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[suona "Sul più bello" di Svegliaginevra]
[registrazione di Federica] La realtà è dura.
Non sempre è giusta.
Ci sono giorni pieni di vento,
ci sono giorni pieni di pioggia,
ci sono giorni pieni di dolore,
ci sono giorni pieni di lacrime.
Ma io la prendo come una sfida, e dico sempre:
"Andiamo a vedere fino in fondo".
Quindi, non importa come ti senti.
Alzati, vestiti e lotta per i tuoi sogni.
Sai che penso? Che mi saresti mancata anche se non ci fossimo mai conosciute.
Vabbè! Buon lunedì, amica mia.
- No. No. - Dai.
- No, la mattina, no. Ti prego. - Dai.
No.
Amore, no.
Facciamolo stasera.
No, stasera sono di turno.
E quando torno, tu starai già dormendo.
Allora domani sera.
Domani sera siamo a cena da Damiano,
ci presenta il suo fidanzato toujour.
Questa è la nostra finestra. Tutta nostra.
- E allora apriamola, 'sta finestra. - E dai!
Però fai tutto tu, che io non ho la forza.
- Io medico e tu paziente? - Mmh.
Ma anestesia totale.
[suona "American Lover" di Elephanz]
Dottore, l'anestesia non sta funzionando.
[suona "American Lover" di Elephanz]
- [Monica] Ciao, Giuseppe. - Ciao.
[Federico] Allora, com'era l'esame? È andato bene?
- [Giuseppe] Sì, grazie. - [Federico] Avevo una paura!
Ciao.
Ciao a tutti.
- Ciao. - Ciao.
Marta, sono contenta di rivederti.
Sì, ehm… Sia chiaro, io non ne ho bisogno,
ma considerando che ad alcuni può servire, eccomi qui pronta a darvi una mano.
[Giada] Va bene, allora direi di riprendere
da dove abbiamo lasciato la scorsa volta e se non ricordo male…
- Nicola, toccava a te. - Sì. Ehm…
Ciao a tutti, sono Nicola.
Melanoma stadio quattro con metastasi al fegato.
Ok. Allora, tendiamo tutti a darci delle etichette, no?
In questo caso specifico,
le vostre malattie diventano quello che vi definisce,
ma chi siete voi come persone?
Cioè, mettiamo per un attimo da parte la malattia, ok?
Tu, Nicola, chi sei?
Un ingegnere.
Mi sono laureato nel 2016 e mi occupo di progetti ecosostenibili.
E poi?
Un velista.
La vela è la mia più grande passione.
O meglio, lo era, perché ho dovuto smettere.
[Marta] Vabbè, dai…
Ti assicuro che c'è di peggio nella vita.
A tutti la malattia ha tolto qualcosa.
A te ha tolto lo yacht.
Ma lo yacht non ha le vele.
Ragazzi, ricordiamoci che quello che per voi può essere una scemenza,
per qualcun altro può essere molto importante, ok?
E questa cosa va rispettata.
Mi ricordo perfettamente quando mi sono risvegliata dall'anestesia.
Ho guardato verso il basso,
e lì ho visto il vuoto.
Poi ho alzato gli occhi e ho visto le facce
delle persone che erano intorno a me.
[Luciana] E loro si aspettavano una mia reazione.
Io lì ho deciso che avrei riempito quel vuoto
e che l'avrei riempito con qualcosa che non sapevo nemmeno che mi piacesse.
E che cos'era?
Correre.
E io odiavo correre.
Ma quando la malattia ha provato a fermarmi,
io lì ho iniziato a desiderarlo tantissimo, ed è una figata.
Poi il vuoto torna,
vuole rallentarti, buttarti giù, fermarti.
Io ho bisogno di voi.
- Grazie, Luciana. - No, grazie a voi.
- Grazie. - Grazie.
Marta, a te la malattia cosa ha tolto?
[scatto della serratura]
Fulvio non viene, sta male. Devi fare tu anche il turno dopo.
No, non lo faccio.
Non ho capito.
Ho appena staccato da un turno di otto ore,
non lo faccio anche quello dopo.
È illegale.
Hai ragione.
Chiamiamo la polizia.
Tesoro, tu sei roba mia. Se io dico che resti, tu resti.
Guarda che mi basta un click, un solo click,
e qualcuno finisce dritto dritto in galera.
Non mi toccare.
Sennò che fai?
Chiami mamma?
Bastardo. È un bastardo.
[colpi alla posta]
[colpi alla posta]
Un attimo!
[Jacopo] Un attimo il cazzo! Sono due ore che sei lì dentro.
Ma tu non eri tornato a vivere da Dario?
[versi di approvazione]
Stiamo andando in battaglia.
Troppo, dici?
Magari tolgo il rossetto.
- Come si chiama? - Chi?
Non c'è nessuno. Poi, scusami, chi dovrebbe esserci?
Uno strafigo, magari, che non ti caga.
Ma assolutamente no!
Non ho altre domande, Vostro Onore.
[Marta] Ehi?
Ciao. Ehm…
Senti, ti volevo dire che mi dispiace per come ti ho risposto l'altra volta.
Sai, non è un periodo bellissimo per me e i miei amici mi supportano,
ma non posso pretendere che anche gli estranei…
Insomma, ti chiedo scusa.
Ti ho inquadrata dal primo momento che ti ho vista.
Quindi ti va se ricominciamo da capo?
A che scopo?
[apertura elettrica]
Sappiamo qualcosa di lui?
Assolutamente nulla, ma c'è bisogno di saperlo?
Conosciuto a Mykonos, 23 anni, di una maturità sconvolgente.
E lavora come barista,
ma solo per permettersi la scuola di recitazione.
- Dimentichi la parte migliore. - Eh, già.
[insieme] "Ragazzi, è il sesso migliore che abbia mai fatto in vita mia!"
- Gli diamo i soliti due mesi? - Magari tre.
Anche Damiano è cresciuto.
[insieme] Ma ciao!
Ben arrivati. Sta per arrivare anche Denis.
A proposito, non avete idea, ha 23 anni, ma è così maturo…
Sì.
- Ciao. - Ciao.
Torino è così sabauda certe volte!
Beh, direi che lo è tutte le volte.
È questo il punto, è così provinciale.
Fateci caso. C'è stata una specie di soglia, per la città.
AE e PE.
Ante Eurovision e post Eurovision.
E ora che, grazie a Denis, so cosa significa essere europei,
io qui non ci voglio più stare.
Infatti, a breve ci trasferiremo all'estero.
- E dove andate? - [Damiano] Barcellona è una possibilità.
- Perché insomma… - È lì che ci siamo sposati.
Cosa?
- [Denis] Sì. - Ma quando?
- Ma ci prendi per il culo? - No.
E tu non dici niente?
Io trovo che sia bellissimo!
Viva gli sposi! Viva!
Viva gli sposi!
[Alex] Senti, ma a Barcellona dove?
[Giorgio] Ci avete fatto proprio una bella sorpresa!
- Damiano è pazzo. - Dici?
Secondo me è innamorato. Ha fatto una cosa molto romantica.
Ma sei serio? Quanti ne abbiamo visti passare prima di 'sto Denis?
Sì, però lui è l'unico che abbia chiesto di sposarlo.
Vorrà pur dire qualcosa.
Ma poi che cazzo di nome è Denis?
Ma è bionica?
Federica diceva che faceva una cosa che si chiama triathlon.
- E che è? - Non lo so.
Ma è faticosissimo.
Aurora!
Ti prego, basta per oggi!
Corriamo da sei minuti e quaranta secondi, ragazzi.
Sono tantissimi!
Comunque, Dario è strano in questi giorni.
In che senso?
Eravamo a cena da Damiano e, a una certa, esce fuori
che questo si è sposato uno che avrà finito sì e no le medie,
e che si sono conosciuti tipo due mesi fa.
Follia.
Quello che dico anch'io. Ma, a quanto pare, Dario l'ha trovato…
romantico.
Dario "romantico"?
Che l'iceberg si stia finalmente sciogliendo?
Ma scusa, voi due non avete mai parlato di matrimonio?
Ma figurati.
- E tu te lo sposeresti? - No. Sì…
Cioè… Boh, non lo so. Per me è uguale.
Non è fondamentale.
Scopri se lo è per lui, no? Le mangi, queste?
A te come va il gruppo di sostegno?
Devo dire che andarci mi fa proprio bene.
Eh, sì, perché…
il confronto ti fa mettere le cose nella giusta prospettiva.
Ok, come si chiama?
Giuro che ci vado solo perché il confronto ti fa…
Nicola, si chiama Nicola.
Che poi non so neanche se mi piace.
È che lui ha qualcosa che Arturo e Gabriele non avevano.
Che questo è malato.
[Aurora] Ci sta.
Ci sta?
Ci sta.
Sono arrabbiata.
Con Dio.
E poi ho paura.
[Angela] Scusate, mi vergogno di dire queste cose.
Non c'è niente di male ad essere arrabbiati.
Anzi, ammetterlo è una grande dichiarazione di forza.
Di cosa hai paura, Angela?
Di perdere la fede.
Allora, la rabbia e la paura sono emozioni che proviamo tutti.
Quello che possiamo imparare a fare insieme è trasformare le nostre energie
e veicolarle in qualcosa di positivo.
[Giada] Mirko, tu che dici?
Niente, come al solito.
Giuseppe?
Ti vedo particolarmente silenzioso, oggi.
Ho fatto la TAC.
E sto aspettando i risultati.
Faccio sempre più fatica a tenere il violino.
Io ho paura,
non tanto di morire,
ho paura che mio figlio non si ricordi di me.
Ha due anni e mezzo.
Facciamo così.
Vi metto a lavorare in coppia.
Io voglio che, per la prossima seduta, voi facciate insieme
qualcosa che vi fa paura.
Voglio che sperimentiate
quanto è importante non sentirsi soli quando affrontiamo una difficoltà.
Ok?
Angela, sei la prima. Chi scegli?
Scelgo Giuseppe.
Ok.
Federico?
Volevo Angela ma…
mi accontento di Luciana, dai.
Che stronzo! Ma scusa…
Nicola.
Mirko.
Vedi? Strano, perché invece avrei pensato
che Mirko sarebbe finito con Marta.
Appunto.
Non sei in grado di gestire un ragazzino di 13 anni, troppa responsabilità.
- E tu che ne sai? - Si vede.
Mirko?
Chi scegli tra me e Nicola?
Mi fate orrore entrambi.
Ma scelgo te.
Va bene, e quindi Mirko e Marta sono insieme. E Nicola con Monica.
Va bene, perfetto.
- Domani? - Ti sei fregata da sola, genio.
Ok, va bene. Ti passo a prendere io.
No.
Mio Dio!
Vomito.
Non volevo farlo. Ma l'ho fatto.
Gli ho preso il tablet e ho controllato tutta la cronologia.
Solo lune di miele.
Sono sotto shock.
Non capisco qual è il problema.
- Cerca lune di miele? - Eh.
Preferivi che cercasse… Non lo so, donne nude?
Non era mica la tua cronologia!
Ma tu lo ami?
Sì, da morire.
E non credi che sia una cosa bella
che la persona che ami stia pensando di sposarti?
Dario non è il tipo.
O almeno non lo era.
Pensa che…
prima di Federica, la parola "matrimonio"…
mi faceva salire l'ansia.
Poi con lei è cambiato tutto.
Non lo so.
Che il matrimonio è una cosa così da adulti…
A un certo punto bisogna diventare adulti.
Ma poi a 30 anni, scusami, pure tu…
Ma io non ho 30 anni!
Perché, sembra che ho 30 anni?
Comunque…
Sappi che le persone che vogliono sposarsi,
lasciano dei piccoli segnali in giro.
Quindi prova a indagare.
Stasera che fate?
Andiamo al cineforum del mercoledì.
A vedere?
Penso Scene da un matrimonio.
Sei fottuto, amico mio.
Ehi.
Pausa terminata. Muovi quel culo.
Ma come cazzo si permette?
Scusa, ma perché non ti licenzi?
Ha un carattere di merda, ma alla fine non è un cattivo capo.
Ci sentiamo dopo, dai.
[scatto di serratura]
Ciao. Scusa, eh.
Mi raccomando, fai molta attenzione.
È un ragazzo particolare, non perderlo mai di vista.
Me lo prometti?
Anzi, magari chiamatemi dopo che avete fatto questo…
chiamiamolo compito.
Sì, sì. Certo che glielo prometto, torniamo presto e la chiamo.
Dai, andiamo.
Dai, che prima finiamo e prima torno in camera mia.
- Ciao, amore. - Ciao.
- Stai benissimo. Divertiti tanto. - Sì, sì.
Mi raccomando.
[Mirko] Dai, andiamo!
Stai scherzando, vero?
Io non ce la faccio.
Cioè, stai messa così per dei criceti?
Sono come le bestie di Satana. Sono…
degli esseri orrendi mai inventati in natura.
Così disgustosi! Sono come dei topi.
No, peggio! Peggio, perché sono cannibali, lo sapevi?
Certo, lo sanno tutti che i criceti si mangiano tra di loro.
[Mirko] Dai, prova ad aprire gli occhi e a guardarli.
No, no, non posso.
- Tre. - Tre.
- Due. - Due.
- Uno. - Uno.
Guardali come mi fissano.
Sentono la mia paura.
Ok. Ce l'ho fatta, sono fiera di me, adesso possiamo andare.
No, no, no. Adesso viene il bello.
No, no! Non ce la faccio!
Dai, ce la fai.
Ok.
No!
Respira. Ok, ok.
Sento le sue zampette!
[Marta] Ciao, piccolo assassino.
Dai, sei uno stronzetto, però.
Sai quante visualizzazioni mi fa fare questo, su TikTok?
Mi ha cagato in mano.
[Marta] Che ci facciamo qui?
Allora, a me fa paura la stupidità umana.
Però subito dopo viene l'altezza.
E qui c'è una ruota panoramica.
A me invece piace l'altezza, senti quel brividino…
Sì, sì, ok. Allora andiamo.
Va bene. Andiamo fare quel gioco lì?
[suona "Imperfection" di Elephanz]
No!
[suona "Imperfection" di Elephanz]
Non mi piace!
Attacca!
Attacca!
[grida]
[suona "Imperfection" di Elephanz]
No, io mi prendo una carrozza tutta per me.
Se devo fare questa cosa, la voglio fare bene.
- Sei sicuro? - Sì.
Ok.
Per favore, non guardarmi. Mi vergogno un po'.
- No, certo. Allora mi metto di qua. - Ok.
Comunque ti devo dire che sono davvero lusingata che tu abbia scelto me.
Anche perché è un atto di estrema fiducia, vero Mirko?
Mirko?
Mirko!
Mirko, stai fermo là! No, non ti muovere.
Mirko!
Oddio.
Fatemi scendere! Scusi?
Può accelerare, per favore?
Mirko!
Oddio, è scappato. Ho perso il bambino.
Scusate, avete visto un ragazzino alto più o meno così, con lo zaino rosso?
- No. - No?
Grazie. Mirko?
Ha visto un ragazzino alto più o meno così?
- No, mi dispiace. - No? Mirko?
Scusi, ha visto il bambino che stava prima con me?
- No, non l'ho visto. - Grazie.
Oddio, no.
Dai.
Risponde il servizio di segreteria telefo…
- Ti richiamo dopo, che sono al lavoro. - Aurora, scusami.
- [Marta] È che ho perso Mirko. - Che hai detto?
Sono al luna park, ho bisogno di aiuto!
No, come faccio? Sono al lavoro, non posso muovermi.
- Mi dispiace tantissimo. - Va bene. Va bene, scusa.
Me la gestisco io, tranquilla. Grazie.
- Ok, dai. A dopo. Ciao, ciao. - Ciao.
[segnale di linea libera]
[vibrazione del cellulare]
Pronto?
[suona "Marta" di Leomeconi]
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