Poche! Fai 300 mila!

- È caro! - Il "caro Spagna" non lo consideri?

> Caro maestro! - Chi è?

Scusi se l'ho fatta attendere.

Quelle 150 mila lire, cassale!

- Eccomi, sono pronta. - A fare cosa?

A posare per lei. Mio marito mi ha detto che le mancava la modella.

- Come modella vado bene? - "Ostrega"!

Può anche restare in tale guisa. Signora...

pre... pre... precisiamo.

Io ho detto a suo marito che per principio non l'avrei dipinta.

Evidentemente ho capito male. E' inutile che abbia messo la camicia.

- No, è utilissimo! La camicia le sta bene. Vero? - Sì.

- Tu stai zitto! - Se non vuole dipingere, vado a vestirmi.

- No! Mi stia a sentire, ragioniamo. - Ragioniamo. - Bene.

Lei non dipingerebbe la camicia per nessuna cosa al mondo.

Esatto. Per nessuna cosa al mondo!

Neanche se...

- Maestro. - Che c'è?

VOCE NON UDIBILE

Ho capito! Ho capito! Signora, ripeta e scandisca bene le parole!

Sì! Sì! Veramente?

Signora, questo cambia le cose!

- Tòbia! - Tobìa! - Tòbia o Tobìa è uguale!

Tavolozza, pennelli e colori! Bisogna finire il quadro.

- Il quadro è finito. - Manca la camicia!

- Ma non ci va! - E chi lo dice?

- Avevate detto che per nessuna cosa... - Ci sono cose e cose!

- Vero? - Certo, maestro. - Tu vai!

Ecco.

Quel piedino!

Le manine da Goya...

Vediamo... sì!

Così!

Come son felice!

- Eva, quello che è detto, è detto? - Quello che è detto, è detto.

- Parola d'onore? - Parola d'onore.

Ha detto sì! Le copio una camicia che il cosiddetto Goya...

non se la sarebbe mai sognata!

Mi dicono il Goya!

Ferma!

Molto bene! È stato difficoltoso, ma finalmente...

- Come l'hai convinto? - È stato facile.

Gli ho promesso un'avventura galante.

Mi fai fare una bella figura con quello!

Tu sei mio marito per scherzo!

Sì, ma quello mi crederà un cornuto sul serio.

Non ti preoccupare, per liberarci di lui ho avuto un'idea.

- Quale? - Lo farò arrestare.

- Come? - Ho preparato una trappola.

- Dimmi. - Gli ho dato appuntamento a "Le due nacchere".

Quel locale è frequentato da Pablo, un focoso torero.

Provocherò una rissa tra loro e chiamerò la polizia.

MUSICA DI FLAMENCO

CANTA IN SPAGNOLO LA CANZONE "GRANADA"

(IN SPAGNOLO) Il primo toro che uccido, lo dedico a quella ragazza.

(IN SPAGNOLO) Pablo, il primo toro è riservato.

(IN SPAGNOLO) Allora il secondo.

Olè!

- Le piace, maestro? - Molto.

Io sono entusiasta di questi locali caratteristici.

- Buonasera, signora. - Buonasera.

- Buonasera. - Vogliamo mangiare, ballare, bere. - Un momento.

Non qui DAVANTAS A TODOS LO MUNDOS, avete un SEPARETTAS?

- (IN SPAGNOLO) Non capisco. - Neanche io.

Prima sediamoci qui, è elettrizzante...affascinante.

- Seguitemi, per favore. - Yes... sì!

(IN SPAGNOLO) Che meraviglia! Cancella le prenotazioni,

domani dedico tutti i tori a lei.

- Attento, sta con un uomo. - Non mi importa, mi ha guardato.

Cameriere, senta... (SOTTOVOCE) avete una stanza?

- Eh? - Una stanza. - (IN SPAGNOLO) Non capisco!

Una stanza. Non posso strillare, la signora mi sente.

- Una stanza. - Comprendo, un "hospedaje".

Come si permette? Vada via, mascalzone!

Che modi, mi manda all'ospedale!

Vi stava dicendo "albergo". In spagnolo si dice "hospedaje".

Davvero?

Mi piacerebbe avere una malattia cronica per stare sette, otto,

dieci, dodici anni con lei all'ospedale!

MUSICA DI FLAMENCO

- Posso presentarmi? Pablo Segura. - Il celebre torero?

- Avete sentito? - No, ero "sopra al pensiero".

- Il signore è Pablo Segura. - Sicura che sia Segura?

- Certamente! - Abbiate la sicurezza...

che a me non me ne frega niente, "nada de nada"!

- Come si permette? - Non abbiamo bisogno di toreri.

Ripassi un altro giorno, ma non venerdì, mi porta iella.

Volevo sapere se voleva ballare con me questo flamenco.

- Molto volentieri! - No! Qui si equivoca!

Il torero ha bisogno di un toro, ma io non faccio la parte del toro.

La signora fa LA FLAMENGA con me!

- Non sapete ballare il flamenco! - Ma io sono un copista.

Lei balla e io copio. Io copio tutto! LA FLAMENGATA la faccio io!

Noi siamo fatti l'uno per l'altra, quando possiamo stare soli?

Subito, ma bisogna eliminare quello.

- Che ho fatto? - Mi hai stancato! - Un momento!

- (IN SPAGNOLO) Uomo, sei morto. - Ragioniamo.

- Difenditi! - Un momento!

Pablo Segura non ragiona... uccide!

(SCORCELLETTI) Scherzi di mani, scherzi di villani.

- Difenditi! - Non fare la carogna!

(SCORCELLETTI) Questo aggredisce!

- Io sono figlio unico! Lei si compromette! - Difenditi!

- Come da verbale... - Com'è da verbale?

- Come da verbale... - Non lo so, com'è? - Lei non lo deve sapere.

- Me l'ha domandato. - Non l'ho domandato, stia zitto.

- Allora ho capito male? - Stia zitto, ha capito male.

- "Passavamo davanti..." - Esatto.

- "..una signora gridò che era scoppiata una rissa." - Esatto!

- "Abbiamo trovato il famoso matador..." - Esatto.

- "..alle prese con un energumeno." - Esatto. - No!

Energumeno sarà lei. Io non sono un energumeno!

Io sono il famoso copista italiano Scorcelletti, lo ricordi!

Anche lei, altrimenti ai posteri cosa dirà?

- Ehi! Ehi! Ehi! - Non alzi la voce!

- Lei non alzi la voce! - Qui non stiamo in piazza!

- Siamo davanti a un commissario! - Sono io! - Appunto. - Zitto!

- Si metta a sedere. - Si segga lei.

- No, lei! - No, lei! - Per favore, si segga e anche lei!

Lei deve parlare con me!

- E io con chi parlo? - Con me! - Con chi parlo?

- Lei parli, io l'ascolto! - Posso dire quello che voglio?

- Parli! - Di qualsiasi cosa? - Parli!

- Come sta? - Bene. - A casa tutti bene? - Cosa dice?

Ha detto di parlare e io ho aderito...

Non mi faccia perdere la pazienza!

- È quello che dico io. - Non me lo faccia ripetere!

La mangio!

- Cosa fa? - Lei sta giocando a dama!

Voglio sapere perchè ha "attaccato briga"!

Io non ho attaccato nè Briga, nè Tenda!

Lui voleva attaccare con la signora, ma con me non attacca!

- Lo dica all'imputato! - Non è vero, la guardavo soltanto.

Ha sentito? L'imputato è reo confesso, a verbale!

- Niente verbale. - Esigo che... - Si sieda!

- Guardare non è reato. - Mentre la guardava, la pensava!

- Pensare non è reato. - Ma come la pensava? - Non lo so.

- Lo so io! Lo posso dire? - Lo dica!

- Lo dico? - Lo dica! - Commissario, la pensava nuda!

Cosa vuol fare, una tragedia? Stia calmo!

- È vero? - No, quest'uomo è pazzo!

- Sono pazzo? - Sì! - Sono pazzo!

- Mentre noi due parlavamo, sa dove guardava lui? - No.

Fermi tutti! A me gli occhi.

- Chi è questa? - Mia moglie.

- Noi parlavamo e lui guardava sua moglie e la pensava nuda! - Cosa?

- Come si permette? - Non è vero! - Lo dimostri! - Certo!

- Sentiamo! - Dunque, veramente...

Non lo può dimostrare, non ha un alibi!

Lei guardava mia moglie e la pensava svestita.

Ottimista! La pensava nuda!

Non è vero! Non conosco sua moglie!

- Allora cosa pensava? - Pensavo al toro che devo uccidere domani.

- Come pensava al toro? - Come a un toro!

Nudo! Ha sentito? Metta a verbale!

- Ma i tori sono nudi! - Ci sono anche quelli vestiti.

- Dove stanno? - Lei...

Lei se permette a lui di pensare a sua moglie, è un toro vestito.

- Adesso che si è seduto, è un toro seduto. - Ora basta!

Lei la smetta di pensare a mia moglie, ha capito?

Io non conosco la sua signora!

Caro, passavo di qua... Pablo Segura!

- Lo conosci? - Certo, tutti conoscono Pablo Segura.

- Volevo dire... vi conoscete? - Io non l'ho mai vista!

- Vestita! Lui è abituato a vederla nuda! - No!

Di sua moglie non mi importa "nada de nada"! - Vuol dire nuda di nuda.

- Nè nuda nè vestita. Non mi interessa! - Non è stato educato!

- Volevo dire che non la guardo. - Vuole dire che è racchia?

- Non sono racchia, ho fatto anche la spogliarellista! - Caterina!

- Sono calunnie. - Che sta facendo lei!

Queste calunnie posso smentirle subito!

Caterina, cosa fai? Rivestiti immediatamente!

Voi non dovete guardarla, via! Arrestate quest'uomo!

Non potete arrestarmi, lasciatemi stare!

Si metta là, cara. È necessario procedere con ordine e metodo.

- Allora, questi e questi li abbiamo visti. - Anche questo?

- Zio, non mettere in disordine! - Certo!

- Ha trovato qualcosa? - No, ma cercherò ovunque, se necessario.

È necessario nell'interesse della cultura, naturalmente.

- E anche nel vostro. - Nel mio? Perchè?

Voi avete la fortuna di possedere la casa dove Goya abitò, lavorò,

creò e pianse! Non vi piacerebbe ritrovare un suo capolavoro?

(RAUL) Sarebbe divertente.

- Cosa ho fatto! - Niente di male.

Un momento, cos'è questo?

È un miracolo! Ecco la prova che la Maja in Camicia esiste!

- Io l'avevo detto! - Guarda il caso!

È incredibile! La Maja in Camicia è nascosta tra queste mura!

Ma dove? Dove? Ascoltate, ascoltate!

"Madrid 4 febbraio 1798,

io ricevo dal signor Francisco Josè Goya,

20 scudi per l'esecuzione della porta del passaggio segreto."

- Passaggio segreto! - Già.

"..passaggio segreto dove è custodita la Maja in Camicia!"

La Maja è qui! Nel passaggio segreto!

Impossibile, io non ho mai visto un passaggio segreto nel palazzo!

- Forse dietro un pannello, uno scaffale. - Impossibile!

- Zio, perchè non ci vuoi credere? - Sono cose da romanzo.

Ho letto di pannelli che scompaiono, porte misteriose,

cornici che nascondono bottoni, biblioteche girevoli.

- Bottoni? - Sì.

- Biblioteche? - La biblioteca c'è, ma manca il bottone.

Questo... cos'è questo?

- Questo. - Dove?

- È un bottone! - Non credo.

- Preme? - No.

- Forse tirando... - Tirando?

Ha visto che si doveva tirare?

Il passaggio segreto! Faccia luce!

È scritto qui: "20 scudi per la costruzione della porta segreta!"

- La Maja in Camicia! - Ecco la luce.

- La Maja! - (RAUL) Qui non c'è.

Eccola! La Maja c'è!

- Esiste la terza Maja! - Aveva ragione! - Voglio vederla meglio.

Sì! La Maja in Camicia l'ho scoperta io!

Ho scoperto il capolavoro ignorato del Goya!

La sua presenza qui è una sorpresa, maestro. È impossibile.

Invece è possibile, caro!

Credeva che avevo dimenticato la signora!

- Josè, il tuo padrone è in casa? - Sì, vado a chiamarlo.

Digli che sono venuto per firmare il quadro che ho fatto ieri.

- Che quadro? - La Maja in Camicia!

- Era in camicia la Maja? - Sì! - In camicia.

- Siamo venuti a firmare il quadro? - È una scusa banale!

Come vuoi fare il pittore? Tu non capisci niente!

Non voglio fare capire al marito che sono qui per la moglie.

Sublime, perfetto! È il più bel Goya che abbia mai visto!

- Signor marchese! - Che c'è? Scusi, professore.

Guardi le pennellate inconfondibili, i tagli di luce!

È la mano del Goya! La riconoscerei fra mille!

- È tornato? - Vuole firmare il quadro. - Così mi rovina!

- Raul, lo ammazziamo? - Stai zitto! - Non mi ascolti mai.

Il Codice lo dobbiamo rasentare, non intaccare!

- Altrimenti ci intaccano la testa con la CAROPA. - "La garrote"!

Josè, la pena di morte non è uno scherzo!

- Che succede? - Il tuo piano è fallito.

Scorcelletti è libero, sta qua!

- Allora va tutto all'aria! - Non credo.

Potremmo far arrivare il marito geloso con la pistola.

- Cosa ne dici? - Sì!

- Gli metteremo paura e sparirà per sempre. - Ci penso io.

Maestro, siete imprudente. Dimenticatela, ci sono tante donne!

Ce ne stanno? Sì, ma non "ci stanno"!

- Non ci stanno donne? - Ignorante, impara l'italiano.

"Ce ne stanno" è voce del verbo CENESTARE.

Invece "starci" è l'imperfetto del verbo pomiciare!

- Perchè, lei ci sta? - Se non ci sta, io stavo qua?

Ma come vuoi fare il pittore tu? Ancora non l'ho capito!

La dovevi vedere! Con i suoi occhi verdi, i capelli rosso fuoco,

- abito azzurro e scarpe gialle. - Com'è andata? - "ln bianco".

Maestro, scusi per quello che è successo stanotte!

- Avevo paura che fosse partito! - Aveva paura?

Scioccherella!

Perchè lei non mi ha osservato.

Se l'avesse fatto, avrebbe notato che sono un uomo tutto di un pezzo!

Signora, io arrivo sempre alla meta. Magari nudo, ma ci arrivo!

Maestro, mio marito sospetta. È pericoloso restare qui.

Quello, se si arrabbia, vede rosso!

Voleva dire: "Se vede rosso, si arrabbia e sono... Dolores!"

Non scherzi!

Vediamoci fuori, conosce "La posada de la chica"?

Io le "cicche" non le prendo con le posate,

ma con le due dita o con il bastoncino!

- In Spagna la "chica" significa ragazza! - Davvero?

Allora resto in Spagna e raccolgo tutte le "ciche" della strada!

Queste "posate per le chiche" come si adoperano?

La "Posada de la chica" è un night club. Lì staremo al sicuro!

- Vado a cambiarmi e ci troviamo là. - Io mi cambio subito!

- Io mi devo cambiare. - E io che faccio? - Aspetti in albergo.

Devo andare! Ma come vuoi fare il pittore tu?

MUSICA DI TANGO

- Un sèparè? Si accomodi, signore. - Il locale è sicuro?

La signora ha un marito gelosissimo!

Certo, noi siamo attrezzati. Naturalmente è questione di prezzo.

- Pagherò qualsiasi cifra. - Avrà un sèparè a prova di marito.

Bene!

- Finalmente dopo tanto lavoro, stasera ci divertiamo! - Come?

- Stasera ci divertiamo. - Chi? - Noi. - Noi? Io mi diverto!

- Io ho l'appuntamento! - Sì, ma ci sono tante "muchache"!

Giovanotto, calma! Ha capito?

È arrivato Casanova! Ma mi faccia il piacere!

- Io perchè sono venuto? - Per pagare il taxi!

- Un televisore! - Così potrà sorvegliare l'ingresso.

- Si accorgerà subito dell'eventuale arrivo del marito. - Già!

- Ma dove scappo? - Non c'è bisogno di scappare, noi siamo organizzati!

Basta far sedere la signora su questo divanetto

e premere un bottone, questo.

- Fatto! - Molto ingegnoso, mi piace. - Grazie.

Passato il pericolo, può ripremere il bottone e tutto torna come prima.

- Si accomodi, signore. - Che bella trattoria!

- Questo è argento? - Mi scusi.

- Appena arriva la signora servo una cena fredda? - Sì.

Però la lasci riscaldare. La cena fredda mi piace calda.

- Il freddo sullo stomaco mi nuoce. - Il vino, Porto?

- Porti. - Volevo dire, Porto?

- Porti! - Devo portare il Porto?

Chi deve mandare, manda e chi deve portare porta! Porti!

- Porti anche il Porto. - Va bene, signore.

- Mi attende un signore italiano. - Ho capito, in quel salottino là.

Si accomodi.

Bella signora. Finalmente, io ardo!

- È vero, fa un po' caldo. - No... Ah!

Volevo dire, ardo dal desiderio.

- È impaziente, sono appena arrivata! - Appunto.

Siamo qui per la nostra avventura... avventuriamoci!

Permesso?

- Mi dia un bacio. - Maestro!

Avanti. Avanti!

Chi è? Cosa porta? Porta il Porto? Perchè lo porta?

- Devo servire la cena fredda? - Chi le ha detto di entrare?

- Ho chiesto permesso. - Doveva aspettare che dicessi: avanti!

- L'ha detto. - Ho detto "avanti" alla signora.

- Ma la signora era già entrata. - Come si permette?

Io posso dire avanti e indietro a chi voglio!

Lei vada indietro! Esca fuori!

Vada fuori! Babbeo!

Scusi, signora, è lungo, ma è "tondo"!

- Finalmente tra le mie braccia! - Colombella mia, anima mia!

- Ah! - Che c'è? - Mio marito! - È proprio lui!

Sono imbarazzata, è la prima volta che...

Poverina! Lei è giù! Vuole bere qualcosa? Così si tira su!

- Io adesso la "tiro su"! - Grazie, maestro.

VOCI NON UDIBILI

- Sta venendo! Ci ucciderà! - Non aver paura!

Questa chi è?

- Arriva! - Ti ho scoperto, fedifraga!

- Come si permette? - Scusi, credevo fosse mia moglie.

Grazie, ci voleva proprio!

Perchè si è trasformata così? Torni come prima. Era così carina...

- Zitto! C'è mio marito! - Allora lei non è lei!

- Da dove è uscita? - Dal muro.

Quella che stava qua, dove è andata? Non facciamo scherzi!

Che fa? Mi ha messo la museruola?

- Non si entra così! Lei è un villanzone! - Domando scusa.

- È stato un equivoco, mi perdoni. - La perdono, vada via!

C'è stato uno scambio.

Cara signora, nello scambio ci rimetto io!

Signora, lei è racchia! Quella di prima era carina, profumata!

- Non è un cavaliere! - Non sono cavaliere e neanche commendatore!

- Si alzi e vada via! - Non posso!

Non vuole? Allora chiamo il direttore e faccio uno scandalo!

Qui si cambiano le carte in tavola!

- Anzi! Le donne in tavola! - La supplico! - Non mi tocchi!

- Direttore! - No!

- Maestro, venga qui. - È ritornata!

- Stavo qua... - Ti ho scoperto, fedifraga!

- Scusate. - Chi è? Cosa vuole?

C'è un equivoco. Un momento! Lei era nell'altro sèparè!

- lo? No! - Eppure l'ho vista.

Lei ha visto mia sorella.

- Vestita uguale? - Abbiamo gli stessi gusti, siamo gemelle.

- Date tutt'e due appuntamenti nei sèparè? - Lei cosa vuole?

- Niente... che famiglia! - Non faccia apprezzamenti!

- "Ogni limite ha una pazienza!" Vada fuori, esca! - Scusi.

Ficcanaso! Scocciatore! Non si può stare tranquilli?

Perchè quando è andata di là, non è venuta sua sorella di qua?

- (EVA) Ero sempre io. - Di là chi c'è?

- La moglie di quello che è uscito. - La moglie del cornuto! - Sì.

Sta tornando!

- Mamma mia! - Presto!

Giochiamo ai bussolotti?

- Fedifraga! - Lei è fissato!

- Credevo che mia moglie... - Le ho già detto che sua moglie non c'è!

- Non capisco! Mi pesa la testa! - È naturale...

- È ovvio! - Io l'ho vista nell'altro sèparè!

Avrà visto il mio gemello.

- Vi ho sorpresi... - Ah!

Signora, non è suo marito!

- È svenuta. - Chi è?

- Rompiscatole, intruso e ficcanaso! - Vada via!

Scusi! Venga dentro!

Scorcelletti sta gridando di là, che succede?

- C'è questa maledetta parete girevole... - Ma che parete?

Signora Eva! Signora Eva!

Ancora la racchia! Lei insiste!

Lei insiste!

Su! È svenuta!

Anche le racchie svengono? In che mondo viviamo?

Su, bella! Su, bella!

Su, sveglia! Sveglia!

Esca, faccia venire la signora Eva di qua!

C'è mio marito! Mi faccia restare qui!

Suo marito è andato via. Faccia tornare Eva di qua!

- Non dalla porta, apra il muro! - Cosa?

- Apra il muro! - Non sono muratore! Scherziamo?

Non mi faccia fare il violento, chiamo l'ACCHIAPPACANI.

Io sono venuto qui per restare con la signora Eva, noi ci amiamo!

C'eri!

- Mio marito! - Vi ammazzo!

SPARO

- L'ammazzo! - Mi dia la rivoltella!

- Lasciatemi! - Non scherziamo con le armi!

- Non abbiate paura, io non guardo! - Come si permette?

- Posso travestirmi? - Quelli sono per "bailar"!

- Allora questo? - "Tampoco" questo!

Dite al signor Tampoco che mi serve perchè sono un povero tapino!

Indietro! Sono il signor Alonzo e devo lavare l'onta col sangue!

Fermi!

SPARI

- L'onta è lavata! - L'ha ucciso? - Sì.

L'onore degli Alonzo è salvo! Sono a vostra disposizione.

Povero maestro, è colpa nostra.

È stata una complicazione imprevista, ma fortunata.

Calma, signori! Andiamo nei camerini.

VOCI NON UDIBILI

- Hanno venduto il vostro quadro per 200 milioni e sono partiti. - No!

- È così! - 200 milioni il mio quadro?

- Leggete. - È vero!

Bravi! Queste "Maja" rendono!

Non credevo di valere tanto. 200 milioni! Corbezzoli!

- Ho un'idea... non mi dire. - Non sto parlando!

Dico, "non mi dire" per dire, è un intercalare. Andiamo al Prado.

MUSICA DA BALLO

Signore e signori, un momento di silenzio.

La signora Harrison deve dirvi qualcosa.

Finalmente potete ammirare il mio nuovo acquisto, la Maja in Camicia!

Da questa parte.

Marchese, mi ha reso felice vendendomi questo stupendo quadro.

Non è merito mio, ma del professor Francisco Montiel.

Il merito non è mio, ma solo del Goya!

- Goya! - Se non mi sono sbagliato.

Comincia con i dubbi! Prendiamo l'assegno e andiamo via. Distrailo.

Professore, voglio insegnarle un nuovo ballo.

- Signora, non doveva venire il notaio? - Ci aspetta nel salottino.

Il denaro è l'ultima cosa, l'importante è firmare l'atto.

VOCI NON UDIBILI

- Ricorda una delle Grazie del Botticelli. - Io che le ricordo?

- Professore, vuole ballare? - Ho capito benissimo.

È così?

- Sono felice di rincontrarla, si ricorda di me? - Naturalmente.

L'ho cercata per tutta Madrid, però questa volta non mi sfuggirà.

- Professore, le presento un amico. - Pablo Segura, il matador!

- Vuole ballare con me? - No, questo è già del professore.

Scusi, di là non potevo parlare.

Pablo, lei mi è molto simpatico, ma purtroppo non è il momento.

Perchè? Lei ha detto che sono un amico, ma io voglio essere di più!

- Io sono innamorato di te! - Ora non posso lasciare il professore.

- Ora non posso spiegarle. - No! Da ora in poi resterai con me!

Ferma!

- Dev'essere qua. Guarda il numero. - Sì.

Via con quel carretto! L'ingresso di servizio è dietro.

Scusi, monsignore. Non siamo garzoni del salumiere o del lattaio.

- Abbiamo portato dei quadri alla signora. - Quadri? - Sì.

- Qui c'è la signora che ha comprato la Maja in Camicia? - Sì.

- Abbiamo portato uno stock... - Lo stock e il baccalà! Zitto!

Ho portato il baccalà... Io vedi?

Ho portato la Maja in Mutande, in Reggiseno, in Bikini,

- e altre "majette" più piccole. - Quadri della Maja!

- Sì! - La signora sarà contenta!

Anch'io! La signora paga questi quadri 200 milioni l'uno!

Io ne ho 6! 6 per 8 fa 48! 480 mila lire!

- No! Maestro, posso dire una cosa? - Sì, non mi dire.

- Devo dire. - Sì, non mi dire! Parla!

- Un miliardo e duecento milioni! - Capito? - Lei ha detto 480 mila!

- 480 mila lire di anticipo! - Come non detto!

No, tu devi dire queste cose! Scusi, monsignore, è cretino.

- Vado ad avvertire la signora. - No! Rovinerebbe la sorpresa!

- Noi entriamo... - Mettiamo le "Maje" in fila...

La signora si infila le "maje"... vedrà che sorpresa! Mi aiuti.

Mi dispiace separarmi da un capolavoro simile per denaro.

Il vile denaro! Ma questa è la vita, signora.

A voi.

- Se vuole firmare l'assegno... - Un momento. Prima l'atto.

- Firmo l'atto. - Lo devo leggere. - Mi fido. - Non sarebbe regolare.

Dunque...

(TOBIA) Piano! Non ho capito perchè corre!

Caro signore, devo fare altre cose.

- Si sente male? - No! No, no!

Ho avuto un'allucinazione.

- No! - Non le va bene quello che ho scritto?

Benissimo, ma mi sento male. Devo allontanarmi un momento.

- Non è possibile interrompere la lettura. - Ricominciamo dopo.

(IN INGLESE) Scusi, torno subito.

Ritorno! Vado un momento... questa è una giostra!

Il marchese è strano!

- Hai visto? - Sì, di là!

Allora non è morto! Perchè? Caro maestro!

- Salve! - Che fa qui? - E lei?

- Che è venuto a fare? - Lei ha venduto la mia Maja per 200 milioni

e io mi sono detto tra me e me: "Queste Majacce rendono"!

Però ora parliamo di lei... come sta la signora?

Non mi dire, non mi dire! Come sta? Non mi dire!

- Non mi dire. Come sta? - Devo dirlo? - È un intercalare.

- Sta bene ed è qui. - Davvero?

- Vuole salutarla? - Magari! A lei dispiace? - No.

Metto a posto i quadri per fare una sorpresa alla miliardaria e torno.

- Josè, accompagna il maestro dalla signora! - Subito!

(SOTTOVOCE) Cretino, è una scusa. Fallo sparire.

- Se vuole lo prendo a calci anche subito. - Qui c'è gente.

Fallo fuori.

"Fuori"? Ho capito! Finalmente!

Josè, accompagnalo. A più tardi!

- Ha visto la nipote del marchese? - No...

Alt! Cos'è questo pasticcio?

Questa Maja è stata dipinta dallo stesso autore della Maja in Camicia.

Non insultate il Goya!

- La Maja in Camicia l'ha dipinta Scorcelletti. - Chi?

Scorcelletti, il grande copista italiano.

- Non è possibile! - Invece sì!

L'ha dipinta su ordinazione del marchese di Castelmoscardo.

Fermo con le mani!

Il marchese di Castelmoscardo! Ho capito tutto!

- Permesso! - Scusi, professore.

Sono stato ingannato da un'avventuriera

che si fingeva innamorata di me!

Ho confuso una qualsiasi copia per un Goya! Cosa diranno ora di me?

Fermo lì!

- Mi resta solo una soluzione. - Quale?

Lo saprete!

Forza!

Pesa. Ora che ho preso la corda e la pietra, che facciamo?

- Un bel gioco. - Non possiamo andare prima dalla signora?

- No, è meglio in questo momento. - Sì.

- Lì dietro c'è un pozzo. - Un pozzo? Perbacco!

- Adesso ti metto la pietra al collo e ti butto dentro. - Davvero?

Questo è un gioco? Mi mette la pietra al collo e mi butta dentro!

Che risate! È bellissimo!

Lui?

Maledetto! Vieni qui, ti voglio buttare nel pozzo!

- Scusate, un contrattempo. Firmiamo? - Un momento!

- Non abbiamo finito di leggere. - No? - Bisogna ricominciare.

- Davanti a lei... - "Davanti a me..."

Mi vuole buttare davvero nel pozzo? Non sono mai stato nei pozzi!

Questo è un pozzo straniero, io sono abituato a quelli italiani!

Ah!!!!

Aiuto! Ehi, quelli di lassù!

Chiamate i vigili del fuoco, annego! Sono nel pozzo, qui puzza!

"..letto, approvato e sottoscritto."

- Io firmo l'atto e la signora firma l'assegno. - No, prima la signora.

- Grazie. - Un momento.

Squilla il telefono!

- Pronto? Per lei. - Per me? Pronto?

Pronto, Raul?

Ho sistemato tutto. L'ho buttato dentro il pozzo! Sei contento?

CONTENTONE! Bene! Bravo!

Bene.

Aspetta!... Ha riattaccato.

Devo allontanarmi un momento. Intanto prendo l'assegno...

- No, prima deve firmare le 4 copie e i 4 codicilli. - Qui si affoga!

- Chi affoga? - Affoghiamo, assegni, codicilli...

- Se vuole l'assegno, deve firmare. - Va bene, torno subito.

- Firmo e riscuoto. - Va bene.

- Ah! - Che fa qua?

Io sono arrivato prima di lei!

Mi hanno gettato in un pozzo e ora doveva cadermi addosso anche lei!

- Volevo suicidarmi! - Si ammazzi! Nessuno glielo proibisce!

Cosa fa? Aiuto! Lei è pazzo! Lei è pazzo!

Josè ha sbagliato, ha gettato Scorcelletti nel pozzo.

- È vivo? - Sì, ma è nel pozzo! Bisogna salvarlo.

- Come faccio da sola? - lo non posso, stanno firmando l'assegno.

Se Scorcelletti muore, finiamo tutti con la corda qui, anche tu!

Eva, quella porta dà sul giardino, vai al pozzo. Aiutami, salvami!

< Marchese! - Sì?

- Stiamo aspettando! - Eccomi. Firmiamo?

- Cos'è questa roba? - Buonasera, marchese! - Un'altra Maja!

- Cos'è? - Un'altra Maja di Scorcelletti. - Stai zitto!

- Il mio maestro, Scorcelletti! - Il suo maestro!

(Che faccio, svengo? Sì, guadagno tempo.)

- Chi è Scorcelletti? - Un grande maestro!

- Questa Maja non è in camicia, ma in costume da bagno! - Esatto.

- Chi è questo Scorcelletti? - Scorcelletti? - Chi è?

Si sente ancora male?

Lei si vuole ammazzare, ma io no! Io mi voglio salvare!

Ora che stavo diventando milionario vendendo le Maje!

- Come? Lei fa le Maje? - Sì.

Modestamente sono io... sono il MAJARO!

Permette? Scorcelletti.

- Con chi ho l'onore? - Con il re dei cretini.

Ci avrei messo la mano sul fuoco! Aiuto!

- Maestro, è vivo? - Per fortuna è venuta! Siamo quasi vivi!

Con me c'è un professore!

Il professor Francisco? Che fa lì?

Niente! Non voglio essere salvato da un'avventuriera!

Da chi vuole essere salvato? Ti do una botta in testa!

- Che stai facendo? - Presto, aiutami!

Finalmente si monta!

Ride? Non voleva suicidarsi? È contento di venire su con me?

Sì, appena usciamo la faccio arrestare.

Lei è una carogna! Eva ci salva e lei la vuole denunciare?

- Che sono queste voci, l'eco? - Sono io, Scorcelletti!

Scorcelletti? Quel mascalzone del commissariato?

- Non tornerà più su! - (EVA) Fermo!

- Ferma! - Aiuto!

Sei impazzito? Vuoi rovinarmi?

- Che state facendo? - Lo dicevo che non doveva fidarsi di quella!

lettatore!

Caro, lui non mi interessa! Tira su!

Vorrei crederti, ma giura che ami solo me!

Te lo giuro, ma salva quel poveretto.

Va bene, ma dopo non lo vedrai più!

- No! - Stia zitto!

- Tira! - No!

- È pesante! - Sono in due! - Due?

(SCORCELLETTI) Questa è la fermata obbligatoria?

- Chi è l'altro? - Il professore. Presto!

- Un altro corteggiatore! - No!

Andiamo in picchiata! Ci inabissiamo! Aiuto!

- Dorme. Se è il cuore, meglio non muoverlo. - Ci penso io a muoverlo.

- Qui villa Harrison, per favore, la polizia. - Che fa?

Signora, si tratta di una truffa, ho chiamato la polizia.

- Perchè? - La Maja in Camicia è un falso.

- Un falso? - Sì!

Un uomo così distinto! Così serio!

Aveva lo stile del mio primo marito, lo spirito del secondo,

- e il portamento del terzo. - Tre mariti? Perchè non quattro?

- Quando lo sapranno le mie amiche di Los Angeles! - No!

- Non si muova! - Io mi muovo!

Signora, anche se morirò fulminato, io parlerò!

- Nessuno potrà condannarmi quando si saprà il perchè! - Perchè?

- Già, perchè? - Non lo dico, signora, perchè...

Perchè il riserbo è la prima virtù di un gentiluomo.

Se lei dimenticherà, io le dirò tutto.

- La prima volta che l'ho vista a Doville... - Mai stata.

- Forse a Montecarlo. - Sì!

Quando l'ho vista ho subito desiderato di conoscerla, adorarla.

- Ma ha cercato di truffarmi. - Non usi questi termini.

Era un innocente trucchetto. Io amo le cose belle.

Mi permetti di chiamarti Gloria?

- Ti prego. - Perchè mi prega?

Se fossi stato un poeta, avrei scritto dei versi per te!

Ma non so scrivere e quindi ho ricreato la bellezza...

come dalla tua bellezza ricreerei le nostre vite insieme!

- Gloria, dimmi qualcosa. - Raul!

- No, per carità! - Sposami o mi butto nel pozzo!

No! Cosa fa? Siamo già in troppi! Siamo al completo!

- Va bene, farò come vuoi tu! - Posso crederti?

Che succede, ci sono intralci?

(EVA) Non potrei amare il professore, ha una faccia da cretino!

- Ce l'ha con lei. - (PABLO) E il copista sembra un deficiente!

- Questa è per lei. - Signor torero... Prrr!

(PABLO IN SPAGNOLO) Cara, anima del mio cuore, ti amo.

Questo non me l'aspettavo.

Cattiva, cattiva, perversa!

"Chi disse donna, disse danno!"

Ma vai a mori' ammazzato! Come ti permetti di ridere?

Ci sono quei due laggiù. Hanno ragione, poveretti.

Meglio questo che niente.

- Signora, la polizia è in linea. - La polizia? Me la passi.

- Gloria... - Sì, ho chiamato io.

È stato un errore, mi scusi.

Va bene.

- (INGLESE) Grazie, mia cara. - Raul.

- Professore, mi lasci spiegare! - Niente spiegazioni!

Io devo spiegare alla padrona della villa che il quadro l'ho dipinto io.

- Un volgare copista! - Volgare sarà lei, professore da strapazzo!

- Io sono il più grande copista del mondo! - Tacete o vi ammazzo!

- A me non importa, la mia vita è distrutta! - Io alla mia ci tengo!

Felice?

Signora...

VERSI ACCAVALLATI

Si tratta di qualcosa di molto grave, della mia perizia!

- Lo so, si è sbagliato. - Lo sa? - (RAUL) Lo sa.

- Sa che la Maja in Camicia non è del Goya? - Certo. - Sa tutto!

- La pago anche se è una copia di... - Scorcelletti, qui presente.

È assurdo, 200 milioni per una copia di Scorcelletti!

Cosa gliene frega a lei se vuole darmi 200 milioni?

- Io con i miei soldi faccio ciò che mi pare. - Chiaro, no?

- C'è un piccolo particolare. - Non mi dica. Mi dica, signora.

- Io non pagherò 200 milioni. - Non mi dire. Mi dica, signora.

Vuole che paghi 200 milioni a mio marito?

Cara!

- Tu e... - Sì, mi sono accasato.

- Molto bene. - Io ho avuto la stessa idea.

Ora che tutto è a posto, che è tutto sistemato, la festa continua!

- Ci trasferiamo nel salone delle danze? - Con piacere.

- (EVA) Andiamo anche noi? - (PABLO) Andiamo, cara.

Hai capito? Allora ho lavorato per niente! Eh, no! No!

E io? Il mio onore, la mia reputazione, la mia carriera!

Questa è la ricompensa per essere persone oneste!

Il truffatore ha trovato la miliardaria pazza

e quell'altra il torero scemo.

A questo mondo solo la disonestà rende!

A uomini come noi resta solo una cosa, il suicidio!

Ha detto bene, ha detto bene! Il suicidio.

Ha deciso? Si suiciderà con me?

A chi? Sei scemo?

Un grande copista si suicida così? Non scherziamo!

Lei ha detto bene che a questo mondo bisogna essere disonesti!

Ah, sì? Ah, sì? Vogliono che noi siamo disonesti? Noi ci adeguiamo!

Professore,

con la sua autorità e, modestamente, con la mia bravura,

possiamo fare milioni a cappellate! Ma zitto, eh?

Davvero?

Ma alla nostra età...! Se avessimo 20 anni...!

Professore, con i milioni si hanno sempre 20 anni!

- Dice? - 20 anni! Certamente!

20 anni!

Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.