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- Non torno alle undici. - Io l'ho fatto fino a prima dell'estate.
- Undici e un quarto. - Ti prego !
- Undici e 25, ultima offerta, non rompere. - Lea è tornata dopo l'una.
Ti sembra un esempio calzante ? Lei non è mia figlia.
- E' grande e vaccinata e fa ciò che vuole. - Forza con la colazione.
- Che ha fatto Lea ? - Ma... - E' tornata a casa dopo l'una.
- Appena arrivata ha già un ragazzo.
- Tu dopo 16 anni ancora niente.
-Vuoi stare zitto ? -Che ho detto ?
-Basta ! -Non sono fatti vostri.
Lea ha diritto alla sua privacy.
- Buongiorno. - Ciao ! - Ciao. - Ciao.
- Il caffè è pronto. - Mi ci vuole.
- Perché non dobbiamo chiedere a Lea con chi è uscita ? - Paolo.
- Ti sta bene, lei ha un ragazzo e tu no. - La privacy di casa Nibbi.
Non sono fatti nostri, è chiaro ?
Dopo mi racconti tutto, solo a me.
- Sei arrivata a casa sua e poi ? - E poi niente.
Mi ha dato un bicchiere di vino da bere, c'era della bella musica.
Falla essere brutta la musica sua ! E poi ?
Dài, è un uomo affascinante.
E' un musicista di talento, è single, sexy, ce le ha tutte lui.
Lamentati pure.
Non ci sono abituata, da tanto tempo non ho una storia con un uomo.
Non ero abituata a venire in bici, ma ci sono cose che non si scordano.
Dico solo che voglio andarci piano. Non lo conosco.
Era l'occasione per conoscerlo.
Non sono una che va a letto con il primo che capita.
Male, in questo caso l'eccezione ci stava tutta.
Tu vedi solo il lato avventuroso. Ha una bambina da crescere.
- Io ho tante cose a cui pensare. - E' questo il problema.
Tu pensi, pensi troppo. Ti devi buttare, Lea.
-Non puoi ripartire con il freno a mano tirato. -Che dici ? -Eccoli.
- Ciao. - Ciao.
Dico che sei ferma a tre anni fa e non va bene.
Non deve essere facile per Lea lavorare nel reparto dell'ex marito.
Tanto è solo una questione di tempo prima che la mandino via.
- Ma va' ! - Sì.
Pare che il direttore le abbia suggerito un trasferimento.
- Tu come lo sai ? - Eh ?
- Dicevo, tu come lo sai ? - Come lo so ?
La segretaria di Chiaravalle è amica mia e parla, non gliel'ho chiesto.
Io ascolto.
Non sarebbe giusto, perché per Lea questa è casa sua.
Se è così, è anche casa mia e le scenate tra gli ex me le eviterei.
- "Simpatia portami via" stamattina.
- Tanta voglia di chiacchierare ?
- Buongiorno. - Il dottor Colombo è arrivato.
- Io vado. Ciao, Lea. - Ciao.
La mamma del neonato con l'ittero non vuole allattare.
Bisogna convincerla, sennò bisogna passare al biberon.
- Ci pensi tu, Favilla ? - Io ?
Non la capisco, non parla italiano.
E' appena sbarcata dall'Africa.
Mandaci Michela.
- Sono conterranee. - Io sono nata a Ferrara, sono italiana come te.
- Ci vado io, sarà solo un po' spaventata. - No.
In Neonatologia voglio Favilla. Tu pensa a Koljia.
Per ora l'ematoma rimane circoscritto.
Vediamo che succede dopo la chemio e poi decidiamo che fare.
[PARLA IN RUSSO] Da quando parli russo ?
- Ho solo scaricato una app di traduzioni. - Apri la bocca.
Posso occuparmene io della chemio ?
- Sì, fatti dare il protocollo dalla Stefanelli. - Mi scusi.
La firma sulla cartella, dottore.
- La descrizione dell'edema è imprecisa. - E' sicuro ?
"Sicuro" ? Io credo di sì, tu che dici ?
Buongiorno.
Posso ?
Qui hai scritto "persiste edema"
invece di "persiste edema anche se ridotto".
- Ha ragione, dottore. - Eh. - Che cretina.
Ti trovo molto bene oggi.
- Com'è andata ? - E' stato bravo. - Koljia è molto coraggioso.
Coraggioso come un leoncino.
- E' bellissimo, grazie. - Tutti gli animali !
- Tranquillo, a uno a uno te li faccio tutti. - Devo tornare a casa.
Se lei pensa che non ci siano problemi ad allontanarci, noi...
Sì, sono di turno per due ore.
Potete prendere le cose che vi servono per la notte.
- Ecco qua. - Non so se me la sento di restare stanotte.
- Non mi sento tanto bene. - Certo, ora capiamo come fare.
Risolviamo.
[PARLA IN RUSSO]
Ciao, Koljia.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Ciao. - Non credevo che rispondessi.
Se vuoi chiudo, così parli con la segreteria.
Più tardi passo a prendere i risultati del test di Martina
più o meno quando tu finisci di lavorare.
Ho pensato che forse potremmo andare a berci qualcosa insieme ?
- Vediamo come si mette la giornata, però... perché no ? - Ottimo.
Ciao. [PIANTO DI NEONATO]
Marco. Nato ieri, da stamattina ha problemi respiratori.
- Questa è la cartella della madre, ci pensi tu ? - Certo.
- Portalo in Neonatologia e avvisa il dottor Verna. - Sì.
- Ti faccio sapere. - Grazie.
Trentotto e mezzo.
Preparo la flebo.
C'è un iperafflusso polmonare.
- Un'insufficienza cardiaca ? - Può essere uno shunt. - Vediamo.
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
Crisi respiratoria, maschera d'ossigeno, avanti.
[BATTITO CARDIACO ACCELERATO]
Lea ! Lea, maledizione !
- Fuori di qui ! Fuori ! - Sì ! - Portala fuori ! - La porto fuori.
Ehi, tutto bene ?
- Sì, lasciami da sola, ti prego. - Come vuoi.
- Scusi, sa dove hanno portato il mio bambino ? - Quale bambino ?
La dottoressa Galgano doveva portarlo in Pediatria.
Si chiama Mattia Pradelli.
Se ne occupa il dottor Colomba, stia tranquilla.
Devo sapere che cos'ha. Devo parlare con un medico.
Lei non può stare qui, deve tornare nel suo reparto.
Il suo bambino riceve tutte le cure del caso, mi creda.
Torni in camera o se glielo portano, non la trovano.
- Donato, dammi una mano. - Prendo una sedia. - Su.
Ecco, siediti qui.
Va bene, vengo lo stesso.
Schiavista sfruttatore.
- Ehm... Le serve qualcosa ? - Sì.
Colomba vuole un emocromo completo
del neonato che abbiamo ricoverato stamattina.
- Ci pensi tu ? - Guardi, meglio se chiede alle mie colleghe.
Ho già fatto la mia figuraccia per oggi.
Ti ho detto di come mi chiamava il professor Scavino
dopo la storia delle mutande ? - No.
"Allora oggi la medicazione ce la farà il Dottor Mutanda."
Parlava così. Mi togli una curiosità ?
Come hai scelto questo lavoro ?
Mia madre è stata in ospedale per tanti anni prima di andarsene.
Abbiamo cercato i medici migliori, i professori, i luminari.
A lei interessava delle infermiere.
Diceva: "Quando la notte piangi per il dolore e la paura"
"loro ti stanno accanto."
Non lo sapevo di mamma, mi dispiace.
E lei come ha deciso di fare Medicina ?
Un figlio medico è sempre stato il sogno di mio padre.
Sto ancora cercando di capire se ho la vocazione.
Mi fido di te.
- Dottore. - Salve.
Che era quel sorrisetto sulla faccia del dottor Verna ?
Certo.
Il principe già ce l'ha la sua principessa.
Non te lo dimenticare.
Ecco qui, bevi un sorso.
Vado a cercare un infermiere che si possa occupare di te.
- Il mio bambino morirà ? - I medici stanno facendo del loro meglio.
- Vuoi che chiami qualcuno ? Un parente, tua mamma ? - No.
Mi sono trasferita da poco qui a Ferrara, sono sola.
- I miei genitori vivono all'estero. - Il padre del bambino ? - Lea.
- Che ci fai qui ? - Daria si è sentita male in Neonatologia.
- L'ho riportata qui. - Sono il dottor Colomba.
- Suo figlio è nel mio reparto. - Mattia come sta ?
Dobbiamo fare degli esami.
Ha un problema cardiovascolare.
Dobbiamo scoprirne l'origine.
- Che problema ? - Il cuore di suo figlio non funziona come dovrebbe.
- O è in corso un'infezione o ha una malformazione genetica. - Signora.
Abbiamo la sua anamnesi, ma Colomba deve fare delle domande al padre.
Non c'è nessun padre.
Alberto non vuole saperne niente.
Lea.
Dobbiamo parlare di ciò che è successo prima.
-Non accadrà più. -Eri paralizzata. Incertezze così sono inaccettabili.
- Pensi che non sappia fare il mio lavoro ? - No, sei la migliore.
- Forse non sei pronta per tornare a lavorare con i neonati. - Ti sbagli.
Ora stai con i bambini più grandi.
-Perché vuoi rimettermi con la testa sott'acqua ? -Ti proteggo.
Sei scappato, quando avevo bisogno di te ! Parli di protezione ?
Vuoi proteggere solo te stesso.
E' la cosa che ti riesce meglio.
Le analisi confermano lo shunt, in più c'è un prolasso valvolare.
-Serve l'intervento. -Voglio capire la causa dell'insufficienza.
- I risultati dell'emocromo che mi ha chiesto. - Sei stata velocissima.
Ho detto al tecnico che se non si sbrigava, mi avresti cacciata.
Marco.
- Non c'è infezione. - Resta il problema ereditario.
- Dalla cartella clinica della madre nulla lo fa sospettare. - Il padre ?
Saputo della gravidanza è scomparso.
- Bello stronzo a lasciare una donna così. - Eh, già.
Chiama Pisani in Cardiochirurgia e fissiamo l'intervento.
- Che altro c'è ? - La cartella del due, dottore. L'ho corretta.
- Adesso è perfetta. - Mi ha aiutata il dottor Verna.
Può andare.
Un tipo sveglio, come si chiama ?
Michela Idiong, figlia di immigrati dalla Nigeria.
Beh, molto affascinante.
Ti vorrei ricordare che ti stai per sposare tra un mese
con la signorina Tescari, delle...
- Cliniche Tescari. - Sì.
-Già. -La notte mi sveglio pieno di dubbi.
Ansia prematrimoniale, è normale.
Vorrei che ci fosse un modo per capire se è quella giusta.
Sei innamorato ?
Beh, ci conosciamo da una vita, abbiamo gli stessi amici.
-La mia famiglia la adora...
-Non è una riposta. Sei innamorato ?
- Che cosa devo fare ? - Pensarci bene.
Pensa a ciò che vuoi, dopo potrebbe essere tardi.
Daria.
Non ci sono novità.
E' importante che i medici parlino con il papà del bambino.
Non so come fare. Ha cambiato numero di telefono per non sentirmi più.
Non sai dove lavora ? Potremmo provare a cercarlo lì.
Non sa quanto ci ho provato.
Eravamo così innamorati.
Diceva che non era mai stato tanto felice come con me.
Poi sono rimasta incinta ed è cambiato tutto.
Voleva che io abortissi.
- Se vuoi, posso provare a parlarci io. - Non la ascolterà.
So essere molto persuasiva.
Va bene, te lo saluto.
Ciao, a presto.
Tuo fratello è dispiaciuto che non assaggiamo i vini nuovi.
Magari potessi pensare ai vini.
Scavino mi ha lasciato una montagna di lavoro.
Chiaravalle si aspetta solo miracoli.
Ho visto che discutevi con Lea.
Sì, devo mettere in chiaro il suo ruolo all'interno del reparto.
- E' compito mio. - Non deve essere facile per lei
lavorare gomito a gomito con te, no ?
- Vederci insieme... - Non vedo altre soluzioni.
- Chiaravalle le ha proposto un trasferimento. - No, posso gestirla.
Tu sì forse, ma lei ?
Va bene, non ne parliamo più.
Tu sei qui, noi siamo insieme.
- Pensiamo solo a questo. - Sì. Senti, ho tante cose da fare.
Ho i pazienti, il reparto da mandare avanti...
- Io ti lascio lavorare. - Scusa.
- Ci vediamo dopo da te ? - Sì.
Non so a che ora finisco, non so a che ora torno.
Non ti preoccupare, ho le chiavi.
- Mi spiace dirlo, ma stavolta sono d'accordo con Marco. - Ah.
- Anche tu pensi che non sappia fare il mio lavoro ? - Non dico questo.
Non è il caso di metterti in situazioni destabilizzanti.
Che male c'è, se ti prendi del tempo
prima di tornare a lavorare con i neonati ?
Prima mi dici che non devo vivere con il freno a mano tirato
poi che devo rallentare, deciditi ! - Non fare la furba.
Parlo di lavoro, non della vita sentimentale che è un'altra cosa.
- "Si parla del Diavolo"... Ciao, Arturo. - Ciao. - Ciao.
Ho ritirato i test di Martina.
- L'allergia al tarassaco è confermata ? - Sì.
Andiamo ? Avevamo detto di bere qualcosa.
Avevate detto di bere qualcosa insieme.
- Prendiamo la tua macchina ? - Sì. - Divertitevi.
- Ciao. - Ciao. - Ciao. - Ciao.
- Saluta Martina. - Certo.
Allora, qui dice che tra cinque chilometri siamo arrivati.
Ah, ottimo, anche se non so dove stiamo andando.
- Compiamo una piccola missione. - Forziamo le linee nemiche ?
- Devo rintracciare il papà di un bambino. - Lo possiamo fare ?
Non c'è il segreto professionale, la privacy ?
Se non parlo con il padre, il bambino può morire.
Al diavolo il segreto professionale.
Permesso ?
- Salve. - Salve. - Serve qualcosa ?
Buongiorno, dovrei parlare con Alberto Ferrini.
Dica pure a me, sono il padre.
- E' una questione di cui vorrei parlare con lui. - Che questione ?
Il nostro blog pubblica un articolo
sulle aziende più rinomate del territorio.
- Vorremmo intervistare suo figlio. - Come si chiama il blog ?
Sicuramente lo conosce, si chiama "Allevare oggi".
E' un blog specializzato per i produttori.
- Abbiamo più di 60.000 follower. - Non sarà mica a pagamento !
- No, è tutta pubblicità gratis per voi. - Mi fa piacere.
Alberto è al piano di sopra. Prego, andate pure.
- Grazie. - Grazie.
- Salve. - Buongiorno. - Salve. - Desiderate ?
Siamo qui per un'intervista per un blog specializzato.
- Abbiamo già parlato con suo padre giù. - Ah.
Lavoriamo allo stesso modo di cento anni fa.
Ci teniamo alla qualità dei prodotti e alla salute delle nostre bestie.
Se volete fare delle foto, qui è l'ideale.
In realtà non siamo qui per questo.
- No ? - Sono Lea Castelli, un'infermiera dell'Ospedale Estense.
- Lei conosce Daria Pradelli, giusto ? - Io che c'entro ?
Daria due giorni fa ha dato alla luce un bambino.
- Lo ha chiamato Mattia. - Perché siete qui ? - Perché lei è il padre.
Lei chi è, l'avvocato ? Vi ha mandato Daria ?
Non sono avvocato, ma non importa chi sono io.
- Ascolti lei, per favore ? - Mattia non sta bene.
- I medici per fare la diagnosi devono parlarle. - Non mi interessa.
Mi scusi, ma a dieci chilometri da qui c'è suo figlio che sta male
una donna che è sola e lei dice che non le interessa ?
-E' ciò che ho detto, andatevene. -Come può dire una cosa del genere ?
Suo figlio potrebbe morire e lei si occupa dei mangimi ?
- Se non esce di qui, chiamo i carabinieri. - Calmo.
Ce ne andiamo, hai capito ?
Andiamo, non vale la pena sprecare il fiato con questo, dài.
[VOCIARE INDISTINTO]
Grazie.
Di solito non mi comporto così.
Non ti devi scusare con me, guarda.
Gli volevo dare un cazzotto io, figurati.
Odio quelli che scappano di fronte alla responsabilità.
Anche tu, mi pare.
Ero all'ottavo mese, quando mi hanno detto
che il mio bambino aveva perso il battito cardiaco.
La chiamiamo morte perinatale.
E' una cosa che succede a molte donne, purtroppo. E' orribile.
- Mi dispiace. - Mi hanno dovuto indurre il parto.
Quando è nato, era già morto.
Poi per delle complicazioni adesso non posso più avere figli.
Marco voleva quel bambino tanto quanto me.
Volevamo una famiglia numerosa.
Quando il sogno si è spezzato, lui si è buttato nel lavoro
e tra le braccia di un'altra donna, una mia amica.
Forse ancora non l'ho perdonato per questo.
Forse l'uomo dei mangimi ha rischiato grosso.
Non dovevo prendermela con lui.
Marco ha ragione, quando dice
che non sono pronta per affrontare certe situazioni.
Io penso che tu lo sia invece.
Che cosa te lo fa pensare ?
Lo sento.
Lo sento.
[RINTOCCHI DI CAMPANA]
- Che dirai alla mamma del bambino ? - Non lo so.
Programmeremo l'operazione sperando che vada tutto bene.
Secondo i miei calcoli, domani finisci alle 21 ?
-Hai memorizzato i turni delle infermiere ? -Non è difficile.
- Basta sapere la tabellina del sette. - Finisco alle 21.
Che dici, se ti invito da me
a mangiare qualcosa di più di una piadina ?
- Suona troppo complicato ? - Decisamente.
Penso che correrò questo rischio.
- Ottimo. - Grazie per essere venuto con me. - E' stato un piacere.
[ARTURO CANTA IN INGLESE]
Un gorilla.
[CANTA IN INGLESE]
"La vecchia Nilla sa che San Giuseppe è una festa speciale."
"Mamma e babbo si sono sposati."
[CANTA IN INGLESE]
[PIANTO DI NEONATO]
Ciao.
Ciao.
[CAMPANELLO]
Lea, che cosa ci fai qui a quest'ora ? Perché hai suonato ?
Il battito è alterato, chi è di turno ?
Ferraro è in Pronto Soccorso.
[ALLARME]
Lea, sei sicura che sia il caso di...
- Marco, per favore, vieni. - Che succede ? - Il neonato.
Spegnete questo allarme, cazzo ! Giacca.
E' un'aritmia atipica.
Adenosina, 0,1 milligrammi.
Ssh, buono...
Ssh, buono...
- Non sta funzionando, 240. - Di nuovo, adenosina 0,2.
Non c'è più battito, mi dispiace.
Non è possibile, no...
Marco, ti prego, fa' qualcosa ! Ti prego !
No...
Forza, rimani con noi.
Funziona, scende.
- Sì. - 180.
Il battito si regolarizza. Pressione e saturazione buone.
Dài, lo abbiamo ripreso.
Lo abbiamo ripreso. Bravo !
- Lea. - Sei l'ultima persona che voglio che mi consoli.
- Buonasera. - Buonasera.
- Non ho resistito e ho iniziato senza di te. - Hai fatto bene.
- Come va ? - Bene, tu ?
- Tutto bene ? - Sì, giornata lunga, molto lunga.
Adesso sei a casa, rilassati.
- Oddio... - Va un po' meglio ?
Sì.
- Sai che facciamo adesso ? - Mmm ?
Ci beviamo questa eccellente bottiglia di Bordeaux
regalo di tuo fratello...
Non pensiamo più a niente...
E... facciamo quello che avevamo in programma di fare
quando potevamo parlare solo in video call.
- Ti ricordi ? - Molto bene.
Senti, mi fai fare prima una doccia ?
Sono stanco morto, non mi reggo in piedi.
Scusami.
Salite in macchina o vi faccio ballare il tip-tap su una gamba.
Dài.
Ehi, Mou, anche la tua vita è complicata ?
Ehi, amore !
Mou, amore di mamma.
Amore...
Oddio...
Senti che silenzio.
Che bellezza.
Finalmente sole.
Com'è andata con Arturo ?
Bene.
- Gli ho parlato di me. - Davvero ? - E del bambino.
- Che ti ha detto ? - Mi ha ascoltata.
Non solo ascoltata, è come se...
Se mi sentisse davvero, nel profondo.
Per forza ! E' un musicista, ha orecchio.
- Mi ha invitata da lui. - Ci vai ?
- Sì, penso proprio di sì. - No !
Tutte le fortune a te, eh ?
Domani seconda puntata, mmm !
Vorrei sapere con chi devo parlare
per fare un esposto contro un'infermiera.
Si chiama Lea Castelli, lavora nel reparto di Pediatria o Ginecologia.
Chieda allo sportello informazioni.
Scusi, sono la dottoressa Galgano, lavoro al reparto di Ginecologia.
- Posso aiutarla ? - Sì, grazie.
- Undici. - Sì.
- Sette. - E sette.
Chi ha comprato il vestito per il matrimonio di Verna ?
Io stavolta riciclo quello di mia cugina, ho già buttato troppi soldi.
Ma sta' zitta.
- E' un'ottima occasione per fare shopping. - Manca ancora un mese.
La gente che si ostina a sposarsi non la capisco.
Tanto poi due su tre divorziano.
A proposito, ho saputo che ieri sera con il tuo ex marito
avete fatto un mezzo miracolo.
- Siamo stati fortunati.
- Come è andata la chemio di Koljia stamattina ? - Bene.
- E' un bambino forte. - I genitori si sono visti ?
La mamma non si è vista, il babbo c'era.
Scusa, Lea, ti cerca la segretaria di Chiaravalle.
- Sai perché ? - No.
- E' successo qualcosa che non so ? - No.
Che vuole Chiaravalle ?
Arrivederci.
- La deontologia è ancora il tuo punto debole. - Tu parli di etica ?
Il lavoro è una cosa, l'amore è un'altra.
In ciò che faccio metto amore e rispetto
cosa che come amica non sei stata in grado di dare.
- Giorgia. - Lea.
- Dottor Chiaravalle. - Eccola, è lei.
-Voglio querelare questa infermiera. -Vediamo che possiamo fare.
- Giorgia ? - Sì.
- Accompagni il signore all'ufficio del personale. - Prego, venga.
Si segga.
- Si può sapere che hai combinato ? - Anna non ha perso tempo.
Perché sei stata così irresponsabile ?
Avevo dimenticato l'egoismo di certi uomini.
Proprio non ce la fai a non metterla sul personale.
- Che te ne frega, se Chiaravalle mi caccia ? - Invece me ne frega.
Primo, sono il tuo ex marito.
Secondo, sarei il primario.
Ogni casino che tu combini ricade su di me, hai capito ?
Se vuoi parlare con il padre del neonato, eccolo. Fai in tempo.
Ha una strana corporatura.
Torna in reparto e non fare casini.
Signor Ferrini, ha un minuto ?
Non lo so, non l'ho visto. Sì, vi raggiungo in ambulatorio.
Michela.
Michela.
Dottor Verna.
- Mi scusi. - Sembri esausta, hai fatto le ore piccole ?
Sì, cioè, non è che sono andata in discoteca o roba simile.
Non ti devi mica giustificare.
- Devo fare un'anamnesi, mi dài una mano ? - Certo.
- Di che paziente si tratta ?
- Sono i genitori di un paziente.
- Grazie. - Prego.
Grazie per la disponibilità, signor Ferrini.
Ciò che ci ha detto è importante per la diagnosi.
- Quindi me ne posso andare ? - Nessuno la trattiene.
Se non vuole vedere suo figlio prima dell'intervento.
L'operazione che dovete fare è pericolosa ?
Abbiamo buone speranze di risolvere il problema di Mattia.
- Un fattore di rischio c'è sempre. - Daria sapeva che non volevo figli.
Le donne sono pronte a correre rischi grandi per amore.
Potevamo starcene io e lei tranquilli, senza preoccupazioni.
Lei che farebbe ?
Io...
Come medico non posso risponderle, la scelta spetta a lei.
Come uomo...
Se non sta con la madre di suo figlio in un momento così...
lo rimpiangerà per sempre.
Non sono pronto per fare il padre di un bambino malato.
Dovevo capire che mi nascondevi qualcosa.
Avresti cercato di fermarmi e saremmo entrambe nei guai.
Te lo scordi che resto con le mani in mano.
Chiamo quelli del sindacato e l'avvocato.
Chiaravalle avrà "pane per i suoi denti".
- Signor Mosella. - Buongiorno.
- Come sta sua moglie ? - Confusa.
E' a letto da ieri. Stavo giusto andando da lei.
Barbara mi ha detto che incontrare Koljia le ha dato speranza.
- E' stato come rinascere. Ora lui ha bisogno di voi. - Lo so.
Mi divido tra mia moglie e il bambino.
Koljia almeno qui ha voi che lo accudite meravigliosamente.
- Barbara è sola. - E' un'adulta e non è in un letto di ospedale.
[PARLA IN RUSSO]
Scusi, adesso devo andare.
Possibile che ogni caso per te diventa una battaglia personale ?
E' più forte di me.
Le lascio qualche minuto per salutare Mattia.
Che succede ?
Succede che la tua intraprendenza è stata fondamentale.
Il padre ha la sindrome di Marfan.
Sappiamo da che dipende la malformazione.
La madre lo sa ? Come l'ha presa ?
Le aspettative di vita per chi ha una forma lieve diagnosticata presto
sono simili a quelle degli altri bambini, se supera l'intervento.
So che hai appena finito il turno.
Volevo chiederti di restare
in caso avessi dei problemi per gestire la madre.
Veramente ho un impegno.
Il padre del bambino se n'è andato. Quella donna è sola, non ha nessuno.
Si fida di te.
Eccoci.
- Prego. - Grazie.
Allora ? Sei contenta di restare a dormire da Rosa e Donato ?
Sì, Paolo ha detto che mangiamo gli gnocchi.
-Sì ? -Posso invitarlo alla festa ? -Sì, lo metto nella lista dei Vip.
Quando arriva la mamma, facciamo tantissimi selfie ?
Li faccio vedere a tutta la scuola.
Papà ti deve dire una cosa.
Tu devi sapere che...
Che papà ti vuole un sacco di bene.
Hai capito ? Un sacco.
Più grande dell'universo.
Non lo dimenticare mai, va bene ?
Vai.
Paolo non ha delle orecchie, ha il radar.
- Vi aveva già sentiti. - Andiamo a giocare ? - Posso ?
Certo, amore. Un bacio.
- Vai. - Andiamo.
Allora, qui dentro c'è tutto, pigiama, spazzolino, peluche.
Fate attenzione che non metta in bocca i fiori di tarassaco.
Tranquillo, Rosa mi ha fatto una testa così.
Ho rasato il prato, ho messo il filo spinato intorno.
Scherzo sul filo spinato ! Figurati.
- Grazie. Per qualsiasi cosa... - Non ti chiameremo.
Goditi la serata e sta' tranquillo.
- Grazie. - Ciao. - Ciao. - Ciao.
- Ecco qui. - Grazie.
[SQUILLI DI CELLULARE]
- Pronto ? Ti sei persa per strada ? - Scusa, sono in ospedale.
- Tutto bene ? - Sì, è che...
Operano Mattia e non volevo lasciare la mamma da sola.
Certo, capisco.
- Ci vorrà ancora un po'. - Vuoi che ti tenga la cena in caldo ?
No, grazie, quando finisco qui, vado a casa.
Va bene, allora sarà per un'altra volta.
- Ciao, Lea. - Ciao.
Perché ci mettono così tanto ? C'è qualche problema ?
E' normale, i tempi della sala operatoria non li conosce nessuno.
- Mi dispiace per come mi sono comportato. - Adesso sei qui.
Mi puoi perdonare ?
L'intervento è riuscito.
Mattia è in Terapia Intensiva.
Domattina capiremo meglio, ma l'operazione è andata bene.
- Mattia ce la farà. - Non so come ringraziarla, dottore.
Sono molto contento che abbia cambiato idea.
Se vostro figlio avrà ottime cure, ringraziate l'infermiera Castelli.
Non posso querelarla per avermi fatto diventare padre.
- Grazie, dottore. - Non la ringrazieremo mai abbastanza.
Ehi.
Sei scappata via di fretta. E' andata bene, no ?
Sì, sono molto felice per Mattia e per i suoi genitori.
- Ho fatto qualcosa di buono prima di andarmene. - Non vai via.
- Dillo a Chiaravalle. - Già fatto. Gli ho detto che...
Che se andavi via tu, andavo via anche io.
Gli tocca il pacchetto.
Non è un caso che sia tornato a Ferrara quando sei tornata tu.
- Ho fatto tanti errori. - Non è il caso di parlarne.
Se tornassi indietro, non farei nulla come prima.
- Farei tutto diversamente. - Il passato non si cambia.
Ma il futuro sì ! Scherzo.
Se solo mi potessi perdonare.
Copriti che prendi freddo.
[# LA LUCE DELLE STELLE MI FA STARE BENE.]
[# IL SOLE GIALLO CALDO MI FA STARE BENE]
[# COME IL VOLO DI UNA RONDINE]
[# CHE VA DOVE VUOLE.]
[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE, NUOVA VITA]
[# PER ME...]
[# AND I'M FEELING GOOD.]
[# NELLA MUSICA E BASTA IO MI SENTO BENE.]
[# NEL SUONO DEL MIO PIANOFORTE IO MI SENTO BENE.]
[# C'E' UN FIUME... #]
- Non è troppo tardi, vero ? - Lea.
[# NUOVO GIORNO, NUOVA LUCE, NUOVA VITA]
[# PER ME...]
[# AND I'M FEELING...]
[# GOOD.]
[# DORMIRE IN PACE LA NOTTE PER VOLERMI BENE]
[# E IMPARARE INSIEME A VOLERSI BENE.]
[# E RINUNCIARE ALL'ANIMA]
[# LO SAI, LO SAI CHE NON CONVIENE.
[# PERCHE' IL SOGNO E' MIO, QUESTO GIORNO E' MIO]
[# E LA VITA MIA E' LA MIA. #]
Sottotitoli RAI Pubblica Utilità
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