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[suona "Sul più bello" di Svegliaginevra]
[Marta] Volete sapere il segreto per affrontare una malattia come la mia?
Ci sono gli amici...
Ragazzi, tranquilli andrà tutto bene!
[Marta] C'è un grande amore.
Mi piaci tanto.
Davvero non ti preoccupa la mia malattia?
[Marta] E la speranza…
Era l'ospedale, stanno arrivando i polmoni!
- Marta io… - Anch'io ti amo.
- Oh! - Piano, piano!
Ti lascio nelle mani del bravo dottor Caponi.
- E che mani! - Jacopo, ti sei innamorato?
Che ne dici di cercarci casa da soli?
È un passo importante lasciare Jacopo e Federica,
sono la mia famiglia.
- Ti porto a cena tra tre giorni. - Sei sempre il medico della mia amica.
[colpi di tosse]
È stato un semplice colpo di tosse.
- Ma tu scotti! - Portami in ospedale.
I polmoni nuovi non funzionano come dovrebbero.
Qual è la cosa peggiore che potrebbe accadere?
[respiro]
[suona "I Love it" cover Icona Pop feat. Charli XCX]
[brusio]
[parole non udibili]
[insieme] ♪ Happy birthday to you! ♪
♪ Happy birthday to you! ♪
♪ Happy birthday to Marta ♪
♪ Happy birthday to you! ♪
Eh, no! Eh, no!
[brusio]
Scusate, ma manca ancora qualcuno!
[parole non udibili]
[ragazzo] Sono due ore che aspettiamo!
[citofono]
[ragazzo] È arrivato, ragazzi!
[ragazza] Finalmente!
[insieme] ♪Happy birthday to you! Happy birthday to you! ♪
♪ Happy birthday to Marta Happy birthday to you! ♪
[insieme] Eh, no!
[Jacopo] Secondo me non viene più.
Ma figurati se non viene, avrà fatto tardi al lavoro.
Poi ci sarà un traffico allucinante,
tra la pioggia e la partita della Juve, poi qui sotto non si trova mai parcheggio.
[parole non udibili]
[Jacopo] Ma di che staranno parlando?
Che ne so.
Magari si staranno chiedendo
se gli conviene entrare nella nostra strana famiglia.
Sai com'è, siamo giusto un attimo asfissianti.
Giusto un attimo, eh!
Senti…
Quando glielo vogliamo dire?
Non lo so, pensavo domani. Beh, oggi è la sua giornata.
Sì, ma dobbiamo dirglielo.
Dirmi cosa?
Che paura! Ma non a te, a Marta!
Dirmi cosa?
Che cazzo ci facevi là sotto, tu?
[Marta] Dirmi cosa?
Dai.
Ecco, non volevo parlartene proprio oggi, ma…
Vedi,
il fatto è che…
- È che… - Ci sposiamo. Il mese prossimo.
Il mese prossimo?
Sei felice per me?
[campanello]
Beh, che dire: "Auguri e figli maschi". Scusate, vado ad aprire.
Ciao.
Ciao.
Tanti auguri.
Grazie.
Ciao.
Eccovi!
Prego, accomodatevi.
Guarda, scusa il ritardo, veramente. Però ho fatto tardi al lavoro e…
- Ciao ragazzi! - [insieme] Ciao.
Scusa, ma c'era un traffico allucinante. Tra la pioggia, la Juve…
Poi qua sotto non si trova mai parcheggio. Scusa.
Tranquillo, immaginavo.
Letteralmente, mi fa paura.
- Tieni. - Grazie.
Ti presento Martina.
Piacere. Martina.
Martina! Capisco.
Gabriele non fa che parlare di te.
A proposito, come stai?
Sono ancora qui.
Martina! Io sono il tuo nuovo migliore amico. Vieni.
Vuoi darmi la giacca?
Oh, sì, certo. Grazie, grazie mille.
Allora, tanti auguri ancora.
Grazie.
Comunque è davvero molto bella.
E quando vi trasferite in Danimarca?
- La settimana prossima, però lo sai. - Ah, sì.
Che c'è? Tutto ok?
Sì.
Hai insistito tu perché la portassi, no?
Sì, e sono contenta che siate venuti.
Ok.
È un bilocale in centro, con la cucina luminosissima
e la camera da letto che si affaccia sul parco. È stupenda, la vorrai vedere.
Pare che l'abbia presa bene, no?
Beh, non la conosci quanto la conosco io.
Ah! Quindi, sei tipo, venuta a picchiarmi?
Ma va! È che giriamo tutti intorno a lei e questa cosa ogni tanto
ci fa venire le vertigini, dobbiamo fermarci, no?
- Più a destra. Vai. Senti? - Oh, sento il cuore.
Marta per me è tutto.
Mi ha cambiato la vita.
Ohi!
Sei una bella persona, Gabriele.
Hai fatto la cosa migliore che potessi fare,
comportarti come se non fosse malata.
Lo capirà, vedrai.
Grazie, apprezzo molto.
Venticinque anni.
Chi l'avrebbe mai detto che ci sarei arrivata!
Certo, il merito è di quel dottore lì.
Ma le cure non sarebbero servite senza i miei due angeli custodi,
la mia famiglia. Ormai ci siamo scelti vent'anni fa.
Dickens una volta disse che "Una famiglia unita
non è fatta solo da coloro con cui condividiamo il sangue,
ma anche da coloro a cui daremo il nostro".
Ed ecco, allora io non posso immaginare una famiglia più famiglia di questa.
Per anni ho vissuto come in una bolla,
in cui c'eravamo soltanto io e la mia malattia.
E ho permesso che lei mi dicesse cosa fare.
E ho pensato di potermi concentrare solo sul presente.
Ma da oggi le cose cambiano.
Da oggi, anch'io voglio coniugare i verbi al futuro.
Da oggi voglio scoprire cosa sarò.
Brava, eh?
Anzi, da domani. Visto che, grazie a voi, ho un appuntamento
con il mitico stylist Rodolfo De la Vega, per un cambio totale di look.
[insieme] ♪Happy birthday to you! Happy birthday to you ♪
♪ Happy birthday to Marta Happy birthday to you ♪
Brava!
[applausi]
Aspetta, aspetta! Esprimi il desiderio.
- Ciao. - Ciao.
Anche noi andiamo, siamo cotti.
Ancora tanti auguri. Mi raccomando…
Domani voglio vederti con un look pazzesco!
Va bene.
- Con tutto quello che ci è costato! - Dai!
- Ancora auguri. - Ciao.
- Ciao, Marta. - Ciao.
Noi andiamo.
Ancora tanti auguri.
- Ciao. - Fate buon viaggio e…
Buona vita, buon… Buon tutto. Beh, avete capito.
- Grazie. - Grazie.
- Ci sentiamo, eh? - Ciao.
Andiamo anche noi.
Sei sicura che non vuoi che restiamo a darti una mano?
Avete già fatto abbastanza.
Ti chiamo domani.
Con calma.
Va bene. Ciao.
[Dario] Amore?
Jacopo!
Eh?
Lo sai che non mi piace svegliarmi all'alba.
Ma sono le 10:30! Muoviti, io sto andando all'ospedale.
Le 10:30?
Oh mio Dio! Oddio.
Non ho sentito la sveglia.
Il mio primo colloquio di lavoro e sono già in ritardo.
Ma perché non mi hai svegliato prima?
Cosa fai, lì? Vai in bagno,
mettimi lo spazzolino sul dentifricio, dai!
Che c'è?
Sei una…
Sei una merda!
Era l'unico modo per farti alzare dal letto.
Non ho mai lavorato in vita mia. Non è che mi farà male?
[ronfo]
[sveglia]
[musica dalla radio]
Arturo.
[Federica] Amore?
Vuoi?
Dici che basta il caffè a letto?
Mi dispiace per ieri.
È veramente una stronza.
Ma no, non è una stronza. Se la conoscessi bene, non…
È una stronza.
Ha bisogno di tempo.
Sono tre anni che stiamo insieme, mi sembra chiaro che non le piaccio.
Ma no, non è questo, è che…
È stato un periodo difficile.
È sempre un periodo difficile per lei.
Cioè, non è che voglio sminuire la sua malattia,
però, secondo me, se ne approfitta.
È che si sente sola.
Jacopo è andato a vivere con Dario e io con te.
Ti senti in colpa per questo?
No. Non è questo, è che secondo me soffre.
Anche se non lo dà a vedere, soffre per come è finita con Gabriele.
Lui ce l'ha messa tutta, non è che poteva combattere
con una cosa più grande di lui.
- La malattia. - Sì, la malattia.
Vabbè, dai, magari col tempo diventeremo grandi amiche.
Immagino, sì.
Lo sai che ti amo?
Sì?
Anch'io ti amo.
Ti porto in un posto.
Dove?
- Buongiorno, piccola Marta! - Buongiorno, grande Ahmed!
Prova.
Uno, due, tre, prova.
Buongiorno.
Solo per oggi
pollo ruspante allevato a terra, scontato del 30%.
Capperi di Pantelleria scontati al 40%.
Ah…
Volevo dirvi una cosa…
oggi è il mio ultimo giorno.
[insieme] No!
Ho deciso di prendermi un anno sabbatico per capire cosa voglio fare da grande.
Magari ci vediamo l'anno prossimo,
ma sappiate che…
siete stati molto importanti per me.
E mi mancherete.
[colpi alla porta]
Ah!
- Ma dove mi hai portata? - Secondo te?
- Buongiorno. - Salve.
Benvenute a Idea Sposa. Cercavate un abito, immagino.
- No, stavamo solamente guardando. - Sì.
Anzi, due.
Ci scusi, siamo un po' emozionate, ci sposiamo.
Complimenti, signorine.
[campanello]
[campanello]
Mi dispiace, siamo al completo.
Sono Jacopo, sono venuto per il colloquio di lavoro.
Giusto, ti stavo aspettando.
È stato difficile trovarci?
Trovare un hotel Miramare a Torino? No.
Lo so, è un nome del cazzo. Ma, credimi,
stavo camminando di notte per Bordighera completamente ubriaco,
e cosa ti vedo per terra?
L'insegna dell'hotel Miramare. E l'ho rubata!
- Ah, l'ha rubata? - Sì.
Ok.
Ascoltami, Jacopo.
Io ho un bisogno fottuto di te!
- Non mi dica. - Seguimi.
Quando si sposa?
Il 25 giugno.
- E lei, signorina? - Il 25 giugno.
Doppio matrimonio! Che coincidenza.
Anche io e mio marito abbiamo fatto lo stesso con suo fratello.
E, questo mese, sono 23 anni con il mio Osvaldo.
- Auguri. - Grazie.
Lei è il mio Osvaldo.
Potremmo provare anche il velo?
Ah. Sì, certo. Ehm… arrivo subito.
Sì.
Piacere, Osvaldo.
Eccomi! Rifatemi da capo.
Madre de Dios…
Salve, io sono Marta.
No, mia cara,
tu sei il mio nuovo caso umano.
Seguimi.
È stato anche divertente.
Poverina la commessa, ha fatto una faccia! Non sapeva più che dire.
Però potevo approfittarne per chiederle uno sconto.
Mi sa che ce li possiamo permettere solamente se ce li regala.
A che stai pensando?
Sto pensando a tutti i posti che vorrei vedere con te.
Se avessimo i soldi per il viaggio di nozze.
E dove mi porteresti?
Vabbè! Ti porterei, ovviamente, ad Istanbul.
Ecco, lo sapevo.
Comunque c'è una cosa assurda che non ti ho mai detto.
Cosa?
Quando vivevo lì, mi sono fatta leggere il fondo del caffè
da questo vecchietto.
Lui guarda la mia tazzina e mi fa…
[parla in turco]
Chiaro. Molto chiaro.
"Incontrerai una ragazza dai capelli rossi che viene da un altro mondo."
- Ma che dici? - Te lo giuro.
- Sì, vabbè! - È vero, te lo giuro!
Ci andremo a Istanbul.
Abbiamo tutta la vita davanti.
Devo andare al lavoro.
Vorrei stare con te tutto il giorno.
Vattene.
[suona "The Freakshow" di Elephanz]
Que guapa.
Grazie. Grazie, davvero.
Fanne buon uso.
Vamos.
[suona "The Freakshow" di Elephanz]
[scatto fotografico]
Tie'!
Tu hai moglie, figli, cani, gatti?
Figli no. Moglie, diciamo di sì.
E com'è che si chiama tua moglie? Luigi?
Dario. Si chiama Dario.
- Ma perché ti vergogni? - Non mi vergogno!
Ma sì che ti vergogni!
Alla tua età è normalissimo avere delle esperienze omosessuali.
Guarda me.
Ah, quindi tu sei…
No, guardami! Intendo, come rimorchio i gay. È come se io avessi
una specie di forza magnetica che vi attira inesorabilmente verso di me.
Tu la senti questa forza magnetica che ti attira inesorabilmente verso di me?
La senti?
No.
- No. - No?
Dev'essere il cattivo tempo.
Comunque…
Il giro delle stanze è finito.
Hai domande?
- No. - Per me va bene.
Sì, io scelgo di pancia.
- Tu sei assunto. - Wow!
- Sì, "wow"! - Grazie!
Anche perché sei l'unico che si è presentato.
Non fa niente. Allora, per cominciare, mi raccomando,
tu dovrai pulire il cesso della stanza numero 114.
Io non so quanto possano cacare questi signori qui!
- È incredibile. - Stai scherzando?
Merda, merda, merda. Dai!
Stavi scherzando?
Allora. Vediamo un po'.
Lì c'è un parcheggio.
Ma questo è pazzo?
Ma stiamo scherzando?
Scusami? Stavo parcheggiando io!
Oddio, scusa, non ti ho proprio vista.
In ogni caso, si mette la freccia per segnalarlo.
Scusa, ho fretta.
Che c'è? Sono in ritardo.
C'è che sei un cafone.
Poi io non…
Sai, sono malata.
Siamo nel parcheggio di un ospedale,
perdonami se non mi stupisco.
Cafone!
Ciao, Anita. Ciao, Andrea.
- Ciao, Marta. - Marta!
Quasi non ti riconoscevo. Sei bellissima.
Grazie, Anita.
Ma non in quel senso, mica mi sarai diventata permalosa!
Che ti do?
Il solito, il vostro pain au chocolat, me lo sogno da una settimana.
Sei fortunata, ne sono rimasti solo due.
- Ecco. - Grazie.
Buongiorno. Un caffè e un pain au chocolat, per favore.
Sono due e cinquanta.
- Andrea, scusa, mi daresti anche l'altro? - Certo.
- Ecco a te. - Grazie.
- Eccolo. - Grazie.
Ciao, un caffè e un pain au chocolat, grazie.
[Andrea] Mi dispiace sono finiti. L'ultimo l'ha appena preso la ragazza.
Oh!
Non fa niente.
Dammene uno vuoto, va bene lo stesso.
Questo nuovo look ti ha fatto bene.
- Stai alla grande. - Sì.
Diventare adulti significa anche prendersi cura di se stessi,
prendere tutte le medicine e fare anche la fisioterapia respiratoria.
- Mi piace questa nuova Marta. - Anche a me.
[brusio]
- Che bella figa! - [ragazzo 1] È vero!
- Vieni qui, siediti un po'. - [ragazzo 1] Come ti chiami?
- Ti siedi qua con me? - [ragazzo 2] Non fare la timida.
- Sto lavorando. - Solo un attimo!
[ragazzo 1] Che caratterino!
Me lo raccogli?
Dai!
[ragazzo 1] Che non ce la fai?
[insieme] ♪ Oh le le, oh la la Faccela vede' Faccela tocca' ♪
♪ Oh le le, oh la la faccela vede' Faccela tocca' ♪
- ♪ Oh le le… ♪ - Lasciami.
[ragazzo 3] Ehi, piano, piano!
- [ragazzo 1] Questa è matta! - Ahia!
Mollami!
- Prima chiedi scusa. - Vaffanculo!
Lascialo. Lascialo!
Ragazzi scusatela, ha un carattere di merda.
Non capisce la goliardia.
Il prossimo giro di birre lo offre la casa.
Anzi, lo offre lei.
Ragazzi, non potevate farmi regalo più azzeccato.
Occhio che lo consumi, lo specchio.
Com'è andato il tuo primo giorno di lavoro?
Che schifo!
No, mamma, le manette no.
- Sì? - Buonasera.
La stanz…
[conati]
La stanza…
[conati]
[sottovoce] Perché devo fare queste cose?
Perché non lo molli e cerchi altro?
Non posso mollare tutto alla prima difficoltà.
Comunque, Johnny mi sta simpatico. Ha detto che mi ha scelto di pancia.
A proposito di pancia…
- Ordiniamo qualcosa? - Chiamiamo Inzuppami?
No, dopo la pandemia ha chiuso.
No! Che peccato.
Erano così bravi a scegliere i rider. Vero?
- Pizza? - Sì.
Tra l'altro ieri ho trovato un volantino. Aspetta, dove l'ho messo?
Allora, il matrimonio?
Prosegue. Sì.
Certo, vorrei che Marta fosse più tranquilla a riguardo, però…
[sottovoce] Devi darle tempo. Comunque è una cosa importante,
non può scegliere lei per te.
- Lo so. - Quindi…
- Ho capito. - Con calma.
Tutto fatto.
Ah!
Ragazzi, lo so che stavate parlando del matrimonio.
Senti, io voglio solo che tu sia felice.
E se sposare Aurora ti rende felice, allora per me va benissimo.
- Davvero? - Certo.
Detto questo, ehm…
Detto questo?
Penso che, se tu sposassi Aurora,
faresti una cazzata dalla quale, proprio tu,
non ti riprenderesti molto facilmente.
"Proprio io" in che senso?
Nel senso che non ha mai avuto una relazione seria,
ti sei sempre divertita a provocare e a flirtare.
Adesso questa cosa della mogliettina mi sembra decisa a tavolino, ecco. Tutto qua.
Scusami, proprio tu pensi di poter dare lezioni?
- [Marta] Cioè? - Non lo so, vediamo.
Trovi un ragazzo che ti piace, diventi ossessiva,
lo stalkerizzi fino a quando non cede e il poveretto è costretto a scappare.
Allora, intanto Arturo l'ho mollato io.
Con Gabriele invece è una cosa che abbiamo deciso insieme.
Se proprio vogliamo dirla tutta, la favoletta della mogliettina felice
con la barista spiantata io non me la bevo.
- "Spiantata"? - Beh, chi è quella che paga per tutto?
[squilli di cellulare]
Avanti, rispondi. Magari ha finito i soldi.
Ok, ragazze, forse è meglio se ci calmiamo un po'.
[insieme] Fatti i cazzi tuoi!
Ok, me ne vado.
[segnale di linea libera]
Ehi! Il locale è pieno. Muoviti, cazzo.
Ti conosco più di quanto conosca me stessa.
E ho capito…
Hai paura di rimanere da sola,
adesso che io e Jacopo abbiamo delle relazioni stabili, però…
- Anche tu… - Aspetta.
Tu pensi che io sia gelosa di te?
Wow!
Ti faccio pena.
Fa male, te lo assicuro.
Quindi facciamo una cosa,
vai pure a sbattere la faccia contro il muro, ma non con la mia benedizione.
Lo sai cosa ho desiderato, il giorno del mio compleanno?
Perché potete chiamarla come volete,
ma resterà sempre e soltanto una recita.
Sei proprio una stronza.
E pensare che ero venuta per chiederti di essere la mia testimone.
La verità è che sei cambiata
e non soltanto nel look.
Anzi, sai che c'è?
Non ti voglio alla mia recita.
Sarà una cosa intima, solo tra amici.
[citofono]
[uomo] Buonasera.
Grazie.
Amore.
Ma non dovevi cenare con le ragazze?
Ehi.
Tutto bene?
[suona "Sorry is Not Enough" di Elephanz]
[squilli di cellulare]
Risponde il servizio di segreteria…
[clacson]
[stridio di freni]
Can't find what you're looking for?
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