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PARLA IN ARABO

(Elena) < Sono innocente, lo giuro. Io sono innocente.

PARLA IN ARABO

C'è un errore, sono stato scambiato per un altro.

(giudice) < Questo poi lo vedremo.

< Adesso ditegli di rispondere solo alle nostre domande.

TRADUCE IN ARABO

PARLA IN ARABO

Dice di essere arrivato in Italia da una settimana.

Di essere un disperato come tanti e di aver viaggiato...

..con sua moglie e suo figlio di due anni, che sono morti annegati.

Signor Giudice, mi permettete?

Sta mentendo.

< Questo non dovete stabilirlo voi.

< Fate il vostro lavoro. Voi dovete soltanto tradurre.

< Non fate commenti che non vi competono.

< Andiamo avanti!

- Come sta? - Non lo so, non sono entrato.

Ha detto che non vuole vedere nessuno.

- Ma da quanto tempo stai qua? - Da più di un'ora.

Ti stavo aspettando per quella cosa.

- Quale cosa? - Quella cosa...

Ah!

Che Dio ti benedica, sorellona!

TELECRONACA DELLA PARTITA

Papà?

Lorenzo?

Lorenzo, come ti senti? Meglio?

Tutti i giorni Francesco mi chiede quando torni.

E io tutti i giorni gli rispondo: domani.

Sai oggi ne hanno preso un altro.

Un ragazzo molto giovane, avrà avuto diciotto anni.

Mentre aspettavo l'udienza, io stavo fuori in corridoio...

..e sentivo suo fratello che parlava al telefono.

Lui ovviamente non sapeva che io ero la traduttrice e...

..si è lasciato un pò andare.

Diceva che... per questo viaggio l'hanno pagato pure poco.

< Che il rischio era alto ed è sicuro di cavarsela.

E in aula ho dovuto tradurre parola per parola,...

..perché così mi impongono.

Però non si dovrebbe.

Si dovrebbe tradurre...

..il tono della voce,... il fiato,... gli occhi.

Quello che hanno nella testa.

SOSPIRO

VOCE DAL PC

- Pasquà? < - Mmhm?

Vinciamo o perdiamo?

< Pareggio.

RUMORE DELLA FUNICOLARE

VOCI DEI BAMBINI CHE GIOCANO

(in napoletano) Buongiorno Avvoca'! Dove siete stato? Fuori?

- Sono stato a Ischia! - Allora domani le cose di tutte le mattine a casa.

Sì.

RESPIRA AFFANNOSAMENTE

< Buongiorno.

- Buongiorno. - Buongiorno.

Sono uscita un attimo per comprare una cosa...

..e ho lasciato le chiavi sul tavolo.

Che vorrà dire, secondo lei?

- Ma perché ci abita qualcuno lì? - Ci abitiamo noi.

- Io, mio marito e due bambini. - Proprio qua dovevate venire?

Alzatevi che vi sporcate tutta.

Questa scala è una schifezza.

< Venite con me.

A casa vostra?

Fidatevi!

Di dove siete?

Di Trieste, Ancona, Livorno, io sono di Ostia.

Ostia Centrale. Ci passa anche il trenino.

- Michela. - Lorenzo.

Adesso però le chiavi le ha lasciate lei.

Le metto qui.

< - Lei è un avvocato famoso? - Famigerato è meglio.

- Come sapete che facevo l'avvocato?

Eh sì, l'ho lasciata per bellezza.

< Qua ci abita da solo o con tutta la sua famiglia?

Sono io tutta la mia famiglia. Ringraziando Iddio!

Quando è mancata era più vecchia.

Mi dispiace.

Che bella cucina! Ordinata.

< Eh! C'è passato qualcuno che non doveva.

Ha una donna di servizio brava.

Anche noi la stiamo cercando.

Ne conosco tante, però si pigliano sempre troppa confidenza.

- Un pò. < - Preferisco fare tutto da solo.

Quella è casa vostra.

< Ah!

Ah, adesso... Ecco chi c'era qui.

E c'era lei! Solo che era sempre chiuso.

Sono stato in vacanza.

Una volta anche quella parte era mia, poi ho dovuto venderla.

Qui c'è la chiave e là c'è il lucchetto.

Grazie.

- Ha lasciato qualche balcone aperto? - Tutti.

- Il lucchetto è sulla sinistra. - Ah, eccolo qua.

Ecco qua. La chiave.

Tenetela voi, per sicurezza.

- Magari me la perdo! - Restiamo fuori tutti e due.

Grazie.

Ahi!

Ciao Francè.

- Ma tu non stavi morendo? - All'ultimo momento ho deciso di no.

La maestra mi aveva pure fatto scrivere la preghiera.

E conservala! Può sempre servire.

- Voglio tornare a scuola. - La scuola la facciamo qua, all'aria aperta.

Dimmi la differenza fra stinto, istinto e estinto.

Tu sei pazzo!

Leda D'Argenio, Emilio Sabatella, Rosi Laudisio in Sangiuliano,...

..Giacinto Gualta Notaio, Noemi Guarino, moglie e madre esemplare...

..di anni ottantadue. Dieci, undici...

Ieri solo a Napoli sono morte dodici persone.

- Si sono scontrate sulla tangenziale? - No, morte naturale.

Vieni qua! Vieni.

Esiste un calcolo scientifico, secondo il quale,...

..sapendo quanta gente muore a Napoli in un giorno,...

..si può sapere quante ne muoiono al mondo.

Devi fartelo insegnare. Come si chiama la tua maestra?

Silvana. E ancora non è morta!

Che ha detto tua madre quando mi è preso l'infarto?

Che a te l'infarto ti passa con un bicchiere d'acqua!

- Lo vuoi il gelato? - No.

- Vuoi qualche altra cosa? - No.

- Mi vuoi bene? - No!

- Dia a me, che l'aiuto. - Non c'è bisogno,...

..sto facendo ginnastica. - Almeno l'acqua, mi dia quella.

- Volete fare ginnastica anche voi? Prendetevi tutto! - Ecco.

" Mi fere il sol, che tra lontani monti, dopo il giorno sereno,...

..cadendo si dilegua, e par che dica che la beata gioventù vien meno. "

Stanca, eh?

Che fa, mi prende in giro? Mi dice la poesia?

Leopardi, " Il passero solitario ". Non l'avete studiato a scuola?

Già era tanto se ci andavo a scuola...

< - Non vi piaceva studiare? - Zero!

Ah!

Sa quando mi è venuta la voglia di leggere un libro?

Dopo che è nata mia figlia.

La sera le favole, sul lettino. Le faccio vedere una foto che...

Che è successo? Le chiavi?

Com'è che faceva la poesia?

Io so a che cosa state pensando.

Un uomo della mia età in una casa tutta vuota è strano.

..senza nessuno che si occupi di lui, che gli porti su la spesa,...

..che controlli se ha preso le medicine.

Avanti, la dica quella brutta parola: badante.

Per carità! Ma io non c'ho pensato.

Ognuno a casa sua fa quello che vuole, no?

Questa non è casa mia.

Perchè?

Sorrida.

Sorrida un pò. Sorrida.

Di più!

MICHELA RIDE

(notaio) < Tutto ciò premesso, si conviene e si stipula quanto segue:

art. primo: le premesse fanno parte integrante e sostanziale del presente accordo;

art. due: ai comparenti, come sopra rappresentati che accettano per sè...

..le loro aventi causa, è formalmente assegnato in proprietà l'alloggio...

..sito in Napoli, Via Banchi Nuovi, 13, scala unica, piano quinto, interno numero sei,...

..composto di sette vani utili confinanti, a cielo con l'interno nove,...

..a terra con l'interno quattro, ai lati con l'interno sette,...

..ed il vano scala prospiciente la via Banchi Nuovi e zone di rispetto.

< Letto da me Notaio con gli allegati e i componenti Bentivoglio Elena...

..e Bentivoglio Saverio che a mia domanda lo dichiarano conforme alla loro volontà.

La casa era della signora Angela Parrella, mia defunta moglie.

Io non c'entro niente. Io gliela lascio anche domani!

La casa è la sua, glielo spieghi Notaio per favore.

Che ragazzi di cuore! Mi consentono l'uso della loro eredità!

CortesementeAvvocato, potrebbe venire a firmare?

< - I suoi figli hanno disposto... < - Quello che hanno disposto i miei figli è ben fatto.

E pensare che ce l'avevo quasi fatta a liberarli di me.

Ma voi non siete neanche pronti a diventare orfani!

(sottovoce) Davide!

< Davide!

Salve.

- L'hanno disturbata? - Hanno fatto bene.

- Dormo troppo. - Volevo ringraziarla per aver dato le chiavi a mia moglie che...

- In qualche modo doveva entrare. - Poi lei è un pò così, scorda tutto.

Una malattia...

- Comunque io sono Fabio. - Lorenzo. - Piacere.

Vostra moglie è molto simpatica.

Sì... Oddio, se la natura si riposasse, ogni tanto, non sarebbe male!

Vi fermerete molto a Napoli?

Non vi piace questa città?

No, è che... a Napoli penso ci possa vivere soltanto chi ci è nato.

Ed io, modestamente, ci nacqui.

Per esempio, non ho fatto in tempo ad arrivare...

..che mi hanno detto che se volevo altre stanze...

..c'era un mio vicino che stava per morire.

Questo per dirle...

A proposito, ora come va? Meglio?

Non lo so.

Sapete quand'è che uno guarisce veramente?

Quando può tornare a fare quello che ha sempre fatto.

L'avvocato.

Debbo togliere quella targhetta.

Avvocato è una parola grossa.

- Diciamo, il re dei parafanghi. - Cioè?

C'è un incidente, un danno.

- L'assicurazione deve pagare e allora servono gli avvocati. - Certo.

- Voi che mestiere fate? - Io...

Quello che ha voluto mia madre.

Grazie ancora.

- Avete chiuso a chiave il lucchetto? - Sì, tranquillo.

E allora come fate a rientrare?

E già.

Tenetela voi.

Abbottonati 'sta giacchetta!

Avvocato, buongiorno!

- Ho saputo che avete avuto un infarto. - E da chi l'avete saputo?

Vostra figlia. Quella che lavora al tribunale.

Dicono tutti che è bravissima, ma purtroppo tiene il vostro carattere.

Certo che a guardarvi bene Avvoca', mi pare che non vi siete fatto niente.

- Siete proprio tale e quale a prima. - Di che si tratta Satrià?

(in napoletano) Facimm'ampress!

Avvocà, vi presento mio nipote.

Ha preso l'abilitazione la settimana scorsa a Padova.

- A Crotone. - Vabbè... Si vorrebbe avviare alla vostra professione,...

..per grazia di Dio. Dio dice che "ca nisciuno si ha da fà niente"...

..ma devono guidare male, Avvocà. Hanno a guidà male.

Davide! Dove vai?

- Ha scelto il tavolo. - Satrià, è una cosa lunga?

Ho finito. Ora al ragazzo gli servirebbe un favore...

Non correre così, hai capito? Te lo detto tante volte.

La dobbiamo mettere dentro.

- Questa qua deve stare dentro. - Cosa vuole? - Accendino, un euro.

- No, grazie. - Quello che lavora all'assicurazione, Tatangelo,...

..ve lo ricordate? - Albicocca, ananas... - Quant'è bella questa camicia?

< - Ti piace? Guarda un pò! L'ho presa in offerta. - Molto.

- Questo, questo. - No, grazie. Allora Davide, cosa prendiamo?

- Succo alla pera. < - Io succo di pesca. - Succo alla pera?

- Sì. < - Accendino? - No, ho detto no. Per cortesia.

< Sei sicura che poi non lo vuoi alla pera come tuo fratello?

< - Si, certo. < - Questo? Cinque... - Mi sono dimenticato, cosa hai detto?

< Calzini, calzini. - Succo alla pera. - Pera!

(Michela) < Senti, e da mangiare? - Sciarpa, ti prego. - No, grazie.

- Calzini, calzini. (urlando) - No, ho detto no!

No! No! Mi capisce quando parlo? Vada via!

Via! Non la voglio la sua porcheria di merda.

Ha capito? Deve andare fuori! Fuori!

Tutti da me venite! Tutti da me venite!

Tutti da me!

Tutti da me vengono.

Porto la famiglia...

Dov'è andato? Scusi.

Papà ora torna.

Permesso? Signor Lorenzo, le ho portato una...

Ma che fa?

Mi sto facendo la barba!

- Non pensavo che un uomo si mettesse a... - Questo è niente.

Io ogni mattina mi lavo la biancheria.

Fa parte della mia ginnastica.

Mi fa ridere. La prossima volta le porto anche le camicie di mio marito.

No, per niente. Io mi preoccupo solo di me.

Non pensi male di Fabio per l'altro giorno.

Io non giudico, faccio l'avvocato.

Quando è stanco gli saltano i nervi, ma il primo a starci male è lui.

Mia figlia sa come trattare con gli stranieri.

Ha vissuto parecchi anni in Egitto per imparare la lingua.

Anche a me sarebbe piaciuto tanto.

Uno viaggia, vede i posti, conosce.

Mia figlia ha conosciuto, ha viaggiato. Ed è tornata incinta.

L'ha detto a mio marito? No. Meglio di no.

(Lorenzo) < Questo si chiama... Saccolman!

Ma no, te l'ho detto già prima! Si chiama Metalman.

- Come si chiama questo? - Questo si chiama Diavolo. - Diablo.

- Diavolo! Non vedi che è rosso? - Sì, sì.

Questo invece... è Kornak!

- Sì. - Kornak! - Almeno sai un nome.

- Non ci sono vampiri? - No.

- Io sono un vampiro! - Sì certo!

- E io ti batto! - Ah!

- Non mi piace l'aglio. - Mamma ne mette tanto mentre cucina.

- Morirai. - I vampiri non muoiono mai.

Sì, perché ho visto i vampiri in TV. Sono giovani e tu sei vecchio.

< - Io sono vecchio? < - Sì. - Bianca.

- Sono maturo! - Maturo, con le rughe e con la barba!

Sì, rughe di maturità!

MUSICA DALLATV

Vediamo se indovino... Voi siete figlio unico.

- Sì. - E voi siete almeno quattro o cinque, tra fratelli e sorelle.

Magari, quattro o cinque.

Sono orfanella. Allevata da nonna e scappata di casa a sedici anni.

Sempre in giro per l'Italia.

Sempre dietro a qualcuno.

< Fino a quando non m'ha bloccato lui.

- Eh, l'ho bloccata. T'ho bloccata? - M'hai bloccata. - Ah, ah.

- Questo non me l'avevi detto. - E allora?

< Non bisogna mica dire tutto. BACIO

Scusi, signor Lorenzo. Ogni tanto...

RIDE

(Michela) < - Candito da solo. (Fabio) < - Ah, solo il candito?

Io ho tre figli, praticamente.

- La terza è lei. - Hai tre figli?

Non gli dia retta.

I bambini dove sono?

Bianca?

(Fabio) < Bianca? Davide?

FA RUMORE CON UN GIOCO

RUMORE INDISTINTO

- Avvocato! - Ingegnere, scusate l'improvvisata.

Voi state lavorando, ma mio nipote Francesco...

..non ha resistito, gli piacciono troppo le navi.

Ah sì? Avete fatto bene.

- E ne vuoi vedere una? - Sì. I capelli!

Lui è come Sansone. Ha i capelli sensibili.

MUSICA IN SOTTOFONDO

Sa qual è il peccato più grande?

Che si passa sempre meno tempo con i figli, quando sono bambini.

Lei è molto legato a suo nipote.

Io invece non ci riesco con i miei figli.

Non so mai cosa dire.

- E poi, cosa si può dire a un bambino? - Tutto.

A un bambino si può dire tutto.

Gli racconti la Divina Commedia, pare che non capisce,...

..invece dopo una settimana, di punto in bianco,...

..ti dice chi sono Paolo e Francesca.

Michela è molto brava e ha pazienza con Bianca e Davide.

Sono i primi tempi. Capita a tutti.

- Lei ha mai cambiato città? - No, mai.

Radicato a Napoli, come il pino della cartolina.

< Io... invece non ho mai avuto una casa.

Quando avevo sei - sette anni, ero un bambino magrissimo,...

..che balbettava, con l'ansia.

A scuola chiedevo a tutti:

" Sei mio amico davvero? ".

Al mio compagno di banco, una volta gli ho offerto dei soldi.

" Quanto vuoi per diventare mio amico? ".

Forse nella vita tutto quello che facciamo...

..è una scusa per farci volere bene.

BUSSA

Così deve fare.

Io abito accanto a lei. Lei bussa e io apro.

Dalle nostre parti si usa così.

La prima cosa che dovete ricordare è che il ragù non corre.

Si prende il tempo suo.

- Ma quanto tempo? - Ore ed ore.

(in napoletano) Nu juorn sano.

Non lo vendono già pronto?

Certo. Solo che quello non è un sartù.

- Mi passate un pò di vino? - Ecco.

Grazie.

Non ce ne sta mettendo un pò troppo?

No, perché il riso assorbe.

Ho capito. Questa l'ho capita.

Lo sa che mi capita, signor Lorenzo?

Che se uso il vino per cucinare, poi finisce che me lo bevo io.

Vabbè, un goccetto di vino mica fa male.

Lo so. Però se stappo una bottiglia me la bevo tutta.

- Se non stappo, non bevo. - Io intendevo un bicchiere.

A Fabio non gli va giù.

Lui solo acqua, liscia.

Avete due figli meravigliosi.

Per Fabio sono una preoccupazione.

Per me era lo stesso.

Stavo male al posto loro.

Poi sono cresciuti ed è successa una cosa strana.

Ho smesso di amarli.

- Non ci credo. - Invece sì.

Ma perché i figli devono diventare grandi?

Signor Lorenzo, posso dirle una cosa?

Io penso che...

..lei ha paura che i suoi figli si facciano male come quando camminavano a quattro zampe.

Solo che sono grandi e camminano per fatti loro.

Quindi lei ha paura di non dargli più niente e non vuole più niente.

< Lo so.

< Non lo so se mi sono spiegata, è che...

Basta un goccetto che divento filosofa.

Aspettate che faccia la crosta e poi spegnete il forno.

Però lasciatelo dentro.

Cena da noi stasera, no?

Non lo so, ma adesso devo andare.

Arrivederci.

Grazie.

BRUSIO

MUSICA IN SOTTOFONDO

CLACSON DI MACCHINE E MOTORINI

(donna) < - Un caffè? - Un caffè.

Un caffè.

Quanto costa questo qui?

Quello non costa.

- Sarebbe a dire? - Non lo vendo.

Scusi, perché è lì allora?

< Per bellezza!

Quello è un pezzo raro.

- Dove l'ha trovato? < - E chi se lo ricorda!

< Sono anni che ce l'ho.

< Ma a voi che ve ne importa?

Io ve lo compro. Duecento euro vanno bene?

Non lo vendo. Mi dispiace.

Cinquecento?

No, non è per mio figlio.

Lo vede qui?

Queste finestre le ho rotte io, con un chiodo.

Quando ero piccolo.

Che è successo?

- Scusate, dove state andando? - Sono l'Avvocato Bentivoglio, abito là.

Scusate, non vi posso far passare.

- Dove andate? - Quella è casa mia.

- Non si può passare comunque. - E fatemi passare!

- Non si può passare! - Lasciatemi stare! - Non si può passare!

SIRENA DELL'AMBULANZA

Buonasera Avvocato. Che brutta cosa...

(carabiniere) Per cortesia, andate dentro.

Che fate voi qui? Andate via! Vi dovete allontanare.

Via, via, via!

TUONI E PIOGGIA SCROSCIANTE

- Io debbo andare. - Non è possibile.

Dovete firmare la dichiarazione, come tutti i condomini:

"Io non ho visto e non ho sentito niente". - Come vi permettete?

- Voi da qua non vi potete muovere. - Altrimenti?

Passate un guaio.

Voi li conoscevate?

Io sì. C'ho anche giocato con quei bambini.

< Firmate questo verbale.

Io dei vostri verbali me ne strafotto.

- Dottoressa buongiorno. - Buongiorno Avvocato.

- Ma voi abitavate a Banchi Nuovi 13? - Sì, ora ci sta mio padre, perchè?

- Avete visto che è successo stanotte? - No, che è successo?

Leggete! Un uomo ha sparato alla moglie, un uomo giovane, trentaquattro anni.

Poi ha sparato ai figli piccoli, un maschietto e una femminuccia.

E poi si è sparato pure lui. A Santa Chiara hanno sentito tutti quanti.

Scusate, ma noi che cosa ci entriamo?

Buona giornata, Avvocato.

Accomodatevi qui, per adesso.

Papà.

- Che siete venuti a fare? - Abbiamo saputo.

- Avoi non vi riguarda. - E a te? - A me sì.

Domenica ero a pranzo da loro. Persone normali.

Più normali di me, di te e di tua sorella.

E poi succedono queste cose...

Ma tu non sei nemmeno uno di famiglia.

Uno di famiglia.

- Dottoressa, perdonatemi. < - Ditemi.

Volevo sapere come sta.

- Vostra figlia è nelle mani di Dio. - Dio? Dio non c'entra niente.

- Che significa " vostra figlia "? - Sono fatti miei. Andatevene.

In questo reparto non sono ammessi estranei.

(sottovoce) Venite, Avvocato.

Sta qua.

RUMORE DEL MACCHINARIO

Osvaldo è il cugino di Fernando, perché la mamma di lei...

..è sorella del padre di lui, e lui praticamente era sposato...

..con la figlia di Fernanda, ma non sapeva che era la mamma.

Me la misurate la pressione?

Dopo, dopo, non vi preoccupate.

- Comunque Fernanda è incinta. - Di Osvaldo. - Non lo sa.

Avvocato state attento, è arrivata la madre.

(giornalista) < Signora! Come sta signora?

VOCI SOVRAPPOSTE

State bene?

Mi dovete perdonare signora.

< Io sono il vicino di casa di Michela.

Però, per entrare in quel reparto, ho fatto finta di essere il padre.

Mi hanno creduto e mi hanno permesso di starle accanto fin dal primo momento.

< Vostra figlia non aveva nessuno.

< Però adesso... ci siete voi.

E io... la lascio nelle vostre mani.

Ma io sono la madre di Fabio.

Sto cercando di ricordare.

Da quando l'ho saputo, sto cercando di ricordare ma...

Non mi viene in mente niente.

Meno una cosa, che non c'entra, ma gliela dico lo stesso.

Fabio era piccolo, nemmeno dieci anni, sa che è figlio unico.

Eravamo in montagna, d'estate e lui non aveva amici.

Giocava sempre da solo. Costruiva fionde,...

..si era costruito una casetta di legno.

Un giorno, gli si avvicina un ragazzo della sua età...

..e diventano inseparabili, due amici perfetti.

Ma all'improvviso il ragazzo non lo vediamo più...

..e l'hanno salvato per miracolo.

Fabio si chiude in un silenzio straziante.

Ma non piange. Nemmeno quando sa che il suo amico può morire.

Una mattina, mentre facciamo colazione, c'era anche suo padre,...

..dice, tutto d'un fiato: " Sono stato io, l'ho spinto giù io."

Ricordo che... d'istinto l'ho abbracciato...

..e l'ho tenuto stretto per non so quanto tempo.

Abbiamo deciso di non parlare. Di non metterlo in mezzo.

Di evitare tutto quello che sarebbe successo.

Abbiamo tenuto il segreto, io e suo padre, per anni.

Il bambino si è salvato, per fortuna, ed è cresciuto bene.

E noi abbiamo rimosso la faccenda.

Finché tanti anni dopo, Fabio andava all'università,...

..io e lui siamo tornati in quel posto in montagna.

Era una bellissima giornata, limpida, magica,...

..e lui mi dice, ridendo: " Mamma, ti ricordi quel ragazzo del burrone?

Ti ho detto una bugia, non l'ho spinto io, io non c'entravo niente."

Allora gli ho dato uno schiaffo con tutte le mie forze...

..e gli ho gridato: " No! Non è vero!

E lui è... è stato un mese fuori di casa.

Non voleva vedermi più.

Una brutta storia.

Non ce l'ho fatta ad aiutarlo.

Lei ha avuto tanti morti?

Mia moglie. Non l'amavo.

O forse l'amavo e non me ne sono accorto.

E adesso è troppo tardi per ritrattare.

Domani non so se ce la faccio a venire all'ospedale.

Devo portare a casa i bambini. Abbiamo la cappella di famiglia.

Un'idea di mio marito, che mi ha sempre fatto ribrezzo ma...

..adesso invece è utile.

Non sa quant'è difficile avere un posto al cimitero.

Difficile... e caro!

Lo sai che fine hanno fatto le medicine? Nella spazzatura.

E io che ci posso fare?

Io gliel'ho prese, sono andato in farmacia,...

..gliel'ho comprate, gliele devo pure mettere in bocca?

Tu te ne fotti.

Perché tu che fai?

A me neanche mi parla.

Senti, io nei cazzi di mio padre non ci voglio entrare.

E a lui sta bene.

Questo sai che significa?

O che lui ci tiene molto agli affari suoi,...

..o che di me non se ne importa proprio.

Siete fatti tutti e due della stessa pasta.

Ma che stai dicendo?

Lui non mi ha mai pensato.

Ricordi quando eri bambina e...

..e ti portava al cinema e ti faceva i regalini.

Tu nascondevi da me i tuoi regalini.

Da quant'è che non vi parlate? Da quando è morta mamma, eh?

Ma tu sai che lui aveva un'altra?

E queste cose possono anche succedere...

Ma lui la portava qua, a casa nostra.

Quando mamma non c'era.

CELLULARE CHE VIBRA Pensa che una volta sono arrivata...

Pronto. Sì sto venendo! Sto scendendo...

< Già sei arrivata? Mamma mia, come sei pignola...

< E falli cinque minuti di ritardo! Lo so, mi aspetti sempre.

< Che devo fare? Tu sei svizzera!

PORTA CHE SI CHIUDE

- Non ti senti bene? - No. Sto benissimo.

Non lo vuoi il gelato?

Sto aspettando che si squaglia.

Ho capito. Hai fame, ma non hai i denti.

Stai bene con tua madre?

La vedo poco. Meno male che lavora.

Che significa?

Non mi fa vedere la TV. Non mi fa usare la playstation.

- Non mi fa chattare... - Hai mai pensato a scappare di casa?

Fra un paio d'anni.

- Perché non facciamo un'altra cosa? - Che cosa?

Tu vieni a stare da me. E io ti faccio fare tutto quello che vuoi.

Voglio tornare a scuola.

Avvoca', sedetevi qua e non vi muovete.

RUMORE DEL MACCHINARIO

Anche io ho una femmina e un maschio, come te.

Io ero figlio unico, ma pure loro sono figli unici.

Non legano.

Sono come principi ereditari, che si spartiscono il regno.

E allora... o ti pigli collera...

..come ho fatto io finora,...

..o fai come mi hai detto tu. Ti ricordi?

I figli grandi li ami in un modo diverso.

< La prossima volta porto un libro e te lo leggo.

Da ragazzo non mangiavo per comprare i libri.

Ai miei tempi chi studiava era fortunato.

I miei hanno fatto grandi sacrifici per farmi diventare avvocato.

Ma mia nonna non capiva.

Una volta stavo facendo i compiti,...

..mia nonna mi guardò per un pò e poi disse:

" Ma che fa 'o guaglione? ".

Mia madre rispose: " Studia, no?

E mia nonna: " E perchè? ".

Mia madre, con la santa pazienza :

" Quando non vi sentite bene, chiamate il dottore?

E poi ci sono gli ingegneri che fanno le case,...

..i professori, gli scienziati...".

Allora mia nonna, tutta illuminata: " Ah sì, sì.

Quelle si che sono persone importanti!

Ma gli studenti a che servono? ".

- Che stai facendo? - State calmo.

Ora chiamo i carabinieri e tu perdi il posto.

Chiamateli i carabinieri, ci parlo io.

Là dentro ci sta mia figlia, un pò di rispetto!

- Voi sareste il padre? - Sì.

Voi siete quella vecchia chiavica dell'Avvocato Bentivoglio.

Conosciuto in tutte le questure di Napoli.

Chiamateli 'sti carabinieri, Avvoca'!

BRUSIO

< Vieni dentro che ti vedono!

Scusa.

La gente... è giusto.

Di che cosa hai bisogno?

Di niente.

Si è fatto grande Vincenzino.

Eh sì, è cresciuto.

Il tempo passa per tutti.

E tu che problemi hai?

Nessuno, sono venuto per vederti e basta.

- E il lavoro? - Io non lavoro più.

Passeggio. Guardo la gente. Consumo le scarpe.

Dimmi la verità, hai un'altra donna?

Rossana,... non è più tempo.

Non ti vuole bene?

Non si tratta d'amore.

Tu quando uscivi di qua cantavi.

Ora ci manca poco che ti metti a piangere.

< Ho comprato le paste, ne vuoi una?

No grazie, lascia stare.

Si è fatto tardi.

BRUSIO

- Buonasera, Avvocà. - Genna'! L'hai vista? Come sta?

Tale e quale. Stazionaria.

- Come faccio? - A quest'ora, sopra, dormono tutti.

< Magari... vi faceva piacere saperlo.

RUMORE DEL MACCHINARIO

Sai che m'hanno detto? Che non ti devo più vedere.

Ma come ragionano?

Tu qui mi vuoi. O no?

Io faccio carte false per stare qua.

E se non ti sta bene tu dimmi una parola e non mi vedi più.

Come Rossana, che non m'ha visto più da un giorno all'altro.

Ieri sono andato a trovarla. Non potevo tornare a casa nostra,...

..quelle scale, quelle porte non le posso vedere.

Io speravo che Rossana mi pigliasse a schiaffi.

< E invece niente.

< Le donne sopportano tutto.

< Anche se la lasci per un'altra.

Ma se l'altra non la ami, allora no. Allora è troppo.

Mia moglie ha saputo tutto, si è messa a letto e non si è voluta più alzare.

" Voglio stare sola! ", mi diceva.

Dopo un mese se n'è andata.

Tu non te ne devi andare. Non fare come lei.

Si è svegliata! Ha aperto gli occhi!

- Venite a vedere! - Stia calmo. - Si calmi, si calmi!

Ci pensa il dottore! Un attimo.

< Io stavo parlando con lei, ha aperto gli occhi, si è svegliata!

< E questo che significa? Significa che ce l'ha fatta!

(infermiera) < Adesso vediamo cosa dice il dottore.

< Vado a prenderle un bicchiere d'acqua.

Ma come no?

- Ma ha aperto gli occhi! - No.

- Ma perché non mi credete? - Lei chi è?

Voi medici siete arroganti.

Ma un giorno starete pure voi in un lettino d'ospedale.

E capirete che cosa significa che vi ridono in faccia!

Qua non si fuma.

Scusate.

< Non vi contesto gli articoli del codice, perché li conoscete meglio di me.

Ditemeli invece, magari non me li ricordo.

Dagli atti mi risulta che voi non siete propriamente una persona senza macchia.

Abbiate pazienza.

< Avete fatto arricchire centinaia di truffatori, con incidenti falsi.

< Gente che si fingeva storpia, che accusava danni permanenti.

Qualcuno non avrebbe avuto giustizia.

Dunque per giustizia voi vi siete introdotto in questo ospedale,...

..sotto falsa identità. Questa volta a voi in tasca che cosa ve ne viene?

Mio padre è un uomo solo.

Vede una coppia con due bambini, vivono accanto a lui...

..e si affeziona.

Ma perchè è un reato?

< Potrebbe stare tutto il giorno ai giardinetti a fare le parole crociate,...

..e invece pensa che quando quella ragazza si sveglierà...

..avrà bisogno di qualcuno che le tenga la mano...

..e che trovi le parole giuste per dirle quello che è successo.

Non la state a sentire, mia figlia pensa che sono vecchio...

.. e che non ci sto più con la testa. Allora deve difendermi, proteggermi.

< E allora Avvocato, ditemela voi la verità.

Quello che volevo fare sono fatti miei!

Ci sono altre domande?

< Nessuna domanda. Una diffida.

< Voi qua dentro, non vi dovete più far vedere.

Firmate.

< Lo sapevo.

Signor Lorenzo! Che ci fa qua?

Vuole essere cacciato da tutti gli ospedali?

Non le conviene, sa?

Lei è stato male e si deve curare.

Le ha prese le medicine?

Le ha prese? Bravo.

Perché non va a casa?

Vedrà presto mi dimetteranno da quel reparto...

..così potremo chiacchierare di nuovo.

- Veramente stai bene? - Eh! Potrei uscire domani.

- Non ci credo. - Sto bene.

Sto bene.

Afare che cosa?

A muovere le gambe per danzare.

< - Ah, sì? - Mm.

Mi piaceva tanto.

- Volevo diventare una ballerina. < - Una ballerina? - Sì.

Ero brava, sa?

Poi un giorno, mentre mi allenavo, mi sono fatta male.

Tanto.

Fossi stata un cavallo mi avrebbero finito lì... Pum!

Perché non se ne va, signor Lorenzo?

Vada via.

Ci sono solo io.

Matto!

Io ho Fabio, i bambini.

Signor Lorenzo!

Signor Lorenzo.

BRUSIO

RESPIRAAFFANNOSAMENTE

- Vi volete sedere? State bene? - No, no.

Siediti qui e mettiti a fare i compiti.

- Ehi! - Oh!

- Si è fatto vivo con te? - Chi?

Papà.

La ragazza, la sua vicina di casa...

..è morta ieri. Me l'hanno detto in ospedale.

- Questo che c'entra? - Quando è morta lui stava là.

Ho paura che gli sia successo qualcosa.

Ho provato a chiamarlo tante volte.

Conoscendolo non mi preoccuperei.

Non è la prima volta che sparisce. Poi te lo viene a dire a te?

A lui degli altri non gliene frega niente. Stai tranquilla.

Si veniva a prendere Francesco, nelle ore di lezione, alle mie spalle.

Se io volevo non glielo facevo fare più.

E perché non l'hai fatto?

- Ma a te davvero non te ne importa niente? - Guarda come stiamo combinati.

Domani sera abbiamo pure l'apertura.

Io non capisco perché tu hai questa fissazione di perdonargli tutto.

Perché un padre è un padre.

E perché Francesco te lo cresci da sola?

Prendimi a schiaffi, me lo merito.

Stai tranquillo.

BRUSIO

- Non me lo sarei augurato mai. - Che cosa?

Di sperare che fosse con voi.

Lo vedete con i vostri occhi. Qua non c'è.

Non so più dove cercarlo.

- Avete avvertito la polizia? - Non posso, lo sapete com'è fatto.

- Lo prendete un caffè? - Volentieri.

Ma perché vi siete lasciati?

< Chiedetelo a vostro padre. Ha deciso lui.

- Dopo che è morta mia madre? < - Prima.

Non sono stata io.

Lo so.

Lui è convinto che io ho raccontato tutto di voi due a mia madre...

..e che così l'ho uccisa. Sono anni che non mi parla.

Lui diceva il contrario. Diceva che eri tu che non gli parlavi.

< Lo accetti un consiglio da me?

Invece di stare lì a sbatterti per lui, lascialo in pace, non pensarci.

" La mia vita è sbagliata, quella giusta è con te."

Questo mi diceva tuo padre. Che ci vuoi fare?

Aiutatemi a trovarlo. Voi lo sapete dov'è.

Se è morto non me lo dire.

Non lo voglio sapere.

Prego.

Signorina non è stato spostato niente.

Anzi, poi sbrigatevi a prendere quello che vi serve...

..perché qua buttano tutto improvvisamente.

Vabbè che non c'è roba di valore.

Sono tutte carte, poi ci sta il divano...

..dove dormiva quando lavorava fino a tardi.

- Era un bravo avvocato? - Le cause le vinceva tutte.

Poi, come si dice,... si è inguaiato con le sue mani.

- E secondo voi è un uomo onesto? - Alla sua maniera sì.

Ma poi, essere avvocato e pure onesto...

Sono due cose che non tornano.

Cortesemente, lasciatemi da sola.

Certo! Quando avete fatto chiudete a chiave, stanno vicino alla porta.

< Grazie.

Metti questo e poi dopo cambia. Ok? Io sto di là.

MUSICA

E che è 'sta faccia da funerale? Ti porto qualcosa da bere?

E dai!

C'è una tua vecchia conoscenza stasera.

Vieni.

Ho parlato con lei sta di là, al bar.

Non gli ho detto chi sei.

PARLANO IN ARABO

Ciao Elena.

- Giulio. - Sono stato quasi cinque anni a Monaco,...

..ma non vedevo l'ora di tornare. Per fortuna ho perso il lavoro.

< - E tu? - Nessuna novità.

Ma ti ricordi quando ti bussavo al citofono e tu scendevi giù...

..e ci scambiavamo i bacetti sotto al portone?

Va bene anche se mi mandi una faccina. Magari che sorride.

< Io ti ho pensato la mattina, la sera, mentre lavoravo.

Elena, io ti ho pensato pure mentre giocava il Napoli!

PARLA IN ARABO

Dice che non è vero.

Dice che quelle cose gli sono state messe nello zaino...

..per farlo arrestare.

E che tutti gli italiani pensano che gli arabi siano dei terroristi.

(giudice) < SignorYassim, lei risulta espulso dall'Italia...

..con provvedimento del 29 settembre 2014. Quindi è già venuto qui.

TRADUCE IN ARABO

PARLA IN ARABO

(sottovoce) Non è mai venuto qua.

In tribunale, intendo.

< Non lo so che cosa aveva nella testa, lo sa soltanto lui.

Posso solo dire che sono contenta che sia tornato.

Dice un poeta arabo che la felicità non è una meta da raggiungere,...

..ma una casa a cui tornare.

< Tornare, non andare.

E ognuno di noi lo sa.

BRUSIO

MUSICA IN SOTTOFONDO

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