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[sparo]
[lamenti]
[suona "Il clandestino" di S. Cristicchi]
♪ Sono l'uomo che ti passa accanto ♪
♪ Il rumore del traffico di sottofondo ♪
♪ Sono freddo e pioggia sull'asfalto ♪
♪ Quella pace che torna Dopo avere pianto ♪
♪ Io cambio pelle cambio le mie impronte ♪
♪ Come la vipera il lupo e il camaleonte ♪
♪ Nello specchio ♪ Il riflesso di quello che sembro ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Sono l'uomo della porta accanto ♪
♪ Il rumore del clacson Al semaforo rosso ♪
♪ Sono io lo sconosciuto a fianco ♪
♪ Mentre chiedi al bancone Un'altra doppio malto ♪
♪ Io cambio casa Cambio l'orizzonte ♪
♪ Come cambiano i limiti Della mia mente ♪
♪ Nello specchio Il riflesso di quello che sono ♪
♪ Un clandestino ♪
♪ Solo un clandestino ♪
Li vedi?
Fingono di allenarsi, invece sono due amanti.
- Si incontrano qui di nascosto. - Come noi.
[Luca] Con questi siamo a posto.
Per il mese scorso, siamo a posto.
Non va bene così. Se non ce la fai a pagare, dimmelo.
- Ce la faccio. - Non mi sembra.
- Un modo lo trovo. - Quale?
Lo so io, non preoccuparti.
Chi si preoccupa?
- Come mai sei passato al chinotto? - Il Negroni non mi piaceva più.
Andiamo, c'è uno che ti cerca.
- "Uno" chi? - Uno! Andiamo, dai.
Buongiorno. Noi non ci conosciamo. Andrea Adani, piacere.
A chi dobbiamo il piacere?
All'inizio è scontroso, con il tempo peggiora.
Ho trovato questo.
Ci scusi un istante.
Oh, Luca!
Non sai quanta povera gente non può andare dalla polizia
o se ci va, non viene ascoltata.
Ingiustizie su ingiustizie, questa città ha bisogno di noi.
- Ah, ha bisogno di noi. - Sì, noi nel senso di te.
Ma anche di me, un po'.
Sai quanti soldi facciamo con questa storia?
Pochi, qua c'è scritto "prezzi modici".
Ci rivolgiamo a quel tipo di clientela.
Siamo l'idea che mancava a Milano. Siamo una start up.
Guarda Steve Jobs, Bill Gates, Jeff Bezos…
Sono partiti da un garage.
Te lo ripeto per l'ultima volta, fai sparire questi volantini.
Sei sicuro? Non mi sembra che navighi nell'oro.
Non sono problemi tuoi.
Dipende. Hai i soldi per pagarmi l'affitto questo mese?
Ormai il signore è qua, sentiamo quello che ha da dirci.
Va bene, poi però tu li bruci! Tutti!
- Subito, subito. - Ok?
[Palitha] Prego, signor Adani.
Ho una ditta, un corriere espresso. Prego.
Scusi, come vanno gli affari?
Dopo il primo lockdown molto bene, ho una trentina di dipendenti.
Bene. Glielo chiedo perché lui è bravo, però costa.
C'è stata una rapina tre sere fa in una gioielleria.
- Sì, ho letto qualcosa. - Il ragazzo ucciso…
Il rumeno.
Florian.
Lavorava con me.
Che posso farci?
- Voglio capire che cosa è successo. - [Luca] Non c'è tanto da capire.
Un ragazzo entra in una gioielleria con una pistola in tasca
la tira fuori e l'orefice gli spara, si chiama "rapina andata male".
Florian era qualcosa di più di un dipendente per me.
Che cosa eravate? Soci?
- Come noi due? - Non in quel senso.
Allora non come noi due.
Non era capace di fare una cosa simile, lo conoscevo bene.
Se fosse stato un delinquente, me ne sarei accorto.
Voglio che facciate domande in giro.
Pago quello che c'è da pagare, non c'è problema.
Sarebbe completamente inutile.
So che è difficile da accettare, ma il tuo amico era un ladro.
Ho capito che è gay, però diamogli una mano.
Facciamo due domande in giro, magari qualcosa scopriamo.
Sai qual è l'unica cosa che scopriremo?
Che l'ha preso per il culo fin dall'inizio.
[musica dalla radio]
[Khadija] Grazie.
[Khadija] Ti pago un cappuccino.
[donna] Un euro e trenta.
Se hai spicci, è meglio.
- Mi mancano dieci centesimi. - Va bene. Dammi, grazie.
Ti pago il caffè. Riporto io questo alla ragazza.
[Luca] Ehi!
Scusa.
- Hai dimenticato questo. - Oddio, che scema che sono!
- Grazie mille. - Controlla se c'è tutto… Grazie.
C'è tutto dentro?
- Non c'è bisogno, mi fido. - Grazie per la fiducia.
- Mi fido perché tanto era vuoto. - Ah.
Grazie. Khadija.
- È un nome arabo. - Ah.
Luca, è un nome italiano.
Questo è tuo, sì.
Per la ricompensa come funziona?
Ehm… Cioè?
Ho diritto al dieci per cento di ciò che c'è dentro. Mi offri la cena.
Era vuoto, non so quant'è il dieci per cento di niente.
Il portafoglio vale qualcosa, no?
Quattordici euro.
- Porta Portese. - Mi devi una cena da 1,40 euro.
- Ok. - Mi ripari, per favore?
- Sì. - Grazie.
[donna] Il suo romanzo invita il lettore a non dare troppo valore ai soldi.
Faccio fatica a credere che suo marito sia d'accordo con lei
visto il ruolo che ricopre.
Mio marito ha colto a pieno il valore del romanzo.
Subito mi ha chiesto: "Che percentuale ti danno a copia?"
[risate]
[Carolina] Hai riso.
- [Luca] Quando? - Prima, per la mia battuta.
Impossibile, non ho il senso dell'umorismo.
[squilli di cellulare]
Meglio, vale doppio.
Pronto? Ehi. Sì.
Sì, sì. La presentazione è andata bene.
Va bene.
Ho capito, sì, sto tornando.
Va bene.
Mia figlia non si degna neanche di leggere il mio libro.
- Magari lo ha letto e non te l'ha detto. - Ma no.
È stata una settimana a Bruxelles da suo padre, se voleva trovava il tempo.
Magari non le è piaciuto e non ha il coraggio di dirtelo.
Se lo avesse letto e non le fosse piaciuto,
sarebbe felicissima di dirmelo.
- [Carolina] Uffa! - [Luca] Siamo arrivati.
Mi si è rotto il cinturino.
Dallo a me, te lo faccio riparare io.
- Sicuro? - Sì, conosco uno molto bravo.
[Carolina] Ok.
- Grazie. - Prego.
- Ti dispiace metterla tu? - Nessun problema.
- Ricordi dov'è? - Sì.
Dietro il palazzo, il primo box a destra.
- Grazie. - Prego.
[donna] Non c'è tempo,
inquadriamo il sangue e ci portiamo a casa il servizio.
Va bene, hai capito? Perfetto.
- [donna] Inquadralo bene. - [uomo] Ok.
- [donna] Deve sembrare un'immagine forte. - [uomo] Vai.
- [donna] Com'è? - [uomo] È buona.
- [donna] Zooma bene. - [uomo] Sì, sì.
- [donna] Registriamo l'intervento. - [uomo] Va bene.
- [uomo 2] Salve. - Salve. Si è rotto il cinturino.
È il clasp, la chiusura.
Ho solo il ricambio originale, costa 200 euro.
Va bene.
- È sicuro? - Sì, sì.
Stanno andando via.
Tanto arriva qualcun altro, si danno il cambio.
Provano in ogni modo a intervistarmi.
Basta mezza parola in più e passi per criminale.
Hai ragione.
Per fortuna avevi la pistola, sennò non stavi qua a raccontarlo.
L'ho presa dopo la terza rapina, ma non so se ho fatto bene.
Facevi meglio a non farlo entrare.
Quelli non vengono con il passamontagna. Magari!
Vuoi vendere un orologio falso a me? Pensi che non me ne accorgo?
- Era un tossico? - Chi lo sa?
Gli ho detto che era falso e ha preso la pistola.
Per fortuna, ho la telecamera, sennò ero rovinato.
Immagino.
- Ecco fatto. - Grazie. Ah, un attimo.
Grazie.
[voci non udibili]
[uomo] Buongiorno.
- [Claudio] Hai mangiato? - [Luca] Sì.
- Un caffè? - No, grazie.
Mi fa piacere che tu sia passato a trovarmi.
A me non tanto.
Non sto più a mio agio in una Questura.
Tu hai in mano l'indagine sulla rapina all'orefice?
Quella in cui è morto quel ragazzo rumeno.
È stata legittima difesa.
Avete visto i filmati delle telecamere?
- Perché ti interessa? - Curiosità.
Anch'io sono curioso di sapere una cosa.
"Prezzi modici"?
Dove l'hai trovato?
Li distribuiva un ragazzino qui fuori stamattina.
Serve la licenza per fare l'investigatore.
Non faccio l'investigatore.
- Perché mi chiedi delle telecamere? - Perché hai visto il filmato.
Dai, vieni.
Tanto tra due giorni è tutto on-line.
- Chi ti ha assunto? - Un amico del rumeno morto.
- Dice che non è un ladro. - Ah, beh, se lo dice il suo amico…
[voci non udibili]
Aspetta un attimo, torna indietro.
- [Luca] Che pistola ha l'orefice? - Una 98, registrata.
L'altra aveva il numero di serie limato.
- Era scarica. - Il proiettile?
Una cartuccia a piombo nudo di quelle usate nei poligoni.
L'orefice ci va tutti i sabati, ha una squadra, "Young Guns Milano".
Aveva una pistola puntata contro, è stata legittima difesa.
Forse è meglio se trovi un altro cliente.
Ciao.
- Te ne vai così? - Ho da fare.
Dimmi almeno se ti piace l'ufficio.
Manca un tocco personale. Io ci metterei una foto di famiglia.
- Ciao. - [uomo] Ciao.
Come va?
- Bene, tu? - Bene, grazie.
- Lavori? - Mando una e-mail e ho finito.
- Ciao. - Ciao.
Oggi Luca è venuto a trovarmi in ufficio.
Come sta?
Sta bene.
Invitalo a cena una sera, non lo vedo dal funerale di Khadija.
- L'ho invitato, infatti. - Che cosa ha detto?
- Che viene. - Viene?
Sono felice.
[risatina]
Pure davanti alla Questura?
È lì che stanno i disgraziati. È una questione di marketing.
È come mettere le giostre davanti alle scuole.
- Prima o poi ti elimino fisicamente. - Perché? Che ho fatto?
Hai il biglietto da visita di Adani?
Sì, perché?
Chiamalo, digli che domattina andiamo da lui.
Ce l'ho.
Ce l'ho!
[Luca] È entrato con un orologio falso, l'orefice se n'è accorto subito.
Hanno iniziato a litigare e lui ha tirato fuori una pistola
però anche l'altro aveva una pistola e sapeva usarla meglio.
Non so, mi sembra così assurdo.
Vi devo qualcosa?
- Sì. - [Luca] No.
Non ancora.
- [Adani] In che senso? - Ho visto il video.
Penso che la pistola che ha sparato non sia la stessa
che l'orefice ha dato alla polizia.
Quindi?
Mi faccio vivo io appena ne sono certo.
- Grazie. - Arrivederci, a presto.
[Palitha] A prestissimo.
[Palitha] Quindi?
La pistola dell'orefice non mi sembra una 98, ma una 93.
- Perché le avrebbe scambiate? - La 93 è una pistola automatica.
In Italia i cittadini non possono avere armi automatiche.
Scusa…
La polizia non se n'è accorta.
- Il video fa schifo. - Ma tu sì.
La 93 è l'arma in dotazione all'Antiterrorismo, io ci dormivo.
Eri nell'Antiterrorismo?
Dove andiamo adesso? A riempire di botte qualcuno?
- [Luca] Io vado al poligono. - E io?
Tu vai a fare sparire tutti quei volantini, tutti.
Sì, "tutti". Sai quanti ne ho fatti stampare?
- No, quanti? - Pochi.
Pochissimi.
[voci non udibili]
- [Luca] Buongiorno. - Buongiorno.
Vorrei sparare.
- Sì, è già registrato da noi? - No.
Ok, allora mi serve il porto d'armi. Ce l'ha?
No.
- Il corso l'ha fatto? - Quale corso?
Per sparare senza il porto d'armi, deve fare il corso.
Non serve, ho sparato un sacco di volte.
Ok, facciamo una cosa, ricominciamo da capo.
Io ti faccio una domanda, tu rispondi "sì" o "no".
Se mi rispondi "sì", vai e spari, sennò devi fare il corso.
- Sei pronto? - No.
Scarrelliamo e armiamo il cane.
Si spara, si estrae il caricatore agendo sul pulsante di sgancio.
Presa a sella, si ruota la mano e la cartuccia nel palmo.
Mi raccomando, non fatela cadere.
- Guarda che è una cosa seria. - Va bene, fai il bravo e sbrigati.
Credi che sia un gioco?
- Sono armi vere. - Ma dai!
Ok, allora facci vedere quanto sei bravo.
Ragazzi, guardate! Il fenomeno ci fa vedere come si spara!
Forza, cuffie.
[voci non udibili]
[voci non udibili]
[Luca] A momenti mi cadeva.
La tacca di mira non è allineata.
Perché non ti abbiamo mai visto al poligono?
- Mi sono trasferito da poco. - Ah.
Dove hai imparato a sparare così?
A Roma avevo una squadra, abbiamo vinto dei tornei, poi ho smesso.
- Non ho nemmeno più il porto d'armi. - La mano ce l'hai ancora.
- Anche noi abbiamo una squadra. - [uomo] Avevamo.
L'altro è l'orefice che ha sparato al rumeno.
Lo conosco.
[Luca] Gli ho portato un orologio che dovevo riparare.
Per caso?
No, dovevo cambiare il cinturino.
Ho detto: "Meglio dare i soldi a lui che a un altro".
Vero. La cosa incredibile è che è lui quello indagato.
Gli daranno la legittima difesa.
Tra avvocati e processi non vivi più.
Dovrebbe essere come in America.
Entri in casa mia per rubare?
Se ti sparo, nessuno può dirmi nulla, è un mio diritto.
Sì.
Abbiamo organizzato una fiaccolata domani sera, vieni.
- Così ci facciamo sentire un po'. - Se vuoi, abbiamo il campionato.
Ci farebbe comodo uno come te in squadra.
Ok, ci penso.
Dimmi la tua taglia, ti faccio preparare la giacca.
[risate]
"Il Clandestino"? Il font mi piace tanto, anche tutte queste ombre.
L'hai fatto tu?
- Sì, certo. - Ehi!
Ho conosciuto il tuo socio. La cosa dell'investigatore mi piace.
- Le piacciono i volantini. - Sì.
È una persona di gusto… lei.
Che ci fai qua?
Sono venuta a ringraziare Palitha per il lavoro alla mia auto.
Tu sai che non dovresti andare in giro da sola.
Io vado, qua avete da fare.
- Ciao. - Ciao.
Ti piace il giapponese?
Vabbè, stasera guido io.
- Chi ti ha detto dove abito? - Ho le mie risorse.
Chi vuoi che me l'abbia detto? L'amico tuo.
Maganza non è amico mio e dovrebbe farsi i fatti suoi.
Io volevo sdebitarmi per l'orologio.
Facciamo così, te lo prendo e ti accompagno a casa.
Se non volevi cenare con me, potevi dirmi che non ti piace il sushi.
Sarebbe stato più elegante.
[donna] Arrivo subito, sì.
- Ecco qui. Prego, per lei. - Grazie.
Il ketchup lo fanno pagare a parte, con 1,40 euro era fuori budget.
Tranquilla, sono buonissime così.
L'ho rubato, però non mi giudicare male.
Se non mi giudichi male tu.
Invitare una ragazza e farsi offrire il pranzo è un po' da tamarri.
A me piacciono i tamarri.
- Ah, sì? - Sì.
È una parola araba, vuol dire…
"Venditori di datteri".
[parla in arabo]
- Conosci l'arabo? - Un po'.
Come mai?
Non posso dirti tutto, è la prima volta che usciamo.
Devo mantenere un po' di mistero.
Tu che fai a Roma?
La guida turistica.
Porto in giro ricchi che fingono interesse per Roma antica
ma vogliono solo fare shopping.
- Tu? - Lavoro in polizia.
Oh, cavolo!
- Non va bene? - No.
Ho appena confessato un reato davanti a un poliziotto.
Mi occupo di cose un pochino più importanti del furto di ketchup.
Meno male.
- Sono salva. - Mica tanto.
Adesso ti devo tenere d'occhio.
- [uomo] Che sfiga che piove. - Magari tra un po' smette.
[uomo] Così viene meno gente. Luca!
- Ciao. - Sei venuto.
Sì.
Filippo, non immagini come spara lui.
Io ti conosco.
- Sei venuto al negozio. - Sì.
- Filippo. - Luca.
L'avvocato dice che non devo venire al poligono.
Beato te che hai il porto d'armi, a me l'hanno tolto.
Come mai?
Diciamo che ho dei gusti un po' particolari.
Gusti che in questo Paese non sono legali.
Addirittura?
È una roba diversa da quella che usate al poligono.
Hai da fare dopo?
- Perché? - Non ti preoccupare.
- [Luca] Che cos'è questo posto? - [uomo] Qui non c'è nessuno.
Non ci sono case nel raggio di chilometri.
[Filippo] Ci veniamo sempre.
[Filippo] Eccoci.
- [uomo] Vieni, Luca. - Dove?
- Qua. - Vieni, vieni.
Ti facciamo vedere la scatola delle meraviglie.
Dai, Fil, voglio sparare, dai.
Ecco qua.
Allora…
Questa ti va bene? Oh!
Questa… La Glock.
- L'hai preso. - Sì!
- Fil, sa sparare o no il ragazzo? - [Filippo] È bravo!
Guarda qui che robetta.
- Una 93 automatica, calibro 9x19. - Quella lasciala lì.
Quella non la toccare, se la porta anche a letto.
Va' a cagare!
Se ti beccano in giro con questa, passi i guai.
- Eh, già. - Una legge di merda in un Paese di merda.
Con la 93 non c'è storia, Fil ti prende un barattolo da 50 metri.
- Io lo prendo da cento. - Che sei? Un cecchino?
- Cento! - Facciamo così.
Io ci metto questo.
Se non lo prendo, te lo tieni.
Se lo prendo, mi tengo la pistola.
No, quella è la mia.
Però se vuoi giocare…
Ecco qua.
Ok, giochiamo.
- Oh! - È interessante la faccenda.
Si fa interessante.
[risate]
- Secondo me, non lo prende. - No.
Novantotto, novantanove e cento.
Quelli maneggiano armi illegali, hanno un arsenale.
Quindi?
Prima dell'arrivo della polizia
l'orefice ha sostituito la calibro 93 con una 98 che è dichiarata.
- Florian era andato davvero a rapinarlo. - Sì.
È andata così, le cose coincidono, è legittima difesa.
Ho fatto due uova strapazzate.
- Grazie, ho preso il caffè. - Mangia.
- Di che parlavate? - Niente.
Un affare che stiamo mettendo in piedi, non ti preoccupare.
Invece mi preoccupo, conosco molto bene i tuoi affari.
Tesoro, sai che ho sempre fatto le cose per bene, regolari.
Che mi dici di questo?
- Glielo hai dato tu? - Era sul comò.
[in singalese] Non farmi incazzare, Palitha!
Vedi di non metterti nei casini per una stronzata come questa!
- Che ha detto? - Il nome dell'agenzia le piace molto.
- Allora, il caso è chiuso? - No.
Non sono riuscito a recuperare la pistola,
però ho guadagnato questo.
- È falso. - Che dici?
- È falso. - Non è possibile.
Come pensi che abbia comprato il carro attrezzi? Ancora, dai.
Tesoro, ancora quella storia?
- [Palitha] Non è vero. - Certo, certo.
- "Non è vero". - È verissimo.
Si sa che i migliori detective hanno un passato oscuro.
- Come Marlowe, Harry Bosch. - Vieni con me.
- Eh? - Vieni, andiamo.
Gedara, grazie della colazione.
Ciao, tesoro, a dopo.
- Florian organizzava le consegne? - Sì, le smistava dal computer.
- Posso vedere questo computer? - Certo.
Solo una cosa.
Qui nessuno sapeva quello che c'era tra me e Florian.
Non si preoccupi.
Grazie, lo apprezzo molto.
Venite.
Venite, vi faccio strada.
Ecco, adesso è Ilio che si occupa delle consegne.
- [Ilio] Buongiorno. - [Luca] Buongiorno.
- Prego. - Grazie.
[Luca] Allora, come funziona?
Quando arrivano i pacchi, si inserisce indirizzo e orario.
Il software organizza gli itinerari dei corrieri.
Prima usavamo un altro programma, poi Florian ne ha inventato uno.
- Era bravo con i computer. - No, era un fenomeno.
Questo software è meglio degli altri.
A fine giornata si risparmiano trenta minuti a corriere.
- Sono soldi, no? - Qua dentro c'è registrato tutto?
- Consegne effettuate, orari. - Florian non c'entra?
- Hai scoperto questo? - Mi ci vuole tempo.
Tutto il tempo che vuoi. Volete qualcosa dalle macchinette?
Sì, qualcosa da bere e qualcosa da mangiare, se c'è.
- Oh, anche un caffè doppio. - Doppio.
- Arrivo. - Grazie.
Poi? Nient'altro?
Non mi hai fatto finire la colazione.
[Ilio] C'è un pacco di due settimane fa che non è stato dato a nessun corriere.
È arrivato qua e qua si è fermato.
[Luca] Mi controlli tutte le consegne effettuate a quell'indirizzo?
Sì.
"Via Rucellai 71". Ce ne sono sette negli ultimi cinque mesi.
- Tutti pacchi ricevuti e mai consegnati. - Bene, andiamo lì.
- [Luca] Grazie. - [Ilio] Di niente.
[Palitha] Il 71 non esiste.
Direi di no, è la seconda volta che giriamo qui intorno.
Deve durare tanto la suspense o mi dici che succede?
Credo che l'orefice abbia un giro di orologi falsi.
Chissà quanti ne ha fregati come me.
Penso che glieli procurasse Florian. Quando arrivavano, li prendeva lui.
Perché mandarli a un indirizzo che non esiste?
Così, se qualcosa andava storto, non rischiava niente.
Giusto.
[campanello]
[segnale di apertura porta]
Ehi, ciao, come stai?
Che c'è?
Si è rotto il cinturino anche a questo?
In realtà, non pensavo di prendere la bottiglia da cento metri
e non pensavo che mi dessi questa patacca.
Non giro con quello vero, l'ultimo me l'hanno sfilato al semaforo.
Era evidente, pure tu hai scommesso un orologio falso.
In che senso?
Quello che hai portato a riparare è una replica.
Te l'ho chiesto prima di ripararlo.
Potevi comprarne uno nuovo dai marocchini sotto la metro.
- Te lo hanno venduto per vero? - Me l'ha regalato un'amica.
L'importante è il pensiero, soprattutto se l'amica è figa.
Bella figura!
Si vede lontano un miglio che è una patacca.
Poi non ci vuole nemmeno tutta questa scienza.
Gli unici che non sanno riconoscerne uno vero da uno falso
sono i poveracci che non possono permetterselo.
Senza offesa.
Da' qua.
[risata di Palitha]
[campanello]
- Ah, non ti aspettavo. - Devo dirti una cosa.
- Ti presento mia figlia. - Ah.
- Bianca, lui è Luca. - [Luca] Ciao.
È quello che ti accompagna alle presentazioni?
[Carolina] Almeno qualcuno ci viene.
Che palle, mamma! Alla prossima ci vengo.
- Comunque, ciao. - Ciao.
Vado di là.
- Ti preparo un caffè o un tè? - No, niente.
Senti, l'altra sera non ho fatto in tempo a dartelo.
Grazie.
- Quanto ti devo? - Niente?
- Come niente? - È un regalo.
Potevi almeno farmi un pacchetto.
Il cinturino è originale a differenza dell'orologio.
Non puoi andare in giro per Milano con diecimila euro al polso.
- Quello vero è in cassaforte. - Potevi dirmelo.
- Ero convinta che lo avessi capito. - Invece no.
Visto come reagisci alle sorprese, te lo chiedo.
Posso fare qualcosa per sdebitarmi?
Sì.
Claudio, stasera mi serve una volante in un posto.
Quando è il momento, ti mando la posizione, ok?
Ciao, di nuovo qui?
La bottiglia la prendo anche da 200 metri.
Eh, dai.
Mi ci gioco l'orologio vero.
- [Filippo] Ok. - Ci sto.
[Filippo] Te lo avevo detto, hai esagerato, 200 metri, dai!
Tira fuori l'orologio.
Da quella distanza il proiettile scende di cinque o dieci centimetri.
È impossibile. Dai, dammi la 93.
Per un po' ho pensato che Florian ti vendesse orologi falsi
e che tu li rifilassi ai ricconi che entravano nel tuo negozio.
Ora so che un falso lo rifili solo a chi non ne ha mai avuto uno vero.
Chi cazzo sei?
Florian ti rimediava le armi.
Usava il corriere per farle arrivare e poi te le portava.
Tu lo pagavi a volte in contanti, a volte in oro.
Quella volta con un orologio falso.
Florian è venuto nel tuo negozio perché voleva indietro i soldi.
Non ho capito perché hai deciso di fregarlo
però, amen, quello lo capirà la polizia.
Fermo! Stai fermo lì! Oh!
[spari]
[sirene della polizia]
Forza, andiamo!
Io non volevo fregare Florian, è lui che ha fregato me.
Mi ha imbrogliato con un fucile e l'ho pagato con un falso.
Non doveva finire così, non pensavo che venisse da me con una pistola.
Quando l'ha tirata fuori, non sono stato lì a pensare.
Ho sparato.
All'inizio mi sono fatto piacere le pistole per forza.
Dopo la terza rapina hanno preso a calci mia moglie
e mi hanno puntato una pistola sulla fronte. Che avreste fatto?
Io non dormivo se non avevo una pistola sotto il cuscino.
Dovevo fare qualcosa.
Stampa tutto e fagli firmare il verbale.
Le armi erano state comprate sul dark web, erano passate da qua.
Florian usava il mio magazzino per farle arrivare?
- Perché lo faceva? - Per i soldi, forse.
Sapeva che se aveva bisogno, io c'ero, glielo avevo detto.
Poteva chiederli a me.
- Comunque, grazie. - Grazie a lei.
Dai retta a me.
Non farti troppe domande, non fa bene.
Quando le persone se ne vanno, si lasciano dietro grandi misteri.
È inutile tentare di spiegarli.
[Khadija] Grazie che mi accompagni.
Sei gentile.
[Luca] No, non avevo capito che abitavi così lontano.
In effetti, ho fatto una strada più lunga.
Però guarda dove ti ho portato.
Vabbè…
Dillo che hai fatto il giro lungo per stare di più con me.
- No. - No?
Volevo farti vedere come sono brava come guida turistica.
Ah.
- Facciamo una foto? - Sì.
Perfetto, possiamo andare. C'è ancora tanta strada.
- Ancora? - Sì.
- Siamo arrivati. - No, di già?
Sei stanco? Voi poliziotti non fate i chilometri a piedi?
Sì, quelli di pattuglia.
Ah, è vero.
Tu ti occupi di cose importanti.
- Che cosa sei? Un commissario? - Ispettore.
Che significa?
Mando gli altri a fare i chilometri al posto mio.
No, non chiedermi di salire, non posso accettare.
- Ci stanno i tuoi su? - No.
No, vivo da sola.
I miei non ci sono più.
- Mi dispiace. - Non fa niente.
È passato tanto tempo.
Scusami, Luca,
non è una cosa che sto cercando in questo momento.
Non c'è problema, tranquilla, capisco.
- Buonanotte, ispettore. - Buonanotte.
[campanello]
[apertura porta]
Il corriere ha portato questo per lei. Lo metto sulla scrivania?
No, dai qua, grazie, Imelde.
- È tuo quello? - Sì, perché?
Sei così disperata che ti fai i regali da sola?
Se vuoi fare ingelosire papà, devi impegnarti di più.
[Luca] L'orefice ha confessato?
[Claudio] La legittima difesa se la scorda.
[Claudio] I suoi amici si beccano un processo per detenzione illegale.
E io?
- Che cosa? - Mi avete trovato insieme a lui.
Ma non eri con lui.
Facevi una passeggiata, hai sentito gli spari e ci hai chiamato.
Avevo una pistola.
Io ricordo che la pistola era per terra.
Che cos'è?
Una licenza provvisoria per evitare guai.
- Quando la smetti? - Di fare che cosa?
- Di cercare di aiutarmi. - Lo faccio perché siamo amici.
Per me, potevi dirlo a tutti che Khadija ha portato la bomba nell'Ambasciata.
Sai che cosa ho pensato in questi tre anni?
Mi sarebbe bastato poco per capire. Un dettaglio, un particolare.
Sapere veramente cos'è successo ai suoi genitori.
Magari tutto questo non sarebbe accaduto.
Sai che c'è, Claudio? Tu sembravi mio amico.
Invece hai sempre pensato più alla carriera che a me.
Non è nemmeno colpa tua, è il mondo che va così.
Le persone non sono mai quello che sembrano.
Un volantino?
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