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[donna 1] Allora, ci sei, Zahira? Questo è il primo cambio.
Un attimo, provo questo e arrivo.
[brusio]
[donna 2 in inglese] Kate e io andiamo alla festa di Dominic. Tu vieni?
[donna 3 in inglese] Certo, ma non rimarrò a lungo.
- [in italiano] Aida, vieni? - No, vado in albergo.
Ok, a domani.
[brusio]
♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪
♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪
♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪
♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪
♪ Io cambio pelle, Cambio le mie impronte ♪
♪ Come la vipera, Il lupo e il camaleonte ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sembro ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪
♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪
♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪
♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪
♪ Io cambio casa, cambio l'orizzonte ♪
♪ Come cambiano i limiti della mia mente ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Solo un clandestino ♪
Direttore, posso disturbarla?
- Sono un ex collega di Bonetti. - Buongiorno.
- Che posso fare per lei? - So che la riabilitazione va a rilento.
- Mi è sembrato frustrato. - Succede spesso.
La fatica è tanta e i pazienti si scoraggiano.
In questi casi che fate?
Noi possiamo dargli le cure più avanzate,
ma la volontà di guarire ce la possono mettere solo loro.
Se vuole, possiamo parlarci insieme, la presenza di un amico può aiutare.
Aspetti, prendo il cellulare.
Se mi dà il suo numero, organizziamo un incontro insie…
Cinquanta centesimi.
Fifty cents.
Thank you.
Thank you lo dico io.
Oh.
La festa non è quella del Natale, è questa della settimana della moda.
Non lasceresti tua moglie per una così?
Quant'è?
Ecco qui il mio socio!
Che dici? A ogni cliente ne regaliamo una.
La gente gliela vede addosso e arrivano altri clienti.
Mi sto sbattendo per tutti e due. Non sei gentile a non dire nulla.
Io sono gentile proprio perché non dico nulla.
- Quella che cos'è? - L'ha portata un corriere mezz'ora fa.
"Per un posto elegante devi vestirti in maniera elegante. Carolina."
Mi ha trovato un altro lavoro.
Nessuno ti ha detto di aprirlo.
Siamo soci, tecnicamente è per tutti e due.
- No, questo lavoro è per me. - Che lavori con me.
Lavoro anche con te.
Quando ripari un'auto, non mi dai la percentuale.
Non sai la differenza tra il freno e la frizione,
altrimenti ti darei volentieri il 20%.
Ti porto una maglietta, fammi sapere se va bene la taglia.
Sì.
- C'è solo quel colore? - No, ne faccio una rosa solo per te.
- Che fai? - Niente.
Mi aiuti a chiuderlo?
- Non avevi una festa stasera? - È saltata.
- Vieni con me. - Così ci scambiano per sorelle.
Anche se fosse?
- Che c'è? - È un po' corto.
Di solito è la madre a dirlo alla figlia.
Di solito le madri non si mettono in tiro per le guardie del corpo.
- C'è uno che mi segue. - Hai un marito.
Che mi ha detto di trovarmi una guardia del corpo.
[tuoni]
- Ho azzeccato la taglia. - Sì.
- Stai bene. - Grazie. Dove andiamo?
Dal mio amico stilista, così ti spiega cosa gli serve.
- Ricevo i clienti in ufficio. - In officina.
Stasera guido io, perché tu non lavori per me.
Che c'è?
Ah… Sì, stai bene anche tu.
Grazie.
[musica elettronica]
Prego.
- Chiamo Luca? - Sì, grazie.
Luca, vieni.
- Ettore Pettinelli, Luca Travaglia. - Piacere.
Complimenti, ha un ottimo gusto.
- L'abito è suo. - Ah, sì, grazie.
Carolina ha detto che lavora per lei.
- Gli ho anche detto che sei bravo. - Di che ha bisogno?
Hanno provato a fare del male a una modella.
Ieri notte hanno cercato di investirla.
Mi trovi Aida?
- Siete andati alla polizia? - Sì, ha detto solo che l'auto era nera.
Mi serve qualcuno che la protegga.
Sabato ci sarà la mia sfilata, è il suo debutto nella moda.
Fino ad allora mi serve che non le succeda niente.
Certo, poi dopo chi se ne frega.
- Come? - Che cosa?
No, niente.
Avete qualche sospetto?
A parte i miei colleghi invidiosi?
Eccola che arriva.
- Lei è Carolina, la mia amica. - Piacere, Carolina.
Lui è Luca Travaglia.
Quando conoscono una donna musulmana tutti sbagliano dandole la mano.
Non sarebbe stato un problema per me ma ho apprezzato.
Come lo sai?
- Ho viaggiato abbastanza. - I miei genitori sono dell'Algeria.
- Io ci sono stata solo in vacanza. - Non sei nata lì?
Nata e cresciuta a Messina. Sono italiana, anche se non sembra.
Senti, c'è qualche motivo per cui qualcuno può avercela con te?
Sì, parecchi.
Perché?
- Non guarda molta televisione, vero? - Non molta.
Mio padre voleva che io sposassi un algerino, matrimonio combinato.
Io mi sono rifiutata, lui mi ha rinchiusa in casa e mi ha minacciata.
Aida è riuscita a scappare e l'ha denunciato.
Un gesto coraggioso, un simbolo di libertà per le donne arabe.
Anzi, per tutte le donne.
Questa sfilata renderà la sua storia ancora più forte.
- Sfilerai con l'hijab? - Certo.
Per molti coprirsi il capo e fare la modella è una contraddizione.
Hijab significa "nascondere" e sfilare è un po' mostrarsi, no?
Non indosso l'hijab per nascondere qualcosa,
ma per mostrare ciò in cui credo nonostante ciò che mi è successo.
- Conosce pure l'arabo. - Sì.
- È l'ideale per questo lavoro. - Lo è.
- Puoi iniziare domattina? - Sì, certo.
Allora, a domani.
- Scusateci. - Sì, a presto.
- Ciao. - Ciao.
Ettore non mi aveva detto che Aida era araba.
Immagino che per te sia difficile dopo la tua perdita.
Non c'è motivo per cui non possa fare il mio lavoro.
Sicuro?
Quando l'hai vista, mi sei sembrato un po'…
Sì, più rigido del solito.
Non ti preoccupare e tranquillizza il tuo amico, lei sarà al sicuro.
Io non sono preoccupata per lei, ma per te.
So che non ti va di parlarne,
ma a volte è difficile non farsi prendere da certe cose.
Separare la vita dal lavoro, ecco.
- Io ci riesco benissimo. - Va bene.
[Luca] Sappiamo tutto.
Abbiamo il posto e il giorno. Sì, è mercoledì.
No, io li voglio tutti lì dal primo pomeriggio, tutti quanti.
- [porta che si apre] - Poi ti spiego… Devo andare.
- Ciao. - Ciao.
Guarda, erano in offerta.
- Belli. - Non li hai neanche guardati.
- Chi era? - Una roba di lavoro.
- Mercoledì parto, dormo fuori. - Ah, dove vai?
Ti ho solo chiesto dove vai, non che cosa fai.
Khadija, per favore.
Mettiti nei miei panni, sto con un poliziotto, non con un notaio.
Forse era meglio.
Non sono scema, in questi giorni sei nervoso e dormi poco.
- Qualcosa ti preoccupa. - Ehi…
è solo lavoro.
Magari parlarne aiuta.
- Funzionano così le coppie. - Ah, sì?
Sì.
- Siamo una coppia? - Ehm, sì, credo proprio di sì.
Comunque, non posso dirtelo.
[in arabo] Ok.
- Sai perché erano in offerta? - Perché?
Sono chiusi.
- Ah. - Eh.
No, no, scorri… Ecco.
No, la 217, questa.
[brusio]
[Aida] Sei il primo italiano che incontro che sa l'arabo.
- Dove l'hai imparato? - [Luca] È una storia lunga.
- Magari conosci poca gente. - In effetti, non esco molto.
- Questo mondo non mi appartiene. - Eppure ci sei finita dentro.
Che vuoi dire?
Se non ti fosse piaciuto non saresti salita sulla passerella.
Pensi che lo faccia per soldi?
Penso che Pettinelli stia lucrando su ciò che ti è successo.
Anche se fosse?
Se serve a far capire alle ragazze come me
che possono essere libere, dire di no alle imposizioni
e sposare chi amano veramente?
Sì, però con addosso un abito di Pettinelli.
[musica elettronica]
- Bene, brava. - [donna 1] Sì, sì.
- Stiamo partendo bene. - Esatto.
- [Pettinelli] Aida! - Mi prendi il telefono, per favore?
- [donna 2] Si può stringere la cucitura? - [Pettinelli] Aida, rilassati.
[donna 3] Muovi il vestito, fallo respirare.
[uomo] Bene, perfetto, così.
- [sbuffa] - Il caffè mai vicino ai vestiti.
- Se lo rovescio, c'è la pena di morte? - Peggio, devi pagarlo.
- Sei il bodyguard di Aida? - Sì.
- Si è capito chi voleva investirla? - No, potrebbe essere chiunque.
Se fosse venuta con noi, non sarebbe successo.
Non vi vedete mai fuori dal lavoro?
Quella non beve, non fuma, non fa niente.
Solo io la invito alle feste, anche per farla sentire a suo agio.
- Immagino che non vi sia simpatica. - Perché?
Non fa la modella di professione e ha tante attenzioni.
- La gelosia ci sta. - No.
Noi siamo invisibili, perciò siamo senza forme.
La gente deve guardare l'abito, non quello che c'è dentro.
- Non hai un camerino? - Solo Aida ce l'ha.
La religione non ci vieta di cambiarci in pubblico. Problemi?
Assolutamente no.
[squilli di telefono]
- Reception. - La 401, grazie.
- La 401. - Sì, guardo.
- Non c'è. Forse l'ha portata via? - L'ho lasciata qui stamattina.
Nessun problema, ne facciamo subito un'altra.
- Prego. - Non serve che mi accompagni in camera.
No, ti accompagno.
Aspetta, dalla a me.
Ah! Ah! Cazzo, brucia! Cazzo!
Aida, resta lì! Non ti muovere!
[dialoghi non udibili]
- Le faccio portare qualcosa? - No, grazie, sto a posto.
Avevano messo una moneta per non fare accendere la luce.
Furbo.
- Tutto bene? - Sì, sto bene.
La voleva sfregiare con l'acido.
Che cosa ha scritto?
"Puttana infedele".
Ah.
I famigliari non c'entrano, li avevo già fatti mettere sotto controllo.
- Le telecamere? - Sono solo nella hall e in garage.
- Motivi di privacy. - [Luca] Quando le vedo?
Domani a ora di pranzo a casa mia.
- Ti porto un dolce. - Molto bene.
Sarebbe meglio che non dormisse in albergo da sola.
Sì, forse sì.
Non è un cinque stelle, ti dovrai accontentare.
- Casa mia era molto peggio. - Entra, che fai lì?
Come faceva a sapere qual era la mia stanza?
- Mi ha seguita? - Non lo so.
L'importante è che ora sei al sicuro, cerca di dormire.
Con che cosa? Mi ha tagliato tutto.
Che vuoi?
Che fai qua?
Una cliente dorme di là da me.
- Ah. Chi è? - Una modella.
Porti a casa una modella e dormi in officina?
- Mmh. - Non ti ho insegnato proprio nulla.
La mia iniziativa pubblicitaria è diventata un pigiama.
- Non poteva dormire nuda. - È larga, ma è bella.
Finalmente qualcuno che si intende di moda.
Zitto.
- Se ti serve altro, chiedi. - No, avete già fatto tanto per me.
Ci fa piacere. Nostro figlio vive ad Amsterdam e questa casa è vuota.
- Vuoi due uova e bacon? - Non mangia il bacon.
- È vero, voi modelle siete tutte vegane. - Non c'è speranza.
Non è vegana, è musulmana. Non può mangiare il maiale.
In realtà, non sono una modella e non continuerò dopo la sfilata.
- Voi lavorate insieme? - Sì.
È più un secondo lavoro, lui fa il bodyguard.
- Tu il meccanico, giusto? - Esatto.
- Che facciamo, usciamo? - [Luca] No, tu resta qui.
- Palitha, dobbiamo andare. - Andiamo, rapidi.
È un secondo lavoro, ma qualcuno dovrà pur farlo.
[insieme] Hai finito?
- Sì. - Dai.
L'unica cosa da cui possiamo partire è la scritta.
È la settimana della moda Milano è piena di modelle,
ma noi ci infiliamo in mezzo agli arabi con la barba lunga.
- Dove andiamo? - Da uno che li conosce bene.
Samir come sta?
Sta bene. Adesso canta anche in marocchino.
Suo padre?
Ogni settimana manda una bottiglia di Mahia.
Grappa di fico marocchina. È buona, la fa lui.
- Ne vuoi un goccio? - Ho bevuto abbastanza per questa vita.
Bravo, Clandestino, saresti un ottimo musulmano, meglio di me.
- A che devo la tua visita? - Proteggo una ragazza araba.
Qualcuno vuole farle del male, forse un fondamentalista.
Ti aiuterei, ma non frequento certa gente.
Puoi mandarmi da qualcuno?
Forse hanno sentito qualcosa.
L'Imam di Segrate è un tipo in gamba.
Chiedi a lui, ma non dire che ti ho mandato io.
Chiaro.
- [Luca] Conosce la modella che proteggo? - Aida Yazziri? Non personalmente.
- Conosco la sua storia. - Che cosa ne pensa?
Le nozze combinate sono usanze tradizionali di alcune zone.
Non riguardano gli insegnamenti religiosi musulmani.
Secondo lei, Aida ha fatto bene?
Uno che fa certe cose alla figlia non è solo un cattivo genitore,
è anche un pessimo musulmano.
Poi è ovvio che qualcuno nella comunità
non abbia apprezzato la decisione di denunciarlo.
- Fino al punto di aggredirla? - Perché me lo chiedi?
Ieri notte qualcuno è entrato nella sua camera d'albergo.
Certa gente non frequenta le moschee però da qualche parte devo partire.
Il mondo è pieno di lupi solitari, pazzi che non conoscono il Corano.
Lo usano solo come alibi per la loro follia.
- Infatti… - Che cosa?
Nessun arabo userebbe mai quella parola, non è un madrelingua.
[in arabo] "Infedele"?
- L'altra. - "Puttana"?
È una traduzione letterale, ma non corretta. Sembra…
- Che qualcuno abbia cercato su Internet? - Non si offenda.
Forse dovrebbe cercare più tra gente come lei che tra gente come me.
Eccoci qua.
Sono felice che tu sia riuscito a passare.
No, grazie, no.
- Come "no"? - No.
- Sicuro? - Sì.
- Grazie. - Insomma, non solo ti ritrovo milanese.
Claudio mi ha detto che frequenti il mondo dell'alta moda.
No.
- Faccio l'autista a una modella. - Magari inizi a vestirti meglio.
Come stai? È un sacco che non ci vediamo.
Sono tre anni. Ti ho chiamato e mandato messaggi.
Lo so, Federico, scusami. È stato un periodo di merda.
Vabbè, adesso che ti sei trasferito nella triste e caotica Milano
però recuperiamo.
- [timer] - Il forno!
Non fatemi aspettare.
Mannaggia alla mia testa.
Non lo sa.
Va bene.
- Hai visto le registrazioni dell'albergo? - Sì.
Nessuno è uscito nella hall prima di te né dal parcheggio.
Da dove è scappato?
I bagni, le cucine, la finestra di un altro piano.
- Ho provato a cercarlo mentre arrivava. - E?
Niente, nel pomeriggio non è salito nessun arabo.
Io non credo che dobbiamo cercare un arabo.
Questo?
No, è lo stesso che è entrato con il gruppo.
Grazie.
- Scusa, Fede. - Figurati.
Sono contento che lavorate di nuovo insieme.
Che cercate?
Non lo so, un dettaglio, qualcosa di strano.
Quello.
[Federico] Un punkabbestia in un albergo a cinque stelle.
[Claudio] È salito dal parcheggio.
Fammi vedere.
[Claudio] Eccolo!
È arrivato in macchina, controlliamo la targa.
Dobbiamo mangiarcelo riscaldato.
- Controllate una targa. - Senti…
Vai, vi accompagno alla porta.
[poliziotto] L'ho trovata. È di un certo Marinoni, è a Monaco da un mese.
L'auto?
Risulta in un parcheggio custodito a San Babila.
Mandate subito due volanti, vi raggiungo lì.
Il tizio è pericoloso.
- Ciao, ti chiamo dopo. - A dopo.
- Ciao, Fede. - Ciao.
[sirene]
- Vai, vai! - Fermo! Fermo!
- Fermo! Alza le mani! - Perché, che ho fatto?
Sei in arresto per l'aggressione a Aida Yazziri ieri sera!
- Ieri sera ero a casa mia. - Ce lo racconti in Questura.
Lo giuro!
Io non c'entro nulla! È Robertini. Lui fa il turno di notte.
- Dov'è? - Dorme di sotto.
Libero, libero! Qui non c'è nessuno.
Si chiama Giulio Robertini, lavora qui da un anno.
- Ha mai creato problemi? - No, nessuno.
Si fa gli affari suoi e parla poco.
- Fa sempre il turno di notte. - Perché?
È separato, nessuno lo aspetta a casa, quindi non gli pesa.
Claudio.
Cazzo.
Claudio.
Quell'uomo sarà lì.
Sarà lì per te.
Ci sarà la polizia e poi sa che conoscete la sua faccia.
- Sa che lo cercate. - Troverà un modo.
È instabile, gli interessa più farti del male che essere arrestato.
- Perché me lo dici, per spaventarmi? - No.
- Per convincerti a non sfilare. - Non se ne parla.
Tu pensi che sia un capriccio.
Pensi che sia stato facile scappare di casa e denunciare mio padre?
La mia famiglia non mi parla più.
Non sento più nessuno, nemmeno mia sorella.
Sono rimasta sola.
Domani sfilo, costi quel che costi.
Fai come vuoi.
[colpi alla porta]
- Ciao. - Ciao, posso parlarti un attimo?
Certo, vieni.
- Che buon profumo. - Vuoi?
No.
Ho un problema con Aida, non riesco a convincerla.
Vuole sfilare. Puoi parlare con quella ragazzina?
Non è una ragazzina e poi non cambierebbe nulla.
Non riesco a convincere mio marito, figurati lei.
Che c'entra Palitha?
Da quando gioca a fare l'investigatore, sono preoccupata.
L'unica preparazione che ha sono i libri gialli che legge.
Ho provato a dirgli di smettere. Ci sono riuscita, secondo te?
No.
Palitha ha sempre lavorato, ha fatto di tutto
ma è la prima volta che fa qualcosa che gli piace.
Sai che mi ha detto? "Combatto contro l'ingiustizia".
Non l'ho mai visto così felice.
Che dovrei fare? Dovrei lasciare che Aida faccia questa sfilata?
Se uno pensa di avere una missione, non puoi fargli cambiare idea.
Grazie.
- Il sugo. - Oh.
Sport, eh? Colpire la palla con un remo lo chiami sport?
Shh!
[squilli di cellulare]
- Dimmi che hai scoperto dove abita. - [Claudio] Nel garage.
Prima abitava dalla ex moglie.
Non lo vede da un anno e non vuole saperne di lui.
- Non ci ha detto altro. - Forse a me dice di più.
- Non posso darti l'indirizzo. - Ci metto un po', ma lo trovo.
Non farmi piombare a casa della gente alle due di notte.
- Te lo mando via SMS. - Bravo.
- Ehi, spegni. - No.
Spegni, abbiamo una missione da compiere, socio.
D'accordo, andiamo.
[donna] È tutto quello che mi è rimasto, le altre foto gliele ho ridate.
Giulio non è sempre stato così, prima era una persona aperta, allegra.
Quando è cambiato?
Quando ha iniziato ad andare male il lavoro.
Che faceva?
Aveva un negozio di fotografia a Porta Romana.
Faticava a stare a galla e con il Covid ha chiuso.
Io avevo un buon lavoro e poi mi è arrivata una promozione.
- Non avevamo problemi di soldi. - A lui pesava che lo mantenesse lei.
Sì, ha iniziato a bere e quando beveva se la prendeva con me.
Io pensavo sempre di più al mio lavoro.
Gli avevo detto parlare con qualcuno, ma non ha voluto.
È lì che ha cominciato a fare quei discorsi sulla religione.
Voleva convertirsi all'Islam.
Prima non gliene fregava assolutamente niente.
Senta, scusi se glielo chiedo, ma le ha mai fatto del male?
Fisicamente no.
Ho resistito per un po', poi basta.
Avevo bisogno di vivere e Antonio mi ha aiutata.
Va bene. Sapete dove possiamo trovarlo?
È più di un anno che non lo vedo, l'ho già detto alla polizia.
Non voglio problemi.
Qualche mese fa è piombato qua.
Ha detto che non avrebbe firmato le carte per il divorzio,
che Sara era una donna e non poteva interrompere un matrimonio.
Ci ha puntato una pistola contro, non so dove l'abbia presa.
Perché non l'avete denunciato?
- Ha deciso lei. - Lo avrei rovinato.
Giulio non è cattivo, è solo malato.
[Pettinelli] Dai, dai, sei splendida.
Ok, ok, meravigliosa.
Un po' di luce qui. Bene, bene, sì.
Bene, ok. Forza, ragazze, pronte.
[Carolina] Noi siamo qua, vai a sederti.
- Ciao. - Che ci fate qua?
Siamo venute a vedere la sfilata.
Ti ricordi Bianca? Vi siete conosciuti a casa.
Sì, ci siamo visti una volta da te. Ciao.
Il fatto che sia qui è una cosa straordinaria.
- Sta per iniziare. - Sì.
- Non dovreste essere qui, è pericoloso. - No.
Il taxi ci ha lasciato di sotto, poi ci sono le guardie e ci sei tu.
- Ci vediamo dopo, non vi muovete. - Sì, va bene.
[Pettinelli] Ok, ragazze siete bellissime, va bene così, mi raccomando.
Pronte?
[musica elettronica]
[allarme]
- [donna 1] L'allarme! - [donna 2] Un incendio!
- [grida] - [uomo] Tutti fuori! Tutti fuori!
Via! Via!
- [Aida] Aiuto! Aiuto! - Zitta! Sta' zitta!
- Aiuto! - Cazzo!
- [Aida] Ti prego, lasciami andare! - [Giulio] Sta' zitta!
Giulio, so che sei tu. Apri questa porta.
Non ci provare o le sparo.
- Voglio sapere se Aida sta bene. - Sta bene!
Voglio sentirlo da lei.
Vai, cazzo. Vai, cazzo!
Sto bene.
- Non è successo nulla, Giulio. - Il mio nome adesso è Talal.
Ok, Talal, sei in tempo per fermarti.
Falla uscire e ne parliamo io e te.
- Lei non c'entra. - Devo fermare questo scempio.
"La contentezza di Allah è nella contentezza del padre".
Questa donna ha peccato e deve pagare!
Lascia che ti dica una cosa, Talal, una cosa che non dovrei dirti.
Sei stato bravo, lo sai?
Sei stato bravissimo.
Come sei entrato nella sua camera, come hai fregato la sicurezza.
Sei stato il più bravo di tutti.
Mi stai prendendo per il culo?
Tu sai chi sono io?
Tu lavori per Aida.
[Luca] Sono solo il suo autista.
Sai chi ero io prima?
Ero ispettore capo dell'Antiterrorismo.
Avevo un lavoro che mi piaceva tantissimo.
Una bella casa,
gli amici.
Poi ho fatto un errore e ho perso tutto,
compresa la donna che amavo.
Ma tu sei ancora in tempo.
Tu non sei capace di fare male alle persone.
Tu che ne sai?
Lo so, Talal.
Tu ce l'hai con lei non perché è nemica dell'Islam,
ma perché ti ricorda ciò che hai perso.
Che ne sai che ho perso io?
Falla uscire, Talal,
non c'entra niente.
Falla uscire e ne parliamo io e te.
Io e te.
[Aida piange]
[passi]
No, Giulio.
Non lo farai.
- Io so che non lo farai. - Perché?
- Perché non dovrei farlo? - Non hai fatto del male a nessuno.
Tentato omicidio, tentata strage.
Ho rovinato tutto.
Siamo in due.
Ti farai un processo e un po' di galera.
Sarà una bella rottura di palle.
Però ne uscirai e potrai pure rifarti una vita,
perché non hai nessuno sulla coscienza.
Invece, per colpa mia un ragazzo non può camminare.
Forse non potrà farlo mai più.
Ed è una cosa che mi porterò dietro per tutta la vita.
È per questo che non ti sparerai.
Se non l'ho fatto io, non lo farai nemmeno tu.
Potrei disarmarti e nemmeno te ne accorgeresti,
o potresti essere più bravo di me e magari riusciresti a spararmi.
E poi?
Te lo dico io, avresti perso comunque.
Dammela tu.
Fidati di me.
Bravo, Giulio, vieni qua.
- [Aida] Ti devo ringraziare. - [Luca] Io mi devo scusare.
Per che cosa, per avermi salvata?
- Adesso che farai? - Torno alla mia vita.
Tornerei a casa, se solo mi volessero.
[in arabo] Non mollare.
Ti sembro una che molla?
Non mi hai detto come sai l'arabo.
Un giorno che ci vediamo te lo racconto.
Ehi, come stai?
Noi torniamo a casa con Ettore, ci dà un passaggio.
Vi accompagno io, ho l'auto a noleggio.
Non ti preoccupare, vai a casa, è stata una giornata faticosa.
Se non è un problema, può accompagnarmi da una mia amica.
Andiamo.
- Che c'è? - Niente.
Ci sono tutte queste fighe alte due metri in giro.
Al tramonto vengono fuori tutte come zanzare, incredibile.
Meno male che è finita la settimana della moda, la odio.
Anch'io.
Odio chi la frequenta, ma non dirlo a tua madre.
Non avercela con lei, ha bisogno di te.
Mia madre non ha bisogno proprio di nessuno, neanche di te.
Lo stalker è un'invenzione.
Secondo te, perché mio padre non torna mai?
- Perché è molto impegnato. - Sì.
No, è che non la sopporta e lei se n'è accorta.
Ha inventato la storia dello stalker per attirare la sua attenzione.
- Secondo me, stai esagerando. - Ha fregato pure te.
Mia madre non è quella che sembra, fidati.
- Ehi. - Mmh.
Quando sei tornato?
Mezza bottiglia fa.
- Luca. - Mmh.
Che c'è?
Tu sai perché parlo l'arabo?
Finalmente me lo racconti?
- Mmh. - Oh.
- Mio padre insegnava a Tripoli. - A Tripoli?
Mmh.
Poi si è innamorato di una studentessa.
Però Gheddafi li ha cacciati via.
Lui se l'è portata in Italia e l'ha sposata.
- Tua madre è libica? - Era.
Mi ha insegnato tutto del vostro Paese.
La cultura e la lingua, tutto, tutto.
Perché non me l'hai detto prima?
Perché siccome sapevo l'arabo,
mi hanno infiltrato in una cellula terroristica.
Dovevo starci due mesi.
Invece ci sono rimasto due anni.
Ho scoperto di che cosa sono capaci.
Sono delle bestie senza pietà.
Adesso vogliono colpire qua in Italia e io…
Io devo fermarli.
Stanotte c'era una retata, per questo sono partito.
Sono scappati anche stanotte e non li ho presi.
Ma li prendo.
Ti giuro che li prendo a tutti i costi.
Li prendo tutti quanti.
[squilli di cellulare]
- Tutto bene? - Abbiamo un problema.
- Quale? - Mi sa che questi non servono più.
Sergio ha mollato la clinica.
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