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Original subtitles

Non decidi tu chi avrà il pane!

No!

Ferma!

Ce l'ho fatta.

Al momento, non cerchiamo personale, pezzente.

No, sono qui per la festa.

Sembra la peste personificata.

E una puttana.

Vattene.

Vattene.

- Sono una cugina di Leonardo. - Oh, no.

Sai che una tale truffa comporta la pena capitale?

No, non è un imbroglio.

Sono Filomena, della Casata di Eduardo di Firenze.

- Cazzo. - Ok.

È impossibile. Ne abbiamo già una.

- Cosa? - Sì.

Sì.

Licisca.

Come osi?

Stronza traditrice! Hai provato a uccidermi!

No!

Va bene, d'accordo.

Lasciatemi!

Ora basta!

Le mie scarpe migliori!

Oddio.

Non mi piace colpire le donne, ma era necessario.

Se nessuno affronterà questa stracciona, lo farò io.

Non osare toccare mai più la signora Filomena.

Buttate fuori quest'impostora!

Filomena non è lei. Sono io.

Sembra che questa impostora sia la vostra serva invidiosa.

Non è così?

Purtroppo sì.

È la mia serva invidiosa, Licisca.

- No, lei… - Non ti ho riconosciuta subito, Licisca.

Mi sono sempre presa cura di te,

e tu arrivi qui conciata così e comportandoti in questo modo.

Mi metti in imbarazzo.

Non vuoi scusarti per avermi messa in imbarazzo davanti ai miei amici?

No.

No.

Chiaramente ha perso la ragione durante il viaggio.

Che lei reclami il vostro nome è imperdonabile.

- Meglio darla in pasto ai cani. Vi aiuto. - Fermi.

- Anch'io. - Aiutali.

No.

- Fuori, forza. - Non sopravvivrò. No.

- No. - No, te la caverai.

- No! - Aspettate.

Dovrebbe almeno avere del pane da mangiare durante il cammino.

Troppo gentile.

Dammelo.

Per favore.

Non morirai di fame al ritorno.

Devi farmi restare.

Non devo fare proprio niente, in realtà.

Mi hai tradita, Licisca. Mi hai lasciata lì a morire.

Tu mi hai attaccata per aver dato del pane a un affamato.

Beh…

Mi dispiace.

Ascolta. Se vuoi davvero restare, dovrai fingerti la mia serva.

Altrimenti, lascerò che ti caccino come la contadina pazza che sembri.

E tu ti fingerai una nobile?

Con quegli occhi e quei capelli banali? No.

Hai i polsi troppo grossi. Non riuscirai mai a convincerli.

Lo sto già facendo.

Uno dei nobili mi sta persino corteggiando.

Il signor Tindaro.

Il nipote del Marchese Peralto?

- Sì. - Niente corteggiamento.

Deve chiedere la tua mano. Così resteremo.

Sono felice che tu sia qui.

Anche se la tua boccaccia ti rende meno bella.

Ascolta. Ci terrò entrambe al sicuro, purché rispetti il patto.

- La vecchia te è morta. - Sì, l'hai spinta giù da un ponte.

Va bene.

- Scusate, padrona. - Non c'è problema.

Ora buttiamolo di sotto.

Oh, cielo.

Avete dato una bella lezione al Cardinale. Ci avete salvati.

Con anche qualche pugnalata di troppo. Erano per sicurezza o…

No, ognuna era necessaria. Ho fatto solo ciò che dovevo.

Tutti devono uccidere, ogni tanto.

Va bene. Dioneo sta neutralizzando la peste,

e poi io servirò il dessert. I pasticcini!

Venite.

Viene anche lei.

Beh, più siamo…

- Pogo di Ginevra dice… - …meglio è.

…che il veleno entra come odore.

Quindi, se siete stati avvertiti, è facile evitare il contagio.

Licisca ha rinnegato la sua scelleratezza, e io l'ho benevolmente perdonata.

- Giusto, Licisca? - Giusto.

Ti sembra una riverenza?

Di nuovo.

Va bene, grazie. Continuate, dottore.

Grazie. Passiamo la cipolla sulla gola, sui polsi

e negli altri punti di alta profumazione, come li chiamiamo noi medici.

Quel che basta per allontanare il miasma.

Fate come me. Puzza.

Puzza. Lo espelliamo.

- Puzza. - Puzza.

Puzza.

Puzza.

Puzza.

È un medico molto capace.

Oh, sì.

Puzza.

Siete fortunato ad averlo.

E anche lui è fortunato ad avere voi.

Come lo siamo tutti,

dopo il vostro notevole e coraggioso gesto contro quei banditi.

- Sì, beh… - Puzza.

- È vero, io… - Puzza.

Ovviamente, conosco bene la lotta corpo a corpo.

Ovviamente.

Mancano solo i rumori forti per estinguere la peste rimanente.

Quindi, urlate tutti con me.

Più forte. Grazie.

Sì, ora l'aria è meravigliosamente libera. Dottore?

- Minaccia eliminata. Apriamo del vino? - Oh, sì.

Bianco o rosso? Facciamo bianco.

Quindi ignoreremo che un trio di banditi ha sfondato i cancelli

e invaso il nostro santuario?

Allora?

- Le guardie? - Niente guardie?

E, in nome di Dio, dov'è il padrone di casa?

Se ci fosse stato qualcuno al comando, non sarebbe mai successo.

E voi non vi sareste dovuta umiliare

con quell'attacco mascolino.

Stavo proteggendo tutti noi.

Sembravate impazzita.

So che Sirisco farà il possibile per fermare altri intrusi.

Sì, certo.

- Avete qualche consiglio? - Preghiamo per il Cardinale.

E non pregate per me, dopo che la casa del mio fidanzato è stata invasa?

Buon Dio, perché?

Perché, Dio?

- Dio, perché… - Basta!

Diamoci un contegno!

Abbiamo subito molte perdite a causa della peste,

ma per questo ci meritiamo il sollievo di questo rifugio idilliaco.

Siamo in vacanza, ricordate?

Entriamo nell'umore festivo, d'accordo?

Bravo!

So che vi starete tutti chiedendo: "Sirisco, dov'è il dolce?"

Buone notizie.

Porteremo i pasticcini nelle vostre stanze per garantirvi sogni tranquilli.

Sirisco, le mie stanze sono troppo piccole.

Sì, signora, ma ricordate. Sono solo provvisorie.

- Andrete nella camera padronale… - Sirisco!

Non so dove mettere il mio specchio padovano. Non c'è posto.

Che ne dite di qui? O magari qui?

O potrei montarlo sulla porta, se volete.

- Sirisco! - È ora del dolce.

Quello al centro è il mio preferito…

Prepara la carrozza.

La carrozza? Volete fare un giro di mezzanotte nel villaggio?

La piazza è stupenda, ma non si vede bene di notte…

- Fine. - Come?

Ho chiuso con questa stanzetta

da patetica donna nubile.

- Beh… - Andiamo da Leonardo.

Dicevi che stava prendendo il vino poco lontano.

- Dove? Ci andiamo subito! - Poco lontano, ho detto?

Spero sia vero. Ho detto molte cose.

Dov'è?

- A Prato. - Prato?

- Non lo sai? - Finiva con la "O".

- È con un'altra donna? - Oh, no.

Se ha un matrimonio segreto con una donna più bella…

- No. - …ti ucciderò mentre dormi.

- Poi mi suiciderò. - No.

- Misia, poi toccherà a te. - Certo, vi seguo.

Padrona, vi giuro che è celibe e non sa nulla del vostro aspetto.

Ma, se lo sapesse, si affretterebbe a tornare,

perché siete stupenda, per Dio.

Non so cosa separi un uomo dalla sua sposa, ma andrò da lui.

Potremmo aspettare che faccia giorno? Siamo stati attaccati dai banditi.

Sì.

Va bene.

Devo riposare.

Devo essere bellissima per mio marito.

Sì.

All'alba, noi tre andremo a cercarlo.

Splendido.

- Splendido. - Misia, la mia canzone della buonanotte.

- Cosa? - Ma certo, padrona.

Quando il falconiere canta una canzone

Canta il falconiere una canzone…

Smamma.

È meraviglioso, che emozione

Quando il falconiere canta una canzone

Quando il falconiere canta una canzone

È incantevole, ma non andrò in ogni paese della Toscana

a cercare l'uomo che abbiamo seppellito.

C'è un'altra soluzione.

Come vi sentite?

Benone.

Che serata fantastica. La mia prima vittoria militare.

Hai visto. Immagina che avrebbero fatto se non fossi intervenuto. Stupro.

Potevano stuprarmi.

Hai mai usato la violenza?

Spesso, per il bene dei pazienti.

Ti ricorda com'è essere un uomo.

Filomena mi ha preso in disparte per congratularsi del mio coraggio.

Amoreggiare con una donna è proprio l'ideale.

Un tonico per i miei mali.

Forse è diversa dalle altre.

Corteggerò Filomena.

Data la vostra idea delle donne e della loro natura,

mi sorprende che intraprendiate un'impresa così ardua.

Non hai tutti i torti.

È quasi triste. Vorrei davvero che mi piacesse.

Ma non sarebbe giusto per nessuno dei due.

Già. Sono felice che vi sentiate rinvigorito,

ma ricordate che vi serve riposo.

- E il tè. - Mi basta ciò che ho dentro di me.

Sento di poter fare qualsiasi cosa. Sto benone!

Oh, no!

Sì!

Ho volato.

Cara?

È stato sconvolgente, vero?

Ma non credo che Dio ci abbia abbandonati.

Questo è ciò che credo.

Ma stanno morendo tutti, perfino il Cardinale.

Sì, riconosco che forse Dio è arrabbiato con l'umanità.

Forse abbiamo costruito poche cattedrali. O troppe.

Opera per vie misteriose, no?

Il Cardinale Agnolo l'ha dimenticato, e guarda che gli è successo.

È stato fatto fuori da una donna.

Lui mi aveva dato la Prima Comunione.

È ancora valida, no?

Cara…

cos'hai lì in grembo?

Il dito del cardinale.

Va bene.

Cosa pensavi di farci?

Non lo so.

È tanto piccolo, e io mi sento tanto sola.

Sono qui, mia cara. Non sei mai sola.

Adesso lo butto via, va bene?

Sono fuori di testa, vero?

In…

In un modo fantastico che adoro.

Accidenti.

Panfilo!

Sono finita in un pozzo!

Panfilo!

C'è nessuno?

Dio?

Alzati. C'è molto da fare.

Sirisco ha da fare con Pampinea, quindi sarà via, e anche Misia.

Siamo da sole. Ho svuotato i vasi da notte e ho pulito di sopra.

Mi serve dell'acqua.

Non far toccare le labbra al mestolo. Porta sfortuna e fa schifo.

Va bene, vieni qui. Vieni qui!

Mani soffici.

Sei…

Sì?

Datti una pulita. Abbiamo da fare.

Spalare è un ottimo modo per legare con la terra.

Vai in quello spazio verde lì, circa 30 passi oltre il sentiero.

Il terreno è morbido. Dev'essere profonda almeno un metro e mezzo.

O dovrai rifarlo quando i lupi lo dissotterreranno.

Merda.

Neifile?

Neifile?

Buongiorno, Sirisco.

Buongiorno, padrone. Spero che la colazione vi sia piaciuta.

A proposito, avete visto mia moglie stamane?

No.

Ma tranquillo, è un luogo sicuro.

L'irruzione di ieri sera non mi dà fiducia.

Lo so. E, da allora, ho affidato la sicurezza al mio uomo più forte.

Che è anche il più debole. Ne ho solo uno…

Magari serve qualcosa di più?

- Delle armi. - Sì.

Una persona vigile? Non compromettiamo imprudentemente la proprietà.

Sì, certo, ma non preoccupatevi per vostra moglie.

I nostri giardini sono bellissimi e accoglienti.

Ci sono tanti posti in cui perdersi.

Sono proprio stanca di aspettare.

Dopo ieri sera, ho bisogno di incontrare Leonardo.

Quando quel bandito mi ha presa, mi è passata tutta la vita davanti.

Comunque sia, non possiamo tornare finché non troveremo il mio fidanzato.

Perché rallentiamo?

Perché ci fermiamo?

Oddio! Misia, se i banditi proveranno ad approfittarsi di me, ti offrirai loro?

- Sì. - Ti lascerai possedere.

Sarà più semplice.

Sirisco?

Perché mi dai una papera?

Un anatroccolo, anzi.

Pensavamo potesse tranquillizzarvi un po'.

Riguardo a cosa?

Abbiamo una notizia da darvi

su Leonardo.

Ma era la mia ultima speranza.

Tengo io la papera. Grazie. Sì.

Il vestito, la dote e tutto il resto.

Misia.

E mio padre era così felice di vedermi partire.

"Finalmente è il tuo turno", ha detto.

- Era il mio turno! - Oh, il vostro turno.

Prendete la papera, ecco.

Felicità.

Che bella.

Mia cara, mia cara

Abbiamo un piano

- Mia cara, mia cara - Cara

- Abbiamo un piano - Abbiamo un piano

Che bella giornata! Facciamo due passi tra gli ulivi?

Perché?

Per piacere.

Sì, beh… No, ho un programma.

La colazione era davvero ottima.

Sì, deliziosa. I sapori erano…

Poteva andare meglio.

Com'è stata la vostra infanzia? Fantastica?

Beh, ovviamente, è stata tremenda.

Ma uno dei vantaggi dell'essere malaticcio è che avevo tempo di studiare la storia.

Meglio che sprecare tempo a giocare per strada alle battaglie

o a farmi degli amici.

Sapete che sono tra i maggiori esperti al mondo

delle guerre romane in Macedonia?

L'avete fatto intendere.

Vorrei continuare a deliziarvi

con la storia integrale della guerra etolica.

Splendido.

Molto audace da parte vostra.

Vi porgo le mie scuse, Tindaro.

Mi sono lasciata trasportare.

Sono alla disperata ricerca di sostegno intellettuale.

È un privilegio essere istruita da voi, signore.

Sì, beh…

Dio, chi altri potrebbe farlo?

Dioneo.

- Salve, dottore. - Padrona.

Inizia, Dioneo.

Un po' di musica per rendere i fatti più facili da metabolizzare.

Per voi.

Il rapporto tra Roma e la Macedonia

era offuscato dopo la seconda guerra punica.

Annibale voleva rispettare la promessa fatta al padre

di non perdonare mai i Romani.

Avrebbero dovuto ucciderlo quando era loro prigioniero da bambino.

La Spagna è qui. Non serviva una flotta.

Cartagine è qui.

E, se Annibale avesse licenziato Sagunto, persino la quarta…

E, buon Dio, un'altra ragione.

Sei incredibilmente potente e imponente.

Dove andresti, se scappassi dal tuo gregge?

Non puoi nasconderti.

Neifile?

- Ciao. - Oddio, sei nel pozzo.

- Stai bene? Sei ferita? - Sono bagnata.

Ho parecchie domande, ma prima prendo una corda, cara.

- Aspetta. - Sto bene.

Non voglio che mi salvi.

- Cosa? - Non ho bisogno di essere salvata da te.

Dev'essere Dio a salvarmi.

Non è come quando desti fuoco al roveto, vero?

No, sto mettendo alla prova Dio.

Se non mi ha abbandonato, non mi lascerà morire in un pozzo.

Mi salverà, in qualche modo, e quello sarà un segno.

Cara…

e se fossi io il segno?

Ma dai, non puoi essere tu.

Tu sei mio marito, e mi ami.

Certo che proveresti a salvarmi.

Non dimostrerebbe nulla.

Quindi dev'essere qualcuno mandato da Dio?

O un miracolo.

Come una scala magica o una folata di vento divino.

Com'era la colazione?

Deliziosa.

Marmellate, borragine… Ti ho messo del miele da parte.

- Ti mando giù la colazione con un cesto. - No, sto bene. Ho preso il maialino.

E se non ti salverà?

Tesoro, perché devi dire così?

E va bene, cara. Incrociamo le dita.

Pregherò per te. Buona giornata.

Va bene.

E ora, un poema per la tua gloria,

in terza rima, che mi dicono va di moda.

Chino la testa e ti imploro Di guardare la mia devota vita

È mezzogiorno.

Dobbiamo aspettare la sera?

- Sì. - Sì.

Com'era Leonardo?

Bello.

Bello.

Che bello.

Potresti descrivermelo? La mediatrice me ne parlò,

ma smisi di ascoltare quando disse che mi avrebbe sposata.

Sì, certo.

Beh, amava la sua villa.

Ma amava ancora di più Venezia.

Oh, quanto amava Venezia!

Lo incontrai lì. Gestivo un locale, una casa di riposo per donne.

Anzi, per uomini. Le donne non riposavano molto.

Ma poi mi portò a lavorare a Villa Santa

e, quando viaggiava, mi riportava sempre un libro.

- Mi insegnò a leggere. - Sai leggere?

Sembra attraente e ricco.

Sì, è molto ricco.

Ereditò la villa da giovane, e continuò a espanderla.

Un buon cristiano.

Mu…

Aveva una voce forte. Molto forte.

Aveva una voce tonante e un enorme sorriso…

Il suo colore preferito?

- Era il blu. - Il blu! Misia, il blu!

- Pensavamo proprio quello! - Splendido!

Il blu.

È come se foste già legati.

Il blu.

E sapete un'altra cosa? Gli piacevano le rosse.

Sperava che foste rossa.

Già.

Ora la prossima attività, che dimostrerò per voi.

Fantastico.

So che le donne sono fissate con la vanità della carne.

- Sarò felice di assecondarvi. - A che vi riferite?

Vedrete il mio corpo muoversi.

Dioneo, ora mostreremo a Filomena

come Filippo V crollò sotto la pressione

del grande Tito Quinzio Flaminino in Tessaglia.

- Sì. - Servono dei bastoni.

- Mia signora. - Sì, prego.

Ahia! Cristo, perché mi hai dato la parte appuntita?

Lo sono entrambe.

Silenzio, bastardo macedone, e mettiti in posizione.

Sto per farti a pezzi.

Ottima idea. Molto virile.

- Sì. - Due uomini pieni di sperma.

Oh, cielo!

Sì.

Abbassatevi.

I Macedoni tenevano i Romani tra l'incudine e il martello.

Ma poi loro reagirono.

Evviva, Romani!

Abbasso i Macedoni!

Va bene, Dio onnipotente, di cui mi fido ciecamente,

proviamo qualcosa di diverso.

So che mi salverai,

ma sto annegando.

Sto annegando!

Dio, c'è mancato poco,

ma mi stai rendendo più forte.

Va bene.

Ora basta.

Un'altra poesia. Ti farebbe piacere, Dio?

Dentro. Bam!

Volevo che passaste la giornata con me perché siete la prima donna

che non trovo del tutto ripugnante.

Grazie.

È dura per un uomo ricco come me.

Tutti sanno che l'odore dei soldi rende le donne feroci.

Ma quella è solo scienza.

Non oso immaginare la vostra posizione.

Siamo creature traboccanti di avidità.

Scuse accettate.

Ma voi siete molto più dei soldi.

Siete intelligente, forte e attraente.

Poverino. Avrete così tante donne intorno che farete fatica a togliervele di dosso.

Cosa?

No.

Perché dite così?

No, intendevo…

- Mi schernite? - No.

Le vostre lusinghe bugiarde non mi affascineranno oltre.

Non sto mentendo. Io…

Voi siete attraente.

Il vostro incantevole incarnato, i vostri capelli ondulati…

Non sono ondulati. Sono ricci.

Lo sapevo.

- Mi deridete in pubblico. - Io…

Io… Dioneo, di' a questa donna insensibile che non sopporto lo scherno.

Una volta, uno scherno mi fece accasciare. Mi si gonfia la lingua come un'arancia.

Vi farò impiccare.

Padrone, respiri profondi. Bene.

La lingua.

Bene. Gli occhi.

Sopravvivrete.

- Sicuro? - Certo.

E questa crudele creatura beffarda?

Le donne sono fatte così.

Sono accecate dalle emozioni. Non voleva offendervi.

Parlava dei miei capelli.

Da amico, vi dico che sono indisciplinati e sgradevoli.

Ma, da medico, vi assicuro

che non potrebbe mai deridervi.

Vi considera l'uomo più bello sulla Terra perché si è innamorata di voi.

È vero?

Siete innamorata di me?

Sì.

Sì, sono innamorata di voi.

Come sospettavo.

Dioneo, potresti accompagnare la signora dentro, così potrà prepararsi per la cena?

Devo riflettere su ciò che è accaduto oggi in silenzio e in solitudine.

Se vedi qualche stuzzichino, potresti portarmelo?

- Molto bene. - Buona giornata, Filomena.

Non fatevi accecare troppo dall'amore e attenta a salire le scale.

Dovete poter vedere per non cadere.

È molto divertente.

Oh, sì.

Davvero affascinante, signore.

Come puoi vedere, sto rispettando la mia parte dell'accordo.

Anch'io.

Non hai fatto altro che rinfrescarmi.

L'amore è strano.

È proprio vero.

Nel corpo e nella mente.

Può farvi uscire dal vostro corpo e farvi sembrare di volare.

Di ballare sulle nuvole.

Una volta, avevo una giumenta. La amavo molto.

Quando si ammalò, andai a dormire nella stalla.

Non volevo che dubitasse che ero lì per lei.

Restai lì per ore intere.

Dimenticai di mangiare. Bevevo la sua acqua.

Un giorno intero senza cibo.

Andai barcollando a prendere del pane e della birra

e, quando tornai, se n'era andata.

Come se non volesse che la vedessi morire.

Forse non c'è un senso.

È…

successo.

Da un giorno all'altro.

L'amore della propria vita perduto senza neanche un ultimo bacio.

Dobbiamo solo farcene una ragione, no?

A nessuno piacciono le persone melodrammatiche.

Andiamo, è ora.

Puliscimi i denti.

Dio?

Padrona Neifile, siete voi?

Ora capisco perché Dio mi ha fatto venire qui.

Datemi la mano.

Vi ha mandato Dio?

Proprio lui.

Che birbante! Lo sapevo.

Come vi è apparso?

Una colonna? Una nuvola?

Una voce nella mia testa.

Diceva: "Dioneo, va' al vecchio pozzo e salva la ragazza che è lì dentro.

Amen".

La voce di Dio.

Era profonda e tonante? Limpida e vivace?

- Sentite freddo? - Sto ancora tremando.

Temo che abbiate il sangue gelato. Freddo come quell'acqua.

Devo condividere il mio calore corporeo.

Capisco.

Grazie per il vostro sacrificio.

- È molto caldo. - Bene.

E qui?

E qui?

E qui è caldo?

Sì.

E qui?

E qui?

E ora mi sto scaldando troppo.

Grazie dell'aiuto.

Bella moglie.

Non dovevate togliervi la camicia.

È stato Dio.

Mia cara, è stato Dio a salvarti?

Sì, ha mandato Dioneo. Ha sentito una voce nella sua testa.

Immagino che la voce di Dio abbia detto: "Salve, dottore".

O magari più con questa intonazione: "Salve, dottore".

Vorrei sentire di più, ma faremo tardi a cena.

Vestiti e andiamo. Non facciamo aspettare gli altri.

Neifile?

Sì.

…perciò il commento di Averroè sulla teoria del moto di Aristotele

mi interessa molto.

E anche le sue riflessioni dinamiche sull'igiene.

Non capisco cosa state dicendo.

Certo che no. Per questo siete fortunata ad avere me.

Perché capisco ciò che sto dicendo.

Un annuncio, onorevoli ospiti! Abbiamo la notizia…

Io e il Visconte Leonardo ci siamo sposati!

Sì.

Festeggiamo.

- Vino! - Sì.

L'abbiamo trovato a Prato.

Stava insegnando a dei bambini come usare il frantoio.

Ha un gran cuore.

Che bello.

E l'avete deciso sul momento? Com'è romantico.

Com'è irrazionale.

Il nostro amore è stato così immediato che non ha potuto far altro che sposarmi.

In un impeto di passione e devozione divina,

abbiamo celebrato la nostra unione davanti a Dio in una chiesetta.

E poi l'abbiamo consumata, come marito e moglie, da soli.

È stato incantevole.

Tutto ciò che desideravo.

- Vero, Misia? - Certo. È stato stupendo.

Stupendo.

E voi non ci crederete, ma era vestito di blu.

Era vestito di blu, il nostro colore preferito. Già.

È davvero perfetto.

Quindi si unirà presto a noi?

Oh, sì.

Doveva comprare del vetro a Venezia, ma poi verrà qui.

Per ora, però, ci sono solo io.

Sì, la padrona di casa.

Da sola.

Va tutto bene, Pampinea?

Viscontessa, vorrete dire.

Oh, ma… Ho sbagliato, Viscontessa. Chiedo scusa.

Sto benissimo.

Sto benissimo. Sì…

Ho gli occhi gonfi per il pianto.

Sì, certo, ma sono lacrime di gioia.

Solo per…

Lacrime di gioia, sì.

Altro vino!

Ehilà?

Sì.

Ma sì, fa' con calma.

Bevete.

No, grazie.

Bevete.

Su, bevete.

Reclinate la testa.

Più in alto.

La bella fanciulla richiede un altro salvataggio?

Signora, non vi aspettavo.

Mi impiccherà per questo.

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