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Original subtitles

(ROMBO DEL MOTORE)

(BRUSIO)

(In inglese) Eccomi, scusatemi.

- Agnese! - Alessio!

- Lavori qui, da quanto? - Da una settimana.

Prima ho fatto l'aiuto cuoco in un ristorante, ora faccio il cameriere.

- Abiti qui? - Sì, sto qui a Londra.

L'ultimo anno lo faccio in un college. Avevo l'ora d'aria e siamo venuti qui.

Lui è Dylan, il mio ragazzo.

(In inglese) Ciao.

(In inglese) Ciao. A casa? Come va?

Tuo padre? Tutto bene, lavora sempre. Tua madre, invece, come sta?

Non la sento tutti i giorni, però penso bene.

(COLONNA SONORA: MUSICA ROCK)

(GRIDA INDISTINTE)

< Floriana (In romanesco): Monica! Guarda chi è arrivata!

Floriana! Mollami perché oggi non è giornata.

< (Urla): Bella! - Ciao, Romina.

< Floriana: Monica, che hai combinato? - Niente, sono innocente.

(In coro) Pure io!

(In coro) Siamo tutte innocenti!

- Ciao, Mo'. - Ciao.

- Benvenuta. - No, benvenuta a niente.

Forse non hai capito che qui dentro non resto.

- Io non ho capito. - Mi sono capita io.

Vabbè, se è così, vedrai che ci scappa pure una riduzione della pena.

Sicuro, con qualche mese te la cavi. Tuo figlio che dice?

Mio figlio non sa niente. E non deve saperlo.

Tutta la vita a fare i salti mortali, a cercare di dargli il buon esempio,

a tenerlo lontano dalla feccia...

- Devo trovare un modo per andarmene. - Scusa, ma non stavi con un Ministro?

- Non era un Ministro. - E che era?

- Era uno che pensava. - Digli di pensare a come farti uscire.

- Non lo sento da tre anni. < Donna: Ma che ti frega, provaci.

Quello un modo per uscire te lo trova.

E come faccio? Non ho neanche il mio telefono, l'hanno preso.

A quello penso io.

Spazio Vivo diventerà il più grande centro culturale di periferia della Capitale.

< Digitale, green e inclusione:

< sono le fondamenta sulle quali è stato concepito e costruito.

Gli abitanti dei quartieri che non hanno mai avuto libero accesso alla cultura

si ritroveranno mostre internazionali, concerti, spettacoli teatrali

nella piazza, davanti a casa.

Il nuovo Spazio vivo sarà quindi più sicuro,

ad alta connessione tecnologica, a impatto zero.

Un luogo da vivere come individui, dove ritrovare il senso della comunità.

Un'opera rivoluzionaria resa possibile non solo grazie alle istituzioni,

e ai fondi europei ma anche ai coraggiosi investimenti dei nostri sponsor,

che ringraziamo.

("PERIFERIA" DI RENATO ZERO COME SUONERIA)

Scusate.

(BRUSIO)

Ma dove?

Ma com'è possibile?

Cos'è successo?

Va bene, non ti preoccupare, arrivo subito.

Certo che anche tu, Monica, in carcere!

- Tutto bene, amore? - Sì.

Sei sicuro?

Camilla, va tutto bene.

Rientriamo.

(COLONNA SONORA: MUSICA POP)

< Uomo: Ieri hanno accoltellato una. Belli capelli, cammina.

(BRUSIO)

- Buongiorno. - 'Giorno.

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT ROCK)

- Ciao. - Ciao.

- Mi dici cosa è successo? - Quelle due deficienti.

- Le gemelle? - Sì.

- Hanno nascosto certa roba. - Droga?

No, macché. Sai che hanno lo shopping compulsivo.

Borsette, profumi, creme quelle cose là.

Solo che stavolta le hanno nascoste nelle latte d'olio di Pizza e Samosa.

Il locale che hai aperto, la rosticceria?

Erano venuti a fare un'ispezione, hanno aperto le latte...

Saranno usciti 10.000 euro di profumi.

Siccome l'attività è intestata a me...

Be', a me sembra una vera ingiustizia.

Non sono un avvocato però ho qualche rudimento di legge.

Certo, è illegale, per carità ma a me sembra comunque un reato minore.

Sei una brava donna, onesta, madre di famiglia, incensurata.

Basta questo.

Monica...

Non sei incensurata?

Purtroppo qualche anno fa, al supermercato...

- Sì? - Le gemelle avevano già quel problema.

Ne hanno parecchi, di problemi.

Insomma, le hanno trovate che avevano nascosto certa roba.

- Droga? - Ancora? No, borse, saponette, cose così.

- Scusa, si chiama "merce rubata". - Comunque, hanno discusso col vigilante.

Lui, a un certo punto, ha perso la testa, sono intervenuta...

- L'ho dovuto MENARE. - Hai aggredito un vigilante?

- Ma Monica, perché l'hai dovuto MENARE? - Le ha chiamate "ciccione".

- Be'? - Che è vero.

Ma posso dirglielo solo io.

Monica...

Dobbiamo chiamare uno bravo, ma molto bravo.

Per capire come e cosa fare, e ci vorrà del tempo.

No, io di tempo ne ho poco. A fine estate Alessio deve tornare.

Non può trovarmi qua.

- Vedi un po' se... - Se?

Qualcuno al Governo che conosci può fare qualche IMPICCIO per farmi uscire prima.

Cosa c'entra il governo, quale impiccio? Bisogna capire cosa ci consente la legge.

Io non faccio impicci, non frequento gente che fa impicci, Monica!

- Va bene... - Grazie, Giulio!

Ti chiedo di fare il possibile. È una carissima amica...

Ha davvero una situazione piuttosto complicata...

Dagli elementi che mi dai, in realtà, ci sono tutti gli estremi

per convertire il carcere in una pena alternativa.

< In un paio di mesi ce la dovremmo fare. - Il prima possibile, Giulio, sì.

È una madre di famiglia, è una persona perbene.

In fondo. Quasi.

Fammi fare un paio di telefonate e ti richiamo.

- Grazie davvero, Giulio, grazie. < Ciao.

(In romanesco) Dottore... è di nuovo impicciato?

Sì, Alvaro, sono impicciato un'altra volta e, se possibile, molto più di prima.

Non sai quanto. Non lo puoi neanche immaginare che razza di impiccio è.

< Pamela: No, davvero?

(In coro) La Monichella nostra.

- Ti mandano laggiù? - Vabbè, è Roma, mica Milano.

- Via dei Gordiani. - (In romanesco) Non possiamo venire.

- Non possiamo venire a trovarti. - Me ne farò una ragione.

Fatemi passare, levatevi.

< Marika: Perché non potete andarci?

Questi due geni hanno rivenduto le loro cianfrusaglie alla moglie del Piranha.

- Porca mignotta. - Esatto.

La polizia, per seguire la merce, è entrata a casa del Piranha

e ci ha trovato cinque latitanti a pranzo.

Gli è andata bene, che si è fatto solo un mese in vacanza.

Le ha graziate ma se le rivede in zona sua, sai cosa gli fa?

- Scusa, Monica. - Non sapevamo che era lui.

Aveva il mento in avanti, pensavamo avesse un ascesso al dente.

- Dovete stare zitte! - (In coro) Va bene.

Ora non prendertela. Ringrazia l'amico Ministro che almeno ti ha tirato fuori.

Ti fai due mesi di servizio alternativo e arrivederci.

Sì, dai preti, però.

- Era meglio la galera. - Almeno stai tra gente tranquilla, no?

- Marika, per la Chiesa NON CI FACCIO. - Capirai, con i preti in clausura...

A dire preghiere, mamma mia.

- Ti danno anche le punizioni? - Non lo so.

Di sicuro, non sto tra gente allegra.

- Mannaggia. - Monica, ci dispiace tanto.

Ho detto zitte, dovete stare zitte!

Pensa se ci stanno pure le suore.

- Allora? Se ci sono le suore, che fa? - Non sai che le fanno paura?

- No, non ho paura. - Portano pure iella.

Monica, sono credenze popolari.

< Pamela: Intanto noi ti abbiamo preso questo.

- L'avete comprato? - Insomma, proprio comprato...

- Allora non lo voglio - Lascia stare, prendi.

- Non voglio niente da voi due. < (Pamela) No, Monica!

< Sue: Lascia stare, prendi.

(In coro) Vedrai che ti serve.

Non mi sembra che questa tonalità di ocra sulla parete risalti il nostro logo.

< Giovanni: Signori, questo posto è interamente arredato da voi

< e il logo è ovunque. < Sponsor: Ma non è in risalto.

È il quinto colore che vi proponiamo.

Sapete cosa penso?

Che si può fare una prova con un altro colore.

- In fondo, è una piccola modifica. - Piccola?

E necessaria.

Per dare il giusto peso all'azienda che ci sostiene nel realizzare questo progetto.

Esattamente, mi ha rubato le parole.

< Sponsor: Perfetto. < Camilla: Bene, venite.

Giulio, vieni! Perché lei è qui?

Mi hai detto che è tua amica, che aveva bisogno di aiuto.

Sì, ma a Bastogi, aiutiamoli a casa loro, non qui davanti.

Giovanni, l'unico che mi ha risposto subito è don Davide,

della parrocchia qui dietro a sinistra. È una bravissima persona,

- si troverà benissimo, fidati. - Sì.

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)

< Monica: (In romanesco) Ehi, dove sei?

Io sono arrivata, sono qua ad aspettarti. Sei il garante, no?

- Sono garante? - Un garante sul posto era necessario,

ma non è niente, è una pura formalità. Sta' tranquillo, Giovanni.

Come "stai tranquillo"?

< Monica: Ehi! - Scusa, arrivo.

- Tu trattienili. - Che trattengo, non puoi andare via...

- Arrivo subito. - (Sottovoce) Giovanni...

- Ehi! - Che ci fai qui? Vieni...

- Che ci faccio? Devo andare... - Vieni...

< Monica: Che ci fai in questo cantiere? Ti sei messo a vendere case?

< Giovanni: No, inauguriamo un grande polo culturale

e in questi giorni allestiamo lo spazio rood.

- Lo spazio rood? - Vieni...

- Il buffet. - Sì. Cioè no, anche.

Sarà uno spazio per eventi legati al cibo green e consapevole.

(Borbotta) Consapevole.

- Il cibo è consapevole che te lo mangi? - Sì, vabbè, Monica...

- Cavolo, Giovanni, un progettone! - Sì, va bene...

< Monica: Bisogna parlare con don Davide. < Giovanni: Sì, dovrebbe essere là.

< In quella chiesa. < Fin lì?

- Sì, dai. - Mi si inzuppano i piedi.

- Ancora? - Che vuoi? In mezzo al fango. È pieno.

- Guarda dove ci tocca camminare. - Non puoi usare scarpe più normali?

< Monica: Quelle due deficienti... Ho il problema di due sorelle deficienti.

- Proviamo di qua. - Ma non sai dove sta?

< Vieni... Monica, non ho tanto tempo.

Vediamo se questo è l'ufficio.

(TONFO)

(TONFO DEL CELLULARE)

(Bisbiglia) Vuoi una mano?

(COLONNA SONORA: MOTIVETTO CON ORGANO)

- Suora tua? - Tua cosa?

- Tua cosa? Non ho capito. - Mi sono capita io.

Certo... Buongiorno, sorella.

Io sono Giovanni Minimo, lei è la signora...

Sì, certo. Benvenuta, Monica. L'aspettavamo.

Io sono suor Maria Catena.

Purtroppo don Davide, il nostro parroco, è in ritiro spirituale ad Assisi.

Tornerà nei prossimi giorni.

(CIGOLIO DELLA PORTA)

Oggi, ad accogliervi, c'è don Vincenzo.

(COLONNA SONORA: MUSICA D'ORGANO)

(Sussurra) Mortacci...

(PORTA CHE SI CHIUDE)

- È una buona giornata. - Sì, ti dico...

< Giovanni: Buongiorno, padre. < Don Vincenzo: Vogliamo andare?

< Giovanni: Sì.

(FOLATA DI VENTO)

Ma dov'è? Non c'era...

(SUSSULTI)

< Don Vincenzo: Seguitemi. < Monica: Vediamo un po'.

Ecco, qui raccogliamo i pacchi alimentari.

Qui c'è la biblioteca.

- Buongiorno. - (In coro) Buongiorno.

Questa comunità è stata fondata grazie all'impegno esemplare di don Davide,

il nuovo parroco che mi ha sostituito.

Un uomo molto pio.

E qui c'è il centro ascolto donne.

- Buongiorno, don Vincenzo. - Buongiorno, cara.

< Giovanni: Buongiorno. < Donne: Buongiorno.

- Buongiorno. - Ecco Monica

Francesca, come lei, è nostra ospite da qualche tempo

perché ha una situazione familiare molto complicata.

No, è che quest'anno con quello che è successo...

Mio marito ha perso il lavoro e...

- sta attraversando un momento difficile. - Ti MENA?

- Sì. - Allora tu ne attraversi uno peggiore.

- Andiamo. - (Sottovoce) Andiamo, sì.

- Buongiorno. - Arrivederci.

Senta, santità. Giusto per capire...

- Io che dovrei fare? - Domattina, inizi con smistamento abiti,

e poi via via le nuove corvée.

- (Sussurra) Sembra di stare in caserma. - Tra cui la mensa,

l'igiene degli spazi comuni e lo spaccio.

- Perché? Pure voi? - (Bisbiglia) Spaccio alimentare.

Lo so...

Bene, ora vi devo lasciare nelle mani di suor Maria Catena.

Io devo correre in canonica.

Non sudi.

Anch'io devo proprio andare, mi stanno aspettando.

- Giovanni, non mi lasciare. - No, devo andare.

- (Sussurra) Giovanni... - Ti mostro la tua stanza.

(Con un filo di voce) Sì...

(COLONNA SONORA: MUSICA D'ORGANO)

Ecco i nostri alloggi, cara Monica.

(Sussurra) Con le suore, no...

(CIGOLIO)

< La tua camera.

< Era la stanza di suor Maria Forchetta, fondatrice dell'ordine delle Carlinghe

e nostra Madre Superiora. È morta proprio qui, su questo letto,

- all'età di 103 anni. - L'erba cattiva non muore mai.

- Non ho capito. - Niente, sorella, mi sono capita io.

Ha giaciuto quei due giorni e il terzo giorno...

- È resuscitata? - No, l'hanno rimossa.

- Quando? - Ieri.

Ecco qua...

Il tuo percorso qui da noi, cara Monica, sarà un grande cammino spirituale.

E ti aiuterà non soltanto a scontare la tua pena.

Sorella, io sono innocente.

(ANNUISCE)

Devo proprio andare. Monica, tranquilla, sei in buone mani.

Le mani di nostro Signore, francamente meglio di così...

- No. - Monica, devo.

- Giovanni... - Monica, devo proprio andare. Sorella...

(Sottovoce) Mannaggia a te!

- Monica. - Sì?

- Ti aspettiamo fra 15 minuti giù a cena. - Vabbè.

Ma sono le sei meno un quarto.

(FOLATA DI VENTO)

(CAMPANE)

< Giulio: Scusa un momento.

Giovanni, mi dispiace. Volevo aiutarti a risolvere un problema, non creartene.

Figurati, come potevi immaginare?

- Chi è questa Monica? - Niente, la mamma di un ex di Agnese.

Una brava persona che vive una realtà difficile. Niente di terrificante...

Ha perso i genitori in un'esplosione per un problema di racket,

l'ex marito è un assassino...

- Questa donna ha qualcuno? - Sì, ha un figlio che lavora all'estero

- e due sorelle. - Bene.

Ladre.

Ecco, Giovanni, io magari...

- eviterei di parlare di Monica in giro. - Sì.

Tieni, amore.

Di' ciao a papà.

(GUAITO)

Ciao, papà.

< Giovanni: È un bulldog francese.

("GRATIA PLENA" IN SOTTOFONDO)

Grazie.

Buono.

("PERIFERIA" DI RENATO ZERO COME SUONERIA)

Oddio, Alessio!

- Ciao, amore. - Ehi, mamma.

- (In romanesco) Ma dove sei? - Dove sono? A casa.

- Hai tolto la foto di Renato Zero? - Chi?

Sì. Perché, non si può? Sono tutti e due uomini di fede.

- Tu hai messo la foto del Capitano. - Sì.

- Quanto ti voglio bene, amore mio. - Va bene.

Ti ho chiamato per dirti che ho preso il biglietto. Il 2 agosto arrivo a Roma,

- arrivo prima. - Che bello.

Non vedo l'ora, amore. Meno male.

- Ciao, mamma. - Ciao, amore. Ciao...

(SOSPIRA)

(CANTI IN LONTANANZA)

- Che ridi, amore? - No, chi ride. Ma ti pare...

Non c'è niente da ridere, anzi è una cosa serissima.

Amore, sei tanto nervoso in questi giorni, mi sembri bipolare.

Camilla, io sono un uomo di teoria, mi sto occupando della pratica.

Ma, sinceramente, 45 minuti a parlare della nuance della parete di una cucina,

non so se ce la faccio, perché parliamo della nuance di una cucina.

E che cazzo!

(GUAITO)

- Vado a prenderti dell'acqua. - Sì, grazie.

Tu, scendi dal mio divano, subito.

Subito, vai.

(RISATINA)

(COLONNA SONORA: "BAILA CONMIGO")

(CANTICCHIA NEL SONNO)

(MUSICA RIPRENDE)

(MUSICA SI DISSOLVE)

(VIBRAZIONI)

Dove siete tutti?

(SUSSULTA)

(COLONNA SONORA: MUSICA D'ORGANO)

(Sottovoce) Porcaccia zozza...

(CAMPANE)

Chi sei?

- Sono la morte. - E che vuoi?

Il letto.

- Rivoglio il mio letto. - Pigliatelo.

Chi lo vuole, il letto tuo mi sta corto.

Ma dove siamo?

(MOTIVETTO D'ORGANO)

A Coccia di Morto.

- E dove, sennò? - Sei Forchetta, vero?

(GRIDO DI SPAVENTO)

(GRIDO)

Oddio...

(COLONNA SONORA: MUSICA ALLEGRA)

Franca.

- Ciao, Giovanni. - Ciao, Franca, come stai?

Bene, e tu, Giovanni? Come stai tu?

Sì, sto bene.

Sicuro?

- Sì, certo. - Non so, perché...

- Ti vedo un po'... - Preoccupato?

- No. - No...

- Turbato? - Non turbato...

Direi un po'... impicciato.

Impicciato... impicciato? Mi dite tutti questo, anche Alvaro il carrozziere.

Tutti, tutti. Sei impicciato.

E tu, Franca? Senti questo odore?

Franca, lo senti? Franca?

(COLONNA SONORA: "BAILA CONMIGO")

(CANTICCHIA)

(MUSICA RIPRENDE)

< Giovanni: No, no...

No, la griglia no...

No, salsiccia no...

No!

Tieni!

No!

(GIOVANNI SI LECCA I BAFFI)

Mangia la salsiccia, vedi quanto è buona. È buona.

< Assaggia, mangia, Ministro!

< Mangia, Ministro!

< Ministro, la salsiccia!

< Vieni a mangiarti questa salsiccia. Ministro!

La salsiccia, Ministro!

(COLONNA SONORA: MUSICA DI TENSIONE)

- (In coro) Giovanni! - No, le gemelle no!

(In coro) Vieni a giocare con noi?

Pamela e Sue Ellen, no!

- Per sempre? - Franca!

(RIDONO)

- No! Pamela e Sue Ellen, no! - Giovanni!

- Giovanni? - Sì?

- Tu guardavi Dallas? - No.

Nell'ottica delle iniziative collaterali il giorno dell'inaugurazione,

ci saranno questi eventi per le strade del quartiere.

Dove cercheremo di coinvolgere tutti gli abitanti.

Giovanni, te lo dico, là dentro non ci torno.

< Camilla: Giovanni... < Sì?

Chi è esattamente questa...

(SI SCHIARISCE LA VOCE)

- signora? < Giovanni: Sì...

Questa signora è...

- Una parrocchiana. - Esatto, una parrocchiana...

- devota, tra l'altro molto devota, che... - Cosa?

Scusate.

- Andiamo. - Perché mi guardano, che vogliono?

- Sono concentrati, stanno lavorando. - L'altra che vuole?

- Lei è la più concentrata, andiamo. - Non spingermi.

No, non ti spingo.

< Monica, come ti viene in mente?

- Non ho chiuso occhio, ho avuto incubi. - Lascia stare, ognuno ha i suoi.

Era proprio la vecchia, Maria Forchetta. Quella rivuole il suo letto.

Stai delirando, Monica. Pensavi di passare da Rebibbia a un hotel a 5 stelle?

Comunque ti pregherei di non venire più qui perché, vedi,

ci lavoro, sono responsabile di progetti, investimenti

e non posso permettermi di mandare tutto a puttane.

- Buongiorno, Edoardo. - Buongiorno.

Che hai da guardare? Cerca di andartene.

Ti sputtani troppo anche se mi dai un passaggio in macchina?

(COLONNA SONORA: MUSICA MALINCONICA)

Te la sei presa giovane.

- Che? - La FRESCHETTA bionda.

Senti, la freschetta bionda, come dici tu, si chiama Camilla,

ed è una professionista molto apprezzata.

Da te sicuramente.

- E che farebbe, la professionista? - È una sponsorship hunter.

Ho capito, è roba vostra.

Per tua informazione, stiamo preparando una serie di eventi culturali.

Ecco, infatti. Con la cultura NON CI FACCIO.

Vedi, Monica, con i tuoi NON CI FACCIO io divento pazzo!

Che cosa vuol dire "non ci faccio"?

Che non ci faccio, non mi interessa.

Non ho tempo da perdere, io.

La cultura... poi lo sanno tutti che con la cultura...

- Non lo dire! - Lo dico, con la cultura non si mangia!

< Monica: Porca zozza!

- Oddio, sorella! - Da dov'è uscita?

- Mi scusi davvero, suor Incatenata. - Catena.

- Catena. Anche lei, all'improvviso... - Non si preoccupi.

- Monica, la aspettiamo in biblioteca. - Sì.

Mi scusi davvero.

- (Sottovoce) Suora tua. - Cos'è?

- Ti passo la iella che portano loro. - Monica, è una cosa medievale.

- È un insulto la tua intelligenza. - No, sono pericolose, fidati.

Bisogna abituarsi a rispettare gli orari.

Lo dico soprattutto a lei che è il garante.

Ha ragione, ci scusi. Non capiterà più. Davvero.

- Buona giornata. - A lei.

Ciao, Giovanni.

No! Madonna...

- Che ti avevo detto? - Sì.

< Suor Catena: Monica! - Arrivo.

- Buongiorno. - Ciao.

- Che devo fare? - Sistemiamo i libri...

Una volta individuato il genere, li metti nel relativo scaffale, ok?

Va bene.

"Cime tempestose"...

Epica non è...

Formazione...

Natura!

"Uno, nessuno e centomila"...

Matematica...

"Gente di Dublino"... guide e turismo.

"Il nome della rosa", questo è facile.

Giardinaggio.

Tu invece perché stai qua? Che hai combinato?

Sono volontario.

Contento tu, che ti devo dire.

Non hai una vita, una fidanzata?

Sì, ce l'ho. È lei.

- Vedi. - Sì, ci ha coinvolto don Davide.

- Non so se l'hai già conosciuto. - Ancora no.

Vedrai, ti piacerà. Ha una forza spirituale, un carisma...

< Armando: Invece tu perché se qui?

Per scontare una pena alternativa?

Diciamo di sì, però...

È tutto un errore, io sono innocente.

(ANNUISCONO)

< Uomo: Francesca! Dove cazzo sta?

Che succede? Hai sentito?

Esci fuori...

Perché lo sai come va a finire, poi, lo sai.

Oddio.

Hai capito? Non giocare con me!

< Con me non si gioca! - Si può sapere cos'è questo chiasso?

< Uomo: Lo sai come va a finire! Non prendermi per il culo!

- Chi è questo matto? - Io chiamo la polizia.

No, la prego, don Vincenzo, non lo denunci. È mio marito.

Ti ammazzo!

Infatti, quale polizia? Ha ragione lei, non serve.

- Ci parlo io. - Sì.

È un ragazzino, lo faccio ragionare, con un po' di buon senso.

< Uomo: E lo sai che mi incazzo! Va bene?

< Hai capito?

< Francesca! Francesca!

Ammazza, che capocciata!

Santità, ha capito, non torna più.

(GEMITI DI DOLORE)

Signore...

Grazie, Monica. Però, guarda che lui non è come sembra.

- Ha giurato di non picchiarti più, vero? - Sì.

Perché è cambiato, l'hai cambiato tu.

Bella, vuoi saperla una cosa? Gli uomini non cambiano.

Neanche le donne. Solo che loro picchiano più forte.

< Giovanni: Bellissimo questo verde malva. - È la nuance perfetta

per riconciliare la struttura industriale con il concetto di natura.

Ehi, bello questo colore. L'aveva anche mia zia Bruna nella camera ardente.

< Camilla: Giovanni...

Be', poteva permetterselo.

(In inglese) Cos'è "camera ardente"?

Lo cambiamo immediatamente. Domani sarà un altro colore.

Sì...

< Don Vincenzo, lei ha ragione, sì. Da garante ci parlo subito.

< Sì, mi scusi. Buonasera.

A capocciate. Hai preso una persona a capocciate!

No, ne ho data una sola. Dritta, piazzata, ma una sola.

Senti, Monica, forse non ci siamo capiti.

Quell'uomo non ti ha denunciato perché è un delinquente.

- Altrimenti saresti di nuovo in carcere. - Giovanni, quelli così li conosco.

C'è solo una cosa da fare: MENARE per primi.

Monica, questa filosofia del MENARE per primi è da rivedere.

Che vuoi farci, siamo diversi.

La distanza sociale tra me e te non è un metro, è una voragine. Capito?

Si era capito subito che non potevamo durare.

- Troppe fisime. - Ma che fisime?

Se ogni volta che venivo a Bastogi rischiavo la vita.

- Esagerato... - Ti ricordo che il tuo amico Sandrone

mi ha puntato un coltello alla gola perché pensava fossi dell'Agenzia delle Entrate.

Io ti ricordo che le amiche tue mi hanno buttata fuori, umiliata per una sigaretta.

Era un vernissage e l'hai spenta su un'installazione di Duchamp.

Che ne so, era una tazza del cesso.

Ma dai, Monica!

La verità è che ai tuoi amici non sono mai piaciuta.

Non gli hai neanche detto che stavamo insieme.

Se è per questo, neanche tu.

Senti, Monica... io ti devo dire una cosa.

Sì.

Quelli sono i croccantini di Cloe.

Cioè?

Cloe è il cane di Camilla. È cibo per cani.

(VERSO DI SORPRESA)

- Infatti, mi sembrava un po' forte. - Immagino.

Allora, signori. Safran Identity.

Ipotesi di giallo...

(ANNUISCONO)

Risotto experience. Che ne dite?

Ecco, li rivediamo.

- Di cosa stiamo parlando, esattamente? - Sono i piatti dell'inaugurazione.

Ipotesi di giallo mi sembra più misterioso.

Risotto experience, però, ha un respiro più intimo.

Non lo so.

Scusate, ma chiamarlo risotto alla milanese, no?

(SI SCHIARISCE LA VOCE)

Vabbè, vada per Risotto experience.

Vogliamo vedere delle proposte di logo?

(CAMPANE)

< Camilla: Bene, questo è il primo.

< Questo è il secondo...

(CAMPANE)

Igiene degli spazi comuni...

- La sguattera sto facendo. - Che?

Mi sono capita io.

Questa è lavanda?

- Monique. - Ehi, Luce!

Giovanni aveva detto che eri qui, a scontare la prigionia.

No, forse non hai capito. Io sono innocente.

(ANNUISCE)

(ANZIANA ANNUISCE)

- Tu non stavi a cogliere i fiori? - Lavanda, sì.

Adesso sono qui a Roma perché ho aperto un nuovo "olfattorio bar e parfum".

Meno male, vedi. Ci mancava.

Senti, Monica, ho alcuni capi per i bisognosi. Posso lasciarli a te?

Gli do un'occhiata.

Vediamo un po'.

(VERSO DI SORPRESA)

Questo...

- Questo cos'è? - Uno scaldacuore.

- Che ci facciamo? - Un maglioncino, per coprirsi le spalle.

Capirai, tu hai la 36, qua ci sono le senegalesi con la sesta.

Che ci facciamo? Una fascia per i capelli?

(FISCHIO IN LONTANANZA)

- Hai già conosciuto don Davide? - No, è in ritiro spirituale.

No! È tornato! È qui fuori, gioca a calcio con i ragazzi.

- Va bene. - Io vengo qui solo per lui.

Carisma, una forza spirituale... È un uomo pio.

Vieni, te lo presento.

- Lascia tutto, dai. - Calma, però...

< Monica: Calmati... È solo un prete.

Fa' piano, che corri a fare?

- Perché corri così? - Scusa, stanno giocando.

(BRUSIO)

- Lo vedi? - Quale?

Don Davide, lui! Con la canotta bianca.

(APPLAUSI, ESULTANZA)

- Hai capito... - Gioca tutti i giorni con i ragazzi.

< Don Davide: Passa! - Questo gioco non lo conosco molto bene,

- Ci sono! - Però mi entusiasma.

(Urla) Gol!

(ESULTANO)

Ha fatto gol!

- Don Davide ha fatto gol! - Non toccarmi.

< Devi stare calma, altrimenti ti senti male.

Com'è bravo! Insomma, guarda.

(FISCHIO)

< Luce: Bravo! È molto bravo. Vero? < Monica: Sì, è bravo.

- Che te ne pare? - E che me ne pare...

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

Allora? Com'è?

È pio... è molto pio.

Bravissimi! Don Davide, le presento Monica.

Monica, finalmente ti conosco. Molto piacere.

Piacere mio, proprio tanto piacere.

(Ride) Don Davide, una prestazione maiuscola!

Grazie, Luce. Scusatemi, ma sono in ritardo. Venite a messa anche voi?

- (In coro) Sì! - Ok.

- Andiamo, io non me ne perdo una. - Ci credo.

< Luce: Vedi, appena finita la partita subito pronto...

- Dove state andando? - Ma che domande? Andiamo a messa.

- Voi due? - Cosa c'è di strano?

Non sei mai entrata in una chiesa in vita tua.

Hai combattuto per rimuovere il presepe nella scuola di Agnese.

Che c'entra, quella era una battaglia politica.

Mentre la messa di don Davide è un'esperienza mistica.

- Formativa! - Molto!

Che vuoi? Non hai visto quanto è pio?

Quello che è successo nel mondo non deve essere solo sinonimo di paura,

di insicurezza, di solitudine,

può invece diventare un'occasione per un ritrovato sentimento di fratellanza.

(Sottovoce) Non credevo che la Chiesa riunisse ancora tanti giovani.

< Don Davide: che rinasce fortificato... - Giovanni...

proprio in un momento così difficile.

Se a Bastogi c'era un prete così, ci andavo pure io.

Pensavamo che la povertà non ci riguardasse. Ci sentivamo al sicuro.

Invece proprio oggi scopriamo che le persone escluse dal benessere

non sono solo numeri, solo statistiche, siamo noi.

- Bella questa cosa che ha detto. - Siamo volti, siamo storie.

- L'ha detto Papa Francesco. - Non importa chi l'ha detto,

non ha detto una stupidaggine.

Come cristiani non possiamo più essere indifferenti alla povertà.

(APPLAUDE)

Proteggere i poveri significa proteggere tutti, proteggere noi stessi.

Essere un po' più vicini a Dio, oggi,

- significa avere almeno un amico povero. - Allora io sono a posto.

Ho le chiavi del regno dei cieli.

(RIDACCHIA)

< Don Davide: Il Signore sia con voi. - E con il tuo spirito.

Vi benedica Dio onnipotente, nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.

- (In coro) Amen. - Grazie.

- La messa è finita, andate in pace. - (In coro) Rendiamo grazie a Dio.

(Ride) Cosa fai? Resta qua.

La messa è finita, possiamo andare in pace?

- Aspetta. - Dai, ragazzi, possiamo cominciare.

(BRUSIO)

- Cosa succede? - Sistemano, sistemiamo tutto

perché creiamo uno spazio centrale...

Uh, là là... Quanto è pio.

< Luce: Quanto è pio...

< Don Davide: Quella panca da questo lato. - Buono, tu non provarci.

Ti viene l'ernia inguinale.

Due file di panche, qua.

< Ottimo.

- Ma si mangia in chiesa? - Perfetto.

< Luce: Un'idea di don Davide. È un grande pranzo aperto a tutti.

Tutti sono i benvenuti, tutte le etnie, tutte le religioni.

- Sarà igienico? - Come promesso, fate attenzione.

< Perfetto, da questa parte.

< Monica: Luce! Ci sediamo qua? < Sì, vi raggiungo subito.

< Don Davide: Accomodatevi!

(BRUSIO)

Stamattina ho fatto una videochiamata con la nostra bambina.

Bambina... è più alta di me. L'ho sentita, ma come sta?

A te dice qualcosa? Mi è sembrata un po' inquieta.

No, anzi l'ho trovata particolarmente radiosa, luminosa.

Secondo me, questo viaggio all'estero la sta facendo crescere, maturare.

(In francese) Il fiore sta sbocciando. Te ne devi fare una ragione.

Tu e questo francese...

È arrivata la freschetta.

Giovanni, serve la tua opinione per la palette dei colori

e tu sei qui a fare il brunch.

- C'è posto, vuoi accomodarti? - Ho già mangiato.

- Giovanni, vieni con noi? - Finisco la bruschetta experience.

< Luce: Attenzione...

< Grazie.

- Tua. - Cosa?

- Dico, la bruschetta. Mangia, è buona. - Sì. L'assaggio.

Non potrei, ma insomma.

(VERSO DI GUSTO)

Però...

(SQUILLO DEL CELLULARE)

Telefonata.

Dalla Provenza. Scusate.

(GRIDA)

(TONFO)

Fatto niente...

(BRUSIO)

Questa... ma perché sempre ocra e verde malva?

< Camilla: Questo è troppo acceso...

(COLONNA SONORA: MUSICA DI TENSIONE)

(In coro) Signor Giovanni, che bella! È casa tua?

No.

- Giovanni, chi sono queste... persone? - Sì...

- Mi scusate un attimo? - (In romanesco) Certo.

Ecco, sono gemelle, sono le sorellastre di Monica.

Si chiamano Pamela e Sue Ellen.

È per questo che hai gli incubi? Dallas?

No, fidati. Dallas in confronto aveva una trama lineare.

E, comunque, tu fai troppe domande.

Nella vita uno non può sapere tutte le risposte.

Adesso occupati dell'installazione di ghiaccio del maestro di Yoshitomo

che sta per arrivare, mentre cerco di riportare Pamela e Sue Ellen a Dallas,

in chiesa. Insomma, di là. Torno subito.

Fai troppe domande, Camilla. Troppe.

< Cosa abbiamo portato qui, di grazia?

< Su... là.

- (In coro) Ma dove dobbiamo andare? - Avanti, da quella parte,

- verso la chiesa. - (In coro) Cavolo, quanto è lontana!

< Ma che lontana, è lì. Guardate.

(In romanesco) Ci stiamo inzuppando i piedi.

È troppo lontano, signor Ministro, non ce la facciamo.

Non sono Ministro, poi è qui. Siamo arrivati.

< Voi continuate, che devo telefonare a Camilla, per tranquillizzarla.

< Gemelle: Buongiorno. < Suor Catena: Buongiorno.

- Che ci fate qua? - (In coro) Siamo venute a trovarti.

- Che avete in testa? - Le parrucche.

- Per passare inosservate. - Vi avevo detto di non venire.

- Il Piranha vi trova. - (In coro) Ci mancavi.

- Vi ha visto qualcuno? - Tranquilla.

- Ci siamo travestite. Come siamo? - Irriconoscibili.

- Buongiorno, sorella. Monica. < Ciao, Giovanni.

- Scusami, Monica. - Dimmi.

Non ho niente contro di loro e pur non comprendendone il motivo,

mi sono affezionato. Però si sono presentate...

da me, al lavoro, all'improvviso, senza avvisarmi.

(Scandalizzata) Come vi viene in mente di disturbare Giovanni?

(In coro) Scusi, signor Giovanni.

- No, niente. Ti prego, non sgridarle. - Non sgrido.

Perché quando sono sul posto di lavoro, sono imbarazzato...

nel gestire... Insomma, se gentilmente... Se puoi dargli un occhio...

(Grida) Quella è gente importante, lo mettete in imbarazzo!

- Devo mettervi la catena al piede. - (In coro) Non lo facciamo più.

Va bene. Abbiamo risolto, così.

- Vado al lavoro. - Mi si attacca il sugo.

Buongiorno anche a voi e buon lavoro.

Cavolo, quanto pesa. Sorella, un uomo che ci dà una mano mai...

I confratelli sono seduti con gli altri. Ci siamo qui noi per aiutarti, cara.

Chi volete aiutare. Fate le colf gratis. Neanche vi danno lo stipendio.

Avete il sindacato?

- Allora state messe peggio di me. - Ci siamo?

- Che sorpresa, care! - (In coro) Buongiorno, signora Croce!

Mi chiamo Luce. Don Davide, le presento le gemelle, sorelle Monica.

- Don Dà, piacere Pamela. - Molto piacere.

- Don Dà, piacere, Sue Elle. - Piacere.

- Pamela e Sue Elle, come Dallas. Carino. - (In coro) Quanto sei bello!

Sì. Grazie mille, Monica. Aspettano tutti, di là.

Don Dà, oggi c'è un piatto speciale. Amatriciana per tutti.

- Amatriciana? - Sì.

Non è quel condimento che fate a Roma con la carne di suino?

Perché alla mensa ci sono anche musulmani, non possono mangiare maiale.

- No, ma è guanciale. - Il guanciale è comunque maiale.

- Va bene, non possono scostarlo? - No, Monica.

- Però, non possiamo accontentarli tutti. - (In coro) Ha ragione.

Aglio e olio...

(Sforzandosi) Hanno mangiato tutto anche oggi.

- Don Vincenzo, ha visto le gemelle? - Come? Le padelle?

- Andiamo bene, le gemelle. - Le gemelle?

- Sì. - No, cara.

Grazie lo stesso, don Vincenzo. Vada piano, non corra.

- L'ora? - Niente, mi sono capita io.

- Il cliente da lei chiamato... - Mannaggia...

(BRUSIO)

Guarda un po' chi c'è.

Piranha, ci sono le gemelle.

Già che siamo qui... Andiamo.

< Monica (urla): Giovanni! - Madonna...

- Cosa ci fai qui, Monica? - Hai visto le gemelle?

- No. < Monica: Sicuro?

Be', me ne sarei accorto, insomma.

(IMPRECA)

Vabbè. Dove sono andate, quelle due deficienti. Le ammazzo.

Scusa...

< Monica: Non ho due sorelle, ma due zavorre.

Ho detto una cosa: statevene a casa.

< Non ci venite qua. No, non ci sentono.

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

(VERSO DI STUPORE)

(SUSSULTO)

- Grazie... - Don Davide, ha visto le gemelle?

- No, mi spiace. - Io le ho viste.

Mi hanno detto che cercavano un posto dove fare shopping.

- Grazie. - Andiamo?

Sì. Ciao...

Maledette...

- Io vi ammazzo. - Monica.

- Si può sapere perché ti agiti tanto? - Le gemelle sono andate a fare shopping.

Ho capito, ma sei dentro per colpa loro.

Sono due donne illegali, è ora che si prendano le loro responsabilità.

Non hai capito, tocca riportarle a casa, subito. Hanno fatto uno sgarbo al Piranha.

- Piranha? - Se le vedono, le fanno secche.

- Cioè, non secche nel senso... - Immaginavo.

- Va bene che... - Mi rendo conto.

Come posso aiutarti? Come posso risolvere la situazione?

No...

C'è solo uno che può risolverla.

(COLONNA SONORA: MUSICA POP)

(ROMBO DEL MOTORE)

- (In romanesco) Ciao. - Ciao.

- Quello? - "Franchino er mutuo",

lo barattiamo con le gemelle. Il Piranha le ha già prese.

Però... bello qua.

Hai visto? Criticavi tanto e poi in vacanza ci sei finita pure tu.

- Io sono innocente. - Sì, sì...

Comunque non preoccuparti, non ho detto niente ad Alessio.

- Da quando vi sentite voi due? - (Ride) Da quando mi chiama.

- Guarda, che Alessio mi vuole bene. - Ma tu guarda le assurdità della vita...

- Che vi raccontate? - A te che importa?

Non preoccuparti, la figura paterna ce l'ha.

- Tu, invece, stai ancora col Ministro? - No, senta, non sono un Ministro.

No, io non sto proprio con nessuno e comunque non ti riguarda.

No, per carità. È che mi stavo preoccupando.

Dico, vuoi vedere che Monica poverella, si è messa in testa

che a frequentare intellettuali diventa meglio pure lei?

No, tranquillo, frequento solo un prete.

Aiuto a dare una mano ai disagiati recenti e ai poveracci titolari come noi.

- E questo qua che ci sta a fare? - Scusi, questo sarei io?

Giovanni qua ci lavora e mi ha trovato pure un posto.

- Perché parlate di me come non ci fossi? - Hai capito, Giovanni?

- È un paraculo. - No, è gentile, pensa.

- Allora perché non le dai una mano tu? - La darei volentieri ma, a quanto pare,

secondo Monica non ho l'ascendente che ha lei sui criminali.

Sergio...

Riportami a casa quelle due.

(COLONNA SONORA CONTINUA)

(COLONNA SONORA: MUSICA POP)

(COLONNA SONORA CONTINUA)

Andiamo, forza. Mi avete fatto perdere un sacco di tempo.

- (In coro) Dove cazzo ci mettiamo? - Come dovevo venire, con una corriera?

Una sopra all'altra, vi mettete. Muoversi.

Ciao, papi. Senti volevo dirti che...

- ti sei dimenticato di pagarmi l'affitto. - È stato un mese molto complicato.

- Tutto bene, papi? - Sì, tutto bene.

Solo del gran lavoro, scadenze, poi l'arrivo di Mo... (s'interrompe)

"Mo" cosa, papà?

Agnese, molto lavoro, sono oberato di lavoro. Lì tutto bene?

Tranquillo, papi, te l'ho promesso. Niente ragazzi qui dentro.

No, niente ragazzi in generale, sei lì per studiare.

Va bene, papà. Papi...

Papi...

< Don Davide: Dovrebbe esserci tutto.

- Papà! Sì, scusami!

Scusami, dimmi tutto. < Agnese: Volevo chiederti...

- Potresti mettermi qualche soldo in più? - Certo. Soldi, perché?

- Come va, Agnese, tutto bene? - Sì, sì, tutto bene.

- Ho avuto qualche spesa. - Va bene, ti faccio un bonifico subito...

- Un bacio amore bello. Ci sentiamo dopo. - Ciao...

(COLONNA SONORA: MUSICA POP)

< Oplà! - Grazie, don Davide.

Prego.

< Monica: E ora che vuole?

Ecco...

- Dove si va di bello? - Che vuoi, tu?

Perché? Scusate, non posso avere anch'io l'impulso a far del bene?

(ANSIMA)

(COLONNA SONORA: MUSICA POP)

(BRUSIO)

(ABBAIARE)

Lo so, Monica, è una situazione difficile.

Come? Non è per quello.

Ho avuto una botta di nostalgia per casa mia.

Eccoci.

Voilà!

Grazie.

Buongiorno, signora Ines.

Se continuate a portargli roba, questi delinquenti non se ne andranno mai.

Siamo cristiani, facciamo solo il nostro dovere.

Appunto, il vostro dovere sarebbe battezzare,

cresimare e pregare, che ce n'è tanto bisogno.

Amen.

- Cavolo, ti vuole bene, la vecchia. - Non solo lei.

Ti sei fatto un sacco di amici, qua intorno.

(BRUSIO)

< Monica: La pasta.

- Buongiorno, grazie. - Pasta...

Però questa devi farmela semplice.

Olio, pomodoro, una foglia di basilico. Capito?

- Capito. - No curcuma!

- Cumino no, peggio, non c'entra niente. - Capito, grazie.

Ciao.

Certo che anche qui ci vorrebbe un progetto di riqualificazione.

Ben vengano i progetti, noi però siamo qui per un aiuto immediato.

Lodevole, però così non...

Non serve a cambiare la vita delle persone.

Invece gliela cambi tu, con la cultura qua davanti?

Vi rendete conto che qui è tutto abusivo? Acqua, luce, gas...

È pericoloso, andrebbe ristrutturato tutto e dato in affitto alle famiglie.

- È arrivato lui... < Uomo: Grazie.

Ma se avevano i soldi per l'affitto, ti pare che occupavano?

Lo diceva sant'Ambrogio già nel IV secolo: la proprietà privata è un furto.

- I beni comuni sono una cosa importante. Va bene...

Allora siamo rimasti proprio fermi, immobili agli anni '70, va bene.

Lasciamo perdere. Andiamo avanti così.

- Facciamo questa cosa e poi andiamo, via. - Lo so io perché ti rode.

Sentiamo.

Perché il prete è più comunista di te.

- Non mi rode, nient'affatto. Proprio no. - No?

- Ti rode... - No.

- Ti rode. - Non mi rode proprio.

Ti rode proprio.

Giovanni, c'è la Presidenza in linea e ti vuole.

- Pronto?

Il Presidente sarà lì verso le 12:30 e la sicurezza ha fatto il sopralluogo.

È inutile che le ricordi quanto il Presidente sia entusiasta

per l'alto valore civile di quello che avete fatto.

- Buon lavoro e a più tardi. - Grazie.

Ragazzi, niente panico. Era solo la Presidenza.

(Canta) Vecchio...

Diranno che sei vecchio

Con tutta quella forza che c'è in te

Vecchio!

(SUSSULTA)

Santità! Scusi, non dicevo a lei.

No, io volevo dirle che qui davanti...

i lavori sono terminati.

Lei ha salutato il suo...

- moroso? - No, macché...

Quello è il mio garante. Non è... moroso.

- Sarà... - Non sarà, è!

- È il garante mio, punto. Non è moroso. - Sarà...

- Sarà... - Sarà.

< Monica: Sarà...

< Giovanni: Ecco la scultura di ghiaccio del maestro Yoshitomo.

< È una carpa giapponese, simbolo di coraggio.

Sarà...

A me pare proprio un pesce surgelato.

Quindi hai finito? Te ne vai?

Sì, domani inauguriamo.

- Non ci vediamo più? - Perché?

Dovremmo solo decidere come...

dove... e quando.

Allora facciamo stasera. Io alle 6 stacco. Solo che a mezzanotte devo rientrare.

Come Cenerentola. Così se perdi la scarpetta ti vengo a cercare.

Mi trovi subito, ho il 41.

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

- Cos'è questo FREGNO? - È un monopattino elettrico.

- Non è bellissimo? - Non era meglio un motorino?

No, il motorino inquina, questo è a impatto zero. Posso permettermi?

Aspetta... mi ero pettinata.

Devi solo spingere e accelerare contemporaneamente. Guarda.

Spingi e acceleri qua, con questo pulsante.

< Così. - Non funziona.

- Accelera contemporaneamente. - Oddio, fa LE PINNE.

- Brava. - Fa le PINNE.

- E... andiamo. - Vai piano, Giovanni.

- Ci sei? - Giovanni, non andartene, aspetta.

Cavolo, quanto sei brutto con questo casco.

(RIDE)

Sei bella te...

(COLONNA SONORA CONTINUA)

- Eccoci. - Lo lasciamo qua? Non hai una catena,

- una criptonite? - Tranquilla, questi sono in sharing.

A disposizione di tutti, in condivisione.

- Infatti io a queste cose NON CI FACCIO. - Dai.

Se una cosa è mia, è mia. Se è tua, è tua.

- Sì. Guarda che meraviglia. - Bello.

- Ma la galleria dove sta? - È questa. Questo è un grande museo.

< Monica: Perché io pensavo "galleria" tipo tunnel

< Monica: Infatti mi sembrava strano. < Giovanni: Voglio farti vedere una cosa.

< Vieni.

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

< Giovanni: Non è meravigliosa? < Monica: (In romanesco) Certo.

< Giovanni: Vedi, Plutone afferra Proserpina, lei cerca di ribellarsi.

Muscoli tesi, guarda, le mani affondano nella carne.

Davvero, guarda la coscia. Non ha un filo di cellulite, MORTACCI SUA.

< Cavolo, che bello, Giovanni! Quando torna Alessio ce lo porto.

- Piuttosto come sta Alessio? - Sta bene, sta in Inghilterra,

- a Wor-... non mi viene, comunque... - (Ride) Anche Agnese, a Londra,

- Al college, sta finendo l'ultimo anno. - Va bene, Alessio è andato a lavorare.

A scuola non CI FACEVA tanto. Agnese invece è brava?

Sì, è brava. Lei mi sembra contenta, sì.

A me Alessio non dice niente. Va bene che ultimamente l'ho sentito poco,

perché... come gliela spiegavo questa situazione?

Giovanni, io sono innocente.

Lo so.

Dai, andiamo.

- Dove andiamo? - Seguimi.

Giovanni, vai piano, per favore, perché si casca.

(GIOVANNI RIDE)

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

- Ci fermiamo? - Eccoci.

- Vieni. - Cos'è questo sgabuzzino?

È una sorpresa, fidati. Questi sono tuoi.

- Andiamo a pesca? - Vedrai che meraviglia.

Prima di tutto, guarda questa.

- La scala santa? - Non c'è niente di santo.

È una scala a chiocciola. Non è meravigliosa?

- Vieni. - Bella. Sotto?

Guarda su e guarda giù.

- Vedi? C'è un fiume. - Sì.

- Vieni. Dammi la mano. - Non è facile.

- Reggimi. - Poggiati. Sì.

(SCIABORDIO DELL'ACQUA)

- Giovanni, dove siamo? Dove arriviamo? - Vieni.

- Non si può sapere dove siamo? - Attenzione.

Vieni. Eccoci.

Dove siamo?

Guarda.

(VERSO DI SORPRESA)

< Monica: PORCA MIGNOTTA!

(GIOVANNI RIDE)

< Monica: Quella è la fontana di Trevi?

< Giovanni: Siamo dentro la fontana di Trevi.

< Monica: Non ci posso credere...

Quando erano piccole, Pamela e Sue Ellen ci venivano con una calamita.

- Ma come? - Per prendere gli spiccioli.

(Ridono)

No, vabbè...

Madonna, Giovanni... bello.

Grazie.

A te.

(COLONNA SONORA CONTINUA)

(RUMORE DI TACCHI)

Scusa, ho i tacchi.

Vieni.

Sì.

Madonna, Giovanni...

(VERSO DI STUPORE)

- Bello, vero? - Cavolo...

- Che meraviglia. - La spada.

- Non c'eri mai stata in questo posto? - No.

- Pensa che è anche tuo. - Sì, come no.

Sì, è nostro.

Ma che vuoi tu, che sei di Milano?

< Giovanni: Milano...

- Sai come si dice a Milano? - Come?

(In Milanese) A Milano non si sta mai con le mani in mano.

Non ti seguo.

Quando ero piccolo, a Milano ci venivano solo a lavorare.

Molti la trovavano malinconica, ma noi gli abbiamo sempre voluto bene.

Altri bruttina, forse per questo le abbiamo messo il vestito buono.

No, noi no.

Roma è bella sempre, pure se la prendi a calci.

È proprio vero, le cose belle le diamo per scontate.

(COLONNA SONORA CONTINUA)

(SUONERIA "PERIFERIA" DI RENATO ZERO)

- Cos'è? - Mortacci... la sveglia.

(SUSSULTA)

- È un quarto a mezzanotte! Corri. - Adesso?

Corri! Le suore, la catena, corri!

Don Davide, scusa, ho fatto tardi. Non succede più.

Non ti preoccupare, vai.

Ma che fai? Evadi?

No, hanno staccato la luce al palazzo occupato.

Quelle persone sono da tre giorni al buio e devo fare qualcosa.

- Che vuoi fare? - Voglio provare a riattaccarla.

Ne sei capace?

Capito, andiamo, dai.

(BRUSIO)

- Buonasera, Padre... - Buonasera.

- Siamo da tre giorni senza luce. - Sì, siamo qua apposta.

< Don Davide: Siamo qua apposta, però... no, no!

Va benissimo, calma. Aspettate un secondo.

- Adesso una soluzione la troviamo. - Sono tre giorni che siamo così.

< Don Davide: Siamo qua apposta. Una soluzione la troviamo!

Cerchiamo di dare una mano. Signora, si è messa a cucinare al buio?

È mancata la luce. Ho dovuto tirare fuori tutte le polpette, altrimenti...

(Entrambe) Si scongelavano.

< Signora: Sono buone? < Monica: Ma io ci credo che sono buone.

Mica le buttiamo? Non buttiamo via niente.

(VERSO DI APPREZZAMENTO)

(TUTTI) Buone!

Signora, una cosa... Sa dirmi dove sta la centralina elettrica, quella generale?

Sì, qui più avanti c'è una scala. Scendi giù, che c'è la centrale.

Va bene, vieni con me.

Buone le polpette, un po' indietro di sale ma buone.

(BRUSIO)

< Donna: Sbrigatevi a mandarci a casa.

- Fammi un po' di luce con la torcia. - Sì.

Fai luce qua.

- Che hai portato, fammi vedere. - Candelabro, nostro Signore...

- Nostro Signore... - Calice...

Una pinza non potevi prenderla, don Davide?

Una tenaglia, una cosa...

Usiamo questo...

- Uno scasso col candelabro. - Occhio.

- Be'... - Fammi luce.

Occhio.

- Forse basta togliere il sigillo. - No, non si può. È reato.

Noi la luce la rubiamo, ci attacchiamo.

Giusto.

Fai una cosa.

- Prendi quel cavo... - Sì?

Quello lì.

Non quello, no!

Quell'altro, altrimenti saltiamo per aria.

Che facciamo, proviamo?

(URLA DI GIUBILO)

(APPLAUSI, FISCHI)

DAJE!

È tutto merito di Monica...

DAJE!

< Donna: Bravi!

- Ehi... - No, vabbè...

< Signora: L'avete fatto piccolo, il danno.

Oh, cazzo.

(GOCCE CHE CADONO)

(COLONNA SONORA: MUSICA DI TENSIONE)

(VIBRAZIONE DEL CELLULARE)

Pronto?

- Cosa? - Giovanni, che succede?

- È un impiccio enorme! - Giovanni!

Giovanni!

(ABBAIARE)

< Camilla: Sì, cercheremo certamente di recuperare. Ma certo!

< Mi ascolti, per favore, capisco la portata del vostro investimento...

< Pronto!

Merda!

Ehi!

Gli sponsor ci hanno mollato, non ci danno più una lira.

Giovanni, la smetti, per favore? Hanno bloccato i bonifici, l'hai capito?

Capisci che ho appena fatto la telefonata più difficile della mia vita?

Ho dato buca alle più alte cariche dello Stato. Che vuoi che ti dica?

Almeno questo posto lo abbiamo recuperato.

Chi se ne frega di questo posto. Io non ci metto più piede, qui.

Cerco sponsor, non faccio beneficenza. Forse io te non ci siamo capiti.

No, mi sa di no.

Io e te non ci siamo capiti, no.

Giovanni, arrivando ho visto la Polizia davanti alla parrocchia.

- Fossi in te controllerei. - La Polizia?

Sì...

Don Davide, le immagini non mentono, sono chiarissime.

< Questo è furto di energia elettrica, con l'aggravante di violenza sulle cose,

< articolo 625 del Codice Penale.

Lei, questa notte, all'1:19, s'introduceva nella cabina elettrica

in compagnia di... come dire...

Don Davide, cosa ci faceva, a quell'ora di notte, in compagnia di un trans?

Sì, in effetti ero con una transessuale, però non conosco il suo nome.

Mi ha semplicemente aiutato a entrare e uscire dalla cabina elettrica, poi...

il resto l'ho fatto da solo.

< Come vogliamo procedere? < Poliziotto: Come dire, don Davide...

Ehi, ti fermi? Vuoi fermarti?

(Urla) Vattene, non ti rendi mai conto di quello che fai!

Ora è colpa mia? Colpa mia di tutto...

Ora è inutile che ti incazzi, è andato a male il sushi, sai che tragedia.

Monica, questa non era una delle tue apericene.

Hai mandato a puttane un grande evento culturale.

Ancora? Siamo andati a riattaccare la luce a gente che stava per strada.

Ancora mi parli di cultura?

- Giovanni, con la cultura non si mangia! - (Urla) Ma basta, basta!

"Non si mangia"! Do un'informazione a te e al tuo prete sovietico!

Con la cultura si mangia, cazzo!

Per queste inaugurazioni, in questo momento,

per tutta la città ci sono decine di eventi, a cui hanno lavorato

non solo gli stronzi come me ma anche trasportatori, designer, operai,

cameriere, tutta gente che per mesi non ha lavorato.

Sta' a vedere che anche quello è colpa mia...

Ti do un'altra informazione: questo luogo era finanziato da sponsor

che ci hanno mandato serenamente a cagare e anche, ascoltami bene,

dai soldi pubblici, cioè le nostre tasse, le mie e le tue.

- Le mie no, non le ho mai pagate. - Monica, ma vaffanculo!

Ci vado.

("PRELUDIO 1" DI BACH IN SOTTOFONDO)

(BRUSIO)

(In romanesco) Jonathan, Enzo, ma che fate? Venite qua!

- Mamma, vogliamo vedere. - Cosa?

(Recita) Sì! L'occhio... guarda

Per questo è fondamentale

< È l'unico Che può accorgersi della bellezza

("DANCE OF THE KNIGHTS" DI PROKOFIEV IN SOTTOFONDO)

Dunque la bellezza è viva, si vede Quindi è reale

< Diciamo meglio Che può capitare di vederla

< Ma che certe volte si sveli Non c'è dubbio

< Il problema è avere occhi E non saper vedere

< Non guardare le cose che accadono Nemmeno l'ordito minimo della realtà

(Recita) Occhi chiusi Occhi che non sanno più vedere

Che non sono più curiosi

< Che non si aspettano Che accada mai niente

< Forse perché non credono Che la bellezza esista

Ma sul deserto delle nostre strade Lei passa

< Rompendo il finito limite

Riempendo i nostri occhi Di infinito desiderio

< Film: Ti è passata la paura?

< Paura? Ma che paura?

(GRIDA DI GIOIA)

< Non scenderei più!

< Oreste è il mio uomo e io sono la donna sua.

< Che gli ha dato la felicità, che egli non aveva conosciuto mai.

< E lei che è sua madre dovrebbe capirlo!

< lo sono la moglie, brutta delin...

(RISATE)

(GRIDA DI DOLORE)

(MUSICA IN SOTTOFONDO CONTINUA)

(MUSICA SI DISSOLVE)

(DIALOGO INUDIBILE)

< Uomo: Don Davide, mi dispiace. Ci sono tutte le documentazioni...

che abbiamo raccolto. Ci sono le denunce.

Questa è per lei.

Arrivederci, grazie.

(VERSO DI FATICA)

- Cosa volevano? - Erano quelli dell'Asl.

Dicono che la mensa non è in regola, mancano dei parametri igienici necessari.

(VERSO DI INSOFFERENZA)

Sono stati quelli del quartiere a denunciarci, volevano farlo da mesi.

Il blackout è stata solo una scusa.

Perché, a volte, andare contro le regole è l'unico modo.

Adesso come lo dico a quelle persone che la mensa non c'è più?

(COLONNA SONORA: MUSICA MALINCONICA)

(BRUSIO)

- Mettete in ordine... < Suor Catena: Bene, ragazzi, qua.

(Tra sé e sé) Che ora sono? Che fate?

< Suor Catena: Grazie, poi la pasta...

< Questo lo mettiamo qua... - Che succede?

Don Davide aveva bisogno di uno spazio

e l'abbiamo trovato perfettamente in regola con le Asl e con tutti i permessi.

< Suor Catena: Bravi, ragazzi. - Don Davide!

- Monica, buongiorno. - Buongiorno.

Forse non è chiaro, si cambia registro. Animo, forza!

< Giovanni: Dai, avanti. < Suor Catena: Madonna santissima...

< Giovanni: Bene! Allo spazio Vivo!

- Fate prendere qualcosa anche a me. - Dai.

< Suor Catena: Bravi... < Giovanni: Avanti.

< Don Vincenzo: Forza! Non battiamo la fiacca, forza!

Vedi come si è ringalluzzito, don Vincenzo?

< Una saetta, oggi.

(BRUSIO)

Qui, laggiù, grazie.

Grazie...

Quella va messa là.

< Giovanni: Abbiamo fatto i conti con le nostre solitudini

< e abbiamo imparato una lezione:

< quanto sia importante e necessario stare uno accanto all'altro,

< parlare, ritrovarsi...

< per questo il ristorante dello Spazio Vivo

ha preso una strada diversa da quella che ci aspettavamo.

È diventato una mensa aperta a tutti. Ci è venuto naturale farlo,

perché abbiamo visto i nostri amici diventare i nuovi poveri

e il cibo diventare necessità.

Anche noi siamo cambiati.

Perché abbiamo capito che le persone non sono numeri.

Perché i numeri servono, è vero, ma non raccontano chi siamo.

< La salute della nostra famiglia, l'educazione dei nostri figli,

< lo svago, la poesia, la bellezza,

il valore della comunità che si è formata dopo i mesi che abbiamo passato.

In sostanza, i numeri non calcolano

quello che rende la vita degna di essere vissuta.

- Kennedy, vero? - No, si chiama Giovanni.

Un amico mio, ha il cervello che gli FISCHIA.

Grazie.

- La testa che gli fuma... - Sì, capisco.

Stiamo insieme stasera?

- E alla freschetta che racconti? - La freschetta non c'è più...

Non c'è mai stata.

Vieni da me.

Ho capito però, mancano 20 minuti a mezzanotte.

- Ora che... - Sì, in effetti, in 20 minuti

andare e tornare più...

- È che non so se posso garantire... - Tra una cosa e l'altra...

Non ce la facciamo, no.

Vero.

(Sottovoce) Vieni tu, su da me.

- (Sottovoce) Negli alloggi delle suore? - Facciamo piano.

(RUSSARE)

Accomodati.

- Vado un attimo alla toilette. - Sì.

(CIGOLIO DEL LETTO)

- Oddio, è morto. - Scusa, stavo...

- Non farlo più. < Scusa.

(VERSO DI SPAVENTO)

- Scusa... - Sì, lo so, non te l'avevo detto.

Con la signora Forchetta diventa difficile, non so se me la sento.

Eccoci.

Scusa.

(COLONNA SONORA: MUSICA SOFT)

- Ale, mi senti? - Sì, mamma, ti sento.

Quando torni, mamma deve dirti una cosa bella.

Va bene.

Comunque quando torno a Roma, anch'io devo dirti una cosa bella.

- Ciao, amore di mamma. - Ciao, mamma.

Amore bello, non vedo l'ora di vederti, sai? Sono proprio contento.

Così ci facciamo una bella chiacchierata, perché abbiamo un sacco di cose da dirci.

Sì, papi, è vero. Tante cose.

Ciao, amore mio bello.

Ciao, papi.

(COLONNA SONORA CONTINUA)

Che dici? Come la prenderanno questa volta?

No, stavolta sarà tutto più facile.

Questa volta glielo dobbiamo dire, non possiamo sempre nasconderci.

No.

Tranquilla.

< Monica: Ciao. < Vale: Ciao.

- Ciao, Armandino. - Ciao, Monica.

- Daje, Tories! - Ciao, Monica!

Ciao, piccoletta. Mi raccomando.

- Grazie, Monica. Ciao. - Ciao, Francesca.

Grazie, Monica.

- Don Vincenzo, non si scapicolli! - Cara Monica, la fretta è del diavolo.

Se lo dice lei, mi fido, santità.

Senti, uomo pio, se ti capita di venire a Bastogi,

mi raccomando, per qualsiasi cosa, vieni a trovarmi. Capito?

Grazie, Monica.

Diamoci almeno un abbraccio.

Dico davvero, sei il benvenuto a Bastogi. Tranquillo.

Tranquillo e Bastogi, è veramente un ossimoro.

- Ci siamo capiti noi. - Va bene...

- Be', arrivederci a tutti. - (In coro) Ciao!

(In coro) Ciao, Monica!

< Suor Catena: Torna presto. No...

< Adios, Monica. - Adios, Josè, è finita la pacchia.

(SUOR CATENA RIDE)

(In coro) Ciao, Monica!

< Pensavo, Monica, non è che le gemelle capiscono subito che stiamo insieme?

Ma che capiscono quelle? Poi sei il garante, mi stai accompagnando.

Sì, però magari arrivando...

cerchiamo di fare una cosa UNDERSTATEMENT.

- Ora? Qua? - No, intendo senza dare nell'occhio.

No, figurati.

Non ci si fila nessuno.

(GRIDA DI GIUBILO)

- Madonna! - MORTACCI...

Madonna, ma perché ci attaccano, Monica?

Ci stanno festeggiando!

- Monica! - Belli!

(In coro) Monica! Monica!

< Monica: Da bravi, fatemi uscire!

Belli!

Monica!

(TROMBE DA STADIO E APPLAUSI)

Ma che hanno fatto, che bello! Grazie

(APPLAUSO, GRIDA DI ACCLAMAZIONE)

(In coro) Monica! Monica!

- Monica, lui è Jordan. Dagli un bacio. - Amore, che sono, il Papa?

Amore di zia, a morsi ti prendo.

Ora che sei arrivata possiamo battezzarlo. Mi raccomando, porta il Ministro.

Oddio, Giovanni. Tieni, reggilo un attimo.

Giovanni, fatemi passare.

Fermi! Fermi!

(TROMBE E GRIDA)

< Monica: Fategli prendere aria!

- Digli di smettere, ho paura. - Tranquillo, vieni. Respira, prendi aria.

Mi ha accompagnato, ha fatto un impiccio per farmi uscire prima!

(GRIDA DI ESULTANZA)

No, ma non c'è nessun impiccio.

(In coro) Ministro! Ministro!

Pollicino, non toccarlo!

- Non toccarlo! - Vai, Ministro!

(In romanesco) Ministro, devi venire anche tu.

Un Ministro al battesimo non l'abbiamo mai avuto!

Non l'avrete mai perché io non sono Ministro.

(GRIDA DI ACCLAMAZIONE)

(In coro) Ministro! Ministro!

< Monica: Grazie!

(GRIDA CONTINUANO)

(Cantando) Monica, Monica!

- Grazie! < Pollicino: Ministro!

Non è che mi trova qualcosa, che dal blackdown sono senza lavoro?

Finiscila, non hai mai lavorato in vita tua e ora la colpa è del blackdown.

(SOSPIRO DI SOLLIEVO)

- Cos'era? Un rito pagano? - Cosa? Giovanni, io non ti capisco.

Non si sente bene, dategli un bicchiere d'acqua.

< Giovanni: Grazie. < Pamela: Prego.

- Che avete fatto? - (in coro) Che abbiamo fatto?

Qua. Dov'è la porta di Alessio?

Abbiamo diviso casa. Non c'eri e l'abbiamo subaffittata.

- Che ci avete messo? - Dieci piccoli indiani.

Avete cominciato a leggere Agatha Christie?

No, sono proprio indiani. Sono piccoli e tanto carini.

- Non si vedono e non si sentono. - Tutti nella camera di Alessio?

- Come ci entrano? - Infatti lì ce ne stanno solo sei.

Gli altri quattro stanno in camera tua.

(COLONNA SONORA: MUSICA INDIANA)

(In coro) Ciao.

Ciao.

(PARLANO INDIANO)

(MUSICA SI INTERROMPE)

Torno in galera ma stavolta per omicidio!

- No! Monica... - No, Monica!

Signor Ministro, l'abbiamo fatto per guadagna qualche soldo onestamente.

In effetti, Monica, è sempre meglio che rubare.

- Ma dimmi tu... - Dai...

- Ma dimmi tu... - Comunque, vista la situazione, andrei.

- Ciao. - Ciao.

- Ciao. - Ciao.

(GRIDA DI GIUBILO)

- (Sottovoce) No. Non vanno. - No, questi non se ne vanno.

Ti conviene restare a dormire qua.

Ma Monica, non ho niente.

Una cosa la troviamo. È rimasto qualcosa di Sergio.

(Sottovoce) Scusami, scusami.

- Dove dormo? Non c'è un posticino. - Sì...

(LIEVE RUSSARE)

(RUMORE DI STOVIGLIE)

- Scusate, che ore sono? - Le 5:20.

- E perché friggete? - Noi colazione.

(VERSO DI SORPRESA)

- Tanti auguri, Jordan! - (In coro) Auguri!

< Donna: Auguri! < Uomo: Ecco la porchetta!

(In coro) Porchetta, porchetta!

- Ma perché è vestita la... - La porchetta?

Veste elegante. Come tutti, no?

Pamela, Sue Ellen, metteteci da parte due pezzi di cotica.

(In coro) Non ti preoccupare, ci pensiamo noi.

- Cos'è la cotica? - La pelle, la crosta.

(In coro) Porchetta, porchetta!

("STRANI AMORI" DI LAURA PAUSINI AL KARAOKE)

< Uomo: Poi com'è andata a finire? - Niente, l'ho pure dovuto picchiare.

Gli dato un cazzotto in faccia, mi ha fatto pure pena.

- Di chi parlate? - Di Frank il colombiano,

- l'hanno arrestato un mese fa. - Il cugino di Malandra di Tor de Schiavi?

- No, era quello di Centocelle. - Era di Centocelle.

Poi si è spostato a Torre Spaccata, adesso sta a Tor Tre Teste ai domiciliari.

Ma no, quello era lo Sfregiato, non te lo ricordi?

Quello che aveva la casa a via Foca l'Asino. Era lui.

Scusate.

< Uomo: Su le mani!

(CANTO CONTINUA)

("NON DIRGLI MAI" DI GIGI D'ALESSIO IN LONTANANZA)

Ehi...

Tutto bene? Che ti senti?

Monica, sinceramente, quando pensi finirà questo sequestro di persona?

Sono otto ore che mangiamo. Domani arriva Alessio, dobbiamo parlargli.

Io ci vorrei arrivare vivo.

Infatti volevo dirti che atterra a Fiumicino alle 12:30, è così...

visto che stanno attaccati all'aeroporto...

avevo pensato di organizzare un pranzetto, a una cosetta intima a Coccia di Morto.

Intima? A Coccia di Morto?

Giovanni...

Voglio dire a tutti che stiamo insieme.

(CONTINUANO A CANTARE)

(SQUILLO DEL CELLULARE)

Scusa.

È Luce.

- Come va, Luce? - Giovanni...

Non sei ancora venuto a vedere il mio nuovo olfattorio.

Lo sai che ci tengo al tuo parere. Non è che riesci a passare domani?

- No, purtroppo domani non posso. - Dille di venire.

- Così lo diciamo anche a lei. - Scusa un attimo, Luce.

- Oddio, Monica, non mi sembra il caso. - Me la passi, cortesemente?

- Luce! Come stai, bella? - Cara, sto bene. E tu?

Bene. Senti, ti volevo dire che domani abbiamo organizzato un pranzetto fuori.

< Ti va di venire? - Che bella.

- Dobbiamo farti una sorpresona. < Sì.

- Perché no? Senti, dove devo venire? - Un posticino carino, niente di che.

- Si chiama Coccia di Morto. - (Sottovoce) Coccia de Morto.

- Coccia di Morto, si dice. - (Ride) Coccia di Morto, che nome carino.

("BAILA CONMIGO" IN SOTTOFONDO)

Ministro, tu stai sempre in mezzo... È diventato un habitué.

(In coro) Bello Sergio, Sergio nostro!

Belle voi.

- L'hai invitato tu? No, ecco. - Tu che ci fai qua?

Mi ha chiamato Alessio, ha detto che deve parlarci.

- Lui, invece, che ci fa qua? - Non sono affari tuoi.

Mi scusi ma 120 euro mi sembra un tantino eccessivo.

Ringrazia Dio che ti ci ho portato, qui neanche ci arrivano i taxi.

(ROMBO DEL MOTORINO)

(GRIDO DI SPAVENTO)

(MUSICA IN LONTANANZA)

(In romanesco) Guardate, arriva anche la profumiera.

Ehi!

(In francese) Arrivo!

- Che ha detto? - Che arriva.

Scusate...

- Eccoci qua. - Ciao, bella.

- Ciao. - Ciao.

- (In coro) Buongiorno, signora Croce. - (Ride) È Luce, mi chiamo Luce.

- Bella borsa. - Vi taglio le mani.

Ecco Alessio, Alessio! Amore di mamma!

Ciao, amore!

Madonna, quanto è bello!

Ma è venuto con la ragazzetta? Vedi, non ci ha detto niente.

Madonna...

Ma è Agnese.

- Sì... - Ecco qua...

- E lei? - E lui?

- E lei? - E tu?

- Alessio! - Papà.

- Agnese.. - Mamma.

(In coro) Sono loro!

- Ci risiamo. - Ho un giro di capo, io.

Ma che giro di capo, stai tranquilla. Reggiti qua.

Sentite, sentite...

Ragazzi, il fatto che voi siate qui, insieme, è un bene.

Perché...

io e Monica vogliamo dirvi, a tutti, una cosa importante.

(VERSO DI SORPRESA)

(In coro) Oddio, è incinta!

- Mamma, è andata così. - Guarda, diventiamo parenti! Vieni qua.

< Gemelle: Auguri! < Alessio: Grazie.

< Gemelle: Che bello!

(SINGHIOZZA)

< Sergio: Mettiti seduta.

< Gemelle: Come siamo contente, auguri!

E adesso?

Non lo so.

- Mamma. - Sì?

E voi? Che dovevate dirci?

- Che... - Che dovevamo dirvi?

< Giovanni: Che...

(COLONNA SONORA: "JERUSALEMA" DI MASTER KG)

- Ecco, dai! - Ma dove vai?

- Dove vado? - Dove vai?

Scopa!

Carte, primiera, denari e sette bello.

(VERSO DI DISAPPROVAZIONE)

(In napoletano) Tieni, prendi anche queste!

Mannaggia la morte...

(MUSICA CONTINUA)

(MUSICA SI DISSOLVE)

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