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- [uomo] Chi è? - Cercavo Irina.
Irina non è più qui.
Come no?
Vabbè, mi apri?
[scatto di serratura]
Questa è la sua camera.
- Ha lasciato tutto qui? - Sì.
Giorni fa ha avvisato che avrebbe lasciato la stanza.
Ieri ha preso delle cose ed è andata via.
- Dove? - Boh, sarà tornata in Polonia.
Tu sei veramente il suo ragazzo?
Sì.
Perché non ti ha detto niente?
Me lo chiedo anche io.
♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪
♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪
♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪
♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪
♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪
♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪
♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪
♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪
♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪
♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪
♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Solo un clandestino ♪
Fico questo letto.
Questo per me sarebbe utilissimo.
Guarda che puoi dirlo che fa schifo qui.
No!
Gliela posso fare una domanda?
Sì, certo.
Perché non mi ha detto che la clinica la pagava lei?
Dopo ciò che era successo, non sapevo se volessi il mio aiuto.
Non è colpa sua! Ho perso le gambe, ma lei ha perso la sua compagna.
Sono contentissimo di vederla.
Anche io.
Se ti va, magari una volta possiamo fare qualcosa insieme.
Sì, sì! Le va sabato?
Sabato non ho terapia, quindi sarebbe perfetto.
Solamente se mi dai del tu.
Ok.
- Lo diciamo anche a De Giglio? - Sì.
- [squilli di cellulare] - Scusa.
Sto con una persona.
[Palitha] Mandala via, sta arrivando un cliente.
- Non puoi venire tu? Dove sei? - Sono a Lurate Caccivio. Sai dov'è?
- No. - Non lo sapevo nemmeno io,
sennò mica ci venivo!
- Ci ho messo tre ore! - Va bene.
Era il mio socio, quello che hai incontrato prima.
Socio?
Sì, abbiamo aperto una piccola agenzia investigativa.
Ora fai il detective privato?
Sì.
È con quello che mi ha pagato la clinica?
- Ti ordino di darmi del tu. - Sì, mi scusi. Scusa!
L'ultima volta che ci siamo visti eri il mio superiore.
Ora non più.
Ehm… Devo…
- Sì. - Ti accompagno?
No, vado da solo, grazie.
- Tanto ci vediamo sabato, no? - Sì.
Signora, ho trovato questo.
Che roba è?
- Un maglione. - Sarà di un tuo amico.
Posso?
No, questo non è di nessuno dei miei amici.
- Non è di Luca? - Dici?
Dov'era?
All'ingresso.
Sì, l'ha lasciato quando è venuto a prendermi.
- Lo porto all'ingresso. - Grazie.
[Luca] Che vuol dire che è scomparsa?
Il telefono è spento, ha cancellato i social e non risponde alle e-mail.
Non è che non vuole farsi trovare da te?
No, no.
Nessuno sa dove sia. L'ho cercata all'Università.
Ho parlato con due che studiano con lei, non sanno niente.
- Da quanto stavate insieme? - Non molto.
In realtà, ci eravamo lasciati anche da un po'.
Ho provato a scriverle, a chiamarla.
Volevo capire che le fosse preso, perché mi avesse lasciato di colpo.
Non mi ha risposto, così sono andato a cercarla a casa
ma ovviamente non c'era.
Così non riesco ad andare avanti.
Non so più che cosa fare, che cosa pensare, mi sembra di impazzire.
Pensa che io sia un deficiente?
No, non lo penso.
[segreteria] Messaggio gratuito, il cliente…
[campanello]
[campanello]
- Oh, ma voi due zero! - [insieme] No.
- Ciao. - Ciao.
Sono venuto per la camera.
Cazzo.
[Luca] Mia figlia si è iscritta all'Università. Passavo per Milano.
- Posso dare un'occhiata? - Sì.
È per la stanza di Irina.
- Ciao, Luca. - Ciao.
Sono 400 euro al mese, più le spese e il condominio.
Sì, c'era scritto.
Abbiamo dimenticato di scrivere "fumatori".
E non di sigarette.
Tranquilli, non mi faccio problemi.
- E lei? - Chi?
- Sua figlia. - Ah, no, nemmeno lei.
- No? - [Luca] No.
Comunque, di là c'è il bagno.
- Dove? - Lì, vicino all'entrata.
- Questa è la sua camera. - Ah.
[sottovoce] Apri la finestra.
[uomo] Qui buttiamo tutto.
Non potete dire alla vecchia inquilina di riprendere le sue cose?
Non abbiamo il suo numero.
Posso fare qualche foto per mia figlia?
[insieme] Sì.
[scatti fotografici]
Studiate al Sacro Spirito?
No, io faccio Fisica al Policlinico.
- Tecnico? - Eh?
Niente, lascia stare.
- Io Antropologia alla Statale. - E tu?
Con quello scoppiato là.
Grazie.
Luca, ci sei?
[scatto di maniglia]
Ah.
Che hai? Stai male?
No, stavo dormendo.
Ah. Volevo sapere del cliente nuovo.
La ragazza l'ha mollato ed è sparita.
L'ultima volta che il telefono era acceso stava a casa sua.
- Ti sei fatto dare l'anticipo? - No.
- Mi sono dimenticato. - È la cosa più importante!
- I soldi sempre prima. - Sì, ciao.
Me lo faccio montare anch'io un letto così.
Te lo sconsiglio.
- Comunque… - Mmm.
Quello è furbo. Secondo me, ha capito che sei qui.
Anche se fosse? Mica è tuo padre.
Disse quella che ha paura della figlia.
È diverso.
Secondo te, Bianca non se ne è accorta?
No, grazie a Imelde.
- Mi sa che dovrò darle l'aumento. - Sì… Tanto.
Secondo me, quella ragazza sta solo scappando da lui.
Ci ho pensato, ma lui mi sembra più innamorato che ossessionato.
Per alcuni è un po' la stessa cosa.
- Mi fai vedere le foto? - Sì.
Ah, è qui.
- È l'appartamento? - Sì, tipica casa da universitari.
È comunque più ordinata di casa tua.
- Grazie. - Prego.
- Questo che cos'è? - Questo…
"Calfolin". Che cos'è?
Serve per chi ha problemi di acido folico.
L'acido folico non si dà alle donne incinte?
Wow, Sherlock Holmes!
- Vabbè, io vado. - Vai pure.
- Sì. - Tu?
Aspetto la notte ed esco strisciando.
Non voglio che vai in giro da sola.
Chiamo un taxi e mi faccio lasciare dentro al portone.
- Posso darti un consiglio? - Sì.
Non lasciare maglioni in giro.
- Sai che cosa sei tu? - Che cosa?
Un povero scemo.
Ma come, non ero Sherlock Holmes?
[uomo 1] Vai!
Dai, dai!
Forza! Vai con il gancio! Alza la guardia!
Uno, due! Ci sei! Spingi!
Su! Mani in alto! Uno, due, forza!
Vai! Forza!
Bravo, bravissimo.
Franco, vieni, tocca a te!
Forza!
[uomo 2] È incinta?
Usava un medicinale che prendono le donne incinte.
Avete mai parlato di avere figli?
Sì, una volta, per scherzare.
Mi piacerebbe diventare papà, lo farei anche adesso.
E lei?
Piacerebbe anche a lei, ma ha sempre detto che era presto.
In realtà, non voleva un figlio da me.
- Non puoi saperlo. - No?
Ha deciso di non tenerlo. Sarà andata in Polonia ad abortire.
- È l'unica spiegazione. - Lì l'aborto è illegale.
Poteva farlo qui in tre ore, nemmeno l'avresti saputo.
Allora perché è sparita? Dov'è?
Non lavorare troppo, eh.
[in singalese] Sto studiando!
Luca è andato via?
[in singalese] Sta da un cliente.
Allora chi c'è a casa sua?
- Ciao. - Ciao, Palitha.
Lo sapevo! Lo sapevo!
Lei è…
Un'amica di Luca. Piacere, Carolina.
Gedara. Abbiamo sentito un rumore e ci siamo spaventati.
Sì, ero io che inseguivo i topi. Avresti qualcosa con cui pulire?
- Uno straccio, un secchio… - Subito.
- Magari anche un po' di disinfettante. - Arrivo.
Grazie.
- Ciao. - Ciao.
- [campanello] - Tocca a voi.
Tocca a te.
Metti in pausa.
Non ce l'ho una figlia.
Perché cerchi Irina?
Mi ha assunto il suo ragazzo per trovarla.
- Il palestrato? - Sì.
Lui non sa dov'è?
Lei non gli ha detto che se ne andava.
Voi avete mai notato qualche… comportamento strano?
[donna] Non più del solito. Era un po' un'aliena qui dentro.
Non la vedevamo mai. Andarsene così è stata la "ciliegina sulla torta".
Ma ha lasciato i soldi dell'affitto e anche i tre mesi di disdetta.
- In contanti? - Sì. È un indizio.
Era tutto organizzato, la gente non gira con tutti quei soldi.
Invece dell'Università che sapete?
- Era assistente di un professore. - Montechi, di Diritto Canonico.
- Al Sacro Spirito è uno importante. - Scrive su certi giornali.
- Tipo? - Solita roba
- contro i matrimoni gay, l'eutanasia… - E le droghe leggere.
Ma alla fine vinceremo, è una battaglia di civiltà.
Va bene. Grazie, ragazzi, vado.
Come, vai già via?
- [Luca] Sì. - Neanche un tiro?
Ne ho respirato abbastanza, faccio fatica a pensare pure da sobrio.
Ti accompagno. Se scopriamo qualcos'altro, ti faccio sapere.
- Grazie. - Devi darmi il tuo numero.
- Ciao. - [donna] Grazie, ciao.
Potevi invitarlo in camera tua.
Tornate a giocare, fatemi lavorare.
Ogni uomo, il più povero
ma anche il più ricco e potente o l'ultimo tra gli ultimi
mosso dalla fede, tende al superamento della propria condizione
guardando verso il modello divino della perfezione.
Anche se sa perfettamente
che questa perfezione è irraggiungibile.
Per oggi abbiamo finito, ci vediamo la settimana prossima.
- Grazie per la lezione. - Mi raccomando, ci tengo molto.
- [ragazzo] Arrivederci. - [ragazza 1] Grazie.
[brusio]
Posso disturbarla?
Può prendere appuntamento, ricevo il venerdì.
Sarò breve. Ho avuto l'assurda idea di riscrivermi all'Università
e speravo che potesse distogliermi dall'intento.
Perché dovrei farlo?
Sono più vecchio di alcuni dei professori.
Non è mai troppo tardi.
Ho mollato a sei esami dalla laurea. L'ho sempre vissuto come un limite.
Un uomo deve migliorare la propria condizione.
È proprio ciò che dice San Tommaso D'Aquino.
Mi hanno detto che lei mi avrebbe dato il consiglio giusto.
Chi è che mi ha incensato in questo modo?
- Irina. - Ah.
Sì. È la fidanzata del mio istruttore di boxe.
- Io l'ho conosciuta in palestra. - Parlavamo poco di cose private.
Comunque, la stima per Irina è assolutamente reciproca.
Lei si è laureata con me ed è stata a lungo la mia migliore assistente.
Perché "è stata"?
È tornata al suo Paese, questioni famigliari.
Temo che dovrò rinunciarci per un po'.
Non lo sapevo. Sta bene?
Sì. Cioè, almeno spero.
Adamo sarà sollevato.
L'ha lasciato così all'improvviso e non l'ha presa benissimo.
Lui pensava pure che fosse incinta
perché nella sua stanza ha trovato la scatola di un medicinale.
- Era del Calfolin, per caso? - Sì, mi sembra di sì.
Può rassicurare il suo amico
perché quel farmaco era per mia moglie.
Avevo chiesto a Irina di prenderlo.
- Ah, è sua moglie che aspetta? - Mmm.
Non siamo più ragazzini, come vede, ma insomma ci proviamo.
Tra l'altro, è anche una gravidanza un po' delicata… Però…
- Non è mai troppo tardi. - Bravo.
- Grazie, scusi il disturbo. - Non si preoccupi.
- Ci vediamo agli appelli. - Sì, certo.
- Che fate? - I conti. Non è capace.
È tutto in ordine di là.
Ha detto che sembrava una discarica.
Ha detto così?
C'è pure una margherita.
Non è una margherita, è una gerbera.
- Vabbè. - L'ha scelta lei, è una donna di classe.
È inspiegabile che stia con te.
- Non sta con me. - Digli il resto.
- Quale resto? - L'ha invitata a pranzo, domenica.
Mi ha parlato del suo libro, ho detto che volevo comprarlo
e me l'ha regalato. Che cosa facevo io?
È meglio che vada.
- Vuoi che ti accompagni? - No.
Dovete pensare al menu.
[uomo] Sei sicuro?
Le medicine erano per la moglie di Montechi.
Sì, certo. Dovrei fidarmi di lui?
Gli è sempre piaciuta Irina.
Si vedevano fuori dall'Università?
- Sì. - Amanti, eh?
Succede tra professori e assistenti.
Te l'ha detto Irina che aveva un debole per lei?
No. Una sera è salita sulla sua auto, hanno mangiato in un posto.
E allora? Però non li hai mai visti…
No, niente baci, però parlavano.
Senti, Adamo, tu la seguivi, la pedinavi.
- Magari se ne è accorta. - Ok, sono geloso!
Volevo sapere se ci fosse qualcun altro. Non è un reato.
Vabbè, tecnicamente…
Voglio sapere se è successo qualcosa. Non è incinta?
Perché non mi ha lasciato e basta? Perché si nasconde da me?
Forse perché sei uno che dà i cazzotti sulle macchine.
La butto lì, eh.
Scusatemi, è che non so più che pensare.
Adamo, fai una bella cosa, te ne vai a casa…
Anzi, in palestra, così ti sfoghi.
Se abbiamo qualche novità, ti chiamiamo noi.
Ok.
Secondo me, è meglio chiuderla qua.
È chiaro che questa se ne è andata per colpa sua.
Ora ci sta male, ma poi gli passerà.
No. Non gli passerà.
[Luca] Vuoi un goccio?
- Sì, grazie. - Ghiaccio?
No.
Scusami, è che mi dispiace vederti così
ma io che ti avevo detto? Si è messa paura.
Non dovevo chiederglielo.
Sei un cretino, se continui ad andare dietro a una così.
Cioè?
Una che se ne va in piena notte e spegne il telefono
dopo una proposta di matrimonio!
Devo parlarci per capire perché se ne è andata.
E una volta che l'hai capito?
Aiutami, mi serve un controllo sul cellulare.
L'hai già fatto altre volte.
- Anche se potessi, non lo farei. - Perché?
È meglio così.
Non ha senso continuare a cercare qualcuno che non ti vuole.
Ma tanto non mi darai retta.
In Polonia non ci è tornata, almeno non in aereo o in treno.
Non ci sono biglietti a suo nome. Forse in autobus.
Il numero di casa?
Sai quanti Kwiatkowski ci sono in Polonia?
No, quanti?
Tanti. Se vuoi, te li do tutti e ci pensi tu.
No, va bene così, grazie.
Riso in bianco? Erano finite le merendine?
- No, oggi è la giornata detox. - Ah.
Ci vediamo dopo al poligono, no?
Sì, certo.
Sergio è contento, mi ha scritto quattro volte.
Va bene.
- A dopo. - Ciao.
[Palitha] Irina non è tornata in Polonia?
A quanto pare, no.
Avrà detto una bugia al professore per non lasciare tracce.
Tieni.
Uno, due, tre.
- Grazie. - Prego.
È come dico io.
Voleva chiudere, ma non sapeva come dirglielo. Eh?
Non so perché ti sei impuntato su questo caso.
- Va bene. Hai finito? - Quasi.
Sono tre giorni che cucina Gedara.
È un evento importante, sei quasi un secondo figlio per lei.
- Stai portando la fidanzata a casa. - Dai, sbrigati.
[squilli di cellulare]
- Sì? - Sono Gaia.
Gaia?
- La coinquilina di Irina. - Ah.
Forse abbiamo trovato qualcosa che ti può interessare.
È caduta da un libro mentre mettevamo via le sue cose.
Irina era incinta veramente!
A quanto pare… Vuol dire qualcosa?
Sì, che Montechi mi ha mentito.
- Ora vai all'Università a cercarlo? - È chiusa, oggi è sabato.
- È già sabato? - Mm.
Va bene. Grazie, ragazzi.
Direi che una birretta ce la siamo guadagnati, no?
Sì.
- Ti accompagno. - No, grazie, conosco la strada.
- Ti chiamo io. - Va bene.
No, vabbè, tu sei proprio una professionista.
Lo so.
Cannetta?
- Sì. - Cannetta.
- Ah. - Tutto culo.
Le medicine che hai trovato dalla polacca erano sue?
Mmm.
Se il professore ti ha mentito, l'ha messa incinta lui.
Non fa una piega.
Chissà dov'è finita questa ragazza.
Vai in Questura, mi serve l'indirizzo di Montechi.
Ancora? Se mi becca Maganza, sai che mi fa?
- Ti sbatte in archivio. - Peggio, mi ci toglie.
Poi devo fare il poliziotto per davvero.
- Come è andato De Giglio? - Come sei andato?
- Eh… - [Luca] Male.
Ma che vi frega?
- Scappo. - Va bene.
- De Giglio? - Eh?
Altra sfida?
- Va bene. - Dai.
Vai.
Quanto corri con questa sedia! Piano.
Non è che tu sia proprio un velocista.
- Ti serve una mano? - No, faccio da solo.
- Ti aiuto. - Faccio da solo, non preoccuparti.
- Aspetta, ti aiuto io. - Oh!
Ti ho detto che faccio da solo.
Scusa.
Sai che puoi fare? Passami lo zaino, non ci arrivo.
Grazie.
- Hai visto che ce l'ho fatta? - Sì.
Puoi andare ora.
- Sicuro? - Sì.
Va bene, ci vediamo.
- Va bene, ciao. - Ciao.
Chi è? Ah.
- Buongiorno. - Che ci fa lei qui?
Come ha fatto a sapere dove abito?
Ho chiesto un po' in giro.
Posso?
- Che prepara di buono? - Tiro la pasta
per due tagliatelline al cinghiale per stasera.
Non credo che lei sia venuto per chiedermi che cosa mangio.
No. Sono un investigatore privato.
- Ah, addirittura? - Sì.
Mi ha assunto Adamo, il fidanzato di Irina, per ritrovarla.
Ancora con questa faccenda? Quello che sapevo gliel'ho detto.
No, lei mi ha detto che il Calfolin a casa di Irina era di sua moglie
però io ho trovato anche un'ecografia a nome di Irina.
Che sfiga, eh?
Lei capisce che è molto difficile per me non pensare
che lei abbia messo incinta Irina e non sua moglie.
Giovanotto, non diciamo eresie!
Farei molta meno fatica a crederle, se mi dicesse adesso dove sta Irina.
[donna] Alberto!
Siamo qui, amore, vieni!
Oh. Tutto a posto?
Salve, sono Sara Mazzei, la sua signora.
Buongiorno.
- Hai riposato bene? - Sì, ero sveglia già da un po'.
Ehm… Lei è qui per Irina, giusto?
Sara!
Che male c'è? Forse è il momento di spiegargli come stanno le cose.
Quella ragazza qui è sola.
Quando è rimasta incinta, ha chiesto aiuto a noi.
È stata una bella coincidenza che lo fossi anch'io,
l'unica differenza è che noi ci provavamo da anni.
L'abbiamo fortemente voluto,
invece a lei è capitato per sbaglio.
È Adamo il padre?
Lo era.
Lei non sapeva che cosa fare e alla fine ha deciso di abortire.
Noi ci siamo opposti, come può immaginare.
Abbiamo cercato di convincerla, ma a quel punto lei si è arrabbiata
e non l'abbiamo più vista.
Abbiamo provato a chiamarla più volte. Il telefono è staccato.
- Perché non mi ha detto la verità? - Perché, come ha detto mia moglie
noi non eravamo d'accordo con la sua decisione
però questo Adamo la tormentava, era ossessionato da lei.
Abbiamo pensato che se fosse venuto a conoscenza della situazione
forse le cose sarebbero peggiorate ulteriormente.
Sentite…
Spero solo di non avervi dato troppo fastidio.
[Montechi] Ah, una cortesia, se possibile.
Non dica niente al ragazzo. Eh?
Certo. Arrivederci.
- La accompagno. - No, conosco la strada.
[tuoni]
Se ne è andato?
- Sì. - Sì.
Quindi è andata davvero così, eh?
Pensavo che fosse incinta del professore.
Non era incinta.
Ha deciso semplicemente di tornare in Polonia.
Non voleva stare più con te.
Sì, ma andarsene così, senza dirmi niente… Perché?
- Perché? Perché? - Ehi! Ehi! Adamo.
Ascolta, mi dispiace.
Adesso vorrei dirti che sei giovane, hai tutta la vita davanti
con il tempo dimenticherai tutto, pure le persone che ti hanno ferito,
ma non è così, quindi non te lo dico.
Una cosa però la so.
A un certo punto la vita ti dà la possibilità
di liberarti di chi ti ha fatto del male.
Quando ti arriva, sfruttala…
e mettici una pietra sopra.
Ok, ci provo.
[Carolina] Mmh!
Non so che cosa sia, ma è delizioso.
Questo è mallum e questo è wambatu.
Wambatu. Mmh!
Sai che forse io…
un filo di peperoncino ce l'avrei messo?
Perdonalo, è di Roma, più in là delle puntarelle non vanno.
- Che sarebbero? - Lo chiedi a lei?
Di Roma sono io. Non sai che sono le puntarelle?
- No. - Scherzi?
Le puntarelle sarebbero la parte…
- [Palitha] Mmh. - Quella…
Mmh?
Quella… Vabbè, tanto non è stagione.
- Ho capito. - Ti piace?
Sì. Pensavi che fossi una schizzinosa milanese, eh?
[Palitha] Una schizzinosa non lo frequenterebbe.
- Grazie. - [Palitha] L'aspetto sarà quello che è
ma è il miglior detective di tutta Italia,
altrimenti mica me lo prendevo come socio.
Certo, perché tu hai preso me.
[squilli di cellulare]
- Adamo? - Non ce la faccio.
Ehm… Scusate un secondo.
- A fare che? - A lasciare perdere,
a metterci una pietra sopra.
- Dove sei? - Fuori da casa sua.
- Di Irina? - No, del professore.
- Che vorresti fare? - Parlarci, farmi spiegare le cose.
Magari Irina gli ha detto qualcosa, devo sapere.
Forse è meglio che vengo io lì con te e ci parliamo insieme, no?
Forse è meglio. Se ci parlo da solo rischio di fare un casino.
[Luca] Ecco, bravo, stai fermo lì.
Non fai niente, non ti muovi e non ti fai vedere. Va bene?
- Ok, ti aspetto qui. - Arrivo.
Palitha, dobbiamo andare, veloce.
- È successo qualcosa di grave? - Poi ti spiego.
Non lo so.
Ciao.
Eh…
- [Palitha] Che succede? - Adamo è a casa del professore.
- Ahi! - Dai.
Per Palitha è tutto un gioco.
Per Luca sembra che essere felice sia un peccato mortale.
- Però con te lo vedo sereno. - Sì.
Vorrei che fosse tutto un po' più semplice, alla luce del sole.
Con mio marito non va da anni
e mia figlia ha iniziato a capire, ma io non so che cosa fare.
[sospiro]
Con i figli è meglio dire tutto, sennò rischi solo di farti del male.
- Dille la verità. - La verità?
- La verità è che mi piace Luca. - E allora?
Non è facile stare con lui, visto quello che gli è successo.
Cioè?
Non ve l'ha detto?
La compagna è morta in un attentato e Luca era il capo della sicurezza.
Vive con il senso di colpa per quello che è successo.
Con me finge che lei non sia mai esistita, ma io lo sento che…
è un fantasma ed è sempre presente.
È come se a volte avessi la sensazione che…
- Che lui pensi ancora a lei? - No, che pensi solo a lei.
Ti ho detto cento volte di non stare alle finestre, dai.
C'è tanto spazio in casa.
- Non risponde? - Macché.
- Adamo… - Non vi azzardate a fermarmi!
- Non vi azzardate! - [Montechi] Fermo!
Lascia…
[urla]
[gemiti di dolore]
- [Irina] Calmati, adesso. - [Adamo] Andiamo.
[Adamo] Cazzo, cazzo!
- Vai piano. - [Adamo] Mi sentivo che c'era qualcosa.
Vado piano, ma di chi è figlio? È mio?
Sono incinta, vai piano!
Per piacere, vai piano. Attento!
- È mio o no? - Va bene, te lo dico, non è tuo.
Lo sapevo! È del professore?
- Di quel maiale? - Non è andata così.
- Com'è andata? - Non è figlio tuo, ma neanche mio!
- Che hai detto? - Attento!
- [schianto] - Oh!
[Luca] Fermo, fermo, fermo.
- Come sta? - Sta bene.
- Fatela riposare. - Il bambino…
Non ha riportato alcun danno.
Sicuro che non dobbiamo portarla in ospedale?
Meglio di no.
Poi non sarebbe sicuro, lo sai.
Silvio, grazie, veramente.
Ringrazia loro. È un miracolo che siano arrivati subito.
Io immagino di dovervi dare una spiegazione.
[si schiarisce la gola]
Tre anni fa anche io e mio marito abbiamo avuto un incidente.
Eh, sì. È stata colpa mia, non mi sono fermato a un incrocio.
Io non solo ho perso il bambino che aspettavo
ma anche la possibilità di averne altri.
Non riuscivo ad accettarlo, così sono caduta in depressione.
Non mangiava più, non andava più a lavorare…
Io non ce la facevo a vederla in quelle condizioni lì.
Certo, avremmo forse potuto provare con l'adozione.
Per me era come se il destino ci avesse tolto
un dono che Dio ci aveva fatto.
Che le avete proposto in cambio?
Niente. Irina per noi è come una figlia. È stata lei a volerci aiutare.
Non ci aspettiamo che lei capisca.
No, è che mi sembra strano per gente così credente come voi.
Invece io vi capisco.
Quando uno vuole un figlio, è disposto a tutto.
- Non si può nemmeno dire che è tuo? - No, non lo è.
Però, mentre la pancia cresceva…
È più complicato di quello che pensavo.
Ho conservato la prima ecografia
forse perché volevo almeno avere un ricordo.
Perché non mi hai detto niente?
Questa cosa è illegale, Adamo.
Che cosa avrei dovuto dirti?
Non volevo un figlio da te,
ma avrei partorito quello di qualcun altro?
[bussano alla porta]
- Dobbiamo andare. - Ok, arrivo.
- Ciao. - Ciao.
Adamo!
Ti posso chiamare, quando tutto finisce?
Certo che puoi.
- Ciao. - Ciao.
- Devo chiederti scusa. - Per che cosa?
Ti avevo detto che avrei smesso di cercarla.
Sotto sotto non mi aspettavo che lo facessi.
Perché?
Una volta mi sono trovato nella tua stessa situazione.
E come è andata?
Peggio di come è andata a te. Dai.
[squilli di cellulare]
Claudio?
Sei ancora sicuro di volere sapere dov'è?
Sì.
- Non sapevi che avesse un fratello? - Sì, lo sapevo.
Non sapevo che fossi in Italia.
Scusa, quando ti ho visto sulla porta…
mi sono fatto tutto un film.
Ho pensato che fossi il suo uomo.
Sono rientrato da poco.
Comunque, a me nemmeno aveva detto che ha un fidanzato.
Bene. Quindi è andata via?
Sì, ieri.
- Non ha detto dove è andata? - Ha detto che andava da un'amica.
- Il nome di questa amica? - Perché non glielo chiedi tu?
Perché mi ha bloccato.
Se vuoi, posso provare a chiamarla.
- Le dico che sei passato a cercarla. - Grazie.
Non sei il primo con cui sparisce senza dare spiegazioni.
È sempre stato nella sua natura scappare.
Ora scusami, ti devo salutare.
- No, scusa tu. - Sono un po' di fretta.
Grazie. Ciao.
[uomo] Quindi il caso è chiuso? Irina sta bene?
Sì.
È partita perché la madre sta male, ma ha detto che torna.
Quindi è stato un falso allarme? Tanto rumore per nulla?
In effetti, è stato tutto un po' deludente.
[Luca] In effetti sì.
Voi siete stati preziosissimi, la birra ve la dovevo offrire.
Grazie.
Perché tu bevi chinotto?
Perché non ti fai i cazzi tuoi?
Scherzo.
Io devo scappare, buona serata.
- Grazie per il drink. - [Luca] Figurati.
Ah…
- Mi faccio i cazzi miei. - Bravo.
Gaia, si vedeva che gli piacevano le vecchie come lui.
- Gli piacciono quelle fighe. - Non hai capito.
Mi faccio i cazzi miei.
- Erano i ragazzi dell'appartamento? - Sì.
- Perché non me li hai presentati? - Torniamo dentro?
No, fa lo stesso.
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