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(Marco) E' il mestiere più antico del mondo.
- (Bambina) Mamma! - Amore!
(Marco) E' quello senza contratto, senza pensione, senza orari, senza sonno...
Mamma si è fatta male.
(Marco) Senza fine: il genitore.
(Marco) Ce ne vuole, di coraggio.
(Marco) Adulti sfatti, senza modelli, sempre in crisi.
(Marco) Quelli del marketing lo sanno bene:...
..il senso di colpa dei genitori è il più florido mercato di questo millennio.
(Marco) Ecco, prendete lui.
E' Carlo. Vediamo se stavolta ce la fa.
- Ciao, Paolo. - Ciao, Carlo. - Buongiorno a tutti. Scusate.
- C'è gente che aspetta. - (Carlo) Va be', pazienza. - Eh, no.
- (Carlo) Come stai? - Stavo bene, prima.
Ho tre minuti: una riunione importante, mia figlia che esce prima da scuola...
Ne hai anche una in arrivo, ti vorrei ricordare. Ti perderemo, Carlo.
Parla, parla, parla... Taglia, piuttosto, no?
- No! E' un pettine, questo. - Sì, è un pettine.
- Guardate, ragazzi! Un pettine incastrato... - E' un pettine, sì. - Questo fa male.
- Ahia! - Visto? Non è facile... - Quando giochi con i figli, capita.
Capita adesso, capita a voi. Perché una volta non capitava.
- Una volta i problemi erano altri. - Va be', ciao, Marco.
- No, no! Dove vai? - Arrivederci. - Non ti mando via così! Carlo!
- Dove va? - (Paolo) Potevi aiutarlo, però.
- Ma se è scappato! - Poi ti chiedi perché lì di fronte hanno più clienti...
- Perché scappano? - No, perché fanno genitori e figli.
Ancora? Ne abbiamo già parlato. Cos'è, Gardaland?
No! Non voglio genitori e figli. Adulti.
- Perché tu i genitori non li capisci. - Non è vero.
In realtà, non li sopporto proprio, è diverso.
- Sbagli. - Sì, eh? Sbaglio.
Allora, se sbaglio e ti piace il negozio di fronte, perché non vai a lavorare da loro?
(PORTA CHE SBATTE)
Sia ben chiaro, non ho niente contro i genitori. Ho tanti amici genitori, per me sono come noi.
Sono sensibili, hanno il senso del ritmo, hanno la musica nel sangue...
Genitore? Allora sfumiamo.
(MUSICA FUNK)
(Giulia) Marta! Tu al classico. Alessia alle borse, Bianca al reparto beauty.
Silvia, la nuova, invece, con me. Andiamo.
- Sarà dura senza Anna. - Sì, purtroppo ci ha lasciati.
- Oddio, è morta? - Praticamente, considerando il post-parto e i successivi trent'anni.
Ecco il caos. Vedi?
Ci rendiamo conto che questa scarpa è qui e invece deve stare qui?
Ragazze, che dico sempre? Ordine! Qui non si improvvisa.
State attente, eh? E' un attimo e vi mando al reparto bambini.
(SCHIAMAZZI)
Chiaro? Andiamo, forza.
("MAKE BELIEVE MAMBO" MUSICA DI DI DAVID BYRNE)
("MAKE BELIEVE MAMBO" MUSICA DI DI DAVID BYRNE)
- Prego. - Grazie, amore.
(Marco) Senti, mi ricordi perché continuiamo a vederli?
- Parlano sempre di figli... - Sono i nostri migliori amici.
No, sono la versione anormale di quelli normali. (RISATINE)
- Sia ben chiaro! L'ultima volta, Giovanni m'ha fatto cantare: io non canto. - Non cantare.
- Poi non ditemi: "Canta..." - Ah! (SCATTO DELLA SERRATURA)
Eccoci, dai, coraggio.
- Ehilà! - (Marco) Ehi, Carlo! - (Giulia) Ciao! - Come va?
- Ti sei calmato? Complimenti per... - Per favore...
- Melissa? Melissa! Non saluti Marco e Giulia? - Ciao, Melissa.
(MUSICA DAL CELLULARE)
- Niente. - No. - Sono bambini, non sempre...
- Se li educhi, salutano. - Salutano, eccome! Io ne ho visti tantissimi, "salutanti", proprio.
- (Marco) Andiamo? - Vuoi dare a me? - No, grazie. - Venite.
Complimenti per il taglio! Sono bravi quelli di fronte.
- Mi raccomando, tornaci! - Per favore, ssh... Eh?
- Che c'è? - E' successo qualcosa? - No, ssh... - No, dico... - Ssh! Eh!
- Non ho capito... - Che?
(sottovoce) Niente movimenti bruschi. Ssh.
(SUONI RILASSANTI)
Amore? Amore, sono arrivati Marco e Giulia.
Con i bambini si mangia a mezzogiorno. Sono le due.
Sì, Anna, lo so, scusa. Noi il venerdì sera facciamo tardi.
- Balliamo. - Stamattina non ci siamo resi conto dell'orario, tra la colazione e...
Giulia, ho i sensi amplificati. Sento che mi stai prendendo per il culo.
- Sì... - Sì...
- Allora... come stai? - Devo resistere.
- Perché? - Melissa non vuole che la sorella nasca prima del suo compleanno.
- Quindi vuoi... tenerla dentro? - Certo.
- Ma non credo si... - Si può fare?
- Sì. - Non so. - Io proprio...
Se il figlio maggiore è infelice, anche il figlio minore è infelice.
- E poi tutta la famiglia... - E' infelice. Tutta.
- Una strage. - Una tragedia. - E questo chi lo dice?
- La pedagogia. - Tutta la pedagogia? Cos'è? Un'entità...
Ho promesso a Melissa che la festa sarebbe stata tutta sua senza Filippo.
- Ah... - Come, Filippo? - Non aspettate una femmina?
Ssh! Per favore. A Melissa abbiamo detto che è maschio, così non si ingelosisce.
- Poi invece alla festa le diciamo che Filippo si è... - Si è?
- Trasformato. - Come, "trasformato"? - No, ragazzi...
- Trasformato in che? E' Superman? - Siete troppo ansiosi.
No! Non è ansia, è amore.
- No, io dico che è ansia. - Sì, Anna, è ansia, questa.
- Lo sanno loro, che hanno cinque figli! - Non puoi stare dieci giorni immobile!
Lasciatemi respirare. Andate di là dagli altri, che vi aspettano da un'ora.
- Ciao, Giovanni. - Ciao. - Io non canto, eh? Non canto. - Va bene.
Ah, Anna! Ti presento la tua migliore amica. Lanolina, Anna. Anna, Lanolina.
Questa la spalmi dopo il parto e i capezzoli sono salvi.
- Meno male, meno male... - Adesso mostriamo ad Anna...
- (Giovanni) Me lo tieni un attimo? - Eh? No! Io ho la torta, dallo a...
No, la torta la prendo io. Prendi...
Aspetta... aspetta...
Ti faccio vedere.
- (Marco) Cosa fa? - Non lo so.
No... No, no...
Vedi, Annina? Così. Carlo, fallo anche tu, così impari.
No. Carlo, ti prego... Non sei obbligato a farlo.
- No? - No. - (sottovoce) Grazie.
E... lo riprendiamo? Mi ha preso anche gli occhiali. Grazie.
Questi sono miei! Li lasci? E' anche un modello nuovo.
- Eh! - Andiamo a pranzare?
- Ecco... - Prima di pranzare, chi vuole cantare una bella canzone?
- Sì! - (Marco) Dai, su... - (Carlo) Andiamo via. - (Marco) Via, via.
Paride? Paride!
Vieni a mangiare la torta, che mamma è stanca di inseguirti.
Ah! Mi ha morso. Che è? Un cane?
E' la fase dei bacini! Amore, mostra i bacini.
- Se davo un morso così a mia madre, sai che sberle prendevo? - Giustamente. - Eh!
Questo è male, perché uno schiaffo è per sempre.
Invece è il dialogo a fare la differenza... Ahia!
- (con tono affettuoso) Ciao... - Ecco Paride! Ciao! - Ciao...
A saperlo, venivo vaccinato contro la rabbia.
E' buonissima la torta, Giulia.
E' buona, vero? Sono contenta. L'impasto è un po' più morbido perché ho messo l'ananas.
No!
L'ananas?
- Che è? - Sei pazza?!
- Che c'è? - Anna ha scritto nel gruppo quello che può mangiare!
L'ananas ha la bromelina, che può indurre il parto.
Se ne mangi un quintale! Anna, scusa, non ho letto la chat.
- Dovevi fare solo la torta! - L'ho fatta.
- Sì, ma con l'ananas... Ah! - Che c'è?
- Oddio, Carlo... - Che hai? - Sto in prodromica!
- Oddio, è in prodromica! - E' grave?
Ci stiamo facendo suggestionare...
Che ne sai tu? Hai mai avuto la contrazione? Eh?! Ah!
- Andiamo. - Ragazzi, arriva, succede così. E' una gravidanza.
Non è un sequestro di persona. Se deve nascere, nasce. E' la natura.
Chi è che nasce?
- Oh, nessuno, amore. - Come, "nessuno"?
- Ah! Oddio! Non la tengo, Carlo! - Sì, sì, sì. - Ma... la cacca?
- No, tua sorella! - No!
- Chi ha messo Sara dentro la mamma? - Perché vuoi saperlo?
Così la può rimettere dentro e io posso fare la festa.
- Voi lo sapete, vero? - Io non sono stato, non so se...
- Chi è stato?! Chi è stato?! - Vogliamo dirglielo?
Sono stato io, amore, però stai tranquilla, per favore.
E hai fatto una femmina?! Io volevo un maschio!
E' come quando fai la spesa: sbagli sempre!
- Non ha tutti i torti. - Grazie.
- Io la odio! La butto! - (insieme) No!
Sapete dove metto Melissa e le sue amiche? A casa vostra! Così le fate la festa voi due!
- Casa nostra? Noi abbiamo una vita, un lavoro. - Lavoriamo. - Loro non sono in grado...
Al massimo le organizzano un aperitivo in centro.
(RISATINE)
No, fattela scivolare, ignorali. Lisci, lisci... No!
Tu devi sapere, tesoro, che i tuoi genitori non escono di casa da anni!
- (Giulia) Non sanno più come ci si diverte. - No.
Vuoi una bella festa, incredibile, indimenticabile?
Allora la avrai! La organizziamo tutta io e Marco.
Ah, sì? La facciamo io... Bene. Va bene, certo.
(Giulia) E... voilà!
- Grazie, Marco! Grazie, Giulia! - Prego. - Figurati.
(VOCIARE INDISTINTO)
- Ragazzi, avete scritto Melissa con la "Y". - (Marco) Sì, sì, sì...
- Si scrive con la "I". - Ah, con la "I"? Va be', tanto non sa leggere. Pazienza.
- Ma come, "non sa leggere"? Ha sette anni! - Leggono? - Non...
Va be', è all'americana, "Melaisa", fa più...
- Va be'. - Internazionale... - Va be'. Era un'idea, comunque.
- Pronti? - Sì. Vai.
Hai detto ai due del catering dell'immagine sulla torta?
- Sì, l'infermiera... - No, la Dottoressa Pupazzo.
Dottoressa Pupazzo, sì.
E' dolce... Mamma mia, che schifo!
- Papà, vieni a fare la baby dance con noi! - Vai via! Vai via! Via!
- Ma chi è? - Non so, un papero. - Ragazzi! Grazie! Giulia, sei perdonata.
- Be', direi. - Guarda un po'. (SUONERIA DI UN CELLULARE)
Scusate. Sì? Ci vedi, siamo qua in fondo. C'è una festa meravigliosa, tra l'altro.
Ai gonfiabili, esatto. Ti aspettiamo.
- E' arrivato il regalo. - Impazzirà, perché lo desidera da sempre.
No! Il letto con il soppalco?
- Fuochino. - Più o meno.
Cosa sono queste facce? Non avete mai visto un cane?
Non fate caso a questo odore un po'... acre, pungente.
Sono le ghiandole perianali che purtroppo sono andate.
Non è un adone, lo ammetto. Sul sito era più carino.
Però... si chiama Polpetta. Vuol dire che è buono. E' vero?
(RINGHIO) (sottovoce) Porca troia...
E' normale. E' il verme che lo rende nervoso.
Allora voi fate così: andate a casa, lo sverminate, lo castrate, così si placa.
- Poi gli date una sistemata al pelo... - Tu ti devi sistemare il cervello! - Allora...
Posso dire una cosa? Noi pensavamo di fare una cosa bella.
Ma io ho un neonato! Che regalo è un cane per Melissa?
- Davvero è per me? - No, no, amore. Questo è il cane di Marco.
- Marco ha detto che è buono. - Ma Marco è un cretino.
- Come papà. - No, di più.
Guarda che scodinzola! Vuol dire che si è ambientato.
(RINGHIO)
Occhio!
(GRIDA DI PANICO) Aiuto!
Andava castrato, ragazzi.
Sverminato e castrato.
(VOCIARE INDISTINTO)
(Giovanni) Paride, dove sei? Non fare preoccupare la mamma.
- Comunque, è vaccinato. - Vaccinato "una ceppa"!
Ha aggredito me? No. Carlo? No. Giulia? No.
Ha aggredito te perché fai il cretino con questa testa...
L'hai agitato, è normale. Cosa vogliamo fare con il cane? Vogliamo restituirlo?
- Sì? E' una cosa ignobile. - Una cosa orrenda.
Va be', dai, tagliamo la torta. Facciamola finita, per favore.
Tagliamo la torta... su. Tu hai bisogno di una mano?
- Sì, grazie. - Adesso...
Non l'abbiamo fatto apposta.
Il resto mi sembra perfetto. Può capitare un imprevisto.
E' un morsino, sono bacini di cane.
Bambini! Tutti qui, forza! C'è la torta di "Melaisa"!
(GRIDA DI GIOIA) (Giulia) Attenzione.
(Donna) Piano, piano, piano...
- Non appoggiare, se no va in cancrena. - In cancrena? - Succede.
(insieme) # Tanti auguri a te, tanti auguri a te! #
(insieme) # Tanti auguri a Melissa! #
(insieme) # Tanti auguri a te! #
- Ma è una donna nuda! - Infatti!
(VOCIARE INDISTINTO)
Ma questa non è la Dottoressa Pupazzo! Io volevo la Dottoressa Pupazzo!
E' una dottoressa infermiera. Non va bene?
(RISATE)
(Marco) Scusate, lei m'aveva detto...
- (ridendo) Io non ti ho detto niente. - Mi sono sbagliato.
- Carlo, che ridi?! - No, ho fatto...
(Marco) Lascialo ridere! Sono sette anni che non ride.
Non fa più niente. Non corre, non fa niente. Mangia.
- Era il più bello tra noi. Perché era bello. - Bellissimo.
(Marco) Guarda com'è ridotto!
- Perché, come sono ridotto? - Sei un cesso.
Certo! In questi anni lui è cresciuto, è maturato! Voi siete rimasti uguali!
Veramente sono ridotto come un cesso? Non mi pare.
Giovanni... Eh?
Carlo, che mi frega? 300 euro d'occhiali!
Comunque, Anna, anche tu sei diversa.
(Giulia) Eri una persona allegra. Eri una persona!
- Esatto. - Da quando sei mamma, non ti si può dire niente. Sei aggressiva.
- Scatti. - Sì, subito...
(SARA PIANGE)
Certo! Io sono quella rovinata, quella con le ansie, con le fisime!
Invece tu sei perfetta. Sei magra, sei la "Madonna di Chanel"!
(Anna) E tu smettila di piangere!
(SARA PIANGE) No, amore, scusami... No, no, no...
Bambine, succede. Ogni tanto gli adulti sono nervosi.
Non vi preoccupate. E' il compleanno di Melissa. Auguri!
(Marco) Guardate cosa faccio! Ora faccio la bomba.
Guardate bene, eh? Via tutti! Faccio la bomba!
Ciao...
(PIANTO DEL BAMBINO)
- L'ho preso! - Bravo, bravo... (GRIDA DI GIOIA)
Oddio... Carlo! Via di lì! (SCOPPI)
- Amore, però... - Ho saltato...
Andiamo, andiamo! Andiamo!
- Adesso? - E' una figura di merda.
(Uomo) Aiuto! Aiuto!
(GRIDA DI PANICO)
Posso dire: "Calma"? Bisogna stare calmi. Troppo panico.
(GRIDA DI PANICO)
- Fino a un certo punto è andata bene. - Prima delle fiamme, era tutto...
- Ciao, Giovanni. Posso dire che è molto immaturo da parte vostra? - (Giulia) Dai!
(Marco) Improvvisamente, ti puniscono con il silenzio.
- Adesso non ci parlate più... - Finito. - Dai, su!
Volete che parli? Allora io parlo.
Oh! Parliamo.
Stramaledico voi! I vostri giudizi! (TUONO IN LONTANANZA)
(Anna) Le vostre critiche, le vostre prese per il culo!
(TUONO FRAGOROSO)
Se c'è una giustizia, arriverà un giorno in cui voi vi sveglierete...
..e avrete dei figli, molti figli!
Allora vedremo... se sarete migliori di noi.
(TUONO)
(MARCO E GIULIA RIDONO)
(con enfasi) "Verrà il giorno in cui voi avrete dei figli!"
- No, ma Anna... - Sta fuori. - Va bene, senti...
"Vedremo se sarete migliori di noi!"
(GIULIA RIDE)
- Andiamo a ballare? - Ti prego! - Andiamo a ballare, dai.
(GIULIA E MARCO RIDONO)
- E' ancora qua, questo? Ma chi è? - Non lo so!
Signore! Senta, per favore, si può spostare?
(MUSICA SUSPENSE)
(TUONI)
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(MUSICA SUSPENSE)
(TUONI)
(MUSICA SUSPENSE)
(SEGNALE ACUSTICO DELLA SVEGLIA)
(MARCO SBADIGLIA)
Marco...
- (con stupore) Amore... - Amore, buongiorno.
- Buongiorno. Ma non eri nel mio bagno? - No, ero nel mio, come al solito.
Ah, ti sei... (RUMORE DELLO SCIACQUONE)
- Hai sentito? - (sottovoce) Sì, chi è?
(PORTA CHE SBATTE) Oh!
(sottovoce) - C'è gente... - In casa? - I ladri. Ssh...
(sottovoce) - Ti prego, stai attento. - Tranquilla. Sì, sì, ssh... - Fai piano.
(TRAMESTIO)
(Giulia, sottovoce) Attento...
(URLO)
(URLA)
Via, via, via, via, via!
Ciao, papà. Ciao, mamma.
(URLA)
Oddio! Amore... Ti sei fatto male? Amore, ti sei fatto male?
- Mammina? - Chi è? - Mammina!
- Che cos'è? Staccalo! - Molla! Molla!
- (Marco) Lasciala subito! Via, via! - (Giulia) Ma chi è?
- (Giulia) Via, via, via, via! - Chiudi, chiudi... Ma chi sono questi qua?
- Che è questa cosa?! Che succede?! - Lei urla, quell'altro ti... Tu sei...
Che hai fatto? Hai tagliato la barba?
- Sei tutto "sblusato" qui. Perché? - Ho un po' di pancia.
- No... - Che è?
(MARCO RIDE)
- Che è? - Giulia! - Eh?
Bravi! Bravi, eh? Bravi tutti! Bravissimi.
- Perché fai così? - Ci siamo cascati! E' uno scherzo, Giulia!
- Dici? - Quei cretini di Carlo e Anna hanno voluto farci uno scherzo per vendicarsi.
- Ora, prometti che non ti arrabbi? - No, che c'è?
- Non ti arrabbiare, eh? - No, no.
Ti hanno tagliato i capelli... Adesso, io ci sto allo scherzo, sono il primo...
- Però lei ci rimane male. - Io li uccido.
Io li ammazzo! Che scherzo è?
- Mi hanno tagliato i capelli corti! - Ragazzi, va bene tutto, però non...
(Marco) Guarda cos'hanno combinato... Hanno cambiato tutto!
Guarda che casino! Le foto? Hanno fatto tutto in una notte, com'è possibile?
Mamma! Mamma?
Hai preso la mia felpa di Millie Bobby Brown? Perché non mi rispondi?
- E perché non vi vestite? - Che avete oggi?
Sono attori, si vede. Professionisti, tra l'altro.
- Vedi questa? E' una parrucca, guarda. - Ahia!
Ehi!
(RUMORE DI SBLOCCO DELLA SERRATURA CENTRALIZZATA)
No... Se mi hanno rigato la mia macchina...
Se mi avete rigato la mia macchina... Salite, vi riporto da quei due stronzi.
- (Max) Papà ha detto una parolaccia! - (Giulia) "Simeone"?
- Che nome è Simeone? Boh! - E' il mio, me lo hai dato tu.
(Marco) Dai, salite, per favore... che qui mi viene la pellagra.
- (Giulia) Dove possiamo riportarvi? - (Marco) Chi sono i vostri genitori?
- (Bambini, insieme) Siete voi! - (Simeone) Ci ha fatto mamma!
Marco! Sto in una chat della IV E. Una certa Caterina raccoglie le quote.
- (Marco) Chi se ne frega. - (Giulia) Io non la conosco.
- Ciao, ragazzi. - Oh, allora... - Che è?
(ridendo) Bene, Marco, sempre in forma, eh?
Tu sei magro, ma non mi interessa. Chi sono quelli? Quei tre bambini chi sono?
- I tuoi figli. Ciao, ragazzi! - Ciao, Carlo.
- (Giulia) Dai, senti... - Abbiamo riso, abbiamo scherzato.
- (Giulia) Neanche troppo, eh? - (Marco) Noi ci stiamo.
- Posso dire? - Avete tagliato i capelli a lei, per la barba non dico niente...
- Però questi tre bambini a chi li diamo? Li lasciamo a voi o a Giovanni? - Non lo so.
- Di chi è stata l'idea? - Siete fuori? (SCATTO DELLA SERRATURA DEL CANCELLO)
- Oh, Anna... - Ciao, Marco! Ciao, Giulia! Ciao, amore!
- (Carlo) Amore mio! - (con stupore) E' magra... - Sei magra.
- E' bella. - Sei anche molto bella.
- Ha i tacchi. - (Marco) I tacchi.
- Dove sono Sara e Melissa? - Dove sono? - Sara e Melissa? Non...
- Melissa e Sara! - Dove sono Sara e Melissa?
- Chi sono? - Lui è andato a correre?
- (insieme) Sei andato a correre? - Sì, sono...
- Ehi! Fermo, che tocchi? - Accendino.
- Non ce l'ho. - Datemi un accendino. Veloci.
- Che devi fare? - Daglielo.
Avete capito...
Se questa pancia non fosse di gommapiuma,...
..potrei forse fare questo?
- Ahi! - Ma sei pazzo?!
- Brucia! - Certo. Marco, dai.
- Marco, ma... vi siete drogati? - No!
Mamma! E' tardi, dobbiamo andare a scuola.
(GRIDA)
Ecco... Scusi... scusi...
- Ciao, mamma! Ciao, papà! Ci vediamo dopo. - Speriamo di no.
- Papà, basta con questo gioco. - Mammina!
- Che cos'è?! - Molla. - Staccalo! Staccalo! Mi fa male, staccalo! Levati, bambino!
- Mi chiamo Max! - Va bene, Max. Su, scendi. Siete in ritardo, no?
- (Giulia) Via, via, via! Andate. - (Marco) Via.
- Siete proprio strani, oggi. - Sì, siamo strani. Scendi anche tu.
Buongiorno a tutti. Ciao, Giulietta. Ciao, caro.
Sabato vorrei andare al parco con i ragazzi, se per te va bene.
Spero ci sia bel tempo. Se piove, lo facciamo un altro giorno.
Giacomino è sensibile alle tonsille, ogni tanto gli viene la febbre.
Brutto gesto. Peccato, io parlo e voi fate questo.
Ma a prescindere dai modi...
Volevo solo dirvi che bisogna versare dieci euro per la gita. Che maleducati!
(STRIDIO DEI PNEUMATICI)
(VERSO DI RIBREZZO) Eh...
- Sono bolso, bolso, bolso... - Eh, sì.
Sono gonfio, ho il gozzo qui... Non ho più la barba...
Sì. (MARCO SOSPIRA)
A te sono calate le tette, eh? Va detto.
Va be', sono anche gonfia, mi è venuta la cellulite e ho tre figli, Marco. Tre figli!
- Anche io. - Appunto.
- Guarda. - Scusa, ma... E se fosse tutto un incubo?
Un incubo, no? Uno dorme e poi... si sveglia.
Eh! Finisce.
- No. - (Marco) No.
(GIULIA TRASALISCE) E' una maledizione, Marco.
- No... - E' stata Anna! Ti ricordi che ha detto: "Vi sveglierete..."
- "E avrete dei figli"! - Eh! Poi è apparso l'uomo-cicogna. - Ssh.
- (bisbigliando) E' apparso... - Giusto.
(bisbigliando) - L'uomo... - L'uomo-cicogna è apparso...
Ssh!
Aspetta, aspetta, aspetta... (sottovoce) Faccio io.
Che è?
- Dove vai, amore? Perché sali? - Ssh, ssh...
(MARCO SI SCHIARISCE LA VOCE)
A me piacciono i bambini, tanto.
Ma tanto, tanto, tanto.
Dice così per affetto suo, spontaneo.
- (sottovoce) Amore, scendi. - Ma tutti, non solo i miei. Anche quelli degli altri.
Lei... poi mi piace lui. Mi piacciono tutti.
Ora mi ridai la mia vita?! Ci ridai la nostra vita?!
- Per favore! - Scendi... - Giù le mani!
Via, via, via!
(RESPIRO AFFANNOSO)
- Che cos'è questa roba? E' un incubo, un incubo! - Ok, ok...
- E' un incubo, un incubo! - Marco, calma.
- "Calma" cosa? - Marco, basta.
Ce l'abbiamo sempre fatta, ce la facciamo anche questa volta.
- Questa volta no! - Ce la facciamo anche questa volta, dammi retta. Dammi retta!
Sai che facciamo adesso? Ci calmiamo. Respira... ci calmiamo... Bravo.
- Andiamo al lavoro come se niente fosse. - Come se niente fosse? Abbiamo tre figli!
Abbiamo tre figli, ma magari andiamo al lavoro sereni, non ci pensiamo e questa cosa finisce.
- Non finisce! Non finisce! - E loro tre... svaniscono... Marco!
Il tuo coraggio... è il mio coraggio.
Bravo.
- Va be'... lavoro? - Andiamo al lavoro.
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(SCHIAMAZZI DALL'INTERNO)
(SCHIAMAZZI)
Sei arrivato! Dov'eri? Muoviti! Cosa aspetti? E' pieno di gente! Muoviti, mettiti questo.
- Sei tornato? - Eh? - Sei tornato, dico. - Sì, certo.
Ma eri...
Oh... a posto. Allora? (SCHIAMAZZI)
- Cos'hai fatto al mio negozio? - In che senso? - Come, "in che senso"?! E' pieno di bambini!
- (Padre) Guarda chi è arrivato! - "Codillo"!
Sfinalo un po', perché inizia la piscina. Sì, ora Marco fa il coccodrillo.
- Come fa il coccodrillo? - "Codillo"... - "Codillo, codillo!"
Oh! Ma chi siete?!
Chi vi conosce? Chi vi ha mai visto? Che è questa roba?
- Marco, sei scemo? - Ma...
(SCHIAMAZZI) Manuel, non correte!
Amore... mi senti? Io ho paura.
Ho tanta paura. Vieni, per favore.
- Una commessa! - Scusi, scusi, scusi!
(VOCI CONCITATE)
- (Giulia) E' reato abbandonarli a scuola? - No. Sono figli tuoi? No. Sono figli miei? No.
- Questa è la nostra vita? - No. - No. E allora...
- Sì, ma dove andiamo? - Non lo so. Fai finta di niente e vai.
(SUONERIA DI UN CELLULARE) Non rispondere.
(Marco) Fai finta di niente. L'importante è non rispondere. Mi raccomando.
- Sì? - No! No... - Sì... sì... sì...
- Sì. - Chi era?
- Eh? - Al telefono. - Ah!
No, niente. Era la maestra.
- Dice che aspetta da mezz'ora che andiamo a... - "Andiamo a"...?
A recuperare i nostri figli.
- T'ho detto: "Non rispondere". - Con il senno di poi! Eh!
Allora, bambini, ci togliamo le scarpe... (MAX GRIDA)
- Cosa fa? - Non lo so.
Mamma, se la maestra ti dice che ho copiato il compito di Scienze, non crederle.
Ero girata perché volevo muovermi. Ti pare che stiamo cinque ore fermi?
Poi non arriva ossigeno al cervello. Io vado in camera.
- Non posso averli fatti io. - Infatti.
Buongiorno! Non trovo i pattini. Se li ho persi, me li ricompri?
Papà, sei arrivato al finale di stagione? Hai capito che i russi hanno un Democane?
Io e Marta ci siamo "amicizzate". Non l'avresti mai detto, eh?
- Eh? Eh? - Eh?
"Amicizzate". Ci siamo scambiate la promessa di "migliore amica". Ho fame.
- Per fortuna ha iniziato a parlare tardi... - E' sabato, andiamo al parco? Però non so...
Basta, aiuto!
Che fai lì? Non vorrai abbracciarmi anche adesso!
- No! No, no. - Ah! Eh!
Mammina!
No, tu non capisci. Non è che la sento, è dentro di me.
- Ma chi? - La mamma!
- La mamma? - La mamma! Si è innestata dentro di me, adesso.
(MARCO SOSPIRA) Chiedimi una cosa sull'infanzia.
Giulia... Pannolini? Come la vedi?
Solo fibre naturali, amido di mais senza allergeni fino ai nove mesi.
Poi preferire le assorbenze. Il bambino va in svezzamento, fa più pipì.
Limitare il cloro. Pomata ogni otto ore, spalmatura a raggiera.
Io non voglio diventare mamma.
Se resto qui, succederà? Un pezzetto alla volta...
Giorno dopo giorno...
Ora dopo ora. Minuto... Oh!
Cosa c'è? Sto parlando di una cosa!
- Che c'è? - Guarda!
- I bambini, Giulia! Sono spariti! Spariti! E' finita, lo capisci? - Marco, Marco, Marco...
Non sono spariti. Li abbiamo persi.
- Dici? - Sì.
- Come, "persi"? Sono tre. - Si sono persi tutti e tre.
- (Marco) Non è possibile. Bambini! - (Giulia) Dove siete?
- (Marco) Bambini! - (Giulia) Max? Sofia? - (Marco) Se è una burla, non è bella.
- (Giulia) "No burla"! - (Marco) A noi la burla non piace. Paura.
Aspetta, aspetta...
- Sono loro? - Eh... eccoli.
- (Marco) E adesso? - (Giulia) Adesso giocano.
(VOCIARE INDISTINTO)
Il sole sta per tramontare, è ora di andare a casa...
..e ci vorrà ancora tanto tempo prima che vadano a dormire.
Ecco.
(MUSICA SERENA)
- Ho capito come far finire tutto. - Mm...
- Ti vedo un po'... Seguimi, però. - Mi hai svegliato, dormivo. - Allora...
- Non ce ne possiamo liberare? Nessun problema, li dobbiamo a... - Ammazzare.
Chi li ammazza, quelli! No, a...
- Amare? - Ma che "amare"!
- Mi è preso un colpo! - Assecondare, Giulia! Assecondare.
Allora... chi sono io?
Un libero professionista in Italia, la Bogotá della burocrazia.
IVA, IRPEF, IMU, TFR, concessioni demaniali,...
..TAR del Lazio.
E secondo te, io mi perdo per tre bambini?
- Tu gestisci clienti, commesse... - Gestivo, Marco. Ora non è più così.
Va be'...
Noi non ci possiamo perdere per tre bambini.
Tre bambini! Dieci ce ne dovevano mandare!
- No, Marco... - Dieci, e sai perché? - Non lo so.
Perché noi non siamo esagerati come gli altri genitori.
Non siamo ansiosi, non siamo fissati...
Qualcuno ci vuole genitore, e allora noi saremo genitori, ma genitori...
- Del cazzo, Marco. - Però così... così però...
Giulia, se la assecondiamo, questa cosa sparirà! Che ci vuole a fare i genitori?
Gli dai da mangiare, li piazzi a scuola, gli tiri due vestiti.
Il resto lo fanno le baby-sitter, i telefonini, i youtuber, TikTok... Finito.
(Marco) Fidati, Giulia!
- (Giulia) Che fai? - Uomo-cicogna, mandaci anche due gemelli.
- Marco, smettila. - Mandaci anche due gemelli.
- Marco! Per cortesia, la devi smettere! - No, voglio i gemelli. - Metti che...
(CAMPANELLO)
Che hai fatto?
(MUSICA SUSPENSE)
- Non volevo. - Che cosa? - Scusa. - Che cosa? Ma chi è?!
(MUSICA SUSPENSE)
Sbrisolona! Ve l'ho portata perché siete sempre tanto carini.
Loro sono le mie nipoti, Alice e Aurora. "Salutare."
- Ecco. - Grazie, Adele. Ciao, bambine.
Grazie.
- Va be', basta, dai. - Adesso andiamo. "Salutare."
- Grazie. - Ciao! - Ciao, bimbe! - Ciao. - Ciao, ciao, ciao.
Visto? Assecondare.
Con questa siamo a posto. Mangiate.
- Come sta il mio Max? - Papà, io sono Simeone.
- Sì... perché vi assomigliate, allora... - Non mi pare proprio.
Invece, guarda che gli occhi, poi qui, un po'...
Mamma, sembri una vecchia nella casa di riposo.
- Grazie. - Non è vero, è bellissima. - (Marco) Questo no, eh? La mamma è molto bella.
Sì... allora... adesso facciamo un bel patto.
- Quando vuoi abbracciarmi, mi avvisi. - Sì, mammina.
- Bevi il lattuccio. - Ecco, un bel patto in famiglia.
- Cosa si fa oggi? - C'è la partita.
Ah, sì? Giulia, hai sentito? (CENNO DI GIUBILO DI GIULIA)
Una bella cosa da fare tutti insieme, in famiglia. Bene, bene.
- Partita di che? - Di calcio.
- Bravo, Max. - Ancora? - E' Simeone.
- Lui. - Eh... - E lui è Max. - E lei?
E lei è... bella.
- (Uomo) Ciao, Marco. - Salve.
- (Uomo) Buongiorno. - Salve. Perché mi salutano tutti? - Perché sei l'allenatore.
Giacomino, per favore, non sudare, eh?
- Che faccio? Non corro? - Corri piano, così non cadi e non sudi.
Sì? Vai, bello. Te lo togli? Piano, la carta taglia.
- Ehilà! Ciao! - Giulia! Cara! Guarda.
Ho trovato l'app di geolocalizzazione. Il nostro incubo ha una soluzione.
- Sarebbe? - I figli che scompaiono.
Ah! Per te sarebbe un incubo, ovviamente.
Le battute... Sai che l'ironia è il classico modo per nascondere la paura?
Ma una mamma sente la paura. Io sento che tu hai tanta paura.
- Sì. - Vado, suda... - Vai. - Sì. - Suda...
Non avete una divisa uguale per tutti?
Mister, ognuno porta la divisa che vuole.
Ah... Va be', come preferite giocare?
- Giochiamo a zona? A uomo? - Boh.
Come, "boh"? Chi attacca e chi difende?
Ma... tutti fanno un po' tutto.
- Tipo all'olandese? - No, alla Maria Montessori. Ognuno fa quello che sente.
Ok. Va bene, allora, dai! Alla Maria...
(Marco) Tutti dentro, forza!
Vai, amore. Amore! Dov'è il cuore?
- Guarda "Biancaneve"... - Vai, campione!
- Con quell'antipatica di Rosotea... - Che nomi hanno, queste?
- "Biancaneve" è un soprannome. Lo sai, no? - Perché "pippa".
No! Oddio, non che io... No, no.
Perché è una mamma... E' felice, lei. Così felice che vorresti picchiarla.
Buongiorno! Che bellissima giornata di sport!
Ragazzi, ho fatto i biscottini a tema.
- Palloncino o campetto? - Palloncino.
- Palloncino... - Grazie. - Palloncino o campetto?
Ok... sarà una partita bellissima. Dai, campioni!
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
Dai, chiudilo! Chiudilo, chiudilo! Chiudilo! Non così!
No! No... Va bene. (SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
- Sono stati bravi loro. - Molto bravi.
(Marco) Non perdiamo subito la palla! Andiamo a chiuderlo.
Chiudi il fianco... Chiudi! Chiudi il trio... Va be'.
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
Tornare! Tornare! No!
Ma no! (SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
(APPLAUSI)
Vai... Tira! Tira!
- Perché non tira? - Tirerà quando lo sente.
(Marco) Tira! Ma come...
Dai, ragazzi, però... Ci sono le occasioni, sfruttia... Arbitro! Time out! Qua.
Quando siamo davanti alla porta, bisogna segnare. Ma voi avete mai segnato?
- No. - No. - Mai? - Mai. - No. - No.
Non preoccupatevi, non è colpa vostra. Adesso rientriamo in campo.
Prima cosa: colpire forte l'avversario qua.
Ogni cosa che fate... fate questo.
Invece, appena toccano voi, chiedere molti gialli, buttarsi a terra.
Al primo fallo: "Arbitro, arbitro! Giallo, giallo! Non cammino più!"
(Marco) Usate i gomiti... Calci, scivolate... Abbassate i pantaloncini all'arbitro...
Quello che volete, però fate gol. Dai!
Andiamo, dai! Aggressivi da subito.
Anche questo è montessoriano. E' un capitolo non ancora pubblicato, ma c'è.
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO) Arbitro, non è colpa nostra.
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
Ahia! Giallo! Giallo!
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
Vai, Simeone! Vai!
Tira!
Tira!
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO) - Gol! - Gol!
(GRIDA DI GIUBILO)
- Sì! Sì! - Vai! Vai!
Dai! Tutti dentro, facciamone un altro.
Un altro, un altro. Bravi!
(SIBILO DEL FISCHIETTO DELL'ARBITRO)
Ha segnato.
- Ciao. - Ciao, "Biancaneve". - Be', è...
E' immaturo come atteggiamento, se posso dire, eh? Grande!
- Molto immaturo. Oh, mi hanno esonerato. - Però dobbiamo assecondare...
Ho assecondato. Li ho fatti anche segnare! Hai visto com'erano contenti.
Sì, va be', dai, su! Bambini, andiamo.
Ci vediamo fra poco, aspetto il goleador. Dov'è? Eccolo qua!
- Grande! Allora... - Mi è piaciuto tantissimo fare quei falli.
Soprattutto lo sgambetto ad Alberto, perché lui ci prende sempre in giro.
- Bravissimo. - Grazie.
Quindi non dovrò chiedergli scusa?
No. Lui ti prende in giro? E' meglio uno sgambetto di mille parole.
Ma come! Tu dici sempre che ci vuole dialogo. Come tra noi due.
- Cioè, noi... dialoghiamo? - Certo.
- Sicuro? - Sì. - Io e te.
Capisci? Io non parlavo con mio papà. I padri non parlano, fanno i padri.
Dicono: "No! No! Basta!" Questo fanno i padri.
- Gli amici parlano. Gli amici. O le madri, al limite. - Al limite, proprio.
- Al limite, loro, e quando le madri vogliono parlare... - Ti chiudi in camera. - Fra l'altro.
- Eccoci qua. - Eccoli! - Allora... - Uno. - Uno. - Grazie.
- Due, e buon appetito. - (Giulia) Buon appetito.
(CENNI DI APPREZZAMENTO DI MARCO E GIULIA)
- Papà... - Mm? Chiedi alla mamma, è lì.
Tieni.
- Buono, eh? - Buonissimo... - Buono buono.
- Ciao, mamma! Ci vediamo dopo. - (Giulia) Ciao. - (Marco) Ciao.
- Ci vediamo dopo. - Sì, ciao. - (Marco) Ciao.
(insieme) Ciao! Ciao! Ciao!
(MARCO SOSPIRA) - E' fatta! - Sì!
Giuly! Ciao, Marcolino. Siete pronti per oggi pomeriggio?
Io non vedo l'ora, sono eccitatissima. Ci vediamo dopo, ciao.
Iniziamo con le manovre di disostruzione delle vie aeree da corpi estranei.
Mettiamoci in posizione. Ricordate, questo non è un gioco.
Il tempo passa e l'ossigeno dei vostri bimbi si esaurisce.
Quindi partiamo. E... via!
(RUMORE DI ESPULSIONE DEI TAPPI) Perfetto. Ottimo.
- (Formatore) Esatto. - (Uomo) Vai, vai, vai, vai! - Non va...
(RUMORE DI ESPULSIONE DEI TAPPI)
- Ottimo. - Spingi con amore.
Dai! (RUMORE DI ESPULSIONE DEL TAPPO)
- Mancate solo voi. - (Marco) E' impallato? - No, forse è lui che se l'è... mangiato.
- (Marco) Posso? - Forse è rotto. - (Marco) A volte... Posso?
A volte la calma aiuta, perché se ti fai prendere...
- E' più questo, vero? Mi corregga se sbaglio. E' più... - Che cosa? - E' più una pressione...
Sta' fermo, lascia stare! Non è così! E' così!
- Dai! - Sputa! Sputa!
- (Marco) Insisti! - Sputa! Devi sputare! Hai capito?!
Sputa! Sputa!
- (Marco) Dai, ce la fai! - Allora ti faccio soffocare!
- Dai! - Soffoca!
(GIULIA ANSIMA)
Vostro figlio è morto.
Sai che farei, se fossi in te, stasera? Farei il pane. Dà tanta forza!
(RUMORE DI ESPULSIONE DEL TAPPO)
Va be', dai, non ci siamo riusciti, pazienza.
Ma che "pazienza"? Se non la prendiamo seriamente, questi tre si fanno male davvero.
- Dai, qui non si fa male nessuno. - Sì, invece! - Non si fa male nessuno. - Che ne sai?
- E' vero che la mamma ha ucciso un bambino a mani nude? - Ecco, dai...
Questo è sbagliato. La mamma non è riuscita a salvarlo, è diverso come concetto. Mm?
- (Marco) Ce l'aveva quasi... - E poi era un bambino finto.
E poi era un bambino finto. Bravo, Simeone.
- Mamma, io sto male davvero... - Come, stai male davvero?
- Che hai? - Mal di pancia.
- Pancia? - (Giulia) Testa?
- Collo? - Piede?
- Ti gira... - Riesci a... - Quante sono? - Tre.
Portiamolo... Andiamo.
Il bambino sta bene. E' il classico virus intestinale. Lo prende uno, lo prendono tutti.
- Be', speriamo di no. - Speriamo di no.
- Comunque, il bambino sta bene, è tutto a posto. - A posto.
No, che "a posto"? E' dimagrito.
- (Pediatra) Dimagrito? - Qua. E' vuoto.
Comunque, signora, è normale. Qualche giorno e torna come nuovo.
Sì, però volevo sapere una cosa: adesso può mangiare, sì o no?
(Giulia) E se sì, che cosa può mangiare?
- La dottoressa ha detto che sta bene. Può mangiare quello che vuole. - Quello che vuole.
- Ecco. - Lui questa cosa non la sente.
(sottovoce) Io sì. E' come... se avessi sbagliato qualcosa.
- Sento un... - Cosa?
- (sottovoce) Sento un... - Non la sento.
Un senso di colpa.
- Eccolo... - Perché si è ammalato?
Perché un bambino si ammala e si fa gli anticorpi.
- Sì, però lei non sa... - Lo so. - Ah, lo sa?
Max, ora vai. Lei scriva tutto quello che sente su una e-mail e me la mandi. Va bene?
Scrivo tutto. Grazie, grazie, grazie.
Grazie. Visto? Non era nulla. Tutta questa preoccupazione... Arrivederci.
- No, lei no! Scusi. - Io? - Sì. Venga un attimo. - Sì...
- In tutti questi anni non l'ha ancora capito? - Che cosa?
- Tranquillizzare sì, minimizzare no, perché le fa incazzare. - Ah...
Nel dubbio, faccia come gli altri padri: si finga preoccupato.
(BRUSIO INDISTINTO)
- (sottovoce) Ho capito. - Eh! - Grazie, perché lei non sa, per un padre...
- Lo so, lo so. - Ah, lo sa? - Lo so. Ora vada. - Grazie. - Vada, vada.
- Chi ha il figlio che sta per morire alzi la mano! - (insieme) Io! Io!
Permesso... Ah, eccoti. Senti, volevo chiederti...
- Perché è arrabbiata? - Rosotea ha il costume, lei no.
- E chi è Rosotea? - La figlia di "Biancaneve".
Sicuri?
Marco, il problema è questo: Sofia ha una recita a tema "Stranger Things".
Rosotea vuole fare Eleven, ma anche Sofia vuole fare Eleven.
- E... - E guarda!
Fa' vedere.
Ma è bellissimo! Un costume meraviglioso, uguale.
Magari perché "Biancaneve" sa cucire e tu nemmeno ci provi?
Nessuno cuce più nel XXI secolo!
A quanto pare, le altre mamme, sì. E credono anche nell'economia del riuso.
- Che è? - Non... - (Sofia) Mamma, dove vivi?
Il pianeta è in pericolo! Sono sicura che la mamma di Rosotea lo sa.
(Sofia) Lei sa tutto.
Va be', mamma... pazienza.
Lasciamole vincere, nessuno è perfetto.
No, no, no, no... Lasciatela scivolare...
(RUMORI INDISTINTI) Che è?
- Ecco fatto... Va bene, io vado. - Sì, grazie. - Ciao.
- Vuoi una mano? - Faccio da sola.
(MUSICA ROCK)
Ah!
(MUSICA ROCK)
- Giulia? Vieni a dormire... - (con rabbia) Ssh!
Ah!
(MUSICA ROCK)
Siediti, siediti. Amore? Vieni!
- (Marco) Arrivo... - No, no. Guarda lì.
- (Max) Perché? - (Giulia) Guarda lì, adesso arriva.
Arriva, eh? (sottovoce) La faccio entrare.
(con enfasi) Sofia, entra.
(SOFIA SOSPIRA)
(SIMEONE E MAX TRATTENGONO IL RISO)
Sembra un quadro di Picasso...
Sembra il personaggio di una favola brutta, ma di quelle brutte...
Non dici niente, tu? Ho cucito tutta la notte.
- Brava! - Non avevo mai toccato un ago prima! Ci rendiamo conto o no? Dai!
Dai il tempo... Devo un attimo capire... anche le sfumature, no?
E' un lavoro complesso. Guardandolo...
Non c'entra niente, Giulia.
Basta, io lascio la scuola.
Il cucito non si può improvvisare. Però, brava, eh?
Almeno io assecondo. Improvvisa tu, poi vediamo.
Va bene. Improvviso io. Vedrai stasera.
- Che vuol dire questa cosa? - Aspetta, aspetta.
"Ta-da"! Sorpresa.
No! Non... non ci credo...
No! Delle scarpe da ballo con un tacco vero!
- 38, giusto? - Sì... ti ricordi!
(SCHIOCCO DI UN BACIO)
- (Marco) Come vanno? - Bene, bene. Bellissime, eh? Forse un po' strettine.
- Strano, perché il numero era giusto. - Sì, però sono strette.
- Avrai i piedi gonfi. - No, il piede è sempre quello, casomai è la scarpa...
No! Non ci credo.
Questi ci hanno rubato la vita...
No, tranquillo. Adesso noi entriamo e li umiliamo.
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(VERSI MINACCIOSI)
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(SCROCCHIO E RISATINA DI ANNA)
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(RISATE)
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(VERSO DI SORPRESA E RISATE)
(MUSICA LATINO-AMERICANA)
(ADELE RUSSA)
Oh! Non è che è morta?
- Io te l'ho detto che era vecchia, però. - Non così vecchia...
- (Marco) Adele? - Eh? Oh! - (Marco) Eccola qua... - Allora?
- La serata? Tutto bene? - Insomma, diciamo di sì.
- E... i bambini? - Tre angeli.
Hanno lavato i denti, mangiato tutto, messo il pigiama. Ognuno nel suo lettino.
- (Giulia) Ah... - (Adele) Eh...
Va be', io vado. La notte è ancora lunga, i bambini dormono e...
- Rilassatevi. Datevi una ricompensa. - Che ricompensa?
- Eh... - Ah, quella ricompensa, certo.
- Ciao, eh? Buonanotte. - Ciao. - Ciao, grazie.
Io vi consiglio Vivaldi. Al mio fidanzato piace moltissimo.
Sì... grazie.
Sei sexy così. Dovresti uscire sempre con una scarpa sola.
(MUSICA JAZZ)
- Possiamo? - No! - No che non potete! - Eh!
(MUSICA DI VIVALDI E CIGOLII DA UN ALTRO APPARTAMENTO)
(CIGOLII E GEMITI DI PIACERE)
(sottovoce) No...
(MUSICA DI VIVALDI E CIGOLII DA UN ALTRO APPARTAMENTO)
- Ma... - Ma senti! - Senti che "ritmo Vivaldi", ma dico io!
(GEMITI DI PIACERE)
- Dammi un bacio così... - Non ci arrivo... - Dammelo così...
(VERSI DI SFORZO)
- Ecco, buonanotte. - Buonanotte.
(TRILLO DELLA CAMPANELLA) Ciao! Dammi la mano.
Giuly! Giuly! Giuly! Scusa...
Tralasciando la mano che si lava, hai visto com'è ridotto il mio Alberto?
- E' stato Simeone! - Sei stato...? - Sì.
Nell'ora di Arte mi ha preso gli occhiali e continuava a ridere.
Allora, gli ho rovesciato il barattolo di tempera in testa e l'ho menato.
- Come sarebbe? - E' una cosa brutta brutta, sai?
No! Aveva ragione papà, è bellissimo menare la gente.
(VERSO DI STUPORE) Bambini, andiamo.
Come... papà?
- Ah, ecco Sofia. - (Sofia) L'avevo detto! Oggi non dovevo venire a scuola.
- Allora? Andiamo? - Sì, andiamo. Bella giornata!
(CAMPANELLO)
Ti sembra normale dirgli di alzare le mani?
Avrà interpretato male. Io ho parlato di difesa, di difendersi.
Ci sarà differenza tra uno sgambetto e una scarica di schiaffi, no?
Sei cretino, Marco? Tu sei un padre, adesso!
Un padre dà delle regole, dice delle cose giuste, dice cose chiare...
Non è che dice le prime cose che gli vengono in testa! Oh!
Ti ricordo che quei tre non sono figli nostri. Questa cosa è finta, è una maledizione.
E' un incantesimo, finirà! A un certo punto finisce tutto.
Però tu, dopo solo tre settimane,...
..non solo sai fare bene la madre, ma sai fare bene anche il padre.
- (Ragazzo) Ahi! - Stai giù. - Sicuramente meglio di te.
- (Ragazzo) Ahia, piano! - Allora! Di che ti lamenti? Le hai tutte.
Apparecchio, brufoli... Sei un mostro! Almeno ti tolgo la forfora, no?
Giulia, tu sapevi da subito che io ero un cretino.
(Ragazzo) Ahia! Fai male!
Ma che tu sei una rompicoglioni io lo scopro solo adesso.
(CAMPANELLO)
Giulia! Oh, eccoti qua! Bravo, cos'hai fatto?
- Quello che mi hai detto tu. - Cioè? - Menare la gente.
Io ti dico di menare e tu meni.
- Sì. - No! A volte io dico anche delle cose sbagliate!
Non devi fare sempre quello che ti dico io, è chiaro?!
Allora, non ti parlo più. Ok?
(CAMPANELLO)
No, no, no, con te non ho finito. Vieni qua.
- (Sofia) Lasciami stare. - E' solo una recita, Sofia!
Ce ne saranno mille altre. Perché te la prendi così tanto?
Ma non capisci?! Per te forse era solo una recita, per me era importante!
Io farò il Demogorgone e Rosotea farà Eleven!
La serie non l'ha nemmeno vista, non è giusto! Hai capito adesso?
No, non ho capito. Anzi, mi sto anche arrabbiando.
Perché io ho cucito una notte intera come una pazza! E ancora dici che non ho capito.
Non l'hai fatto per me, ma per battere "Biancaneve"!
No, io l'ho fatto per te! L'ho fatto...
Perché vuoi essere sempre perfetta!
(SOFIA PIANGE SOMMESSAMENTE)
(SUONERIA DI UN CELLULARE)
(MARCO ESPIRA CON FORZA) Dai! Dai, Marco!
Spezza il fiato! Spezza, spezza...
(GEMITI DI DOLORE)
Oh... Allora?
- Niente, sono andato a correre... - Prima o dopo non avermi risposto?
Ci concentriamo sul mio infarto? Possiamo?
Caro, è solo un po' di tachicardia.
Non lo so, si è parlato di sospetto. Non è chiaro.
Scusa, non ti ho risposto.
- Ecco... - E' che ho parlato con Simeone e mi ha...
Avevo bisogno di stare un po' da solo, di scaricare.
Io avevo bisogno di parlare con te. Ho litigato con Sofia, ha fatto dei capricci assurdi!
Dice delle cose, poi... Come si permette? Io mi sono sentita una...
(PAROLE NON UDIBILI)
Non ho capito.
(sottovoce) Mi sono sentita una...
- Non riesco a... - Ha detto che si è sentita una merda.
- Grazie, sorella. - Si figuri!
Comunque, io a casa non torno. Basta.
- Mi lasci con loro tre? - Sì, tanto eri tu quella... Com'era la storia?
Quella con la mamma dentro, quella più brava di tutti... Vai.
Tanto non cambia niente. Lo sai che noi due rimarremo incastrati in questa situazione?
Con quei tre... poveracci. Perché sono tre poveracci: guarda con chi sono capitati.
Noi saremo per sempre genitori... pessimi!
Incapaci! Brutti!
(RUMORE DI PORTA CHE SBATTE)
(MARCO ESPIRA CON FORZA)
Cos'avete tutti, oggi? Nessuno gioca, io mi annoio!
Bene. La noia aiuta la creatività.
(COLPO SUL TAVOLO) Andare, andare! Aria!
(COLPO SUL TAVOLO)
- Che c'è? Anche tu ce l'hai con me? - No, ce l'ho con papà. Come sta?
Sta bene. E' solo un cretino. (COLPO SUL TAVOLO)
Lo so. Quando vai a trovarlo, puoi dargli questo?
- Sì, mettimelo nella borsa. - Ok. Buonanotte. - 'Notte.
(COLPO SUL TAVOLO)
Ti avverto, sto per abbracciarti.
Scimmietta... Dai, devo fare il pane. Su, vai, vai.
Sì.
(MUSICA LIETA)
(COLPI ALLA PORTA)
(sottovoce) No, questo è pazzo... (a voce piena) Marco...
(sottovoce) Marco, torna in reparto. Guarda che non ti apro.
Ho la soluzione, ce l'ho! Mi è venuta in mente grazie a te.
- (Marco) Apri, ti prego. - No!
Giulia, io ti amo.
Almeno ascolta quello che ho da dire, no?
In quindici anni non abbiamo mai litigato, ci sarà un motivo!
(Marco) Apri, ti prego.
Partiamo dall'inizio: Anna ci maledice. Giustamente, dico io.
Ci risvegliamo con tre figli per provare a essere genitori. Ma che genitori siamo?
Giulia, l'hai detto tu: i peggiori di tutti. Noi siamo pericolosi.
Quindi questa cosa della maledizione e dei figli non finirà mai.
Ma... c'è una cosa che può salvarci.
- Mm... Sarebbe? - La legge.
- Che t'hanno messo nella flebo, Marco? - Ah, già.
Guarda qua, leggi.
Codice Civile, leggi!
Leggi a voce alta. Non aver paura, cioè senza... Vai.
- Sì... - (Marco) Leggi, leggi. - Posso leggere? Ecco.
"Il giudice stabilisce l'allontanamento dei figli..."
"..dalla famiglia, in caso di irresponsabilità..."
Genitoriale.
- "E incapacità di provvedere ai bisogni della crescita." - Crescita.
- "Basta l'approvazione di inidoneità..." - Genitoriale!
Ora dimmi, siamo idonei noi due?
- No. - No, infatti.
- (Marco) Giulia, no. - No.
Quindi, la legge è dalla nostra parte. E' chiaro?
(sottovoce) Aspetta...
Tu vuoi dirmi che, se non possiamo tornare alla nostra realtà...
- Possiamo cambiare questa? - (Marco) Capisci?
Non potremo avere figli. Sarà ufficiale, stabilito da un giudice. Incontrovertibile.
E quindi... a loro daranno altri genitori, normali.
Non come noi, Giulia... gente normale...
- Migliori? - Genitori migliori.
Loro saranno felici. Loro si sentiranno amati, protetti, sicuri, e noi torneremo liberi.
(GIULIA SOSPIRA)
- Sì, ma come? - Primo: trascuratezza.
Crema protezione, via.
Dentifricio, via, perché i bambini con la "fiatella" sanno tanto di abbandono.
- Ehm... questo... - Quello è mio.
Scusa. Questo, via. Bagnoschiuma, via.
Disinfettiamo? No. Detersivo bucato, via.
(Marco) Dovranno sembrare sporchi e malvestiti.
Che schifo!
(Marco) Esposti senza limiti alla tecnologia.
- (Marco) Per te. - Sì! - Gioca durante la lezione.
- (Giulia) Divertiti! - (Max) Sì! - Ciao! Ah, Max!
- Questo è più grande, per i giochini. - Sì!
(Max) Sì!
Grazie.
(Marco) Assenti a scuola per giorni.
Bambini, andiamo! Siamo al Luna Park!
- Eccoci qua. Questi sono suoi. - Grazie.
- Possiamo rimanere tutta la mattina? - Tutto vostro.
- (Marco) Bambini! Bambini! - Dove vanno questi alle nove di mattina?
(MARCO GRIDA)
Ciao, bambini!
(Marco) Seconda fase: scandalizzare i genitori.
(Massimo) Buongiorno a tutti. Ben arrivati. Prendiamo posto, che si comincia.
Cominciamo parlando del fallimento, che è la prima esperienza del genitore.
La seconda è l'impotenza.
La terza, somma dei primi due punti, è la rassegnazione.
(GIULIA RIDE)
- (Marco) E' già cominciato? - (Professore) Prendiamo posto.
- Scusate. Mi aveva detto... - (ridendo) Non ho detto niente.
- (ridendo) Un altro orario... - Sì, però...
Che si dice? (GIULIA RIDE)
- (Massimo) Possiamo cominciare? - (Giulia) Sì, grazie.
Adesso che ci siamo tutti, passiamo alla condivisione.
Qualcuno vuole prendere la parola? Prego.
Posso? Ciao a tutti. Io e Marco abbiamo preso una decisione.
Noi non siamo più disponibili. Mi dispiace, non vogliamo più esserlo.
Non vogliamo più cucinare cinque cose diverse per cena,...
..non vogliamo più fare i compiti il fine settimana,...
..non vogliamo più dormire in cinque accatastati nel lettone.
In spiaggia, per esempio, non vogliamo fare il castello di sabbia.
"Amore, ti ho comprato la paletta, scava, no? Io mi abbronzo."
Non vogliamo diventare per forza amici degli altri genitori.
- Soprattutto di quelli ci stanno sul cazzo. - (Marco) Esclusi i presenti.
Ovvio, ovvio. Non vogliamo andare più ai gonfiabili.
Il bambino si annoia? Eh... pazienza!
Ah! Scusate, l'ultima cosa. La baby dance.
- A noi fa veramente, ma veramente schifo. - (Marco) Brava.
- (Giulia) E' tutto. - Brava. Posso aggiungere una postilla?
Vorremmo anche tornare a lavorare, se possibile,...
..e mollare i figli al nido, alla materna,...
..a chiunque possa restituirci la nostra vita.
Poi vorremmo dire, senza sensi di colpa:...
.."No, bambino. Questa sera a papà e a mamma non va."
Non perché siamo stanchi, cattivi o stressati. No, perché proprio non ci va!
(Marco) E se il bambino piange...
Va be', gli verranno gli occhi belli.
(Marco) Un'ultima cosa, fondamentale.
- Vorremmo anche che ci venissero restituite le chiavi del bagno. - Le vuole da me?
Perché, checché se ne dica, a noi adulti...
..non ci piace cagare in compagnia.
- Ho concluso. - (sottovoce) Bravo.
Voi non meritate di essere genitori! Voi non dovreste avere figli!
Dite qualcosa voi, dai! Grazie, Giovanni.
Io volevo dire questo al professore.
Io ho seguito tutte le sue conferenze. Sono stato anche a Pordenone, una volta.
- Bella quella, sì. - Ho comprato tutti i suoi libri, ho ascoltato i podcast. - Grazie.
Eppure mi sono sentito spesso, come dice lei, fallito e impotente. E anche incapace, se posso.
E' normale, stia tranquillo.
Finché l'altro giorno scopro, per caso, che lei manco ce li ha, i figli!
- Cosa c'entra, scusi? - Allora, caro professore psicologo e pedagogo!
Ma in finale... Che c'è?
Scusatelo. Quello che mio marito tentava di dire, a parole sue...
- Caro professor Massimo Ricci... - Dica. - In finale...
Perché lei non se ne va serenamente, beatamente e amabilmente affanculo?
Brava! Brava! (APPLAUSI)
No! No! No... (APPLAUSI)
(SCHIOCCO DI UN BACIO)
(APPLAUSI)
Grazie. No, non abbiamo fatto nulla. Grazie. (APPLAUSI)
- Questo non l'avevo previsto. - Eh, no.
- Che cosa fate?! - Non è merito... E' anche... devo dire...
(APPLAUSI) Mia moglie!
(Marco) E ora, terza e ultima fase: abbandono del tetto.
Prenotiamo una bella vacanza. Lasciamo i bambini ad Adele.
Le diamo un orario e invece... "Puff"! Spariti.
(Marco) Dove sono Marco e Giulia? (sottovoce) Non lo sappiamo.
Niente cellulari, niente recapiti. Niente di niente.
(Marco) Noi ci becchiamo una bella denuncia, e ci sta.
Ma loro in quattro e quattr'otto si troveranno dei genitori nuovi.
Motivati, preparati, consapevoli! Perfetti, amore!
Staranno benissimo, vedrai.
- Va be', perfetti... - Meglio di noi, sicuro.
Non è che sono malati, vero? Io domani ho un concerto di Vivaldi.
No, non sono malati... Qui nessuno è malato, vero?
- Ci dite che è successo? - Cosa...
- Va be', visto che nessuno... - Nessuno parla. - Allora, noi andiamo.
- Andiamo, dai. - Sì. - Andiamo, eh? Poi...
Neanche un abbraccio?
- Niente. Allora... Adele, noi andiamo. - Sì. - Grazie.
- Ciao. - Ciao. - Ciao, ciao.
- (Marco) Grazie. - (Adele) Di niente. - (Marco) Ci vediamo... dopo.
- (Adele) Bambini, salutate. - (Marco) A più tardi. Ciao, bambini.
- (Giulia) Ciao. - A dopo.
(Adele) Che facciamo stasera? (PORTA CHE SI CHIUDE)
(MARCO SOSPIRA)
(Giulia) Ah, Simeone mi aveva...
Chi è "Cagnotto"?
Allora... fine corso di nuoto. Avevo dieci anni.
(Marco) Avevo tanto caldo, ma soprattutto tanta voglia di provarci finalmente con lei,...
..con Asia, e quella era l'ultima occasione.
Bambini, oggi concludiamo in bellezza. Ci tuffiamo dalla piattaforma più alta.
- (insieme) No! - (Istruttore) Chi vuole essere il primo?
Vado io.
(Istruttore) Ah, Marco, bravo. Vieni.
(MARCO ESPIRA)
(MARCO ESPIRA)
(MUSICA LIETA)
Dai, Marco, buttati! Marco, dai!
(Istruttore) Scendi! Non aver paura, dai!
(Istruttore) Non attaccarti alla sbarra! Buttati! Coraggio, su!
"Cagnotto", buttati, dai! (RISATE)
(Marco) Lei rideva! Ridevano tutti.
(VOCI INDISTINTE)
(Marco) Da quel giorno, per tutta l'estate, diventai "Giorgio Cagnotto".
(GIULIA RIDE) Campione olimpico di tuffi, già.
Io e Simeone parliamo di me.
Gli ho raccontato di "Cagnotto". Non lo avevo mai fatto con nessuno.
Io ho cucito una notte intera come una pazza per battere "Biancaneve".
E Sofia aveva ragione.
(MARCO SOSPIRA)
- Giulia... - No, no, ma infatti...
(piangendo) E' che saremo... grassi e stanchi, capito?
Deboli, insicuri... pieni di sensi di colpa...
- Pieni di ansie. Pieni, zeppi. - Esatto.
- Senza neanche il tempo per noi. - Esatto.
Non siamo neanche... minimamente tagliati per... Dai, non...
- (piangendo) Giulia... No... - Marco! - No. - No, è no!
- Basta. - No. - Non ne parliamo più. - No.
(MARCO SOSPIRA)
(STRIDIO DEI PNEUMATICI)
Dai!
- Bambini! Eccoci qua! - Meno male che siete tornati! Si sono chiusi nella cabina armadio.
(Marco) Bambini?
- Bambini? - Bambini, uscite!
No, non usciamo! Siamo arrabbiati con voi!
Max vi ha beccati a parlare in bagno.
Sì, vi ho sentiti! Andate in vacanza da soli! Cattivi!
- Max, non è vero. - (sottovoce) Sì, è vero, dai, su!
E' vero, ma siamo tornati.
Cioè, non ci siamo riusciti, ecco.
- So che vi sembriamo un po'... - Un po'...
- Vigliacchi? - Egoisti? - Ipocriti?
Ecco.
Non ci venivano le parole. Grazie.
- E ci conoscete anche come nessuno ci conosce. - A quanto pare, sì.
(Giulia) Però siamo tornati, siamo qui, vogliamo rimanere con voi!
Svegliarci domattina e...
- E... - Non...
E vedere che succede, no?
- Dai, li perdoniamo? - No, sono tutte bugie.
- Io voglio uscire! Sei sempre la solita femmina rompiscatole! - Maschilista!
Cos'è quello?
(sottovoce) - Cosa dicono? - Zitto.
(sottovoce) - Perché sento... - Mi dai fastidio! Sento io.
- Ssh! - Ssh!
(sottovoce) - Mi pare che... - Sento una stampella.
(sottovoce) - Ah... - Eccoli.
- Oh! - Eh! - Be'... - Mamma, è bellissimo!
- Questo è un costume, questo... - (Giulia) Tu sei bellissima!
Grazie.
Oh... ora sì che si ragiona.
- Oh! Adesso sì. - Un abbraccione.
("THE NANA GAME" MUSICA DI SHIRLEY ELLIS)
Ciao, "Cagnotto". (SCHIOCCO DI UN BACIO)
("THE NANA GAME" MUSICA DI SHIRLEY ELLIS)
(Marco) Con calma...
(DIALOGHI INDISTINTI)
- Facciamo una foto! - (Marco) Forza!
Dai! Dai! Pronti...
- (Marco) Se trovate le cinture, mettetele. - (Sofia) La vedo difficile.
(Marco) Che bella giornata!
- Com'è? - Bellissimo.
E' bello, sì! Adesso con grande calma ci sistemiamo.
- (Giulia) Piano piano. - Ci sistemiamo e andiamo...
- Vai tu? - Vado io.
Bambini, abbiamo mangiato. Piano.
Almeno uno maturo in questa casa...
Allora...
(GRIDA DI INCITAMENTO)
(Bambino) Bravo!
- Che è? - Vai.
- No. - Dai, vai!
- Dai! - Ce la fai, dai.
- Dici? - Sì.
Non garantisco, eh? Non garantisco.
(Marco, sospirando) Andiamo...
(MARCO ESPIRA)
(MUSICA LIETA)
Venite a vedere, papà si tuffa.
Ma... Bambini, venite! C'è papà.
(sottovoce) Giù! Dai, amore!
(PAROLE NON UDIBILI)
(MUSICA LIETA)
(MUSICA SUSPENSE)
(MUSICA LIETA)
- Bravo! - Bravo!
(MUSICA LIETA)
(Giulia) Amore, vieni qui.
Dai, avrai visto male.
Stai tranquillo, su.
(sottovoce) Piano.
Dormono tutti.
E' stata la giornata più bella della mia vita.
Ce ne saranno mille altre così. Adesso dormi.
(sottovoce) Togliamo questi occhiali.
Amore...
Dai... Buonanotte.
Amore...
Altri cinque minuti.
(SCHIOCCO DI UN BACIO) Ok.
Vado io, intanto.
Amore! Oggi padel?
No, oggi Anna e Carlo.
Oddio, sì. Va be', io porto il buonumore.
- Andiamo? - Sì.
Amore... sono già qui.
- (Marco) Ciao! Ciao a tutti. - (Giulia) Ciao.
Ciao, Giovanni. Ciao, Marina. Allora, come va?
- No, scusate, il pranzo è a mezzogiorno. Perché siete in orario? - I bambini devono mangiare.
Io non ho fatto la solita torta. Ho letto in chat che non puoi mangiare niente!
- Ma niente, proprio! - Papà, vieni a giocare con me?
- Melissa, tesoro! Oggi sei più bella del solito. - Sì.
Grazie, zia Giulia. Allora, io vado. Ti aspetto in giardino, papà. Ciao.
- Ciao! - Ciao, Melissa. Che carina!
Non deve essere facile stare ferma tutto il giorno. Posso fare qualcosa?
Non so...
Sì, Marco.
Aiutami ad alzarmi, perché sembro una gattara!
- L'ha detto lei, eh! Perché a volte sembra... - Piano, la schiena!
(VOCI INDISTINTE)
Guardalo, guardalo! Amore, dove vai?
- Di' la verità, come sto? - La verità? Sei sempre un bell'uomo, da lontano.
- Ragazzi, non strafogatevi. - No, no.
- Com'era il film? - Ho dormito tutto il tempo. - Complimenti.
Ce li state tenendo sempre, vi sarete stufati.
Scherzi? Sono buonissimi. Poi Sara è un amore.
Le piaci proprio. Con mia madre piange sempre.
C'è una novità. Domani andiamo a conoscere i due fratellini che prenderemo in affido.
- E' una notizia bellissima! - Sì.
- Perché quella faccia? - Perdiamo i baby-sitter così...
(RISATE)
Guarda che matta! Ma che dice?
(MUSICA LIETA)
- E adesso? - Adesso viene il bello. Sarà divertente, vedrai.
- Sì. - Occhio.
- Salve. - Salve. - Salve.
- Come va? - Be'... - Bene. - Pronti?
- Sì. - Sì, sì. - (Donna) Dai, andiamo.
- Andiamo. - Andiamo.
(MUSICA LIETA)
- Chi vi ha detto che sono due? - La sua assistente.
No, sono tre.
Eccoli qua. Ragazzi, Giulia e Marco.
(insieme) Ciao.
- Sono due perché... - Sì, no, però...
- Come vi chiamate? - Max. - Max! - Simeone. - Simeone!
- Sofia. - Sofia!
(DIALOGHI NON UDIBILI)
(GIULIA RIDE)
Speriamo che non venga qualcuno dal Sottosopra.
- Ho sentito un rumore. - Anch'io.
(VERSI MINACCIOSI)
(APPLAUSI)
- Fuori! - Aiuto, un Demogorgone!
Aiuto! Siamo spacciati, moriremo tutti!
Ci servirebbe Undi!
- Bravissima! - Sì, bravissima. Certo, con quel vestito è facile.
Che dice la mamma?
(URLO) Mi ha sconfitto!
(APPLAUSI)
Ciao, mamma.
(APPLAUSI)
Stop! Buona.
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