Afrikaans
Akan
Albanian
Amharic
Arabic
Armenian
Azerbaijani
Basque
Belarusian
Bemba
Bengali
Bihari
Bosnian
Breton
Bulgarian
Cambodian
Catalan
Cebuano
Cherokee
Chichewa
Chinese (Simplified)
Chinese (Traditional)
Corsican
Croatian
Czech
Danish
Dutch
Esperanto
Estonian
Ewe
Faroese
Filipino
Finnish
Frisian
Ga
Galician
Georgian
German
Greek
Guarani
Gujarati
Haitian Creole
Hausa
Hawaiian
Hebrew
Hindi
Hmong
Hungarian
Icelandic
Igbo
Indonesian
Interlingua
Irish
Italian
Japanese
Javanese
Kannada
Kazakh
Kinyarwanda
Kirundi
Kongo
Korean
Krio (Sierra Leone)
Kurdish
Kurdish (Soranî)
Kyrgyz
Laothian
Latin
Latvian
Lingala
Lithuanian
Lozi
Luganda
Luo
Luxembourgish
Macedonian
Malagasy
Malay
Malayalam
Maltese
Maori
Marathi
Mauritian Creole
Moldavian
Mongolian
Myanmar (Burmese)
Montenegrin
Nepali
Nigerian Pidgin
Northern Sotho
Norwegian
Norwegian (Nynorsk)
Occitan
Oriya
Oromo
Pashto
Persian
Polish
Portuguese (Brazil)
Portuguese (Portugal)
Punjabi
Quechua
Romanian
Romansh
Runyakitara
Russian
Samoan
Scots Gaelic
Serbian
Serbo-Croatian
Sesotho
Setswana
Seychellois Creole
Shona
Sindhi
Sinhalese
Slovak
Slovenian
Somali
Spanish
Spanish (Latin American)
Sundanese
Swahili
Swedish
Tajik
Tamil
Tatar
Telugu
Thai
Tigrinya
Tonga
Tshiluba
Tumbuka
Turkish
Turkmen
Twi
Uighur
Ukrainian
Urdu
Uzbek
Vietnamese
Welsh
Wolof
Xhosa
Yiddish
Yoruba
Zulu
#Di Vittorio in vittoria!#
#Di Vittorio in vittoria!#
#Uniti lotteremo!#
#Di Vittorio in vittoria!#
#Di Vittorio in vittoria!#
#Uniti lotteremo!#
#Era il '911#
#che Peppino andò in galera.#
#La-la-la! La-la-la-la-la-la!#
#La-la-la-la-la,#
#la-la-la-la!#
< Saverio: #Cominciò la scalata...#
Oh! Che sono 'ste facce da meschinieddi?
- Cantare, su! Cantare! - Che cantiamo? Abbiamo cantato tutto!
- Vita, morte e miracoli di Di Vittorio. - E allora?
- Che cantamo, "La montanara"? - Eh! Pure quella!
#Lassù sulle montagne,#
#tra boschi e valli in fior,#
#cantiam "La montanara”...#
Avanti, riprendiamo a cantare!
Farabutti!
Riprendiamo a cantare noi due, tutti insieme.
#Di Vittorio in vittoria!#
< Di Vittorio: Svegliati.
< Saverio, svegliati. Saverio, svegliati, è ora.
< Svegliati, Saverio. Svegliati.
< Svegliati.
< Svegliati.
< Teresa: Saverio! Saverio!
< Ancora non ti alzasti? La sveglia suonò!
< Saverio: Mi svegliano in tre la mattina:
la sveglia, mia moglie Teresa e Di Vittorio,
unico mio ispiratore, mia guida fin da ragazzo,
fin da quando venni a Roma, dalla natia Sicilia, a cercare lavoro.
< Era il 1956.
< Lavoro c'era, ma solo per gli impiegati dell'ufficio collocamento disoccupati.
- Ué, Tonino! - Che c'è?
- Hai visto? La Pirelli scioperò! - E beh? È a Milano!
- E non sei contento? - Che me frega dei milanesi!
- Se scioperano, vuol dire che hanno lavoro. Beati loro! - No!
Si sta risvegliando la coscienza dell'operaio, capisci?
Amici!
Amici! Fratelli!
Faremo qualcosa per mostrare la nostra solidarietà coi lavoratori del nord!
Quei poveri disgraziati della Pirelli scioperano anche per noi!
- Dobbiamo fare qualcosa! - Sì, ‘na colletta!
Niente colletta, cretino!
- Noi... faremo una marcia! - Ma che marcia?
Sì, una marcia! Una marcia! Lavoratori romani, unitevi!
Marceremo su Milano per manifestare la nostra rivolta
contro la classe padronale e sfruttatrice!
Pochi siamo. Saremo 400, 500. Ma che ce ne fotte? Che ce ne fotte?
È il simbolo che conta.
Tonino: Siamo arrivati a Milano?
Bissola Lambro. Ancora una cinquantina di chilometri.
Sei contento, Tonino? Eh?
Tonino?
< Tonino!
Tonino...
Ma che fai, pure tu mi abbandoni?
Ma non pensi ai compagni nostri della Pirelli,
che scioperano?
Ma io non mollo.
Dovessi schiattare, io non mollo.
#Di Vittorio cominciò la scalata in capo al mondo.#
#E lo zenit egli sfiorò. Egli sfiorò.#
Non ce la faccio chiù!
Chi sei, bedda?
- Bionda! Sei milanese? - No.
- Tedesca? - No.
- Genovese? - Palermitana sono. Piredda Teresa mi chiamo. E vossia?
Ravizzi Saverio, di Trabia. Piacere.
Il piacere è tutto mio. I miei genitori.
- Vossia benedica. < Saverio: A tutti. - Benedica!
Perché mi avete riportato in Sicilia?
Non sei in Sicilia, ma a Bissola Lambro, provincia di Bergamo.
- Ah! < Teresa: Lavoratori del sud siamo. Emigrati come tia.
lo devo andare. Vi ringrazio, brava gente, ma devo andare.
< Genitori: Dove vai? - Troppo debole per camminare sei.
- E lo sciopero alla Pirelli? - Lo sciopero? Finito da una settimana!
- Eh! - Finito?
Finito!
< Saverio: Così, dopo regolare corteggiamento e rapido fidanzamento,
mi coniugai con Piredda Teresa.
< Eh, Teresa! Bella era il giorno delle nozze! Proprio bella!
< Ora, meschina, è un po' cambiata. S'è come appesantita.
< Per forza, mangia sempre! Cannoli, panettoni, sfincioni, paste.
< Anche cioccolata, purchè svizzera. Quella italiana rovina la linea, dice.
- Saverio! Saverio! - Eh!
Ancora non ti alzasti? La sveglia suonò!
'acci tua!
< Saverio: Sì, dormo nel bagno per questioni di spazio;
la famiglia, nel frattempo, s'è ingrandita;
e anche per sopravvenuto disgusto sul fatto erotico coniugale.
< Nella vasca non si dorme male, a parte il rubinetto
che tutte le notti verso l'alba si mette a gocciolare.
< Così, con l'umidità, mi è venuta pure una punta di artrite.
< Ho 36 anni, tanti per un operaio.
< Perchè 36 anni dell'operaio corrispondono a 50 del padrone
con dieta, massaggi e vacanze a Cortina.
- Ciao, papà. - Ciao.
< Saverio: Delia, secondogenita, 15 anni.
< Dorme nel mio ex letto matrimoniale, con mia moglie.
< E mostra! Altro se mostra!
< La minigonna che porta dice che è la più lunga che ha.
< Hai capito?
Ciao, papà.
- Ciao, papà. - Buongiorno.
< Saverio: Giuseppe, 16 anni, primogenito. Dorme in un vano nel corridoio.
< Perlomeno lui è all'asciutto. Ma suona! Suona!
contestatore, beat, hippy, pop.
< Per me è solo fesso.
Giuseppe, per piacere vai, va'. Vai!
< Saverio: lo, naturalmente, potrei dormire qui nel salotto,
ma per Teresa il salotto è sacro.
< È ancora sotto cellofan dal '58, che lo abbiamo comperato.
< Teresa: Saverio! Sulla poltrona ti stai sedendo?
< Saverio: Lei dice che è peri ricevimenti,
ma chi mai ci dobbiamo ricevere, noi? I 4 +4 di Nora Orlandi?
< Lasciamo perdere, va'!
< Teresa: Saverio, il caffè sulla noce mettesti? Il segno ci lascia!
< Saverio: Sto qui a Bissola Lambro, provincia di Bergamo.
< Altezza sul mare: metri 0,75. Abitanti: 859, me compreso.
< Ecco, questo è il tempo normale qui a Bissola:
350 giorni di nebbia l'anno su 365.
< Gli altri o piove o nevica.
< Lavoro alla Tamperletti Frigoriferi, reparto montaggio.
come dice il Carosello.
Ma che mi corro, se non si vede un beneamato?
< Saverio: Comunque ci ho fatto il callo.
< Guido, come si dice, "a orecchio".
< Ecco, ora passo di fronte alla bottega del fabbro.
< Poi supero il fontanile.
< Qui c'è la chiesa.
< Subito dopo, voltare a destra per il bivio.
< Ora!
Bedda matre santissima!
Mannaggia alle capre e ai campanacci!
Cornuti!
Tira! Tira!
L'è dura la vita di questo campo, vero, buon uomo?
E sei costretto a sgobbare sempre! Pioggia, gelo, eh? Sempre!
E sei tutto solo qua a lavorare. Lavori solo.
Di' un po', chiacchierone, non hai voglia di ribellarti contro il padron,
ladro e sfruttatore che ti costringe a lavorare come una bestia?
Eh, bestion?
Chi è il latifondista? Il padron. Chi è il padron qua?
- Son mi. Son mi. Son mi! - Ah!
< Saverio: Stavolta non ci ho azzeccato,
ma sono contro chi comanda e contro ogni sopruso ai danni del lavoratore.
< Sempre! Fin da quando entrai alla Tamperletti S.p.A.
< Eh, begli anni quelli!
lotte sindacali, rivendicazioni.
< Sempre in prima linea, faccia a faccia col vecchio commendator Tamperletti.
< Poi venne l'autunno caldo
e io ero di picchetto contro il crumiraggio.
Saverio: E lo chiamano autunno caldo! Minchia!
- Ravizzi! - Che ti strilli?
- È morto il commendator Tamperletti. - Ah!
Che ti devo dire? Mi dispiace.
Il figlio ha ereditato tutta la baracca.
Il dottor Luigi? Quello mi pare più duro del padre. Un cornuto!
- Macché! Ha firmato il contratto, si riprende il lavoro! - Eh?
- Alegher! Vieni via, è finito il tempo degli scioperi. - Ma è vero?
< Saverio: Si riprese il lavoro con rinnovato fervore.
< Vera: Sciopera di nuovo? < Saverio: Per un motivo più grave.
< Vera: Ravizzi, mi vuol dire perchè questo nuovo sciopero della fame?
- Dunque, io quan-- - Così la sua biografia è completa.
- Ciao, Saverio! - Su con la vita, Saverio! - Ciao.
Operai: Ciao, Saverio! Coraggio! Coraggio, eh!
State tranquilli.
Ciao, ciao. Ciao, grazie!
Allora, me lo dica in due parole.
La mensa! Vogliamo la mensa operaia!
- Bravo, Saverio! - Marisa!
- Che mi hai portato? - Un po' di caffè caldo.
- Ah, caffè caldo! Grazie. < Operaio: Ciao, Saverio! - Ciao.
< Saverio: Bella tettona mia!
< Operai: In gamba, Saverio! Ciao!
- Ci hai messo lo zucchero? - Sei diabetico?
- Che c'entra il diabete? Lo zucchero è un alimento! - Ma...
- Vuoi che bari? Che sciopero della fame è questo? Tieni, va'. - Mi spiace.
< Ciao, cara. - Ciao.
< Se non si sposasse tra un mese, so io che ci farei alla picciridda.
Di che corrente sindacale è?
Nessuna. Indipendente, libero pensatore. Fuori dal gregge!
Al sindacato che pensano del suo atteggiamento?
Disapprovano, vorrebbero trattare. Ma non hanno esperienza!
Fatti, non parole!
Una volta Di Vittorio fece lo sciopero della fame
contro gli agrari per 11 giorni.
- Nel '20, a Cerignola. - Brava!
- Credevo voi donne non capiste una minchia! - Prego?
Mi scusi. Un membro.
< Saverio: #Alla lotta coi padroni#
#Di Vittorio si votò.#
#E sul lusso e sul denaro#
#il Peppino ci sputò.# Puh! Puh!
Allora, cosa mi fa, Ravizzi? La pianti di fare il pirla!
< Vada a dormire, domani è domenica! L'Atalanta gioca in casa.
Vuol due biglietti per la tribuna? Faccia il bravo.
Senti, Tamperletti Luigi, io da qui non mi muovo.
O la mensa o nisba, dovessi lasciarci la pellaccia!
Ravizzi, lasci che le dica questo:
in primo luogo non posso trattare con lei,
scavalcherei i sindacati e non mi sembra giusto.
Secondo luogo, anche se so di parlare con una testa... di marmo,
voglio spiegarle la situazione economica.
Quanto parli, Tamperletti Luigi! Ma che fai, un comizio?
Bello 'sto Ferrarino.
E il Lamborghini del mese scorso che hai fatto, l'hai buttato?
Ma non mi faccia ridere, Ravizzi! Non mi faccia ridere!
Fatti una risata su 'sto cartellone!
Ancora oggi mi fa il discorso idiota dell'operaio poveretto che muore di fame
e il padrone grasso che va in Ferrari? - Perché, non è vero?
No! No! Prima di tutto perché questo è un Maserati! Citroén.
Allora, Ravizzi, si sta facendo tardi, dai!
Pianti tutto e venga con me, la invito io dal Nanni.
Parliamo davanti a un bel piatto di tortellini alla panna.
< Spuntature di maiale con polenta!
< Fagioli all'uccelletto! Zuccotto al rhum!
Vaffanculo!
Che rovina!
- Chi è? Chi è? - Saverio, Teresa sono.
- Ciao, papà. Come stai? - Eh, così così!
Delia, sempre con le cosce di fuori col freddo che fa!
- Papà, ho i collant! - Perché, tengono caldo?
Teresa: Moderna! Madre mia, così non puoi continuare, ti ammali!
Teresa, non ricominciare. lo qui sto in trincea, questa è una guerra!
- Oggi si fa l'amore, non la guerra. - Zitta, ignorante scostumata!
- Che è quest'odore di cipolle? - Frittata è!
- Che? - Frittata. Sei uova ci misi, freschissime.
Mangia, Saverio. Nutriti, che sei sciupato.
- Non ti immischiare, Teresa. - Mangia.
- Tu non capisci niente. - Su.
- Non hai capito mai niente. Né di onestà... - Mangia.
- Né di lealtà. - Mangia.
Bravo, Saverio, mangia! Coraggio, nessuno ti vede!
- Vattene via, Teresa! Via! Vial! - Ma...
- Andiamo, pazzo è. - Andiamo. < Andate via, madre e figlia! Via!
- Sei uova ci misi! - Via!
Via.
Donnette! Meschinedde!
Che ne possono capire di progresso sociale?
Mi tentava! E io stavo per mangiare! Stavo cadendo! Ci stavo cadendo!
< Orselli: Bella, eh? < Luigi: Bella figliola.
< Ha tutto ciò che ci vuole: seni, gambe...
< Ha anche un telefono? - Come no?
Devo scappare.
Alle 11:00 ho appuntamento in municipio con il consiglio della fabbrica.
- Ah, l'affare della mensa! - Lo sa anche lei? - Lo sa anche la stampa.
- Buongiorno. - Buongiorno! - Buongiorno.
Questa è per la reclame delle vitamine?
Ha visto? Sciopero della fame alla Tamperletti.
- Ah, il solito Ravizzi! - Fotografo: Ecco, così. Bene.
Perchè ha su quella roba lì? Mi piaceva di più quand'era nuda.
Serve per il Do-Re-Mi in TV.
Ah, provi questa!
- Che roba è? - Deutsch-cola, una nuova bibita.
- Ho l'incarico del lancio pubblicitario in Italia. - Mah, proviamo!
- Buona? - Sa di birra. - Beh, è tedesca!
- A proposito, pensavo di collegare i nostri interessi. - Si spieghi.
Per questa bibita mi serve un lancio pubblicitario
su una base completamente popolare
e la sua fabbrica ha 150 tra impiegati e operai.
E chi li convince quelli a bere quella roba?
Direi d'installare 4 o 5 distributrici automatiche nei diversi reparti.
- Col ricavato del budget pubblicitario della Deutsch-cola... - Sì?
- Io le finanzio la mensa. - Ah!
< Uomo: Riassumendo il discorso,
l'unica affermazione valida
è che noi dobbiamo a questa unità d'azione,
a questa coesistenza sindacale,
se l'accordo per la mensa degli operai sia oggi un fatto compiuto! È vero?
- E... - Viva la mensa operaia!
- Bravo! - Bravo!
< Donna: Speriamo che alla mensa si mangi così! - A me!
Per me, ce l'abbiamo fatta anche grazie al Ravizzi.
No, caro, malgrado il Ravizzi!
Nella lotta di massa gli individualisti sono pericolosi!
Saverio deve mettersi in testa di entrare nell'organizzazione.
Deve farmi la rotellina anche lui, come tutti. Come te.
Rotella sarai te! Io sono alle confezioni, prima categoria!
- E comunque dico grazie al Ravizzi! Hai capito? < Marisa: Giusto!
- Un applauso anche per il Saverio. < Tutti: Bravo, Saverio!
Anzi, a proposito, dov'è andato il Ravizzi?
< Marisa: Sa che abbiamo vinto? < Gliel'hanno detto?
L'avete avvertito almeno? Angelo!
lo che c'entro? Doveva dirglielo lui.
- Io ho detto a te di chiamarlo. - A me? A lui!
- A me? Glielo doveva dire lui! - Ma va"! Ma che dici?
Saverio!
È bravo, è bravo! Urca se ci sa fare!
- Ma chi? - Claudio Villa. È il migliore, il reuccio!
< Lascia stare Claudio Villa.
Abbiamo vinto! Il padrone ha firmato, ci dà la mensa!
- Dici sul serio, Marisa? Non scherzi mica? < No, è la verità!
Chissà che faccia faranno quelli dei sindacati.
- Hanno capito che è tutto merito mio? - Sì, sì. Ma vieni, su!
Sono contento! E dove mi porti?
- A mangiare! Sbrigati, ti aspettano tutti. - E che fai?
- Dai, vieni! - No, mi reggo da solo.
Come sono contento! Ce l'abbiamo fatta, Marisa!
- Monta. - Ce l'abbiamo fatta!
- Pronto? - Sì.
Marisa! Aspetta!
Mi si sono arrugginite le gambe.
- Ho trovato la frutta! Tenete! < Dammi la pera!
< Ciapa!
No, no, basta!
- Mangia ancora, hai digiunato 8 giorni! - Non ce la faccio più.
Ho mangiato fettuccine, risotto, una sleppa di brasato,
due costate di manzo, bagna cauda e pinzimonio! Non ce la faccio più.
Salute! Alla faccia del Tamperletti.
Commensali: Sì, sì! È vero!
- Marisa, ma che fai? - Te lo meriti, Saverio.
- Porcona! Baci con la lingua? - Perché, ti dispiace?
Marisa!
Sai che mi piaci! Lo sai, eh? Se non ti sposassi tra un mese...
- Che faresti? - Mi ti si farei qua!
Urca, se mi ti si farei!
Che fai, ti spogli davanti a tutti?
- Mi scoppia la pancia! - Ti ho capito, mascalzone.
So cosa vuoi.
Come, per due anni ti ho fatto il filo e tu proprio ora?
- Te lo meriti, ci hai fatto vincere. Sei stato bravissimo. - Ma ci vedono!
Ti rovini la reputazione? Dai, vieni!
- Dove andate? - Dove vai, eh? - Dai, non fare il timido!
- Saverio! - Mi raccomando!
Ma dove mi porti? In mezzo ai prosciutti?
Marisa, 'sta fregola tutta insieme, eh!
- Marisa: Dai, spogliati. - Sì, mi spoglio.
- Allora, il conto? - Tutto pagato.
- Ma come, hai pagato tu? - 10? Ma va'!
- À me corretto col Branca. - Orca, che sorpresa! Chi ha vinto al totocalcio?
- Insomma, ci vuoi dire chi ha pagato? - Saverio Ravizzi.
Aiuto, ragazzi! Gli è preso un colpo! A Saverio gli è preso un colpo!
< Uomo: Si sente male! < Vezio: Presto, in infermeria!
No, ma che infermeria! Niente infermeria!
- Portatemi all'ospedale! - Uè!
È inutile, dopo mangiato fa male!
- Il dottore è molto occupato. - Anch'io.
< Luigi: Già in piedi? - Non ci speravi, eh?
Qui bisogna parlare seriamente.
Dica pure, Ravizzi.
Bellinelli Vezio, Marchini Nereo, De Paolis Stelvio, Tacconi Mario.
- Chi sono 'sti quattro? - Operai. Lavoratori!
Tutti multati. Da 10 giorni si beccano una multa.
Basta, chiaro?
- Di che reparto sono? - Montaggio.
Signorina, faccia venire il caporeparto del montaggio, per favore.
- Perché sono stati multati? - Un quarto d'ora di ritardo la mattina.
Andiamo, non mi faccia ridere! Si mette a fare l'avvocato delle cause perse?
< ll regolamento lo conosce meglio di me, no?
Ecco qua: sono legittime le sanzioni a carico dei lavoratori in ritardo.
- Tenga! - Inutile, lo conosco meglio di te. Questo è un caso particolare.
Da Bissola, fino a 10 giorni fa, il pullman veniva fino alla Tamperletti,
alle 7:00 era al cancello, in orario per l'entrata. Chiaro? - Sì.
E da 10 giorni, porco Kaiser, niente più fermata!
E i ragazzi dovrebbero fare a piedi, i 3,5 km da Bissola a qui in 5 minuti?
- E che hanno, l'elica ai coglioni? - Mh!
Mi ha chiamato, signor Tamperletti?
< Sì. Perché il pullman non ferma più alla fabbrica? < Ho chiesto, dottore.
Dicono che la fermata, per soli 4 passeggeri, creava una passività.
- Allora... - Beh, se creava una passività...
Me ne sbatto della passività. Dovevate muovervi, agire,
iniziare una lotta per difendere gli interessi dei lavoratori!
Parole! Parole! Ci vogliono fatti, Tamperletti!
Allora...
Bellinelli Vezio!
Presente!
- Che hai portato? - Un comodino e una sedia.
Bene, metti là.
- Marchini Nereo! < Presente! Son qui!
- Cosa l'è? - Un divanetto.
Ah, bravo! Metti qui, per lungo. Così, per lungo. Bravo.
- De Paolis Stelvio! < Presente! Presente!
- E questo cosa l'è? - Un tappeto.
- Un tappeto per fare un blocco stradale? - Eh!
Hai un involtino al posto del cervello?
- Il tappeto non ha consistenza! Metti là! Che testa! - Butta qui.
- Tacconi Mario! Mario Tacconi! - Tacconi!
- Tacconi! - Tacconi!
- Sempre in ritardo! < Sto qua.
- Sto arrivando, non me scassate! - Muoviti, metti qua!
- Sbrigati! - Dai, facciamo il blocco.
- Piano con la poltrona. - Sbrigatevi!
< Saverio: All'erta, ragazzi. Mi raccomando, all'erta!
- Oh! Porca l'oca! - Chi è?
- Questo non è dei nostri. - Chi è?
- Ma che siete, terremotati? - È un blocco stradale, ma non per lei.
- Zingari siete, con questi mobili! - Vada tranquillo, scusi.
- Tranquillo un corno! Guarda che roba! - Scusi, eh!
Il pullman della S.A.T.I. sta per arrivare. Ma che fate?
Una briscoletta! - Avete messo su casa?
Eccolo! Le luci! Eccolo, arriva!
- Schieratevi dall'altra parte, presto! Davanti mi ci metto io. - Un momento.
Mi ci metto io davanti. Pronti, eh! Non temete, si ferma. Non abbiate paura.
Pronti, allora.
Pronti. Pronti?
Pronti, eh?
Stia giù!
Il divano è diventato una fisarmonica!
La poltrona di mammà! Chi glielo dice?
Il comodino!
- Guarda il comodino, me l'ha tutto rotto! - Il tappeto!
- Una battaglia persa non è niente. - Vaffanculo tu e le tue idee di merda!
- Uniti combatteremo... - Culo!
-...e raggiungeremo altri obiettivi. - Culo!
- Aumenti. - Culo!
- Integrazioni. - Culo!
Partecipazione agli utili aziendali!
Non capite un tubo! Bestie! Cretini!
È matto? Mi dia gli occhiali che non ci vedo più!
Ma che cos'è che ha detto?
Signori, questo è un dirottamento.
Calma, non vi sarà fatto alcun male. Vadosh! Scendono, scendono.
- Perché dobbiamo scendere? < Tutto il mondo scendono.
< Questo è un dirottamento, figliolo. Scendono!
No! Otto chilometri a piedi!
Il pullman non è neanche mio, roba da galera!
< Uomo: Disgraziato! - Dirottatore!
- Io so chi era! - Chi?
Vestito da barbùn, parlava poco l'italiano, l'era un fedayn.
Scusa, mi è saltata una saldatura!
- Attento! - Ma che fai?
< Luigi: Ravizzi...
Che fai, rimproveri? Ho soffiato il naso e ho perso il ritmo.
- Senta... - Cerca invece di trovare un modo nuovo per fare frigoriferi!
Non è questo. Hanno rubato il pullman della S.A.T.I.!
E a me? Non penserai mica che sia stato io!
Magari sei stato tu perché volevi cambiare macchina.
Andiamo, faccia il bravo, Ravizzi, mio padre le voleva bene, lo sa.
lo sono qui per aiutarla, eh!
- Davvero vuoi aiutarmi? - Certo!
Allora reggi questo, vado a fare un goccio d'acqua. Tieni, divertiti.
Fate qualcosa, no?
Fermo! Spenga!
Saverio, cu fu?
Cu fu! Cu fu!
Dopo 20 che stai al nord parli ancora a 'sta maniera?
- Niente fu. Anzi, sono allegrissimo! - Mh!
Allora, visto che sei tanto allegro,
perché non mi porti domenica in Svizzera a mangiare la cioccolata?
Dal droghiere troverai tutta la cioccolata svizzera che vuoi.
- Sì, ma non è svizzera svizzera. - E che ti frega frega?
- Ah! - Dove sono i ragazzi? - Delia da un'amica a fare compiti.
Giuseppe, con la moto Gillette uscì. Sai, alla sua età le ragazze...
lo alla sua età lavoravo. Non sapevo neanche com'erano fatte le ragazze.
Altri tempi! Anch'io alla sua età non sapevo come si faceva l'amore.
Perché, ora lo sai?
- Che vuoi dire, Saverio? - Niente, niente.
Chi è? - < Chi? - Va' a vedere. - Mh.
< Teresa: Gesù, Maria! Gesù, Maria!
Ci sono due signori e il maresciallo dei carabinieri!
Che vergogna! La polizia a casa nostra!
Zitta, mica vengono da noi! Con tanti inquilini che ci sono!
Il ladro del 3° piano entra ed esce da galera.
Da noi vennero, Saverio. Saverio, che faccio?
- Che faccio, Saverio? - Apri ma io non ci sono, chiaro?
Inventa una scusa, di' che sono andato a comprare le sigarette. Chiaro? Capito?
Ho capito!
- Chiaro? - Sì, chiaro.
< Non ci sono! - Ho capito, mica so' cretina!
< Maresciallo: Buonasera, signora. C'è Saverio?
< Sì, certo. In cucina è. Ehm... Mi sfuggì.
Ma dico, l'unica siciliana che confessa tutto alla polizi--
- Buonasera, Ravizzi. - Mh!
Questo è l'autista del pullman rubato. E questo signore è il proprietario.
- Piacere. Accomodatevi. < Maresciallo: Saverio,
Saverio, abbiamo seri dubbi che il pullman te lo sei preso tu.
- Io? - Il mio autista l'ha riconosciuto, vero?
- Sì, è lui. - Permetti?
Me riconosci ancora?
- Certo che ti riconosco anche senza occhiali! Sei tu! - Ma va', stupido!
Andiamo!
Sei bravo, tenente Sheridan, ma sta' attento!
- Teresa, accompagna i signori. - Prego, di qua. - Tieni.
Va' là!
- Scambio due parole confidenziali con questo signore. - Con me?
Conoscerei un tale che potrebbe farti riavere il pullman.
Ho capito. Quanto?
No, niente soldi. Mica è un morto di fame!
- Solo due condizioni. - Sentiamo.
- Ritiro della denuncia. - E poi?
Ripristino della fermata davanti alla Tamperletti!
- Mh! - Mh?
- Ci devo pensare. - Prendere o lasciare.
- Sa che i pullman sono infiammabili. - È un ricatto?
- Sì. - Ah, beh! Allora prendo.
- Dov'è il mio pullman? < Là, nella cava abbandonata.
Ingegnoso! Posso venire anch'io?
Venga, venga.
Mica male come nascondiglio, eh?
Meglio squagliarcela subito, prima che arrivi qualcuno.
- Saverio: Dov'è la messa in moto? - Forse è quella.
Dobbiamo essere vicino a una caserma, ho sentito una tromba.
- Erano tre squilli? Oddio! - Perché, che c'è?
È il segnale brillamento mine. Questa cava non è abbandonata!
Mannaggia! Speriamo di fare in tempo!
'sto cavolo di motore è freddo!
- Ah! - Uh!
Niente! Niente!
Niente! È solo terriccio!
E questo cos'è? Che scempio è? Che avete fatto al mio pullman?
- Che avete fatto? È distrutto! - È solo fango, non se la prenda.
- È argilla. - Argilla? Ci sono almeno 200.000 lire di danni!
- Chi paga? - lo. La colpa è mia e pago io.
- Chiedo solo una lunga rateizzazione. - Beh...
- Vanno bene 150 rate? - Cosa?
Ma non finisce mica qui, ci vediamo in tribunale!
Ti mando in galera! In galera!
Se passassi al reparto verniciatura, sarebbero 122 lire l'ora in più.
E ne avrei pure diritto, dopo 15 anni di anzianità!
- Lo chieda a Tamperletti. - lo chiedere un favore a lui?
- No, non mi abbasso. - E lei non si abbassi.
E come glielo chiedo il favore, per telefono? Mai!
Caro Tamperletti, parla Ravizzi Saverio, reparto montaggio.
Sto nella tua fabbrica da 15 anni. Esigo che con decorrenza immediata
tu provvedi a trasferirmi al reparto verniciatura. Buongiorno!
- Buongiorno! - Oh!
- Pro-- < Parla Tamperletti, questa è la mia voce registrata.
< Sono momentaneamente assente.
< Avete 20 secondi per lasciare un messaggio a partire da ora.
Ma guarda che t'inventa!
Io...
< Parla Tamperletti, questa è la mia voce registrata.
< Sono momentaneamente assente.
< Avete 20 secondi per lasciare un messaggio a partire da ora.
E...
Tamperletti,
ormai sono 15 anni che sto nella tua fabbrica, 15 anni!
Ma va' a mori' ammazzato!
Mica ce l'ho con lei. Vada, vada.
Mannaggia!
< Parla Tamperletti, questa è la mia voce registrata.
< Sono momentaneamente assente.
< Avete 20 secondi per lasciare un messaggio a partire da ora.
So-no Ra-viz-zi! Stop.
Cau-sa ser-vi-zio quin-di-ci-na-le
chie-do tra-sfe-ri-men-to re-par-to verniciatura!
Sospensione! Sospendete il lavoro!
Sospensione! Venite fuori con me! Venite fuori!
< Con me! Sospensione!
Venite tutti attorno a me! Qua, tutti attorno a me.
Levatevi le maschere. Le maschere, levatele!
Respirate a pieni polmoni! Respirate!
Uno-due! Col naso.
Uno-due!
Dottore?
- Scusi, dottore... < Sì?
- Che c'è? - Il reparto verniciatura ha sospeso il lavoro. Sono fermi.
- Mi porti la giacca e la cravatta. - Subito.
Questo è il Ravizzi.
Uno... Duel Ecco. Tossisci un po'?
< Ecco, vedi che sei marcio? - Sono le sigarette, ne fumo 40 al giorno!
Non dire fesserie! È l'ossido di mercurio che ti mangia i polmoni!
Guarda questo, sembra mio nonno! Quanti anni hai, 30?
- 35? Quanti anni hai? - 58. Sono del 14.
Guarda che ti sbagli. Per me, ti sbagli.
Beh... Uno...
Massimo 40, guarda. 58 dimostri, ma massimo 40.
- Eh, magari! - Sicuro? Di' la verità.
- Uno... Due! Un-- - Ravizzi! - Eh? Presente!
Questa è la ricompensa?
Il reparto verniciature era il più tranquillo della fabbrica!
C'erano i belli addormentati nel bosco! Per fortuna ora si sono svegliati!
Già, è arrivato il principe azzurro! Un bacetto e tutti svegli!
- Mi faccia ridere! - Sì, ridi, ridi!
Ridi su 'sta coppola di minchia verniciata con lo spruzzo!
- Avanti, qual è il problema ora? - Si lavora in ambiente malsano e pericoloso.
Si respira ossido di mercurio, sarebbe a dire: veleno!
- Già, fa l'analisi chimica col naso! - Come no? Guarda che nasca!
lo fiuto. Ora, per esempio, sento puzza di carogna!
Senta, Ravizzi, ascoltate anche voi:
un mese fa son venuti quelli dell'ufficio igiene
ad analizzare l'impianto di aereazione.
- Balle! - Sapete qual è il risultato? Negativo!
Visto? Sei intossicato pure te e sei appena arrivato!
- Ho preso fresco sul piazzale! - Fesserie!
Assolutamente negativo! Non perdiamo tempo, a lavorare, che io pago! Forza!
- Andate a lavorare! - E anche se paghi?
- Muoversi! - Pecoroni! Guarda i crumiri, a lavorare!
Sei hai coraggio, dillo a me "vai a lavorare"!
Ravizzi, vada a lavorare!
Bel coraggio! Tu paghi e io lavoro. Ma questo me lo chiami coraggio?
Sfruttatore e avvelenatore!
Ah!
Saverio: Non avere paura, vai.
- Eh, quanto pesi! - Mi dispiace!
Non è colpa tua ma di Agnelli. Sulla 600 non si sta manco in due!
Spingi, su! Spingi!
Saverio: Ahi! Aspetta!
C'è il vetro, i coglioni mi taglio. Aspetta.
Saverio: Vieni giù piano.
- Oddio, no! - Porca vacca! Sst!
< Guardiano: Ma muchela lì, gattaccio della malora!
Saverio: 'nduma!
Di corsa!
Ma che idraulico del cavolo sei, Bellinelli Vezio?
< Sbrigati a lavorare, ti ho pure pagato bene!
Vezio: Uè, ti metti a fare il padrone anche te ora?
< Saverio: Non rispondere. Zitto e lavora!
Saverio: Vieni. Non avrai scordato di portare il martello, vero?
< No. < Allora batti.
< Batti piano. Non così forte!
< Attento, rompi tutto! < Sì, sì.
< Saverio: Basta ora.
- Ma che è 'sto rumore? - Son io che batto i denti.
Andiamo, cagasotto.
Oggi è giorno di festa!
#Com'è bello lu primm'ammore, lu secondo è chiù bello ancor!#
- Buongiorno, capo. - Buongiorno.
#Lu secondo è chiù bello ancor!#
- Ravizzi, attacca l'aspiratore! < Pronto, capo!
- Il Tamperletti l'è arrivato? - Che te ne frega a te?
- Niente, ma è arrivato? - Attacca, attacca!
Obbedisco!
#E vola, vola, vola, e vola lu cardillo,#
#'nu tubo piccirillo...#
< Luigi: Che odore! Mah!
Mh!
Ma...
Ohi! Oh!
< Uomo: che è successo?
Fate largo, per favore. Dottore, pensa sia il cuore?
Niente cuore, dottore, è intossicazione da ossido di mercurio concentrato.
- Internista? - No, sindacalista.
Allora, avevo ragione, sì o no? Ha visto che il mercurio c'era?
Lo mettiamo un bell'impiantino di ventilazione, eh? Tamperletti!
- Ravizzi... - Sì?
Sei un gran figlio di puttana.
< Speaker: La Tamperletti presenta: Tamperrrietti con amore!
#Ho bisogno di te,#
#tu sei parte di me.#
#Ti desidero, ti voglio!#
#Sei la mia Tamperrrletti!#
< Orselli: Eh? Allora, che ne dice?
- Bene. Non è male! - Grazie, grazie.
No, dicevo la ragazza.
No, no. Io intendevo pubblicitariamente.
Ah! Bene.
Bene. Tanto, per quel che serve!
- Se c'è qualche contrarietà, lo dica. - Eh, contrarietà, caro Orselli...
Oggi la vita di un industriale italiano è una guerra continua.
L'IVA arriva e non arriva, il dollaro va giù, gli operai chiedono la luna...
Quante volte ho pensato di...
- Vendere? - Già. Di vendere.
- Lo faccia. - Cosa?
Le propongo di vendere tutto: fabbrica, annessi e connessi.
< Un gruppo tedesco sarebbe molto interessato all'affare.
E poi? Mi ci vedi senza la mia attività?
Ma no! Coi contanti si può iniziare qualsiasi attività.
Per esempio è in vendita quel bell'albergo a St. Moritz.
Orselli, la Tamperletti è una S.p.A, società per azioni.
- Sa quant'è la mia percentuale? - Il 46,45%.
- Però, è ben informato! - Lei potrebbe comprarne altre.
Ecco, al prezzo di listino! Bel pirla, farei un bell'affare!
Ma no! No! Lei giochi al ribasso, diamine!
Lasci andare in malora per un po' l'azienda e le azioni scendono.
Le fa comprare da un prestanome e quando ha la maggioranza è fatto,
vende tutto.
Senta, Orselli, se questo discorso lo sentiva mio padre,
la cacciava fuori a pedate nel coso, nel culo!
- Mi sembrava che... - No, è una carognata!
Non se ne fa di niente!
- Invece mi farebbe un favore? - Accidenti, sono qui per questo!
Mi ridà il numero di quella bonazza del Carosello?
< Invitati: Evviva! Evviva! Viva gli sposi!
< Auguri! Viva!
< Auguri! E figli maschi!
Viva gli sposi!
Di-scor-so! Di-scor-so! Di-scor-so! Di-scor-so!
Dirò io due parole.
Saverio, non ci vorrai mica fare un comizio anche qua?
- No, non vi preoccupate. lo dico solo... < Sst!
Evviva gli sposi!
< Donna: Evviva!
- Non dico nient'altro. - Ecco!
Non dico che fra gli invitati c'è qualche faccia che non mi piace!
< Di quale faccia si tratta, non lo dico.
- E chi lo dice? Io non parlo. - Saverio, per piacere, fa' il bravo!
Marisa, tranquilla, non lo dico. Non parlo, non dico niente.
Non dico, per esempio,
che Tamperletti aumenta il ritmo di produzione,
ma delle famose compartecipazioni agli utili
nemmeno se ne parla!
Calma! Tanto non lo dico!
Non dico neanche che la famosa mensa era una fregatura
perché ti sbattono avanti roba coi vermi
e ti trattengono 380 lire a pasto!
lo non lo dico! Sto zitto.
No, non parlo! Non dico niente! E che cavolo! Non parlo.
Viva gli sposi!
Evviva! Evviva!
lo non dico niente.
Do solo un'occhiatina al regalo
che il miliardario Tamperletti ha concesso alla sua migliore operaia,
a Marisa.
Ah, perbacco!
Anzi, scusate ma qua proprio ci vuole: minchia! Un portachiavi!
Di vera finta pelle! Complimenti!
Quanto ti sarà costato, eh?
Due o tremila lire almeno! Luigino, rischi il fallimento?
Ravizzi, perché non prova ad aprirlo?
Ah, devo aprirlo! Lo apro, magari ci trovo un brillantone.
No! Una chiave. Una chiave d'oro massiccio.
No, di ferro!
È la chiave d'un appartamento.
< Sposo: ll signor Luigi ci ha offerto un suo appartamento,
due stanze e servizi. < Marisa: E un anno di fitto pagato,
fino a ottobre prossimo. È stato proprio un bel regalo, eh!
E io che ne sapevo? Non mi dice niente nessuno.
Gli altri erano tutti al corrente.
- Ho visto un portachiave e... < Luigi: Ravizzi, faccia il bravo!
Cosa voleva che ci mettessi sul tavolo, un appartamento?
< Uomo: Hai perso un'occasione di star zitto!
Tor-ta! Tor-ta! Tor-ta! Tor-ta! Tor-ta! Tor-ta!
Bella figura mi hai fatto fare, Tamperletti. Mi hai fregato!
Il portachiavi sulla tavola l'hai messo per fregare me!
Per umiliarmi!
Perché sei un gran figlio di puttana, Tamperletti Luigi.
Perché sei stronzo!
- Tanti auguri! Tanta felicità! - Grazie, cara.
< Orselli: Congratulazioni, casa e fitto pagato!
lo domani farei uscire sul Corriere uno stelloncino.
- "Padrone e amico". Eh? - No, no. Lasci stare, Orselli.
È quella palazzina nuova sulla circonvallazione.
Ah, quella senza licenza che ha qualche grana col comune.
Ora che ci ho messo due operai mica me la butteranno giù, no? Eh!
< Parla Tamperletti, questa è la mia voce registrata.
< Sono momentaneamente assente.
< Avete 20 secondi per lasciare un messaggio a partire da ora.
< Luigi: Garantisce il funzionamento, vero? < Tecnico: Al 100%!
< Ogni suono ha la propria carta d'identità. < Sì, sì.
Questa è la carta d'identità ricavata dalla sua segreteria telefonica.
< Bene, iniziamo pure.
Avanti il primo. Si accomodi al microfono, prego.
- Posso? - Non solo può, ma deve!
- Io la faccio signor Tamperletti. - Si decida, per favore.
Più forte. Così non viene niente!
- Sentito cosa ha detto? Avanti. - Signor Tamperletti, io la faccio, eh!
No, non è mica lui.
- Scusi, eh! - Grazie. Da quella parte.
- Scusi tanto, signor Tamperletti. < Vada via!
Avanti un altro.
Si accomodi al microfono, prego.
- Scusi tanto, eh! < Luigi: Via!
Non è mica lui.
- Grazie. - Dovere.
Prego, si accomodi.
Sst!
- Ehm... - Mh?
Prego, avanti un altro.
Questo sì che è progresso:
il padrone che ti domanda di farsi spernacchiare!
No.
- Si accomodi al microfono, prego. - Dai, dai!
No, no. Non è mica lui.
No, non è lui.
No, no.
Un altro.
#...dal profondo Di Vittorio cominciò#
#la scalata in capo al mondo...# - Si accomodi al microfono.
#...e lo zenit egli sfiorò.#
#Di Vittorio in vittoria, Di Vittorio...#
Sbaracca tutti questi macchinari, la pernacchia al telefono l'ho fatta io!
Signori, grazie. Potete andare.
Potete andare, grazie. Andate, andate.
Caro Ravizzi, ne ero sicuro. Ma volevo avere la certezza matematica.
Mi tolga una curiosità: perché si è messo ultimo nella fila? Cos'è, paura?
Io paura di te?
< Mi son voluto levare la soddisfazione di farti spernacchiare da ogni reparto.
Si muove l'affarino, là? Eh?
È il più bel giorno della mia vita, Tamperletti Luigi!
< Si rende conto delle conseguenze del suo gesto?
Certo. Contratto di lavoro, articolo 78, comma 4:
"Offesa al datore", che saresti tu,
"multa adeguata con sospensione fino a 30 giorni". Pago!
C'è anche il codice penale. Potrei denunciaria.
- Sarebbe una vigliaccata. - Sì.
Sì, Ravizzi, una vigliaccata.
Ma dato che stavolta si tratta, come dite dalle vostre parti,
d'una "questione d'onore", allora possiamo risolverla fra noi.
No? Da uomo a uomo!
- Ma che vuoi fare, a botte con me? - Non le va? Paura?
Figurati! Paura di un mollacchione come te!
Ti fottisti, Tamperletti Luigi. Mi hai invitato a nozze!
Cominciamo con questa!
- Povero dottore, ma che gli fanno? - Lo stanno massacrando!
< Uomo: Povero Tamperletti!
Va bene?
Mortacci tua! Hai imparato la lotta giapponese per fregare a me!
Teresa: Bella la Svizzera, pare una cartolina!
Saverio: A quest'ora c'era il sole, ma qui piove.
Ma è pioggia svizzera, non pioggia pioggia.
- No, è sole sole. - Mangia.
- Mangia! - I cioccolatini fanno venire la diarrea!
< A me no.
Saverio: Senti che aria fine, altro che il reparto verniciature!
- Guarda che belle montagne! - Bellissime!
Non guardare sempre i cioccolatini, guardati in giro!
Guarda il lago, la natura!
- Ma che fai, sei matta? < Ma perché, che feci?
Sei pazza! Ci vogliamo far conoscere che siamo italiani?
Qui è reato buttare la roba per terra, ci sono gli appositi cestini. Ecco!
Questo è un apposito cestino.
- Visto? Guarda qua. - Ordinati.
Ci vuole tanto a essere puliti? Che diamine!
Saverio, perchè non ci trasferiamo in Isvizzera?
< Perchè trattano gli operai italiani come cani!
Cigni svizzeri, supernutriti! Figurati se mangiano le mie bricioline!
Guardia svizzera, supernutrita.
Ma guarda, non è Tamperletti?
< Luigi, sono io, Ravizzi! - Porca vacca! Anche qui quel rompiballe!
- Chi è, cicciotto? - Quello.
Vi ho preso nel filmino! A colori!
- Ci ha presi nel filmino a colori! - Che fai? Lascialo stare!
Sta' qui, non muoverti! - Ehi!
Luigi! Ma guarda questo!
< Ehilà! Caro Saverio, come va?
- Che ti è successo? - Perchè? - Non ti ho mai visto così allegro!
- Gli affari vanno bene? Vieni a portare i miliardi in Isvizzera! - lo?
- Quell'auto svizzera mica te la conoscevo! < No.
- È che... tutta la settimana in città, la nebbia, lo smog... - Ma...
- La domenica vieni qui... - A respirare. - Ecco.
Beato tu! Io sono con mia moglie, bella soddisfazione!
- Tu, invece, in bella compagnia! < Ma no, c'è un equivoco.
- Non creda... - Bella ragazza! Chi è?
- Una cui ho dato un passaggio. - Io la conosco. Non è...
< Non è quella dei tuoi caroselli?
- No. - Come no? Sì, la conosco! È quella del...
- "Tamperrrletti con amore!" - No!
- Eh, cosa sei! - No, ci somiglia. Ravizzi...
- L'ammiro molto signorina. - Sì?
- Noi lavoriamo nello stesso ramo. - Fa caroselli?
- No, frigoriferi. In fabbrica. - Ah! Cicciotto, ho freddo!
- Cicciotto! - Non chiamarmi "cicciotto"! Andiamo.
- Auguri, cicciotto! - No.
Mi creda, fra me e quella ragazza non c'è niente, solo rapporti di lavoro.
Ma allora sei un bel fesso! Quella non aspetta altro.
< Stia zitto! È una bambina, è ancora minorenne! - Il culetto è da maggiorenne!
< Basta, muoio di freddo. Non ho preso neanche un caffè!
Ciccio, sono stanca. Andiamo in albergo, dai!
- Che albergo, signorina? Non dica sciocchezze! - Come, quale albergo?
- Non abbiamo prenotato qui al Royal? - Mai detto una cosa simile!
Non cerchi di fare la furba o di incastrarmi, eh!
Incastrarti? Ma se mi stai dietro da un mese! Dovevi comprarmi il Piaget!
- Questa è una giovane mitomane pazza! - Pazza io? - Sì!
Dichiaro che sono innamorato di mia moglie più d'ogni cosa al mondo
e non potrei mai avere rapporti con nessun'altra donna.
Ah, è così? Va bene!
Taxi! Taxi! Alla stazione!
Hai fatto arrabbiare la cicciotta tua! Ma che fesso sei?
Impotente!
Da' retta a me, corrile dietro o la perdi.
No, meglio così, tanto è matta. Piuttosto mi dia la pellicola.
- Non capisco. - La pellicola con me e quella, il filmino!
Quanta fretta! Lo faccio stampare poi taglio il pezzo e te lo mando.
< No, preferisco averlo ora. - Saverio, lì sei?
Così piglia luce! C'è dentro il lago, i cigni! Sei matto?
- Le ordino di consegnarmi la pellicola! - Oh, qui mica sei in fabbrica!
- Sei all'estero, sotto legge svizzera! - La voglio! - Guarda questo!
- La conosco, lei vuol farne un ricatto sindacale! - Fermo!
Aiuto, un rapinatore svizzero! La "cineripresa"!
- Polizia! Lasci stare mio marito! - Non urlare, cretina!
Ah, la signora Ravizzi! Permette? Sono Tamperletti, della Tamperletti.
- Tamperletti. - Signor padrone! - Che padrone! Siamo nel Medioevo?
- Ma è Tamperletti! - Vede, gli ho chiesto in prestito la cinepresa,
ma lui non vuol darmela, dice che si rovina la pellicola.
- Ma certo che ce la dà. Vero? - No!
- Tanto la pellicola non ci sta! < È scarica?
Sì, troppo cara è in Italia. La comprai qui, dal tabaccaio svizzero.
- 50 lire risparmiai! - Ah! Ah!
- Ma è mai possibile? Potevi avvisarmi! - Ma de che?
- Attenta! - La stazione dov'è? - Prima strada a destra.
- BENVENUTI IN ITALIA -
Buongiorno. Prego, passaporti.
Grazie.
- Buongiorno. Sigarette? - Niente da dichiarare!
Vada.
- Saverio! - Sì?
Vedi? Fregati li abbiamo!
Disonesta!
- Saverio, che fai? - Zitta!
- Saverio, ci arrestano! - In galera ti mando!
Ma cosa fa quel pazzo?
< Finanziere 1: Si metta più a destra! - Senta...
Come cittadino onesto dichiaro che per errore abbiamo contrabbandato:
5 scatole di Lindt e 3 di Droste, tubolari.
- E questa. < Teresa: Saverio! Saverio!
< In prigione finiamo.
< Finanziere 1: Vada avanti, per favore!
< Ancora.
< Impiegato: Chi è quello? < Finanziere 2: Un coglione!
< Teresa: Saverio!
- Che è? È la sveglia? -I piedi sul divano mettesti!
Dove li ficco, in tasca? Che vogliamo fare?
Una volta che a Natale usciamo tutti insieme, vogliamo stare in pace?
- Papà, è ora di andare. La messa sta per iniziare. - Sono pronto.
- Il vestito appena stirato ti sgualcisti! - Me ne frego!
Figurati se vado a messa per far vedere il vestito!
Tu no, eh? Tu non sai neanche dov'è di casa la modestia! - Papà!
- E Giuseppe dov'è? Non lo vedo. - Ragazzo è.
- Che c'entra? < È con gli amici, a ballare.
- Dove? - Ragazzo è!
- Dove? - Alla Lucciola.
Sì? Ora gli insegno io l'amore per la famiglia a tuo figlio!
In ginocchio, con la famiglia, almeno a Natale.
< Prete: In nome del Padre, Figlio e Spirito Santo. < Fedeli: Amen.
< Prete: La grazia del Signore nostro Gesù Cristo
e la comunione dello Spirito Santo sia con tutti voi. < E col tuo spirito.
< La grazie e la pace di Dio...
Saverio... - Mh?
- Ma chi mi portasti? - Tuo figlio.
Ma questo non è Giuseppe!
- Come no? - Guarda!
- Ah! - So' tutti uguali, 'sti capelloni, per forza!
C'è stato un equivoco, abbia pazienza.
- Può anche andare. Vada pure. - La credevo della polizia.
- Già che ci sono, dico una preghiera. - Ecco, bravo!
< Prete: Il figlio di Dio ha voluto nascere in una capanna,
in un umile luogo,
per farci sentire ancora di più che è nostro fratello.
< Ed è proprio nella notte del Santo Natale
che ogni uomo si sente figlio di un unico padre.
- E quindi... - Chiedo la parola!
Saverio Ravizzi, siamo in chiesa!
- Non è un'assemblea di fabbrica! - Don Carlo, è Natale,
devo dire qualcosa ai fratelli. Solo un appello, pochi secondi.
- È molto inconsueto, ma parla pure. - Grazie.
Ebbene, è Natale.
E sono tornati dalla Svizzera 8 fratelli lavoratori del nostro Paese,
per trascorrere qualche giorno in letizia coi loro familiari.
< C'è chi ha il padre malato, chi la madre, chi il figlio piccolo,
chi la sorella, chi...
Ah, sì! Vengo al dunque.
lo che viaggio spesso
e fra le altre Nazioni ho visitato anche la Svizzera,
e so come vengono trattati lì, chiedo che questi 8 fratelli
non debbano più tornare nella matrigna Terra straniera!
Chiedo che restino qui a Bissola, che è la loro casa, la loro patria!
- Un appello di cuore, grazie! - Mi lasci finire. Lei mi interrompe!
Qui a Bissola Lambro, fratelli miei, l'industria fiorisce!
< Sì, fratello Tamperletti che ti agiti e fai il sorriso sardonico.
C'è qui il fratello Luigi Tamperletti che ha una fabbrica bella e grande!
E quindi, a nome delle 8 famiglie degli emigrati,
io ti chiedo, fratello, che questi 8 ragazzi meschini
non debbano andare più a cercarsi il pane amaro oltre frontiera,
ma che trovino occupazione alla Tamperrrietti di Bissola Lambro!
- Fedeli: Giusto! Bene! - Fratelli, vi prego! Siamo davanti al Signore!
- Fedeli: Bravo! Bravo! - Bravo, eh?
- Senta, Ravizzi... - Fratello Ravizzi!
Faccia il bravo, non faccia buffonate in chiesa la notte di Natale!
Ah, sì? Secondo te sarei un buffone a chiederti di assumere 8 operai?
- Ne ho già 142 che lavorano qui! E coi tempi che corrono! - Beh?
142 più 8 fanno 150 tondi.
Tamperletti, è Natale, eh!
Non mi puoi dire di no.
- Lei vuole una risposta qui, ora? - Sì. Allora?
- No! - Il Signore sia con voi! Preghiamo.
< Dio abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati...
Chiudete. Buon viaggio, Martino.
Tiralo su, lo mandiamo via subito.
- Da qui non si passa! - Manifestanti: No!
Ma io devo fare le consegne, domani devo essere in Germania!
Invece resti qua, così ti fai il capodanno a casa.
Ma che capodanno, sono di Benevento!
Sorridi, non vedi che c'è la stampa? Ti pubblicano la foto sul giornale!
- Che faccio? - Chiamiamo il padrone. - È in montagna, in due ore è qui.
- Un po' di caffè caldo. - Grazie.
- Vecchio: Fa freddo umido. - Sì, è umido.
Pensa anche a quelli sopra, quelli là.
- Si copra che fa freddo. - Grazie.
- Grazie. E tu? - Ho la giacca.
- E poi ora vado in macchina. Vieni anche tu? - No, resto in trincea.
Copritevi, la notte è lunga.
Son tre ore che stiamo qui!
Ecco l'orso Yoghi.
< Vezio: Adess se fem? Gli spacco la faccia?
- Bella porcata! - Mi ci hai costretto tu.
Sa che sta combinando?
- Sul camion ci sono 60 frigoriferi da consegnare all'estero! - E con ciò?
Vuol farmi pagare milioni di penale? Lei è un vandalo!
- Tamperletti Luigi, attento a come parli, sa! - Sennò?
Niente. Accetti le sacrosante richieste, assumi gli operai e il camion parte.
- No! Il camion parte lo stesso! Tel disi mi! - Eh!
- Martino! - #Martino campanaro, din don dan.#
- Metta in moto e parta! - Siete tutti pazzi, come faccio con tutti quelli là?
- Si rifiuta? - Chiaro che mi rifiuto! Non ho capito!
- Ora vi faccio vedere io come si fa! - E fate voi!
Non abbiate paura, bluffa. Dice, dice, ma vi assicuro che non parte.
< Saverio: Ué, no! Tamperletti, ferma! Ferma!
< Farabutto, fermati! Ferma! Fermo!
Non scappate! Tornate ai vostri posti, cretini!
Fermi! Combattiamo per una giusta causa!
< Operai: Saverio! Attento!
Santa Rosalia, fallo fermare!
< Operaio: Guarda che quello ti travolge!
Va bene, Ravizzi, basta. Ha vinto.
- Si alzi, è finita. < Marisa: Ma come fa, è svenuto!
Saverio! Saverio!
- Morto sono? - Marisa: Macchè, hai vinto!
- Saverio: Tamperletti! - Assumo i suoi 8 operai.
- Contento? - Sì, ma non basta.
- Devo farti un'altra richiesta. - Ancora? - Sì.
Devi mettere la musica in fabbrica.
La filodiffusione!
Dischi di Claudio Villa.
È bravo, è bravo!
Ecco, io abito là.
Beh, allora ciao.
Ciao. Tu dovrai fare in fretta, tra qualche ora è mezzanotte.
- Inizia l'anno nuovo. - Eh!
- Tu come passi la mezzanotte? - Nella vasca. - Eh?
A letto, a casa mia.
I miei a quest'ora dormono, figurati se festeggiano l'anno nuovo.
< Tu, invece, a Milano, magari hai un sacco d'amici.
- Night, champagne... - Eh!
< Beata te! - Ma va'! Torno a casa sola soletta!
Scriverò un bell'articolo sull'eroica azione del Saverio Ravizzi
e poi me ne vado a letto. Sono così stanca!
Beh... Allora, ciao.
Buon anno.
- A meno che... - A meno che che?
No, niente. Era un'idea un po' pazza. E poi tu hai una moglie, bambini...
Certo. Ma che scherziamo?
È mezzanotte! Mezzanotte!
- Anch'io! - Bevi.
Mi sono bagnata tutta!
- Alla francese! Alla francese! - No, smettila!
- Buon anno, Saverio. - Buon anno, Vera.
Sembra che non fai l'amore da 10 anni.
- Da nove. - Eh?
- Mh-mh! - Povero! Povero!
Oh!
Mi manca la vasca. Sono abituato coi bordi della vasca.
- Mi sono presa una paura! - Povera Vera!
Che bella festa! Ciao.
Ehilà! Brava.
Salve, salve.
Ehi, gut neues Jahr! Bene, grazie.
Salve, ciao! Fa' il bravo, eh?
Oh, finalmente! Ahia!
- Visto, sono arrivato in tempo! - Ciao, caro!
- L'ingegnere Martellini. - Auguri! - Grazie.
- Piacere, ingegnere, bravo! - Gustavo Martellini.
- Noi andiamo di là. - Prego, ti raggiungo subito. - Allora?
- Allora, che mi dice? - Bene, come ha consigliato lei.
- Ah! - Sì, l'ho data vinta al Ravizzi. Resa totale incondizionata!
- Doveva vedere la scena del camion, sono stato un fenomeno! - Stupendo!
- Le elezioni quando ci saranno? - Fra 15 giorni.
Attenzione! Attenzione!
Leggiamo i risultati delle votazioni.
Schede bianche: 4.
D'Alessio Costanzo, voti 16.
Taruffi Cesare, voti 28. - Folla: Bravo! Bene!
Lista indipendente: Ravizzi Saverio...
- Cosa? Ma è uno scherzo? - Un momento. - Silenzio!
C'è un errore. Non mi sono presentato candidato, non ho firmato nessuna lista.
Siamo solo la commissione di spoglio,
ci sono voti a tuo favore e ne prendiamo atto. Chiaro?
Lista indipendente: Ravizzi Saverio, voti 102!
< Saverio: Non vale, io non so niente!
Che devo fare? Ditemi voi, non so.
Dai, fatemi scendere da qua sopra!
Vabbè, tutti al bar, pago io!
< Altoparlante: Ravizzi Saverio in direzione.
- Uh, sempre Claudio Villa! - Mai un disco di Battisti!
Ciao, grazie.
A me piace tanto.
- Auguri. - A dopo.
- Auguri! In gamba! - Ho pronto il pacchetto delle rivendicazioni!
- E questo è solo l'inizio, poi viene il resto! - Non mollare!
- Vorrei chiederti un'altra cosa. - Sei ancora in tempo.
- Conosci Filippo? - Non ho il piacere.
- È il tuo fidanzato? - No, il cane. Vorrei portarlo in fabbrica.
A casa si annoia.
Chiedi al padrone se mi sposta dal finestrone?
C'è una filatura d'aria proprio sulla spalla e mi fa male.
Vuoi cambiare posto? Cambiamo.
Scusa, Ravizzi, ma ti sembrano cose serie queste?
Non ti capisco. In 15 anni non sei riuscito neanche ad avere i cessi puliti.
Gli operai fanno richieste e io, come loro rappresentante, vado e le presento.
lo mica chiacchiero, faccio i fatti!
Ma ci sono cose più importanti da discutere.
Fra 8 mesi scade il contratto nazionale, lo sai? Quelle sono cose serie!
- Fra quanto scade? - Fra 8 mesi.
Fra 8 mesi ne parliamo, qua ci sono cose più urgenti!
Ho una bomba in mente, che non la potete neanche immaginare!
- Le bombe, sì! Mettiamo le bombe! - Sì! Le bombe!
- La cotoletta! - Scansa il piatto.
Scusate! Compagni! Lavoratori!
Buone notizie!
- Abbiamo rotto le trattative. - E le chiami buone notizie?
- Silenzio, porco Kaiser! - Saverio, ti hanno fregato.
Ho detto buone notizie e la ragione c'è. Ora vi parla lui, poi capirete.
Tamperletti Luigi, vieni su.
Cari amici...
< Ho vagliato attentamente tutte le richieste sottoposte da Ravizzi.
< Sono senz'altro accettabili.
Su un solo punto non abbiamo potuto trovarci d'accordo: sulla questione...
Sulla questione della compartecipazione agli utili.
Operai: Agli utili? Che roba è?
Hai capito la bomba? Eh?
Si tratta di un aumento sulle buste paghe di circa 16.500 lire a settimana!
lo, personalmente, condivido e accetto la richiesta del Ravizzi.
Ma conosco bene i miei soci azionisti.
Non so se accetteranno di buon grado una soluzione del genere.
< Saverio: Calma.
< Luigi: A meno che, non si trovino di fronte a un'azione di forza.
Cioè... Sst!
Cioè a uno sciopero a oltranza a cominciare da questo istante!
Ravizzi!
- Ravizzi! - Eh?
Lo sciopero è un'arma da usare con intelligenza! In casi estremi!
E questo non lo è?
Come rappresentante della CGIL chiedo che la decisione sia rinviata
a dopo un attento esame della situazione. - Ma...
Come rappresentante della CISL mi associo in tutto al mio collega.
Vi mettete a fare i crumiri? Ricominciamo tutto da capo?
- Chiacchiere, discussioni, parole! - Chi parla?
Ho capito. Scusate un momento.
- Oh! - Leva 'sto piatto di mezzo, abbi pazienza!
Dato che c'è qualche ripensamento, passo ai voti.
Chi è per lo sciopero alzi la mano!
Ecco, più chiaro di così!
- A questo punto è meglio avvisare Roma. - E presto anche!
- Oh, dove andate? - A lavura'!
Siete matti? Fate i crumiri?
- Dove andate? - Crumiri!
- Fermi! - Dove volete andare?
< Saverio: Fermi! Siete diventati matti? Niente violenza!
- Niente violenza. - Questi qui vogliono anda' a lavura'!
E a te che ti frega? Che ve ne frega? Vogliono lavorare? È nel loro diritto!
- E allora lo sciopero? - Lo fa chi lo sente!
Sciopera chi ha il coraggio di soffrire per far migliorare la classe operaia!
Chi è pronto a lottare, disgustato dal sistema capitalistico!
Però c'è la libertà e ognuno è libero di far ciò che vuole. Prego.
Ma se chi non aderisce... Lasciatemi passare.
Se quando tutto sarà finito,
si troverà lo stesso in busta paga il premio di produzione, vabbè...
Allora sarà la sua coscienza a dirgli: "Hai sbagliato!".
Falli passare.
Prego.
- Dai, va' dentro! - No.
Entrate, non abbiate paura. Potete entrare.
- No, nol - Lo sapevo! Ero sicuro!
- Bravi! Sono bravi ragazzi! - Si erano sbagliati.
- Sono veri compagni! - Basta, ai vostri posti.
Ancora un'altra vittoria!
#Di Vittorio in vittoria!#
#Di Vittorio in vittoria!#
- Ma non è la Giuliana? - Sì.
Hai visto che bel portamento?
- Giuliana! - Sì?
- Se eri nata in Cina, sai come ti avrebbero chiamata? - Come?
C'han-bel-cul!
Quanto durerà 'sto bordello?
Poco. Tra un paio di giorni gli azionisti calano le braghe.
< Operaio: Se non le calano? - Gliele caliamo noi.
< Operai: #Tamperletti, cosa aspetti? Tamperletti!#
Annate a fanculo! Fanno la musica giapponese e non me fanno dormi'!
-2 e 6 fa 8. - Scopa!
- Ma hai una fortuna, te! Basta! - Ciapa qui!
Asso. Bene.
Dunque... Paro, paro, carta spara paro. E che hai, eh? Che hai?
- Io giocherei il Re. - Che c'entra il Re? E poi di che t'impicci, tu?
Tonino!
Tonino!
Ma tu guarda! Da dove cavolo sbuchi fuori?
- Tonino Pagliari, un amico di Roma. - Piacere.
Un figlio d'una vacca! Mi piantò durante la marcia della Pirelli.
Come mai sei qua? Sei di passaggio o ti fermi?
- Sono venuto a parlare con te. - Con me? - Sì.
Ma allora è una cosa seria.
Sei senza lavoro! Ma qui va male, non c'è tanto lavoro.
- Grazie, ma non sono qui per questo. - Ah, no? Allora parla!
- Un bicchiere di vino per Tonino! - Aspetta!
- Forse è meglio parlare da soli. - Vieni a casa, così conosci i miei.
- Ci sono già stato. Mi hanno detto loro che eri qui. - Ah, sì?
- Sei venuto in macchina? - No, in treno.
lo ho la macchina, ma per risparmiare benzina...
- Per via dello sciopero? - Lo sai pure tu? Vieni, monta.
Tonino Pagliari!
Ti ricordi la famosa marcia?
- E 'sta nebbia del nord? - Vedrai dalle parti di casa mia!
Che lavoro fai? Aspetta, fammi indovinare.
- Commerciante. Ho indovinato? - No, lavoro nei sindacati.
Ah, pure tu? In che fabbrica?
- Direzione generale. - Ah!
E le fodere?
Tonino, hai fatto il miracolo dopo 15 anni!
- Che hai detto? Non capisco. - Capisco io.
- Allora... - Sì.
- Prego, accomodatevi! State tranquilli, liberi. - Accomodati.
Dopo 15 anni! Ti rendi conto, Tonino?
- Dunque... - Beh, stiamo esagerando.
A noi due. Come mai dopo tanti secoli ti sei ricordato di Ravizzi Saverio?
Forse sono di troppo. Meglio che vada.
< No, signora. Resti, il suo consiglio è necessario.
Rimango? Grazie.
< Ecco, Saverio, sono venuto per il tuo sciopero.
Ah, bene! A Roma approvano, vero?
Vogliono estendere l'agitazione agli altri settori?
No, a Roma disapprovano.
Porci! I soliti romani arretrati, mangiapane a ufo e anche terroni!
- Ma anche tu sei siciliano! - Io mi sono europeizzato.
- Avanti, continua. - Saverio, sai cos'è un sindacato giallo?
Beh... Roba di maoisti, cinesi.
Non abbiamo niente a che fare con loro, posso garantirlo.
< È un sindacato che si forma per volontà del padrone.
Invece di fare gli interessi degli operai,
agisce per aiutare le mire del datore di lavoro.
Bella merda! Roba da impiccarli!
Il tuo, Saverio, è un sindacato giallo.
- Come ti permetti? < Il tuo padrone ha favorito la tua elezione.
e ora ti usa come una marionetta.
E tu ci vieni da Roma per dire 'ste fregnacce? Io marionetta!
È vero che il Tamperletti è contento della proclamazione dello sciopero?
Sì.
Ma che c'entra?
< Pagliari Tonino!
Ascoltami bene, sturati le orecchie: io sono una persona onesta,
eletta col consenso dei lavoratori. Tu che minchia ne capisci?
- Ragionare non vuole, come sempre! - Non t'impicciare, terrona ignorante!
lo mica scaldo il culo su una poltrona a Roma, sai? Io agisco, io mi muovo!
- Io continuo per la mia strada. - Eh, no! Tu stai fermo, ora!
< Hai già fatto un bel casino! Piantala di agitarti, capito?
- Chi lo dice? - Lo diciamo noi e devi ascoltarci!
< Sospendi lo sciopero! - No!
Insomma, ma chi ti credi di essere? Non sei nessuno!
Come, nessuno?
Io... Io!
Ho ottenuto la mensa! Fatto mettere il depuratore!
Spostare fermate, assumere nuova manodopera! lo!
Io faccio i loro interessi!
Non sono una marionetta in mano al padrone, io!
Mi vogliono bene! Mi stimano! Io qui sono...
Io sono un Di Vittorio! E non accetto ordini da nessuno!
E allora diciamo che ti consiglio di sospendere lo sciopero.
Io non sospendo niente, capito?
Una volta mi hai piantato in mezzo alla strada. Ora che vuoi fare?
Darmi un'altra pugnalata alla schiena?
Quanto zucchero?
- E dai, erano altri tempi. - No!
Ora è lo stesso. Sei il solito vigliacco cagasotto.
- E tu, uno stupido ingenuo! - Dici le parolacce? Stronzo!
Papà, non essere ridicolo, il signor Tonino ha ragione.
Zitta, tu! Svergognata e sottosviluppata!
< Saverio, sei impazzito! Lo scusi, signor Tonino.
Bene, bravi! Bella famiglia!
Tutti contro di me! Proprio quando uno avrebbe bisogno del loro aiuto!
Per forza! Arriva un pirla da Roma a dire fregnacce
e una leva il cellofan dalle poltrone, l'altra chiama suo padre "ridicolo"!
- Siete tutti d'accordo? - Calmati, Saverio.
No, non mi calmo. No!
Anzi, prendo a calci 'sti mobili schifosi! 'sti mobili di merda!
< Così! Perché mi sono rotto i coglioni!
Del salotto! Dei cioccolatini svizzeri! Del tavolo di noce!
- Della fabbrica! Della moglie! Dei figli! - Sei impazzito? Fermo!
- Di tutti! - Calmati, Saverio!
Sapete che novità c'è? Me ne vado.
Vi lascio per sopravvenuto disgusto!
- Ma dai, basta! Calmati! - Levati, Tonino! Levati!
E tu...
- Papà! - Sst! Sst!
E allora?
Cos'è successo di tanto grave?
- Sono scappato di casa. < Come un ragazzino?
Ho piantato tutto: moglie, figli, salotto, tutto!
Ho deciso,
sono venuto a vivere con tel! Solo con te.
Tu sola mi capisci, Vera.
- Vera, chi è a quest'ora? - Buonasera. - Scusa un momento.
Va bene.
- Non sapevo avessi un fratello. - Non è mio fratello.
- Cugino? - È un amico.
L'hai ospitato per stanotte? Dove lo metti? Qui è così piccolo!
Dentro la vasca!
Dorme con me.
Capisco. Sì, sì, capisco.
Anzi, non capisco un bel niente! Scusa, dopo quel che c'è stato fra noi!
< Potevi avvertirmi, che cavolo! Ho piantato pure la famiglia!
< Saverio...
Saverio...
Non ti arrabbiare.
Abbiamo passato insieme una notte di capodanno meravigliosa.
Non era mica detto che dovevamo sposarci, no? Su!
- Ragiona. - Ragionare! Ragionare! Oggi tutti mi chiedono di ragionare!
- Vabbè, ragioniamo. Me ne vado per sopravve-- - Sopravvenuto disgusto?
Per sopravvenuto ragionamento.
- Addio, Vera. - Senti, aspetta.
- Che devo aspettare? - Se non venivi tu da me, sarei venuta a cercarti io.
< Volevo dirti...
Vera!
Vera!
Allora è con me che vuoi stare!
Vai, caccia dal tuo letto quel pelosone là!
- Ci vado io, anzi. - Non hai capito, venivo da te come giornalista.
Ah! A fare che? A farmi una fotografia?
Come giornalista e amica, per darti un'informazione molto riservata.
- Me ne frego delle tue informazioni! < Questa, invece, t'interessa!
Tamperletti vi prende in giro, gli serve lo sciopero per giocare al ribasso.
- Domani incontra i soci per comprare la maggioranza delle azioni. - Bene!
- Così cederanno alle nostre richieste. - No, Saverio.
Lo fa per poter vendere la fabbrica a una società tedesca.
- Sveglia! Sveglia! - Donna: Che succede?
- Donne: Chi grida? Che c'è, Saverio? - Marchini! Sveglia!
Casiraghi!
< Donna 1: Se ghè? < Dov'è tuo marito? - In fabbrica. < Bene!
Sveglia! De Paolis, D'Alessio, tutti in fabbrica!
- Bellinelli! < Donna 2: Sei suonato a gridare così?
< Dov'è Vezio? - Non c'è, è in fabbrica.
Meno male! Hanno capito che bisognava tornare a lavorare.
< Operai: Buf-foni! Buf-foni! Buf-foni!
Buf-foni! Buf-foni! Buf-foni!
< Buf-foni! Buf-foni! Buf-foni!
< Buf-foni! Buf-foni! Buf-foni!
< Operaio: Ecco Saverio. - Ma che avete fatto?
Siete matti? Chi vi ha detto d'occupare la fabbrica?
Non se ne poteva più! Il padrone ciapa tutti per il cù da 40 giorni!
Bisognava prima parlare, discutere!
Sei come gli altri: parole, parole! Ci vogliono fatti!
- Ti abbiamo cercato ieri sera! - Non eri mica a casa! Dov'eri?
- A Milano. < Da Tamperletti! Anche lui era a Milano!
Ma che dici? Che dite?
Bisogna sospendere tutto: sciopero, occupazione.
Bisogna tornare a lavorare, presto!
< Operaio: Allora è vero, il padrone ti ha pagato! - Zitto, cretino!
- Devo parlare con tutti, bisogna chiamarli! - Venduto!
Ragazzi, è Ravizzi che vi parla! Dobbiamo tornare al lavoro!
- Traditore! - Riprendere il lavoro!
< Operai: Venduto! Vieni qui! Traditore!
Va' via! Levati di mezzo!
Fermi! Non sfasciate niente! Fermi!
- Di qua! - Buttate via i bastoni!
Non toccate niente!
Fermi! Sospendiamo lo sciopero, così lo mettiamo in culo a Tamperletti!
Dai, spacca!
Saverio: Ci roviniamo con le nostre stesse mani! Fermi!
La polizia! Chiamate la polizia!
Traditur, lader! Vuol chiamare la polizia, questo!
È per il nostro bene! Quello vende tutto ai tedeschi!
- Quali tedeschi? Vigliacco! Fascista! - È la verità, credetemi!
Ma perché non mi volete credere? lo non c'entro niente!
- Carogna! - Mena!
< Dail < Mena!
Di Vittorio, aiutami tu!
Fanno male!
< Di Vittorio: Un giorno capirai che tutto ciò era necessario.
< Basta! Adesso basta!
< Tonino: Basta! Basta!
< Operaio: Basta!
Adesso basta! Su, basta! Basta!
- Grazie, Peppino. - Ma no, Saverio, sono Tonino.
Ah, Tonino!
Su, su!
- Tonino: Dai, cammina. - Meno male che sei arrivato in tempo.
Una vita gli ho dato a questi!
Anni di lotte per migliorare le condizioni degli operai!
- Sì. - È questa la ricompensa?
Stavi dalla parte sbagliata, non da quella degli operai.
- Stavo da quella del padrone? - No, dalla tua.
Vuoi venire a lavorare con me a Roma nei sindacati?
Così finalmente farai qualcosa di utile per la categoria.
Sì, vengo con te. Grazie, Tonino, hai ragione tu.
Sono stato rompicoglioni, ribelle, individualista,
ma con te, nei sindacati sarà diverso.
- Guarda che è una vita dura: niente pause, niente... - Chi se ne frega?
Non me ne frega niente! Lavoro giorno e notte! Mi piace lavorare!
Io non chiedo niente!
- Ma gli straordinari li pagano? - A volte, se ci sono i soldi.
A volte? Devono pagarli, Tonino! Sei fesso? Sennò si sciopera!
- Scioperare noi? - E chi, sennò? Noi!
- Quante mensilità ti pagano? - 13.
14, Tonino! Ma che hai qua?
- E la gratifica? - Ma che gratifica?
E la mensa?
Ma sei cretino?
E la cassa malattia? Non correre! L'INPS, gli assegni familiari...
Meno male che vengo io, così sistemo tutto.
Gli assegni familiari ci vogliono...
Sottotitoli a cura di STUDIO ASCI - Crema
Can't find what you're looking for?
Get subtitles in any language from opensubtitles.com, and translate them here.