All language subtitles for romantiche 2023

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Original subtitles

[musica ritmata]

[Eugenia] Sono persone particolari che si occupano di Vision Art.

E ti dicevo che ho fatto questi workshop,

che mi hanno dato la consapevolezza che c'era qualcosa che non andava in me.

C'era qualcosa che non funzionava, che andava in contrasto con le situazioni.

E grazie a Chantal, che ti dicevo, che non conosci,

è questa ragazza veramente interessante di cui sicuramente sentirai parlare.

[Eugenia] Se fa ricorda quando andava di moda BIaBIaCar?

Io lo adoravo.

Viaggiavo sempre con quello.

Anche ii giorno che mi sono trasferita a Roma.

Era il 24 aprile 2016.

Dieci ore di macchina con uno sconosciuto di quelli misteriosi, anni ottanta!

Troppo dieci!

Comunque mi do tempo tre anni a Roma, e se non sono diventata sceneggiatrice,

lo posso mettere per iscritto qua sul tuo finestrino lo posso scrivere.

Non lo faccio perché sennò mi guardi male!

È che mi sono sempre sentita diversa rispetto al contesto palermitano.

Come se fossi il frutto sbagliato dell'orto, non so come dire.

Il fico cresciuto sul cachi.

Quel tipo di disconnessione, proprio che non...

Ti ho capito.

11 ho capito a te.

Iole sento le persone. 0 no?

Sento che ci stiamo veramente connettendo.

Tu sei un tipo tutto zitto, musone, tutto dentro.

Anch'io sono così, sai?

Fosse stato per me, sarei stata zitta tutto il viaggio, da Palermo a qui.

Per come sono dentro io, vera.

Sai che facciamo adesso?

Ce ne stiamo in silenzio.

Ascoltiamo il silenzio, che comunica di più secondo me.

Ascoltiamoci.

- Se non parla nessuno, che ascoltiamo? - Ferma! Siamo a Roma!

Dico per dire.

Siamo a Roma!

Cavolo, siamo a Roma!

Sai Eugenia,

secondo me è sbagliato darsi un tempo nelle cose.

Non ci sono le scadente come nel cibo.

Perché proprio tre anni?

Infatti ne sono passati sei.

Le spiego.

In questi sei anni, ho consegnato la mia sceneggiatura 0Ii0 su Mela,

l'ho data veramente a tutti.

[Eugenia] Andavo all'università, la davo ai professori del Dams.

- Professore Volpe? - Sì.

- Eugenia Praticò, corso di scrittura... - Vado un po' di fretta.

[Eugenia] Ad attori e attrici a cui facevo book fotografici.

- Mi piacerebbe la leggessi. - Gralie.

[Eugenia] Ho dato fa copia anche al corso di mimo e maschera.

Approfitto per darle la mia sceneggiatura.

[Eugenia] II professore, era veramente un coglione!

Veramente, sette euro e cinquanta di copia rilegata in plastica, buttati.

Ma non si sa mai!

Introverso, estroverso!

[Eugenia] Persino a Sandro Veronesi', lo scrittore, due volte premio Strega,

quando facevo da babysitter a suo figlio piccolo.

Zeno! Capito che voglio dire?

[Eugenia] Se volete ne parliamo, apriamo una discussione.

Veramente un film sopravalutato!

Lui poverino non capisce che lo stanno controllando.

- Ma sul serio? - Che c'entra! In realtà è attuale!

Con questi ci controllano veramente.

Ci controllano? Controllano a te, a Modesta Occhipinti?

Ma che cavolo dici?

- Ma perché ti chiami Modesta? - Certo che no!

Signori che ci controllate, devo dirvi una cosa.

Oggi, Modesta Occhipinti, ha comprato tre zucchine,

e due se le mangia!

- Ho scusa, veramente, ti chiami Modesta? - Ho, non è Modesta è Moma!

Ho, è Modesta!

- Mi fai vedere la carta di identità? - Hai rotto i coglioni!

[battute confuse]

[Eugenia] Loro erano la mia famiglia.

Moma, aspirante attrice di teatro impegnato,

che aveva il sogno di entrare nella compagnia di Emma Dante,

e poi Lia, cantante molto pop, però anche...

Pop;

Con ii pattino di entrare ad Amici.

Perché gli uomini credono che più durano durante ii sesso, più sono bravi?

Ma chi cavolo gliel'ha detto?

Sono convinti proprio!

Dopo un po' dico: "Mi devi mandare a casa tesoro, non so più che inventarmi".

Perché quanto vi basta a voi? Un'oretta?

Un'oretta Lia? Che fai un'oretta?

[Eugenia con voce apatica] "Ancora, ancora. Sì, mi piace.

Vai, stallone, bravissimo, sei il numero uno."

Sono passati cinque secondi, già mi sono rotta i coglioni!

Poi sono fissati con le posizioni!

E ti girano e ti rigirano, ti ribaltano, una gamba qua l'altra a Poggibonsi.

- Ma poi nemmeno ne azzecchi una! - Impossibile!

Infatti alla fine, mi rompo il cazzo, mi ci metto sopra, e si gode!

Ma fai bene! Te lo sei guadagnato che conosci il tuo corpo!

- Infatti! - Poi queste posizioni sono ridicole.

Se vi vedo a voi in queste posizioni così...

Sembri un deficiente, la posizione dello svenuto!

La posizione del saluto al sole!

Il marine!

Moma se ti vedo così, vengo e ti dico: "Non mi dire che stai godendo!".

Ok! Gli uomini sono uno zero, le donne? Siete mai andate a letto con una donna?

- Io ancora no. - [Moma] Io sì.

- Davvero? - [Moma annuisce]

Davvero?

Sì!

E com'è?

Beh...

Iel sa.|

Sì, sa.

- Lei sa perché... - Giustamente.

[Eugenia] Lei si è presa la doppia quindi la padrona ci fa pagare...

- [voci indistinte] - No, ecco è arrivata!

[tutti] Olè!

Va bene, grazie!

Va bene, buonasera a tutti quanti!

Io sono il numero due.

- Va bene. - E oggi mi sento depressa.

Volevo dirvi che questi dieci anni, con Eugenia, sono stati veramente belli.

Però oggi, 26 ottobre,

è arrivato il momento di lasciare questo mondo.

Va bene.

Prima di andarmene però, vi dico solo una cosa veloce,

il segreto per il successo è...

[tutti] È?

- Eh, no! - Il segreto per il successo?

Non importa tesoro, perché adesso ci sono io!

[urla festosa]

Vai! Ingrata!

- Vincenzo viene ogni anno'. - Ma...

' Senta il regalo. E normale, è una cosa tua.

Comunque, allora,

a me questo tre porterà fortuna,

perché se è vero che dopo i 30 diventi il tuo ascendente,

io mollo lo scorpione e da domani sono toro!

A parte gli scherzi, è stato bello questo ventennio,

in questa Roma malefica e magica, che comunque mi ha adottato...

Bel discorso, brava! Fantastica!

[urla festosa]

Facciamo questa cosa tradizionalmente italiana.

[Moma] Vai!

[voci indistinte]

- [Eugenia] Allora. - [Lia] Allora!

[tutti] Uno, due, tre!

Levante!

Levante!

Non ci credo, alla fine sei venuta Claudia!

Sì certo che sono venuta! Scusate.

- Eugenia! Guarda chi c'è? - Nel momento delle candeline?

Non ci posso credere! Sono senta parole.

Ciao! Scusaci, ti siamo piombati in casa.

Ma bisogna piombare nelle case. Poi per te è sempre aperta.

[Levante] Grazie.

- Piacere, Eugenia! - Ciao piacere.

- Piacere mio. - Roberto, il mio tour manager.

Piacere, benvenuto.

- E Achille, il mio fonico. - Ciao.

- Eugenia. - Auguri!

Grazie.

[Eugenia] Le statistiche dicono

che ii corpo capisce l'intesa sessuale con una persona nei primi cinque secondi.

Un'altra statistica dice, invece,

che gli uomini che si concentrano solo sulle superfici sferico morbide del corpo,

sono principalmente dell'acquario.

- Di che segno sei? - Indovina?

- Sei acquario. - Come fai a saperlo?

Ti concentri solo sulle tette!

[gemiti e respiri affannati]

Non ti ricordi niente di quella sera.

Eri completamente ubriaca,

tu eri proprio praticamente stordita!

Scusa, Levante, cioè Claudia...

ti posso parlare un attimo?

Certo, dimmi pure.

Da sole però, se si può.

- Ok, va bene. - Grazie.

Arrivo.

Io vorrei fare la cantante.

Cioè voglio fare la cantante.

Io voglio...

Anche io scrivo le mie cantoni, scrivo i testi,

soltanto i titoli me li scrive Eugenia, però il resto faccio tutto io!

Non posso tornare a La Spelta! Non posso proprio tornare a La Spelta.

Perché...

io non ho un piano B!

Io devo fare questo nella vita, perché sono nata per fare questo.

E tutti mi dicono: "Devi inseguire il tuo sogno!

Vai a Roma, ce la puoi fare! Hai 20 anni!".

Io non lo vedo nemmeno più il mio sogno, non so più nemmeno com'è fatto!

È tutto buio! È così! È buio!

No! Tesoro, al buio no! AI buio no, calmati. Stai tranquilla.

Sai che cosa ho imparato in tutti questi anni?

Che non ci sono tanti talenti inespressi in giro.

E che se sei forte, in qualche modo vieni fuori.

Tu come sei?

- Forte. - Tu sei forte.

[gemiti]

Ma tu "sei un pezzo di me", o un pezzo di merda?

La cantone, il simpatico gioco di parole.

[Eugenia canticchia]

Adesso vieni qua!

- [Roberto] Era talmente strafatta... - Ubriaca!

Scusate! Prendiamo solo le giacche e la borsa.

Grazie.

Non ci hanno riconosciuti.

Auguri ancora!

A me sì, ma a te no!

- Achille ti chiamo domani! Ciao! - Hanno riconosciuto anche te.

- [Achille] Ahi! - Perdonami.

Madonna che sei!

[Lia] # E non mi sembra vero #

# Mi è bastato allungare II dito dentro al frigo #

# Per portare un sogno fino al cielo #

# C'ho creduto sul serio #

# E ora guarda Che spicco il volo e si spa... #

[Moma] Oh!

Che è nuova?

- Sì. - Fica, come si chiama?

Eugenia mi ha proposto un titolo, però non so se va bene.

"Apriti sedano".

- Sedano? - Il sedano.

A me piace.

Bella!

"Baffo nero, una strana peripezia,

Oblunga ossuta dinoccolata.

Gli occhi stretti vicini e labbra poco carnose, sottili come lame,

e i piedi palmati.

Le ali dietro la schiena,

e una volta era volato più in alto della rondine,

e aveva lanciato il suo primo richiamo d'amore.

[Eugenia emette il verso del gabbiano]

E così, girando intorno alla nuvola, scoprì che era suo padre."

E questo è il momento intimo...

Senti, Eugenia, io vado.

Vuoi due noci?

No, ma che noci.

Io te lo dico, sei leggermente barcollante,

secondo me, tu a casa non ci torni così.

Se vuoi approfittare di dormire qua,

- senza nessun tipo di... - Grazie, ma non posso dormire fuori.

Non sono proprio il tipo che insiste, non sono il tipo di tipa, proprio.

Veramente, però, lo dico per te.

Approfittane, perché io un cuore di mandarti per strada così.

No, Eugenia.

Altrimenti a Levante chi glieli cambia i microfoni!

Eugenia, sono sposato.

Non posso dormire fuori.

Ah.

- Allora, se sei sposato... - [farfuglia]

No è che, giustamente, uno queste cose non se le chiede,

non se le dice, e quindi va bene.

Io no, comunque, non sono sposata.

- Mi dispiace. - No! Sono serena.

Davvero! Anzi, se ti fa piacere leggere Ofîo su mefa.

- Magari una roba sonora, una cosa... - Va bene, grazie.

- Ciao. - Ciao.

[farfuglia]

Hai detto qualcosa?

Mettetevelo bene in testa.

La gavetta in questo mestiere non esiste!

[Eugenia] Poi, finalmente, 400 euro spesi bene.

Giugno 2020, il seminario del mio mito, Susanna Celano.

L'unica sceneggiatrice che si faceva pagare quanto un uomo.

È sempre difficile cominciare!

Come fai a escludere milioni di parole e sceglierne una.

Quale sarà la parola giusta.

Da dove verrà, dove la andiamo a pescare?

[notifiche dal cellulare]

Chi è du-du-du?

- Eccola! Scusatemi tantissimo. - [ride nervosamente]

Silenziato, chiedo venia.

Ricordami il tuo nome.

Sempre, Eugenia Praticò.

Eugenia Praticò!

Bene! Ci hai dato il la, per cominciare la giornata.

- Ah! - [ride nervosamente]

Meglio così! Esistono giornate peggiori.

MGIÎO male.

Dunque, la nostra storia inizia così, da un messaggio.

[verso notifiche cellulare]

Ce lo puoi anche leggere?

Ma se vuoi che lo leggo, posso...

- Se non è da psicodramma... - Assolutamente. Anzi, è giusto.

Ho capito la dinamica.

È capitato a me, è giusto che leggo il messaggio.

Mannaggia! Queste suonerie!

Va bene, allora lo leggo.

- È un po'... - [ride nervosamente]

Il messaggio recita così.

"Dormire accanto a te mi ha messo paura"

E poi ci sono due emoticon, quelle con la linguetta ambigua,

- che non si capisce niente, odiosa. - [risate]

Ragazzi, a noi non deve interessare se il messaggio è vero o falso,

basta che sia credibile.

E lei è stata coraggiosa a leggerlo,

o a inventarselo.

Comunque: "Dormire abbracciato a te mi ha messo paura",

non è niente male come inizio!

0 come finale.

Hai qualcosa da farmi leggere?

Assolutamente sì, 0Ii0 su Mela.

Bene.

Eugenia Praticò.

Eugenia Praticò.

[Eugenia] Da quando avevo consegnato Olio su Mela alla Celano,

erano passati tre mesi.

A me questa cosa non mi andava giù.

Se non ti è piaciuto, me lo devi dire in faccia.

Non c'è problema.

[voci indistinte]

[Susanna] Ti convinceremo!

Susanna? Non ci posso credere.

Lo vedi te?

Buongiorno.

Seminario al Pigneto di scrittura, Eugenia Praticò.

- Olio su Mela.

Olio su Mela'. Ma certo, buongiorno.

- Allora? - Eugenia Praticò.

Eccola.

Che poi l'ho letto,

solo che sono partita a finire il mio romanzo a Zanzibar,

e m'è passato di mente.

Ma ci mancherebbe.

Facciamo così.

Per farmi perdonare, lo rileggo, e domenica vieni a cena a casa mia.

- Mi sembra fantastico, perfetto. - Perfetto.

Bella idea, grazie. Allora, ci vediamo domenica.

- Arrivederci. - A domenica.

L'indirizzo di domenica?

- Piana Vittorio, 39. - Piana Vittorio, 39.

Semplicissimo. Perfetto. A domenica allora!

Vado un attimo a un appuntamento.

- Signorina? Ma dove va lei? - No, io da nessuna parte.

[chiacchiere confuse]

- Io l'ho portato! - Si attribuisce il vino degli altri.

[Susanna] L'ultima bottiglia che hai portato è stato un anno fa.

- [Achille] Ma non è vero! - Sig.ra Susana, c'è un'ospite.

Scusate il ritardo, avevo capito 21:00.

- Non vi alla te, come se... - Ma c'è il coprifuoco tesoro!

È vero, queste COSE...

Acceleriamo le pratiche.

Lei è Eugenia Praticò, una bella testa di Palermo.

[donna] Ciao!

[Susanna] E loro sono,

Filippo Orobello, l'unico produttore di Milano che tifa la Roma.

È vero, la mia passione!

[Susanna] Lei è Erica, un'amica che scrive poesie,

devi comprare il suo libro, altrimenti non metti più piede qui.

L'ho già comprato.

Ma accomodati, no?

No, stavo...

Equi c'è Achille, il fonico di Levante, un paraculo simpatico.

È sposato solo quando deve portarsi a letto le ragazze.

- Vero! - [Susanna] Vero o no?

- Oggi sei sposato? - [donna] No.

[risate]

[Susanna] Qui c'è Giorgio, l'architetto.

[sottovoce] Pezzo di merda, coglione, faccia di cazzo.

Cosa inutile, stronzo.

Coglione, pezzo di merda.

Dobbiamo parlare io e te.

- Pronta! - Vieni!

[Susanna] Vieni!

E questo...

è il mio studio.

È veramente favoloso.

Immagino le idee che vengono qua.

Ma secondo te...

è meglio avere il coraggio di buttarsi di sotto,

o quello di dire le cose come stanno?

È una domanda interessante, anche duplice significato...

Ad esempio...

tu ti sei mai suicidata?

Non ho capito?

Il suicidio, conosci?

Ehm, devo dire che questa mi manca, come esperienza di vita.

Ho capito cosa vuoi dire.

Sicuramente, nel periodo delle contestazioni giovanili avevo...

Vieni con me! Prendi questo, vieni.

Fidati.

Sali.

Adesso ascoltami bene.

AI mio tre, lancia il pompelmo.

Magari passa qualcuno, non vorrei che magari...

Sta' litta, che ti frega se passa qualcuno.

Fidati.

Sei pronta?

- Devo visualizzare qualcosa? - Ho!

Devi solo pensare di fare il volo che fa il pompelmo.

Uno, due, tre.

Buttati!

[pompelmo che si schianta al suolo]

- Ho capito... - Cosa?

Che cosa volevi dirmi.

Che il suicidio è un gesto vanitoso, e quindi...

È per questo sei subito venuta ad ammazzarti.

È vero! Effettivamente, leggermente vanitosa.

- Comunque, Susanna io veramente... - Che c'è scritto qui?

"Manuale distruttone", senta l'apostrofo.

- Un simpatico gioco di parole. - Quindi sei distruttiva!

A volte, purtroppo, sono un poco distruttiva, sì.

E hai le orecchie a sventola.

- Sì! In realtà sono i lobi che sono... - Anche questa?

- I lobi. - Tutti e due.

- Morbidi. - Asimmetrica.

[Susanna] Sono belli.

Un bacio, un bacetto e un bacetto.

Scusami.

Scusami no, è che non sono...

- Sono tutto ma non sono... - Non ti piaccio?

- No! È che non sono... - Cosa non sei?

"OH I0 S0.

Allora facciamo così,

adesso ti do un bacio vero, profondo, appassionato.

E dopo tu mi dici cosa sei, va bene?

- No, scusami! Non me la sento. - Ok.

Perdonami, non mi va.

- Ok. - Non ho capito.

Ok, non te la senti.

No, veramente Susanna, è che...

diciamo che non...

non avevo proprio...

Sei una persona sensibile, Eugenia.

Hai una sensibilità da femmina,

sei potente, sei moderna.

Ma è incredibile come tu non sia riuscita a trasmettere

un briciolo di questa sensibilità nel tuo copione.

L'ho letto il tuo 0Ii0 su Mela,

mi dovrebbero dare un altro David di Donatello,

solo per il tempo che ho dedicato a questa cazzata.

Mi dispiace Praticò,

stai vivendo una vita che non è la tua.

Sei una brava persona...

ma non sei un'artista.

Ma dov'è che ho sbagliato, secondo lei?

Cavolo!

È incredibile!

In questi sei anni,

nemmeno un segnale, uno, non è che dico tanto!

Come se il mondo...

avesse continuato a girare, però solo per gli altri.

Moma si è sposata, vive a Parma, ci facciamo le video chiamate ogni tanto.

Lia...

ha vinto Amici.

- La piccolina? - Sì, la piccolina.

Ha vinto Amici. È arrivata prima!

Malo sai Eugenia,

che questa è proprio una bella storia?

A me non sembra che abbia sbagliato qualcosa, anzi!

Mi sembra che abbia avuto una vita molto intensa!

E mi ha raccontato solo l'inizio. E così giovane!

Non si deve spaventare!

Adesso deve solo vivere altri sei anni.

Poi altri sei, altri sei, altri sei ancora,

poi altri sei, altri sei, altri sei...

Va bene, va benissimo!

Ha ragione lei dottoressa Panini, me li vivo questi multipli di sei anni!

Perché la mia è una bella storia, soltanto che adesso si fa come dico io!

Perché mi sono rotta i coglioni!

La gente dove si sente forte che ti dice le cose in faccia,

bravo, sei cattivo, sei fico!

Chi te l'ha chiesto, Susanna Celano?

11 ho chiesto se ti piaceva 0Ii0 su Mela, non se potevo fare l'artista!

Non ti piace 0Ii0 su Mela? Perfetto, lo diamo al gatto!

E ne scrivo un altro però!

Sto qui altri sei anni e scrivo un altro copione, che ti piace!

Vuoi sapere come l'intitolo?

Ii fascino indiscreto di questo pompelmo spiaccicato suicida di questa ceppa.

TI piace così?

Io non ci torno a Palermo, non ve la do questa soddisfattone.

Io non mollo!

"OH mollo!

Non mi leggerete mai il fallimento negli occhi!

E comunque, il titolo della cantone che ha cantato Lia ad Amici

con cui è arrivata prima e ha vinto, l'ho scritto io, Eugenia Praticò!

Si chiama "Apriti sedano", e l'ha scritto la sottoscritta! Io!

E l'ho scritto qua al Pigneto!

Perché questo è il mio quartiere, e io voglio stare qua per sempre.

Voglio stare al Pigneto, tutta la vita!

Anzi sapete che cosa vi dico?

Che tiro fuori il computer, e scrivo un altro copione.

Perché sono quel tipo di ragazza, col computer al baretto,

il cassetto pieno di sogni, e scrivo un copione nuovo!

Quello che vi piace, uno per tutti!

- È chiuso, dove va lei? - No, io da nessuna parte. Scusi.

Oh, guarda che riapre!

Perché riaprono tutti, qua! Riaprono sempre!

E mi trovate qua!

AI Pigneto!

Perché la mia è una bella storia!

La mia è una bella storia!

Hai capito che voglio dire?

[voci indistinte]

[Uvetta] Che poi fa non amo definire le relazioni tra persone,

alla fine si condividono esperienze, bellezza, cose, quindi che importa, no?

Lui si chiama Sanis Jachin Bomplap Del Pioppo,

è tipo meno greco, poi vive a Londra, però tipo anche a Mumbai,

e la madre è francese, il padre è invece umbro,

però la nonna è di Zante.

Fa questa cosa che fischia coi fili d'erba ed è terra piatti sta.

Mi raccontava sempre questa cosa sulla terra che è piatta,

e sentivo una sorta tipo di innamoramento,

oh, mio Dio, e quindi...

E questo le faceva paura?

No, paura no,

perché l'innamoramento, per me, è sempre stato abbastanza familiare.

In che senso familiare?

Che di cinque uomini che ho avuto, quattro sono cugini.

E il quinto stiamo controllando, potrebbe far parte del ceppo sardo.

Cioè sono tutti suoi parenti?

No, cugini.

[Uvetta] Sei stato in India?

- [Sanìs] No! - Non e vero.

No, mai! Però ho letto il libro.

Ho letto un libro, anzi l'ho comprato, ma non l'ho letto.

Come mai?

- Era molto grande. - [Uvetta ride]

Puoi metterlo come centro tavola indiano.

Malo sai che al Giglio tutte le sere, sai le formiche dove c'è il faro...

Sì, le formiche.

AI tramonto si consuma la mangianza dei tonni.

Tu pensa che migliaia di sardine vengono a galla,

e riflettono la luce del tramonto.

E i tonni le vedono, e se le mangiano tutte!

- Mangianza, è pazzesco! - sì.

Lo sai che il fagiano fa parte della stessa famiglia dei gallinacei?

Infatti, è come se fosse una gallina, però bella.

- Una gallina bella. - Sì.

Hemingway, era fissato con i fagiani, voleva cacciare solo i fagiani,

perché diceva che erano molto più belli e colorati dei pavoni,

e poi il fagiano maschio è poligamo.

Dai su! Vieni, Hemingway!

Dormi!

Aspetta!

[Uvetta ride]

- Anacleto, buongiorno! - Buongiorno.

- Buongiorno ragazzi! - [Sanis] Due focacce delle tue!

- Quelle con l'origano! - Con l'origano, sì.

Hai visto il video con l'onda più alta del mondo?

- No. - Non l'hai mai visto?

“N:

[Uvetta] Wow!

Un'enorme massa d'acqua!

Un'onda.

Noi, di fronte alla natura, non siamo niente!

Niente.

[insieme] Grazie.

- Quanto ti dobbiamo? - Dammi cinque euro.

Cavolo!

Tu hai qualcosa, che io non...

Non mi sono portata la borsetta.

Anacleto non abbiamo liquidità, ma passerà mia zia a saldare il conto.

Viene la zia, va bene.

Grazie Anacleto, buongiorno!

Super lui!

[Sanis] Buono!

Penso che i paesini arroccati all'alba siano, tipo spaziali, no?

Vero!

È tutto perfetto.

Aspetta un attimo.

Che è?

Ma lì non c'erano le bici?

Non erano lì?

- No, va beh! - No va beh, ce l'hanno rubate!

Non ci posso credere, ci hanno rubato le bici!

- Assurdo! Ma che? - Siamo proprio due polli!

- Sono stati bravissimi! - Velocissimi, veramente bravissimi!

- No, va beh. - Complimenti!

E ora?

Piedatona?

E, quindi, un altro parente?

Sì, cugino anche lui.

Mi domando come è possibile che lei non conosca i suoi parenti?

No, è che io lo scopro sempre dopo, non è colpa mia.

Uno si mette a parlare del più e del meno, parla di posti,

di nonni, ed ecco lì che esce fuori che siamo cugini.

Non lo so, forse c'è qualcosa di familiare in loro che mi attrae.

Magari, potrebbe provare a cambiare giro.

Io non sto quasi mai a Roma, solo di passaggio.

Cambio molte città, giro un sacco, viaggio tanto.

Solo che viaggiano molto anche loro.

Ma loro chi?

I cugini.

[bussano alla porta]

[Gamin] Signorina Uvetta.

Signorina Uvetta.

Signorina Uvetta.

Sono le 15:00.

- Signorina Uvetta. - [Gamin bussa]

Signorina.

Signorina!

Signorina Uvetta!

Sono le 15:00.

Zia, come va?

Ohi!

[Uvetta bambina] Io mi chiamo Giacinto, e non pesterò mai più una formica.

Tu che fai quest'estate?

Sicuramente,

il mare lo evito.

Andrò in montagna, ha fatto una pioggia bellissima,

faremo delle fungate quest'anno.

- Finferli! - Finferli.

Fico!

E tu?

Non lo so ancora,

però Tati dice: "Facciamo gruppo e andiamo a fare un giro dei vulcani".

Han“.

Ma perché non fai un corso di sub?

Sì! Anche, ci sta, è fico.

È fico sub.

PARTY INDIANO QUESTA SERA?

[suono festoso di clacson]

- [Uvetta] Ragazzi! - [Ranieri] Non dirmi, hai fame?

- [Ranieri] Hai fame, o no? - Ho super fame, te no?

Qui, la miglior pizzetta di sempre!

[Uvetta] sì?

[dialoghi non udibili]

[Tatiana] Ci pensi che da una cosa leggera come un soffio,

nasce una cosa resistente come il vetro.

Praticamente un bicchiere lo fai con un respiro. Pazzesco!

- Sei stata a Murano da Zia Caterina? - Sì!

[Uvetta] Io ho sempre amato fare le cose con le mani,

tipo le ombre cinesi,

applaudire, le pippe,

SCBVBÎB...

perché trovavo sempre cose bellissime.

Sembravano, tipo, saponi usati, invece erano ossi di seppia nella sabbia.

Tu ti chiami Giacinto, e tutti quelli come te.

- Zia, volevo chiederti una cosa... - [zia] Shh!

Ok, scusami.

Super attenti.

Il forno quello in centro nella piazzetta, è di nonna no?

Sì, tutto il palazzo è di nonna.

- Ok, chi... - [sparo]

[sparo]

- Wow. - [ride nervosamente]

Pensavo che sarebbe super carino fare un'esperienza lì, tipo...

- Come fornaia? - Sì, un'esperienza.

Mi sono resa conto che alla fine,

è sempre stata la mia più grande passione da sempre da quando ero piccola.

- E quindi... - Che cosa?

Il pane, il mattarello, il lievito, le trecce, le bruschette, queste cose qua.

- Poi penso... - [sparo]

Super fico.

- Ci parlo io con nonna. - Ok.

Ma i fagiani morti, non li raccogliamo?

- Magari li prendiamo... - Shh!

Fagiano basso?

No, lepre.

[sparo]

Lepre alta.

Presa!

Adoro!

[Uvetta] Grazie Rocco! Fantastico!

Dormiente?

Ho, zero dormiente, odio dormire.

Allora?

Super cacciatona oggi?

Cacciatona! Intensa!

Che bella che sei!

Dai!

Senti, allora in Perù?

Quand'è che vai alla fine?

Credo domani.

Bravi ci sta, fate bene. Io non sono mai stata in Perù.

- Scherzi. - Ho.

Lima, Machu-Pichu, d'obbligo!

Infatti è imbarazzante, dovrei organizzare un weekend in Perù.

- Perdonata. - Ok.

E quanto stai in Perù?

Sto seguendo questo business di un mio amico londinese,

un'artista concettuale, molto particolare, che fa roba pazzesca con la corteccia.

- Design, lampade, cuscini, calzini. - Fico.

Poi la corteccia è un materiale che non inquina,

quindi è anche un business Green.

- Esatto. - Interessante!

E quando stai lì, poi quando torni?

Ci troviamo a metà strada dall'Expo di Dubai con mio zio,

e poi da lì Londra, Martina, che è pazza!

E alla fine, finalmente, Patmos, Grecia, relax!

Penso che, se ti va, potresti venire lì da noi.

Sì, ci sta! Patmos, va bene.

E quando vai a Patmos?

Potremmo fare direttamente a Londra, da Martina!

Va bene, quando a Londra?

Più o meno il periodo?

Perché poi l'ultima volta che sarò in Italia, sarà peri 30 di Duccio.

- Duccio e Martina sono stati insieme... - In Italia, dove? Più o meno.

- Duccio è Martina sono stati insieme. - Solo per regolarmi.

- Se io ti dicessi Bolgheri? - Ci vediamo a Bolgheri?

Quando ci vai?

Pantelleria?

Pantelleria, va bene, sì.

- Quando, una data. - C'è qualcosa di esotico...

Dimmi un periodo, perché sennò non so come fare.

- Da Pantelleria... - Basta una data.

- Sahara. - Sahara.

- Con i beduini, le stelle... - Ma allora, una latitudine?

- Lì c'è una notte... - Una coordinata?

- Alllrgentario, troppe estati. - Non ce lo diciamo.

Non ce lo stiamo dicendo, è pazzesca questa cosa.

- [Ranieri] Quando? - Quando ci vediamo?

[Uvetta] Va bene, non ce lo diciamo.

Argentario, Pantelleria.

A Capalbio ci vediamo?

Non ci vedremo mai!

[Uvetta] II sesso viene fatto da milioni di anni,

quindi è una tradizione antichissima.

Noi giovani dobbiamo portare avanti ie tradizioni,

sennò questo Paese va allo sbando.

Quindi, lei il sesso lo considera come una tradizione?

E il piacere?

Piacere mi fa piacere.

Però, secondo me, il piacere è un po' sopravvalutato.

Nel senso, ok fmmyperò alla fine easy, non esageriamo. Alla fine che fai?

Voglio dire, non siamo delle mucche, no?

Sai che hai dei polsi bellissimi?

Sono super sottili come quelli di tua nonna.

Quella morta.

Sì, lei ha i polsi super sottili.

Anch'io.

Infatti mi cadono sempre i braccialetti.

[ridono]

Assurdo!

[a bassa voce] Bella.

[suona "Se telefonando" di Mina]

[Uvetta] Scusa, la musica era fica?

La festa era fichissima, organizzazione pazzesca.

Però continuavano a mettere i soliti revival.

Che palle.

- Non avevano il DJ Piti. - [Uvetta] Sì, lui è bravissimo, è vero.

Piti ti svolta le feste.

Piti è veramente bravo.

Io devo andare. Scusatemi, scappo!

Che combini?

- Lavoro, al forno. - [Tatiana] Ma dai!

[Ranieri] Dai, lavori?

- La trovo fichissima 'sta cosa. - Ma anch'io!

- Sì. - Sì, infatti sono super excited.

E quindi non vieni da Clemi?

No, non posso.

Fammi sapere se cambi idea, noi siamo là!

Vi faccio sapere, allora!

- Ciao, guys! E2505. - [Ranieri] Ciao!

[Ranieri] Dai, quella volta che...

[Uvetta] Allora, la persona che lavora lì si chiama Mario Toni,

è il gestore del posto, ma il forno è di mia nonna,

cioè le mura sono di mia nonna.

Lui va lì tutti i giorni, anzi ogni giorno, a lavorare.

Chapeau, perché si sveglia all'alba, visto che i forni lavorano di notte.

Lui è tremendo, è super severo.

Non mi scorderò mai che mi diceva sempre,

"Uvetta, mortacci tua!".

Lo adoro, gli voglio super bene, sono sicura che me ne voglia anche lui.

Noi scorbutici, all'ini1io, siamo un po' hard,

però, in realtà, ci siamo capiti subito.

[in romanesco] Vieni qui che ti spiego.

Qui ci sono i tre armadietti.

Uno sono io, due è Kamal, tre sei tu.

Il tre, hai capito? Sei il tre, non ti sbagliare.

Ok, ho capito.

Ok.

Accendi tutto e fatti aiutare a portare su i sacchi della farina.

Il sacco della farina è pesante per lei.

Guys, non abbiate pietà di me! Veramente.

Guys.

Adoro.

Ma chi ce l'ha mandata questa?

Adoro.

[Mario] Controlla bene. Dai!

Prendi con la sinistra sotto.

[Uvetta ride]

Gira! Muovi di più!

Adesso tira su!

Signorina Uvetta! Signorina?

Signorina Uvetta! Signorina?

Ciao! Sono 2404.

“Mi...

Sono 2404!

Ehm, io sono tre?

- Ventiquattro zero quatto? - sì.

- Vai! - Grazie!

Chi sei te?

Tre!

Signorina Uvetta, signorina?

[Kamal parla in arabo]

No va beh, ma è arabo?

- Come mai parli arabo? - Perché vengo dal Marocco.

Super interessante!

Che poi, tutti dicono Marrakech, ma tipo Rabat è dieci volte meglio, no?

Rabat?

[Kamal parla in arabo]

Dinero'.!

È pazzesca, obbligatoria, weekend a Rabat.

È clamorosa, è d'obbligo.

[Kamal para in arabo]

Scusatemi,

scusatemi,

ci tenevo tantissimo a dirvi che sono le persone come voi,

gli artigiani, quelli che fanno grande questo Paese.

Perché portate avanti le tradizioni, come il pane.

Penso che dovrebbero fare un documentario su di voi, letteralmente.

Uvetta, ma che cazzo dici?

Sei tremendo Mario. Hai ragione, qua si batte la fiacca!

Torno subito al lavoro.

Questa esperienza al forno, per me, è stata molto importante,

perché ho capito moltissime cose di me.

Che la felicità, sta nelle cose piccole, primordiali, tattili.

E, sono stata super meglio.

Infatti l'ho consigliato a tutti i miei amici,

"Andate a lavorare, perché è pazzesco e starete super meglio".

E sono stati in assoluto, non esagero,

i cinque giorni più belli della mia vita.

[Mario] Io me ne vado, spegnete tutto! I forni soprattutto.

- [Kamal] Va bene. - Ciao, boss!

[Mario] Sì, ciao, boss, prendono pure in giro.

[Uvetta] Scusami.

[Uvetta balbetta]

[Uvetta] A un certo punto si avvicina, e mi dà un bacio.

Così completamente [in inglese] di punto in bianco.

Incredibile!

Sì, incredibile! Ci siamo baciati per 35 minuti.

Poi però ha fatto una cosa ancora più incredibile,

da incredibile è diventata wow.

[dialoghi non udibili]

Questo è l'unica cosa che non ho mai smesso di fare

da quando sono piccola.

Sono un po' inutili,

però secondo me sono bellissimi.

[Kamal parla in arabo]

Lo sa come mi sono accorta che sono incinta?

Perché, mi si sono gonfiati i polsi,

e i braccialetti non scivolano più.

Però lei non sa di chi è questo bambino, giusto?

Non riesce a capire chi tra i due potrebbe essere il padre?

Magari contando i giorni, come...

Va bene, allora io vado.

- Gralie dott.ssa Panini. - Non ha preso neanche il caffè!

"0.

Allora, buona fortuna Uvetta.

Anzi, buona fortuna a tutti e due.

Gralie mille. Arrivederci dott.ssa Panini.

Arrivederci.

Se è maschio lo chiamerò Giacinto.

Se è femmina, wow,

Pllre,

[Michela in romanesco] Mia madre mi dice va sempre,

che poco prima dei matrimonio, ti venivano i tumulti.

I tumulti interiori, le turbe del cuore. Che poi sarebbero i dubbi.

A me non erano venuti.

AI massimo ero un po' più nervosa e facevo più torte, quello si.

Però lo facevo per Ivano, perché con Ivano andava bene!

Lui è raro! È sia tenero che protettore.

A me questo piaceva tanto!

Bella, questa ti rimane più avvitata.

- Pasta al forno? - No, f testa scomposta.

[in romanesco] Voglio fare un brindisi a questa coppia meravigliosa!

E a mio figlio, che mi dà delle soddisfalioni, con l'Arma!

E lei, con questi occhi!

Questa ragazza con questi occhi che oserei dire...

- Papà! - Eh.

Un brindisi alla futura principessa Trezza in Tozzi!

Ha esagerato. Ma che principessa!

A Vanessa!

- Michela, mamma! - Eh?

- Mario, non ti preoccupare. - Sì chiama Michela!

Sì chiama Michela, sono otto anni!

- Levatele il vino. - Il vino no!

Due cose si possono scegliere, amici e fidanzate, la famiglia ti capita.

- Mia nonna mi è capitata. - Ma pure a me, però!

Michela, diglielo che si è inventato per la proposta.

Non glielo hai raccontato? Non ve lo ha detto?

Sì è inventato una cosa, sembrava tutta una montatura.

A parte che io avevo capito, c'era qualcosa di strano quel giorno,

perché era tutto sudato e lui non suda mai,

neanche quando va a judo.

Eravamo al ristorante, tutto bello, raffinato,

ci portano il risotto con i funghi,

e lui mi dice: "Dagli una mescolata che si amalgama meglio la cremina".

Mescolo il riso, quando ti fissi non sei normale.

Ma che?

[verso di stupore]

Oh, mamma mia! Ma che sei matto?

Se me lo mangiavo, mi spaccavo un dente.

E c'era questo.

- Bello. - [nonna in romanesco] Amore di nonna!

[battute mute]

Fammi vedere.

È bello! È bellissimo quesfanello.

- [nonna] È come quello di tua moglie. - Sì, è raffinato.

Brava Vanessa!

Sì chiama Michela!

Michela! E basta!

- [nonna] Vanessa, Michela. - Lo fa a posta!

Basta, te l'ho detto! Lei è sempre Michela.

[Panini] Michela, i0 non sono sicura che sia coraggio.

So che la cosa fondamentale è l'unione tra due persone, a prescindere.

Una delle cose più vere su quesfargomento,

l'ha detta Papa Francesco.

"Nulla rende felice un uomo, quanto un cuore che gli somiglia".

Cavolo!

Una bella frase, una grande verità.

Anche perché poi, alla fine, "Chi si assomiglia si piglia".

Più o meno.

Anche se c'è una mia amica, un po' moderna,

che mi dice sempre che la convivenza è uguale al matrimonio.

Sì, la convivenza e il matrimonio possono essere la stessa cosa.

Allora sposati, no?

Quella è una festa, una celebrazione, sancisce!

Anche perché nel matrimonio, ci sta anche la convivenza,

ma nella convivenza, non c'è anche il matrimonio.

No, non ci sta proprio.

[Michela] Prima di decidere di venire da lei, dottoressa,

mi sono consultate con Padre Patrik.

Perché a raccontarle le mie cose private, a volte sono a disagio.

Perché lei è una persona sconosciuta, psicoterapeuta, ma sconosciuta.

È un dottore. Se uno ha un problema, va dal dottore!

Ma certo! Se uno ha un problema, di natura Iavoristica, è una cosa.

Ma quando inizio a parlare delle cose private,

allora lì, mi sentirei meglio se ne parlassi con lei in confessionale.

Michela, ma è un'altra cosa.

Da me vengono a dire i peccati per ricevere l'assoluzione.

In terapia si va per risolvere problemi che non hanno nulla a che vedere con Dio.

- Certo! - Due pianeti diversi.

Come il football americano e il Rugby. C'è sempre la palla ovale,

ma in uno sport va avanti, nell'altro indietro.

Lei è molto moderno come prete, giovanile, io mi fido, però.

Non è che, assolutamente!

- [uomo in romanesco] Michela Trezza! - Chi è?

Non ci posso credere! Fausto, ma non stavi in Irlanda?

- Quando sei tornato? - Ieri, venerdì c'è la messa per Carmen.

Lo so, venerdì, una bella messa per la bella Carmen.

- Il negozio? - Il negozi, bene!

È un periodo positivo, prospero, ci hanno riconfermato i marchi esteri,

Sono contento.

Senti, devo essere sincero, ti ho seguita.

Ho visto che uscivi dal negozio, ho bisogno d'una mano.

Di che?

Duecento euro.

Scusa?

Mi servono duecento euro.

[Michela farfuglia]

Se non è un problema!

No te li do, ti servono duecento euro?

Se puoi, sì.

Ma tutto a posto?

- Sì! - Magari sei in un pasticcio, un guaio.

Non pensare alla droga.

No ma che penso io? Ma figurati!

- Ma che cosa! - Ci conosciamo.

Conosco anche tua madre. Certo, hai bisogno di 200 euro.

- È un bisogno. - Sì, è un bisogno.

È un bisogno che è arrivato repentino, un bisogno repentino di 200 euro.

Ho pensato, forse esce con l'incasso, non puoi chiedere a chiunque 200 euro.

Hai pensato a un fatto di liquidità, certo.

- Certo. - Lo capisco, al negozio.

Ma poi, ti pare? 11 conosco da quando eri alto così.

- Non avevi ancora le tette! - Non avevo...

Sono cresciute!

Tu sei partito dopo la pubertà!

- Poi mi sono venute. - [Fausto ride]

- Ecco, 200 euro. - Grazie, Michela.

- Bello! - Tanto ci si rivede?

Va beh, tanto, Fausto.

- Parola. - Sì, parola.

Michelina.

Faustone!

- Hai visto che moto, Michela? - Ma infatti, proprio bella!

Proprio sistemata!

Ciao.

Ciao, Fausto!

- [Fausto] Facciamo domani, quindi? - [ragazzo] C'è il compito di matematica.

Fausto!

[Michela] Perché non reagisco dottoressa?

Io reagisco, ma solo dentro.

Una reazione interiore, intestinale.

Come quella sera con l'amica di infanzia Erika Magnini,

anche lei era andata via da Guidonia a 18 anni perché voleva diventare poeta.

Poi si era sposata con uno di Canterbury che l'ha lasciata all'altare.

A Guidonia se diceva che fosse pure incinta.

"Luci e ombre."

[Michela] Sì è fatta togliere la K.

- Cosa si è fatta togliere? - La K.

"Come un secondo corpo, intollerabile."

- [applausi del pubblico] - Grazie.

Poi delicata.

Ora vorrei concedermi un lusso, se melo permettete.

Vorrei che la prossima poesia la leggesse una mia carissima amica,

con la quale ho fatto elementari e medie a Guidonia,

prima che la vita ci dividesse.

Signori, un pezzo del mio cuore, Michela Trezza.

- Ha detto il nome mio? - Dai, Mimma! Tocca a te!

- Mi sembra un incubo! - [Erica] Michela raggiungimi.

- Ma sei matta? - Ti prego, Michela, raggiungimi.

- No io... - Può leggerla solo lei questa poesia.

Hai sentito? Dai, Mimma.

- Io questa cosa proprio non... - Dai!

- Che faccio, non so che dire. - Brava, Mimma!

Va beh!

Tu sei matta! Io mi vergogno.

Buonasera.

Che faccio? Salgo?

Buonasera, scusatemi. Sto in imbarazzo.

- Non ti preoccupare, dai. - Va bene.

Buonasera!

Buonasera!

[fischiare del microfono]

- Ecco ho fatto qualcosa di sbagliato. - [Erica] Vai tranquilla.

[Michela] Poesia.

Titolo,

"Di pizzichi e di noia".

Bello!

Tanto particolare come titolo, un bel titolo.

Eseguo la lettura.

"Vieni, guardare e non toccare.

Le scarpe grandi di tua madre, la merenda, il rossetto inutile".

Mi sa che questa sono io.

Siamo noi che andavamo sempre nell'armadio di mia madre!

[ridono]

"Ecco la nostra infamia."

Però bella, una bella infamia.

"Nelle strade di un paese che non c'è.

C'è tutto, ma non serve a nulla.

Dammi la mano, fammi attraversare.

Ma non passa nessuno, non c'è ora di punta, non c'è traffico."

Ora è un po' cambiato, ci sono le rotonde, c'è un viavai.

"Non c'è vita, ci sei solo tu amica mia,

che quando me ne andrò, morirai di pizzichi e di noia."

Qua c'è il titolo.

"Nel pantano sterrato della tua anima puerile e irrisolta.

Nella spazzatura di questo paese."

Sei stata brava.

“N:

Erica Magnini!

Noi ci stiamo bene a Guidonia.

Noi ci sposiamo, faremo dei figli,

e sta' tranquilla, io non la lascio sull'altare.

E voi?

Non ditemi che vi stavate divertendo.

Se vi siete fatti una risata, è grazie a Michela.

La poesia di quello che casca mentre sta in equilibrio, due palle!

Non ti sei capita neanche tu!

Essi, codesti, tutto rarefatto.

I peli del cane, la mano, leva la mano.

Jackie Chan, ma che ti dice la testa?

Michela, andiamo via!

[sottovoce] Ciao.

Scusate! Con permesso.

Noi torniamo nella nostra spazzatura.

Buonasera, scusate. Non è personale, quando s'adira...

Ti ho vista che stavi dormendo.

[prete] La nostra Carmen, di certo, ci starà guardando dal cielo.

E sarà profondamente felice di sentire tutto il vostro affetto.

Perché non è vero che quando si muore, si smette di amare,

anzi, l'assenza, rende il nostro cuore ancora più grande.

Tutti conoscevamo l'intensità della voce di Carmen.

Soprattutto quando venne qui in occasione della Novena,

e cantò la sua ballad, "Pera di sera".

La ricorderete sicuramente.

[il prete canticchiando] # Pera, sincera Cometa della sera, tu sei #

# Pera #

Ecco, ricordiamocela così,

quello sguardo intelligente ma che la rendeva così speciale.

La messa è finita, andate in pace.

[fedeli] Rendiamo grazie a Dio.

Una bella messa.

Vi raggiungo fuori, vado un attimo a parlare.

- [Michela] Ciao, mamma. - [mamma] Ciao.

- Sei là dentro? - [Fausto] Eh, mh!

Ma che ci fai là, sei matto?

Padre Patrick è proprio il peggio, si è messo anche a cantare!

Solitamente è più equilibrato, ora è in un periodo moderno, una cosa sua.

11 sento un po' scosso!

- [Patrick] Michela! - Padre!

- 11 stai confessando da sola? - No! Stavo parlando di cose...

Ma dai, confessiamoci!

Non occorre, davvero! Avrà un sacco da fare, non serve.

- Michela, a disposizione. - Ho, davvero.

Sa qual è la verità? Ho pochi peccati in questo periodo.

Pochi o tanti che siano, siamo qui, confessiamoci.

No davvero, sono anche piccoli, peccati bianchi proprio piccoletti.

- Chi lo dice Michela? - Lo dico io!

La cosa migliore, secondo me,

è far passare del tempo, così accumulo dei peccati,

e ci facciamo una bella confessione, come si deve.

[uomo] Padre! È arrivato il Presidente dell'Associazione Montello.

Devo andare. Mi raccomando, mercoledì alle 15:00.

- Certo. - Dillo al tuo compagno.

- Glielo dico! - Ciao, Michela.

Ciao. Arrivederci, Padre.

Mamma mia'.!

[Fausto] Stavo scherzando.

Volevo capire se a Guidonia qualcuno mi voleva ancora bene.

[Michela] Che fai?

Dondolo.

Sei un po' triste?

Se ti tieni tutto dentro, poi a un certo punto esplodi.

Voglio fare un botto che lo sentono tutti!

Lo sente tutta Guidonia, al massimo!

Boom!

No, tu adesso,

devi scavare dentro di te...

E trovare l'acqua!

Sono un rabdomante, io!

Mi dispiace tanto, Fausto.

[squilli del cellulare]

Scusa un attimo.

[squilli del cellulare]

Amore?

Ma come no?

Eh.

Ma scusa, non te lo puoi far spostare?

Se glielo chiedessi, magari.

- [Fausto fischietta] - No, io da sola non ci vado.

Prova a insistere!

Va bene. Allora ci vediamo domani?

[Michela] Va bene, ciao amore.

Ciao.

Lo sai se uno ti guarda che cosa pensa?

Che pensa?

Che sei bellissima.

Invece se uno guarda te, pensa che sei scemo!

[versi animaleschi di Fausto]

Ecco.

[versi animaleschi di Fausto]

Ci vieni con me al cimitero delle mani?

- [versi animaleschi di Fausto] - [Michela] Uno scemo!

[Panini] Forse alla fine, il presente prevale su tutto.

Scavalca passato e futuro con una facilità estrema.

Una voglia, un desiderio momentaneo.

Lei non si deve preoccupare del perché è salita su quella moto,

deve pensare a quanto desiderava farlo.

Quanto desiderava farlo?

[fausto] # Primo ottobre E un giorno fantasioso #

3? L'aria è mite 3?

# Qualcuno fa l'estremo! #

# Le foglie cascano #

# Si ride a crepapelle #

# Non perle foglie Ma forse anche per quelle #

Questa, doveva cantare Padre Patrick!

Non "Pera della sera", questa è la cantone tua!

Non ti hanno capito, Carmen.

"Primo ottobre, è un giorno fantasioso.

L'aria è mite, qualcuno fa l'estroso.

Le foglie cascano,

si ride a crepapelle, non per le foglie,

ma forse, anche per quelle."

È tanto bella questa, c'è anche la rima.

Carmen?

Carmen!

Lo sai chi t'ho portato qua?

Michelina, Michela Trezza.

- Te la ricordi, quella con le gambe a X. - Va beh.

Bianchiccia.

Te la ricordi, sì?

Michela ha detto che deve dirti una cosa importante.

- No, ti prego Fausto. - Sì, l'ha detto.

- Non le so fare queste cose. - Fallo per me, per lei.

Va beh.

- Se ti va, fai tre colpetti. - Ma dai!

Ciao Carmen, buonasera. Scusa il disturbo.

Ti volevo dire una cosa.

Fausto ha dimenticato di dirti che oltre alle gambe a X e la pelle bianchiccia,

ho i piedi a paletta e mi mangio le unghie.

Se si potesse conservare il tempo,

risparmiandolo durante la vita delle persone,

io adesso prenderei tre minuti,

tre minuti della vita di Carmen, e la farei rivivere qua.

Solo che serve una formula magica.

Tu sei una fata, no?

Dimmi una formula magica, una qualunque.

Non lo so, tipo: "Bidibi bodibi bu?".

Proviamo.

Bidibi bodibi bu!

Vieni fuori per tre minuti, tu!

No, serve qualcosa di più importante, ci vuole lo sciamano!

"Primo ottobre è un giorno fantasioso.

L'aria è mite, qualcuno fa l'estroso.

Le foglie cascano, si ride a crepapelle.

Non per le foglie ma forse anche per quelle."

[Fausto con voce rotta] Sciamano.

[Fausto piange]

Io non posso accettare di perdere le persone.

Non lo posso accettare.

Per questo t'ho portato qua, io non ne posso perdere un'altra.

C'è qualcosa che non mi torna, Michelina.

Perché le persone le mettono sottoterra, se poi devono andare in cielo?

Ma soprattutto...

perché tu non sposi me?

"Primo ottobre, è un giorno fantasioso."

Dottoressa, posso farle una domanda?

Certo!

Ma quale è la differenza tra venire da lei e confessarmi con Padre Patrick?

Io non sono in grado di assolvere nessuno.

Non tratto peccati, semmai tratto la mente del peccatore.

E poi, la confessione è gratis.

Lei, dottoressa, è davvero molto moderna.

Io mi sa che sono proprio classica!

Io ho fatto il tradimento.

È un peccato!

È proprio un vizio capitale!

Veramente, non è un vizio capitale.

: '57:;

Quali sono i vizi?

Ira, invidia, superbia.

Io invidia, poco.

superbia, diciamo che nel campo delle calzature,

mi sento la più competente. Quello sì, sono un po' superbia.

Avarizia e gola.

Oh, Dio, avara no!

Sono parsimoniosa, non mi piace lo scialacquo.

Gola ci sto attenta.

Accidia?

Qual è accidia?

È simile alla pigrizia.

Diciamo che abbiamo l'accidia di famiglia.

E poi è rimasta la lussuria, Michela.

Il tradimento è lussuria?

Perché lei Fausto, lo considera un tradimento?

Perché lei no?

Perché se lei, che è psicoterapeuta, non lo considera un tradimento,

io sarei d'accordo.

Perché non è Fausto il cuore che me somiglia.

[Patrick] Michela, vuoi accogliere Ivano come tuo sposo,

promettendo di essergli fedele sempre, nella gioia e nel dolore,

nella salute e nella malattia,

e di amarlo e onorarlo tutti i giorni della tua vita?

Sì, lo voglio.

Ripetilo.

Sì, lo voglio.

Ma che gli sta dicendo Vanessa?

Niente, non c'è! Quella è Michela!

Dichiaralo.

Sì, lo voglio.

- Ribadiscilo. - Ivano, ti prego.

Scusi padre, non mi sento dire queste cose tutti i giorni!

Ribadiscilo.

Sì, lo voglio.

Confermalo.

Eccome, se lo voglio!

Le tue ricette...

[ragazzo] stronzo, ma che cazzo fai!

[voci indistinte]

[rumori di rissa]

[in romanesco] Il figlio è un fagiano, no un nutrilionista.

- Mi ricordo sì! - Dai!

Amore me lo tieni che devo andare.

- Amore non vedo l'ora di partire. - Sì.

- [Ludovica] Dove andate? - A Montalcino.

Andiamo a fare un corso da sommelier, stamattina mi ha fatto una sorpresa.

- Dammi un bacio. - Dai, devo andare!

- Siete troppo carini! - Lui è il top.

- Lui è veramente speciale. - Se vede proprio.

No, ma faglielo un altro sorriso! Non si è capito che ti è piaciuto!

In che senso?

Amore, se te glielo regali così questo bel sorriso,

sai dove ti porta la prossima volta?

Dal kebbabaro al massimo.

Sii sveglia e intelligente, sono accortezze queste.

- Sono felice. - [Ludovica] Accortezze?

Le accortezze, ragazze! Ve le ho dette cento volte, ma non capite.

- Sono duemila regole, duemila cose! - Ho capito.

[Ludovica] Ripetile va.

Tu, prima, ordinazione. Menù in mano.

Lui dice: "Che dici amore, ci prendiamo spigola in due al sale?"

No, non gli dici: "Per me è uguale, quello che vuoi te". Perché non è uguale.

Tu lo sai quello che vuoi, vuoi i crudi? Chiedi crudi!

- Chiederò i crudi. - Altrimenti sembri una moscia!

È un peccato, capito?

Ti ho sentito l'ultima volta, mentre gli mandavi un vocale,

e hai detto: "Amore, sto tutto il giorno a casa, passa quando vuoi".

Sei fuori di testa? No!

TI devi far vedere impegnata, anche se non hai un cazzo da fare.

Gli dici tipo: "Ho un appuntamento a via Crescenzio alle 16:00".

- Ok? - [amica] Sì.

Lui non sa neanche che devi fare, un po' di mistero, che non guasta!

Ti porta là, tu scendi, fai il giro del palazzo e torni a casa.

- [Ta1ia] Capito? - Ci sta!

Però gli lasci quella cosa di mistero che non guasta mai.

Tre I

devono scopare, sempre.

Ho capito ma è una fatica.

A me va pure quando non mi va, ci siamo capite. Ok?

Poi ce n'è una, che non è male.

Se lui ha il padre pelato, è matematico che lui abbia paura di diventare calvo.

Allora tu, ogni tanto, prendendolo in giro ma in modo carino e intelligente,

gli dici: "Amore, ti stai stempiando, piana Stempione,

sei troppo carino, io ti amo, anche se diventi calvo, mi ci specchio".

Così lui sul momento ride, ma poi se lo sogna la notte.

- Sicuro. - Ma sicuro!

- Funziona pure con l'acne? - Certo, gli devi abbassare la sicurezza.

Alti la tua dimagrendo e abbassi la sua col cervello, però.

- Non c'è manco più Borducci! - Ne troviamo un altro.

[sirene della polizia]

[in romanesco] Che fate? Venite qui, non scappata! Ma che vi picchiata?

I documenti, forza!

Comunque hanno molte meno preoccupazioni rispetto a noi.

[in romanesco] Mannaggia la misera!

Ragazze!

Adesso andiamo in bagno, tutte insieme.

[suona "Bando" di Anna]

[voce di Ta1ia dal cellulare] 77 amo, ti voglio bene.

Ho detto che ti voglio bene.

Sei molto importante per me.

11 amo, ho detto che ti amo!

A me pare molto migliorata Ta1ia.

Queste frasi sembrano autentiche,

sono più dolci, più morbide.

Per niente aggressive.

Vede, certi problemi, certi blocchi,

vengono spesso dal passato.

Perché non mi parla un po' della sua famiglia.

Io non vorrei che raccontandole un fatto personale,

lei poi ci ricamasse il trauma, come fate voi psicologi.

Magari io adesso le dico che ho paura di fare il bagno nel profondo dell'oceano,

in meno al mare, perché ho paura del blu.

Non c'è altro, non ho paura dell'abbandono, del vuoto, no!

Ho paura che, mentre faccio il bagno, arriva lo squalo e mi morde, punto.

Questo per dirle che non ho traumi, non ho cose strane, dietrologie.

Ho i genitori separati, però separati tranquilli!

Non ho zii che a Natale mi mettono le mani sulla coscia, altrimenti gli menavo.

Se bacio una mia amica, non mi ci voglio fidanzare.

Per dirle niente oggettistiche strane, Iatex, cose particolari, ecco.

Sono banale, sono normale. Questo, per dirle di non uscire fuori strada.

Sta facendo tutto da sola.

Ta1ia, io non ho mai pensato che lei avesse un trauma.

Ma forse è proprio questo il suo problema,

che lei tende sempre ad anticipare il pensiero degli altri.

[DJ] Buonasera al Jackie 0'! Su le mani!

[musica da discoteca]

Livia, chi sono quelle?

- [Livia] Le conosci te? - [Ta1ia] No!

[DJ] La pallina non è un cerchio, ma una sfera!

Ciao! Scusate, questo è il nostro tavolo.

Non ho capito?

È il nostro tavolo! Privé, privato! Capito?

Sì, ci ha invitato Francesco. Lei è Silvia e io sono Rula, piacere.

Dato che stasera siamo già un po' stretti,

se invitiamo altra gente al tavolo, poi non ci godiamo la serata.

- Ci parlo io con Francesco. Grazie! - Guarda, figurati.

Ciao, buona serata.

Ma che siamo matte?

[Tazia] Come cazzo si chiamava? Rulla, Rolla, ma che è?

[DJ] E adesso amici del Jackie 0', solo per voi una grande sorpresa!

La mitica Rula!

- [in romanesco] Mi dici che hai? - Niente!

Non dire niente, hai una faccia, da quando siamo usciti dal locale.

- È la mia faccia! - Non è la tua faccia!

Lo so che c'è qualcosa, dimmelo!

- Niente! - Non dire niente, per favore!

- Allora fermati! - Qui in meno alla strada?

- Sì, qua! - Va beh, mi fermo.

- [Ta1ia] Vuoi che te lo spiego! - [Riky] Sì, voglio che me lo spieghi.

[Ricky] Tutta questa scena!

- [Michela] La scenata... - Dove vai?

Te lo spiego, che problema c'è?

È una cosa molto semplice, abbastanza tranquilla.

Praticamente, quello...

sei scemo?

Vedi che uno scende dalla macchina e non scendi?

- Scendo! - Scendi, no?

- Scendo! - Questo è cretino.

- È cretino. - Facciamo la scenata in meno al ponte.

- [Ta1ia] Allora... - [Riky sottovoce] Oh, Dio!

È un'equa1ioncina, facile.

Esiste un limite di tempo nel guardare le cose.

- Mi segui? - Sì.

Allora, se te guardi un culo per cinque, dieci secondi che problema c'è?

Nessuno, assolutamente! Un bel culo, giustamente tu lo guardi, è bello!

Le cose belle si guardano, lo guardo anch'io.

L'ho guardato pure io, un bellissimo culo, brava a lei!

- Senta problemi. - Ok.

Ok? 20 secondi? Vacillo, però ti aspetto.

Sto lì, ancora accanto a te, ancora dalla tua parte.

Trenta secondi abbiamo un problema.

Quello è il limite di tempo oltre il quale il culo si trasforma.

Però scialla, non è possibile! Io al massimo guardo il culo,

scherzo con Dodo e gli altri, ma non faccio niente!

Ma ovvio! Do per scontato che tu non fai niente!

Poi a me non importa di quello che fai, chi ti si fila!

Puoi fare quel che vuoi, sei libero tesoro!

Dobbiamo stare tutta la notte qui a parlare di una cazzata?

Non è una cazzata, perché a me mi fa stare male.

Va bene.

Poi, tu, i culi, li puoi guardare.

Li devi guardare, sono fatti per essere guardati.

Tutti questi culi, uno li guarda, sono belli, polposi.

Sono fantastici, guardali! Devi guardarli!

È che non li puoi desiderare.

Perché lì è diverso, c'è un gap di tempo,

quella piccola transizione di tempo tra guardare e desiderare,

che a me proprio mi interessa, e lì c'è la differenza.

Perché lì ci rimetto anch'io.

Mentre te stai lì che desideri il culo, io sto lì come una zucchina.

Scusami, ma è assurdo che tu voglia bloccarmi i desideri!

Non esiste, amore mio!

A quel punto sei tu che hai superato il limite!

Sentiamo. Quale limite?

- A questo punto sai che facciamo? - Ma che fai?

- Adesso facciamo una bella cosa. - Ma che fai?

- No! Prendi questa. - Tu non stai bene!

Prendi questa mana.

Adesso me la dai qua, bella forte!

11 sfoghi, mi sfondi la testa perché ho guardato un culo.

- Riccardo! Non fare il fico con me! - Non sto facendo il fico.

Dammela forte qua ti sto dicendo!

Guarda che lo faccio!

Me lo sono meritato, e allora dammi una mazzata!

- Mi stai provocando, te lo dico! - Sì, fallo!

Ho! Ma no! Ho cazzo!

Sei deficiente? Ho detto di colpirmi, non di buttarla nel Tevere.

Tata! Ma te non stai bene!

Quella è la mana della Callaway nuova, l'ho pagata 600 euro!

Hai buttato 600 euro nel Tevere! Io non ci posso crede!

Tata, no! No, lasciami. Tata, vaffanculo! Tata, mortacci tua.

- Sì, mortacci mia. - Sì, mortacci tua.

In meno ai topi. Che spreco!

Mamma, sei andata da nonna stamattina?

No, non ci sono passata.

Ci passo dopo.

Ho capito, ma ci sono delle priorità, che non sono i glutei.

Senti, io faccio la mia vita, e tu fai la tua.

- Va bene? Rilassati! - Sto contando.

- Uno, due... - Mamma! Conta dentro.

Interiorizzalo.

[ciclista in romanesco] Ma ti levi!

Tata?

Tata?

Sono due ore che ti cerco, qui, nel bosco.

- Stiamo a villa Borghese. - Ma è grande! Hai letto il messaggio?

Mi sto allenando con mamma. Ma che è successo?

È grave.

È grave.

Chi te l'ha detta questa stronzata?

L'hanno visto tutti nella casa di una che fa I'Escort.

Più chiaro di così!

Non ci posso credere, lo giuro.

Quindi, tu asserisci,

che Dodo è andato con un'Escort.

- Dodo, il tuo fidanlato. - Dodo è andato con un'Escort.

- È così. - Quelle che paghi.

[Livia piange]

Ma che ho fatto di male? Perché?

Posso dire sinceramente quello che penso?

- Dillo. - Onestamente?

Con I'Escort non sono corna.

- Sì, va beh! - Non sono corna con le Escort.

Gli uomini vanno con le Escort, perché sono scemi, tanto per andarci.

Perché vanno insieme in gruppo, si sentono goliardici.

Ci andava il nonno, il bisnonno, lo zio, è una tradizione antica.

Esistono le mignotte da una vita, da sempre la gente ci va.

Vuoi buttare al cesso una relazione di tre anni e mezzo?

- Ho. - Per colpa di una ragazzetta russa?

Mollo non so che devo fare.

- Che gli devo dire? - Non devi dirgli niente.

Non devi fare niente, l'unica cosa,

tu, per il tuo compleanno, ti fai portare a Parigi da Dodo,

e gli fai vedere che cosa sai fare, gli fai i pezzi proprio.

Perché Livia, se vuole, può fare I'Escort e la cucciola,

ma I'Escort la cucciola non la sa fare.

- Non la sa fare? - No, amore!

- Sei sicura? - Sì.

[Livia piangendo] Grazie.

[suona "Dall'alba al tramonto" di Levante]

[non udibile]

Amore?

Che c'è?

Che fai? Dormi?

Che c'è?

Io ti amo.

Questo è molto importante per me, capito?

Anch'io ti amo.

Sognami.

Mi devi sognare!

- Buongiorno! - Buongiorno.

- Ce'rcavo Ta1ia. - E di sopra.

[Ta1ia] Vuoi che ci parlo io? Non ho problemi, però l'importante è...

[a bassa voce] Dopo vieni?

Esatto. Ci pensi tu, ok!

11 chiamo dopo, ciao.

11 devo far vedere una cosa importante.

- Fammi vedere. - Non qui, nel tuo ufficio.

Non mi passare telefonate.

Che c'è?

Guarda.

Beh? Che è?

Dodo e Riky che scendono le scale?

Sono le scale della casa di una Escort!

[verso di stupore]

"0.

Sì.

- E chi te l'ha detto? - Quella che m'ha mandato il video.

E lei che ne sa che là c'è un'Escort!

Uestetista, Cinzia mani e piedi. Vive lì! Lo saprà?

E perché Cinzia mani e piedi, non si fa una carrettata di cazzi suoi?

Lo sai che siamo amiche, su!

Madonna Santa! Ma non è giusto però!

Tata.

- Non sono corna... - Lo so che non sono corna!

L'ho detto io che non sono corna con le Escort!

Non sono scema! Le pagano, è diverso!

Però se permetti mi rode il culo!

Poi voi siete fissate con questa cosa della sincerità,

con l'amicizia, devi essere diretta, dire la verità! A me non devi dirla!

Me la puoi dire ma confusa.

I fatti falli interpretare a me!

Grazie mille! Sta‘ zitta, no?

Se non sono corna, non sono corna!

Livia! E dai su!

- Grazie! - Prego, salve.

[Campanello]

Jackie 0', Rolla.

Rula! Lei chi è?

No, va beh!

Ta1ia De 1îberis.

Guardi, ho un appuntamento adesso.

Sì, ce l'hai con me l'appuntamento. Fammi entrare o faccio un macello!

[Panini] La cosa più interessante di questo racconto,

non è il tradimento, quello avviene spesso.

Credo, piuttosto, che sia il motivo

per cui lei è andata a casa di questa Escort Rula.

Perché?

Cosa l'ha spinta?

Sinceramente, la volevo picchiare.

Ho pensato: "Questa la sfondo!".

Chi sei?

Sono la fidanzata di uno che te sei scopata.

Questo.

Gianni.

Gianni?

Non si chiama Gianni?

No, non si chiama Gianni.

Si chiama Riccardo, Riky.

E siamo fidanzati da tre anni.

Tra un mese andiamo a vivere insieme,

ieri abbiamo scelto i colori della cucina.

E le tende, questa merda!

Mi ha detto che si era lasciato da poco dopo tanto tempo.

Perché, se sono fidanzati ti fai scrupoli?

“N:

Agli stronzi, però, faccio pagare 100 euro di più.

[Panini] Forse, c'è un aspetto Ta1ia, che ancora non abbiamo considerato.

Il fatto di essere lì,

dove il suo fidanzato aveva fatto sesso con questa ragazza,

la eccitava?

Dai, vieni qua, siediti se vuoi.

No, che siediti!

Io voglio andarmene il prima possibile, perché questo posto mi fa schifo.

Voglio solo sapere tre cose.

Voglio sapere, quanto è durato,

se vi siete baciati, e che avete fatto.

È stato qua una volta sola.

Ha detto che si chiama Gianni,

che fa il maestro di golf, che è bravo.

Un sacco di tornei, e...

sessualmente, non mi è sembrato granché.

Ho dovuto faticare.

Ma, perché uno viene qua da te?

Che gli manca?

Ma sai, qua vengono per divertirsi.

Sì, ma anche io sono divertente.

Che gli fai?

Lo so che ti senti umiliata.

Capisco come ci si sente.

Comunque i clienti me Ii scelgo tutti io, tutti ragazzetti carini, giusti.

Poi pure qualche brizzolato, alla Richard Gere, George Clooney.

E poi mia sorella ce l'ha fatta pure grazie a me.

Mia sorella è Lia, quella che ha vinto Amici.

- Stai scherzando? - Sì, lei!

La biondina col caschetto che ha vinto adesso?

- E tua son-Ma?

- È mia sorella! - Ma io l'adoro lei, è una grande!

- Quella di "Apriti Sedano"? - Sì, giuro!

Aspetta un attimo.

Prima può essere che l'ho vista entrare al cancello?

- Era lei? Era Lia, infatti! - Può essere!

Lei andava via e tu arrivavi, quindi sì!

È greve questa cosa.

Prima le pagavo l'affitto al Pigneto,

poi adesso ha vinto Amici quindi, speriamo bene.

Praticamente i soldi di Riky sono finiti ad Amici, pensa te!

Scusa.

' - No, ma di che? - E uscito questo scusa, prendilo.

L'ora della mignotta è finita.

È stato un piacere, ciao.

Ha un bel culo.

Mortacci sua!

[Panini] Non ha mai sentito una pulsione verso Rula?

Ok, siamo arrivati. Abbiamo trovato la soluzione.

Quindi, il mio ragazzo mi ha tradito perché mi piacciono le donne.

- Ok. - [sveglia]

- Può continuare se vuole. - No, assolutamente.

Ci mancherebbe, è finita l'ora. Davvero, nessun problema.

Gra1ie mille, dottoressa Panini. Arrivederci.

Ta1ia, aspetti!

Talia!

[chiusura porta]

[Tazia] Gianni?

Amore! Chi è Gianni?

- Che fai lettone? - Lettone di che?

Di golf! Non sei maestro di golf? Non hai lo swing migliore di Roma?

- Tata ma che dici? Ma stai bene? - Io sto benissimo!

Ho fatto un sacco di giri e ho tante cose da fare.

Sono passata a trovare una mia amica, si chiama Rula, non so se la conosci.

11 dice niente?

- Tata, ho fatto una cazzata. - Non mi interessa.

Il fatto che tu sei andato con questa,

peraltro una prestazione imbarazzante, me lo ha detto lei, è già perdonato.

Ti giuro, non me ne frega niente!

Quattrocento euro gli hai dato.

Ti ci potevi comprare il drive nuovo.

Hai pagato 100 euro in meno della tariffa dei fidanzati.

Ma non lo sai, giustamente!

Le hai detto che sei single e maestro di golf.

- Tata, ti prego. - Stai zitto!

Ma perché ti sei inventato queste cazzate?

Volevi mantenere l'anonimato?

Pensi che lei vada in giro a dire: "Sono stata con quello, con quell'altro?".

Come cazzo ragioni? Fa la mignotta, non la giornalista!

Pensa, hai fatto anche un'opera di bene con questi 400 euro.

Ti è andata di culo, un'opera artistica!

Hai contribuito all'affitto della sorella, al Pigneto,

che canta da paura e ha vinto Amici.

E le cure della madre. Ma che ti frega a te? Eh?

Non si chiama Rula, si chiama Roberta.

Tu sei andato lì, con quell'altro genio dell'amico tuo.

Avete fatto i fichi, i pavoni.

E invece sei soltanto un fagiano.

E il fagiano sta bene solo con la zucchina.

Avrò un sacco di difetti, caro Gianni, maestro di golf,

ma I'IOI'I SOIÌO una zucchina.

Tata, per favore.

Non fare le storie su Instagram che sei triste, perché ti blocco!

Allora, io ero convinta che palestra, cerette, dieta,

tutte queste cose le facevo per lui.

E invece, ho capito che le faccio per me.

Ciao, bello!

[musica ritmata]

[istruttrice] Per chi ci mettiamo in forma?

[allieve] Per noi!

Per chi stiamo sudando?

[allieve] Per noi!

Per chi li facciamo gli squat?

[allieve] Per noi!

Sì!

- [istruttrice] Per chi stiamo sudando? - [allieve] Per voi!

[suona "Leggera" di Levante]

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