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[suona "Hanno ucciso l'uomo ragno" di 883]
- Tutto bene, Eli'? - Sì, Gi', però vai piano, per favore.
["Hanno ucciso l'uomo ragno" di 883 continua]
- [Gildo] Visto che bella giornata? - Sì.
[Gildo] Ok.
- Piglia subito un ombrellone. - Sì, vado.
- Tieni. - Grazie.
Lo zaino…
- Grazie che mi hai portato qua. - Ogni tanto staccare va bene.
Almeno, quando torni a casa, studi un po' meglio. Eh? Ci siamo capiti.
Ah! Hai capito dov'è la fregatura?
- Lo mettiamo qua, dai. - Sì.
- Sai che m'andrebbe? - Sì, un gelato.
- No? - Come lo sai?
Io ti leggo nel pensiero, non l'hai capito?
Devi stare attenta a quello che pensi.
- M'andrebbe un gelato… - Zitta, lo so.
Coppetta nocciola e panna.
- Sei troppo forte. - Lo so.
Arrivo!
[cicale]
[suona "Hanno ucciso l'uomo ragno" di 883]
[musica inquietante]
[Gildo] Eli'!
Tutto bene?
No, scusa, non volevo…
Ciao, Dani'.
[Elisa] Che ci fai qua?
No, ero venuto a fare il bagno, poi…
ti ho vista e ho pensato di…
venirti a salutare.
Va bene, allora vado.
- Ciao, Elisa. - Ciao.
- Ci vediamo. - Mh-mh.
Chi è?
Danilo Restivo. Uno che viene a scuola con me.
- Ma il gelato? - Mi son scordato il portafogli.
Infatti.
- [Gildo] Arrivo. - Mmh.
[suona "Fiore bianco" di Matteo Buzzanca]
[Eliana] Oh, allora?
Eh…
Eh, che? T'hanno bocciata?
Eh…
Dai, ma veramente?
Promossa, m'hanno promossa.
Promossa!
- Eliana, dai! - Promossa! Scusa?
Le porti un gelato alla nocciola? Ha superato gli esami di riparazione!
La prima cosa che faccio da medico è trovare una cura per quelle matte come te.
Buona fortuna, allora!
Ciao, Elisa.
Ciao, Danilo.
Mi chiedevo se…
[Eliana] Eh, che ti chiedevi?
Ti va se ci vediamo domani?
No, domani non può, ha già un impegno.
- Non hai capito? Devo farti un disegno? - Eliana, basta.
Allora ciao.
Ciao, Danilo.
[Eliana] Sfigato.
Perché sei così cattiva con lui?
- Perché è strano, ti sta troppo addosso. - Non è vero.
E comunque, pure se fosse, poi gli passa, no?
- Poi si prende una cotta per te. - Sì, mi deve capita' a me.
[campane]
…e benedetto il frutto del Tuo seno, Gesù.
Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,
adesso e nell'ora della nostra morte, amen.
- Ma brava! - Grazie.
[Antonio] Lo sapevo che saresti stata promossa.
Fortunatamente hai preso il cervello di tua mamma.
- Guarda qua. - Che?
Ta-dan!
- Non ti piace? - No!
- Mi piace tanto. - Ecco.
Grazie.
Eli', che c'è?
Che c'è?
Sediamoci un attimo. Mmh?
Che è successo? Forza.
Dopo il liceo, voglio fare Medicina.
- Brava. - Eh.
La cosa è che me ne devo andare a Salerno.
Eh…
Comunque vi vengo a trovare spesso.
Eli'…
se è quello che vuoi, è giusto che tu vada.
L'ho sempre saputo che questa città sarebbe stata stretta per te.
- Grazie. - E di che?
Beh, speriamo che pure la mamma la pensi così.
La mamma ti conosce meglio di me.
È stata la prima a dire che saresti andata via da qua.
Andiamo, papà?
[campane]
- Scusi. - [clacson]
Ti rendi conto di quello che mi ha detto?
Che abbiamo perso il cliente per colpa mia?
Cioè, per colpa mia abbiamo perso il cliente?
[musica inquietante]
[ragazza urla]
[ragazza] Oh!
[ragazza] Ma che fai?! Stai più attento!
Idiota…
[donna] Guarda.
Bella, no?
- Ma è cara, Irene. - Va beh, gli avvocati guadagnano bene.
Prima di diventare avvocato, devo fare la tesi,
passare l'esame di stato,
trovare uno studio, fare il praticantato…
Non l'ho scelto per diventare ricco.
Lo so, ma non si vive solo di ideali.
Per fortuna, c'è il mio stipendio da insegnante di lingue.
M'ero scordato. Perché non cerchiamo un bell'attico a piazza Navona?
- Sei proprio cretino… - [ridono]
- [porta si apre] - [donna] Ragazzi!
Signora. Buongiorno. Noi ci spostiamo.
- Buongiorno. - Ehi, mamma
[Filomena] No, state.
E non mi chiamare più "signora". Le signore stanno nei palazzi.
[campane]
[aria tratta da "Il corsaro"]
[colpi alla porta]
[uomo] Avanti.
Ho da fare.
Scusa, papà.
Posso usare il telefono?
Chi devi chiamare?
Un compagno.
Quando ho finito.
[aria tratta da "Il corsaro"]
[Gildo] …la ricerca scientifica e tecnica,
tutela del paesaggio e del patrimonio storico e artistico di una nazione.
- [Irene] Questa la sai. - Andiamo avanti.
[Irene] Allora.
Pagina 50, articolo 27.
L'articolo 27 dice che responsabilità penale è personale.
L’imputato non può essere considerato colpevole sino alla condanna definitiva.
- Giusto? - Sì.
Lascialo perdere, è un secchione. Sa la tesi a memoria.
- Manco l'ha finita di scrivere. - Però è bravo.
- [Gildo] Che simpatici… - Insomma, la cena è pronta.
- Non hanno ancora apparecchiato. - Manca tutto: piatti, bicchieri…
- Ci penso io. Ovviamente. - T'aiuto.
- Allora io vado. Buona cena. - Ciao, amore, grazie.
Ma no. Dove vai, Irene? Dobbiamo festeggiare tutti insieme Elisa.
Tu ormai fai parte della famiglia.
Mamma, non dire così. Questa se ne scappa.
Va bene, grazie, signora… Eh, Filomena.
Tu te la meriti una ragazza così? No.
[Elisa] Infatti.
Ma infatti, che? Eh?
- Ma sì, dai, che se la merita. - I capelli! Te l'ho detto mille volte!
- Oh! Vieni qua. Elisa! - [Elisa] I capelli!
- Vieni qua! - [urlando] Basta!
- Come i bambini! - Scusa.
Vieni qua. Chiedi scusa davanti a tutti.
- Mai. - Chiedi scusa. Scu…?
- Scusa. - Oh!
Ma lasciala stare.
- [Antonio] Meno male che c'è lui. - Meno male che ci sto io.
Grazie, papà.
- Ecco qua. - [Filomena] Antonio…
Allora? Che film vediamo stasera?
Indovina.
- No. - [Elisa] Sì.
Ghost è un film bellissimo.
Io la penso come Elisa. Secondo me, è bellissimo.
[Gildo] Pure secondo me.
La prima volta sicuramente, la cinquantesima un po' meno, no?
- Ha superato gli esami, tocca a lei. - Ti pareva. Avvocato, mi difenda.
- [squilli del telefono] - Vai tu.
- Vorranno farti i complimenti. - Vado.
- A me non mi cerca più nessuna. - [Irene] Ah, sì?
- Niente, finito? - E ci mancherebbe.
Pronto?
[ansimare]
- Chi è? - [Danilo] Ciao.
[Danilo] Ho saputo che hai superato gli esami. Complimenti.
Grazie.
Senti,
ti ho comprato un regalino.
Ti va se ci vediamo domani, così te lo do?
Eh… No, domani non posso, devo andare in campagna con i miei.
Eli', va'.
Parlo io con mamma e papà. Poi, io e te insieme andiamo a Tito.
[Luciano] Eccolo!
Va beh, facciamo domani mattina, però.
Va bene.
Ci vediamo domani mattina prima della messa, verso le 11:30.
Alla chiesa della Trinità.
[Elisa] Va bene.
A domani.
Vatti a lavare le mani che ceniamo.
- [Luciano] Mamma dov'è? - [Gildo] Ah, eccola!
È una sciocchezza, per carità. Niente di che.
- [Luciano] Che cos'è? - Ma l'hai fatto tu?
- Sì. - È bellissimo, mamma.
- Grazie. - Provatelo.
- Ma ti piace? - Sì, è bellissimo.
- Aspetta, che mamma t'aiuta. - Grazie.
- Gi', me la fai una foto? - Sì.
- La macchinetta, papà? - Sistemiamo il collo e i capelli.
- [Irene] Brava. - Che bello.
- Che brava che sei, Filomena. - Sei bella!
Mamma, spostati un po'.
- Pronta? Dai. - Un attimo.
Sorridi.
E…
- Com'è? - No, tocca aspettare.
[Elisa] I miei amici mi hanno detto di non dare confidenza a Danilo.
Dicono che è strano.
Che vive in un mondo tutto suo.
A me, però, fa tanta pena.
Non posso farci niente.
[colpi alla porta]
[porta si apre]
Pure il diario segreto, Eli'?
E prima le telefonate misteriose…
Non mi devi dire niente?
- No. - Mmh.
Chi era al telefono prima?
- Nessuno. - Ah.
Di' al signor Nessuno che, se domani vi incontrate,
è solo grazie a me.
- Ciao. - [Elisa] Ciao.
Non mi piace che te ne vai in giro di notte con quella.
[Antonio] Qua non succede mai niente. Sai che lo facciamo per arrotondare.
Ehi. Vieni a darmi un bacio.
- Ciao. - Ciao.
Ci vediamo domani.
- Buonanotte. - [Antonio] Ciao.
- Buon lavoro. - [Antonio] Grazie.
Domani mattina mamma, papà e Luciano partono presto.
Io lavoro un po’ alla tesi, e quando tu hai fatto con…
Con nessuno.
Con nessuno.
- Ce ne andiamo a Tito. Va bene? - Va bene.
- 'Notte. - 'Notte.
Gildo?
Grazie.
Dieci minuti ancora.
No, l'hai già detto mezz'ora fa. Dai.
Su. Dai!
Oh. Pure, Eli'?
Eh?
[Elisa] Ah!
Dai, forza, che è tardi.
Allora, cosa le posso portare per colazione?
Addirittura la colazione a letto? Sicuro che ti senti bene?
Certo. Mai stato meglio.
Ti vizio un po'. Ora che parto, sai quanto ti manco?
Ho detto a Irene di prendere una casa con una camera in più.
- Vengo a trovarvi tutti i fine settimana. - Non esiste proprio.
Ah, sì? Ah.
- Oh. - Ho capito.
E basta!
Ma dove l'ho messo?
A giudicare dall'abbigliamento, questo signor Nessuno non ti interessa tanto.
Perché? Che c'è che non va?
È bello. Piace pure a Irene.
Ah, beh…
[citofono]
Pronto? Sì.
Arriva subito.
- L'amica tua. Eliana. - Sì.
Scendo. Un attimo, sì.
Guarda che le ho detto io di venire. Andiamo a messa insieme.
È inutile che fai quella faccia. È una mia amica e le voglio bene.
- Subito dopo la messa… - Dritta a casa. Lo so.
E comunque, qualsiasi fidanzato o pseudo tale
deve passare per la mia approvazione.
E mettiti in fila.
Ci sta prima mamma, papà, Luciano, i miei amici e Irene.
Irene no, perché sta con me, quindi spero che la pensi come me.
Guarda che sei fortunato.
Irene ti ama veramente.
E che c'entra?
Niente. Solo per essere sicura che lo sapessi.
- Ci vediamo alle 12:30. - Puntuale.
Puntuale.
- Eli', la giacca. - Fa' caldo.
- Buona domenica. - Andiamo al bar?
Tu vai. Io ti raggiungo dopo.
Veramente vuoi andare a messa?
No.
Mi vedo in chiesa con Danilo. Mi vuole dare un regalo per aver passato gli esami.
Di nuovo con quello sfigato? Ma lascialo stare, è inquietante.
Ma non è vero. È gentile.
Non vedi che ci sta provando in tutti i modi?
- Così lo illudi. - Ma non è vero.
È solo che non ha amici.
Non mi va di ignorarlo come fanno tutti.
Tu sei troppo buona.
È per quello che ti sopporto, no? Ci vediamo al bar?
- Va beh. - Va beh.
Fammi sapere se don Mimì dice la messa, mia madre mi farà l'interrogatorio.
Sì. Tranquilla. A dopo.
- Ciao. - Ciao.
[campane]
[musica inquietante]
Va bene così, grazie.
- [donna] Non si smentisce mai. - [uomo] Vedrai che arriverà.
- Ma tuo fratello ha detto dove andava? - No.
Ma visto che non ci ha avvertito e che Gianni pranza da noi,
direi che possiamo cominciare, no?
Ma no, figurati. Tranquilla, non preoccuparti.
È il compleanno di tua madre. Aspettiamo.
- Gianni, hai gradito gli antipasti? - Ho già preso, grazie.
[campane]
[dialogo indistinto]
Mi sembra ieri che abbiamo comprato questa casa.
Gli anni sono passati troppo in fretta. Non me ne sono neanche accorta.
Oh. Ehi.
Che ti piglia?
Mah, niente.
- Forse inizio a sentirmi un po' vecchia. - Eh. Vecchia.
- Perché, tu sei vecchia? - No?
Tu non sei vecchia.
Non sei vecchia.
[porta cigola]
Non vi si può lasciare un minuto da soli.
Ma Elisa e Gildo non dovevano stare già qua?
- Elisa fa sempre tardi. - Mi fa strano, Gildo è sempre puntuale.
Anto', ma non è che è successo qualcosa?
[citofono]
Eli', sei in ritardo.
Ma Elisa non è lì?
Eliana, ma non è con te?
No, ci siamo perse di vista mentre uscivamo dalla chiesa della Trinità.
Come fai a perdere qualcuno che sta con te?
La trovo e vengo.
Eliana.
- Va' a cercare tuo fratello. - Non possiamo mangiare?
Vai, su.
[musica inquietante]
- Aspettami, vado a prendere la macchina. - Sì.
Dov'eri finito?
Che è successo?
- Mi sono tagliato la mano. - Non è niente. Basta un cerotto.
No, fa male. Dobbiamo andare in ospedale.
No. È un'ora che ti aspettiamo. Gianni è andato a prendere l'auto.
Ti prego, non voglio perdere la mano!
Non voglio perdere a mano.
Perché sei sempre così cattiva con me?
[Gianni] Va beh, vado a riparcheggiare.
No. Dobbiamo portarlo in ospedale. S'è ferito una mano.
Sali, io avverto a casa.
Scusi, sto chiudendo.
Don, io sto solo cercando mia sorella.
Stamattina è venuta a messa, l'ultima volta che l'hanno vista era qua.
Controllo sempre la chiesa, dopo la funzione, ma qui non c'è nessuno.
Mi dispiace, ma devo chiudere la chiesa.
Sono sicuro che la troverà.
[musica inquietante]
Irene!
Ehi. Allora?
Niente, non si riesce a trovare.
- Elia', novità? - Niente.
Non c'è da preoccuparsi, conosci Elisa.
Hai mai visto Elisa che non mantiene una promessa? T'ha mai dato buca?
Chi doveva incontrare Elisa?
- Elia', chi doveva incontrare? - Gildo…
Non siamo andate a messa insieme.
Elisa doveva incontrare Danilo.
- Danilo, chi? - Danilo Restivo.
Il figlio del direttore della biblioteca nazionale.
Il ragazzo della spiaggia?
Danilo le aveva chiesto di incontrarsi in chiesa per darle un regalo.
Mi ha detto che non ci avrebbe messo molto e…
che dovevo aspettarla al bar, ma non è venuta.
Hai controllato in chiesa?
Sì, ma non c'era. Per questo sono venuta qua, pensavo che fosse tornata a casa.
Ma Elisa e questo Danilo stanno insieme?
No, non stanno insieme. È che…
Era lui che voleva mettersi con lei.
- Elisa è buona, non stupida. - Quand'è l'ultima volta che l'hai vista?
Io l'ho accompagnata fino alla porta della chiesa.
Poi, è entrata e non l'ho vista più.
Vieni.
Siamo tornati.
- Cos'è successo? - Sta bene.
- Che hai fatto? - Mi hanno messo i punti.
[Anna] Un punto. E comunque, bastava un cerotto.
- Cos'è successo? - Sono caduto sulle scale mobili.
Quali?
Quelle nuove.
Ma non sono ancora in funzione.
Sì, lo so, io le volevo vedere prima che le aprivano.
Ah, mentre noi ti aspettiamo per festeggiare tua madre,
tu giri per i cantieri?
[squilli del telefono]
- Ti fa male? - Sì.
Pronto?
Danilo!
Un certo Gildo Claps
dice che sua sorella è scomparsa, vuole parlare con te.
Intanto noi ci sediamo.
- Pronto? - Danilo, ciao.
Sono Gildo, il fratello di Elisa.
Avevi un appuntamento con mia sorella, ma ancora non è rientrata. Sai dov'è?
No, non lo so.
Vi siete incontrati in chiesa. Non hai visto dov'è andata?
Sì, noi ci siamo visti davanti alla Trinità. Tutta qua.
Vi siete incontrati dentro la chiesa.
Eliana era con lei.
No, io volevo dire
in chiesa, ma vicino all'ingresso.
[Gildo] E che avete fatto dopo?
Niente, noi ci siamo seduti dietro all'altare,
abbiamo chiacchierato cinque minuti, poi basta.
Di che avete parlato? Ti ha detto cosa doveva fare dopo?
Non mi ricordo.
Non ti ricordi di che cosa avete parlato due ore fa?
C'è una ragazza della scuola che mi piace
e io volevo chiedere un consiglio a Elisa per uscire con lei.
[Gildo] No, aspetta.
Non dovevi darle un regalo perché ha passato gli esami?
Sì, io pure un regalo le volevo…
Signor Claps, mi scusi. Noi stavamo pranzando, se non le dispiace.
Mio figlio le ha detto tutto quello che sa.
Scusi, suo figlio è stato l'ultimo a incontrare mia sorella,
e quindi è l'unico che potrebbe, non so, darci qualche informazione,
anche solo per capire che cos'è successo.
E dove andarla a cercare, perché qua ancora non è…
[linea caduta]
Che è successo?
Ha attaccato.
Elisa è scomparsa e questi pensano a mangiare?
Vieni in studio da me.
Versa del vino a Gianni.
[musica inquietante]
Dai.
- [Maurizio] E guardami quando ti parlo! - [parole indistinte]
Vuoi dirmi che è successo a quella ragazza?
Non lo so, papà. Io non c'entro niente, sono solo caduto.
[porta si apre]
Ma che succede?
Cambiati.
[citofono]
Vai tu.
- [Anna] Sì? - Devo parlare con Danilo. Può scendere?
Vogliono Danilo. Chiede se può scendere.
Sta scendendo.
Dani', dove sta Elisa?
Non lo so.
Non hai visto dov'è andata, dopo che vi siete lasciati?
No, te l'ho detto, siamo stati dietro l'altare principale,
abbiamo chiacchierato cinque minuti, poi…
se ne è andata, io l'ho seguita con lo sguardo ed è uscita dalla chiesa.
E basta? Tutto qua?
Mi dispiace, io non so che dirti. Io sono rimasto dentro a pregare.
Che ti sei fatto qua?
- Ah… - Qua che ti sei fatto?
No, sono andato alle scale mobili e sono caduto e mi sono fatto…
- Alle scale mobili sei caduto? - Mi scusi.
Le ho detto che stiamo pranzando, è il compleanno di mia moglie.
Danilo è stato l'ultimo a vedere mia sorella, che ancora non è tornata.
Mi dispiace, non possiamo aiutarla.
"Mi dispiace."
Fanculo, 'sto stronzo.
Questo dice di non averla mai vista.
- Ma chi è questo? - [campanello]
- Ohi. - Oh.
- Allora? - Dice che non sanno niente.
- Non sono convinto. - Gli amici la stanno cercando.
Sì, pure Cesare e gli altri.
- Lorenzo Romano l'hai sentito? - Non la vede da quando si sono lasciati.
Ma perché, stavano insieme?
Che altro c'è? Oh!
C'è anche un altro ragazzo.
- Luca. - Luca?
- Un militare. - Sì, ma è già andato via da Potenza.
Si sono lasciati dopo che è tornato a casa.
Perché si sono lasciati?
Ange'.
Lui era più grande e Elisa non era pronta.
Quanto più grande?
- Ce l'ha detto in confidenza. - Quanto?
Gildo.
Ha 24 anni.
Va bene. Grazie.
Luca dice che non si sentono da almeno due mesi.
E tu gli credi?
Sta a Matera, papà. È probabile.
Ma da quando Elisa ha un fidanzato?
- Tu lo sapevi? - No.
- E sapevi di questo Lorenzo Romano? - No.
Comunque, questi qua non c'entrano. L'unico che sa qualcosa è Danilo Restivo.
- Dici che nasconde qualcosa? - Sono sicuro.
- Sicuro. - E che cosa?
È stato l'ultimo a vederla.
E ha un taglio sulla mano.
Dice che dopo è andato al cantiere e s'è tagliato sulle scale mobili.
Al cantiere?
- A fare che? - Non lo so.
Io conosco Danilo dalla scuola. Forse con me ci parla.
Bravo, vengo con te.
- Meglio se vado solo. - Vengo con te.
Vieni con me.
Senti, io come ti posso aiutare?
- [Filomena] Dove sta, Antonio? - Stai qua.
[Antonio] Non fare così, stai tranquilla.
Vedrai che torna, Filome'. Vedrai che torna.
[porta si chiude]
Lorenzo Romano, 'sto Luca… Quanti ragazzi ha avuto?
Ha 16 anni, non è più una bambina.
Con te parlava. Possibile che non sai niente?
E tu mi hai sempre detto tutto? No. E manco io.
Ci penso io, fa' parlare me.
Va'.
[citofono]
Chi è?
Sono Luciano Claps, un compagno di scuola di suo figlio.
Mi spiace disturbarla. Posso parlare con Danilo?
Non è qui.
Che cosa?
Ma se gli ho parlato un'ora fa!
Possiamo chiederle dov'è?
Elisa non è tornata e le saremmo grati del suo aiuto.
Doveva andare a Napoli a sostenere un esame.
Allora ci dia un contatto di dove sta a Napoli.
Non c'è il telefono dov'è adesso.
O mi dà un contatto adesso o vado dritto alla polizia, capito?!
Ha attaccato?
- Ha attaccato. - [citofono]
'Sto stronzo ha attaccato 'sto cazzo di citofono!
- Oh, ti calmi? - Vaffanculo!
Andiamo.
- Prepara la borsa, vai a Napoli. - Non voglio.
Non ho chiesto il tuo parere.
È solo per qualche giorno, dai. Sbrigati.
[tasti della macchina da scrivere]
- Mi scusi… - Sì, tra un minuto saranno da lei.
[sirena]
- Scusi, mia figlia è scomparsa. - Mi spiace, non è di mia competenza.
Che posso fa'?
Gildo, che fai? Che fai?
- Sei pazzo? - Fammi fa' a me!
Vuol farsi arrestare?
Mia sorella è scomparsa, vogliamo fare la denuncia!
Sì, però stia calmo.
Allora, protocolliamo 'sta denuncia, dai.
- Come si chiama sua figlia? - Elisa. Elisa Claps.
- Età? - 16 anni.
- Quando l'avete vista l'ultima volta? - Otto ore fa.
E l'ultimo che l'ha vista si chiama Danilo Restivo.
Si era fissato con lei.
Siamo andati a parlarci, ma il padre dice che è partito per Napoli.
La paura è che le abbia fatto qualcosa, perché era evidente che…
- Scusi, che sta facendo? - Eh…
- Non avete notizie da otto ore? - Esatto.
Non possiamo accettare una denuncia di scomparsa prima di 48 ore.
Ha solo 16 anni.
Scusate, ma la legge prevede questo.
[sirena]
- Torniamo domani. - No, non ci muoviamo da qua.
Mi scusi, ma è ridicolo. Elisa è scomparsa adesso, perché perdere altro tempo?
Ho portato pure una sua fotografia.
Ascolti.
Io ho due figlie adolescenti. Mmh?
A volte, può succedere che si discute.
Si litiga. Come capita in qualsiasi famiglia.
Non c'è stata nessuna discussione. Nessun litigio.
Elisa è andata in chiesa, ha incontrato Restivo e non è più tornata!
- Cosa non è chiaro? - Avrà discusso col fidanzato.
No! Ma non…
- Era arrabbiata. - Non è il suo ragazzo!
Gildo.
[Antonio] Ti vuoi calmare?
Allora.
Spieghiamoci bene. Andate a casa.
Può essere che vostra figlia è tornata.
Se fa una promessa, la mantiene.
Se dice che alle 12:30 sta a casa, lo fa.
Forse non mi sono spiegato bene.
Io ho le mani legate.
Per legge, non posso protocollare la denuncia prima di 48 ore.
Va beh, Gi', andiamo, forza.
- Vi accompagno. - Arrivederci.
Grazie.
Ciao, avete visto Elisa Claps, mia sorella?
Ha i capelli scuri…
- Ma dove può essere andata? - Andiamo a vedere di là.
Oh.
Gildo!
Oh. Allora?
- Niente? - No?
Che facciamo?
Cerchiamo ancora, dai.
- Posso aiutarla? - Sì.
Salve, mia sorella è scomparsa. Era qua stamattina.
No, mi dispiace, qui non c'è nessuno.
Sicuro che non l'ha vista? Occhiali, capelli lunghi scuri.
No, assolutamente no.
Va beh, grazie.
Ma di qua dove si passa? Posso andare a vedere?
Non ho le chiavi, mi dispiace.
A chi le posso chiedere?
Don Mimì, ma è partito oggi pomeriggio. Tornerà fra qualche giorno.
Arrivederci.
Arrivederci.
[campane]
Elisa!
- Oh! - Oh!
Il sacrestano non sa niente. Don Mimì non c'è.
- Come, non c'è? - È andato fuori città.
Elisa scompare, Danilo scappa a Napoli, e adesso pure il prete.
Ma che cazzo sta succedendo, Gi'?
Non lo so, ma non mi sembra una coincidenza.
[Luciano] Elisa!
[Gildo] Elisa!
[Luciano] Elisa!
[Gildo] Elisa!
Grazie, papà.
Sbrigati, che parte.
[musica inquietante]
[clacson]
- [Gildo] Ci sentiamo dopo. - Ciao.
[squilli del telefono]
Pronto?
Elisa, sei tu?
[ansimare]
Chi è?
Che cosa volete?
Dov'è mia figlia?! Che le avete fatto?!
[Filomena] Che cosa volete da noi?!
- Pronto? - Pronto?!
[musica inquietante]
Cesare, fai così. Vai fino alla fine di via Pretoria e mi fai sapere.
Va bene. Oh, dai che la ritroviamo.
Sì.
Sottotitoli: Costanza Colombo
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