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Original subtitles

LA PISCINA

Jean-Paul.

Grattami la schiena.

Nessuno lo fa come te.

- Vado io. - No, lascialo squillare.

- Aspetta, torno. - No, resta qui.

- Vado. - No.

Bastardo.

- Grande. - Perché, aspetti qualcuno?

No.

Signora, chiedono di lei al telefono.

- Chi è? - Non lo so.

Bastava chiedere. Arrivo.

Sulla strada per le spiagge. Sì.

Chi era?

Ti faccio domande quando telefoni?

Se me lo chiedessi, ti risponderei.

Indovina chi era.

Non mi interessa.

Era Harry.

- È da queste parti? - Sì.

Quando siamo rintanati da qualche parte il primo che telefona...

è sempre lui.

È con sua figlia.

Gli fa vedere la costa.

- Ha una figlia? - Dobbiamo crederci.

Non me ne ha mai parlato.

Neanche a me.

Quanti anni ha?

Non so niente.

La figlia di Harry dev'essere qualcosa.

Come va? Sei bellissima.

Sto bene, e anche tu non sei così male.

Dicono sempre che il vecchio Harry è sempre lo stesso.

Sempre lo stesso.

- Questo è il tuo ultimo mostro? - Sì.

Parigi-Saint-Tropez in 7 ore e un quarto.

- Ti piace? - Sarei incontentabile.

Buongiorno.

Questa è mia figlia, Penelope.

E lei è Marianne, quella di cui ti ho parlato tanto.

Di' "Buongiorno".

- Buongiorno. - Buongiorno.

Jean-Paul. Mi fa piacere vederti.

- Sei in forma. - Anche tu.

Vado a prendere qualcosa da bere.

Che ti piaccia o no, ecco mia figlia.

Ci hai nascosto delle cose. Buongiorno, Penelope.

Buongiorno.

Ho visto Fred. È stato lui a dirmi che eri qui.

Non ne sapevo nulla.

Te ne sei andato senza avvertire.

Abbiamo mandato una cartolina.

Eravamo in Canada.

È vero.

È bello.

È la cosa più bella della casa.

È grande.

Una bella piscina.

Tutto bene?

- Cosa vuoi bere? - Un whisky.

Un succo d'arancia?

Il 17 devo essere a Milano. Fino ad allora staremo in giro.

Non conosceva la Costa, gliel'ho mostrata.

Voglio una sigaretta.

Perché non venite a Milano con noi?

- Stiamo bene qui. - Jean-Paul ha solo un mese di ferie.

Povero Jean-Paul.

Quindi questa è la casa di Marc e Lucien?

- Non la conoscevi? - No.

Dove sono quest'anno? In India? In Iran?

In India.

È il posto loro.

Ce l'hanno prestata, ne approfittiamo.

Non è male.

Perché voi due non restate?

- Qua? - Sì, c'è tutto lo spazio che volete.

- Cosa ne pensi? - Mi sta bene. Per me è uguale.

- No, lascio decidere a te. Sì o no? - Per me è uguale.

- Per lei è uguale. - Va bene, vi terremo qui.

Bene.

Non vuoi fare un tuffo?

Buona idea. Mi vado a cambiare.

Prendi la stanza al piano terra, vicino al living. Fagliela vedere.

Non fa il bagno?

No.

- E non beve niente? - No, grazie, non ho sete.

- Vive con sua madre? - Sì, a Losanna.

- Studia? - Sì. Posso avere una sigaretta?

Grazie.

È proprio la figlia di suo padre.

Perché?

Per niente.

Venga, Penelope. Le faccio vedere la casa.

Quanti anni ha?

Diciotto.

Stai bene?

Non si vede?

Sto sempre bene quando sono con te.

Non chiedo altro.

Allora perché gli hai detto di restare?

Pensavo di farti un piacere.

È amico tuo, molto più che mio.

Eppure dicono che tu e Harry...

Chi ti ha detto?

Un po' tutti.

Mi stai scocciando.

Non scioglierti i capelli.

Girati.

Girati.

Ti amo. Ti ano.

A cosa stai pensando?

È curioso.

Mi parli spesso degli altri. Di Harry, niente.

Non una parola.

Perché non c'è niente da dire.

- Un giorno me lo dovrai dire. - Cosa?

Forse sei tu che diffondi queste voci.

Non c'era davvero niente?

Proprio così.

È bella la mia figlia.

Non male.

È strano vederti come padre.

- Ti cambia. - Un errore di gioventù.

- Te ne penti? - No.

Chi è sua madre?

Un'inglese, non la conosci.

Non ti assomiglia e ti invecchia.

Non esagerare. Sembra molto più matura.

- C'è gente quest'anno a Saint-Tropez? - Non scendiamo mai. Stiamo bene qui.

Cosa fai tutto il giorno?

Allora, è vero amore?

- Più che mai. Ti sorprende? - No.

- Salve, signori. - Ho fame.

Porto il caffè, freddo e caldo.

Grazie, Emilie.

Ha un buon profumo.

Un vero caffè della nonna, che meraviglia.

Fa anche le marmellate?

- No, signore, quelle no. - Peccato.

Bene

Se non c'è abbastanza caffè ne ho dell'altro in cucina.

Grazie mille.

È affascinante la cameriera.

Mary era brava.

Non ci sono tovaglioli.

Vieni, Pen?

- Dopo. - Si raffredda.

Mi infastidisce.

- Non mangi? - No, non ho fame.

Il caffè è squisito.

Marianne, sta ancora dormendo?

Di sicuro.

È vero che le piace alzarsi tardi.

Continua a lavorare?

Non al momento.

Ho l'impressione che si stia lasciando andare.

Sarebbe un peccato.

Sicuro di non impedirgli di fare il suo lavoro?

Il suo ultimo articolo era fantastico.

Quando vuole fare soffrire, è eccezionale.

La adoro.

Vado a svegliarla.

Permetti?

Non è male. Quando esce?

In questi giorni.

Ti piace?

Sì, mi piace.

Funzionerà?

Penso.

Fa caldo fuori?

Bollente.

Cosa facciamo?

Quello che vuoi.

Domani mi farò una siesta.

Fa caldo nelle stanze.

Dimmi un po'.

Mi fai provare il bolide?

Ora?

Perché no?

Carrozzeria di Ghia, motore V8, 4,7 litri di cilindrata,

4 alberi a camme in testa e 4 carburatori doppio corpo.

Quanto costa questa meraviglia?

È cara.

Allora, la canzone funziona bene?

Sì.

E tu, sei contento del nuovo lavoro?

Sì, così.

Cosa fai di preciso in un'agenzia pubblicitaria? Cerchi idee?

In linea di principio.

- Ne trovi? - No.

Hai rinunciato definitivamente alla letteratura?

Sì.

Sì, avevi di meglio da fare.

Ci sono giorni in cui sono stufo.

Vorrei scappare.

È nel tuo stile.

- Buonasera, signora, ho finito, io vado. - Buonasera, Emilie, grazie.

- Gute nacht, Emilie. - Buonasera, signori.

Buonasera, Emilie.

- Sbrigati. - Aspetta.

Ho perso in ogni caso.

Sicuro di non volere niente, Jean-Paul?

- Un goccio? - No.

Proprio la carta che stavo aspettando.

- Chi ha vinto? - Harry.

- Cosa? Sei sicura? - L'ho visto toccare per primo.

Sono odioso, lo dico sempre.

Comunque sono in forma.

Dovresti lavorare sulle gambe. È il tuo punto debole.

Dovresti lavorare sulla respirazione.

È il tabacco.

Hai il mio orologio?

- Sì. - Grazie.

Non siete un po' stanchi di stare rinchiusi?

Non volete venire con me a Saint-Tropez?

È un selvaggio, lo sai.

Stai parlando di me. D'accordo, vado.

Giù ho un sacco di amici.

Se sanno che sono passato. Vieni con me?

No, grazie, un'altra volta.

Ti prendo una sigaretta.

Bene, io vado.

Ciao.

- Ciao. - Ciao.

Se non torno per cena, non aspettatemi.

- D'accordo. - Ciao. Pen, fai la brava.

Perché non sei scesa?

Non voglio.

Se vuoi uscire stasera chiedigli di accompagnarti.

Credo che lo metterei in imbarazzo.

Scommetto che stasera non tornerà da solo.

- Con sua figlia non oserebbe. - Ma davvero?

Attento, sono sicuro che Penelope ci sta guardando.

È adulta.

- No. - Si.

- No. - Si.

Ti prendo.

Vedrai.

Ti prendo.

Quale preferisce?

Cosa?

Tra le due molliche, quale preferisce?

Questa. Perché?

Anch'io. È strano, abbiamo sempre una preferenza.

Anche per cose senza valore.

Che cavolo sta facendo, Harry?

Senti freddo?

Un po'.

In fondo non mi piace l'estate.

Mi piacciono solo le stagioni intermedie.

Non hai fame?

No.

Dovremo mangiare qualcosa, con o senza Harry. Sono quasi le 8.

Da quanto tempo vi conoscete?

Da due anni.

Due anni?

Fra poco due anni e mezzo.

E mio padre?

Cinque o sei anni. O sette.

Se ricordi, è stato a casa sua che ci siamo visti per la prima volta.

È vero.

Allora eravate come due fratelli.

Ci vediamo meno, tutto qui.

Siamo arrivati.

Non preoccupatevi, abbiamo tutto.

Prendi.

I fiori.

- Perfetto. Sono tutti tuoi amici? - Tutti, molto stretti. Tieni.

Andiamo.

Non conosco ancora tutti e mi dispiace.

- Pen, stai bene? - Così.

Ti presento Mireille.

Ti presento Sylvie.

Lei è Kouki.

- E questo giovanotto? - Chi io?

No, lui.

Alain.

Vieni.

Vieni a ballare, Pen. Dai, vieni.

Tieni, pensaci tu.

Fai un piccolo sforzo, sii gentile.

Non è divertente aprire bottiglie se non bevi.

In alcuni posti non si paga quasi nulla.

La mia tragedia è...

che quando una donna è interessata a me mi innamoro subito.

Mi paralizza.

È perché non sono stato giovane.

Sono rimasto vergine fino a 25 anni.

Fino al secondo matrimonio.

Ecco qua.

È vero quello che dice?

No, purtroppo non è vero.

Per me sarebbe perfetto. Adoro la Svizzera.

È un paese bellissimo.

- Scusami. - Dove va?

- Torno. - Come si chiama?

Perché è andata via?

Quel ragazzo mi stava infastidendo con le storie sui soldi.

Ha visto mio padre e Marianne?

Sì.

Non è niente?

- Non ha molta importanza. - Trova?

No, ci sono sere in cui tutto è permesso. Anzi, quasi.

Non ha molta importanza.

Ho paura, non so perché.

Il cielo è quasi bianco da quanto è blu.

Promette ancora un bel po' di caldo.

- Tieni. - È tardi?

Non manca molto a mezzogiorno.

Gli altri sono già alzati?

Non ho visto nessuno.

- Hai delle belle occhiaie. - Non ti sei visto.

Non voglio alzarmi.

Ci sono giorni in cui non mi riesce. Oggi per esempio.

Vorrei sparire senza dire nulla.

Resta a letto. Vuoi che chiudo le tende?

Harry è stato molto tenero con te ieri sera.

È sempre tenero con le donne, è gentile.

E sua figlia, a proposito?

Cosa, sua figlia?

No, niente.

Come la trovi?

Andrebbe chiesto a te.

È particolare.

Se ho capito, faccio la valigia e parto?

Aspetta ancora un po'.

Pen, tesoro.

Non avrei voluto una figlia diversa da te.

Hai la pelle morbida.

Hai un buon odore.

Hai dormito bene?

No, non molto.

È perfetto.

Hai tutto il tempo per dormire.

Un giorno ti sposerai.

Ti servo?

Più tardi, grazie.

Cosa leggi?

È bello?

Credo di averlo già letto.

- Non ti annoi qui? - Non mi annoio.

Sai cosa ho pensato?

Dopo Milano...

se andassimo a Venezia insieme?

Che ne dici?

- A Venezia? - Sì.

Salve.

Salve.

Buongiorno.

- È la tua tazza? - Sì, fai pure.

- Ne prendi ancora? - Sì, grazie, un dito.

Grazie.

Hai ancora difficoltà a svegliarti?

- Sì, più che mai. - Sei un po' fragile.

Lo so, me l'hai detto spesso.

Perché sono interessato a te. È normale.

Quando sarà il matrimonio? Spero di fare il testimone.

Quale matrimonio?

Marianne.

Sai benissimo che finirai per sposarla.

È una pantofolaia, in fondo.

È adatta a te.

Sposala tu.

Ho rinunciato a sposarmi da tanto.

Ora mi occupo solo di mia figlia.

Ma tu dovresti. È proprio il tuo stile.

Mi stai facendo incazzare.

Non sei di buon umore stamani.

Sì, mi sono alzato col piede sbagliato.

Fai come vuoi, Jean-Paul.

Cambia i tuoi desideri invece del mondo.

- È tardi, vado a fare delle compere. - Vengo con te?

- Harry, mi porti tu? - Sì.

Devo andare a fare compere. Voglio salire sul tuo mostro.

Arrivo subito.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Ti vedo bene malgrado ieri notte.

Vado a cambiarmi.

- Serve qualcosa? - No, grazie.

Bene, mi faccio la barba.

Si starà annoiando, vero?

È gentile non darlo a vedere.

La colpevole è l'insegnante.

Sì, lo so, grazie.

Bene.

Ha passato un brutto periodo. Per tanti motivi.

Credo che abbia fatto affidamento sul libro e questo l'ha demoralizzato.

- E poi... - Non ci ha riprovato?

No, non credo.

Dicono che non fallisca mai due volte.

Sì, lo so.

Ma sta molto meglio, te lo assicuro.

Ha smesso di bere. Ha cambiato vita, ha accettato il lavoro.

È interessato?

Più o meno, lo conosci.

Vorrebbe sempre ciò che non ha. Sotto questo aspetto non è cambiato.

E tu resti con lui.

Sto molto bene con lui.

Molto bene.

Ho l'impressione che abbia ancora bisogno di me.

È il primo uomo con cui vado così d'accordo.

È vero.

Sono un po' stanca della vita da ragazza,

del mio lavoro. Mi sono rotta.

Prima non veniva mai a trovarmi.

Mia madre diceva a tutti che era morto.

Io ci ho creduto.

Fino all'anno scorso ho fatto a meno di lui.

Un bel giorno arrivò.

E ora c'è sempre.

Vuole che esca con lui. Mi porta ovunque.

Quando mi prendono per la sua ragazza...

non sta più nella pelle.

Protesta, dice, "Ma no, è mia figlia".

Sperando che non ci credano.

E poi...

mi dà consigli, si prende cura di me.

Vuole sapere tutto quello che faccio.

All'improvviso, la settimana scorsa...

ha deciso di portarmi con sé in Italia.

Io non gli ho chiesto nulla.

Ma non c'era verso di dirgli, "No, non ci vengo".

Non c'è verso.

Ha detto che ne aveva abbastanza di Marianne.

Che gliela stava affidando.

Ma che se la sarebbe ripresa quando avrebbe voluto.

Dice che lei non hai talento.

Per niente.

Non le vuole bene.

Non gli piace nessuno.

Ma vuole che tutti lo adorino.

Ehi, vai a Milano?

Sì, ma non subito.

Ci vediamo prima di partire?

- Prometto. - Arrivederci.

- Arrivederci. - Grazie.

- Buonasera, Emilie, non ci sono? - Sono appena andati via.

L'ho aspettata. Non volevo lasciare la casa vuota.

- Certo. - Posso andare?

- Sì, grazie. - Grazie.

- Buonasera, signora, a domani. - Buonasera.

- Buonasera, signore. - Buonasera, Emilie.

- Non ci sono? - No.

- Ti aiuto? - Se vuoi.

- Mangiamo cinese, d'accordo? - D'accordo.

- Tu ti occupi del riso? - Sì.

Come al solito.

Non puoi farmi questo.

- Non ti vergogni? - Mai.

Vederti apparire così all'improvviso.

Sei meravigliosa.

Peccato.

- Vuoi un bicchiere? - Sì.

Tieni.

- Puoi chiudermi il fermaglio? - Sì.

Sei impazzito?

Saranno qui a momenti.

- Buonasera. - Dov'eravate?

Stavamo cenando senza di voi.

Volevo fare un bagno al mare.

E al ritorno c'era traffico.

A tavola.

Venite, è pronto.

Servitevi. Starete morendo di fame.

Mia figlia.

Hai fatto il bagno anche tu?

Sì.

L'acqua era bella?

Molto bella, ma c'era un po' di vento.

Pensavo non ti piacesse l'acqua.

Mi piace il mare.

No, non si fa così.

Guarda, prendi il primo bastoncino tra due dita.

Tieni il secondo così.

E poi muovi il dito indice, solo il dito indice.

Non ci arriverò mai.

Vado a prendere il riso.

Hai cucinato tu?

No, l'ho solo riscaldato. È venduto già pronto.

Sì, ma vanno...

aggiunte le spezie.

Il pepe. Lo zafferano.

Altrimenti è un po' insipido.

È squisito.

Il riso va tostato per farlo venire bene.

E il buon riso è molto raro.

Molto raro.

Mi piace molto la cucina cinese.

Viene tagliato tutti a pezzettini, non ci sono sprechi.

Ed è leggera.

E poi...

la cucina vietnamita è ancora meglio.

I ristoranti ad Amsterdam.

I ristoranti indonesiani...

fantastici.

Ti ricordi?

Non le va?

Vado a letto.

Buonasera.

Buonasera.

Buonasera, Pen.

Spero che...

non abbia preso freddo.

No, penso di no.

Il primo bagno dell'anno stanca sempre un po'.

Vado a vedere se ha bisogno di qualcosa. Torno subito.

Dove hai fatto il bagno? A Pampelonne?

No, un po' più giù.

- C'era tanta gente? - No, in questo momento nessuno.

Stasera ci sono le zanzare.

La luce li attira.

- Scusatemi, ma vi lascio. - Dove vai?

Ho promesso a Fred che sarei andato a trovarlo prima di partire.

Ci lasci?

- Sì. - Quando?

Domattina.

Potevi avvisare.

Credevo di averlo detto.

- E Penelope? - Verrà con me, ovvio.

Se sua madre scoprisse che la lascio qui mi caverebbe gli occhi.

A stasera. Non andrò a letto troppo tardi.

O ci vediamo domattina.

Sei libero, lo sai. Totalmente libero.

- Perché me lo dici? - Lo sai benissimo.

Non sentirti obbligato a farmi compagnia.

Se vuoi salire, non esitare.

- No, va bene così. - È colpa mia.

Forse.

Sei Pesci, ascendente Acquario. Sei fatto per essere amato.

Non te ne rendi conto.

Cosa vorresti dire?

Niente.

Vai a trovarla se vuoi. Non restare qui.

Dopotutto domani parte.

Anch'io parto.

Domani o dopodomani.

Per me non ha più senso restare qui.

Rientri?

Sì.

E io?

Fai quello che vuoi.

È per causa di lei?

Scusami.

Non mi considerare, non importa.

Me lo aspettavo.

Ultimamente stai cercando qualcosa.

Hai preso la prima che è passata.

E poi è la figlia di Harry, ti eccita.

Stai dicendo scemenze, Marianne.

Non so cos'hai in mente.

Cosa vuoi fare con questa ragazza? Non lo so.

Non mi riguarda.

Posso solo dirti che...

...mi sembra che tu stia facendo una sciocchezza.

Io vado su.

Vuoi che spenga il living room?

No, per favore.

- Dormi di sotto? - Sì.

Buonasera.

Buonasera.

Merda. Merda. Merda. Merda.

Quel maledetto cancello semiaperto.

Ora dove lo faccio riparare?

- In Italia. - E merda.

Una sigaretta?

Laggiù.

- Sei solo? - Sì.

- Dormono tutti? - Da tanto.

Se l'avessi saputo ti avrei detto di venire.

- Partirai ancora domani? - Sì.

Hai ricominciato?

- Quando? - Stasera.

Bravo.

Affari tuoi.

- Ti farà piacere, no? - A me?

Cosa vuoi che me ne freghi.

Perché non vai a dormire?

Cosa vuoi?

Mi stavi aspettando.

Hai qualcosa da dirmi?

Avanti, dillo.

Vuoi parlarmi di Penelope?

Mi pare di sognare.

Povero coglione.

Puoi dirgli addio a Penelope. Finito, con Penelope.

Domani la porto via.

Fine.

Fine.

Ma cosa credi?

Pensi di continuare ancora per parecchio?

Che continueremo a sopportare i tuoi capricci?

Mi piacevi quando avevi 17 anni.

Eravamo completamente fuori di testa.

Giocavi con la vita tirando a testa o croce ogni mattina.

Un giorno ti sei quasi ucciso. Ricordi?

Era vero? Non era vero?

Non l'abbiamo mai saputo.

Ma per te ha funzionato. Ti abbiamo trattato con i guanti.

Ti trattavano come un malato.

Non dovresti arrabbiarti. Non dovresti contraddirti.

Jean-Paul va gestito.

L'ha detto Marianne.

E ora...

cosa succede a Marianne?

Ci hai pensato?

No.

Non ti importa. Non ti interessa più.

Hai bisogno di tutto subito.

Un bambino viziato.

Povero coglione.

E alla fine vai a letto con mia figlia.

Sei contento?

Perché me lo stai dicendo?

Ti ho sempre superato e lo sai.

Non potresti fare nulla contro di me.

Quindi ti attacchi a mia figlia.

Ha 18 anni.

È più facile.

Sei fiero di te?

Hai di che essere fiero.

Sei geloso?

Aiutami.

Aiutami, per l'amor di Dio.

Aiutami.

Smettila.

Non fare lo scemo. Cazzo, smettila.

Ho freddo e ho bevuto troppo.

Non fare l'idiota.

Ho un crampo, mi fa male lo stomaco.

Smettila.

Aiutami.

Sei pazzo.

Smettila. Fermati.

Smettila.

Non ci potrò mai più fare il bagno.

La svuoteremo domani.

Sarà peggio.

- Ancora nessuna notizia da sua madre? - No.

Ma l'ha avvisata?

L'avrà saputo dai giornali.

E comunque non gli importa.

A tra poco.

Non potevamo immaginarlo vecchio,

rugoso, con i capelli bianchi.

Non c'era quasi nessuno al funerale. Mi ha sorpreso.

La gente è in vacanza.

C'era qualcuno della casa discografica.

Mi ha colpito quando il suo direttore gli ha portato via la macchina.

Ne andava fiero.

Ho preparato un piccolo pasto freddo.

Pensavo che aveste fame.

Grazie, è gentile, Emilie.

Mi chiedo se sua figlia è abbattuta.

Ce l'hai con me?

Perché?

Tutto può cambiare in poco tempo.

Farai quello che vuoi. Io non posso più restare. Domani parto.

Anch'io, prima possibile.

La porti a casa?

Non posso lasciarla andare da sola.

Se potessi, partirei stasera, ma è troppo tardi.

Salve, signore, scusi se la disturbo.

Prego.

L'ispettore Lévêque.

Di Marsiglia.

Lei è il sig. Leroy?

Sa, è una cosa di routine.

Ma per ogni incidente è la stessa cosa.

Lo so, è fastidioso.

Signora.

L'ispettore Lévêque, di Marsiglia.

È una piccola indagine formale.

Ma la polizia è già venuta più volte.

Sì, lo so, ho il loro rapporto.

Undici pagine.

Non importa quanto siano scrupolosi, dimenticano sempre qualcosa.

- La prego, si sieda. - Grazie.

- Stavate mangiando? - Non importa.

Non ne avrò ancora per molto, solo qualche precisazione.

Sigaretta?

- No, grazie, preferisco... - Sì.

Scusi.

Naturalmente riguarda la morte del sig. Harry Lannier.

Secondo il medico è morto annegato verso le 4 del mattino.

Sì.

Era un buon nuotatore?

Sì, molto.

Era un uomo che...

come dire...

È Mlle Lannier?

Sì.

L'ispettore Lévêque, di Marsiglia.

Accetti le mie condoglianze, signorina.

Devo fare delle domande.

- Può restare se vuole. - Grazie.

Grazie.

Il sig. Lannier faceva spesso il bagno di notte?

A volte si.

È lei, signora,

ad aver scoperto il corpo?

Sì, sono io.

Era in piscina.

E i vestiti dov'erano?

Sul bordo.

State a sentire.

Pantaloni di gabardine blu chiaro e camicia di cotone celeste...

erano piegati su un tavolino di alluminio.

Vede, è dettagliato. È d'accordo con la polizia?

Sì.

Ha visto il sig. Lannier la sera prima?

Sì, naturalmente.

- Anche lei, ovviamente. - Sì.

E quando il sig. Lannier lasciò la villa per scendere a Saint-Tropez...

era vestito...

- con dei pantaloni blu? - Sì.

E con una maglietta blu.

Sì, credo.

Non è sicura?

No, non proprio.

E lei, signore?

Non ho prestato attenzione, forse sì.

Bene, non fa niente.

Credo che lei abbia dormito in soggiorno quella notte.

Sì. Fa più fresco.

Posso dare un'occhiata in salotto?

Certo.

E malgrado il fatto che il sig. Lannier...

ha colpito con la macchina il cancello...

- non ha sentito niente. - No, niente.

Avevo preso un sonnifero.

Ma ci è stato chiesto già.

Sì, lo so.

Ma vedete.

Devo fare un supplemento di indagine...

e devo dire...

che non mi state aiutando molto.

Ad esempio...

sappiamo che il sig. Lannier è morto annegato in piscina.

Ma come?

Facendo il bagno, no?

Sì.

Facendo il bagno.

Con l'orologio.

Lei nuota spesso con l'orologio?

Sì, mi succede. Il mio è impermeabile.

Quello del sig. Lannier no.

È un orologio di marca. D'oro.

L'avrà dimenticato.

Sembra che avesse bevuto un po'.

È vero.

L'abbiamo visto bere molto di sotto.

Bevi e balla. Hai ragione, forse è proprio così.

Bene.

Vi lascio.

Se vi viene in mente qualcosa, un dettaglio,

avvisatemi.

Quale dettaglio?

Non lo so. Sta a voi.

Restate ancora un po'?

Partiremo il prima possibile.

Scusate, ma...

vi chiedo di restare un po'

finché tutto non sarà risolto.

- Ci vorrà molto? - Qualche giorno.

Naturalmente Mlle Lannier può raggiungere sua madre quando vuole.

Bene.

Arrivederci. A presto.

- Scusate. - Arrivederci.

Pronto?

Saluti, Fred.

Sì, sto bene.

Marianne, va tutto bene.

Ancora non lo so.

Dipende.

Sì.

No, non ci muoviamo.

D'accordo. Ciao.

Era Fred.

Forse verrà a trovarci più tardi.

Eccolo ancora.

- Buongiorno, signorina. - Buongiorno.

- Non è andata via. - No.

Credo che sua madre debba venire a prenderla.

No, è Jean-Paul che deve riportarmi.

Il sig. Leroy?

Mi scusi, ma dobbiamo vederci da soli. Permette?

Buongiorno, signora.

Signorina, sono ancora io.

Buongiorno.

Potrei vederla da sola per un momento?

- Vuole entrare? - No, qui saremo più tranquilli.

Venga.

È da tanto che è amica del sig. Leroy?

Da più di due anni.

Ho appena saputo che avrebbe portato a casa Mlle Lannier.

È normale.

Ci ha riflettuto da ieri?

No.

Io sì.

Ho pensato alla storia dell'orologio.

E poi nel rapporto c'è un altro dettaglio.

La polizia ha segnalato che...

le tasche dei vestiti del sig. Lannier erano vuote.

Completamente vuote.

Nemmeno un po' di tabacco, niente monete, niente.

E nessuna traccia di sudore.

Puliti come se fossero usciti dalla lavanderia.

Eppure il sig. Lannier...

aveva bevuto molto quella notte.

Aveva ballato molto.

Quindi...

se fosse stato spinto in piscina,

se fossero stati nascosti i vestiti...

e se fossero stati sostituiti con altri...

sarebbe esattamente la stessa cosa.

Era molto legata al sig. Lannier?

Lo conoscevo da tanto.

È stata la sua amante?

Sì.

Ma sono passati quattro anni.

Era un affare ufficiale, cioè...

il sig. Leroy era al corrente?

- Senza dubbio. - In questi giorni il sig. Lannier...

No, non proprio.

Forse non significa niente.

Salve, sig. Leroy. Mi scusi se la disturbo ancora.

- Finirà presto? - Si, spero.

Hai trovato qualcos'altro?

- No, niente. - Allora possiamo partire?

- Speriamo presto. - Ma quando?

Forse domani, dopodomani al più tardi.

Le farò sapere.

Arrivederci.

Arrivederci.

Buonasera.

Buonasera.

Non parliamo più?

In che senso?

Non mi hai detto una parola da stamattina.

Cosa vuoi che ti dica?

Penso solo a lui da quando è morto.

Tu no?

Sì.

Ti ho guardato.

Ti ho guardato vivere, mangiare, camminare, rispondere al telefono.

Mi è sembrato che fosse la prima volta che ti guardavo.

Parti, ora che l'indagine è finita?

Come fai a sapere che l'indagine è finita?

L'ispettore ti ha detto qualcosa?

No.

Cosa ti ha detto?

Niente.

Ma sai...

I vestiti di Harry,

quelli che abbiamo trovato a bordo piscina,

l'ispettore dice che Harry probabilmente non li indossava quella notte.

Cosa ne sa?

Erano puliti.

Niente sudore, niente.

E poi anche la maglietta.

Non era blu, era bianca, ora sono sicura.

La ricordo molto bene.

Dice...

che forse...

Harry fu spinto in acqua.

L'hanno annegato.

Poi gli hanno cambiato i vestiti.

Dice che...

che forse è un omicidio.

E dice che sei stato tu a ucciderlo.

Capisci?

No.

È tornato per questo.

È in agguato. Cerca delle prove.

Che tipo di prove?

Ma...

forse solo...

un fagotto di vestiti spiegazzati arrotolato in un angolo.

Li hai trovati?

- Buonasera. - Signore.

- Buonasera. - Buonasera.

- Buonasera. - Buonasera.

Sedetevi. Cosa volete bere?

- Quello che avete. - Birra, Coca Cola, scotch?

- La birra va bene. - Anche per me.

- No, per favore, una Coca-Cola. - Bene.

Ha visto l'articolo su di lui del giornale di ieri?

Hanno scritto "Lanier" con una sola N.

Non è venuto molto bene in questa foto.

È comunque lui.

- Cosa dicono? - Niente di speciale.

Dov'è sua figlia, Penelope?

È fuori o nella sua stanza.

- Resta con voi? - No, tornerà a casa da sua madre.

E lei, le vacanze?

Rientriamo, ovviamente.

Un ramino, Jean-Paul? Ti distrarrà un po'.

- Buonasera. - Grazie mille, buonanotte.

Li hai trovati?

Eravamo laggiù.

Era sbronzo.

Voleva colpirmi.

È caduto da solo.

Da solo.

Dopo non so cosa mi ha preso.

Un colpo di follia.

Vieni.

Non restare qui.

Dimmi.

Niente, tutto qui.

Gli ho impedito di uscire dall'acqua.

Avresti dovuto chiamarmi.

Cosa faremo?

Penelope deve andare via.

Diglielo gentilmente e ti ascolterà.

Le prometti che la rivedrai. In un secondo momento.

Non lo dico per me, ma per lei.

Solo per lei.

Stenditi.

I vestiti di Harry...

dove li hai messi?

Credevo...

In cantina. Sotto la legna.

Non credo a una parola di quello che mi ha detto.

Volevo solo chiedere.

Sì.

Mio padre...

com'è morto?

È annegato, è vero.

È stato un incidente.

- Arrivederci, Pen. - Arrivederci.

Ma non ho motivo di trattenerla.

Spero che sappia cosa sta facendo.

Ho delle informazioni sul sig. Leroy.

Ha cercato di uccidersi in passato?

Non lo sapevo.

Quello che le ho detto l'altro giorno, ci ha pensato?

- Sì. - Non ha trovato niente?

Niente di niente.

Vede.

Un caso non è mai definitivamente chiuso.

Un dossier chiuso si riapre.

Se un giorno avrà...

- non lo so, rimpianti... - No.

Non dica di no.

Non si sa mai.

Può sempre tornare a trovarmi.

- Arrivederci, ispettore. - Arrivederci, signora, e buona fortuna.

- Dove sono le valigie? - Lascia stare, non vale la pena.

- Cosa? - Non vale la pena.

Cosa vuoi dire?

Non vieni via?

Prendo il treno più tardi. Lasciami.

Vattene, lasciami.

Marianne.

Signora.

Cosa faccio con le provviste che restano?

- Le tenga, Emilie. Le prenda tutte. - Grazie, signora.

Sbrigati.

È a causa di...

Non lo so di preciso.

Ho l'impressione...

di non conoscerti più.

- Non ne posso più. - Marianne.

- Partiamo insieme. - No.

La stazione dei taxi, per favore.

Vorrei un'auto per...

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