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[suona "Fiore bianco" di Matteo Buzzanca]
Salve. Avete iniziato le ricerche?
Non possiamo condividere dettagli, mi dispiace.
Avevate detto di aspettare 48 ore, sono passate.
- Lo sappiamo benissimo. - Ditemi solo se avete sentito Restivo.
Stiamo facendo il necessario per ritrovare sua sorella.
Appena ci saranno novità, le faremo sapere. Arrivederci.
Arrivederci.
[porta si apre]
[Filomena] Gildo.
- Che t'hanno detto? - Niente.
- Non ci possono dire niente. - E perché?
È la procedura, purtroppo.
Le procedure valgono solo per quelli come noi, per i Restivo no.
Non è sempre così.
[squilli del telefono]
Pronto?
Pronto, chi è?
Pronto?
Niente. Hanno attaccato senza dire niente.
Gi'! Oh!
Dove vai, Gi'?
[porta sbatte]
[campane]
Dai.
Mettiamolo là.
[Luciano] Vai.
- Andiamo con la tua macchina? - Sì. Andiamo.
Qui c'è spazio.
Dobbiamo tappezzare la città.
Sì.
[Maurizio] Questi li spostiamo nell'altra sala.
Dottore? Scusi, la cercano al telefono. È sua figlia Anna.
Papà?
Ha chiamato la polizia. Ha chiesto di Danilo.
E voi cos'avete detto?
Che era a Napoli. Che altro dobbiamo fare?
Se richiamano, dite di chiamare me. D'accordo?
D'accordo.
Marinelli?
Sì, sono io. Senti, dove sei, che ti devo parlare subito?
Buongiorno.
Mi scusi, sono la mamma di Elisa Claps, la ragazza scomparsa.
Volevo sapere se posso lasciare questa.
- Se qualcuno sa qualcosa, può scrivere… - Non saprei, signora.
Mi dispiace moltissimo per sua figlia.
Spero che il Signore accolga la mia preghiera
e la faccia tornare il prima possibile.
Però questa è la casa di Dio,
non un luogo per spargere pettegolezzi e dicerie.
Mi dispiace, ma non posso.
Ma Dio è verità.
E io voglio solo questo: verità su mia figlia.
Lo vogliamo tutti, mi creda.
- Però questo non è il modo giusto. - E qual è allora?
Continuerò a pregare per sua figlia.
Signore, aiutami a superare anche questa prova.
E confortata dalla certezza della tua presenza,
a non arrendermi davanti agli ostacoli che incontrerò sulla mia strada.
[musica di tensione]
Così lo vedono bene.
Che altro volete da noi? Mio fratello non c'entra, lo volete capire?
- Anna! Vieni dentro. - Ci provocano, lo fanno apposta.
Appunto, entra!
- Non vi sembra di esagerare? - Cerchiamo solo la verità!
- Non dovete cercarla qui! - Lo dice lei!
- Lascia stare. - [Irene] Ehi.
[portone si chiude]
Andiamo, dai.
Ehi.
[sirene]
[musica inquietante]
- [donna 1] Ho fatto l'esame. - [donna 2] Com'è andato?
[donna 1] Mah, bene.
- [donna 2] Quanto t'ha messo? - [donna 1] 27.
Ok.
Me lo sono preso.
[musica inquietante]
[parole indistinte]
Danilo, scendi.
Dai!
Dai!
Che succede, papà?
Lui chi è?
Sali, che ti spiego.
Ciao, Danilo.
[sospira]
- Oh. - Eh?
Io e Irene andiamo ad appendere altri volantini. Vieni?
No, vai. Resto con mamma e papà. Non li voglio lasciare soli.
Ciao.
[porta si chiude]
Ehi.
Gildo?
Mi parli?
Ho chiamato lo studio a Roma, stamattina e…
ho detto che non potrò iniziare il praticantato.
Perché?
Non posso lasciare la mia famiglia. Ma tu vai. Ti raggiungo appena posso.
No. Io non vado da nessuna parte. Resto qua.
Il 20 comincia la scuola, così perdi il lavoro.
No, chiedo due settimane di permesso.
[musica malinconica]
I volantini non bastano.
Vieni.
Fra cinque minuti sei in onda.
Non ho mai fatto un'intervista in vita mia.
- E se dico qualcosa di sbagliato? - No, tranquillo.
- Andiamo, mi sa che è una stronzata. - No, Gildo.
È la cosa giusta.
Marinelli, legale del dottor Restivo.
Il ragazzo è persona informata sui fatti.
Non è accusato di nulla. L'avvocato non serve.
Lo so, ma Danilo è molto emotivo.
Avere accanto un avvocato l'aiuta a calmarsi.
Va bene, procediamo.
Signor Claps,
quando ha visto sua sorella per l'ultima volta?
È stato domenica mattina, giusto?
Sì.
Dov'eravate?
A casa nostra.
Qua, a Potenza.
Noi c'eravamo dati appuntamento verso le 11:30.
[Pace] Dove?
Davanti alla chiesa della Trinità.
Io volevo farle gli auguri,
perché aveva superato gli esami di riparazione, e chiederle un consiglio.
[Pace] Che genere di consiglio?
Un consiglio… amoroso.
Amoroso?
Dunque avete parlato in chiesa. Giusto?
Sì, dietro l'altare principale.
E per quanto tempo?
Circa un quarto d'ora.
[Pace] E nessuno v'ha visto?
Non lo so, non credo.
A me sembrava che non ci fosse nessuno in chiesa.
È impossibile che a quell'ora la chiesa fosse vuota.
Qualcuno li ha visti per forza.
Quindi l'ultima persona che sua sorella ha incontrato è stato Danilo Restivo?
Esattamente, sì.
E poi, dopo che le ho dato il regalo, Elisa m'ha salutato e…
e l'ho vista uscire dalla chiesa.
[Pace] E che hai fatto dopo?
Niente, sono andato…
nel cantiere del nuovo parcheggio
e sono caduto sulle scale mobili e mi sono fatto male alla mano.
Sulle scale mobili?
Sì.
[Pace] Perché sei andato nel cantiere?
Io c'ero stato qualche giorno fa con una mia amica e sono voluto tornarci.
Sono appassionato di ingegneria, i cantieri mi piacciono molto.
E come si chiama questa amica?
- Si chiama Paola. - Paola?
Paola, come?
[musica inquietante]
È impossibile che una ragazza scompaia così,
nel nulla.
Se avete una figlia o una sorella forse…
potete capire cosa stiamo vivendo.
Perciò, vi prego, se qualcuno sa qualcosa…
aiutateci a ritrovare Elisa.
Ce lo dovevi dire che andavi in TV.
Non lo sapevo.
Ho deciso sul momento.
È successo qualcosa?
Dopo la trasmissione, hanno telefonato.
Hanno visto Elisa domenica pomeriggio al cinema con un ragazzo.
Poi sarebbe salita su un'auto bianca, guidata da uno di mezza età.
Un altro ha detto che l'hanno rapita per vendicarsi di papà.
- Che? - È una guardia giurata, fa l'infame.
Poi, accusare i Restivo davanti a tutti. Ma siamo sicuri che…
Non li ho accusati. Ho raccontato l'accaduto.
In TV lo dovevi raccontare?
Ma Gildo non ha fatto niente di male. Ha solo detto la verità.
[squilli del telefono]
Pronto?
Arriviamo subito, sì.
La polizia, ci vogliono parlare.
[porta si chiude]
Il problema non sono i soldi, ma come vengono gestiti.
In questo Paese manca una visione, è sempre mancata.
Prego, venite da questa parte.
Andiamo.
- Com'è andata? - Bene.
Eccoci. Venite.
Elisa aveva qualche motivo per allontanarsi da casa?
No, perché?
Perché dobbiamo valutare qualunque ipotesi,
quindi anche l'allontanamento volontario.
No, Elisa non sarebbe mai fuggita di casa, mai.
- No, tranquillo, non ti preoccupare. - Buongiorno.
- Buongiorno. - 'Giorno.
Dicevamo.
Avete mai avuto il sospetto che Elisa nascondesse qualcosa?
Qualunque cosa: amicizie pericolose, una doppia vita…
- Assolutamente no. - Elisa è una bravissima ragazza.
- Tra noi non c'erano segreti. - [Pace] Siete sicuri?
Spesso la famiglia è l'ultima a sapere certe cose.
- Non in questo caso. - Dov'eravate quando Elisa è scomparsa?
Gliel'abbiamo già detto quando siamo venuti a sporgere denuncia.
Vorrei ascoltarlo di nuovo.
Elisa è scomparsa e voi perdete tempo con noi?
Una perdita di tempo è andare in TV
a rilasciare dichiarazioni affrettate che possono compromettere le indagini.
Tutta la sua foga, le sue accuse più o meno velate sono inopportune.
Credere che noi nascondiamo qualcosa è controproducente!
Calmiamoci.
Non accusiamo nessuno. Sono le procedure, il nostro è un atto dovuto.
Trovare mia sorella, questo è un atto dovuto!
Sei sempre stato più bravo con le parole.
Sei l'unico che può ottenere qualche cosa, qua.
[musica malinconica]
Oh.
Oh.
Che fai in piedi?
Non riuscivo a dormire.
Non sei l'unico.
Papà m'ha detto che la polizia pensa che siamo stati noi.
È allucinante.
Sono stato in camera di Elisa, ho preso il suo diario.
Che hai fatto?
Qualche giorno prima di sparire, uno le ha chiesto di uscire.
Un certo Eris Gega.
Albanese.
Te ne aveva parlato?
E se la polizia ha ragione, Lucia'?
Se Elisa ci nascondeva davvero qualcosa?
[musica incalzante]
Cerco Eris Gega.
Sei tu?
Dipende. Tu chi sei?
Il fratello di Elisa.
So che la conoscevi.
So anche che…
che tra di voi c'era qualcosa.
No io, eh… Elisa la conosco molto poco, e tra noi non c'è mai stato niente.
- No? - No.
Pochi giorni prima che sparisse le hai chiesto di uscire.
Sì, no, le ho chiesto di uscire. Gliel'ho tante volte, ma…
ma lei mi ha detto sempre di no.
Tua sorella non è una che dà tanta confidenza in giro.
Senti…
mi dispiace per quello che è successo a tua sorella,
ma, credimi, io non c’entro niente con questa storia.
- Ho detto che c'entri qualcosa? - No, ma te lo leggo in faccia.
[Elisa] Danilo deve avermi seguita in spiaggia. Non credo sia la prima volta.
Succede spesso, anche a Potenza.
Non ho detto niente a Gildo per non farlo preoccupare.
Sta preparando gli esami all'università e ha già abbastanza casini.
Poi, non credo che Danilo è pericoloso, anzi mi fa anche pena.
Lo trattano male, lo prendono in giro tutti, ma non è cattivo.
È solo un po' strano.
M'ha detto che non ha nessuno e che vorrebbe essere mio amico.
Ma io non me la sento di trattarlo male.
Non c'è cosa più brutta che non avere nessuno che ti vuole bene.
A volte, penso proprio di essere fortunata
ad avere degli amici
e una famiglia come la mia.
[musica malinconica]
Quindi saresti caduto qua, giusto?
Sì.
E com'è successo?
Niente, io scendevo le scale e sono inciampato.
In effetti, sono ripide.
Poi, le scale mobili sono taglienti. E ti sei fatto male solo alla mano?
Sì.
Sei stato fortunato. Ti saresti potuto rompere qualcosa.
- Non hai sbattuto da nessun'altra parte? - No…
Le ha già raccontato i fatti. Se abbiamo terminato…
No, non abbiamo terminato, avvocato.
Dovrei prelevare i vestiti che aveva suo figlio quel giorno.
Siete stati avvisati, vero?
[Maurizio] Sì, certo.
Bene. Adesso possiamo andare, allora. Prego.
[Gildo] Sono andato da quell'albanese. Mi sa che non c'entra niente.
Io e Elisa abbiamo incontrato Danilo Restivo a Montegiordano.
- Che cosa? - Sì, eravamo in spiaggia.
Mi sono allontanato, e quando sono tornato era con lui.
Pensavo che era una coincidenza, e invece no, Danilo l'ha seguita.
L'ho letto sul diario di Elisa.
Ma perché non ce l'ha detto?
Non ci voleva far preoccupare, Luciano.
Però io avrei dovuto capirlo, no?
Io avrei potuto fermarlo, invece quella mattina sono stato io a dirle "vai".
Se Elisa è scomparsa, la colpa è mia.
- Gildo. - Eh.
Tu non hai nessuna colpa, nessuna.
Non lo potevi sapere. Oh! Elisa ha sbagliato a non dircelo.
Ma tutti nascondiamo qualcosa.
No?
Quand'è arrivata?
Ieri.
Mamma e papà?
- Come faccio a partire militare? - Che vuoi fare, disertare? Non si può.
Ma adesso? Proprio adesso che mamma e papà hanno bisogno di me?
Lo so. Tu non ti preoccupare.
Ci penso io a loro, eh?
Dai.
[campane]
Eccola.
Grazie, signora.
Come mai c'è un lucchetto sul telefono?
Con due figli, la bolletta può diventare un problema.
- Quella è la stanza di suo figlio? - Sì.
Posso darci un'occhiata?
È tutta in disordine. Mia moglie ancora deve metterla a posto.
Io non guardo queste cose. Per me non è un problema.
[Maurizio] Per noi lo è.
[musica inquietante]
Anche quei vestiti sono di suo figlio?
Ma non sta esagerando? Mi scusi.
Finora siamo stati collaborativi e disponibili.
Mio figlio non c'entra nulla con questa vicenda.
Ora basta.
La accompagno, prego.
Arrivederci.
- Arrivederci. - Arrivederci.
Ispettore, sono io.
Sono appena uscito.
Serve un mandato per prelevare altri vestiti e perquisire la stanza di Danilo.
D'accordo.
Allora rimango direttamente qua. Grazie.
- Non mi sembra il caso. - Dottoressa, sono Gildo Claps.
- Ho provato a fermarlo. - No, vada pure.
Ti richiamo dopo.
Buongiorno, signor Claps. Piacere di conoscerla.
Sono Felicia Genovese.
Avrei preferito incontrarla con una calma e un preavviso maggiori.
Ma la prego, si accomodi.
Grazie.
Che cosa mi deve dire di così urgente?
- Questo è il diario di mia sorella. - Mmh.
E… guardi, legga qua.
Era convinta che Danilo la seguisse da prima di quest'estate.
[squilli del telefono]
Grazie, ne terremo sicuramente conto.
Mi scusi, ma Danilo Restivo nasconde qualcosa.
Che altro vi serve per capirlo?
Prove certe circostanziate, che in questo momento non ci sono.
ll diario di un'adolescente non basta.
Comprenda la mia posizione. Come io comprendo la sua.
Lei hai mai avuto qualcuno che è scomparso così, da un giorno all'altro?
Senza motivo.
Non credo che mi possa capire.
Danilo Restivo conosce la verità.
Signor Claps, certe accuse…
possono esporla al rischio di una querela per calunnia.
Lei si sta per laureare in legge, vero?
Dovrebbe saperlo.
Ci lasci fare il nostro lavoro.
Le assicuro che vogliamo la stessa cosa:
la verità.
Arrivederci.
Arrivederci.
Va benissimo, per adesso va bene. Poi, se abbiamo bisogno di altre cose…
- Dottoressa Genovese. - Eufemia.
- Grazie. - Perché non ha autorizzato il mandato?
I vestiti sono stati lavati, sono passate più di 72 ore dalla scomparsa.
Non troveremmo nessuna traccia biologica.
Ma Danilo Restivo ha mentito.
Ha dichiarato di essere stato nel cantiere con una certa Paola.
Ho parlato con lei.
Lo conosce a malapena, non è mai stata là con lui.
A maggior ragione.
Se autorizzassi il mandato, aumenteremmo la diffidenza sua e della sua famiglia.
Buon lavoro, eh.
[squilli del telefono]
L'avvocato aveva detto che era tutto a posto. Che deve succedere ancora?
Niente. Sempre che tu non faccia altre sciocchezze.
Come dire della tua amica che t'avrebbe accompagnato al cantiere.
Ho avuto paura.
Tu devi dire solo quello che ti dice l'avvocato!
- E basta! - Sì, papà.
- Anna, dove vai? - Esco.
Non ho più voglia di stare qua.
- [Antonio] Dove vai? - [Luciano] Avellino.
- [Filomena] E quando parti? - [Luciano] Praticamente subito.
Non preoccupatevi, torno spesso.
- Non c'è modo di evitarlo? - Ma come faccio?
Tu lo sapevi che parte militare?
Ma è il diario di Elisa quello?
Sì, mamma, io…
l'ho portato in procura, perché pensavo che potesse servire.
Ed è servito?
No.
L'hai letto?
Sì, mamma.
C'è altro che mi nascondete?
C'è altro che devo sapere?
No, mamma.
[musica malinconica]
[campane]
Ti sto portando al ristorantino che piace a te.
Che hai da guardare?
[Anna] Eh?
[Gianni] Non pensarci.
La polizia ha sentito Danilo ed è tutto a posto. No?
Finirà tutto presto, tranquilla.
Con mio fratello non è mai finita.
- Ehi, ciao. - Allora?
Andiamo.
Mi sono ricordata che conosco uno che è stato alle medie con Danilo.
Non lo sentivo da tanto, ho chiesto il suo numero in giro.
- Sono riuscita a parlarci. - Eh. Digli cosa ti ha detto.
Che non è la prima volta che Danilo finisce in mezzo a qualcosa di brutto.
- Ha fatto male anche a un suo amico. - Chi?
- Come si chiama? - Angelo. Non so dov'è.
Vediamo se qualcuno sa dov'è.
Cerco Angelo Brienza. Mi hanno detto che viene spesso.
Sì, è di là.
Grazie.
Angelo?
- Sì? - Sono Gildo Claps, il fratello di Elisa.
Lo so chi sei.
Lo sanno tutti, ormai.
Ti posso parlare un attimo?
M'hanno detto che Restivo ha provato ad aggredirti quando eravate ragazzini.
- E chi l'ha detto? - Non è importante.
- Ti hanno detto una cazzata. - Te lo chiedo per favore.
Potrebbe aver fatto lo stesso a mia sorella. Dimmi la verità.
È la verità.
Danilo non mi ha mai fatto niente.
[suona "Fiore bianco" di Matteo Buzzanca]
["Fiore bianco" di Matteo Buzzanca continua]
[Gildo piange]
["Fiore bianco" di Matteo Buzzanca continua]
Gildo.
Ciao.
È successo molti anni fa.
Eravamo io e mia cugina.
Ci ha detto che aveva un rifugio segreto.
Pieno di giocattoli.
Avevo 12 anni.
Gli ho creduto.
Ci ha portato nel seminterrato di una vecchia casa
e ci ha bendati.
E mi ha puntato un coltello qua.
Ho pensato che stessi per morire.
Ho pregato tanto perché finisse.
Mia cugina è riuscita a togliersi la benda e a spingerlo via.
Siamo riusciti a scappare non so come.
Ma perché non l'avete denunciato?
Suo padre ha pregato il mio di non farlo.
E io ho fatto finta di dimenticare questa storia, ma non è servito.
Certe cose non si possono dimenticare.
Dobbiamo dire tutto alla polizia.
Macché? Dai. Sarebbe la nostra parola contro quella dei Restivo.
- [Filomena] E quindi? - [Gildo] Niente.
Non possiamo fare niente.
Papà!
Papà! Ma che hai?
[Filomena] Antonio.
[Gildo] Oh!
- [Gildo] Ma che fai? - [Luciano] Papà, che fai?
- Fermalo! - Fermo!
- Fermalo, Luciano! - Papà!
- [Filomena] Antonio! - [Antonio] Lasciami!
- Antonio! - Fermo!
- L'ammazzo! - Fermati!
[urlando] Antonio!
Ha fatto del male a nostra figlia.
Che dovrei fare?
Non questo.
Non questo.
[musica triste]
Senti, Gildo, mamma e papà…
Ci penso io.
Tu pensa a stare bene.
E tu pensa a non fare cazzate.
Oh.
[campane]
- Lei che ci fa qua? - Le devo parlare.
Abbiamo interrogato diverse persone, tra cui anche un ragazzo albanese.
Un certo Eris Gega.
Pare conoscesse sua sorella Elisa.
Ha dichiarato che domenica mattina non era a Potenza,
ma alcuni testimoni l'hanno visto davanti alla chiesa della Trinità,
poco prima che Elisa scomparisse.
Può sembrarle il contrario,
ma noi abbiamo la sua stessa voglia di ritrovare Elisa.
Ci siamo intesi?
Va bene.
Io e te non ci siamo mai visti.
Grazie.
Che cazzo hai fatto a mia sorella? Eh?
Mi hai detto solo stronzate! Hai detto stronzate a me e alla polizia!
L'ho fatto perché ho avuto paura!
Nessuno crede a un albanese!
Nemmeno tu!
[suona "Fiore bianco" di Matteo Buzzanca]
[campane]
[Gildo] Non so cos'è successo a mia sorella.
Dov'è.
Se è ancora viva.
So solo che la nostra vita si è fermata quella domenica di settembre.
Però so anche che c'è qualcuno che conosce la verità
e che ha delle responsabilità in questa storia.
Qualcuno che non vuole parlare per paura.
È una famiglia rispettata, potente. Può fare paura.
Ma non a me.
E finché non scoprirò cos'è successo a mia sorella, qualunque cosa accada…
non mi fermerò.
Mi dicono che c'è una chiamata in diretta. Pronto?
Buonasera, sono Caterina e chiamo perché conosco Danilo Restivo.
Lo conoscono in molti e tutti lo sanno che è un ragazzo strano.
- Strano, in che senso? - Segue le ragazze.
E poi, gli piace tagliare le ciocche di capelli con le forbici.
L'ha fatto anche a lei?
A me no, ma conosco qualcuna a cui l'ha fatto.
Solo che non ne vuole parlare, perché ha paura.
Tutti hanno paura di lui.
No.
- Ma è vero che fai quelle cose? - Mamma, no.
Vattene in camera tua.
[uomo] L'ultima volta che ho visto mia madre era cinque giorni fa…
Antonio.
[uomo] Nulla faceva pensare che scomparisse così.
Forse la depressione di cui soffriva da un anno…
[musica triste]
Sono andato meglio della prima volta a Potenza, no?
Sì, decisamente sì.
A che ora ce l'abbiamo il treno domani?
Io alle 10:00. Tu non dovevi cominciare le lezioni a scuola?
No, domani no.
No, Irene. Hai già chiesto due settimane di permesso.
- Ho deciso di cominciare l'anno prossimo. - Non esiste.
- Domani cominci la scuola e basta. - Tu a me gli ordini non li dai.
Io parto con te.
Io ti amo a te, sai?
Pure io.
Andiamo.
Dunque…
Dalle prove e dalle testimonianze sin qui raccolte,
vista la chiusura delle indagini preliminari,
siamo giunti alla conclusione che la signorina Claps…
si è allontanata da casa volontariamente
e che nessuno degli indagati ha avuto ruolo nella sua scomparsa.
Ma state scherzando?
Tre diversi testimoni hanno dichiarato di aver visto Elisa Claps
uscire dalla chiesa dopo l'incontro con il Restivo
e salire su un'auto bianca guidata da un uomo che non conoscevano.
Sono stati pagati da Maurizio Restivo.
Mia figlia non se ne sarebbe mai andata, gliel'assicuro!
Signora, che vi posso dire?
Potenza è una città piccola.
E la vostra è una famiglia, direi, fin troppo presente.
Forse sua figlia ha sentito l'esigenza di rifarsi una vita.
Lontano da tutto e da tutti.
E francamente, la si può anche capire.
- Vergogna! - Mamma.
Vi dovete vergognare! Siete dei bugiardi e dei venduti!
- Mamma. - Siete voi i criminali.
Se è successo qualcosa a mia figlia, la colpa è soltanto vostra!
- Basta. Mamma, basta! - Soltanto vostra!
Dai!
Signora Claps!
Le indagini si possono sempre riaprire.
Anzi, se doveste scoprire qualcosa, qualunque cosa,
contate pure su di me.
Arrivederci.
Andiamo.
Scusami.
Ma scusa di che? Eh? L'avrei voluto fare io.
Non c'è niente di cui ti devi pentire.
E invece sì.
Mi dovevo mettere il tacco più alto.
Dai.
[musica inquietante]
- Ciao! - [Irene] Va bene?
- [Filomena] Anche più spesso. - Sì?
- [Filomena] Sì. - [Irene] Le dobbiamo friggere?
- Ciao, papà. - Ciao.
- [Filomena] Pure un po' di più. - Ok.
- Ehi. - [Irene] Gildo.
Sto imparando i segreti di tua madre in cucina.
- Ma quali segreti? È più brava di me. - Insomma.
[squilli del telefono]
- Quindi sei più brava di lei? - No…
Pronto? Chi è?
Che cosa?
E dov'è?
Dove tenete mia figlia?
Pronto?
Pronto?
L'hanno rapita.
Hanno rapito Elisa.
Ma dicono che è ancora viva.
Sottotitoli: Costanza Colombo
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