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[Eufemia] Allora, ricapitoliamo.
Così saremo pronti appena chiamano i rapitori.
Va bene?
Questo è un registratore. Lì abbiamo, invece, un localizzatore.
È collegato a una centralina,
ci permetterà di capire da dove chiamano i rapitori.
Voi potete usare queste per seguire tutto.
Signora, lei deve cercare di tenerli al telefono almeno due minuti.
Ci riesce, vero?
Chieda informazioni.
Prenda tempo, in qualunque maniera.
Che è quella faccia?
Guardi che la grinta non le manca.
Posso bere un po' d'acqua?
Ci mancherebbe, è casa sua, può fare quello che vuole.
[Antonio] La prendo io.
Ma è davvero necessario?
I rapitori sentiranno la voce del primo contatto.
Sempre che esistano davvero, no?
Se fosse una mossa dei Restivo per proteggere il vero colpevole?
Ma la tua è proprio una fissazione.
[squilli del telefono]
[Eufemia] Tieni.
[squilli del telefono]
Due minuti da ora.
Pronto?
[uomo] Abbiamo stabilito la cifra.
Mi dica.
Se volete rivedere Elisa viva, dovete pagare 200 milioni.
E dove li prendiamo 200 milioni?
Ma è una cifra enorme.
Preferisce non vedere più sua figlia?
No, certo.
Intendevo solo che dovete darci il tempo di recuperare la cifra.
Noi abbiamo solo una piccola tabaccheria.
Avete una settimana o Elisa morirà.
Gli chieda come sta Elisa.
Aspetti.
Aspetti, non chiuda.
Mi dica almeno come sta Elisa.
Mangia? Dorme? Sta bene?
Ha voglia di tornare a casa. Ci sentiamo tra una settimana.
Un minuto.
Mi faccia parlare con lei.
Se volete tutti questi soldi, devo sapere che Elisa è viva e che sta bene.
Brava!
Mi ci faccia parlare, ora.
Voglio sentire la sua voce.
Non può venire al telefono ora.
Allora le chieda cosa le ha regalato suo padre per gli esami di riparazione.
Un minuto e trenta.
Così almeno saprò che è davvero con voi.
Tenga controllata la posta, signora.
[Filomena] In che senso?
Prima le manderemo un orecchio, poi un dito e poi il resto del corpo.
Se vuole rivedere sua figlia viva, trovi quei soldi,
altrimenti gliela rimandiamo a pezzi, è chiaro o no?
Sei tu che verrai fatto a pezzi, bastardo!
Ti faccio a pezzi con le mie mani! Hai capito?
[linea caduta]
[Irene] Filomena.
[Irene] Aspetta.
Grazie per tutto quello che stai facendo.
- Non lo dirai a Gildo, vero? - No.
È il nostro segreto.
- Tu sei sicura di voler andare, sì? - Sì.
Forse è una follia, ma io per Elisa sono disposta a fare qualunque cosa.
Anche Antonio l'ha detto.
Ci vendiamo la casa, la tabaccheria, tutto.
E se poi la veggente dice…
E allora capirò di essermi soltanto illusa.
- Andiamo. - Sì.
Se mai avrò un figlio, spero di avere la tua forza.
Andiamo.
[TV] Il fronte si compatta, anche se rimangono posizioni…
[campanello]
[TV] A piazza Farnese oggi…
Ehi.
Ciao.
Novità?
Nessuna.
Cesare mi ha chiesto che fine avessi fatto.
Sono tre giorni che stai in casa davanti al telefono.
La cazzata chi l'ha fatta?
Se non richiamano, è colpa mia.
Sì, ma fissare il telefono non lo farà squillare.
Usciamo.
Ci facciamo un giro.
Adesso?
Eh.
Dai.
[squilli del telefono continuano]
[squilli del telefono]
Casa Claps, chi parla?
Sì.
Sì, ci sarà.
Allora?
È per domani pomeriggio alle 16:00.
I soldi li deve portare mia madre a Matera.
[Eufemia] Gildo!
- Vieni, siamo in collegamento. - [Gildo] Arrivo.
[agente 1] La signora m'è appena passata davanti.
Va bene, d'accordo.
Mantenete la giusta distanza da Filomena.
Puoi usare queste.
- Queste qua? - Sì.
[agente 2] Si avvicina al portone.
Attenzione, Filomena sta per arrivare al portone a metà della scalinata.
[Pace] State pronti. Filomena, ci sente?
- Sì. - [Pace] Bene.
[Pace] Vada verso il portone.
[musica di tensione]
Devo procedere fino a un vaso di rosmarino
nella piazzetta alla fine delle scale.
Là ci saranno altre indicazioni.
[Pace] Va bene, vada pure.
[musica di tensione]
[porta si apre]
- Ciao, papà. - Ciao.
- Allora? - Ancora niente.
Volevo arrivare prima, ma il treno ha fatto ritardo.
Devo proseguire lungo la scaletta a destra, fino al pozzo.
Ma che cos'è, una caccia al tesoro?
Smettete di seguirla, fermatevi tutti. Capito? Smettete.
Ma che sta dicendo?
Avevate promesso che non l'avreste lasciata sola!
Controllano che non sia seguita, se no perché farla girare in tondo?
[Pace] Filomena, vada pure.
Tranquillo, sa quello che fa.
Che fai?
Papà?
Lo so che ha detto il dottore.
Ma stasera no.
[Pace] Filomena, mi sente? Continui pure.
Siamo sempre pronti a intervenire. Continui.
[Filomena] Devo lasciare i soldi nel cassonetto.
Va bene, ma lo vede il cassonetto?
No.
[Filomena] Adesso lo cerco.
[musica di tensione]
Sono al cassonetto.
[Filomena] Devo andare in piazza.
Lì ci sarà una macchina blu con dentro Elisa.
[Pace] Va bene, esegua pure.
Speriamo che la veggente abbia ragione.
[passi]
[musica di tensione]
Vedo la macchina.
Elisa.
Elisa!
[musica incalzante]
[passi]
[Filomena] Ci sono.
Apro la macchina.
Il portabagagli è chiuso.
Non si apre.
Ecco!
[Filomena ansima]
[urlando] Non c'è! Maledetti!
[Filomena piange]
[Filomena] Ci hanno preso in giro.
Ci hanno preso in giro.
Gildo.
Maledetti!
- Gildo. - Ve l'avevo detto dall'inizio.
E l'avete soltanto illusa, tutti e due!
Di quale veggente stavi parlando prima?
Ti ci ha portato, papà?
Mamma? Rispondimi.
Mi ha accompagnato Irene.
Ma sono stata io a insistere.
Le ho chiesto di non dirtelo, perché sapevo che non saresti stato d'accordo.
Diceva che non vedeva Elisa nel mondo dei morti.
Avevi ragione tu, Gildo.
Basta con queste stupide illusioni.
Elisa non torna più.
Elisa è morta.
[Luciano] Va bene, grazie, ispettore.
Buona serata.
Hanno arrestato una persona.
Ha sentito di Elisa in televisione e ha pensato di farci soldi facili.
Questo è il rischio, ad andare troppo in TV.
Che poi attiri questi stronzi.
No, non ho capito. Che hai detto?
- Cosa non hai capito? - Che avrei dovuto fare, fregarmene?
- Andare al militare come hai fatto tu? - Mi hai detto tu di andarci.
- Ed è un obbligo. - Tua sorella era scomparsa!
- Io avrei disertato. - Che stronzata.
- [Luciano] Ti credi il migliore. - [Gildo] Che cazzo dici?
- [Luciano] Dimmi quel che mi devi dire! - Smettetela!
Papà.
Papà, è tardi dove vai?
[porta sbatte]
[musica triste]
Così vostro padre non dovrà più vederla ogni volta che esce di casa.
[musica triste continua]
[musica triste continua]
[musica triste continua]
[campane]
[Luciano] Tranquillo.
Non me ne vado senza salutarti.
- Senti, riguardo a ieri sera… - No, Luciano.
Sono io che ti devo chiedere scusa.
E allora siamo in due.
Che farai?
Tutto quello che posso, finché Restivo non finisce in carcere.
Va bene.
Tu ricordati che…
…che io sono con te.
[musica dolce]
Eccomi qua, per ingannare l'attesa.
Grazie, Filomena, ma io devo tornare a casa, si è fatto tardi.
Mi dispiace.
Ultimamente fa così, esce e non dice niente neanche a me.
Ma, quando torna, gli ricordo l'educazione e ti faccio chiamare.
Va bene, grazie.
- Ciao. - Ciao, bella mia. Ciao.
- Dimmi che è successo quella domenica! - Che fai?
- Devi dirmi tutto! - Non è successo niente! Non so niente!
Tu non sei un Restivo, Gianni.
Danilo non è tuo fratello.
Solo tu puoi aiutarmi. Se hai un dubbio su quella domenica, parlami.
Monta.
Era il compleanno di Mariarosa
e doveva essere un giorno felice.
Invece?
E invece Danilo non arrivava.
E Maurizio era incazzato nero
e ha chiesto a me ed Anna di andare a cercarlo.
A cercarlo? E perché?
Credo che non si fidino di lui.
Mi sembra sempre un po' in libertà vigilata.
E dove l'avete trovato?
In realtà, sotto casa.
[Gianni] Era pallido.
- [Gianni] Vado a riparcheggiare. - No.
Dobbiamo portarlo in ospedale. S'è ferito una mano.
Sali, io avverto a casa.
[Gianni] Anna mi ha chiesto di portalo al pronto soccorso.
In macchina ci aveva detto che era stato al cantiere
e che era caduto.
E che s'era fatto un taglio alla mano.
Ma questo taglio sulla mano com'era? Profondo?
No.
No, non sanguinava quasi.
Ma aveva i pantaloni sporchi di sangue.
Ti ricordi il nome del dottore che l'ha visitato?
Certo che abbiamo parlato col dottor Albano.
E non l'avete ritenuto credibile?
La ferita di Danilo Restivo è compatibile con delle forbici.
- E lui girava spesso con le forbici. - Appunto.
Potrebbe essersi ferito con quelle, ma questo non costituisce una prova.
O potrebbe aver ucciso mia sorella.
Sono passati mesi. Se non l'ha uccisa lui, dove pensate che sia?
L'ispettore capo sta seguendo una pista molto promettente.
Sì, sarebbe?
Una storia di prostituzione minorile.
In un paese vicino c'è una villetta dove obbligavano le minori a prostituirsi.
E mia sorella che c'entra?
L'ipotesi è che potrebbero averla rapita per lo stesso motivo.
Lo pensi anche tu o lo pensa solo il tuo capo?
Fai così.
Prendi questo,
glielo porti all'ispettore Pace
e gli chiedi se qualcuno possa far prostituire
una ragazza la cui faccia sta su tutti i muri della città.
Ah, sei qua.
Almeno so che non stai con un'altra donna.
Io devo tornare dentro, arrivederci.
Ciao.
Gildo, ma che fine hai fatto?
Sparisci per settimane, non rispondi al telefono.
- Se ci sono dei problemi, si parla. - Si parla, sì.
Come mi hai parlato di quando hai portato mia madre dalla veggente.
Scusa, so che te l'ha chiesto lei, scusa.
Sembra che manchi chissà quanto, però settembre è arrivato.
E io non so se riesco a trasferirmi con te a Roma.
Non ti voglio più bloccare qua.
Pensavo che la verità sarebbe uscita in poche settimane e invece…
Ma di cosa stavate parlando prima?
- Ha scoperto qualcosa su Danilo? - È chiaro che la pensa come me.
Ma tanto non si metterà mai contro il suo capo.
Non ne ha la forza.
E diamogliela noi.
Dai.
Andiamo.
Vorremmo organizzare una fiaccolata per ricordare Elisa.
L'idea l'ha avuta Irene.
L'abbiamo avuta insieme.
E vorremmo creare anche un comitato.
Il Comitato "Per Elisa".
Insomma, per far sapere a tutti che aspettiamo ancora una risposta.
Sapete che farete incazzare un bel po' di gente con questa iniziativa?
Mi stai dicendo che non otterrò i permessi?
Ne avete degli altri?
Sì.
E allora datemeli. Li mettiamo pure a scuola dei miei figli.
Grazie.
Grazie.
Anche dovesse esserci poca gente…
Sì, lo so, mamma.
- Dai, forza. - [Irene] Stanno arrivando.
[Gildo] Ehi!
- Allora? - Vieni.
No.
[musica di speranza]
Nessuno dimentica Elisa.
Grazie.
Ehi, amico.
- Hai visto? - Sì.
[Gildo] Grazie di essere venuti.
- Grazie. - [Eufemia] È il minimo.
[musica di speranza]
[musica di speranza continua]
[musica di speranza continua]
Innanzitutto, io vi devo ringraziare.
Perché…
sapere che non avete dimenticato Elisa per noi è davvero importante.
Ma è importante che lo sappia soprattutto chi ce l'ha strappata.
[Gildo] E col vostro supporto noi andremo avanti, sempre.
Finché non avremo ottenuto verità e giustizia.
[Gildo] Grazie a tutti.
[campane]
[campane a festa]
Mamma.
Tutti hanno accettato di suonare le campane per Elisa.
Tranne Don Mimì,
perché dice che la chiesa non è un luogo per le manifestazioni civili.
Invece senti qua.
[campane]
Guardate qua, è da stamattina che mi squilla il telefono.
A che punto siamo coi nastri pornografici sequestrati nella villetta?
Purtroppo non c'è traccia di Elisa.
Quindi dopo tutti questi mesi siamo rimasti così,
senza una pista e senza un'idea?
Veramente un'idea ci sarebbe, ma è un po' un azzardo.
E quale sarebbe?
Bisognerebbe forzare la mano con i Restivo.
[suona "Pace e gioia sia con voi"]
[campanello]
Aspettiamo qualcuno?
[campanello]
["Pace e gioia sia con voi" continua]
[Pace] Siamo qui per trarre in arresto Danilo Restivo.
Ecco il mandato firmato dal Pubblico Ministero.
Danilo!
[musica di tensione]
[Eufemia] Andiamo.
[musica di tensione]
Escluso il sequestro e tutti i motivi legati alla prostituzione,
non ci resta che la prima ipotesi.
- L'azione violenta, no? - Esatto.
E non essendo plausibile l'azione di uno squilibrato,
almeno non per come sono andati i fatti,
siamo in centro a mezzogiorno…
E quindi rimaneva solo Restivo.
Giusto, che poi è l'ultima persona che l'ha vista viva.
E che quel giorno si è fatto una ferita sospetta.
Ma perché solo adesso, ispettore?
Quello che mio padre vuole sapere è perché avete cambiato idea.
Non lo so, avete scoperto nuovi testimoni, nuove prove?
Forse non mi sono spiegato bene.
L'idea è che, non essendo emerse nuove prove,
dobbiamo isolare Danilo Restivo dalla famiglia.
Dobbiamo mettergli pressione.
E sperare che finalmente confessi le sue colpe.
Per cosa l'avete arrestato?
Per tutte le sue false dichiarazioni.
Prima ha detto che si è visto con Elisa perché voleva darle un regalo.
Poi ha ritrattato,
dicendo che si sono visti perché voleva consigli amorosi su questa Paola.
Ma è solo un modo per nascondere il suo reale interesse verso Elisa.
Pure sul cantiere ha mentito.
Ha detto di esserci stato con Paola, che però nega,
non ci è mai stata là, ne con lui né senza di lui.
Ah, poi c'è la storia della caduta,
ma non ve la spiego neanche, perché pure il medico l'ha sconfessata.
[Eufemia] Danilo Restivo è un debole.
Vedrete che senza la sua famiglia crollerà.
[Eufemia] Allora il processo non sarà più solo per false informazioni al PM,
ma anche per omicidio.
Fidatevi.
Quanto ci devo restare qua?
Vieni, mettiti qui. Tu, spostati un po' più in là.
Sedetevi qua, vieni qua.
[fotografo] Siamo pronti.
Fermi.
Posso?
A sei mesi dalla scomparsa,
non hanno trovato di meglio che prendersela con mio figlio.
Il mostro.
[Maurizio] Da un mese lo tengono in totale isolamento
per la sola accusa di false dichiarazioni.
Si invoca la circostanza del regalo per fondare un interesse verso Elisa.
Si dice che è impossibile che in chiesa nessuno li abbia visti.
Che lui è andato in ospedale per crearsi l'alibi.
Hanno tirato fuori una storia di quando, da ragazzino, giocava a cowboy e indiani.
Io so che mio figlio è innocente.
E farò di tutto per riportarlo a casa.
[fotografo] Guardate qua.
[musica di tensione]
Andiamo, sali.
[musica triste]
[musica incalzante]
[campane]
- [Irene] Pronto? - Ehi.
- Ciao. - Che voce, è successo qualcosa?
No, ho solo bisogno di parlarti.
- Ma quando? - Adesso, ti aspetto qua al Belvedere.
Finisco una cosa e arrivo.
[Irene] E da quanto va avanti questa storia?
[Gildo] Un paio di mesi.
Non ce la facevo più a nascondertelo.
- E come si chiama? - È importante?
- È importante, sì. - Dai.
Perché non c'è nessun'altra.
Te lo sei inventato, per convincermi a partire senza di te.
Allora vuoi la verità?
Sì.
Non ti amo più.
La scomparsa di Elisa m'ha fatto capire quali sono le cose importanti.
E tu non ci sei.
[musica triste]
[campane]
[musica triste continua]
Oh.
Stai bene?
Spero di non aver inseguito per una vita qualcosa che non esiste.
Andiamo.
Eravamo quasi al capolinea, quando mi sono sentita strattonare.
All'inizio, non ho neanche capito cosa fosse successo.
Poi, la mia amica si è accorta che mi mancava una ciocca di capelli.
E ha visto le forbici.
E il ragazzo è qui in aula?
[Genovese] Ce lo può indicare?
[musica inquietante]
Da allora non sono più riuscita a salire su un autobus.
Obiezione, vostro onore!
Ammesso che sia vero l'aneddoto della signorina,
non mi pare in alcun modo relato ai fatti del 12 settembre 1993.
Ed essendo questo un processo per false informazioni,
chiedo che venga stralciata la deposizione.
Obiezione accolta.
- [giudice] La teste può andare. - [Marinelli] Grazie.
È vero che l'imputato era in possesso di un mazzo di chiavi
che dà accesso ai locali adiacenti alla chiesa della Santissima Trinità?
Obiezione, domanda non pertinente.
La domanda è pertinente, avvocato.
Serve per capire se l'imputato ha nascosto altre verità.
[giudice] Obiezione respinta. Risponda alla domanda.
Se ce l'aveva, di certo non gliele ho date io.
Ne è sicuro?
Perché non conosco l'imputato.
E nemmeno la ragazza scomparsa, che non era una mia parrocchiana.
Lei ne è certo?
Presidente, posso avvicinarmi al teste?
Permesso accordato.
Si riconosce in questa foto?
Certo.
Se non conosceva l'imputato,
come mai era presente alla sua festa dei 18 anni?
[mormorio dei presenti]
Le ricordo che mentire in un'aula di tribunale è un reato grave.
Così come lo è davanti a Dio.
Chi affitta i locali della parrocchia per le feste private
spesso mi invita a mangiare una fetta di torta.
Sono solo cordialità.
[campane]
Complimenti per la predica, monsignore. Impeccabile, come sempre.
E non più lunga di otto minuti, come ogni buon sermone dovrebbe essere.
- Se no la gente non ti ascolta. - [uomo] Certo.
Più che alla predica, dovrebbe pensare ai comandamenti.
"Non dire falsa testimonianza."
Lei ha dichiarato che Elisa non era una sua parrocchiana.
- È la verità, lo sa meglio di me. - [Filomena] Certo.
Ma mia figlia è ancora ufficialmente scomparsa, perché parlarne al passato?
Glielo dico io: perché lei sa perfettamente che mia figlia è morta,
uccisa da quel ragazzo che lei sostiene di non conoscere.
Per colpa sua non metterò mai più piede in una chiesa.
E questa di sicuro non è più la casa di Dio.
Bisogna capirla. È così da quando è scomparsa la figlia.
Buona domenica a tutti.
- Buona domenica. - Buona domenica.
[Luciano] Scusi, che succede qua?
Oggi c'era l'udienza Restivo, avrebbe dovuto deporre l'imputato.
È stata rinviata. L'avvocato della difesa aveva dei precedenti impegni.
- Precedenti impegni? - Non ve l'avevano comunicato?
- [Luciano] No. - [uomo] Mi dispiace.
Io me ne vado, sono stufo di questi giochetti.
- Papà. - Antonio.
Andate. Io cerco la PM e mi faccio spiegare questa pagliacciata.
- Va bene. Papà! - Vai.
Papà.
[musica di tensione]
Non doveva andare così, avvocato.
- [avvocato] Arrivederla. - [Anna] Grazie
Scusami.
Posso chiederti cos'hai a che fare con i Restivo?
Te lo chiedo perché il figlio, Danilo, è sospettato di aver ucciso mia sorella.
Mi ha rovinato la vita.
Ti va di parlarne?
Sabrina è il motivo per cui Marinelli e Danilo oggi non c'erano.
Avevano una sentenza per un altro processo.
Lei non è di Potenza, ma studia qua.
Con due amiche ha preso un appartamento di fronte casa Restivo.
E che ti ha fatto Danilo?
Una sera, io e le mie amiche stavamo cenando,
quando è squillato il telefono.
All'inizio pensavamo fosse uno scherzo, un ragazzo che voleva farci i complimenti.
[Filomena] E poi?
Un incubo.
Telefonate a ogni ora del giorno e della notte.
Appena tornavamo a casa, il telefono squillava.
A volte neanche parlava.
Solo musica.
[Gildo] E sapete quale?
"Profondo Rosso" o "Per Elisa".
E avendo conosciuto Anna Restivo, le hanno chiesto
se nel suo palazzo abitasse qualcuno di sospetto, no?
- E lei ovviamente ha detto di no. - Ovvio.
[Sabrina] Esatto.
E subito dopo le telefonate sono finite.
Perché il padre ha messo il lucchetto al telefono.
E l'ha pure ammesso.
Allora lo sapevano che era pericoloso!
Certo, per questo lo tenevano d'occhio.
Comunque non è bastato.
Perché ha iniziato a scriverci.
Cose… sconce.
Anche disegni pornografici.
- Digli la storia del pacchetto. - Quale pacchetto?
Una scatola di legno dalla quale uscivano dei fili.
All'interno c'era un biglietto,
con scritto…
"Bum!
Quanto ti resta da vivere?"
Figlia mia, mi dispiace tanto.
Mi dispiace tanto.
[Genovese] Allora, signor Restivo,
prima di arrivare a domenica 12,
vorrei che lei raccontasse alla Corte come trascorreva le sue giornate
fra la fine di agosto e l'inizio di quel settembre '93.
Mi riferisco alle telefonate sconce, ai biglietti pornografici
che mandava alla tre studentesse che vivevano nel palazzo di fronte al suo.
Obiezione, vostro onore, mi duole ricordare al Pubblico Ministero
che è un processo per false informazioni.
Sì, lo sappiamo, avvocato.
Ma credo che alla Corte interessi una condanna di Danilo Restivo
per fatti contemporanei alla scomparsa di Elisa,
e che dimostrano l'abitudine dell'imputato a mentire.
Tra l'altro, signor presidente,
l'accertamento delle sue responsabilità circa i comportamenti persecutori
nei confronti delle ragazze avviene proprio sul finire di quell'estate.
Il che significa che l'imputato, all'improvviso,
ha dovuto trovare un nuovo soggetto su cui riversare le sue pulsioni sessuali.
[musica di tensione]
[giudice] Obiezione respinta, avvocato.
- Proceda pure, dottoressa. - Grazie, presidente.
Allora?
Dici che con Elisa si è comportato come con Sabrina?
L'ha molestata?
Io spero proprio di non doverlo scoprire mai.
Cos'è quel biglietto che hai in mano?
Se vinciamo, corro da Irene e le chiedo scusa di tutto.
In che senso?
L'ho lasciata. Non sarebbe mai partita senza di me.
Io le voglio troppo bene per rovinarle la vita.
Ragazzi!
Ci siamo, il messo dice che è il momento del verdetto.
[giudice] In nome del popolo italiano, il tribunale di Potenza
riconosce l'imputato Danilo Restivo
colpevole del reato ascrittogli
e lo condanna alla pena di anni uno e mesi otto di reclusione.
Così è deciso.
[applauso]
Possiamo considerarlo un buon inizio.
È una sentenza a nostro favore.
Chiederò al giudice di convertire la pena in una multa.
In assenza di crimini e altri precedenti, accetterà.
- E la condanna delle tre ragazze? - Conta poco.
Qui la cosa importante è un'altra.
Lo scopo di questa farsa era far crollare Danilo, ma non ci sono riusciti.
Se non l'hanno perseguito per omicidio prima, non potranno farlo adesso.
Non hanno niente. È una vittoria, credimi.
Dottoressa.
- È vero che non andrà oltre? - Signor Claps…
Cosa? Danilo ha mentito, no? L'ha stabilito pure il giudice.
L'ha fatto perché ha un movente. Ha ucciso Elisa e non voleva essere scoperto.
L'assassino è lui, no?
Senza il corpo, non potrò mai processarlo per omicidio.
Io avevo avvisato l'ispettore Eufemia,
che mi aveva assicurato che lei era pronto a correre il rischio.
Purtroppo, senza il corpo di sua sorella dovrò chiedere la chiusura delle indagini.
Mi dispiace.
Arrivederci.
[Gildo] Mi dispiace…
[musica triste]
La giustizia non è uguale per tutti, è una cazzata!
Chi ha i soldi e le conoscenze vincerà sempre!
[musica triste]
Senti, te la posso chiedere una cosa?
Non coinvolgetemi più in questa storia.
Tanto è inutile.
Elisa non torna più.
[porta sbatte]
[musica triste]
[musica triste continua]
Sottotitoli: Costanza Colombo
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