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[suona "Sul più bello" di Svegliaginevra]
[suona "Faccio un casino" di Coez]
Buongiorno.
Guarda che lo so che sei sveglio.
Buongiorno.
Ehi, non ti ho mai visto sorridere per così tanto tempo.
Vorrei portarti anch'io in un mio posto del cuore.
Perché, scusa? Tu avresti un cuore?
No. Assolutamente no.
[suona "Faccio un casino" di Coez]
Di questo passo non usciremo mai più da questo letto.
Ho passato 26 anni a evitare ogni tipo di sport,
mi spieghi perché devo rompere questa tradizione proprio oggi?
Perché ti sposi tra una settimana e le foto che farai resteranno per sempre.
- Mi ringrazierai. - Stai dicendo che sono grasso?
Morbido.
Aurora, anche meno sincerità va bene, no?
Sembri Federica, cazzo!
Oh, scusami.
No, no, tranquillo. È un bellissimo complimento.
[suona "Faccio un casino" di Coez]
Comunque, come è possibile che tra una settimana ti sposi
e non sei agitato? Come cavolo fai?
Credo che sia una totale inconsapevolezza del fatto che sta succedendo veramente.
E poi non ho mai pensato che potesse accadere proprio a me.
Però non ti nascondo che il matrimonio mi fa un po' paura.
Secondo me non devi avere paura, perché è la persona giusta.
Poi l'amore non è solo un sentimento o un'emozione,
ma è la comprensione profonda che la persona che hai accanto ti completa, no?
Cioè, che la sua presenza rafforza la tua e questo in voi si vede.
- Grazie. - Prego.
[uomo] Nicola.
[uomo] Quanto tempo.
Eh, sì.
Senti, ho saputo, mi dispiace.
Non dev'essere facile affrontare…
Neanche per i tuoi. Vi ho pensato molto.
- Grazie, Alberto. - Ciao.
- Piacere, Marta. - Alberto, piacere.
Alberto è un maestro di vela e…
di vita.
Sì, se solo sapessi manovrare la mia vita come faccio con le mie barche!
Marta, questo è il circolo dove il nostro Nicola ha cominciato.
- Quanti anni avevi? - Credo sei.
Eri un piccolo diavolo.
Scusate, ma devo scappare.
Non far passare altri due anni, ok?
- Promesso. - A dopo.
Vieni.
E come hai cominciato?
I miei nonni avevano una casa qui vicino.
Lì, dietro quegli alberi, dall'altra parte del lago.
Ogni volta che vedevo passare una barca a vela, io mi incantavo.
Immobile.
Sì, però qual è la cosa che ti piace di più della barca a vela?
Eh, ce ne sono troppe!
Non lo so.
Il silenzio, la libertà,
il rumore che fa l'acqua contro la barca quando prende velocità.
I salamini coi taralli in mezzo al mare.
E, soprattutto, il legame che si crea con il tuo compagno.
Questa è lei.
La mia barca, quella con cui ho cominciato.
Che bella!
Scusa, ma la tua barca si chiama: Ti prego?
Ti prego. Sì.
Perché con il mio compagno, ogni volta che eravamo quasi alla fine di una regata,
cominciavamo a gridare alla barca: "Ti prego, ti prego, ti prego!"
E alla fine l'abbiamo chiamata così, era una cosa nostra.
Eri molto legato al tuo compagno?
Sì.
Le persone che governano una barca insieme
devono fidarsi veramente l'una dell'altra, e alla fine,
è un po' come se diventassero una cosa sola.
Sai, mi piacerebbe conoscerlo, un giorno.
Non vi frequentate più?
No, non più.
Beh, che dici, ci facciamo un giro?
No, ma va'! La barca va armata, vanno issate le vele, messa la deriva, bisogna…
Ti prego, ti prego, ti prego!
[suona "Baciami, baciami" di Fulminacci]
[parole non udibili]
[suona "Baciami, baciami" di Fulminacci]
[parole non udibili]
[suona "Baciami, baciami" di Fulminacci]
Grazie, è stato bellissimo.
Mah! Se lo dici tu.
Devo insegnarti a dire meglio le bugie.
Sei un disastro.
Ok, direi che per oggi ci siamo visti abbastanza.
Che cucini?
Allora, come primo, tagliatelle coi funghi porcini,
poi pollo con le patate
e per finire, una bella crostata che sta cuocendo in forno.
Eccolo.
Il dio del carboidrato.
È colpa tua se sono grasso.
- Sei grasso? - Sì.
Aurora dice che sono molliccio.
[Dario] Ma non sei molliccio.
E poi a me piaci un po' in carne.
Lo sapevo! Anche tu lo pensi, eh?
Per il vestito andrò direttamente alle taglie forti.
Basta, è ora di mettersi in forma.
Voglio arrivare pronto al matrimonio.
Jacopo, sarai stupendo.
No. Io voglio essere perfetto!
Basta, sono stanco.
[affanno]
Come è andata al lavoro, oggi?
Bene.
Ma?
Ma ho fatto una ricerca.
Nicola non risulta in cura da nessuno alle Molinette.
Posso cercare negli altri ospedali, però resterebbe una domanda aperta.
- Perché ha mentito? - Eh.
E perché, quelli che ti consigliano di curarti con impacchi di aloe vera,
ma solo con la luna piena,
perché una loro lontana zia lo faceva sempre?
[risate]
Ma perché, non vi è mai capitato che vi chiedano:
"Ma voi potete fare sesso?"
Io rispondo sempre: "Tesoro, grazie mille del pensiero.
Non solo possiamo, ma siamo anche bravini".
[Giuseppe] Ho una buona notizia.
Ho ricominciato a comporre, per mio figlio.
- Volete sentire? - Sì.
- Certo. - [Luciana] Dai, facci sentire qualcosina!
[melodia dal violino]
Vorrei dire una cosa.
Certo, Marta, vai.
Volevo dirvi che non sono stata del tutto sincera con voi.
In realtà neanche con me stessa.
La prima volta che sono entrata qui,
avevo veramente toccato il fondo.
È che passiamo tutta quanta la vita
a cercare di abituarci alla cosa più spaventosa del mondo.
[Marta] No?
Chi di voi non ha mai immaginato come sarà?
Chi verrà al funerale,
come sarà la vita dei nostri cari senza di noi…
Immaginiamo tutto,
nei minimi dettagli.
E poi…
E poi succede l'unica cosa che non avevamo preventivato.
Una persona che ami se ne va prima di te.
Lei si chiamava Federica.
Ed era la persona più importante della mia vita.
Il mio punto fermo.
Non ero pronta.
Non ero preparata.
Avevo così paura di cadere nel buio
e di rimanere sola.
Ma poi ho scoperto che a terra, nel mio buio,
c'erano dei cuscini.
Grazie a voi ho capito che parlare serve.
Anche se dire la verità, fa paura.
Ma è il primo passo per affrontare le cose.
E poi ho capito che non sono sola.
- [Giada] Grazie, Marta! - [insieme] Grazie.
Grazie, Marta.
Il percorso per affrontare i traumi è lungo.
E tu hai fatto una gran cosa.
Grazie.
[Omar] Praticamente, ieri sera ho fatto una serata, che è finita molto bene.
[Omar] Un po' tardi, ma molto bene. La prossima volta devi venire anche tu.
- [uomo] Ciao. - [Omar] Ciao, belli.
- Ecco gli spritz. - Ciao, ragazzi.
Cazzo.
Omar?
Che c'è?
È che non ricordo come si cancella un ordine dalla nuova cassa.
Cazzo, ma sei deficiente? Te l'ho spiegato 200 volte.
Sei veramente inutile.
Schiacci su ordine.
Poi schiacci qui…
e poi schiacci su: cancella ordine.
Anche un ritardato ce la può fare. Adesso io vado a casa.
Vedi di non combinare casini.
- Buonasera signora. - Parola d'ordine?
Ma che ti sei messa?
Non mi capitava una cosa così eccitante da quando ho scoperto Tinder.
Allora. La bocciofila si riunisce alle 21:00.
Sono le 20:30, Johnny sta per staccare, abbiamo 30 minuti esatti per entrare,
mettere la telecamera e fuggire.
Figurati. Sono anche troppi, per una professionista.
Allora, io ho finito.
Mi raccomando, Jacopino, che stasera viene il signor Bianchi.
- Sai quello che devi fare. - Assolutamente.
Ciao.
Vai.
Dove cazzo sono le chiavi? Fanculo!
Potremmo metterla qui?
No.
Mettiamola lì.
Ti rendi conto che è illegale?
È circa mezz'ora, che commettiamo crimini…
E infranto non so quante leggi sulla privacy.
Oddio, se lo scopre, Johnny mi ammazza!
[notifica di cellulare]
Registrazione 24 ore: attiva.
È Aurora, dobbiamo sbrigarci.
Notifica movimento: attiva.
- [Jacopo] Ma quanti sono? - Quattro, cinque, sei…
Sette. Sono sette.
Eh, sì. Le orge si fanno sempre in numero dispari.
Che c'è? Leggo un po' di tutto, io.
[gemiti dalla TV]
Certo.
Ma io non lo credevo umanamente possibile!
- Ma non è scomodo? - È scomodo.
Sì, fidati.
Comunque ha una definizione pazzesca, 'sta telecamera. Ma dove l'hai presa?
Amazon.
[gemiti dalla TV]
Adesso che abbiamo il video della bocciofila, che cosa ne facciamo?
Lo so io.
[voce femminile dalla TV] Avanti il prossimo!
[Aurora] Ok.
Ehi!
Ah, eccoti.
Levatevi dai coglioni, che me ne voglio andare a casa.
- Oh, non ti conviene! - Ma tu chi cazzo sei, eh?
Non ho capito, cos'è, volete farmi paura? Voi tre?
Tre donne messe insieme? Ma per favore!
Ma non lo ha riconosciuto Jacopo,
signor Bianchi?
Non so di che parlate.
Di questo.
Chiamiamolo: Cineforum del martedì.
Non eri omofobo?
Sono molto fiera di te, complimenti. Hai fatto grandi passi avanti.
Che vuoi?
Io ho un video e tu hai un video.
Da domani non vengo più.
E, se provi a creare problemi a mia madre… Aspetta, com'è che dicevi tu?
"Con un click ti fotto."
È chiaro?
Chiaro.
Benissimo.
Prego, signor Bianchi.
Mi saluti sua moglie.
[sospiro]
- Ok. - Missione compiuta, no?
Oh.
[campanello]
[Jacopo] Oh.
Beh, che ci fai qui?
[Jacopo] Finalmente! Via.
- Ma che ore sono? - Sono le 6:30, è tardissimo!
Su, muoversi! Dobbiamo organizzare un matrimonio…
in meno di una settimana.
[suona "Rendez vous" di Kelly Joyce]
No.
[suona "Rendez vous" di Kelly Joyce]
No.
- No. - Ok.
[insieme] No.
[suona "Rendez vous" di Kelly Joyce]
[grida]
Dario, io oggi ho capito che ti amo veramente.
Non avrei mai fatto un tour de force del genere per nessun altro al mondo.
Abito, bomboniere, menù, segnaposto. Sono distrutto.
Però, almeno per domani è tutto pronto.
Quindi io non posso decidere nulla del mio matrimonio?
Perfetto, avevo zero voglia.
[Jacopo] Ti pareva.
- Che fai? - Niente.
Mi fai un massaggino?
- Leggo. - Cosa leggi?
- La storia delle cellule, in inglese. - Che noia! Dai!
- Fammi un massaggino. - No.
Fammi un massaggino!
Ah, sì. Grazie, signorina.
- Ricordiamoci di abbassare tutte le luci. - Ok.
[Aurora] Poi serviamo da bere, facciamo partire la musica…
- [Marta] Ma è un posto meraviglioso! - Ciao!
- Allora, a dopo. - Ok, grazie. A dopo.
È stupendo.
Bene, sono contenta che ti piaccia.
Te l'avevo detto che volevo offrire la location, no?
Sì, solo che ti sarà costata un casino, non mi sembra questo il momento…
È gratis.
E chi è questo magnanimo benefattore?
Omar.
E anche il catering è gentilmente e spontaneamente offerto dal barracuda.
Certo, certo, tu sei un genio. Sei un cazzo di genio!
Lo so.
Senti, ma lo sposo è già arrivato?
Dai, che ci sono una trentina di persone che ci aspettano.
[Jacopo] No.
Non sei grasso.
- [Jacopo] Nemmeno molliccio? - Nemmeno molliccio.
[Jacopo] Nemmeno leggermente soffice?
Stronzo.
[Jacopo] Va bene, esco.
Ehi, ehi, ehi…
Che piani hai per stasera?
Niente di che, dovrei sposarmi.
Ah, sì? Con chi?
Un medico.
Uomo fortunato, questo medico.
Allora vedi di non farlo aspettare.
- Lo stiamo facendo veramente? - Lo stiamo facendo veramente.
E allora facciamolo.
Eccoli.
[acclamazioni]
- [donna] Jacopo! - Grazie!
- Ciao. - Auguri!
[Dario] Grazie, Damiano, che carino!
- Ciao, Denis. - Ciao, caro.
[Dario] Dai, ragazzi andiamo a bere qualcosa.
Jacopo, il mio regalo.
Ma è quello…
Sì, è quello che aveva scelto Federica.
È bellissimo.
Ma sei sicura?
Vabbè, su di te non farà lo stesso effetto.
Però…
Sì, sono sicura.
E anche lei avrebbe voluto così.
Non potevi farmi regalo più bello.
Ragazzi…
è rimasta un'ultima registrazione.
Penso che dovremmo ascoltarla tutti insieme.
- Sì. - Ok.
[Aurora] Sei bellissimo.
[risate]
Oddio.
[registrazione di Federica] Ciao, amica.
Sono qui vicino a te.
Dietro al vetro che ti guardo, e…
ti sei svegliata!
Piccola testarda che non sei altro! Lo sapevo, lo sapevo, lo sapevo!
Hai rischiato di andartene sul più bello, eh?
E invece sei ancora qui.
Hai ancora tanto da dare e tanto da scoprire.
E io sarò sempre al tuo fianco
e anche quanto saremo lontane io ci sarò sempre.
Ci sarò sempre per te e Jacopo.
Siete la mia famiglia.
Per sempre.
Passo e chiudo.
La tua amica…
Federica.
Mi sa che devo andare a sposarmi.
Che fai, non vieni?
Sì, vi raggiungo subito.
Ok.
[suona "You can trust me" di Leomeconi e Fresu]
Sei pronto?
Assolutamente no.
Perfetto, è così che dev'essere.
- Ancora una cosa… - No, non sei grasso!
Ok. Andiamo.
Buonasera. Prego, accomodatevi.
Benvenuti, carissime e carissimi.
Siamo qui riuniti per celebrare l'amore tra Dario e Jacopo.
Oggi, questi due splendidi ragazzi si uniscono civilmente.
Vuoi tu, Jacopo, prendere il qui presente Dario
come tuo legittimo sposo,
per onorarlo e rispettarlo, acquistando gli stessi diritti
e assumendo gli stessi doveri?
Lo voglio.
E tu, Dario, vuoi prendere il qui presente Jacopo,
per onorarlo e rispettarlo,
assumendo gli stessi diritti e acquistando gli stessi doveri?
Sì, lo voglio.
Bene, potete scambiarvi gli anelli. Prego.
Per i poteri conferitemi, io vi dichiaro: marito e marito. Potete baciarvi.
[acclamazioni]
[musica ritmata]
Uno, due e…
tre!
Ragazzi, auguri!
A voi.
- Che belli, no? - Bellissimi.
Che succede?
Succede che Nicola racconta un sacco di cazzate.
Cioè?
Dario si è insospettito per alcune cose che ha detto.
Ha fatto dei controlli, e non risulta in cura da nessun oncologo in Piemonte.
Cioè, voi dite che lui si è inventato di essere malato?
Non lo so.
Scusate, ma perché uno dovrebbe inventare una cosa del genere?
Ci sarà una spiegazione logica.
[squilli di cellulare]
Scusatemi.
Ma sì, ha ragione Aurora, dai.
Ci sarà una spiegazione plausibile.
Sì. No. Lo spero, va bene.
Dai, divertiamoci, su!
- Alla goccia? - Alla goccia. Vai!
- [Aurora] Che fai, non vieni? - [Marta] Sì, vi raggiungo subito.
Ok.
[bip di registrazione]
Anche tu ci manchi.
Sai, ora capisco quando,
parlando di Aurora,
dicevi che era la persona giusta per te,
la tua metà.
Perché in questo momento…
anche io mi sento così.
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