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Original subtitles

Girate.

Per quanto dovrò fissarlo?

Più a lungo lo guarderete, più il bambino assorbirà la virtù di Leonardo,

il suo ingegno, il suo coraggio e la sua bellezza.

Posso sbattere le palpebre?

Non credo che condizionerebbe l'esito.

Che sollievo.

L'odore del maiale mi farà vomitare.

L'odore del maiale la farà vomitare.

Potresti preparare del porridge con uva passa e cannella?

Subito.

Ti aiuto.

E preparalo con amore.

E se la madre guardasse una persona poco attraente?

Ovviamente, anche il bambino lo sarebbe.

Meglio stare lontana dal signor Tindaro, allora.

Sto cercando di leggere.

No, non avevo finito.

Le mie scuse, amore mio.

- Seguite i miei occhi. - Si spostano velocemente.

Abbassate la voce, per favore.

Si sa che le orecchie sono la prima cosa che si sviluppa.

Posso andare in giardino

per poter parlare a voce alta e dire ciò che voglio?

Dobbiamo stare insieme per stimolare il cameratismo nel bebè.

O preferireste andare a Firenze?

Di certo ai cadaveri non darà fastidio la vostra voce.

Mettete il braccio intorno al libro per non coprire il testo.

Certo, trasformerò subito i miei gomiti in cerchi.

La Viscontessa ha chiesto silenzio.

Non è chiedere troppo.

La vostra incompetenza è nauseante.

Chiedete a colui con cui non parliamo un tonico per lo stomaco.

Alla pera.

O al miele. Basta che non sia all'albicocca.

Niente albicocca.

Un tonico alla pera per il signor Tindaro.

Aspettate, Filomena.

Potreste darmi il tempo di spiegare?

- Non ho tempo per uno come te. - Il mio esilio è solitario.

Non parlate con quel ciarlatano. Portatemi la medicina!

Forse è veleno.

Basta così.

Cosa vuoi?

Volevo solo vedere come stavate

e se voi e lui o lei avevate bisogno di qualcosa.

Ciò di cui lui ha bisogno non è affar tuo.

Perdonatemi, ma lo è.

Un figlio di Leonardo sarebbe come un figlio per me,

soprattutto questo.

Non è affatto vero.

Non c'è nessun legame.

Vattene e smetti di esprimerti con quella voce roca.

Stai coprendo mio marito.

Avevamo detto basta con gli abiti da lutto.

Ti avevo preso quello color lavanda, con le perline e un po' di… colore.

- Sono in penitenza. - Non hai commesso peccati.

Avrei commesso il peccato della lussuria se Dio non avesse rimosso la tentazione.

Ancora il rabarbaro?

È l'unico rimedio per la mia implacabile lussuria.

Sei stato fin troppo gentile con me,

e anche io con me stessa,

tranne che in una zona del mio corpo,

che richiede sempre più forza.

- Oh, mio Dio. - Non nominare Dio invano!

Scusa.

Altro rabarbaro.

Il rabarbaro non cura la lussuria. Suggerisco il coito con vostro marito.

Silenzio, serpe.

Non hai più potere su di me.

Serpe a me?

Sapete che Panfilo mi ha pagato per salvarvi?

Cosa?

Dio non mi ha parlato. Ha inscenato tutto vostro marito.

Chi è la serpe ora?

Cos'è stato? C'è qualcuno?

Banditi?

Non annuncerebbero il loro arrivo. Non sarebbe strategico.

A meno che non abbiano studiato

il piano dei Romani alla battaglia di Pidna.

Quello sarebbe strategico.

Abbiamo sottovalutato il nemico!

Benvenuti!

- Era ora. - Ne varrà la pena.

Il regno di Pampinea giungerà al termine. E ha dei capelli favolosi.

Il più vecchio amico di Villa Santa. Benvenuto.

È davvero un piacere vedervi, padrone. Temevo non aveste ricevuto la mia lettera.

Ruggiero, ecco uno degli stimati ospiti di Leonardo.

- Panfilo della Casata… - Solo Panfilo.

Benvenuto. Sirisco parla molto bene di voi.

Un piacere. Loro sono i miei amici:

Bruno, Lorenzo, Stecchi e il Bardo, di cui non ricordo il nome.

- Giovanni. - Dov'è il vecchio pervertito?

Ci sono brutte notizie su Leonardo…

- Non è qui. - Come, prego?

È a comprare del vetro a Venezia. Sta rimodellando la cappella.

L'interno risaliva all'epoca del Papa Gregorio.

Quindi, mi invita a casa sua e parte prima che arrivi?

Sì.

Dovremo prosciugargli la cantina per dare una lezione a quel furfante.

Sì.

Villa Santa!

Venite, prego.

- Signore. - Signore.

Loro sono gli altri ospiti di Leonardo.

Signore e signori, lui è Ruggiero, cugino di primo grado di Leonardo,

nonché nuovo ospite di Villa Santa.

Quanti bei faccini! E così baciabili! Perché così malinconici?

L'orrore senza fine della peste rende tutti un po' tristi.

Tristi? Siete vivi, giovani, belli e a Villa Santa!

Dovreste festeggiare.

- Sirisco, da bere. - Sì.

Sono d'accordo. Anche per me.

Forza.

Siete il cugino di Leonardo?

Beh, i nostri padri erano fratelli,

quindi vedete voi.

Quindi, siete cugini?

Che bella sorpresa.

Sono Pampinea, la moglie di Leonardo.

- È un onor… - "Moglie"?

Sì. Io e Leonardo siamo sposati da un mese.

No, non ci credo.

Beh, dovreste, perché è vero.

Leonardo si è ammogliato. Non pensavo sarebbe mai successo.

La peste deve aver lanciato un incantesimo su tutti noi.

- L'avrà spinto a pensare al suo futuro? - Senza dubbio.

E ne avrà uno,

dato che sono incinta di suo figlio.

Beh, congratulazioni.

Che notizia meravigliosa!

E chi è questa fanciulla adorabile

vestita tutta di nero come se piangesse il mondo?

Non c'è tempo per il lutto, tesoro.

Mi vesto di nero perché ho peccato.

Anch'io ho commesso uno o due peccati, a dirla tutta.

Indietro, uccellino lussurioso.

È venuto dalla strada.

Potrebbe aver portato la peste.

Vi assicuro che siamo tutti forti e in salute.

Perché dovremmo fidarci?

Qualcuno che è contagiato dalla peste potrebbe fare questo?

- Chi diavolo siete voialtri? - Io sono Mis…

Io sono il grande Tindaro della Casata del Marchese Peralto.

E questa bella fanciulla?

È la mia fidanzata, Filomena. Ignoratela.

Può mettersi dietro l'arazzo.

Ora che l'ho guardata, non voglio smettere.

Filomena, vero?

- Sì… - Sì.

Anche mio padre, Eduardo, era un cugino di Leonardo.

Eduardo?

Siete di famiglia.

In tal caso, vi prometto che non andrò a letto con voi.

Sirisco!

Servi i salami buoni e i liquori più pregiati.

Questa sarà una serata da ricordare.

- Sì! - Una festa!

È un'idea meravigliosa. Non posso credere di non averci pensato.

Siete un vero genio.

Sirisco!

Stratilia!

Preparate una festa per gli ospiti!

Venite, amici! Viviamo finché il mondo gira ancora

e godiamoci ogni momento,

perché, come si è visto, potrebbero essercene ancora pochi.

Suona, Bardo!

Venite, amici.

- Misia! - Dov'è il vino?

Dov'è il vino, vecchio?

Basta.

- Sciocco! Sei stato tu. - Sì.

- Puoi ringraziarmi in anticipo. - Ruggiero?

È ciò che ci serve.

Forse scordi che ci sono in gioco le nostre insignificanti vite.

L'hai forse dimenticato?

No, la mia memoria è ottima.

Perché ci state mettendo tanto? Dovete tagliare le cipolle.

Attenta a come parli, cuoca, o Misia lo dirà a Pampinea.

Sei già fortunata che ti aiutiamo a cucinare.

Non so perché, ma non mi sento fortunata.

Beh, lo sei.

Cristo santo, no.

Prima piedi e testa dividi e poi la sventri finché non la uccidi.

- Barbarico. - Dovresti vedermi con i cetrioli.

Non so come avrei resistito senza di te.

Neanch'io.

Sei chiaramente la serva più incompetente e scorbutica che abbia mai incontrato.

È vero.

Per fortuna, la signora Filomena è molto indulgente.

Se sentirò un'altra persona chiamare quella donna Filomena,

incasserò la testa nel collo e rotolerò come una palla.

Come?

- Vuoi sapere una cosa bizzarra? - Certo.

- Seguimi, forza. - Torno subito. Scusa.

Tranquille, non c'è problema.

E io sono il re di Sardegna,

e ho una lunghissima coda che uso come sedia.

No, l'hai detto anche tu. Non so come fare la serva.

Sono e sono sempre stata una nobildonna.

Licisca è un'imbrogliona.

- Ciò che dici non può essere vero. - Perché?

Perché che una serva si finga la sua padrona è…

È un crimine contro Dio.

No.

No, questo… Questo è un guaio.

- Un brutto guaio! - Che…

Perché me l'hai detto? Perché l'hai detto a me?

- Perché… - Perché siamo amiche.

E mi serve il tuo aiuto.

Pampinea riesce a percepire la mia naturale superiorità.

Con il tuo appoggio, mi accetterà per chi sono davvero,

e rimanderemo Licisca in ginocchio a Firenze.

Non puoi farlo. La signora è molto debole.

E molto imprevedibile.

E, inoltre, non ti crederà mai.

E tu non sei sua amica, ma solo la sua serva.

Non sono la serva di nessuno.

Sono una nobile, e ho deciso.

Licisca…

Io mi chiamo Filomena.

Leonardo era seduto sulla panca, capite?

Era ubriaco da dieci giorni o giù di lì.

E c'era una donna che allattava al seno il figlio.

Così Leonardo si rivolse al bambino e chiese:

"Ehi, quando tocca a me?"

Sì, mio marito ha un provocante senso dell'umorismo.

È una delle sue doti.

È un vero peccato che non possa essere qui.

Eccome.

Siete un ottimo narratore.

Ditemi, dove vi siete conosciuti?

Li incontravo sempre, in ogni bordello che visitavo.

Già. Il vigore del vecchio ci ha colpiti.

Beh, che posso dire?

Amo fare l'amore, e lo faccio spesso…

Sì!

…e molto bene.

E poi abbiamo assunto il Bardo.

La musica ci allieta in questi tempi difficili.

Non mi lasciano andare.

Non ricordo. Come avete conosciuto mio cugino?

Anch'io sono suo cugino. Di terzo grado da parte di madre.

Per secoli, le nostre famiglie hanno posseduto tenute attigue in Toscana.

Il vostro nome mi sembrava familiare.

Siete Panfilo, della Casata di Lungarno.

Ecco perché vi nascondete qui.

Parlano tutti della vostra famiglia, dato che avete perso tutto

e avete molti debiti con persone molto potenti.

Conosco molta gente a Firenze

che vorrebbe vedere le vostre teste mozzate.

State parlando dei Lungarno,

con la G dura?

È un'altra famiglia. Noi abbiamo la G dolce.

Non è vero.

Sta mentendo.

Mio marito è un bugiardo, se non l'avete già capito.

Interessante.

Hai bevuto abbastanza, cara.

Io non credo, caro.

Ecco qua.

Falla assaggiare a tutti.

Se questa è la birra di Leonardo, ha un sapore ineguagliabile.

E voi, dottore? Volete della birra?

Mi piacerebbe, amico mio.

No. Lui non può bere niente.

Non si tratta così un uomo

che ha lavorato sodo per salvarvi dalla peste.

Quell'uomo mi ha avvelenato.

Chissà come mai.

Dioneo, torna subito nella tua stanza.

Oh, io credo che resterà qui.

Che ne pensi, Lorenzo?

Il dottore resta!

Il dottore resta!

Io…

Molto bene!

Godetevi l'avvelenamento!

Andiamocene, Filomena.

- Credo che resterò anch'io. - Ovviamente.

Siete di famiglia, dopotutto.

Dove siamo? Nel nono girone dell'inferno?

È quello dei traditori.

Qualcosa non va.

Non ce la faccio… Il mio cuore…

Credo che l'abbiate devastato.

- No! - Dottore!

- Sta per piangere! - Dottore.

Dottore, per favore.

- Non è buffo? - Grazie.

A Leonardo.

A Leonardo!

A Leonardo!

Ebbene, signori,

tutto questo è tremendamente divertente,

ma, in questa casa, vorrei che vivessimo secondo le regole di una società civile.

Altrimenti, non saremmo che bestie.

Le mie scuse, Viscontessa.

Fate bene a condannare la nostra brutalità.

Ma devo dire

che Leonardo è molto fortunato

ad aver conquistato una donna così virtuosa

dopo una vita vissuta nella depravazione.

Una volta, trascorsi qualche giorno con Leonardo a Pisa

e, nel giro di tre notti,

lo vidi, o meglio lo sentii, avere rapporti carnali con una dozzina di donne!

Molte erano puttane e spesso erano in gruppo,

ma è comunque un bel numero per un tizio così brutto.

Ricordo ancora come sbuffava mentre ci provava con la tredicesima.

Sì, gli uomini sono sfrenati quando sono più giovani.

Ma vi assicuro che, da quando lo conosco, è stato un esempio di virtù.

Non ne dubito. È molto fedele, Viscontessa.

Ma non mi sorprende che sia andato a comprare il vetro per la cappella

dopo la consumazione del matrimonio. Vedete, Viscontessa,

Leonardo ama le cappelle.

Se volete scusarmi.

Non mi sento molto bene.

Con permesso.

Bardo! Una canzone per rallegrare l'atmosfera!

C'era una volta di amici un gruppo bello

Che catturò un bardo di Civello

Chi viveva nell'agio Combatté il contagio

E salvò il bardo Dio, ti prego

Lavorerò nei campi

Vi prego, aiutatemi.

Ben detto.

Aiutatemi.

Non prendetevela, Viscontessa.

È un cretino zoticone. Non è degno di stare al vostro cospetto.

Una dozzina di puttane? Da Pisa?

Avete mai visto una pisana? Hanno le braccia piene di peli.

Non è vero. Quella iena direbbe di tutto per una risata.

Sì, voleva farvi innervosire.

È intimidito dalla vostra virtù.

- Davvero? - Sì.

È un bambino impaurito

che deve spaventare gli altri per sentirsi uomo.

Non fatevi intimidire. Voi siete la padrona di casa.

Grazie, Licisca.

Non so cosa farei senza di te.

Viscontessa, c'è una cosa di cui vorrei parlarvi se…

È una questione privata.

Misia?

Lasciaci sole, per favore.

Mi è estremamente attaccata, come una cozza allo scoglio.

Misia!

Mi volete laggiù?

Dicevi?

Che bello.

Già.

Era di mia madre.

Ricordate la sera che sono arrivata?

Ho detto la verità.

Non sono mai stata una serva finché non sono giunta a Villa Santa.

La mia servitrice, Licisca,

mi ha attaccata e mi ha lasciata in un fiume a morire.

Io sono sopravvissuta,

ma, quando sono arrivata qui,

vi aveva già ammaliati per farvi credere che fosse lei la nobile.

Ero così terrorizzata all'idea di restare fuori da sola

che ho accettato la farsa.

Ma sono io la signora Filomena.

Sono la figlia di Eduardo di Firenze.

Perciò chiedo a voi, mia amica e nobildonna mia pari,

di aiutarmi a spezzare il malvagio incantesimo di Licisca

e a ridarmi il posto che mi spetta.

Misia!

Aiutami!

Oh, Misia, il bambino sta avendo una crisi.

Oh, no. Qualcosa deve averlo sconvolto.

Su, su, padrona.

Il tulipano e il melo

Erano tranquilli nella radura lì sotto

Poi dal lontano cespuglio di more

Volò un passerotto…

Io…

Ha bisogno di quiete.

Il tulipano e il melo…

Grazie, Misia. Mi sento rinata.

Torniamo di là.

Stupido…

Signor Tindaro, state bene?

Quelle scale non sono ben illuminate.

- Serve una lampada. - Sembrava fosse caduto un ponte.

Non fare commenti sulla mia pesantissima caduta.

Mi sento già male così.

Sto male!

Preparami subito un rimedio per le vertigini.

È una cucina, non una farmacia.

Ci sarà qualcosa. Usa le tue conoscenze da contadina.

Come fanno i poveri?

Spremiamo dell'aglio nel succo magico dei contadini.

Se pensi che mi sarà d'aiuto, lo proverò.

Potresti metterci degli aromi? Una volta mangiai dell'aglio crudo

e non mi piacque.

Spremi!

Sento un'altra ondata di vertigini.

Forse, in assenza del dottore,

potreste cercare conforto dalla vostra fidanzata.

È la peggiore di tutti.

Dovevate vedere come mi scherniva e incitava quegli uomini.

Le ho dato il mio cuore, e lei l'ha calpestato.

È malvagia, come tutte voi donne.

L'errore più deprecabile di Dio. Ha maledetto il mondo quando vi ha create.

Oddio, mi gira ancora la testa.

Oh, Dio misericordioso,

perché devi torturarmi così?

Perché hai scelto me per questa vita di dolore e umiliazione?

- È davvero ingiusto. - Oh, mio Dio!

La vostra vita è ingiusta?

Non vi è mai mancato nulla tranne l'affetto di una persona,

dato che stare con voi

è incredibilmente snervante e noioso allo stesso tempo.

Starvi vicino è un inferno. Ecco perché Dioneo vi ha avvelenato.

Non mi piace come parli. Non parlare.

Decidete voi chi parla? Chi ve ne dà l'autorità?

Ho molti diplomi.

Come osi parlarmi così?

Chiedi subito scusa!

Altrimenti?

Che cosa farete?

Esatto.

Un bel niente.

Perché siete solo un patetico ragazzino spaventato.

Come possono le donne rovinarvi la vista se i vostri occhi vedono solo voi stesso?

Non siete un uomo.

Siete un codardo.

Un verme.

Dovrei fare un favore a tutti e schiacciarvi

come il verme codardo che siete.

Mi fate schifo.

Hai ragione. Sono un verme.

Un verme disgustoso.

Silenzio!

Bevete!

Tutto bene, Viscontessa?

Tutto bene.

Non so che cosa volete.

Guardate, amici miei.

- Cosa? - Amici.

Mi dispiace. La signora è volubile.

Lascia stare.

Posso dirti una cosa che potrebbe tirarti su?

Ho messo l'aceto nel bicchiere di Licisca.

- Amici. - Cosa?

Amici.

Quasi.

Mira alla narice.

In piedi!

In piedi!

- Magnifico! - Sono ancora qui!

Evviva!

Vorrei fare un annuncio.

E quello lo consideri un annuncio?

Evviva!

Bruno!

Va bene, no, io…

Amici, avrei un annuncio da fare. Ho una cosa da dire.

Sì!

Famiglia!

Anch'io avrei un annuncio.

Io odio mio marito!

- Sì! - Buu!

Io amo questa villa!

Sì!

Ora vorrei fare io un annuncio.

È piuttosto tardi, no?

Sì.

Come passa in fretta il tempo quando si è in lieta compagnia.

Forse dovremmo andare a letto.

Ho un annuncio.

No.

Concordo con l'attraente dottore.

Bardo, un saltarello!

Balliamo finché siamo ancora vivi

e le mie anche sono ancora mobili.

Più veloce.

Più veloce.

Sì!

Spostiamo altrove i festeggiamenti.

Sirisco, andiamo nel salotto di Leonardo.

Cosa? La villa non ha un salotto.

Già, non ce l'ha.

Oh, sì che ce l'ha.

Venite, amici miei.

- Venite. - Di qua!

Da questa parte.

Leonardo non lascia venire qui gli ospiti,

ma, dato che siete voi, Ruggiero, faremo un'eccezione.

Ma certo.

Che birbante.

Sì.

Oh, Leonardo.

La grandezza della foglia di fico è un po' esagerata.

Lo saprete meglio di me.

Che cos'è?

Non vi è familiare?

Beh, è un peccato.

Panfilo, vi siete risparmiato con lei.

No, voglio dire…

questo.

Questa stanza?

Questa è la perla di Villa Santa, il salotto di Leonardo.

Siete una peccatrice, giusto?

Se siete in vena di peccare…

qui potrete farlo a volontà.

Signore e signori, riempite i bicchieri.

È ora di fare un gioco.

Che tipo di gioco?

- Passatella! - Passatella!

Passatella!

Passatella!

Solo un po'.

Spero di stare dalla sua parte.

Aspettate.

So che pensate a me.

Cosa.

So cosa pensate di me.

E per settimane volevo…

Ho provato a dirvi che vi sbagliate, che le mie azioni erano giustificabili.

Sono un gentiluomo e un ottimo dottore.

Ma la verità è che…

sono un ciarlatano.

Ma voglio essere migliore.

Davvero. Per essere degno di voi.

Promettimi che, quando saremo all'inferno,

verrai a cercarmi.

Sembra divertente, no?

Immagino di sì.

Immaginate di essere così libera.

Vivere senza vergogna o paura di commettere dei peccati.

E non possiamo farlo?

- Vivere nel peccato? - Essere libere.

Gli uomini lo fanno. Si comportano come animali.

È un classico.

Forse vorrei essere un animale.

Anch'io.

Già.

Alla libertà.

- Vi state divertendo? - No.

Manda subito via questi bruti.

Sarebbe scortese nei confronti degli ospiti.

Dopotutto, è stato Leonardo a invitarli.

E io li trovo simpatici…

anche se in modo inquietante.

Non mi importa.

La padrona di casa ti ha dato un ordine.

Devi obbedire.

Se siete così potente, fatelo voi.

Come osi?

Brutto gorilla insubordinato e buono a nulla!

Buono a nulla, eh?

Immagino che fossi molto più utile

quando vi facevo urlare ogni notte.

Va bene. Mi piace.

Ma spero tu abbia lanciato il dado.

Qualcuno sta per divertirsi!

Ruggiero!

Va bene, è così che…

- Va tutto bene? - No.

Va tutto male.

Ne ho abbastanza. Ruggiero deve conoscere la verità.

A proposito, stavo pensando…

Forse non è la soluzione che volevamo.

È un po' troppo sconsiderato, no?

Pampinea è una pazza. È pazza. Finché è lei al comando, siamo spacciati.

Quel demone e i cavalieri dell'apocalisse esauriranno le provviste in pochi giorni.

Bruceranno la villa per divertimento.

È un peccato, ma Pampinea è il male minore.

Sta distruggendo la villa. Sta distruggendo me.

Capisco i tuoi sentimenti,

ma temo che stiano offuscando il tuo già limitato giudizio.

Lascia le macchinazioni in mano a chi è più intelligente di te.

Me ne occuperò io.

Avete ragione.

Siete più intelligente di io.

"Di me."

Brava, Neifile.

Allora è deciso. Io sono il padrone e Neifile è la sottopadrone.

Dovete chiederci il permesso di bere. Se ve lo concediamo, bene.

In caso contrario, dovremo fornire una motivazione.

Dov'è il divertimento?

Lo vedrete. Perché non iniziamo da voi?

Chiedeteci di poter bere.

Posso bere?

Lascerò che sia la vostra pia moglie a decidere.

Come ho detto, è un bugiardo.

Ha pagato un uomo per farmi credere che Dio mi amava.

Che razza di marito fa una cosa simile?

Ma Dio ci insegna ad amare il peccatore

e a odiare il peccato.

Quindi…

bevi, povero peccatore.

Bevi, povero peccatore.

Peccatore!

Peccatore!

Posso bere, padrone?

Oh, no. È meglio per il tappeto se non bevi.

Direi.

Non sei forte di stomaco.

Tua sorella la pensa diversamente.

- Che hai detto su mia sorella? - Lei pensa che io sia forte.

Lei si gode la mia forza, e io la sua.

Oh, no.

Era il naso di mia madre.

- Non ti conviene, fratello. - Forza, paparino.

Calmatevi.

Oh, mio Dio.

Aiutatemi.

È morto.

Non siate tristi, amici miei.

È morto felice,

suonando.

Molto più in fretta che per la peste, e senza pus. È stato fortunato!

È inutile.

Prima erano noiosi, e ora ci odiano.

- L'umore è rovinato. - Già.

- Non abbiamo ordinato delle puttane? - Sì, è vero.

Arriveranno da un momento all'altro.

Ma non sono mai venute qui, e non sapranno dov'è la porta troia.

La "porta troia"?

Era un'uscita segreta.

Oggigiorno, viene usata soprattutto per entrare.

Ora basta!

Ruggiero, ve ne dovete andare!

Scusate?

Finalmente delle scuse.

Ma è troppo tardi.

Non siete più i benvenuti.

- Andatevene subito. - Non abbiamo nessuna intenzione di farlo.

Stanno per arrivare le puttane. Sarebbe scortese.

Fuori!

Perciò il vecchio Leo non torna.

Si sarà reso conto dell'errore che ha commesso

nello sposare una vecchia così frigida.

Silenzio, cane! La padrona di casa vi ha chiesto di andarvene, quindi fuori!

Quindi sarei un cane?

Davvero ironico, detto da una cagna appiccicosa come te.

Vecchio zoticone puzzolente!

Andate via e trovatevi un altro posto dove fare lo scroccone.

Lorenzo, questa serva insolente ha ferito i miei sentimenti.

Che ne facciamo di lei?

Diamole una lezione.

Sì, hai ragione. Dovremmo insegnarle le buone maniere.

Misia!

No! Lasciatemi! Misia!

Aiuto! Lasciatemi!

No!

Non trattenerti, Lorenzo. Dalle una bella lezione.

- Pampinea! Aiuto! - Insegnale le buone maniere.

Lasciatela! È una nobildonna!

Lasciatela!

- La stronza è impazzita. - Non sono pazza.

Non sono pazza!

Lei è la signora Filomena,

della Casata di Eduardo, la cugina di Leonardo.

È vostra parente.

Io sono la sua serva, Licisca.

Vi giuro che è la verità.

Mentre viaggiavamo insieme, c'è stato un incidente.

Credevo fosse morta.

E poi, quando sono arrivata qui, io… mi sono spacciata per lei.

Ma sono tutte bugie.

Io sono solo Licisca,

la sua servitrice.

E lei è la signora Filomena, e dev'essere trattata come tale.

È una bella storiella.

È la verità.

Ora mettimi giù, bestia!

Lorenzo, mettila giù.

Mettila giù.

Se è vero, lei è mia parente.

Oh, che bell'adunata interessante che abbiamo qui.

Bugiardi, impostori,

avvelenatori, adulatori…

Una banda di canaglie che si nasconde da mio cugino in sua assenza.

E dove accidenti è quell'uomo?

È vero. Leonardo non sta comprando il vetro.

È al capezzale di una delle sue puttane veneziane preferite.

Una donna di nome…

Belfiore.

Dopo avervi invitato, ha saputo che era malata

ed è andato da lei.

Sirisco mi ha detto tutto e…

E abbiamo mentito per mantenerlo segreto a sua moglie.

Come potete vedere, la gravidanza l'ha resa emotiva.

Mi dispiace, Viscontessa.

Belfiore, dite?

Dev'essere nuova.

Che ne facciamo?

Mandiamole in esilio.

Sono delle impostore. Sarebbe dura vivere sotto il loro stesso tetto.

Sono d'accordo.

Si sono prese gioco di noi.

È tutta colpa sua.

Ci avete mentito per settimane.

Non possiamo fidarci di voi.

Una di loro è mia parente…

anche se non so più bene quale.

Vi risparmierò la vita,

ma dovete andarvene subito.

Tuttavia, se tornerete, non avrò altra scelta che uccidervi.

Andate.

Forza.

Fuori.

Fuori.

- Fuori. - No.

- No. - Non l'hai sentito?

Fuori.

Sono felice che si sia risolto tutto.

Ruggiero! Non date retta a Pampinea. È una bugiarda.

Ed eccone la prova.

Non ha mai sposato Leonardo. Non lo conosce neanche.

È morto di peste prima che loro arrivassero.

- Leonardo… - No.

Il bambino che ha in grembo non è di Leonardo. La villa non è sua.

Per questo vi abbiamo invitato.

La villa è vostra. Siete il suo erede.

Quindi, vi imploro, rivendicatela e liberateci dalla sua pazzia!

Tu…

hai tagliato la testa a mio cugino?

No, è caduta.

Volevo portarvi tutto il corpo, ma era difficile sollevarlo.

Nel mentre, la testa è caduta e…

Il lato positivo è che era facile da trasportare e…

Fuori.

Cosa?

La Timorata può restare, se vuole.

Anche il dottore.

Cacciate gli altri.

E, se si rifiuteranno di andarsene, uccideteli.

Andiamo, forza.

Sbrigatevi. Presto, Pampinea.

Via.

Fuori!

Misia!

Sono venuto come un drago.

Non una parola, verme.

Fuori!

Che succede? Sono venuti a guardare?

- Silenzio e camminate. - Cosa?

- Forza. - Perché?

- Forza! - Gesù!

- Forza! - Andiamo.

- Presto. - Attenti.

- Dobbiamo stare attenti. - Basta!

- Ai prati! - Aiutatemi!

Sono gravemente ferito.

Chi sono?

Bene, le puttane sono arrivate.

Salve!

Siete puttane?

State entrando dalla mia porta?

Sì.

Forza, dentro.

Restate al caldo.

Forza, Timorata.

Neifile, che fai?

E adesso?

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