Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
French
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
Buonasera.
Grazie.
- [donna] Quanto tempo che non ti vediamo. - Grazie. Ciao.
[Filomena] Buonasera.
Non saranno neanche 40.
Questa città dimentica in fretta.
- Ehi. - Ehi.
[Gildo] Grazie di essere qui.
Grazie assai.
[musica dolce]
Vogliamo andare?
Queste sono cose che lasciano il tempo che trovano.
Sembra…
[Maurizio] Non c'è nessuno.
[Maurizio ridendo] Basta con queste cose…
[Luciano] Oh!
- Fermati! Non vale la pena! - [Maurizio] Ma che fa?
- [Antonio] Gildo! - [Maurizio] Ma che fa?
- [Luciano] Oh! Gildo! - Gildo!
- [Gildo] E lasciatemi! - Che fai?
[Filomena] No.
Vai a casa, che è meglio, vai!
Vergognati!
[Maurizio] Avete visto tutti? Mi ha aggredito!
Finché ci sarà anche soltanto una persona dalla nostra parte,
non avremo perso la nostra battaglia.
[musica triste]
[Luciano] Dormi?
Dimmi, Luciano. È tutto il giorno che mi devi dire qualcosa.
Voglio entrare in polizia.
Ne ho parlato con mamma e anche lei pensa sia una buona idea.
Lo so che la polizia ha sbagliato tutto con Elisa,
ma proprio per questo io voglio fare il poliziotto.
- Vorrei… - Che vuoi, la mia benedizione?
[campane]
[tuoni]
[Cesare] Nel 1992 c'erano dieci siti in tutto.
Sai quanti sono adesso?
- No, tanto me lo stai per dire. - Più di 250.000.
E aumentano ogni giorno.
Internet cambierà il mondo, fidati.
A me basterebbe renderlo un po' migliore.
È pronto o no?
Premi invio e il sito sarà online.
[Cesare] Ti ho attivato l'e-mail.
Se qualcuno ha qualche informazione, ti contatta direttamente lì.
[Cesare] Irene!
Ciao.
[Irene] Mia madre ha detto che ti avrei trovato qua.
- [Irene] Grazie. - [Gildo] Grazie.
- Come stanno i tuoi? - Eh.
Vanno avanti.
Tu, invece? Che ci fai qua?
Mia madre s'è rotta la caviglia.
- Mi dispiace. - No, sta bene.
Quella è testarda come un mulo. È forte.
Sì, mi ricorda qualcuno.
[musica malinconica]
- [Gildo] Funziona o no? - [non udibile]
[Gildo] Ah.
Mi spiace che non ci siamo salutati, l'altro giorno, alla fiaccolata.
Pensavo che eri venuta per Elisa.
Sì.
Però mi faceva piacere salutarti.
Sapere come stai, che fai…
Sto bene.
Vivo ancora coi miei, non mi sono ancora laureato.
E vengo tutti i giorni qua.
In questa specie di ufficio che lo zio di Cesare gentilmente ci ha dato.
E cerco una verità che forse non scoprirò mai.
Senti, Gildo, io ammiro tantissimo quello che fai.
È bellissimo.
Però forse…
…dovresti occuparti anche di te, della tua vita.
Questa è la mia vita.
Va benissimo così.
Anzi, se non ti dispiace…
Elisa non sarebbe felice di vederti così.
- Ciao, Irene, buon rientro a Roma. - Non sto più a Roma.
Sto a Edimburgo.
Allora salutami la Scozia.
- Ma perché fai così? - Così, come?
Tu che vuoi? Che ci fai qua?
- Non stiamo più insieme. - E questo ti autorizza a trattarmi così?
- E trovati uno più gentile. - L'ho già trovato.
Auguri, eh!
[musica malinconica]
Gildo, è arrivata un'e-mail.
È di Elisa.
Che stai dicendo?
"Sono in Brasile, me ne sono andata di mia spontanea volontà.
Non ho intenzione di tornare a casa, dite alla mia famiglia di non cercarmi."
Non è lei.
Riesci a capire da dove è stata mandata?
- Ci possiamo provare. - [Gildo] Prova.
[musica incalzante]
Ho ricevuto un'email da qui un'ora fa.
Devo sapere chi è stato qui. Ce l'ha un registro, no?
Sono informazioni riservate.
Mio fratello è in polizia. Preferisce che faccia sequestrare i PC?
Qui tutti devono firmare, quando usano Internet.
Quando entrano e quando escono.
[Gildo] Danilo Restivo, computer 4. Qual è?
Oh, qual è?
[donna] Che fa? Non può farlo!
- Non può farlo! - E chiami la polizia!
Signor Claps, ma che sta facendo?
Restivo ha mandato un'e-mail da questo PC fingendosi mia sorella.
- Ha firmato qua, eccolo. - Sì, ma il caso è chiuso.
E lo riapra, no?
Signor Claps,
se Restivo le ha mandato questa e-mail, l'ha fatto solo per farla soffrire.
Vuole farci credere che Elisa è ancora viva, così smettiamo di cercarla.
Io lo capisco il suo dolore.
Ma anche se fosse vero quello che dice,
non è possibile riaprire un caso per questo.
Arrivederci.
E invece il caso lo faccio riaprire!
Glielo giuro su mia sorella.
Danilo Restivo continua a tormentare me e la mia famiglia.
Questa l'ha scritta lui…
…fingendosi mia sorella.
[Gildo] Un altro,
un ennesimo atto gravissimo che rimarrà impunito.
[conduttrice] Sono accuse molto pesanti. Sa che potrebbe essere querelato?
Certo, però sto dicendo la verità.
Non temo le conseguenze.
[conduttrice] E se non dovesse mai scoprire che cosa è successo ad Elisa?
Non è un'ipotesi che posso considerare possibile.
Continueremo la nostra battaglia.
Mangiamo qualcosa?
[conduttrice] Ringraziamo Gildo Claps…
No, grazie, mamma, non ho fame.
Vado in camera mia.
Quello adesso è di nuovo in TV!
Lo sai quello che stai facendo a tua madre? La stai distruggendo!
- Guardami quando ti parlo! - Scusa.
E basta con queste scuse!
- Non possiamo denunciarlo? - Ma cosa? Cosa?
Tuo figlio ha mandato l'e-mail.
E ha anche firmato il registro con nome, cognome, tutto!
Anche l'ora ha segnato, quell'idiota.
E nemmeno ha pensato di mettere un nome falso!
Io l'avevo avvertito, ma non m'ascolta mai.
Basta parlare di me come se non ci fossi!
Sempre la prima della classe, tu.
Sarebbe meglio se tu non esistessi.
Anna!
Basta, vattene in camera tua.
- Non sono un bambino! - In camera tua, ho detto!
E adesso che cosa vuoi fare?
Ma niente, che cosa vuoi fare?
Danilo ha fatto una sciocchezza, ma è innocente.
Non c'è niente da fare.
Ciao.
Mi posso sedere?
Irene, mi dispiace per l'altro giorno.
Scusa.
Te lo posso offrire io un caffè stavolta?
Sono già al quinto, per piacere.
Ti ho visto alla televisione ieri.
- Sei stato bravo. - Eh…
Meglio dell'altra volta.
- Tanto non serve a niente. - No, serve.
Ti voglio presentare una persona.
Anche lui ti ha visto in televisione e, secondo me, può aiutarti.
- [ragazzo 1] Ahia! Oh! - [uomo] Tira!
[uomo] Fuori! Nostra! Oh!
[ragazzo 1] E passa qua!
[fischio]
[uomo] Ma quale fallo, arbitro? Sono scivolato sulla neve!
[Irene] È lui.
- [uomo] Vieni qua. - Per poco, non mi spezzava una gamba.
Non mentire, che è peccato.
[uomo] È incredibile. All'ultima azione, il rigore.
[ragazzo] Paralo, eh!
[fischio]
Dovevi sospenderla la partita, con questa tempesta!
- Irene. - Ciao.
- Ciao! Come stai? - Ciao. Bene.
Ti presento Gildo Claps.
Sono davvero felice di conoscerla.
Piacere mio.
Irene m'ha parlato tanto di lei.
Del suo impegno nella lotta contro la mafia.
Di tutti quelli che fanno parte di Libera, l'associazione che presiedo.
Irene le ha detto che stiamo aprendo una nuova sede proprio qui a Potenza?
Sì, me l'ha detto.
- Vuole? - No, grazie, non fumo.
Fa bene.
La storia di sua sorella mi ha molto colpito.
Sembra una congiura del silenzio.
Evidentemente a molti conviene che la storia di Elisa venga dimenticata.
Ammiro moltissimo il suo coraggio. Suo e della sua famiglia.
E sarei davvero felice di esservi d'aiuto nella vostra battaglia.
Don Marcello, ma non l'ammoniscono mai?
Ma se avete vinto per miracolo! Ma vai, va'! Per favore…
È un prete?
Sì, ma solo fuori dal campo da gioco.
Beh, arrivederci.
[Marcello] Gildo!
Fammi capire una cosa.
Ma il problema è che sono un prete?
Mia sorella è scomparsa dopo essere entrata in una chiesa.
E il parroco ha mentito sotto giuramento, dicendo che non conosceva Danilo Restivo.
E sempre lui si è rifiutato di suonare le campane
durante la prima fiaccolata in onore di Elisa.
Questo è il problema, Don Marcello.
Gildo, ti fermi?
- Potevi dirmelo prima. - Non sono tutti uguali.
E io perdo ancora tempo con te.
- Io ti voglio solo aiutare. - Non ho bisogno d'aiuto, Irene!
La vuoi smettere di usare la scusa di tua sorella per fare lo stronzo?
Ti rendi conto che stai allontanando tutti?
[Irene] Gildo.
Irene.
- Eh. - Dai.
Scusa, ma a Luciano chi l'ha detto?
Non lo so, sono voci. Le ha sentite in giro.
- È inutile andare insieme, ci parlo io. - No.
Ci voglio parlare io.
Dottoressa Genovese.
Buonasera.
È vero quello che si dice? Che lei è stata corrotta dai Restivo?
- Per questo ha chiuso il caso di Elisa. - Venga dentro, signora.
È la verità?
L'ha detto un pentito di mafia, non lo so perché.
Ma ovviamente non è vero.
Poi, si sa, in questa città le voci corrono.
Ci sono voci e voci.
Non ho mai insabbiato le indagini su Elisa.
Io sono una madre, come lei. Lo so quello che prova.
E perché il caso di mia figlia verrà trasferito in un'altra procura?
Perché verrà avviata un'indagine su di me, è la procedura.
Io sono una persona onesta, signora Claps, e non sono in vendita, mi creda.
Ho creduto a talmente tante cose talmente tante volte
che ormai non credo più a niente e a nessuno.
Grazie, Giuseppe, buongiorno.
Buongiorno, dottoressa. Il signor Claps la sta aspettando.
Pensa che presentarsi qui cambi qualcosa?
Credevo di essere stata chiara, ieri sera al telefono.
Siete sempre così ospitali a Salerno?
Mi dispiace, ma, come le ho detto, non riaprirò il caso di sua sorella.
Legga questo. È una sintesi di tutti gli aspetti poco chiari del caso.
Nella migliore delle ipotesi, c'è stata negligenza,
nella peggiore, valuti lei.
È un'accusa molto grave.
Lo legga, e poi mi dica se non concorda con me.
Signor Claps.
Mia madre ha accompagnato un'amica al cimitero.
Un'amica che, purtroppo, ha perso la sorella. Sa cosa m'ha detto?
Che, a un certo punto, ha provato invidia.
Perché lei aveva una tomba su cui piangere.
Noi no.
Ed è inutile continuare a illudersi.
Elisa è morta.
E fa male sapere che il suo corpo è buttato, abbandonato chissà dove.
E fa male sapere che c'è un colpevole che nessuno vuole condannare.
E, nonostante questo, io credo ancora nella giustizia.
E spero che qualcuno riconosca l'evidenza dei fatti
e agisca secondo coscienza.
E spero che quel qualcuno sia lei.
Non posso garantirle niente.
Chiarissimo.
- Però… - Che altro c'è ancora?
Un attimo solo.
Come le dicevo, quella è soltanto una sintesi.
- Arrivederci. - Grazie.
[Maurizio] Chi è questa dottoressa Volpe?
Ho capito.
Va bene. Grazie, avvocato.
Sì, ci penso io a Danilo.
Un mio amico ti verrà a prendere alla stazione di Rimini.
Sarai ospite da lui. E ti ha già trovato un lavoro.
Danilo, qualunque cosa farai,
avrà conseguenze enormi su di me e sulla tua famiglia.
Perciò, mi raccomando, comportati bene.
Va bene, papà.
Papà.
Ma quando posso tornare a Potenza?
Eh, non lo so.
Vai adesso, vai.
Vai.
[musica di tensione]
Mamma?
[Filomena] Sono qua.
Buongiorno, Gildo.
E lei che ci fa qua?
In questa casa non tollero la maleducazione, e lo sai.
Chiedi scusa a Don Marcello e salutalo.
No, ci siamo già salutati. Mi sembrava di essere stato chiaro.
- Coi preti non vogliamo avere a che fare. - Me l'ha raccontato.
Non voglio neanche sapere quello che gli hai detto.
- Siediti… - Sto in piedi.
- Siediti! - Mamma, sto in piedi.
Come ti dicevo l'altro giorno, Gildo,
insieme possiamo fare molto di più per Elisa.
Sensibilizzare la gente, le istituzioni.
Lo Stato è assente, e quel poco che fa lo fa male.
Ma non è solo lo Stato che è assente.
Perché non va a farsi una chiacchierata con qualche suo collega?
Gildo…
non siamo tutti uguali.
- Ah, no? - No.
La mia associazione
ha accumulato molta esperienza.
Se unissimo le nostre forze, forse…
il sacrificio di Elisa non sarà stato vano.
Bella questa, veramente. Bel sermone.
Ora, se non ha altro da dire, la porta è quella.
Ma è perché te l'ha presentato Irene che fai così? Eh?
È per quello?
- Don Marcello ci vuole soltanto aiutare. - E io non ho bisogno di aiuto.
- Invece sì. - No.
- Sì! - Non ho bisogno d'aiuto!
[musica malinconica]
Gildo.
Lascia che cammini con te.
[Gildo] Perfetto. Grazie mille.
Grazie.
- Caffè? - No.
Che c'è? Qualcosa non va?
Danilo ha lasciato Potenza.
La famiglia si sarà messa paura e l'ha mandato via.
- E dove? - Rimini.
L'ho scoperto adesso.
- Magari è andato solo in vacanza. - Marcello, stavolta non torna più.
Due persone vorrebbero parlare con voi.
- E falli entrare. - [Cesare] Prego.
- Venite. - Buongiorno.
Buongiorno, piacere. Don Marcello Cozzi.
Piacere, Rocco Ferri. Lei è Lara, mia moglie.
Lui è Gildo Claps. Mettiamoci di qua. Prego.
- Buongiorno, prego. - [Marcello] Attenti alla testa!
Cosa possiamo fare per voi?
- Nostra figlia è scomparsa da ieri. - Noi abitiamo vicino a Foggia.
Siamo andati anche alla polizia, ma non vogliono prendere la denuncia.
Purtroppo è così, devono passare 48 ore per la denuncia di una scomparsa.
- È la legge. - [donna] Non è possibile.
Non si sarebbe mai allontanata senza un motivo.
[donna] Eccola, guardate.
Si chiama Monica.
[donna] E ha solo 15 anni.
[donna] Vi prego, aiutateci!
Non ce la faccio, mi dovete perdonare.
Ehm… spiegatemi meglio.
[Marcello] Dite a me.
Lo so, Marcello, lo so.
Non me ne dovevo andare così, lo so.
Ma quando ho visto la foto della ragazza…
Io non ho salvato neanche mia sorella.
Che posso fare? La legge è quella.
Le leggi degli uomini…
non sono come le leggi di Dio,
perfette, immutabili e eterne.
Le leggi degli uomini, a volte, sono ingiuste e sbagliate.
Ma, a differenza di quelle di Dio, si possono cambiare.
Allora? Com'è?
Il peggior caffellatte che abbia mai bevuto.
- Grazie, sono contento. - Prego, figurati.
Meno male che farai l'avvocato e non il barista, almeno sei bravo.
- Credo. - Già.
Credo.
- [Filomena] Gildo. - Ehi.
Che c'è? È successo qualche cosa?
Domani chiedo al professore se può infilarmi nella prossima sessione.
Tanto la tesi è già pronta.
È una notizia bellissima.
- [fischio] - [Marcello] Non è possibile!
[uomo] Se dobbiamo giocare così, non chiamatemi più.
- Neppure a me. - Mamma mia.
- Arbitro, il recupero! - Le ho già dato cinque minuti.
Che Dio perdoni le sue menzogne.
- Don Marcello! - Ehi.
Ho convinto una decina di amici
a venire a vedere la partita di beneficenza per Libera.
Ah, grazie. Tu verrai?
No, io purtroppo devo partire. Ho già il biglietto.
Ho saputo che Gildo ha cominciato a collaborare con voi.
Sì, la partita di beneficenza è stata un'idea sua.
Ha anche aiutato una famiglia a ritrovare la figlia.
Una ragazzina che era scappata dietro a uno sciroccato.
L'abbiamo saputo oggi.
Gildo era felicissimo.
È un bel modo per festeggiare la laurea, è vero?
Perché, Gildo si laurea?
Sì. Non lo sapevi?
Anzi, a quest'ora avrà fatto.
Se mi aspetti, faccio la doccia e andiamo a fargli gli auguri.
No, grazie.
Mi devo preparare per la partenza.
- Ciao. - Ciao.
Passami a salutare prima di partire, d'accordo?
Va bene.
- [Antonio] Complimenti! - Cin, cin! Bravo! Bravissimo!
- Il primo laureato. M'hai spiazzato. - Chi l'avrebbe detto?
Prenotiamo un bel ristorante per stasera?
Ma no, scherzi? Cucino io. Dobbiamo festeggiare per bene!
Bravo.
Elisa sarebbe stata orgogliosa di te.
E anche noi, tanto.
[squilli del telefono]
Vado io.
Pronto?
Dottoressa. Sì, mi dica.
Perfetto, arrivo subito.
Prego, si accomodi.
Mi spiace averla fatta venire,
ma preferivo incontrarla di persona che parlarle per telefono.
Lo devo a lei e sua sorella.
Non riaprirà il caso.
Lei ha ragione su molte cose.
Alcuni aspetti di questa indagine andavano gestiti diversamente.
E la famiglia di Danilo Restivo
certamente ha contribuito a creare un muro di omertà e silenzio intorno a lui.
Ma, purtroppo, non ci sono le condizioni per riaprire il caso.
Ma si aspettava una confessione firmata?
O che Danilo le disegnasse una mappa su dove trovare il cadavere di Elisa?
- Ho fatto tutto il possibile. - Tutto il possibile, certo.
Mentre noi stiamo qua a discutere, l'assassino di mia sorella è libero.
Capisco la sua rabbia, la condivido.
Però non bastano supposizioni e sospetti per cambiare le cose.
Io sono sempre più convinto che quella scritta sia solo una bugia.
[Gildo] Comunque, grazie. Non la disturberò più. Arrivederci
Signor Claps… Gildo.
Io ho visto colleghi e amici distruggersi, perdere ogni cosa
per cercare una verità impossibile, come sta facendo lei.
Si fermi.
Io proprio non ci riesco a fermarmi, dottoressa.
Perché, malgrado ciò che sta passando la mia famiglia,
spero ancora che quella scritta in questo Paese abbia ancora un senso.
[porta sbatte]
[musica incalzante]
[urla]
[musica incalzante]
Venite con me. Eccolo, è lì, signora.
- Gildo. - Piano.
[Filomena] Come stai?
Sto bene, davvero.
Ti potevi ammazzare, lo sai?
Lo so, e invece ho solo una gamba rotta.
E non è neanche servito a niente.
La Volpe non riaprirà le indagini.
Tu a questo non ci devi pensare, l'importante è che stai bene.
Io speravo ci potesse aiutare, e invece…
Tale e quale agli altri.
Può darsi, ma adesso non mi interessa.
L'unica cosa che conta per me sei tu.
Ho già perso una figlia.
Non posso perdere anche te.
[musica malinconica]
[Gildo] Dai.
Ehi… Pure!
[musica malinconica]
No, lascia, papà. Ce la faccio.
- Ehi. - [Filomena] Visto che bella sorpresa?
- [Gildo] Che ci fai qua? - Ho chiesto un permesso.
È bello rivederti. Vieni qua.
Anche per me.
Luciano, tieni.
- Ti vado a preparare il letto. - Grazie.
Antonio, mi dai una mano?
- Vuoi che ti aiuti? - No, ce la faccio.
- Come stai? - Eh, come sto?
Come si dice, "l'erba cattiva non muore mai".
Mmh.
C'è mancato poco, però.
Mamma è molto preoccupata.
E lo sono anch'io.
Non ti devi preoccupare, Luciano.
Anche perché, ti dico la verità:
ho capito cosa voglio fare davvero.
Cioè?
Da quando Monica, quella ragazzina, è tornata a casa,
ho deciso che voglio aiutare chi sta vivendo un inferno come il nostro.
Voglio creare un'associazione, tipo Libera.
Che però si occupi solo delle persone scomparse.
Che dici?
Che dico, Gildo?
- Mi sembra molto bello. - Vero?
Allora dobbiamo fare un brindisi alla tua nuova associazione, avvocato.
Sì. No, Dottore.
- Ah, dottore? - Dottore in Giurisprudenza, è diverso.
È tutto pronto, se ti vuoi dare una rinfrescata.
Grazie, mamma.
- Tu ti vuoi stendere? - Sì.
Andiamo, che è meglio.
Senti una cosa, ma…
cos'è che t'ha passato mamma, prima?
Dovevi fare tu il poliziotto, non io.
Tieni.
- [Gildo] Come si chiama? - Caterina.
Stiamo fidanzati da tre mesi.
Beh? Ho l'approvazione del fratello maggiore?
Direi di sì.
Vai.
Scusa, perché non me l'hai detto prima?
E va beh, Gildo, perché…
visto com'è andata con Irene,
non è facile per me venire da te e dirti che mi sono innamorato.
Luciano, tu sei mio fratello. Se sei felice, lo so pure io.
Visto che ne stiamo parlando, anche se non sono fatti miei,
dovresti iniziare pure tu a guardarti un po' intorno, no?
Io ho la famiglia più bella del mondo.
Nonostante te.
E mi basta.
Va beh.
- Mi vado a sciacquare. - Vai.
- Ti posso lasciare da solo? - Vai.
Madonna, ce la faccio! Ti giuro!
Manda il comunicato dell'associazione a tutti i giornali.
Ho già fatto.
- Anzi, vado a vedere se hanno risposto. - Bravo.
Se non volevi entrare in squadra con me, bastava dirlo.
Sai che ho pensato questi giorni?
Dovremmo creare una banca dati online centralizzata
per condividere tutte le informazioni sugli scomparsi
in tempo reale con tutti i commissariati, che dici?
- Ben tornato! - Grazie!
Bisognerebbe trovare anche degli avvocati
disposti a fornire tutela legale gratuita ai parenti.
A quello ci penso io.
- Dammi una mano. - Sì.
Tu, piuttosto, hai qualcuno in Parlamento?
- Posso arrivarci, perché? - Come, perché?
L'hai detto tu, no?
Le leggi degli esseri umani si possono cambiare.
E la legge sulle persone scomparse va cambiata.
A proposito, stavo pensando, in vista dell'atto di domani,
forse potremmo trovare un nome migliore per la nostra associazione.
Che ne dici di Penelope?
Come la moglie di Ulisse.
- Lei ce ne aveva di pazienza. - Sì.
È bello Penelope.
- Ti piace? - Sì.
È un'idea di Irene.
Mi è passata a salutare stamattina.
Le ho raccontato quello che stiamo facendo.
Va beh, Marcello, mi sa che è meglio l'altro nome che avevamo pensato.
Senti.
Irene mi ha fatto giurare di non dirtelo, però…
certi segreti per i preti valgono solo in confessionale.
Irene parte oggi,
e, secondo me, voi avete ancora molto da dirvi.
[musica malinconica]
Vuoi che ti accompagni?
No, mamma, non ti preoccupare.
- Facciamo così, a Natale vengo io da te. - [Irene ride]
Non ho mai preso l'aereo, magari è la volta buona.
Sì. Non mi vuoi proprio a Potenza, eh?
Ma no…
Ti chiamo quando atterro.
[citofono]
Sì?
Sì, venga su.
È il ragazzo della spesa. Visto che parti, mi sono organizzata.
Hai fatto bene.
- Mi raccomando, eh? - Pure tu.
- Ciao. - Ciao.
[musica in crescendo]
Napoli.
Irene!
Irene!
No! Oh, aspetta! Aspetta!
Aspetta, oh! Irene!
Fanculo, cazzo!
Fanculo.
[Irene] Troppo tardi.
Avevo già deciso di non partire.
[clacson]
- [Irene ridendo] Don Marcello… - Aspetta un attimo.
[musica romantica]
Mannaggia a te.
Non potevi aspettare un secondo?
- Avete ragione. - [Gildo] E certo.
[Irene] Prova più a sinistra.
Qua?
[Irene] No. A destra?
- Non lo so perché… - Non lo sai. Vedi qua quanto è bello.
[Irene] Sì.
È meno di un mese che sei qua e già dai ordini.
Guarda che me ne posso andare subito.
Vai, chi ti trattiene?
Dovrai trovare qualcuno per i contatti internazionali.
Pensi che non lo trovo?
- E devi cambiare nome all'associazione. - Davvero?
- Sì. - Perché è tuo?
- L'ho scelto io. - Penelope.
- Sì. - L'hai scelto tu, c'è il copyright.
[suona "I'm calling you" di Henry Beckett]
Io ti ho già persa una volta.
Non ti voglio perdere mai più.
["I'm calling you" di Henry Beckett continua]
Che è?
- No! Ti fa male la gamba, che fai? - Zitta. Irene, un attimo.
Eh.
Tu mi vuoi sposare?
- Sì. - Sì?
["I'm calling you" di Henry Beckett continua]
- Mi dai una mano ad alzarmi? - Sì.
Vieni qua.
Sì, certamente.
Allora mi faccia sapere lei. Eh?
Glielo passo subito. Sì.
Arrivederci, grazie.
Ciao.
- Oh! - Ti sono venuto a trovare.
- Ciao, papà. - Ciao.
- Che ci fai qua? - Volevo parlare di una cosa.
- Che è successo? - No, niente.
Ti volevo parlare del matrimonio.
- Mi vuoi dire che ormai sono fregato? - No.
Secondo me, tu e la mamma dovreste fare un sacrificio per Irene.
Non sto capendo, papà.
- Vuoi che mi sposi in chiesa? - Io no. Ma lei lo vorrebbe.
No, io e Irene ne abbiamo già parlato un sacco di volte.
- Le va bene sposarsi in comune. - Lei ti ama.
E non vuole forzarti.
Attenzione, non m'ha detto niente.
Ma, per come la conosco io, Gildo,
lo so che vuole quello.
Oh.
So che per te non è facile.
- E neanche per la mamma. - [Cesare] Gildo!
- Buongiorno, Antonio. - Ciao.
Ci sono i signori Ferri con la figlia.
Falli entrare.
Ci parlo io con la mamma, non ti preoccupare.
- Buongiorno. - [insieme] Buongiorno.
Monica voleva salutarla di persona.
- Se è tornata a casa, è solo merito suo. - Macché?
[Gildo] Vieni qua.
[Monica] Grazie.
[Gildo] Sono contento che tu sia tornata.
E sono convinto che c'è qualcuno che è molto più contento di me, vero?
[signora Ferri] Sì, grazie!
[Gildo] Buongiorno.
- [uomo 1] Auguri! - [uomo 2] Come s'è fatto bello!
[campane]
Buongiorno, signora!
Grazie mille.
Oh!
Ma che ti sei messo?
- Come sei elegante. - Visto? Ho messo l'abito buono.
- Grazie. - Sei emozionato?
- Don Marcello. - Un po'.
[Marcello] Luciano, ciao.
[Gildo] Dai, forza.
- Per di qua? - [Marcello] Sempre dritto.
- Don Marcello, le fedi. - Mettile qui.
- Sei pronto? - Sì.
[musica romantica]
[parole indistinte]
Seduti.
E prometto di esserti fedele sempre…
…nella gioia e nel dolore.
[Gildo] E di amarti e onorarti…
…tutti i giorni della mia vita.
…tutti i giorni della mia vita.
[Marcello] Puoi baciare la sposa.
[applauso]
[uomo] Evviva gli sposi!
- [uomo 1] Evviva gli sposi! - [uomo 2] Evviva!
Io pensavo che non sarei mai stato così felice.
[musica gioiosa]
Ciao.
Ehi, bentornato.
Com'è andato il lavoro?
Bene.
Non toccare con le mani sporche. Cammina, vai a lavartele.
E sbrigati, è quasi pronto a tavola.
[voce di donna]
[musica di tensione]
[donna] Terry!
[musica inquietante]
[in inglese] Andiamo.
[musica inquietante in crescendo]
Sottotitoli: Costanza Colombo
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.