All language subtitles for Rita, Sue and Bob Too (1987)

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Original subtitles

Rita e Sue...

E Bob in più...

Che cosa faremo con Rita e Sue...

E Bob in più?

Una volta dato un morso a quel cuore morbido...

Oh, non devi rimetterlo nella scatola...

È la solita vecchia, triste storia...

Dei tre orsi, i tre orsi e Riccioli d'oro

Che ha fatto arrabbiare le mie Rita e Sue...

E Bob in più...

Che cosa faremo con Rita e Sue...

E Bob in più?

Levati dal cazzo!

Rita e Sue...

E Bob in più...

Rita e Sue, Rita e Sue, Rita e Sue...

- Dov'è che vai? - Fatti gli affari tuoi.

- Non stare fuori tutta la cazzo di notte! - Torno quando mi pare.

Tutti parlano di...

Rita e Sue, Rita e Sue...

E Bob in più...

Rita e Sue...

E anche Bob, Rita e Sue...

Rita e Sue, e anche Bob...

E anche Bob, Rita e Sue...

Rita e Sue...

E Bob in più...

Rita e Sue...

Rita e Sue, Rita e Sue...

Rita e Sue, Rita e Sue...

Rita e Sue, e Bob in più...

È andato tutto bene?

- Sì. - Bene.

Ecco i soldi. Potete tornare venerdì prossimo?

Sì, grazie.

Vi accompagna a casa Bob.

- Vero, Bob? - Quando vogliono, io ci sono.

Bene, ci vediamo venerdì, allora.

- Grazie mille. Ciao. - Ciao.

- Mia moglie vi ha dato i soldi? - Sì.

Ecco due sterline. Per le sigarette.

- Sicuro? - Sì.

- Tieni. - Grazie.

Grazie.

- Uscite già con qualcuno? - No!

Avrei pensato che alla vostra età usciste già con i ragazzi.

Beh, invece no.

- No, grazie. - Grazie.

Grazie.

Se vi porto a fare un giro, le vostre madri vi diranno qualcosa?

No.

E tuo padre? Lo conosco, tuo padre.

Ha fatto qualche lavoro per me.

È un po' una testa di cazzo, eh?

A me non è sembrato.

Volete andare da qualche parte?

Dove si può andare a quest'ora?

Ci siete state nella brughiera? Possiamo andare lì, se volete.

Allora andiamo lì, non siamo difficili.

Ok, allora. E brughiera sia.

- Siete entrambi vergini? - Cosa?

- Perché vuoi saperlo? - Sono solo curioso, tutto qui.

- Allora? - Sei proprio un impiccione, eh?

Impiccione, no. Curioso, sì.

Mi chiedo spesso cosa fanno le ragazzine di oggi.

Beh, non molto. Non c'è mai niente da fare qui.

Non avete ancora risposto alla domanda.

Lo siete o no?

Sì, tutte e due.

Lo sapete mettere un Durex?

- Cos'è un Durex? - Penso che intenda il cappuccio.

- Esatto. - Perché lo chiami Durex?

- Perché si chiamano così. - Oh, non lo sapevo.

Non ho mai dovuto usarli.

Lo sai mettere?

Non saprei da che parte cominciare.

Volete provarci?

- Io no. - Io neanche.

Puoi dircelo e basta.

Pensavo che vi sarebbe piaciuto provarci.

No, io non credo.

Ok.

- Intanto serve un'erezione. - Una che?

- Un'erezione. - Che cos'è?

Non lo so.

- Non sapete cos'è un durello? - Sì.

Ok, per prima cosa serve un durello,

e poi si tira fuori il cappuccio...

come lo chiamate voi...

dalla confezione.

Non pensavi mica che credevamo che si metteva anche la confezione, no?

Che succede se si rompe?

Niente di buono. Lo sperma può uscire e fecondare l'uovo.

Ma non abbiamo delle uova dentro.

Non siamo mica delle anatre.

- Ma può sfilarsi e rimanerti dentro? - No.

Cosa intendi esattamente con "sperma"?

L'eiaculazione degli uomini.

Voi lo chiamereste "sborra". Non ve l'ha mai insegnato nessuno?

- No. - A scuola abbiamo solo

visto dei disegni degli organi sessuali maschili e femminili.

E i vostri genitori non vi hanno detto niente?

Non si parla di cose sporche a casa mia. Se dico cose così, mi prendo le cinghiate.

Neanche mia madre ne vuole mai parlare.

Ma perché ci siamo fermati qui?

E perché stiamo parlando di cappucci?

Dovevi portarci a fare un giro.

Ci siamo fermati perché volevo parlarvi un attimo.

- Conoscervi meglio. - Per cosa?

Beh, le cose tre me e mia moglie non vanno troppo bene.

Ma pensa un po'...

Questa macchina ha i sedili reclinabili.

E noi che c'entriamo?

Che ne dite?

Ti faccio sapere.

Prova a sdraiarti, se vuoi.

Perché no?

Cosa credi di fare?

- Non ti piace? - Sì.

- Perché non lo fai a lei? - Lo farò...

Dopo che avrò finito con te.

- Ma sei sicuro di farcela con due? - Puoi scommetterci quello che vuoi.

Togliti le mutande.

- Devo proprio? - Altrimenti non posso fare niente.

- Non posso abbassarle e basta? - Così non riuscirai a muoverti.

Facciamo così, le tolgo da una gamba sola.

Io guardo e basta, se non è un problema.

Ok, sdraiati.

Cristo, sembra una salsiccia congelata.

- Alza un po' il sedere. - Cosa?

- Sto parlando con Sue. - Mi dispiace.

Non cambia molto, ma mi accontenterò.

- Quanto ci vorrà? - Il tempo necessario.

Ok! Ok!

- Puoi spostare la gamba, Sue? - Cosa fai?

Sto cercando di farlo entrare, vuoi stare zitta un attimo?

Posso mettere una cassetta?

Porca puttana! A che ti serve?

Voglio ascoltarla.

Rita!

- Cosa? - Stai zitta o aspetta fuori.

Mi dispiace, ma mi annoio.

Quando avrò finito qui non ti annoierai più.

Beh, allora sbrigati.

Così...

Sì!

Ti è piaciuto, Sue?

Sì.

Dai, sali in macchina, brontolona.

Arrivo!

Ehi, non c'è proprio tanto spazio, eh?

- Io e Sue ce l'abbiamo fatta. - Non mi lamento, era così per dire.

- Toglimi la testa dalla gamba! - Scusa.

Dai, Rita, se non vuoi farlo, dillo e basta.

Sì, che voglio.

Rita, io la gamba la sposterei, se no ti farà male da morire.

Dai, Bob, mettilo dentro!

Dai.

Così, così...

Sì, sì...

È già finita?

Pensavo di essere stato fantastico.

- Ti è piaciuto? - Non ha le gambe molto pelose.

Penso che sia fantastico.

Di certo sa come far divertire le ragazze.

Certo che non è durato proprio tanto.

Dici che ci porterà di nuovo qui?

Oh, stai tranquilla, lo farà di certo.

- Dove cazzo sei stata? - A fare la babysitter.

Col cazzo, non fino alle due del mattino.

- Non raccontarmi balle. - Non sono balle, chiedi alla mamma.

Beh, anche tua madre racconta balle a tutto spiano.

Te lo metto intorno al collo!

- Mamma! - Cosa?

- Vieni a dirglielo! - Stronza bugiarda!

Ne ho abbastanza, magari portasse via i coglioni.

- Ce lo auguriamo tutti. - A cosa stai giocando?

Non venirmi a dire che ha fatto la babysitter fino a ora, cazzo.

- Come fai a sapere che non è vero? - Perché è tutto chiuso.

- Non è vero. - Le discoteche.

Cazzate, e la prossima volta te lo passo intorno al collo.

Stai attento che non lo passi intorno al tuo.

Perché non ti levi dal cazzo e torni a dormire?

Io dormo qui, tu ti arrangi.

- Fai quello che vuoi. - Esattamente. Non preoccuparti.

Vabbè...

- Fanculo, io vado a letto. - Ecco, vattene.

Tu non ci vai, a letto?

Non con lui. E devo dirti una cosa.

- Cosa? - Stai nascondendo qualcosa.

No, stavo solo facendo la babysitter.

Non fino a quest'ora.

Vabbè, vai a letto, Ci vediamo domattina.

Sei una maledetta bugiarda, pensi che sia nata ieri, cazzo.

Mamma!

- Mi presti il cardigan? - No.

Mamma, dove sono finiti i miei compiti?

- Sono lì sopra, no? - Dai!

- No, sono spariti. - Era lì quando mi sono alzata.

- Dai, Sue. - Beh, non può sparire e basta.

- Me lo presti? - No!

Vedi se sono finiti dietro.

Piazzo una scommessa da 5 pence.

- Avete visto i miei compiti? - Proverò con Yankee.

Ehi, sono questi qui?

- Sì, ridammeli, cazzo. - Mi servono.

Mamma, diglielo, mi mettono una nota. Devo consegnarli.

Mi dai i soldi per la cucina?

Che soldi per la cucina? Col cazzo.

Se quella prof vuole che cucini, dicci di darteli lei, i soldi.

Non glielo dico, no.

- Glielo dico io. - Non dirai proprio un cazzo.

Non voglio che tutti sappiano cosa posso e non posso pagare.

Fanculo!

Grazie. Grazie.

Grazie a tutti, grazie.

Grazie. Buongiorno.

Grazie, grazie, grazie.

Grazie. Grazie.

Grazie, grazie, grazie.

- Io ho il mio, tu non hai il tuo? - Grazie.

Cos'è questo?

2.45, Miss Love, Ripon.

Le corse dei cavalli, prof.

Corse dei cavalli?

I miei fratelli l'hanno usato per scriverci le scommesse.

Sembra un bel tema, Sue.

Spero bene, con il tempo che ci ho messo.

Quindi secondo te dovrei scommettere su Miss Love?

Beh, è la favorita.

Cosa facciamo stasera?

Ma che ne so. Non è che c'è molto da fare.

Ci facciamo un giro, come sempre.

Non ti puoi far venire in mente un'idea migliore?

Bob è fantastico, eh?

Potrei viverci con uno così, sempre che a me non mi tratti

come sua moglie.

Beh, non puoi aspettarti nient'altro, no?

Se avessi un ragazzo come lui, me lo aspetterei.

Non ti darebbe fastidio se andasse con tutte quelle che vuole?

Beh, occhio non vede, cuore non duole, no?

Luna Kars.

Sì, dove vuole andare?

Va bene, sta arrivando.

Conducente tre, un passeggero di nome Saunders all'Exchange.

Vuole andare a Leeds.

Che hai da guardare?

- Niente... - Lascia perdere.

A te piacerebbe se ti fissassi?

È quello che stai facendo.

- Bella, eh? - Vorrei portarmela a letto.

Non sapresti cosa farci, con lei.

Voglio un taxi, subito.

- Dove vuole andare? - A Thorpe Edge.

- Scommetto che me la prendo prima io. - Scommetto di no.

- Conducente cinque, Thorpe Edge. - Quanto?

- Cinque. - Luna Kars.

Ok, ci sto.

Dove vuole andare?

A che ora? Sta arrivando.

- Vuoi uscire con me stasera? - Perché? Così puoi portarmi a letto?

Dorme su un letto di chiodi, di spuntoni.

Ti sveglierai coperta di graffi. Meglio che esci con me.

Magari può valerne la pena, no?

Dico sul serio, io non sono come lui.

Lascia perdere.

Luna Kars? Sì, dove vuole andare?

Ok, sta arrivando. Arrivederci.

Tieni, bevine un bel sorso.

- No, grazie. - Butta giù, ti fa bene.

Lo dico alla prof...

Rita. Rita. Bob.

Vai.

Ciao, Sue. Tutto bene?

- Cosa vuoi? - Prof, posso andare in bagno?

Avresti dovuto andarci prima della lezione.

- Non ci faccia caso. - Ti pregherei di tacere.

E tu puoi tornare in campo e continuare a giocare.

- Per favore, prof, devo andare in bagno. - Torna alla partita.

Non posso, Rita non c'è. Sono senza compagna.

- Allora gioca con Sylvia. - Oh, devo proprio?

Sì, e adesso andatevene tutte e due.

Dai, andiamo...

Ahia, era la mia mano!

Forza, ragazze, continuate così!

Smettetela, voi due. Continuate.

Sei sicuro che non gli importa se veniamo qui?

No, altrimenti non mi avrebbero dato le chiavi.

- Dove hai detto che sono andati? - In Spagna.

Devono essere carichi di soldi per avere una casa così.

Di certo non patiscono la fame.

Allora, combiniamo qualcosa? Tra un po' devo tornare a casa.

- Per me è uguale. - Siamo venuti apposta, no?

Sì.

Dai, spogliati.

Non se mi guardi.

Non c'è niente che non abbia già visto, o sì?

Tira le tende, allora, così non ci vede nessuno.

Potrebbe sembrare strano ai vicini,

vedere qualcuno che tira le tende di giorno.

Potrebbero pensare che siamo dei ladri.

E allora che si fa?

Possiamo... metterci sotto le lenzuola.

Sì, perché no?

Janet vorrebbe fare gli auguri di buon compleanno a suo marito Jim.

Sono sposati da quattro anni, e non ne rimpiange nemmeno un giorno.

Buon compleanno, Jim. Ha tot anni.

Non spetta a me dirlo.

Anche dai gemelli...

Il marito Jim, la figlia Sarah...

Cosa cavolo ci fai con un pacchetto di questi?

Io e Joe ci siamo fatti due risate facendoli esplodere al pub.

- Scusa, ma non ti credo. - Vai a chiederlo a Joe.

Sei un bastardo bugiardo. Te la fai di nuovo con un'altra.

- Non essere sciocca. - Pensi che sia scema?

So che mi tradisci.

Ma cosa vuoi sapere?

Stai fuori tutta la notte fino al mattino.

- Ti inventi stupide scuse. - E allora?

Scommetto che è quella puttanella che ti sei già fatto.

Il problema con te, Bob, è che pensi solo al sesso.

Non dire stronzate.

Ti conviene che non sia Susan o Rita...

Ma che... pensi che me la farei con quelle due lì?

Beh, è strano, quando le accompagni a casa,

ci metti sempre un sacco di tempo per un tragitto così breve.

Te lo dico perché sono andato con un'altra, ma chiariamo una cosa.

Non è né Susan né Rita.

E la colpa è tua.

Mia? Perché?

Perché mi costringi a cercare il sesso altrove, dato che tu non vuoi farlo.

Non dire balle.

Ok, ci provo,

ma quando facciamo sesso mi sembra di scopare un sacco di patate.

Te ne stai lì sdraiata come uno straccio bagnato.

- Una volta non eri così. - Cosa ti aspetti?

Voglio che ci divertiamo.

A cosa serve farlo se non ti diverti?

- Non c'è niente di male, lo fanno tutti. - Lo so, ma tu pretendi troppo.

Cosa? Una volta alla settimana?

- È troppo secondo te? - Penso di sì.

- Beh, per me no. - Non alzare la voce, Bob.

Ci proverò, te lo prometto. Ma perché non me ne hai parlato?

A che serve? Non mi avresti ascoltato.

Mi ascolti solo quando passo all'azione.

Beh, mi dispiace, ma non è un argomento facile per me.

Non c'è niente di cui vergognarsi.

Beh, non state lì impalate. Entrate.

- Non ci hai sentite? - Dovrò aggiustare il campanello.

Continuo a dire a Michelle di ricordarmelo, ma se lo dimentica anche lei.

- Dov'è? - In camera.

Andate su, se volete.

Potrebbe iniziare a farvi domande, state attente a quello che dite.

Vi racconto tutto quando vi riporto a casa.

Manca un quarto d'ora, sono zero a zero.

Non pensate che sia troppo scollato?

È fatto così. Penso che starebbe meglio senza reggiseno.

Ma devo metterlo.

Se no mi guarderanno tutti le tette che sobbalzano.

Non voglio mica che succeda.

Penso che mi metterò questo.

Sì, meglio.

Di solito, a che ora vi accompagna a casa Bob?

- Alle undici e un quarto, circa. - Sì, qualcosa del genere.

Perché, c'è qualche problema?

Non dite niente a Bob, ok?

- Ci scambiamo giusto due parole, no? - Sì.

Penso che abbia un'amante.

Stasera gli ho trovato una confezione di Durex in tasca.

- Potrebbe averli comprate per te. - Non ce n'è bisogno.

Mi hanno chiuso le tube due anni e mezzo fa.

Avevo paura che succedesse di nuovo.

- È già successo? - Solo una volta.

La conosci?

Faceva la babysitter qui.

A guardarla, sembrava tanto una santarellina.

Sapete cosa dicono delle acque chete, no?

Come l'hai scoperto?

- Ha lasciato il braccialetto nel letto. - Nel tuo letto?

Altrimenti, non l'avrei mai scoperto.

- Chi pensavi che fosse questa volta? - Sempre lei.

Che cosa intendi fare?

- Niente. - Niente?

È la cosa migliore che possa fare.

Non voglio che Bob mi lasci.

Lo amo troppo.

So che non era niente di serio.

Non mi avrebbe mai lasciata.

O se lo avesse fatto, sarebbe tornato dopo qualche giorno.

Immagina di essere sposato con una donna che non vuole fare sesso.

- L'hai sentita? "Bob non mi lascerà mai". - Sì!

Mi piscerei addosso dal ridere se lo facesse.

No, io non credo.

Non credo che mi farebbe piacere se si lasciassero.

Cosa faresti se lo scoprisse?

Negherei tutto.

Se arrivassimo a quel punto e me lo chiedesse direttamente,

penso che glielo direi.

Io svicolerei in qualche modo.

Mi risparmierei un bel po' di problemi, no?

Vi andrebbe una tazza di tè?

- Sì, grazie. - Sì, grazie.

Stasera ci andiamo in camporella o cosa?

Abbassa la voce.

- Allora? - Vedo cosa riesco a fare.

Noi lo sappiamo, cosa riesci a fare.

- Vero, Sue? - Vero, Reet.

Potete venire anche mercoledì prossimo?

Sì, a che ora?

Beh, usciremo tra le 7.30 e le 8.00,

quindi dovreste venire tra le 7:00 e le 7:30.

È la festa di fidanzamento di Julie.

La ragazza che era qui la prima volta che siamo venute?

- Quella era Angela. - Lei è sposata?

Lo era. Ha divorziato circa un anno fa.

Anche due dei miei fratelli sono divorziati.

Ci sono tre divorziati nella stessa famiglia?

Potremmo anche arrivare a quattro.

- Non fare tanto la simpatica. - Quanto sei pesante.

- Stavo solo scherzando. - Non dovresti dire cose del genere.

- Non quando c'è altra gente. - Scusa, non intendevo niente di male.

Attenta a quello che dici, potrebbe finire male.

Ho detto che mi dispiace, la finisci? Altrimenti ricominciamo a litigare.

- Sai che novità... - Ma se ti diverti così tanto.

A fare cosa?

A sminuirmi di fronte agli altri.

E voi due cosa ridete a fare?

Non lo trovo affatto divertente.

Smettila di fare lo spiritoso con loro.

Beh, se tenessi la bocca chiusa,

non avrebbero niente di cui ridere, no?

Non essere sciocca. Non stanno ridendo di te.

È una risatina nervosa perché non sanno che altro fare.

Faglielo tu, quel cazzo di tè.

Michelle se l'è bevuta, eh?

Non importa, lo vedremo presto.

Non dobbiamo tornarci fino a mercoledì prossimo.

- Una settimana senza scopare. - Non sei così disperata, vero?

- No. - Allora finiscila.

Puoi spegnere quella cazzo di luce?

Voglio dormire.

Tra un minuto, tesoro.

Fammi finire di leggere questa pagina.

Non vedo perché dovrei dopo il modo in cui ti sei comportata stasera.

Senti, Bob, non volevo dire quelle cose.

Pensavo solo che ti portassi a letto Susan e Rita.

Quante volte devo dirtelo?

Non vado e non sono mai andato a letto con nessuna delle due.

- Dobbiamo proprio parlarne? - Sì.

Se hai qualcosa da chiedere, meglio che lo fai subito.

Mi ami, Bob?

- Cosa? - Ti ho chiesto se mi ami.

Certo che ti amo, Michelle. Altrimenti non sarei qui, no?

Non posso saperlo...

- Non essere sciocca. - Non sono sciocca.

Lo sai cosa penso di te.

Lo so.

Ma devi capire che questa situazione è molto difficile per me.

Essere accusato di andare a letto con altre persone non è il massimo.

So che ti piace il sesso, ma perché devi andare a letto con qualcun altro?

Ammettiamolo, tu non ti stai proprio impegnando, eh?

Non so perché, ma non mi piace più.

So che dovrei provarci.

Non è difficile.

Rilassati, goditi il momento.

Ok, ci proverò.

Dammi un bacio.

Spegni la lampada, Bob.

Preferirei che non mi mettessi la lingua in bocca.

Forza, ragazze, muovetevi. Non parlate.

Dammi quelle sigarette!

- Guarda che brutto. - È orrendo, eh?

Ti immagini provare a scopare con quello addosso?

Mi sono scordata di chiamare il mio ragazzo, sarà incazzato nero.

Io il mio l'ho chiamato prima, sono contenta di vederlo.

Perché? Non vedi l'ora di andarci a letto?

- Noi non facciamo cose del genere. - Non ci sei ancora andata a letto?

Non crediamo nel sesso prima del matrimonio.

Sono ancora vergine. Non mi chiamo mica Susan.

Attenta a quello che dici o ti spacco la faccia.

Sì? Tu e chi altro?

Non ho bisogno di nessuno. Posso farlo da sola.

- Non discutere con lei. - Stanne fuori.

Almeno io non me la faccio con quelli sposati.

- Nemmeno io. - Bugiarda, ti ho vista salire in macchina.

E a te che te ne frega? Lo vuoi tu?

Non lo toccherei neanche con la mano di un'altra, dopo che è stato con te.

Sei solo gelosa. Ti guarderebbe in faccia e se la darebbe a gambe.

Chi ti credi di essere? Miss Mondo?

Sono la migliore, ricordatelo.

- Guardate quella zoccola. - No, non ne vale la pena.

È solo una presuntuosa.

Non lo sarà più con un bel pugno in faccia.

- Siete due luride troie. - Non chiamarmi troia, stronza!

- Toglimi le mani di dosso! - Altrimenti cosa fai?

- Qualcuno chiamerà il prof. - Sai quanto me ne frega.

Non puoi farci niente.

Ah, no? E questo cos'è?

- Prof! - Chiamami troia, se hai il coraggio.

- Troia! - Cosa?

- Susan mi ha dato uno schiaffo. - Per cosa?

Le ho detto che so che va con un uomo sposato.

È vero?

Non ci faccia caso, prof, se l'è sognato.

Mi ha dato della troia, così le ho dato uno schiaffo.

Tornate al pullman. Sono stufo.

- Andiamo, ragazze, è una vergogna. - Al pullman.

La chiamate gita, questa? Avete rovinato tutto. Datevi una mossa!

Forza, ragazze, datevi una mossa!

Datevi una mossa, ragazze, forza!

Fermate la lingua e muovete le gambe.

Spero che mia madre non scopra che sto marinando.

- Non mi farà uscire per una settimana. - No che non lo scopre, sbrigati.

Non ti ho mai visto correre così, non vedi l'ora di farti una scopata.

- Forse. - Anch'io potrei farmelo per bene.

Ci scommetto!

L'ultimo che arriva al muretto è un cesso a pedali.

- Dai, Rita. - Non è giusto!

Sei partita per prima!

Dai, Rita, siamo qui!

Perché mi lasciate sempre indietro?

- Non volevamo, vero Sue? - Certo che no. Lo sa.

- Cos'hai sulla scarpa? - È merda di mucca!

Da dove cavolo è uscita?

Di certo non è caduta dal cielo.

- Pulisciti la scarpa sull'erba. - Brutta mucca di merda.

- Guarda dove metti i piedi. - Non dovrebbero cagare ovunque, le mucche.

Cosa vuoi che facciano? Che vadano a cagare in un angolo?

O devo chiedere all'allevatore di installare un bagno?

Sarebbe meglio. Madonna che puzza, senti Sue!

- Levati dalle palle, Rita. - Bob!

Non voglio annusarla, grazie.

- Non vuole annusarla, grazie. - Infatti.

Ti potrebbero puzzare i piedi.

Brutto insolente, mi sono fatta il bagno ieri sera.

Dovrai fartene un altro stasera, con quella merda di mucca.

Spero di non pestarne anch'io, se no Michelle potrebbe notarla.

Guarda, c'è un mucchio di merda bello fresco.

Guarda quante mosche.

La prossima volta verranno a casa tua.

Si poseranno sulla tua cena.

Smettila, Rita.

- Bob? - Cosa?

Lo facciamo? Sai cosa...

So cosa, cosa?

Intende dire se ci facciamo una scopata.

- Perché? - Siamo qui per questo, no?

- Sì, sì, certo. - Prima io.

- Perché non io? - Perché non puoi.

Sono sempre la seconda!

Che differenza fa? Tanto è uguale.

- Non è giusto, voglio farlo prima io. - Perché?

Perché quando lo fai prima con lei, poi sei stanco.

- Perché non può andare lei per seconda? - Vuoi andare per seconda, Sue?

Se così la smette di frignare, immagino di sì.

- Perché devi sempre avere il meglio? - Non c'è bisogno di discutere.

- Per una volta, voglio andare per prima. - Non te lo impedisce nessuno.

Una di voi deve stare fuori, sono stufo di farmi schiacciare.

Fai passare prima Rita, aspetto io fuori.

Sei una pazza arrapata.

Reet.

Non ci metterete mica tutto il giorno, spero.

Così non ce la faccio, mi schiacci.

Ho tutto il tuo peso sulle gambe, mi fa malissimo.

- Che fai? - Cerco di mettermi comodo.

Non sento un cavolo.

Ho detto che cerco di mettermi comodo.

Che c'è, Bob?

Non mi viene duro.

- Ma figurati. - Non mi viene, ti dico.

Perché no?

A quanto pare non ne ha voglia.

- Quindi non si tromba? - Pare di no.

- Che succede? - Non gli viene duro.

Non fa ridere per un cazzo.

- È imbarazzante. - Non importa. Almeno ci hai provato.

Una volta tanto che tocca prima a me, non gli viene duro.

- Mi dispiace. - Non fa niente.

Vestiti, voglio tornare a casa.

- Andrà meglio la prossima volta, Reet. - Chiudi il becco!

- Meno male che ti ho ceduto il posto. - Mi dispiace, davvero.

Sono in imbarazzo...

Non preoccuparti. Povera Rita.

La smetti? Non fa ridere proprio per niente!

Non rideresti se fosse successo a te.

E invece... avresti dovuto far andare me per prima, così non sarebbe successo.

- Vaffanculo. - Povera piccola Rita.

- Bob, diglielo. - Smettila, non è divertente.

- Lo so. - Allora non fare battute.

Mi dispiace.

Non so cosa c'è da ridere.

Sono un po' fuori fase oggi.

Ancora!

Ancora!

Ciao, Bob! Ti stai divertendo, eh?

Ancora, ancora, ancora!

Resta qui, tra un po' arriva mia madre.

- Tranquilla, lo conosco. - Che ci fai qui?

Di sicuro non aspetto te.

Vi portiamo a fare un giro.

- Dai... - Sei sfortunato.

- Che succede? - Tutto, succede.

Vi porto subito a casa.

C'era un'amica di Michelle.

Quella cazzo di cicciona di Mavis.

La rana dalla bocca larga.

- Ciao, Mavis. - Posso parlarti un attimo?

Sì, vieni.

Mi lasci, cazzo?

Apri la porta dietro, Mavis?

- Dove cavolo andiamo? - Da quella sgualdrina di Sue.

E dove cazzo sono i bambini?

Da tua madre, dove se no?

- Che succede qui? - Quella è Rita.

Che ci fanno qui?

Che cazzo hai combinato?

- Ha rubato i mariti delle altre. - Lurida bastarda.

- Che cosa hai detto? - Niente!

È quello che succede quando frequenti le zoccolette come lei.

Diglielo! Brava, Sue!

- Smettila di urlare. - Tu, vieni qui.

- Bella figlia che ha. - E quel porco di suo marito?

Che cazzo... sei andato con queste due?

- Non ho fatto proprio un cazzo. - Mio marito non è un porco.

È colpa di sua figlia e della sua amica.

Sei contenta adesso?

Non dare la colpa a me. È tanto colpa tua quanto mia.

- È tutta di entrambe. - È suo marito.

È sua figlia. Se una gliela dà, chiaro che lui la prende.

Altrimenti non sarebbe granché come uomo.

È colpa vostra, voglio sapere cos'è successo...

Bravo, Kevin, diglielo!

Mandali tutti a cagare!

Fatti i cazzi tuoi o ti spacco la faccia, stronzo.

Diglielo, Kevin, diglielo!

È colpa tua! Se facessi sesso con lui, non dovrebbe cercarlo altrove.

- Taci! - Beh...

È questo che le hai detto, brutto stronzo?

Ecco, hai voluto la bicicletta? Adesso pedala!

- Vaffanculo. - Vaffanculo tu e la tua amichetta.

21 Manningham Lane!

- È il posto giusto per loro! - È il posto giusto per te!

- Lasciami! - Prima fai i casini e poi te ne vai?

C'è anche Sue di mezzo, ecco perché me ne vado.

Non vai da nessuna parte, non ho ancora finito con te, zoccola.

Lasciala andare, cazzo.

È meglio delle partite.

Allora?

Allora?

Dai, Rita! Sali.

Mavis, andiamo a casa.

Maledetto, lurido...

stronzo di un porco bugiardo di marito!

Ti odio.

Sono le ultime cose? Non ci entra più niente.

Per ora basta così.

Michelle?

Michelle!

Brutta stronza!

- Reet! - Ciao, vieni.

Preparati. Faremo tardi.

Oh, fanculo la scuola. Non ci vado più.

- Perché no? - Perché no.

Non cominciare con la solita solfa, ne ho avuto abbastanza ieri.

Mancano solo due settimane e poi ce ne andiamo.

Beh, io parto due settimane prima.

E comunque devo dirti una cosa su Bob.

Cosa? Che non ci vedremo più?

- Mi trasferisco da lui. - Cosa?

- Me l'ha chiesto e ho detto di sì. - Quel bastardo!

Vuole che mi trasferisca oggi.

Con tutte le stronzate che poteva fare...

- non questa. - Non me lo aspettavo mica.

Forse a te, ma a me? Non riesco a crederci.

- E tu ci vai? - Certo.

- Brutta vacca che non sei altro. - Perché?

- Lasciarmi così. - Me l'ha chiesto.

E tua madre cos'ha da dire a riguardo?

Le solite stronzate: sono troppo giovane, non durerà, quelle cose lì.

Pensavo che non ti avrebbe lasciata andare.

Beh, ormai è un po' tardi, Sue.

Sono incinta.

Ma che cavolo dici?

Come è possibile? Ha sempre usato i cappucci.

No, non sempre.

Ci siamo incontrati diverse volte senza dirtelo.

- Non te l'ha detto? - No che non me l'ha detto, quello stronzo.

Fai quello che vuoi, non mi interessa!

Non fare così, Sue. Possiamo continuare a essere amiche.

No, mi accuserai di andare con lui e basta.

Non dire cavolate.

Tu cosa penseresti se io fossi al posto tuo?

Scommetto che non saresti proprio contenta, eh?

No, hai ragione. Mi dispiace, Sue.

Cristo, è Bob.

E sono ancora in pigiama.

Datti una mossa, allora.

Non vorrai mica che ti veda così.

Perché no?

D'ora in poi, mi vedrà così ogni mattina.

- Te l'ha detto? - Sì, perché?

- Beh, non ti dà fastidio? - Dovrebbe?

- Pensavo di sì. - Certo che mi dà fastidio.

Mi stai rubando la mia migliore amica.

Potete continuare a vedervi.

E anche noi due... se vuoi.

No, grazie. Non voglio che ci vediamo.

- Perché no? - Non ho intenzione di tradire Rita.

E non credo che dovresti neanche tu.

- Beh, ciao, allora. - Lascia perdere i saluti, vai e basta.

- Ci vediamo, Sue. - Sì, certo.

Ciao, Reet. Ti auguro tutta la fortuna del mondo.

Cosa dicono, Aslam?

Lui le sta dicendo che la ama.

Perché non ci sono i sottotitoli?

Perché è un cinema pakistano.

Perché fa così?

Non appena si ferma, uccidono il suo fidanzato.

- Si ferma? - Non si parla al cinema.

- Si ferma o no? - Non lo so.

- Tu lo faresti per me? - Col cavolo!

Sue?

Vuoi diventare la mia ragazza?

Non lo so ancora. Ci penseremo.

Mi piaci molto.

Grazie.

- Allora? - Vedremo.

C'è un sacco di tempo a pensarci.

Non ti darò fastidio.

Non sono mai uscita con un pachistano.

Ma non credo che tu sia tanto diverso dagli altri.

Posso... abbracciarti?

- Per cosa? - Così, per nessun motivo.

Dai, su.

Se proprio vuoi...

Non ti dispiace, vero?

No.

E se adesso... ci sdraiamo?

Si può fare.

Posso baciarti?

Perché continui a chiedermi se puoi fare le cose?

- Fallo e basta, se proprio devi. - Grazie.

Non voglio dire che mi puoi spogliare o roba così.

Vattene, fuori, vattene!

Fuori!

Cazzo di cane.

E la cosa migliore che possiamo fare è contrastarlo.

Questo pericolo per la salute dei nostri figli è una minaccia.

Abbiamo chiesto al comune di fare qualcosa,

partecipiamo a riunioni interminabili, ma non hanno fatto niente.

Stai attento ai soprammobili.

Non li ho neanche toccati.

Tu non troverai certo lavoro con il culo posato sul divano.

Senti chi parla, sono anni che non lavori neanche un giorno.

Non ci penso neanche a lavorare tutta la settimana

per 27,30 sterline in un cazzo di corso di formazione.

Ancora grazie, invece.

Ma smettila, non lo farei neanch'io.

Io lavoravo per 18 scellini.

Erano i tempi del Methuselah. I soldi valevano di più.

Adesso non ci compri niente con 27,30 sterline.

Sì, devo dire che sono d'accordo con Sue.

Tu stanne fuori, bastardo di un nero.

- Non c'è bisogno di parlare così... - Fuori! Vattene!

E non tornare!

Altrimenti ti spacco quella testa nera su quel corpo nero!

- Non ci posso fare niente se sono pakistano. - Sì che puoi, cazzo.

- Devi starne fuori. - Anche tu.

Dici agli altri di fare cose che tu non ti sogni neanche di fare.

Ne ho fatte, di cose.

Non hai fatto proprio un bel niente in tutta la tua vita.

Vabbè...

Vado a riposarmi.

E quando mi alzo, non voglio più trovarli qui.

Vattene a letto!

Vai, cazzo.

Vieni, Aslam. Andiamocene.

Quando si alzerà, non si ricorderà neanche più cos'ha detto.

Non mi interessa, non ho intenzione di ascoltarlo blaterare ogni

volta che si ubriaca.

Se vuoi, possiamo andare da mia sorella.

Almeno lì saremo i benvenuti.

Ti piace il Pakistan? Vai con Aslam, sì?

Non lo so. Non sono mai stata all'estero.

Bel posto, bella gente. Conosci mamma Aslam.

Non mi piace volare.

È bello, no male.

Non lo so, prima o poi magari.

Ok, pensaci.

Perché non vieni in Pakistan?

Perché ho letto sui giornali che i pachistani

si portano a casa mogli e figli e li lasciano lì.

- Non essere sciocca. - È vero!

Probabilmente mi venderesti a qualche vecchio paralitico.

No che non ti venderei.

Non ti vorrebbe nessuno.

Beh, intanto non ci vengo proprio!

- Che cosa fai adesso? - Vivo con un ragazzo, Aslam.

- Chi? - Un pachistano?

- Viviamo da sua sorella. - Ti piace?

Non molto. Non è il posto, è sua sorella che non sopporto.

Non ci lascia dormire insieme.

- Quando torni a casa? - Domani, spero.

- Mi dispiace che hai perso il bambino, Reet. - Non fa niente.

No, infatti, ne avremo degli altri.

Ma lo senti?

Sì, sarebbe contentissimo se fossi sempre impanzata.

Sì, pensa all'assegno famigliare che ci darebbero.

Me ne frego dell'assegno familiare. Sono io che dovrei starci dietro.

Brava, Reet.

Mi sei mancata, sai?

Ci scommetto.

Non ti porto subito a casa.

- Ti porto nella brughiera. - No, invece.

Dai, non fare così, ho una voglia matta di scopare.

È un problema tuo, non mio.

Mi piaci, tanto.

Non dire cavolate, portami a casa.

Pensavi che non ti avessi vista, eh?

Visto cosa?

Sei andata con quello là, eh?

Non sei andata in ospedale, era solo una scusa.

Era l'uomo di Rita, mi stava accompagnando a casa.

Sì, certo.

Chiedilo a Rita quando la vedi, se non mi credi.

Lo farò.

La prossima volta che ti vedo con un altro uomo, ti riempio di botte.

Porca troia.

Oh, Sue.

- Cos'hai detto? - Eh?

Mi hai chiamata Sue.

- Davvero? - Sì.

Non volevo.

- Togliti. - Mi dispiace.

Non volevo, non so perché mi è scappato.

Lo so io perché! Hai ricominciato a vederla.

- No! - Lo scoprirò.

Rita, lo giuro! Non ho fatto niente!

Beh, lo vedremo, no?

Reet!

Rita! Rita!

Reet! Rita!

Oh, cazzo.

Dove cazzo sei stato?

- Non sono affari tuoi. - Ok, tanto non mi interessa.

- Ho una cosa per te. - Cosa?

- Questo! - Ma perché fai così?

Lurida troia!

Non so di cosa parli.

Ah, no? Certo!

Ehi, puoi entrare.

- Ma che succede? - Niente, non importa.

Sì, invece. Voglio sapere la verità.

- Su cosa? - Lo sai, brutta zoccola.

Aslam! Smettila!

Sue, aspettami! Mi dispiace!

Sue, torna indietro! È stato un incidente!

Bastardo!

Sue! Torna qui.

È stato un incidente!

Sue, no, aspettami! Mi dispiace!

Mi dispiace.

Non volevo che succedesse questo!

Che c'è? Cosa c'è che non va?

Sto solo ridendo.

Cosa?

La faccia che ha fatto quando gli hai dato il calcio.

- Chi cavolo sarà? - Non ne ho idea.

Tieni.

Chi è? Ho chiesto, chi è? Chi è?

Sono io, Aslam!

- Chiedigli cosa vuole. - Cosa vuoi?

Posso parlare con Susie?

Apri, per favore. Voglio solo parlarle per un attimo.

Apri, per favore. Ti supplico.

No.

Ti prego, ti prometto che non ti faccio niente.

Non vuole aprire.

Dai, solo per un attimo.

- Cosa vuoi? - Parlarti.

Parlale dalla finestra.

Cosa vuoi dirmi?

Torna a casa, per favore. Non lo faccio più.

Per favore.

Certo, l'hai già detto, stronzo bugiardo.

Lo so. Stavolta te lo prometto.

Non farci caso. Lo dicono tutti.

Ti prego, mi spezzi il cuore così!

Presto, corri!

Spero che prima o poi qualcuno lo spezzi a te.

Sì, ma non sarai tu a farlo.

Torna a casa, ti prego. Ti darò quello che vuoi.

Non ce la fai a metterti in testa che non vuole? Vattene.

Mi faccio del male se non torna.

Tipo?

Ho delle pastiglie. Se non torni, le prendo.

Fai pure, per quello che me ne frega.

Dammi un po' d'acqua.

Con piacere. Rita, dagli un po' d'acqua.

Vieni.

Vieni, dalla porta sul retro.

Ecco la tua acqua.

Dove sono le pastiglie?

Ce le ho in mano, adesso le prendo.

Dai, Rita non ti ha mica dato l'acqua per niente.

- Ma cosa fa? - Ingoia delle pastiglie.

- A cosa gli servono? - A niente.

Pensa di andare in overdose.

Le prendo.

Tu te ne starai lì a guardare?

Sì, se proprio devo!

Ho mal di stomaco. Chiama un'ambulanza.

Col cazzo, chiamala tu dalla cabina sull'angolo.

- Sei proprio senza cuore, eh? - Per te, sì.

Stronzo bastardo!

Che cazzo...

Che ci faceva qui l'auto della polizia?

Sono venuti per te, ma gli ho detto che non c'eri.

Tanto tornano tra un'ora.

Devo dirti una cosa, Bob.

Ho trovato un inquilino.

- Cosa? - Sue. Viene a vivere qui.

- Davvero? - Sì, non ti dispiace, vero?

- Di chi è stata questa bella idea? - Beh, non tua.

E dove dormi?

Insieme a Rita, dove se no?

E io dove dormo?

- Nella cuccia del cane. - Non abbiamo un cane.

Allora sarà meglio che vai a prenderne uno.

Vieni, Sue, andiamo.

- E la cena? - Cosa?

Ce ne hai messo di tempo, eh?

Tre vanno bene

Catturati nella morsa del tempo

Lui è l'uomo nel mezzo

E l'uomo nel mezzo non può permettersi di scivolare

Rita e Sue...

Rita e Sue...

E Bob in più...

Che cosa faremo con Rita e Sue...

E Bob in più?

Una volta dato un morso a quel cuore morbido...

Oh, non devi rimetterlo nella scatola...

È la solita vecchia, triste storia dei tre orsi...

Dei tre orsi e Riccioli d'oro

Che ha fatto arrabbiare le mie Rita e Sue...

Lavanda blu...

E Bob in più?

Che cosa faremo con Rita e Sue...

E Bob in più?

Rita e Sue...

Rita e Sue, Rita e Sue...

Rita e Sue, Rita e Sue...

Rita e Sue...

E Bob in più...

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