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Original subtitles

Io la speranza ce l'ho,

però più passa il tempo

e meno ci credo, Marina.

Vedo gente che è rotta dentro,

come un piatto di coccio.

È vero, Valentino.

Dico sempre: "Meglio la miglior solitudine alla peggiore unione."

D'accordissimo con te, Marina.

Io ho avuto figli di generazioni molto diverse.

- Enea ha quasi 30 anni, Brenno 16. - 16.

Quando l'ho avuto, avevo quasi 45 anni.

Quando lo accompagnavo all'asilo,

vedevo delle coppie giovanissime, ma... spente.

- Spente. - Incredibilmente spente.

- Se li incontro oggi, sembrano dei morti. - Dei morti.

Sono molto più vecchi di me.

- Così non ha proprio senso. - No, non ha alcun senso.

Relazioni del genere non hanno senso,

anche perché la vita è una soltanto.

- Vivere è un miracolo. - Eh.

L'uomo, l'essere umano da solo ha possibilità infinite.

Può fare tantissime cose.

Non ha senso avere qualcuno accanto che è una zavorra, che ti frena, che ti fiacca.

Sì, che ti livella,

che ti costringe a vivere dei dubbi che da solo neanche avresti.

Eh.

Mille volte meglio stare da soli.

Io perché ho incontrato Celeste, ma se tornassi indietro,

se non incontrassi ancora Celeste, io farei una meravigliosa vita solitaria,

viaggiando, girando il mondo.

La famiglia borghese è una cosa che a me terrorizza, Marina,

perché l'ho subita.

Mio padre è al quarto matrimonio e mamma al terzo.

A proposito, come sta mamma ?

Sempre il solito.

Mi dispiace.

A me non dispiace neanche più.

Ho capito che la depressione

è come se le desse uno scopo,

sopportare la vita.

Quasi la invidio.

Tuo padre è al quarto matrimonio ?

- E zio al quinto. - Cinque ?

Di fronte a me, Marina,

ho solo esempi di pluridivorziati.

Le alternative per me sono due,

o il percorso individuale

o il percorso clanico.

- (Valentino) "Clanico" ? - Clanico.

Da "clan".

Nel senso di un gruppo di persone strette da interessi comuni

che hanno uno scopo

e schiacciano anche i sassi per raggiungerlo.

(Enea) Se la famiglia è un clan, allora ha senso, altrimenti no.

Noi siamo un clan, mamma ?

- Dov'è papà ? - Papà dorme.

- (Enea) "Dorme" ? - Sì, vi presentate alle 23.

- Lui si alza all'alba. - "Lui si alza all'alba".

- Anch'io mi alzo all'alba. - Anche lui si alza all'alba.

Anch'io mi alzo all'alba.

- Andiamo ? - Un brindisi.

- (Valentino) Sì. - All'alba.

- (Marina) Io no. - (Enea) Uno.

- (Marina) No. - Ne facciamo due io e te.

- (Marina) "Due" ? Siete impazziti. - Due.

- (Marina) Hai bevuto troppo. - Il vino l'ha bevuto tutto lui.

- (Valentino) Sì. - L'ha bevuto lui.

(Valentino) Due forse sono troppi, magari... facciamo uno e mezzo ?

"Uno e mezzo".

Facciamo uno e mezzo.

Ci dividiamo questo ?

Al clan.

Al clan.

(FA UN RUTTO)

C'è una volpe.

Ah !

(Fabrizio) Che è successo ?

Enea ?

Che è successo ?

(Enea) Mi ha cacato in faccia un gabbiano.

- Che ? - Mi ha cacato in faccia un gabbiano.

(Fabrizio) Ti devo... La lezione più l'altra cosa sono 280 euro, giusto ?

(Enea) Fai 250, Fabrizio.

Mi togli la lezione ?

Ti è rimasto un cuore, allora.

Sporco di merda, sì. (EVA ANSIMA GIOCANDO)

Ehi.

(EVA ANSIMA GIOCANDO) (Fabrizio) Ehi !

(Fabrizio) Tieni.

Vabbè, allora io vado.

Wow ! Sopra i campi da tennis era pieno di gabbiani.

- È normale, lì ci sono sempre la mattina. - È normale ?

- Che fai ? - È il rito.

Mica siamo nel Medioevo ! Stiamo nel Medioevo ?

Il tuo primo volo in solitaria, devi essere battezzato.

Uno, due...

- (Pilota) Ora sei un pilota, ricchione. - Allora baciami.

Bravo, bravo davvero.

(BACI)

(Pilota 2) A me mi baci ?

"A me mi" non si dice.

(BACI)

(EVA ANSIMA GIOCANDO)

(EVA ANSIMA GIOCANDO)

Fino a 6.000.

"Fino a 6.000"...

"Fino a 6.000"...

- (Uomo) Ciao, Enea. - (Enea) Avvocato.

- (Enea) Come va il polso ? - (Uomo) Meglio, grazie.

(Valentino) Ho sorvolato il circolo.

(Probiviro) All'età tua mio nonno sorvolava l'Atlantico.

All'età tua mio nonno era già mio nonno.

Ti, ti, ti, ti, ti, ti, ti, ti, ti, ti.

Vedo.

- (Enea) Avvocato, quanto c'è sul tavolo ? - 6.000.

Cosa abbiamo, maresciallo ?

- Bastardo, pezzetto di merda. - Hai capito Valentino ?

Porca mignotta !

(CANZONE: "HEAVEN IS A PLACE ON EARTH" DI BELINDA CARLISLE)

"Tenemos" un "problemito" al ristorante.

(Enea) Che c'è al ristorante ?

Ti ricordi Samir, il lavapiatti licenziato ?

Rubava le mance.

Dice che lo chef si incula i salmoni.

Che vuol dire che si incula i salmoni ?

Samir dice che lo chef mette il cazzo in bocca ai salmoni.

In che senso ?

Gli mette il pesce in bocca. Capisci ?

Araki mette il cazzo in bocca ai salmoni ?

- Sì. - Perché ?

Così dice Samir.

Penso che lo dica per infangarlo, ma...

- Bizzarra come storia. - (Valentino) Io indagherei.

Potremmo mettere delle telecamerine, non so.

Oggi al campo due c'era una ragazza bellissima.

- Che c'entra ? - (Enea) Non c'entra un cazzo.

Eva.

- (Enea) Si chiama Eva ? - Sì.

(Valentino) È figlia di uno che fa il vino, è diventato socio da poco.

(VOCE INDISTINTA)

- (Gabriel) Bravo. - (Valentino) C'è Gabriel.

- Ciao. - (Enea) È entrato con la macchina.

- Non ti vedo da un po'. - (Valentino) Che casino.

(Sandro) Ho avuto il Covid.

- (Enea) Ga'. - Bella, Enea.

(BACIO)

- (Enea) C'è Sandro. - (Gabriel) Sì.

- (Enea) Con chi sta ? - Con una mignotta. È polpo ?

- (Enea) Orata. - (Valentino) Triglia.

- (Gabriel) Cos'è ? - (Enea) Orata.

(Gabriel) È triglia, taglio.

- (Valentino) Questo è un tonnetto... - (Enea) Bomba.

- (Gabriel) Questo è baccalà ? - (Enea) Che vino fa ?

(Valentino) Sai come fanno questi, bianco, rosso.

- Senza solfiti. - (Enea) Frizzante.

(Gabriel) Giordano ha chiesto di voi.

- (Valentino) Di noi ? - Sì.

(VOCE NON UDIBILE)

Mmh ?

- Quanti chili sono ? - (Gabriel) Non me l'ha detto.

Perché proprio noi ?

- (Gabriel) Perché siete incensurati. - Pure tu sei incensurato.

Che cazzo ne so ? Vuole vedere voi due.

Domani pomeriggio.

- Quante domande ! - (Valentino) Io non posso.

- (Valentino) Ho lo psicologo. - Lo pisci lo psicologo.

- Non posso assolutamente. - (Enea) Non può.

- (Gabriel) Ci vai tu. - (Enea) Ci vado io.

(CELLULARE)

Brenno ? Ma non stai a scuola, scusa ?

(Enea) Chi ti ha tirato un pugno ?

Vai in classe, Brenno !

E...

Brenno, vai in classe ! Che fai in bagno ? Perché piangi ?

- Gli hanno menato ? - (Enea) Perché un pugno ?

- (Valentino) Educativo. - Ah, hai visto ?

(TICCHETTIO DI OROLOGIO)

Tu hai bruciato la bandiera della Germania ? In classe ?

(Simone) La professoressa poi mi ha sospeso.

Eh...

Simone, tu hai una capacità abbastanza speciale,

di avere delle idee, no ?

È la cosa più difficile.

Dovresti imparare quella più facile, cioè spiegarle,

senza bruciare le bandiere o urlare.

(Simone) Ho cercato di spiegare le mie idee, ma la prof non le ascolta.

I tuoi voti quest'anno sono molto buoni.

Come mai ?

(Simone) I voti sono la droga che ci danno

per non farci un'opinione, Madonna puttana.

(CINGUETTIO DI UCCELLI)

Allora, facciamo così, prendi questo foglio e piegalo a metà.

A sinistra metti le cose belle e a destra le cose brutte.

(Simone) Perché a sinistra belle e a destra brutte ?

Vabbè, decidi tu, basta che non le metti insieme.

- Inizia da quelle belle. - (Simone) No, da quelle brutte.

Inizia da quelle brutte.

(Marina) Ora vado a presentarvi con tutto il cuore, perché mi fa piacere averlo qui,

l'autore di "Torneranno i baci", Oreste Dicembre.

Oreste, tu nella prefazione scrivi una cosa bellissima,

che ovviamente adesso non trovo.

Eccola.

"Quella di Vicente è la storia di un uomo cattivo,"

"una storia di sangue, di battaglie e smarcamenti."

"Una storia di coccodrilli in salotto e ville abbandonate,"

"di uomini sepolti vivi e soldi bruciati."

"È la storia di un uomo che ha guardato il male fino a non poterne più."

"È la storia di una redenzione capace di ispirare anche a libro concluso,"

"mostrando come ovunque, tra gli infiniti capricci del diavolo,"

"luce e giustizia possano trovare vittoria, sempre."

Secondo te, chi dovrebbe leggere questo libro ?

Se tu dovessi consigliarlo a una persona in particolare

o a un gruppo di persone...

I giovani, spero lo leggano i giovani.

(Oreste) La prima volta che ho incontrato Vicente,

lui mi disse: "Hice lo que hice porque no sabía leer."

"Ho fatto quello che ho fatto perché non sapevo leggere."

Stiamo parlando di un uomo vissuto in condizioni di povertà estrema.

Il padre è un contadino.

Non appena ha compiuto l'età giusta per poter lavorare nei campi,

lo ha strappato alla scuola.

(Marina) Quando l'ha incontrato l'ultima volta ?

(Oreste) Qualche mese fa.

Portavo le bozze in un carcere di massima sicurezza del Colorado.

Guardando il soffitto, lui mi ha detto:

"Oreste, ningún penitenciario debe construirse"

"de tal manera que impida a un recluso"

"cualquier débil esperanza de poder escapar."

"Nessun penitenziario dovrebbe essere costruito"

"in modo tale da precludere a un recluso"

"la possibilità di sperare di potere evadere."

(Marina) È quasi magico scoprire

come questi personaggi abbiano poi

uno spessore direi quasi drammaturgico.

Adesso è arrivato il momento delle domande.

Ragazzi, allora... Filippo ?

(Filippo) Alla fine del libro parli di Cristoforo Colombo,

quello che ha scoperto l'America, vero ?

(Enea) Che ti ha detto ?

Che sei un pezzo di merda figlio di puttana.

- Ha detto questo ? - (Marina) Sì.

Mi ha difeso, quindi ?

Il giorno in cui tu intervisti il padre, il figlio mena a lui ?

Siamo una famiglia di birilli. Tu che gli hai fatto ?

- L'ho buttato per terra. - Ah. La gara non è a chi mena di più.

Lui non deve permettersi di metterti le mani addosso.

Il discorso è un altro, Brenno.

Lo sai che questo giornalaio diventa socio al circolo ?

Lo so, lo so.

- Ci diventa sicuro. - Eh !

Più fanno i buoni e più stanno in mezzo ai soldi.

- Non bere così tanto. - Ehi !

- No ! No ! - Rimettilo qui dentro.

- Dai, un goccio lasciamelo ! - No ! Lascia, leva.

- Hai rotto il cazzo. - Un goccio.

- Ci hai messo il ghiaccio ? - No, non mi serve.

Mettici il ghiaccio. Marycell ! Marycell !

(Marina) Marycell è a Manila, se ne è andata.

- (Enea) Dov'è ? - (Marina) A Manila.

- (Enea) Può farlo ? - No, ma l'ha fatto.

(Enea) Non deve farlo. La richiami, mamma.

- Ma se sta a Manila ! - (Celeste) Eh ?

(Enea) Chi conosce questo Fiore ? Perché parla di me ?

(Celeste) Brenno parla sempre di te con gli amici, sei il suo idolo.

Se Fiore offendeva me o mamma, non gliene fregava niente.

Tu sei la sua resistenza.

Lui riesce a resistere alle difficoltà della sua vita

solo introiettando la tua figura, lo capisci ?

(RONZIO) (Enea) Lo capisco. L'ho capito, ma...

- Stronza ! - Ci prenderà la malaria.

- (Marina) Mi sta massacrando. - È pazza.

Non si riesce a fare un discorso finito.

- Mi sta massacrando, l'ho persa. - Leva quel bicchiere.

- Allontana quel bicchiere. - (Enea) Tienila su uno sfondo bianco.

Tienila su uno sfondo bianco, sennò la perdi.

- Fermo, la vedo. - (Enea) Come la vedi da lì ? Scemo !

- (Brenno) Fermo. - (Enea) È sulla maglia ?

No, è lì, è proprio lì.

Oh, hai rotto il cazzo.

Oh ! Porco Dio, che cazzo mi tocchi ?

Buoni, vi fate male ! Fermi.

- Vi fate male. - Non mi devi toccare.

- Buoni. - Vaffanculo.

- (Enea) Oh ! - (Celeste) Vi fate male !

- (Enea) Hai rotto il cazzo ! - (Celeste) Fermo ! Mettiti seduto !

Mettiti seduto.

Hai rotto il cazzo, Brenno.

Hai rotto il cazzo.

- Siediti, scemo ! - Basta, basta, basta.

Basta, basta.

- Testa di cazzo. - Non ti sento.

Che lavoro fai ?

(Enea) Perché me lo chiedi ?

Così.

Ho un ristorante di sushi.

- (Eva) Quale ? - Sushi Sam.

(Eva) Sushi Sam è tuo ?

Sushi Sam è mio e lo sapevi.

(Eva) No, non lo sapevo.

Adesso lo sai.

Mmh.

(Enea) Io ho la sensazione di averti già vista.

Forse da Sushi Sam.

- Sono venuta un paio di volte. - (Enea) No.

- "No" ? - (Enea) Non ti ho mai vista.

Le persone che vedo me le ricordo tutte.

Non ti ho mai vista.

- (Eva) Perché dici di avermi vista ? - Perché sei bella.

Quindi ?

(Enea) Penso spesso alle ragazze belle.

Le ragazze belle rendono la vita leggera, come le nuvole.

(Enea) Come un treno di nuvole.

"Un treno di nuvole", eh ?

E tu come ti consideri, bello o brutto ?

- Bello. - (Eva) "Bello" ?

Bellissimo.

Di ragazzi belli e intelligenti come me ogni 100 anni ne nascono.

Beh, siamo fortunati, allora ! (ENEA RIDE)

- Mmh. - Non sto scherzando.

- Sì, sì. - (Enea) Tu che lavoro fai ?

(Eva) Tu perché me lo chiedi ?

Mia madre cerca una filippina.

Vivi ancora con i tuoi, coglione ?

No.

- Vivo da solo. - Dove ?

Vicino.

(CELLULARE)

(Enea) Pronto ?

(Enea) Giordano, ciao.

- (Giordano) Quanti anni avete ? - (Valentino) Quasi 30.

(Giordano) All'età vostra ero in galera da un pezzo.

Dovete essere consapevoli dell'occasione che vi stiamo offrendo.

(Enea) Perché proprio noi ?

Tu hai la faccia troppo intelligente per fare queste domande.

(Valentino) Allora posso farla io ?

- (Giordano) Di'. - (Valentino) Perché proprio noi ?

(Giordano) Uno, perché non avete la faccia da pagatori.

Due, mi sembrate fortunati. Tre, il 5% ve lo portate a casa voi.

Sono tanti soldi, non li possiamo tenere a casa.

Perché, vi ho detto di tenerli in casa ? Scendi dalla macchina.

- (Valentino) Devo scendere ? - Sì, dalla macchina.

Se stavi su un albero, ti dicevo di scendere dall'albero.

(Giordano) L'hai letto quello ?

(Enea) No.

(Giordano) Tu leggi poco, mi sa, vero ?

Quando ero piccolo, leggevo di più. Adesso non ho mai tempo.

- (Enea) A me piaceva leggere. - Peccato, è un libro bellissimo.

È la storia di Vicente Lima, è il mio bandito preferito.

Il padre a sei anni l'ha tolto dalla scuola.

Voleva fargli fare il contadino come lui. Non gli ha mai dato un bacio.

(Giordano) La famiglia è importante.

A proposito, vedo sempre il programma di tua madre.

Una sigletta scadente, ma la televisione italiana funziona così.

(SVEGLIA)

- (Celeste) Brenno ? - (Brenno) Oh ?

- È tardi. - Due minuti.

- Andiamo. - Mi dai 20 euro per la colazione al bar ?

- "20 euro" ? - Eh.

Che fai, fai la colazione al ristorante ?

Tieni, 5 euro bastano.

(Voce sintetica) Adesso rilassati, fino a diventare un lenzuolo.

Adesso rilassati, fino a diventare un lenzuolo.

Aspetta.

- (Voce sintetica) Ascolta il respiro. - Tieni.

(Voce sintetica) Visualizzalo fluire e viaggiare nel corpo.

Segui l'aria entrare nelle narici, allargare i polmoni...

Ciao. (BACIO)

- (Voce sintetica) Scendere nella pancia. - (insieme) Ciao.

(Voce sintetica) Adesso rilassati, fino a diventare un lenzuolo.

Adesso rilassati, fino a diventare un lenzuolo.

Stai per diventare un elemento bianco,

un elemento bianco e morbido.

(Voce sintetica) Abbandona l'aria vecchia.

Abbandona l'aria vecchia.

Abbandonati, abbandona l'aria vecchia.

Adesso sei un lenzuolo.

(CANZONE: "FOREVER YOUNG" DI BERNHARD LLOYD, FRANK MERTENS E MARIAN GOLD)

Forza, basta. Oh, devi andare a casa !

Oh, bello !

- Com'è andata ? - Bene.

- Poi mi racconti. - Dov'è il sola ?

- È tutto sudato. - Sì ?

È dentro. È fosforescente, ha una faccia così.

- C'è Stefani', fallo entrare. - Va bene.

- Dai. - Puoi entrare.

- Col cazzo ! - Col cazzo ! Vai, Stefani' !

Dovete andare a dormire, basta !

- Ciao, Enea. - Ciao, Enea.

- Ciao, Enea. - Ciao, Enea.

- (insieme) Ciao. - Ciao, Enea.

(Enea) Bella.

- Come ti chiami ? - Eh ?

Qual è il tuo nome ?

Te l'ho detto quattro volte, Kimberly.

"Kimberly"...

Sembri un pandoro senza zucchero.

- Mmh ? - Sembri un pandoro senza zucchero.

- Bella, Enea ! - Bella, Giu !

- (Enea) Ciao. - Ciao.

- Ciao, Enea. - Ciao, Enea.

- Guarda chi c'è ! - Grande !

- Come andiamo ? - Bene.

Ciao, Giova'.

Hai rotto il cazzo con questo cane.

- Scusa. - Te lo porti sempre, non possono entrare.

Goran ! I cani non possono entrare, gli fanno male i timpani.

Questo deficiente entra sempre con il cane, ha rotto il cazzo.

- Ciao, Enea. - (Enea) Ciao.

Com'era ? Buona ?

(insieme) Eh !

(MUSICA ELETTRONICA)

(insieme) Eh ! Eh ! Eh !

(insieme) Eh ! Eh ! Eh !

(FISCHIO)

- (Kimberly) No. - (Valentino) Tieni il resto.

- Tana per Valentina. - Ciao, amo'.

- Oh, Kimberly ! - Vi conoscete ?

(Enea) Certo che conosco Kimberly.

- È bellissima. - Addirittura ?

L'abbiamo imbottita Kimberly. Chi sono queste ?

- Mandale via. - Dobbiamo fare una riunioncina.

- Vi diamo fastidio ? - Non rompere.

- Fuori dal cazzo, per piacere. - Dai !

L'ho vista.

La Madonna ?

Valentino, 300 kg di Madonna.

Madonna golosa ?

Molto golosa.

Va fatto.

Voglio cantare.

No.

- Voglio cantare. - No.

Sì, ti prego.

- (Valentino) Me la metti ? - Marco, buttalo in piscina, ti prego.

(CANZONE: "SPIAGGE" DI RENATO ZERO)

(Valentino) # Spiagge

# Immense e assolate

# Spiagge già vissute

# Amate e poi perdute

# In questa azzurrità

# Fra le conchiglie e il sale

# Tanta la gente che

# Ci ha già lasciato il cuore #

Basta, non entra più nessuno !

Nemmeno la fregna entra ! Dovete andare a casa !

Non ti posso fare un cazzo, dovete andare a dormire.

Mandameli tutti a casa, basta.

- Ho gli amici al tavolo ! - Che cazzo fai ?

- Ho gli amici al tavolo ! - Te li vuoi mangiare ?

- Oh ! - Basta, dovete andare via.

Non vi voglio più vedere.

(in sottofondo) # Un'altra vela va

# Fino a che non scompare

# Quanti i segreti che

# Appartengono al mare

# Un'altra estate qui e un'altra volta qui

# Più disinvolta e più puttana che mai

# Mille avventure che non finiranno

# Se per quegli amori esisteranno nuove

# Spiagge

# Dipinte in cartolina

# Ti scrivo, tu mi scrivi

# Poi torna tutto come prima

# L'inverno tornerà

# Tra la noia e le piogge

# Una speranza c'è

# Che ci siano nuove spiagge #

- (Ilaria) Buongiorno, Dragone 18. - Buongiorno, Ilaria.

- Tutto bene ? - Tutto bene, grazie.

Lei oggi ha la 406.

Sì, deluxe.

Sì, è una suite deluxe. Le prendo le chiavi.

Due specchi, vero ?

Con due specchi.

Anzi, con tre specchi.

Meglio così. Volevo chiederle una cosa. Le stanze, quando entro, sono impeccabili.

- (Ilaria) Mi fa piacere che l'ha notato. - Chi le pulisce ?

- (Ilaria) Le inservienti. - (Celeste) Non le ho mai incontrate.

È nostra premura non farle incontrare con i clienti.

Perché ?

Beh, la riservatezza è la prima cosa che pretendete, no ?

Io non pretendo più niente, Ilaria.

La nostra filippina storica se ne è andata

e non tornerà più.

(Celeste) Mia moglie cerca una sostituzione da un mese, ma...

- È un periodo molto strano. - (Celeste) È questo !

È un periodo strano.

Ho un albero dentro casa, pensi.

Mi è crollato in casa.

Evidentemente, perché nessuno lo puliva più...

(SOSPIRA)

Una palma.

Le andrebbe bene anche un uomo ?

(Celeste) Sì, perché ?

Una mia amica ne conosce uno bravissimo, l'ha avuto dentro casa.

Era una casa impegnativa, era bella grossa.

Poi ha scoperto chi era e l'ha dovuto cacciare.

Perché, chi era ?

(Ilaria) Ha presente il caso del giovane badante

che uccise la contessa di Trigoria ?

- Sì. - (Ilaria) Lui.

- Lui ? - Lui.

Vabbè, forse è un po' troppo.

Meglio un albero in casa che l'assassino.

(CANZONE: "MY ONE AND ONLY LOVE" DI JOHN COLTRANE E JOHNNY HARTMAN)

Sembra un campo di concentramento.

(Celeste) Cosa ?

Roma, dall'alto.

- (Valentino) Hai la testa brillante. - Io ?

(Valentino) Sì.

Anche tu.

(Valentino) Hai una cosetta che brilla tra i capelli.

Circa lì.

Ti fa sentire libero ?

- Che cosa ? - Volare.

No, starsene là sopra in mezzo alle nuvole

non fa sentire liberi.

No ? Perché ?

Perché se cadi, muori.

(TICCHETTIO DI OROLOGIO)

(Valentino) Tutto da lassù mi sembra avere uno scopo.

(Celeste) E qual è il tuo scopo ?

Ogni tanto stacco le mani dalla cloche.

Chiudo un occhio

e con l'indice e il pollice mi metto a schiacciare tutti i palazzi.

Roma sembra così piccola, vista da lassù,

che potrei prenderla in mano.

Questo è il mio scopo.

Dobbiamo partire di notte.

È pericolosissimo, mi puoi cecare.

(APPLAUSI)

È notte.

(Oratore) Tutti voi conoscete...

Tutti noi conosciamo il giornalista Oreste Dicembre.

Fin dai tempi della guerra nei Balcani

ha portato nelle nostre case una luce di verità.

La tenacia, la passione, il coraggio persino, con i quali...

- Dov'eri ? - Mmh ?

- Dov'eri ? - Guardavo il fiume.

Stavo guardando il fiume.

(Oratore) Disegnano un profilo impeccabile,

a riparo da qualunque critica.

Un intellettuale, un giornalista

che con i suoi libri e le sue inchieste ha saputo combattere...

- Falla finita. - Eh ?

Falla finita.

In questi giorni ho avuto modo di conoscerlo e di parlargli a lungo

e sono certo che il suo valore umano e professionale

darà ulteriore lustro a questo nostro circolo.

I nostri soci sanno quanto ami dilungarmi,

quanto possa essere prolisso e quanto possa annoiarmi di me stesso,

come sta accadendo in questo momento, quindi chiudo.

Sono veramente felice, amici e amiche,

di dare il benvenuto a un nuovo socio del Tevere Country Club, e che socio !

Oreste Dicembre. Vieni, Oreste, sei tra amici.

(APPLAUSI)

Sono stato in Iraq, a Sarajevo, in Afghanistan...

- Livia ? - Sì ?

- Salve, sono Enea. - Buonasera.

Salve. Suo figlio ha dato un pugno in faccia a mio fratello.

- Perché gli hai dato un pugno ? - Chi è questo ?

- Non ne ho idea. - Chi sei tu ?

Perché gli hai dato un pugno ? Eh ?

Se c'è qualcosa che mi fa più paura della guerra, quello è lo sport.

(RISATE)

- (Oreste) Più di guerra e sport... - Che cazzo tiri i pugni ? Scemo.

Se c'è qualcosa che mi fa paura, quella è mia moglie.

(VOCI NON UDIBILI)

Lei mi ha convinto a iscrivermi a questo club.

Mi ha strappato l'infame promessa di fare i corsi di canoa con voi.

Lei mi ha fatto smettere di fumare e di sminare.

Forse la sua unica vocazione, alla fine, è quella di uccidermi.

(RISATE)

- Benvenuto. - Grazie.

Grazie a te.

(VOCI NON UDIBILI)

(RINTOCCHI DI CAMPANA)

(VOCI NON UDIBILI)

(Cantante) # E ballerai

# Finché vedrai

(insieme) # Sventolar bandiera gialla

# Tu saprai che qui si balla

# E il tempo volerà

# Saprai

# Quando c'è bandiera gialla

# Che la gioventù è bella

(Cantante) # E il tuo cuore batterà

# Sai, quelli che non ci voglion bene

# È perché non si ricordano di esser stati #

Bella, Franceschi' ! Sempre più pelato.

Saretta, come andiamo ?

Stefani', fatti un'altra canna. Come stai ? Col pennacchio ?

Alex, ti hanno truccato, eh ?

(insieme) # Finché vedrai sventolar bandiera gialla

# Tu saprai che qui si balla #

(VOCI INDISTINTE)

# E il tempo volerà

# Saprai

# Quando c'è bandiera gialla

# Che la gioventù è bella #

Uh !

# E il tuo cuore batterà #

- (insieme) Eh ! - (Cantante) Ancora !

(insieme) # Finché vedrai sventolar bandiera gialla

# Tu saprai che qui si balla

# E il tempo volerà

# Finché vedrai sventolar bandiera gialla

# Tu saprai che qui si balla

# E il tempo volerà

# Saprai

# Quando c'è bandiera gialla

# Che la gioventù è bella

# E il tuo cuore batterà #

# Finché vedrai sventolar bandiera gialla

# Tu saprai che qui si balla

# E il tempo

# Volerà #

(insieme) Eh ! Eh ! Eh !

(CANTANTE ARROTA LA "R")

Veronica, come stai ?

Grazie per i fiori,

ma purtroppo ho un virus al telefono che blocca...

Sì, un virus al cazzo.

Se ti ritrovi bloccata, è questo cazzo di virus, che risolverò.

Grazie per i fiori, a presto. Ciao, Vero.

- Ragazzi, veloci, prima che torni Eva. - Da quanto la frequenti ?

- Da un quarto d'ora. - Da una settimana.

Dove l'hai conosciuta ?

- Al circolo. - Al supermercato.

- Non fare il coglione, Valenti' ! - "Al supermercato"...

- Diventerà tua moglie, purtroppo. - Ti sposi ?

- Ma che moglie ? - L'ho capito.

Da che l'hai capito ?

- Non pippa più, da quando la conosce. - È grave !

- Siamo vecchiarelli. - Ma che stai dicendo ?

- Basta pippare. - Quanta ne hai smerciata oggi ?

(sottovoce) 30 kg.

Non ci credo.

- Dillo a lui. - La vuoi una chiesa ?

- Te la regalo. - Adesso ti spiego una cosa.

Nei locali che gestisco io vi do carta bianca.

Spengo le telecamere ed entra solo gente che compra.

Devi spiegarmi come cazzo hai fatto a piazzare 30 kg in un giorno !

Parla piano !

(insieme) # Centotrenta chili

# Splendida regina

(Cantante) # E rum, e rum

(insieme) # E rum e cocaina

(Cantante) # E rum, e rum

(insieme) # E rum e cocaina

(Cantante) # E rum, e rum

(insieme) # E rum e cocaina #

Eva ?

(BACI)

(BACIO)

(ANSIMANO)

(BACI)

(RINTOCCHI DI CAMPANE)

(SUONA "SPIAGGE" DI RENATO ZERO)

(Valentino) # Spiagge

# Immense e assolate

# Spiagge già vissute

# Amate e poi perdute

# In questa azzurrità

# Fra le conchiglie e il sale

# Tanta la gente che

# Ci ha già lasciato il cuore

# Spiagge

# Di corpi abbandonati

# Di attimi rubati

# Mentre la pelle brucia

# Un'altra vela va

# Fino a che non scompare

# Tanti segreti che

# Appartengono al mare #

(Enea) Brenno, che cazzo ci fai qui ?

- (Brenno) Che ci fai tu qui ? - (Enea) Perché non sei a scuola ?

- (Brenno) C'è l'assemblea, papà lo sa. - (Enea) Entra dentro, che fai qua ?

Anche io non andavo mai a scuola.

Lui ci va a scuola.

- (Eva) Mmh. - (Enea) Solo oggi non ci sei andato, no ?

- (Enea) Perché non ci sei andato ? - Stavo male.

- Ah. - Stava male.

Mmh.

- E che avevi ? - (Brenno) Avevo mal di pancia.

- (Enea) Stamattina stavi bene. - Non rompere il cazzo, stavo male.

- Allora dillo a mamma e non ti ci manda. - (Brenno) Non rompere.

- Eh, allora... - (Brenno) Eh.

- Posso l'ultimo polletto ? - (Eva) Sì.

- Grazie. - (Enea) Sai Batman come li mangia ?

- No, non lo so. - (Enea) Te lo faccio vedere.

- Vuoi il polletto in mano ? No. - Non me lo mangio, giuro su mamma.

- (Brenno) Giuri su mamma ? - Sì.

- (Brenno) Stai giurando su mamma. - (Enea) Sì, giuro che non lo mangio.

- (Enea) Non lo mangio. - Hai giurato su mamma.

- (Enea) Batman, essendo un pipistrello... - Mmh.

I polletti, mentre svolazza, non se li mangia.

- Che fai ? - Non li mangia.

- Hai giurato su mamma ! - Ho giurato...

Vaffanculo e vaffanculo pure a te, coglione.

- Giuri su mamma e butti il polletto ? - Che incubo essere fratelli minori.

- Vaffanculo. - Chiedi scusa.

- No, non le chiedo scusa, vaffanculo. - Ho giurato su mamma...

- Scusa, scusa. - Devi imparare ad ascoltare.

- Zitto. - Ho giurato su mamma...

- Stai zitto ! - Calmo.

- Ho giurato su mamma che non lo mangiavo. - Vaffanculo.

- Hai lanciato il polletto. - (Enea) Devi imparare ad ascoltare.

Sei nervoso, non va bene.

- (Eva) Che classe fai ? - (Enea) Il terzo anno di liceo.

- (Eva) Dove ? - In una scuola americana di merda.

Lo fai parlare ? Mmh ?

Faccio la Saint Vincent.

- (Enea) Un istituto per scimpanzé. - (Brenno) Zitto, imbecille.

Perché siete vestiti come due coglioni ?

Che ti sei fatto in faccia ?

(Eva) Mmh ?

- (Enea) Un amico gli ha tirato un pugno. - (Eva) Perché ?

(Enea) Brenno l'ha spinto e questo gli ha tirato un pugno.

- (Enea) Questo è un deficiente. - (Eva) Perché l'ha spinto ?

(Enea) Diceva che sono un figlio di puttana.

- (Eva) Tu ? - (Enea) Sì.

(Eva) Vabbè, ti ha difeso.

(Enea) Sì, ma era meglio se non lo faceva.

Si mette a litigare con i giganti di 2 metri.

Finché ti arriva nell'occhio, ok, ma se ti prende un dente...

Non ha senso. Se puoi evitare, evita.

Capito, Brenno ?

Diceva che sei un figlio di puttana

che vende la droga ai ragazzi e li ammazza.

Beh, ha detto una cazzata.

(MOTORE DI AEREO)

(PARACADUTE CHE SI APRE)

(VERSO DI GABBIANI)

(RINTOCCO DI CAMPANA)

(VOCIARE INDISTINTO)

Oh.

Ciao, Giordano.

L'amico tuo ?

Sta male.

- Che ha ? - La madre sta male.

- Ahia. - (Enea) Eh.

- Cancro ? - (Enea) No, no, peggio.

(Enea) Si è buttata giù dalla finestra, era depressa.

Questa cazzo di depressione...

Fa un sacco di vittime.

- (Enea) Che poi è una cosa invisibile... - (Uomo) E non è morta ?

No, non è morta, però insomma...

Voi che ci fate con i soldi ?

- Orologi. - (Giordano) "Orologi" ?

Orologi.

Se posso darti un consiglio, amico mio,

macchine elettriche, bioscienza, immondizia...

- (Enea) Ce l'ho una macchina elettrica. - Per fare che ?

Almeno posso entrare nel centro di Roma.

- Sì, ma non una, parlavo di investire. - Intanto una, Giordano, poi...

(Giordano) Sei stanco, eh ?

- (Enea) Sono stanco. - Guarda che occhi.

Dormo quattro ore a notte.

Poi ho dolori strani. Se mi premo la testa qui, ho un dolore fisso.

Sono cose di nervosismo.

(Giordano) Eh. Questo pane è duro, amico mio.

Per diventare ragazzetti ci vogliono i peli sul pisello.

Per diventare uomini

ci vogliono le occhiaie che hai tu.

E per diventare vecchi ?

L'amore.

Per diventare vecchi ci vuole solo l'amore.

(Giordano) Ce l'hai una ragazza ?

- Sì. - (Giordano) Le vuoi bene ?

Veramente ?

(Enea) Veramente.

- Facci un figlio, che aspetti ? Baciala. - Eh, ma...

Falla stare bene sempre.

Non ti devi mai vergognare di baciare chi ami, mai,

perché la vita non dura tutta la vita,

la vita dura fino a che sei giovane.

Poi inizia un'altra cosa.

Se non hai nessuno da baciare vicino,

diventi matto.

Per questo la gente si butta dalla finestra

e non riesce nemmeno a morire.

Lo sai perché ?

- Mmh ? - (Enea) Perché vivono al piano terra.

No, perché già sono morti.

Dentro già sono morti tutti.

- (Giordano) Questo è un pensiero per te. - (Enea) Oh, grazie.

(Giordano) Sai che stavo pensando ?

Vacci stasera a prendere i soldi dai ragazzi.

Fai i conticini per bene.

Se è tutto a posto, gli lasci il 7%.

"Il 7%" ? Avevamo detto il 5%, come al solito.

Il 7%, dai retta a me. Se lo meritano, sono stati bravi.

Se lo dici tu...

(Uomo) Gli hai detto della bella roba.

- (Giordano) Perché sono cose vere. - Sì.

Se potessi,

vorrei baciare mamma.

Eh, già...

Pagherei 200.000 euro per riavercela tre minuti e riempirla di baci.

(Giordano) Dillo a me...

Quando mi era morta mamma, andavo a Centocelle...

- Ti ricordi dove abitava mia madre ? - Certo, a Piazza dei Mirti.

Al mezzanino, bravo. La Sora Giulia comandava.

La mitica Sora Giulia. Il bucatino della Sora Giulia !

Stava sempre in cucina.

Sono entrato dentro casa tua che ero così.

Aveva da fare con il guanciale tutto il giorno.

(in romanesco) Quando andavo a casa, mi sedevo.

Pensavo anche di sentire l'odore di quello che stava cucinando.

La chiamavo: "Mamma ? Mamma ?"

Come se fosse stata lì, dall'altra parte.

"Mamma !"

"Mamma ? Mamma !"

La chiamavo.

Ma è possibile ?

"Mamma" è la prima parola che ci mettono in bocca quando nasciamo.

Poi arriva un giorno e non puoi più...

(SPARI)

No, lo puoi rivendere a otto, lo rivendi a otto facilmente.

(GEMITI)

Ah ! Ah !

(Araki) Ah !

Oh ! Araki !

- (Araki) Ah ! - Chi cazzo era ?

- Chi cazzo era ? - Pistola !

Che cazzo fai ? Vatti a vestire !

(MIAGOLIO)

- Non ti ho mai visto piangere. - (Enea) Non sto piangendo.

Sono triste per Giordano.

Senti, quanti sono ?

(Enea) 20 milioni.

Mi sembrano di meno.

E invece sono 20 milioni.

Un mese e mezzo fa è venuto un tizio al locale.

Era presto, c'era ancora la luce.

È arrivato e si è messo al tavolo di Giordano.

Gli ho detto che era prenotato.

Ha risposto: "Lo so, ma ora è mio."

(Gabriel) Allora ho chiamato Goran e gli altri albanesi.

Ci siamo messi tutti intorno a lui.

Questo stava tranquillo.

Mi guardava.

Ho pensato: "Adesso gli do una pizza."

Ti giuro sulla Madonna e Padre Pio

che l'attimo prima che gli dessi una pizza,

questo si alza.

Mi sorride

e se ne va.

Chi era questo ?

- (Gabriel) Non lo so. - Per chi lavora ?

- Non lo so. - (Enea) Non sai un cazzo.

- (Enea) Non sai mai un cazzo ! - Non so un cazzo, no.

Nemmeno tu sai un cazzo, però.

(Gabriel) Nemmeno Giordano sapeva un cazzo.

(Gabriel) Sento che c'è come una bocca sopra questa città,

una bocca che è pronta a mangiarci tutti.

Se non facciamo amicizia con questa bocca,

ci sputa come l'uvetta.

(Roberto) Sei preoccupato ?

- No, è ritardatario dalla nascita. - (Enea) Eccolo, scusate.

- Eccolo lì. - (Enea) Ciao, scusate.

- Non rispondi al telefono. - (Enea) Scusate. Roberto, come stai ?

- (Marina) Non rispondi al telefono. - (Enea) Se guido, non posso.

- Hai gli auricolari. - (Enea) Ciao.

(BACIO) (Enea) Non lo sapevo.

- (Celeste) Non lo sapeva. - Ciao.

(BACIO) (Enea) Mi hanno tamponato.

- (insieme) Come ? - Mi hanno tamponato.

- (Marina) Ti hanno tamponato ? - Eh.

- (Celeste) E la macchina ? - Niente, andava piano, ho fatto il CID.

- (Marina) Ti sei fatto male ? - No, sto bene.

- (Roberto) Eri da solo ? - (Enea) Sì.

- Dove è successo, scusa ? - Eh ?

- Dove è successo ? - Per strada.

- Che significa "per strada" ? - Per strada è successo.

A Piazza Fiume.

- Venivi da casa tua ? - Sì.

Che c'entra Piazza Fiume ?

A Piazza Mazzini.

- Mi prendi in giro ? - Mi hanno tamponato.

- A Piazza Fiume o Mazzini ? - Piazza Mazzini.

- Sono due quartieri opposti. - A Piazza Mazzini.

- Sono vicine in linea d'aria. - Che c'entra ? Sei deficiente ?

- Non ci credi ? - No.

- (Cameriere) Un percorso per Enea ? - Ciao, Simone. Eh ?

- Un percorso nostro ? - Dove ?

- Abbiamo preso il percorso dello chef. - Ah, certo. Grazie, volentieri.

- Posso avere un bicchiere di champagne ? - Sì.

Uno champagnino...

Ti porto un fazzoletto ? Stai sanguinando dal naso.

- Ah, cazzo. - Stai sanguinando.

- (Celeste) Magari senza "cazzo". - Sanguini !

- (Cameriere) Tieni. - Grazie.

Hanno... Purtroppo...

- (Enea) Hanno palme piene di polline. - Metti la testa all'indietro.

Sì.

Guardate Roma che bella, che meraviglia.

- (Marina) Quella è Tivoli ? - No, è di là.

- (Marina) Come no ? - (Enea) Come cazzo fa a essere Tivoli ?

- (Eva) Calmo. - (Celeste) Tivoli è di là.

- Ah. - (Celeste) Grazie.

Ero convinta anch'io di là.

(Roberto) Vedete il palazzo illuminato di verde ? Sembra un ponte.

- È Piazzale Clodio. - (Roberto) Sì.

(Roberto) Negli anni '60 il costruttore, che era pieno di debiti,

lo stava vendendo a mio padre a un prezzo irrisorio.

Papà aveva firmato, era suo ormai.

Due giorni prima dell'atto si è fatto convincere da un suo collega

a comprare centinaia di ettari a Fregene.

Mio padre rinuncia al palazzo, perde la caparra

e investe quasi tutto quello che ha a Fregene,

nella costruzione di villette, che poi non è riuscito a vendere tutte.

Il collega, quello che lo aveva convinto a rinunciare all'acquisto,

un anno dopo si è comprato il palazzo e oggi è del figlio.

(Marina) È terribile.

- (Metella) Quando la sento, sto male. - No, è passato tanto tempo.

(Marina) Oggi quanto costerebbe ?

Costerebbe 20 milioni.

- Io ho 20 milioni. - (Marina) Ma che dici ?

(Eva) Enea.

(Cameriere) Abbiamo petto di piccione

con varie consistenze a base di scorzonera, funghi e rape rosse.

- (Cameriere) Buon appetito. - (insieme) Grazie.

(Roberto) E tu, Celeste ?

Mmh ?

Io che ?

(Roberto) Raccontami la tua rabbia.

Tutti hanno una storia di rabbia.

No, io non ho rabbia.

Anzi, il mio lavoro è quello di aiutare gli altri

a fare amicizia con la propria rabbia.

Come mai hai un pezzo di specchio nei capelli ?

- Ah. - (Enea) Il problema non è la rabbia.

Il problema per me è il rimorso.

Tutte le famiglie che conosco io sono tenute insieme dal rimorso,

anche la nostra.

Ogni cazzo di Natale c'è sempre qualcuno

che inizia a raccontare dei palazzi che non si è comprato,

dei viaggi che non ha fatto, degli amori che doveva fare.

- (Marina) Ma che dici ? - Sì, mamma.

A ogni cazzo di Natale, tutte storie di rimorso.

Esisterà da qualche parte una famiglia

dove la gente racconta dei palazzi che ha comprato, dei viaggi che ha fatto ?

No, sempre il contrario, invece.

È così.

L'unico modo per fare amicizia con la rabbia è vincere, papà,

non le stronzate che racconti tu.

Io vengo da una famiglia povera, tu no.

Questa è la differenza fra me e te.

Via tutti, ragazzi, via !

- Sgomberare ! - È la Polizia, sgomberare, forza !

Via, via, via ! Sgomberare !

Il locale è sotto sequestro !

- (Ragazzo) Oh ! - Dovete andare via !

- Pezzo di merda, dove stanno i soldi ? - Goran !

I soldi non ci stanno, pezzo di merda ! A casa tua non c'è un cazzo.

Ci sono due valigie piene di soldi !

Non ci stanno, adesso dicci dove cazzo stanno i soldi.

- Dove li hai presti questi vestiti ? - A Cinecittà.

- Pezzo di merda. - Il manganello è vero ?

- Sì. - Spaccaglielo in testa.

(Uomo) Coglione, vedi di trovare i soldi e di ridarceli,

perché la prossima volta ti facciamo uscire per i piedi dal locale.

- (Uomo) Infame. - (insieme) Andiamo.

(RUMORE DI COCCI)

Avevano il codice dell'allarme.

(MUSICA DI CARILLON)

(Eva) Vorrei essere uno di questi pupazzetti,

con un sorriso stampato in faccia giorno e notte,

per sempre.

Anch'io.

Tu sei uno di quei pupazzetti, Enea.

Ti sembro così allegro ?

Ma non sono allegri.

Sono violenti.

Sorridono e vanno avanti, qualsiasi cosa succeda.

Sorridono e vanno avanti.

Tu sei uguale.

Tutto quello che faccio è per fare ridere te.

È da quando sono piccolo.

Io vivo per fare ridere le persone che amo.

Le persone non sono come pensi tu.

- Le persone soffrono. - Anch'io soffro.

Le persone certe cose non le fanno, Enea.

Io sono libero.

Tu sei un handicappato.

È la stessa cosa.

Viene a cena ubriaco, sanguina dal naso... Ti sembra normale ?

I ladri gli entrano in casa, rompono tutto e non rubano nulla.

Ti sembra normale ?

(TUONI)

(Celeste) Dai, i ladri entrano in casa, cercano i gioielli, cercano i soldi.

Non trovano niente e deturpano la casa. Eh...

Domani lo accompagno a fare la denuncia.

(Marina) Hai letto anche questo, Celeste ?

Che stai leggendo ? "Psicologia dei ladri" ?

"Ladri veri o ladri falsi" ?

Che cazzo leggi a fare,

se poi non guardi la vita ?

Noi anneghiamo di libri

e ogni giorno convinco la gente a comprarne.

Poi mi chiudo in camerino e sto male.

Tu curi i bambini

e hai un figlio di 16 anni che dorme ancora con noi.

Io divulgo pace e comprensione

e invece sono piena di odio.

Io odio il mio lavoro, odio il mio ambiente, lo odio da sempre.

Odio i miei colleghi.

Sono tutti così ipocriti e stupidi

e puttane.

È pieno di puttane.

Sono tutte puttane, tutte puttane.

Stavo rileggendo questa lettera che mi ha scritto

un ragazzo che veniva in cura da me, Simone.

(Celeste) Vuoi che te la leggo ?

"Caro Celeste, qui a Salina si sta veramente bene."

Ah, è Salina.

"I siciliani ridono sempre e sono molto accoglienti."

"La mattina mangio una granita al caffè con la panna."

"Sai che per le medicine che prendo, il caffè non dovrei berlo,"

"ma questa granita è troppo buona e mamma mi ha dato il permesso."

"A dire il vero, non sono stato subito bene."

"Mi mancava Roma e anche il mio amico Aldo e anche il cane di Aldo."

"E poi mi mancavi tanto tu."

"Allora ho preso un foglio e l'ho piegato in due."

Glielo dico durante le sedute.

"E ho scritto le cose belle da una parte e quelle brutte dall'altra."

"All'inizio l'elenco delle cose brutte era veramente grande,"

"però poi mi sono ricordato di quello che mi hai detto una volta."

"Tu mi hai detto: 'Quando tutto intorno a noi va male,'"

"'basta re...'"

"'Basta resistere un giorno... in più e le cose si risolvono.'"

"Allora io ho cominciato a resistere."

"Ho resistito con tutte le mie forze"

"e dopo un po' ero fiero di me stesso e di quanto riuscivo a resistere."

"Ogni cosa brutta che mi capitava io la guardavo ridendo,"

"perché tanto ormai io potevo resistere."

"La mia capacità di resistere agli eventi della vita era diventata una droga"

"che mi rendeva felice."

"Potevo resistere a qualsiasi cosa, caro Celeste."

"Potevo resistere alla noia, alle offese e alla nostalgia."

"I nuovi compagni di classe hanno smesso di prendermi in giro."

"Mi stimano tutti perché non ho mai pianto e non ho mai fatto la spia."

"I ragazzini di oggi piangono sempre,"

"perché nessuno gli ha mai insegnato a resistere."

"Forse dovrebbero conoscerti tutti."

"Sarebbe un mondo più giusto e più felice."

"Quando finirò il liceo, voglio andare in America"

"a aprire un negozio di granite."

"Credo che farò tanti soldi,"

"ma anche se non li faccio, non fa niente."

"Sarò felice uguale, perché io so resistere."

"Se durante il viaggio cade l'aereo,"

"l'ultima cosa che farò sarà prendere un foglio,"

"dividerlo in due e mettere l'incidente tra le cose belle."

"Perché tu, Celeste, mi hai insegnato a resistere"

"e io resisterò per sempre, a ogni costo,"

"qualsiasi cosa accada."

(TUONI)

(VOCI NON UDIBILI)

- (Oreste) Come sta Brenno ? - Brenno sta bene.

(Oreste) Un peccato che abbiano litigato, mi è dispiaciuto.

- È dispiaciuto anche a noi. - (Oreste) Eh.

(Oreste) Quella è l'età, capita.

Capita anche dopo.

- (Oreste) Mi è dispiaciuto, non è da lui. - Che piano è questo ?

(Oreste) È l'ultimo, il 24esimo.

(Enea) Perché ci ha fatto venire qui ?

(Oreste) Perché ho tanti amici in Procura.

(ORESTE SOSPIRA)

(Oreste) Chi c'è in quella macchina ?

Non c'è nessuno in quella macchina.

Cristoforo Colombo.

- "Cristoforo Colombo" ? - (Oreste) Giordano !

"Giordano" ?

(Oreste) Lo chiamavamo così quando bazzicava in Sud America.

Passate le giornate a inventare i soprannomi qui ?

(Oreste) Le passiamo a cercare di migliorare la società.

Ah. Come pensate di farlo, fumando i sigari al circolo ?

Insegnando a vostro figlio a picchiare la gente ?

(Oreste) Sei tu quello che picchia la gente.

Posso avere un bicchierino d'acqua ?

- Bevi dopo, cretino. - Che violenza, direttore.

Non mi sorprende che suo figlio picchi gli amici.

Siete due stupidi polli.

(Oreste) Due stupidi polli a cui hanno ammazzato lo stupido padrone.

Però a me dei polli non interessa nulla.

Come hanno ammazzato il vostro stupido padrone ?

Che vi siete detti in quella macchina ?

Giordano aveva tanta fatica in faccia

e oggi è morto.

Non merita di finire nei vostri libri.

Ho un fascicolo grosso così di roba vostra.

Lei bluffa.

Tu sei uscito di testa dalla fica, vero ?

Tu no.

Tu sei timido, tu scappavi dalla fica.

Tua madre ha fatto il cesareo, vero ? Mi ci gioco un centimetro di cazzo.

Io divido il mondo in due categorie,

quelli che vogliono restare nella fica e quelli che vogliono scappare dalla fica.

(Oreste) Un grande clan potente ha bisogno di entrambe le componenti.

La parte razionale, cauta, che vuole restare ancora un po' nella fica.

Poi c'è quella parte curiosa, misteriosa

che insegue il mistero, che dice: "Che c'è dopo la fica ?"

Si chiede: "Cosa comincia, quando la fica finisce ?"

Anche lei è uscito dalla fica.

Io e lei siamo mossi dalla stessa avidità e dalla stessa ambizione.

Anzi, lei è più cattivo.

Io e lei facciamo le stesse cose.

Lei lo fa per il potere e noi per la potenza, per questo è più cattivo.

(Enea) Il potere rende stupidi e grassi, direttore.

La potenza, invece, richiede integrità

e sacrificio.

La potenza richiede anzitutto generosità e lei ne è sprovvisto,

a differenza di Giordano, che era un uomo generoso.

(FOLATE DI VENTO)

(Gabriel) Enea !

(Gabriel) Enea !

(Gabriel) Enea !

(Uomo) Quella pala !

Verticale quella pala, non mescolare in acqua ! Dai !

Pem !

Sei morto.

Dove li hai messi ?

Puf.

(Gabriel) Enea.

Avevano il codice dell'allarme.

Dagli i soldi, ti prego.

(Enea) Mi hai sparato alle spalle.

- Enea... - "Enea" un cazzo, sei un verme di merda.

(Gabriel) Sono pure un guercio di merda, ma ho una figlia.

Basta un occhio solo per prendere la mira.

Dagli questi soldi e facciamola finita.

- (Enea) Sono di Giordano. - È morto, porco...

Allora sono nostri !

Che fai con quattro amici pugili che ti difendono ?

(Enea) Non sono quattro.

Possono essere pure un miliardo.

Ti sei messo contro il vento e il vento prima o poi ti trova.

Lo sai prima del vento chi ci trova tutti ?

Oreste Dicembre.

A me, a te e a chi ha ucciso Giordano.

(Enea) Ti piace il pisello dei marocchini ?

- No, non mi piace. - Un po' ti piace.

(Gabriel) No, non mi piace.

Allora il ciccione va soppresso.

(Enea) Lo facciamo io e Valentino.

Poi finisce tutto.

Parlaci tu con il vento.

(Enea) Nelson ?

Siediti.

(Enea) Come ti trovi a casa nostra ?

Eh ?

È vero che hai ucciso una vecchia ?

Io ti capisco, Nelson.

Io ucciderei volentieri tantissimi miei coetanei.

Ne salverei pochi.

Io spaccio cocaina, Nelson.

Lo sai ? Eh ?

Scherzo.

No.

Non scherzo.

(RONZIO)

(RONZIO)

(Dottore) I danni all'encefalo sono circoscritti e possono giustificare

confusione linguistica o afasie parziali, ma non il mutismo.

Curiose queste siepi, piccoli parallelepipedi.

- Perché non vuole parlare ? - Dovremmo farla parlare per saperlo.

Magari si vergogna di dire quello che vorrebbe dire.

In che senso ?

Non so in che senso.

Ho saputo che alla Befana organizzerete una festa.

Si, è una sciocchezza come ogni anno.

Non deve essere una sciocchezza, deve essere una festa bellissima.

Non rida, dottore. Se vuole, la finanzio io.

No, non ti devi preoccupare, è già tutto organizzato, però...

Canto, posso cantare ?

Sarà una festa bellissima.

- Se vuoi cantare, va bene. - Canto io, sì.

(Valentino) È sempre scortato lo stronzo !

(Enea) Eh ?

(Valentino) È sempre scortato lo stronzo !

(Valentino) La mattina presto va a correre al parco con la moglie.

Non sai quanto fa schifo a correre. Quel ciccione le resta sempre dietro.

(Enea) Chi se ne frega di come corre ?

(Enea) Dove va a correre ?

(Valentino) A Villa Ada.

Villa Ada è ottima.

Villa Ada non è ottima.

(Valentino) Lo segue la scorta con l'auto, poi lo accompagnano in ufficio

e passa un'ora a guardare fuori dalla finestra del grattacielo.

C'è una cosa che fa ogni notte.

(Valentino) È sempre la stessa passeggiata, esce di casa col cane,

fa un giro dell'isolato ed entra nel parco di Via Panama.

Lì la scorta non lo segue, resta completamente solo anche per mezz'ora.

Quando pensavi di farlo ?

Oggi.

Oggi è Natale.

(Enea) Ti ricordi Mario Cecconi ?

Al padre vendevo il fumo e un giorno mi ha pagato con questa.

Ora Mario ha una gelateria.

(Valentino) Non andare tu, troviamo un albanese, un rumeno, un nigeriano.

Dove sono i soldi ?

Che ci facciamo con tutti quei soldi ?

Conosci un modo per ridarli a Giordano ?

No.

- Buon Natale ! - Buon Natale !

- Buon Natale ! - Buon Natale !

(insieme) Eh !

(insieme, in romanesco) # Di ferro, di ferro, di ferro

# Sulla loggetta di ferro, di ferro, di ferro

# C'era un mazzolin di fiori

# Adesso vi canto la romanza, la romanza adesso vi canto

# Adesso vi canto la romanza, la romanza adesso vi canto

# Sulla loggetta di ferro, di ferro, di ferro #

(Celeste) Pausa !

# C'era un mazzolin di fiori

# Adesso vi canto #

- Chi era ? - Adolfo.

Adolfo !

Brava !

Il cavolfiore mi piace fatto con la besciamella al forno.

Anche i finocchi, gratinati.

(Donna) Sì. I cavolfiori già lessi, no ?

- (Celeste) Otto fellatio. - Oddio !

- Fellatio. - Che sono le fellatio ?

Tipo... sulla mano.

No, una volta si chiamava "cinque contro uno".

- (Uomo) Una volta il pesce era "fracico". - (Ragazzo) Mostrala.

Così è palese, l'hai tenuta...

"Fracico" ? Ma come parli ?

I preti dicevano: "Stai attento, che poi diventi cieco."

- Infatti tu hai gli occhiali. - Eh.

- Buon Natale a nonna ! - Buon Natale a nonna !

- A nonno Arturo ! - A nonno Arturo !

(Uomo 2) In quella fotografia mi rammarico che non ci sia anche nonno Arturo,

che era di ascendenza napoletana.

In occasione del Natale, lui esigeva in modo assoluto

che ci fosse il capitone.

Ogni anno si rinnovava questa tradizione, però c'è stata una volta

in cui questo capitone, che era abbastanza grande, lungo,

quando la nonna, che era quella signora lì, che lo cucinava,

lo mise in una pentola.

Questo pesce, questo serpente, a tutti gli effetti...

- (Donna 2) Era vivo ? - (Uomo 2) Usci fuori.

Cominciò praticamente a scivolare e a scappare per casa.

Era imprendibile.

Ci fu una situazione tragicomica, perché tutti scoppiammo a ridere.

Ma mio padre ci credeva,

perché per lui era un'esigenza assoluta quella di mangiare il capitone.

Sapete perché ? Vi dicevo che era di ascendenza napoletana.

Questa ascendenza napoletana porta una superstizione,

perché il capitone è un'immagine del demonio.

Allora bisogna ammazzarlo, ogni anno.

Bisogna mangiarlo, bisogna assolutamente ucciderlo.

Mentre tutti ridevano,

mio padre era molto attaccato a questa tradizione

e inconsciamente sentiva che bisognava far fuori questo capitone.

Poteva ammazzare una donna,

perché la donna è colei che ha schiacciato la testa del serpente.

A un certo punto c'era questa doppia scena,

noi che ridevamo tutti quanti senza capire

e nonno che andava, inseguiva il capitone, che si infilava sotto i letti,

nelle stanze, sotto i tavoli.

Immaginatelo questa notte qui in mezzo a noi.

Finalmente qualcuno ebbe un'idea,

di prendere un asciugamano, buttarglielo sopra e riuscire a catturarlo.

E finalmente quell'anno riuscimmo a mangiare il capitone.

Le donne riuscirono a cucinarlo e fummo tutti felici e contenti,

perché avevamo ammazzato il demonio, segno del demonio,

ma segno anche del rinnovamento della vita,

che si rinnovava ogni anno in occasione del Natale.

- (Celeste) Bravo ! - Bravo !

(APPLAUSI)

(TUONI)

(APPLAUSI)

(BRANO: "JINGLE BELLS" DI JAMES LORD PIERPONT)

(Enea) Ah !

Avrei fatto lo stesso anch'io.

Noi non siamo assassini.

(Valentino) Chissà come ci ammazzeranno.

Ti ricordi come noi ci siamo conosciuti ?

- A scuola. - (Valentino) No.

Da mio padre.

(Valentino) Davanti al boccione dell'acqua.

Mi dicevi sempre

che lì dentro c'era acqua infinita.

(Enea) L'ho sempre visto pieno.

Io ti ho sempre creduto.

Dobbiamo truccarci ormai, dobbiamo nasconderci, non farci più riconoscere.

- (Enea) A chi hai preso quel rossetto ? - A mia madre.

- Come sta tua madre ? - 'Sti cazzi di lei, ci ammazzeranno.

Sei attraente,

per questo ti ho sempre creduto.

Le persone attraenti non dovrebbero morire mai.

(BACIO)

(Valentino) # Spiagge

# Bianche e raffinate

# Spiagge già comprate

# Tagliate e poi pippate

# In questo mondo qua

# Un po' di gesso e un po' di cloro

# Tanta la gente che

# Ci ha già lasciato il culo

# Spiagge

# Gli occhi arrossati

# I cristalli cucinati

# Mentre la fronte brucia

# Una narice va

# Fino a che non scompare

# Quanti pippotti che

# Ho sciolto con il miele

# E questa botta qui mi scende in gola, sì #

- (Dottore) Smettila ! - (Valentino) Dottore !

- (Valentino) Non ti permettere ! - (Dottore) Basta !

(Dottore) Ah ! Ah !

(Valentino) Datelo in pasto ai leoni.

Datelo in pasto ai leoni.

Mamma...

(VERSO DI GABBIANI)

Buongiorno, Dragone 18.

(Celeste) Dove sei ?

(Celeste) Dove ti sei nascosta ?

Ah...

Eri qui. Aspetta, aspetta.

Aspetta, cominciamo.

Vieni qui.

Eh...

Non sai quanto ti ho pensato. Quanto ti ho pensato...

Ah ! Ah !

(Enea) Basta fumare, stai sempre a fumare.

- Sono cose del secolo scorso. - Mi sento del secolo scorso.

- Sai Batman come fuma ? - Vattene a 'fanculo, va'.

- Ti faccio vedere come fuma Batman. - Vaffanculo !

Ti butto nel lago.

(Enea) Tira questa.

Senti questa quanto è buona.

(Enea) Questa ti piace.

- (Enea) È buona. - È più buona.

(ENEA RIDE) Però preferisco le altre.

- (Enea) Quali preferisci ? - Quelle vere.

(Enea) Tieni, te le regalo.

- Sei scemo ? Le cuffiette tue ? - (Enea) Ora sono tue, non mi servono più.

Grazie.

- La scelgo io ? - (Brenno) Non lo so, sceglila tu.

(dagli auricolari) # Ho sopportato le botte e gli affanni

# Sotto la neve e il sole cocente

# Mille trasferte su pullman scassati

# Campi di fango di questo o quel CUS

# E nel ritorno felici o incazzati #

(MOTORE DI AEREO, ESPLOSIONE)

Ah !

Ah ! Ah ! Ah !

Ah ! Ah !

Ah !

(Enea) Sì, lo voglio.

Sì, lo voglio.

(insieme) Noi promettiamo di amarci fedelmente,

nella gioia e nel dolore, nella salute e nella malattia

e di sostenerci l'un l'altro tutti i giorni della nostra vita.

(Prete) Il Signore onnipotente e misericordioso confermi il consenso

che avete manifestato dinanzi alla chiesa e vi ricolmi della Sua benedizione.

L'uomo non osi separare ciò che Dio unisce.

Ripeto, l'uomo non osi separare ciò che Dio unisce.

- (Prete) Amen. - (insieme) Amen.

(Enea) Eva, ricevi questo anello, segno del mio amore e della mia fedeltà.

Nel nome del Padre, del Figlio...

E dello Spirito Santo.

(APPLAUSI)

(Prete) Eccoci finalmente all'inizio.

Due ragazzi giovani e belli, davanti al peso di una promessa eterna.

(Prete) Guardate l'immagine, guardatela bene.

Esiste al mondo cosa più simile a Dio ?

Io non credo.

Lo sposo può baciare la sposa.

(BACIO)

(insieme) Eh !

(in sottofondo) # Voglia di stringersi e poi

# Vino bianco, fiori e vecchie canzoni

# E si rideva di noi

# Che imbroglio era

# Maledetta primavera

# Che resta di un sogno erotico se

# Al risveglio è diventato un poema

# Se a mani vuote di te

# Non so più fare

# Come se non fosse amore

# Se per errore

# Chiudo gli occhi e penso a te

# Se

(insieme) # Per innamorarmi ancora

# Tornerai, maledetta primavera

# Se per errore chiudo gli occhi e penso a te

# Per innamorarmi basta un'ora

# Che fretta c'era, maledetta primavera

# Che fretta c'era, se fa male solo a me

# Che fretta c'era, maledetta primavera

# Che fretta c'era, lo sappiamo io e te #

(APPLAUSI)

(in sottofondo) # Che resta dentro di me

# Di carezze che non toccano il cuore

# Stelle una sola ce n'è

# Che mi può dare

# La misura di un amore

# Se per errore

# Chiudi gli occhi e pensi a me

# Se #

- Che ti sei messa ? - Mi ha consigliato Enea.

Ah.

Divento nonno. (SPARO CON SILENZIATORE)

(in sottofondo) # Tornerai, maledetta primavera #

Ti ricordi quando ci siamo sposati noi due ?

- Io mi ricordo tutto. - Ah. Tu piangevi.

Sì, io piangevo, tu no.

(in sottofondo) # Per innamorarsi basta un'ora

# Che fretta c'era, maledetta primavera #

Forse è stato il giorno più bello della mia vita.

Ogni tanto mi piacerebbe...

- (Celeste) Che cosa ? - Risposarti.

(in sottofondo) # Lasciami fare, come se non fosse amore

# Ma per errore chiudi gli occhi e pensa a me

# Che importa se

# Per innamorarsi basta un'ora

# Che fretta c'era, maledetta primavera

# Che fretta c'era

# Lo sappiamo io e te

# Na, na, na, na, na, na, na

# Na, na, na #

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