All language subtitles for Il.Clandestino.S01E05.iTALiAN.1080p.WEB.H264-NEUROSiS_ita

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Original subtitles

[voci in lontananza]

- [uomo 1] Chi è quello? - [uomo 2] Dove vai?

- [uomo 1] Fermo lì! - [uomo 2] Vai! Vai! Vai!

- [uomo 2] Dov'è andato? - [uomo 1] Mi sa di qua.

- [uomo 2] È andato di qua? - [uomo 1] Sì, di qua.

Vai! Vai! Vai!

♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪

♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪

♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪

♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪

♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪

♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪

♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪

♪ Un clandestino ♪

♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪

♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪

♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪

♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪

♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪

♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪

♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪

♪ Un clandestino ♪

♪ Solo un clandestino ♪

[squilli di cellulare]

[notifica dal cellulare]

[Carolina] Che fine hai fatto?

[Palitha] Ancora qui? È l'ultima volta.

Se vi fate rivedere da queste parti, chiamo la polizia! Capito?

Si può sapere che volete?

- Sono due ladre. - Sono due bambine.

- Sì, ma zingare. - Si dice rom, non zingare.

Sempre ladre siete.

Un mese fa un paio di loro giravano qua intorno e puff!

Mi è sparito il compressore.

- Che ci fate qua? - Cerchiamo il Clandestino.

Perché?

- Deve aiutare nostro fratello Milos. - Abbiamo i soldi.

Centonovantotto e 20. 198,70.

- Non sono neanche 200 euro. - Aiutateci e vi diamo il resto.

Come no! Mica siamo fessi?

Qua c'è scritto che Lumi è morto mentre cercava di rubare del rame.

Che c'entra Milos?

La sua famiglia dice che Milos era con lui e non l'ha aiutato.

Nostro fratello è innocente.

Sì, uno zingaro innocente e io sono svedese.

Forza, riprendetevi questi quattro spiccioli

e toglietevi di torno.

Te lo dico subito,

io nel campo rom io non ci metto piede.

[Palitha] Che ci facciamo qua? Tanto non ci pagano.

- Guarda che roba. - Sei venuto per lamentarti?

No, per vedere se trovo il compressore rubato.

Almeno non buttiamo la giornata.

Per loro è strano vedervi, qui non entrano mai i gagè.

- Sarebbero? - I non rom.

Ah, i normali.

Quella è casa nostra.

Carina, accogliente, un po' rustica.

Buongiorno.

- È lui. - Grazie di essere venuti.

Dai. Salve.

- Salve. - Salve.

[parla in romanì]

Mi devo preoccupare?

Dice che se volete, vi legge la mano.

Dopo, grazie.

- Questo sarebbe? - Il vino del nostro popolo.

- No, grazie, ho smesso. - Anch'io.

Da adesso.

- Che è successo quella notte? - Non servirà a niente.

Perché dici così, Milos? Lui farà vedere che sei innocente.

Io e Lumi eravamo in giro insieme, lui si è fatto lasciare a una metro.

- Non sai dov'è andato? - Non lo sapevo.

- L'ho letto sui giornali il giorno dopo. - Anch'io.

- È stato un incidente. - Per la sua famiglia sono stato io.

Dice che non l'ho soccorso.

Io non lo avrei mai abbandonato.

Lui era il mio migliore amico.

Dobbiamo fare presto, domani c'è il funerale e poi ci sarà Kris.

- Che cos'è? - Il tribunale degli anziani.

Se il tribunale deciderà che sei colpevole?

La nostra famiglia dovrà dare tutto alla famiglia di Lumi.

Dovremo andare via, lontano, in un altro paese.

Non mi vorrà più nessuno, non avrò più una casa.

Non ti buttare giù, non hai una casa nemmeno adesso.

Dopo che hai lasciato Lumi alla metro, che hai fatto?

- Sono tornato al campo. - Nessuno ti ha visto rientrare?

Se sei innocente, perché non vai alla polizia?

- Rispondo alle leggi del mio popolo. - Non a quelle italiane?

Ogni popolo ha le sue regole, è così per tutti, da sempre.

Sono 12 minuti che guardiamo il test.

Lo facciamo o stiamo così tutto il giorno?

[parla in arabo]

Che "guaio"? Dai, su.

Non è una cosa che succede per caso.

C'è gente che ci prova per mesi, chi per anni.

Se esce positivo?

Io non posso essere incinta, non posso.

- Perché? - Perché…

Da dove vengo io non si possono fare i figli così,

senza nemmeno essere sposati, è la regola.

Va bene, allora ci sposiamo.

Ci sposiamo?

Ci conosciamo da tre mesi.

[imitandola] "Da dove vengo io

non si possono fare i figli senza essere sposati.

È la regola."

[parla in arabo]

Nessun disastro, non muore nessuno.

Anzi, al massimo il contrario.

Vado.

Tanto lo sapete chi siamo, no?

[donna 1] Sappiamo chi siete.

- Lavorate per la famiglia di Milos. - Andatevene, non vi vogliamo qua.

Che cosa volete?

Capisco quello che state provando, ma perché date la colpa a Milos?

Perché no? Era con lui e l'ha lasciato morire da solo.

Milos sta male. Perché avrebbe dovuto farlo? Erano amici.

[donna 1] Lui è geloso.

Dice che erano amici, ma odiava.

Da sempre la sua famiglia odia la nostra famiglia.

Guarda! Guarda com'era bello il mio Lumi!

[pianto]

[Palitha] Mi dispiace tanto, signora, veramente.

Signora.

Mi dispiace.

Ho visto il cadavere del ragazzo.

- Una ferita così non te la fai cadendo. - Che vuoi dire?

- L'hanno colpito sicuramente. - A noi non risulta.

La madre di Lumi ha diritto di sapere com'è morto il figlio.

È difficile parlare con questa gente, non si fidano.

- Non ci fanno entrare nei loro campi. - Mi hanno fatto entrare.

Lavori per loro, è normale.

Ecco, diamoci una mano a vicenda.

Io vi aiuto a capire che è successo e voi vi prendete i meriti.

- Allora, Lumi Radzo… - Radzonic.

- "DZ"? - Sì, "DZ".

Non c'è nulla, ho solo una segnalazione

per schiamazzi e furto di motorino quando aveva 14 anni.

Per l'ambiente da cui viene, è un santo.

- Tutto qua? - Tutto qua.

- Va bene, vado. - Vai già via?

Ho un appuntamento dall'altra parte di Milano.

[De Giglio] Un attimo, finisco una cosa, sennò mi confondo.

- [Luca] De Giglio. - Oh.

Che fai con quel coso?

- Ho caldo con la divisa. - È inverno.

Soffro di iperidrosi focale.

La macchinetta della Questura non ha il gelato.

Meglio così, sennò stavo al quinto infarto.

- Hai finito di giocare a poker? - Non è poker.

Devi parlare con Bonetti.

Dovevi farlo tu.

- Ci ho provato, ma non ci riesco. - Perché?

Non credo che sia contento di vedermi.

- Non è colpa tua quello che è successo. - Certo che è colpa mia.

Lavorava per me, era sotto la mia responsabilità.

- Dai, avete fatto l'Accademia insieme. - Non lo sento da un po'.

Lui voleva sapere da dove venivano i soldi, tu non volevi dirglielo.

- Potevi inventare una cazzata. - Ti pare facile? Sergio è sveglio.

Lo so, l'ho fatto entrare io nell'Antiterrorismo.

Per favore, sei l'unico che può convincerlo a tornare in clinica.

Va bene, ci provo.

Mi è pure passata la fame.

Non mi sembra.

[Palitha] Luca!

- Che hai scoperto? - Niente.

Ci hai messo tutto questo tempo?

Domani andiamo al funerale di Lumi.

Io non vengo, devo recuperare una macchina a Cinisello.

Solo nei brutti gialli l'assassino va al funerale della vittima.

Evito che diventi anche il funerale di Milos.

[voci in romanì]

[uomo parla in romanì]

[pianto]

Chi sono tutti quei ragazzi?

I compagni di scuola di Lumi.

[Luca] Come "di scuola"?

[Milos] Il Parini.

C'era voluto andare a tutti i costi, era l'unico al campo.

La ragazza con il foulard rosa?

È Ottavia Pinci.

Pinci come l'imprenditore?

È la figlia.

- Non dovevi venire. - Ehi.

- Era mio amico. - Lo fai morire e poi vieni qua?

- [in romanì] Non ho fatto morire nessuno! - Vattene, merda!

- Stai calmo. - [parla in romanì]

Oh! Vattene, stai buono.

Vattene.

Tutto a posto?

Andiamo, dai.

Te l'avevo detto che era meglio non venire.

Non gli potevo neanche dire addio?

Che cosa sai di Ottavia Pinci?

Nulla.

Suonava con Lumi nell'orchestra della scuola.

Sei sicuro che fossero solo amici?

Io e Lumi ci dicevamo tutto.

È stato con qualche gagè, della Pinci non mi ha detto nulla.

Forse non ti ha detto un sacco di cose.

- Sai perché sono qui, no? - Certo.

Te lo dico, in clinica non ci torno.

- Dai, Sergio. - Non serve. Perché tornarci?

In Accademia mi stavi sul cazzo perché non mollavi mai.

Costringevi tutti noi a starti dietro.

Se non fosse per te, non sarei diventato poliziotto.

Lo so che è doloroso e complicato, ma non puoi smettere.

- Non adesso. - A chi importa?

A me, per esempio.

- A te? - Sì.

Allora perché non ti sei più fatto vivo?

Puoi dirlo che non ce la fai a vedermi così.

Non è per quello.

Allora perché non hai voluto dirmi chi mi paga la clinica?

Alla fine ho capito da solo il perché.

Un conto è fare beneficenza per sentirsi bene con se stessi

e un altro è avere a che fare con me.

- Sì, invece. - No.

Sì, io vi faccio pietà.

Questa cosa non posso cambiarla, non tornerò più a camminare.

Non è così, devi credermi.

Io ci tengo a te e non solo io.

Ehi, sei sicura che non ti va di uscire stasera?

No, sto a casa.

- Ok. Ci vediamo domani. - Ciao.

Ottavia, scusa, posso parlarti un attimo?

Dimmi.

Ero al funerale e mi hanno detto che venivi in palestra qui.

- Che vuoi? - Parlare un po' di Lumi.

Volevo sapere se ultimamente c'era qualcuno che gli aveva dato fastidio

o che poteva avercela con lui.

- Io come faccio a saperlo? - Suonavate insieme, no?

Io lo conoscevo appena.

Ero al funerale perché c'erano i miei compagni.

Te la sei presa parecchio per uno che conoscevi appena.

- Tutto bene, Ottavia? - Sì, tutto bene, Riccardo.

- Non dovevi prelevare? - No, devo fare una cosa.

Ah.

- Hai fretta? - Sì, un po'.

- Perché? - Adesso te lo dico.

- Chi cazzo è? - Corri!

Apri! Apri, apri, apri!

[grida]

[Luca] Ottavia Pinci e Lumi avevano una relazione, è chiaro.

Pinci è quello che in TV parla sempre male degli immigrati?

Sì.

- Tu gli dai ragione. - No, no.

Per forza, questi vengono in Italia a rubarci il lavoro.

Lo senti l'amico tuo?

Mi sembra strano che la figlia stesse con uno zingaro.

Di solito i ricchi se la fanno con i ricchi.

Proprio tu parli?

Bah!

Comunque, un modo per capire se è vero o no, c'è.

- Quale? - Diamo un'occhiata al suo telefonino.

- Magari salta fuori che l'ha ucciso lei. - Perché lo avrebbe ucciso?

Forse ha scoperto che faceva lo scemo con un'altra.

Se funzionasse così, tu saresti morto 60 volte.

Pure 70.

- Come recuperi il telefono? - Semplice.

Ci facciamo aiutare da due professioniste.

- Buongiorno. - Ciao.

Ciao.

La mamma voleva prenotare per la prossima settimana.

Però è fuori perché non trova parcheggio.

Lo so, capita.

Vediamo, così quando arriva, avremo fatto.

Grazie.

- Vai. - Sì, c'è posto la prossima settimana.

[donna 2] Scendiamo a destra e ci allunghiamo.

Inspiriamo passando dal centro.

Uniamo le mani, scendiamo al centro.

Per oggi abbiamo finito, ci vediamo dopodomani.

Grazie, ragazze.

Lunedì alle 18:30 ho posto.

- Va benissimo. - Va bene.

Eccoti, dov'eri finita? Andiamo, la mamma ci aspetta fuori.

- Ciao, stelline. - Arrivederci, grazie.

- Missione compiuta. - Brave le mie zingarelle, brave!

- Avete vinto una bella maglietta. - Ti stai affezionando?

Ma va'!

Almeno hanno qualcosa di decente da mettersi.

Avevi ragione, questa è della sera in cui è morto.

- Bingo! Dammi il cinque. - No.

- È stata lei? Nostro fratello è libero? - Andiamo a dirglielo.

Non è stata lei e nessuno dice niente a nessuno.

- Ok? - Ok.

Ottavia, ti capisco, ma non ho qui il tuo cellulare.

- Chiedo se è nello spogliatoio. - Ci ho già guardato.

- Sei sicura di averlo portato? - Che vuol dire? Certo!

Era una domanda, Ottavia. Vieni qua, troviamo una soluzione.

Ehi.

Cercavi questo?

[Ottavia] Quella sera lo chiamavo di continuo.

Gli ho lasciato dei messaggi ma non ha risposto.

Ho visto.

Qui ho le sue foto e i suoi audio, quello che mi resta di lui è qui.

- Stavate insieme da tanto? - Un anno.

Quando ci siamo conosciuti, non sapevo che fosse rom.

- Poi? - Niente.

L'importante era che non lo scoprisse mio padre.

Tuo padre non si è mai accorto di niente?

No, siamo stati bravi.

- Facevamo tutto di nascosto. - Nemmeno adesso l'ha capito?

Si è accorto che sto male, ma non sa perché.

Sta cercando di scoprirlo.

Se tuo padre si preoccupa tanto, perché non gli dici di te e Lumi?

- Ormai non cambia niente. - So già cosa mi direbbe.

"Stavi con uno zingaro che ruba il rame. Meglio perderli che trovarli."

Scusa, io devo andare.

Quando scoprirai quello che è successo, glielo dirò.

[squilli di cellulare]

Bianca, dimmi.

Sì, arrivo subito.

Dobbiamo andare da Carolina. Dai, di corsa.

- Era lo stesso uomo? - Credo di sì, ma…

Non lo so, ho avuto paura, ho pensato solo a scappare.

- Perché non mi hai chiamato tu? - Avresti risposto?

- Sono stato incasinato ultimamente. - Non fa niente.

Carolina, è il momento di fare la denuncia.

Contro chi? Non l'ho nemmeno visto in faccia.

- Ti manderebbero una volante. - Non servirebbe a niente, lo sai.

Comunque, almeno a qualcosa è servito.

Ieri sera Bianca mi ha preparato la cena e mi ha abbracciata.

Era dalla terza elementare che non succedeva.

Meno male che c'era lei.

Scusa.

Mi hanno invitata alla Scala, alla Prima.

È la prima volta che mi invitano come Carolina e non come moglie di.

Ok, ti accompagno.

- Davvero? - Sì.

Sicuro?

Ho detto di sì.

- Sei mai stato alla Scala? - Ho arrestato uno all'ingresso.

Però non lo so se vale.

[risata]

- Non credo. - Mamma, sta vibrando da mezz'ora.

Sì.

- Ciao, Luca. - Ciao.

- Mi dai cinque minuti? - Certo.

- [Carolina] Pronto? - Come va?

- Ti ha parlato della Scala? - Sì.

E? Ci vai tu?

- Sì, ci vado io. - Davvero?

- Sì. - Godo!

Mi risparmi tre ore di parrucchiere per sembrare la sua brutta copia.

- Smettila, che dici? - È vero.

- L'aveva chiesto prima a te. - Tu eri sparito.

Mi avevi detto che lo stalker era un'invenzione.

Mi ero fatta il film che stesse succedendo qualcosa tra voi due.

O sbaglio?

- Sono solo la sua guardia del corpo. - Va bene.

- Tu vai al Parini? - Sì.

Conosci Ottavia Pinci?

- Stava con quel ragazzo che è morto. - Che tipa è?

È un po' strana, ma è a posto.

Stava con un rom, è una cosa che fa subito voce nella mia scuola.

- Immagino. - Lo sapevano tutti tranne suo padre.

E a te sembra normale che il padre non lo sapesse?

Può darsi.

Una volta il padre di Ottavia l'ha beccato a casa.

Si è finto un ladro per non farsi scoprire.

- Si è beccato pure una denuncia. - Ah.

[vibrazione del cellulare]

Sì.

Lumi aveva una denuncia per violazione di domicilio.

- Buongiorno, Luca. - Perché non me l'hai detto?

Aspetta.

- È stata ritirata. - Da chi?

Da Pinci, era entrato a casa sua.

- Organizza un incontro, ci devo parlare. - Sono la tua segretaria?

Tanto gli dico che mi hai mandato tu.

È l'ultima volta.

[Pinci] Ho spiegato al dottor Maganza che ho poco tempo.

[Luca] Non si preoccupi, facciamo in fretta.

So che conosce il mio assistente.

Sì, ci siamo visti davanti alla palestra dove va sua figlia.

È normale per un investigatore interrogare una ragazza per strada?

Le ho fatto delle domande in un luogo pubblico, non è reato.

Maganza ha detto che sta indagando su quel ragazzo rom.

La sua famiglia pensa che sia morto per colpa di un suo amico, Milos.

- Sto lavorando per lui. - Ah.

Credevo che si trattasse di un incidente.

- È quello che dicono i giornali. - Lei che dice?

Niente, sto cercando di capire quello che è successo davvero.

Per questo sta incontrando i suoi compagni di scuola?

No, io ho solo fatto qualche domanda a sua figlia.

- È sua questa viola? - Sì.

La maneggi con cura, mia figlia ci tiene parecchio.

Lumi suonava il violino, la musica li ha fatti incontrare.

Le aveva mai parlato di lui?

No, ma sapevo bene chi fosse.

Per questo ha ritirato la denuncia?

- Riccardo, mi fai un caffè? - Subito.

- Lo gradisce anche lei? - A posto così, grazie.

Quando l'ho visto in casa, ho pensato che fosse un ladro.

- Ho chiamato la polizia. - Ma era il fidanzato di sua figlia.

Gli ho detto che avrei ritirato la denuncia,

se avesse smesso di vederla.

Perché mettersi così in mezzo?

Avevo l'impressione che non fosse il ragazzo giusto per Ottavia.

Scusi se glielo chiedo, perché aveva questa impressione?

Perché quel ragazzo viveva in una roulotte?

Chi lo sa?

Però l'impressione era giusta.

Ha detto che non l'avrebbe più vista, se gli avessi dato dei soldi.

Io glieli stavo per dare, ma non ho fatto in tempo.

- Questo doveva dirlo a sua figlia. - Vuole insegnarmi a fare il padre?

Mia figlia ha perso sua madre che era una bambina.

Da allora la mia preoccupazione è stata quella

di evitarle ogni sorta di delusione e di dolore.

So che sta molto male in questo momento.

Non voglio vederla soffrire ancora di più.

Non era una storia destinata a durare.

Ci raccontano tante favole sull'integrazione,

ma alla fine è meglio che ognuno stia con la sua gente.

- Quanto ci vuole? - Un minuto.

Guardalo tu, io non ce la faccio.

- Va bene, ma stai calma. - È la tua calma che mi rende nervosa.

Che facciamo se è positivo?

Se è positivo, scegliamo un bel nome e amen.

C'è una regola anche per questo da voi?

Da me è tradizione dargli il nome del nonno.

Ah.

- Come da noi. Come si chiamava? - Abdul Hedi.

- Quell'altro? - Saleh.

Bene, ma è una vecchia tradizione. Che ti frega?

A me frega.

La voglio rispettare, poi avrebbe già il tuo cognome, Travaglia.

Abdul Hedi Saleh Travaglia. Già me lo immagino a scuola.

"Interroghiamo Abdul Hedi Saleh", è finita l'ora.

Ok, in effetti è un problema.

Però non deve crescere qui.

Cioè?

Io voglio tornare in Libia, quando si sistemano le cose.

Sei seria o stai scherzando?

Non voglio restare qui per sempre.

Tu faresti crescere un figlio in Libia?

Possiamo evitare questa discussione, è negativo.

[in romanì] In nome di Sant'Antonio da Padova,

protettore del nostro popolo,

questo consiglio è riunito qui oggi per giudicare il comportamento di Milos,

responsabile di avere abbandonato il suo amico nel momento del bisogno,

causandone la morte.

Il consiglio giudica Milos colpevole.

Lui non è più degno di rimanere nel nostro campo

e per questo lo condanniamo

a lasciare la nostra comunità e le nostre terre il prima possibile.

Milos, mi dispiace.

Non devi sentirti in colpa, hai fatto quello che potevi.

Dove andrete?

Forse in Francia c'è un campo dove prendono anche me, sennò…

da qualche altra parte.

Qui non ci posso più tornare.

È la più grande punizione per me.

[uomo 3] Milos!

[parla in romanì]

Per Lumi sarebbe stato un regalo.

Aveva ragione lui a dire che dovevamo andare via.

Per forza voleva andare via.

Non poteva portare qui quella povera ragazza.

Perché?

Secondo te, era solo il padre di Ottavia il problema di quei due?

Anche loro schifavano la figlia di un italiano.

Nessuno vuole che un figlio si mischia a gente diversa.

- Io e Gedara ne sappiamo qualcosa. - In che senso?

È una storia lunga, è roba vecchia ormai.

- Mi serve un favore. - Un altro?

Sì, devi farmi un controllo.

Aerei, treni, biglietti, quello che trovi, dopo ti mando i nomi.

[Ottavia] Non sapevo che avesse comprato i biglietti.

Voi non scappavate solo dalla tua famiglia, pure dalla sua.

Volevano che sposasse una del suo popolo.

Tu saresti partita?

Lo avrei seguito anche in capo al mondo.

Con quali soldi?

Era morto un suo zio, avrebbe ricevuto un'eredità.

Quando?

Più o meno nel periodo in cui è morto pure lui.

- Ora ho lezione, scusa. - Sì.

Volevano sparire con i soldi che aveva chiesto a suo padre.

Già.

- Ma invece dei soldi, Pinci… - Non è stato lui.

Uno come Pinci non si sporcherebbe mai le mani.

Dici che è stato lui?

Ora dove vai?

Che ci fai qui?

Dico a te, che ci fai qui?

Vattene…

- [verso di dolore] - Vattene via, buffone.

Vai, sparisci!

Perché non ti sei difeso?

Avevo la mano occupata.

Andiamo.

Che cosa sono?

- Capelli? - Già, del suo assistente.

Una parte, l'altra è al sicuro nei laboratori della Scientifica.

A Lumi non servivano i soldi per non vedere più sua figlia,

ma per cercare di stare con lei.

Ce l'aveva quasi fatta e poi qualcosa è andato storto.

Secondo me, lei ha deciso che era ora di dargli una lezione.

Magari al suo assistente è scappata un po' la mano.

Scommettiamo che il DNA trovato sul corpo è il suo?

Se Lumi le avesse confessato quello che provava per sua figlia,

lei avrebbe reagito così?

Magari bastava solo che tenesse a bada i pregiudizi.

Vede, dottore,

a volte siamo così concentrati su quello che ci divide,

che ci dimentichiamo di vedere quello che ci unisce.

La cacio e pepe sembra facile, invece è la più difficile di tutti.

Pecorino, solo il cuore del pecorino.

Poi si prende l'acqua di cottura.

Si fa una cremina.

- Nadia. - Mmh?

La mia bisnonna si chiamava Nadia.

Si usa pure qua.

È un bel nome Nadia.

Sì.

La pasta!

Questa è la sua firma?

Sì.

Il mio assistito lavora da anni per Pinci.

È presente oggi perché comprendiate la sua estraneità ai fatti.

Come da dichiarazione, una volta raggiunto Lumi Radzonic,

per dargli i soldi che Lumi aveva chiesto per non vedere più Ottavia,

il mio assistito è stato aggredito, si è difeso e lo ha spinto.

È andato via subito.

Non sapeva che Lumi avesse sbattuto la testa sennò lo avrebbe soccorso.

Perciò avete trovato le sue tracce biologiche sul cadavere.

Sono certa che il giudice terrà conto della dichiarazione spontanea.

Certo che ne terrà conto, senza dubbio.

Arrivederci.

Buona giornata.

È venuto a confessare l'omicidio di sua spontanea volontà.

Ogni tanto nel nostro mestiere ci vuole un po' di fortuna.

Metteremo in piedi un'operazione nelle prossime settimane.

Criminalità organizzata. Vorrei che fosse lei a gestirla.

Sempre a disposizione. Mi mandi il briefing quando vuole.

Ne parliamo a cena a casa mia davanti a una bottiglia di vino.

Va bene.

Mia moglie prepara un ottimo branzino in crosta.

Molto volentieri.

Porti pure il suo compagno.

Mi scusi?

Non c'è nessuno problema, ci mancherebbe.

- Non ci sarebbe… - Non c'è.

Non ci sarebbe, ma non è così.

No?

- Io avevo sentito dire… - Ha sentito male.

Beh, se è così, mi scusi.

Siamo tornati e la famiglia di Lumi ci ha chiesto scusa, poi…

gli anziani della Kris hanno chiesto un banchetto di pacificazione.

Non mi sembri molto contento.

Lumi non mi aveva detto che si era innamorato,

ora non potrà più farlo.

Sai qual è la cosa che non mi andrà mai giù?

Che Pinci è l'unico responsabile e non si farà la galera che merita.

Senti…

Noi paghiamo sempre i nostri debiti, ma adesso è un po' difficile.

Secondo me, un modo per sdebitarvi lo troviamo.

Ti vuole salutare mia nonna.

[parla in romanì]

[ragazza] La nonna dice che dentro di te ci sono due strade.

Una guarda indietro e l'altra guarda avanti.

Non sei tu a scegliere quale prendere, sceglie il cuore.

Il cuore sa sempre dove c'è qualcuno che ci sta aspettando,

anche se la sua casa è diversa dalla nostra.

[donna 1] Signore!

Io volevo dire grazie a nome di tutti noi.

Questo è giusto che lo tieni tu.

Grazie, grazie davvero.

Io penso che ci sia una persona che ha più diritto di me di averlo.

[musica classica]

Di chi è quel violino?

Quindi?

Non hai detto una parola da quando siamo usciti.

Ho visto un riassunto di tutto quello che mi fa orrore nella vita.

Tutta quella gente impellicciata, ingioiellata, imparruccata.

- Quello sfarzo inutile. - L'opera non la replichiamo.

L'opera mi è piaciuta tantissimo e non me lo sarei mai aspettato.

- Deve essere come con le persone. - Cioè?

Più sono diverse, più ci attraggono.

Non lo so, ci devo pensare. Però una cosa la so.

Quelli che hanno subito un danno si riconoscono fra di loro.

♪ C'è qualcosa che non so E forse che non sai di me ♪

♪ Ma a volte è anche bello non sapere ♪

♪ E lasciarsi stupire un po' ♪

♪ In fondo va bene così ♪

♪ Non conosco il tuo cuore ma ci entrerò ♪

♪ Perché bello è bello non sapere ♪

♪ e mi lascio stupire quando parli di me ♪

♪ Tra tante piccole cose ♪

♪ Che si può vivere due volte, Quindi perché no? ♪

♪ Tu fallo con me… ♪

Il mio l'ho fatto, ti ho portato a casa sana e salva.

Già.

Bianca è a Bruxelles da suo padre. Ti va di salire?

Devo essere sincero?

Prima o poi dovrai cominciare a esserlo.

♪ C'è qualcosa che non so Ma che ora sai di me ♪

♪ Se ballerò sola la notte ♪

♪ Mi stupirò se ballerai Qui insieme a me ♪

♪ Tra tante piccole cose ♪

♪ Che si può vivere due volte Quindi perché no? ♪

♪ Tu fallo con me… ♪

- Che c'è? - Giurami che lo sei anche tu.

- Che cosa? - Sincera.

♪ …Ci mettiamo a correre ♪

♪ Però fallo con me ♪

♪ Ora voglio vedere ♪

♪ Il sole sorgere due volte ♪

♪ Una per me, una per me ♪

♪ E una per te ♪

♪ Per il dolore che hai chiuso a chiave ♪

♪ Per ricordarmi che a volte Va bene, va bene così ♪

♪ Va bene così, così, così ♪

♪ Per il dolore che hai chiuso a chiave ♪

♪ Per ricominciare è meglio così ♪

♪ È meglio così, così ♪

♪ È meglio così ♪

♪ È meglio così… ♪

Buongiorno, sono felice che sia tornato.

- Buongiorno, direttore. - Sarà felice anche il suo collega.

De Giglio?

No, quello che ho incontrato qualche giorno fa.

- Voleva sapere di lei. - Non le ha detto come si chiamava?

È scomparso prima che potessi chiederglielo.

Era un signore piazzato, cinquantenne.

Dall'accento sembrava romano.

Non volevo disturbarla.

- No, no. - Continui pure l'allenamento.

Sono venuto per dirle che sono contento che lei sia tornato.

Buona giornata.

♪ Tu fallo con me ♪

♪ Tu fallo con me ♪

♪ Se il mondo girerà forte cadremo ♪

♪ O ci mettiamo a correre ♪

♪ Ma tu fallo con me ♪

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