All language subtitles for Sul.Piu.Bello.La.Serie.S01E05.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

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Original subtitles

[suona "Sul più bello" di Svegliaginevra]

[registrazione di Federica] Ti ricordi quando avevamo otto anni?

Era il tuo compleanno, avevi deciso che non volevi festeggiare.

Noi però ci eravamo vestiti carini, avevamo comprato palloncini giganti

e speso tutte le nostre paghette per farti il regalo.

Siamo venuti a casa tua per farti una sorpresa, e…

non c'eri.

Lo abbiamo saputo da tua nonna che eri malata.

E che eri stata ricoverata per fare degli accertamenti.

È stato uno shock. Non ce l'avevi detto,

non ti eri fidata di noi.

- Ecco… - Buongiorno.

[registrazione di Federica] Su questa cosa della fiducia, fatti dire che…

- Buongiorno. - Wow.

Quanti siamo a colazione?

Sì, è che…

dopo ieri notte ho pensato che tu e Jacopo aveste bisogno di un po' di coccole.

Oddio!

Ma chi… Chi è questo?

È Zac Efron, l'ho sposato quando avevo otto anni.

Cioè, in realtà mi sposavo tutte le settimane

e Jacopo mi accompagnava all'altare, mentre…

Federica vi sposava.

Sì, lo so. Me l'ha detto.

Sai, mi aveva chiesto di farvi da testimone.

Non lo sapevo.

Immagino la tua risposta.

Mi dispiace.

Le avevo anche scritto un messaggio di scuse,

ma non so se l'hai mai letto.

Mi tormenta l'idea che possa essersene andata pensando che io sia una stronza.

Anche se tu quel messaggio non l'avessi mai scritto,

lei non avrebbe mai e poi mai pensato che tu fossi una stronza.

È chiaro?

- Sicura? - Sì.

Che buon odore.

No.

I drammi, di prima mattina, no.

Sbaglio o, dopo una litigata epica, sono tornato single?

No, tu non sei single, tu sei in crisi.

Io sono single, e mi rifiutano anche i malati.

La mia vita è una merda.

Io sono maltrattata da un bastardo chi mi paga da schifo,

e che potrebbe mandare mia madre in galera.

La mia vita è una merda.

Ok, hai vinto tu.

Cosa intendi fare?

Niente. Non posso fare niente.

Dai, vedrai che una soluzione la troviamo.

Tu, piuttosto,

devi scoprire perché Dario non ti vuole sposare.

Ieri notte, invece di dormire,

ho fatto una lista delle possibili motivazioni.

Io amo le liste! E?

Ho pensato: "Figlio di genitori separati,

non vuole commettere lo stesso errore".

Sì, potrebbe essere.

Peccato che i suoi genitori si amino da 40 anni

e che scopino ancora come conigli.

E tu che ne sai?

Quando sono andato in campagna a casa dei suoi.

Camera a fianco.

Conigli.

Poi, ho pensato, "Non è il tipo da matrimonio".

Ma parla solo di quello!

Appunto. E allora mi sono detto: "Avrà una malattia terminale

e non vuole farmi soffrire",

ma ho abbastanza esperienza in merito.

L'avrei sgamato subito.

Quindi, l'unica opzione che rimane…

[insieme] Ha un altro.

Lo ammazzo.

Ieri sera è arrivato a casa, ha preso le sue cose ed è andato via.

Ha detto che non ce la faceva.

[parole non udibili]

[Monica] Che non gli piaccio più, ora che…

Ora che il mio corpo è…

diverso.

Lo capisco che ti faccia soffrire,

perché è una cosa bruttissima da sentirsi dire.

Però, rifletti su questo,

quello che lui ha detto, definisce lui e non definisce te.

È importante, questa cosa.

Guarda il lato positivo: almeno hai capito chi è davvero.

Stavolta, la malattia ti ha tolto uno stronzo.

Hai proprio ragione.

Scusate il ritardo.

[Giada] Non ti preoccupare, abbiamo appena cominciato.

Stavamo parlando di quanto sia importante circondarsi

di persone che ci accettano per quello che siamo.

Oh, Madonna!

Sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome.

- Tranquillo giovanotto, ci capita spesso. - Sì.

A che nome vi siete prenotate?

Noi siamo il gruppo canoro Sette gole…

[insieme] …per sette sorelle.

Ah, ottimo.

Sì, lo so, il nome è un po' ambiguo.

Ci stiamo lavorando col nostro agente.

Avete un agente?

Sì, immagino che il vostro Santo preferito sia San Remo.

Non sottovaluti mai le vie del Signore, giovanotto.

- No. - Suor Vincenzina, là in fondo…

Salve.

Era l'insegnante di catechismo di Amadeus.

Amadeus!

- Sette e otto. Ecco le vostre stanze. - Grazie.

La colazione è servita dalle sette alle dieci di mattina.

- Ok. - Buon soggiorno, sorelle.

- Grazie, arrivederci. Andiamo. - Arrivederci.

Ma Cristo Santo! Scusate.

[sottovoce] Cristo santo! Le Sette gole per sette sorelle!

- Sì. - Nel mio albergo!

- Tutte e sette? - Giornata grandi emozioni, oggi.

Che cos'hai?

Niente.

Sto da Dio.

- Il dottore. - Ma no.

Che cosa ti ha fatto, quello stronzo?

Ha un altro.

Bastardo! Vuoi che gli faccia spaccare le gambe da un amico di…

No. No, no!

Non ne sono sicuro, è che ho scartato tutte le altre ipotesi.

Ascoltami, Jacopino. Tu potresti essere mio figlio.

- È impossibile, tu odi i bambini. - Lasciami finire.

È che tu non devi rimuginare sempre tutto dentro,

ma devi scoprire la verità proprio come ho fatto io!

Come hai fatto?

Con questo.

È così che ho beccato la mia fidanzata.

- Col commercialista? - Sì, quel bastardo!

D'accordo.

Qualcun altro vuole condividere?

[Giada] Nicola?

Come stai?

Male.

[Giada] Puoi parlarne con noi?

I momenti di buio sono normali, sono…

[Nicola] Non si tratta di momenti di buio.

Si tratta di pochissimi momenti di luce.

Non ho energie per me stesso, figuriamoci per gli altri.

Alzatevi, per favore.

[Giada] Tutti.

Allora, formate delle coppie.

Voglio farvi fare un esercizio sulla fiducia.

[Giada] Mettetevi uno di fronte all'altra.

Allora, quando siamo nel buio ci sentiamo indifesi

e l'unica cosa che vorremmo davvero è lasciarci cadere.

Ma, sul pavimento, troviamo dei cuscini

e questi cuscini siamo noi in questa stanza.

Adesso, la persona davanti si lascia cadere all'indietro

e la persona dietro la dovrà sorreggere.

Lasciatevi cadere.

[risate]

[soffio di vendo]

[sciabordio di onde]

[Federico] Vai, tranquilla. Ti tengo.

[Monica] Ok. Vado?

[Giada] Di nuovo.

[dialoghi indistinti]

[sciabordio di onde]

[soffio di vento]

[Giada] E di nuovo.

[sciabordio di onde]

[risate]

Ok, facciamo un momento di pausa, ok?

Nicola? Nicola, mi aspetti un secondo?

- Vattene. - Ti fermi?

- Già, è giusto, tu sei qui per aiutarci. - Mi ascolti un secondo?

Tu vieni qui per sentirci parlare dei nostri problemi.

Così ti senti superiore perché tu non ne hai bisogno, no?

E infatti non dici mai niente di tuo.

Niente di sincero, parli solo per fare qualche battuta.

Ma che cazzo vuoi?

Tu pensi che per me la malattia non sia un problema?

E scusami se ogni tanto

cerco di scacciare quella puzza di morte che c'è nella stanza.

Mi spieghi perché sei sparito?

- Non sono la persona giusta. - Ah, e sentiamo, perché?

L'hai detto tu, abbiamo una data di scadenza.

Stammi alla larga, lo dico per te.

Ho capito quello che stai facendo.

Anche io ho trattato di merda i miei amici

e loro sono rimasti.

E mi hanno aiutato a capire che devo concentrarmi sul presente

e godermi ogni momento che ho a disposizione.

Quindi no, non me ne vado.

Non puoi allontanare tutti.

- Posso. - No, non puoi.

No.

Che dici, ce ne andiamo?

Io veramente me ne stavo già andando.

Fermi tutti, ha appena fatto una battuta! Non me l'aspettavo.

Ho bisogno di un secondo per riprendermi.

Dove vuoi andare?

Scegli tu il posto.

No.

[lamenti]

Che…

E adesso dove stai andando?

[uomo] Ciao, bello. Che fai?

- Compri rosa per bella signora? - No, grazie.

- Comunque, sono gay. - Ah, bene. Anch'io.

Tecnicamente sono fidanzato.

Però, se le cose vanno male, poi torno.

Ci conto.

Champagne!

- Lo conoscevi già, eh? - Sì.

Beh…

È che qui mi hanno detto per la prima volta: ti amo.

Ah.

E ho anche rischiato di morire, qui, per la prima volta.

Come il poema di Leopardi.

Amore e Morte.

Attenzione, signore e signori,

dietro al pratico e razionale ingegnere si nasconde forse un animo romantico.

- Non sembro molto romantico, vero? - No.

- Me lo diceva anche la mia ex. - Ah.

E diceva pure che sono, cito testualmente:

"Bloccato emotivamente e destinato a far soffrire le persone accanto a me".

Oh, mio Dio. Ti prego, smettila, che mi sto eccitando.

"Destinato a far soffrire le persone accanto a me."

Sai, stavo pensando a quello che hai detto all'incontro.

E vorrei mostrarti quelli che sono stati i punti di luce della mia vita.

[dialoghi non udibili]

Pezzo di fango!

[Jacopo] E ti credo che non mi volevi sposare.

[donna] Oh, mamma.

- Salve, buongiorno. - [donna] Salve.

- Sto spiando il mio fidanzato. - Ah, ecco.

Ehm… io dovrei però buttare la carta.

Ah, se è carta può dare a me.

- Grazie, eh. - Arrivederci.

[clacson]

Marta!

Eccoci.

- Questa sei tu? - No.

- Questa? - No. Io ero…

- E allora sei questa. - No. Questa sono io, eccomi.

[suona "Blowing like a storm" di Elephanz]

Guarda, uno scoiattolo!

[dialoghi non udibili]

E adesso chi cazzo chiami, eh, infame? L'amante numero due?

[squilli di cellulare]

[Jacopo] Sì, pronto?

Che fai?

[Jacopo] Sono uscito a buttare la spazzatura, la carta.

Se esci da quel cassonetto, magari ci prendiamo un caffè.

Ero uscito a buttare la carta.

[uomo] Cosa vi porto?

Per me una cedrata. Per il signore del cianuro, grazie.

Un decaffeinato. Grazie.

Lo sapevo io. Come sei prevedibile.

L'amante.

Te lo potevi scegliere almeno un po' meno decrepito?

Io avrò pure le mie colpe, tipo che non voglio fare sesso la mattina.

- Però io mi fidavo di te. - Come cazzo hai potuto?

Hai ragione, ti ho mentito, però calmati!

- Non mi dire di calmarmi. - Non ti ho mai tradito.

- Ti ho visto! - Siediti, per favore.

Facciamo un passo indietro.

Io non ho potuto accettare la tua proposta di matrimonio…

perché ero già sposato.

Cosa?

- [Dario] Grazie. - Prego.

Mi sono sposato a 23 anni, con una ragazza che pensavo di amare.

Però,

poi…

- Poi? - Mi ha beccato a letto con un ragazzo.

Perché non me l'hai mai detto?

Perché mi vergognavo.

Per anni io mi sono sentito sbagliato.

Ho sofferto un sacco io, prima di accettare la mia omosessualità.

E poi, quando sono riuscito,

ho voluto cancellare tante cose del passato.

E quel vecchio?

"Vecchio."

È il mio avvocato e mi ha aiutato a rintracciare Valentina.

Vedi, io in tutti questi anni non ho mai chiesto il divorzio.

Perché pensavo non mi sarebbe mai servito,

finché non ho incontrato te.

Che sei la persona più speciale di questo mondo.

E lo champagnino?

E lo champagnino serviva a festeggiare.

Perché, da oggi, sono un uomo libero di…

Di? No, no, no! Ti prego, non lo fare!

Sì. Si fa così.

Mi vuoi sposare?

Sì, va bene, dai.

[acclamazioni]

Mi sei mancato tanto!

Non sono neanche 24 ore che non ci vediamo.

Sei una merda.

Anzi, il Merda.

E io sono la signora Merda.

Là.

Wow!

Ehi!

Che succede?

Ecco…

Qui…

esattamente qui…

la mia vita è cambiata completamente.

Proprio in questo punto preciso

ho ricevuto una chiamata dall'ospedale…

in cui mi dicevano che avevano trovato dei polmoni compatibili.

Ecco.

Ok, ho capito.

C'è sempre un piccolo punto di luce in fondo ad ogni buio.

È che per me, non è sempre facile vederlo.

Ma se tu mi dici che c'è,

io mi fido.

E possiamo dire che è concluso il nostro piccolo tour

di tutti i miei posti del cuore.

Sei stato bene?

Sì.

Beh, se vorrai,

potrai portarmi anche tu in qualche posto speciale per te.

Va bene.

Bene, adesso c'è un'altra cosa da fare.

- [Johnny] Ma l'anello della doccia? - [Jacopo] Sì.

Il tuo dottore proprio non bada a spese, eh?

Tranquillo, gli farò fare la comunione dei beni.

Jacopino mio, non sai quanto è bello rivederti felice!

[Johnny] Veramente.

- [Jacopo] Grazie. - Buonasera.

Buonasera.

Per favore, la chiave della camera del signor Bianchi.

- Chi? - Il signor Bianchi, certo, signorina.

La 108.

Grazie.

[in napoletano] Andiamo, ragazze.

- Arrivederci. - [donna] Ciao!

Cos'è appena successo?

Devi sapere che il signor Bianchi è un ospite molto assiduo, molto generoso,

e anche molto sposato.

E viene qui da moltissimo tempo, ogni martedì. Ricordatelo.

Va bene, Johnny. Buona serata.

Chi aspettiamo?

Allora, Aurora, che hai conosciuto prima,

poi tra poco, ci raggiunge Jacopo, che è praticamente la mia anima gemella.

E doveva esserci anche Dario,

che era il fidanzato di Jacopo,

però ieri si sono lasciati dopo quasi quattro anni.

Pesante.

Jacopo, infatti, ci sta malissimo, poveretto!

[Dario] Marta?

Ciao.

Dario, ma che ci fai qui? Guarda che Jacopo sta per arrivare.

Lo so, siamo tornati insieme.

Ma che cosa meravigliosa!

Oddio, che bello, sono così contenta!

No, sai, loro sono troppo carini per non stare insieme.

- Dario, piacere. - Nicola.

- Ma… posso? - Vieni qui.

Signor Bianchi, che piacere rivederla.

I suoi ospiti la stanno già aspettando nella sua stanza. Conosce la strada.

Sì, certo. Grazie.

Oh, cazzo!

[Marta] Dario è anche il mio medico,

ed è grazie a lui se io e te ci siamo conosciuti,

perché è stata una sua idea quella del gruppo di sostegno.

Anche tu sei nel gruppo?

Sì. Giada, la terapeuta, è molto in gamba.

Sì. Fibrosi cistica, melanoma.

- E con chi sei in cura? - Col professor Chillemi.

- Alle Molinette? - Si.

Ragazzi!

Notizia bomba.

Aurora, vieni anche tu? Vieni, vieni, vieni!

Ho aspettato te per dirglielo.

Ah, già! C'è anche quella notizia, sì.

La settimana prossima ci sposiamo.

- Sì. Ma la notizia bomba è un'altra. - Oddio, ma vi sposate?

Ragazzi, auguri! È una notizia bellissima!

[Aurora] Dobbiamo festeggiare. Fulvio?

Ci porteresti uno champagnino, per favore?

- Sì, arriva. - Grazie.

Offre la casa, che tanto Omar non c'è.

E ti credo! Lo so io dov'è.

Dove?

All'orgia del martedì.

[insieme] Cioè?

Pensavo fosse soltanto una leggenda metropolitana,

ma, a quanto pare, Omar prenota una stanza in hotel ogni martedì,

per una notte soltanto, con un'identità falsa.

C'ho visto salire almeno quattro escort.

- Ma che cosa stai dicendo? - Sì.

La cameriera ai piani non aveva parole

per descrivere lo schifo che trova la mattina.

Che pezzo di merda.

Facciamogli un video.

Se Omar ha un video,

anche tu ne devi avere uno.

Vuoi filmare l'orgia del martedì?

Sì.

Sei diabolica.

Ragazzi, credo sia un po' illegale.

Beh, non più dell'estorsione, direi.

- Ci sto. - Allora è deciso.

Martedì prossimo entriamo in azione.

Ragazze, all'orgia del martedì.

Ma tu chi cazzo sei?

Lui è Nicola.

- Ah, Nicola! - [Marta] Eh!

Nicola.

Mi spiace che la cosa di Omar abbia tolto importanza al nostro matrimonio.

Dici? Ha tolto importanza? No…

Martedì era solo il giorno in cui avevamo deciso di sposarci.

Hai ragione, amore! Scusa.

Però alla fine è più semplice spostare un matrimonio che un'orgia, che dici?

Che coglione!

- Che ha combinato Marta, stavolta? - Beh, si è messa con Nicola.

- Beh? A me sembra veramente… - Una tragedia.

Con tutto quello che avete passato, finalmente una cosa positiva.

Non lo so. Sarà intuito, non mi piace.

- E poi è malato. - Anche lei.

Sì, ma se da un momento all'altro dovesse peggiorare e rimanerci secco,

per Marta sarebbe la stangata finale, il colpo di grazia. Soffrirebbe troppo.

- Dario. - Che c'è?

No, vabbè, niente, niente.

No, adesso me lo dici.

È per una cosa che aveva detto lui prima, che…

il professor Chillemi è il suo medico alle Molinette.

- E quindi? - Ha avuto un infarto un anno fa.

Vabbè, ma magari lavora ancora.

- A meno che non sia morto. - Morto.

Vabbè, dai, ci saranno altri medici Chillemi alle Molinette.

Può darsi.

[registrazione di Federica] Ecco. Su questa cosa della fiducia, fatti dire che…

io ho capito che non esiste un modo di essere felici senza rischiare,

quindi trova la persona giusta e fidati.

Questo ti direi, se oggi potessi ascoltarmi.

Ti voglio bene, amica mia.

[suona "Please don't stop" di Elephanz]

[gemiti]

[gemiti]

[gemiti]

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