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Non possiamo restare qui fuori.
Dobbiamo andare nel panico!
- Sirisco! - Oddio!
Riportaci in quella villa.
Il pazzo con l'ascia ci decapiterà.
Dovrei trasformare le braccia in spade?
- Basta! - Non lo so!
Se non ci farai rientrare, urlerò.
Non chiedete a me una soluzione, perché non ne ho!
- La cappella. - La chiave è dentro.
- Sciocco. - Non essere cattiva con me.
- Non meritartelo. - Alle stalle!
Le stalle puzzolenti?
Sono intollerante ai cavalli.
E al legno.
E non tollero la puzza!
Devo andare da mia moglie.
Devo salvarla.
Aspettate…
Ha lasciato lì sua moglie? Che razza di uomo lo fa?
Panfilo! Non potete…
Rischiate di cadere.
Cadete, Panfilo! Cadete!
Avete paura?
In realtà, no.
Appena vi ho vista, l'ho capito.
Che potevate prendermi?
Che volevate essere presa.
Continuate a salire, Panfilo.
Quando vi sfracellerete a terra, non proverò un briciolo di compassione.
- Zitta! Attirerete la loro attenzione! - Non zittirmi!
Fate un bell'urlo, allora. Vediamo…
Stiamo cercando di divertirci qui dentro.
Fermo! Intruso! Stupratore!
Panfilo.
Non vi siete schiantato al suolo come speravamo?
Avete visto quel bruto? Vi ha ferito?
- L'ho visto rientrare. - E vostra moglie?
Sa badare a se stessa.
Che marito.
A proposito, è stato un piacere incontrare il vostro.
Era la prima volta anche per voi.
Come vi è sembrato? Morto?
- C'era il dottore? - No.
E la mia fidanzata, la nobile signora Filomena?
Devo rivelarle una cosa che la sconvolgerà.
Non è una nobile.
- Cosa? - Filomena non era Filomena.
E allora chi era?
- Licisca. - La serva.
Dove siete stato?
Licisca era la serva e Filomena la nobile.
Si erano scambiate e sono state cacciate.
State dicendo che sono stato vittima di uno scambio?
- Siamo tutte vittime. Io soprattutto! - Perché ci hanno cacciati?
Beh…
Panfilo ha pensato che fosse un'ottima e lieta idea
invitare una banda di assassini satanici a casa nostra.
È iniziato tutto quando Pampinea ha finto di sposare
e di restare magicamente incinta del defunto padrone di casa!
Il punto è che siamo qui per colpa di Panfilo!
La signora Stratilia voleva chiedere perché ci hanno cacciati tutti.
Beh, siamo tutti qui
perché Sirisco ha profanato il cadavere di Leonardo.
Leonardo non era a Venezia?
Siete incinta?
Sì! Certo che sono incinta, mostro!
Allora chi è il padre?
Dobbiamo per forza rivangare il passato?
Ciò che è fatto è fatto.
Tutto questo casino è colpa mia!
Li ho portati io qui!
Ottima osservazione. È colpa tua.
Pensavo di avere un vantaggio.
Ma sono solo un idiota.
- Non sei un idiota. Sei solo stupido. - Proprio così.
Concordo.
Proprio stupido.
Dio, guardaci…
qua fuori al freddo…
senza cuscini.
Potete dormire sulle mie gambe.
Le tue gambe non sono cuscini.
Mi dispiace che non lo siano.
Vorrei che lo fossero.
Ci proveremo.
Non ho fatto lo spuntino serale.
Oh, fate silenzio.
Voi dovreste piangere più di tutti.
Vostra moglie è intrappolata in quella casa di assassini
e non siete riuscito a salvarla.
È buio. È così bu…
Oddio, non ti fermare.
Non posso credere di essere di nuovo qui. Non hai idea di cosa si provi.
Freddo, mendicanti moribondi,
gente che ama strangolare le donne.
- Siamo all'inferno, Licisca. È l'inferno! - Tu lo sei.
Dove ci ha portati quel tunnel?
Dovrei stare seduta davanti al fuoco coi piedi al caldo.
Dovresti avere ciò che desideri appena lo desideri.
Le tue idee su ciò che dovrebbe essere sono sempre utili.
- Dove stiamo andando? - Secondo te?
Ce ne torniamo a Firenze.
Adesso?
No, pensavo di restare qui
a vedere che creature se ne vanno in giro a quest'ora.
- Oh, mio… Smettila. - Non posso camminare al buio!
- Non costringermi! - Va bene.
Aspetteremo l'alba.
- Qui fuori? - Non possiamo tornare indietro.
Tu potresti. Da sola.
- Come fai a stare calma? - Non lo sono.
Sono terrorizzata. Ma, come sempre, le tue emozioni hanno la precedenza.
Stai esprimendo tu tutta la paura. Non ne rimane per me.
Ottimo. Il posto più buio del bosco.
- Non vuoi camminare, non vuoi fermarti… - Lo odio.
Odio tutto questo e odio te.
Fa i capricci. Fantastico.
Se tuo padre fosse qui, alzerebbe gli occhi al cielo.
Ci hanno cacciate perché ti sei spacciata per me.
- Ti ho salvato la vita. - È stata Misia a salvarmi.
Se non avesse parlato, non avresti detto nulla.
Avrei parlato… prima.
Stavo solo… aspettando il momento giusto.
Questo è il mio lato della caverna. Tu resta lì.
Va bene.
Perché dovrei venire lì quando il mio lato è molto migliore?
Guarda.
Un posticino soffice e comodo.
Che bello. Grazie per averlo smussato, troll.
Qui non ci sono troll.
Spero tu abbia ragione.
So che mi credi una nullità, come lo credeva mio padre, ma non è così.
Non l'ho mai detto,
e nemmeno lui.
Oh, il troll è tornato.
Io ti ammazzo.
Donna, è stata la peste?
Non uccide mai così in fretta, ma per forza.
Forse la malattia sta peggiorando.
È importante che restiamo tutti calmi.
- Prendete le cipolle! - No!
Dioneo, dove sei?
- Oddio! - Allontanati!
Dov'è l'uccello? Ce ne serve uno!
Datemi una cipolla! Una cipolla!
Le cipolle.
- Dammi la mano, Neifile. - Cristo!
- Ecco. - Oddio.
- Ti aiuto io. - No, ce la faccio.
Ci penso io.
Fa' come ti pare.
Andiamo in giardino. Non ti voglio in questa casa infetta.
- Sono stata qui tutta la notte. - Sì, lo so.
Sei tornata! Dov'eri andata?
Mettili qui.
Neifile, offrite una preghiera a Dio,
nostro salvatore, per aver ucciso i nostri nemici
e per averci protetti nel momento del bisogno.
No.
Non lo farò.
Non potete dire a mia moglie cosa fare. Non siete l'erede.
- Neanche voi. - Non c'è nessun erede!
Sì che c'è.
Cosa?
- Al mio segnale. - Non funzionerà.
Silenzio!
- Zitto. - Oddio.
Tre,
due,
uno.
Che cazzo fate?
Oh, mio Dio.
Non ci provare!
Oh, no! Oddio!
Più forte!
Ritirata!
- Avete visto il dottore? - Sono deluso.
Sì.
Sta bene?
Starà bene. Leghiamolo, presto.
- Misia, aiutami. - Ho da fare.
Cristo santo.
- Cosa? - Vi proteggo.
Dovevamo iniziare dalla violenza.
È l'erede della villa.
Sì…
lo è.
E merita rispetto.
Il massimo rispetto.
Misia, prendi la sua camicia.
La camicia…
Devi sbrigarti.
Signor Tindaro.
Riesco a sentirlo muoversi.
Calmiamolo camminando ancora un po'.
Il dolore lascia il segno.
Siete gentile a piangerlo.
Perché non dovrei piangere mio marito?
La mia piccola storia d'amore sembra essere finita.
Mi mancherà.
Dioneo, intendo.
Sì, piango anche lui, ovviamente.
Anche se era un farabutto.
Fanno bene a vostro figlio,
queste passeggiate.
Sono certa che senta molto la…
vostra dedizione.
E non la mia angoscia, spero.
Detesto quell'orribile uomo, Panfilo.
Incolpa chiunque tranne se stesso per questo guaio.
Mi ha attaccata più volte.
È stato patetico, no?
Sì, è patetico.
Come se non fosse colpa sua che quell'assassino ha invaso casa mia.
Non ho nessun alleato?
Non sono una vedova in lutto?
Nessuno mi capisce.
Forse tu sì,
fino a un certo punto.
Era buona?
Oh, sì… Era molto buona.
Ed era gentilissima e amava…
Viscontessa?
Vi prego, andiamocene da qui.
Torniamo a Firenze. Qui non c'è più niente per noi.
Forse come ultima risorsa.
Ma non temere.
Ho ancora una mossa da fare.
Non rinunceremo ancora alla villa.
- Ho mangiato solo rabarbaro per giorni. - Sì, ricordo.
C'è un gran disordine, nevvero?
La cucina.
Un ottimo posto per pensare.
Salve, Stratilia.
Anche tu qui per pensare?
Salve!
Salve.
Stavo pensando al mio medico ora morto, Dioneo,
e alle crudeli avversità della vita.
La mia stanza è sporca, Stratilia,
e mi chiedevo se potessi andare subito a pulirla.
Seduta stante, se m'intendi.
Ho bisogno di te.
Ho bisogno che tu mi chiami "maiale".
In privato.
Sono molto triste.
- No. Mai più. - Perché?
I nobili devono stare coi nobili, non coi servi.
Perché?
Sono al servizio del padrone di casa, che è morto. Lo capite?
Non avrei dovuto cominciare questa cosa.
Ho sbagliato.
- In tal caso, puoi andare. - Sto pulendo.
Allora me ne vado io.
Me ne vado.
E non mi sentirai più iniziare a formulare un pensiero o finirne uno.
E sarà davvero una grande perdita.
Non guardatemi!
Vi serve qualcosa? Sicuramente non ce l'ho.
Non mi serve nulla.
So badare a me stessa.
Ci lasceresti soli?
Volete che vi lasci soli?
- Lei resta. - No, non può.
No, infatti.
- Come stai? - Sto bene.
Beh, ho un piano per Ruggiero.
Il tuo ultimo piano, portare qui quegli uomini, non ha avuto un lieto fine.
Non sembri triste.
Senti, non parliamo del passato, va bene?
- Mi serve il tuo aiuto. - Con il tuo piano?
La peste non durerà per sempre, non importa cosa pensi Ruggiero.
Quando finirà, la villa potrebbe essere nostra.
- È di Ruggiero. - A lui non importa.
Pensa che il mondo finirà.
Voglio convincerlo a darcela.
- Non gli piaci. - Ma tu sì.
Non è vero?
Dobbiamo trovare la strada.
Meglio non passare per la strada. È piena di cose orribili.
Ripercorreremo i miei passi tra i campi.
Questo tragitto è scolpito nella mia anima.
E tu adori seguire le incisioni della tua anima.
Va bene. Per una volta, guidaci tu.
Non hai idea di come sia stato.
Sai cosa ho ricordato ieri notte?
I principi che hai abbandonato?
La perfida Vitrucchia.
- Non credevo in lei. - Invece sì.
Ti dico di no.
"Vitrucchia, Vitrucchia, il diavolo ha maledetto il tuo nome."
Poi soffiavamo sulle candele e aspettavamo.
Non ci rubò mai i denti per insaporirci la zuppa.
Non importa. Ci spaventava sempre a morte.
Mi hai fatto morire di paura ieri notte con quei troll.
Sì, lo so. Anch'io mi sono spaventata.
Ti ho quasi svegliata per avere compagnia.
Ma non l'ho fatto.
Brava. Non sono qui per tenerti compagnia.
Non siamo amiche, stupida.
Lo so.
Guarda, un albero di limoni.
Sono un genio.
È marcio.
Oddio.
Ehilà.
Il mio medico deve ricevere una degna sepoltura,
lontano da quelle canaglie e prostitute.
Davvero?
Dioneo era amico di un grande nobile.
Che ha anche avvelenato.
Avvelenatore, amico…
È la stessa cosa.
Ma davvero?
Dammi la pala.
Sono davvero un brutto maialino.
Anch'io.
Sei tu.
Stavo facendo i miei esercizi.
Silenzio…
brutto maialino.
- Fantastico. - Siete patetico, debole, uno sciocco.
Le tue labbra…
sono fantastiche.
Schiaffeggiami.
Più forte.
Sporco maiale.
Sei bellissima.
Ti odio.
Avido signorotto idiota.
I vostri uomini sono morti.
Davvero?
Alcune di quelle puttane sembravano un po' sudaticce.
Calandrino, giusto?
Ti dispiacerebbe slegarmi e portarmi del vino?
Il mondo ha il fetore dell'inferno.
Cibo in carestia e in siccità.
Questo è…
Benevento.
I seni?
Pesche avvolte nella seta.
Bene.
…di Benev…
Barbato di Benevento.
I gioielli.
Barbato.
Benevento.
Benevento.
Ciao.
Ciao.
Barbato…
- Ehi! - Calandrino, fammi entrare.
No, non farlo.
- Sono la padrona di casa, Calandrino. - No, non lo è.
- Neanche lui. - Lei ancor meno di me.
In che senso? Spiegate, per cortesia.
Per carattere, spirito, onestà e avversione alle bugie.
Siete brava. Calandrino, insisto.
- Ma vi sentite? "Insisto"? - Ma vi sentite?
Avido avvoltoio.
E questo copricapo? Sembrate uno scoiattolo!
- Voi… - Stupida donna.
Afferrale il vestito, Neifile.
- Non… - Buona fortuna.
- Buona fortuna. - È seta veneziana, mostro!
- Lasciate subito queste stanze. - No.
Sì!
Non è la padrona di casa!
Posso aiutarvi?
Non sono in vena di un tête-à-tête.
Va bene. E allora, che ne dite…
di una proposta?
Una proposta?
Sposatemi in cambio della libertà.
Potete reclamare la villa come vostra, con me al vostro fianco.
E io posso offrirvi una ricca dote.
Parleremo solo durante i voti nuziali.
Ma preferirei non parlare affatto.
Dividiamo la villa a metà. Voi da una parte e io dall'altra.
- E il bambino? - Diremo che è vostro.
E non parleremmo mai?
- Insisto. - Perché vi siete truccata?
Il vostro destino è nelle mie mani.
Il mio destino è anche il vostro,
come quello di Stecchi, Bruno, Lorenzo,
dei miei amici e dei miei nemici.
- E anche delle puttane, immagino. - Se lo meritavano.
Non mi interessate affatto.
Siete un donnaiolo.
Non ci sto provando.
Sono solo sincero. Voi siete insulsa e vecchia.
Aspettate il bastardo di qualche poveraccio.
Sirisco?
Ma, soprattutto, avete un carattere orrendo.
- Leonardo non vi avrebbe mai sposata. - Certo che sì.
Che impudenza da parte vostra pretenderlo.
Anche se capisco perché bramate solo l'amore.
Ma non l'avete mai avuto, e non lo avrete mai.
Non perché non siete bella. O meglio, non solo per quello.
Ma perché siete una patetica moralista egoista.
Tutte le persone che sono nella villa vi disprezzano.
E di certo era così anche a Firenze.
Ogni uomo che vi incontrava capiva subito
che eravate una megera, secca come un manico di scopa, e scappava.
Quindi, in risposta alla vostra proposta,
preferirei scoparmi un roveto che il vostro corpo arido e disperato.
Preferirei marcire qui e aspettare che la peste ci uccida
che avvicinarmi a voi.
La mia risposta è no.
- State facendo… - Mi avete sentito. Ora andate.
Sono troppo stufo della vostra faccia floscia per parlare.
Cos'è successo?
Che gli avete detto?
Panfilo. Neifile.
Posso aiutarvi?
Cosa vi ha detto Pampinea?
Vuole che la sposi in cambio della mia libertà.
- E cosa le avete detto? - Che ci avrei pensato, ovviamente.
- O avete un'offerta migliore? - In realtà, sì.
Nominateci amministratori.
Voi e vostra moglie?
Sì. La villa è vostra.
Ma non vorrete passare quel poco tempo che vi resta
qui senza i vostri amici.
Gestiremo la tenuta in vostra assenza.
Se tornerete, vi faremo trovare la birra della casa.
Sapete che ci ho fatto sesso? Non vi dà fastidio?
È successo qui. Forse si sente ancora l'odore.
Non lo infastidisce che abbiamo fatto l'amore?
Non ti dà fastidio?
Sì.
Ma non sono qui per questo.
- Sono stata una buona moglie. - E io non sono stato un buon marito?
- Ci sono cose di cui non parliamo. - Parlatene, per favore.
Hai detto che Dio aveva mandato Dioneo.
Mi hai mentito su Dio.
- Sei stata con un assassino. - E tu sei stato fedele?
Che mi dici del calzolaio? E di te e Lord Petti?
Quelle erano…
attività fraterne.
- Mi credi una bambina. - Perché, secondo te?
Hai rubato il dito del Cardinale. Sei caduta in un pozzo.
Non mi ami così come sono?
Certo che ti amo.
Sei la mia compagna.
Sei mia amica.
Sei mia moglie.
Ho dei difetti, certo.
Non dei difetti, delle diversità.
Ma cerco di sopperirvi, no?
Non avevo previsto di parlarne davanti a un estraneo.
Non ne avresti mai parlato.
Avresti mentito e basta.
Quando ti ho vista con Ruggiero…
Ci avete visti? Quale parte?
Silenzio!
Quando ti ho vista…
ero felice di vederti felice.
Mi dispiace di non averti resa tale.
Va bene, lo farò.
Potete gestire la tenuta.
Anzi, potete averla. Firmerò tutto ciò che vorrete.
- Cosa? - Sì.
Chiamate pure un notaio.
Sapete,
quello che c'è tra voi è una specie di vero amore.
Voi e quell'uomo elegante.
Godetevelo finché ce l'avete.
Giusto.
Volete slegarmi e fare sesso?
O potete lasciarmi legato e…
No.
Grazie.
State bene, Neifile?
Vi vedo pallida.
Sto bene.
È un peccato.
Che liberazione, eh?
Dirci cose che non ci eravamo mai detti.
Sì.
Mi sento…
libero.
- Ha accettato! - Cosa?
Davvero?
Amore mio, ti prometto che,
nel prossimo capitolo della nostra vita insieme…
non lascerò nulla di inespresso. Sei la mia migliore amica.
- E tu il mio. - Ti meriti la mia onestà.
E tu la mia.
Cominciamo.
Lui è morto e io sono vivo.
Mi sembra sbagliato, ma ho imparato a non fidarmi dei miei sentimenti.
Sirisco, scolpisci una grande statua di Dioneo e mettila qui.
Sulla base, incidi…
"Dioneo di Genova.
Ha soddisfatto migliaia di donne sessualmente".
Gli piacerebbe.
E aggiungi:
"Ma non ha mai trovato l'amore".
È troppo crudele?
Fermati a "sessualmente".
Un uomo dall'anima imperfetta in un corpo fallace.
Non sono niente.
Non è vero.
Voi siete tanto.
Non ho niente.
Non ho nessuno.
Avete me.
Ho te.
Sei sempre stata mia amica.
Mi vuoi bene?
Certo che sì.
Ti voglio bene, Misia.
Anch'io, Viscontessa. Anch'io vi voglio bene.
Certo.
Tu hai perso la tua amata,
e non l'abbiamo pianta.
- No. - Non abbiamo pianto la tua Parmena.
Mi dispiace.
Mi dispiace.
- Non fa niente. - No.
Non importa, Viscontessa.
- Tranquilla. - No, mi dispiace tanto.
Potremmo farlo adesso.
Cosa?
Da questa parte. Questo ramo mi sembra familiare.
Continui a ripeterlo. Perché non abbiamo trovato la strada?
Pensi proprio che sia un'incapace, vero?
Sì.
Visto?
L'hai trovata mentre venivi alla villa?
No, ma ho comunque il merito di averla trovata ora.
Ehilà?
- Salve. - Salve.
Salve, viaggiatrici. Come state?
Abbiamo fame. Il mio stomaco si sta mangiando da solo.
Perché non entrate? Stavamo per cenare.
- È molto gentile da parte vostra. - Figuratevi.
È bello avere compagnia.
Mario, abbiamo ospiti!
La vostra capanna è incantevole.
È incredibile che resti in piedi.
Come siete generosa.
È solo un brodo, ma vi riscalderà.
- È perfetto. - Mi godrò ogni singola goccia.
Venite. Gli altri stanno aspettando.
Che buon profumo.
Mario, non essere scortese. Saluta.
Oh, mio Dio.
- Che succede? - No.
Cosa…
- Oh, mio Dio. - No.
- Aspetta un attimo. Oddio. - Oddio.
- Sono morti! - Via.
- Indietro. - Oddio.
- Sono tutti morti! - Indietro!
- Mario! - Che accidenti sta succedendo?
La zuppa è buona, però!
È stato un piacere!
Voglio chiudere gli occhi e non vedere. Voglio vivere e basta.
È stato orrendo. Ma almeno abbiamo mangiato.
Cosa?
Filomena, grazie al tuo piano di evitare la strada,
siamo qua fuori con i pazzi e i morti.
La strada, per sua natura, è infallibile. È una linea che ti porta a destinazione.
È colpa tua.
Hai fallito.
Come osi?
Se non mi avessi spinta giù dal ponte…
- Potevi darmi il pane! - Ci risiamo…
Ma no, devi comandare sempre tu.
Padrona del pane, padrona mia!
Torno a Villa Santa.
Dal tizio con l'ascia e dai suoi amici
che ci hanno detto di sparire o morire? Astuto.
Ho una vera amica lì, Misia.
L'unica amica che abbia mai avuto. La mia prima amica.
La tua prima amica? Questa è bella.
Cosa significa? Non avevo mai avuto una vera amica prima.
- Oh, Signore. - Che c'è?
Me! Avevi me!
Siamo state amiche fino ai 12 anni quando, non so perché,
mi hai rapata alla festa di San Michele.
- Non è vero. - Invece sì.
Hai portato i capelli a Lauretta e Violetta
e non sei più stata mia amica.
- Doveva succedere. - Perché?
Ho scoperto che eri la mia serva.
Tuo padre non era così.
Era gentile.
Sei sempre stata più simile tu a lui.
Tu credi?
Sì.
Allora…
non potevi essere mia amica,
ma puoi essere amica di Misia.
Qual è la differenza?
Non lo so.
Ma so che il sole sta per tramontare, e non voglio ritrovarmi qua fuori al buio.
Non sei sola, stavolta.
Sei con me.
E Vitrucchia.
- Era lei. - Non dire così.
Ci facciamo strada tra le radici
Che indicano il tumulo dov'è
Finché non siamo che sfalci
Della terra
Il vento disperde i nostri corpi
Sparsi nello spazio che c'è
E li restituisce con cautela
Alla terra
- Grazie di avermi permesso di onorarla. - Grazie di avermi fatto partecipare.
Amiche?
Amiche.
Le amiche si consolano a vicenda. Cosa ti consolerebbe?
Vorrei andarmene e non tornare mai più.
Forse sarebbe meglio.
Così Ruggiero potrà fare i suoi comodi.
Mia cara amica,
mia vera amica…
sempre con me.
Sì.
Cosa c'è?
Mi aiuteresti con una cosa?
Bene, devo andare a badare ai maiali.
Non seguitemi.
- Posso aiutarti? - No.
Perché? Sono forte. Ma questo lo sai già molto bene.
No. Abbiamo condiviso dei momenti,
ma io ho la mia vita e voi la vostra. Manteniamo le distanze.
Come sta la tua triste padrona?
Lei…
vuole che vi uccida…
così niente le impedirà di avere la villa.
Beh, è un peccato.
Non voglio farlo.
Questo posto non ci porterà nulla di buono.
E, se vi uccidessi…
Cosa?
…non sopravvivrei.
Allora non farlo.
È la mia padrona.
Cosa dovrei fare?
Darti la mia benedizione?
Lo fareste?
Mi stai chiedendo il permesso di uccidermi,
ma non sono io l'erede.
Molto bene.
- Hai sentito? Non sono l'erede. - Bevete.
- Solo un po'. - Non sono l'erede, non…
Bel piano.
Credevo fosse veleno.
Lo immaginavo…
Non sono io l'erede.
Cosa?
Spostatevi.
Non sono io l'erede.
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